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Corrado Capelli

Lo Sharp test, che prova presso il proprio laboratorio i caschi presenti sul mercato Britannico, ha dato 5 stelle al nostro Duke

come imprenditore? «Caberg è stata la prima azienda italiana ad aver prodotto e commercializzato il casco apribile, prima ad aver introdotto una gamma completa dotata di visiera parasole. Attraverso il nostro laboratorio interno, oltre a monitorare severamente il soddisfacimento dei test di conformità richiesti dalle varie normative, sperimentiamo soluzioni in più ambiti sia di sicurezza attiva che passiva. Recentemente il test Sharp del dipartimento dei trasporti inglese, che regolarmente prova in laboratorio i principali caschi presenti sul mercato britannico, ha premiato il nostro modello Duke con il massimo dei voti (5 stelle). L’ottimo risultato ottenuto dal Duke si va ad aggiungere a quello ottenuto da altri nostri cinque modelli. Al recente salone di Milano Eicma, abbiamo presentato il nostro nuovo casco apribile Modus, con un inedito sistema di rotazione e aggancio della mentoniera che garantisce la massima sicurezza viaggiando anche con mentoniera sollevata. Riguardo, invece, ai nostri mercati di riferimento, i più importanti rimangono ancora quelli europei, ma stiamo sempre più investendo nei nuovi mercati emergenti compresi Cina, Brasile e Russia».

Qual è il fattore decisivo cui attribuirebbe questi riconoscimenti? «L’attività di ricerca e sviluppo è vitale, purtroppo la costante diminuzione dei profitti rende difficile trovare le risorse da dedicare a questa attività. Eppure Caberg, vi dedica praticamente la quasi totale disponibilità. L’obiettivo è la realizzazione di caschi sempre più sicuri e innovativi, studiati per le necessità dei vari utenti: un conto è produrre un modello per il moto turista, un altro sviluppare un modello per un uso prevalentemente urbano. Le svariate tipologie di moto sono molto diverse e i caschi devono essere progettati tenendo ben presente queste tipologie d’uso». Quali sono le prospettive per il futuro di Caberg? «Oltre alla costante progettazione di modelli sempre più sicuri, comodi, silenziosi, e con il design made in Italy, ci dedicheremo sempre più a modelli di alta gamma per prendere decisamente le distanze dalle produzioni asiatiche. Queste, in molti casi, presentano omologazioni ottenute in paesi “compiacenti”, qualità estetiche e di sicurezza insoddisfacenti, con materiali interni che talvolta possono essere nocivi». LOMBARDIA 2012 • DOSSIER • 125

DLombardia122012  
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