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FAI - Giardino Pantesco Donnafugata - Isola di Pantelleria - Trapani, Contrada Khamma


L’agricoltura che guarda al futuro


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Indice Premessa di Giulia Maria Mozzoni Crespi pag 3

Sicurezza e consumi alimentari pag 4

Politica Agricola Comune (PAC)

Il percorso verso un’agricoltura di qualità Perdita di SAU

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Una difficile economia

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Agricoltura biologica e biodinamica

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La multifunzionalità

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Foto S. Gomarasca

Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

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Cosa minaccia l’agricoltura di qualità?

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Educare e sensibilizzare

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Il paesaggio con gusto

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Buone pratiche all’estero e in Italia

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Bibliografia

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Premessa La terra è coperta da un manto vivente. Foreste, alberi, acque, prati, campagne lavorate: tutto questo rientra nell’agricoltura. La nascita dell’agricoltura segna l’inizio di quello che noi chiamiamo “civiltà”. Quando l’uomo, da cacciatore e raccoglitore di frutti soggetto a malattie, fame e freddo che viveva in caverne e rifugi temporanei, si trasforma in agricoltore, iniziano a svilupparsi i primi insediamenti stabili, le prime società umane, gli scambi, i commerci e la cultura. L’agricoltura è anche l’attività che ha consentito all’uomo di modellare la natura, modificando un ambiente essenzialmente ostile e inospitale, per renderlo alla produzione di cibo. Sono tanti i valori e i vantaggi di una buona agricoltura, tra questi n

Produrre cibo: possibilmente sano e vicino (la cosiddetta ‘filiera corta’). In Italia la metà dei cereali (55% di grano tenero e 45% di grano duro) arrivano dall’estero, per cui abbisognano di conservanti. Se viene aumentato il prezzo del carburante o bloccato l’arrivo dei trasporti via mare o via terra, che cosa si mangia?

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Fermare il dissesto idro-geologico: una buona gestione della terra, esercitata nel rispetto dell’ambiente, può svolgere un ruolo importante.

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Contenere gli incendi: se terre e boschi vengono curati è più facile contenerli.

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Proteggere i corsi d’acqua: se mantenuti con cura si può stabilire la regolazione delle acque nelle rogge, nei canali, nei torrenti e nei fiumi.

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Tutelare la biodiversità: una buona agricoltura può favorire la flora e la fauna locali.

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Tutelare l’identità: l’agricoltura in Italia è di antica tradizione, un esempio - in un certo senso archeologico, storico, di rara bellezza artistica.

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Creare paesaggi unici: da sempre l’agricoltura è plasmatrice dei nostri paesaggi.

al NORD: i sistemi agrosilvopastorali della montagna alpina. La “piantata padana” era quel sistema di filari a bordo campo che includeva specie arboree e viti, oltre che alberi da frutto, presenti dal periodo etrusco ai primi del ‘900. Intorno a Cremona ai primi del ‘900 in campagna si potevano avere fino a 150 piante ad ettaro, più che in un bosco. Anche i “campi baulati”, erano sistemi per drenare le acque molto antichi ed efficienti; al CENTRO: le colture promiscue, fatte da vite, olivo e cereali assieme (uno dei più importanti esempi mondiali di sostenibilità), l’alberata tosco-umbro-marchigiana, decritta da Emilio Sereni; i castagneti da frutto; al SUD: i pascoli, i mandorleti, i pistacchieti, i frassineti da manna, oltre ai frutteti. I muretti a secco ovunque praticati nelle zone collinari. n

Favorire il turismo: la bellezza dei nostri paesaggi e la qualità dei nostri prodotti agricoli sono una grande attrazione turistica se promossi su scala nazionale con accurati studi.

n Far crescere l’occupazione: agricoltura e turismo sono un motore per l’aumento di posti di lavoro stabili.

Va dunque tenuto presente che il tema Agricoltura è di primaria importanza poiché collega e include tutti gli elementi sopra citati.


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1_SICUREZZA E SOVRANITÀ ALIMENTARE: DALLA SCALA GLOBALE A QUELLA LOCALE Ogni anno nel mondo si perdono dai 5 ai 10 milioni di ettari di terra coltivata per problemi relativi al degrado, mentre è cresciuto significativamente negli ultimi dieci anni il fenomeno del land grabbing, ovvero l’acquisizione di terreni agricoli su larga scala nei paesi in via di sviluppo, da parte di compagnie transnazionali, di governi stranieri o di singoli soggetti privati. Degrado, impermeabilizzazione dei suoli, colture intensive impoveriscono grandi estensioni di terreni fertili in tutto il pianeta. Il suolo e’ una risorsa preziosa e non rinnovabile.

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Il tema della sicurezza alimentare domina lo scenario mondiale, nel quale è riconosciuto il

diritto a “tutte le persone, in ogni momento di avere “accesso fisico, sociale ed economico ad alimenti sufficienti, sicuri e nutrienti necessari a condurre una vita sana” (Fao, 1996). Per garantire una risposta adeguata a questo vitale bisogno, ogni Paese deve ritenere prioritaria la produzione di cibo e, quindi, sostenere il mercato agricolo interno. In questo ambito si fa strada un secondo concetto di grande attualità: la sovranità alimentare, ovvero il diritto dei popoli di definire le proprie politiche e strategie sostenibili di produzione, distribuzione e consumo di alimenti che garantiscano a tutti il diritto ad un’alimentazione sana. Per questo diviene fondamentale proteggere e regolamentare la produzione agricola nazionale e il mercato locale, anche al fine di ottenere risultati di sviluppo sostenibile.


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POLITICA AGRICOLA COMUNE (PAC) Da oltre cinquant’anni l’Unione Europea ha incentivato e finanziato le pratiche agricole nei paesi membri attraverso la Politica Agricola  Comune (PAC) che impegna oltre il 30% del bilancio UE. Purtroppo attraverso questi fondi sono state sostenute principalmente attività  agricole intensive, che inquinano i suoli, le acque e l’aria, mentre la buona agricoltura, per esempio quella biologica e biodinamica, è risultata penalizzata e marginalizzata. Nel 2013 la PAC sta per essere fortemente riformata verso il riconoscimento del ruolo strategico dell’agricoltura per il Bene Comune (alimentazione, gestione dei territori, protezione dell’ambiente). Il FAI - con LIPU, Legambiente, Pro Natura, WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano - si è unito alle associazioni AIAB, Federbio, FIRAB, UPBio, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, SIEP e Slow Food per  cercare di incidere nei contenuti della PAC per promuovere modelli agricoli virtuosi in grado di produrre maggiori benefici per la società; cibo sano, tutela dell’ambiente e della biodiversità, manutenzione del territorio, salvaguardia del paesaggio, creando lavoro per i giovani e per contribuire al superamento della crisi economica.

2 RESPINGA i doppi pagamenti illegali proposti dalla Commissione Agricoltura, che consentirebbero di pagare due volte gli agricoltori per le stesse attività; 3. REINTRODUCA l’obbligo per gli agricoltori del rispetto delle normative europee in materia di tutela dell’ambiente, sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica per poter ricevere i finanziamenti comunitari, attraverso la cosiddetta “condizionalità”. 4. SOSTENGA maggiormente l’agricoltura biologica ed i sistemi agricoli di alto valore naturale. L’impegno del FAI per questi obiettivi , insieme alle altre Associazioni, proseguirà anche in vista della fase conclusiva che si avvierà ad Aprile con il trilogo, negoziato a tre, fra Commissione, Parlamento e Consiglio Europeo per la definitiva approvazione della Riforma della PAC. Ma questo impegno dovrà inoltre proseguire anche a livello nazionale per la migliore applicazione della Pac e della programmazione delle misure di Sviluppo rurale nel nostro territorio.

1. ASSICURI l’adozione delle migliori pratiche agricole per la tutela dell’ambiente da parte di tutti gli agricoltori che beneficiano dei pagamenti diretti della PAC  (il cosiddetto “greening”), includendo anche le aziende sotto ai 10 ettari;

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Insieme hanno chiesto ai Parlamentari Europei ed al Consiglio Europeo di votare per una vera  riforma della Politica Agricola Comune che:


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2_IL PERCORSO VERSO UN’AGRICOLTURA DI QUALITà Dal comparto agricolo italiano ci giungono negli ultimi anni continui messaggi di allarme. L’avanzare delle città e delle infrastrutture cancella o compromette gravemente i suoli fertili; l’abbandono di molte pratiche agricole, soprattutto in montagna, lascia i territori al dissesto idrogeologico;  la crisi economica si ripercuote pesantemente sul settore mettendone a rischio la sopravvivenza. In particolare : Perdita di SAU Secondo i dati ISTAT dell’ultimo censimento agricolo del 2010, negli ultimi dieci anni sono stati persi oltre 12 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata (SAU), tenendo presente che negli ultimi 40 anni (1970 – 2010) vi è stata una riduzione della superficie agricola utilizzata pari quasi a 4,6 milioni di ettari. Dal 1920 ad oggi, sono quasi 10.000.000 gli ettari persi. Se ne perdono più di 110.000 all’anno per abbandono. Il bosco aumenta di 75.000 ettari, mentre l’urbanizzazione avanza a ritmo crescente. Una difficile economia Secondo i dati ISTAT, sono oltre 209.000 le aziende agricole con bestiame destinato alla vendita. Sono inclusi i capi vivi destinati alla vendita e quelli i cui prodotti (carne, latte, uova, lana ecc..) sono commercializzati. Mentre le aziende agricole senza bestiame sono oltre 1,4 milioni. Secondo Coldiretti, il numero dei lavoratori agricoli è intorno alle 1.281.000 ULA (unità lavorative annue a tempo pieno). Dai dati elaborati da Confagricoltura sulla base dei dati Istat, si evince che le aziende agricole con meno di 20 ettari sono diminuite di 785 mila unità circa negli ultimi dieci anni: corrisponde ad un calo del 35% circa. Quelle con più di 20 ettari invece sono aumentate di oltre 10 mila unità (+6,8%). Oggi le aziende superiori a 20 ettari sono

diventate il 10% del totale (erano il 6,3%). Quelle con meno di 20 ettari sono il 90%. Però il 10% delle aziende con più di 20 ettari gestisce ormai il 65,6% della Sau (8,4 milioni di ettari su 12,9 milioni). Il 90% delle aziende con meno di 20 ettari gestisce poco più di un terzo (il 34,4%) della Sau (4,4 milioni di ettari). Inoltre il reddito per ciascun addetto dell’agricoltura italiana è sceso dal 2005 perdendo circa il 12%. Mentre nella media UE europea, il reddito agricolo è aumentato rispetto al 2005 (+19% in UE 27 e +6,7% per l’UE 15). L’Italia nel 2011 è però in ripresa rispetto al 2010. Agricoltura biologica e biodinamica L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione che ammette solo l’impiego di sostanze naturali escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica, come concimi, diserbanti, pesticidi e anticrittogamici. Per salvaguardare la fertilità di un terreno si usano materiali organici, come compost o letami. Per difendere le colture si interviene con tecniche di coltivazione appropriate: n la rotazione delle colture, non coltivando appositamente lo stesso tipo di pianta nello stesso terreno, per ostacolare l’ambientarsi dei parassiti. n Piantumazione di siepi e alberi intercalari, che abbelliscono il paesaggio e fungono da barriera fisica rispetto ad inquinamenti esterni. n La consociazione, ovvero la coltivazione in parallelo di piante sgradite le une ai parassiti delle altre. n La creazione di uno strato di humus nel terreno, al fine di frenare l’evaporazione di acqua e la perdita di anidride carbonica. n Aratura poco profonda, al fine di evitare mescolamenti degli strati in profondità ed il compattamento del suolo, che deve rimanere soffice, per permettere alle radici di penetrare in profondità.


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In caso di necessità, si utilizzano fertilizzanti naturali, come farina di roccia e fosforite o estratti di piante, al fine di correggere la struttura e le caratteristiche chimiche del terreno.

Dall’agricoltura biologica deriva un risparmio energetico con l’utilizzo e la produzione di energie rinnovabili.

La multifunzionalità La multifunzionalità nelle aziende agricole è nata per necessità. Le aziende agricole hanno diversificato i propri servizi: ospitalità, ristorazione, vendita diretta, attività didattiche ecc. Le zone agricole si stanno così trasformando da zone produttive a zone di consumo che sviluppano funzioni sociali, ricreative e gestionali. L’agriturismo, ad esempio, diffonde la sensibilità all’acquisto di prodotti sani e biologici attraverso la vendita diretta e la ristorazione. La vendita diretta ha sostenuto il consumo di prodotti di prossimità: la “filiera corta”, grazie alla quale i prodotti sono immessi sul mercato direttamente dal contadino, evitando ogni tipo di passaggio, di distribuzione e conservazione; il cittadino può essere, così, informato sul prodotto e sul metodo di produzione. E inoltre i prodotti sono freschi, non importati ma realmente italiani, e diventano un vantaggio per la salute del singolo e per la terra che, in questo modo, viene mantenuta sana anche per le generazioni future.

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L’agricoltura biodinamica è un metodo di coltura a contatto diretto con la vita della terra, che esalta l’utilizzo di materiale vegetale come fertilizzante al posto di fertilizzanti chimici e sintetici. Il controllo sulle coltivazioni biodinamiche viene esercitato dalla Demeter Associazione Italia e Demeter International. L’agricoltura biodinamica presuppone un grosso uso di manodopera, pertanto determina anche un aumento dei posti di lavoro.


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PIANO DI AZIONE NAZIONALE PER L’USO SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI

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Un ampio schieramento di associazioni ha risposto alla consultazione pubblica indetta dal Ministero delle Politiche Agricole, dell’Ambiente e della Salute sul Piano d’Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.  Il FAI, insieme con AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Firab, FederbioUpBio, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mdc, Pro Natura-Federazione Nazionale, SIEP, Slow Food Italia, TCI, Unaapi, WWF, ha chiesto che il PAN esprima molta più determinazione nel perseguire obiettivi di sostenibilità e salubrità della produzione agroalimentare e della gestione delle risorse naturali.

Sette sono le richieste principali: 1. Definire obiettivi strategici e quantitativi da perseguire attraverso il prossimo periodo di programmazione della PAC. 2. Rendere evidente la priorità della difesa della salute di tutti i cittadini. 3. Evitare l’uso dei fitofarmaci nelle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria, parchi pubblici etc..) a tutela degli spazi fruiti dai cittadini. 4. Ridurre drasticamente l’uso di fitofarmaci per tutelare gli ambienti acquatici e la salubrità dell’acqua potabile. 5. Tutelare le produzioni biologiche e biodinamiche. 6. Tutelare la biodiversità e favorire la conversione al biologico nelle aree protette. 7. Investire strategicamente in Ricerca e Monitoraggio


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Alluvioni: straripamenti di piene causate da urbanizzazione selvaggia, costruzione di strade a mezza costa sulla montagna, costruzione di muri negli alvei dei fiumi e una cattiva gestione delle acque (torrenti, canali, scoli, fiumi). Incendi: causati dai pastori poichè il bosco, aumentato più del doppio nell’ultimo secolo, ha divorato il pascolo; causati dalle costruzioni di strade e autostrade da parte di speculatori che segmentano i campi con l’intenzione di costruire sul terreno bruciato (per ora il divieto di costruzione è decennale, ma andrebbe portato a 20 anni). Uso indiscriminato di pannelli solari e biomasse installate senza pianificazione. Impiego di letame e liquami per generare biogas, anzichè per fecondare la terra. Uso indiscriminato di monocolture, diserbi, pesticidi, sali minerali, crittogamici (cfr. box PAN): causa di dilavamento e corrosione dei terreni che alla lunga distruggono microrganismi, funghi, batteri nel terreno e richiedono grande impiego di acqua (il 70% è usata per l’agricoltura).

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Impiego di sementi geneticamente modificati (il permesso all’impiego è attualmente in discussione nella UE). Uno dei più grandi pericoli è l’abbandono, soprattutto in terreni impervi e montani.

Educare e sensibilizzare Educare e sensibilizzare alla tutela del paesaggio è il cuore della missione del FAI: cosa possiamo fare per conoscere e quindi sostenere l’agricoltura? n Imparare a conoscere la tipicità e la qualità dell’agricoltura nei propri dintorni. n Organizzare visite in aziende agricole, stalle e pascoli e passeggiate biodinamiche. n Ampliare le conoscenze dei tipi di erbe presenti in natura: spontanee, commestibili, medicinali, aromatiche. n Ampliare la conoscenza dei tipi di frutti presenti in natura, anche non commestibili: locali, antichi, selvatici. n Organizzare seminari incentrati sulle varie fasi del germogliare, fiorire, fruttificare; sul consumo consapevole e sostenibile. n Favorire la creazione di orti e frutteti.

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Cosa minaccia l’agricoltura di qualità?


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IL PAESAGGIO CON GUSTO Da anni il FAI è impegnato a sostenere le azioni di tutela del Parco Agricolo Sud Milano e intende promuovere un modello di sviluppo capace di garantire tutela ambientale e vitalità economica del territorio, radicandone l’agricoltura. Con i suoi 47 mila ettari, il Parco Agricolo Sud Milano è una delle cinture verdi metropolitane più estese d’Europa, con abbazie millenarie, numerose cascine, mulini e borghi storici intatti. Un patrimonio unico che testimonia la fruttuosa integrazione tra realtà produttive e storia del territorio. Anche in vista di Expo2015, che avrà come tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”, è fondamentale che i cittadini diventino consapevoli del ruolo strategico svolto dal Parco come “modello” europeo di parco agricolo, ma anche dei gravi pericoli che su di esso incombono. Dalla convinzione che la qualità dell’agricoltura periurbana sia uno dei cardini per lo sviluppo sostenibile dell’area metropolitana milanese e che la ricostruzione di un rapporto tra città e campagna sia vantaggioso per tutta la società, nasce “Il Paesaggio con gusto” un progetto promosso dal FAI con il contributo di Fondazione Cariplo. La sostenibilità economica delle aziende agricole del Parco Agricolo Sud Milano può essere favorita dalla diffusione di uno stile di vita basato sul consumo consapevole. Lo sviluppo di nuove forme di solidarietà tra cittadini e produttori agricoli è premessa fondamentale per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura e del paesaggio rurale.

Il paesaggio con gusto dal produttore al consumatore responsabile

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Cresce in questi anni la fruizione delle aree rurali periurbane da parte degli abitanti delle città, non solo per svago, tempo libero e sport, ma anche come palestra di apprendimento (con visite guidate di scuole ad aziende agricole, musei della cultura contadina, agriturismi  ecc.). In particolare, nell’ultimo decennio è cresciuto l’interesse dei consumatori per i cibi sani ed ecologici, quindi per i prodotti dell’agricoltura di prossimità, e la gita in campagna è diventata anche l’occasione per acquistare gli alimenti direttamente dai produttori. Le aziende agricole del Parco conservano un elevato patrimonio di saperi e conoscenze, tecniche e specializzazioni e, nonostante


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Il paesaggio con gusto dal produttore al consumatore responsabile

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vedano spesso diminuire la propria forza produttiva, i piccoli produttori mostrano vitalità economica, a fronte degli scarsi incentivi pubblici e delle difficoltà in cui versano, cercando sempre più di appoggiarsi a nuovi canali di scambio. L’incontro tra domanda e offerta favorisce un consumatore sempre più attento e responsabile e induce le imprese a migliorare la qualità del prodotto o dei servizi offerti. Oggi l’offerta sembra aver incontrato una nuova domanda: la messa in rete di consumatori sempre più consapevoli e responsabili è stata capace di attivare una filiera locale basata soprattutto sullo scambio diretto, dove il metodo produttivo e la qualità

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del prodotto acquistano un peso maggiore. Dal capoluogo lombardo sta infatti maturando una crescente richiesta di agricoltura di prossimità, di prodotti freschi, tipici e di qualità: proprio sulla filiera del latte si intende – attraverso il progetto – sostenere sia un miglioramento delle performance ambientali da parte delle imprese agricole sia l’importanza di un consumo più responsabile, che porti il consumatore a conoscere, oltre al prodotto e alla sua filiera, anche il contesto territoriale in cui le imprese vivono e lavorano.


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BUONE PRATICHE ALL’ESTERO E IN ITALIA n Dottenfelderhof Azienda modello a marchio Demeter, comunità agricola sostenuta da 140 imprenditori/ consumatori, impiega 125 collaboratori. Si estende su 160 ettari, dei quali 105 seminativi, 49 prati permanenti, 4 frutticoltura 2 di superficie orticola, 130 di pascoli. Inoltre comprende 88 capi di bestiame; laboratori di trasformazione, caseificio, mulino, panetteria con forno a legna e pasticceria. Dal 1974 è attiva la Scuola di Agricoltura: vi si accede con titolo di studio in agraria. Promuove ricerca nella selezione di cereali, semi e ortive, protezione animali, formazione nell’ambito ambientale per bambini e adulti. Dove: Bad Vilbel (Frankfurt) - Germania

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n SEKEM Modello di impresa economico-sociale. Nata nel 1977 con 70 ettari di deserto oggi trasformati con il metodo biodinamico in campi rigogliosi e fertili. Vi lavorano 2000 persone in sei imprese economiche: orticoltura, allevamento

bestiame, cereali e cotone, erbe officinali, laboratori di trasformazione prodotti alimentari, abbigliamento e prodotti farmaceutici. Sono comprese anche le scuole: dall’asilo al liceo, avviamento professionale, corsi di alfabetizzazione per adulti. Ambulatorio medico e assistenza sanitaria alle popolazioni limitrofe. Dove: Cairo-Belbeis Desert Road ( Il Cairo) - Egitto n Alce Nero & Melizia Gruppo nato negli anni ‘60 per avviare una nuova modalità di agricoltura e di allevamento, divenuto sinonimo e garanzia di alimenti biologici, genuini e di alta qualità, produce pasta, cereali, pomodoro, miele, succhi di frutta, olio extravergine, cioccolato e tanto altro. È presente in 14 paesi: produce, trasforma e distribuisce direttamente i propri prodotti in Italia. Nel 2011 ha inglobato tre aziende per produzioni ortofrutticole e per ampliare la filiera della pasta. Dove: Monterenzio (Bologna) n CASCINA ISOLA MARIA Azienda agricola e agrituristica nel Parco Agricolo Sud Milano. 40 ettari di colture


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foraggere e cerealicole, allevamento di bovine Frisone, produzione di formaggi. Dall’agricoltura convenzionale, nel 1980 è passata a quella integrata e nel 2009 alla biologica. Fa parte del Consorzio “Terre d’acqua”, sistema di imprese agricole e agrituristiche . Dal 2004 anche B&B. Dove: Albairate (Milano) n Tenuta di Valgiano Nata nel 1994, parte di una tenuta tipicamente toscana che risale al 1400 i cui terreni sono stati nel tempo erosi dall’urbanizzazione che ha lasciato liberi solo quelli collinari. Dal 1997 azienda biologica, oggi biodinamica. 60 ettari complessivi, di cui 28 vigneto, 8 uliveto, bosco e campi per gli animali. Produzioni commerciali: vino (che garantisce il sostentamento economico all’azienda), olio, cereali, miele, animali (polli, maiali, ecc.). Gestita da tre soci con l’obiettivo di ricreare il concetto di “fattoria” con produzioni agricole, animali, mantenendo salde le tradizioni locali. Dove: Capannori (Lucca) n Azienda agricola Cefalicchio

Azienda biodinamica agrituristica: 105 ettari di terreni collinari tipicamente mediterranei, produce vino e olio. La casa padronale è trasformata in albergo con piscina e ristorante SlowFood. Sede di corsi sull’agricoltura e l’ambiente, incontri culturali con grande richiamo locale. Biodinamica dal 1992, l’obiettivo aziendale è stato quello di realizzare una struttura produttiva e sostenibile, armonicamente inserita nell’ambiente. Dove: Canosa di Puglia (Barletta - Andria - Trani) n Azienda agricola Araba Fenice Ai piedi delle colline del Monte Linas, 2 ettari con produzioni di altissima qualità, seguendo il metodo biodinamico, di aloe arborescens, miele, erbe aromatiche, galline, cavalli. Dove: Vallermosa (Cagliari) n COOPERATIVA AGRICOLA LA COLLINA Azienda agricola e didattica, nasce nel 1975 da un gruppo di giovani di Reggio Emilia che credono nella possibilità di unire vita, lavoro e accoglienza del disagio sociale. Biologica dal 1985 e biodinamica dal ’96: 45 ettari di


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terreno per cereali, foraggi, vite, allevamento di bovini e suini. La Cooperativa commercializza i propri prodotti trasformati e lavorati da piccole aziende artigiane, anch’esse con certificazione biologica. L’azienda tiene corsi, campi estivi per bambini, eventi culturali. Dove: Reggio Emilia n COOPERATIVA AGRICOLA AGRILATINA 230 ettari situati a sud di Roma, all’interno del Parco del Circeo e vicino al mare. Costituita nel 1985, dal 1987 ha adottato il metodo biodinamico. Ha una delle più grandi serre fredde a cielo aperto (200.000 mq) del mondo; 100 alveari per l’impollinazione e il miele. È uno dei più importanti esportatori di prodotti bio con produzioni di ortofrutta, bovini, cereali, foraggi, apicoltura. Dove: Sabaudia (Latina) n CASCINA GAGGIOLI Tipica cascina a corte quadrata della fertile pianura lombarda, all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, ha una storia antica e si estende su 44 ettari, completamente irrigui. Allevamento di bovini razza Limousine, iscritti al Libro Genealogico della Limousine Italiana. La stalla è iscritta al Consorzio Carne Bovina Documentata. Intorno al nucleo aziendale, campi coltivati secondo il metodo dell’agricoltura biologica, con produzioni di foraggi per il bestiame, riso, grano, mais da polenta. Offre uno spaccio aziendale e attività agrituristica. Dove: Milano n CASCINE ORSINE L’azienda col marchio della rana, è una realtà a totale produzione biodinamica dal 1976. Si estende con 650 ettari nel Parco del Ticino tra Bereguardo e il fiume. Circa 300 sono coltivati, mentre la fascia lungo il Ticino è mantenuta a bosco e a lanche, oasi di rifugio di molte specie

animali. Grande cura è posta nella gestione del paesaggio: siepi lungo le strade, viali alberati, scorci di bosco accolgono il visitatore. In azienda lavorano una ventina di persone, più due addetti all’orto. Il bestiame conta circa 400 capi, di cui 200 bovini adulti da latte, 120 da carne e bovini giovani in allevamento. Oltre alla produzione alimentare, l’azienda confeziona e distribuisce i suoi prodotti sul mercato e anche attraverso un negozio situato all’interno dell’azienda. Inoltre, organizza e ospita Seminari e Corsi sull’agricoltura e salute. È composta da una molteplicità di specie coltivate con conseguente rotazione delle colture (all’opposto della monocultura); accurata lavorazione del terreno unitamente ad un ampio utilizzo del sovescio (concimazione verde) per migliorare la struttura e la fertilità del suolo. La concimazione è eseguita unicamente con il letame e impostata sulla stabulazione libera con conseguente buona salute del bestiame. Dove: Bereguardo (Pavia) n NUOVA CASENOVOLE SOCIETÀ AGRICOLA A.R.L. 1.100 di bosco e 400 ettari di terreni agricoli tra cereali, olivicoltura, viticoltura e zootecnia. L’azienda si trova tra Siena e Grosseto, lungo il corso del fiume Ombrone. Circa il 50% della superficie è a vincolo Venatorio A.F.V., dove è vietata la caccia. È ben mantenuto il lago aziendale di una superficie di 6 ettari per un contenuto di circa 500.000 metri cubi di acqua con flora e fauna selvaggia. Piano colturale standard: 150 ettari di cereali grano duro , 150 ettari di foraggere annuali, 50 ettari di foraggere poliennali, 20 ettari di oliveto specializzato (circa 5000 piante), 30 ettari di oleaginose-mais. Zootecnia: allevamento di bovini da carne linea vacca-vitello di razza Limousine. Commercializzazione: trasformatori, distribuzione specializzata, diretta. Impianti: Frantoio oleario x molitura di olive. Impianti


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fotovoltaici a terra: n. 2 potenza 1 Mw cadauno. Impianto fotovoltaico integrato su tetti centro aziendale, potenza 210 kW. Dove: Civitella Paganico (Grosseto) n Azienda agricola biologica Nico 4 ettari di terreni collinari e 3 ettari di campi in pianura di produzione orticola. L’azienda è inserita nella lista delle aziende agricole biologiche e biodinamiche di wwoof italia (www.wwoof.it) organizzazione internazionale che avvicina i viaggiatori che hanno voglia di imparare e lavorare nelle aziende agricole rispettose di tecniche di agricoltura naturale. Nell’azienda lavorano persone provenienti da situazioni di disagio mentale che trovano un nuovo equilibrio nel lavoro agricolo. Dove: Orbicciano - Camaiore (Lucca) n G.A.S. al Naturale È un Gruppo d’Acquisto Solidale, nato nel 2005 a Milano da un piccolo gruppo di collaboratori per fare la spesa direttamente dai produttori. Come tutte le esperienze di consumo critico, intende affermare che insieme si può migliorare la qualità della vita e modificare anche quelle abitudini consolidate. Da qui l’idea di realizzare eventi, degustazioni, serate a tema, confronti, gite, dibattiti, corsi di cucina, attività di denuncia sociale, rendendolo in poco tempo una rete di diffusione e formazione. L’obbiettivo: far aderire sempre più persone e organizzazioni. Oggi conta su 170 collaboratori e 20 organizzatori e altrettanti produttori. Dove: Milano n AZIENDA AGRICOLA SAN MICHELE S.P.A. “O.P.” L’azienda agricola , con sede legale a Milano, è situata alle porte del Gargano. Gestisce direttamente un’area di produzione di oltre 2000 ettari. Da anni nel mercato mondiale come produttore ed esportatore di prodotti

ortofrutticoli, l’azienda è dotata delle maggiori certificazioni in ambito internazionale per rispondere alle esigenze di qualità e sicurezza alimentare. Dispone di circa 150 ettari per la produzione biologica di verdure, certificata anche Bio-Suisse. Altre tre aziende fanno parte della società: una in Sicilia con produzione di uva italia e red globe, pomodoro cherry e ramato, zucchine, peperoni, melanzane; una a Salerno di circa 45 ettari con la produzione di rucola selvatica ed insalatine; una nel foggiano con una produzione di circa 30 ettari di spinaci normali e baby. Oggi la San Michele è una azienda all’avanguardia “Prime Quality”. Dove: Poggio Imperiale (Foggia); Andria (Bari).

Indicazioni bibliografiche Rachel Carson: “Primavera Silenziosa” 1962 – Fondatrice dell’ecologismo moderno. Wendell Berry: “Mangiare è un atto agricolo”, “Manifesto… impazzito” Contadino e intellettuale del Kentucky, 1965 Fritz Schumacher: “Piccolo è bello”, 1973 – Bestseller, ritenuto uno dei libri più influenti degli ultimi 50 anni dal Times. John Seymour: “The Complete Book of selfsufficiency”, 1976 - “Per una vita migliore, ovvero il libro dell’autosufficienza” Giannozzo Pucci: filosofo ed editore, fondatore della collana “I Quaderni di Ontignano” edita da LEF, la stessa che pubblicò i libri di Don Milani. Jan Douwe Van Der Ploeg: olandese e ricercatore-sociologo rurale. “I NUOVI CONTADINI, le campagne e le risposte alla globalizzazione” - 2009


L'agricoltura che guarda al futuro