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Il notiziario del FAI

Periodico: Poste Italiane Spa – Sped. in abb. Post. – D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 CN/BO.

142 marzo aprile maggio 2017

ANNI GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

L’APPUNTAMENTO PIÙ ATTESO, LA BELLEZZA DI PIÙ DI MILLE APERTURE STRAORDINARIE

I Luoghi del Cuore

1.573.032 dichiarazioni d’amore per l’Italia

Villa del Balbianello Il gioiello del FAI sul Lago di Como

Le manifestazioni nei beni del FAI Fiori, giochi, picnic: tanti modi di stare insieme


2 - EDITORIALE

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Andrea Carandini Presidente FAI

PRINCIPI E BELLE ADDORMENTATE

a regina delle manifestazioni del FAI sono le Giornate di Primavera. Oggi s’inquadrano nelle quattro stagioni del Fondo: le Giornate di Primavera, la Giornata d’Autunno, ex FAImarathon, le Sere d’Estate, in alcuni beni del FAI, e le Mattinante d’Inverno, per le scuole. Sono organizzate dalle Delegazioni, che costituiscono i nodi principali di una rete fatta di 305 presidi sparsi in tutta Italia, che in questa occasione coinvolgono 7.500 volontari FAI, 2.000 volontari della protezione civile e 35.000 Apprendisti Ciceroni, per un totale impressionante di 44.500 volontari. Gli Apprendisti Ciceroni sono allievi delle Scuole e delle Università che quest’anno, il 25 e il 26 marzo, raccontano 1.000 luoghi aperti in 400 località del Paese. Le Giornate di Primavera hanno una loro storia, ancora da scrivere. Infatti durano da 25 anni e hanno aperto 10.190 luoghi, visitati da 9.215.000 italiani. Il 2 marzo il Presidente della Repubblica ha ricevuto una rappresentanza del FAI per dare, in questa ricorrenza, un riconoscimento a tutti i volontari. Inoltre la conferenza stampa si tiene a Palazzo Chigi e ha un carattere speciale: alla presenza del Primo Ministro e del Ministro per i beni culturali. In un mondo ridotto alla bidimensionalità del cinema, della televisione, dei computer e dei cellulari – il teatro ancora era tridimensionale! – i cittadini sono stati distolti dalla realtà concreta dei luoghi storici e artistici, che rappresentano i “fulcri” dei nostri “sistemi” paesaggistici. Non vi è nessuno in Italia che conosca i luoghi speciali come i capi Delegazione e i loro volontari, per cui ogni anno scoprono e ci offrono siti e monumenti dimenticati, difficili da conoscere, poco frequentati e dei generi più vari, che meritano

Periodico del FAI Sede legale: La Cavallerizza via Carlo Foldi, 2 - 20135 Milano Direzione e uffici La Cavallerizza via Carlo Foldi, 2 20135 Milano tel. 02467615.1 Registrazione del Tribunale di Milano del 9.8.1980 n. 314 Stampa DATA MEC S.r.l. Direttore responsabile Simonetta Biagioni Coordinamento editoriale Marco Magnifico Progetto grafico Carlo Dante Quota minima di adesione annuale al FAI: 39,00 Euro

invece d’essere visti, conosciuti, amati. Con le Giornate di Primavera gli Italiani si riappropriano della loro Patria, della loro identità, del lascito degli avi, ritrovando il gusto di affondare le radici in un suolo ben lavorato dal FAI, dopo tanto eradicamento dalle tre dimensioni spaziali e dal tempo unilineare della storia. Luoghi di straordinario interesse vengono narrati, spesso per la prima volta. La narrazione presuppone la conoscenza, l’esposizione dei dati salienti e la passione di comunicare: una passione tipica dei volontari, che alle guide professionali sovente manca(*). I racconti ridanno vita agli antenati che ci hanno lasciato in eredità il patrimonio e il suo contesto: il paesaggio. Ogni eredità va riconquistata, meritata. In ciò il FAI è ineguagliabile: è il principe che bacia le belle addormentate nel bosco, rialitando in loro vivacità. E le belle, svegliate dai loro sonni lunghissimi, sorridono e abbracciano riconoscenti il principe, il quale acquista così pienezza di vita e gioia che poi ridona a chi i siti visita sostenendo il FAI nella sua missione. Il FAI vive della generosità degli Italiani e non ha scopo di lucro. Essere il presidente di quasi otto legioni, che muovono ormai a ogni Primavera, non per combattere ma per soccorrere i cittadini, ridando la voglia e il piacere della cura dello spirito – dopo troppa attenzione al corpo – e della cura della prima natura, quella dell’ambiente, e della seconda natura, quella della cultura, mi rende orgoglioso. Avendo la straordinaria fortuna di rappresentare il FAI, abbraccio tutti i volontari e i visitatori con l’augurio di rinverdire e rifiorire, come le sorelle piante.

(*) Questo passaggio dell’editoriale ha suscitato reazioni da parte di diversi rappresentanti della categoria. Riportiamo qui di seguito il chiarimento del professor Carandini, già veicolata sui social media: “La passione del comunicare è tipica, anche se non esclusiva, dei volontari, i quali la esplicano solamente in alcune occasioni, offrendola come un dono: condizioni ideali per comunicare pienamente, a braccia aperte, con il cuore. Trovandomi sovente in luoghi archeologici mi è capitato di ascoltare molte guide professionali: sono figure fondamentali per la promozione della cultura, che ogni giorno si spendono con competenza e partecipazione, e che tuttavia talvolta possono fatalmente incappare nella routine che si nasconde dietro ogni lavoro ripetuto, faticoso e purtroppo oggi non adeguatamente riconosciuto. Questo intendevo dire e, qualora il concetto non fosse passato, me ne scuso. Nutro il massimo rispetto per le guide professionali e mi auguro che vedano nei volontari attivati in queste occasioni dal FAI, non dei concorrenti, ché ciò non sono, ma dei collaboratori saltuari che si spendono generosamente, con buona volontà e genuino entusiasmo, per la promozione della cultura: questo sta a cuore al FAI, a me e a tutti.”


Dare voce ai sentimenti GLI ITALIANI HANNO SCELTO I LORO “LUOGHI DEL CUORE”

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l banco di un apicoltore a un mercato rionale di Milano. Un parrucchiere di Valenza. Un bar di Assisi. Una tappa della FAImarathon a Roma, con un visitatore che sfodera un modulo di raccolta voti chiedendo alla volontaria FAI di firmare per il suo luogo del cuore. Sono solo alcune delle occasioni nelle quali si è fatta sentire la passione che alimenta il censimento nazionale promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Perché diventare un luogo del cuore, dopo quindici anni di vita del progetto, è ormai un riconoscimento desiderato e un modo per far ascoltare ad amministratori e media la voce dei territori. Una parola ricorrente nel dibattito contemporaneo e in modo particolare in una nazione come l’Italia, fatta molto più di paesi che di grandi città dove l’attaccamento agli edifici simbolo fa parte dell’identità delle persone. Che questa identità vogliono sempre più vedere riconosciuta, protetta, recuperata, valorizzata.

Lo dimostrano i numeri, sempre eccezionali: oltre 1.500.000 voti raccolti a favore di più di 30.000 beni. Voti arrivati da singole persone, ma anche dagli oltre 300 comitati spontanei che, in tutta Italia, hanno dato fondo a energie e creatività per raccoglierli. A riprova di quanto il censimento sia percepito come uno strumento efficace, non solo perché offre la possibilità di ottenere contributi economici da destinare ai beni, ma anche in quanto megafono, che permette di riaccendere o tenere alta l’attenzione su luoghi dimenticati. E così è bello constatare come si siano riattivati comitati che avevano già partecipato nelle edizioni precedenti, per gli stessi luoghi - dal Forte San Felice di Chioggia (VE), alla Chiesa di San Michele Arcangelo a Pegazzano (SP), al Ponte romano sull’Ofanto a Canosa di Puglia (BAT) - o che lo hanno fatto per altri luoghi del cuore, come nel caso della Cripta del Padre Eterno di Otranto (LE), il cui comitato si è

mobilitato dopo aver constatato che i voti raccolti per l’Abbazia di San Nicola di Casole nel 2014 avevano portato all’apposizione del vincolo da parte della Soprintendenza. TANTE STORIE INTRECCIATE Moltissimi naturalmente sono i luoghi mai votati prima, a cominciare dai primi tre classificati: lo straordinario Castello di Sammezzano, capolavoro di arte eclettica a 30 chilometri da Firenze, l’imponente Complesso di Santa Croce a Bosco Marengo (AL), il convento voluto da papa Pio V nel 1566 trasformato successivamente in riformatorio, e le suggestive Grotte del Caglieron a Fregona (TV), dove si sono intrecciati intervento umano e attività naturale, con il paesaggio plasmato dall’erosione dell’omonimo torrente. Proprio l’acqua è l’elemento che, come un filo rosso, più caratterizza i luoghi votati quest’anno, in tutte le sue declinazioni. L’ambiente fluviale del Masso ➜


04 - I LUOGHI DEL CUORE

1

Castello di Sammezzano, Reggello (FI) Decorato nella seconda metà dell’Ottocento secondo la moda orientalista, è il più importante esempio di stile eclettico in Italia

Complesso di Santa Croce, Bosco Marengo (AL)

Completato a fine Cinquecento, il convento domenicano divenne riformatorio nel 1860

47.319 VOTI

4

Area archeologica di Capo Colonna, Crotone 31.223 VOTI

Tra le aree sacre più note del Mediterraneo, del tempio risalente al V secolo a. C. rimane solo una colonna

➜ delle Fanciulle a Pomarance (PI) è mi-

nacciato da un progetto geotermico di captazione delle acque, su un corso già sfruttato dal punto di vista energetico. Le Cateratte Ximeniane di Vicopisano (PI) raccontano una preziosa testimonianza di ingegneria idraulica storica: furono create nel 1757 per regolare lo sfocio nell’Arno delle acque del lago di Bientina, prosciugato nel 1859 e oggi ignoto così come le Cateratte stesse, i cui meccanismi sono chiusi all’interno di un palazzo in abbandono. Un’opera idraulica eccezionale, come l’emissario di Claudio-Torlonia in Abruzzo, realiz-

zato nel I secolo d.C. sotto l’imperatore Claudio per regimentare il livello del lago Fucino e completato nell’Ottocento dal principe Alessandro Torlonia. Ancora acqua e luoghi in parte invisibili con il lombardo Naviglio della Martesana (MI) perlopiù interrato e la grotta sudatoria di Acquasanta Terme (AP), con la sua piscina naturale oggi molto degradata e chiusa al pubblico. E luoghi che vivono del rapporto con il mare, dalla Tonnara di San Vito Lo Capo (TP) all’Area archeologica di Capo Colonna (KR), dal Santuario dei cetacei Pelagos al Semaforo di Capofigari in

Sardegna, legato ai primi esperimenti radio di Marconi. Come sempre, migliaia di luoghi e di storie che si intrecciano. Una delle più particolari ce l’ha regalata Padre Renato, il frate cappuccino che due anni fa vinse il censimento con il “suo” Convento di Monterosso: a settembre, in pellegrinaggio a Gerusalemme, ha conosciuto per caso il capocomitato del Forte San Felice di Chioggia e, oltre ad aver spronato il vescovo a raccogliere voti, lo ha fatto lui stesso. Perché I Luoghi del Cuore, ci ha scritto, sono di ognuno e di tutti.

Foto di Margherita Corrado © Archivio FAI

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© Nunzio Dirutigliano

© Fotolia

50.141 VOTI


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Grotte del Caglieron, Fregona (TV)

36.789 VOTI

Foto di Roberto Morelli © Archivio FAI

Costituite da cavità naturali e artificiali in una gola scavata dal torrente Caglieron, testimoniano la storia secolare dell’estrazione della pietra arenaria

La classifica dei più votati Non c’è regione esclusa dal movimento di popolo che ha votato i beni più amati. Ecco i primi dieci: 1 Castello e Parco di Sammezzano, Reggello (FI) 2 Complesso di Santa Croce, Bosco Marengo (AL) 3 Grotte del Caglieron,Fregona (TV) 4 Area archeologica di Capo Colonna, Crotone 5 Ditta Guenzati, Milano 6 Convento di San Nicola – Santa Maria della Consolazione, Almenno San Salvatore (BG) 7 Tonnara del Secco, San Vito Lo Capo (TP) (nella foto sotto) 8 Ponte romano sull’Ofanto, Canosa di Puglia (BAT) 9 Forte San Felice, Chioggia (VE) 10 Anfiteatro augusteo, Lucera (FG) Foto di Francesco Anselmo © Archivio FAI

Foto di Laura Buso © Archivio FAI

I LUOGHI DEL CUORE - 05

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Ditta Guenzati, Milano

Dal 1768 la bottega è specializzata in capi d’abbigliamento e tessuti anglosassoni

31.069 VOTI

Cattolica di Stilo (RC)

Tutela e valorizzazione, un binomio che guida gli interventi realizzati grazie alla partnership tra FAI e Intesa Sanpaolo. Alla Cattolica di Stilo, eccezionale chiesa bizantina, è stato realizzato un impianto di illuminazione che restituisce all’edificio il suo misticismo anche nelle ore serali. La Tomba degli Scudi, tra le più importanti del sito Unesco di Tarquinia, ha avviato il proprio percorso di recupero con un restauro sorprendente e, grazie a un accordo tra Soprintendenza e Delegazione FAI di Viterbo, sarà periodicamente visitabile.

© Domenico Ventura

Foto di Salvatore Paravati © Archivio FAI

LA BELLEZZA SALVATA

Tomba degli Scudi,Tarquinia (VT)


06 - GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

CI VEDIAMO ALLA FESTA PIÙ BELLA

Sabato 25 e domenica 26 marzo le Giornate FAI di Primavera celebrano la venticinquesima edizione aprendo al pubblico più di 1.000 siti in tutta Italia

Q

uando nel 1993 si svolse la prima edizione delle Giornate FAI di Primavera era difficile immaginare che nel corso del tempo sarebbero diventate uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano. Ma incoraggiati dalla partecipazione del pubblico, anno dopo anno, sono cresciuti gli eventi in programma e i visitatori si sono moltiplicati. Quest’anno si festeggia la 25ª edizione, un compleanno importante per una vera e propria festa di piazza diventata irrinunciabile per moltissimi italiani e che è diventata il simbolo dell’orgoglio e della consapevolezza condivisa di vivere nel Paese più bello del mondo. 25 anni sono un traguardo di cui essere fieri, ma al tempo stesso un punto di partenza. Nel 1993 furono aperti al pubblico 50 luoghi in poche città: lo spirito del FAI è rimasto lo stesso, quello di accompagnare gli italiani alla riscoperta della bellezza che ci circonda e che spesso non conosciamo. Da allora la manifestazione è cresciuta sempre di più e la sua storia è composta da 10.000 luoghi aperti in 4.000 città, da oltre 9.200.000 visitatori, con 115.000 volontari e più di 210.000 entusiasti Apprendisti Ciceroni. E non è che l’inizio, perché 25 anni di

successo significano la certezza che questo incontro collettivo può soltanto crescere ancora. TESORI D’ARTE E NATURA Sabato 25 e domenica 26 marzo il FAI invita tutti in 400 località d’Italia dove, grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 Apprendisti Ciceroni, saranno aperti oltre 1.000 siti, tesori di arte e natura spesso sconosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili con un contributo facoltativo. Chiese, ville, giardini, musei e castelli, ma anche fabbriche storiche, aree archeologiche, avamposti

militari e interi borghi – come quelli di Rossano Calabro (CS) e Comacchio (FE) - saranno i protagonisti di questo weekend di arricchimento e condivisione. Tra questi a Roma il Convento di Trinità dei Monti, che custodisce singolari illusioni ottiche e studi sulla prospettiva, e la Domus Aurea, sontuosa residenza di Nerone oggi al centro di un progetto di restauro; a Milano il Palazzo della Banca d’Italia, riaperto dopo il successo delle Giornate FAI 2012; a Portovenere (SP) la Fortezza del Varignano, aperta in via straordinaria; a Bari Palazzo San Michele, nelle nuove vesti di sede della Fondazione Petruzzelli. E ancora l’avveniristica discoteca Woodpecker di Cervia (RA), costruita negli anni Sessanta e oggi chiusa, il Museo Storico Nazionale di Artiglieria di Torino, tra i più importanti d’Europa, il Cimitero degli Allori a Firenze, che accoglie le spoglie di cittadini da tutto il mondo di oltre 30 religioni diverse, e il Bacino di Carenaggio e i Bastioni della Lanterna di Montorsoli a Messina. Le Giornate FAI di Primavera riservano come sempre un trattamento di favore ai nostri iscritti e a chi si iscriverà in occasione della manifestazione, con visite esclusive e corsie preferenziali.

Una settimana sulle reti Rai per conoscerci meglio Torna anche quest’anno la settimana RAI dedicata ai beni culturali e la campagna di raccolta fondi televisiva “Insieme cambiamo l’Italia”. Dal 20 al 26 marzo, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, il palinsesto televisivo vedrà protagonisti i volti, le storie e i luoghi del FAI che racconteranno quella bellezza fatta di cultura e natura: circondarsene è una necessità, viverla fa bene. Essere italiani ci fa sentire fortunati, ma anche consapevoli di quanto sia fragile il patrimonio che è intorno a noi. Dal 13 marzo al 3 aprile invia un SMS da 2 euro da cellulari Wind, Tre, TIM, INVIA UN SMS Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali o dona 5 euro chiamando da rete fissa O CHIAMA DA RETE FISSA IL TWT e Convergenze, o 5/10 euro da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali.

Trasformiamo la nostra fortuna in patrimonio per il futuro.

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Foto di Musacchio & Ianniello, 2014

© Foto di Luigi Strano

Giornate FAI di Primavera 2016

© Foto di Alessandro Beltrame

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA - 07

Complesso di Trinità dei Monti, Roma

© Archivio FAI

Fortezza del Varignano, Portovenere (SP)

Riservato agli iscritti FAI • a Napoli, l’Isola di Nisida, dove le visite, nelle zone normalmente inaccessibili al pubblico, saranno gestite dai detenuti del Penitenziario Minorile, lì ospitato, e dagli Apprendisti Ciceroni • a Milano, il settecentesco Palazzo Crivelli, con sontuosi loggiati, saloni affrescati e un magnifico scalone; • a Siena, la Farmacia dell’ex Ospedale psichiatrico San Niccolò, che vanta una collezione di vasi in ceramica e vetri del XVIII secolo; • a Udine, la cinquecentesca Torre dell’Orologio di Piazza Contarena con i due mori che battono le ore, visitabile per la prima volta; • a Bergeggi (SV), l’Isola di Sant’Eugenio con la sua area marina protetta, che si potrà visitare in via esclusiva; • a Racconigi (CN), si potranno ammirare spazi chiusi del Castello, come le cucine settecentesche e la Cappella Reale. Per informazioni ed elenco completo dei beni aperti: www.giornatefai.it o tel. 02 467615366

GRAZIE A… Le straordina-

rie aperture dell’edizione 2017 di Giornate FAI di Primavera sono rese possibili grazie a due importanti sponsor: Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI, da sei anni prezioso sostenitore all’evento in qualità di main sponsor, sarà affiancata per il quarto anno consecutivo dalla prestigiosa presenza di Banca Generali. DHL Express Italia per il ter-

zo anno si occuperà della consegna di tutte le spedizioni nei siti delle Giornate FAI di Primavera, in qualità di Logistic Partner. Rinnova il suo sostegno all’evento per le regioni di Marche e Abruzzo, il Gruppo Gabrielli. Si ringrazia inoltre il Gruppo Editoriale L’Espresso per la consolidata collaborazione. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sotto l’Alto Pa-

trocinio della Commissione Europea, con il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, con il concorso di numerose Regioni Italiane. Con il Patrocinio di RAI Responsabilità Sociale.


Foto di Alessio Mesiano, 2009 Š Archivio FAI

6 - I BENI DEL FAI

Vista aerea di Villa del Balbianello e del giardino realizzato nel XVIII secolo per volontĂ del cardinal Durini


I BENI DEL FAI - 09

VILLA DEL BALBIANELLO Affacciata sul Lago di Como, ha ospitato artisti, patrioti ed esploratori. E ciascuno ha contribuito a scrivere la sua storia

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TREMEZZINA (CO)

Certo dimostrò un grande intuito il milanese cardinal Durini quando, intorno al 1793, coronò quello che era stato un duecentesco convento francescano con il lussureggiante giardino e con l’aereo loggiato dotato di due sale, una per la musica e l’altra per le lettere: ambienti ideali per ospitare i cenacoli culturali del porporato. Del piccolo cenobio religioso originario rimane ora solo la facciata della chiesetta, caratterizzata da due snelli campanili. BENEDETTO BALBIANINO! Alla morte di Durini, nel 1796, la proprietà passò al nipote Luigi Porro Lambertenghi, attivo patriota e finanziatore della rivista “Il Conciliatore”, cui collaboravano noti intellettuali di sentimenti risorgimentali. Tra questi Silvio Pellico, ospite stabile di Balbianello come precettore dei figli Lamberten- ➜

Foto di Carolina Prieto, 2015 © Archivio FAI

na luce splendente avvolge Villa del Balbianello, la proprietà del FAI che si estende lungo il promontorio di Làvedo, sul Lago di Como. Imponenti e leggeri nello stesso tempo, gli edifici che compongono la residenza godono della più desiderata delle posizioni, protendendosi nel lago fino a conquistarne il cuore con un romantico porticciolo che reca sul pavimento l’invitante motto “Fay ce que voudras” (“Fa’ ciò che vuoi”): come rifiutarsi? Seguendo il profilo dalle sponde, si resta ammaliati dalla trasparenza architettonica della loggia posta sulla sommità, le cui ampie arcate offrono lo spettacolo di una delle più belle viste del ramo comasco: verso sud con il cosiddetto “Golfo di Diana” e l’Isola Comacina e a nord con la Tremezzina, l’ampio specchio d’acqua tra Bellagio e Tremezzo.

Il grande leccio con potatura “a ombrello” nel giardino privato davanti all’ingresso della villa


Foto di arenaimmagini.it © Archivio FAI

10 - I BENI DEL FAI

Veduta dal lago di uno scorcio del giardino e del viale costeggiato da platani con potatura “a candelabro”

➜ ghi, scrisse come si fosse “innamorato

pazzamente anzi savissimamente” della villa lariana e, in una lettera al fratello, invocò perfino: “Benedetto Balbianino! Vi passerei volentieri la mia vita, tanto è romanzesco, poetico, magico questo soggiorno”. Condannato a morte dal governo austriaco, il Porro Lambertenghi fu costretto ad abbandonare l’Italia e a vendere, intorno al 1820, la proprietà all’amico Giuseppe Arconati Visconti

che solo nel 1840, dopo anni di esilio, poté riaprire Balbianello al folto gruppo di amici, letterati e politici. In seguito la casa passò al figlio Gian Martino: appassionato viaggiatore e convinto anticlericale, sposò la giovane francese Marie Peyrat, a cui si devono le trasformazioni della dimora in chiave ottocentesca. Se i suoceri avevano dato alla villa un’impronta neobarocca inserendo una lunga balaustra con putti e stemma di famiglia, Marie modificò

gli interni secondo il gusto eclettico in voga al tempo, accostando riprese di stili di epoche diverse, dal rinascimento al neoclassico, all’impero. Alla sua morte, dopo travagliate trattative, la villa venne comprata nel 1919 dal generale americano Butler Ames. PRATICITÀ E COMODITÀ DEL NOVECENTO Con i proprietari d’oltreoceano arrivarono anche ospiti della scena internazio-

Monzino, la condanna della perfezione Non incontrai una sola volta Guido Monzino anche se mi par di averlo ben conosciuto sia per una solida amicizia con una parte della sua (non banale) famiglia sia perché la sua casa e il suo giardino sono i migliori testimoni di quel suo smodato e quasi parossistico anelito verso la perfezione: carattere dominante della sua vita e, forse, anche la condanna con cui convisse fino alla fine, racchiuso nella sua perfetta ed eroica solitudine. Con la stessa regia grandiosa, spettacolare e impeccabile con la quale portò il Tricolore al Polo Nord nel 1971 e sulla vetta dell’Everest nel 1973, condusse i restauri del Balbianello ove si rinchiuse dopo le fatiche quasi disumane delle sue imprese di esploratore e alpinista. La villa negli anni ‘70 era una casa fascinosa e un po’ cadente come le tante che si bagnano nel Lago di Como;

Monzino la rivoltò come un guanto da un lato togliendole quella patina che, non lo nego, rimpiango ma dall’altro ridandole quello smalto che ne fa oggi una delle mete più desiderate del nord Italia. La perfezione, si sa, non è di questo mondo ma per il Balbianello Monzino riuscì a strapparne un lembo all’Olimpo; che questo, poi, sia stato per lui motivo di perfetta gioia terrena è un mistero che con lui riposa al fondo della ghiacciaia scavata in giardino nella roccia del Dosso di Lavedo e davanti a cui transitano, forse ignari, decine di migliaia di visitatori ogni anno; ignari ma grati perpetuando, fino a che Dio lo vorrà, il successo di questa sua ultima impresa.  Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo FAI


Foto di arenaimmagini.it © Archivio FAI

Foto di Nevio Doz © Archivio FAI

Foto di Maja Galli © Archivio FAI

I BENI DEL FAI - 11

A sinistra in alto veduta della loggia; sotto la potatura del grande leccio. A destra, le arcate della loggia ricoperte dal ficus repens

nale: dalla produttrice cinematografica Mary Pickford a Jacqueline Kennedy. Alla morte di Ames, nel 1954, i nipo-

UN’ATMOSFERA UNICA NEL CALDO ABBRACCIO DELLA NATURA ti diradarono sempre più le visite al lago, fino a vendere il bene nel 1974 all’imprenditore milanese Guido Mon-

zino che da giovane villeggiava nella vicina Moltrasio e che con l’acquisto della proprietà poté continuare a godere dell’atmosfera placida del lago e della rigogliosa natura dei monti che coronano il paesaggio. Appassionato viaggiatore, oltre che uomo d’azienda (era stato amministratore della Standa, società fondata da suo padre), Monzino affrontò i restauri con spirito energico, rendendo impeccabili edifici e giardino secondo un gusto tipi-

camente alto borghese. Esploratore instancabile, Guido aveva organizzato ben ventuno importanti spedizioni in tutto il mondo, alle quali dedicò un’apposita sala-museo e una ricca biblioteca. Alle altre stanze destinò invece i suoi mobili inglesi e francesi del XVIII e XIX secolo. Agli arredi l’imprenditore accostò inoltre le sue interessanti raccolte: dalle stampe del lago alle ceramiche cinesi, all’arte africana e mesoamericana. Balbianello sembra offrirsi oggi come ➜

Un giardino delle meraviglie affacciato sul lago Il giardino che incornicia la villa segue un ideale percorso “verso l’alto”: un curatissimo viale conduce dalla chiesetta alla sommità del promontorio. La conformazione geologica di questo territorio, a prevalenza rocciosa e con pochissima terra di coltivo, ha ostacolato la creazione di un giardino formale “all’italiana”, così come la realizzazione di un parco romantico “all’inglese”: Balbianello rappresenta quindi un unicum in cui il tracciato geometrico di alcune aiuole si armonizza ai prati ben rasati e all’irregolarità dei viali. Altro elemento di peculiarità è il rapporto con il lago: diversamente dagli altri giardini lariani, chiusi verso l’interno, qui l’acqua circonda il parco in costante dialogo con il paesaggio lacustre. Due ulteriori fattori rendono il

parco così scenografico: la presenza dei rampicanti e le artistiche potature. Il visitatore che arriva dal lago è infatti accolto da un meraviglioso ficus repens che abbraccia le colonne dell’attracco così come quelle della Loggia. Da qualsiasi angolo si ammiri, il giardino è al tempo stesso ordinato e rigoglioso: merito della sapiente potatura delle specie arboree. Ne è un esempio il grande leccio tagliato in forma semisferica “a ombrello” così come i platani potati “a candelabro”. Sparsi nel parco si possono ammirare, alternati alle statue e ad annosi glicini e a siepi di bosso e di lauro, esemplari di canfore, magnolie e cipressi, oltre a splendidi cespugli di azalee e rododendri, che nella tarda stagione primaverile regalano straordinarie fioriture.


12 - I BENI DEL FAI

➜ custode ultimo delle imprese dell’esplo-

ratore, angolo di bellezza che diventa il punto di incontro di paesaggi tra loro distanti, dai deserti africani ai ghiacciai della Groenlandia, e fidato depositario dello spirito delle genti dell’Artide, delle guide del Cervino, degli sherpa dell’Everest.

DA STAR WARS A 007 LA VILLA È STATA SCELTA COME SET CINEMATOGRAFICO cura di cui godeva quando era una casa privata: l’opera del FAI infatti garantisce con costante impegno e dedizione la perfetta conservazione del bene e la sua apertura al pubblico. Oggi Villa del Balbianello è il più visitato tra i beni del FAI e accoglie decine di migliaia di ospiti da tutto il mondo attratti dal fascino di una residenza e di un giardino che si affaccia su uno dei laghi più noti

Foto di Alessio Mesiano, 2010 © Archivio FAI

LA DONAZIONE AL FAI Mancato nel 1988, Monzino lasciò al FAI l’amata residenza, insieme alla dote per il suo mantenimento, e per suo volere venne sepolto nella profonda ghiacciaia, scavata nella roccia del Dosso di Lavedo. Da allora questo luogo straordinario è a disposizione di tutti e negli anni è stato tenuto con la stessa

Il Fumoir all’interno della villa arredato con mobili francesi di epoca Luigi XV e XVI

in Italia e all’estero. E numerose coppie italiane e straniere scelgono la villa come romantica location del proprio matrimonio, calcando la scena delle nozze tra Anikin Skywalker e Padmé Amidala, al secolo Hayden Christensen e Natalie Portman, nel film Star Wars Episodio II – La guerra dei cloni, girata proprio al Balbianello. Set scelto da numerosi registi dagli anni ‘40 fino al 2006 con 007 in Casino Royale.

INFO Villa del Balbianello, via Comoedia 5, Tremezzina (CO), Tel. 0344 56110 faibalbianello@fondoambiente.it • Accesso a piedi da Lenno oppure via lago con taxiboat dal lido di Lenno • Apertura al pubblico dall’11 marzo al 19 novembre, dalle ore 10 alle 18 - chiusura i lunedì e i mercoledì non festivi • Visite guidate, visite riservate o specialistiche per scolaresche, laboratori didattici su prenotazione

5 MODI PER

Foto di Giorgio Majno, 2005 © Archivio FAI

VIVERE LA VILLA

Museo delle Spedizioni di Guido Monzino, in primo piano la slitta giunta al Polo Nord

1 Arrivare in barca per godere del verde del giardino che si protende verso il lago 2 Ammirare la vista del paesaggio lariano dalla loggia del cardinal Durini 3 Passeggiare lungo i vialetti del parco tra le potature artistiche, i fiori e le statue 4 Spingersi fino alle terre estreme di Monzino, tra mappe e cimeli di viaggio 5 Scoprire la storia di un luogo che incantava gli intellettuali del Risorgimento


CONVEGNO FAI - 13

LA PREVENZIONE AIUTA A STARE CON I PIEDI PER TERRA La consapevolezza come arma per affrontare i terremoti: se n’è parlato al Convegno FAI di Torino

Delegati e giovani volontari sul palco del XXI Convegno Nazionale del FAI a Torino © Archivio FAI

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o sciame sismico che ha segnato l’ultimo semestre, ci ha purtroppo confermato che gli italiani sono capaci di comportamenti magnifici dopo i terremoti, quando occorre fronteggiare l’emergenza, ma pessimi prima di queste catastrofi, appuntamenti ormai cadenzati ogni quattro, cinque anni. “Il punto” spiega Andrea Carandini, Presidente del FAI, “è capovolgere questa definizione”. Questa frequenza ha reso il sisma parte di una nuova normalità, che va affrontata pragmaticamente, con buone pratiche che già esistono ma vanno diffuse. Insomma, “con i piedi per terra”. E questo era il titolo scelto dal FAI per il suo XXI Convegno Nazionale che a febbraio ha riunito a Torino l’universo partecipe e attivo dei suoi oltre 600 delegati e volontari provenienti da tutta Italia. Il sisma è stato il tema principale dell’apertura dell’incontro: “L’Italia ha molti problemi da affrontare” ha detto Carandini , “il consumo di suolo, il dissesto idrogeologico, la qualità dell’aria, l’impegno per un’agricoltura sostenibile, tutti temi di grande attualità per il nostro Paese, ma il vero problema da affrontare ora è il rischio sismico”. Non si può continuare a parlare di problemi allargando sempre più il raggio delle criticità col pericolo di restare inermi. L’Italia è uno dei paesi a più elevato rischio sismico del pianeta, ma questo si può prevenire grazie alla scienza che è in grado di valutare questi eventi per limitarne gli effetti catastrofici. Prevenzione significa soprattutto conoscenza, una conoscenza che deve partire dall’educazione, come ha sottolineato Silvia

Peppoloni, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). I cittadini devono prendere coscienza di ciò che significa il rischio sismico ed evitare che si perda la memoria del terremoto e che si allontani la paura del pericolo. In Italia non c’è un’adeguata cultura del pericolo sismico, manca una cultura della prevenzione. La causa di tutto ciò è imputabile alle “macerie delle istituzioni”, come afferma Roberto Cecchi, figura di riferimento dei Beni Culturali in Italia, che ha definito così l’incapacità dello Stato di affrontare questo tema.“La prevenzione non mobilita”, sostiene Cecchi, non fa audience e non fa clamore, come invece i grandi restauri e le grandi ricostruzioni. Un problema centrale in Italia sia che si parli di terremoto sia che si parli di patrimonio culturale, di ambiente o di salute. Ma difendersi dai rischi è possibile: lo dimostrano le leggi e le normative che non mancano, ma non si applicano. Le Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale emanate dal MiBACT nel

2010, e precedute da quelle del 2006, sono rimaste parole. Quante vite umane e quanto del nostro patrimonio culturale si sarebbe potuto salvare se si fosse investito in prevenzione! Limitare i danni del terremoto è possibile. Lo si può fare con un corretto modo di costruire e adeguando alla normativa antisismica gli edifici esistenti, come ha spiegato Sergio Lagomarsino, professore di tecnica delle costruzioni dell’Università di Genova. Il FAI ha quindi deciso di concretizzare il suo impegno con la stesura di un manuale, affinché nel nostro Paese si diffonda una cultura della prevenzione del rischio sismico. Un manuale per stimolare una profonda e consapevole sensibilità, che contribuisca a definire una politica pubblica di salvaguardia e tutela del territorio. È necessaria una coscienza forte e condivisa, nei cittadini e nelle istituzioni, perché non possiamo più tollerare che eventi come il terremoto siano in grado di distruggere in pochi istanti, oltre alla vita, l’identità storica e culturale di intere popolazioni.

Il XXI Convegno Nazionale del FAI è stato realizzato grazie al prezioso contributo di Ferrarelle, main sponsor dell’evento, e di Banca Esperia, per il secondo anno a fianco del FAI in qualità di sponsor.


Foto di arenaimmagini.it © Archivio FAI

14 - CASA MACCHI

TUTTI UNITI PER CASA MACCHI

Una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato: un modello per far vivere i centri storici dei paesi

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© Archivio FAI

o scorso 20 dicembre è stato illustrato, alla presenza di Roberto Maroni, Presidente Regione Lombardia, di Matteo Luigi Bianchi, Sindaco di Morazzone (VA) (nella foto in alto a destra) e di Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo FAI, l’importante progetto di rivitalizzazione e rigenerazione urbana del centro storico di Morazzone insieme al restauro e alla valorizzazione di Casa Macchi e del suo giardino, alla cui realizzazione concorre un Accordo di Programma che vede l’adesione di Regione Lombardia, Comune di Morazzone e FAI. L’accordo rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato che, a partire dal recupero di un bene locale - Casa Macchi, ricevuta nel 2015 dal FAI in eredità da Marialuisa Macchi - consentirà la valorizzazione e il potenziamento dell’offerta turistica

Roberto Maroni, Presidente Regione Lombardia, e Marco Magnifico alla presentazione al pubblico di Casa Macchi

e culturale di questo comune della provincia di Varese, offrendo l’opportunità di sviluppare attività economiche e commerciali, di migliorare la fruibilità del centro storico e di contribuire allo sviluppo e alla promozione di percorsi e itinerari culturali già presenti sul territorio. Un accordo che potrà essere da esempio per invertire il processo di spopolamento dei centri storici dei paesi italiani. Il Comune di Morazzone progetterà il nuovo arredo urbano, viabilistico e infrastrutturale del centro storico, per renderlo più attrattivo in termini turistici e creare nuove opportunità imprenditoriali. Il FAI si occuperà del recupero di Casa Macchi e del suo giardino - un intatto esempio di dimora della borghesia lombarda della seconda metà dell’Ottocento, completamente arredata - che con la sua apertura al pubblico diventerà un “museo vivo che dia lustro a Morazzone”, come indicato nelle disposizioni testamentarie dell’ultima proprietaria Marialuisa Macchi, che con generosità ha lasciato in eredità la sua casa alla Fondazione insieme a un lascito in denaro. Al termine dei lavori, Casa Macchi entrerà a far parte del circuito dei beni FAI e verrà richiesto il riconoscimento museale a Regione Lombardia con l’inserimento nel circuito dei musei aderenti a Lombardia Card.

Come ridare vita a una comunità Sindaco, cosa significa rivitalizzare un centro storico? Significa invertire una tendenza che ha visto i piccoli comuni soccombere sotto i colpi di una depressione economica che ha afflitto in primo luogo le attività commerciali minori. Per contrastarla occorrono strategie che uniscano le forze di pubblico e privato, provvedendo sia alla riqualificazione di edifici e infrastrutture, sia all’insediamento di nuove attività. Dopo un periodo difficile, stiamo registrando un cambio di rotta che spero possa dare il via a una spirale positiva. Cosa rappresenta Casa Macchi per Morazzone? Presenta potenzialità che vanno oltre la riqualificazione urbanistica e che ruotano intorno al tema dell’identità culturale di un paese e questo è un nuovo elemento di attrattività. Credo anche che un bene rappresentativo della vita locale, che fa parte di un circuito consolidato come quello del FAI, possegga i requisiti per rilanciare Morazzone e riportare linfa vitale alla città. Cultura è la parola chiave: deve essere un volano per il rilancio dei piccoli comuni. Quale sarà il nuovo volto di Morazzone? Morazzone deve diventare un centro storico capace di offrire qualcosa di unico e quindi occorre puntare sulle sue peculiarità, perché le persone lo possano vivere sempre più. Mi auguro che i futuri visitatori di Casa Macchi possano mettere in moto un meccanismo virtuoso e incentivare lo sviluppo di piccole realtà commerciali che offrano prodotti non diffusi dalla grande distribuzione.


VOLTI DEL FAI - 15

HO UN SOGNO, APRIRE UN NUOVO BENE NELLA MIA CAMPANIA iovanna Massa, Referente Regionale FAI Campania, ci racconta dieci anni di vita e di passione. Una passione che è cresciuta di pari passo con l’organizzarsi della Fondazione sul territorio regionale, anche laddove si è dovuto costruire tutto da zero.

Qual è la funzione di un Referente Regionale? Siamo il FAI sul territorio e il nostro compito è quello di dare supporto al Presidente Regionale e ai volontari della Delegazione fornendo loro le linee guida per il nostro obiettivo principale: promuovere la conoscenza del FAI e incentivare le iscrizioni. Siamo una figura intermedia che collega il territorio con la sede centrale e allo stesso tempo riassumiamo varie funzioni, da quella amministrativa alla comunicazione, fino all’organizzazione degli eventi nazionali: siamo anche un punto di riferimento grazie ai tanti contatti che abbiamo con le istituzioni. Lavoriamo fianco a fianco con i volontari, ci riuniamo periodicamente, facciamo sopralluoghi in vista di un evento, redigiamo i bilanci annuali, ma il supporto che i referenti offrono è soprattutto motivazionale. Cosa significa per te lavorare al FAI? Il valore più importante è il rapporto umano, l’amicizia, la stima che si creano soprattutto con i volontari, che sono l’anima del FAI. Lavorare per il FAI è sempre una scelta istintiva e “di pancia”: durante i grandi eventi, come le Giornate di Primavera, hai l’opportunità di scoprire posti meravigliosi che pur avendo sempre sotto gli occhi non noti quasi più… e allo stesso tempo li fai conoscere agli altri, li metti a disposizione della città!

Qual è il tuo rapporto con Napoli? Ho un legame fortissimo, viscerale con la mia città natale e Chiaia, il quartiere in cui sono nata: una sorta di bosco cittadino dove non sembrava di stare in città. Napoli però è una città complessa, che presenta diverse “emergenze”. Esperienze come quelle delle Giornate FAI di Primavera in cui si coinvolge il quartiere Sanità o il carcere minorile di Nisida mettono in luce l’alto valore sociale delle nostre iniziative. È bello anche preparare come Apprendisti Ciceroni i ragazzi delle scuole più disagiate: l’onore e la solennità con cui vestono i loro panni di “guide”, l’emozione che trapela dalle loro voci… sono per me motivo di gioia pura. Sono queste cose a dare un senso a quel che fai.

© Archivio FAI

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GIOVANNA MASSA, REFERENTE REGIONALE: «CHI INCONTRA IL FAI NON LO LASCIA PIÙ»

«MI PIACE LAVORARE SUL TERRITORIO E DARE SPAZIO ALLA SOLIDARIETÀ» Hai un luogo del cuore nella tua regione? Senza dubbio la Baia di Ieranto (bene del FAI a Massa Lubrense in provincia di Napoli): un posto rimasto intatto nel tempo, un baluardo di autenticità. Soprattutto da quando è divenuto Area Marina Protetta ed è stato preso in gestione dal FAI: è stupendo lasciar spaziare la vista all’orizzonte senza il “disturbo” delle barche di solito ferme lungo tutto il profilo della costa. Cosa ti piacerebbe vedere realizzato in futuro? Il mio sogno sarebbe di vedere aperto un nuovo bene FAI in Campania... Di certo voglio continuare a lavorare sul

territorio, sempre in un’ottica di integrazione tra le diverse realtà sociali. Mi piacerebbe sviluppare sempre più iniziative improntate alla solidarietà. Ritengo di grande valore anche il rapporto con i giovani. Tutte le Delegazioni campane, Napoli capofila, lavorano molto con le scuole, occupandosi di formare gli Apprendisti Ciceroni: personalmente ho un bellissimo rapporto con i Gruppi FAI Giovani, che sono davvero la linfa vitale della Fondazione. Talvolta si avvicinano per svolgere un tirocinio curriculare, ma spesso accade che ci restino proprio per il rapporto di stima reciproca che si viene a instaurare. Arrivano al FAI e non se ne vanno più.


16 - ITINERARI FAI

L’ITALIA RIFIORISCE IN PRIMAVERA CON LA TESSERA FAI

Con la tessera FAI la primavera si trasforma nell’opportunità di vivere un tempo libero di qualità in città, in campagna e grazie a un itinerario legato a un bene della Fondazione. Sono oltre 1.100 le occasioni per provare tante esperienze indimenticabili: ecco alcune convenzioni del programma FAI per me! PER CHI AMA LE CITTÀ D’ARTE

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ilano nei prossimi mesi offre una grande varietà di mostre imperdibili, come quelle di Palazzo Reale. La prima dedicata a Keith Haring, uno degli esponenti più rappresentativi e originali della corrente neo pop, con una vastissima selezione di opere provenienti da tutto il mondo, l’altra a Édouard Manet, per un tuffo nella Parigi dell’Ottocento: la mostra accoglierà anche quadri di Renoir e Degas e sarà un’occasione per riscoprire capolavori senza tempo. Per entrambe le mostre potrai usufruire del biglietto ridotto risparmiando 2 euro. A pochi passi, nel Palazzo dell’Arengario, si potrà visitare la collezione permanente del Museo del Novecento con le sue importanti opere dell’arte italiana del XX secolo: l’ingresso è gratuito per gli iscritti FAI. A Firenze, dopo Ai Wei Wei, Palazzo Strozzi si prepara a un nuovo grande appuntamento: Bill Viola, attraverso video e installazioni, reinterpreterà il Rinascimento in un gioco di contrasti tra l’arte antica e quella contemporanea. Se porti con te la tessera FAI avrai uno sconto del 20% sul biglietto d’ingresso. Napoli offre la possibilità di visitare, con il 30% di sconto sul biglietto, la mostra “Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito”, allestita nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta: una rara occasione per apprezzare oltre 150 opere tra dipinti e sculture dalla metà del Duecento ai giorni nostri, poco note perché appartengono a

Keith Haring L’importante rassegna del pittore e writer statunitense in SCONTO mostra a Palazzo Reale fino al 18 % giugno 2017

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Fondazioni, istituzioni bancarie e collezioni private. E perché non approfittare del 28% di sconto che ti permetterà di scoprire un gioiello del nostro patrimonio artistico come la Cappella Sansevero, che conserva il Cristo Velato? Per chi è attratto dalle bellezze di Roma, sarà possibile conoscere Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia, con visite che propongono percorsi tra gli appartamenti e i giardini con una riduzione del 50% sul

costo del biglietto. O scoprire le case che hanno ospitato Goethe dal 1786 al 1788 – unico museo tedesco in Italia – con il 40% di sconto o quella di John Keats, di fianco alla scalinata di Trinità dei Monti, casa-museo che contiene una ricca collezione di quadri, sculture, manoscritti, oggetti e prime edizioni risparmiando il 20% sul costo del biglietto. A Palermo si potrà scegliere tra alcuni palazzi del centro storico come il cinquecentesco Palazzo Branciforte, nelle cui sale si coniuga l’archeologia con l’arte moderna e contemporanea, con uno sconto del 29%. E Palazzo Asmundo, uno dei più belli della Palermo barocca, che conserva ambienti riccamente decorati e arredati con un biglietto a 2 euro invece che a 6. 


ITINERARI FAI - 17

PER CHI AMA IMMERGERSI NEL VERDE

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ome accaduto in passato a grandi pittori, poeti e scrittori, potrai stupirti davanti alla meraviglia della Cascate delle Marmore, a pochi chilometri da Terni, in un parco naturale di grande bellezza: con la tua tessera FAI risparmierai il 30%. Spostandoti in Toscana, potrai inoltrarti a 8 chilometri da Lucca nel Parco di Villa Reale, dove ti aspetta uno scenario davvero unico che unisce il giardino barocco, con uno dei più antichi teatri di verzura d’Europa, al giardino art

déco e al parco ottocentesco voluto da Elisa, sorella di Napoleone e principessa di Lucca. Con la tua tessera l’ingresso costerà 6 euro invece di 8. Oppure, approfittando di uno sconto del 17%, potrai inoltrarti nel Labirinto della Masone, il più grande al mondo composto solo di piante di bambù, a Fontanellato (PR); o perderti nei 18 ettari di Capo Mortola a Ventimiglia (IM) che ospitano i Giardini Botanici Hanbury, tra le oltre 5.800 specie di piante ornamentali, officinali e da frutto (lo sconto sul prezzo d’ingresso è del 22%).

Cascate delle Marmore, Terni La cascata a piena portata vista dal Belvedere Inferiore

SCONTO

30%

Cappella degli Scrovegni, Padova Uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale opera di Giotto

SCONTO

54% PER CHI PARTE DA UN BENE DEL FAI

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e la tua meta è la cinquecentesca Villa dei Vescovi, bene del FAI a Luvigliano di Torreglia (PD), che potrai visitare gratuitamente grazie alla tessera FAI, dopo aver goduto della bellezza di questo gioiello dal cuore classico, con le sue stanze e le sue logge affrescate dal fiammingo Lambert Sustris, e sentirti abbracciato dai Colli Euganei che la circondano, hai davvero molte possibilità, tutte a pochi chilometri. Puoi rimanere sui colli e dirigerti ad Arquà Petrarca per una visita alla casa del poeta, edificio che risale al Duecento, con il 50% di

sconto; oppure scoprire, con la riduzione del 50% sul prezzo del biglietto, il Museo dei pianoforti antichi, tra pianoforti a coda, a tavolo, verticali e altri dalle forme inconsuete. E se ci sono dei bambini, non dimenticarti della Casa delle Farfalle a Montegrotto Terme, un percorso immerso nel verde che ti affascinerà grazie ai colori delle centinaia di farfalle libere di volare: per gli iscritti FAI lo sconto è del 22%. Ricordati di fare una sosta a Galzignano Terme per il Giardino Monumentale di Valsanzibio, con lo sconto del 16% sul biglietto d’ingresso. La tua gita non può che finire in uno dei posti più stupefacenti del mondo, la Cappella

degli Scrovegni a Padova, capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo, interamente affrescata da Giotto, che raffigura una sequenza di storie tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, che culminano nella morte e resurrezione del Figlio di Dio e nel Giudizio Universale. Per gli iscritti FAI è previsto uno sconto del 54% che ti permetterà di pagare l’ingresso 6 euro invece di 13. • Ricorda di portare con te la tessera FAI per vivere la cultura e la bellezza risparmiando. • Per scoprire tutte le convenzioni www.faiperme.it


18 - MANIFESTAZIONI

INCONTRARSI ALL’ARIA APERTA IN MEZZO AI FIORI

PICNIC DI PASQUETTA

gustare sui prati, gite in bicicletta, concerti di musica rinascimentale e per i più piccoli laboratori, animazioni e cacce al tesoro botaniche oppure alla ricerca di uova e coniglietti di cioccolato: per la Pasquetta sono svariate le attività proposte dal FAI, che dà vita in molti suoi beni a una giornata di festa e di “ozio” all’insegna del buon umore e della convivialità.

Foto di Silvia Papesso © Archivio FAI

Castello e Parco di Masino, Caravino (TO) – 28, 29, 30 aprile e 1 maggio Torna la primavera, la gioventù dell’anno, e con lei la “Tre giorni per il giardino”, la prima e più completa mostra e mercato di florovivaismo di qualità in Italia, giunta alla ventiseiesima edizione e organizzata sotto l’attenta regia dell’architetto Paolo Pejrone, fondatore e presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino. Fiori e piante insolite, accessori, arredi e attrezzi per la cura del verde saranno al centro della manifestazione che vede impegnati, sul manto erboso del parco secolare del maniero, oltre 160 tra i più importanti vivaisti italiani e internazionali con le loro novità e le produzioni più originali. Anche quest’anno esperti e appassionati potranno scoprire e acquistare, immersi tra colori e profumi, le

Castello e Parco di Masino, Castello della Manta, Villa Panza, Villa Della Porta Bozzolo, Monastero di Torba, Castello di Avio, Villa dei Vescovi, Bosco di San Francesco, Parco Villa Gregoriana, Giardino della Kolymbethra – lunedì 17 aprile Passeggiate nel verde, prelibati picnic da

OLIMPIADI DEI GIOCHI DIMENTICATI

Monastero di Torba, Bosco di San Francesco, Parco Villa Gregoriana, Castello e Parco di Masino - 21 maggio Villa Della Porta Bozzolo – 2 giugno Banditi tv, smartphone, videogame e

social network. Per un giorno i passatempi diventano la campana, l’elastico, la corsa con i sacchi, il tiro alla fune, ruba bandiera e altri giochi di una volta, che coinvolgeranno i bambini, stimoleranno la fantasia e permetteranno di scoprire il piacere di interagire e fare squadra. Insieme a loro, i genitori potranno rivivere i momenti di svago della propria infanzia, quando ci si divertiva Foto Gabriele Barbero © Archivio FAI

numerose e rare specie floreali e arboree in esposizione: alberi e arbusti per giardini e terrazzi; piante da frutto e da orto; piante da bacca; piante aromatiche ed erbe medicinali; piante annuali, biennali e perenni da fiore; piante decorative per la foglia; piante acquatiche; piante cactacee e succulente; piante alpine e da roccia; frutti e sementi antichi. In occasione dell’evento verranno organizzate interessanti conferenze e presentazioni di libri che consentiranno al pubblico di carpire dagli esperti consigli e segreti per la “coltura” e la “cultura” di un giardino armonico e vitale.

Foto di Dario Fusaro, 2013 © Archivio FAI

TRE GIORNI PER IL GIARDINO

Foto di Dario Fusaro, 2013 © Archivio FAI

A Masino la mostra mercato dei migliori vivaisti italiani e internazionali. Ma ci sono anche giorni in cui si gioca!

Il calendario “Eventi nei beni del FAI 2017”, è reso possibile grazie al significativo sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI, e al prezioso contributo di


con semplicità, nel cortile di casa e in compagnia degli amici, lontano da internet e dagli schermi dei computer.

ROSE DI MAGGIO

Foto di Paolo Barcucci © Archivio FAI

Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA) - 27 e 28 maggio Rose di ogni colore e varietà, antiche e moderne, sono protagoniste di una mostra e mercato che ospita un’accurata

selezione di vivaisti italiani con le loro ricche collezioni. I visitatori potranno conoscere esemplari rari, acquistare piante di qualità certificata e scoprire i metodi per prendersene cura e gli abbinamenti ideali per il giardino. Gli ospiti avranno l’occasione di ammirare il roseto della villa, che accoglie oltre un migliaio di specie galliche e botaniche.

PAESI E PAESAGGI DEL GUSTO

Castello e Parco di Masino , Caravino (TO) - 2, 3 e 4 giugno Il parco dell’antica residenza dei conti Valperga sarà lo scenario della manifestazione ideata da Davide Rampello – inviato di “Paesi e Paesaggi” di Striscia

PIRELLI che conferma per il quinto anno consecutivo la sua storica vicinanza alla Fondazione.

Foto di Gabriele Basilico © Archivio FAI

Fiori e piante alla Tre giorni per il giardino al Castello e Parco di Masino

la Notizia e curatore del Padiglione Zero di Expo 2015 – giunta alla terza edizione e dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane. Agricoltori, allevatori, pescatori e altri “artigiani del gusto” esporranno e venderanno i loro prodotti, racconteranno le loro storie e accompagneranno il pubblico in un viaggio alla scoperta del patrimonio di sapori e tradizioni del nostro Paese.

Gli eventi possono subire variazioni: si consiglia di verificare sempre su www.fondoambiente.it

MANIFESTAZIONI - 19


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Il notiziario del FAI n. 142  

25 anni di Giornate FAI di Primavera

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