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GIACOMO FONDELLI ARCHITECT

P O R T F O L I O W O R K S

2 0 1 4 - 2 0 1 8


E-MAIL

fondelli.giacomo@gmail.com

BORN

27/11/1989

ADRESS

Via C.Menotti 5, Firenze

PHONE

+39 3384849602


_WORK EXPERIENCE

_TEACHING ACTIVITY

UNIVERSITY OF FLORENCE via della mattonaia 14, Florence since July 2017

CULTORE DELLA MATERIA University of Florence Architectur School since March 2017

Scholarship Research “Feasibility study for the realisation of a primary School in Calenzano (Florence) “

ING. ALESSANDRO CINI Via Roma 430, Bagno a Ripoli (FI) April - June 2017

Professional partnership for P.A.P.M.A.A. for property Arceno s.r.l.Castelnuovo Berardenga (SI)

ING. ANDREA MERCIAI Piazza G. Garibaldi 2, Greve in Chianti (FI) April 2016 - January 2017

Editing of building procedure(s.c.i.a.- c.i.l.a. - c.i.l.), quantity surveying, survey and photomontage.

ERIK MEDRI ARCHITETTO Via Uguccione della Faggiola 11r, Florence February 2016

Approach of architectural design. Render editing, quantity surveying, executive drawings.

_EDUCATION QUALIFYING EXAMINATION January 2017

State certification exame for qualifying profession: LICENSED.

ARCHITECTUR DEGREE University of Florence Architectur School July 2016 judgment 106/110

MAXON CINEMA 4D CLASS University of Florence Architectur School September - Dicember 2014

Cultore della Materia for classes: -Progettazione Architettonica IV (classe Lm - 4 c.u.) -Progettazione Architettonica III Professor _ Fabio Fabbrizzi

TUTOR University of Florence Architectur School May-September 2017

Tutor per il seminario “Solomon Project”

_PUBLICATION AROUND THE WALLS Four Project for Jerusalem September 2016 - July 2017

Collaboration for the realisation of the book AROUND THE WALLS Four Project for Jerusalem. Project of Fabio Fabbrizzi

_OTHER ACTIVITY MEMBRO DI bAq “Bottegaazioniquotidiane” Florence 2014 -2015

Bottega Azioni Quotidiane operate for the street of the city, for give value of the hidden place, thinking of little things, and make people enyoi.

SKILLS PHOTOSHOP INDESING ILLUSTRATOR AUTOCAD RHINOCEROS CINEMA 4D PACCHETTO OFFICE

Maxon Cinema 4D class for architecture and design, level 1, in L.I.A.

SITEMA OPERATIVO WINDOWS MAC

HIGH SCHOOL DIPLOMA Scientific high school P.Gobetti July 2008

LANGUAGE ITALIAN_ Native ENGLISH_ Write(level B1) Speak(level B2)

high School Diploma

DRIVE LICENSE Drive license B2 (since March 2008)


UNIVERSITY

COMPETITION

WORK

PUBLICATION

OTHER ACTIVITY


CLANTE

CENTER OF DIVULGATION OF CHIANTI CLASSICO IN CINTOIA

SOUTH POINT ART CENTER

CONTEMPORARY ART CENTER IN NEW YORK

LAMBORGHINI ROAD MONUMENT

PULPIT ROCK COMPETITION

BUILDING RENOVATION

BUILDING RENOVATION

IDEAS CONTEST

REALISATION OF AN APARTAMENT INSIDE OF A EX LABORATORY

AROUND THE WALLS FOUR PROJECT FOR JERUSALEM

bAq

BOTTEGA AZIONI QUOTIDIANE

IDEAS CONTEST

EXTRAORDINAY MAINTENANCE WORK AT THE MAIN FLOOR OF A RESIDENCE

CELLAR INCREASE

LONG-STANDING BUSINESS PROGRAM OF AGRICULTURASL AND AMBIENTAL IMPROVEMENT (P.A.P.M.A.A.)PROGRAMMA AZIENDALE PLURIENNALE DI MIGLIORAMENTO AGRICOLI AMBIENTALE


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CENTER OF DIVULGATION OF CHIANTI CLASSICO IN CINTOIA


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Degree Thesis Florence, 2016 Tutor: Prof. Fabio Fabbrizzi Project: Giacomo Fondelli

Prendendo la via chiantigiana che da Firenze porta a Siena attraversando tra le più prestigiose località del territorio, e oltrepassando la Frazione di Strada in Chianti, le propaggini collinari dei monti del chianti si aprono ad ospitare un solco vallivo che si insinua tra le groppe bo- scose dei poggi: è la valle di Cintoia, dove vi scorre il Rio Sezzate. La Valle è una sorta di via naturale che collega il Valdarno Superiore con la val di Greve, sin dall’’epoca romana era percorsa da un strada (Cassia Adrianea), come attestano alcuni tratti superstiti di selciato dal caratteristico basolato a lasagne. Su tale via, conservatosi sino ad oggi, almeno come direttrice stradale, graviteranno tutti quei centri della valle che ci permetteranno di esemplificare l’organizza- zione del territorio in età medioevale. L’area di Progetto si trova al centro della valle di Cintoia dove vi è la “villa di Cintoia“, costruita attorno al ‘600 dalla ricca famiglia Fiorentina dei Caccini del Vernaccia. La villa era al centro della grande tenuta agricola dei caccini, che comprendeva quasi tutta la valle, da dei documenti

rinvenuti presso l’archivio della biblioteca Roncioniana di Prato, possiamo costatare che sin dal ‘600 qui si producva e vendeva vino, oltre e tutti gli altri prodotti agricoli che il territorio offriva. All’inizio del ‘900 la Villa di Cintoia, con la fattoria e le coloniche, fu acquistata dal cavaliere del lavoro Michelangelo Calamai. Uno dei motivi che spinsero l’imprenditore ad acquistare la tenuta fu la presenza della “sorgente delle doccie”, attualmete chiamate “sorgente di Cintoia”. Nell’immediato dopo guerra, il figlio Giosuè costruì un fabbricato industriale di fronte alla villa, e vi trasferì i macchinari tessili per la produzione di filari cardati presi da uno stabilimento di Prato che era stato distrutto fìn dai bombardamenti bellici. Cominciò così l’avventura industriale della Vallata di Cintoia, che non ha mai avuto un grande successo, vista la sua natura agricola e la mancanza di grandi vie di collegamento agli attuali percorsi di commer- cio. La crisi tessile iniziata a Prato nel 1985, portò alla chiusura della filanda nel 1989, nel frattempo, nel 1972, Giosuè ed il figlio Francesco costruirono lo stabilimento della Sorgente Cintoia, utilizzando l’acqua della sorgen-


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te di cui tanto si era innamorato il nonno Michelangelo. Nel 2007 anche questo stabilimento vede la sua chiusura a causa di problemi economici dei proprietari ed a un cambiamento della domanda nel mercato a cui questo piccolo stabilimento non è stato in grado di rispondere in modo efficace. Allo stato attuale l’area si presenta perlopiù abbandonata, solo la villa ha mantenuto un aspetto integro al suo esterno, mentre gli altri edifici, soprattutto la filanda, ha l’aspetto di un rudere. L’ex stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua Cintoia è in buono stato, ma è caratte- rizzato da elementi architettonici tipicamente industriali, che risultano incongruenti con il paesaggio circostante. L’idea di Progetto nasce dalla volontà di creare un cen- tro multifunzionale, dedicato alla divulgazione del chianti classico, alle porte del territorio fiorentino, che abbia la funzione di porta di accesso al territorio chiantigiano. Il centro è dotato di molteplici servizi, come un museo dedicato al territorio e la sua storia, una scuola per imprenditori agricoli, per insegnare a valorizzare questo territorio, dotata di un piccolo auditorium, un piccolo albergo/ foresteria, e un percorso di degustazione, vero cuore del progetto di tutti i prodotti chiantigiani, con il vino che rappresenta l’elemento principe di questo percorso. Il Concept nasce dalla volontà di esaltare gli elementi caratteristici

della valle mantenendo invariati i volumi principali dell’area di progetto, come la villa e il volume della filanda, e demolendo gli edifici che si sono accostati successivamente a queste strutture oltre all’ex fabbrica di imbottigliamento dell’acqua Cintoia. Il nuovo edificio, come i castelli che caratterizzavano il territorio chiantigiano, è racchiuso all’interno di un “recinto”, corrispondente all’asse principale del progetto, che segue lla direzione di percorrenza della valle, creando così un collegamento visivo con l’intera vallata. Altri due assi, corrispondenti rispettivamente alla vecchia sorgente dell’acqua e l’ingresso naturale all’area di progetto tramite un viale cipressato, perpendicolari a quest’ultimo, formano due piazze, la prima, in superficie, tra la villa e l’ingresso del nuovo edificio, la seconda, parzialmente interrata, alla fine del progetto. Queste due piazze rappresentano l’inizio e la fine del percorso che il visitatore dovrà affrontare, un percorso che affronterà tutte le tematiche sopradescritte.

Dopo le ricerche e premesse fatte nei capitoli precedenti, passiamo concretamente al progetto che ha preso forma durante il mio lavoro. Il centro di Divulgazione del Chianti Classico prende forma, come citato precedentemente nel concept, seguendo l’orografia del terreno, non si impone, la sua volumetria segue l’asse principale della vallata come se volesse a sua volta percorrerla. L’obbiettivo del progetto è quello di creare un luogo dove il visitatore che vuole conoscere questo territorio possa farsi un’idea generale, un assaggio di quello che il chianti gli può offrire, per vivere al meglio l’esperienza chiantigiana. Il nuovo edificio che andrà a sostituire i volume della vecchia filanda, è protetto da un recinto murario, chiaro riferimento ai castelli fortificati della zona, che si plasma all’interno del terreno seguendo la sua orografia, riuscendo così a mimetizzarsi nel territorio anche grazie alle molteplici verdi coperture piane . A livello strutturale l’edificio è sostenuto da murature portanti in cemento armato rivestito da


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pietra forte, molto comune nel territorio chiantigiano e fiorentino in genere. ll programma funzionale prevede una serie di spazi adibiti ad illustrare il territorio chiantigiano, dislocato lungo un percorso, un cammino, posto su vari livelli, collegato tra- mite percorsi tematici e percorsi di degustazione. Il visitatore può accedere al complesso da diversi punti, i due accessi principali al piano terra, attraverso l’esistente viale cipressato e dall’ingresso della villa, utilizzato per lo più da coloro che intendono usufruire dei suoi servizi di albergo/foresteria. L’ingresso carrabile avviene sia dal piano terra che dal piano della piazza di degustazione, posta all’ultimo livello utile. Andando ad analizzare attentamente le piante possiamo osservare come è ben definita l’idea di recinto che rac- chiude, all’interno dei suoi 30 metri di larghezza, tutti gli ambienti del progetto, esclusione fatta per la villa di Cinto- ia e per i vari percorsi esterni. Arrivando dalla strada statale, e scendendo per il viale cipressato, ci troviamo all’interno della piazza principale d’ingresso, dove vi è possibile vedere la vila di Cintoia e l’ingresso del Centro. Attraversando il primo portale ci imbattiamo in un giardino coperto, che ha la funzione di filtro per l’intero progetto, infatti da questo ambiente si può accedere all’interno del museo presente al primo piano, oppure scendere direttamente al piano -1, salire sulla copertura panoramica calpestabile, oppure prendere il percorso sotterraneo di collegamento alla villa, realizzato

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per collegare direttamente gli ambienti del centro con la villa e quindi fornire un accesso privilegiato agli ospiti della struttura. Entrando nel museo ci troviamo di fronte ad una grande corte, illuminata da una grande vetrata mentre ai lati possiamo trovare i servizi igienici e di collegameto dei due piani. Al centro della pianta, racchiuso attorno ad una muratura portante, troviamo un piccolo auditorium con una ca-

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pienza di 150 persone, utilizzato sia per il museo per la proiezione di video tematici sia per la scuola posta al piano inferiore. Attorno al volume dell’auditorium si sviluppa l’area museale, dedicata al chianti ed il suo territorio, dei pozzi di luce scandiscono il susseguirsi delle stanze museali e arrivati a metà del percorso ci troviamo in una zona di sosta che affaccia su un triplo volume illuminato da una grande vetrata,

posta in posizione sud-est, che offre una completa visione panoramica del contesto che circonda l’edificio. Scendendo ai due piani inferiore attraverso il blocco scale posto al centro della hall troviamo i primi due ambienti del percorso dedicati ai prodotti culinari del chianti, infatti qui vi sono collocati degli ambienti di ristorazione e aule didattiche, scuola di


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cucina ed enologia, dove si offre al visitatore una prima infarinatura sui prodotti culinari che il chianti può offrire. Scendendo all’ultimo piano del blocco scale ci imbattiamo in un lungo percorso, posto su 4 livelli dedicato interamente al prodotto principe del territorio, il vino. Nei primi tre livelli sono collocati degli ambienti dedicati ai grandi produttori vinicoli che vogliono farsi pubblicità all’interno del centro. La scena è scandita dal susseguirsi di questi piccoli luoghi espositivi, che prendono luce naturale da delle feritoie poste sulla muratura esterna, alternati a delle aree di sosta dove vi sono collocati i servizi igienici e di collegamento oltre all’accesso a degli spazi esterni, che da un lato del progetto (a monte) si trasformano in piccoli giardini, e dall’altro (a valle) diventano delle terrazze panoramiche collegate alla scalinata di collegamento esterna. Arrivati alla fine del percorso ci troviamo all’interno di un ambiente quadrato di dimensioni 30x30m dove al centro vi è una corte a cielo aperto caratterizzata da dei gradoni concentrici che scendono fino a 3 m dove vi è collocato un giardino quadrato di moderate dimensioni dove vi è possibile assistere ad eventi culturali e musicali. Attor- no a questa corte, unico protagonista è il vino, che tramite una vendita diretta da parte di piccoli produttori della zona, circonda l’intero ambiente. Arrivando dal percorso di degustazione sulla sinistra della piazza troviamo l’uscita,

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caratterizzata dalle stesse feritoie presenti nei luoghi espositivi. Prendendo questa uscita ci ritroviamo in un piazzale panoramico esterno, raggiungibile anche tramite una strada carrabile, collegato dalle stesse scale esterne che collegano le terrazze precedentemente descritte.

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10_ Aree Vendita 11_ Corte

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SOUTH POINT ART CENTER CONTEMPORARY ART CENTER IN NEW YORK


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Laboratory Project V Florence, 2014 Tutor: Prof. Fabrizio Arrigoni Project: Giacomo Fondelli Piomboni Alessio

Roosvelt Island, nota in precedenza come Welfare Island , è un isola molto stretta situata nell’East River di New York, tra l’isola di Manhattan a ovest e il borough di Queens a est. Nel corso del XIX secolo, alcuni ospedali, asili, ed istituti correttivi sono stati costruiti sull’isola, tra i quali anche il carcere “Welfare Penitentiary”. Nel 1973, all’isola venne cambiato nuovamente il nome, in previsione della costruzione di un edificio in memoria al Presidente Franklin Delano Roosevelt, opera completata solo nel 2012 con la costruzione del Franklin D.Roosevelt Four Freedom Park sull’estremità meridionale dell’isola. Il capolavoro di Louis Kahn, da un nuovo volto ad un luogo che fino a quel momento era visto come marginale rispetto alla città. Il monumento a Roosvelt si inserisce timidamente nello skyline dell’isola , facendo prevalere la natura sul costruito e lasciando respiro ad una delle ultime aree rimaste incontaminate nella città. Proprio da qui nasce il nostro concept di progetto. Sing, un segno, come a voler marcare ciò che ha pensato l’architetto statunitense. Il progetto viene sviluppato infatti con l’in-

tezione di far diventare il nuovo plesso funzionale una “soglia”, un limite che si pone tra edificato e natura, senza prendere il sopravvento sul Suoth Point Park, anzi valorizzandolo facendolo diventare punto centrale del nostro progetto. In risposta ad un ricco progarmma funzionale che ha come tema la progettazione di un nuovo complesso culturale compreso nei limiti del parco , che dovrà comprendere e integrare nel suo masterplan The Smallpox Hospital e Streker Memorial Laboratory, due edifici ottocenteschi presenti nel parco, proponiamo un architettura compatta che ha come priorità quella di salvaguardare la possibilità di attraversamento dell’intera area con dei percorsi pedonali che mantengono la continuità di quelli esistenti indirizzandosi verso il memoriale, ma soprattutto salvaguardare l’impatto visivo che vuole essere il più discreto possibile. La scelta è stata infatti quella di fare emergere dalla quota zero di progetto solo parte dei volumi attestati alle estremità dell’isola, mentre la parte centrale viene trattata con delle grandi vasche d’acqua, che lasciano libera la vista verso il nuovo South Point Park.


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A contrasto delle altezze dei nuovi volumi che nel contesto diventano veramente modeste, spicca sulla costa ovest una torre, che, nello stesso senso del concept vuole essere anch’essa un segno di limite oltre il quale prende il sopravvento il verde e la natura. L’area di progetto viene infine rivalutata in tutto il suo perimetro grazie ai percorsi sopracitati che vengono affiancati nel lungo fiume ancora da filari di Tigli e da un parapetto rivestito in granito bianco che risalta le linee dell’isola se apprezzata sia dal Qeens sia da Manhattan. Tutte le funzioni del Suoth Point Art Center, sono state distribuite in un sistema molto rigido e lineare disposto secondo la migliore esposizione alla luce del sole. PRINCIPIO INSEDIATIVO La nostra proposta attraverso dei nuovi spazi verdi scanditi da una maglia di percorsi e quella di far diventare quest’area un nuovo spazio a servizio della città e dei cittadini che possono trovare ora in Roosvelt Island un nuovo luogo per staccare dalla vita caotica di una delle metropoli più grandi al mondo. Si può apprezzare dai profili come il progetto ad eccezione del volume sulla costa ovest, si sviluppa fondamentalmente in tre quote. Arrivando dal Queensboro Bridge alla quota zero di progetto si può bypassare l’intera stecca andando verso il memoriale, oppure accedere direttamente all’Auditorium dalla piazza coperta sul lato est, piuttosto che al sistema distributivo di biblioteca e laboratori situato alla base della torre. Grazie all’ausilio di gradinate e rampe è inoltre possibile scendere alla quota -3, dove troviamo un sistema distributivo esterno che


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permette ai visitatori sia di accedere alla seconda piazza coperta, sia di apprezzare la caffettria con terrazza sull’esast river situata sulla costa che guarda il Queens in testa al blocco dell’auditorium. Dalla piazza coperta a quota -3 gli utenti possono scendere alle sale del museo che come i laboratori si trova alla quota -7 , ma possono anche avere accesso direttamente ai percorsi del parco che dolcemente risale alla quota zero.

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Analizzando la pianta del piano zero e del piano -3 possiamo entrare più nel dettaglio del progetto: all’interno della torre sono collocate varie funzioni su più livelli. Al piano zero troviamo i due ingressi all’ impianto dai quali si accede ad un grande ambiente a doppia altezza, il quale ha solo funzione distributiva per i locali ai piani superiori ed inferiori. Un sistema di scale ed ascensori permette di salire ai tre piani di biblioteca e videoteca, caffetteria e

terrazza giardino rispettivamente alle quote più alte dell’edificio. Una gradinata più imponente affiancata sempre da ascensori, permette invece di scendere alle quote interrate dove si dislocano gli ambienti di amministrazione in un piano intermedio ed infine atelier e laboratori alla quota più bassa di progetto. La parte museale accessibile invece dalla quota -3, inizia con una biglietteria affiancata da bookshop, è poi servita da una ram-


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pa a norma di legge per disabili che permette ai visitatori di scendere alla quota -7 dove avranno luogo le esposizioni in una sala non particolarmente complessa dotata di binari ai quali si possono appendere pannelli a seconda delle particolari esigenze di ogni artista. Dalla sala espositiva un sistema di risalita permette poi di tornare alla quota -3 di ingresso senza intercettare i percorsi di discesa. Infine arriviamo al volume dell’ auditorium che viene trattato in maniera diversa dal resto del progetto, in quanto viene circondato da percorsi esterni che sfociano nella terrazza sull’east river racchiusi in un porticato coperto non climatizzato delimitato da colonne in serie. Questa parte di progetto si fa notare anche dalla terra ferma, inquanto invade il limite dell’ isola appoggiandosi nell’ acqua del fiume presentando un prospetto massiccio apprezzabile dalla riva del Qeens. L’auditorium ha una pianta regolare, con un ampio foyer d’ingersso capace di assorbire il flusso di entrata e uscita dei fruitori. Dal foyer si può accede direttamente alla sala principale, e grazie ad un ulteriore blocco scale si può scendere alle salette di proiezione secondarie sistemate alla quota -3. l’impianto è scandito da due percorrenze laterali che permettono l’accesso diretto agli ambienti per il personale, oltre che essere sfruttati in caso di necessità come uscite di emergenza. Infine distaccato dal complesso troviamo un ultimo volume che va a mescolarsi tra i nuovi edifici del campus, dove vengono racchiuse le funzioni di foresteria, mensa e casa del


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custode. L’edifico ha una pianta semplice che scandisce bene tutte le funzioni al suo interno, e come tutto il resto del progetto viene assorbito dalla vegetazione che lo circonda. MATERIALI La scelta dei materiali è scaturita dalla nostra volonta di unire quei materiali che richiamano la tradizione costruttiva americana del passato con il nuovo stile che louis Kahn ha dato al luogo. Le facciate sono rivestite in laterizio tipo petersen, che ha come caratteristica oltre la forma più moderna ed interessante del classico laterizio, quella di riprende i colori dei vecchi edifici newyorchesi spesso e volentieri costruiti con l’elemento più sfruttato nelle epoche antecedenti per le costruzioni della città di Manhattan, il mattone rosso. Per le coperture

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e le facciate cieche della torre, invecie abbiamo scelto di utilizzare lo stesso materiale usato da khan nel Four Freedom Park. Delle lastre di granito bianco del North Carolina, che scendendo dalle facciate proseguono lungo la costa dell’isola per poi unirsi al memoriale dando continuità a toni e colori nello skyline della parte meridionale dell’isola. A caratterizzare gli gli spazi interni della torre viene progettata una parete ventilata in laterizio che, grazie alla sua serialità, lascia passare una particolare luce all’interno di un vano a tutta altezza che partendo dalla quota degli uffici sale fino all’ultimo piano coperto della caffetteria. Uscendo dalla torre gli ambienti proseguono sotto le due grandi vasche d’acqua dove troviamo rispettivamente i laboratori didattici e la parte espositiva del

museo, entrambi alla quota -7 . La distinzione di queste due funzioni è ben visibile anche dall’estreno, grazie ad una scala progettata per collegare la quota zero alla quota -3 e che scandisce le due vasche d’acqua, si distingue inoltre la copertura dei laboratori, che a differenza di quella del museo presenta dei pozzi di luce sulla copertura a servizio degli ambienti sottostanti. Esaminando i laboratori, ai quali si accede come già detto dalla torre, possiamo ben vedere che vengono serviti da un distributivo semplice che inizia con grande lobby d’ingresso posto allo sbarco della scalinata e degli ascensori, utile anche ad esposizioni temporanee. Il foyer si restringe poi in un corridoio che porta alle stanze dedicate alle rispettive discipline di comics, arti plastiche, fotografia e danza.quest’ultima forinta di


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appositi spogliatoi per gli utenti. Sia i laboratori che la sala museale sono affacciati su delle corti aperte che affiancano gli ambienti nel loro lato lungo. Accessibile e sfruttabile a pieno nella bella stagione per i laboratori che vi si attestano con una grande facciata vetrata apribile, che risolve allo stesso tempo il problema di illuminazione naturale, e non accessibile ai visitatori per il museo, dove viene adoperata con il solo scopo di creare un attmosfera suggestiva con dei tagli vetrati vetricali dai quali entra luce diffusa.

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LAMBORGHINI ROAD MONUMENT IDEAS CONTEST


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Competition Florence, November 2016 Project: Giacomo Fondelli Filippo Garuglieri Manfredi Guidi di Bagno Giuseppe Virecci Daniele Vezzosi Ervis Nako

As silents watchmen guarding the entrance of Lamborghini’s world, two bodies rises within the Po Valley, boasting themselves with the key elements that compose them, synthesizing the principles that always inspired the automobile manufacturer. According to the actual cost of human resources and materials involved into the structure, the total cost is valued around 75000 euro. Held inside the composition, the element’s black heart stands out with seducing lightness, originated by the vanguard technological soul, that has always distinguished the brand and that express himself with use of sinuous carbon sails, linked among them through the use of hidden steel guides, to form a unique more performing item. For assembling and transportation reasons, the work is separated in three parts that combine themselves as column drums, building moderns Pillars of Hercules, marking the entrance of the establishment. As a construction stiffening it is used a system of steel bars that form the exoskeleton developed in between the

carbon skin, becoming in the end light, invisible and reusable. A futuristic armour covers in coiling evolution the primary element, moving towards Lamborghini’s factory and museum. As the internal part do, the external is composed by many parts, each one connected with its relative segment, but still keeping a certain distance to create catchy light bouncing.


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PULPIT ROCK COMPETITION IDEAS CONTEST


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Competition Firenze, Giugno 2017 Project: Giacomo Fondelli Silvia Bordo Giulia Cerretani

The project takes its life from the will to establish, from the very beginning, an indissoluble relationship between the spiritual function, to which the church is devoted and the surrounding nature. Pulpit Rock represents, in fact, an astonishing natural view, with this peculiarity becoming a fundamental element within the project, and merging with the architecture itself. The basic idea is to create a lieu which could re-interpret the basic characters of the Christian architecture, intimately linking them to the surrounding nature. It is to be highlighted that the project is characterized by the planimetric elements of the Christian church, such as bell tower, apsis, room and sacristy. All these elements, re-interpreted in a more current and minimal key, recall to the tradition and are immediately identifiable. From here the idea to conceive the church in planimetry, section and facade, starting from a geometrical rule, the golden spiral, easy to find in several elements, both in nature and in influential examples of religious buildings. By observing and living the project building, you can feel a

great harmony, pervasive of all the built area, which is, at the same time, silent and austere as well as absorbed and intimate. This perception of the environment is mainly due to the hidden presence of a rigid and definite rule which defines its structure. The planimetric development of the building is articulated in line with two visual and walking axes, which further emphasize the will to combine its natural and spiritual aspects: the first axis, south oriented, culminates with an external cut, which allows to appreciate, from the entrance already, the surrounding landscape and the second, oriented towards east, which terminates with a na-

THE GOLDEN CHURCH A SPIRITUAL VIEW


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tural glimpse to the altar. These two axes are characterized by the choice not to make use of any material; on the contrary, by cutting the continuity of the church’s section, their function in emphasized by the use of the local natural rock, which Pulpit Rock is made of.

CONCEPT

ASSEMBLY DIAGRAM

Due to its temporariness, the project foresees the use of a prefaThe project takes its life from the will to bricated to conceive the churcheasy in planimetry, structure, to assem- which terminates with a natural glimpse establish, from the very beginning, an indis- ble section starting by fromair. a geoandandtofacade, transport The to the altar. These two axes are characterisoluble relationship between the spiritual metrical rule, the golden spiral, easy to zed by the choice not to make use of any church rests on a series of small function, to which the church is devoted find in several elements, both in nature material; on the contrary, by cutting the steel providing and the surrounding nature. and inlegs, influential examplesthe of great religiousad- continuity of the church’s section, their Pulpit Roc k represents, in fact, an astoni- vantage buildings. to lift the structure from function in emphasized by the use of the groundand andliving level any. local natural rock, which Pulpit Rock is shing natural view, with this peculiarity be- the By observing thegaps, project if builcoming a fundamental element within the These ding, youlegs can feel a great harmony, pervahold a wooden plate, made of. project, and merging with the architecture on sivewhich of all thethe builtcarrying area, whichstructure is, at the itself. same time, silent and austere as well as to its temporariness, the project fois anchored, being the carrying Due The basic idea is to create a lieu which absorbed and intimate. 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These two axes are characterinels on with materials constantly panels onwalking both sides, withfurther mateapsis, room All these elements, emphasize thenot willtotomake combine naturalmeeting anchored, being the carrying onship between the spiritual metrical rule, and the sacristy. golden spiral, easy to zed by the choice use ofitsany the natural environment in structure an aurials constantly meeting the na- isand re-interpreted in a moreboth current and mini-material; and spiritual aspects: the first axis, up with vertical pillars shaped which the church is devoted find in several elements, in nature on the contrary, by cutting thesouthsteremade respectful way. 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The church restsWhite on a series of small to each other. hurch in planimetry, which terminates a natural glimpse The frame covered by the prefabricated pa- in a way used for rrounding nature. rule which with defines its structure. steelisislegs, providing the exterior, great advantage starting from a geotwo axesdevelopment are characteri-of the nels onto both with materials constantly ghlighted that the projecttoisthe altar. The These planimetric lift the structure the groundsymbiosis and tosides, obtain a from complete golden easy to zed by the choiceisnot to make use of any meetinglevel the natural environment an auby the spiral, planimetric elements building articulated in line with two gaps, if any. These legsinhold a woobetween the church itself and the ments, bothsuch in nature material;visual on the cutting the further stere and wooden an church, as bell tower, andcontrary, walkingbyaxes, which denrespectful plate, on way. whichInternally, the carrying structure spectacular surrounding landscaexamples continuity of the the church’s their panels are used, made up ofthematerial dear to d sacristy. of All religious these elements, emphasize will tosection, combine its natural is anchored, being structure pe,upwith twocarrying silently talking to functionand in emphasized by thetheusefirst of axis, the south the local tradition, andthe capable of creating in a more current and minispiritual aspects: made with vertical pillars shaped in eachand other. iving thetradition project buillocal natural which Pulpit Rock landscape is an inneraccordance warm, absorbed climate, per- and to the and are imtrance rock, already, the surrounding with the building section

Concept

The project takes its life from the will to stablish, from the very beginning, an indisoluble relationship between the spiritual unction, to which the church is devoted nd the surrounding nature. ulpit Roc k represents, in fact, an astonihing natural view, with this peculiarity beoming a fundamental element within the roject, and merging with the architecture self. The basic idea is to create a lieu which ould re-interpvret the basic characters of he Christian architecture, intimately linking hem to the surrounding nature. t is to be highlighted that the project is haracterized by the planimetric elements f the Christian church, such as bell tower, psis, room and sacristy. All these elements, e-interpreted in a more current and minimal key, recall to the tradition and are immediately identifiable. From here the idea

High view

Plan Scale 1:200

1_Chapel-Apsis 2_Sacristy 3_Toilets 4_Higher shed evoking the Bell tower 3

4

2

to conceive the church in planimetry, section and facade, starting from a geometrical rule, the golden spiral, easy to find in several elements, both in nature and in influential examples of religious buildings. By observing and living the project building, you can feel a great harmony, pervasive of all the built area, which is, at the same time, silent and austere as well as absorbed and intimate. This perception of the environment is mainly due to the hidden presence of a rigid and definite rule which defines its structure. The planimetric development of the building is articulated in line with two visual and walking axes, which further emphasize the will to combine its natural and spiritual aspects: the first axis, south trance already, the surrounding landscape and the second, oriented towards east,

which terminates with a natural glimpse to the altar. These two axes are characterized by the choice not to make use of any material; on the contrary, by cutting the continuity of the church’s section, their function in emphasized by the use of the local natural rock, which Pulpit Rock is made of.

The frame is covered by prefabricated panels on both sides, with materials constantly meeting the natural environment in an austere and respectful way. Internally, wooden panels are used, made up of material dear to the local tradition, and capable of creating an inner warm, and absorbed climate, permeated by an intimate spirituality. White resin, instead, is used for the exterior, in a way to obtain a complete symbiosis between the church itself and the spectacular surrounding landscape, with the two silently talking to each other.

great harmony, made of. meatedstrengthened by an intimate White ntifiable. From pervahere the idea and the second, oriented towards east, byspirituality. a horizontal plot. rearea, which is, at the sin, instead, is used for the exterior, in a way nd austere as well as Due to its temporariness, the project foto obtain a complete symbiosis between the mate. This perception resees the use of a prefabricated structuchurch itself and the spectacular surrount is mainly due to the re, easy to assemble and to transport by ding landscape, with the two silently talking f a rigid and definite air. The church rests on a series of small to each other. ts structure. steel legs, providing the great advantage ates with a natural glimpse The frame is covered by prefabricated padevelopment of the to lift the structure from the ground and ese two axes are characterinels on both sides, with materials constantly ted in line with two level gaps, if any. These legs hold a wooice not to make use of any meeting the natural environment in an aug axes, which further den plate, on which the carrying structure he contrary, by cutting the stere and respectful way. Internally, wooden to combine its natural is anchored, being the carrying structure the church’s section, their panels are used, made up of material dear to s: the first axis, south made up with vertical pillars shaped in mphasized by the use of the the local tradition, and capable of creating urrounding landscape accordance with the building section and ock, which Pulpit Rock is an inner warm, and absorbed climate, perriented towards east, strengthened by a horizontal plot. meated by an intimate spirituality. White resin, instead, is used for the exterior, in a way mporariness, the project foto obtain a complete symbiosis between the Due to its temporariness, the project foresees the use of a prefabricated structure, easy to assemble and to transport by air. The church rests on a series of small steel legs, providing the great advantage to lift the structure from the ground and level gaps, if any. These legs hold a wooden plate, on which the carrying structure is anchored, being the carrying structure made up with vertical pillars shaped in accordance with the building section and strengthened by a horizontal plot.

1

The frame is covered by prefabricated panels on both sides, with materials constantly meeting the natural environment in an austere and respectful way. Internally, wooden panels are used, made up of material dear to the local tradition, and capable of creating an inner warm, and absorbed climate, permeated by an intimate spirituality. White resin, instead, is used for the exterior, in a way to obtain a complete symbiosis between the church itself and the spectacular surrounding landscape, with the two silently talking to each other.

Assembly diagram


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PORTFOLIO


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GIACOMO FONDELLI

BUILDING RENOVATION REALISATION OF AN APARTAMENT INSIDE A EX-LABORATORY


PORTFOLIO

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Building Renovation Greve in Chianti, June 2016 Project: Giacomo Fondelli

L’area di progetto si trova nel piccolo borgo di Poggio alla Croce, nel comune di Incisa e Figline Valdarno al limite del territorio fiorentino, in una zona di campagna a cavallo tra la provincia di Firenze e quella di Arezzo. Infatti il paese gode di un eccellente vista sia della piana di Firenze che del Valdarno Superiore. Il progetto si sviluppa in base a due necessità’ che il committente richedeva: un ampia zona giorno, visto il bellissimo panorama che l’immobile gode, e almeno due camere da letto. Visto che una buona parte della casa si trova a livello seminterrato, quindi senza la possibilità di aprire finestre, l’appartamento è stato diviso in due zone: una accessoria (bagni, lavanderia, ripostigli) e l’altra living (Cucina, soggiorno e camere da letto) . Il soggiorno è studiato come un grande open space dove vi sono inseriti una cucina abitabile e la zona giorno, il tutto illuminato da due grandi vetrate fisse che inquadrano tutta la valle del valdarno fino ad Arezzo. nella parte non finestrata è stata dotata di tutti i servizi che non richiedono un’areazione naturale, come bagni ripostigli, guardaroba, lavanderia, oltre all’inserimento di

una parete attrezzata dove sono stati inseriti dei vani tecnici e una cabina armadio ad uso della cameretta singola. Allo stato attuale l’immobile si presente quasi al grezzo, vista la funzione che precedentemente aveva. Il pavimento è in cemento grezzo, mentre l’intonaco è talmente deteriorato che dovrà essere completamente sostituito. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova pavimentazione, sopra quella esistente in cemento armato, dove sono stati inseriti tutti gli impianti di scarico reflui oltre ad un impianto di riscaldamento a pavimento, le pareti esterne hanno avuto un aumento considerevole di spessore per aumentare la capacità termica dell’edificio, che allo stato attuale non raggiunge un adeguato livello per ospitare un civile abitazione.


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GIACOMO FONDELLI PROJECT RENDER

CURRENT DIAGRAM

PROJECT DIAGRAM

OVERLAPPING DIAGRAM


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PORTFOLIO


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GIACOMO FONDELLI

CELLAR INCREASE

LONG-STANDING PROGRAM OF AGRICULTURAL AND AMBIENTAL IMPROVEMENT


PORTFOLIO

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Authorisation of build Castelnuovo Berardenga, May2017 Project Dott. ing. Alessandro Cini. Collaborators Arch. Barbara Fantappiè Arch. Giacomo Fondelli

Questo progetto fa parte del “Programma anziendale pluriennale di miglioramento agricolo ambientale”(P.A.P.M.A.A.) della Tenuta di Arceno s.r.l., presso Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena. Il progetto prevede l’alpliamento di una porzione di cantina, e la riorganizzazione del piazzale esterno della suddetta, con l’inserimento di nuovi parcheggi, calcolati in base all’aumento della volumetria della cantina. Verrà anche realizzato un nuovo accesso dalla strada e chiudo il precedente per migliorare la ciroclazione all’interno dell’azienda, sia per i visitatori che per i lavoratori stessi. Tutto il nuovo intervento, trovandosi immerso nel cuore del territorio del chianti classico, verrà trattato con l’uso di materiali idonei al regolamento vigente, e sarà’ attenuato il suo impatto nel territorio tramite l’inserimento di vegetazione del luogo, come cipressi, rosi ed alberi di ciliegio, che vanno ad integrarsi perfettamente con l’ambiente circostante. L’ampiamento consiste nella re-

alizzazione due ambienti coperti posti a Nord ed a Ovest del fabbricato esistente dedicati alla lavorazione, in fase di vendemmia, delle uve raccolte nell’azienda. E’ inoltre predisposta la copertura in rame di una struttura in legno già esistente a Sud del fabbricato, sempre per facilitare il lavoro dell’azienda stessa.


GIACOMO FONDELLI

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1_ Service area 2_Roof in “coppi e tegole” 3_Covering in metal sheet 4_Parking area 5_back courtyad

1

1_Back view 2_Main view 3_Back view - project view

3

2


PORTFOLIO

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_Prospect and section

4_Main view

4


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GIACOMO FONDELLI

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

BUILDING RENOVATION

EXTRAORDINARY MIANTENANCE WORK AT THE MAIN FLOOR OF A RESIDENCE FOTO 1

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA FOTO 2 Studio Tecnico Ing. Andrea Merciai - MRC NDR 82P22 D5750 San Polo in Chianti, Greve in chianti Piazza Garibaldi n. 2 50022 TEL- 339 7840547 e-mail andreamerciai22@gmail.com


PORTFOLIO

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333

Area14,80mq H.300cm

Terrazza pavimentata in cotto

L.117cm H.234cm

N

396

STUDIO

Area.8,30mq H.300cm

CAMERA Area17,60mq H.300cm

442

PRANZO

277

295

166

ANGOLO COTTURA

L.100cm H.146cm

L.64cm H.146cm

L.100cm H.146cm

RINGHIERA IN FERRO

L.95cm H.235cm

DISIMPEGNO botola accesso sottotetto

304

BAGNO

412

INGRESSO L.115cm H.228cm

L.124cm H.146cm

altra proprietà

N.37 Piazzale pavimentato in cotto RINGHIERA IN FERRO

L.117cm H.234cm

CAMERA Area17,60mq H.300cm

442

Area14,80mq H.300cm S.fin. 4.62mq

173

L.95cm H.235cm

wc

120

Terrazza pavimentata in cotto

Area.9 mq H.300cm

R.I.=1.12 mq S.Fin. 1.46 mq > 1/8 VERIFICATO

424

PRANZO

N

396

277

CAMERA 322

166

ANGOLO COTTURA

L.64cm H.146cm

L.100cm H.146cm

RINGHIERA IN FERRO

404

Area 2mq H.300cm aspirazione forzata

Apertura > 4mq Infisso scorrevole

BAGNO

DISIMPEGNO

Area 5,30mq H.300cm

Area 5 mq H.300cm

Botola accesso al sottotetto (con scala retraibile)

Sup. Tot. (Soggiorno + Pranzo/Angolo cottura)= Al 49Piano mq seminterrato primo non oggetto di tale S.C.I.A. R.I. = 6.12 mq

171

308

Camino

L.66cm H.146cm

S.Fin. (4,62 + 2,48) =7.10 mq >1/8 VERIFICATO

477

SOGGIORNO Area 34.2 H.300cm S.fin. 2,48 mq

RIPOSTIGLIO 1.3 mq

CAMERA Area18,12mq H.300cm

412

h = 100 cm

Ingresso

609

0.00

+15 cm

L.115cm H.228cm

437

Resede esclusivo altra proprietà

L.124cm H.146cm

-Demolizione del tramezzo di separazione tra ingresso e soggiorno e parziale ricostruzione di un muretto all’altezza dell’ingresso. -Nuova apertura tra il soggiorno e la cucina, con cerchiatura metallica soggetta a deposito del genio civile. -Demolizione del parapetto in muratura della scala di accesso al piano seminterrato primo per la realizzazione di tamponatura atta alla separazione zona giorno-notte e creazione di un nuovo ripostiglio ricavato sopra il vano scala, sempre mantenendo l’altezza minima per un comodo accesso al piano seminterrato primo.

Resede esclusivo

437

RINGHIERA IN FERRO

L.100cm H.146cm

Il progetto prevede la realizzazione di opere interne, classificabili come manutenzione straordinaria, al fine di valorizzare il piano terra dell’immobile, mediante una riqualificazione dell’immobile stesso. Tali opere si possono riassumere in:

CAMERA Area18,12mq H.300cm

430

Al Piano seminterrato Primo

L.66cm H.146cm

477

SOGGIORNO

Area20,00mq H.300cm

L.170cm H.146cm

Il complesso immobiliare di cui fa parte l’unità immobiliare in questione è ubicata all’interno del centro urbano della frazione di Poggio alla Croce.

L.170cm H.146cm

S.C.I.A. Greve in Chianti, April 2016 Project Ing. Andrea Merciai Collaborator Arch. Giacomo Fondelli

Area5,30mq H.300cm

Al Piano seminterrato primo non oggetto di tale S.C.I.A.

171

Area17,60mq H.300cm

Camino

Ringhiera in ferro

Piazzale pavimentato in cotto

N

Camera singola Studio

+15 cm

RINGHIERA IN FERRO


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GIACOMO FONDELLI

AROUND THE WALLS FOUR PROJECT FOR JERUSALEM


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Pubblication Firenze, Gennaio 2018 EDITORE:Dip. di Architettura (Firenze)W ISBN: 8833380041 Projects: Prof. Fabio Fabbrizzi coordination project: Giacomo Fondelli Collaboratorators: Tommaso Romani Jacqueline Pernici

“......con l’incoscienza che solo l’entusiasmo riesce a portare con sé, raccolto il loro invito e fresco di un mio primo viaggio nella loro cit- tà, ho iniziato a ragionare sulle aree che avevamo individuato, dando inizio ad un itinerario di progetto che af anca ormai da qualche an- no, i miei ritorni a Gerusalemme. La presenza dorata ed ossessiva dello stesso unico tipo di pietra qui im- piegato per costruire ogni architettura del presente e del passato, una fortissima dimensione religiosa che si avverte in ogni luogo di questa città sacra a tre religioni, l’assertività di alcuni dei suoi monumenti, lo stemperarsi e il confondersi nel tessuto urbano di certi altri, il sovrapporsi dei frammenti della storia e la loro contemporanea restituzione, così come la sua pulsazione di corpo vitale, unitario anche se profon- damente diviso, oltre — come visto — a quella sua generale caratteritica di murarietà e a quel sentirmi inspiegabilmente in un luogo ‘no- to’, hanno dato l’avvio alla costruzione di un lungo itinerario di proget- to che non credo considererò mai come nito e che prendo e ripren- do con disegni, spunti, e varianti che vanno a precisare e ad af nare le diverse

idee di fondo. Quelle che in questo libro vengono presentate, dunque, non sono so- luzioni de nitive e risposte assolute, ma solo fotogrammi di un diveni- re che potrà prendere nel tempo anche altre forme e altre direzioni. Per questo, mi piacerebbe che venissero visti solo come ‘momenti’ di un più ampio usso di gurazione, come stazioni di un percorso e non come il loro arrivo; istantanee di un viaggio piuttosto che descrizioni dell’approdo. Ovvero, visioni di progetto invece che progetti, anche se il loro grado di approfondimento compositivo, la loro possibile costrut- tività e la loro de nitezza gra ca potrebbero suggerire il contrario; ma questa è una contraddizione che fa parte del mio modo di fare progetto......”


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GIACOMO FONDELLI

_WESTERN WALL

“..... Quello che oggi impropriamente viene de nito come Muro del Pian- to, è solo una porzione af orante del lungo lato occidentale di que- sto basamento, in particolare la parte adiacente a quello che in passa- to era la struttura del ponte di collegamento tra il basamento e la Città Alta, la cui traccia segna oggi il limite dell’isolato costruito ortogonal- mente al Muro. Tale parte del Muro, incarna per la religione ebraica il luogo più sacro della Terra, perché è la porzione più vicina a quel- la che in passato era la posizione del Tempio, ed è per questo che que- sto luogo viene usato dagli ebrei come luogo di preghiera da duemi- la anni. Un luogo di grande forza, porzione basamentale di una struttura for- temente contesa nel tempo perché intimamente connessa alla storia ebraica prima e a quella musulmana poi.....” “.......Oggi, ai margini del grande piazzale in fronte al Muro Occidentale, dove il tto tessuto urbano del quartiere ebraico inizia a salire di quota, si trova un’area archeologica, la cui profondità, svela le diverse sovrapposizioni storiche dei suoi livelli. In particolare, risalendo dal bas- so verso l’alto, si evidenziano tracce di fondazioni risalenti al periodo del Primo Tempio, murature risalenti al periodo del Secondo Tem- pio, resti del periodo romano, resti del periodo bizantino fra cui spic- ca una porzione di lastricato del secondo decumano e resti di botteghe artigiane del periodo Mamelucco. L’idea generale di progetto parte

0

dall’intersezione di diverse intenzioni, prime fra tutte quella di dare dignità di piazza a questo vasto ambi- to urbano, ricostituendo un fondale urbano capace di dialogare con la compattezza del Muro Occidentale che gli si apre di fronte, ma che al- lo stesso tempo permetta la vista e la fruizione degli scavi archeologici presenti alla quota ribassata. A questa duplice intenzione, si af anca quella di immaginare un edi cio pensato come nuova testa del quartie- re ebraico sulla piazza, capace di interagire con essa facendo entrare di- rettamente dentro la sua consistenza, i ussi vitali presenti all’esterno. Per questo, si immagina un edi cio caratterizzato da una massa com- patta ed assertiva che appare però sospesa nella sua parte centrale.

5m

10m

15m

20m

Questo permette di fare entrare i flussi della piazza dentro l’edicio, e di far partecipare la piazza delle funzioni presenti nell’edicio, scendendo no alla quota dei reperti archeologici che divengono parte integrante dell’insieme...”


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PORTFOLIO


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GIACOMO FONDELLI

_GIVATI ADIABENE

“.....L’area oggetto di questo progetto si trova immediatamente all’esterno del lato nord della cinta muraria risalente al periodo di Solimano il Magni co in prossimità della cosiddetta Porta del Letame e all’inizio della Città di Davide. Data la sua posizione strategica posta nelle vicinanze della base che un tempo fu del Tempio e adesso della cosiddetta Spianata delle Mo- schee, essa è stata no al 2006, oltre che una sorta di cuscinetto di separazione con il limitrofo quartiere arabo di Silwan, anche un parcheggio per i pullman turistici, capace di consentire a folle di visitatori di raggiungere in breve tempo il cuore della città storica. È proprio grazie all’intenzione di costruire in quella stessa area un più ampio parcheggio multipiano dotato di servizi turistici, che nel 2007 si è venuti a conoscenza della presenza di tracce archeologiche presenti in quell’area...” “.... la proposta progettuale parte dall’idea di consolidare i margini del grande invaso urbano in modo che le nuove murature perimetrali ipotizzate con rivestimento in lastre di pietra di Gerusalemme che de niscono l’area archeologica andando ad occultare le retrostanti pali cate, possano diventare il supporto al quale agganciare tutte le nuove funzioni che risultano così a sbalzo sull’area delle rovine. Il tutto, ricercando un legame di continuità tra le stesse rovine, le preesistenze della città e i nuovi corpi di fabbrica. L’intervento immaginato, si pone come una pos-

sibile integrazione e un possibile completamento della limitrofa area archeologica della Città di Davide, con la quale può essere messo in collegamento grazie all’esistente tunnel sotterraneo. In particolare, lungo il lato nord dell’invaso, nello spazio allungato parallelo all’antica cinta muraria, si ipotizza la realizzazione di un edi cio con funzioni multiple a supporto del sito archeologico ma anche a supporto dei turisti che visitano la città. Una sorta di ‘muro abitato’ capace di ribadire il senso della longitudinalità presente nell’area, ma anche di connettere in alzato, i diversi nuovi livelli del progetto. Tale edi cio, presenta un fronte trapezoidale sull’esistente strada inclinata posta a piede delle mura. Dalla sua parte più bassa è possibile entra-

re sul piano della copertura che diviene un nuovo spazio pubblico della città, mentre dalla sua parte più alta si apre l’ingresso ad una hall di distribuzione interna, dalla quale è subito possibile vedere l’intera area archeologica tramite un ampio bow windows a sbalzo sul lo di facciata...”


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PORTFOLIO


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_MUSEO DELLE MURA

“...Tutto il territorio su cui sorge la Gerusalemme storica è caratterizzato da un susseguirsi di piccole valli e colline i cui rimaneggiamenti articiali effettuati durante le varie epoche, hanno dato luogo alla sua immagine attuale. In particolare, il tratto delle mura ristrutturato ampiamente in epoca ottomana, ma già presente n dal periodo asmoneo, rivolto ad ovest e compreso tra l’angolo retto in prossimità del Monte Sion a sud e la Porta di Jaffa a nord, separa oggi il compatto edi cato del Quartiere Armeno, da una complessa orogra a che alterna parti densamente costruite ad ampie porzioni lasciate a verde pubblico....” “..... si ipotizza la realizzazione di un’architettura capace di coinvolgere con la propria presenza la topogra a del luogo; un’architettura che si lega ad essa come segno al contempo chiaro e assertivo, ma anche come elemento di mediazione tra le diverse parti del conte sto e come espressione contemporanea di una possibile declinazione del rapporto tra la natura e l’arti cio. Un’architettura capace di inter- venire sulla linea di terra, incidendo, corrugando, sottraendo, scavan- do e modellando il terreno e allo stesso tempo lasciare su di esso un se- gno geometricamente certo, tangibile ed intelligibile, in una formati- vità che vuole essere insieme forma architettonica e disegno urbano. Il progetto del nuovo edi cio del Museo delle Mura, nasce quindi su questi presupposti, con la vo-

lontà di rammemorare una serie di istan- ze ma anche con la volontà di mettere a sistema elementi storici, co- me l’intera cerchia di mura con le sue torri, la Città Vecchia e il verde circostante, con funzioni e dinamiche contemporanee. Mantenendo circa la medesima posizione e il medesimo orientamento dell’esistente edi cio artigianale a doppia stecca, si ipotizza la sua sostituzione attraverso la realizzazione di un nuovo edi cio, il cui corpo longitudinale con altezza costante, possa andare a raccordare i due versanti della piccola valle nella quale si inserisce. Guardando al- la storia della piccola valle e alle sue memorie evidenti e sottese, af o- ra l’idea di una sorta di contemporanea ‘diga’ quale gura da interpretare nel processo di progetto. Una diga che non viene posta a sbarra- re ipotetici ussi d’acqua, quanto piuttosto simbolicamente a captare, inglobare e orientare nuovi e vecchi ussi, nuove e vecchie relazioni provenienti sia dal tessuto della città murata, che dal

tessuto della cit- tà fuori le mura, nonché dalle aree a verde pubblico presenti...”


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_SHILOAH POOL

“....La presenza della Piscina di Siloe è documentata n dalle origini di Gerusalemme, anche se nel corso della storia ha mutato più volte la sua conformazione e posizione Ai piedi del Monte Ophel su cu sorge la Città di Davide — nucleo di impianto iniziale dell’intera città di Gerusalemme — si trova la Sor- gente di Gihon, cioè l’unica sorgente perenne della città che nell’età del bronzo medio, circa nel XVIII secolo a.C., venne subito forti ca- ta e messa in collegamento con l’abitato attraverso un corridoio mura- to, dato che si trovava fuori dal perimetro della prima cerchia muraria. Dalla sorgente, un canale portava acqua ad una piscina scavata nella roccia, dalla quale a sua volta partiva un acquedotto che dirigendosi a sud, convogliava l’acqua in una seconda piscina posta più a valle, ov- vero, la Piscina di Siloe....” “.... Oggi, la piscina a monte, dopo essere stata abbandonata, appare no- tevolmente ridotta di dimensioni; i suoi quattro lati sono circondati da alti muri nei quali è possibile vedere l’ingresso ad arco del tunnel di Ezechia e i resti di una colonna appartenente al quadriportico ro- mano dedicato alle ninfe, oppure alla successiva chiesa bizantina costruita accanto. Nel 2004, in ne, casualmente sono venuti alla luce i resti di alcuni scalini risalenti al periodo del Secondo Tempio che hanno messo in luce nuovamente una parte della Piscina inferiore di Siloe.

La porzione scoperta lascia intravedere una vasca leggermente trape- zoidale con tre serie di cinque gradini e una piattaforma intermedia in modo da utilizzare l’acqua a livelli differenti....” “....Da questo ricco orizzonte di tracce e di memorie storiche, nonché da necessità odierne, nasce un itinerario di progetto che formalizza la proposta di un nuovo padiglione di ingresso all’area archeologica del- la Città di Davide, contenente anche sistemi interpretativi della limi- trofa traccia archeologica della Piscina di Siloe e che vuole lavorare sulla loro contemporanea ma sensibile interpretazione...” “.... il volume dell’ipotizzato padiglione è quasi del tutto inter- no

alla parete di roccia che si affaccia sul lato corto della piscina, pro- iettando all’esterno, verso il frutteto e verso le poche tracce esistenti, una estrusione in acciaio cor-ten che scherma una retrostante vetra- ta a doppia altezza, ampia come tutto il volume scavato nella roccia...”


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bAq

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BOTTEGA AZIONI QUOTIDIANE


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Creative group Firenze, 2014-2015

bottega s. f. [lat. apotheca, dal gr. ποκη «ripostiglio, magazzino»]. – 1. a. In origine, luogo del mestiere, del manuale; luogo dove ti sporchi, sbagli, crei. azióne_s. f. [dal lat. actio -onis, der. di agire «agire», part. pass. actus]. – 1. a. L’agire, l’operare, in quanto espressione e manifestazione della volontà. quotidiane_ agg. e s. f. [dal lat. quotidianus, cotidianus, der. di quotidie o cotidie «ogni giorno», comp. di quot «quanti» e dies «giorno»]. – 1. agg. a. Di ogni giorno, che si fa o avviene o ricorre tutti i giorni. Bottega Azioni Quotidiane _ agisce tra le vene della città, per valorizzare luoghi nascosti, pensare alle piccole cose, e farle vivere alla gente.


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#baqbici trovami, usami, condividimi

Lo spazio pubblico è lo spazio di tutti. All’interno di questo immaginario confine si intersecano flussi di qualsiasi genere. Baq lancia un input, un’ennesima provocazione. Lo Spazio Pubblico da vivere con mezzi pubblici. Questa la Scelta, rendere condivisibile un mezzo individuale come la bici. BottegaAzioniQuotidiane ha restaurato biciclette che versavano in condizioni pessime. Le ha trasformate in #Baqbici. Bici di tutti,bici gratuite,disperse all’interno del Pubblico,senza lucchetti e senza controllo. Mezzi che potranno essere utilizzati da chiunque. In qualsiasi momento. senza pagare niente. Le regole sono semplici e poche. Trovarle. Utilizzarle. Condividerle. Siamo ancora in grado di condividere qualcosa? Siamo ancora in grado di mantenere e gestire una cosa libera come Cosa pubblica? Con queste riflessioni Baq interroga la città quotidianamente. W

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Il Salotto Urbano e un Verde Affaccio Bologna 25.01.2014

Evento nato dalla collaborazione tra City Space Archtecture e bAQ, organizzato in occasione dell’ Art city white night, la notte bianca del 25 gennaio 2014 che ha coinvolto il centro di Bologna. La provocazione sollevata è stata quella di ripensare i vuoti urbani della città, ovvero come trasformare uno spazio occupato da un parcheggio (2,5x5m) cambiando la sua funzione. Un soggiorno ed un piccolo giardino, trasferiscono il concetto di casa e riparo privato in mezzo alla strada, elemento fondante della città, e rendono l’intervento un’occasione per fare comunità e per riflettere su cosa stiamo sacrificando pur di parcheggiare le nostre bellissime auto metallizzate. #baq #cityspace #bologna #arte #fiera #salotto #urbano #verde #affaccio (Source: youtube.com)

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GIACOMO FONDELLI

T H A N K YO U

fondelli.giacomo@gmail.com +39 3384849602

Portofolio Giacomo Fondelli  
Portofolio Giacomo Fondelli  
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