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Organigramma

della Fondazione ROMA EUROPEA

- Comitato Esecutivo • Presidente: Or. Giuseppe De Rira • VicePresidente : Avv. Cesare San Mauro • Componenti: Or. Livio Barnabò, Prof. Marcello Foschini, Or. Franco Nobili, Prof. Fabio Pistella • Componente di diritto in qualità di Presidente dell' Associazione Amici di Roma Europea: Ing. Carlo Pellegrini

SOMMARIO

PRESENTAZIONE

5

INTRODUZIONE - Consiglio di Amministrazione • Presidente: Or. Giuseppe De Rita • Componenti di diritto in qualità di membri del Comitato Esecutivo: Or. Livio Barnabò (anche fondatore), Prof. Marcello Foschini, Or. Franco Nobili, Ing. Carlo Pellegrini, Prof. Fabio Pisrella, Avv. Cesare San Mauro (anche fondatore) • Componenti di diritto - fondatori : Avv. Silvia Esposto, Or. Stefano Cabburi, Or. Umberto Mucci, Avv. Luca Ricciardi, Avv. Paolo Spaziani, Ono Ernesro Srajano ; Or. Sandro Parnasi per PARSITALlA, Or. Cesare Paladino per UN.E.A.L. • Componenti di diritto in qualità di rappresentanti delle aziende aderenti per l'anno 2004 : Or. Federico Grazioli per AGRICONSULTING ; Ing. Raffale Spota per ANAS ; Ing. Roberto Cavalieri per ATAC ; Or. Vito Zappalà per AUTOSTRADE PER LITALIA ; Or. Ettore Camozzi per CAMOZZI GROUP ; Or. Massimo Romano per ENEL; Or. Massimo Rossi per ENTERPRISE DIGITAL ARCHITECTS ; Or.ssa Annalisa Biondi per FIN MECCANICA ; Ing. Enrico Aliorri per GRANDI STAZIONI; Or. Aldo Vannini per ITALGAS ; Or. Ovidio Jacorossi per JACOROSSI IMPRESE; Ing. Pierluigi Tori per LAMARO APPALTI; Or. Claudio Malaresra per OPERE GENERALI; Or. Alessandro Srarira per ORACLE ITALIA; Or. Massimino Pastorelli per SABA ITALIA; Avv. Piero Luongo per SAN PAOLO IMI ; Or. Antonio Nicolai per SIGMA TAU FINANZIARIA; Or. Domenico Statuto per STATUTO; Avv. Oario Vitulano per STRATA ; Prof. Luigi De Simone Niquesa per TCL ; Ing. Rosario Alessandrello per TECNIMONT ; Or. Carlos Venti perTELECOM ITALIA; Or. Massimo Dal Lago per TORNO INTERNAZIONALE. - Collegio dei Revisori dei Conti • Presidente: Prof. Edoardo Cinrolesi • ornponcnti : Or. Fabio Giorgi; Or. Roberto Piccinini Segretario Generale

Responsnbili Aree Tematiche • l'I(()(: E'I 1'1PER ROMA: Or. Claudio Marcello Rossi • 1I1FI~l'FI( ROMA: r. Paolo Ercolani (Direttore Responsabile dei Quaderni) eli Llliolll'

• l',. uh

uu:

Amili

PARTE PRIMA

- Europa: la bella addormentata

13

Mario Baldassarri - Il nodo cruciale della tutela della privacy

Stefano Rodotà - Le prospettive di Roma e dell'Italia nella globalizzazione

Adolfo Urso - La centralirs delle telecomunicazioni

per un'Italia europea

Enzo Cheli - Le radici storico-politiche

dell'Europa unita

Emilio Colombo - Le sfide della bio etica

Francesco D'Agostino - L'importanza della comunicazione in un mondo globalizzato

Maurizio Gasparri De ~asperi e le radici storiche della futura Europa unita

GzullO Andreotti

27

47 65 87 101 119 157

PARTE SECONDA

• I h. Umberto Mucci

A

7

Roma Europea 2003

- Roma, la convenzione ed il futuro dell'Europa - Internet cerca Roma - Microdevoluzione

e poliarchia urbana

- Mobilità delle merci e qualità della vita urbana

171 191 219 231

di Roum Europea

1111\. ('.1110 1'1'II'Wini

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REpUBBLICA

239


PRESENTAZIONE

L

a Fondazione Roma Europea è nata nel dicembre 2001 grazie all'impegno di Cesare San Mauro, sulla base dell' esperienza del-

la omonima associazione che nell' arco dello scorso decennio ha

operato da protagonista

sul territorio romano in ambito politico e cul-

è di valorizzare, promuovere ed implementa-

turale. Il nostro obiettivo

re il ruolo di Roma sulla scena europea, valutando a 360 gradi pregi e difetti di questa nostra grande città, con un occhio rivolto al suo prestigioso passato ed il desiderio di rendere altrettanto

prestigioso il suo

futuro. La Fondazione, che si avvale del prestigio di essere presieduta e uidata da Giuseppe De Rita, ha ottenuto nell' anno 2003 il riconoscimento giuridico. Le attività ed ogni informazione

concernente

la Fon-

dazione sono disponibili on-line sul portale di Roma Europea all'indi-

.

nzzo www.romaeuropea.lt.

.

l a Fondazione Roma Europea coinvolge alcune tra le più importanti Il'alt:\ imprenditoriali .\l'( tori,

romane e nazionali: aziende operanti in diversi

private e municipalizzate

e public companies che hanno scorn-

1I\l·.~S() sul progetto elaborato dai fondatori, e implementato POIH'llti gli organi della fondazione.

5

poi dai com-


FONDAZIONE

ROMA EUROPEA

I TRaDUZIONE Esiste poi una costola della Fondazione, l'Associazione Amici di .Roma Europea, riservata alle persone fisiche: è un club a numero chiuso che si riunisce presso la prestigiosa sede del Caffè Greco una volta al me~ ROMA EUROPEA

se. A queste riunioni, che prevedono lo speec~ ~i un int~rl~c~tor~ og11l mese diverso scelto tra i principali protag011lstl della Vita istituzionale

2003

del nostro paese, vengono invitati personaggi del mondo della cultura,

cl

lla politica, dell'informazione, dell'industria romana e nazionale. La serata si conclude con una cena nell' eccezionale ambiente dell'Antico Caffè Greco.

L

2003 ha visto la Fondazione Roma Europea consolidarsi

'anno

in maniera inequivocabile ed acquisire un buon livello di visibilità ed interesse a livello romano e presso alcune importanti

isti-

tuzioni nazionali. Durante il 2003 abbiamo raggiunto il primo obietti-

vo che ci eravamo posti, ovvero il riconoscimento giuridico nazionale: in data 31 luglio 2003 l'organo statale preposto, l'Ufficio Territoriale del Governo di Roma, ha iscritto Roma Europea al n. 207/2003 del rei tro delle persone giuridiche. Ledizione

2003 dei Quaderni

di Roma Europea rispecchia, nella

suddivisione in due sezioni, le due differenti tipologie di eventi che hanIlO

.onrraddistinto [.11

11Il'SSO

la nostra attività.

prima parte è dedicata alle relazioni tenute nel corso del 2003 il Caffè Greco, durante le serate organizzate mensilmente

dalla

ssoc iazione Amici di Roma Europea: i "lunedì del Caffè Greco" hanI Il)

visto avvicendarsi nel ruolo di speakers importanti personalità di ca-

1,llll'1't'

locale e nazionale. Oltre alle consuete e prestigiose serate al Caf-

l!- ( ;, . 'O,

Il

dicembre ci siamo spostati presso il Complesso Monumen-

7


FONDAZIONE

tale del Vittoriano,

ROMA EUROPEA

dove abbiamo avuto l'onore di offrire la possibilità

di visitare la mostra ''Alcide De Gasperi, un europeo venuto dal futuro"

INTRODUZIONE

ROMA EUROPEA 2003

pubblica Carlo Azeglio Ciampi, che pure riportiamo a chiusura di questa edizione dei Quaderni di Roma Europea.

insieme alla Sig.ra Maria Romana De Gasperi, e poi una cena sulla splendida terrazza del Vittoriano in compagnia del Senatore Giulio Andreorti, che in quell' occasione ha tenuto il discorso che qui riportiamo. La seconda parte di questa edizione dei Quaderni di Roma Europea

Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che hanno dimostrato interesse e supporto per le nostre iniziative, che hanno dedicato tempo e competenza alle nostre attività e che hanno aiutato Roma Europea nel corso dell'anno 2003.

è invece dedicata alle attività scientifiche organizzate dalla Fondazione nel corso dell'anno 2003: cinque eventi che hanno riscontrato

un no-

UMBERTO

tevole successo di pubblico, suscitando l'interesse delle istituzioni e dei

Segretario Generale della Fondazione Roma Europea

media. A febbraio si è tenuto il seminario dal titolo "Roma, la Convenzione ed il futuro dell'Europa", alla presenza di numerosi studiosi e personaggi di grande prestigio tra i quali non possiamo non citare Giuli,1I1O

Amato e Gianfranco Fini. Nel giugno dello scorso anno, in colla-

hlll ",iolll'

Il I

11\'I

I Il

on Ad Maiora, t'l'Cl

abbiamo presentato

uno studio dal titolo

Roma", nel quale abbiamo evidenziato quali siano le pa-

dil,ital . insieme a "Roma" sui principali motori di ricerca in1111.1110,

..;IIBIOII.I, I

inglese, tedesco, spagnolo e francese, e con riferimento

iuincm . europeo. Ad ottobre Roma Europea ha pre1111,\

k~.~lftMJ,~IClIIIIIII\

.NMlIIn1.n Il CI"

ssi

ne di poteri dal comune ai municipi, in-

'l'

Poliarchia Urbana", mentre a novembre il

lato il tema "Mobilità delle merci e qua-

110

I

I

I

I 1I1l0 studio predisposto in collabora-

Il

mbrc abbiamo presentato il volume

Il I hhraio,

"'IUII"II

."11'11

contenente

anche una

In'I~1I111 Il I Uo a qual iasi altra pubblica-

I

I

I

I

In I,dl' ocrnsione la Fondaziol' u«

dl'1 Presidente

MucCI

della Re-

9


PARTE PRIMA


EUROPA: LA BELLA ADDORMENTATA Roma, Caffè Greco, 24 marzo 2003

di Mario Baldassarri *

R

ingrazia la Fondazione Roma Europea dell'invito e colgo con

IO

piacere la possibilità di chiacchierare su alcuni temi. Vorrei trattare due argomenti. Uno di natura economica, su cui ho scrit-

un libro in inglese che uscirà tra un paio di mesi a Londra, perché

p.ir!n d .ll'Europa, il cui titolo è "Europe the sleeping beauty", la bella .uldorm .ntata sul piano dell'economia. l Il,1,

Laltro tema è quello della poli-

la .rande assente. Quindi se posso sintetizzare quello che voglio

vi per una riflessione comune questi sono i due punti. Un'Euro-

IIIOIl()1

.u] lormcntata sul piano dell' economia e assente sul piano della po11111.1, il- due cose non sono indipendenti l'una dall'altra. Il I

1'.11 u-ndo dal primo punto: l'Europa addormentata 11111111111.1,

1111

continente

l' 1111

111,

I Il'

1111

,Il

IIII PII Il

Il

I Il

assuefatto dei risultati rag-

I non si guarda attorno e si guarda noppo dentro. lo sono par-

111,11

,,1111.1

11111

l 1

ItlllI

apparentemente

sul piano dell' e-

l

to di teoria economica che risale a tanti anni fa, su alcu'oria della crescita economica in cui cercai di dimostra-

tle ,li anni settanta, una delle relazioni che gli economisti ri-

1111!1()1

, /,1/

tanti

n'fll/IIIIIÌtI

cioè che relazione esiste tra lo Stato e le perforc le h/lanze.

13


MARIO

BALDASSARRI

mance del sistema economico.

FONDAZIONE

ROMA EUROPEA

È una relazione positiva, negativa o di

che tipo? Noi eravamo tutti cresciuti, dopo la grande depressione e nel dopoguerra, con l'idea allegramente "keynesiana" di uno Stato che interviene nell' economia e dà uno stimolo spingendo l'economia. Noi abbiamo interpretato molto all'italiana questa cosa immaginando .che il deficit spending potesse essere infinito e senza limite, e che la cumulazione di debito pubblico non portasse· poi a pagare questo debito, ma nel resto d'Europa più saggiamente sul piano degli equilibri finanziari questa linea non è diventata un linea di deficit spending pura e semplice, anche se certamente è stata una linea di crescente peso dello Stato in economia. I numeri dicono che siamo arrivati a quello che io chiamo un sistema di mezzadria in Europa, e cioè sostanzialmente lo stato preleva e spende il 50% del reddito nazionale del prodotto interno lordo, chi più chi meno, e allora il punto teorico a metà degli anni settanta era esattamente questo. Quali sono gli effetti prodotti dalla crescita del peso dello Stato in economia sulle performance di lungo periodo del sistema economico? All'epoca la relazione sembrava lineare e positiva, cioè lo Stato spende e organizza i grandi servizi nazionali, ovviamente nei paesi più saggi fa seguire a questo un aumento parallelo della pressione fiscale e mantiene un equilibrio di bilancio, nei paesi più furbi si è tentato di rimandare un po' al futuro il pagamento di queste grandi sistemi nazionali di servizio, ma l'idea era essenzialmente questa: l'economia funziona meglio. Quello che emerse a metà degli anni settanta sul piano della teoria della crescita è che questa relazione non è lineare e esiste un punto al di là del quale tende ad invertirsi. Mi spiego. Se noi partiamo da un sistema economico in cui la spesa pubblica è riconosciuta per sanità, scuola, formazione, infrastrutture, lavori pubblici, previden-' za etc., magari distinguendo tra spesa corrente e spesa per investimenti; se partiamo da una situazione in cui lo stato pesa il 20% del prodot-

14

EUROPA: LA BELLA ADDORME

l'ARTE PRIMA

TATA

IO interno lordo e cominciamo a crescere andando al 25% e al 30% si v . le che la relazione è positiva, l'economia funziona meglio. Il proble-

ma è capire se questa relazione positiva segue un profilo lineare oppure e addirittura se ad un certo punto si inverte e diventa negativa. La I 'oria economica dimostra che è esattamente così, e che dipende ovviarnente dal livello e dalla composizione della spesa pubblica e dal liv ·110 della composizione del prelievo fiscale poter dire se è positiva o IlO,

meno la presenza delle scelte collettive, perché di questo si tratta: un mercato-stato significa scelte individuali o scelte collettive. Lesperienza ti 'gli anni '90 mi ha portato a tentare di riprendere questo vecchio tema di teoria economica e verificare empiricamente cosa è successo in l':uropa: e in Europa sono emerse queste regole empiriche. La prima regola empirica è che l'Europa non esiste in quanto tale, esistono due div .rse Europe molto diverse tra loro, forse anche una terza che sono l'Europa occidentale atlantica -l'Inghilterra, l'Irlanda, la Spagna, il Portot'ali ,e l'Olanda; e l'Europa continentale - i quattro grandi paesi la Francia, l'Italia, la Germania e il Belgio. Poi su al nord c'è una terza Europa un po' anomala -la Svezia, la Danimarca, la Finlandia - che si as.\O .ia ad un pezzo di Europa continentale che è l'Austria. Guardando 11I! l i gli anni '90 emerge una strana correlazione. I primi paesi, quelli <lvll' uropa occidentale atlantica, hanno un peso dello Stato che è ampiamente inferiore al 40% del prodotto interno lordo, intorno al 35%;

c sere un caso, però sta di fatto che questi paesi hanno avuto una pn()Jmance di crescita di occupazione e di innovazione molto vicina Illl(

.Igli tati Uniti, e notevolmente superiore non solo alla media europea, 1I1,tnotevolmente superiore alla seconda Europa. I paesi di questa seIc I

mela Europa stanno tutti vicini al 50% del prodotto interno lordo, sia

(lI11 • spesa pubblica che come prelievo fiscale: ovviamente noi abbia-

mo dovuto fare la rincorsa in termini di prelievo fiscale per riadeguarci

15


MARIO

BALDASSARRl

all'equilibrio

FONDAZIONE

EUROPEA

35% e 50%, come mai

finanziario degli ultimi anni. Tra

avviene quest'inversione

ROMA

di performance economiche di lungo periodo?

1'111111

PI::.::~IM~A-,---

--=E.::.:UR:.:.:O:..::PAc:.:.:-=LAc::...B::.c:E=LLA::..:c:.:AD=-=-DO=-=RM:::...-..EN_T._'A_TA

nomi 'a quale giusto equilibrio dare nel ruolo dello Stato in economia

empirica dimostra che non è proprio casuale, che in gran parte è cau-

.rll'obicttivo redistributivo - quindi equità sociale in un certo senso - ri!l''llO all'obbiettivo accumulazione e crescita economica, per la sern111 i, 'ragione che se non si capisce questo nesso si cerca o si pretende di

sale. Questa relazione tra peso dello Stato e sistema economico io la sin-

l'

C'è una spiegazione, c'è un nesso causale o è solo casuale? La verifica

tetizzo con l'indice del rapporto spesa pubblica PIL, e prelievo fiscale PIL; poi potremmo

aggiungere tutto ciò che nel settore produttivo

fuori dal bilancio dello Stato ma che comunque lettive, se prendiamo

va

risponde a scelte col-

solo questo indicatore viene fuori che sembra es-

serci questa inversione nella relazione tra il 40-42% di peso, cioè fino a che in un paese lo Stato pesa fino al

38-39%, l'economia reagisce posi-

tivamente via via meno che positivamente,

cioè la relazione non è li-

-re ocialmente giusti facendo diventare nel tempo tutti più poveri.

llora la sfida vera non è quella di diventare egualitari in un' economia

I

"t' l'I' .na e si ferma, la sfida vera è avere l'obiettivo

111un'economia

dell'uguaglianza,

ma

che cresce. C'è più di un esempio storico, la vecchia

l )11ione Sovietica, il regime cubano, dove dal punto di vista dell' equità

.lixrributiva

certamente forse per alcuni aspetti avevano risultati migliori,

IH'I,~'11 o che se sono tutti poveracci siamo giusti, salvo una piccola eliI", Allora da questa analisi teorica ed empirica derivo questa battuta del-

neare, man mano che cresce il peso dello Stato si riduce l'effetto positi-

l'Europa bella addormentata

40-42% la relazione si inverte quando si supera quel limite, si arriva poi a 47-48-50% - noi siamo arrivati anche a 52% in

Itligliori considerazioni analitiche o anche al di la delle diversità politi-

l'' ' I 'gittime,

alcuni periodi - ed ecco che la relazione diventa negativa. Questo più

-ponsabilità in termini di riforme strutturali e permanenti, come si usa

banalmente vuol dire che la gran parte del ruolo del bilancio dello Sta-

dill': tanto che i paesi che le hanno già fatte o che comunque

to è un ruolo di redistribuzione

I

vo, ma intorno al

delle risorse, cioè io prelevo da una par-

nel bosco, perché se questo è al di là delle

se questo è vero l'Europa è di fronte ad una scelta di reerano in

ondizioni migliori sul piano fiscale sul fronte di una giusta ripartizio-

te e spendo dall'altra. Cosa avviene se in questo ruolo di redistribuzio-

I H' Il'a

ne si perde di vista il ruolo di accumulazione

delle risorse, di investi-

pubbli o, sul fronte del mercato del lavoro, sul fronte del mercato dei

menti che possono essere fisici o materiali o in capitale umano? Diven-

111'11 i, questi paesi hanno raggiunto dei risultati, in termini di crescita

ta banale come constatazione, in qualunque sistema se si fa prevalere l'a-

pill ,dia c disoccupazione

spetto redistributivo

Il,111110 problemi di equilibrio politico interno, quei paesi come Francia,

senza valutare l'effetto che questa redistribuzione

dei redditi produce sulle scelte di accumulazione poi si deprime la accumulazione;

è ovvio che prima o

certamente buona la redistribuzione

al di là delle inefficienze, ma il motore dell' economia tende a fermarsi, perché perde la forza della accumulazione,

quindi

banalmente

di que-

spesa corrente e spesa per investimenti

nell' ambito del bilancio

più bassa. Quei paesi che si ostinano o che

( ,"llll:lnia, Italia e Belgio che non hanno fatto ancora queste riforme si .uuorondannano

ad avere le performance

molto povere di tutti gli an-

Ili IlOV:1I1 ta, cioè una crescita che è data mediamente d i,o('t li pazione che è esplosa fino al

l' 1% all' anno, una

10%. Ci siamo scambiati il testi-

sto si parla, e sul piano empirico si tratta di capire per la politica eco-

11111111' lì'a tati Uniti ed Europa, negli anni cinquanta e sessanta erava-

16

17


MARIO

FONDAZIONE

BALDASSARRI

mo abituati a dire che l'Europa aveva una disoccupazione

ROMA

EUROPEA

del 3%, per-

l'

l

Il Il

1·IUM,.!.!,A

....::E""u..:.:.RO=-:P..:..:A::....:LA::..:....::..BE=L=LA..:..:A-"D...;;.D..:..O-'-RM_E_N_TA_TA

I 'Ile )SI iamo su altri livelli o spostiamo solo le produzioni.

Come è pos-

ché il suo sistema istituzionale e le sue regole sul mercato del lavoro ga-

Ihile dare per scontato che questo splendido modello europeo conti-

rantivano questo, mentre l'America era più «allegra", avendo un ~e~-

111111.11·i venga garantito anche nei prossimi anni e non venga messo

cato del lavoro più da giungla e la disoccupazione

111 Iisi da noi stessi nel momento in cui non capiamo che le scelte van-

che era doppia n-

spetto all'Europa, al ~%, per~hé era diverso ~'assetto ~stitu~io~~e il modo di vedere di orgalllzzare SIalo Stato che l economia. POl Cl SIamo ac-

1',11110 . più difficile da governare? Faccio un esempio: nel 1995 abbia-

corti che l'America era scesa al 4% e noi siamo saltati al 10% senza ca-

11101:1110una riforma sulle pensioni, la riforma Dini. In quel mornen-

pire che questo era l'accumulo di ritardi e di retaggi passati come s~ ap-

1111 Ili

'S • prima

che i fenomeni avvengano, perché una volta che avven-

1II .ipcvamo tutti che il nostro sistema pensionistico,

in tutta Europa,

~O al 45 di pe-

Il,1lilla rara pesante dentro che è il sistema di ripartizione che sembra

so dello Stato sull' economia non avesse effetto pOl sul risultato finale.

1111 ",io '0 magico: alla fine degli anni sessanta avevamo quattro lavora-

Per questo l'Europa è una bella addormentata,

perché o affronta questi

101i .u Iivi per ogni pensionato e ricordo nel 1969 il dibattito di Rodo-

nodi o si auto condanna a mantenere più o meno il suo elevato standard

lini in .ui si disse che la pensione si poteva dare a tutti, ogni lavoratore

di vita ad accrescerlo poco nel tempo e a perdere posizioni sui mercati

,lllivo pagava i125% dei contributi sociali e garantivamo il 100% del-

internazionali. Non faccio distinzione di paesi, è questa Europa continentale

l'ultimo

punto passare in percentuale dal 20 al 25 al 30 al ~5 al

che è

su quesro piano inclinato ed è pericolosissimo perché è u~ gas sopori~ fero perché il declino è lento, perché guardare il passato Cl esalta tutti perché noi siamo stati più bravi degli ame:icani perch~ abbi~o un sistema sociale migliore più equo, abbiamo fatto l'istruzione

fatto pub-

blica, abbiamo fatto la sanità pubblica, abbiamo fatto la previdenza ob-

tipendio al pensionato:

111I/iol1. tra generazioni,

in base ad un'equità ed una redistri-

i lavoratori che lavoravano pagavano giusta-

111I'111t' i lavoratore che dopo tanti anni di lavoro era andato in pensio111',Non capivamo che questo marchingegno r r.r,

l'

è soggetto alla demogra-

·h· e per caso per nostra fortuna migliora la qualità della vita e

',dllll1 'a l'età, questo rapporto tende a uno a uno, dopo di che o la pen10111'{'''l'antita alI 00% diventa al 30% o i contributi dei lavoratori at-

bligaroria a ripartizione, abbiamo f~tto tutte queste bellissime cose, men~

IIVIillVCCCdel 25 diventa il 50%. Questo non è un problema di lettu-

tre quelli la sono più incivili di nOI perché non le hanno fatte: questo e

l,I Ili ,~iIlistra o destra, di lettura sociale o antisociale, ma chi ha respon-

pericoloso perché questo decremento può anche essere lento ne~ t~m~o anche se è molto progressivo, cioè i primi anni si perde poco SIrischia

,Ihilità si pone il problema di come garantire stabilità e certezze di me.111111111 'o periodo in un sistema fondamentale

all'improvviso

11.11".SII questa base in Italia avevamo aggiunto il di più, ossia centra-

di perdere molto; e tutto il ragionamento

sul decentr~-

come quello previden-

mento produttivo verso i paesi dell' est europeo, ma soprattut~~ tutto l~

Il,1I111'lllt'agli altri paesi europei che mandano in pensione a 65 anni noi

grosso spostamento che ci aspetta verso l'Asia q~~do u~ ~lhardo di cinesi - per non parlare dell'India e del sud est asianco - slglllfica che o

111.III1I.IV:\lllO la gente in pensione anche a 48,4952

18

anni, adesso a 57.

t li l,lIldo si fece la riforma Dini si fece un marchingegno

19

di transizione


MARIO

BALDASSARRI

FONDAZIONE

ROMA

EUROPEA

l'

1111 l'IUM:,::.A:....--

E=-u''''Rc..::0-'PA-'--:_LA_BE_LLA_A_D_D_O_RM_E_TA_TA

talmente lungo nel tempo che scattava un anno in più di anzianità ogni

/11111

due anni e con quel meccanismo è successo che ci siamo rincorsi la co-

qlll'lk

da, quando bastava invertire questo meccanismo e accelerare il proces-

dll

,lVI:VamOproblemi interni un impulso esterno di esportazioni, ma-

so di allungamento

1",11

i spinto dalla svalutazione del cambio, ci consentiva di avviare il rno-

fino ai 57/58 anni. Se nel 1995 si fosse fatto così,

visto che dal 1995 ad oggi sono andati in pensione mediamente

i I ,150% o 100% a seconda del numeratore

o denominatore.

In

ondizioni noi abbiamo applicato il così detto export left: quan-

circa

IClII',

180.000 persone all' anno, moltiplicate per sei o sette anni sono circa 1

111111'"

milione pensionati in più, a regime avremmo avuto di meno perché sa-

qlll'\10 marchingegno

rebbero andati in pensione due o tre anni dopo, e ogni anno questo

dI' motore europeo interno e un piccolissimo motore d'avviamento, pos-

marchingegno costa 5.000 miliardi: insomma oggi noi avremmo 40.000

1,11110

p .rché avevamo un piccolo motore nazionale e un grande "motod'avviamento

che era il canale estero. Ora con la moneta unica non esiste più, cioè è come se avessimo un gran-

usarlo per far partire bene i primi colpi ma non possiamo pre-

miliardi in meno di spesa pensionistica in vecchie lire, senza aver fatto

Il IIlIne he la nostra automobile europea vinca le gare di formula 1 con

nulla di rivoluzionario ma avendo semplicemente

il motorino di avviamento se non costruiamo il motore interno. I nu-

chiesto di lavorare fi-

no a 58 anni. Ecco allora che responsabilità politica è quella di assume-

IIl1'l'i S0!10

banali, il grado di apertura dei paesi europei senza l'euro oscil-

re decisioni possibilmente prevenendo perché costano la metà e rendo-

I.IVoI 11';\ il20 e il 25%, cioè un quarto del prodotto interno lordo era ex-

no il doppio, fatte più tardi costano il doppio e rendono la metà. Il rap-

pllii import, era canale estero e quindi una spinta sul 25% del PIL poi

porto è uno a quattro, capisco che occorre il consenso politico ed il con-

I l" opa rava sul restante 75%. Dal giorno in cui è entrato l'euro questa

senso sociale, certamente,

però occorrerebbe eliminare una gran parte

Il ,I ,\i 'ridotta al 12%, circa la metà: possiamo discutere su cosa com-

di ipocrisia nel senso di non rincorrere la demagogia. Questa è un'Eu-

IlUlIi l't'lIr debole o l'euro forte, ma questo riguarda una piccola quo-

ropa che sul piano economico è addormentata,

l'HH% del PIL europeo dipende dal PIL europeo, dipende da quan111 1111 i sappiamo governare i processi decisionali collettivi e individuali 111 1\',11 i l° pubblici in termini di investimenti, di consumi di tecnologie

se non capisce che de-

ve fare queste riforme strutturali per riproporsi come motore dello sviluppo internazionale

e se non lo capisce dopo l'introduzione

dell' euro

1.1,

e dopo l'integrazione monetaria vuol dire veramente che è grave perché allora non si capisce perché abbiamo fatto l'euro: abbiamo fatto la mo-

di pl'llde da noi perché non possiamo pensare che una ripresa del ci111mondiale internazionale tiri fuori l'Europa dalle secche di una sta-

neta unica per rendere l'Europa una grande area unica economica, ma

l'IloIIlOlll's ' l'Europa non capisce che è forse in prospettiva la più gran-

nel fare questo non ci siamo accorti che è cambiato radicalmente il mo-

d

dello europeo. Senza la moneta unica ogni stato europeo era una pic-

I

I

I onomia del mondo se guardiamo

il processo di allargamento

ad

IIIHl .ul arrivare alla Russia, e quindi essendo la più grande economia

cola economia aperta, anche la grande Germania era in fondo una pic-

d 1IIIlIIldo ha il compito di essere locomotiva e non vagone e se conti-

cola economia aperta e noi in Italia più degli altri: non dimentichiamoci

1111

che il marco verso il dollaro passava da tre a uno e mezzo, cioè oscilla-

20

111

I I \lI'lIsarc di essere vagone è destinata a strisciare sul fondo. Quanl'

nu-ri

'Il

va bene cresce il 4% e l'Europa il 2% quando l'America

21


MARIO

BALDASSARRl

FONDAZIONE

ROMA EUROPEA

I IIII l'IIIMA:......-

E-=-u::..:.R=O_I'A_: _LA_B_EL_LA_AD_D_O_RM_EN_T_AT_A

va male e frena al 2% l'Europa va allo 0%. Uso sempre questa battuta

uu/iouc

ne si verificò ad Helsinki nella quale si parlava di armonizza-

per far capire questa diversa mentalità che è un codice genetico che dob-

IIIIIII·IIS

.ale e il grande dibattito fu che Francia, Germania e Italia chie-

biamo proprio rimuovere, di fronte ad uno stesso numero di crescita.

111

Del PIL in America e in Europa si danno giudizi assolutamente

oppo-

.ill'Inghilterra di alzare la pressione fiscale per armonizzare, e l'In-

p,lti IlC'I'I':t si rifiutò dicendo ci di abbassare. Sono 6-7 anni che in Europa

sti: il 3% in America significa frenata il 3% in Europa significa un so-

1111110.

dra perché l'aritmetica là non è diversa da qua, per quanto siano diver-

I

armonizzazione

di

I 1'.111.1

gno gigantesco di immenso sviluppo, allora c'è una cosa che non qua-

fiscale senza aver detto di cosa si stava par-

Co a vuol dire armonizzazione .hc bisogna tutti ridurle?

I.I •••• I'?

fiscale? Che bisogna tutti alzare

O che bisogna stare fermi dove si è

si i sistemi economici non è possibile che noi sogniamo di arrivare al

",Il altri si adeguano? Se uno apre una discussione seria in Europa sen-

3% e l'America quando scende sotto al 3% si preoccupa perché è in fre-

I dill' SII

nata e immediatamente

le Federal Riserve abbassa i tassi e il governo

inizia a pompare spesa pubblica. Poi il dibattito tra repubblicani

e de-

he cosa si concorda come obiettivo finale si ottiene quello

.rliliiamo ottenuto ossia una gran chiacchierata sull'armonizzazione

1111

Il I ,rle dopo di che ognuno fa quel che vuole e si rischia la cornpetizio-

mocratici d'America è banale, su questo i repubblicani abbassano le tas-

111

se e i democratici propongono

11111 (Il~,Ir

di aumentare la spesa ma la sostanza ri-

lì.•culc selvaggia, che dal!' altra parte è un male perché è ovvio che la

mane la stessa: è una qualificazione diversa, scelte politiche diverse, ma

p,rlcllO.

in un filone di politica economica che governa il proprio paese e non si

,111

fa governare, e il governo del proprio paese è fatto da istituzioni legittimate dalla politica e dagli elettori, non esiste un autorità indipendente

l'e

111

Francia e in Germania in queste ultime settimane si è detto

1111

I roblema di ciclo, stanno sopra il 3% di deficit pubblico e

11111

I

m,I

Il I .tlc'

sa, ma qui, sicuramente sul retaggio antico della commistione

dlllll,

Cf

Il illdi

che centrali e governi, siamo andati ben oltre ogni limite: invece, in

1111

1111 p.III('

e non guardi niente altro, che poi alla crescita ci pensano i governi. La

11110111

bilancio diverse tra loro, e non coordinate e omogenee? La conclusione

'1111

Il

è guardare l'esperienza più recente dell'Europa, guardare quei paesi che esprimono

questa regola empirica. Allora rimuoviamo

22

quella buffa si-

i si potrà legittimamente

del ragionamento,

1., c ollseguenza 1'111

11111111111'

I

nel

di riforma

chiedere, non nel gennaio 2003

sull'Europa addormentata

che se sul piano

ic () non acquisisce questo ruolo di motore dello sviluppo certa-

l',II'\('

o,

finanziario

cucmbre-ottobre, cosa succederà nel 2004. Ecco questa è la pri-

I

111 IIh'

di

l dire in termini di profilo di equilibrio

t'Ol1Ccmporaneamente una parte di gettito che arriva dai con-

l'

un' ottica di netta dicotomia, la banca centrale si occupi della inflazione

zionare una unica Banca Centrale con 15-20 politiche economiche

VlI

di riduzione fiscale e allora bisognerebbe ca-

. Possono accusare l'Italia di aver fatto un modulo

'!lO'I/O

la politica si chiamasse fuori dal controllo della politica economica stes-

Banca Centrale Europea è unica e i governi sono 10-15-20, può fun-

i programmi

1111 11-1111,1110

alla quale si assegnano gli strumenti della politica economica quasi che tra ban-

perversa, e lì c'è il patto di stabilità europeo che c'ha messo il

è seria anche sul piano politico. La mia idea è che

deve mettere in piedi questa triangolazione di riforme meno iuv sumenti e contenimenti prnsionistico,

di spesa corrente, quindi riforme

sulla sanità, della spesa corrente in quanto ta-

Il llill [leI' gli investimenti

infrastrutturali,

23

la riduzione della pres-


MARro

BALDASSARRI

FONDAZIONE

ROMA

EUROPEA

l'

It I l' 1'1;.;.;..{IM'--'A-'--

--=E~UR...:..:O'_PA_':__=LA'_B:...:E=LLA=_:....:.cA_=_D=_DO"_'RM~E'_Nl-,-A-,----TA

sione fiscale e alla base il mercato del lavoro e il mercato dei beni. Cioè i due grandi mercati. Questa è la mia idea, però la dimostrazione ernpirica in prospettiva giocando un po' con i modelli econometrici di tutti e dieci i paesi europei dimostra che questa prospettiva funzionerebbe meglio in Francia e Germania, piuttosto che da noi, gli altri lo hanno già fatto, l'Olanda, il Portogallo, l'Irlanda, l'Inghilterra sono su questo trend e non hanno bisogno. Chiudo con un secondo passaggio che è quello dell' assenza europea dalla politica. Lassenza europea dalla politica porta a mio parere ad un'ipocrisia sulla base dei dati economici, e ci sono due particolari: il primo l'andamento della ragione di scambio, il secondo le spese per la difesa. Landamento della ragione di scambio vuol dire che negli ultimi 45 anni l'andamento dei prezzi dei prodotti industriali verso i prezzi delle materie prime, petrolio escluso, ha spostato reddito per circa il 35-40%, cioè negli ultimi 45 anni i paesi produttori di materie prime, escluse quelle petrolifere, hanno regalato il 35% del reddito ai paesi industriali e quindi noi in Europa come altri abbiamo usufruito di questo enorme spostamento di reddito in termini di ridistribuzione. Il primo gennaio di ogni anno noi abbiamo avuto per più di 40 anni circa l' 1% di PIL reale garantito e regolato dall'andamento della ragione di scambio, con la grande ipocrisia delle istituzioni internazionali che poi andavano a fare le politiche di aiuto di cooperazione e di sostegno: se questo telefonino vale 300 quintali di riso, è evidente che le regole economiche del mondo portano al risultato che chi fa il telefonino è ricco, chi fa il riso è povero. Per i 45 anni passati, prendete le statistiche sono dati ufficiali, l'Èuropa ha speso se siamo buoni la metà di quello che avrebbe dovuto spendere per la propria difesa e sicurezza, e questa parte è stata spesa da qual-

1111altro. Non esagero ma siamo ad un punto e mezzo due di PIL al1',111110 c siamo al 3% di PIL e siamo stati bravissimi perché se si sorn111,1 questo 3% di PIL 1'anno a quello che abbiamo messo sopra, perché l'economia andava bene, siamo cresciuti anche del 4-5%: con questo \lItl di PIL siamo stati abbastanza sociali da fare le scuole e gli ospedali I qu.mt'alrro, ma sul piano politico l'Europa è una grande assente perIIH( l'is .hia di diventare una grande ipocrita se non prende atto di queti du ' .lernenti fondamentali, ragione di scambio e sicurezza e difesa, 111111 S • 'gliendo se vuole avere protagonismo sulla scena mondiale, per I rmpio ssendo il promotore nel mondo di un modello di sviluppo più glll lo . più ampio. Dovremmo chiederei che ruolo ha l'Europa dentro Il V'I'(): e dovessimo scegliere un problema, prendiamo la nuova tec11111111' i.r, r nformation Comunication Thecnology, che è l'elemento enor1111di l'lobalizzazione, se su questo settore siamo chiamati a scegliere tra 111011vntrazione oligopolistica di chi deve salvaguardare il proprio breI Il C) t' la propria invenzione e per caso si chiama Microsoft o l'alternaIl ',I Cljll'11ource, l'Europa cosa sceglie? Il prodotto della scienza e del1111cnzione che deve avere salvaguardia perché richiede sforzo investi111IIIU, ma fino a che punto deve diventare bene pubblico? Se colui che Il I I cIl )t'I'LO la penicillina avesse preteso una copertura per 100 anni non 1 le 1111110 avuto poi tutti i progressi che abbiamo avuto quando si è dif111,I, l' I osì via. l'clil Il ( siamo diventati un grande continente a moneta unica, dob111ti IlCIl'ostruire le istituzioni europee future con l'allargamento ad est e Il l'IClil'/.iol1esul Mediterraneo e sul nord Africa, dobbiamo costruire el'lI lo IlllOVOmondo europeo: cominciamo nel bilanci del 2004 a quanIIlIl ,111'I osa significa avere una responsabilità europea verso l'Europa e cI CIil l'est del mondo, in termini di ruolo nelle istituzioni interna-

24

25


MARIO

BALOASSARR! FONDAZIONE

ROMA EUROPEA

zio~ali, ~elle istituzioni europee e poi di conseguenza nelle istituzioni nazlOnal~ che per u~ paio di anni rimarranno, e che quindi hanno questa doppia sfida,

OSSI~ come

~ticipare

un governo dell'Europa

quando

avremmo 2? governi europei? Questa è la difficoltà, perché noi abbiamo fatto prima la moneta, è una sfida enorme, storica, noi stiamo facendo una cosa che prima di ora nella storia non è mai avvenuta fino

IL NODO CRUCIALE DELLA TUTELA DELLA PRIVACY

Roma, Caffè Greco, 7 aprile 2003

di Stefano Rodotà"

~~'ultima unificazion~ continentale che è quella degli Stati Uniti, dove c e stata una guerra di secessione: noi stiamo cercando di fare una cosa simile senza sparare un colpo tra di noi, che è una bella sfida, però dobbia~o .aver~ .l~ consape;rolezza che questo comporta responsabilità in terrnrru politici dentro l Europa, dentro i singoli stati e dell'Europa verso gli altri paesi.

ingrazio la Fondazione Roma Europea di questo invito. A proposito di tutela dei dati personali mi permetto di esordire dicendo che nella Carta Fondamentale

dei Diritti dell'Unione

linupca, proclamata a Nizza nel 2000, c'è un articolo specificatamenl,ledi .ato a questo tema, che lo distingue dalla tradizionale tutela del-

Il

privata. Larticolo 7 si occupa della vita privata e familiare, l'arti-

11.\

11111

H si occupa della protezione dei dati, che quindi assume una sua

l' ' ti I a autonoma rilevanza come diritto fondamentale, 111

I

in circolazione del trattato costituzionale

Il''10

1Il 1 .11 I i '010 Il

europeo ci sarebbe

36 bis che riprende il tema intitolato alla protezione dei da-

IIl Isonali, lo credo che anche la dimensione nazionale esiga una con-

1.1, i.r/ione di contesto: in questo momento 111111 111

tanto è che

ci sono due grandi temi,

dI'i quali caldissimo, che consentono di capire come la dimensio-

n.r/ionale anche qui sia assolutamente inadeguata non solo per la di-

I

Iplill:t,

hl

111.1

ma anche per la comprensione di un problema. Un primo pro-

r la circolazione di queste informazioni

nell' ambito delle società

111 1111 i Il:t'I.i nali, e potete immaginare questo che tipo di pressioni deter"111/'/1'11/1'

26

dell'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali.

27


STEFANO RODOTÀ FONDAZIONE

ROMA EUROPEA

mina; inoltravi sono le richieste sempre più pressanti da parte degli Stati Uniti di ottenere da parte dell'Unione Europea una quantità di informazioni, partendo da quelle dei viaggiatori dall'Europa agli Stati Uniti, informazioni dei più diversi tipi per la costituzione di grandi banche dati, per la lotta al terrorismo con un sistema che avrete sicuramente sentito parlare che si chiama "Total InformationAwareness", dove la parola "awareness" - che vuoI dire consapevolezza - forse in qusto caso dovrebbe essere tradotta in "conoscenza", perché si tratterrebbe di creare una banca dati planetaria. Qualcuno avrà sentito parlare delle polemiche determinate da questo sistema, Echelon, di controllo e di raccolta delle informazioni, ecco questo sarebbe un Echelon all'ennesima potenza. Detto questo, e senza dare allarmismo, registrando dei dati di fatto vengo alla questione del trattato costituzionale ed al lavoro della convenzione. In questo momento ci si può chiedere se ha senso una riflessione di politica istituzionale mentre siamo immersi nella politica di potenza, e quindi se e cosa significherà il lavoro della Convenzione per quanto riguarda il futuro dell'Europa. Devo dire che, non per una de-

PARTE PRIMA

IL NODO CRUCIALE DELLA TUTELA DELLA PIUVACY

I ra

parte ci sarebbe il sano realismo di una politica di ~otenza. L.E~r~l'a considerata in giro per il mondo come una 'sorta di laboratorio isntuzionale, che cerca di capire se è possibile superare la dimensione nazionale senza traumi eccessivi e costruendo una dimensione diversa da quella puramente nazionale, secondo uno schema che non è il trasferimento della sovranità così come era stata intesa dal piano nazionale a quello europeo, come per un periodo molti di noi hanno ritenuto, ma t' la costruzione di entità e di relazioni e di rapporti diversi da quelli del'Ii tati nazionali che continuano evidentemente non a sopravvivere ma 1 il vivere in un ambiente politico istituzionale diverso: ecco perché l'impr sa della Convenzione a me pare di grande importanza e sarebbe un t'l'rare, che temo che qualcuno, parlo di stati, voglia fare, sfruttare quesia condizione di difficoltà per avere un trattato costituzionale a ribasso; questo sarebbe un errore e un boomerang anche per coloro che tenIano questo tipo di operazione perché questo è un sentiero da prosel'uire proprio nell'interesse dell'Europa, ma anche per l'evoluzione di qu lle che sono le istituzioni del pianeta ormai globalizzato. lo credo

formazione professionale - perché più passa il tempo più vedo i limiti dell'uso del diritto - sono convinto che in questo momento tenere drit-

ch debba essere giustamente inteso il senso di questa operazione costi-

ta la barra ed essere testardi nel lavoro di costruzione dell'Europa costi-

ti '

tuzionale sia essenziale, anche perché l'Europa possa costruirsi effettivamente ed uscire dalla crisi in cui in questo momento si trova. lo non

conflitto di interessi, perché non faccio parte di questa Convenzione ma

credo che questo si possa fare con la riunione dei ministri della difesa che riescono a trovare un'intesa sulla forza armata europea, in questo modo riescono a contro bilanciare non dico il potere americano ma ad uscire da quella convinzione contenuta nell'ultimo libro di un' analista, che negli ultimi tempi ha avuto grande fortuna, che si chiama Robert Kagan e che ha scritto varie cose tra cui "Paradise and power" (Paradiso e Potere). LEuropa sarebbe un paradiso un po' invecchiato e dall'al28

t uzionale: io sono un "eurottimista",

ma certamente guardo con granfavore al lavoro della Convenzione, sono un po' come dire, quasi in

[io fatto parte di quella precedente, S

quella che ha avuto il compito di 'rivere il testo della carta dei diritti fondamentali della Unione Euro-

p 'a e mi pare che l'invenzione di questo strumento particolare della ( .onvenzione abbia costituito una novità e un modello sul quale credo si debba insistere, e sono con quelli che sperano che la Convenzione rics a a chiudere i suoi lavori nei termini previsti, prima dell' estate e che Roma sia il luogo dove si firma il Trattato Costituzionale. Lo dico non solo per una valutazione patriottica, ma perché l'insistenza che il Go-

29


STEFANO

RODOTA

FONDAZIONE

ROMA

EUROPEA

I Il

I'llIM~A

~I~L.::'.N~OD=::O~CR~U:,::C~IAL~E::....D=::E:=:L::::.LA:...:T~U:..:.TE~LA::.:...:::D~EL~LA~PRIV~A=CY

verno Italiano che ha la presidenza, come ben sapete, nei prossimi mesi per avere questo risultato come d'apparenza di bottega in realtà può determinare una forte spinta alla conclusione in tempi rapidi di questa vicenda. Questa congiunzione tra il ricordo del Trattato di Roma e la Presidenza Italiana può essere un elemento che accelera. Fatta questa lunga premessa io credo che la via istituzionale sia stata imboccata proprio con la Carta dei Diritti, che ha costituito per due ragioni un elemento essenziale di questo processo di costituzione. Da una parte perché è stata inventata la Convenzione, che è stata chiamata così per ricordi rivoluzionari, e la presidenza si chiama praesidium: ora voi sapete che il praesidium era quello del soviet supremo. È stato inventato un luogo dove per la prima volta le negoziazioni sono uscite dal chiuso delle cancellerie e degli sherpa che preparano i documenti internazionali, senza mettere nulla di polemico nei confronti di coloro che fa questo lavoro difficilissimo, ma per la prima volta si è trovato un luogo dove hanno lavorato insieme i rappresentanti dei parlamenti nazionali e del Parlamento Europeo, dei governi nazionali e della Commissione, quindi un invenzione istituzionale; in secondo luogo un primo passo perché la Carta dei Diritti sta li e poiché non la si può lasciare appesa, gli si deve dare qualche valore e questo ha indotto ad alzare il tiro, obbligando oggi a discutere in termini di Costituzione, cosa che due anni fa era impensabile; e in più al di là di quello che starà scritto nello stesso Trattato Costituzionale, tutte le istituzioni europee quale sia 1'assetto finale saranno profondamente modificate. Quindi c'è la speranza attraverso questo tipo di strumento di non vedere un effetto temuto da molti e cioè che 1'allargamento porti semplicemente ad un depotenziamento istituzionale e semplicemente ad avere un mercato più ampio. In questo senso la strada intrapresa con la Carta dei Diritti è di nuovo in qual-

" niod un antidoto, perché si è detto esplicitamente nel mandato di 1IIlIIIiadel '99 che la costruzione europea non poteva essere solo quell, I 111'S ' ruiva le vie dell' economia, ma aveva ed ha bisogno di una fon11111111(" nei diritti, quindi di una fondazione costituzionale. Ora queIIi IIlml .llo ha molti elementi significativi a mio giudizio, un modello " .mzitutto ha preso molto sul serio la questione dei valori, credo sia IIl1lHllt:lI1tesegnalarlo in questo momento perché il tema dei valori è Iltll Il T un periodo appannato dal timore di riproporre schemi ideo111'il i che voi sapete hanno creato non pochi problemi e vere e proprie Il 11'1dic. Ma la ripresa in termini di valori è un punto, a mio giudizio, Il 1',l.llIdisimo rilievo, con grandi difficoltà in questa materia: io ero forIl Il\I Ilt l' perplesso all'inizio del fatto che si volesse aprire la Carta dei Di11I1I111111 .on il tradizionale riferimento all'eguaglianza, che è un po' clas1111dl·11atradizione costituzionale europea, ma con il riferimento delIl dlgllità della persona. Poi mi sono convinto che il riferimento alla di1111.1 fosse il giusto modo di aprire questa Carta, e non solo 1'articolo 111111 dl"lIa arta dice esplicitamente la dignità umana è inviolabile, ma Il I 1'11".lInbolosi dice che l'Unione pone la persona al centro della sua 11111111', quindi c'è immediatamente la considerazione di un valore fon11111\'1 I I ome quello della dignità e l'indicazione del soggetto intorno al '1" di \i 'o truisce la fondazione istituzionale dell'Europa, tanto è che 11111111\1) alla persona si è potuta fare una doppia operazione con la CarI I I h i I )il'itti. Da una parte si è potuto affermare la indivisibilità dei di"" I IIItti quelli che hanno studiato giurisprudenza o che sentono nelI 111.1.rkuni temi sanno che si parla prima dei diritti politici, diritti ci111,III1it t i sociali, e adesso i diritti di quarta generazione - quelli legati di I Il'11101)gia, alla bioetica; nella Carta dei Diritti, per chi voglia darI I 1111'111 chiara, queste quattro dimensioni sono state messe insieme e

30

31


STEFANO RODOTA

FONDAZIONE

ROMA EUROPEA

questo è stato possibile perché c'è questo riferimento forte ed esplicito

"AllrE

IL NODO CRUCIALE DELLA TUTELA

PRIMA

.111 .he

temporaneamente

DELLA PRIVACY

hanno diritto al rispetto di questo diritto. Que-

1.1

la ripresa di un grande tema storico, e qui voglio ricordare che quan-

zi c'è un intreccio molto forte che si ritrova negli articoli del Trartato

110

si scrisse il codice civile, quello unitario, l'Italia provocò una rottura

Costituzionale

nella cultura dell'epoca, perché lo straniero era ammesso al godimento

alla persona che non è scomponi bile in tutta una serie di momenti, attualmente

an-

in discussione. Il diritto all'integrità fisica e

psichica, diritto di quarta generazione, è evidentemente

un diritto fon-

d ·i diritti in Italia, naturalmente

quelli compatibili

con l'idea di citta-

damentale più di ieri, rispetto ad altri diritti consolidati che noi cono-

dinanza che si aveva allora, senza la condizione di reciprocità; poi il fa-

sciamo come il diritto classico che fonda la civiltà giuridica moderna: il

M isrno

nel codice del '42 reintrodusse il principio della reciprocità. Nel

diritto alla libertà personale, l'integrità fisica e psichica della persona og-

I H65 grazie a Pasquale Stanislao Mancini, l'Italia ruppe lo schema an-

gi è inscindibile

gusto e egoistico dello stato nazionale che diceva che tu a casa mia puoi

dall'idea di libertà personale. Questo è uno dei tanti

're dei diritti solo se io riuscirò ad averli anche a casa tua, questo fu

esempi che si possono fare per dimostrare come questa carta tenta que-

,IV

sta operazione, dimostrare intorno al soggetto, alla persona, la indivisi-

tino schema straordinariamente

innovativo, non voglio dire che l'inno-

bilità dei diritti, quindi non ci sono diritti di serie "A" e diritti di serie

vazione introdotta

"B". Ancora, intorno a diritti sociali oggi c'è ancora una controversia, i

'l '

diritti sociali sono diritti di categoria diversa perché il problema è rap-

l'Europa l'idea di cittadinanza

presentato dal fatto che i diritti sociali esigono risorse, ma oggi sappia-

ro, e cioè la cittadinanza

mo che tutti i diritti esigono risorse, quindi non può essere un argo-

I raverso

mento per creare diverse categorie di diritti. Questa è un' operazione im-

diritti che spetta a ciascuno di noi in quanto persona, questo è il primo

portante che a mio giudizio è poi la premessa per il modo in cui si arriva alla cittadinanza. Questa Carta dei Diritti ha al suo interno due af-

pa aggio importante

fermazioni, dico questo perché se voi cercate di ricostruire la scala dei

ti ,I pianeta.

valori attraverso ciò che è scritto nel progetto di Trattato Costituziona-

uanza dell'Unione di cui parla l'articolo 7 del progetto, perché qui ci so-

le ritrovate esattamente

110

dire tra un momento.

la stessa linea, come cercherò rapidamente l'operazione

per arrivare alla cittadinanza

di ha a

dalla Carta dei Diritti sia della stessa portata e della

sa qualità, ma questo ci dice che nella struttura che sta assumendo non è più quella che abbiamo conosciu-

come legame con un determinato

il territorio o attraverso il legame di sangue, ma è l'insieme dei che ha l'idea moderna

di cittadinanza,

Il mio entusiasmo si raffredda quando si analizza la cittadi-

varie cittadinanze,

la cittadinanza

nazionale e non sostituisce quest'ultima,

dell'Unione

si aggiunge a quella

tutti i cittadini dell'Unione so-

l'le sità non è tanto la doppia cittadinanza,

casi in cui la carta dei diritti dice cosa diversa e sono pochissime, è un

ciuadinanza

attributo di chiunque si trovi su territorio dell'Unione

v 'l'sa di questo articolo perché c'è troppa preoccupazione

que tutti coloro, cittadini e no dell'Unione,

32

che vi si trovano a vivere

e che la

'arta dei Diritti oggi realizza unico modello, in questo senso, visibile

mio giudizio un secondo passaggio, non solo fondare la cittadinanza sui diritti fondamentali ma l'attribuzione dei diritti fondamentali, tranne Europea, e dun-

stato o at-

1\0

uguali dinanzi alla legge. Devo dire che la cosa che desta la mia perperché credo che la doppia

abbia ancora un senso, ma già la scrittura poteva essere didi non allon-

ranarsi dal modello che noi avevamo conosciuto, certo tutto poi si arti-

33


STEFANO RODOTÀ

FONDAZIONE

ROMA EUROPEA

IL NODO CRUCIALE DELLA TUTELA DELLA PRIVACY

l'ARrE PRIMA

lùrropee per passare a Corti Costituzionali

importanti

come quella ira-

cola in una serie di diritti già conosciuti, il diritto di circolare, il diritto di eleggibilità alle elezioni del Parlamento Europeo e alle elezioni costi-

linna e spagnola a decine di giudici nazionali, si cita ormai regolarmen-

tuzionali nello stato membro in cui si risiede. Sapete che ci sono state

I . la

molte divergenze su questo diritto e addirittura

principi a cui bisogna fare riferimento. Quindi io sono fiducioso del fat-

te Costituzionale

una sentenza della Cor-

tedesca che aveva bloccato la possibilità di essere elet-

Carta dei Diritti come un riferimento per ricostruire il quadro di

IO che introdurre

all'interno del sistema europeo elementi di novità poi

tori ed eletti o ad avere 1'elettorato passivo nelle elezioni locali, invece

l.tcilita il cammino in altre direzioni, e io non credo che poi potrà resi-

qui c'è una rottura di questo schema e cioè si stabilisce e qui torniamo

\l

alle origini, se io vivo in un determinato

nale, il fatto che si rompa lo schema a livello nazionale creerà un pro-

luogo e pago le tasse ho dirit-

're troppo a lungo questo ultimo tabù costituito dal1'elezione nazio-

la zona in cui io vivo.

hlcma perché ci saranno dei politici locali che hanno cittadinanza di un

Questo è un altro elemento che inizia a rompere la crosta della cittadi-

.rltro paese che saranno magari più bravi, come sarà possibile facciamo

nanza tradizionale.

l'ipotesi di un non italiano sindaco di Roma: come puoi dirgli tu non

to a dire la mia su chi e come verrà amministrata

Qui si fa riferimento ad un dato già consolidato quale era quello del-

puoi essere candidato e andare a fare il deputato nel parlamento

nazio-

la possibilità di candidature dei cittadini di qualsiasi stato in qualunque

nale, questo è un processo che introduce continue contraddizioni

altro stato membro nelle elezioni europee: abbiamo avuto in Italia il ca-

f mora si sono sciolte in modo positivo e benefico, perdonate questo ot-

so molto clamoroso di Maurice Duverger, cittadino francese non eletuna delle parla-

timismo ma ce lo devo mettere in questo momento. La questione della protezione dei dati personali consente di vedere

Europeo si chiama Monica

due questioni. La prima è che l'Europa ha prodotto in questa materia

to in Francia ma eletto in Italia, in questo momento mentari italiane più attive del Parlamento

modello diverso e in questo momento,

a meno che il cataclisma de-

Frassoni ed è stata eletta in Belgio, questo dato di circolazione già era

1111

riuscito ad entrare, per questo io dico che la doppia cittadinanza

gli ultimi tempi non sconvolga radicalmente

così

che

questo settore, tra l'altro

come è presentata ha questa remora e questo elemento che certamente

lino dei più esposti, ha prodotto

è un elemento regressivo, però io credo, ecco dove è il mio euro-otti-

originalità, anche se costruito con materiali di importazione,

mismo, che poi noi dobbiamo

lungo questa strada che ad

modello al quale si guarda con sempre maggiore interesse da tutto il

esempio ha visto la Carta dei Diritti, che ancora non ha nessun valor

mondo: ma non un interesse soltanto teorico dei giuristi, se è vero co-

formale, assumere importanza

me è vero che le leggi di paesi più diversi, dal Canada all'Argentina dal-

continuare

se è vero che in vari paesi dell'Unione

un modello che non solo ha una sua ma è un

che dice che gli at-

la Svizzera ad Hong Kong, hanno come modello lo schema che una di-

stessa devono essere sot-

r ttiva del '95 ha previsto in questa materia. Perché dico con materiale

toposti al test di coerenza con la Carta dei Diritti. Ci sono più cii 200

ìi importazione? Perché quello che ormai è un termine entrato nell'u-

casi in cui in Europa, a partire dalla Corte di Giustizia delle Comunità

so comune, "privacy", non a caso lo diciamo all'americana perché è un'in-

Europea c'è una comunicazione

della Commissione

ti regolamentari e legislativi della Commissione

34

35


STEFANO RODOTÀ

FONDAZIONE

IL NODO CRUCIALE DELLA TUTELA DELLA PRIVACY

ROMA EUROI'

venzione degli Stati Uniti, dell'ultima parte dell'800; l'Europa non l'h conos~iuto prima e l'Inghilterra non ce l'ha, la chiama privacy ma è un cosa diversa dallo schema giuridico degli americani cioè la creazione una sfera privata al riparo dalle interferenze, negli Stati Uniti in prim luogo dello Stato.

Per ragioni di sicurezza gli Stati Uniti chiedono di avere accesso dire to alle banche dati delle compagnie aeree: qu.esto vuol dire non solo co nascere i dati di chi sta per partire per gli Stati Uniti, ma l'accesso alla ban

di avere rutta una serie di informazioni che va da quelle Il , poi nella banca dati di una compagnia aerea ci sono le vostre IIICl hc possono essere quelle legate al fatto che voi chiedete un pa" le c 11.11' " attraverso questo pasto voi potete stabilire se quello è un 1111 musulmano ortodosso. Sulle vostre condizioni di salute perché Il,1veli avete richiesto di essere accompagnati una volta con una car"'-","1,1 .dl'.ll·rc , le vostre fobie di sedersi sempre in un corridoio. Tutti 11111011emano di tracciare un profilo che va al di là di quello che muu-diaramente, e poi se uno di voi è un frequent flyer e avete uno 1111l'IO!,rammi di fidelizzazione vengono fuori una serie di tutti alI Ii 111'pl'I' esempio riguardano il fatto se quei punti li avete utilizzaCliCI Il 'r un'altra persona, la carta di credito, gli usi connessi. TutICIh.l poco a che fare con l'idea di privacy e molto a che fare con 1111111'11;\, questo è il punto su quale credo di richiamare l'attenzioleI I Ill' come in Italia siamo riusciti a trovare un punto di equiliI I 11\-nzcdi sicurezza e esigenze di tutela uscendo da uno schema, I III,i.tIibiamo uno schema che ci viene anche da una malintesa in, 1111 111 l' d l bilanciamento tra interessi costituzionalmente rilevanti, tldCll i sono due interessi costituzionalmente rilevanti, non dico in /IIIIC',111,1 che si trovano a confronto se ne viene fuori sacrificando uno 111 uuercssi, non è vero che questo sia sempre necessario e vi dico I Illilll';t di negoziazione che stiamo in questo momento cercando , Il ,IV~\lHicon gli Stati Uniti. Si concretizza bel fatto che tu devi 111,11110 i dati effettivamente rilevanti, e cioè li puoi avere anche 15 , 1"111,1.he il volo parte invece di averIi nel momento in cui arrivo I 1IIIIIula s heda bianca o verde, tu hai una serie di dati che riguarI !tI! 111 ità, la nazionalità, eventualmente il volo in coincidenza, queIICI.l.u i rilevanti e ragionevoli ma una volta che sono arrivate negli

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La seconda questione è che un'altra invenzione americana sono l Autorità indipendenti e non le abbiamo inventate noi, abbiamo irn portato il modello privacy e il modello Autorità indipendenti l'abbi ma congiunto e abbiamo creato in Europa il più elevato livello di pr tezione dei dati personali che oggi ci sia nel mondo. È curioso, io san st~to sentito più volte dal congresso degli Stati Uniti, che questo cock tail creato con ingredienti americani loro n.on lo vogliano bere. Facci un solo esempio: la direttiva europea e le leggi nazionali, per consenti re l'uscita dei dati trattati in Europa e trasferiti in un paese diverso d quelli membri dell'Unione Europea, esigono che nel paese di arrivo sia una tutela adeguata, per evitare la nascita. di paradisi dei dati così co me ci sono i paradisi fiscali. Oggi è facilissimo con l'elettronica mett re i dati in un paese diverso e aggirare le forme di protezione; già ci s no moltissimi modi di farIo ma almeno c'è questo tipo di vincolo, e al lora sarebbe ridicolo se per esempio una grande società mulrinazional basata negli Stati Uniti chiedesse una autorizz~ione a trasferire i dati al la Francia e all'Italia, l'Italia gli rispondesse di si e la Francia di no o vi ceversa: perderemmo turri la faccia, questo vuol dire che c'è un elev tissimo grado di integrazione del lavoro tra i diversi soggetti che in Eu ropa si occupano di questo tipo di problema.

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c l'''l'nle


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ROMA

EUROPEA

Stati Uniti le persone interessate non devono perdere il diritto di sapere come questi dati vengono utilizzati, quindi vincoli ad ulteriori trasferimenti, diritto di accesso individuale, possibilità di ricorrere al giudice o ad autorità di controllo, cioè ricostruire a livello globale e planetario quello stesso tipo di livello di tutela che noi siamo riusciti ad ottenere a livello nazionale, non è impossibile perché per i trasferimenti di dati nei confronti di compagnie che aderiSCono ad un certo schema che si chiama porto sicuro "safe harbor", questo risultato è stato raggiunto. Allora ecco dove sta l'importanza della costruzione europea, è impensabile che un singolo stato soprattutto abbia potere negoziale, un singolo stato che nel momento in cui propone un modello di tutela dei dati personali è più rappresentativo di una particolarità, l'Unione Europea non è più una particolarità o una bizzarria della stOtia ma è un' entità storicamente fondata e che si sta costituzionalizzando, questo è un elemento forte sia nel negoziato politico sia nel momento in cui si confrontano modelli culturali, non c'è una superiorità assoluta di modello culturale rispetto all'altro ed è abbastanza singolare che in qUesto momento tutte le associazioni americane a tutela dei diritti civili che pure non sono coinvolte in questa vicenda perché non li riguarda in quanto cittadini americani, dicano però agli europei - e questo è avvenuto il 25 marzo scorso davanti alle Commissioni libertà pubbliche e petizioni del Parlamento Europeo riunite _ che si augurano che il modello eUropeo esca non mortificato da questa vicenda nell'interesse dei cittadini americani, perché se questo modello riesce a scalfire alcuni delle pretese dell' amministrazione americana salirà anche il grado di tutela che avranno i cittadini americani nel loro paese. Viviamo in un periodo in cui fate questi discorsi trascina nello 'schema americanismo e antiamericanismo: non è così, la costruzione europea è un impresa di grande rilievo, perché noi abbiamo il problema della glo-

I

l' I I 1'1(lI~M~A

~I::..L N::'.C0~D~O~C:::R:.'::'U~ClA=lE~D::=E~LLA~T-"U..:.:TE=LA:..:...::.D=El=LA-,-,P_RIV_'AC_Y

I, IIII/;ti'.ione.LEuropa è un modello regionale, ma di una regione del mo~dlll'llormemente importante da questo punto di vista, e la contrapposl111111' non dobbiamo vederla, i progressi anzi sul terreno dei diritti sono 11111)1" venuti dal confronto non facile, a volte conflittuale da modelli dil I i 'dalla ibridazione: quando gli illuministi pensavano alla tolleranza l .11 [iritti guardavano oltre i confini della Francia o dell'Europa. MonIl ~qllicu scrive le lettere persiane, i romanzi e i racconti di Voltaire son~ 1'11'11 i di utilizzazioni e di riferimenti alla cultura islamica: la nostra tradi111111 .stessa in materia è in questo senso "tributaria", è nata attraverso una I uutarninazione di culture e credo che in questo momento il miglior serIllio he noi possiamo fare è quello di usare la via costituzionale non con 1',li O' hi chiusi. Dunque è necessaria l'apertura agli altri che .non ,so,no,naIl iIl < uropa ma che ci vivono, che non per questo sono cittadini di se1IIIlda o terza classe, il riconoscimento della diversità come diritto fonda111 '11 tale all'interno dell'Unione Europea. Oggi in Europa abbiamo un livrllo molto elevato di tutela dei dati personali e questo corrisponde ad 1111;1 s nsibilità molto forte dei cittadini, faccio riferimento ai dati sulla sa1111t', Noi lo verifichiamo dal numero di richieste di reclami e di segnalaI ioni che ci arrivano, e preoccupa moltissimo perché non si tratta solo di Vili .r tenere le proprie condizioni di salute a riparo degli occhi d~gli alt,ri, I.t 'onoscenza impropria dei dati della salute può comportare stJ~ma~lz~ l,t'l,i ne sociale, vere e proprie forme di discriminazione. Uno del pnml I .rsi che abbiamo risolto è stato quello di una signora di Milano che aveV;I ricevuto dalla sua ASL la comunicazione di un bonifico per un rirnborso di alcune analisi che aveva fatto: su questo bonifico c'era scritto "rimIlO l'SOper analisi di sieropositività", que$ta signora è andata in banca e tutIi q uelli che erano lì sapevano, lei ha cambiato banca, ma era la banca del su quartiere e questo dato è entrato in circolazione. Vi rendete conto del-

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l'importanza della circolazione dei dati sulla salme? Se una persona va in un ospedale degli Stati Uniti tutti i dati vengono trasferiti alle compagnie di assicurazione perché sapete che avere un assicurazione è indispensabile, e sono on line, cioè nel momento stesso in cui si entra i dati vanno dalla banca dati della clinica o dell'ospedale e nell'assicurazione, nella maggior parte dei casi vanno anche a società farmaceutiche per cui è abbastanza frequente che tornando a casa la persona trovi nella cassetta delle lettere o nei messaggi di posta elettronica messaggi pubblicitari, questo tende anche a vanificare il lavoro del medico che ha presentato con le dovute cautele al paziente la situazione in cui si trova, trovandosi invece grazie a queste promozioni commerciali così brutalmente di fronte alla propria malattia. Non dobbiamo più leggere la tutela dei dati personali soltanto come un gretto modo per tenersi lontano a riparo dagli occhi degli altri, ma come libertà di muoversi e che riguarda la persona ovunque essa si trova, e tutto questo ha bisogno di una fondazione solida ed ecco perché ci servono le carte dei diritti.

INTERVENTI

DEI CONVENUTI:

Cesare San Mauro: Quando ci troviamo di fronte al problema della privacy, ci troviamo davanti all' altro valore che in questo periodo storico è significativo e che concerne il tema della sicurezza: e ci sono due profili. È qui presente l'amministratore delegato dell' azienda romana che si occupa del controllo del traffico e li c'è un problema di privacy, l'accesso al centro storico e la fotografia della targa. Su questo tracciare una riga è particolarmente complesso e quindi mi permetterei di richiedere una riflessione da parte del prof Roderà.

40

I

111 1 l'll~IMA~

~IL~N.:':TO~D:::::O...::C~RU::::C~IA.:.::L:::.E :::.:DE~· L:::::.LA~T~U..:..:TE~LA:..:.--=.D:::EL=LA~P:...:..RI=--V.:..:.AC::..:.Y

Stefano Rodotà: Sp , so si chiede al cittadino se vuole più video sorveglianza e tutti Il pondono di si. Faccio l'esempio accaduto di una strada con rischio di vpaccio di droga, dove installate delle video camere si è scoperto che uul.ivano a inquadrare un portone con l'ingresso di uno studio mediI Ci~P' ializzato per la cura all'AIDS, e ci sono state una serie di proteIt', La legge sulla privacy, la 135 del 1990, per quanto riguarda l'AIDS Il,1,1I'I.:1to la soglia della tutela della riservatezza, perché mancando que101tu da la persona infetta o malata rimane in clandestinità perché se IICiIlha garanzie di sicurezza non va a farsi visitare, e a questo modo I It"\. , il rischio individuale perché questa persona non si cura e c'è un Il hi collettivo di trasmissione e contagio. Nello specifico, il proble111,1 'stato risolto orientando diversamente le videocamere. Seconda siIIl.rzione: c'è stato un momento in cui sembrava che se non si fossero 111l'ssii lettori di impronte digitali all'interno delle banche saremmo r.u i responsabili di un mostruoso aumento delle rapine. Tutti i dati I mpirici raccolti ci dicevano che questa era più una pressione di chi 'l'liti' queste macchine che una esigenza reale: abbiamo emanato un l'I ovvcdimento che diceva che chi va in banca può richiedere un in1',1 esso diverso, se lascia l'impronta digitale questa viene criptata e va in 1111,1 s atola nera non accessibile al personale di banca ma solo all'auIlti i Iil di polizia o giudiziaria nel caso in cui si sia verificato un fatto eriIIIillO o, e inoltre dopo una settimana questa si distrugge: l'impronta digitale ha fatto crescere la sicurezza e la tutela. Il problema della sicuIl'f.'I,a esiste è un valore anch' esso però non è impossibile trovare dei pllllti di equilibrio. Abbiamo avviato dei programmi di ispezioni, che abbiamo firmato I (li l la Guardia di Finanza che ci ha messo a disposizione un nucleo mol41


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IL NODO CRUCIALE DELLA TUTELA DELLA PRIVACY

ROMA EUItO

,dI' P '1' hé nessuno si farà prendere dall'emozione, nessuno Illn (b una propaganda suggestiva se per esempio si deve deciI" ,I di una metropolitana, perché uno ha tutte le informazioni ( quindi il gioco combinato delle preferenze dei cittadini mi

to specializzato proprio per fare le ispezioni necessarie per vedere se q sti punti vengono rispettati.

1111

Il caso del traffico: siamo partiti con le telecamere che riprendev anche le persone in macchina, la ripresa soltanto della targa e alcuni corgimenti di nuovo ci dà un punto di equilibrio ed è chiaro che c'

"I

111

I

possibilità in questo modo di usare questi strumenti.

rliore, Il secondo punto è se la dimensione nazionale I «lcrc a quella locale, io credo di si, noi stiamo assistendo

IIn mi

I l'I I 1111 '11(0

lli

Francesco Morabito: Lei ha sfiorato il tema della scrivenda carta costituzionale, mola ai suoi massimi sperando

chiami

ne sopranazionale

IlIlIl'l1si

1I1n (' \111

che tali diventi. Ho una visione d

111

arricchimento

Il . ussione

di fare l'Europa viene meglio lavorando con tante Regioni e non

111' 'OlIO

cl

di po-

ma nello stesso tempo ad un raf-

delle dimensioni

locali. Chiunque

si

a che ci sono grandi distretti, grandi aree che met-

",III()pa

l'Europa più per le Regioni che per gli Stati, perché poi un certo mo pochi Stati. Le vorrei chiedere se nella materia dei diritti un'Europa

della sovranità nazionale con trasferimento

Il Idilli

anche quelle che erano le aree geografiche tradizio-

aree nuove che sono molto più funzionali alle esigen-

alla produzione,

come Barcellona o Madrid. Il trattato

1IIII,dl' I 'v essere molto attento a non essere troppo concessivo

le Regioni potrebbe essere più efficace e garante perché tenderebb stemperare le differenze fra grandi paesi nel contenitore

europeo più

quanto invece non è e non potrebbe essere quest'Europa

degli Stati,

I 111 ('

punitivo con la dimensione regionale, che dobbiamo

11111 vision

leg-

dinamica.

poi la Carta dei Diritti viene scritta da un Giscard d'Estaing che ess do un francese non può pensare ad una visione così federalista come

p

alun,I,,n,JU 'Ihmburella:

esempio può averla un tedesco o uno spagnolo o uno stesso italiano.

11111"l'a

l

Stefano Roderà: Qui ci sono due questioni molto grosse: primo si parla molto di

cl

mocrazia di prossimità, più si è vicini meglio si risponde alle esigen so la dimensione uso il referendum

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ali audiovisivi. Mi sembra di tornare in dietro, chi fa fola oltre un secolo che non c'è niente di male a fare le alvo l'uso commerciale e l'uso fraudolento.

JIIII'IIII~"1

Con gli

poi sono in mano per 1'80% ai ragazzi, quindi c'è una re-

I 111,11 b(' non vigiliamo direttamente, abbiamo I, 1I11'lIso c sulla trasmissione: è un'inversione

europ

referendario per prendere decisio

1II\lIIIil

111

il Presidente della Repubblica o il Presidente dell'Unione Europea, si tenua molto se io uso lo strumento

'ali, cioè gli MMS, tutte le trasmissioni tra terminali mo-

11'11111110,

locale. Il rischio del plebiscito, che è molto forte s per eleggere a livello nazionale o addirittura

di posizioni ci preoccupa un po', parlo di quello che riguarda 1IIIIIIIi

I 111'11'

dei cittadini, quindi è vero che la cittadinanza si radica meglio attrav

di marketing guarda a Lei come un faro: una delle ul-

11111(' di

tendenza?

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una chiusura rnoltecnologica o c'è


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STEFANO RODOTA

Stefano Rodotà: lo penso che non sia né un passo avanti né un indietro: è un tentativo di applicare la disciplina attuale a questo particolare strumento di diffusione dell'immagine. Se la trasmissione di queste immagini prevarica le caratteristiche indicate dalla legge, e cioè quando la comunicazione va al di là di quella che è la sfera delle amicizie e assume la forma della diffusione con caratteri abbastanza marcati di generalità, evidentemente in questo caso la diffusione richiede il preventivo consenso dell'interessato: questo è un principio che vale per ciò che riguarda le norme sul diritto all'immagine, le norme sul diritto d'autore che anche indipendentemente dalla disciplina della privacy si sarebbero certamente applicate in questa materia. Noi abbiamo seguito parallelamente l'entrata sul mercato di questi nuovi telefoni e l'immediato picco di proteste che ci sono arrivate. Noi cerchiamo di usare un modo empirico cioè aggiustiamo progressivamente, questo la legge ce lo consente, i margini di discrezionalità, aiutando a non creare né tecnofobie da una parte, né derive tecnologiche dall' altra. Paolo Catti de Gasperi: La cosa che mi preoccupa è che si parli poco della Carta Costituzionale e che nessuno abbia detto se il cittadino europeo la voterebbe. Perché essenziale è chi la vota non chi la scrive. La privacy non la vedo come problema di tutelare la mia privata esistenza, ma in un mondo come quello attuale, la privacy mi sembra fondamentale dal punto di vista della sicurezza della mia libertà. Immagino un dittatore in un mondo moderno con i sistemi con cui siamo tracciabili oggi, e nessuno avrebbe scampo. Lei ha citato molti metodi con cui siamo rintracciabili ma credo che il più pericoloso sia internet, perché appena accediamo la44

IL NODO CRUCIALE DELLA TUTELA

ROMA EUROPEA

DELLA PRIVACY

111111111 ' del nostro computer. Per essere liberi dovremmo fare 1111 uinlormazione, ossia accedere ad internet solo da posti pub11'1111'dal omputer dell'amico. Questo ci coniuga al discorso '1'.1Il 'l' ·hé probabilmente l'unica vera salvezza contro un sisteI plnh.t1izZ<ttodove siamo tutti tracciabili è avere qualcuno che 1 pllll' I ' fa cia rispettare, in maniera più ampia possibile e ci asIl 111l':uropa un dittatore non lo avremo mai, ~IlUlJ

I Il [oià:

1111i SOIlO, andando su internet. Noi abbiamo una legge molto 1111I1,Ilt'I'iadi pedofilia su internet, ma se si registra che Stefano .uIlI.Ilo due o più volte su un sito pedofilo può darsi che io sia I tlll .111ione, può darsi che per curiosità mi sono spinto fino a la, 11111d.llsi io sia uno studioso che sta cercando ~i capire, Mentre 111111 I .ISO giusto che io venga incriminato in base ad una legge, I1111.1,i la pura curiosità o lo svolgimento di una attività di ricerI 1 u.luno illecito l'accesso: allora quale è il problema? Noi ri~.'''RII1I11.III"s '1" giudicati fuori contesto, una definizione ultima di priKII Liti niti è "non essere giudicati fuori dal contesto", perché 11111111 Ilt, i usi internet in un certo modo dà di me un immagiI 1111 l'SS.rc vera come può essere parziale, perché poi magari ho I Il i. lo ho fatto riferimento al "Total Information Awareness" 111111 'pl'rim ntando negli Stati Uniti: lì non è solo un fatto di sinl'" I I I S .uembre, è anche il fatto che loro sono più avanti nelI I Il 1I1i l ' nologici, ma qualche settimana fa il N ew York Times 1111.11ht' vogliono fare un sistema di screening dei viaggiatori, per 1111 1.1110una serie di dati accedendo a banche dati pubbliche e I Il 111110I ,i profili per cui mi danno la classifica verde per cui pas-

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