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LA VALORIZZAZIONE DEI PATRIMONI: LA FOTOTECA RAGGHIANTI Borsa di studio in attuazione del Progetto Regionale “Istituzioni culturali: eredità del passato, contemporaneità e progettazione del futuro”


INDICE Agata Insana, La Scultura Medievale nell’Archivio Fotografico Ragghianti: obiettivi, sviluppo ed esempi. Borsa di studio 2014/2015....................... 4 SEZIONE SCULTURA MEDIEVALE TOPOGRAFICA: LUCCA LUCCA DENTRO LE MURA • Collezione Mazzarosa................................................................................ • Cattedrale di San Martino............................................................................ • Museo Nazionale Villa Guinigi..................................................................... • Basilica di San Frediano.............................................................................. • Chiesa di San Leonardo.............................................................................. • Chiesa dei Santi Paolino e Donato............................................................... • Chiesa di San Tommaso Apostolo in Pelleria................................................ • Chiesa di Sant’ Alessandro Maggiore.......................................................... • Chiesa Santa Maria Forisportam................................................................. • Via dei Borghi............................................................................................. LUCCA FUORI LE MURA • Arliano, Pieve di San Giovanni Battista......................................................... • Pieve di Brancoli, Chiesa di San Giorgio....................................................... • Gattaiola, Chiesa di Sant’Andrea................................................................ • Montuolo, Pieve di San Giovanni Battista..................................................... • Convento di San Cerbone......................................................................... • San Michele in Escheto.............................................................................. • Santa Maria del Giudice • Pieve Nuova.......................................................................................... • Pieve Vecchia........................................................................................ • Sesto di Moriano, Pieve di Santa Maria Assunta......................................... 2

62 72 110 128 142 148 154 164 170 176 190 244 254 292 302 316 390 430 454

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La valorizzazione dei patrimoni: la Fototeca Ragghianti Borsa di studio in attuazione del Progetto Regionale “Istituzioni culturali: eredità del passato,contemporaneità e progettazione del futuro” di Agata Insana LA FOTOTECA Il fondo fotografico Ragghianti consta di circa 170.000 pezzi tra fotografie e ritagli raccolti dallo stesso Ragghianti nell’arco di circa 40 anni (1940/1980). Il fondo è stato donato alla Fondazione Ragghianti insieme alla biblioteca e all’archivio, dai coniugi Ragghianti ed è stato suddiviso dai donatori stessi. La natura predominante del fondo è artistica e di documentazione. La consistenza del fondo è costituita in prevalenza da stampe sciolte e da ritagli, in piccola parte anche da negativi su vetro (lastre), diapositive, negativi su pellicola. Il fondo fotografico Ragghianti contiene in prevalenza fotografie di opere d’arte, suddivise in gran parte, direttamente dallo stesso Ragghianti. Una prima sezione che riguarda l’Otto e il Novecento è suddivisa e ordinata per autore all’interno di una divisione per nazione di appartenenza. Le altre fotografie sono suddivise in faldoni per tema: pittura e scultura (medievale, del Cinquecento, del Settecento, etc.), architettura, design, allestimenti, vetri, ceramiche, mobili, arredamenti e altri soggetti. Il materiale è consultabile direttamente dall’originale. Nel 2002, la Fondazione Ragghianti iniziò un progetto di informatizzazione dell’Archivio fotografico. Il responsabile scientifico del progetto fu il Centro Ricerche Informatiche Beni Culturali-SNS, di Pisa e la cura di questa informatizzazione fu di Lucense, Meta e Gruppo Liberologico di Pisa. Gli obiettivi del progetto furono: la catalogazione, la digitalizzazione e la divulgazione a fini scientifici tramite il sito internet di una parte della fototeca Ragghianti, circa 60.000 fotografie, che comprendevano la sezione monografica per autore Otto/Novecento e la sezione lucchese relativa a fotografie della Provincia di Lucca, provenienti da vari fondi 4

(Ragghianti, Santini, Fanelli, nuovi acquisti, etc.). La altre fotografie (circa 110.000) non ancora inventariate, né catalogate, sono divise in contenitori per tema, di cui è stata realizzata una mappatura che specifica i titoli dei faldoni e delle sottocartelle e indica il numero delle fotografie e/o ritagli presenti in ogni sottocartella e conseguentemente in ogni faldone.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

LA SCULTURA MEDIEVALE NELL’ARCHIVIO FOTOGRAFICO RAGGHIANTI Il progetto si incentra sulle attività di inventariazione, scansione e catalogazione di una sezione della fototeca riguardante la Scultura Medievale. Tale sezione è stata scelta in quanto precedentemente oggetto di uno studio - realizzato con la collaborazione dell’Università di Firenze, Prof. Andrea De Marchi, dott.sse Elena Crudo e Alice Parri – finalizzato alla compilazione delle schede scientifiche dei soggetti delle opere rappresentate nelle fotografie. Il progetto La Valorizzazione dei patrimoni: la Fototeca Ragghianti comprende principalmente la schedatura della sezione Scultura medievale tramite la compilazione di un particolare modello di scheda adottato dalla Fondazione Zeri di Bologna e articolato in due parti, Scheda Foto per l’oggetto fotografia e Scheda Opera Correlata per il soggetto fotografato. A conclusione del lavoro si è arrivati all’inventariazione e alla catalogazione di ogni esemplare fotografico relativo alla sezione suddetta: n. 350 schede per la parte monografica per autore e n. 353 schede per la Toscana, all’interno della sezione topografica, per un totale di 703 schede. Visionare in maniera approfondita la documentazione fotografica in possesso di Ragghianti ha permesso di carpire quali erano i suoi interessi e quali le sue preferenze riguardo agli artisti protagonisti della storia dell’arte medioevale o ad opere o architetture di quel periodo. L’opera dell’Antelami a Parma è documentata con 22 fotografie, l’attività artistica di Arnolfo di Cambio ne conta 29, Giovanni di Balduccio 22 e molto ampio - oltre 80 elementi - è il nucleo di fotografie sull’attività di Nicola e Giovanni Pisano. Molte sono le fotografie dei dettagli del pulpito di Fra’ Guglielmo nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia e dei santi e dei profeti - opere del cosiddetto compagno di Goro di Gregorio - componenti l’arca di San Cerbone a Massa Marittima. Consistente è il numero delle immagini del portale sud della Cattedrale dei santi Pietro e Donato di Arezzo e delle Madonne col Bambino in pietra provenienti dalle porte delle mura Tarlatesche oggi al Museo Nazionale d’arte medievale e moderna di Arezzo; oltre la cinquantina le fotografie che rappresentano i dettagli delle logge del Bigallo e della Signoria a Firenze. Non mancano documentazioni di collezioni pubbliche (il Museo Bardini, il Bargello e il Museo nazionale di Villa Guinigi) e private (la collezione Acton della Villa La Pietra e quella del Museo Stibbert) e testimonianze artistiche di architetture minori del territorio quali le pievi romaniche della provincia lucchese.

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Procedure di catalogazione La ricerca di una metodologia di catalogazione adatta alla natura artistica e di documentazione della fototeca di Carlo Ludovico Ragghianti e la necessità di rispondere alle esigenze di strutturazione e normalizzazione dei dati catalografici e della costituzione di un sistema informativo centrale, hanno dettato una prima fase di analisi nella quale sono stati presi in considerazione contributi di metodologia di catalogazione dell’ICCD e di altre istituzioni attive nella conservazione, nella valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale fotografico (l’Archivio Fotografico Lucchese A. Fazzi, l’Archivio Fotografico Alinari, La Fototeca Zeri) e di sistemi operativi del settore come SEBINA. Ne è seguita una sperimentazione avente come obiettivo una scheda che mantenesse un’individuazione univoca dei beni catalogati (mediante codici identificativi) con campi specifici, alcuni dei quali obbligatori, volti a garantire una corretta e non equivoca gestione dei dati e rispondente alla funzione di strumento di ricerca per l’utenza. Tenendo conto delle modifiche e degli adeguamenti risultati necessari dalle esigenze e dalle caratteristiche del fondo è stato adottato il modello di scheda della Fototeca della Fondazione Federico Zeri di Bologna. Questa suddivisa in due schede (una sull’oggetto fotografia e una sul soggetto opera) ha risposto in maniera esaustiva alla peculiarità del materiale della fototeca della Fondazione Ragghianti avente per soggetto esclusivamente opere d’arte. L’introduzione della scheda Opera Correlata esplica a pieno la funzione di scheda di supporto e soddisfa la richiesta di informazioni di base sull’opera artistica soggetto dell’immagine. La scheda, infatti, contiene dati e informazioni normalizzati e strutturati in maniera omogenea e secondo standard condivisi (ICONCLASS); la ripetitività di alcuni campi rispetto alla scheda Foto enuncia una ridondanza solo apparente in quanto ne suggella il collegamento. Le schede, entrambe strutturate in paragrafi, ossia sezioni, comprendono al loro interno insiemi di informazioni tra loro conformi, riguardanti i differenti aspetti dell’oggetto di catalogazione. Ogni paragrafo è suddiviso al suo interno in campi, che possono essere semplici o strutturati, vale a dire suddivisi a loro volta in un insieme di voci da compilare (sottocampi) secondo uno schema adattato alle esigenze del fondo. L’articolazione delle voci da compilare mira a fornire informazioni distinte in proprie o parallele.

possibile, diciture di riferimento) e, quando prevista, la ripetitività (cioè la possibilità di inserire per la stessa voce più di un valore), che può riguardare sia un intero paragrafo sia un campo semplice o strutturato o esistere anche soltanto a livello di sottocampo. Sono segnalati con un asterisco i paragrafi, campi e sottocampi per i quali è prevista l’obbligatorietà della compilazione, quelli cioè per i quali si ritiene necessario e sempre possibile fornire un’informazione. Raramente si potranno compilare tutte le voci previste dalla scheda, poiché ogni oggetto catalogato, presenta condizioni, storia, caratteristiche tecniche e formali proprie. Le schede rimangono in ogni modo aperte ad ulteriori esami e analisi analitiche frutto di approfondimenti e nuove ricerche. Tenendo presenti le schede nella loro interezza risulta facile recuperare le informazioni ritenute utili alla descrizione dei beni. Si pensi, ad esempio, al paragrafo “Riferimento ad altre schede” ideato per evidenziare i legami tra schede di oggetti appartenenti ad un unico “complesso” o tra schede di oggetti tra loro “aggregati”. I legami così creati (dedotti da un attento lavoro di riconoscimento, confronto e assemblaggio) hanno reso possibile la creazione di relazioni tra fotografie attinenti ad una stessa campagna fotografica.

Scansione, presa in carico e elaborazione delle immagini e successiva compilazione delle schede

Di seguito verrà presentato il contenuto di ogni paragrafo e, più analiticamente, il contenuto di ogni campo e sottocampo, indicando la metodologia da seguire per la compilazione delle singole voci (offrendo, quando

Il progetto - oltre la scansione, la presa in carico, l’elaborazione delle immagini – comprende principalmente la compilazione della Scheda Foto e Scheda Opera Correlata del materiale fotografico incentrato sulla Scultura Medievale suddiviso in sezione monografica per autore (faldoni 614 – 616, 350 schede) e sezione topografica/ Toscana (faldoni 624-627, 353 schede) per un totale di 703 schede. Per la sezione monografica per autore ci si è avvalsi del lavoro di Alice Parri e Elena Crudo, specializzande in Storia dell’Arte all’Università di Firenze, che avevano precedentemente realizzato le schede scientifiche di tutte le opere soggetto delle fotografie. La sezione della Scultura Medievale monografica per Autori comprende immagini di: Agostino di Giovanni Andrea da Fiesole Antelami Antelami (ambito di) Arnoldi Arnoldi (ambito di) Arnolfo di Cambio Biduino Domenico d’Agostino

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Fra Guglielmo Gano di Fazio Giovanni d’Agostino Giovanni d’Agostino (ambito di) Giovanni di Balduccio Giovanni di Balduccio (ambito di) Giroldo da Como Giroldo da Como (ambito di) Goro di Gregorio Goro di Gregorio (compagno di) Guglielmo Lapo Lupo di Francesco Lorenzo Maitani Delle Masegne (Pier Paolo e Jacobello) Maestro delle Metope Maestro della Santa Caterina Gualino Piero d’Angelo Andrea Pisano Giovanni Pisano Giovanni Pisano (ambito di) Nicola Pisano Nino Pisano Nino Pisano (ambito di) Tino di Camaino Tino di Camaino (ambito di)

La sezione topografica analizzata comprende le seguenti città con le relative province Firenze Arezzo Grosseto Livorno Lucca Come già detto per la sezione topografica non esisteva il lavoro di schedatura scientifica delle opere soggetto delle fotografie, come per la sezione monografica perciò ho sviluppato interamente le schede in ogni loro parte, procedendo con la medesima metodologia di ricerca e compilazione applicata nella sezione monografica. Nel particolare mi sono soffermata sull’individuazione della localizzazione del bene soggetto della fotografia e nella ricerca di dati storico critici di introduzione all’opera senza tralasciare il riferimento ad altre opere e la trascrizione dei dati tecnici e scientifici di cui è portatore il bene. I documenti, le ricerche, gli approfondimenti contenuti nelle monografie, cataloghi di mostre e vari volumi, nelle riviste specializzate e negli estratti consultati presso l’istituzione che mi ha accolto mi hanno permesso di arricchire il mio bagaglio culturale e approfondire la conoscenza del territorio toscano.

Esempi di scheda:

La compilazione delle schede ha portato all’aggiornamento della bibliografia di riferimento, alla sua trascrizione dettagliata, alla verifica ed inserimento di trascrizioni e timbri presenti nell’oggetto fotografia e, qualora possibile, alla stesura di una breve analisi storico-artistica dell’opera nel campo note. Inoltre, sono stati rilevati i dati fisici e scientifici della stessa mantenendo un criterio di uniformità e specificità soprattutto nel paragrafo dedicato al soggetto, nella attribuzione o individuazione del titolo. Per l’individuazione di varie attribuzioni e datazioni nella storia della critica, per la documentazione bibliografica è stata fondamentale la consultazione dei volumi consevati presso la biblioteca della Fondazione stessa.

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Le seguenti schede sono un esempio della varietà del materiale contenuto nella sezione Scultura Medievale della fototeca della Fondazione Ragghianti a testimonianza di parte degli interessi e degli studi dello storico dell’arte. Sono presenti: Immagini relative ad opere presenti nelle collezioni pubbliche e private lucchesi: • Scheda 00066639, Lucca, collezione Mazzarosa, Architrave con Entrata in Gerusalemme (particolare con san Michele arcangelo) di Biduino; • Scheda 00067115, Lucca, collezione Mazzarosa. Scultore lucchese del XII secolo, Lavacro del Bambino. Esempi di campagne di rilevamento nel territorio regionale: • Scheda 00066910. Arezzo, Cattedrale dei santi Pietro e Donato. Portale sud con gruppo scultoreo in cocciopesto (sono presenti 24 elementi); • Scheda 00067098. Gropina, Pieve san Pietro. Capitello con leoni opera di un lapicida di provenienza locale autore di altri capitelli della pieve aretina; Esempi vari di scultura, da quella erratica a quella applicata a elementi architettonici interni ad edifici religiosi: • Scheda 00066756. Pisa, Museo dell’Opera del Duomo, San Marco evangelista. Una delle statue di Giovanni Pisano già all’esterno del Battistero di Pisa; 9


• Scheda 00067098. Gropina, Pieve san Pietro. Capitello con leoni opera di un lapicida di provenienza locale autore di altri capitelli della pieve aretina; Immagini presenti in pubblicazioni scientifiche e cataloghi di mostra: • Scheda 00067115. Lucca, collezione Mazzarosa. Scultore lucchese del XII secolo, Lavacro del Bambino. Il positivo presenta delle annotazioni a matita per probabili pubblicazioni e a matita rossa: “Cat. N. 5” in riferimento alla Mostra d’Arte Sacra dal secolo VI al secolo XIX dove il Ragghianti era membro del comitato d’onore. Documentazioni fotografiche attinenti ad opere musealizzate: • Scheda 00066756. San Marco evangelista di Giovanni Pisano già all’esterno del Battistero di Pisa oggi al Museo dell’Opera del Duomo. Casi di documentazione fotografica di opere d’arte bisognose di manutenzioni e restauri: • Scheda 00066690. San Miniato (PI), Museo Diocesano d’Arte Sacra. Annunciazione di Giroldo da Como distribuita in due formelle risalente al 1274, gravemente danneggiata nel 1944 e restaurata e integrata solo nel 1966. Immagini fotografiche utilizzate come strumento di ricerca scientifica, confronti e ricostruzioni di stili riconducibili ad artisti o a maestranze specifiche: • Scheda 00067115. Lucca, collezione Mazzarosa. Scultore lucchese del XII secolo, Lavacro del Bambino. Frammento di una scena raffigurante la Natività probabilmente parte di un pulpito anticamente esistente in Santa Maria Forisportam e smembrato nel XVI secolo. Altri frammenti sono stati reimpiegati nella facciata della stessa chiesa o conservati in collezioni pubbliche e private (Museo Bardini di Firenze e Cloisters Collection di New York). Immagini utili per avanzare approfondimenti anche su opere molto note: • Scheda 00066735. Firenze. Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Il carro dei Tespi (Allegoria dell’Arte delle feste e degli spettacoli), formelle del campanile di Andrea Pisano.

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ARCHITRAVE: SAN MICHELE ARCANGELO COMBATTE CONTRO IL DRAGO, PARTICOLARE Sezione scultura medievale monografica per autore: Biduino Scheda N. 00066639

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Biduino

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 614

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00066639

Da 1930

Serie Scultura medievale A-F / Monografico Scultura medievale

A 1960 Motivazione analisi tecnico-formale/ analisi storica

Numero busta 13

Specifiche

Intestazione busta Biduino Intestazione fascicolo Lucca, collezione Mazzarosa

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Architrave: San Michele Arcangelo combatte contro il drago, particolare

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, collezione Mazzarosa, Architrave con entrata in Gerusalemme, particolare con san Michele arcangelo

Riferimento a ruolo Motivazione dell’attribuzione LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Specifiche del titolo

Data 1960/ ante

OGGETTO Definizione dell’oggetto positivo

RAPPORTO

N° oggetti / elementi 1

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00066638; 00066640; 00066641 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca, collezione Mazzarosa. Architrave con entrata in Gerusalemme

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Architrave: San Michele Arcangelo combatte contro il drago, particolare

Osservazioni aattribuzione di Ragghianti: “Beduino/ Lucca – coll. Mazzarosa” (cfr. iscrizioni sul retro a penna); annotazioni a penna su un’etichetta sul retro: “BIDUINO – Entrata di/ Cristo in Gerusalemme./ Lucca, collezione Maz=/zarosa (part.)”; timbri sul retro: “Archivio Fotografico/ Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”; annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Calcare dei monti pisani AUTORE Autore Biduino Motivazione dell’attribuzione firma

note - La foto raffigura un particolare leggermente più ampio di quello riprodotto in Studi Lucchesi, ma la foto di provenienza sembra essere la stessa. - L’architrave è stato rimosso non più tardi dell’Ottocento dalla sua sistemazione originaria (indicata ma senza prove) nella chiesa di S. Angelo in Campo. - L’opera presenta un soggetto più volte ripetuto da Biduino, ma qui se ne discosta per lo schema iconografico più semplice (mancano episodi secondari e folle di astanti presenti nelle altre versioni) proponendo soltanto la processione degli Apostoli guidata dal Cristo in groppa ad un asino davanti ai i fanciulli che stendono le vesti ai suoi piedi e per la presenza, a sinistra, della figura dell’arcangelo Michele (probabilmente introdotta in onore del santo a cui era intitolata la chiesa, sede originaria dell’opera). - L’architrave si caratterizza per il maggior vigore plastico e la più mossa spazialità che suggeriscono una datazione posteriore al 1180, in quanto l’artista trae più libera ispirazione dal repertorio formale classico discostandosi dagli stilemi di derivazione bizantina che caratterizzano le opere precedenti (evidenti esempi sono offerti dai panneggi delle vesti). Allo stesso periodo risalgono anche i rilievi autografi conservati presso la chiesa di S. Salvatore a Lucca.

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Ultimo quarto da 1175 a 1200

Colore / Materia e Tecnica BN / Gelatina ai sali d’argento/carta baritata

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 165

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Collezione Mazzarosa contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

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SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

ANNUNCIAZIONE Sezione scultura medievale monografica per autore: Giroldo da Como Scheda N. 00066690

Autore Dalli Regoli G. (a cura di) Libro / Rivista Arte a Lucca. Spicilegio, in Studi Lucchesi Luogo e Anno di Lucca 1990 edizione Pagine specifiche 254 Autore Belli Barsali I. Libro / Rivista Guida di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1988 edizione Pagine specifiche 163 Autore Ascani V. Libro / Rivista Biduino, in Enciclopedia dell’Arte Medievale, III Luogo e Anno di Milano 1992 edizione Pagine specifiche 505 Autore Baracchini C., Filieri M. T. Libro / Rivista Raccontare col marmo: Guglielmo e i suoi seguaci, in Niveo de marmore, catalogo della mostra Luogo e Anno di Genova 1992 edizione Pagine specifiche 117 - 119 Riferimento scheda Crudo Elena (2009) scientifica e bibliografia Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Giroldo da Como

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 615

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00066690

Da 1944

Serie Scultura medievale G-M / Monografico Scultura medievale

A 1966 Motivazione Analisi storica/ analisi tecnico-formale

Numero busta 7

Specifiche

Intestazione busta Giroldo da Como Intestazione fascicolo S. Miniato al Tedesco

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Annunciazione Titolo proprio dell’immagine San Miniato (PI), Museo Diocesano d’Arte Sacra. Annunciazione

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Marmo AUTORE Autore Giroldo da Como

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN / Gelatina ai sali d’argento

note - L’opera, datata e firmata, è parte del pulpito della Cattedrale di S. Maria Assunta e S. Genesio di San Miniato e raffigura un’Annunciazione (distribuita in due formelle), uno stemma e un’iscrizione dedicatoria datata 1274. Il rilievo schiacciato e le proporzioni allungate delle figure sottolineano ancora le diverse aperture, da un lato verso l’arte bizantina e la tradizione lombarda, dall’altro verso quella francese. L’Annunciazione, rimasta murata fino alla fine dell’800 sopra l’altare di San Carlo Borromeo, fu trasferita nella cappella del SS. Sacramento insieme alla sua lapide commemorativa che testimoniava il fatto che l’opera fosse stata scolpita al tempo del Podestà Dego dei Cancellieri di Pistoia, la cui arme gentilizia è raffigurata nella lapide in alto a destra. Il 22 luglio 1944 l’opera subì gravi danni a seguito di un bombardamento e solo nel 1966 fu rimossa dalla cattedrale, restaurata e collocata definitivamente nel Museo Diocesano d’Arte Sacra dove si trova ancora oggi.

Motivazione dell’attribuzione firma

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni annotazioni sul retro a matita blu: “Foto esclusiva di Baracchi per/ l’illustrazione di un suo racconto/ da non pubblicare”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”; “Foto Barzacchi”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto Annunciazione

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1966/ ante

Oggetto d’insieme San Miniato (PI), Museo Diocesano d’Arte Sacra. Annunciazione

Tipologia scultura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIII Frazione di secolo Seconda metà da 1274 ca. a 1274 ca.

Misure mm 175 x 235

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Barzacchi Cesare

Provincia Pisa

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune San Miniato

Motivazione dell’attribuzione Timbro

Denominazione del Museo Diocesano d’Arte Sacra contenitore Localizzazione specifica Prima sala

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Localizzazione precedente San Miniato (PI), Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio

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SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Bardelloni C. Libro / Rivista Giroldo da Como: un artista itinerante nella Toscana di Nicola Pisano, in “Prospettiva”, 98/99 Luogo e Anno di 2000 - 2001 edizione Pagine specifiche 32 - 34 Autore Ducci A., Badalassi L. Libro / Rivista Tesori Medievali nel territorio di S. Miniato Luogo e Anno di San Miniato (PI) 1998 edizione

IL CARRO DEI TESPI (ALLEGORIA DELL’ARTE DELLE FESTE E DEGLI SPETTACOLI) Sezione scultura medievale monografica per autore: Andrea Pisano Scheda N. 00066735

Pagine specifiche 165 - 173 Autore Caleca A. Libro / Rivista Niveo de Marmore. L’uso artistico del marmo di Carrara dal XI al XV secolo, a cura di Castelnuovo E. Luogo e Anno di Genova 1992 edizione Pagine specifiche 505 Autore Baracchini C., Filieri M. T. Libro / Rivista Raccontare col marmo: Guglielmo e i suoi seguaci, in Niveo de marmore, catalogo della mostra Luogo e Anno di Genova 1992 edizione Pagine specifiche 241 - 242 Riferimento scheda Parri Alice (2010) scientifica e bibliografia Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Andrea Pisano

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 616

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00066735

Da 1920

Serie Scultura medievale A-F / Monografico Scultura medievale

A 1930 Motivazione Analisi storica/ analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Andrea Pisano Intestazione fascicolo Firenze – Museo dell’opera del Duomo

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Il carro dei Tespi (Allegoria dell’Arte delle feste e degli spettacoli)

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Titolo proprio dell’immagine Firenze – Campanile della Cattedrale. L’arte di Costruzione dei Carri. (Giotto e Andrea Pisano).

Riferimento a ruolo Motivazione dell’attribuzione LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Specifiche del titolo Titolo dell’autore, stampato nell’immagine

Data 1940/ ante

OGGETTO Definizione dell’oggetto positivo

RAPPORTO

N° oggetti / elementi 1

N° d’inventario del negativo 2015

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Formella Identificazione

Oggetto d’insieme Firenze. Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Formelle del campanile di Santa Maria del Fiore.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Il carro dei Tespi (Allegoria dell’Arte delle feste e degli spettacoli)

Osservazioni - Calchi in gesso dei bassorilievi in bronzo della porta sud del Battistero di Firenze. Didascalia sul fronte a stampa: “Firenze – Campanile della Cattedrale. L’arte di Costruzione dei Carri. (Giotto e Andrea Pisano).”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica marmo

note - Dopo la morte di Giotto (1337) e fino al 1342 Andrea Pisano dirige i lavori del campanile di Santa Maria del Fiore. Prima di allora collabora con Giotto, che molto probabilmente ha fornito i disegni di alcuni rilievi dell’ordine inferiore poi reinterpretati dall’artista, fra cui Storie della Genesi (Creazione di Adamo, la Creazione di Eva, il Lavoro dei progenitori, Iabal, Tubalkain) e le Arti meccaniche ed i loro inventori (le allegorie della navigazione, della Caccia, della Tessitura, della Scultura, dell’Aratura, Dedalo ed Ercole). Notevole l’attenzione al dato naturale (la resa del telaio, dei vari attrezzi e degli interni di bottega) e alla resa spaziale. Altri rilievi sono invece da attribuire al figlio Nino (Iubal, Medicina, Phoroneus, Theatrica, il carro dei Tespi, Architectura e Pictura). La critica gli attribuisce con sicurezza solo il secondo ciclo (Pianeti, Virtù, Arti Liberali e Sacramenti), i cui modi spesso non concordano con quelli delle formelle della porta. La disposizione originaria dei rilievi risulta essere stata modificata a seguito dell’apertura della porta d’ingresso al campanile. Andrea fu aiutato da collaboratori e allievi che operavano generalmente su suoi disegni. Fra gli scultori indipendenti che vi lavorarono si distingue Alberto Arnoldi (sacramenti e alcune virtù).

AUTORE Autore Andrea Pisano Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Nino Pisano Motivazione dell’attribuzione Bibliografia CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV Frazione di secolo Terzo quarto da 1337 a 1341

Colore / Materia e Tecnica BN / Gelatina ai sali d’argento/carta baritata

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 250 x 194

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Firenze

Autore della foto Fratelli Alinari

Comune Firenze

Indicazione del nome e Ed.ne Alinari dell’indirizzo

Denominazione del Museo dell’Opera del Duomo contenitore

Motivazione dell’attribuzione iscrizione

Localizzazione precedente Campanile di Giotto

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SCHEDA OPERA

SAN MARCO EVANGELISTA

Libro / Rivista Il Museo dell’Opera del Duomo a Firenze

BIBLIOGRAFIA

Luogo e Anno di Firenze 2000 edizione

Autore Toesca I.

specifiche 83-85

Libro / Rivista Andrea e Nino Pisani

Sezione scultura medievale monografica per autore: Giovanni Pisano Scheda N. 00066756

Riferimento scheda Parri Alice (2010) scientifica e bibliografia

Luogo e Anno di Firenze 1950 edizione Pagine specifiche 30; fig. 88

Compilatore Insana Agata Scheda

Autore Becherucci L., Brunetti G. (a cura di) Libro / Rivista Il Museo dell’Opera del Duomo a Firenze Luogo e Anno di Firenze 1969 edizione Pagine specifiche 233-237, fig. 74 datazione dell’opera 1342-1343 (prima fase), interruzione e ripresa 1346dedotta dal testo 1348 (seconda fase) Autore Kreytenberg G. Libro / Rivista Andrea Pisano und die toskanische Skulptur des 14. Jahrhunderts Luogo e Anno di Monaco 1984 edizione Pagine specifiche 69-72, fig. 138 Autore Moskowitz A. F. Libro / Rivista The sculpture of Andrea and Nino Pisano Luogo e Anno di Cambridge University 1986 edizione Pagine specifiche fig. 66 Autore AA. VV.

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Giovanni Pisano

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 616

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00066756

Da 1930

Serie Scultura medievale N-Z / Monografico Scultura medievale

A 1960 Motivazione Analisi storica/ analisi tecnico-formale

Numero busta 3

Specifiche

Intestazione busta Giovanni Pisano Intestazione fascicolo Pisa – Museo dell’Opera del Duomo

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Marco evangelista Titolo proprio dell’immagine Pisa, Museo dell’Opera del Duomo. San Marco evangelista

Riferimento a ruolo

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00066752; 00066753; 00066754; 00066755; ALTRE SCHEDE 00066757; 00066758; 00066759; 00066760; 00066761; 00066762

Definizione dell’oggetto Statua Identificazione

Oggetto d’insieme Pisa, Museo dell’Opera del Duomo. Statue di Giovanni Pisano già all’esterno del Battistero di Pisa

Tipologia scultura Soggetto San Marco evangelista

ANNOTAZIONI

Denominazione / Titolo tradizionale

Osservazioni timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”; “Foto Ente Provinciale Turismo Pisa/ Operatore Cesare Barzacchi”. annotazioni sul retro a matita: “Pisa: Battistero- una/ statua nell’interno”.

Materiale e tecnica Marmo di San Giuliano AUTORE Autore Giovanni Pisano

note - Nei primi anni settanta del Duecento l’attività di Giovanni si svolse principalmente all’interno del cantiere del Battistero di Pisa. A questa prima fase appartengono le statue che, partecipi di un linguaggio architettonico di aggiornata impostazione gotica, rivelano una particolare e unitaria intensità espressiva mediante la potenza dei gesti e dei volti, i moti dei panneggi ed il plasticismo dinamico delle ciocche di capelli e barbe ed i gesti e le torsioni atte a movimentare e variare le figure. Tali opere, concepite per una veduta a distanza e dal basso, presentano, nonostante le dimensioni maggiori del naturale, accurate rifiniture. Tutte a mezza figura, raffigurano personaggi intenti a perpetrare l’annuncio: i profeti, il Bambino e gli evangelisti reggono un cartiglio, mentre Mosè presenta le tavole della Legge. - Rimosse nel giugno 1946 dai timpani sovrastanti le arcatelle della zona est del secondo ordine del loggiato del Battistero per essere esposte presso il Museo nazionale di San Matteo in occasione della “Mostra della scultura pisana”, sono state collocate in un primo tempo all’interno del Battistero, lungo la parete perimetrale, e successivamente presso il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa.

Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Nicola Pisano Motivazione dell’attribuzione Bibliografia, Lucchesi G. CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIII Frazione di secolo Ultimo quarto da 1277 a 1284

Colore / Materia e Tecnica BN - Gelatina ai sali d’argento / carta baritata

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 175 x 130 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana Provincia Pisa

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Pisa Denominazione del Museo dell’Opera del Duomo contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica Sottoportico, lato sud Localizzazione precedente Battistero di Pisa

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SCHEDA OPERA

CAPITELLO: LEONI

Riferimento scheda Crudo Elena (2010) scientifica e bibliografia

BIBLIOGRAFIA

Compilatore Insana Agata Scheda

Autore Ghilarducci G. Libro / Rivista Mostra della scultura pisana

Sezione scultura medievale topografica: Arezzo Gropina (AR), Pieve San Pietro Scheda N. 00067098

Luogo e Anno di Pisa 1946 edizione Pagine specifiche XIX, 17-18 Autore Carli E. Libro / Rivista Giovanni Pisano e Tino di Camaino, in “Il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa Luogo e Anno di Cinisello Balsamo 1986 edizione Pagine specifiche 83-90 datazione dell’opera 1268-1276 dedotta dal testo Autore Lucchesi G. Libro / Rivista Museo dell’Opera del Duomo di Pisa Luogo e Anno di Pisa 1993 edizione Pagine specifiche 34-36 datazione dell’opera Fine anni ’70 del sec. XIII dedotta dal testo Autore Spannocchi S. Libro / Rivista Giovanni Pisano, seguaci e oppositori Luogo e Anno di Firenze 2008 edizione Pagine specifiche 96-103 datazione dell’opera 1270-1275 dedotta dal testo

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 625

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067098

Da 1950

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Arezzo

A 1960 Motivazione Analisi storica/ analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Arezzo Intestazione fascicolo Gropina

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Capitello: leoni Titolo proprio dell’immagine Gropina, Pieve san Pietro. Capitello, leoni Specifiche del titolo OGGETTO Definizione dell’oggetto positivo

RIFERIMENTO AD 00067097; 00067099; 00067100 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello Identificazione

Oggetto d’insieme Gropina, pieve di san Pietro.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto leoni

Osservazioni

Denominazione / Titolo tradizionale

note - Due fiere in lotta, zampe contro zampe, le code dritte e le fauci spalancate, sono raffigurate in posizione affrontata su ciascuna faccia del capitello; agli angoli, quattro piccole teste al posto delle volute. Identificate come tigri da Moretti (2004) e come leoni dal Gandolfo (2003), è quest’ultima la versione più probabile: infatti tutti gli animali hanno una lunga criniera e una coda terminante a pennacchio. I leoni rappresentano la guerra e il disordine dettato da forze negative. L’autore di questo capitello è un lapicida di provenienza locale, forse valdarnese o dell’area di Arezzo, che ha scolpito anche i due capitelli che seguono e con il quale si concluderanno i lavori del cantiere romanico: la violenza trattenuta, espressa dalle schiene inarcate e dalle zampe irrigidite delle fiere dalle lunghe zanne, nonché il tipo di modellato, avvicinano questo capitello a uno stilisticamente non dissimile della pieve aretina.

Materiale e tecnica marmo AUTORE Autore Ignoto aretino

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

Data 1970/ ante

N° oggetti / elementi 1

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN / Gelatina ai sali d’argento

Frazione di secolo Seconda metà da 1351 ca. a 1399 ca.

Misure mm 255 x 197 Tipo Misure Supporto primario

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Provincia Arezzo

Motivazione dell’attribuzione

Comune Loro Ciuffenna Denominazione del Gropina contenitore Localizzazione specifica Pieve san Pietro

30

Localizzazione precedente Navata destra, seconda colonna

31


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Salmi M.

PORTALE SUD DELLA CATTEDRALE

Libro / Rivista La pieve di Gropina in “Rivista d’Arte”, XXIX

Sezione scultura medievale topografica: Arezzo Arezzo, Cattedrale dei Santi Pietro e Donato Scheda N. 00066910

Luogo e Anno di Firenze 1955 edizione Pagine specifiche 17-41 Genere Bibliografia specifica Autore Fabbri C., Fornasari L. Libro / Rivista La pieve di Gropina. Arte e storia. Luogo e Anno di Fiesole 2005 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 624

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00066910

Da 1900

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana - Arezzo

A 1930 Motivazione Analisi storica/ analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Arezzo Intestazione fascicolo Arezzo - Duomo

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Portale sud della Cattedrale Titolo proprio dell’immagine Arezzo - Cattedrale dei santi Pietro e Donato. Portale sud.

Data 1950/ ante RAPPORTO N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN / Gelatina ai sali d’argento

Soggetto Portale sud della Cattedrale

ANNOTAZIONI

Materiale e tecnica Cocciopesto; porfido; pietra

Osservazioni Annotazione sul retro a matita: “Arezzo – Duomo – portale”. timbri sul retro: “Università degli Studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ negativo n. 5205/ (citare in caso di pubblicazione)”.

AUTORE Autore Ignoto

note - Si deve al vescovo Giulio Tarlati la realizzazione della terza campata della Cattedrale e del portale sud databile grazie alla presenza di due stemmi sul gruppo in cocciopesto. Il primo stemma, oggi scomparso, è lo stemma della famiglia Tarlati ed è segnalato dal Pasqui (1925) sul lato sinistro del pancale sul quale siede la Madonna; il secondo, sulla pedana che sostiene lo stesso pancale, raffigura tre mitre sovrapposte, simbolo assunto dal Tarlati a partire dal 1925; ciò permette di datare il portale e il gruppo scultoreo tra il 1324 e il 1325 e di ritenerli comunque antecedenti al 1327 (anno della morte del prelato). L’artista, per ora ignoto, eseguì anche la decorazione della facciata con il san Luca e parte dei fianchi laterali; questi, erroneamente individuato dallo stesso Vasari come Niccolò di Pietro Lamberti (documentato tra il 1391 e il 1428) o come l’aretino Niccolò di Luca Spinelli (1350- 1427) fratello del più noto pittore Spinello. A riconferma della datazione l’incisione sepolcrale posta sul lato sinistro che ne dichiara l’esistenza nel 1337. Si esclude che il gruppo scultoreo della lunetta sia stato realizzato in epoca posteriore alla realizzazione del portale per via della tecnica di esecuzione (il cocciopesto è uno stucco di malta e polvere di laterizio che deve essere modellato in loco avvalendosi

Nome Niccolò d’Arezzo Motivazione dell’attribuzione Documentazione, Vasari CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV Frazione di secolo Primo quarto da 1324 ca. a 1325 ca.

Misure mm 242 x 178

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Arezzo

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Arezzo

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Cattedrale dei santi Pietro e Donato contenitore Localizzazione precedente Portale laterale

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00066914; 00066918; 00066922; 00066926; 00066930;

Oggetto d’insieme Arezzo, Cattedrale dei santi Pietro e Donato. Portale sud.

Denominazione / Titolo tradizionale

ALTRE ATTRIBUZIONI

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Tipologia scultura

Riferimento a ruolo

OGGETTO N° oggetti / elementi 1

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

Motivazione dell’attribuzione

RIFERIMENTO AD 00066911; 00066912; 00066913; ALTRE SCHEDE 00066915; 00066916; 00066917; 00066919; 00066920; 00066921; 00066923; 00066924; 00066925; 00066927; 00066928; 00066929; 00066931; 00066932; 00066933

Definizione dell’oggetto Portale

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo

OGGETTO

35


SCHEDA OPERA Luogo e Anno di Arezzo 1925 edizione

di un’armatura interna in mattoni e barre metalliche lo collega alla struttura). Due tronconi di colonne in porfido riutilizzate da un tempio pagano sostengono due statue in pietra raffiguranti l’Annunciata e l’Angelo annunziante; mentre nella lunetta è rappresentata la Madonna in trono col Bambino attorniata da due angeli reggicortina e da san Donato e papa Gregorio X. A questa porta lavorarono fra gli altri Giovanni di Francesco e Betto di Francesco e forse scultori lombardi (attendenti alla facciata della Fraternita dei Laici) e Salvi Castellucci autore dell’affresco col Padreterno.

Autore Kreytenberg G. Libro / Rivista L’Annunciazione sopra la porta del Campanile nel duomo di Firenze,in “Prospettiva” 27 Luogo e Anno di 1981 edizione Pagine specifiche 52-62 Autore Andanti A.

BIBLIOGRAFIA

APPENDICE GUIDA ALLA COMPILAZIONE Per una corretta descrizione dell’oggetto schedato, che soddisfi lo standard delle informazioni richieste, si riportano: una schermata vuota delle schede, una sintetica descrizione campo per campo e due schede tipo. E’ ovviamente facoltativo, per il catalogatore, rilevare anche dati non necessariamente richiesti, l’importante è rispettare la soglia minima di informazioni ritenute necessarie per una descrizione oggettiva del bene schedato oltre che per la sua individuazione all’interno del futuro sistema informativo.

SCHEDA FOTO

Libro / Rivista Guida illustrata al Duomo di Arezzo

Autore Coradini F.

Luogo e Anno di 2004 edizione

Libro / Rivista Il duomo di Arezzo

Pagine specifiche 17-18 Compilatore Insana Agata Scheda

Luogo e Anno di Milano 1966 edizione Pagine specifiche 15, 24-25 Autore Paturzo F.

UBICAZIONE

*

Fondo

*

Faldone

*

N° di Inv. Generale

*

Numero busta

*

Intestazione busta

*

Intestazione fascicolo

*

SOGGETTO / TITOLO

*

Identificazione del soggetto

*

Titolo proprio dell’immagine

*

Libro / Rivista Il Duomo di Arezzo: settecento anni di storia, fede e arte Luogo e Anno di Arezzo 2011 edizione Pagine specifiche 67-68, 76-80, 196 Genere Bibliografia specifica

Specifiche del titolo

Autore Del Vita A. Libro / Rivista Guida di Arezzo Luogo e Anno di Arezzo 1937 edizione Pagine specifiche 59-61

OGGETTO

*

Definizione dell’oggetto

*

N° oggetti / elementi

*

Autore Pasqui U., Viviani U. Libro / Rivista Arezzo e dintorni. Guida illustrata storica e artistica

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Natura biblioteconomia dell’oggetto

*

Definizione dell’oggetto

Colore / Materia e Tecnica

*

N° d’inventario del negativo

Misure

*

Tipo Misure

*

AUTORI

*

Autore della foto

*

Indicazione del nome e dell’indirizzo

*

Motivazione dell’attribuzione Autore opera fotografata

*

CRONOLOGIA IMMAGINE

*

Indicazione generica

*

Da

*

A

*

Motivazione

*

Specifiche

*

SCHEDA OPERA CORRELATA OGGETTO

*

Definizione dell’oggetto

*

Identificazione

*

Denominazione / Titolo tradizionale

*

Materia e tecnica

*

AUTORE

Rip.

*

Autore

*

Motivazione dell’attribuzione

*

ALTRE ATTRIBUZIONI

Rip

Nome Motivazione dell’attribuzione

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto Indicazione del nome e dell’indirizzo Riferimento a ruolo Motivazione dell’attribuzione

CRONOLOGIA

*

Indicazione generica

*

Frazione di secolo

*

da

*

a

* *

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICAAMMINISTRATIVA

Data

*

Stato RAPPORTO

Regione

38

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DESCRIZIONE DEI CAMPI:

Provincia Comune Denominazione del contenitore

*

Localizzazione specifica Localizzazione precedente

UBICAZIONE

Rip

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE Oggetto d’insieme ANNOTAZIONI

*

Osservazioni

Rip

Note

*

BIBLIOGRAFIA

SCHEDA FOTO

Rip

Questo paragrafo riporta le informazioni specifiche riguardanti l’ubicazione dell’opera (con i dati utili al suo reperimento e i riferimenti al fondo di appartenenza) e i relativi dati inventariali nell’ambito della collezione. Il campo prevede una strutturazione dei dati che va dal generale al particolare seguendo l’organizzazione e le esigenze di ordinamento e di archiviazione già predisposte (fondo e faldone). Le informazioni relative all’inventariazione permettono di segnalare, oltre al numero di inventario generale, il numero e l’intestazione della busta e del fascicolo posto al suo interno. Si fa presente che è prevista l’obbligatorietà per tutti i campi.

Fondo - Faldone

I campi contengono i dati riportanti la denominazione del fondo di appartenenza e il numero del faldone. Es.: Fondo C. L. Ragghianti

N° di Inv. Generale

Genere

Il Numero di inventario generale sancisce il collegamento fra schede e bene catalogato. Consistente in un codice, volto principalmente ad identificare univocamente il bene, viene riproposto sulla scheda di riferimento, sui files immagine in formato tiff e jpeg (rispettivamente ad alta e bassa definizione) riproducenti l’oggetto e sul retro di quest’ultimo. Il codice univoco segue un ordine progressivo e si compone di 8 cifre.

Autore Libro / Rivista Luogo e Anno di edizione Pagine specifiche

Serie

Compilatore Scheda

*

Legenda: *: Campo Obbligatorio

Rip.: Campo eventualmente ripetibile

Il campo riporta la definizione della serie archivistica del fondo di appartenenza. Es.: Scultura medievale N-Z / Monografico Scultura medievale Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana - Arezzo

Numero busta - Intestazione busta

Rispettivamente sigla e segnatura indicante la collocazione fisica dell’opera all’interno della serie e ulteriore partizione per autore e/o per collocazione topografica. Es.: Giovanni Pisano

40

41


Intestazione fascicolo

Titolo (originale o attribuito per esigenze archivistiche o di ordinamento) sotto cui è rintracciabile l’unità archivistica cui appartiene il bene. Solitamente la partizione si distingue per collocazione topografica o per contenitore. Es.: Perugia - fontana Arezzo – Museo Civico SOGGETTO / TITOLO Il paragrafo riporta tutti i dati utili all’individuazione e alla descrizione del/dei soggetto/i raffigurato/i nell’opera in esame, fra cui le informazioni relative al contesto figurativo e al contenuto generale dell’immagine.

Specifiche del titolo

Il campo a testo libero riporta la fonte da cui è tratta l’informazione inserita nel campo precedente. In particolare si darà indicazione sulla sua paternità (se sia dato ad esempio dall’autore o dall’editore, etc.). Qualora il campo “Titolo proprio dell’immagine” sia compilato dal catalogatore questo campo rimane vuoto. Es.: Titolo dell’autore, stampato nell’immagine OGGETTO Il paragrafo contiene le informazioni che consentono la definizione e l’identificazione dell’oggetto descritto nella scheda, in relazione alla sua tipologia ed alla sua morfologia.

Definizione dell’oggetto

Identificazione del soggetto

Questo campo riporta il/i soggetto/i raffigurato/i nell’opera in esame. Il campo deve essere sempre compilato anche se la definizione del soggetto coincide col titolo dell’opera (sia proprio che attribuito). Es.: Il carro dei Tespi (Allegoria dell’Arte delle feste e degli spettacoli) Fontana Maggiore: la Teologia Madonna col Bambino Capitello

Titolo proprio dell’immagine

In questo campo vengono riportati i dati attinenti al titolo dell’opera catalogata. Per titolo proprio si intende quello assegnato dall’autore stesso o dalla tradizione, che sia manoscritto o stampato sull’opera catalogata (nell’immagine o su uno dei suoi supporti) e dovrà essere riportato dal catalogatore nella stessa forma in cui appare, anche in una lingua diversa da quella italiana. In sua mancanza il titolo deve essere inserito dal catalogatore che dovrà desumerlo - attenendosi alle disposizioni iconografiche dettate dal sistema di classificazione ICONCLASS [Nel sito http://www.iconclass.org è possibile effettuare ricerche semplici e sofisticate mediante parole chiave.] - tenendo conto del contenuto principale dell’immagine o dell’insieme di immagini che costituiscono un oggetto complesso. La descrizione dovrà attenersi il più possibile a criteri di sintesi e di oggettività. Dediche, epigrafi, postille e simili non devono essere inseriti in questo paragrafo ma in “Osservazioni”. Titoli ambigui o incompleti possono essere chiariti inserendo fra parentesi quadre le lettere o le parole mancanti. Il campo si compilerà a testo libero, rispettando l’eventuale punteggiatura dei titoli propri che figurano nelle opere. Il campo è obbligatorio. Es.: Firenze – Campanile della Cattedrale. L’arte di Costruzione dei Carri. (Giotto e Andrea Pisano). Perugina. Fontana Maggiore, particolare della statua angolare raffigurante la Teologia Arezzo – Museo nazionale d’Arte Medievale e Moderna. Madonna col Bambino 42

In questo campo viene individuata la connotazione funzionale del bene catalogato. Le opere fotografiche, che corrispondono a momenti diversi dell’elaborazione di un’immagine, si possono distinguere tipologicamente in base alla funzione assolta nel processo. Le diverse categorie sono: negativi, positivi, dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi, le diapositive (distinte per modalità di fruizione), etc. Anche nei casi in cui l’opera catalogata sia costituita da diversi elementi appartenenti alla stessa categoria (ad es., una serie, una cartella, un album) e qualora siano catalogati unitariamente più oggetti uguali, si adotterà la forma al singolare. Nel caso in cui si cataloghi, invece, un’opera complessa o composita comprendente elementi di diversa natura (ad es. un album con albumine e ferrotipi, o un’installazione con positivi e fotografie virtuali, etc.), nella scheda si adotterà la voce “vario” seguita dalla specificazione delle diverse categorie cui appartengono gli elementi componenti l’opera. Vocabolario (aperto): Negativo: per immagini fotografiche i cui valori tonali risultino invertiti rispetto a quelli del soggetto raffigurato e che permettono di produrre un numero illimitato di “positivi”; Positivo: per immagini fotografiche, ottenute da “negativi”, i cui valori tonali corrispondano a quelli del soggetto raffigurato; sono da considerarsi “positivi” anche i prodotti ottenuti da matrici virtuali attraverso stampanti, plotter, etc.; Diapositiva: per immagini fotografiche positive realizzate su supporti trasparenti e visibili per trasparenza o per proiezione; Unicum: per immagini fotografiche “uniche”, ottenute cioè senza mediazione di “negativi” e che, a loro volta, non possono essere utilizzate come “matrici”; sono da considerarsi “unicum”, ad esempio, dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi, polaroid ed inoltre prodotti unici ottenuti con procedimenti elettronici analogicodigitali, come fax o fotocopie; Fotografia virtuale: per “matrici virtuali”, cioè per immagini latenti memorizzate su memorie di massa analogiche, analogico-digitali e digitali; Vario: …/...: per oggetti complessi e/o compositi costituiti da elementi appartenenti a categorie diverse. 43


N° oggetti/ elementi

c

In questo campo vengono valorizzate le informazioni specifiche attinenti alla consistenza numerica dell’oggetto di catalogazione e, nel caso di un elemento di un oggetto complesso o di un’opera composita, la sua posizione in relazione all’insieme. Si fa presente che il campo è sempre obbligatorio e riporterà il numero “1” in caso di catalogazione di un’unica opera (sia essa un oggetto semplice, complesso o composito, o comunque l’elemento componente di un oggetto complesso/composito), oppure il numero degli oggetti uguali che vengano schedati unitariamente. Si ricorda infatti che le fotografie “uguali” possono essere anche catalogate separatamente ed essere trattate come oggetti aggregati (per i quali si stabilirà ovviamente il riferimento compilando il paragrafo “Riferimento ad altre schede” e il campo “Oggetto di insieme”). Nel caso si stia catalogando un oggetto complesso o un’opera composita, al numero si farà seguire in parentesi la quantità in cifre degli elementi componenti (ad es., il numero delle fotografie contenute in un album, il numero dei pezzi componenti un “panorama”, il numero dei fotogrammi costituenti un unico negativo, positivo, fotografia virtuale, etc.).

Natura biblioteconomica dell’oggetto

Tale campo deve essere compilato obbligatoriamente, esso mette in evidenza il contesto biblioteconomico cui va riferito l’oggetto catalogato. Il campo, compilato con gli stessi codici utilizzati nel formato UNIMARC, individua il “livello bibliografico” al quale si riferiscono le diverse informazioni. Se l’opera catalogata è costituita da un oggetto semplice o composito o anche complesso che, per il suo carattere di unitarietà, possa essere trattato a livello bibliografico monograficamente, si userà il codice “m” (e cioè per: singoli oggetti che costituiscano in sé un’opera compiuta; per opere costituite di diverse parti o elementi che, seppure con caratteristiche fisiche e/o contenuti iconici differenti, sono assemblati o riuniti in corpi non separabili, fisicamente o concettualmente, se non con una perdita della loro stessa integrità e/o leggibilità; per i singoli elementi componenti un insieme). Gli oggetti complessi costituiti da insiemi di opere fotografiche distinte e in se stesse compiute, che presentino però, per motivi storico-anagrafici, archivistici o bilioteconomici, un carattere unitario, saranno indicati invece – a seconda dei casi – come “serie editoriale” (“s”) o come “Raccolta fattizia” (“c”). La prima si riferisce ad insiemi di immagini ideate o pubblicate come un’unica entità, esplicitamente legate tra di loro da un titolo o da una numerazione progressiva, o comunque da altri elementi che ne individuino inequivocabilmente l’unitarietà in senso biblioteconomico. Si considera “Raccolta fattizia” l’insieme di immagini che, pur non costituendo una vera e propria “serie” in senso biblioteconomico, presenta dal punto di vista archivistico-museografico evidenti caratteri di unitarietà, individuabili in una univoca volontà progettuale-esecutiva o collezionistica (ad es., reportage, servizi, campagne di rilevamento, raccolte non editoriali, CD, cassette, etc.). Vocabolario: m s 44

Colore / Materia e Tecnica

Il campo, strutturato in due parti, riporta le informazioni relative al colore e - dopo il segno “/” seguito da uno spazio - la tecnica di esecuzione dei supporti primari. Si fa presente che questo campo è sempre obbligatorio. L’indicazione del colore si attiene al seguente vocabolario chiuso articolato per sigle. Vocabolario: BN [per fotografie in bianco/nero] C [per fotografie a colori] V [per oggetti complessi/ compositi costituiti da fotografie sia in bianco/nero sia a colori] CM [per fotografie colorate a mano] L’indicazione del procedimento utilizzato per l’esecuzione dell’opera segue invece un vocabolario aperto e di carattere generico (ad esempio: “collodio”, invece di “collodio secco” o “collodio umido”; “gelatina ai sali d’argento” invece di ulteriori specifiche come nei casi di gelatine al bromuro o al cloruro d’argento, etc.). Nel caso di oggetto complesso o composito comprendente fotografie realizzate con tecniche diverse, si userà il termine “varie”. In caso di dubbio, l’indicazione della tecnica può essere seguita dal punto interrogativo posto fra parentesi tonde “(?)”. Vocabolario: ambrotipo aristotipo autocromia calotipo carbone carta salata collodio dagherrotipo gelatina ai sali d’argento gomma bicromatata platinotipia stampa ai pigmenti stampa a sublimazione varie etc.

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Misure – Tipo Misure

Il campo registrerà i dati relativi al formato dell’opera in esame (ovvero le dimensioni standardizzate dei materiali fotografici (negativi, positivi, etc.). Esso è obbligatorio e anche ripetitivo in quanto oltre ad indicare le dimensioni del supporto primario, può indicare anche altre eventuali misure riferite a supporti secondari, custodie, cornici, singoli fotogrammi, etc. Il sottocampo “Tipo Misure” dovrà indicare sempre l’elemento cui si riferiscono le misure espresse in millimetri (“mm”) e seguendo l’ordine prestabilito che vede il valore riferito all’altezza anteposto a quello riferito alla larghezza. In caso di irregolarità nella forma, si riporterà sempre la misura massima. Anche il sottocampo “Tipo Misure” è sempre obbligatorio e segue il seguente vocabolario aperto: Vocabolario: supporto primario supporto secondario secondo supporto secondario

AUTORI

Il paragrafo riporta i dati relativi ai diversi autori responsabili dell’opera in esame, ossia alle persone o agli enti che hanno contribuito alla sua messa in essere tra esecuzione e ideazione, quindi sia gli autori responsabili della realizzazione dell’opera fotografica (fotografi e studi fotografici), sia gli autori dell’opera ripresa nella fotografia (pittori, scultori, architetti, disegnatori, grafici, etc. ed eventualmente gli ambiti culturali). Non devono essere riportati in questo paragrafo i dati relativi alle personalità che sono intervenute nel ciclo produttivo e divulgativo dell’immagine fotografica con altre funzioni, ad esempio i responsabili dell’edizione/ pubblicazione, della stampa/tiratura, di altri interventi tecnici sull’immagine quali ritoccatori, coloritori, della distribuzione e vendita commerciale, della committenza/ sponsorizzazione, etc. Tali dati devono essere inseriti nell’apposito paragrafo “Produzione e diffusione”. Nel caso in cui l’autore di una fotografia sia dichiaratamente anche il suo editore, o stampatore, o distributore, etc., i dati saranno ripetuti in entrambi i paragrafi. Quando il nome di un fotografo o di uno studio fotografico risulta indicato sull’opera (tramite timbro o iscrizioni) o su altro materiale documentario allegato le informazioni dovranno essere inserite per esteso nel campo “note”.

etc. di studi fotografici (ditte, società, etc.), ma sia stato possibile individuare anagraficamente l’effettivo operatore fotografo, esecutore dell’immagine catalogata, il campo riporterà i dati relativi a quest’ultimo, con l’indicazione, però, dello studio di riferimento nel sottocampo “Indicazione del nome e dell’indirizzo”. Es.: Fratelli Alinari Sommer Paul Nadar Etc.

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Il sottocampo deve contenere il nome dell’autore (personale o collettivo) nella forma esatta in cui appare sull’oggetto catalogato o sul materiale documentario allegato congiuntamente alle informazioni - qualora presenti – attinenti il luogo e/o l’indirizzo dello studio. Es.: Ed.ne Alinari Stabilimento Fotografico del Pittore Giacomo Isola. Piazza del Duomo n. 13. Palazzo Marchese dalla Rosa. Parma G. Isola, Parma Jsola Giacomo. Parma. Piazza del Duomo N. 13 G. e L. Fratelli Vianelli. Venezia

Motivazione dell’attribuzione

Il campo, sempre obbligatorio, riporterà i dati relativi all’autore della foto, ovvero il responsabile della sua esecuzione (il cosiddetto “fotografo principale”) che può essere identificato sia con un fotografo che con uno studio fotografico. Qualora non sia possibile identificare nessuno di questi, il campo dovrà essere valorizzato con la voce “Ignoto”. Se l’opera catalogata risulta essere stata realizzata in collaborazione da due o più fotografi, questi saranno tutti riportati. Nei casi in cui le opere presentino marchi, timbri, indirizzi,

Il sottocampo deve contenere l’indicazione della motivazione o del genere di fonte da cui si ricava l’attribuzione all’autore riportato nel camp “Autore foto”. Il sottocampo può essere ripetuto per l’eventuale indicazione di diverse motivazioni e/o fonti. Vocabolario: analisi stilistica analisi storica analisi tecnico-formale bibliografia documentazione iscrizione marchio monogramma riferimenti biografici sigla timbro

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Autore della foto


Autore opera fotografata

Il campo, sempre obbligatorio, riporta il nominativo dell’autore “inventore” dell’opera ripresa nella fotografia (pittori, scultori, architetti, disegnatori, grafici, etc. ed eventualmente gli ambiti culturali) dedotto direttamente dall’oggetto catalogato o da materiale documentario ad esso connesso. Se l’opera raffigurata nell’immagine catalogata è stata realizzata in collaborazione da due o più artisti, questi saranno tutti riportati. Il nome dell’autore “inventore” (personale o collettivo) sarà normalizzato secondo la consuetudine dell’ICCD. Qualora questi non sia direttamente ed inequivocabilmente il responsabile dell’opera, ma lo sia un suo aiuto, la sua bottega, etc., o si tratti di un caso di attribuzione, si preciserà il riferimento all’autore come segue. Es.: Matteo Civitali, cerchia di Matteo Civitali, attr. Matteo Civitali, bottega Matteo Civitali e aiuti Matteo Civitali, maniera Matteo Civitali, scuola CRONOLOGIA IMMAGINE Questo paragrafo riporta le informazioni specifiche riguardanti la datazione dell’opera catalogata, ovvero la sua data di esecuzione. Per un negativo o per un unicum i dati sulla cronologia riguarderanno pertanto il momento dello scatto (o dello sviluppo, nell’eventualità che questo sia stato eseguito in un momento significativamente distante da quello della ripresa); per un positivo, i dati da riportare saranno quelli relativi alla realizzazione della stampa, che non necessariamente coincidono con quelli di ripresa della matrice corrispondente (negativo). Nelle schede di oggetti complessi (album, cartella, scatola, CD, etc.) comprendenti opere diversamente datate (eseguite in momenti diversi), si indicheranno gli estremi cronologici della fotografia più antica e di quella più recente (prescindendo dall’ordine in cui le opere figurano nell’oggetto catalogato). Si fa presente che gran parte dei campi di tale paragrafo sono obbligatori e quindi da compilare con le approssimazioni sotto elencate quando non si conosce precisamente la data di esecuzione.

Indicazione generica

Questo campo indica il/i secolo/i di riferimento (reso/i in numeri romani) in cui è stata eseguita l’opera. Nel caso si faccia riferimento a due secoli, questi saranno separati dal segno “/”, seguito da uno spazio. Il campo è sempre obbligatorio. Es.: Sec. XX Secc. XIX/ XX 48

Da - A

Questi sottocampi indicano la datazione specifica in anni. Strettamente correlati col campo “Indicazione generica” sono sempre obbligatori. Se si conosce l’anno preciso di esecuzione di un’opera riporteranno lo stesso valore. Negli altri casi, i relativi valori indicheranno gli estremi cronologici dell’intervallo di tempo noto (o presunto). Nel caso di oggetti complessi comprendenti opere eseguite in momenti diversi, tali valori corrisponderanno alla data dell’opera più antica (sottocampo “Da”) e alla data dell’opera più recente (sottocampo “A”). Se esiste solo una datazione generica relativa al secolo, i valori dei due sottocampi corrisponderanno al relativo intervallo in anni (0 – 99). Nei casi in cui si conosca precisamente soltanto uno dei due estremi cronologici (termine ante quem o post quem), si compilerà di conseguenza uno dei due sottocampi con il relativo valore noto, mentre l’altro sarà compilato automaticamente in relazione alla cronologia generica, precedentemente individuata. La validità del dato sarà confermata dalla presenza o meno di termini quali “ca.” o il punto interrogativo (“?”).

Motivazione

Il campo indica la motivazione e/o la fonte utilizzata o il tipo di analisi adottato per stabilire la cronologia sopra riportata. Il campo è sempre obbligatorio. Nel caso si faccia riferimento a più criteri, questi saranno separati dal segno “/”, seguito da uno spazio. Vocabolario (aperto): analisi stilistica analisi storica analisi tecnica analisi tecnico-formale bibliografia data documentazione filigrana iscrizione marchio pubblicazione

Specifiche

Il campo non obbligatorio lascia lo spazio ad eventuali annotazioni e specifiche attinenti la datazione (per es.: la citazione della bibliografia da cui è stata dedotta la datazione).

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PRODUZIONE E DIFFUSIONE In questo paragrafo saranno presi in considerazione tutti i dati riguardanti i processi di produzione e di divulgazione, le relative professionalità connesse anche alla commercializzazione e alla promozione dell’opera in esame (committenti, stampatori, ritoccatori, coloritori, editori, distributori, sponsor, curatori e responsabili di edizioni e di serie, dedicanti e dedicatari, responsabili di collezioni e di collazioni, etc.) ed inoltre le informazioni sugli aspetti e gli elementi che connotano la natura e la funzione dell’oggetto in esame con i processi di pubblicazione/edizione/tiratura/etc. Il campo “Riferimento al ruolo” specificherà la responsabilità in relazione a tali processi. Queste personalità (che possono essere singoli individui oppure enti collettivi quali ditte, istituzioni, etc.) vedranno inseriti i propri dati di riferimento nel campo “Indicazione del nome e dell’indirizzo” e la motivazione che ha dettato la sua presa in considerazione nonché le circostanze che hanno determinato la pubblicazione, l’edizione, la committenza, la ristampa, la tiratura, la distribuzione, etc. dell’opera in esame. Si fa presente, però, che dovranno essere presi in considerazione soltanto i dati relativi alle responsabilità direttamente coinvolte nella produzione/edizione/ distribuzione/etc. dell’oggetto che si sta catalogando. Si sottolinea, inoltre, che non devono essere riportati, in questo paragrafo, i dati relativi alle diverse pubblicazioni (monografie, cataloghi, riviste, etc.) che riproducono con sistemi fotomeccanici l’opera in esame; tali dati saranno registrati invece nel paragrafo “Bibliografia”.

Nome scelto

Il campo riporta nella forma scelta e normalizzata il nominativo della persona o l’ente collettivo responsabile di una delle diverse operazioni legate alla produzione e alla diffusione dell’opera catalogata (committenza, stampa, edizione, distribuzione, etc.), la cui responsabilità sia formalmente espressa sull’opera catalogata o sul materiale documentario connesso ad essa. Il campo può essere ripetitivo.

Riferimento al ruolo

Tale sottocampo riporta la natura della responsabilità (ossia del ruolo svolto dall’entità di cui si stanno registrando i dati) nel ciclo produttivo e divulgativo dell’opera in esame. Il sottocampo può essere ripetitivo per segnalare i diversi ruoli eventualmente assunti dalla stessa entità (es.: un editore che sia anche distributore). Vocabolario (aperto): collezionista coloritore committente curatore dell’edizione [“editor”] dedicante dedicatario distributore editore [“publisher”] finanziatore fotoincisore gallerista libraio responsabile di collazione responsabile di serie ritoccatore sponsor stampatore etc.

Motivazione dell’attribuzione

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Il presente sottocampo riporterà i nominativi e l’indirizzo dei diversi responsabili della produzione e della diffusione dell’opera catalogata nella forma esatta in cui appare su essa, sul suo contenitore o sul materiale documentario allegato. Tali dati devono essere riportati integralmente. Il sottocampo è ripetitivo per riportare eventuali forme diverse del nome che figurino contemporaneamente sull’/nell’oggetto catalogato. Es.: Pompeo Pozzi Mercante di stampe - Milano A. Godard Phot. à Gênes Giacomo Brogi - Fotografo-Editore - Firenze - Lungarno alle Grazie, 15 Ed.ne Vasari

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Tale sottocampo indica la motivazione o il genere di fonte da cui sono tratte le informazioni registrate nei sottocampi precedenti. Il sottocampo può essere ripetuto. Vocabolario (aperto): bibliografia comunicazione orale documentazione firma iscrizione

51


LUOGO E DATA DELLA RIPRESA Questo paragrafo dovrà contenere i dati relativi al luogo e alla data di realizzazione del negativo o dell’unicum che si sta schedando o, nel caso di catalogazione di un positivo, del negativo dal quale questo è stato tratto ed infine, nel caso di catalogazione di un’immagine virtuale, dell’acquisizione di quest’ultima. Si fa presente però che, nel caso si stia catalogando una fotografia che è a sua volta riprodotta da altra, il “luogo” e la “data della ripresa” da segnalare sono quelli relativi all’immagine “originale”, riguardano cioè specificamente il momento ed il luogo nei quali è stato fissato il soggetto raffigurato. I campi del paragrafo saranno compilati solo quando le informazioni richieste saranno direttamente deducibili dall’oggetto che si sta catalogando (iscrizioni, titoli, etc.). L’indicazione del luogo di ripresa comprenderà il riferimento alla Nazione solo se diversa dall’Italia e in qualunque caso alla località in cui si trova l’oggetto catalogato.

Data

Il campo riporta la data della ripresa del negativo/acquisizione dell’immagine, espressa nella forma “anno/ mese/giorno” (se noti), oppure in anni, o più genericamente, in secoli o frazioni di secolo, seguiti eventualmente – dopo il segno “/” e uno spazio – dalle precisazioni: ante, post, ca., fine, inizio, metà, etc.. Es.: 1875/04/10 1967/ ante 1905 sec. XIX/ fine 1930/ ca. RAPPORTO Questo paragrafo prende in considerazione il numero di inventario del positivo solitamente stampato o associato ad un timbro a completamento della didascalia. SCHEDA OPERA CORRELATA OGGETTO Il paragrafo contiene le informazioni essenziali per un’immediata, corretta e precisa identificazione sia tipologica che terminologica del bene catalogato.

Definizione dell’oggetto

Il campo riporta la definizione dell’oggetto in base alla connotazione funzionale e morfologica espressa secondo la tradizione degli studi storicoartistici. Ogni oggetto può essere individuato nella sua interezza e in base alle caratteristiche dettate da particolari rilevanti. Nel caso di più oggetti uguali o di cicli, mute, serie, 52

etc. si adotta la forma al singolare specificando nel campo “Identificazione” la relazione rispetto all’insieme e il numero di esemplari. L’operazione di uniformazione può portare a delle forzature per includere gli oggetti in determinate categorie al fine di eliminare ogni sorta di ambiguità. Solitamente l’oggetto viene indicato con un unico sostantivo. Il campo è obbligatorio. Es.: statua Dipinto Scomparto di polittico

Identificazione

Il sottocampo (non obbligatorio) deve essere compilato solo nel caso in cui si tratti di più oggetti uguali o di cicli, mute, serie, etc.; esso permette il collegamento tra l’oggetto considerato nel suo insieme (indicato nel campo “Definizione dell’oggetto”) e le sue componenti. Vocabolario (aperto): ciclo complesso decorativo elemento d’insieme frammento insieme opera isolata serie etc.

Tipologia

I dati riportati in questo campo (sempre obbligatorio) seguono un vocabolario predefinito che specifica le informazioni fornite nel campo “Definizione dell’oggetto”. Vocabolario (chiuso): Es.: Scultura Dipinto

Soggetto

Tale campo riporta le informazioni relative al soggetto o alla scena rappresentati (nel caso di opere figurative). Nella scheda generale di un’opera complessa i vari soggetti vanno riportati, ove possibile, in modo unitario. Per una maggiore uniformità della definizione dei soggetti è consigliato l’utilizzo del sistema informatico iconografico ICONCLASS e una corrispondenza con il campo “Identificazione del soggetto” presente nella scheda Foto relativa al bene catalogato. Il campo è sempre obbligatorio. 53


Denominazione/ Titolo tradizionale

Es.: firma Sigla Bibliografia, Vignaroli F.

Materia e tecnica

ALTRE ATTRIBUZIONI Il paragrafo (non obbligatorio) è stato pensato per l’inserimento di riferimenti e segnalazioni dettati principalmente da fonti documentarie relative ad attribuzioni non ritenute valide dal compilatore ma comunque risultanti di studi di particolare interessa nella critica storico-artistica. Il paragrafo può essere ripetitivo.

I dati riportati in tale campo propongono il rimando alla definizione iconografica tradizionale dell’oggetto opera d’arte a cui ci si riferisce. Il campo non è obbligatorio e segue un vocabolario aperto.

I dati riportati in tale campo (sempre obbligatorio) sono riferiti alla materia e alla tecnica di esecuzione dell’opera. Il campo può essere ripetitivo e segue un vocabolario chiuso. Vocabolario (chiuso): Es.: marmo acquarello su carta intarsio lapideo argento sbalzato affresco miniatura mosaico etc. AUTORE Il paragrafo contiene le informazioni necessarie per la collocazione del bene nel contesto culturale, di produzione ed artistico propri. Tutti i campi al suo interno sono obbligatori.

Autore

Il campo contiene i dati individuativo-anagrafici sull’autore o sull’artista al cui ambito è riferibile l’opera oggetto della ripresa fotografica, anche se d’autore ignoto. Il campo è ripetitivo in caso di opere di collaborazione. Innanzi soprannomi o pseudonimi si sceglie la forma più nota sulla base dei repertori e della bibliografia più recente. Le indicazioni riferite al contesto culturale a cui può essere ricondotta la realizzazione dell’opera sfruttano i termini “ambito di”, “bottega di”, “manifattura”, “produzione”, etc. che seguono l’indicazione del nome dell’artista di riferimento. Es.: Giovanni Pisano, bottega di

Motivazione dell’attribuzione

Il campo indica le fonti e le motivazioni che hanno permesso l’individuazione dell’autore dell’opera. Le fonti di attribuzione possono essere suggerite dalla stessa opera (per esempio tramite firme o punzoni) o da fonti documentarie legate ad essa. Il sottocampo può essere ripetitivo se si vogliono fornire più motivazioni. In caso di bibliografia citata bisogna riportare anche il riferimento da porre dopo la virgola. 54

Nome

Il campo deve riportare (seguendo le medesime disposizioni di compilazione del campo “Autore”) i dati individuativo-anagrafici sull’autore o sull’artista al cui ambito è stata riferita l’opera oggetto della ripresa fotografica. Motivazione dell’attribuzione Il campo indica le fonti e le motivazioni che hanno permesso l’attribuzione in esame. CRONOLOGIA Il paragrafo riporta le informazioni riguardanti gli estremi cronologici relativi all’opera d’arte ripresa dalla fotografia, ovvero la sua data di realizzazione. Si fa presente che il paragrafo è obbligatorio anche quando non è nota la data specifica.

Indicazione generica

Il campo indica la fascia cronologica di riferimento (resa in numeri romani) in cui è stata eseguita l’opera. Nel caso si faccia riferimento a due secoli, questi saranno separati dal segno “/”, seguito da uno spazio. Es.: sec. XVI Secc. XIII/ XI Frazioni di secolo Il campo individua la datazione specifica individuata all’interno del secolo di riferimento. La sua individuazione segue le seguenti corrispondenze: secolo: da 0 a 99; inizio: da 0 a 10; primo quarto: da 0 a 24; secondo quarto: da 25 a 49; terzo quarto: da 50 a 74; ultimo quarto: da 75 a 99; 55


prima metà: da 0 a 49; seconda metà: da 50 a 99; metà: da 40 a 60; fine: da 90 a 99; fine/ inizio: da 90 a 10.

Da – A

I sottocampi individuano la datazione specifica (resa in anni) relativa alla data iniziale e alla data finale dell’esecuzione dell’opera. Se si conosce l’anno preciso di esecuzione di un’opera riporteranno lo stesso valore. Negli altri casi, i relativi valori indicheranno gli estremi cronologici dell’intervallo di tempo indicato nel campo “Frazioni di secolo”. La validità del dato sarà confermata dalla presenza o meno di termini quali “ca.” o il punto interrogativo (“?”). LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA-AMMINISTRATIVA Il paragrafo contiene le informazioni attinenti al luogo in cui si trova l’oggetto ritratto nella fotografia. La localizzazione geografica dell’opera in base all’organizzazione amministrativo-territoriale va individuata seguendo un criterio che va dal generale al particolare, e, quando possibile si può far riferimento anche alla localizzazione precedente rispetto a quella attuale. La compilazione è obbligatoria anche quando l’ubicazione è ignota.

Stato – Regione – Provincia – Comune

I campi suddetti indicheranno rispettivamente lo Stato, la Regione/ distretto, Provincia e Comune in cui è situato il bene catalogato. Ogni campo prevede una compilazione per esteso senza alcuna abbreviazione; per quanto riguarda i dati riferiti alla Provincia non devono essere resi per sigle. Per le aree bilingui è preferibile l’adozione della versione in italiano. Nei casi in cui il bene catalogato si trovi in una località estera i dati saranno riportati, per quanto possibile, in lingua italiana (es.: Parigi, Londra, Mosca, etc.), qualora, invece, la forma del nome in italiano non esista (es.: Amsterdam, Washington, etc.) o sia caduta in disuso si adotterà la forma nella lingua ufficiale dello Stato di appartenenza (se necessario traslitterata). Vocabolario aperto: Es.: Roma Strasburgo New York

Il sottocampo individua il complesso monumentale, l’edificio in cui è collocato il bene. Le indicazioni specifiche attinenti la sua collocazione all’interno del contenitore o specifiche ulteriori sul settore di appartenenza nell’ambito di una collezione o raccolta saranno inserite nel sottocampo “Localizzazione specifica”. Aggettivi e locuzioni possono essere inseriti per precisare la condizione giuridico-amministrativa o funzionale del contenitore. I dati devono essere inseriti per esteso e senza alcuna abbreviazione (frequente nelle titolazioni di chiese). La descrizione deve procedere dal generale al particolare, indicando, ove esista, la denominazione. Vocabolario aperto: Es.: Abbazia delle Tre Fontane Abbazia benedettina Basilica metropolitana Biblioteca nazionale Cattedrale Convento dei Cappuccini Palazzo Farnese Fontana Maggiore, bacino superiore Etc.

Localizzazione precedente

In questo sottocampo vengono inseriti i dati relativi alla localizzazione di provenienza, di deposito o di successiva collocazione dell’opera in esame, in base alla organizzazione amministrativo-territoriale attuale. Si indicheranno il Comune e la Provincia (resa con la sigla corrispondente messa tra parentesi tonde) e, qualora sia nota, la denominazione del contenitore o della raccolta. Es.: Campanile di Santa Maria del Fiore, piano terra, primo registro, lato est. edificio distrutto durante la I Guerra Mondiale

Denominazione del contenitore - Localizzazione specifica 56

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RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE Il paragrafo permette l’individuazione di un legame e/o di una correlazione tra più beni catalogati o tra particolari della stessa opera schedati separatamente. Tale correlazione tra più opere aggregate e/o uguali che condividono la stessa localizzazione, sarà indicata riportando il codice univoco di otto cifre assegnato nella procedura di presa in carico del positivo. Nel caso di opera composita o di più particolari saranno riportati tutti i codici in ordine crescente e separati da punti e virgola “;”. Es.: 00067154; 00067155.

Etc.

Oggetto d’insieme

BIBLIOGRAFIA I dati inseriti in questo paragrafo riguardano la bibliografia specifica (di confronto e di riferimento) attinente all’opera fotografata. Saranno indicati anche i cataloghi delle mostre in cui sia stata esposta l’opera e le varie pubblicazioni in cui è stata riprodotta mantenendo l’ordine cronologico e le forme abbreviate come esposte di seguito. Il paragrafo è obbligatorio e ripetitivo per poter permettere la segnalazione delle diverse fonti a disposizione.

Il campo, non obbligatorio, indica il contenitore o l’opera complessa di cui fa parte l’opera presa in esame. La sua denominazione viene resa con modalità specifiche che seguono un criterio che va dal generale al particolare. Partendo dalla città ove si trova l’opera, viene indicato il contenitore della stessa e il ciclo di cui fa parte. Es.: Perugia, Fontana Maggiore. Statue di Giovanni Pisano Firenze. Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Formelle del campanile di Santa Maria del Fiore. ANNOTAZIONI Il paragrafo contiene principalmente la trascrizione integrale di tutte le annotazioni, gli eventuali timbri e le didascalie riportate sui supporti primario e secondario del positivo.

Osservazioni

Il campo, ripetitivo, riporta le annotazioni, le iscrizioni degli stemmi, dei marchi e dei timbri di fotografi, di distributori, di fabbricazione, di collezione, etc. che compaiano sull’opera. La trascrizione del testo deve essere integrale e deve rispettare la forma in cui si presenta sull’/nell’oggetto in esame. In particolare, si rispetteranno iniziali puntate, abbreviazioni, segni di interpunzione, numeri cardinali e ordinali, segni matematici e, per quanto possibile, altri simboli non alfabetici. Errori tipografici o grammaticali si faranno seguire dalla parola sic in parentesi quadrate (“[sic]”) e le parti incomprensibili o illeggibili saranno segnalate con i caratteri “[...]”. In presenza di iscrizioni in alfabeti diversi da quello latino si interverrà con la traslitterazione. A precedere la trascrizione sarà specificata la modalità impiegata per ogni singola iscrizione (a matita, a penna, a pennarello, etc.) e la sua posizione (verso, retro, frontespizio) nel supporto. Vocabolario: Es.: annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione annotazioni sul retro a matita timbro sul retro didascalia sul fronte a stampa attribuzione di Ragghianti: “…” (cfr. iscrizione sul retro a matita). 58

Note

Il campo, a testo libero, è dedicato all’analisi storico-critica dell’opera; esso riporta sia notizie funzionali alla ricostruzione della sua storia che altre non inserite altrove. Le informazioni relative all’insieme o ad opere complesse saranno qui riportate e ripetute - in una forma molto simile - su tutti i singoli elementi dell’insieme ed integrate da delle riflessioni incentrate sulle particolarità specifiche del singolo oggetto.

Genere

Il campo, a vocabolario chiuso, contiene le informazioni la tipologia del genere della fonte presa in considerazione usata per lo studio dell’opera e citata nel corso della scheda. Trattasi principalmente di bibliografia specifica del settore storico artistico (pubblicazioni che direttamente citino o riproducano l’opera in esame). Vocabolario chiuso: Es.: bibliografia specifica bibliografia di confronto

Autore

Il campo indica il nominativo dell’autore o degli autori del testo preso in esame nella forma “Cognome, iniziali del nome” (Es.: Filieri, M. T.) o dell’ente responsabile dell’opera che si vuole citare. In presenza di più di tre autori o in totale assenza, si riportano le prime due parole del titolo (senza articoli e preposizioni). I nomi dei diversi autori andranno separati da una virgola “,” seguita da uno spazio. Nel caso in cui sia noto solo il nome del curatore della pubblicazione, si segnalerà dopo la sua indicazione la dicitura “a cura di” posta tra parentesi tonde. Vocabolario aperto: Es.: Pohlmann U. (a cura di) Agosti F.

Libro/ Rivista 59


Il campo include le indicazioni riguardanti il titolo proprio della pubblicazione che si vuole citare e/o che comprende il contributo specifico preso in esame. A seguito di quest’ultimo sarà indicato (qualora esistente) il volume in numeri romani.

Luogo e anno di edizione

Il campo include il nome (reso per esteso) della città o della località nella quale il testo è stato pubblicato. A seguire sarà indicato l’anno (in numeri arabi) di edizione dell’opera o del contributo. Nel caso non sia nota la data di pubblicazione/produzione o distribuzione, si segnalerà la data di copyright o di manifattura.

Pagine specifiche

Questo sottocampo indicherà il riferimento alle pagine e/o le tavole in cui è fatta specifica menzione dell’opera citata e dalle quali sono state tratte informazioni. Si utilizzano le abbreviazioni “p.” o “pp.” (pagina/ pagine) e “tav.” o “tavv.” (tavola/ tavole) seguite dalle specifiche indicazioni numeriche riprese nella forma redazionale scelta dall’editore. Es.: pp. 35-36, Tav. 4

Datazione dedotta dal testo

Questo sottocampo indica l’eventuale data di attribuzione di esecuzione dell’opera d’arte dedotta dal testo inserito nel paragrafo “Bibliografia”.

Riferimento scheda scientifica e bibliografia

Il campo riporta il nominativo del compilatore della scheda di inventario (reso nella forma “Cognome Nome”) seguito dall’anno di redazione posto tra parentesi tonde. Es.: Crudo Elena (2010)

Compilatore Scheda

Questo campo, sempre obbligatorio riporta il nominativo del compilatore reso nella forma estesa “Cognome nome”.

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SEZIONE SCULTURA MEDIEVALE TOPOGRAFICA: LUCCA 61


LAVACRO DEL BAMBINO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067115

LUCCA DENTRO LE MURA COLLEZIONE MAZZAROSA 62

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SCHEDA FOTO

SCHEDA OPERA

UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

OGGETTO

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

Indicazione generica Sec. XX

Faldone 627

Da 1930

N° di Inv. Generale 00067115

A 1950

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

Motivazione Analisi tecnico-formale Specifiche

Numero busta 1

PRODUZIONE E DIFFUSIONE

Intestazione busta Lucca - dentro le mura

Nome scelto

Intestazione fascicolo Lucca – Collezione Mazzarosa

Indicazione del nome e dell’indirizzo

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Lavacro del Bambino

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Collezione Mazzarosa. Lavacro del Bambino

Motivazione dell’attribuzione LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Specifiche del titolo

Data 1960/ ante

OGGETTO Definizione dell’oggetto Positivo

RAPPORTO

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Collezione Mazzarosa. Lavacro di un infante ANNOTAZIONI

Definizione dell’oggetto Rilievo Identificazione

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita rossa: “Cat. N. 5”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”; “Ente Provinciale per il Turismo/ Lucca”.

Tipologia Scultura Soggetto Lavacro del Bambino Denominazione / Titolo tradizionale

note - Il rilievo risulta essere un frammento di una scena raffigurante la Natività probabilmente parte di un pulpito anticamente esistente in Santa Maria Foirisportam. I rilievi, diversamente ubicati a seguito dello smembramento della struttura originaria avvenuto nel XVI secolo, sono oggi in parte reimpiegati nella facciata della stessa chiesa (un leone con guerriero nel secondo ordine di loggette e un bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in trono inserito presso la lunetta della porta laterale sinistra)e altri conservati in collezioni pubbliche e private (al Museo Bardini sono presenti un angelo annunciante e un re magio e presso la Cloisters Collection di New York la Vergine annunciata). Accanto ad essi dovevano comparire altri episodi raffiguranti scene della prima infanzia di Cristo e altre decorazioni, il corpus omogeneo è stato via via ricostruito su base stilistica e presenta tratti originali e altamente caratterizzati quali i panneggi a pieghe cordonate, l´uso intensivo del trapano e le decorazioni a fori, come nelle aureole a scodella. Nel complesso viene individuata una maestranza del secolo XII formatasi (secondo il Ragghianti) a St. Gilles o comunque a conoscenza della scultura francese e provenzale di quel tempo e scarsamente vincolata dall’opera di Guglielmo.

Materia e tecnica Marmo AUTORE Autore Scultore lucchese del XII secolo Motivazione dell’attribuzione Bibliografia, Ragghianti C. L. ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Ultimo quarto

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

da 1180 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 175 x 120

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

BIBLIOGRAFIA

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Autore Baracchini C.; Filieri M. T.

Denominazione del Collezione Mazzarosa contenitore

Autore opera fotografata Scultore lucchese del XII secolo

Libro / Rivista Niveo de marmore. L´uso artistico del marmo di Carrara dall´XI al XV secolo, catalogo mostra

RIFERIMENTO AD ALTRE 00067116; 00067120; 00067254; SCHEDE 00067255

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Luogo e Anno di Genova, 1992 edizione

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SCHEDA OPERA Pagine specifiche pp. 152-153 Autore Bertolini L., Bucci M. (a cura di) Libro / Rivista Mostra d’Arte Sacra dal secolo VI al secolo XIX

LAVACRO DEL BAMBINO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067116

Luogo e Anno di Lucca 1957 edizione Pagine specifiche 17 Autore Ragghianti C. L. Libro / Rivista Studi Lucchesi Luogo e Anno di Lucca 1990 edizione Pagine specifiche 236-237 Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Motivazione dell’attribuzione

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

Autore opera fotografata Scultore lucchese del XII secolo CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627 N° di Inv. Generale 00067116

Indicazione generica Sec. XX

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

Da 1930 A 1950

Numero busta 1

Motivazione Analisi tecnico-formale

Intestazione busta Lucca - dentro le mura

Specifiche

Intestazione fascicolo Lucca – Collezione Mazzarosa

PRODUZIONE E DIFFUSIONE

SOGGETTO / TITOLO

Nome scelto

Identificazione del soggetto Lavacro del Bambino

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Collezione Mazzarosa. Lavacro del Bambino

Riferimento a ruolo

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto Positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1 Natura biblioteconomia m dell’oggetto

RAPPORTO N° d’inventario del negativo 1

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento

OGGETTO

ANNOTAZIONI

Definizione dell’oggetto Rilievo

Osservazioni Annotazioni Annotazioni sul retro a penna: “Scultore lucchese del XII secolo - / “Lavacro di un Infante”/ Lucca – Collezione Mazzarosa/ Archivio fotografico”Critica d’Arte e Sele Arte” – Firenze, Villa La Costa,/ Via Dazzi -”.

Tipologia Scultura Soggetto Lavacro del Bambino Denominazione / Titolo tradizionale

note - Il rilievo risulta essere un frammento di una scena raffigurante la Natività probabilmente parte di un pulpito anticamente esistente in Santa Maria Foirisportam. I rilievi, diversamente ubicati a seguito dello smembramento della struttura originaria avvenuto nel XVI secolo, sono oggi in parte reimpiegati nella facciata della stessa chiesa (un leone con guerriero nel secondo ordine di loggette e un bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in trono inserito presso la lunetta della porta laterale sinistra)e altri conservati in collezioni pubbliche e private (al Museo Bardini sono presenti un angelo annunciante e un re magio e presso la Cloisters Collection di New York la Vergine annunciata). Accanto ad essi dovevano comparire altri episodi raffiguranti scene della prima infanzia di Cristo e altre decorazioni, il corpus omogeneo è stato via via ricostruito su base stilistica e presenta tratti originali e altamente caratterizzati quali i panneggi a pieghe cordonate, l´uso intensivo del trapano e le decorazioni a fori, come nelle aureole a scodella. Nel complesso viene individuata una maestranza del secolo XII formatasi (secondo il Ragghianti) a St. Gilles o comunque a conoscenza della scultura francese e provenzale di quel tempo e scarsamente vincolata dall’opera di Guglielmo.

Materia e tecnica Marmo AUTORE Autore Scultore lucchese del XII secolo Motivazione dell’attribuzione Bibliografia, Ragghianti C. L. ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Ultimo quarto da 1180 ca. a 1199 ca. LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 330 x 230 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

Misure mm 230 x 150

Regione Toscana

Tipo Misure Supporto secondario

BIBLIOGRAFIA

Provincia Lucca Comune Lucca

AUTORI

Autore Baracchini C.; Filieri M. T.

Denominazione del Collezione Mazzarosa contenitore

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Libro / Rivista Niveo de marmore. L´uso artistico del marmo di Carrara dall´XI al XV secolo, catalogo mostra

RIFERIMENTO AD ALTRE 00067115; 00067120; 00067254; SCHEDE 00067255

68

Oggetto d’insieme Lucca – Collezione Mazzarosa. Lavacro di un infante

Luogo e Anno di Genova, 1992 edizione Pagine specifiche pp. 152-153

69


SCHEDA OPERA Autore Ragghianti C. L. Libro / Rivista Studi Lucchesi Luogo e Anno di Lucca 1990 edizione Pagine specifiche 236-237 Autore Bertolini L., Bucci M. (a cura di) Libro / Rivista Mostra d’Arte Sacra dal secolo VI al secolo XIX Luogo e Anno di Lucca 1957 edizione Pagine specifiche 17 Compilatore Insana Agata Scheda

70


FACCIATA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067102

LUCCA DENTRO LE MURA CATTEDRALE SAN MARTINO 72

73


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA CRONOLOGIA IMMAGINE

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

Indicazione generica Sec. XX

Faldone 627

Da 1940

N° di Inv. Generale 00067102

A 1960

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

Motivazione Analisi tecnico-formale Specifiche

Numero busta 1

PRODUZIONE E DIFFUSIONE

Intestazione busta Lucca città

Nome scelto

Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

Indicazione del nome e dell’indirizzo

SOGGETTO / TITOLO

Riferimento a ruolo

Identificazione del soggetto Cattedrale di San Martino, facciata

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino, veduta esterna, facciata, particolare

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Specifiche del titolo

Data 1960/ ante

OGGETTO Definizione dell’oggetto Positivo

RAPPORTO

N° oggetti / elementi 1

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

OGGETTO

Oggetto d’insieme Cattedrale di San Martino ANNOTAZIONI

Definizione dell’oggetto Architettura Identificazione

Osservazioni Ente Provinciale per il turismo/ Lucca

Tipologia Architettura

note - Sorta nel secolo XI dal rifacimento del più antico edificio risalente al secolo VIII, la cattedrale di Lucca ha subito numerosi ed incisivi interventi per mano di illustri artisti non solo locali (fra cui Guidetto con la sua maestranza di origine lombarda – alle quali si deve il frontespizio ornato di loggette –, Nicola Pisano a cui si devono le sculture del portale sinistro e Guido Bigarelli che con la sua maestranza orna il sottoportico). Il cantiere si protrae per secoli tra modifiche e incisivi interventi (soprattutto tra XIV e XV secolo che vedono la riduzione da cinque a tre navate) che ne hanno profondamente alterato la fisionomia interna ed esterna. L’intervento di artisti del calibro di Antonio Pardini, Jacopo della Quercia, Matteo Civitali, del Passignano, Federico Zuccari e Tintoretto, senza dimenticare Filippo Juvarra che progettò il rinnovamento della facciata (mai messo in essere) testimoniano l’importanza e il prestigio che andava assumendo la Cattedrale, meta di pellegrinaggi. Infatti bisogna ricordare che la sua storia è strettamente legata al culto del Volto Santo (la grande statua lignea raffigurante il Cristo Crocifisso vivo e trionfante, reliquiario per aver contenuto le ampolle del Sangue di Cristo e reliquia essa stessa per essere stata scolpita secondo la tradizione per diretto intervento divino).

Soggetto Cattedrale di San Martino, facciata Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Calcare e serpentino AUTORE Autore Maestranze varie Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo Ultimo quarto da 1000 ca. a 1200 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 180 x 130

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

BIBLIOGRAFIA Autore Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione

Denominazione del Cattedrale di San Martino, facciata contenitore

Autore opera fotografata Ignoto

RIFERIMENTO AD ALTRE 00067109 SCHEDE

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SCHEDA OPERA Pagine specifiche 3-29

IL VOLTO SANTO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067103

Autore Caleca A. (a cura di) Libro / Rivista Il Volto Santo storia e culto, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1982 edizione Pagine specifiche 59-69 Autore Guidi P. Libro / Rivista Per la storia della cattedrale e del Volto Santo, in Bollettino Storico Lucchese, IV Luogo e Anno di Lucca 1932 edizione Pagine specifiche 71-72 Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067103

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica legno

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento

note La storia della Cattedrale di Lucca è strettamente legata al culto del Volto Santo (la grande statua lignea raffigurante il Cristo Crocifisso vivo e trionfante, reliquiario per aver contenuto le ampolle del Sangue di Cristo e reliquia essa stessa per essere stata scolpita secondo la tradizione per diretto intervento divino). L’opera, oggetto di culto secolare e emblema della città, è scavata sul retro, sotto le spalle, per ospitare le reliquie e risulta adagiata su una croce parzialmente dipinta d´azzurro e circondata da una decorazione più tarda dalla forma circolare. Il Cristo, più volte ridipinto, presenta un volto dall´incarnato roseo, dalle labbra rosse, dai capelli neri riuniti in grosse ciocche e dalla barba ripartita in due secondo il costume ciriaco; raffigurato con la testa leggermente reclinata verso destra è ritratto ancora vivo e ad occhi aperti, secondo l´iconografia del Cristo Triumphans, vittorioso sulla morte. La testa risulta fortemente sporgente in avanti, indizio questo di una collocazione originaria rialzata, la visione dal basso infatti giustifica la sproporzione tra apertura delle braccia ed altezza. Indossa una lunga veste blu, originariamente rossa in segno di martirio, dotata di maniche: si tratta della tunica sacerdotale detta “colobium”, allusiva alla dignità regale del Messia; questa, stretta alla vita da una cintura dorata ricadente in due lunghe liste parallele, contribuisce ad individuare l´asse centrale della figura grazie alle pieghe scavate simmetricamente e al un gioco lineare derivante che ne alleggerisce il rigore volumetrico. La leggenda , scritta a nome del diacono Leobino, narra che la scultura sarebbe stata eseguita da Nicodemo sul modello diretto di Cristo morto e terminata dagli angeli; rinvenuta a Gerusalemme dal vescovo

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni tAnnotazioni sul retro a matita: “Lucca – Volto Santo/ Duomo”; “Sc: XII”. Timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi

Denominazione / Titolo Cristo Crocifisso vivo e trionfante tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Il Volto Santo

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino, statua del Volto Santo

Oggetto d’insieme Lucca – Cattedrale di San Martino. Volto Santo

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Il Volto Santo

RIFERIMENTO AD 00067104 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Statua

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo prima metà da 1100 ca. a 1150 ca.

Misure mm 120 x 96

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario Misure mm 260 x 175

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto secondario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica Cappella del Volto Santo

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SCHEDA OPERA Gualafredo, portata per terra fino a Isoppe e poi per mare fino a Luni, sarebbe stata infine trasferita nel 742 nel Duomo di Lucca. Sfatata la leggenda e accantonata l´idea dell´origine siriaca intorno al VI-VII secolo, la critica si è espressa in modo controverso riguardo a cronologia e qualificazione stilistica dell´oggetto. I più hanno convenuto nell´individuarvi la copia tarda di un originale perduto dell´VIII secolo e la scultura, il cui culto è attestato già nella Cronaca di Guglielmo di Malmsbury (1143), è stata variamente datata dal secolo XI al XIII, in riferimento a diversi modelli iconografici europei (soprattutto spagnoli e tedeschi). Un´ultima ipotesi è basata sul confronto con la cultura lombarda dell´XI secolo, in particolare con i crocifissi argentei, e avanza la figura di un´artista proveniente da tale area e attivo nell´ambito delle commissioni lucchesi dei vescovi Anselmo I e Anselmo II tra i secoli XI e XII.

IL VOLTO SANTO

Pagine specifiche 71-72 Autore Capitani L.

Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067104

Libro / Rivista Il Volto Santo Anno di edizione 2000 Compilatore Insana Agata Scheda

BIBLIOGRAFIA Autore Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Pagine specifiche 3-29 Autore De Francovich G. Libro / Rivista Il Volto Santo di Lucca, in Bollettino Storico Lucchese - VIII Luogo e Anno di Lucca 1936 edizione Autore Guidi P. Libro / Rivista Per la storia della cattedrale e del Volto Santo, in Bollettino Storico Lucchese - IV Luogo e Anno di Lucca 1932 edizione

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XIX

N° di Inv. Generale 00067104

Da 1890

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1900 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Il Volto Santo Titolo proprio dell’immagine Lucca - Cattedrale. Il Volto Santo senza paludamenti Specifiche del titolo Titolo dell’autore, stampato nell’immagine OGGETTO Definizione dell’oggetto Positivo

Oggetto d’insieme Lucca – Cattedrale di San Martino. Volto Santo

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Il Volto Santo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca – Volto Santo/ Duomo”; “Sc: XII”. Timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi

Denominazione / Titolo Cristo Crocifisso vivo e trionfante tradizionale Materiale e tecnica legno

note - La storia della Cattedrale di Lucca è strettamente legata al culto del Volto Santo (la grande statua lignea raffigurante il Cristo Crocifisso vivo e trionfante, reliquiario per aver contenuto le ampolle del Sangue di Cristo e reliquia essa stessa per essere stata scolpita secondo la tradizione per diretto intervento divino). L’opera, oggetto di culto secolare e emblema della città, è scavata sul retro, sotto le spalle, per ospitare le reliquie e risulta adagiata su una croce parzialmente dipinta d´azzurro e circondata da una decorazione più tarda dalla forma circolare. Il Cristo, più volte ridipinto, presenta un volto dall´incarnato roseo, dalle labbra rosse, dai capelli neri riuniti in grosse ciocche e dalla barba ripartita in due secondo il costume ciriaco; raffigurato con la testa leggermente reclinata verso destra è ritratto ancora vivo e ad occhi aperti, secondo l´iconografia del Cristo Triumphans, vittorioso sulla morte. La testa risulta fortemente sporgente in avanti, indizio questo di una collocazione originaria rialzata, la visione dal basso infatti giustifica la sproporzione tra apertura delle braccia ed altezza. Indossa una lunga veste blu, originariamente rossa in segno di martirio, dotata di maniche: si tratta della tunica sacerdotale detta “colobium”, allusiva alla dignità regale del Messia; questa, stretta alla vita da una cintura dorata ricadente in due lunghe liste parallele, contribuisce ad individuare l´asse centrale della figura grazie alle pieghe scavate simmetricamente e al un gioco lineare derivante che ne alleggerisce il rigore volumetrico.

AUTORE Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo 8288

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

RIFERIMENTO AD 00067103 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Statua

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1930/ ante

N° oggetti / elementi 1

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Prima metà da 1100 ca. a 1150 ca.

Misure mm 200 x 260

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Fratelli Alinari

Provincia Lucca

Indicazione del nome e Firenze, Fratelli Alinari dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore Localizzazione specifica Cappella del Volto Santo

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SCHEDA OPERA La leggenda , scritta a nome del diacono Leobino, narra che la scultura sarebbe stata eseguita da Nicodemo sul modello diretto di Cristo morto e terminata dagli angeli; rinvenuta a Gerusalemme dal vescovo Gualafredo, portata per terra fino a Isoppe e poi per mare fino a Luni, sarebbe stata infine trasferita nel 742 nel Duomo di Lucca. Sfatata la leggenda e accantonata l´idea dell´origine siriaca intorno al VI-VII secolo, la critica si è espressa in modo controverso riguardo a cronologia e qualificazione stilistica dell´oggetto. I più hanno convenuto nell´individuarvi la copia tarda di un originale perduto dell´VIII secolo e la scultura, il cui culto è attestato già nella Cronaca di Guglielmo di Malmsbury (1143), è stata variamente datata dal secolo XI al XIII, in riferimento a diversi modelli iconografici europei (soprattutto spagnoli e tedeschi). Un´ultima ipotesi è basata sul confronto con la cultura lombarda dell´XI secolo, in particolare con i crocifissi argentei, e avanza la figura di un´artista proveniente da tale area e attivo nell´ambito delle commissioni lucchesi dei vescovi Anselmo I e Anselmo II tra i secoli XI e XII.

Libro / Rivista Per la storia della cattedrale e del Volto Santo, in Bollettino Storico Lucchese - IV Luogo e Anno di Lucca 1932 edizione Pagine specifiche 71-72 Autore Capitani L. Libro / Rivista Il Volto Santo Anno di edizione 2000 Compilatore Insana Agata Scheda

CIBORIO, GRADINO: SANTO STEFANO, SANTO VESCOVO E PROFETA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067105

BIBLIOGRAFIA Autore Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Pagine specifiche 3-29 Autore De Francovich G. Libro / Rivista Il Volto Santo di Lucca, in Bollettino Storico Lucchese - VIII Luogo e Anno di Lucca 1936 edizione Autore Guidi P.

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Nino Pisano

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067105

Da 1940

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Ciborio, gradino: Santo Stefano, santo vescovo e profeta

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino. Ciborio, particolare del gradino

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto Positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00067106; 00067107 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Rilievo Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Cattedrale di san Martino. Ciborio, Cristo in pietà tra angeli e santi.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Ciborio, gradino: Santo Stefano, santo vescovo e profeta

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca –di pisano”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale

note Nel 1584 Vincenzo Civitali eseguì per l’altare della cappella del Sacramento il ciborio ottagonale in marmi colorati, riutilizzando rilievi trecenteschi. Questi cinque frammenti, ricomposti in modo tale da dare prominenza alla sezione centrale con il Cristo in Pietà, nonostante il taglio agli spigoli, lasciano immaginare la forma originaria probabilmente rettilinea. Al centro di una composta ed elegante teoria di santi e profeti a mezzo busto, si staglia il Cristo nell´atto di emergere da un sepolcro esagonale, con le braccia aperte sorrette da due angeli. Questa figura è scolpita con grande perizia tecnica, dal momento che presenta la testa a bassorilievo, mentre il resto del corpo è completamente staccato dal fondo. Gli angeli, invece, come tutte le altre figure, sono a bassorilievo e conservano tracce di policromia nei capelli, nelle aureole e nelle ali. Il loro busto è leggermente incurvato verso l´esterno, e il loro sguardo è rivolto alla Madonna e al San Giovanni Evangelista piangenti posti ai lati. Nei due segmenti successivi, si ripetono specularmente due coppie raffiguranti gli stessi santi, e cioè Stefano e un santo vescovo con il pastorale e la mitria, mentre alle estremità, sono due figure barbute con cartiglio che potrebbero identificarsi con altrettanti profeti. Una approfondita analisi stilistica induce a collocare questi rilievi tra le opere della produzione tarda di Nino Pisano avvalendosi delle numerose affinità con il sepolcro dell´arcivescovo Scherlatti (Pisa, Museo dell´opera del Duomo), commissionato allo scultore nel 1362. In entrambe le opere la Madonna e il San Giovanni presentano le stesse caratteristiche (dalla resa dei panneggi alle espressioni di dolore).

Materiale e tecnica marmo AUTORE Autore Nino Pisano Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV Frazione di secolo Terzo quarto da 1350 ca. a 1374 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 170 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario Misure mm 230 x 330

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto secondario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica Cappella del Sacramento

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SCHEDA OPERA Questo aspetto più umano dell´arte di Nino, che si ritrova declinato nei sentimenti di dolcezza nei gruppi delle Madonne col Bambino, era stato notato anche da Vasari, il quale, nella seconda edizione delle Vite, sottolineava come l’artista “cominciasse a cavare la durezza de´ sassi e ridurgli alla vivezza delle carni”. Quest´opera, come anche il Dossale di Arliano di cui, con ogni probabilità, doveva fungere da base, costituisce la prova del successo e della diffusione riscossa dalla cultura figurativa di Andrea e Nino in territorio lucchese.

Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 108 - 109 Autore Giometti C Libro / Rivista Nino Pisano, Cristo in Pietà tra Santi e Angeli Anno di edizione 2000 Compilatore Insana Agata Scheda

BIBLIOGRAFIA

CIBORIO, GRADINO: CRISTO IN PIETÀ FRA SANTI E ANGELI Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067106

Autore Burresi M. Libro / Rivista Niveo de Marmore, catalogo della mostra Luogo e Anno di Genova 1992 edizione Pagine specifiche 174-175 Autore Baracchini C., Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Pagine specifiche 258 Autore Moskowitz A. Libro / Rivista The Sculpture of Andrea and Nino Pisano Luogo e Anno di Cambridge 1986 edizione Autore Baracchini C. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti e documenti di storia lucchese, catalogo della mostra

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Nino Pisano

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067106

Da 1940

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Ciborio, gradino: Cristo in pietà fra santi e angeli

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino. Ciborio, particolare del gradino

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo Titolo dell’autore, stampato nell’immagine

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto Positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00067105; 00067107 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Cattedrale di san Martino. Ciborio, Cristo in pietà tra angeli e santi.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Ciborio, gradino: Cristo in pietà tra angeli e santi.

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca –Duomo/ XIV”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo Cristo Crocifisso vivo e trionfante tradizionale

note - Nel 1584 Vincenzo Civitali eseguì per l’altare della cappella del Sacramento il ciborio ottagonale in marmi colorati, riutilizzando rilievi trecenteschi. Questi cinque frammenti, ricomposti in modo tale da dare prominenza alla sezione centrale con il Cristo in Pietà, nonostante il taglio agli spigoli, lasciano immaginare la forma originaria probabilmente rettilinea. Al centro di una composta ed elegante teoria di santi e profeti a mezzo busto, si staglia il Cristo nell´atto di emergere da un sepolcro esagonale, con le braccia aperte sorrette da due angeli. Questa figura è scolpita con grande perizia tecnica, dal momento che presenta la testa a bassorilievo, mentre il resto del corpo è completamente staccato dal fondo. Gli angeli, invece, come tutte le altre figure, sono a bassorilievo e conservano tracce di policromia nei capelli, nelle aureole e nelle ali. Il loro busto è leggermente incurvato verso l´esterno, e il loro sguardo è rivolto alla Madonna e al San Giovanni Evangelista piangenti posti ai lati. Nei due segmenti successivi, si ripetono specularmente due coppie raffiguranti gli stessi santi, e cioè Stefano e un santo vescovo con il pastorale e la mitria, mentre alle estremità, sono due figure barbute con cartiglio che potrebbero identificarsi con altrettanti profeti. Una approfondita analisi stilistica induce a collocare questi rilievi tra le opere della produzione tarda di Nino Pisano avvalendosi delle numerose affinità con il sepolcro dell´arcivescovo Scherlatti (Pisa, Museo dell´opera del Duomo), commissionato allo scultore nel 1362.

Materiale e tecnica marmo AUTORE Autore Nino Pisano Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV Frazione di secolo Terzo quarto da 1350 ca. a 1374 ca.

Misure mm 165 x 232

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario Misure mm 230 x 330

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto secondario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca

Indicazione del nome e Firenze, Fratelli Alinari dell’indirizzo

Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica Cappella del Sacramento

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SCHEDA OPERA In entrambe le opere la Madonna e il San Giovanni presentano le stesse caratteristiche (dalla resa dei panneggi alle espressioni di dolore). Questo aspetto più umano dell´arte di Nino, che si ritrova declinato nei sentimenti di dolcezza nei gruppi delle Madonne col Bambino, era stato notato anche da Vasari, il quale, nella seconda edizione delle Vite, sottolineava come l’artista “cominciasse a cavare la durezza de´ sassi e ridurgli alla vivezza delle carni”. Quest´opera, come anche il Dossale di Arliano di cui, con ogni probabilità, doveva fungere da base, costituisce la prova del successo e della diffusione riscossa dalla cultura figurativa di Andrea e Nino in territorio lucchese.

Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti e documenti di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 108 - 109 Autore Giometti C. Libro / Rivista Nino Pisano, Cristo in Pietà tra Santi e Angeli Anno di edizione 2000 Compilatore Insana Agata Scheda

BIBLIOGRAFIA

CIBORIO, GRADINO: PROFETA, SANTO VESCOVO E SANTO DIACONO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067107

Autore Burresi M. Libro / Rivista Niveo de Marmore, catalogo della mostra Luogo e Anno di Genova 1992 edizione Pagine specifiche 174 - 175 Autore Baracchini C., Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Pagine specifiche 258 Autore Moskowitz A. Libro / Rivista The Sculpture of Andrea and Nino Pisano Luogo e Anno di Cambridge 1986 edizione Autore Baracchini C.

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Nino Pisano

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067107

Da 1940

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Ciborio, gradino: Profeta, santo vescovo e santo diacono

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino. Ciborio, particolare del gradino

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto Positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00067105; 00067106 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Cattedrale di san Martino. Ciborio, Cristo in pietà tra angeli e santi.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Ciborio, gradino: Profeta, santo vescovo e santo diacono

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale

note - Nel 1584 Vincenzo Civitali eseguì per l’altare della cappella del Sacramento il ciborio ottagonale in marmi colorati, riutilizzando rilievi trecenteschi. Questi cinque frammenti, ricomposti in modo tale da dare prominenza alla sezione centrale con il Cristo in Pietà, nonostante il taglio agli spigoli, lasciano immaginare la forma originaria probabilmente rettilinea. Al centro di una composta ed elegante teoria di santi e profeti a mezzo busto, si staglia il Cristo nell´atto di emergere da un sepolcro esagonale, con le braccia aperte sorrette da due angeli. Questa figura è scolpita con grande perizia tecnica, dal momento che presenta la testa a bassorilievo, mentre il resto del corpo è completamente staccato dal fondo. Gli angeli, invece, come tutte le altre figure, sono a bassorilievo e conservano tracce di policromia nei capelli, nelle aureole e nelle ali. Il loro busto è leggermente incurvato verso l´esterno, e il loro sguardo è rivolto alla Madonna e al San Giovanni Evangelista piangenti posti ai lati. Nei due segmenti successivi, si ripetono specularmente due coppie raffiguranti gli stessi santi, e cioè Stefano e un santo vescovo con il pastorale e la mitria, mentre alle estremità, sono due figure barbute con cartiglio che potrebbero identificarsi con altrettanti profeti. Una approfondita analisi stilistica induce a collocare questi rilievi tra le opere della produzione tarda di Nino Pisano avvalendosi delle numerose affinità con il sepolcro dell´arcivescovo Scherlatti (Pisa, Museo dell´opera del Duomo), commissionato allo scultore nel 1362.

Materiale e tecnica marmo AUTORE Autore Nino Pisano Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV Frazione di secolo Terzo quarto da 1350 ca. a 1374 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 170 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario Misure mm 230 x 330

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto secondario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica Cappella del Sacramento

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SCHEDA OPERA In entrambe le opere la Madonna e il San Giovanni presentano le stesse caratteristiche (dalla resa dei panneggi alle espressioni di dolore). Questo aspetto più umano dell´arte di Nino, che si ritrova declinato nei sentimenti di dolcezza nei gruppi delle Madonne col Bambino, era stato notato anche da Vasari, il quale, nella seconda edizione delle Vite, sottolineava come l’artista “cominciasse a cavare la durezza de´ sassi e ridurgli alla vivezza delle carni”. Quest´opera, come anche il Dossale di Arliano di cui, con ogni probabilità, doveva fungere da base, costituisce la prova del successo e della diffusione riscossa dalla cultura figurativa di Andrea e Nino in territorio lucchese.

Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti e documenti di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione

SAN MARTINO E IL POVERO

Pagine specifiche 108 - 109 Autore Giometti C.

Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067108

Libro / Rivista Nino Pisano, Cristo in Pietà tra Santi e Angeli Anno di edizione 2000 Compilatore Insana Agata Scheda

BIBLIOGRAFIA Autore Burresi M. Libro / Rivista Niveo de Marmore, catalogo della mostra Luogo e Anno di Genova 1992 edizione Pagine specifiche 174 - 175 Autore Baracchini C., Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Pagine specifiche 258 Autore Moskowitz A. Libro / Rivista The Sculpture of Andrea and Nino Pisano Luogo e Anno di Cambridge 1986 edizione Autore Baracchini C.

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Maestro di san Martino e il povero

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067108

Da 1940

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Martino e il povero Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino. San Martino e il povero

OGGETTO Definizione dell’oggetto statua

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Identificazione

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

AUTORE Autore Maestro di San Martino e il povero Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

note - Il gruppo scultoreo raffigurante San Martino e il povero era originariamente situato in facciata su una coppia di mensole scolpite aggettanti. Una ricca letteratura artistica è fiorita attorno a quest´opera, segnalandola come un esempio importantissimo nel panorama dell’arte romanica in Italia. Sostituito da una copia nel 1946 e, dopo un lungo restauro, posto all´interno, in controfacciata, il gruppo si compone di San Martino, ancora in sella al cavallo, e del povero che gli tende la mano nell´atto di chiedere l´elemosina. Il santo, pur nella ieratica staticità della figura, si volge verso il mendicante e con la spada divide in due il suo mantello. Entrambi i personaggi si presentano bloccati nei gesti ed il panneggio delle vesti risulta piuttosto rigido. Il cavallo si impone per la sua monumentalità e, per quanto concerne l´esecuzione, per una certa attenzione al dettaglio naturalistico, come testimonia ad esempio la resa della criniera in morbide onde parallele. Il gruppo scultoreo, sebbene formato da figure piuttosto rigide, sprigiona, grazie ad uno studiatissimo gioco di sguardi, un sorprendente dinamismo: il muto colloquio tra Martino e il povero chiama in causa anche lo spettatore, catturato dello sguardo del santo e da quello del suo destriero. La critica è divisa sia sull’attribuzione sia sulla datazione, si va da un Maestro di cultura bizantina attivo in Toscana nei primi anni del XIII a scultori dal gusto arcaizzante attivi nel XIV secolo.

Materiale e tecnica Pietra calcarea di Santa Maria del Giudice

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna rossa: “XIII”.

Denominazione / Titolo Elemosina di San Martino tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto San Martino e il povero

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIII Frazione di secolo Prima metà da 1200 ca. a 1249 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 240 x 180

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore Localizzazione specifica controfacciata

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SCHEDA OPERA Compilatore Insana Agata Scheda

BIBLIOGRAFIA Autore Belli Barsali I. Libro / Rivista Lucca. Guida alla città Luogo e Anno di Lucca 1988 edizione Pagine specifiche 70

FACCIATA, PRIMO ORDINE DI LOGGETTE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067109

Autore Baracchini C., Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Pagine specifiche 20-21, 103 Autore Ragghianti C. L. Libro / Rivista L´arte in Italia, III Luogo e Anno di Roma 1969 edizione Pagine specifiche 280 Autore Ridolfi E. Libro / Rivista L´arte in Lucca studiata nella sua Cattedrale Luogo e Anno di Lucca 1882 edizione Pagine specifiche 92, 220 Autore Carletti L. Libro / Rivista San Martino dona parte del mantello al povero Anno di edizione 2000

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067109

Da 1940

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Facciata, primo ordine di loggette Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino. Facciata, particolare

OGGETTO Identificazione

AUTORE Autore Maestranze varie Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

note - Sorta nel secolo XI dal rifacimento del più antico edificio risalente al secolo VIII, la cattedrale di Lucca ha subito numerosi ed incisivi interventi per mano di illustri artisti non solo locali (fra cui Guidetto con la sua maestranza di origine lombarda – alle quali si deve il frontespizio ornato di loggette –, Nicola Pisano a cui si devono le sculture del portale sinistro e Guido Bigarelli che con la sua maestranza orna il sottoportico). Il cantiere si protrae per secoli tra modifiche e incisivi interventi (soprattutto tra XIV e XV secolo che vedono la riduzione da cinque a tre navate) che ne hanno profondamente alterato la fisionomia interna ed esterna. L’intervento di artisti del calibro di Antonio Pardini, Jacopo della Quercia, Matteo Civitali, del Passignano, Federico Zuccari e Tintoretto, senza dimenticare Filippo Juvarra che progettò il rinnovamento della facciata (mai messo in essere) testimoniano l’importanza e il prestigio che andava assumendo la Cattedrale, meta di pellegrinaggi. Infatti bisogna ricordare che la sua storia è strettamente legata al culto del Volto Santo (la grande statua lignea raffigurante il Cristo Crocifisso vivo e trionfante, reliquiario per aver contenuto le ampolle del Sangue di Cristo e reliquia essa stessa per essere stata scolpita secondo la tradizione per diretto intervento divino).

Materiale e tecnica Calcare e serpentino

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca, Duomo/ Facciata”. timbri sul retro: “Fratelli Alinari Soc. p. Az./ I.D.E.A./ Firenze – Via Nazionale”

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto Facciata, primo ordine di loggette

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme Lucca – Cattedrale di san Martino. Facciata.

Tipologia Architettura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

RIFERIMENTO AD 00067102 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto architettura

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIII Frazione di secolo Prima metà da 1200 ca. a 1249 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 195 x 262

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Fratelli Alinari

Provincia Lucca

Indicazione del nome e Fratelli Alinari Soc. p. Az./ I.D.E.A./ Firenze dell’indirizzo – Via Nazionale

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione timbro

Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore Localizzazione specifica facciata

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SCHEDA OPERA

PROFETI Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067262

BIBLIOGRAFIA Autore Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Pagine specifiche 3-29 Autore Caleca A. (a cura di) Libro / Rivista Il Volto Santo storia e culto, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1982 edizione Pagine specifiche 59-69 Autore Guidi P. Libro / Rivista Per la storia della cattedrale e del Volto Santo, in Bollettino Storico Lucchese, IV Luogo e Anno di Lucca 1932 edizione Pagine specifiche 71-72 Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Antonio Pardini, maestranza

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067262

Da 1940

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca città Intestazione fascicolo Lucca – San Martino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Profeti Titolo proprio dell’immagine Lucca – Cattedrale di San Martino. Fianco settentrionale, particolare con profeti

OGGETTO Identificazione

note - Si tratta di statue raffiguranti dei profeti poste originariamente sui pinnacoli del secondo contrafforte, a riguardo lo Schmarsow (1882) parlava genericamente di opere da attribuire alla scuola di Andrea Pisano mentre il Lazzarini (1970) le identificava come opere di Antonio Pardini. Le statue, oggi conservate presso il Museo della Cattedrale, rientrano in quella serie di interventi volti, tra i secoli XIV e XV, a decorare i contrafforti e i finestroni del fianco settentrionale, queste fanno parte di un gruppo di Profeti e un Apostolo (attribuito a Jacopo della Quercia) realizzati da una maestranza di scultori diretta da Antonio Pardini (archimagister del Duomo dal 1395 al 1419), anche se non si esclude un intervento diretto dell’artista soprattutto nella resa dei panneggi e del sottile modellato chiaroscurale delle forme. I due personaggi, entrambi coperti da una tunica e avvolti da un ampio mantello reggenti un cartiglio srotolato quale simbolo della rivelazione divina, si distinguono per l’età: il profeta più giovane ha i capelli lunghi e fluenti, mentre il profeta anziano presenta la fronte corrugata, la capigliatura e la barba corte e arricciate.

Materiale e tecnica marmo AUTORE Autore Antonio Pardini, maestranza Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca/ S. Martino?”

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto Profeti

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme Lucca – Cattedrale di san Martino. Fianco settentrionale

Tipologia scultura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto statua

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XIV - XV

RAPPORTO

Frazione di secolo Fine/ inizio

N° d’inventario del negativo

da 1390 ca. a 1410 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 195 x 262

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario Misure mm 186 x 215

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto secondario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca Denominazione del Cattedrale di San Martino contenitore

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Localizzazione specifica Fianco settentrionale, secondo contrafforte

Motivazione dell’attribuzione

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SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Schmazsow Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1882 edizione Pagine specifiche 33, 37, 114 Autore Lazzarini P. Libro / Rivista Oreficeria Sacra a Lucca. Dal XII al XV secolo, catalogo della mostra Luogo e Anno di Firenze 1970 edizione Pagine specifiche 297 - 298 Autore Baracchini C., Caleca A. Libro / Rivista Il Duomo di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1973 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

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SANSONE UCCIDE UN LEONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067117

LUCCA DENTRO LE MURA MUSEO NAZIONALE DI VILLA GUINIGI 110

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Maestranza lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067117

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Sansone uccide un leone Titolo proprio dell’immagine Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi. Sansone uccide un leone

OGGETTO Identificazione

AUTORE Autore Maestranza lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

note - La lastra marmorea di forma quadrata, originariamente intarsiata in serpentino, proveniente dalla Cattedrale di San Martino e probabile componente del corrispondente arredo presbiteriale, è documentata nella localizzazione attuale a partire dal 1913. L’opera, resecata lungo i bordi dove doveva essere completata da una cornice intagliata a sguancio, vede un grande clipeo centrale, delimitato da un bordo rilevato a sguancio con decorazioni vegetali e completato, negli spazi di risulta angolari, da un articolato disegno a racemi ed elementi vegetali intagliato nel fondo. La parte centrale è occupata dalla compressa raffigurazione ad alto rilievo di Sansone in atto di smascellare il leone. L’eroe biblico è mostrato a cavalcioni della fiera, nudo e con il manto sollevato che si dispone lungo la ghiera di incorniciatura, ad indicare l’impeto ed il movimento dell’azione, mentre il leone, dalla ricca criniera percorsa da una fitta e regolare trapanatura, è reso con il collo ruotato all’indietro. La scena rappresentata riveste un significato di particolare rilievo nella dottrina cristiana in quanto rimanda simbolicamente alla discesa di Cristo nel Limbo e al riscatto dei progenitori. Lo schema iconografico utilizzato di origini lombardo-emiliane viene qui reinterpretato in maniera originale, caratteri e stilemi vari, la straordinaria carica espressiva, nonché la riuscita alternanza fra il gusto coloristico della tarsia ed il plasticismo accentuato della figurazione centrale ne fanno in ogni caso uno dei pezzi più interessanti della collezione museale.

Materiale e tecnica marmo

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a pennarello: “Lucca/ Museo Civico/ da Decker”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto Sansone uccide un leone

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi

Tipologia scultura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Ultimo quarto da 1175 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 240 x 180

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Museo nazionale di Villa Guinigi contenitore Localizzazione specifica Sezione Dall’Alto Medioevo al Romanico

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SCHEDA OPERA La critica diverge sia sull’attribuzione che sulla datazione, il Salmi (1928) ritiene che l’opera provenga da un pluteo smembrato e la mette in rapporto con i capitelli del Battistero di Pisa risalenti agli inizi del XIII secolo, mentre la Nicco Fasola (1946) ne anticipa la datazione alla seconda metà del XII secolo, legandola ad uno scultore lombardo che unisce ad una severità tipicamente nordica un vivace colorismo toscano (attribuzione ribadita nella Mostra di Parigi del 1952); da notare inoltre i legami stilistici col maestro Filippo, autore del pulpito di San Gennaro di Capannori.

ANGELO ANNUNCIANTE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067118

BIBLIOGRAFIA Autore Salmi M. Libro / Rivista La scultura romanica in Toscana Luogo e Anno di Firenze 1928 edizione Pagine specifiche 71; 75, n. 30 Autore Nicco Fasola G. Libro / Rivista Scultura romanica alla mostra di Pisa, in “Belle arti” Luogo e Anno di 1946 - 1948 edizione Pagine specifiche 88 Libro / Rivista Tresor d´arte du Moyen-Age en Italie, catalogo della mostra Luogo e Anno di Paris 1952 edizione Pagine specifiche 105 Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Domenico di Fathino

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067118

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Angelo annunciante Titolo proprio dell’immagine Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi. Angelo annunciante

OGGETTO Identificazione

AUTORE Autore Domenico di Fathino Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

note - L’opera commissionata da Cristofani Arrigo a Domenico di Fathino, così come documentato da un documento risalente al 1389, mantiene la sua policromia originale (piccole lacune sono state stuccate e integrate dal restauro del 1960). Si tratta di un blocco unico di legno al quale è stato innestato all’altezza della spalla il braccio, facente parte di un gruppo scultoreo è stato ideato in pieno dialogo con una statua raffigurante la Vergine Annunciata, oggi perduta. L´annuncio è sottolineato dal gesto tradizionale della mano benedicente e tradotto in parole sul cartiglio (“AVE MARIA GRASIA PRENA DOMINO IS TECHU(M)”) che scende assecondando il profilo del manto. Per quanto riguarda la stesura cromatica, probabilmente è opera di un altro artista assai vicino al modello pittorico di Giuliano di Simone. Da notare come la definizione della figura è affidata piuttosto al colore che al rilievo sia nell’ovale del volto, definito graficamente e non dall’articolazione dei volumi, sia nella sagoma del corpo che contiene al suo interno il gesto delle braccia raccolte così vicine al busto. L’opera, ritirata durante l’ultima guerra a scopo protettivo, fu restaurata negli anni Sessanta dello scorso secolo in attesa della riapertura al culto della chiesa di san Cristoforo venne esposta a Villa Guinigi.

Materiale e tecnica Legno dipinto

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “v. Partigliano/ Lucca, Museo Civico/ ex S. Cristoforo”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto Angelo annunciante

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi

Tipologia scultura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto statua

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV Frazione di secolo Fine da 1389 ca. a 1389 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 244 x 120

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Museo nazionale di Villa Guinigi contenitore Localizzazione specifica Sezione Dall’Alto Medioevo al Romanico

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SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Salmi M. Libro / Rivista Scultura Lignea. Lucca 1200-1425, catalogo della mostra, I Luogo e Anno di Firenze 1995 edizione Pagine specifiche 135-136 Autore Belli Barsali I. Libro / Rivista Lucca. Guida alla cittĂ Luogo e Anno di Lucca 1988 edizione Pagine specifiche 194 Autore Concioni G., Ferri C., Ghilarducci G. Libro / Rivista Arte e pittura nel medioevo lucchese Luogo e Anno di Lucca 1994 edizione

PLUTEO IN DUE FRAMMENTI CON CROCE, COLOMBE, DISCHI AD ANELLI CONCENTRICI, UNICORNO E LEONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067119

Pagine specifiche 314-316 Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Maestranza lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067119

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pluteo in due frammenti con croce, colombe, dischi ad anelli concentrici, unicorno e leone

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi. Pluteo

Motivazione dell’attribuzione LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Specifiche del titolo

Data 1960/ ante

OGGETTO Definizione dell’oggetto Positivo

RAPPORTO

N° oggetti / elementi 1

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto pluteo Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pluteo in due frammenti con croce, colombe, dischi ad anelli concentrici, unicorno e leone

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna rossa: “Lucca, Museo nazionale di Villa Guinigi, Transenna n. 405/ secolo”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione

Denominazione / Titolo tradizionale

note - La maestranza, autrice di questo pluteo in due frammenti conservato al Museo Nazionale di Villa Guinigi proveniente dalla chiesa suburbana di San Concordio, si dimostra particolarmente vicina alla maestranza dei plutei della chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, con la quale condivide la predilezione per un tipo di intaglio piatto, condotto con taglio obliquo o con scalpello a sezione triangolare che intende ricalcare, anche nella scelta dei motivi decorativi, l´oreficeria barbarica negli elementi aniconici e figurali schematizzati.

Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Maestranza lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. VIII- IX Frazione di secolo da 700 ca. a 899 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 154 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Museo nazionale di Villa Guinigi contenitore

120

Localizzazione specifica Sezione Dall’Alto Medioevo al Romanico

121


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Baracchini C. (a cura di) Libro / Rivista Lucca e l’Europa un’idea di medioevo (V- XI secolo)

MADONNA COL BAMBINO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067238

Luogo e Anno di Lucca 2010 edizione Libro / Rivista Corpus della scultura altomedievale. La diocesi di Lucca Luogo e Anno di Spoleto 1959 edizione Pagine specifiche 41-42 Libro / Rivista Romanesque Sculpture in Tuscany Luogo e Anno di Firenze 1928 edizione Pagine specifiche 15-18 Compilatore Insana Agata Scheda

122

123


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Andrea Pisano, cerchia

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067238

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Museo nazionale di Villa Guinigi

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Madonna col Bambino Titolo proprio dell’immagine Camporgiano, chiesa di San Giacomo. Madonna col Bambino

OGGETTO Definizione dell’oggetto statua

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Identificazione

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

Materiale e tecnica Legno policromo

Autore Andrea Pisano, cerchia Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

note - La statua, proveniente dalla chiesa di san Giacomo apostolo di Camporgiano, raffigura una Madonna che sorregge con il braccio sinistro il Bambino. L´opera, fortemente danneggiata (tantochè risulta più corta rispetto all’originale di ben 6 cm in quanto la parte inferiore è andata perduta, la figura del Bambino è appena leggibile e manca il braccio destro della Vergine). La salda volumetria dell’insieme è assecondata dall´andamento del panneggio della veste che accompagna lo sguardo e lo indirizza verso destra e quello del manto che si detta pieghe curvilinee dal grande vigore plastico. L’opera, rimasta a lungo coricata su un fianco in un ambiente molto umido,presenta caratteri riconducibili alla maniera di Andrea Pisano, soprattutto per quanto riguarda la resa delle proporzioni delle figure e l’attenzione rivolta al panneggio.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita azzurra: “Cat. N. 238”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”; “Ente Provinciale per il Turismo/ Lucca/ omaggio”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Madonna col Bambino

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIV Frazione di secolo Secondo quarto da 1325 ca. a 1349 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 180 x 120

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Museo nazionale di Villa Guinigi contenitore Localizzazione precedente Camporgiano – Chiesa di San Giacomo Apostolo

124

125


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Burresi M. Libro / Rivista Scultura Lignea Lucca 1200 – 1425, catalogo mostra a cura di Baracchini C. Luogo e Anno di Firenze 1995 edizione Pagine specifiche pp. 128-130 Autore Bertolini L., Bucci M. (a cura di) Libro / Rivista Mostra d’Arte Sacra dal secolo VI al secolo XIX Luogo e Anno di Lucca 1957 edizione Pagine specifiche 59 Compilatore Insana Agata Scheda

126

127


FONTE BATTESIMALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067110

LUCCA DENTRO LE MURA BASILICA DI SAN FREDIANO 128

129


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Maestro Roberto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067110

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Frediano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Fonte battesimale Titolo proprio dell’immagine Lucca – Basilica di San Frediano. Fonte battesimale

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Marmo di Luni

Autore Maestro Roberto Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

note - Il fonte battesimale, emblema della scultura medievale lucchese e toscana del XII secolo, presenta una struttura complessa ed articolata distribuita su più livelli. Costituito da una vasca marmorea circolare impostata su uno zoccolo riccamente modanato, risulta interamente scavato al suo interno e dotato di bocchette di scarico per il deflusso dell´acqua e di un fastigio superiore a forma di tempietto circolare collegati fra loro da un pilastro decorato con un motivo a solchi ondulati che rievoca sinteticamente lo scorrere delle acque, nel quale si inseriscono un animale mostruoso e una figurina nuda, plausibilmente una divinità fluviale. L’opera vanta un ricco apparato scultoreo a bassorilievo, ispirato sia alla storia sacra che all´intero ciclo della vita, concepito come ordinato e perenne ripetersi di avvenimenti sullo sfondo della Gerusalemme celeste. Sul bacino inferiore, composto da sei doghe marmoree si dispiegano episodi della vita di Mosè (l’Esilio degli Ebrei in Egitto, Mosè bambino al cospetto della figlia del Faraone, il Miracolo della verga tramutata in serpente, il Passaggio del Mar Rosso, la Consegna delle tavole della Legge e Mosè che affida queste ad Aronne). Entro un colonnato ripreso da un sarcofago paleocristiano, compaiono sette personaggi disposti in due gruppi, ai lati del Buon Pastore: si tratta forse della personificazione dei doni dello Spirito Santo. La zona inferiore del bacino sovrastante la vasca presenta, invece, dodici protomi fra umane e leonine, da cui in origine doveva sgorgare l´acqua. Anche per questo il Silva ha ipotizzato una sua originaria funzione in qualità di fontana, probabilmente un “cantharus” collocato di fronte alla basilica

AUTORE

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “S. Frediano – fonte battesimale/ Lucca”. Annotazioni sul retro a matita: “Roberto”. timbri sul retro: “Foto Ghilardi/ via Mordini 8/ Lucca”

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto Fonte battesimale

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme Lucca – Basilica di San Frediano. Fonte battesimale.

Tipologia scultura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

RIFERIMENTO AD 00067111; 00067112 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Fonte battesimale

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 195 x 262

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ghilardi

Provincia Lucca

Indicazione del nome e Foto Ghilardi, via Mordini 8 - Lucca dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione timbro

Denominazione del Basilica di san Frediano contenitore Localizzazione specifica

130

131


SCHEDA OPERA ed alimentato, secondo l’uso romano, da acqua corrente. Il suo trasferimento all’interno può essere messo in relazione con le trasformazioni che la chiesa subì nella seconda metà del XIII secolo. Sul coperchio sono raffigurati i Mesi, in successione oraria, al di sopra dei quali vi sono gli apostoli. L’esecuzione dei vari brani di scultura si può far risalire a più mani, ma è a Maestro Roberto che viene ricondotta l’ideazione del complesso (sul bordo è visibile la firma, assai lacunosa e controversa, dell´artista: “ME FECIT ROBERTUS MAGIST(er) IN A(rt)E P(er)ITUS”). Lo scultore formatosi presso il cantiere del portico della Cattedrale di San Martino da molti è ritenuto un discepolo di Biduino in riferimento alla straordinaria ricchezza delle fonti percepibile nella complessa strutturazione del programma iconografico della vasca.

Pagine specifiche 264-265 Compilatore Insana Agata Scheda

FONTE BATTESIMALE, VASCA: CAVALIERE CATAFRATTO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067111

BIBLIOGRAFIA Autore Bozzoli C. Libro / Rivista Il fonte di San Frediano, in “Scoperta armonia: arte medievale a Lucca Luogo e Anno di Lucca 2014 edizione Pagine specifiche 247-250 Autore Puccinelli P. Libro / Rivista La Basilica di San Frediano in Lucca Luogo e Anno di Lucca 1950 edizione Pagine specifiche 59 Autore Silva R. Libro / Rivista La Basilica di San Frediano in Lucca : urbanistica, architettura, arredo Luogo e Anno di Lucca 1989 edizione

132

133


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Maestro Roberto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067111

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Frediano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Fonte battesimale, vasca: cavaliere catafratto

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Basilica di San Frediano. Fonte battesimale, vasca, particolare con cavaliere catafratto

Motivazione dell’attribuzione LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Specifiche del titolo

Data 1960/ ante

OGGETTO Definizione dell’oggetto Positivo

RAPPORTO

N° oggetti / elementi 1

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00067110; 00067112 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Fonte battesimale Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Basilica di San Frediano. Fonte battesimale.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Fonte battesimale, vasca: cavaliere catafratto

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca - S. Frediano/ Vasca battesimale”. Annotazioni sul retro a matita: “Roberto”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Marmo di Luni

note - Il fonte battesimale, emblema della scultura medievale lucchese e toscana del XII secolo, presenta una struttura complessa ed articolata distribuita su più livelli. Costituito da una vasca marmorea circolare impostata su uno zoccolo riccamente modanato, risulta interamente scavato al suo interno e dotato di bocchette di scarico per il deflusso dell´acqua e di un fastigio superiore a forma di tempietto circolare collegati fra loro da un pilastro decorato con un motivo a solchi ondulati che rievoca sinteticamente lo scorrere delle acque, nel quale si inseriscono un animale mostruoso e una figurina nuda, plausibilmente una divinità fluviale. L’opera vanta un ricco apparato scultoreo a bassorilievo, ispirato sia alla storia sacra che all´intero ciclo della vita, concepito come ordinato e perenne ripetersi di avvenimenti sullo sfondo della Gerusalemme celeste. Sul bacino inferiore, composto da sei doghe marmoree si dispiegano episodi della vita di Mosè (l’Esilio degli Ebrei in Egitto, Mosè bambino al cospetto della figlia del Faraone, il Miracolo della verga tramutata in serpente, il Passaggio del Mar Rosso, la Consegna delle tavole della Legge e Mosè che affida queste ad Aronne). Entro un colonnato ripreso da un sarcofago paleocristiano, compaiono sette personaggi disposti in due gruppi, ai lati del Buon Pastore: si tratta forse della personificazione dei doni dello Spirito Santo. La zona inferiore del bacino sovrastante la vasca presenta, invece, dodici protomi fra umane e leonine, da cui in origine doveva sgorgare l´acqua. Anche per questo il Silva ha ipotizzato una sua originaria funzione in qualità di fontana, probabilmente un “cantharus” collocato di fronte alla basilica

AUTORE Autore Maestro Roberto Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 227 x 166 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca Denominazione del Basilica di san Frediano contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

134

135


SCHEDA OPERA ed alimentato, secondo l’uso romano, da acqua corrente. Il suo trasferimento all’interno può essere messo in relazione con le trasformazioni che la chiesa subì nella seconda metà del XIII secolo. Sul coperchio sono raffigurati i Mesi, in successione oraria, al di sopra dei quali vi sono gli apostoli. L’esecuzione dei vari brani di scultura si può far risalire a più mani, ma è a Maestro Roberto che viene ricondotta l’ideazione del complesso (sul bordo è visibile la firma, assai lacunosa e controversa, dell´artista: “ME FECIT ROBERTUS MAGIST(er) IN A(rt)E P(er)ITUS”). Lo scultore formatosi presso il cantiere del portico della Cattedrale di San Martino da molti è ritenuto un discepolo di Biduino in riferimento alla straordinaria ricchezza delle fonti percepibile nella complessa strutturazione del programma iconografico della vasca.

Pagine specifiche 264-265 Compilatore Insana Agata Scheda

FONTE BATTESIMALE, VASCA: CAVALIERE CATAFRATTO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067112

BIBLIOGRAFIA Autore Bozzoli C. Libro / Rivista Il fonte di San Frediano, in “Scoperta armonia: arte medievale a Lucca Luogo e Anno di Lucca 2014 edizione Pagine specifiche 247-250 Autore Puccinelli P. Libro / Rivista La Basilica di San Frediano in Lucca Luogo e Anno di Lucca 1950 edizione Pagine specifiche Autore Silva R. Libro / Rivista La Basilica di San Frediano in Lucca : urbanistica, architettura, arredo Luogo e Anno di Lucca 1989 edizione

136

137


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Maestro Roberto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067112

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Frediano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Fonte battesimale, vasca: cavaliere catafratto

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Basilica di San Frediano. Fonte battesimale, vasca, particolare con cavaliere catafratto

Motivazione dell’attribuzione LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Specifiche del titolo

Data 1960/ ante

OGGETTO Definizione dell’oggetto Positivo

RAPPORTO

N° oggetti / elementi 1

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00067110; 00067111 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Fonte battesimale Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Basilica di San Frediano. Fonte battesimale.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Fonte battesimale, vasca: cavaliere catafratto

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca - S. Frediano – fonte battesimale/ Maestro delle storie di Mosè”.

Denominazione / Titolo tradizionale

note - Il fonte battesimale, emblema della scultura medievale lucchese e toscana del XII secolo, presenta una struttura complessa ed articolata distribuita su più livelli. Costituito da una vasca marmorea circolare impostata su uno zoccolo riccamente modanato, risulta interamente scavato al suo interno e dotato di bocchette di scarico per il deflusso dell´acqua e di un fastigio superiore a forma di tempietto circolare collegati fra loro da un pilastro decorato con un motivo a solchi ondulati che rievoca sinteticamente lo scorrere delle acque, nel quale si inseriscono un animale mostruoso e una figurina nuda, plausibilmente una divinità fluviale. L’opera vanta un ricco apparato scultoreo a bassorilievo, ispirato sia alla storia sacra che all´intero ciclo della vita, concepito come ordinato e perenne ripetersi di avvenimenti sullo sfondo della Gerusalemme celeste. Sul bacino inferiore, composto da sei doghe marmoree si dispiegano episodi della vita di Mosè (l’Esilio degli Ebrei in Egitto, Mosè bambino al cospetto della figlia del Faraone, il Miracolo della verga tramutata in serpente, il Passaggio del Mar Rosso, la Consegna delle tavole della Legge e Mosè che affida queste ad Aronne). Entro un colonnato ripreso da un sarcofago paleocristiano, compaiono sette personaggi disposti in due gruppi, ai lati del Buon Pastore: si tratta forse della personificazione dei doni dello Spirito Santo. La zona inferiore del bacino sovrastante la vasca presenta, invece, dodici protomi fra umane e leonine, da cui in origine doveva sgorgare l´acqua. Anche per questo il Silva ha ipotizzato una sua originaria funzione in qualità di fontana, probabilmente un “cantharus” collocato di fronte alla basilica

Materiale e tecnica Marmo di Luni AUTORE Autore Maestro Roberto Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 300 x 235 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca Denominazione del Basilica di san Frediano contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

138

139


SCHEDA OPERA ed alimentato, secondo l’uso romano, da acqua corrente. Il suo trasferimento all’interno può essere messo in relazione con le trasformazioni che la chiesa subì nella seconda metà del XIII secolo. Sul coperchio sono raffigurati i Mesi, in successione oraria, al di sopra dei quali vi sono gli apostoli. L’esecuzione dei vari brani di scultura si può far risalire a più mani, ma è a Maestro Roberto che viene ricondotta l’ideazione del complesso (sul bordo è visibile la firma, assai lacunosa e controversa, dell´artista: “ME FECIT ROBERTUS MAGIST(er) IN A(rt)E P(er)ITUS”). Lo scultore formatosi presso il cantiere del portico della Cattedrale di San Martino da molti è ritenuto un discepolo di Biduino in riferimento alla straordinaria ricchezza delle fonti percepibile nella complessa strutturazione del programma iconografico della vasca.

Pagine specifiche 264-265 Compilatore Insana Agata Scheda

BIBLIOGRAFIA Autore Bozzoli C. Libro / Rivista Il fonte di San Frediano, in “Scoperta armonia: arte medievale a Lucca Luogo e Anno di Lucca 2014 edizione Pagine specifiche 247-250 Autore Puccinelli P. Libro / Rivista La Basilica di San Frediano in Lucca Luogo e Anno di Lucca 1950 edizione Pagine specifiche Autore Silva R. Libro / Rivista La Basilica di San Frediano in Lucca : urbanistica, architettura, arredo Luogo e Anno di Lucca 1989 edizione

140

141


SAN LEONARDO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067114

LUCCA DENTRO LE MURA CHIESA DI SAN LEONARDO 142

143


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067114

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1 Intestazione busta Lucca – dentro le mura

Specifiche

Intestazione fascicolo Lucca – San Leonardo

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Leonardo Titolo proprio dell’immagine Lucca – Chiesa di San Leonardo. Esterno, particolare con san Leonardo

OGGETTO Definizione dell’oggetto Rilievo

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Identificazione

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

note - Il rilievo raffigurante San Leonardo è da mettere in relazione al rilievo posto lungo la via dei Borghi a coronamento di un portale d’accesso ad un’abitazione privata raffigurante san Jacopo. La fattura è la medesima e anche la datazione (1561). Il santo imberbe in dalmatica regge un libro e dei ceppi. - La chiesa di san Leonardo in Borghi fu costruita nel 1188 all´esterno delle mura medievali, in prossimità dell´antica porta settentrionale della città, accanto ad un ospedale intitolato a San Marco Evangelista, da Leonardo (abate e discepolo di S. Remigio) e di San Tommaso di Canterbury. Riconsacrata nel 1349 da Jacopo vescovo di Corsica con i suddetti titoli, subì restauri negli anni 1376, 1575 e 1726. Appartenne ai canonici di San Frediano dal 1517 fino al 1780, poi divenne parrocchia indipendente. Fu chiusa nel periodo napoleonico e poi riaperta nel 1821. Quasi completamente rifatta nel 1860 e riconsacrata dal vescovo Arrigoni nel 1863, solo nel fianco meridionale mantiene visibile una muratura medievale con un portale tamponato.

Materiale e tecnica Pietra calcarea

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca – Via dei Borghi”.Annotazioni sul retro a penna: “Doppia”; “S. Leonardo”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto San Leonardo

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XVI Frazione di secolo Terzo quarto da 1561 ca. a 1561 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 240 x 178

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di san Leonardo contenitore Localizzazione specifica

144

145


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Nicolai U. Libro / Rivista Notizie storiche circa la Chiesa e Parrocchia di S. Leonardo in Borghi Luogo e Anno di Lucca 1966 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

146

147


ANGELI REGGI CANDELABRO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067121

LUCCA DENTRO LE MURA CHIESA DEI SANTI PAOLINO E DONATO 148

149


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067121

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Paolino

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Definizione dell’oggetto statua

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Identificazione

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

Materiale e tecnica Legno policromo AUTORE

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

Definizione dell’oggetto positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo 8022

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La coppia di angeli reggi candelabro in legno policromo presentano delle tuniche colorate con colletto e dei manti dalla bordura a galloni. Il gioco delle pieghe è finemente definito e mentre adagiano una mano al ventre reggono con l’altra dei candelabri dal fusto a colonna tortile e terminanti in capitelli compositi. - Di antichissima origine (forse eretta in luogo di un tempio pagano), la chiesa dei santi Paolino e Donato è stata completamente ricostruita due volte (nel XIV e nel XVI secolo). La titolazione a san Giorgio e poi a sant’Antonio lascia il posto a san Paolino a seguito del ritrovamento delle sue ossa. L’associazione a san Donato si deve invece alla demolizione dell’antica basilica a lui dedicata nei primi anni del XVI secolo a causa dei lavori della nuova cinta muraria. Ricchissimo il corredo pittorico interno realizzato in gran parte tra Cinque e Seicento dai più importanti artisti dell´epoca. Risparmiata dalle soppressioni napoleoniche, la chiesa ha conservato pressoché intatto il proprio patrimonio originale accresciuto anche dall´arrivo di nuovi pezzi trasportati qui dalle chiese chiuse al culto.

Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca – Chiesa dei Santi Paolino e Donato, angeli reggi candelabro

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca – San Paolino”. Timbri sul retro: “Gabinetto Fotografico/ della Soprintendenza alle Gallerie/ Piazzale degli Uffizi – Firenze/ fot. N. 8022/ è autorizzata la pubblicazione, ma con l’obbligo/ di […] : Soprintendenza alle Gallerie di Firenze”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Angeli reggi candelabro

ANNOTAZIONI

Soggetto Angeli reggi candelabro

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1199 ca.

Misure mm 167 x 115

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa die santi Paolino e Donato contenitore Localizzazione specifica

150

151


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Collareta M. Libro / Rivista Scultura lignea Lucca 1200-1425, catalogo della mostra, I Luogo e Anno di Firenze 1995 edizione Autore Barsotti G. Libro / Rivista Lucca sacra. Guida storico artistica religiosa di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1923 edizione Pagine specifiche 303-318 Autore Belli Barsali I. Libro / Rivista Lucca. Guida alla cittĂ Luogo e Anno di Lucca 1988 edizione Pagine specifiche 139 Compilatore Insana Agata Scheda

152

153


SAN TOMMASO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067126

LUCCA DENTRO LE MURA CHIESA DI SAN TOMMASO APOSTOLO IN PELLERIA 154

155


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067126

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Piazza san Tommaso

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Tommaso Titolo proprio dell’immagine Lucca, chiesa di san Tommaso Apostolo in Pelleria, esterno della canonica, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto provini

Identificazione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “la migliore”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione

Denominazione / Titolo tradizionale

note - Il rilievo, collocato all’esterno della canonica della chiesa intitolata a san Tommaso in Pelleria, rappresenta un episodio della vita del santo descritto in un vangelo apocrifo del IV secolo che spiega come sia diventato il protettore dei costruttori e degli architetti a seguito della conversione di re Gundaforo. - La chiesa, collocata nella contrada dove si conciavano le pelli, già menzionata nel 758 fu in gran parte ristrutturata tra il XII e il XIII secolo e inclusa con il suo borgo in un ampliamento altomedievale della cinta muraria romana. Nel XVIII secolo fu rialzata e l´interno fu coperto con una volta a botte. L’edificio attuale presenta un portale decorato a tralci rigonfi da ricondurre alla maestranza di Guidetto. - Sono presenti due negativi in bianconero.

Materiale e tecnica Marmo bianco AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione Analisi stilistica

Nome

RAPPORTO

ANNOTAZIONI

Soggetto San Tommaso

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

RIFERIMENTO AD 00067127 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Rilievo

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

OGGETTO

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 125 x 60 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca Denominazione del Chiesa di san Tommaso Apostolo in contenitore Pelleria

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica esterno, canonica, sopra la porta d’ingresso

156

157


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

SAN TOMMASO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067127

Autore Belli Barsali I. Libro / Rivista Lucca. Guida alla cittĂ Luogo e Anno di Lucca 1988 edizione Autore Di Monaco B. Libro / Rivista Rione di Pelleria Luogo e Anno di Lucca 2011 edizione Autore Giorgi G. Libro / Rivista Le chiese di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1974 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

158

159


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067127

Da 1950

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1970 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Piazza san Tommaso

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Tommaso Titolo proprio dell’immagine Lucca, chiesa di san Tommaso Apostolo in Pelleria, esterno della canonica, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto provini

Identificazione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Osservazioni

Denominazione / Titolo tradizionale

note - Il rilievo, collocato all’esterno della canonica della chiesa intitolata a san Tommaso in Pelleria, rappresenta un episodio della vita del santo descritto in un vangelo apocrifo del IV secolo che spiega come sia diventato il protettore dei costruttori e degli architetti a seguito della conversione di re Gundaforo. - La chiesa, collocata nella contrada dove si conciavano le pelli, già menzionata nel 758 fu in gran parte ristrutturata tra il XII e il XIII secolo e inclusa con il suo borgo in un ampliamento altomedievale della cinta muraria romana. Nel XVIII secolo fu rialzata e l´interno fu coperto con una volta a botte. L’edificio attuale presenta un portale decorato a tralci rigonfi da ricondurre alla maestranza di Guidetto. - Sono presenti due negativi in bianconero.

Materiale e tecnica Marmo bianco AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

RAPPORTO

ANNOTAZIONI

Soggetto San Tommaso

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1970/ ante

RIFERIMENTO AD 00067126 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Rilievo

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

OGGETTO

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica C

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 100 x 110 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca Denominazione del Chiesa di san Tommaso Apostolo in contenitore Pelleria

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica esterno, canonica, sopra la porta d’ingresso

160

161


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Belli Barsali I. Libro / Rivista Lucca. Guida alla cittĂ Luogo e Anno di Lucca 1988 edizione Autore Di Monaco B. Libro / Rivista Rione di Pelleria Luogo e Anno di Lucca 2011 edizione Autore Giorgi G. Libro / Rivista Le chiese di Lucca Luogo e Anno di Lucca 1974 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

162

163


PORTALE MAGGIORE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067113

LUCCA DENTRO LE MURA CHIESA DI SANT’ ALESSANDRO 164

165


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067113

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Sant’Alessandro

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Portale maggiore Titolo proprio dell’immagine Lucca – Chiesa di Sant’Alessandro. Facciata, portale

OGGETTO Definizione dell’oggetto portale

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Identificazione

Oggetto d’insieme

Tipologia architettura

AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento

note - La chiesa attestata fin dal IX secolo, fu ricostruita nell´XI secolo (quando accolse i resti di Sant’Alessandro I papa e martire, in tale occasione fu anche costruita la cripta, poi interrata nel XVI secolo). Considerata come il prototipo dell´architettura romanica lucchese, lontana dalle influenze pisane e lombarde, la chiesa ha conservato intatto almeno esternamente il suo aspetto originario che vede un notevole utilizzo di materiale di reimpiego. Il rigore costruttivo caratterizzante è evidente soprattutto nel disegno della facciata dalle equilibrate proporzioni, nel paramento a filari alternativamente alti e bassi di calcare bianco e nelle decorazioni di stampo classico dei portali, di facciata e laterale. L´assetto attuale dell´interno è però il frutto dell´intervento voluto, tra il 1838 e il 1840, dal duca Carlo Ludovico di Borbone ed eseguito dal Nottolini che ridusse a quattro gli altari commissionati nel corso del Seicento da illustri famiglie cittadine e pose una nuova balaustra davanti all´altare maggiore. Nel XIII secolo la chiesa ospitò la Curia dei Foretani, cioè il tribunale del Comune di Lucca delegato a giudicare le controversie fra cittadini e contadini del distretto delle Sei miglia. Nel 1679 la “Visita Pastorale” del cardinale Spinola attesta come nella chiesa si riunissero anche l´Università degli Speziali e Barbieri e la Compagnia del SS. Sacramento, registrate ancora nel 1712. - Romano Silva individua nella parte anteriore (facciata e fianchi fino agli ingressi laterali) i resti di un primitivo edificio risalente al IX secolo e colloca in epoca anselmiana il suo un ampliamento.

Materiale e tecnica Pietra calcarea, porfido, marmo verde

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca, S. Alessandro”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Portale maggiore

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. IX Frazione di secolo da 800 ca. a 899 ca.

Misure mm 130 x 85

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario Misure mm 260 x 200

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto secondario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Chiesa di sant’Alessandro contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

166

167


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Silva R. Libro / Rivista La Chiesa di Sant’Alessandro Maggiore in Lucca Luogo e Anno di Lucca 1987 edizione Autore Ghilardi E. Libro / Rivista Elementi comuni e variazioni in quattro piccole basiliche romaniche lucchesi : Sant’Alessandro Maggiore, S. Salvatore, S. Giusto, S. Pietro Somaldi, Tesi Luogo e Anno di Pisa 2012 edizione Libro / Rivista Sant’Alessandro, Lucca, in “La Critica d’Arte” Luogo e Anno di Lucca 1949 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

168

169


MADONNA COL BAMBINO IN TRONO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067120

LUCCA DENTRO LE MURA CHIESA DI SANTA MARIA FORISPORTAM 170

171


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Scultore lucchese del XII secolo

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067120

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Santa Maria Forisportam

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Madonna col Bambino in trono Titolo proprio dell’immagine Lucca, Chiesa di santa Maria Foriportam. Madonna col Bambino

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea di Santa Maria del Giudice AUTORE Motivazione dell’attribuzione Bibliografia, Ragghianti C. L.

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

note - Ragghianti afferma che quest’opera e il rilievo raffigurante il Lavacro di un infante conservato presso la Collezione Mazzarosa siano opere dello stesso autore, che conta nel proprio catalogo anche due esemplari conservati presso il Museo Bardini di Firenze, un leone con guerriero presso la chiesa di santa Maria Forisportam e la Vergine Annunciata a New York alla Cloisters Collection. Tutti frammenti di un medesimo pergamo smembrato nel XVI secolo, accanto ad essi dovevano comparire altri episodi raffiguranti scene della prima infanzia di Cristo e altre decorazioni; l’intero corpus è stato via via ricostruito su base stilistica e presenta tratti originali ma omogenei espressi, per esempio, nella resa dei panneggi dalle pieghe cordonate. L’analisi di Ragghianti si sofferma sulla forte relazione tra l’artista e i maestri dell’abbaziale di Saint Gilles incentrata principalmente nella modalità e nella frequenza dell’utilizzo del trapano, nonché nelle decorazioni a fori presenti nelle aureole a scodella. Lo studioso fa risalire l’opera al 1180 circa, datazione condivisa dalla Baracchini e dalla Filieri (1990).

Autore Scultore Lucchese del XII secolo

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Scultore lucchese del XII secolo - / “Madonna col Bambino in trono”/ Lucca –S. Maria Forisportam [distrutta in tempi recenti nel corso/ di un tentato furto]/ (Archivio fotografico “Critica d’Arte” e “Sele Arte” – Firenze, Villa La Costa, Via/ Dazzi -5747)/ numero di catalogo 6 -”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto Madonna col Bambino in trono

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto Positivo

RIFERIMENTO AD 00067115; 00067116; 00067254; 00067255 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Ultimo quarto da 1180 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN / Gel atina ai sali d’argento Misure mm 230 x 124

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario Misure mm 330 x 230

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto secondario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca Denominazione del Chiesa di Santa Maria Forisportam contenitore

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Localizzazione specifica porta laterale sinistra, lunetta

Motivazione dell’attribuzione

172

173


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Ragghianti C. L. Libro / Rivista Studi Lucchesi Pagine specifiche 236 - 237 Luogo e Anno di Lucca 1990 edizione Autore Baracchini C.; Filieri M. T. Libro / Rivista Niveo de marmore. L´uso artistico del marmo di Carrara dall´XI al XV secolo, catalogo mostra Luogo e Anno di Genova, 1992 edizione Pagine specifiche pp. 152-153 Autore Bertolini L., Bucci M. (a cura di) Libro / Rivista Mostra d’Arte Sacra dal secolo VI al secolo XIX Luogo e Anno di Lucca 1957 edizione Pagine specifiche 17 Compilatore Insana Agata Scheda

174

175


SAN JACOPO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067122

LUCCA DENTRO LE MURA VIA DEI BORGHI 176

177


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067122

Da 1950

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1970 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Via dei Borghi

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Jacopo Titolo proprio dell’immagine Lucca – Via dei Borghi. San Jacopo Specifiche del titolo OGGETTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

ANNOTAZIONI

Soggetto San Jacopo

Osservazioni l rilievo raffigurante San Jacopo è da mettere in relazione al rilievo posto lungo la facciata laterale della chiesa di san Leonardo in Borghi raffigurante lo stesso santo. La fattura è la medesima e anche la datazione (1560). Questo rilievo si trova nella medesima via ma a seguito dei molti rifacimenti che hanno interessato la zona ora risulta estranea al contesto in cui si trova (come coronamento di un portale di accesso ad un’abitazione privata).

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

N° d’inventario del negativo

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

Colore / Materia e Tecnica C

Identificazione

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1970/ ante

N° oggetti / elementi 1

RIFERIMENTO AD 00067123; 00067124; 00067125 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto Positivo

OGGETTO

note - La chiesa di san Leonardo in Borghi fu costruita nel 1188 all´esterno delle mura medievali, in prossimità dell´antica porta settentrionale della città, accanto ad un ospedale intitolato a San Marco Evangelista, da Leonardo (abate e discepolo di S. Remigio) e di San Tommaso di Canterbury. Riconsacrata nel 1349 da Jacopo vescovo di Corsica con i suddetti titoli, subì restauri negli anni 1376, 1575 e 1726. Appartenne ai canonici di San Frediano dal 1517 fino al 1780, poi divenne parrocchia indipendente. Fu chiusa nel periodo napoleonico e poi riaperta nel 1821. Quasi completamente rifatta nel 1860 e riconsacrata dal vescovo Arrigoni nel 1863, solo nel fianco meridionale mantiene visibile una muratura medievale con un portale tamponato.

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XVI Frazione di secolo Terzo quarto da 1560 ca. a 1560 ca.

Misure mm 125 x 125 Tipo Misure Supporto primario

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Provincia Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Comune Lucca Denominazione del Via dei Borghi contenitore Localizzazione specifica

178

179


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

SAN JACOPO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067123

Autore Nicolai U. Libro / Rivista Notizie storiche circa la Chiesa e Parrocchia di S. Leonardo in Borghi Luogo e Anno di Lucca 1966 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

180

181


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067123

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Via dei Borghi

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Jacopo Titolo proprio dell’immagine Lucca – Via dei Borghi. San Jacopo Specifiche del titolo OGGETTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

ANNOTAZIONI

Soggetto San Jacopo

Osservazioni l rilievo raffigurante San Jacopo è da mettere in relazione al rilievo posto lungo la facciata laterale della chiesa di san Leonardo in Borghi raffigurante lo stesso santo. La fattura è la medesima e anche la datazione (1560). Questo rilievo si trova nella medesima via ma a seguito dei molti rifacimenti che hanno interessato la zona ora risulta estranea al contesto in cui si trova (come coronamento di un portale di accesso ad un’abitazione privata).

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

N° d’inventario del negativo

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

Identificazione

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RIFERIMENTO AD 00067122; 00067124; 00067125 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto Positivo

OGGETTO

note - La chiesa di san Leonardo in Borghi fu costruita nel 1188 all´esterno delle mura medievali, in prossimità dell´antica porta settentrionale della città, accanto ad un ospedale intitolato a San Marco Evangelista, da Leonardo (abate e discepolo di S. Remigio) e di San Tommaso di Canterbury. Riconsacrata nel 1349 da Jacopo vescovo di Corsica con i suddetti titoli, subì restauri negli anni 1376, 1575 e 1726. Appartenne ai canonici di San Frediano dal 1517 fino al 1780, poi divenne parrocchia indipendente. Fu chiusa nel periodo napoleonico e poi riaperta nel 1821. Quasi completamente rifatta nel 1860 e riconsacrata dal vescovo Arrigoni nel 1863, solo nel fianco meridionale mantiene visibile una muratura medievale con un portale tamponato.

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XVI Frazione di secolo Terzo quarto da 1560 ca. a 1560 ca.

Misure mm 126 x 88 Tipo Misure Supporto primario

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Provincia Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Comune Lucca Denominazione del Via dei Borghi contenitore Localizzazione specifica

182

183


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

SAN JACOPO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067124

Autore Nicolai U. Libro / Rivista Notizie storiche circa la Chiesa e Parrocchia di S. Leonardo in Borghi Luogo e Anno di Lucca 1966 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

184

185


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067124

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 1

Specifiche

Intestazione busta Lucca – dentro le mura Intestazione fascicolo Lucca – Via dei Borghi

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto San Jacopo Titolo proprio dell’immagine Lucca – Via dei Borghi. San Jacopo Specifiche del titolo OGGETTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

ANNOTAZIONI

Soggetto San Jacopo

Osservazioni Il rilievo raffigurante San Jacopo è da mettere in relazione al rilievo posto lungo la facciata laterale della chiesa di san Leonardo in Borghi raffigurante lo stesso santo. La fattura è la medesima e anche la datazione (1560). Questo rilievo si trova nella medesima via ma a seguito dei molti rifacimenti che hanno interessato la zona ora risulta estranea al contesto in cui si trova (come coronamento di un portale di accesso ad un’abitazione privata). Sono presenti 5 negativi bianconero e 4 a colori.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione Bibliografia

Nome

N° d’inventario del negativo

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

Identificazione

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RIFERIMENTO AD 00067122; 00067123; 00067125 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto provini

OGGETTO

note - La chiesa di san Leonardo in Borghi fu costruita nel 1188 all´esterno delle mura medievali, in prossimità dell´antica porta settentrionale della città, accanto ad un ospedale intitolato a San Marco Evangelista, da Leonardo (abate e discepolo di S. Remigio) e di San Tommaso di Canterbury. Riconsacrata nel 1349 da Jacopo vescovo di Corsica con i suddetti titoli, subì restauri negli anni 1376, 1575 e 1726. Appartenne ai canonici di San Frediano dal 1517 fino al 1780, poi divenne parrocchia indipendente. Fu chiusa nel periodo napoleonico e poi riaperta nel 1821. Quasi completamente rifatta nel 1860 e riconsacrata dal vescovo Arrigoni nel 1863, solo nel fianco meridionale mantiene visibile una muratura medievale con un portale tamponato.

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XVI Frazione di secolo Terzo quarto da 1560 ca. a 1560 ca.

Misure mm 185 x 60 Tipo Misure Supporto primario

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Provincia Lucca

Motivazione dell’attribuzione

Comune Lucca Denominazione del Via dei Borghi contenitore Localizzazione specifica

186

187


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Nicolai U. Libro / Rivista Notizie storiche circa la Chiesa e Parrocchia di S. Leonardo in Borghi Luogo e Anno di Lucca 1966 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

188

189


FACCIATA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067128

LUCCA FUORI LE MURA ARLIANO - PIEVE DI SAN GIOVANNI BATTISTA 190

191


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067128

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

AUTORE Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno.

Materiale e tecnica Pietra calcarea

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano / (Lucca)”; “foto9”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve romanica, particolare facciata

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, facciata

Oggetto d’insieme

Tipologia Architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, facciata

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Facciata

CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X - XII Frazione di secolo da 900 ca. a 1199 ca.

Misure mm 125 x 125

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

192

193


SCHEDA OPERA In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

PROSPETTO LATERALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067129

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

194

195


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067129

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale sinistro

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale sinistro

Riferimento a ruolo Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto architettura Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale sinistro

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano (Lucca)/ fianco sinistro”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/ Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X -XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 175 x 125

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

196

197


SCHEDA OPERA lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

PROSPETTO LATERALE, PARTICOLARE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067130

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

198

199


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067130

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale sinistro

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale sinistro

Riferimento a ruolo Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto architettura Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale sinistro

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano (Lucca)/ particolare del paramento della navatella/ sinistra”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X -XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 140 x 125

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

200

201


SCHEDA OPERA e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

ABSIDE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067131

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

202

203


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067131

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, particolare abside

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto abside Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, particolare abside

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Arliano Pieve”. annotazioni sul retro a matita: “abside (particolare)”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”; “Gabinetto Fotografico/ Soprintendenza Monumenti/ e Gallerie – Pisa/ Negat. N. 3606/ Eseguito il 3-X-51/ Pisa li 6-XI-51/ Riproduzione vietata”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Ignoto

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave

Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, abside

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X -XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 177 x 130

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

204

205


SCHEDA OPERA e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

ABSIDE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067133

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

206

207


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067133

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, particolare abside

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto abside Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, particolare abside

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano/ abside (particolare)”; “timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da

Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, abside

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X -XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 140 x 128

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

208

209


SCHEDA OPERA non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

ABSIDE, PARTICOLARE CON MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067134

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

210

211


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067134

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, abside, particolare monofora

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, abside, particolare monofora

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano (Lucca)/ finestra laterale sinistra dell’abside”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, abside, particolare

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X - XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 175 x 130

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

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213


SCHEDA OPERA lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

ABSIDE, PARTICOLARE CON FINESTRA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067135

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

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215


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067135

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, abside, particolare finestra

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto finestra Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, abside, particolare finestra

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano (Lucca)/ finestra centrale dell’abside”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, abside, particolare

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X - XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 172 x 127

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

216

217


SCHEDA OPERA e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

PROSPETTO LATERALE, PARTICOLARE CON MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067136

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

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SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067136

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro, particolare con monofora

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro, particolare

Riferimento a ruolo Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro, particolare con monofora

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Arliano”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così

Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X - XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 145 x 100

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

220

221


SCHEDA OPERA povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

PROSPETTO LATERALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067137

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

222

223


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067137

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, veduta fianco laterale destro

Riferimento a ruolo Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto architettura Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano (Lucca)/ fianco destro (meridionale)”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. X - XII Frazione di secolo da 900 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 175 x 125

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

224

225


SCHEDA OPERA e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

INTERNO, NAVATA DESTRA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067138

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

226

227


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067138

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, navata destra

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto navata Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano/ interno, particolare della navatella destra”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, interno, particolare navata destra.

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 132 x 122

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

228

229


SCHEDA OPERA e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

INTERNO, NAVATA SINISTRA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067139

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

230

231


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067139

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, navata sinistra

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto navata Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano/ interno, particolare della navatella sinistra./ (si nota in alto, nell’angolo del paramento del piano/ delle navatelle, la porta di accesso, ora murata, del/ campaniletrecentesco)”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una

Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, interno, particolare navata sinistra.

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 132 x 122

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

232

233


SCHEDA OPERA bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

INTERNO, NAVATA DESTRA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067140

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

234

235


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067140

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, navata destra

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto navata Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, fianco laterale destro

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano/ interno, particolare della navatella destra”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così

Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, interno, particolare navata destra

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 132 x 122

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

236

237


SCHEDA OPERA povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito.

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067141

BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

238

239


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067141

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Arliano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, particolare con capitello

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Arliano, Pieve di San Giovanni battista.

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, particolare con capitello

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Arliano (Lucca)/ S. Martino/ particolare del primo capitello a destra”. annotazioni sul retro a matita per probabile pubblicazione timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La pieve di San Giovanni presenta una consistente fase costruttiva risalente al X secolo precedente all´introduzione del XII secolo delle tecniche romaniche. La decorazione architettonica è basata sulla bicromia dei materiali utilizzati prevalentemente negli archi delle aperture e negli archetti pensili. Della struttura originaria non si sono conservate in elevato le murature della chiesa, ma sono ben visibili la struttura e le murature di una fase costruttiva databile tra il X e l´XI secolo nella quale vengono impiegate due tecniche diverse che condividono lo stesso apparato decorativo. Tali tecniche attribuibili a due maestranze differenti vedono in una l´utilizzo di bozze di calcare grigio di forma irregolare, non rifinite e disposte su filari quasi orizzontali lungo la parte bassa delle murature e nell’altra caratterizzata da una maggiore regolarità bozze quadrangolari rifinite a punta, collocate in filari orizzontali e paralleli. La particolarità di questa tecnica, comune negli edifici coevi, è la presenza di materiale di reimpiego che in questo caso è rappresentato dai laterizi tagliati e utilizzati nella bicromia degli archetti ciechi e delle monofore. Non si esclude che, date le loro forme e dimensioni, possa trattarsi di laterizi di età romana. La pieve di Arliano fu probabilmente tra le prime ad essere fondate nella diocesi di Lucca. Nel secolo X al titolo di San Martino si affiancano quello di San Giovanni Battista, che è poi prevalso, e quello di San Pietro (980), che si è invece in seguito perduto. In facciata si apre un portale con architrave e arco di scarico sovrastante e probabilmente una bifora nella parte alta. Una serie di monofore, presenti lungo le navate, illumina l´interno. In declino tra Due

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Arliano. Pieve di San Giovanni Battista, interno, particolare con capitello

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1199 ca.

Misure mm 138 x 124

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Arliano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni Battista contenitore Localizzazione specifica

240

241


SCHEDA OPERA e Trecento, nel Quattrocento la pieve diviene così povera da non poter mantenere stabilmente un pievano, viene perciò unita via via ad alcune delle chiese vicine, mentre a tutte si chiede di partecipare a coprire le spese liturgicamente più impellenti. Forse per merito di una più oculata gestione delle sue proprietà o grazie all´aumento del numero dei parrocchiani, o ancora perché affidata ad esponenti di nobili famiglie lucchesi, la pieve ritrova stabilità a partire dalla fine del Cinquecento: nella prima metà del secolo seguente vengono realizzati lavori di ristrutturazione e decorazione alla chiesa, costruite la canonica e la sacrestia, elevato il loggiato che collega queste ultime, solo il campanile dovrà aspettare la metà dell’Ottocento per essere ricostruito BIBLIOGRAFIA Autore Luporini E. Libro / Rivista Nuovi studi sull’Architettura medievale lucchese: la Pieve di Arliano Luogo e Anno di Firenze 1953 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

242

243


ACQUASANTIERA CON PROTOMI UMANE E TESTE DI ARIETE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067142

LUCCA FUORI LE MURA PIEVE DI BRANCOLI CHIESA DI SAN GIORGIO 244

245


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Raitus

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067142

Da 1933

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1933 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Brancoli

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Acquasantiera con protomi umane e teste di ariete

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Pieve di Brancoli. Chiesa di san Giorgio. Acquasantiera

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo 41600

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Acquasantiera Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca, Pieve di Brancoli, chiesa di san Giorgio

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Acquasantiera con protomi umane e teste di ariete

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Brancoli”. annotazioni sul retro a penna: “Raitus me fecit”. timbri sul retro: “Archivio Fotografico/Critica d’Arte Sele Arte/ Firenze/ Villa La Costa – Via Dazzi”; “Alinari/ Via Strozzi, 1/ - Firenze - “.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - Raitus noto come scultore e decoratore attraverso quest’opera recante incisa sul bordo una iscrizione che ne rivendica la paternità (“RAITUS ME FECIT”). L’acquasantiera rientra nelle committenze artistiche di Anselmo da Baggio, collocabile nell´ambito della fervida opera di riforma spirituale e liturgica da questi avviata in consonanza con Matilde di Canossa. Raitus si discosta dagli orientamenti della produzione scultorea lucchese immediatamente precedente, in parte ancora legati alla declinazione di motivi tipici della cultura astratta “longobarda”. Suoi aspetti peculiari appaiono invece l´apertura in direzione classicizzante e l´assimilazione di suggestioni provenienti dall´ambito arabo-ispanico (evidenti nel trattamento spigoloso dei tratti somatici delle figure, o nella resa del modellato per piani schiacciati e con orli a spigolo vivo) o da quello milanese maturato in particolare intorno alla schola ambrosiana. La tazza presenta esternamente due protomi umane e due teste di ariete, una delle quali sovrastata dall’iscrizione/ firma suddetta. Sulle facce laterali sono disposte rispettivamente due serpi intrecciate, l’albero della vita che si prolunga con le spire sotto di essi, un tralcio dalle maglie contenenti grappoli di uva e un secondo albero con un’altra firma posta lungo il fusto.

AUTORE Autore Raitus Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo Fine - inizio da 1090 ca. a 1110 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento Misure mm 245 x 190

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Alinari

Provincia Lucca

Indicazione del nome e Alinari - Via Strozzi, 1 - Firenze dell’indirizzo

Comune Lucca, pieve di Brancoli

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di San Giorgio contenitore Localizzazione specifica

246

247


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MENSOLA CON BALENA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067143

Autore Baldassari A. Libro / Rivista San Giorgio di Brancoli, Tesi di Laurea Luogo e Anno di Pisa 2001 edizione Autore Baracchini C. Libro / Rivista Problemi di scultura medievale nel contado lucchese : la Pieve di San Giorgio a Brancoli Pagine specifiche 11-26 Autore Romboli P. G. Libro / Rivista S. Giorgio della pieve di Brancoli Compilatore Insana Agata Scheda

248

249


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega toscana

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067143

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Brancoli

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Mensola con balena Titolo proprio dell’immagine Lucca, Pieve di Brancoli. Chiesa di san Giorgio, portale maggiore, particolare

Riferimento a ruolo

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

OGGETTO Definizione dell’oggetto portale

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Identificazione

Oggetto d’insieme

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto portale maggiore, particolare di mensola con balena

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Pieve di S. Giorgio a Brancoli (Lucca)/ facciata partic. Portale – spalla di archivolto e mensola (Balena con Giona ?)”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4834/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La Pieve di san Giorgio di Brancoli, fondata agli inizi del secolo VIII, inizialmente intitolata ai santi Giovanni e Giorgio e successivamente (intorno al X secolo) passata sotto il controllo del Vescovo di Lucca fu elevata a Pieve nel 1093 e in quest’occasione ristrutturata per volere del futuro Papa Alessandro II e della Contessa Matilde. L’edificio presenta una pianta a croce latina a tre navate, l’abside semicircolare e l’interno caratterizzato da una decorazione scultorea di alto valore artistico, in particolare modo si vedano i capitelli delle colonne reggenti le arcate a tutto sesto, il pulpito e l’acquasantiera di Raitus. All’esterno l’apparato decorativo segue perlopiù motivi zoomorfi e vegetali, come nel caso del portale maggiore, degli spioventi della facciata e dei portali laterali.

AUTORE Autore Bottega toscana Motivazione dell’attribuzione Bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XI Frazione di secolo Seconda metà da 1050 ca. a 1099 ca.

Misure mm 170 x 230 Tipo Misure Supporto primario

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Provincia Lucca Comune Lucca, Pieve di Brancoli

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di San Giorgio contenitore Localizzazione specifica

250

251


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Baldassari A. Libro / Rivista San Giorgio di Brancoli, Tesi di Laurea Luogo e Anno di Pisa 2001 edizione Autore Baracchini C. Libro / Rivista Problemi di scultura medievale nel contado lucchese : la Pieve di San Giorgio a Brancoli Pagine specifiche 11-26 Autore Romboli P. G. Libro / Rivista S. Giorgio della pieve di Brancoli Compilatore Insana Agata Scheda

252

253


PORTALE MAGGIORE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067147

LUCCA FUORI LE MURA GATTAIOLA - CHIESA DI SANT’ANDREA 254

255


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067147

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca(dintorni) chiesa di S. Andrea di/ Gattaiola: porta centrale della facciata”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3937/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Portale maggiore

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, particolare del portale maggiore

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Portale maggiore

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto portale

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

256

257


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

PORTALE LATERALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067148

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

258

259


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067148

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Andrea di/ Gattaiola: porta fianco sud”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3923/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Portale maggiore

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, particolare del portale laterale

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Portale laterale

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto portale

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 173

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

260

261


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca

PROSPETTO MERIDIONALE, PARTICOLARE LSezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067149

Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

262

263


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067149

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Veduta esterna, particolare del fianco meridionale

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, particolare con veduta esterna

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Veduta esterna, particolare del fianco meridionale

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni): chiesa di S. Andrea di Gatta‗/ iola: fianco sud”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3930/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1099 ca.

Misure mm 170 x 230 LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

264

265


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067150

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

266

267


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067150

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni)_ chiesa di S. Andrea di/ Gattaiola: monofora fianco sinistro”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3944/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto monofora

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, fianco sinistro, particolare

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto monofora

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

268

269


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067151

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

270

271


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067151

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Andrea di/ Gattaiola_ monofora testata absidale”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3929/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto monofora

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, abside, particolare con monofora

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto monofora

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

272

273


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067152

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

274

275


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067152

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Andrea/ di Gattaiola_ monofora absidale”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3921/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto monofora

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, abside, particolare con monofora

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto monofora

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

276

277


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067153

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

278

279


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067153

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Andrea di/ Gattaiola: capitello del pilastro destro”; “capitello da scolpire/ in situ”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3925/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Capitello

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, interno, particolare

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto capitello

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1150 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

280

281


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067154

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

282

283


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067154

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Andrea di/ Gattaiola: capitello”; “capitello da scolpire/ in situ”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3933/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Capitello

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, interno, particolare

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto capitello

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

284

285


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067155

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

286

287


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067155

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Gattaiola

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La chiesa di Sant’Andrea, eretta nel secolo VIII è stata ampliata e modificata nel XII e nel XVII secolo. Un restauro portato avanti nei primi anni del Novecento ha eliminato ogni traccia dell’assetto seicentesco mantenendo elementi altomedievali quali il capitello di stipite del portale maggiore, l’abside semicircolare, le monofore visibili lungo il fianco meridionale e, all’interno,alcuni capitelli. La chiesa originaria a navata unica corrisponde all’odierna navata sinistra.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Andrea di/ Gattaiola: terzo capitello a destra”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3934/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Capitello

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea, interno, particolare

Oggetto d’insieme Lucca, Gattaiola. Chiesa di Sant’Andrea

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto capitello

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Seconda metà da 1150 ca. a 1099 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Gattaiola

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Chiesa di Sant’Andrea contenitore Localizzazione specifica

288

289


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Sant’Andrea in Gattaiola, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Zecchini M. Libro / Rivista L’abitato di Gattaiola e i suoi tesori nascosti, in “Civiltà da scoprire”, 4 Luogo e Anno di 1985 edizione Pagine specifiche 14-17 Compilatore Insana Agata Scheda

290

291


PROSPETTO CON CAMPANILE E ABSIDE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067156

LUCCA FUORI LE MURA MONTUOLO - PIEVE DI SAN GIOVANNI BATTISTA 292

293


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067156

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Montuolo

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Pieve di San Giovanni Battista, veduta con campanile e abside

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto chiesa Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Montuolo, Pieve di San Giovanni battista

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Pieve di San Giovanni Battista, veduta con campanile e abside

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Giovanni/ Battista di Montuolo: campanile”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3896/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Laterizio e calcare

note - La Pieve di san Giovanni Battista di Montuolo risale al VIII secolo, soggetta a pesanti rifacimenti soprattutto nel corso dell’Ottocento mantiene poche tracce dell’assetto originario. L´interno rivela infatti un apparato decorativo riconducibile in parte ai primi decenni del XIX secolo, la stessa decorazione in monocromo di impronta classicheggiante reca la data 1825 e nel soffitto è riportata la data di restauro (1865). L´edificio, rialzato di sei braccia nel 1829 e allungato nel 1860, da basilicale divenne a croce latina. Intitolata inizialmente a san Martino, la Pieve acquista tale titolo già nel 845. Lo stesso campanile, risalente alla seconda metà del 1100, subì diversi restauri.

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Montuolo. Pieve di San Giovanni Battista, veduta

Motivazione dell’attribuzione

Specifiche del titolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. VIII Frazione di secolo Seconda metà da 750 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 799 ca.

Misure mm 230 x 170

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Montuolo

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni battista contenitore Localizzazione specifica

294

295


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

TERRILOGIO DELLA PIEVE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067157

Autore Ghilarducci G. (a cura di) Libro / Rivista Pieve di Santa Felicita, Pieve a Elici, Pieve di Camaiore, Pieve di Monsagrati, Pieve di Torre, Pieve Santo Stefano, Pieve di San Macario, Pieve di Arliano, Pieve di Flesso (oggi Montuolo), in “Lucensis ecclesiae monumenta”

Lucca fuori Le mura Montuolo Scheda N. 00067157

Luogo e Anno di Lucca 2008 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

296

297


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067157

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Montuolo

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Terrilogio della Pieve di San Giovanni Battista di Montuolo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto documento Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – Montuolo. Pieve di San Giovanni battista

Tipologia disegno

ANNOTAZIONI

Soggetto Terrilogio della Pieve di San Giovanni Battista di Montuolo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Giovanni/ Battista di Montuolo: terrilogio conservato/ in Archivio Parrocchiale”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3948/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica carta

note - - La Pieve di san Giovanni Battista di Montuolo risale al VIII secolo, soggetta a pesanti rifacimenti soprattutto nel corso dell’Ottocento mantiene poche tracce dell’assetto originario. L´interno rivela infatti un apparato decorativo riconducibile in parte ai primi decenni del XIX secolo, la stessa decorazione in monocromo di impronta classicheggiante reca la data 1825 e nel soffitto è riportata la data di restauro (1865). L´edificio, rialzato di sei braccia nel 1829 e allungato nel 1860, da basilicale divenne a croce latina. Intitolata inizialmente a san Martino, la Pieve acquista tale titolo già nel 845. Lo stesso campanile, risalente alla seconda metà del 1100, subì diversi restauri.

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Titolo proprio dell’immagine Terrilogio Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XVI Frazione di secolo da 1500 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1599 ca.

Misure mm 230 x 170 Tipo Misure Supporto primario

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Provincia Lucca Comune Lucca, Montuolo

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Giovanni battista contenitore Localizzazione specifica

298

299


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Ghilarducci G. (a cura di) Libro / Rivista Pieve di Santa Felicita, Pieve a Elici, Pieve di Camaiore, Pieve di Monsagrati, Pieve di Torre, Pieve Santo Stefano, Pieve di San Macario, Pieve di Arliano, Pieve di Flesso (oggi Montuolo), in “Lucensis ecclesiae monumenta” Luogo e Anno di Lucca 2008 edizione Autore Cappellini V., Rossi T. M. (a cura di) Libro / Rivista Disegnare Lucca: terrilogi di chiese e monasteri nell’Archivio storico diocesano (secoli XVI – XVIII) Luogo e Anno di Lucca 2014 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

300

301


CONVENTO DI SAN CERBONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067144

LUCCA FUORI LE MURA CONVENTO DI SAN CERBONE 302

303


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067144

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Cerbone

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Specifiche del titolo

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - Il Convento di San Cerbone, risalente al IX secolo, in origine chiesa e solo a partire dal 1140 luogo di meditazione e preghiera per le monache benedettine dell’Ascensione che lo abbandonarono a seguito dell’incendio del 1295 che distrusse chiesa e convento. San Cerbone fu ricostruito e a partire dal 1442, per volere di Eugenio IV, vi si insediarono i “frati zoccolanti dell’Osservanza”. A partire dalla seconda metà del XVI secolo i frati minori riformati vi effettuarono numerosi lavori, la biblioteca fu arricchita di preziose pergamene, la sacrestia di argenti e stoffe pregiate. Purtroppo la soppressione degli ordini religiosi ad opera del governo Baciocchi portò alla dispersione e alla perdita del patrimonio conventuale. Dopo vicende alterne che videro il ritorno dei frati e un nuovo allontanamento il complesso fu messo all’asta e acquistato dal Bonfigli (1867) che lo donò ai frati che vi abitarono fino al secondo dopoguerra.

AUTORE

Motivazione dell’attribuzione

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Convento di S. Cerbone: veduta/ panoramica”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3928/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Convento di San Cerbone

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Cerbone. Convento di San Cerbone: veduta

Oggetto d’insieme Lucca – San Cerbone, convento

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Convento di San Cerbone

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto convento

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XV Frazione di secolo Seconda metà da 1450 ca. a 1499 ca.

Misure mm 170 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Cerbone

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Convento di San Cerbone contenitore Localizzazione specifica

304

305


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAMPANILE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067145

Autore Libro / Rivista Luogo e Anno di edizione Compilatore Insana Agata Scheda

306

307


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067145

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Cerbone

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto campanile Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Cerbone. Convento di San Cerbone, particolare del campanile

OGGETTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto campanile Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – San Cerbone, convento

Tipologia architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Convento di San Cerbone, particolare del campanile

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa del Convento di/ S. Cerbone: il campanile”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3926/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica muratura

note - Il Convento di San Cerbone, risalente al IX secolo, in origine chiesa e solo a partire dal 1140 luogo di meditazione e preghiera per le monache benedettine dell’Ascensione che lo abbandonarono a seguito dell’incendio del 1295 che distrusse chiesa e convento. San Cerbone fu ricostruito e a partire dal 1442, per volere di Eugenio IV, vi si insediarono i “frati zoccolanti dell’Osservanza”. A partire dalla seconda metà del XVI secolo i frati minori riformati vi effettuarono numerosi lavori, la biblioteca fu arricchita di preziose pergamene, la sacrestia di argenti e stoffe pregiate. Purtroppo la soppressione degli ordini religiosi ad opera del governo Baciocchi portò alla dispersione e alla perdita del patrimonio conventuale. Dopo vicende alterne che videro il ritorno dei frati e un nuovo allontanamento il complesso fu messo all’asta e acquistato dal Bonfigli (1867) che lo donò ai frati che vi abitarono fino al secondo dopoguerra.

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione

Riferimento a ruolo

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XV Frazione di secolo Seconda metà da 1450 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

a 1499 ca.

Misure mm 230 x 170 Tipo Misure Supporto primario

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Provincia Lucca Comune Lucca, San Cerbone

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Convento di San Cerbone contenitore Localizzazione specifica

308

309


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

FRAMMENTO DI CORNICE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067146

Autore Libro / Rivista Luogo e Anno di edizione Compilatore Insana Agata Scheda

310

311


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067146

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Cerbone

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Frammento di cornice Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Cerbone. Convento di San Cerbone, particolare di frammento di cornice Specifiche del titolo OGGETTO

Identificazione

Materiale e tecnica marmo

note - Il Convento di San Cerbone, risalente al IX secolo, in origine chiesa e solo a partire dal 1140 luogo di meditazione e preghiera per le monache benedettine dell’Ascensione che lo abbandonarono a seguito dell’incendio del 1295 che distrusse chiesa e convento. San Cerbone fu ricostruito e a partire dal 1442, per volere di Eugenio IV, vi si insediarono i “frati zoccolanti dell’Osservanza”. A partire dalla seconda metà del XVI secolo i frati minori riformati vi effettuarono numerosi lavori, la biblioteca fu arricchita di preziose pergamene, la sacrestia di argenti e stoffe pregiate. Purtroppo la soppressione degli ordini religiosi ad opera del governo Baciocchi portò alla dispersione e alla perdita del patrimonio conventuale. Dopo vicende alterne che videro il ritorno dei frati e un nuovo allontanamento il complesso fu messo all’asta e acquistato dal Bonfigli (1867) che lo donò ai frati che vi abitarono fino al secondo dopoguerra.

AUTORE Autore Ignoto

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) chiesa di S. Cerbone: frammento/ di cornice”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3922/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

ALTRE ATTRIBUZIONI

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

ANNOTAZIONI

Soggetto Frammento di cornice

Riferimento a ruolo

RAPPORTO

Oggetto d’insieme Lucca – San Cerbone, convento

Tipologia scultura

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto cornice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XV Frazione di secolo Seconda metà da 1450 ca. a 1499 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 170 x 230 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Cerbone Denominazione del Convento di San Cerbone contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

312

313


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Libro / Rivista Luogo e Anno di edizione Compilatore Insana Agata Scheda

314

315


MONOFORA, PARTICOLARE CON ISCRIZIONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067192

LUCCA FUORI LE MURA SAN MICHELE IN ESCHETO PIEVE DI SAN MICHELE 316

317


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067192

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1950 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Giovanni di Scheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica pietra

Autore Ignoto

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - la chiesa di san Giovanni di Scheto, ricordata in dei documenti del Trecento, corrisponde alla Pieve di san Michele. Di questa antica denominazione sopravvive la dedicazione della cappella al suo interno. - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

AUTORE

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Giovanni di Scheto/pietra con iscrizioni in facciata”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3927/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Monofora, particolare con iscrizione

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, particolare

Oggetto d’insieme

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Monofora, particolare con iscrizione

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Monofora

CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca. a 1199 ca.

Misure mm 173 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di san Michele contenitore Localizzazione specifica

318

319


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di LuccaÂ

VEDUTA PANORAMICA CON PIEVE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067175

Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

320

321


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067175

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ veduta panoramica dalla strada del Brennero”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3947/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Veduta panoramica con pieve

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, veduta panoramica

Oggetto d’insieme Lucca, San Michele in Escheto, Pieve di San Michele

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Veduta panoramica con pieve

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Pieve romanica

CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca. a 1199 ca.

Misure mm 173 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

322

323


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di LuccaÂ

VEDUTA PANORAMICA CON PIEVE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067176

Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

324

325


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067176

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ veduta da lontano dell’abside e del fianco sud”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3895/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Veduta panoramica con pieve

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, veduta panoramica

Oggetto d’insieme Lucca, San Michele in Escheto, Pieve di San Michele

Tipologia architettura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Veduta panoramica con pieve

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Pieve romanica

CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca. a 1199 ca.

Misure mm 173 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

326

327


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CORNICE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067177

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

328

329


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067177

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica marmo AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ cornice nel fianco sud”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4077/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto cornice

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, fianco sud, particolare

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, pieve di san Michele

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto cornice

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto cornice

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1000 ca. a 1199 ca.

Misure mm 173 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

330

331


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

PORTALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067178

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

332

333


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067178

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto portale Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, fianco meridionale, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo

Identificazione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ portale fianco sud”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4074/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica marmo AUTORE

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - L’interno dell’architrave riporta la seguente iscrizione: “ANNO ABINCARNATIONE DNI MCXXII/ HEC ECCLA DEDICATA EST A BENEDICTO LUCANO EPO IN HONORE BEATI/ MICHAELIS ET BEATE MARIE. ET THOMEA PLI STEPHANI. VINCENTII. SIXTI. BLASII/ TIBURTI. I. III. KLOCTOBRIS”.

Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione bibliografia

Nome

RAPPORTO

ANNOTAZIONI

Soggetto portale

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia architettura

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto portale

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

OGGETTO

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Secondo quarto da 1127 a 1127

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 173 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto Denominazione del Pieve di San Michele contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

334

335


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

ARCHITRAVE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067179

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

336

337


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067179

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto architrave Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, fianco meridionale, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo

Identificazione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4081/ (citare in caso di pubblicazione)”. L’interno dell’architrave riporta la seguente iscrizione: “ANNO ABINCARNATIONE DNI MCXXII/ HEC ECCLA DEDICATA EST A BENEDICTO LUCANO EPO IN HONORE BEATI/ MICHAELIS ET BEATE MARIE. ET THOMEA PLI STEPHANI. VINCENTII. SIXTI. BLASII/ TIBURTI. I. III. KLOCTOBRIS”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica marmo AUTORE Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione bibliografia

Nome

RAPPORTO

ANNOTAZIONI

Soggetto architrave

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto. Pieve di san Michele

Tipologia architettura

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto architrave

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

OGGETTO

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Secondo quarto da 1127 a 1127

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 173 x 230 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto Denominazione del Pieve di San Michele contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

338

339


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

ISCRIZIONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067180

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

340

341


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067180

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto iscrizione Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto, fianco sud, particolare

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica marmo AUTORE Motivazione dell’attribuzione bibliografia

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - la lapide riporta al suo interno la seguente iscrizione: “CASCINESEZ. TURI. MSERE./ LUCESES: HAC CASCINESES./ DESTREXERUT. QUIPPE [...] DE PECOLI/ FECIT”.

Autore Bottega lucchese

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto. Iscrizione/ nel fianco sud”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4072/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto iscrizione

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Lastra

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XI Frazione di secolo Secondo quarto da 1000 ca. a 1099 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento Misure mm 173 x 230

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

342

343


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

STEMMA NOBILIARE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067181

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

344

345


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067181

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Stemma nobiliare Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, interno, navata centrale, particolare Specifiche del titolo OGGETTO

Identificazione

Materiale e tecnica pietra AUTORE

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Autore Ignoto

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ interno: Stemma nobiliare.”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4076/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

ALTRE ATTRIBUZIONI

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

ANNOTAZIONI

Soggetto Stemma nobiliare

Riferimento a ruolo

RAPPORTO

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia scultura

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto rilievo

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

Definizione dell’oggetto positivo

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Secc. XI - XII Frazione di secolo da 1000 ca. a 1099 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 172 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto Denominazione del Pieve di San Michele contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica Navata centrale, parete nord

346

347


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067182

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

348

349


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067182

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto monofora Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, prospetto meridionale, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo

Identificazione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ monofora fianco sud.”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4079/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione bibliografia

Nome

RAPPORTO

ANNOTAZIONI

Soggetto monofora

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia architettura

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

OGGETTO

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 172 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto Denominazione del Pieve di San Michele contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

350

351


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di LuccaÂ

ABSIDE, PARTICOLARE CON MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067183

Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

352

353


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067183

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto monofora Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, abside, particolare

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Motivazione dell’attribuzione bibliografia

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

RAPPORTO N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Autore Bottega lucchese

Motivazione dell’attribuzione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ monofora dell’abside.”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4078/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Specifiche del titolo

N° oggetti / elementi 1

ANNOTAZIONI

Soggetto monofora

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia architettura

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Misure mm 230 x 172

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

354

355


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067184

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

356

357


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067184

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto monofora Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, prospetto meridionale, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo

Identificazione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ monofora della nave centrale (esterno).”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4075/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE Autore Bottega lucchese

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Motivazione dell’attribuzione bibliografia

Nome

RAPPORTO

ANNOTAZIONI

Soggetto monofora

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia architettura

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

OGGETTO

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 174 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto Denominazione del Pieve di San Michele contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

358

359


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MONOFORA Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067185

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

360

361


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Bottega lucchese

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067185

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto monofora Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, fianco meridionale, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo

Identificazione

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in/ Escheto- monofora fianco destro”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3931/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco.

Autore Bottega lucchese Motivazione dell’attribuzione bibliografia

Nome

RAPPORTO

ANNOTAZIONI

Soggetto monofora

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia architettura

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto monofora

Riferimento a ruolo

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

OGGETTO

OGGETTO

Motivazione dell’attribuzione CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 174 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto Denominazione del Pieve di San Michele contenitore

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

362

363


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067186

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

364

365


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067186

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - I capitelli delle colonne interne sono stati completamente scalpellati ed analogo trattamento è visibile in varie parti del paramento murario e negli spigoli degli archi a tutto sesto che sormontano le colonne.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in/ Escheto- capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4080/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, interno, particolare

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto capitello

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Misure mm 230 x 172

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

366

367


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067187

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

368

369


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067187

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - I capitelli delle colonne interne sono stati completamente scalpellati ed analogo trattamento è visibile in varie parti del paramento murario e negli spigoli degli archi a tutto sesto che sormontano le colonne.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4070/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, interno, particolare

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto capitello

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Misure mm 230 x 172

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

370

371


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067188

Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

372

373


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067188

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - I capitelli delle colonne interne sono stati completamente scalpellati ed analogo trattamento è visibile in varie parti del paramento murario e negli spigoli degli archi a tutto sesto che sormontano le colonne.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4082/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, interno, particolare

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, Pieve di san Michele

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto capitello

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Misure mm 230 x 172

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

374

375


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067189

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

376

377


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067189

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica Pietra AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. Da evidenziare un telamone che regge una base di colonna, forse un frammento di pulpito, espressione di una maniera di ascendenza nicolesca. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - I capitelli delle colonne interne sono stati completamente scalpellati ed analogo trattamento è visibile in varie parti del paramento murario e negli spigoli degli archi a tutto sesto che sormontano le colonne.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Chiesa di S. Michele in Escheto/ capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 4071/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, interno, particolare

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, pieve di san Michele

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto capitello

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Misure mm 230 x 172

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

378

379


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

TELAMONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067190

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

380

381


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067190

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Telamone Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, interno, particolare

Riferimento a ruolo

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00067191 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto scultura Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, pieve di san Michele

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Telamone

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Rob. VI _ Febbr. 1952/ N° 23/ S. Michele in Escheto_ cariatide sorreggente un/ leggio”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica marmo

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - Su una base quadrata in marmo liscio, poggia una figura maschile in abiti religiosi schiacciata dal carico della colonna che doveva sorreggere, la figura è ritratta nell´atto di volersi alzare. La forte espressività del volto, gli occhi sgranati e la bocca aperta rimandano alle più intense e quasi espressionistiche fisionomie di profeti e sibille senesi di Giovanni Pisano (12851296). Il basamento di colonna, probabilmente parte di un pulpito smembrato, è un raro esempio di un´opera riconducibile ad una maniera di ascendenza nicolesca.

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Giovanni Pisano Motivazione dell’attribuzione bibliografia CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIII Frazione di secolo Seconda metà da 1250 ca. a 1299 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento Misure mm 100 x 72

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

382

383


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

TELAMONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067191

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

384

385


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067191

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – San Michele in Escheto

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Telamone Titolo proprio dell’immagine Lucca, San Michele in Escheto. Pieve di san Michele, interno, particolare

Riferimento a ruolo

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Definizione dell’oggetto positivo

Data 1960/ ante

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

OGGETTO

RIFERIMENTO AD 00067190 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto scultura Identificazione

Oggetto d’insieme Lucca – San Michele in Escheto, pieve di san Michele

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Telamone

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Rob. VI _ Febbr. 1952/ N° 24/ S. Michele in Escheto/ cariatide per un leggio”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica marmo

note - La pieve di San Michele attestata fin dal secolo VIII, ristrutturata in maniera radicale tra XI e XII secolo e consacrata nel 1127 (secondo quanto attesta l´iscrizione scolpita nella porta laterale sinistra), è stata oggetto di numerosi rifacimenti fino al secolo scorso che ha visto l’abbassamento della navata centrale. Recenti restauri hanno provveduto ad eliminare quanto possibile gli interventi di riassetto dei secoli passati riportando la struttura della chiesa alla sua forma originaria escludendo la torre campanaria (che dopo essere stata distrutta nel 1313 è stata più volte ricostruita) risalente alla fine del XIX secolo come gli altari. I tratti strutturali originari sono visibili soprattutto nei fianchi e nell´abside scandita dalle paraste e nel paramento a conci squadrati in calcare bianco. - Su una base quadrata in marmo liscio, poggia una figura maschile in abiti religiosi schiacciata dal carico della colonna che doveva sorreggere, la figura è ritratta nell´atto di volersi alzare. La forte espressività del volto, gli occhi sgranati e la bocca aperta rimandano alle più intense e quasi espressionistiche fisionomie di profeti e sibille senesi di Giovanni Pisano (12851296). Il basamento di colonna, probabilmente parte di un pulpito smembrato, è un raro esempio di un´opera riconducibile ad una maniera di ascendenza nicolesca.

AUTORE Autore Ignoto Motivazione dell’attribuzione bibliografia ALTRE ATTRIBUZIONI Nome Giovanni Pisano Motivazione dell’attribuzione bibliografia CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XIII Frazione di secolo Seconda metà da 1250 ca. a 1299 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento Misure mm 101 x 72

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia

AUTORI

Regione Toscana

Autore della foto Ignoto

Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, San Michele in Escheto

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di San Michele contenitore Localizzazione specifica

386

387


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di San Michele in Escheto, Comune di Lucca Luogo e Anno di Lucca 2001 edizione Pagine specifiche 5 Autore Burresi M. Libro / Rivista Il secolo di Castruccio. Fonti documentarie di storia lucchese, catalogo della mostra Luogo e Anno di Lucca 1983 edizione Pagine specifiche 163 Compilatore Insana Agata Scheda

388

389


PORTALE MAGGIORE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067164

LUCCA FUORI LE MURA SANTA MARIA DEL GIUDICE PIEVE NUOVA

390

391


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067164

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Portale maggiore Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Portale maggiore

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca S. M. del Giudice”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. …../ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Calcare bianco

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

AUTORE Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto portale

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XI Frazione di secolo Ultimo quarto da 1075 ca. a 1086 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 240 x 182

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

392

393


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO DEL PORTALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067165

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

394

395


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067165

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Capitello di portale Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, portale maggiore, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Capitello di portale

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di S. Maria/ del Giudice: part. facciata”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3941/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Calcare bianco AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XI Frazione di secolo Ultimo quarto da 1075 ca. a 1086 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 172

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

396

397


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO DEL PORTALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067166

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

398

399


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067166

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Capitello del portale Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, portale maggiore, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Capitello di portale

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di S. Maria/ del Giudice: part. facciata”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3940/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Calcare bianco AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XI Frazione di secolo Ultimo quarto da 1075 ca. a 1086 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 173

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

400

401


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

ISCRIZIONE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067167

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

402

403


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067167

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1099 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Iscrizione Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, particolare con iscrizione Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto iscrizione

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di S. Maria del/ Giudice: iscrizione in facciata: particolare”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3935/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Calcare bianco AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto incisione

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XI Frazione di secolo Ultimo quarto da 1075 ca. a 1099 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 173 x 230

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

404

405


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067168

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

406

407


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067168

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto capitello Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, capitello Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di S. Maria/ del Giudice: capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3909/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 170 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

408

409


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067169

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

410

411


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067169

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto capitello Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, capitello Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di/ S. Maria del Giudice: capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3917/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 170 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

412

413


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067170

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

414

415


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067170

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto capitello Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, capitello Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di S. Maria/ del Giudice: capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3932/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 170 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

416

417


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO DI PILASTRO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067171

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

418

419


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067171

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Capitello di pilastro Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, capitello Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Capitello di pilastro

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di S. Maria del Giudice/ capitello del pilastro destro”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3905/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 172 x 230 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

420

421


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO DI PILASTRO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067172

Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

422

423


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067172

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve nuova Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Capitello di pilastro Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di santa Maria Assunta, capitello Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve nuova o pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto Capitello di pilastro

Osservazioni Annotazioni sul retro a penna: “Lucca (dintorni) Pieve Nuova di S. Maria/ del Giudice capitello”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3906/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra AUTORE

note - La Pieve Nuova di Santa Maria del Giudice è in realtà la più antica tra le due pievi romaniche presenti nella frazione sorte a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra e con un intervallo cronologico di poco meno di un secolo. L’edificio con pianta a tre navate e con unica abside presenta al suo interno colonne dai capitelli molto semplici. L’esterno decorato da arcate cieche di ascendenza pisana ma dalle archeggiature più ampie e prive di ogni bicromia, presenta un timpano a colonnette architravate. Un’iscrizione presente in un frammento di trabeazione posto sopra l’architrave del portale maggiore riconduce la sua erezione al 1086 (“Transierat Annus M(illesimus) Oct(agesimus) Quintus”, quindi: “trascorso l’anno 1085”). L’edificio è stato oggetto di vari rimaneggiamenti, uno dei quali è attestato nel 1375 da un’iscrizione presente sulla seconda colonna di sinistra.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 172 x 230 Tipo Misure Supporto primario

Stato Itialia Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve nuova o pieve di Santa Maria contenitore Assunta

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

424

425


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Concioni A. Libro / Rivista Chiesa di Santa Maria in Santa Maria del Giudice, Comune di Lucca Luogo e Anno di Comune 2001 edizione Pagine specifiche 5 Compilatore Insana Agata Scheda

426

427


TESTATA ABSIDALE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067158

LUCCA FUORI LE MURA SANTA MARIA DEL GIUDICE PIEVE VECCHIA

428

429


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067158

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve vecchia Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto Testata absidale Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista, particolare Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista

Tipologia Architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto Testata absidale

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Pieve Vecchia di S. Maria del/ Giudice: part. Testata absidale”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3894/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Giovanni Battista o pieve vecchia di Santa Maria del Giudice è già citata in un documento del 918. Costruita sui resti di un edificio più antico intitolato a santa Cristina, subì una parziale ristrutturazione negli anni intorno al 1160 (secondo quanto attestato anche dall’iscrizione posta sull’architrave del portale maggiore). L’edificio è identificato (a partire dal 1375 ) anche come “Pieve Vecchia” presenta un impianto a tre navate, con abside caratterizzata da tre monofore, i capitelli classicheggianti e di reimpiego. La decorazione del paramento e il motivo della facciata a doppio ordine di loggette cieche rimandano a soluzioni decorative di origine pisana ma reinterpretate da maestri lombardi che contano l’impiego del serpentino verde. Elementi della struttura originaria sono ravvisabili lungo la navata destra e nel campanile risalente al secolo XI e ricostruito per metà a seguito di un crollo parziale verificatosi nel corso del XVII secolo. Altri motivi decorativi medievali sono sulle mensole reggenti le cornici. Interventi di recupero hanno recentemente interessato soprattutto il fianco destro.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto abside

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Terzo quarto da 1160 ca. a 1170 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 170 x 230

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve vecchia o pieve di san Giovanni contenitore Battista

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

430

431


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

CAPITELLO Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067159

Autore Amaducci F. Libro / Rivista La Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice, tesi Luogo e Anno di Pisa 2003 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

432

433


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067159

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve vecchia Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto capitello Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista, particolare con capitello Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista

Tipologia scultura

ANNOTAZIONI

Soggetto capitello

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Pieve Vecchia di S. Maria/ del Giudice: capitellino testata absidale”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3893/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Giovanni Battista o pieve vecchia di Santa Maria del Giudice è già citata in un documento del 918. Costruita sui resti di un edificio più antico intitolato a santa Cristina, subì una parziale ristrutturazione negli anni intorno al 1160 (secondo quanto attestato anche dall’iscrizione posta sull’architrave del portale maggiore). L’edificio è identificato (a partire dal 1375 ) anche come “Pieve Vecchia” presenta un impianto a tre navate, con abside caratterizzata da tre monofore, i capitelli classicheggianti e di reimpiego. La decorazione del paramento e il motivo della facciata a doppio ordine di loggette cieche rimandano a soluzioni decorative di origine pisana ma reinterpretate da maestri lombardi che contano l’impiego del serpentino verde. Elementi della struttura originaria sono ravvisabili lungo la navata destra e nel campanile risalente al secolo XI e ricostruito per metà a seguito di un crollo parziale verificatosi nel corso del XVII secolo. Altri motivi decorativi medievali sono sulle mensole reggenti le cornici. Interventi di recupero hanno recentemente interessato soprattutto il fianco destro.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto capitello

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Terzo quarto da 1160 ca. a 1170 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 230 x 170

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve vecchia o pieve di san Giovanni contenitore Battista

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

434

435


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MENSOLE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067160

Autore Amaducci F. Libro / Rivista La Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice, tesi Luogo e Anno di Pisa 2003 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

436

437


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067160

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve vecchia Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto mensole Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni battista, particolare con mensole Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni battista

Tipologia architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto mensole

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni)/ S. Maria del Giudice: Pieve Vecchia: mensole/ fianco nord.”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3950/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Giovanni Battista o pieve vecchia di Santa Maria del Giudice è già citata in un documento del 918. Costruita sui resti di un edificio più antico intitolato a santa Cristina, subì una parziale ristrutturazione negli anni intorno al 1160 (secondo quanto attestato anche dall’iscrizione posta sull’architrave del portale maggiore). L’edificio è identificato (a partire dal 1375 ) anche come “Pieve Vecchia” presenta un impianto a tre navate, con abside caratterizzata da tre monofore, i capitelli classicheggianti e di reimpiego. La decorazione del paramento e il motivo della facciata a doppio ordine di loggette cieche rimandano a soluzioni decorative di origine pisana ma reinterpretate da maestri lombardi che contano l’impiego del serpentino verde. Elementi della struttura originaria sono ravvisabili lungo la navata destra e nel campanile risalente al secolo XI e ricostruito per metà a seguito di un crollo parziale verificatosi nel corso del XVII secolo. Altri motivi decorativi medievali sono sulle mensole reggenti le cornici. Interventi di recupero hanno recentemente interessato soprattutto il fianco destro.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto mensole

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Terzo quarto da 1160 ca. a 1170 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 170 x 230

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve vecchia o pieve di san Giovanni contenitore Battista

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

438

439


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MENSOLE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067161

Autore Amaducci F. Libro / Rivista La Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice, tesi Luogo e Anno di Pisa 2003 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

440

441


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067161

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve vecchia Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto mensole Titolo proprio dell’immagine Santa Maria del Giudice, Pieve vecchia o pieve di san Giovanni battista, particolare con mensole Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista

Tipologia architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto mensole

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Pieve Vecchia di S. Maria del/ Giudice: part. Mensole fianco nord.”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3949/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Giovanni Battista o pieve vecchia di Santa Maria del Giudice è già citata in un documento del 918. Costruita sui resti di un edificio più antico intitolato a santa Cristina, subì una parziale ristrutturazione negli anni intorno al 1160 (secondo quanto attestato anche dall’iscrizione posta sull’architrave del portale maggiore). L’edificio è identificato (a partire dal 1375 ) anche come “Pieve Vecchia” presenta un impianto a tre navate, con abside caratterizzata da tre monofore, i capitelli classicheggianti e di reimpiego. La decorazione del paramento e il motivo della facciata a doppio ordine di loggette cieche rimandano a soluzioni decorative di origine pisana ma reinterpretate da maestri lombardi che contano l’impiego del serpentino verde. Elementi della struttura originaria sono ravvisabili lungo la navata destra e nel campanile risalente al secolo XI e ricostruito per metà a seguito di un crollo parziale verificatosi nel corso del XVII secolo. Altri motivi decorativi medievali sono sulle mensole reggenti le cornici. Interventi di recupero hanno recentemente interessato soprattutto il fianco destro.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto mensole

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Terzo quarto da 1160 ca. a 1170 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 170 x 230

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve vecchia o pieve di san Giovanni contenitore Battista

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

442

443


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MENSOLE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067162

Autore Amaducci F. Libro / Rivista La Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice, tesi Luogo e Anno di Pisa 2003 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

444

445


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067162

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve vecchia Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto mensole Titolo proprio dell’immagine Lucca, Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista, particolare con mensole Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista

Tipologia architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto mensole

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice:/ mensole fianco nord.”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3955/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Giovanni Battista o pieve vecchia di Santa Maria del Giudice è già citata in un documento del 918. Costruita sui resti di un edificio più antico intitolato a santa Cristina, subì una parziale ristrutturazione negli anni intorno al 1160 (secondo quanto attestato anche dall’iscrizione posta sull’architrave del portale maggiore). L’edificio è identificato (a partire dal 1375 ) anche come “Pieve Vecchia” presenta un impianto a tre navate, con abside caratterizzata da tre monofore, i capitelli classicheggianti e di reimpiego. La decorazione del paramento e il motivo della facciata a doppio ordine di loggette cieche rimandano a soluzioni decorative di origine pisana ma reinterpretate da maestri lombardi che contano l’impiego del serpentino verde. Elementi della struttura originaria sono ravvisabili lungo la navata destra e nel campanile risalente al secolo XI e ricostruito per metà a seguito di un crollo parziale verificatosi nel corso del XVII secolo. Altri motivi decorativi medievali sono sulle mensole reggenti le cornici. Interventi di recupero hanno recentemente interessato soprattutto il fianco destro.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto mensole

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Terzo quarto da 1160 ca. a 1170 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 170 x 230

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve vecchia o pieve di san Giovanni contenitore Battista

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

446

447


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA

MENSOLE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067163

Autore Amaducci F. Libro / Rivista La Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice, tesi Luogo e Anno di Pisa 2003 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

448

449


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067163

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Pieve vecchia Santa Maria del Giudice

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO Identificazione del soggetto mensole Titolo proprio dell’immagine Santa Maria del Giudice, Pieve vecchia o pieve di san Giovanni Battista, particolare con mensole Specifiche del titolo

Definizione dell’oggetto positivo N° oggetti / elementi 1

Oggetto d’insieme Lucca – Santa Maria del Giudice. Pieve vecchia o pieve di san Giovanni battista

Tipologia architettura

ANNOTAZIONI

Soggetto mensole

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Lucca (dintorni) Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice/ mensole fianco nord.”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 3951/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale Materiale e tecnica Pietra calcarea AUTORE

note - La pieve di San Giovanni Battista o pieve vecchia di Santa Maria del Giudice è già citata in un documento del 918. Costruita sui resti di un edificio più antico intitolato a santa Cristina, subì una parziale ristrutturazione negli anni intorno al 1160 (secondo quanto attestato anche dall’iscrizione posta sull’architrave del portale maggiore). L’edificio è identificato (a partire dal 1375 ) anche come “Pieve Vecchia” presenta un impianto a tre navate, con abside caratterizzata da tre monofore, i capitelli classicheggianti e di reimpiego. La decorazione del paramento e il motivo della facciata a doppio ordine di loggette cieche rimandano a soluzioni decorative di origine pisana ma reinterpretate da maestri lombardi che contano l’impiego del serpentino verde. Elementi della struttura originaria sono ravvisabili lungo la navata destra e nel campanile risalente al secolo XI e ricostruito per metà a seguito di un crollo parziale verificatosi nel corso del XVII secolo. Altri motivi decorativi medievali sono sulle mensole reggenti le cornici. Interventi di recupero hanno recentemente interessato soprattutto il fianco destro.

Autore Ignoto

Riferimento a ruolo

ALTRE ATTRIBUZIONI

Motivazione dell’attribuzione

Nome

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° d’inventario del negativo

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

Identificazione

Motivazione dell’attribuzione

RAPPORTO

RIFERIMENTO AD ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto mensole

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Data 1960/ ante

OGGETTO

OGGETTO

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo Terzo quarto da 1160 ca. a 1170 ca.

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Misure mm 172 x 230

Stato Itialia

Tipo Misure Supporto primario

Regione Toscana

AUTORI

Provincia Lucca

Autore della foto Ignoto

Comune Lucca, Santa Maria del Giudice

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Denominazione del Pieve vecchia o pieve di san Giovanni contenitore Battista

Motivazione dell’attribuzione

Localizzazione specifica

450

451


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Amaducci F. Libro / Rivista La Pieve Vecchia di S. Maria del Giudice, tesi Luogo e Anno di Pisa 2003 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

452

453


FONTE BATTESIMALE, PARTICOLARE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067173

LUCCA FUORI LE MURA SESTO DI MORIANO PIEVE DI SANTA MARIA ASSUNTA 454

455


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067173

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Sesto di Moriano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica marmo AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve a Sesto di Moriano, ricordata come chiesa a partire dal 762 e come pieve dall’802, ebbe un forte sviluppo territoriale tanto da contare sotto il proprio controllo ben 11 chiese, distaccatesi in parte nel corso del secolo XI per incrementare il nuovo piviere Brancoli, infatti in un documento del 1062 risulta già in decadenza. Con atto notarile del 1496, poi confermato nel 1517 da una bolla pontificia, la pieve di Sesto fu unita alla pieve di Monsagrati divenendo juspatronato della famiglia De Nobili. L´edificio a navata unica con abside risulta praticamente inalterato e nelle sue vesti romaniche originali, con tutta la loro semplicità costruttiva e decorativa. All’interno conserva l´antico fonte battesimale risalente al XII secolo e l’affresco, nell´abside, di autore vicino a Francesco Traini.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Sesto di Moriano (Lu) – S. Maria – Fonte battesimale (part. del fondo)”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 5247/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Fonte battesimale, particolare

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Sesto di Moriano. Pieve di santa Maria Assunta, fonte battesimale

Oggetto d’insieme Lucca – Sesto di Moriano, Pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Fonte battesimale, particolare

RIFERIMENTO AD 00067174 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Fonte battesimale

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Misure mm 180 x 240 LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Sesto di Moriano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di Santa Maria Assunta contenitore Localizzazione specifica

456

457


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Genere Bibliografia specifica Autore Ghilarducci G. Libro / Rivista Pieve di Sesto di Moriano, Pieve di San Pancrazio, Pieve di Marlia, Pieve di Lammari, Pieve di Lunata, Pieve di Villa Basilica, Pieve di San Gennaro, Pieve di Segromigno, Pieve Di San Piero In Campo, Pieve di Vellano, in “Lucensis ecclesiae monumenta”

FONTE BATTESIMALE, PARTICOLARE Sezione scultura medievale topografica: Lucca Scheda N. 00067174

Luogo e Anno di Lucca 2008 edizione Pagine specifiche Compilatore Insana Agata Scheda

458

459


SCHEDA FOTO UBICAZIONE Fototeca Fondazione Ragghianti

SCHEDA OPERA Autore opera fotografata Ignoto

Fondo Fondo C. L. Ragghianti

CRONOLOGIA IMMAGINE

Faldone 627

Indicazione generica Sec. XX

N° di Inv. Generale 00067174

Da 1930

Serie Scultura medievale / Topografico – Italia – Toscana – Lucca

A 1960 Motivazione Analisi tecnico-formale

Numero busta 2

Specifiche

Intestazione busta Lucca – fuori le mura Intestazione fascicolo Lucca – Sesto di Moriano

PRODUZIONE E DIFFUSIONE Nome scelto

SOGGETTO / TITOLO

OGGETTO Identificazione

Materiale e tecnica marmo AUTORE

Specifiche del titolo

Motivazione dell’attribuzione

Nome

OGGETTO

LUOGO E DATA DELLA RIPRESA

Motivazione dell’attribuzione

N° oggetti / elementi 1

RAPPORTO

Natura biblioteconomia m dell’oggetto

N° d’inventario del negativo

Colore / Materia e Tecnica BN/ gelatina ai Sali d’argento

note - La pieve a Sesto di Moriano, ricordata come chiesa a partire dal 762 e come pieve dall’802, ebbe un forte sviluppo territoriale tanto da contare sotto il proprio controllo ben 11 chiese, distaccatesi in parte nel corso del secolo XI per incrementare il nuovo piviere Brancoli, infatti in un documento del 1062 risulta già in decadenza. Con atto notarile del 1496, poi confermato nel 1517 da una bolla pontificia, la pieve di Sesto fu unita alla pieve di Monsagrati divenendo juspatronato della famiglia De Nobili. L´edificio a navata unica con abside risulta praticamente inalterato e nelle sue vesti romaniche originali, con tutta la loro semplicità costruttiva e decorativa. All’interno conserva l´antico fonte battesimale risalente al XII secolo e l’affresco, nell´abside, di autore vicino a Francesco Traini.

Autore Ignoto

ALTRE ATTRIBUZIONI

Data 1960/ ante

Osservazioni Annotazioni sul retro a matita: “Sesto di Moriano (Lu) S. Maria)/ Fonte battesimale (partic.)”. timbri sul retro: “Università degli studi di Pisa/ Istituto di Storia dell’Arte/ Negativo n. 5250/ (citare in caso di pubblicazione)”.

Denominazione / Titolo tradizionale

Riferimento a ruolo

Definizione dell’oggetto positivo

ANNOTAZIONI

Soggetto Fonte battesimale, particolare

Motivazione dell’attribuzione

Titolo proprio dell’immagine Lucca, Sesto di Moriano. Pieve di santa Maria Assunta, fonte battesimale

Oggetto d’insieme Lucca – Sesto di Moriano, Pieve di Santa Maria Assunta

Tipologia scultura

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Identificazione del soggetto Fonte battesimale, particolare

RIFERIMENTO AD 00067173 ALTRE SCHEDE

Definizione dell’oggetto Fonte battesimale

CRONOLOGIA Indicazione generica Sec. XII Frazione di secolo da 1100 ca. a 1199 ca.

Misure mm 240 x 182 LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA AMMINISTRATIVA

Tipo Misure Supporto primario AUTORI

Stato Itialia

Autore della foto Ignoto

Regione Toscana Provincia Lucca

Indicazione del nome e dell’indirizzo

Comune Lucca, Sesto di Moriano

Motivazione dell’attribuzione

Denominazione del Pieve di Santa Maria Assunta contenitore Localizzazione specifica

460

461


SCHEDA OPERA BIBLIOGRAFIA Autore Ghilarducci G. Libro / Rivista Pieve di Sesto di Moriano, Pieve di San Pancrazio, Pieve di Marlia, Pieve di Lammari, Pieve di Lunata, Pieve di Villa Basilica, Pieve di San Gennaro, Pieve di Segromigno, Pieve Di San Piero In Campo, Pieve di Vellano, in “Lucensis ecclesiae monumenta” Luogo e Anno di Lucca 2008 edizione Compilatore Insana Agata Scheda

462

463

La valorizzazione dei patrimoni: la Fototeca Ragghianti  

Borsa di studio in attuazione del progetto regionale “Istituzioni culturali: eredità del passato,contemporaneità e progettazione del futur...

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