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Eventi in città

Biennale Democrazia 2015. Passaggi I due appuntamenti proposti dalla Fondazione all’interno della manifestazione torinese tenutasi dal 25 al 29 marzo.

Chi costruisce la città? 27 marzo ore 16.00 Aula Magna Cavallerizza Reale, via Verdi 9, Torino Un racconto di iniziative che individuano un passaggio a nuove modalità di progettazione della città: il modello di architettura delle relazioni proposto dal progetto ZOIA a Milano, l’esperienza di co-housing di Spreefeld a Berlino frutto di una progettazione condivisa tra architetti e futuri abitanti e gli interventi di coabitazione giovanile solidale, sviluppati a Torino all’interno del Programma Housing della Compagnia di San Paolo. Sono intervenuti: Stefano Boeri, Isabella Brossa, Michael LaFond, Pier Giorgio Turi e Federica Verona

Architetture Resistenti 28 marzo ore 11.00 Teatro Gobetti, Via Rossini 8, Torino Quattro testimonial d’eccezione: Davide Barbato titolare dei Cuochivolanti, l’allora head coach della nazionale maschile di pallavolo Mauro Berruto, la blogger Marta Ciccolari Micaldi (la McMusa) e il gruppo musicale The Sweet Life Society, hanno candidato quattro edifici ad essere nominati “architetture resistenti”, cioè capaci di resistere alla bruttezza, alla speculazione edilizia, all’ingiustizia, all’incuria. Il pubblico, dopo aver ascoltato le arringhe degli ospiti, per alzata di mano, sventolando un tovagliolo di carta colorato, ha decretato il vincitore: la High Line di New York. Sono inoltre intervenuti: Marta Gerardi, Luca Molinari e Pier Giorgio Turi

Creare Paesaggi

La bellezza è una dea terrena e l’architetto il suo artefice Luca Molinari Architetto, storico e critico di architettura. Per troppo tempo si è guardato all’architettura solo come ad un linguaggio, uno stile, la forma capricciosa di chi l’ha creata; l’architettura è spesso identificata con ciò che viene presentato sulle copertine delle riviste patinate e il dibattito sovente rischia di limitarsi ad un confronto tra questioni di principio e posizioni prettamente intellettuali. A lungo mi sono entusiasmato per una buona soluzione o per uno spazio particolarmente riuscito, ma presto mi sono accorto di quanto per me fossero importanti altri aspetti, gli sguardi degli abitanti o gli elementi apparentemente fuori dall’inquadratura. L’architettura vera è per me quella che entra nella case di tutti i giorni, è quella di chi vive gli spazi, quella che ci circonda e in cui siamo immersi. È una forma di esercizio civile per le comunità; è il risultato dell’ascolto consapevole; è espressione di un’attenzione alla materia, al luogo, alle persone. È un bene comune se è pensata ed esiste in funzione di chi la abiterà, sia essa una residenza privata o una scuola, un ufficio, un luogo pubblico: non è la casa dell’architetto, dell’amministratore comunale, del committente, ma è qualcosa che è costruito perché la vita ci entri dentro. Altrimenti è un esercizio di stile fine a se stesso: le persone sono al centro, l’architettura è un servizio alle città, ai cittadini, alla comunità. Ma l’architettura non si limita ad assecondare desideri esterni, è infatti anche espressione di creatività, di visione, di pensiero politico sulle cose e sulla realtà; è un processo complesso e partecipato, in cui tante intelligenze diverse

contribuiscono alla definizione dello spazio reale. Per questa ragione ha un potere straordinario, può condizionare il nostro modo di vivere le cose e di pensare al mondo. L’architetto svolge dunque un importante ruolo sociale, il suo operato ha un valore etico e di responsabilità che non può essere demandato ad altri nella società attuale; ha un significato politico. E in questo senso che mi piace parlare di “architetture resistenti”, riferendomi a tutte quelle opere che hanno saputo contribuire alla nostra vita sociale, all’affermazione di valori e storie condivise, alla costruzione di un pensiero e alla definizione di spazi contemporanei senza rinunciare all’ascolto amoroso dei luoghi. Le architetture resistenti sono state pensate per tutti noi, oltre l’edonismo del gesto e il solipsismo autoriale, ma non per questo immaginate come opere che lasciassero indifferenti e che si nascondessero ai nostri occhi. Infatti, concentrare l’attenzione sul ruolo sociale dell’architetto non significa sottovalutare l’importanza della bellezza. Al contrario è fondamentale educare alla bellezza. Perché questo sia possibile, bisogna superare l’idea che la bellezza sia una dea meravigliosa e intoccabile che viene esposta nei musei. Al contrario è qualcosa di tangibile e di possibile, è la bellezza dei luoghi e delle cose, è ciò che ci fa stare bene. E soprattutto è ciò che ci permette di volare alto. Bisogna tornare ad insegnare nelle scuole la bellezza, intesa come qualunque espressione creativa, che si tratti di arte, architettura, paesaggio, musica o letteratura. Solo in questo modo riusciremo a creare nel tempo generazioni di cittadini consapevoli del suo valore, che chiederanno luoghi migliori in cui stare e maggiore qualità nei progetti che ci circonderanno.

Giungerà all’ottava edizione nell’autunno del 2016 la rassegna biennale dedicata al paesaggio che la Fondazione promuove in collaborazione con la Regione Piemonte e l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Po e della Collina Torinese. L’iniziativa raccoglie all’interno del calendario appuntamenti dedicati agli addetti ai lavori e attività divulgative, rivolte alla cittadinanza come itinerari e mostre.

Design La Fondazione partecipa, insieme all’Ordine, al tavolo consultivo Torino Design promosso dalla Città, in occasione della nomina di Torino a Città Creativa UNESCO per il design. All’interno del calendario Torino City of Design, il 7 dicembre ha curato una passeggiata guidata dall’architetto Andrea Alario alla scoperta delle architetture ex industriali dell’area Regio Parco ora centri di innovazione, creatività e design; inoltre rappresentanti di Fondazione e Ordine sono stati presenti come relatori in incontri e workshop all’interno del programma.

 Biennale Democrazia, Cavallerizza Reale, Torino 2013 / PH Lorenzo Passoni

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Il giornale della Fondazione per l'architettura / Torino  

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