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minore. Al contrario di ciò che si credeva fino a poco tempo fa, la Varroa figlia può essere fecondata unicamente nella cella dove nasce. Più tardi, una parte del suo apparato genitale si deteriora e questo impedisce fecondazioni in epoche successive. Nella cella dove il maschio muore prima della fecondazione, le femmine rimangono sterili e infeconde per sempre. Al momento della nascita dell’ape, una gran parte della discendenza della Varroa è pronta ad uscire dalla cella. Le varroe si aggrappano subito alle api adulte e cominciano la fase foretica. Le figlie immature e il maschio, privo dell’apparato boccale e quindi incapace di alimentarsi, sopravvivono per poco tempo. Le varroe hanno una netta preferenza per le api nutrici, che si occupano della covata e che offrono maggiori opportunità di rientrare in essa. Il numero di cicli riproduttivi di ogni femmina non è ben conosciuto. In condizioni di laboratorio si è dimostrato che una Varroa madre può realizzare fino a 7 cicli, con un potenziale di 35 discendenti corrispondenti al numero massimo di spermatozoi che la loro spermateca può contenere. Questo numero è senza dubbio minore in condizioni naturali, dove solo il 30% delle varroe madri realizzano un primo ciclo riproduttivo, il 21% un secondo ciclo, e solo il 14% un terzo ciclo. La femmina adulta della Varroa può vivere anche tre mesi, in presenza di covata. La fase foretica si prolunga invece di diversi mesi (si pensa addirittura fino ad otto) in caso di assenza di covata. È grazie a questa durata prolungata che la Varroa sopravvive in inverno (nessun trattamento elimina l’acaro al 100%) e può ricominciare a riprodursi non appena la regina ricomincia a covare e le condizioni climatiche divengono idonee. Senza api e covata invece l’acaro non sopravvive più di 5 giorni. Tali intervalli naturalmente possono subire variazioni anche notevoli in funzione della temperatura ed umidità di sviluppo. Nelle regioni a clima temperato, le popolazioni della Varroa possono aumentare di 12 volte in alveari che hanno covata per 6 mesi l’anno e 800 volte in colonie con covata tutto l’anno.

Sintomi ed effetti della Varroa sulle colonie di ape mellifera I danni che la Varroa arreca ad una colonia di api sono diversi a seconda se colpisce le api adulte o la covata e possono essere diretti ed indiretti: • riduzione della popolazione • difficoltà di volo delle api adulte • sostituzione della regina • sciamature anomale in autunno inoltrato o inizio inverno • covata irregolare: non compatta con celle opercolate, aperte contenenti larve morte; odori di varia intensità; cambiamento di colore delle larve (bianco/giallastre); massa molle color cioccolata; opercoli forati

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Conoscere e controllare la Varroa in Trentino

Conoscere e controllare la varroa in trentino  

Centro Trasferimento Tecnologico

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