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La propoli è una resina appiccicosa dalle proprietà batteriostatiche. Costituisce in realtà una sostanza “disinfettante” ma possiede anche una valenza statica, rinforzando i favi e rendendoli più solidi. L’acqua viene raccolta dalle api per mantenere costante l’umidità all’interno dell’alveare ma anche per abbassarne la temperatura. Mentre la vita come ape di casa di un’operaia varia di poco, la sua vita complessiva è legata alla più o meno intensa attività svolta come bottinatrice. Nel periodo primaverile-estivo, con abbondanti fioriture, la vita come bottinatrice può ridursi a soli 10-15 giorni. In totale un’ape operaia può vivere da poco meno di due mesi (primavera ed estate) fino ad oltre 6 mesi, per le api nate a fine estate e destinate a passare l’inverno all’interno dell’alveare.

I fuchi I fuchi, cioè i maschi delle api mellifere, non hanno strutture che li rendano adatti alla raccolta di nettare, polline o propoli e non sono in grado di secernere pappa reale o cera. Hanno invece grandi occhi che occupano quasi tutto il capo, un torace voluminoso per contenere i potenti muscoli alari ed un addome molto sviluppato, che contiene i genitali di grandi dimensioni in relazione all’insetto nel suo insieme. Il loro sviluppo è più lento che per le caste femminili e dura 24 giorni. Hanno principalmente il compito di fecondare le nuove regine vergini, fecondazione che avviene però all’esterno dell’alveare, anche ad alcuni chilometri di distanza. Dopo l’uscita dalla celletta i giovani fuchi non sono immediatamente maturi e per poter fecondare una regina devono trascorrere 2-3 settimane all’interno dell’alveare. Trascorso questo tempo, i fuchi maturi iniziano la loro attività anche all’esterno. L’accoppiamento avviene in volo e la strategia che le api mellifere hanno adottato per la fecondazione delle loro nuove regine è basata sulla necessità di rimescolare i patrimoni genetici dei diversi alveari di una zona. Infatti, come si è visto, tutti gli individui di una colonia di api sono in genere figli di una sola regina e quindi, per evitare problemi di consanguineità, le nuove regine, dopo alcuni giorni dall’uscita dalla loro cella reale, compiono uno o più voli di fecondazione. Durante questi voli le regine vergini esplorano il territorio seguendo particolari indizi geografici, per giungere in alcuni luoghi ove moltissimi fuchi, provenienti dagli alveari di un’ampia zona (anche fino a 5-10 km di raggio), stazionano in volo in attesa di regine vergini. Giunta nei pressi di questi raduni di fuchi, la regina vergine viene individuata dai maschi e inizia un volo rapidissimo e ad altezza elevata. I fuchi la inseguono ed i più veloci, e quindi vigorosi, riescono a fecondarla. I fuchi che riescono ad accoppiarsi con successo subiscono la mutilazione dei genitali da parte della regina e quindi muoiono. Una regina in alcuni voli di fecondazione può accoppiarsi con 5-25 fuchi e

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Conoscere e controllare la Varroa in Trentino

Conoscere e controllare la varroa in trentino  

Centro Trasferimento Tecnologico

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