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Ruolo, risultati e prospettive della ricerca scientifica nel controllo della Varroa Emilio Caprio

Per parlare di strategie antivarroa occorre innanzitutto esaminare gli strumenti di lotta in nostro possesso, a più di trent’anni dalla segnalazione ufficiale dell’acaro in Italia e frutto del percorso evolutivo che la Varroa, la nostra ape e gli apicoltori hanno compiuto in questi decenni.

Parlare di programma sanitario antivarroa è estremamente difficile e complesso, in quanto sono molti i fattori che influenzano la lotta a questo parassita. Dal suo apparire in Italia, si è parlato veramente tanto di Varroa: conosciamo la morfologia, il ciclo biologico, l’azione patogena, i sintomi, la diagnosi, l’importanza dei fattori di stress sulla dinamica della replicazione virale in funzione dell’interazione ospitepatogeno, ma, per quanto riguarda la lotta contro l’infestazione, non siamo arrivati al bandolo della matassa. Nel corso degli anni sono state elaborate nuove strategie di trattamenti, ma la terapia e la profilassi fin qui utilizzate hanno dato risultati non sempre soddisfacenti. La veterinaria pubblica nel caso di malattie diffusive degli animali deve mirare al risanamento degli allevamenti: concetto inapplicabile alla Varroa. In questo caso l’obiettivo deve essere, almeno per ora, di tenere sotto controllo l’infestazione, cioè contenere il numero degli acari presenti nell’alveare dal momento che tutti i trattamenti attualmente usati non sono in grado di eliminare completamente il parassita. Ci troviamo pertanto a convivere con l’acaro, ma ciò non giustifica in nessuna maniera illeciti trattamenti. L’apicoltore deve mirare alla salvaguardia delle api e delle produzioni, ma nel rispetto delle leggi, dell’ambiente e del consumatore. Per parlare di strategie antivarroa occorre innanzitutto esaminare gli strumenti di lotta in nostro possesso a più di trent’anni dalla segnalazione ufficiale dell’acaro in Italia e frutto del percorso evolutivo che la Varroa, la nostra ape e gli apicoltori hanno compiuto in questi decenni. La prima cosa che abbiamo fatto per cercare di arginare la Varroa è stato quello di aggredirla con le armi più potenti che avevamo a disposizione. All’epoca un altro acaro colpiva di tanto in tanto i nostri alveari ed era l’Acarapis woodi e per il suo controllo gli apicoltori si affidavano al Folbex o al più naturale mentolo. E con tali mezzi, come era logico avvenisse, si provò ad arginare anche la Varroa, ma senza

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Conoscere e controllare la Varroa in Trentino

Conoscere e controllare la varroa in trentino  

Centro Trasferimento Tecnologico

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Centro Trasferimento Tecnologico

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