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to dall’esperienza e dal fare, attraverso il tutoraggio di un esperto, è da sempre il metodo più efficace per la crescita professionale. Bisogna però avere la pazienza di spiegare, di motivare le scelte, di illustrare le diverse alternative, di far capire, di stimolare domande e curiosità perché lo scopo è quello di una maggiore professionalità ed autonomia dell’apicoltore. È anche un momento importante di relazioni umane, di confronto e di conoscenza reciproca. Gli apicoltori chiedono alle associazioni solo poche cose legate alla loro formazione professionale, al lavoro in apiario e relative problematiche, al confronto con gli altri apicoltori, al rapporto con i soggetti istituzionali che si occupano di apicoltura. Si aspettano però serietà e professionalità. Quando il rapporto è instaurato, qualora si presentassero problemi, telefonano, si informano, partecipano, offrono il loro aiuto. Gli apicoltori non chiedono all’associazione di fare da intermediario fra offerta dei fornitori e domanda perché questo servizio è già ben coperto da chi commercia in prodotti per l’apicoltura e la qualità del servizio di una associazione non si misura di certo con il fatturato, ma piuttosto con la capacità di dare risposte ai veri bisogni dell’apicoltura. La figura dell’esperto apistico rappresenta un elemento chiave per dare risposte concrete alle esigenze dell’apicoltore, ma a nostro avviso l’esperto stesso è al servizio dell’apicoltura tutta e quindi è una risorsa per tutti i soggetti istituzionali e non istituzionali. In questo sarebbe fondamentale l’istituzione di un “registro degli esperti apistici” che ne definisca formazione e ruolo come anche l’istituzione di un coordinamento permanente che faccia capo in Trentino ad un unico soggetto che operi anche nel campo della sperimentazione in apicoltura e che quindi possa trasferire conoscenze aggiornate e fondate su solide basi sperimentali. Il coordinamento degli esperti apistici e il lavoro svolto dalle associazioni sono poi evidentemente connessi con tematiche quali la coerenza sul territorio nella lotta alla Varroa e il rispetto di una tempistica concordata per i trattamenti e le operazioni apistiche connesse. Ormai anche gli apicoltori hanno la consapevolezza che i problemi di re-infestazione di Varroa sono tali da ritenere il coordinamento degli interventi del suo contenimento sul territorio come un elemento irrinunciabile per raggiungere un risultato positivo.

Associazione Apicoltori della Val di Sole, Peio e Rabbi Via Molino, 1 - 38027 Croviana (TN) Tel: 328 2117358 E-mail: franz.moratti@apisole.it Presidente: Francesco Moratti www.apisole.it

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Conoscere e controllare la Varroa in Trentino

Conoscere e controllare la varroa in trentino  

Centro Trasferimento Tecnologico

Conoscere e controllare la varroa in trentino  

Centro Trasferimento Tecnologico

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