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Semestrale Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 456) art. 1 comma 1 - DCB – Bologna. In caso di mancato recapito inviare al CMP di Bologna per la restituzione al mittente previo pagamento resi.

Anno 10 Numero 23 - II/2015

RIFLESSIONI SUL DOLORE CON UMBERTO ECO E STEFANO BARTEZZAGHI

PUBBLICATO IL BILANCIO DI MISSIONE 2014

COME FUNZIONA LA RICERCA IN CURE PALLIATIVE


S O M M A R I O EDITORIALE

I TANTI VOLTI DELLA SOLIDARIETÀ di Vera Negri Zamagni

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IN PRIMO PIANO

RIFLESSIONI SUL DOLORE CON UMBERTO ECO E STEFANO BARTEZZAGHI

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IN PRIMO PIANO

I CONTI TORNANO: PUBBLICATO IL BILANCIO DI MISSIONE 2014

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APPROFONDIMENTI

IL PUNTO DI VISTA DELL’INFERMIERE di Myrta Canzonieri

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EVENTI

PEDALANDO UN PO di Aldo Di Nauta

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APPROFONDIMENTI

COME FUNZIONA LA RICERCA IN CURE PALLIATIVE

Presenta la serata Pippo

Baudo

di Myrta Canzonieri

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RINGRAZIAMENTI

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DICONO DI NOI

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GUARDA IL NOSTRO VIDEO

Periodico della Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli Onlus Anno 10 Numero 23 - II/2015 Direttore Editoriale Vera Negri Zamagni

Direttore Responsabile Giancarlo Roversi Coordinamento editoriale Simona Poli Progetto grafico room69

Stampa Digigraf

Stampato su carta con fibre riciclate


EDITORIALE

I TANTI VOLTI DELLA SOLIDARIETÀ Cari lettori, il mondo delle cure palliative è popolato di persone “innamorate del proprio lavoro”, come ha detto Samantha Mezzanotte nell’intervista pubblicata in questo numero, perché mosse da un ideale profondo: aiutare chi deve affrontare l’ultimo tratto di vita ad eliminare la sofferenza “eccedente, che potrebbe non esserci”, come ha scritto Umberto Eco nelle sue riflessioni sul dolore promosse dalla Fondazione Hospice. Si tratta di un obiettivo condiviso ormai da sempre più persone, che si attivano per sostenerlo nelle maniere più creative: dal Rotary Club Bologna Galvani che ha raccolto fondi per donare all’Hospice un sollevatore, all’Associazione Le Capre di Monte San Pietro che ha realizzato una pedalata su risciò sulla ciclovia del Po, dal Monviso al mare, per oltre 700 km; dal concerto al Teatro Comunale organizzato dall’Associazione Amici dell’Hospice fino alla collaborazione delle istituzioni pubbliche, come l’Ausl di Bologna che ha riconosciuto la Fondazione Hospice come soggetto innovativo durante la recente presentazione del nostro Bilancio Sociale. Questi sono solo gli esempi che vengono riportati nel presente numero della nostra rivista. Perché tutto questo fiorire di iniziative possa ottenere risultati veramente efficaci occorre un dialogo costante con pazienti e famiglie, come quello realizzato negli ambulatori, e una ricerca mirata alle cure palliative. Come chiarisce la responsabile dell’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa, questa ricerca è necessaria per mettere a punto il giusto mix di interventi farmacologici, psicologici e relazionali, ma soprattutto per personalizzare gli interventi rispetto alla condizione fisica, sociale e spirituale dei pazienti. Si parla tanto di medicina personalizzata, ma poco la si pratica. Negli Hospice Seràgnoli questo tipo di medicina è un “must”. Come sempre, buona lettura! Vera Negri Zamagni* (*) Presidente Associazione Amici della Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli

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IN PRIMO PIANO

Incontri

Riflessioni sul dolore con Umberto Eco e Stefano Bartezzaghi Riportiamo un brano estratto dal libro “Riflessioni sul dolore” di Umberto Eco, pubblicato da ASMEPA Edizioni.

La presentazione del volume si è tenuta lo scorso maggio presso il Centro San Domenico con l’autore e Stefano Bartezzaghi, introdotta da Guido Biasco, direttore scientifico dell’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa. (

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“In questo mio contributo non parlerò delle cure palliative, in merito alle quali non vanto alcuna competenza anche se, ovviamente, non posso che compiacermi per il loro sviluppo. Piuttosto vorrei attenermi ad alcune riflessioni sul dolore, dal momento che, anche grazie a varie specializzazioni della medicina contemporanea, si sta lentamente rovesciando una millenaria credenza: che esso cioè sia condanna e fatalità ineliminabile.


IN PRIMO PIANO

[…] La scienza contemporanea ha deciso che il dolore non doveva più essere una condanna ineliminabile. Forse abbiamo dimenticato che ancora due secoli fa le amputazioni venivano fatte mettendo un legno in bocca al paziente dopo avergli fatto bere mezza bottiglia di acquavite, quando c’era, e che ancora nella mia infanzia dal dentista si soffriva. Certamente alcuni farmaci riducono anche i dolori dello spirito, almeno quelli dell’ansia o del panico; forse non eliminano il rimorso, il rimpianto, la malinconia, ma talora calmano le nostre angosce. Così come si è abbandonata l’idea che la donna, secondo il dettato biblico, debba necessariamente partorire con dolore. È cambiato il nostro atteggiamento rispetto alla sofferenza, non perché se ne neghi l’esistenza o perché si pensi di poterla eliminare quando diventa moralmente insostenibile, ma piuttosto perché si è deciso che è eliminabile quella eccedente, che potrebbe non esserci. Il che è una grande conquista della sensibilità moderna e contemporanea, oltre che del nuovo atteggiamento mistico verso i dolenti, pensiamo per esempio a Madre Teresa di Calcutta. A questo punto vorrei aggiungere due parole sull’educazione al dolore.

[…] Ho il ricordo di una violenta influenza mentre facevo il servizio militare, steso con quaranta di febbre in una camerata insieme ad altri commilitoni dolenti. […] Io stavo male, ma sapevo di cosa si trattava, e avevo fiducia persino nella Transpulmina, che allora i medici militari usavano come panacea universale. Ma, accanto a me, ragazzi analfabeti urlavano tutta la notte come se subissero atroci tormenti. Certo, si potrebbe pensare che un’antica tradizione, quella delle prefiche, avesse loro insegnato che la lamentazione era una forma di controllo della sofferenza, ma io sono convinto che soffrivano più di me perché non capivano cosa avessero, e soprattutto che, di solito, dall’influenza si guarisce. Lo stesso accade quando il dentista o un altro medico che ci infligge una sofferenza ci spiega per filo e per segno cosa ci sta facendo. […] Sapendo cosa stiamo subendo, vi sappiamo resistere meglio. La conoscenza, vorrei dire la cultura, alza la soglia della sofferenza. […] Ritengo che possa essere incoraggiata un’educazione culturale al dolore, come d’altra parte c’insegnano le più recenti esercitazioni al parto indolore. Come diffondere, come impartire questa educazione al dolore, non saprei. Ma la ritengo una delle frontiere della medicina, della psicologia e forse della filosofia di domani. Così come il filosofo impara a essere-per-la morte, tutti noi dovremmo imparare a essere-per-il-dolore, ad alfabetizzarci rispetto a esso: se non a conoscere attraverso il dolore, almeno a conoscere il dolore.” Stefano Bartezzaghi e Umberto Eco

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Il dolore è certamente fenomeno universale, che può essere ricondotto all’altro grande tema che ha dominato nei secoli teologia e filosofia, ovvero la presenza del male nel mondo. Nella Teogonia di Esiodo, Eris, dea dell’oscurità, fomentatrice di odio e discordia, genera Ponos (la Fatica), Lethe (l’Oblio), Limós (la Fame), e poi Battaglie, Assassinii, Massacri, Conflitti, Menzogne, Controversie, Anarchia e Sciagura, e infine Algea (i Dolori che fanno piangere). Sin dagli inizi dunque ogni cultura ha riflettuto su quell’esperienza ineluttabile della natura umana, e anche animale, che è il dolore. E non parlo solo della filosofia greca o di quella cristiana: basti pensare al buddismo, dottrina basata sulla coscienza del dolore e della sofferenza come realtà universali, che però possono essere vinte attraverso il loro annullamento nell’insensibilità, nel Nirvana appunto, la fine delle sofferenze, dei dolori e delle passioni.


IN PRIMO PIANO

I conti tornano: pubblicato il Bilancio di Missione 2014 La Fondazione Hospice Seràgnoli ha presentato a luglio il Bilancio di Missione relativo all’anno 2014, condividendo con i propri stakeholder i progetti di assistenza, formazione e ricerca svolti, i risultati raggiunti e le linee strategiche per il 2015.

Ph. di Francesco Pierantoni

L’evento, svoltosi presso la sede di Unindustria Bologna, ha visto fra i relatori Alberto Vacchi, Presidente Unindustria Bologna, Gian Carlo De Martis, Presidente della Fondazione Hospice, Monica Bravi, Direttore Generale della Fondazione Isabella Seràgnoli. Di particolare interesse l’intervento di Chiara Gibertoni, Direttore Generale dell’AUSL di Bologna, che ha proposto una riflessione sui rapporti tra Pubblico e Privato e in particolare sulla capacità del Privato di stimolare modelli innovativi.

Per saperne di più La versione integrale del Bilancio di Missione 2014 è disponibile online al seguente indirizzo:

www.FondHS.org/bilancio

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IN PRIMO PIANO

Alcuni dati estratti dal Bilancio:

Numero partecipanti programmi formativi ASMEPA* 2007-2014 *Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa

2250

Formazione continua ECM

347 Formazione universitaria

2597

TOTALE PARTECIPANTI

Pazienti assistiti negli Hospice

214

346

419

442

433

2002

2003

2004

2005

2006

679

727

776

781

789

2007

2008

2009

2010

2011

933

2012

1.103

1.138

2013

2014

Trend visite, controlli, consulti negli Ambulatori

Trend dimissioni

464

174

350 300

130

250 200

160

150 100

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

Strutture ospedaliere

Domicilio

Strutture extra ospedaliere

Totale dimissioni

2008

2009

2010

+ 50%

2011

2012

2013

2014

rispetto al 2013 7

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2007


APPROFONDIMENTI

Conosciamo l’Hospice

Il punto di vista dell’infermiere Samantha Mezzanotte è la referente infermieristica degli Ambulatori presenti nei tre Hospice, Bentivoglio, Bellaria e Casalecchio. Gli Ambulatori offrono gratuitamente un servizio di consulenza specialistica in cure palliative e terapia del dolore ai pazienti e ai loro familiari, ai medici ospedalieri e ai medici di medicina generale. di Myrta Canzonieri Qual è stato il percorso professionale che ti ha portata in Hospice? Vengo da un’esperienza molto lunga: sette anni al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Ad un certo punto ho sentito il bisogno investire di nuovo su di me, cercando un ruolo che potesse esprimere ancor di più le mie potenzialità come persona. Sapevo poco delle cure palliative, ma conoscevo l’Hospice Bentivoglio. Grazie ai racconti di colleghi che ci lavoravano e un successivo approfondimento ad un congresso dedicato ho scoperto che un altro lavoro era possibile. Cosa significa per te “un altro lavoro”? Quello che intendo dire è che in Hospice è cambiata la mia ottica e sono diventata una persona che accompagna i pazienti e le famiglie nella fase più delicata, quando non è più necessario intervenire per guarire, ma resta fondamentale prendersi cura della persona. È stato come un cerchio che si chiude e come era successo per l’emergenza, mi sono innamorata del mio lavoro qui. Attraverso la tua esperienza sul campo quali sono i principali benefici che il servizio ambulatoriale porta al percorso di cura del paziente? Nel tempo ho capito che se ci sono delle resistenze rispetto alle cure palliative è dovuto anche al fatto che siamo figli di una cultura del fare. Aiutare le persone che si ammalano a prendere coscienza che non è più possibile guarire ma che si può fare molto per migliorare quello che c’è, è invece molto importante. Il nostro impegno è non far sentire soli i pazienti e le famiglie e iniziare presto a dare assistenza. Il progetto della Rete di Cure Palliative afferma che la presa in carico ha l’obiettivo di accompagnare

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il paziente lungo tutto il percorso di cura. Per ottenere questo risultato è necessario coinvolgere da un lato i professionisti, gli specialisti, i medici ospedalieri, i medici di medicina generale e dall’altro la famiglia. Abbiamo dati contrastanti, riusciamo ad accogliere molti pazienti con il giusto anticipo, mentre altri arrivano con una presa in carico tardiva: lo sforzo deve essere indirizzato verso gli altri medici che hanno in cura il paziente - con cui è importante cercare la condivisione di un progetto di cura e con la famiglia, per trovare insieme le soluzioni adatte. Si rivolgono agli ambulatori solo i pazienti con malattie oncologiche? In ambulatorio si può rivolgere chi ha un sintomo che ha bisogno di controllare e oggi questo deriva ancora in gran parte da una malattia oncologica. L’Azienda USL di Bologna promuove però un sistema di supporto anche per altre malattie: cardiologiche, pneumologiche croniche, neurologiche rare, in cui è previsto l’accompagnamento in Hospice e che stiamo iniziando ad accogliere anche in ambulatorio. Tutte queste malattie diventano terminali e arriva un momento in cui sono necessarie le cure palliative. Comprendere quale sia questo momento non è sempre facile, ma l’ambulatorio funziona anche come punto di consulenza e accompagnamento proprio in situazioni in cui la famiglia chiede un aiuto diverso rispetto a quanto necessario in un contesto oncologico. Proprio in queste circostanze diventano molto importanti due elementi che caratterizzano le cure palliative: l’aspetto relazionale e le competenze tecniche, per un affiancamento di tutto il nucleo familiare davvero efficace.


Regali Solidali Vuoi sostenere le attività della Fondazione Hospice in modo originale? Dona ai tuoi amici, ai tuoi cari, ai tuoi colleghi i nostri Regali Solidali e arricchirai di solidarietà un momento importante della loro e della tua vita.

Puoi scegliere tra una pratica e simpatica bottiglietta in acciaio, oppure un magico libro di racconti d’autore sul Tempo.

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Regali solidali Tel. 051 271060 - Fax 051 266499 E-mail: dono@FondazioneHospiceSeragnoli.org Sito: www.FondHS.org/regali-solidali


I NOSTRI EVENTI

732 Chilometri di Solidarietà

Pedalando un Po Partendo dal Monviso una staffetta di una trentina di ciclisti ha percorso tutta la Ciclovia lungo il grande fiume fino al mare Adriatico, per raccogliere fondi a favore della Fondazione Hospice. di Aldo Di Nauta Quando la beneficenza incontra un gruppo di amici con la voglia di divertirsi e di mettersi in gioco il risultato è una pedalata di 732 chilometri lungo il fiume Po a bordo di un risciò. Questa è stata la “missione impossibile” che l’Associazione culturale “Le Capre” di Monte San Pietro, da sempre abituata a compiere imprese allegre e strampalate, ha portato a termine il 6 giugno scorso grazie anche all’aiuto di molti amici che, spinti da un forte spirito di solidarietà, si sono alternati ai pedali e hanno distribuito tante magliette, gadget con cui sono stati raccolti i fondi a favore della Fondazione Hospice. I pedalatori sono partiti il 28 maggio dal Monviso e, con una staffetta che ha impiegato una trentina di persone, hanno percorso tutta la Ciclovia del Po arrivando fino al mare Adriatico nei tempi previsti e con gli zaini colmi di sorrisi, buon umore e tanta soddisfazione. Il viaggio prevedeva 12 fermate durante le quali gli avventurieri hanno trovato ospitalità e scattato tante fotografie, disponibili su Facebook all’interno della pagina de “Le Capre”, con la comunità del posto che si è sempre resa disponibile e solidale al loro arrivo. L’entusiasmo di chi sostiene la Fondazione attraverso eventi di raccolta fondi è ogni volta altissimo e in questa occasione “Le Capre” hanno dimostrato che basta davvero poco per creare una manifestazione originale in grado di coinvolgere la collettività. Aver portato a termine questo progetto non vuol dire soltanto aver sostenuto le attività della Fondazione, ma anche aver saputo incuriosire e appassionare un gruppo di persone che ha generosamente messo a disposizione il proprio tempo libero per una buona causa. L’iniziativa, nata con lo scopo di mettersi in gioco e creare un filo conduttore tra lo sport e il fare benefico, si è rivelata un’occasione per rafforzare ancora una volta il legame tra la Fondazione Hospice e il territorio.

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APPROFONDIMENTI

Come funziona la ricerca in cure palliative Quattro domande a Monica Beccaro, Responsabile Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa. a cura di Myrta Canzonieri

2. In cosa si differenzia dalla ricerca “classica” cui più comunemente ci riferiamo? Le problematiche che questi pazienti devono affrontare sono diverse rispetto a quelle di un paziente in fase acuta di malattia: ad esempio, il dolore non è solo più riconducibile alla sfera dei sintomi fisici, ma diventa un “dolore totale” cioè un insieme di sofferenza fisica, psicologica, sociale, esistenziale e spirituale. Questa peculiarità, che riguarda le scelte mediche e assistenziali, si riflette anche all’ambito della ricerca in cure palliative: la qualità di vita è un concetto assolutamente soggettivo, che dipende dal vissuto, dalle aspettative e dalle preferenze del paziente e della sua famiglia. Questo apre il campo ad una ricerca che non è solo più rivolta a determinare se un dato farmaco è più efficace di

un altro nella cura di una patologia, ma a valutare, ad esempio: • se una certa modalità di assistenza da parte dell’équipe ha un impatto migliore sulla qualità delle cure prestate, • se un approccio comunicativo e di relazione è più appropriato per trasferire informazioni sulla malattia e sul suo decorso al paziente e alla sua famiglia, • quali possono essere le modalità di somministrazione di un farmaco più efficaci e maggiormente confortevoli per il paziente, • quali strumenti di valutazione della qualità di vita possono essere utilizzati con pazienti fragili o con difficoltà cognitive, • che tipo di supporto e formazione possono essere offerti agli operatori che lavorano nell’ambito delle cure palliative per la gestione del lavoro di équipe o del loro stress emotivo nell’assistere questi pazienti, • se lo sviluppo di interventi di comunicazione sociale è utile a diffondere la cultura delle cure palliative nella società. Questi sono solo alcuni esempi degli ambiti in cui vengono sviluppati progetti di ricerca, che hanno il duplice obiettivo di incrementare la conoscenza in questo ambito e migliorare la qualità dell’assistenza fornita dall’équipe di cure palliative. Proprio per la complessità di questi ambiti di valutazione, la metodologia utilizzata in questi studi in parte deriva da quella utilizzata in altri settori, ma deve necessariamente prevedere specifiche procedure e considerazioni etiche nel rispetto della dignità della persona malata e della sua famiglia. 3. Per quale motivo è particolarmente complessa? Come accennato la complessità deriva dalla peculiarità dell’obiettivo di cura, cioè la qualità di vita del paziente e della sua famiglia. Questo ha comportato lo sviluppo 11

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1. Che cos’è la ricerca in cure palliative? La peculiarità della ricerca in cure palliative deriva dagli obiettivi di cura, che sono molto specifici. Le cure palliative, infatti, secondo la più recente definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono: «… un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di un’identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicosociale e spirituale.» Si tratta quindi di un obiettivo di cura complesso, orientato al paziente e alla famiglia e non più finalizzato alla guarigione, ma essenzialmente alla loro qualità di vita. Date queste premesse, sviluppare e realizzare progetti di ricerca nell’ambito delle cure palliative deve tenere conto di problematiche specifiche e circostanze particolari che spesso ne limitano la fattibilità.


APPROFONDIMENTI

di ricerche sia di tipo quantitativo sia qualitativo. La ricerca quantitativa, può essere definita come lo studio di un dato fenomeno, attraverso la raccolta di dati relativo ad un campione di popolazione, in modo strutturato e sistemico. Obiettivo finale è determinare se un dato intervento è efficace nell’ottenere i benefici previsti. Nell’ambito delle cure palliative la ricerca qualitativa può dare un contributo rilevante e viene utilizzata prevalentemente per descrivere ed interpretare il “percepito” della persona. In questo modo riuscire a comprendere cosa sia più appropriato per questi pazienti non è più solo compito dei professionisti coinvolti nell’assistenza ma dei pazienti stessi, che sono chiamati ad esprimersi direttamente. Sono quindi due metodologie di ricerca non in contrapposizione, ma che si integrano e completano a vicenda per fornire informazioni e strumenti utili per erogare un’assistenza adeguata ai bisogni assistenziali, relazionali, psicologici e spirituali dei pazienti e delle loro famiglie.

4. In che modo influenza l’assistenza e l’approccio ai pazienti? “La medicina palliativa, come gli altri rami della medicina, necessita di ricerca, per permettere di passare dalla medicina basata sulle opinioni, magari autorevoli, ad una medicina il più possibile basata su evidenze scientifiche” (da “Libro Italiano di Cure Palliative”, De Conno, Costantini, 2007). Ormai da diversi anni si è sviluppata la così detta Evidence-Based Medicine (EBM). Questo significa che le decisioni nei confronti del paziente devono scaturire dal giusto mix tra esperienza del medico, i migliori risultati scientifici disponibili e le preferenze espresse dal paziente. I risultati della ricerca non sono però sufficienti da soli, ma devono essere necessariamente supportati dall’esperienza dei professionisti e, fondamentale per l’ambito delle cure palliative, dalle preferenze e desideri del paziente.

10 GIUGNO 2015 Il Rotary Club Bologna Galvani consegna un nuovo sollevatore all’Hospice Bentivoglio Questa donazione permette di garantire a tutti i pazienti che lo desiderano l’opportunità di alzarsi senza sforzo e fare piccole attività al di fuori della propria stanza. Una breve passeggiata nel braccio panoramico che si protende nel giardino o un piccolo momento di lettura possono rappresentare,

Rosanna Favato, Bettina di Nardo, Alessandro Alboni

anche durante la stagione fredda, un’occasione per godere del sole e della vista sul verde. Sono piccoli passi, ma importanti per garantire qualità e dignità di vita, pur all’interno di un percorso di malattia che impone limiti fisici e psicologici. Grazie alla Presidente Bettina di Nardo, al Presidente entrante Claudio Zucchi e a tutti i soci presenti.

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RINGRAZIAMENTI

21 marzo 2015

13 giugno 2015

Camminata della solidarietà

Torneo di golf

Il Gruppo Podistico Amici ha organizzato la

Il Rotary Club Bologna Galvani ha dedicato

20° edizione della Camminata di San Marino di

alla Fondazione Hospice un torneo di golf

Bentivoglio donando il ricavato delle quote di

destinando l’incasso a sostegno dei nostri

partecipazione agli Hospice Seràgnoli.

progetti assistenziali.

SI RINGRAZIANO

SI RINGRAZIA

Gli organizzatori che anche quest’anno hanno

Il Rotary Club Bologna Galvani nella persona

pensato alla Fondazione Hospice quale destinataria

del Past President Gabriele Testa e coloro

della raccolta fondi e tutti i partecipanti all’iniziativa.

che hanno preso parte alla gara solidale.

1 maggio 2015

maggio - giugno 2015

Biciclettata per l’Hospice

Pedalando un PO

Il Circolo Arci-Funo ha dedicato la 16° edizione

Un ringraziamento all’Associazione

della “Biciclettata del 1° maggio” a Malacappa

“Le Capre” per aver ideato, organizzato

(Funo di Argelato) alla Fondazione Hospice.

e promosso – con l’aiuto di tanti famosi

SI RINGRAZIANO

testimonial – l’evento “Pedalando un PO”

Gli organizzatori e tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa.

a sostegno della Fondazione Hospice. Dal 28 maggio al 6 giugno 12 equipaggi si sono alternati a bordo di un risciò dal Monviso fino al mare, per 730 km lungo la ciclovia del fiume Po. Un evento che ha unito sport,

12 giugno 2015

amicizia e solidarietà. Il ricavato della vendita

Notte bianca

delle magliette è stato interamente devoluto

Per il secondo anno di seguito

in favore delle attività della Fondazione.

i Motocappottati di Argelato ci hanno

SI RINGRAZIANO

ospitato nel loro stand durante la Notte Bianca cittadina devolvendo il ricavato della vendita di bibite e panini in favore delle nostre attività.

Gli organizzatori che hanno saputo coinvolgere nel progetto il territorio attraverso i social network, la stampa e il contatto diretto. Questo ha permesso non solo la vendita di centinaia di magliette ma soprattutto una

L’Associazione “Motocappottati”,

maggiore e corretta conoscenza delle attività

tutti coloro che hanno collaborato

della Fondazione in favore dei pazienti

durante la serata, i partecipanti.

con malattie inguaribili. Grazie!

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SI RINGRAZIA


RINGRAZIAMENTI

18 - 19 luglio 2015

22 luglio 2015

Fiera di Crevalcore

Presentazione del Bilancio di Missione 2014

Ringraziamo i ragazzi del Moto Club di Crevalcore e tutti i collaboratori per aver raccolto fondi in favore della Fondazione Hospice durante le giornate di fiera.

La Fondazione Hospice ha presentato ai suoi stakeholder il Bilancio di Missione 2014, condividendo i progetti di

7 marzo 2015

assistenza, formazione e ricerca

Rock per l’Hospice

svolti nel corso dell’anno,

Concerto rock al Teatro Consorziale di Budrio in favore

i risultati raggiunti, gli obiettivi

degli Hospice Seràgnoli organizzato e promosso dai

futuri.

Mainspeed.

SI RINGRAZIANO

SI RINGRAZIANO

UNINDUSTRIA BOLOGNA per

Tutti i componenti della band, il pubblico presente e tutti

aver ospitato l’evento;

i sostenitori dell’iniziativa.

CHIARA GIBERTONI, Direttore Generale AUSL Bologna e ALBERTO VACCHI, Presidente di Unindustria, per essere

luglio 2015

intervenuti in una disquisizione

DAVINES per gli Hospice Seràgnoli

sui rapporti tra pubblico e

Un sincero ringraziamento all’azienda Davines che ha

privato;

confermato il suo sostegno alla Fondazione Hospice con

CLAUDIO LONGHI, docente

un contributo in favore delle nostre attività e con una fornitura di prodotti per le nostre strutture.

presso il DAMS, Università di Bologna, per la collaborazione; MICHELE DELL’UTRI per la lettura e interpretazione dell’estratto di “Riflessioni

anno 2013

sul dolore” di Umberto Eco;

5 x Mille 2013

FRANCESCO PIERANTONI

7.264 GRAZIE a tutti coloro che hanno devoluto il 5xMille

per le foto scattate durante

della dichiarazione dei redditi 2013 alla Fondazione

l’evento.

Hospice. Grazie per aver scelto di stare al nostro fianco.

I partecipanti tutti.

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DICONO DI NOI

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Raccolta Fondi

Natale Solidale Non è mai troppo presto per pensare ai regali di Natale. Noi siamo pronti! Contattaci e troveremo insieme il dono piÚ giusto per te e per i tuoi cari. Tel. 051 271060 - Email: staff@FondazioneHospiceSeragnoli.org

Profile for Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus

Hospes 23  

Il periodico della Fondazione

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