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PAOLO CIABATTINI

RIFRAZIONI Villa Badia, Leno (Bs)


Villa Badia Via Marconi, 28 25024 - Leno (Brescia) tel/fax: 030 9038463 info@fondazionedominatoleonense.it Paolo Ciabattini www.paolociabattini.it Idea e cura Giulia Sillato, storico dell’arte di scuola longhiana. Tutti i diritti riservati ©2012 www.giuliasillato.eu www.ilmetaformismo.eu Organizzazione Artis Recensio, Verona artisrecensio@tin.it Coordinamento Fondazione Dominato Leonense www.fondazionedominatoleonense.it Fotografia Copertina e foto delle opere di maestro Ciabattini: Carlo Bruschieri, Crema Proprietà: Paolo Ciabattini Tutti i diritti riservati ©2012 Foto di Villa Badia: concessione della Fondazione Dominato Leonense


PAOLO CIABATTINI nella prima tappa della mostra itinerante ideata e curata da Giulia Sillato

RIFRAZIONI

Villa Badia, Leno (Bs)


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È la prima di una trilogia di mostre che percorrono un tratto della giurisdizione culturale di Cassa Padana, che ha dato vita alla Fondazione Dominato Leonense con l’obiettivo di intervenire sul territorio padano attraverso il recupero e la riabilitazione di architetture antiche e simbolicamente interessanti per la sua storia: l’inedito viaggio, curato da Giulia Sillato, nota per i significativi contributi alla ricerca artistico-letteraria con la coniazione di un nuovo pensiero interpretativo, il Metaformismo, parte da Villa Badia di Leno, suggestivo sito archeologico dove permangono le tracce del Monastero di San Benedetto ad Leonens, fondato nel 758 da Desiderio, ultimo re longobardo, successivamente trasformato in dimora ottocentesca. È un luogo che ha conservato tutto il misticismo di un tempo, praticato dai monaci con voti di povertà e di operosità; e anche quando, ai primi del secolo XIX, subirà un processo di trasformazione che vedrà sorgere sulle fatiscenze conventuali una splendida villa, esso tratterrà della vita passata tutti gli odori, i sapori, le immagini, ormai lontane, di ciò che era stato, percepibili soprattutto nel sotterraneo che si ipotizza conservare gli ambienti originali della cripta monastica.

La villa esibisce un maestoso pronao che la caratterizza e la inquadra tra i modelli di architettura veneta del Settecento, riletti con cifra stilistica bresciana, modelli che restarono in voga fino alla prima metà dell’Ottocento soprattutto in provincia. L’insieme, comprensivo anche dell’ala orientale, fatta costruire dal proprietario per ospitarvi la servitù e dove, oggi, si celebrano eventi, ha un’autorevolezza che giustifica il rapporto visivo istituito da Paolo Ciabattini tra le vestigia e le opere, pensate e realizzate proprio per quest’ambiente. Invitate a vivere tra le percezioni che esso trasmette, ne traducono visivamente l’essenza grazie alla natura stessa dei materiali usati, reperiti dall’architetto-artista nei cantieri di restauro. Una sequenza di quadri segue l’orizzontalità della hall conference al primo piano e l’assicità geometrica delle tre salette al pianterreno, sviluppando un dialogo tra duplicità strutturali: la presenza fisica dell’antica costruzione e il fascino materico delle opere, i cui colori, misti a pigmenti murali, producono la tattile visività delle rifrazioni di luce. Artista dotato di una straordinaria duttilità espressiva, istituisce difficili equilibri pittorici tra materia pittorica e materia di natura edile. Egli infatti viene


dal mondo dell’architettura, arredo d’interni, design e in questo settore svolge un’attività di primo piano a livello nazionale, portandosi dietro un tesoro di esperienze e conoscenze velocemente capitalizzabili nella pittura, compagna fedele della sua attività professionale: mai, infatti, come in epoca moderna essa risulta perfettamente integrata alla progettazione di un abitat, pubblico o privato che sia. Paolo ha iniziato a dipingere da giovanissimo, sviluppando nel tempo questa sua naturale inclinazione, favorita, tra l’altro, dalla conoscenza e dalla manipolazione dei materiali abitualmente impiegati in edilizia, soprattutto negli ambiti di sua competenza: restauro edile con interventi di recupero di antichi ambienti. La materia prima gli ha permesso di affinare le tecniche espressive in una specifica direzione: ricerca della spazialità attraverso la luce, quest’ultima resa percepibile da una selezionata gamma cromatica, mentre gli impasti cementizi, mescolati con i colori, riescono con la loro naturalità a suggerire profondità e prospettive uniche ed esclusive. Ciò che l’architetto-artista ci spiana davanti allo sguardo è una visione globale della storia, interpretata come stratificazione di epoche e accadimenti, visti e vissuti attraverso le

scorie di un passato fatiscente e tuttavia sopravvivente nel riutilizzo architettonico che ne fanno gli uomini moderni. Il filtro che riversa il passato nel presente è la luce, ma non quella meccanica dei futuristi, dai quali tuttavia egli recupera il gioco estetico di forze contrapposte, ma la luce naturale che le misture pitto-materiche delle sue tele rompono in mille rifrazioni: da qui il titolo della mostra, illustrata da questo catalogo che descrive le opere esposte, solo alcune della vasta collezione... prescelte per entrare in sincronia con un ambiente ricco di tempo, ancora pregno dell’umore dei muri anneriti e sbrecciati, delle muffe coprenti, delle pietre dirupe che un’azione risanatoria ha salvato, riportando quei resti consunti all’originario prestigio. I dipinti, concepiti nello spirito di un’educazione al ripristino delle antichità parietali, trasmettono sensazioni simili a quelle percepite dal luogo stesso proprio per la tipologia delle materie pittoriche: accolti tra i lampi di un’architettura lontana, ne colgono il senso traducendolo in lingua moderna. Gli insiemi sono percorsi da vene orizzontali e verticali, linee in fuga o in caduta, che aprono varchi di spazi e di luce.

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Rifrazioni C, 2012 Acrilico su tela 100 x 100 cm


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Masse di colore si muovono secondo direttrici orizzontali, opponendo resistenza formale alle linee verticali in caduta, plastiche vibrazioni della trama pitto-materica attraverso cui si rifrange la luce. La macchia, la brunitura, la sbrecciatura di un muro rovinato dal tempo e dai vissuti sono gli stimoli visivi su cui si fonda l’ispirazione artistica, espressi da cromÏe dense e terrose. La dinamica ruota attorno a un centro con moti composti.

Rifrazioni A dittico, 2012 Acrilico su tela 100 x 100 cm


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Rifrazioni A, 2012 Acrilico su tela 50 x 150 cm


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Rifrazioni B, 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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Quando ci si trova davanti a una tela di Ciabattini si è tentati dal desiderio di toccarla, perchè le increspature provocate dalle mescolanze di colore e polveri di muro, si infittiscono talmente sulla superficie da indurre a pensare che la tela stessa sia stata modellata a pieghe: le dita della mano, quindi, incontreranno argini in rilievo, spalti di pieni e di vuoti, creati da un gioco esperto di pennello, espressione di una virtuosità esecutiva non comune. Nelle opere di queste due pagine varchi di spazi e profondità vibrano di luci e di ombre, orchestrate su uno spartito verde-azzurro che apparirà più acceso o più spento, più qui che lì: è un invito a lasciarsi cullare dal sogno di poter oltrepassare quei sipari mobili e fluttuanti per tuffarsi in un frizzante laghetto o passeggiare tra giardini in fiore per scoprirne gli angoli più segreti e riposti.

Rifrazioni D, 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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Rifrazioni A, 2012 Acrilico su tela 50 x 70 cm


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Un forte dinamismo caratterizza l’opera della pagina destra, imprimendo alla composizione un movimento apparentemente scomposto, ma sguardi attenti convergeranno sul concatenarsi dei moti ondulatori che, compenetrandosi, evocano la forza e l’ordine della natura stessa. Il protagonismo è affidato a una vasta gamma di blu, che dai toni notte al turchese, si intrecciano piacevolmente al plasticismo dei tratti verticali, peculiarità esclusiva di questo artista. Masse cromatiche, organizzate attorno a quella centralità immaginaria che è l’archetipo della civiltà moderna, fluttuano su direttrici orizzontali che, in questo caso, sono tutt’altro che fisse, come di solito avviene. A sinistra, invece, un bell’esempio di costruzione più serrata e compatta.

Rifrazioni I, 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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Rifrazioni E, 2012 Acrilico su tela 50 x 150 cm


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Rifrazioni G , 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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Due pagine, due opere, un solo forte contrapposto di colore: prima il grigio in tutte le sue possibili sfumature, poi un rosso rovente che evoca magmi incandescenti. Due distinte textures che arricchiscono il campionario espressivo di Paolo Ciabattini: trame composte e intrecciate, da un lato, varchi di vuoto dall’ altro; nebbie fumanti in un caso, crateri ribollenti nell’altro. Mi rendo conto, tuttavia, di percorrere la strada della lettura naturalistica, risalendo alla madre di qualunque forma di aniconismo: la natura... che l’artista elabora in chiave teatrale, non solo circondandola di mistero e di non immediata accessibilità interpretativa, ma anche celebrandola su un palcoscenico surreale filtrato da plurimi e vibranti sipari di luce.

Rifrazioni C, 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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Rifrazioni F, 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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L’opera di questa pagina mi rimanda ad atmosfere, che pur caratterizzanti la cultura artistica del Novecento, hanno un rapporto vicino-lontano con il mondo contemporaneo: alludo al Futurismo, che, ancora attuale nella sua proposta di “futuribilità”, resta tuttavia nei modi e nelle tecniche un movimento pittorico del primo XIX secolo. Luci lontane, luci della città, brillano oltre cortina: aerea, traslucida e venata, come sempre, di nostalgia, adombra i bagliori schiusi della notte. La composizione procede su linearità orizzontali, consuete all’artista: esse, disponendosi una sopra l’altra, disegnano sulla tela uno spartito parallelo. Meno ordinata e più magmatica, nonostante la plumbea tavolozza, è il dipinto a sinistra, dove le masse cromatiche si accentuano in certe aree, liberandone altre: sono i luoghi delle profondità, talvolta delle prospettive.

Rifrazioni H, 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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Rifrazioni A, 2012 Acrilico su tela 120 x 300 cm


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Rifrazioni A dittico, 2012 Acrilico su tela 80 x 60 cm


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Rifrazioni E, 2012 Acrilico su tela 100 x 150 cm


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PAOLO CIABATTINI

RIFRAZIONI Villa Badia, Leno (Bs)

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Paolo Ciabattini. Rifrazioni