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LA mina LA M NA DI COL DI LANA

Non passò molto però che il nemico cominciò a preoccuparsi seriamente ed a preparare i lavori di contromina ('). In cima al pozzo, negli angusti cunicoli di avanzamento, si faceva silenzio ogni due ore e veniva sospeso anche il funzionamento del venti latore. Una guardia allo sbocco della galleria di S. Andrea aveva r incarico d* impedire V ingresso a qualsiasi persona ; tutti i lavori venivano sospesi, e dopo poco, ogni cosa cadeva nell' assoluto

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silenzio.

Noi seduti per terra, all' estrema fronte dell* angusto cunicolo, la candela in mano, ci mettevamo ad ascoltare guardando in su verso quella piccola volta di pietra, quasi come se il tentare di guardare ci aiutasse a sentire i vaghi rumori che traversavano quella crosta di roccia, a riconoscerne la direzione e capirne la provenienza. Li, nell' assoluto silenzio, uno si sentiva battere il cuore, e attraverso la roccia venivano ora vaghi, ora distinti, i

rumori di sopra. Ora erano tonfi cupi, ora il tic-tic d' un pic cone ; a volte mi pareva di sentire anche il calpestare dei piedi. Man mano che passava il tempo e che noi ci spingevamo piii avanti, i rumori si facevano più distinti. Non tardò molto che si sentirono i colpi ritmici di una paramina, ossia dei ferro che serve a fare lunghi fori. Continuammo il

tirato troppo alto. Pure il botto era stato tanto forte che aveva sman

tellato una parte delle trincee nemiche, ed i detr.U erano volaU sino alle nostre. Dopo mezz'ora Boisio era di nuovo al lavoro. Per due giorni ancora proseguimmo il lavoro, no. sparando di sotto ed il nemico penetrando in gih con un altro profondo buco di sonda.

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fi 9 ci arrestammo, essendo completo lo scavo, e da quel g,oJ

abbiamo fatto silenzio assoluto sotto terra, e ga erie

bloccate e minate in caso che il nemico riusasse a ^ dette stanno permanentemente in ascolto v.cmo al ^ j con .1 quale si pub dare fuoco alle m.ne nascqste "j cunicoli- in questi giorni i rumori nem.c. s. sono a Jac^ più forti e più vicini. L'altra notte r.apn. o ='=a"amen p Ltrai nel cunicolo avanzato. Questa volta .1 nem.co ha sba>to di poco. Quando entrai nel cunicolo angusto, camm.nan -^^^^^^^

mi resi col di quanto ci era arrivato v,c.no. Sent.vo .1 hat er^e raschiare del ferro a forse due metr. da dove ero 'o-" ^ pressionante. ed il -re mi batteva un poco. R.mas.n. tutto^s^^^^^ per un' ora ad ascoltare, fumando sigarette, a c

lavoro indefessamente.

La sera del 7 aprile il nemico fece esplodere la sua prima contromina ; fu un tremendo colpo di martello sulla nostra testa. Io non ero in galleria ; vi erano Boisio e sei uomini. Il colpo fece franare un piccolo tratto della volta e seppellì parzialmente quat tro uomini e 1 ufficiale, ma, salvo alcune contusioni e sgraffi, nes

suno fu seriamente ferito. 11 colpo era stato sbagliato in direzione e

(^) Un soldato trentino, il quale a quel tempo era su Cima Lana, ha raccontato a Bruno Bonfioli (Boisio) che quando si accorsero del nostro lavoro di mina, ne informarono

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al nemico ^'!VrriondrmJe che la spari; allora peneche esso carichi

. necessario, per

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il comando superiore austriaco; ma questo da principio non volle prendere la cosa su! serio

essendo rimasto a lungo

e cosi furono guadagnati quei pochi giorni che ci dettero la vittoria I

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Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
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