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I

ULTIMI SFORZI

LA MINA DI COL D! LANA

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gallerie avanzate, ma la maggior parte della notte la trascorsi in una nicchia di una galleria laterale a preparare le linee elettriche per dar fuoco alle mine. Ora, spariamo elettricamente per fare esplodere tutte le mine

m

dei due avanzamenti allo stesso istante ; ciò confonde le varie detonazioni in un unico rombo diffuso, sicché il nemico non

riesce a capire più né la direzione né il numero dei colpi di mina. Quando tutto era pronto, mi son seduto per terra con il caporal maggiore Venturi e ho fissato i due fili all'esploditore; poi: « Tutti pronti? » — e ho spinto la manovella. L'atto e l'esplo sione sono tutt'uno ; il colpo d'aria smorza istantaneamente i lumi

da capo a fondo della galleria. Nel minuto secondo che segue 1 esplosione, si sente sbattere il materiale sulle pareti di faccia, staccarsi sassi sciolti dalla volta, e sull* elmo cadere alcuni sassolini attraverso gli interstizi delle tavole dell* armatura. Stiamo solo a

1 5 metri dalle mine, dietro ad una risvolta della galleria ; poi l'acre odore della gelatina viene lentamente fluendo verso di noi, mentre riaccendiamo le candele.

Non sapevo che ora fosse; quando stavo per uscire dalla galleria, mi son meravigliato di vedere una fioca luce bianca entrare dallo

sbocco ; dapprima ho creduto che fosse un razzo nemico, invece era 1 aurora. Era 1 aurora che con luce diffusa andava illuminando

tutte le bianche vette che formano corona intorno a noi e, dietro

il Nuvolao, 1 orizzonte si era colorato a fasce rosse e gialle. L aria era fresca ed immobile. Mi son fermato a godere di quel1 impressione del mondo che si risveglia. Davanti a me, per terra e sui gradini della scalinata, giacevano immobili le forme di sol

13 aprile 1916.

Sto a letto, dopo essere arrdato due volte a Cima Lana ^no stanco ed ho sonno, ma non so se potrò dormire. 11 corpo e strm .

ma i nervi vibrano come corde di violino ed a volte il cimo non viene. È una lotta piena di deduzioni, di d> noscenze tecniche; è il momento pm ^ sono calmo come un mare morto; vi sono degli alti e dei ba.i. ma la superficie delle acque è lucida. Gli ufficiali con magnifici, pieni di coraggio e di sangue freddo; sono .

mafdi. BoL e Gatta. Gli uomini nostri -o ammir^^ofi. ^P-

di fiducia illimitata nei loro ufficiali e di obbedie d. d

s™ MI .» o

dipenda da noi ; tutta la divisione,

muovesse ed il silenzio era assoluto. Ho pensato al quadro di

Detaille, Le ReOeil. Poco dopo scendevo, pigliando una scorcia toia, sulla neve ghiacciata che copre la cresta del costone. Sono

giorni epici questi ; mi duole di non potertene dire di piìi. ■ 1-.

mr 1

pccpre capri

Qui non c è che T alternativa, o diventare eroi o

espiatori. Facciamo tutto quello che umanainen e e p nessuno mai potrà dire qualche cosa contro i noi, della guerra sono tante. «

corsaro del cinquecento, quando

Mediterraneo,

dopo essere stato per tanti anm

p

con infinito

Sto a letto ed ho un gran sonno.

^ quello di cui

affetto, spesso, tanto spesso! Chiudo per

ho bi.ogno In

perchè ho

giorni. U« "f' » f"':

m.l,o d. ....... o 1. nd. .>e«. Vostro figlio che vi adora.

C„5lon= M Ag<.(. 15 "P"-!' 1916-

dati, raggomitolati nei loro pastrani grigio-verdi e nelle coperte, i fucili appoggiati contro il parapetto. Non vi era anima che si

Ìpiio fore 10 ant.)»

Oggi ho fatto sciopero e -o/'^o. Lavoriamo con grande dopo aver fatto una scorpaccia a

* V\

^ rande è finito. L in-

intensità, eseguendo vari lavori, que o p ^ cubo dei risultati però continua a pesare s

del mese tutto si sarà risolto in un modo o

y^^go la fine j

^n^ra » ^ '

Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
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