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inverno 124

LA MINA DI COL DI LANA

stanno le cose, ma pare certo che egli sarà trasferito, come desidera, ai telegrafisti e che io sarò messo in comando alla

Mi à giunio «

compagnia.

A mezzogiorno dovetti presentarmi al generale Genovese per dare spiegazioni riguardo ad un appostamento di cannoni che ho proposto; la questione ora va al Comando Supremo e spero

ni

Lebba d. ™ i.^egn,.a di b»..."Tt'mai dd i-a» i

che sara approvata, perchè vale veramente la pena. Fu anche accettata I idea di un nuovo osservatorio d* artiglieria sul Cap

.l„a parala il mari» mi. b * T'I'l"™»

pello di Napoleone ; del resto 1 ho già bello e preparato, se

mi espone al rischio di non po

guendo il sistema di fare subito ciò che è necessario, salvo a

aspetteranno. Vorrei essere meno in vis

farsi approvare più tardi il progetto. II generale poi mi parlò di Leone che era nel 13° quando Genovese era capitano. Nello

Oggi sono andato a Cima ana

stesso ufficio trovai pure il maggiore Riggi, che è figlio del nostro m ^

C«hm di Jg^i. 28 féhrch 1916.

ex-architetto e che mi chiese notizie dei fratelli.

La sera, alla mensa della divisione, c'erano i due generali e quello di divisione mi chiamò, per cui mi precipitai, arri

vando davanti al generale sull'attenti; i chiodi degli scarponi mi slittarono un poco sul pavimento di mattonelle, di modo che gli arrivai pattinando un poco più vicino del dovuto, tuttavia non feci il bottaccio, ma ci mancò poco. Dopo la mensa il generale De Bemardis, che parte, mi salutò affettuosamente e

di sua spontanea idea ordinò al maggiore d'Ippoliti, che quando avessi chiesto un riposo, mi mandasse a Roma per servizio. Lo ringraziai e lo pregai di passar la parola al generale di divisione. Cosi spero, verso il 10 o 12 del mese, di partire per Roma per rimanervi quattro o cinque giorni. Che gioia infinita sarà quella di ritornare nel vecchio palazzo e di sedermi tra voi. cari genitori!

purtroppo una specie di legg

P. S.

Ti prego di dire ben chiaro a Cesana che non

regali o faccia pubblicare alcuna delle mie fotografie. Mi causerebbe dei seri guai.

si

ciccava sulla bianca neve ca u a

sereno, che acjneirca 80

^

ctm. Lo spettacolo di .uesti Sgombrati dalla neve, sono ora alte pareti che li fiancheggiano, pa

-Crn 1 camminamenti,

e le due bambagia flocculenta, p ^ che ci celano

danno una strana sensazione di sicurezza.

completamente alla vista del nemico.

colore dissimulante.

Con tanta neve importa ora

cappotto, o ca-

Prego quindi l'adorata Madre *

debolmente colorata m

micione che sia, di leggiera ane

venire dal bucato,

azzurro, come talvolta si vede a *

Sarei grato alla Madre

caro nostro Boni ne ha fatto uno

^

imbastire questo

se potesse fare tingere una flane ^

imbottitura ma esseie

indumento, che non deve avere n

con due aperture ai

un semplice camicione in forma

-r g Quando sarò a Roma,

fianchi per giungere alle tasche dell uni orme, si farà la ^prova e si finirà il costume.

Come dici tu nella tua deliziosa lettera: « amate e sarete amati. »

/ mawo 1916.

1- mando poche parole affinchè

Oggi, per la posta che parte, ti ^^sto ho tu non rimanga troppo a lungo sen« mi poco da dire, perchè tanto s'alza i. vento tinua tranquilla. Nevica e

Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
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