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Lj\V0R1 D'INVERNO

LA MINA DI COL DI LANA

Ho con me un bravissimo disegnatore, un certo soldato Orbi, nativo della Siria, ottimo panoramista e artista, il quale anni fa scrisse un articolo in arabo in laude di Leone, in occasione della

lotta con Medici; Leone gli rispose ringraziando. Quanto è piccolo il mondo!

rotolando dall'imbocco stesso, innalzandosi come un pennacchio p

gantesco al pallido chiarore della luna. Tornammo a vedere leb letto delle mine; poi appesi l'elmetto al bracao e me .11. >. b...cch...., d... h. do». • c". M. ciò no. cootien. Jcchè di nuovo: un...««• •" Cuu.

Le lanerie sono oramai quasi tutte distribuite, ed i doni di

';piL di ..p... 1. d.~..o f

Mrs. Baldwin, di Hilda e di Mammà hanno fatto un gran bene e sono stati una manna a tanti bravi soldati. Se tu vorrai farne

uno

una nuova incetta e mandarmi un* altra balla, specialmente con

brontolano quasi ogni giorno, e p

calze, guanti, mutande, camicie e passamontagna, potrò distribuirli,

sopra la testa.

veni»

^

recando molto aiuto ai nostri bravi uomini.

Non VI preoccupate di me,

Sono le 10 pom.; domani alle 5 ant. arriveranno le squadre, come al solito, per prendere ordini prima di partire per Cima Lana:

Ti ringrazio del « Cornere

quindi chiudo abbracciandovi di tutto cuore.

f-*

1

Corriere delle Marche

pochissimo

la confusone

di nomi non importa; è un omaggio co uh. Egli .0. .bbi. poin..

Costone di Jìgai, 15 febbraio 1916.

questa gigantesca voragine, che ness

Sono le I 1 ant. e ti scrivo dal sacco-pelo. In verità non ho assolutamente nulla da dirti, salvo che sto bene, anzi benis simo. Sono tornato alle 5 ant. dal mio servizio di Cima Lana. Notte serena e perfettamente calma, tanto che non si sentiva af fatto il freddo, a meno di non rimanere a lunco immobili. Ne O

/7 febbraio ì9ì6.

Nulla da raccontarti. H tempo si pare voler rimettersi al bello. Mo ta ca nata, che non sembra avere ne moti

una fucilata, ne una cannonata. In fondo alla lunga galleria di S. Andrea rimasi per molto tempo seduto in terra, con la testa

neralmente non fa che un

^Ppoggi^ta contro la roccia, ad ascoltare in perfetto silenzio; non

racca spaziosa e ben costruita, genio e con un vano per ufficio sa

si sentì nulla ; solo un vago rumorio che veniva dall'alto, causato

dalle nostre vedette che battevano i piedi per riscaldarseli. Sono sceso poi al Cappello di Napoleone; erano finiti i buchi

c arore ella luna, poi una salva di esplosioni con sassi, che volavano fischiando fuori dell' imbocco. Una densa nube bianca uscì ìf

nualche rara canno^j^j^iettivo, e che ge^(jaiiio costruendo una

vi

^^J^n^pamento; una bella

baracca nel punto più sicuro

dormitorio per noi ufficiali e Caìnte fiorente.

Oggi dpo.o: ,U.... uo« Mon.u»lo^ S.I..

di mina ; gli uomini li caricarono mentre che mangiavo un boccone, seduto su di una tavola in galleria. Alla parola « fuoco! », cominciarono a sputare le linguette rosse ; uscimmo fuori, al freddo

a neve ed ora

/9 febbraio I9l^-

Sono le 6.30 ant. e ti

• due righi dali rilievi sacco-pelo prima ed il rap-

di partire per Cima Lana. Oggi

occupato da non poter so

porto settimanale e sarò quindi tanto

■ liv

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I fj^ U-

Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
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