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LA CONQUISTA DEL PANETTONE

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sassi volano come se si trattasse di una girandola infernale. Vedi

volare sacchetti, legnami, reticolati e, ogni tanto, anche un corpo umano. Ai 210 si aggiungono le batterie di campagna, e quelle di montagna vicine a noi sputano il loro proiettile con gran preci

sione sui punti più vitali, quasi fossero grossi fucili, perche non sono che a poche centinaia di metri dal bersaglio. Tutto il Pa nettone è in fiamme e fumo ; è un vero inferno. Eppure in mezzo a queir inferno vedo ancora un uomo muoversi, correre, tirare

colpi di fucile e lanciare bombe a mano. 1 nostri avanzano

dapprima piano, poi con slancio. E artiglieria ha cessato il fuoco, è il momento dell'attacco. Seguo ogni mossa. Con il binocolo

vedo cadere gli uomini e scoppiare le mine, mentre odo le grida degli uomini, a 500 metri da me, a traverso il Vallone della Morte. Rimango senza fiato, con il cuore che palpita. Le figure

dei nostri si profilano sulla linea del cielo. Vedo luccicare le baio nette ; gli uomini son già nei reticolati, esitano, si mettono in gi nocchio e sparano. Cos^i dura la lotta per un poco. Poi vedo alcuni slanciarsi lungo le trincee nemiche. Ad un tratto rallenta il fuoco, si sente un gran clamore, si odono le parole « Si ar rendono! » Cessa il fuoco di artiglieria e di fucilena ed ecco

addensarsi una folla di figure sul Panettone ed in mezzo al gn^overde dei nostri distinguo i mantelloni azzurri degli austnaci ; prima

alcuni, poi altri, poi una torma. Al grande fragore della battala

succede un grande coro d. voci e di g"da. Alcun, pngj n

esterrefatti si buttano giù di corsa per il Vallone della Morte, disarmati, con le braccia alzate. I nostri di Aga. scendono per tagliare la via ai fuggitivi, i quali non domandano di meglio che arrendersi. Intanto dal cucuzzolo del Panettone scende la massa

prigionieri; sono più di 200, circondati da uno sciame di solda nostri. Credo che in quel momento non vi fosse più un amma viv

che guardasse le posizioni conquistate. Ci portano due pngiomen presi nel Vallone: uno è ferito alla gola e lo mando alla me .ca gione; I-altro è un caporale di Bozen. È pallido, trema, teme g

Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
Lettere di guerra di un ufficiale del Genio dal 29 agosto 1915 al 17 agosto 1918  
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