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GIOVEDÌ 28 FEBBRAIO 2013

LA SICILIA

28.

CATANIA

Le elezioni amministrative

Stancanelli, Bianco e Caserta sono già da tempo in campo, Berretta ribadisce che - primarie o no - continuerà sulla sua strada. E il magistrato Marisa Acagnino scioglierà le riserve a giorni

Effetto Politiche sul Comune come cambia la corsa a sindaco GIUSEPPE BONACCORSI

E adesso, chiuse le Politiche, gli occhi sono puntati sulla poltrona del sindaco e l’effetto politiche e la vittoria dei grillini non potrà non influenzare la corsa. A maggio si vota e da tempo i partiti hanno cominciato la loro campagna elettorale che adesso, dopo il voto, assume contorni più delineati. Sino a questo mo-

mento hanno sciolto le riserve il sindaco uscente, Raffaele Stancanelli, l’ex senatore del Pd, Enzo Bianco che ha detto d’aver rinunciato a un seggio sicuro in Senato proprio per occuparsi della sua città, e il prof. di Ecomomia Politica, Maurizio Caserta che corre da solo con una lista civica. Adesso scende in campo ufficialmente anche il neo deputato del Pd, Giuseppe Berretta che si è detto pronto, qua-

O IL SINDACO STANCANELLI O IL DEPUTATO BERRETTA Il sindaco Raffaele Stancanelli si candiderà per un secondo mandato con un’alleanza che andrà il Pdl

O IL PROF. CASERTA

«Primarie o no io proseguirò per la mia linea»

Al sindaco uscente Raffaele Stancanelli il dato riportato alle Politiche dalla coalizione del centrodestra sta proprio bene perché, conti alla mano, è superiore alla percentuale riportata dal movimento di Grillo. 31,25% il Pdl, circa il 4% Fratelli D’Italia più il 2,77% del Pds-Mpa, varie percentuali provenienti dagli altri partiti di destra e soprattutto la forza de La destra di Musumeci lo rassicurano sulla tenuta della coalizione qualora questa decida di puntare unita proprio sul suo nome. Per questo Stancanelli ha accettato di partecipare sabato alla kermesse organizzata a Catania dal neo deputato Basilio Catanoso per parlare di rinnovamento del centrodestra: «Ho ricevuto l’invito del deputato Catanoso e vado volentieri all’incontro di tutto il centrodestra. E’ chiaro che esprimerò le mie valutazioni sul voto amministrativo e ribadirò che se il centrodestra agirà unito vincerà anche su questo fronte». Le risulta che ci siano ancora spezzoni del Pdl contrari al suo nome? «Non so dirle, non mi risulta che ci siano altri candidati. Io, come è chiaro, mi auguro che il centrodestra sia compatto sul mio nome perché ritengo di essere un candidato credibile che si può rivolgere a tutti i cittadini e soprattutto a quelli di centrodestra. Ma deve essere chiaro che, principalmente, io intendo rivolgermi al popolo di centrodestra e spiegare i punti programatici della mia agenda per la città».

«Qualunque cosa decida il partito io vado avanti». Non usa mezzi termini il neo deputato nazionale Giuseppe Berretta per confermare qual è il suo pensiero sulla sua candidatura a sindaco. Berretta, tra l’altro, sono mesi che ribadisce che si candiderà alle amministrative. Ieri è stato ancora più risoluto e chiaro: «Dal dato elettorale delle Politiche è emersa l’esigenza di puntare su un percorso che renda la scelta del candidato sindaco condivisa e partecipata. Occorre anche riflettere sui dati che sono venuti fuori. Per questo ritengo che le primarie siano l’unico strumento idoneo per giungere a una candidatura forte da contrapporre al centrodestra». Da tempo nel centrosinistra si parla di primarie civiche per il sindaco, ma ancora una decisione chiara non c’è. «Io dò per scontato che ci debba essere Giuseppe Berretta, per il sindaco un perneo eletto alla Camera corso di primarie. Il partito deve reagire a un risultato emerso dalle urne che non può definirsi brillante, dinnanzi al quale servono scelte coraggiose per dare risposte alla voglia di cambiamento emersa col voto di protesta. Quindi ci vogliono le primarie. Però, è il partito che deve decidere se farle o no. In ogni caso io proseguirò per la mia strada verso le amministrative». Il Pd sarà, quindi, chiamato a una scelta... «Il concetto è se si vuole condividere un percorso o no. Quanto a me io credo di poter rappresentare un valore aggiunto per la corsa alla sindacatura. Attendo quindi che il partito faccia scelte coerenti».

G. BON.

G. BON.

«Il Centrodestra per vincere punti all’unità»

lora dovesse essere eletto a Palazzo di città, a lasciare il Parlamento. Resta ancora in forse la candidatura, sempre nell’ambito del centrosinistra vicino a Crocetta, del magistrato Marisa Acagnino che ancora non ha sciolto le riserve. Un mistero invece la linea che seguirà l’Udc mentre il movimento 5 stelle ha già avviato le sue primarie interne per il candidato sindaco e per il rinnovo del Consiglio.

O IL SEN. ENZO BIANCO

Il prof. di Economia Politica Maurizio Caserta che correrà alla carica di sindaco con una propria lista civica

«Chi propone vecchie ricette si sbaglia»

Il candidato sindaco Maurizio Caserta per certi versi si aspettava proprio un exploit del voto di protesta a Catania. Non ne fa certo mistero. Anzi, da fine studioso di Economia politica, per certi versi quello che è accaduto in città col voto dei grillini gli serve a confermare il suo concetto primario che è: «Meglio stare lontani da questo genere di politica». Ieri lo ha ribadito e, anzi, ha rincarato la dose: «Quel che è emerso dal voto delle Politiche certifica quanto io da tempo sostengo: che è molto meglio stare distanti da questo genere di politica che non ha prodotto nulla di buono. Quindi avevamo visto giusto quando siamo scesi in campo per avviare la nostra campagna elettorale in mezzo alla gente e non certo nelle stranze degli apparati dei partiti». Caserta poi racconta con un pizzico di ironia le parole pronunciate da qualcuno che sta vicino ai partiti: «Mi hanno più volte detto “ma chi te lo fa fare a scendere in campo da solo.... ripensaci... ”. Oggi registro, al contrario, le loro facce ammutolite e lo sguardo perduto, segno che ho avuto ragione a stare al di fuori degli schemi. D’altronde il voto di protesta che si è avuto a Catania conferma proprio la bontà del mio pensiero. Quindi procederò sulla mia strada col progetto che ci siamo dati. Per me il voto delle politiche non cambia nulla».

Prima del voto delle Politiche il senatore Enzo Bianco aveva invitato tutto il Pd e il centrosinistra ad evitare fughe in avanti e a riaprire il discorso sulle primarie dal giorno dopo la conclusione del voto elettorale. L’ex sindaco non aveva gradito affatto che nel partito democratico si aprisse una accesa discussione sulle primarie quando ancora c’era aperta la campagna per le Politiche. Oggi che ormai il voto è alle spalle, Bianco incalzato, risponde alla domanda: «ll risultato delle elezioni Politiche va letto anche a Catania con grande attenzione, ma è incontrovertibile che chi pensa di proporre vecchie ricette sbaglia». Quindi il senatore ribadisce il suo concetto per tornare a Palazzo di città: «Io non, i sono voluto candidare per le Politiche e dallo scorso 14 febbraio sto lavorando per la nostra città, con Enzo Bianco già in i catanesi. Dal voto dei campagna elettorale giorni scorsi viene rafforzata la mia idea di un grande Patto civico per far rialzare Catania, utilizzando le sue forze migliori. Ricevo una grande energia dagli incontri con i cittadini, soprattutto dei quartieri disagiati, con il volontariato, con i tecnici, con le forze sociali, con tanti catanesi di buona volontà pronti ad affrontare le vere emergenze, dal rischio idrogeologico a un piano per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati. Tantissimi di questi cittadini sono giovani e rappresentano una grandissima risorsa che non possiamo permettere che vada via. Insomma - conclude l’ex senatore del Pd - sono pronto a confrontarmi con le forze politiche, ma non ho alcuna intenzione di fermarmi».

G. BON.

G. BON.

«Questa politica ha fallito avevo ragione»

O IL MAGISTRATO ACAGNINO Il magistrato Marisa Acagnino, possibile candidato del “megafono” di Crocetta scioglierà le riserve a giorni

«Candidati “esterni” per vincere» «Novità al momento non ce ne sono. Ancora sto aspettando di prendere contatto col presidente della Regione, Rosario Crocetta. Mi auguro di incontrarlo entro la settimana per poter sciogliere la riserva, in un modo o nell’altro perché al momento sono in ferie e non posso starci all’infinito». Così parla il magistrato, Marisa Acagnino, che da tempo viene indicata come il possibile candidato sindaco della Lista «Il Megafono» di Crocetta. La Acagnino, nei giorni scorsi si è incontrata più volte con i suoi sostenitori che attendono un suo segnale per aprire ufficialmente la campagna elettorale. Il magistrato, però, ha sempre detto di essere disposta a scendere in campo qualora nel centrosinistra ci sia una convergenza unitaria sul suo nome. Allo stesso tempo, commentando i risultati del voto in città, non può non soffermarsi sulla schiacciante vittoria del Movimento 5 Stelle e spiega: «In realtà l’affermazione dei 5 Stelle a Catania deve indurre i partiti ad avviare un ragionamento sulle candidature alle amministrative perché è chiaro che quel voto è stato dato per andare contro le logiche dei partiti. Anche nella scelta dei candidati penso che i partiti debbano facilitare quelle estranee agli schieramenti». Un chiaro concetto a puntare su facce nuove e soprattutto provenienti dalla società civile. La Acagnino oltre una settimana fa è stata al centro di una discussione tra i componenti dell’Anm sulla opportunità o no che un magistrato scenda in politica sul territorio dove esercita la professione. G. BON.

Antonio Rizzo (Pd) lascia la vicepresidenza Primarie di M5S per il Comune: tante donne in lizza «Troppo silenzio sul voto deludente del Pd» I GRILLINI PUNTANO A VINCERE ANCHE LE AMMINISTRATIVE

«Pronti a conquistare anche il Comune». Questo lo slogan che circola da giorni tra i sostenitori del Movimento 5 Stelle, che ha preso maggiormente corpo dopo la forte e schiacciante vittoria delle Politiche a Catania e in Sicilia, uh dato che ha confermato la crescita continua del Movimento che sembra senza freni. Ancora non trapela alcun nome dei possibili candidati per le amministrative, ma il movimento è già al lavoro da tempo e promette di offrire candidature all’altezza del compito amministrativo. Un attivista conferma che l’iter interno è stato già avviato e che presto, forse già entro la prossima settimana, il Movi-

mento sarà pronto a fornire i nomi definitivi: «Stiamo completando le nostre primarie interne per indicare il candidati a sindaco e per il Consiglio comunale. Al momento, contemporaneamente, stiamo ultimando il codice etico da fare sottoscrivere ai nostri esponenti che correranno per Palazzo di città». I nomi dei possibili aspiranti consiglieri che circolano già negli ambienti dei grillini sono però top secret. Molti dovrebbero essere esponenti donna. Non è escluso che, alla fine dalle primarie del movimento, sia proprio un candidato del gentil sesso a sfidare Stancanelli e gli altri avversari. G. B.

LE FOTO DI NUNZIA CATALFO E ORNELLA BERTOTTA

Nelle pagine di ieri, per errore, sono state invertite le foto di due parlamentari del Movimento 5 Stelle. Ce ne scusiamo con le dirette interessate e con i lettori. Qui a fianco, Nunzia Catalfo, eletta al Senato: 45 anni, sposata, due figli, è progettista di percorsi di formazione a distanza e orientatore e selezionatore del personale. Lavora nello sportello multifunzionale Asaform Enaip Sicilia dove si occupa di chi cerca un lavoro e di chi lo ha perso.

Qui a fianco, Ornella Bertorotta, eletta al Senato, 45 anni, madre di una figlia, è perito aziendale e corrispondente in lingua estera. Lavora nell’azienda di famiglia nel settore del commercio all’ingrosso la cui gestione affiderà temporaneamente alla sorella-socia per dedicarsi al nuovo impegno.

Il vicesegretario provinciale del Pd, Antonio Rizzo, ha deciso di dimettersi dalla carica non appena i dati catanesi delle elezioni Politiche sono stati ufficializzati. Rizzo spiega la decisione come «un atto di responsabilità verso se stesso e il partito». Vicesegretario, perché ha rassegnato le dimissioni? «Ritengo che ci voleva un atto di coraggio davanti a risultati così deludenti. Ogni volta che il Pd va ad elezioni in questa città si incassano risultati sempre peggiori. Davanti a questo scenario l’unico atto di responsabilità che potevo fare era quello di dimettermi». Secondo lei cos’è che non va nel

partito democratico? «La cosa peggiore, davanti a dati così deboli, è il silenzio. Sui risultati catanesi nessuno è disposto a fare una analisi chiara per capire come invertire questo trend e, al contrario, si dice che i dati, poi, non sono così deludenti». Ritiene che non c’è assunzione di responsabilità? «Intendo dire che nessuno paga e nessuno si dimette. Io invece l’ho fatto. Se qualcuno intende sfruttare le mie dimissioni per aprire un dibattito chiaro nel partito lo faccia. Dal mio punto di vista il voto ha certificato che qualcosa non va nella classe dirigente. Per questo sono andato via, pur rimando nel Pd, partito in cui credo fermamente». Adesso cosa accadrà al suo partito?

«Continuando così rischiamo di perdere anche le amministrative perché il Pd a Catania ha riportato il peggiore dato di tutta la Sicilia. Bisogna, quindi, porre nuovi basi e nuovi volti per risalire. Altrimenti... ». Sulle dimissioni del vicesegretario è intervenuto il consigliere provinciale Pd, Giuseppe Galletta: «Comprendiamo le ragioni e apprezziamo la signorilità del gesto del vicesegretario, il quale ha sottolineato come questo sia il suo contributo al rinnovamento del partito, che a Catania ha ottenuto una percentuale negativa. Condividiamo inoltre la sua analisi affinché il Pd torni tra la gente con tutte le sue risorse, perseguendo l’unità. E per farlo occorre un repentino cambiamento di indirizzo, di mentalità».

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G. B.


La Sicilia 28 Febbraio "Questa politica non funziona, avevo ragione"