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LA SICILIA

30.

VENERDÌ 1 FEBBRAIO 2013

CATANIA

Verso la festa della Patrona

Le reazioni dopo il dietrofront della ditta che avrebbe dovuto realizzare gli stand per il tradizionale appuntamento

Un gruppo di venditori ambulanti del Cidec-Fosapi ha manifestato in piazza Università

«Per l’arroganza di pochi, violenza a tutti» «Ricorrere a mezzi e maestranze comunali» Caserta e D’Agata sulla mancata realizzazione della Fiera di S. Agata AGENDA DELLA FESTA CEREO VILLAGGIO S. AGATA

Oggi alle 15.30 la candelora dell’associazione cattolica «Cereo Villaggio S. Agata» girerà per i negozi del quartiere. Nella parrocchia S. Giuseppe la Rena conclusione del triduo agatino: alle 17,30 S. Rosario meditato e coroncina a S. Agata; alle 18 S. Messa. TRIDUO AGATINO

Oggi alle 18 in cattedrale, a conclusione del solenne triduo agatino, meditazione dei misteri dolorosi a cura del gruppo di preghiera diocesano «Amici del Rosario»; alle 18,30 S. Messa presieduta dal nunzio apostolico emerito in Portogallo, arcivescovo mons. Alfio Rapisarda, con la partecipazione delle confraternite, dei movimenti ecclesiali e dei gruppi di volontariato. A conclusione, venerazione delle reliquie del Velo e della Mammella di S. Agata. CISL, IL 4 E 5 UFFICI CHIUSI

In occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Agata, gli uffici della Cisl e del patronato Inas resteranno chiusi nel pomeriggio di lunedì 4 e l’intera giornata di martedì 5 febbraio. Gli uffici riapriranno regolarmente mercoledì 6 febbraio.

«Nell’attesa che vengano chiarite le circostanze che hanno condotto alla decisione di annullare la fiera di Sant’Agata, riaffermo comunque l’urgenza di gettare luce sulle occasioni che, come la fiera di Sant’Agata, sono un’autentica ricchezza per Catania». Lo ha affermato, in una nota, il candidato a sindaco Maurizio Caserta, sulle minacce ai rappresentanti della società che avrebbe dovuto realizzare gli stand al corso dei Martiri, così come aveva deciso l’Amministrazione comunale. Caserta ha ribadito la sua solidarietà verso chi, «cittadini e istituzioni, fronteggiano a testa alta ogni forma, palese o velata, di intimidazione. L’arroganza di pochi è una violenza per tutti, e questa città ne ha abbastanza». Sul mancato allestimento della Fiera si è espresso anche il

LA PROTESTA DI UN GRUPPO DI VENDITORI AMBULANTI IN PIAZZA UNIVERSITÀ [D’AGATA]

capogruppo al Consiglio comunale del Pd, Saro D’Agata. «Ancora una volta - ha dichiarato l’intervento con metodi mafiosi si fa sentire e “determina” la non effettuazione della Fiera legata alla festa della Patrona».

«Quello che è stupefacente ha aggiunto l’esponente del Pd è la resa dell’amministrazione Stancanelli a tutto questo, che anzichè prevedere, come sarebbe giusto e normale, in una città civile, che la fiera venga orga-

nizzata ugualmente anche ricorrendo direttamente a maestranze e mezzi comunali, decide di privare, per la prima volta nella storia dei festeggiamenti agatini, la città di un appuntamento tradizionale e caro a migliaia di cittadini catanesi e siciliani». «Ugualmente non appare credibile - ha osservato D’Agata - la mancata effettuazione dei fuochi in piazza Borgo per richiesta della questura ed invero non si capisce perché se tutte le misure di garanzia e di incolumità sarebbero state adottate, come ogni anno, non è stata concessa l’autorizzazione». Secondo il capogruppo del Pd, invece, la «mancata effettuazione dei fuochi dipende molto probabilmente dalla mancanza di fondi dovuta alla grave crisi delle finanze comunali».

Rimessaggio per le due berline del Settecento Le due carrozze del Settecento che la mattina del 3 febbraio sono le “protagoniste” della prima giornata di festeggiamenti, sono state risistemate ieri mattina nell’atrio di Palazzo degli Elefanti. Anche se i catanesi sono abituati a chiamarle entrambe «carrozze del Senato», in effetti si tratta di due berline (una più grande, l’altra notevolmente più piccola), costruite alle fine del Settecento, da maestri artigiani etnei, che portano la siglia S. Q. P. C. (il Senato e il Popolo Catanese). In uno degli sportelli il simbolo del Comune,

nell’altro è impressa la figura di Sant’Agata. La più grande è trainata da quattro cavalli generalmente bianchi, il cocchiere e i palafranieri vestono abiti settecenteschi. Un tempo a bordo salivano il patrizio e i giurati, oggi il sindaco e il presidente del Comitato. Nel 1876 trasportò le ceneri di Vincenzo Bellini; nel 1912 accolse il feretro del poeta Mario Rapisardi; nel 1959 fu usata per trasportare il cardinale Marcello Mimmi, legato pontificio di Papa Giovanni XXIII in occasione del Congresso eucaristico.

CONFCOMMERCIO

«Programmare in anticipo l’organizzazione della fiera» Quest’anno il tema centrale e caratterizzante della festa di Sant’Agata può essere ricondotto a quello della legalità. Già da settimane, infatti, il Comitato spontaneo per la legalità della festa, accogliendo proprio la proposta fatta dalla Confcommercio Catania, ha portato avanti l’idea di istituire un’Isola della Legalità al Borgo, quale luogo simbolo della festa dal quale avviare una inversione di tendenza rispetto a molte consuetudini non più tollerabili, incontrando, in tal senso, il favore delle varie istituzioni cittadine. Ed al tema della legalità è da ricollegare anche il fatto che sia saltata la Fiera di Sant’Agata, questione che ha allarmato la Confcommercio, organizzazione rappresentata nella commissione comunale per il commercio su area pubblica. «E’ triste apprendere – afferma Francesco Sorbello componente della commissione commercio su area pubblica per conto della Confcommercio – che la Fiera non si faccia e per giunta per motivi connessi ad intimidazioni. Non intendo entrare nel merito della questione che spero potrà essere chiarita dalla forze dell’ordine e dagli organi di giudiziari in breve tempo. Certo che la Fiera è uno degli aspetti della tradizione della festa che devono essere mantenuti. E’ venuto però il momento per mettere ordine a tutti gli aspetti di questo evento. E’ venuto il momento di interrompere un andazzo che non ho condiviso già in seno alla commissione di cui faccio parte». Proprio con riferimento alla Fiera di Sant’Agata, in effetti, in queste settimane sono venute fuori questioni collegate alla location della fiera, al numero di posteggi necessari per soddisfare le esigenze dei commercianti, argomenti che sono stati trattati nell’ambito dell’apposita commissione. «In commissione – racconta Sorbello – ho fatto presente che le date di svolgimento della fiera, così come anche per quella dei morti, sono tutti gli anni le stesse. Perciò non è possibile arrivare a poche settimane dall’evento e discutere ancora della location e del numero dei posteggi da assegnare. Manca una seria programmazione e ho esplicitamente richiesto che tutte le questioni devono essere definite almeno 120 giorni prima. Solo così si interrompono prassi che non condivido, come quella di assegnare gli spazi commerciali e la gestione dei servizi solo negli ultimi giorni, in fretta e furia. Fino a poche settimane la destinazione era il Passiatore: ho fatto presente che era improponibile per l’impatto sulla viabilità e di sicurezza dei visitatori. La mia tesi è passata, però tutto è stato deciso all’ultimo minuto. Così facendo, a mio avviso, si corre il rischio di non garantire il principio del buon andamento e di trasparenza delle pratiche amministrative. Qualche sindacato non è contento della nuova location proposta dal comune, all’interno di un terreno privato di Corso dei Martiri. Riteniamo che questa scelta allo stato sia la più idonea. Ma la fiera non si fa ed è inutile parlarne». Pare evidente anche la presa di distanza di Confcommercio da altre sigle sindacali di categoria.

DRAMMA SACRO. Il martirio della Patrona rappresentato in dialetto

La preghiera di «Sant’Aita» “Gesù, amuri miu ranni, grazi pi sta vittoria/ Ora è u mumentu. Arrivau la me ura. / Portimi ‘nto regnu chinu di gloria”. Questa è l’ultima preghiera che S. Agata rivolse al Signore poco prima di morire la mattina del 5 febbraio nel buio carcere sconvolto dal terremoto, davanti agli altri carcerati, ai carcerieri e ai cristiani che erano accorsi a confortare la sorella in Cristo che versava il suo sangue per il Vangelo. Ha entusiasmato i tanti devoti che hanno gremito la chiesa della badia di S. Agata, alla presenza dell’arcivescovo Gristina, la sacra rappresentazione in lingua siciliana di “Devoti tutti, cittadini…Viva S. Agata”, tratta dall’aureo poemetto lirico siculo “U martiriu di Sant’Aita” del poeta Nino d’Albavilla, pseudonimo del compianto sacerdote latinista biancavillese Antonino Distefano, con trasposizione e adattamento teatrale dell’attore Pippo Marchese. Il dramma sacro voluto dal parroco dei Santi Angeli Custodi, don Duilio Antonio Melissa, è stato realizzato grazie al sacrificio e all’entusiasmo di 20 giovani parrocchiani del dopo Cresima che recitano in dialetto con tanta passione e devozione, dopo aver curato la scenografia, le luci (Francesco Melissa), l’audio (Francesco Scarcella), i costumi. Riportiamo un altro passo del vernacolo catanese, esattamente la fiera risposta che Agata diede al consolare Quinziano al momento in cui su si lei fu compiuta l’efferata tortura con l’amputazione dei seni: “Non provi vergogna? Vili turannu! Ca si occhiù tintu di tutta la tò specie/ Talia sti feriti e pesna a tò matri, quannu/ Nicu pigghiavi u latti pi ristari vivu/ U pettu mu scippasti…ma li sensi l’hiu/ Tutti cu tutti i miei affetti e chisti non li po/ Livari, picchi di nica li uffrii a Diu”. Un plauso al regista-narratore Alfio Orofino, a Luigi Innavolo (Quinziano), ad Aurora Fazio (Agata di 13 anni), ad

Antonella Zizzo (Afrodisia, l’unica adulta), Giusy Lombardo (Mamma di S. Agata), due soldati Giuseppe Taglieri e Giuseppe Urzì, le tre carcerate Lina Vella, Santina Strano e Angela Testa, Gaetano Ponte (S. Pietro), Luca Orofino

(angioletto); i devoti col sacco bianco Angela, Carmen e Samuele Taglieri, Agatino Renda, Antonino Priolo, Cristian Puma, Cristian Pernice, Nunzio e Gaetano Filetti, Simone e Seby Di Bella. ANTONINO BLANDINI

CHIESA S. FRANCESCO BORGIA

Festa tra storia e folclore In occasione delle festività Agatine la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania presenta l’iniziativa, che si svolgerà da oggi al 12 febbraio: Sì celebre e sontuosa in honor di Agatha… Testimonianze Agatine a San Francesco Borgia. Tale iniziativa tende sia a divulgare alcuni aspetti etno-antropologici legati alla storia di Sant’Agata ed al suo culto, attraverso la proiezione continua di un video contenente immagini storiche (dal secolo XVIII) e contemporanee, dal titolo “La devozione Agatina nel tempo” curato dall’Unità Operativa per i Beni Etnoantropologici, che traccia un percorso storico documentale tendente ad evidenziare gli aspetti religiosi, devo-

zionali e folcloristici; sia alla valorizzazione del patrimonio storico artistico, presentando la pala d’altare collocata nella navata sinistra della chiesa dal titolo “Sant’ Agata in carcere visitata da san Pietro” di Daniele Monteleone (Siracusa notizie dal 1600 al 1622) con un invito alla “conoscenza” curato dalla Unità Operativa per i Beni Storico artistici ed iconografici. Gli orari di apertura sono: lunedì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 9 - 19; martedì 9 - 13,30; mercoledì 13,30 - 19. Ingresso gratuito. In contemporanea continua la mostra “Ceramica tra tradizione e innovazione – L’arte della ceramica di Caltagirone” che si protrarrà sino al 12 febbraio.

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La fiera di Sant'Agata  

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