Page 59

57

Micro-orti in cassetta: come coltivare senza terra Una testimonianza di Tommaso Sposito6

“I micro-orti sono piccole strutture che permettono di coltivare ortaggi senza terra. In genere, si tratta di cassette costruite con materiale di recupero che non superano il metro quadrato e possono essere istallate sui balconi o sui tetti delle case o, per chi li ha, in cortile. Si possono fare due tipi di colture. Una prevede un substrato, generato da scarti alimentari come bucce di arachidi, resti della lavorazione del riso e pezzi di laterite, roccia friabile che si può ridurre in frammenti di un centimetro circa. L’altra necessita solo di acqua e può essere praticata anche in semplici bottiglie di plastica tagliate a metà. La prima tecnica permette di coltivare specie con radici più sviluppate che necessitano di maggiore stabilità, come i peperoni, la patata, la manioca, i cavoli. L’altra, quella ad acqua, si presta per coltivazioni come l’insalata o la menta che in Senegal è molto consumata perché la gente la utilizza per fare il tè tutti i giorni. La scelta della coltivazione in micro-orto dipende innanzitutto dalla situazione di disagio che si vuole affrontare. Per alcuni è una questione di autosufficienza ed autoconsumo e quindi cercano di coltivare la maggiore varietà possibile. Quando invece l’obiettivo è generare reddito, si produce l’insalata e la menta che sono le colture più redditizie. L’insalata sicuramente è la più remunerativa, perché in un metro quadrato si possono produrre fino a 35 ceppi che si sviluppano nell’arco di due mesi e, in un anno, si riesce ad avere fino a sei raccolti. Una delle caratteristiche più importanti nella coltivazione dei micro-orti è il forte risparmio d’acqua. Il consumo giornaliero di acqua è infatti di due litri, meno del 20% dell’agricoltura tradizionale. E, tra l’altro, si usa acqua pulita, mentre spesso nella coltivazione tradizionale si fa uso di acqua contaminata con effetti dannosi sulle coltivazioni e sui consumatori. Altro importante vantaggio è che i micro-orti sono meno esposti ai fattori climatici e sono produttivi in tutte le stagioni. Il progetto di ACRA favorisce lo sviluppo di micro-orti in realtà urbane dove è sempre più difficile garantire una differenziazione dell’alimentazione e del reddito. Nei diciannove arrondissement di Dakar, piccoli comuni con un sindaco, ACRA ha dato vita ai centri di formazione per i beneficiari. La formazione dura cinque giorni, poi il beneficiario installa il suo micro-orto in casa sua, lo impermeabilizza con la plastica, mette il substrato e comincia ad innaffiare per due giorni, in modo che se ci sono semi di piante non desiderate germineranno e potranno così essere estirpate. A questo punto, i formatori si incaricano di andare a fare i controlli sulla corretta installazione e il posizionamento delle cassette e continuano a seguirli in tutta la fase di prima produzione. Nei centri, inoltre, si fa sensibilizzazione ai cittadini sull’importanza di un’alimentazione sana, bilanciata ed equilibrata. Un’occasione importante di formazione e di sviluppo.”

6

Ricercatore Università degli Studi di Milano, Facoltà di agraria.

relazione sociale | bilancio sociale 2007

Profile for Fondazione ACRA

ACRA_bilanciosociale2007  

ACRA_bilanciosociale2007  

Advertisement