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DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE 2011 -2013 Premessa

Il documento di programmazione 2011 – 2013 è frutto di un’accurata analisi sull’attività svolta e i risultati conseguiti all’esito dei precedenti documenti triennali che hanno accompagnato le profonde trasformazioni del nostro Ente, al pari di quanto avvenuto per l’intero sistema delle Fondazioni di origine bancaria. Tale analisi, non scevra di riflessioni critiche, è stata svolta sviluppando il tradizionale e proficuo confronto con i principali “stakeholders” del territorio – Enti Locali e Religiosi, istituzioni economiche, organizzazioni sindacali e rappresentanti del terzo settore – che ha consentito alla Fondazione di verificare la condivisione delle modalità di intervento fino ad oggi adottate e degli obiettivi perseguiti, raccogliendo nel contempo indicazioni, aspettative e necessità che emergono dalla conoscenza della realtà sociale. Ne è emerso un quadro di sostanziale apprezzamento dell’autonoma capacità progettuale dell’Ente, progressivamente subentrata all’attività di mera erogazione, riconoscendo come ciò abbia consentito una maggiore efficacia degli interventi e la piena esplicazione del ruolo sussidiario e non sostitutivo dei corpi sociali intermedi. In particolare, è unanimemente condiviso che la Fondazione abbia potuto pienamente esercitare la propria autonomia progettuale nei settori ove ridotta è la presenza istituzionale di soggetti pubblici, per loro natura destinati a condizionare l’azione dei corpi intermedi relegati molto spesso ad un ruolo di mera supplenza. Mentre infatti nei settori delle attività culturali, dell’istruzione e formazione , dell’assistenza alle categorie sociali deboli numerosi interventi sono stati progettati e realizzati direttamente dalla Fondazione, anche se in collaborazione con partners pubblici e privati, non sempre ciò è avvenuto nell’ambito della sanità ospedaliera ove sono stati raggiunti evidenti e consistenti risultati pur dovendo confrontarsi con la complessa articolazione delle strutture presenti sul territorio, le difficoltà di coordinamento degli interventi e le gravose limitazioni dei finanziamenti pubblici. Per evitare di esercitare un ruolo suppletivo delle carenze della sanità pubblica, il sostegno alle strutture ospedaliere è stato garantito dal rafforzamento dei legami con l’Università mediante progetti di ricerca concernenti particolari emergenze socio-sanitarie del territorio, nonchè dall’avvio di sperimentali iniziative nell’ambito dei servizi domiciliari. Tali riflessioni sono alla base del futuro programma di attività che, tuttavia, non può non tener conto dei mutati scenari socio-economici derivanti dalla crisi finanziaria iniziata nel 2008 ma i cui riflessi incideranno pesantemente sui futuri esercizi, sia per quanto riguarda il reperimento delle risorse, sia e soprattutto per l’emersione di nuovi bisogni della nostra comunità che richiedono l’individuazione da parte della Fondazione di nuove strategie e metodologie di intervento.

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PREVISIONI ECONOMICO FINANZIARIE Il patrimonio della Fondazione Al 16 novembre 2010 il patrimonio della Fondazione (cfr. tabella 1), considerando anche la componente investita in immobili, ammonta a 227 milioni di euro circa. La componente che presenta il peso maggiore in portafoglio risulta quella azionaria che rappresenta il 52,4%, costituita principalmente dalla partecipazione strategica in Intesa Sanpaolo. Attualmente una quota importante di portafoglio, pari al 26,8%, è affidata in gestione esterna a Julius Baer Sim tramite un comparto di Sicav dal profilo conservativo, mentre il resto del portafoglio è in deposito amministrato presso la Carispe, principalmente investito in azioni ad elevato dividendo, decorrelati dal settore bancario, e in titoli obbligazionari corporate e governativi. La Fondazione, infatti, nel corso del 2010 a seguito dell’andamento molto volatile dei mercati finanziari, e della conseguente difficoltà nel perseguire gli obiettivi di rivalutazione annua del patrimonio della Sicav, ha deciso di ridurne il peso disinvestendone 30 milioni di euro complessivi. La liquidità è stata reinvestita come sopra indicato realizzando proventi per 1,6 milioni di euro, compensando così la minore redditività derivante dal comparto gestito. La quota di hedge funds in portafoglio risulta ormai marginale, in quanto derivante prevalentemente dai side-pockets in attesa di rimborso. La quota relativa al patrimonio immobiliare è pari al 3,4% del totale patrimonio, ed è rappresentata esclusivamente dall’immobile strumentale, dalle opere d’arte e dagli arredi. Valori al 16.11.2010 Attività finanziarie Mln €

Valori %

Partecipazioni strategiche - Cr La Spezia - Intesa Sanpaolo - Cassa Depositi e Prestiti Altre partecipazioni minori non quotate OICR - Julius Baer Sim - comparto Conservative Fondi di fondi Hedge - Ersel Multistrategy Low (side pocket)

113,4 20,8 90,5 2,0 5,7 60,8 60,8 1,1 0,7

49,9% 9,2% 39,8% 0,9% 2,5% 26,8% 26,8% 0,5% 0,3%

- Amundi Alternative / CA multiarbitrage (side poket) - Amundi Alternative / CA multiarbitrage Strumenti in deposito amministrato - titolo di Stato e obbligazioni corporate - titoli azionari - OICR monetari

0,1 0,3 29,5 10,5 18,1 0,0

0,0% 0,1% 13,0% 4,6% 8,0% 0,0%

- OICR obbligazionari - OICR azionari Disponibilità liquide - Liquidità di C/C Polizza assicurativa - CapitaleCerto Carivita

0,5 0,5 6,5 6,5 1,8

0,2% 0,2% 2,9% 2,9% 0,8%

Fondo chiuso immobiliare TOTALE ATTIVITA' FINANZIARIE Immobili - beni immobili strumentali

0,6 219,4 7,8 6,1

0,2% 96,6% 3,4% 2,7%

- beni mobili d'arte -beni mobili strumentali - altri beni TOTALE PORTAFOGLIO

0,3 1,4 0,0 227,2

0,1% 0,6% 0,0% 100,0%

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Lo scenario economico e finanziario Gli indicatori congiunturali più recenti hanno evidenziato un moderato rallentamento della crescita economica nel terzo trimestre. Negli Usa la seppur lieve crescita è stata trainata dalla domanda interna finale, comunque in rallentamento, e dal processo di ricostituzione delle scorte; tali aspetti tendono comunque a mettere in luce la fragilità della ripresa. Sono migliorati alcuni dati relativi al mercato del lavoro (nuovi posti di lavoro e clima di fiducia delle imprese), ma la disoccupazione resta elevata. Preoccupano, inoltre, le irregolarità nelle pratiche di pignoramento e i conseguenti ricorsi potrebbero penalizzare la ripresa del mercato immobiliare. Nell’Uem gli indicatori qualitativi evidenziano la possibilità di una tenuta del settore industriale dovuta a un andamento ancora positivo delle esportazioni, non ancora significativamente influenzate dal rafforzamento dell’euro. Dopo il netto rialzo dei mesi precedenti, il clima di fiducia dei consumatori si è recentemente stabilizzato, riflettendo il debole andamento dei consumi. In Giappone il rallentamento dei ritmi produttivi è stato più netto, almeno nel settore industriale, e le imprese non si attendono un recupero nel breve termine. L’inflazione rimane contenuta - in lieve rallentamento negli Usa e in lieve accelerazione nell’Uem a seguito, dal lato della domanda, degli elevati tassi di disoccupazione e, dal lato dell’offerta, di una capacità produttiva ancora contenuta; si confermano le spinte deflazionistiche in Giappone e il Regno Unito continua a contraddistinguersi per una inflazione più elevata, anche in termini core. Le aree emergenti invece crescono a ritmi ancora sostenuti, anche se gli ultimi dati segnalano un relativo rallentamento in Cina, dovuto soprattutto agli effetti delle misure di politica economica sugli investimenti. In tutti i paesi asiatici sono state introdotte misure restrittive volte a frenare la dinamica economica. Permangono in queste aree pressioni inflazionistiche, soprattutto in India, dove le autorità monetarie hanno ripetutamente aumentato i tassi di politica monetaria negli ultimi mesi. I marcati aumenti dei differenziali tra i rendimenti governativi e il bund tedesco e dei CDS dei paesi periferici dell’Uem riflettono il nuovo inasprimento delle tensioni sul debito sovrano. In particolare, in Irlanda pesano le crescenti difficoltà del governo nel portare avanti il programma di riduzione dell’elevato rapporto debito/Pil e aumentano le pressioni affinché ricorra agli aiuti nell’ambito del programma di European Financial Stability Facility. I timori di contagio agli altri paesi sono alimentati anche dalla possibilità, paventata, che venga varata una nuova architettura finanziaria dell’Unione europea, la quale permetterebbe, in casi estremi, che un paese possa dichiarare default e ristrutturare il proprio debito, trasferendo quindi una parte di rischio sul settore privato. Un ritorno verso condizioni più normali dei mercati interbancari, indicato da un minor ricorso alle aste di rifinanziamento della Banca centrale e dai maggiori scambi sul mercato overnight, ha determinato un aumento, già nel corso del terzo trimestre, dei tassi libor in euro e una riduzione degli spread rispetto ai tassi OIS. Resta comunque alta la dipendenza di alcune banche dalle misure non convenzionali e ciò potrebbe rallentare il processo di exit strategy. La Federal Reserve ha iniziato la seconda fase del Quantitative Easing: la Fed si impegnerà ad acquistare titoli di Stato a lungo termine per 600 miliardi di dollari fino alla metà del 2011 (circa 75 miliardi al mese); a questi si aggiungeranno i reinvestimenti – per circa 250-300 miliardi – provenienti dalla scadenza di titoli detenuti in bilancio. Il Comitato potrà comunque rivedere sia il ritmo che l’entità di acquisto alla luce delle informazioni relative al mercato del lavoro e alla stabilità dei prezzi. Le prospettive di politica monetaria negli Usa, particolarmente espansive, hanno comportato un deprezzamento del dollaro.

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Rialzi dei tassi di politica monetaria sono attesi non prima dell’ultimo trimestre del 2011, di un quarto di punto sia negli Usa che nell’Uem. Nell’ultimo mese i mercati hanno rivisto al rialzo le aspettative per l’euribor; riviste invece al ribasso quelle per l’eurodollaro relative alla seconda metà del prossimo anno. Per la scadenza relativa a fine 2011 i mercati si attendono un tasso eurodollaro a 3 mesi intorno allo 0,50% e un euribor di pari scadenza all’1,50%. Il tasso a 3 mesi nell’Uem dovrebbe continuare il rialzo già in corso da qualche mese, come effetto di minore liquidità e dalla posizione della Bce, che sembra intenzionata a voler gradualmente rimuovere le misure non convenzionali. I rendimenti governativi di medio-lungo termine dovrebbero rimanere bassi per un periodo più lungo, scontando una ripresa più debole dell’attività economica ma anche gli effetti sia della nuova fase di Quantitative Easing negli Usa, sia del flight-to-quality nell’Uem. L’avvio delle politiche monetarie restrittive comporterà una progressiva riduzione dell’inclinazione delle curve dei rendimenti. Sui titoli corporate investment grade, nonostante un moderato ampliamento dei credit spread, i rendimenti risultano mediamente compressi, diversamente dai mercati high yield ed emergenti dove i livelli di rendimento appaiono più coerenti con la rischiosità percepita su questi strumenti. I mercati azionari, dopo una fase di marcata ripresa che è durata fino alla scorsa primavera, sono stati nuovamente caratterizzati da momenti di incertezza che hanno generato andamenti più altalenanti. L’instabilità del settore è stata determinata dal ritorno dell’avversione al rischio, dovuta ai rinnovati timori circa le prospettive macroeconomiche. I risultati relativi al terzo trimestre e finora diffusi sono stati positivi, in modo particolare negli Usa: circa il 76% delle società facenti parte dell’indice S&P500 e che hanno già diffuso le trimestrali ha registrato utili in crescita rispetto al trimestre precedente e superiori alle attese. Maggiori incertezze, invece, si stanno evidenziando per le società dell’indice europeo e in particolare per il settore finanziario. Sebbene alcuni indicatori evidenzino che gli utili correnti potrebbero essere su livelli superiori a quelli del trend di lungo periodo, lasciando supporre che ci possa essere poco margine per un’ulteriore crescita della redditività aziendale, il quadro appare relativamente ancora favorevole per i prossimi anni. In funzione di tali aspettative, le attuali quotazioni non risultano sovradimensionate rispetto ai fondamentali dei titoli per cui le prospettive dei mercati potrebbero risultare comunque mediamente favorevoli anche in considerazione dell’elevato livello di liquidità presente nel sistema finanziario e dei tassi di interesse contenuti. In ogni caso la tolleranza al rischio degli investitori è destinata comunque a mantenersi contenuta, almeno finché non saranno diradate le incertezze sulla ripresa economica e ciò potrà riflettersi se non altro in livelli di volatilità ancora elevati. Complessivamente emerge un quadro di riferimento particolarmente difficile dove la ricerca di redditività risulterà sempre più complessa, attraverso il semplice ricorso a strumenti tradizionali. La diversificazione degli investimenti assume quindi una connotazione ancora più indispensabile, al di là delle prospettive di breve termine dei mercati.

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Gli indirizzi strategici generali La Fondazione ha iniziato un percorso volto alla sostenibilità della attività erogativa nel mediolungo termine, coerentemente con la propria struttura patrimoniale. A tale scopo, nella simulazione del conto economico triennale, è stata destinata una quota via via crescente al fondo di stabilizzazione, piuttosto che incrementare l’attività erogativa annuale, in modo da salvaguardare ulteriormente il flusso erogativo per gli esercizi successivi, consolidando così la probabilità di esecuzione dell’attività istituzionale annua. Tale decisione risulta avvalorata ancor più se la si inquadra nell’attuale scenario economico e finanziario che per i prossimi anni potrebbe risultare ancora incerto e caratterizzato da una elevata volatilità finanziaria. Parallelamente, stante gli obiettivi volti alla sopraccitata sostenibilità della capacità erogativa, verrà posta particolare attenzione alla salvaguardia del patrimonio in termini reali nel medio lungoperiodo incrementando gradualmente gli accantonamenti facoltativi patrimoniali previsti dalla normativa vigente (Integrità del Patrimonio). Nei precedenti esercizi, infatti, gli accantonamenti patrimoniali si erano limitati alla Riserva obbligatoria, stanti i rilevanti incrementi del patrimonio rappresentati dalle plusvalenze realizzate con il trasferimento a Banca CR Firenze della maggioranza azionaria di Carispe e la successiva permuta delle azioni di Banca CR Firenze nell’attuale partecipazione in Intesa Sanpaolo.

La gestione del portafoglio finanziario Il contesto finanziario difficile in cui si è mossa la Fondazione nell’ultimo anno ha posto l’accento sulla necessità di adottare una politica degli investimenti prudente. La concomitanza di mercati finanziari sempre più critici e di tassi monetari contenuti hanno indotto la Fondazione a rivolgersi verso soluzioni di investimento che incrementassero la diversificazione del portafoglio, al fine di massimizzare la redditività finanziaria e ridurne il rischio complessivo. Infatti, nonostante il peso rilevante delle partecipazioni bancarie all’interno del portafoglio, che, a valori di mercato rappresentano circa il 49% del patrimonio della Fondazione, la redditività derivante dai dividendi non si è rivelata più sufficiente a garantire la sostenibilità della capacità erogativa della Fondazione. Per i prossimi anni la politica degli investimenti continuerà ad essere caratterizzata da una relativa prudenza, ponendo particolare attenzione ad un processo di crescente diversificazione del portafoglio, anche alla luce delle prospettive di minori dividendi delle partecipazioni strategiche. La Fondazione pertanto al fine di poter raggiungere gli obiettivi di redditività prefissati, ha avviato sin da ora un’attività di analisi volta a rendere maggiormente efficienti gli attuali investimenti finanziari. Muovendosi in tale direzione, è stato richiesto al gestore Julius Baer Sim di modificare le linee guida di investimento sottostanti al comparto conservativo, passando da un obiettivo di rendimento assoluto a una gestione a benchmark dal profilo bilanciato. Per compensare i minori flussi finanziari, legati ai minori dividendi derivanti dalle partecipazioni strategiche, è stato richiesto al gestore di passare da una gestione ad accumulazione dei proventi ad una a distribuzione. Inoltre per rendere maggiormente efficiente la gestione in deposito amministrato, al fine di cogliere anche le opportunità tattiche che dovessero verificarsi sul mercato e/o sul portafoglio, la Fondazione sta valutando di delegare nuovamente ad una gestione esterna le scelte operative. 5


Da ultimo la Fondazione, nell’ambito del già citato processo di diversificazione del portafoglio, potrà decidere di implementare una gestione attiva sulle partecipazioni strategiche, finalizzata già dal 2011 ad incrementare la redditività complessiva del portafoglio finanziario. La diversificazione del patrimonio finanziario che la Fondazione ha intenzione di attuare, o che in parte ha già attuato, potrà avvenire anche tramite investimenti che privilegiano la loro attinenza ai settori istituzionali ed allo sviluppo del territorio, piuttosto che rispondenti a logiche di ottimizzazione finanziaria.

Gli investimenti a sostegno del territorio

Già negli anni passati la Fondazione ha avviato investimenti di natura non esclusivamente finanziaria nei principali settori di intervento ad integrazione dell’attività tradizionale. Per i prossimi esercizi è ragionevole attendersi un incremento di tali investimenti che attualmente si ricollegano alle tre tipologie di investimento sotto elencate. 1) Fondo per l’housing sociale: la Fondazione promuoverà la creazione di un fondo di investimento locale con un impegno complessivo di circa 10 milioni di euro finalizzato a realizzare alloggi e servizi destinati a contribuire a risolvere il problema abitativo, con particolare riguardo alle situazioni di disagio economico e/o sociale, ponendo attenzione alla riqualificazione urbana, al rispetto dei criteri di efficienza energetica, alla ricerca di elevati livelli di qualità urbanistica e architettonica, ma anche degli aspetti sociali e dei servizi per la comunità. L’impatto economico sul triennio è stimato nell’impegno di circa 2 milioni annui a partire dal 2012; 2) Immobilsanitaria s.r.l.: partecipazione in società strumentale legata al settore dell’assistenza sociale, che prevede acquisizione e costruzione di immobili destinati ad ospitare strutture di accoglienza e di sostegno socio-sanitario. All’investimento è stato destinato l’importo di 4,9 milioni di euro, con la previsione che il progetto edificatorio verrà completato secondo un definito piano d’impresa mediante ricorso al credito bancario e finanziamento soci, che negli anni 2012 e 2013 sarà contenuto nelle somme di circa 400 mila euro annui; 3) Fondo per lo sviluppo del territorio: fondo chiuso di tipo immobiliare creato ad hoc congiuntamente alle Fondazioni di Carrara e Livorno e avente come oggetto la promozione e lo sviluppo del territorio di riferimento, in particolar modo nel campo delle infrastrutture per la nautica da diporto e il turismo, tramite l’investimento collettivo di capitali in beni immobili, diritti reali immobiliari e/o partecipazioni in società immobiliari. L’impegno delle Fondazioni è pari a 7 milioni di euro ciascuna. Si è ipotizzato un avvio dei progetti sottostanti il fondo a partire dal 2012, che potrebbe richiedere alla Fondazione versamenti stimati nell’ordine di 1 milione di euro entro il 2013. Per considerare l’evoluzione della tipologia degli investimenti finora effettuati, nel seguito viene fornita una tabella con una prima ipotesi di riorganizzazione dell’attivo patrimoniale della Fondazione che tiene conto della natura dell’investimento, se di natura prevalentemente finanziaria oppure avente attinenza al territorio di riferimento.

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I proventi attesi Partendo dallo scenario macroeconomico e finanziario sono stati simulati i proventi attesi del portafoglio finanziario della Fondazione per il prossimo triennio.

Nella tabella vengono sintetizzati i proventi di conto economico cosÏ risultanti. Complessivamente i ricavi di conto economico sul triennio corrispondono ad una redditività del portafoglio complessivo pari a 3,1%, 4% e 4,1% (Valore medio triennio 3,73%). Il flusso dei dividendi stimati per Intesa Sanpaolo sulla base del consensus di mercato, disponibile sui data provider, nel corso del triennio 2011 – 2013 è pari rispettivamente a 0,09, 0,11 e 0,12 euro per azione. Tale valore comporterebbe un flusso di cassa, al lordo della ritenuta, per la Fondazione 7


pari a 3,482, 4,255, e 4,642 milioni di euro, corrispondente ad una redditività rispettivamente pari a 4%, 4,9% e 5,3% rispetto al prezzo di carico della posizione. Per ciò che attiene la partecipazione in Cassa di Risparmio della Spezia, si stima che non verranno corrisposti dividendi nel corso del prossimo esercizio mentre per i periodi successivi si ipotizza un flusso in linea con quello dell’esercizio corrente, pari a 1,329 milioni di euro, al lordo della fiscalità, corrispondente ad una redditività dell’ 1,5% rispetto al valore di bilancio della partecipazione. Per Cassa Depositi e Prestiti è stato ipotizzato un rendimento nell’ordine del 5% medio annuo, pari ad un flusso medio sul triennio di 100 mila euro. Per gli strumenti in deposito amministrato si è stimato un flusso di reddito netto per il triennio di 1,638, 1,604 e 1,460 milioni di euro rispettivamente per il 2011, 2012 e 2013, pari ad una redditività media annua del 4,7% netto. Le determinanti sono da ricondursi: - alla redditività attesa dei flussi di dividendi per il pacchetto azionario; -

al flusso cedolare per le obbligazioni governative e corporate; al rendimento minimo garantito per la polizza assicurativa; alla stima del rendimento monetario per la liquidità alle rivalutazioni dei fondi comuni di investimento elaborate sulla base delle previsioni Prometeia dei rendimenti dei mercati finanziari.

Infine la redditività del patrimonio affidato in gestione a Julius Baer Sim tramite il comparto Alpha Investimenti Conservative, per complessivi 60,8 milioni di euro, è stata stimata nell’ordine del 3% netto.

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Il conto economico previsionale

Sulla base dei proventi attesi, considerando gli impegni finanziari e gli oneri della Fondazione è stato simulato il conto economico previsionale triennale, tenendo in considerazione le linee guida che la Fondazione ha deciso di adottare per la determinazione delle risorse distribuibili al territorio. In particolare: -

gli accantonamenti patrimoniali (riserva obbligatoria e integrità del patrimonio) da effettuarsi nella fascia media dell’intervallo tra il minimo e il massimo consentiti dalla normativa vigente. Ai fini della simulazione del triennio si è quindi ipotizzato un accantonamento annuo pari al 27,5%, di cui il 20% alla riserva obbligatoria;

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una crescita della somma da accantonare alle erogazioni in linea con il tasso di crescita del PIL nominale. Si è ipotizzato quindi uno stanziamento al fondo erogazioni future per 3,1, 3,2 e 3,3 milioni di euro rispettivamente per il 2011, 2012 e 2013; l’accantonamento al fondo di stabilizzazione delle erogazioni da effettuarsi progressivamente, ha come obiettivo quello di raggiungere un livello almeno pari a 1,5/2 volte le erogazioni annuali al termine del triennio. Si è ipotizzato a tal fine che tale accantonamento raggiunga al termine del triennio circa 2 volte le erogazioni medie dell’ultimo periodo.

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Le somme per far fronte agli impegni finanziari che la Fondazione dovrà assolvere nel corso del triennio (finanziamento per imposta straordinaria e investimenti a sostegno del territorio) saranno attinte direttamente dal patrimonio finanziario dell’Ente, prelevandole dalla liquidità proveniente dagli strumenti finanziari non immobilizzati. Sul conto 9


economico queste operazioni avranno un’incidenza marginale, pari all’1% della media dei ricavi del triennio. Gli oneri sono stati ipotizzati sostanzialmente in linea con quelli previsti negli scorsi esercizi e pari per il 2011 a 1,850 milioni di euro per gli oneri di gestione ordinaria e a 150 mila euro per quelli di natura finanziaria. Per gli esercizi successivi si è ipotizzato che crescano al tasso annuo di inflazione. Le imposte sono state considerate tutte quelle dirette gravanti su ciascun esercizio. La voce più importante è rappresentata dal versamento dell’Ires sui dividendi azionari.

L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE Il ruolo e la missione E’ ormai definitivamente riconosciuto che il ruolo della Fondazione non è circoscritto al finanziamento di iniziative ideate e realizzate da terzi, le quali rappresentano ormai un ambito del tutto marginale, ma è prevalentemente orientato alla diretta progettazione degli interventi che sono poi realizzati autonomamente o con la partecipazione di altri soggetti. La struttura organizzativa dell’Ente, supportata dalla creazione di società strumentali che si avvalgono di qualificate professionalità esterne, e soprattutto le specifiche competenze presenti nel Consiglio di Indirizzo che rappresenta in termini di assoluto equilibrio le varie componenti territoriali, consentono alla Fondazione di svolgere efficacemente quel ruolo di protagonista riconosciutole dall’intera comunità, confrontandosi a livello paritario con gli altri attori pubblici e privati e, spesso, ponendosi come intermediario delle reciproche istanze. La trasparenza del confronto ed il metodo della costante collaborazione eliminano alla radice qualunque rischio di autoreferenzialità dell’azione dell’Ente che semmai dovrà impegnarsi a sviluppare il ruolo di collettore di risorse altrui, sia locali che nazionali, al fine di promuovere progetti di più ampio respiro territoriale che richiedono decisive funzioni di coordinamento. Peraltro, gli effetti della grave crisi economica che, come visto, influenzeranno il prossimo triennio limitando sensibilmente le risorse per l’attività erogativa e facendo emergere nuove forme di bisogno, impongono di concentrare la missione della Fondazione su specifici settori rimodulando gli strumenti di intervento. A tal fine occorre seguire criteri oggettivi ed il più possibile condivisi dalla comunità, evitando la riduzione generalizzata delle risorse ma avendo il coraggio di scelte responsabili e basate sulla concreta esperienza acquisita nel passato. Tali scelte, naturalmente, non possono ignorare l’esistenza di vincoli normativi o contrattuali che regolano molti progetti di carattere pluriennale né, tanto meno, trascurare la validità delle iniziative continuative che hanno dato vita ad investimenti talvolta strutturali e generato comprensibili aspettative nei partners e nei destinatari. Ciò non toglie che l’indispensabile revisione dei settori di intervento debba tener conto innanzitutto della straordinaria situazione di emergenza sociale, aggravata dall’irreversibile crisi dei tradizionali 10


sistemi di welfare, per affrontare la quale possono essere adeguatamente valorizzate sia l’autonomia progettuale che la funzione di collettore di risorse esercitata dalla Fondazione. Inoltre la rimodulazione degli interventi all’interno dei settori prescelti presuppone la consapevolezza che, anche nel caso di progetti continuativi, l’impegno dell’Ente dovrà limitarsi a sostenere le varie iniziative di start-up che si pongano l’obiettivo di raggiungere una graduale autonomia finanziaria in modo da liberare le risorse della Fondazione e consentirle la promozione di nuovi progetti. La maggior concentrazione dell’attività erogativa su specifici settori e la più contenuta dimensione degli interventi potrà essere adeguatamente compensata dall’implementazione del ruolo di “investitore locale” già sperimentato dalla Fondazione, destinando quote del patrimonio ad investimenti di medio-lungo periodo, prevalentemente conservativi e di non elevata redditività, in iniziative attinenti all’attività istituzionale ed in generale allo sviluppo del territorio. I settori rilevanti Nel triennio 2011-2013 la ripartizione percentuale delle risorse destinate all’attività istituzionale vedrà il graduale incremento degli interventi in ambito socio-sanitario ed il consolidamento delle iniziative culturali e di formazione. L’attività della Fondazione sarà concentrata su tre settori rilevanti (cui deve essere attribuito annualmente almeno il 50% delle risorse) rappresentati dall’Assistenza Sociale, dall’Arte, Attività e Beni Culturali e dall’Educazione, Istruzione e Formazione. Gli innegabili condizionamenti derivanti dalla connotazione pubblica del sistema sanitario non consentono al nostro Ente di esercitare un autonomo ruolo propositivo nel settore della Salute Pubblica, alle cui esigenze dovrebbe provvedere esclusivamente il sistema sanitario pubblico. La nuova sfida nel settore dell’Assistenza Sociale prevede l’assunzione di responsabilità più articolate e la consapevolezza della ricchezza e delle potenzialità che il cd. Terzo Settore può mettere a disposizione per la creazione di un nuovo sistema di welfare. La Fondazione intende promuovere e coordinare progetti innovativi in favore delle categorie sociali più deboli, mobilitando risorse umane ed economiche per portare a regime servizi di assistenza che nel tempo devono trovare adeguata sostenibilità. Il ruolo di sostegno ad iniziative di start-up verrà integrato da una funzione sussidiaria e non sostitutiva con cui l’Ente favorirà l’azione delle organizzazioni di volontariato e del no-profit per affrontare i bisogni emergenti individuati con le istituzioni territoriali. Gli interventi nei settori della Cultura e della Formazione rientrano nella tradizionale missione della Fondazione condivisa dall’intera comunità territoriale che, oltre ad esprimere un’amplissima domanda, ha riconosciuto come, proprio in tali settori, siano state esplicate pienamente le capacità di autonoma progettazione e realizzazione delle varie iniziative. Si tratta di ambiti di intervento che presentano stretti legami di interconnessione ed il consolidamento dell’impegno della Fondazione trova piena rispondenza nelle linee programmatiche del Piano Strategico Locale che ha individuato nella crescita culturale e nel rafforzamento della presenza universitaria un volano di sviluppo dell’intero territorio. La necessaria rimodulazione delle iniziative che caratterizzano tali settori dovrà considerare gli ambiti in cui può ritenersi positivamente esaurita l’attività di promozione svolta dalla Fondazione e privilegiare progetti condivisi e partecipati da Enti ed Istituzioni territoriali.

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Assistenza Sociale Famiglia e valori connessi – minori svantaggiati e disabili – assistenza agli anziani Gli interventi in questo settore saranno caratterizzati da un’azione di coordinamento tra pubblico e privato, Distretti Socio-Sanitari, Società della Salute, associazioni del Terzo Settore, con un ruolo di catalizzatore esercitato dalla Fondazione, attraverso il quale far emergere nuovi bisogni accanto a quelli tradizionali, destinati a rimanere senza risposta per carenze degli organi pubblici deputati. I problemi dell’integrazione e quelli legati al disagio giovanile dovranno trovare una adeguata risposta, e in questo ambito potrà essere incentivato anche il sostegno alle attività sportive e ricreative e alle strutture dedicate. La Fondazione avrà inoltre la possibilità in questo settore di eseguire interventi patrimoniali, volti non a sostituire ma ad integrare gli impegni erogativi a favore delle categorie socialmente deboli. Ecco allora le proposte di interventi nel social-housing, volti a risolvere i problemi residenziali delle giovani coppie, degli studenti e degli anziani soli ma autosufficienti. Oppure le iniziative di realizzazione di nuove strutture di assistenza per disabili, malati di Alzheimer, anziani non autosufficienti. E infine lo sviluppo dei finanziamenti di microcredito, strumento prezioso per sopperire a nuove emergenze e povertà delle famiglie in stato di disagio socio economico.

Arte, Attività e Beni culturali In questo settore la Fondazione ha finora riscontrato la domanda prevalente di interventi da parte del territorio, è stato il settore a cui è stata riservata la maggiore quantità di risorse, dimostrando capacità progettuale e organizzativa di eventi continuativi che hanno riscosso e consolidato l’apprezzamento della comunità locale e non solo di essa. La costituzione di una società strumentale dedicata a questo settore, che opera anche a favore di terzi, è la conferma di questo percorso, ma risulta chiaro che oggi, alla luce delle nuove realtà economico-finanziarie, occorre un impegno innovativo capace di attivare sinergie, in particolare con altre Fondazioni e promuovere la ricerca di opportunità di ricavi. Relativamente ai progetti si rende necessaria una revisione e rimodulazione degli interventi continuativi, verificando le situazioni in cui la presenza della Fondazione possa avere esaurito il ruolo propulsivo. Contemporaneamente verranno privilegiati progetti della Fondazione o di terzi che siano strettamente ricollegabili alla identità storico-sociale del territorio.

Educazione, Istruzione e Formazione Questo settore è stato caratterizzato dall’impegno straordinario della Fondazione nel sostegno del Polo Universitario. Occorre una seria presa di coscienza sulla situazione generale dell’Università italiana, una analisi critica delle relazioni con le Università di Genova e Pisa, dei rapporti con il mondo delle imprese e delle valutazioni che provengono dal territorio provinciale. Questa analisi dovrà poi individuare dei percorsi praticabili, sia sul piano formativo che finanziario, tenendo presente che oggi allo stato attuale non vi sono le condizioni per assumere impegni pluriennali della dimensione di quanto oggi il Polo Universitario necessita e che nel futuro potrebbe lievitare ulteriormente. L’intervento straordinario effettuato dalla Fondazione nel 2010 era finalizzato a trovare con tempestività adeguate e concrete risposte dal sistema economico e sociale del territorio che potessero giustificare la prosecuzione di una iniziativa che può avere un significato 12


soltanto se coerente con un disegno complessivo condiviso e partecipato dalla comunità locale e da tutte le sue espressioni rappresentative. Riguardo al mondo della scuola primaria e secondaria la Fondazione intende continuare nella promozione di iniziative legate alla formazione culturale, privilegiando sempre più l’attività di vera formazione nei confronti dei giovani, volta a stimolare il loro impegno e la loro partecipazione attiva. Un impegno analogo sarà assunto relativamente al tema dell’educazione civica: in questo ambito va sicuramente approfondita e perseguita la collaborazione fa gli Istituti scolastici e la Fondazione, attraverso proposte progettuali condivise che potranno incrementare i positivi riscontri fino ad oggi registrati. Coerentemente con l’impegno per le categorie più svantaggiate, dovrà essere rinnovato il sostegno alle iniziative delle scuole volto a garantire l’inclusione sociale ed evitare rischi di emarginazione.

Gli altri settori di intervento

Ricerca scientifica e tecnologica La Fondazione riserverà risorse ad un altro settore di intervento, significativamente legato ad esperienze consolidate, il Settore della Ricerca scientifica e tecnologica. In questa materia la Fondazione ha infatti raggiunto una notevole esperienza, che ha prodotto il risultato di un importante sostegno alle strutture ospedaliere locali, favorendo la presenza e la valorizzazione di professionalità messe a disposizione dalle Università nell’ambito di specifici progetti di formazione e ricerca indirizzati verso il consolidamento e il miglioramento delle prestazioni assistenziali nell’ambito territoriale. L’importanza della ricerca sul territorio potrà e dovrà esprimersi anche in altri ambiti di intervento, nei quali la Fondazione fino ad oggi non ha avuto particolari esperienze, ma potrà contribuire con nuove iniziative alle esigenze della comunità locale.

Volontariato, Filantropia e Beneficenza Le risorse destinate a questo settore sono prevalentemente destinate al sostegno della Fondazione per il Sud come previsto dagli accordi fra le rappresentanze del Volontariato e l’ACRI. Le residue disponibilità verranno destinate al sostegno del prezioso e variegato mondo del volontariato, che rappresenta una risorsa insostituibile per garantire risposte a una moltitudine di necessità marginali ma importanti e a volte essenziali per le singole realtà cui si riferiscono.

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LA RIPARTIZIONE DEL FONDO EROGAZIONI 2011 Facendo riferimento agli accantonamenti effettuati in sede di bilancio di previsione 2010 le erogazioni del 2011 saranno ripartite secondo la seguente tabella: Settori Rilevanti 1 – Assistenza Sociale 2 – Arte, attività e beni culturali 3 – Educazione, istruzione e formazione Altri Settori 4 – Ricerca scientifica e tecnologica 5 – Volontariato, filantropia, beneficenza Totale Fondo Erogazioni 2011

% 30,36% 28,57% 26,79%

Importo 850.000,00 800.000,00 750.000,00

10,71% 3,57% 100,00%

300.000,00 100.000,00 2.800.000,00

Approvato dal Consiglio di Indirizzo del 29 novembre 2010

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documento-programmatico-pluriennale-2011-2013