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gricoltura

La premiazione dei migliori vigneti pugliesi

Con il Premio Bella Vigna per rilanciare la cultura dell’uva da tavola

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n premio al miglior vigneto di uva da tavola con la convinzione che dal cambiamento culturale possa nascere il successo economico. È questo l’obiettivo di Bella Vigna l’associazione nata per imprimere una svolta nella cultura in vigna anche in un settore prettamente commerciale come quello della produzione di uva da tavola. La Puglia è il primo produttore di uva da tavola in Italia con il 74% della produzione totale; un contributo che pone il Bel Paese tra i più importanti player mondiali, registrando il 16% del totale prodotto. Fino a 20 anni fa l’Italia rivestiva un ruolo da leader sia a livello produttivo sia tecnologico mentre oggi è in coda dopo Spagna, Cile e California. «E’ forse arrivato il momento di rivitalizzare nel sistema Italia un settore così strategico attraverso il rilancio di temi come l’innovazione e la sostenibilità. E’ quello che vogliamo fare attraverso l’istituzione di un premio che vuole distinguere il lavoro dei produttori che stanno operando una rivoluzione culturale partendo proprio dalla loro terra assegnando un riconoscimento al loro miglior vigneto» commenta Michele Melillo, presidente di Bella Vigna. Cinque i premi messi in palio dall’associazione Bella Vigna che, nella serata di premiazioni a “Il Melograno” a Monopoli, ha voluto conferire dei riconoscimenti ai migliori vigneti, selezionati da una giuria costituita da tecnici, docenti universitari ed esponenti della GDO. Il miglior punteggio è stato ottenuto dall’azienda agricola Giovanni Serini di Ginosa in provincia di Taranto; secondo classificato, l’azienda agricola Santa Chiara di

Massimo Pernice di Turi; il terzo posto è stato assegnato all’azienda agricola Luva Sarls di Noicattaro. A Stefano Borracci di Rutigliano è andato il premio Sostenibilità per l’impegno speso in una produzione in assenza di pesticidi, preferendo, nonostante le difficoltà, un percorso eco sostenibile che fa riferimento all’uso di mezzi di lotta biologica. All’azienda

agricola Cosimo Fasano di Grottaglie, infine, il premio innovazione. La commissione ha visitato e valutato ben 300 ettari di vigneti destinati alla produzione di uva da tavola e valutato la qualità estetica ed organolettica del prodotto, l’uniformità del vigneto, l’assenza di fisiopatie e malattie, l’equilibrio del vigneto tra carico produttivo e vigore, il contenimen-

to dei costi di gestione, l’attuazione di buone pratiche agricole, il rispetto dell’ambiente e l’innovazione tecnologica. Tutti parametri che concorrono a rendere un’azienda concorrenziale o per la volontà di adeguarsi alle richieste del mercato o, come riscontrato in molti casi, per una scelta etica dell’imprenditore. Raccontare una “nuova storia” nel mondo della produzione di uva da tavola e dell’agricoltura in generale che sta coinvolgendo anche tante giovani generazioni che stanno imponendo uno sprint innovativo nelle pratiche in campagna: su tutto ciò, la G.ED.A., con le sue produzioni editoriali, “Foglie” e “Foglie. TV” è stata pioniere ed innovatrice e continua a divulgare il settore (come fatto anche con il premio BellaVigna, evento realizzato in partnership ) convinta del motto che “ciò che non viene comunicato non esiste”.

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FOGLIE n.21/2017  
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