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Agricoltura • Agroalimentare • Turismo RURALE

CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA? Puglia al top per produzione ora tocca alla commercializzazione agricoltura

Presentata App “TerraInnova” agroalimentare

Food a Sud EVENTI

Giro d’Italia, Puglia in vetrina

N° 9 • 15 MAGGIO 2017


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ditoriale

Ciliegie, una tira l’altra?

15 maggio 2017 - n. 9 - Anno 12

Quindicinale di Agricoltura Agroalimentare Turismo RURALE

P Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice

G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione G.Ed.A. Giovani Editori Associati Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Paola Dileo, Nica Ruospo, Rino Pavone, Donatello Fanelli Pubblicità G.Ed.A Rino PAVONE r.pavone@foglie.tv 380 6328672 Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264 Iscritta al Registro Operatori Comunicazione ROC n.26041 TESTATA GIORNALISTICA ACCREDITATA

uglia al top per produzione, ora tocca alla commercializzazione: una tirerà l’altra? E’ ancora presto per tracciare un bilancio della stagione cerasicola (e frutticola in generale) pugliese con dati che vanno in controtendenza fra loro. L’abbondante produzione di quest’anno (a differenza di quanto accadde nel 2016) era prevedibile, in quanto gli alberi hanno registrato il corretto numero di ore di freddo durante l’inverno. Il risveglio vegetativo è stato precoce, anche se la successiva ondata di freddo l’ha rallentato. Il clima caldo di questi giorni, se da una parte favorisce il consumo, dall’altra porta a maturazione grandi volumi: e il prezzo, complice una qualità non eccelsa, flette. Comunque le previsioni per la varietà da noi più importante la “Ferrovia” sono positive a differenza della Spagna, con le zone cerasicole di Alicante e Lerida che sono state investite dalle piogge, con un evidente calo qualitativo della merce che potrebbe agevolare la produzione italiana e pugliese. Ultimo dato, in prospettiva, è che le superfici impiantate a ciliegio in Italia stanno crescendo un po’ ovunque: dal Trentino, alla Toscana, dalla Puglia, alla Basilicata alla Sicilia. Bisognerà interrogarsi sulla so-

stenibilità di un mercato che, stante anche la frammentazione del tessuto produttivo, rischia di saturarsi a breve o di innescare guerre al ribasso sui prezzi. Si intravede una campagna commerciale complessivamente comunque positiva per le principali drupacee del momento (albicocche, ciliegie e pesche) grazie alla buona qualità e a una richiesta crescente, che si manterrà tale se le temperature saranno nella media del periodo. Parlando dalle albicocche, negli areali pugliesi (e Metapontini) i frutteti sono stati lievemente colpiti dalle gelate primaverili, ma in linea di massima siamo di fronte (anche in questo caso) a un’annata di piena produzione. Per quanto riguarda pesche e nettarine il quadro produttivo inizia a delinearsi in modo chiaro. Attualmente la Puglia è ai nastri di partenza (segue Sicilia e Basilicata): dai vari centri di raccolta si nota una produzione piena, scarsamente danneggiata dal freddo, di ottima qualità grazie a una primavera mite. Molte bene anche la “concorrenza” con situazione simile in Spagna, dove tutte le regioni peschicole, come Murcia, Valencia e Lerida, evidenziano produzioni sostenute e di qualità eccellente.


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ommario

5 editoriale

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ciliegie Una tira l’altra?

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18 innovazione

Presentata nuova APP per agricoltura

26 nuove cultival olivo

Molte resistono al patogeno xylella

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eventi

25 giro d’italia

Tappa Molfetta - Peschici

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AGRICOLTURA

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grano Speculazione su fame in Puglia ciliegie Puglia al Top per produzione

14 macfrut 2017

Innovazioni in agricoltura, aziende premiate

15 op arca fruit

Promuovere a MacFrut l’ortofrutta pugliese

agroalimentare

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food management school Apre una seda a Bari

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food a sud Conversazioni enogastronomiche

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grande distribuzione organizzata Auchan rivoluziona reparto ortofrutta

turismo rurale

13 bando sostegno investimenti Per sviluppo attività extra agricole


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gricoltura

Secondo Coldiretti Puglia

“ SPECULAZIONE SU FAME IN PUGLIA BRUCIA 145 MLN IN GRANO”

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econdo Coldiretti Puglia “è necessario che i decisori politici tengano conto del governo globale dei beni comuni, mettendo ai vertici della loro agenda la strategicità del cibo e promuovendo politiche che a livello globale definiscano una regia di regole per i beni comuni come il cibo, l’acqua e il suolo. La speculazione sulla fame ha bruciato nel mondo quasi 30 miliardi di dollari solo per il grano, con le quotazioni internazionali ridotte in un anno da 5,35 dollari per bushel a poco più di 4,33 dollari per bushel (27,216 chili), con milioni di contadini in ginocchio. Il grano pugliese, in particolare, è stato colpito da una speculazione da 145 milioni di euro, a tanto ammontano le perdite subite dagli agricoltori del ‘granaio d’Italia’ per il crollo dei prezzi rispetto allo scorso anno, senza alcun beneficio per i consumatori”. Per invitare i grandi poteri economici e finanziari a combattere le speculazioni e a difendere le risorse primarie della terra la Coldiretti ha preparato per l’occasione del G7 economico tenutosi a Bari il panino DOP più grande del mondo con il pane di Altamura a denominazione di origine certificato dall’omonimo Consorzio, lungo 3 metri e pesante 1,5 quintali, farcito con i salumi tradizionali della Puglia, oltre al living show a KM0 ‘made by Campagna Amica’ a base di mozzarelle, burrate, salumi e formaggi, panzerotti, olio extravergine di oliva, carciofi, lampascioni e pomodori sottolio, oltre a pesce, pasta alla crudaiola, dedicato alle 20 delegazioni parteci-

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panti al G7, ai ministri delle finanze, ai governatori dei sette Paesi (Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Canada, Stati Uniti e Giappone), al commissario europeo per gli Affari economici e monetari, al presidente dell’Eurogruppo e ai vertici di Bce, Fmi, Ocse e Banca Mondiale, oltre alla stampa nazionale e internazionale accreditata. Nel giro di un anno le quotazioni del grano duro destinato alla pasta hanno perso il 43 per cento del valore mentre si registra un calo del 19 per cento del prezzo del grano tenero destinato alla panificazione. Un crack senza precedenti con i compensi degli agricoltori che sono tornati ai livelli di 30 anni fa, a causa delle manovre di chi fa acquisti

speculativi sui mercati esteri di grano da “spacciare” come pasta o pane Made in Italy, per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la reale origine del grano impiegato. L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli delle materie prime come il petrolio, i metalli preziosi fino al grano che è quotato come una qualsiasi altra merce al Chicago Board of Trade, punto di riferimento o del mercato delle materie prime agricole a livello internazionale. Manovre finanziarie sul cibo che stanno “giocando” senza regole sui prezzi delle materie prime agricole.

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Stagione 2017 ancora da delineare

Ciliegie, Puglia al top per produzione

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uglia, Campania, Veneto: è questo il podio italiano per la produzione di ciliegie. Le regioni che possono dare al ciliegio il terreno e il clima migliori per prosperare sono molteplici, ma l’85% della produzione si concentra essenzialmente in cinque (oltre alle già citate anche Lazio ed Emilia Romagna); l’essere spesso anche molto distanti tra loro crea un alternarsi naturale delle fioriture e dei periodi di raccolta che permette di beneficiare del gusto della ciliegia più a lungo di quanto sarebbe altrimenti possibile. Questo “calendario” di raccolta incide molto in un settore da circa 115.000/120.000 tonnellate di frutta prodotta ogni anno, per una quantità di terreno occupato dai frutteti pari a circa 30.000 ettari in tutta Italia; proprio grazie alla rotazione della crescita, anche se le tipologie sono poi relativamente poche, si può avere non solo più varietà a tavola ma anche salvare parte del raccolto annuale. Ciò che più di tutto caratterizza questo frutto è la fragilità della sua coltura, che soffre pioggia, grandine e sbalzi di temperatura temperatura” con le oscillazioni dei prezzi di mercato che sono in gran parte dovute a questo.  I fattori di stress sono molteplici. A partire dalla raccolta, che avviene esclusivamente a mano per preservarne la

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consistenza. Il meteo è il principale nemico della ciliegia. A seguito di piogge abbondanti tende a rigonfiarsi di acqua e a spaccarsi a livello dell’epidermide: questo fenomeno, che va sotto il nome di cracking, non solo rende il frutto non commerciabile, ma lo espone alla possibilità di sviluppare funghi e di essere più facilmente attaccabile da mosche e parassiti. Non sono tantissimi quelli che

attaccano le ciliegie, il più temuto è la mosca della frutta che approfittando delle carni tenere della ciliegia in maturazione depone le pupe all’interno della polpa e la crescita dell’insetto causa poi la bucatura dei frutti che tutti noi riconosciamo nel vedere o un piccolo foro a livello della buccia oppure nel trovarne alcune zone vuote all’interno. Difficile dire quale sia lo stato attuale della pro-

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duzione cerasicola e quindi delineare la stagione 2017 in quanto trovandoci solo all’inizio della stagione di raccolta ed essendo ancora vittime di un clima particolarmente incerto, tutto è ancora possibile. Quello delle ciliegie è un “mondo” ancora oggi estremamente semplice, tanto che in alcune zone i frutti si vendono ancora alle aste nei mercati di paese. Tutta la frutta fa bene, è una frase quasi scontata,

ma la ciliegia in particolare è ricca delle vitamine A e C che riescono a reintegrare facilmente nell’organismo insieme a   potassio, calcio e ferro, per un’azione congiunta che aiuta a superare problemi come  ipertensione e stipsi, a proteggere la vista e ad aiutare la pelle in una fase di esposizione al sole. È inoltre uno dei frutti maggiormente utili per chi sposa una filosofia anti-spreco in cucina:

i piccioli possono essere usati per infusi diuretici e antinfiammatori e la polpa, se ben pestata, è un ottimo componente per maschere di bellezza. Oltre a questi usi alternativi, la ciliegia è uno dei frutti dai più vari utilizzi, spesso mangiata al naturale, ma onnipresente in macedonie, gelati di vario tipo, dolci e ovviamente ingrediente di gustose confetture.

Un mondo in rosso

La ciliegia, 22 varietà per un frutto che sa di bella stagione

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n mondo in rosso quello della ciliegia, di seguito le varietà principali: 1. La Ferrovia, una ciliegia grossa dal colore rosso brillante, con la polpa soda e rosata. Matura a maggio ed è una di quelle con la chef line più lunga, qualità che permetteva che fosse trasportata dal sud al nord quando le linee commerciali erano più lente. Da qui il suo nome.  2. La  Graffioni  o  Bigarreaux, di grandi dimensioni e di colore rosso intenso, molto soda. Il suo periodo di maturazione va da fine maggio a giugno.  3. La  Giorgia, un frutto rosso brillante punteggiato, di gusto buono, mediamente dolce-acido. 4. La  Big Lory, una ciliegia grossa dal colore rosso brillante e dal gusto dolce e pieno. 5. La Black Star, un frutto di grandi dimensioni dal colore rosso scuro, talvolta rugosa, con polpa densa e soda e gusto dolce. 6. La Brooks, una varietà grossa ma di forma schiacciata, di colore rosso brillante e piuttosto dolce. 7. La Canada Giant, un esemplare a forma di cuore che si distingue per l’intensa colorazione rossa punteggiata, nonché per il sapore delicato. 8. La Cristalina, una ciliegia cuoriforme dal colore rosso scuro e dal gusto intensamente dolce. 9. L’Early Lory, un frutto medio piccolo, molto morbido e poco dolce. 10. L’Elisa, una ciliegia grande di forma schiacciata e intensamente dolce. 11. La Grace Star, una dolcissima ciliegia rosso brillante e cuoriforme. 12. La Mora di Verona o Mora di Cazzano, dalla caratteristica forma sferoidale, di pezzatura media e dal gusto molto

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di Rino PAVONE dolce. 13. La Mora dalla Punta, tonda e medio grande, dal colore rosso intenso e dal sapore buono. 14. La Ciliegia di Vignola IGP, è una varietà che comprende in sé i frutti delle seguenti cultivar di ciliegio, ordinate per momento di maturazione: Bigarreau Moreau, Mora di Vignola, Durone dell’Anella, Anellone, Giorgia, Durone Nero I, Samba, Van (medie), DuroneII, Durone della Marca, Lapins, Ferrovia, Sweet Heart (tardive). Dal rosso brillante al rosso scuro, è quasi sempre soda e croccante. Lievemente amarognola. 15. La Moretta di Vignola IGP, una nota varietà autoctona modenese leggermente acidula e molto profumata. L’unica tra le varietà di ciliegia di Vignola ad essere dalla polpa morbida. 16. Il Durone Nero di Vignola, un frutto molto grosso dal colore rosso-nero, caratterizzato da una polpa soda e croccante e dal gusto dolce e intenso, comunemente utilizzato nel consumo a fine pasto. Disponibile da giugno, è una

delle ultime varietà a essere raccolta. 17. Il Durone Nero dell’Anella, molto dolce e dal colore brillante, è una delle ultime tipologie a essere colta. Matura infatti a giugno.  18. La Ciliegia di Marostica IGP, dalla tipica forma tonda, caratterizzata da una polpa molto soda e dolce. 19. La Bella di Pistoia, dove a un frutto molto grande si accompagna un colore rosso vivo e una polpa rosa croccante e saporita.  20. La Ciliegia del Monte,  tipicamente campana, molto spesso viene considerata “difettosa”. La sua caratteristica è quella di essere diversa a seconda del lato che si osserva, uno giallo rosato, l’altro rosso scuro. La polpa è però uniforme, di colore giallo.  21. La  Malizia,  di colore rubinaceo, di grosse dimensioni e “figlia di maggio”. 22. Ciliegia dell’Etna DOP, ottenuta dal ciliegio dolce, presenta un frutto medio grande, dalla polpa compatta e abbastanza dolce.

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urismo

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urale

Turismo, ristorazione, didattica, valorizzazione e promozione dell’ambiente

Sviluppo attività extra agricole: pubblicato il bando

è

stato pubblicato il primo bando dedicato al “Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole” della Sottomisura 6.4 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. «Al via uno dei più bandi più attesi del Programma di Sviluppo Rurale – commenta l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia - per diversificare le attività agricole e attuare il principio della multifunzionalità dell’agricoltura. Si tratta di una strategia di sviluppo utile non solo per aumentare la competitività aziendale, riducendo al minimo il rischio di reddito, ma anche per offrire servizi che promuovono l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale». «Con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro (a fronte della complessiva pari a 70 milioni)  - prosegue l’assessore - le aziende agricole pugliesi potranno presentare domanda, previo Piano aziendale, sì da ottenere sostegni finanziari per investimenti in produzione di beni e servizi complementari all’attività extra agricola. Dal turismo, alla ristorazione, passando per la didattica, la valorizzazione e promozione dell’ambiente e del paesaggio rurale, fino alle attività dedicate al sociale. Al tal proposito, come hanno dimostrato molte realtà d’impresa e cooperative del territorio, l’agricoltura

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ha potenzialità straordinarie nel settore della riabilitazione sociale, nei servizi dedicati a persone svantaggiate e in condizioni di fragilità, con attività, per esempio, di pet terapy per grandi e piccoli, orti e campi sociali per riabilitare ex detenuti o sostenere ragazzi e ragazze disoccupati». Il bando della Sottomisura 6.4 offre l’opportunità d’investire anche nella produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili, come anche servizi ricreativi a attività agrituristica. É stato volutamente aperto, spiega Di Gioia, per consentire agli imprenditori di avere a disposizione più tempo per ideare strategie prima di compilare l’Elaborato Informatico Progettuale.

Sin da questo momento è possibile presentare domanda di sostegno sul portale Agea. A riguardo ricordiamo alcune informazioni basilari: Beneficiari: agricoltori o loro coadiuvanti familiari qualora componenti di un’impresa familiare, in forma singola o associata. Sono ammessi al sostegno investimenti materiali e immateriali relativi alla: - Fornitura di ospitalità agrituristica - Fornitura di servizi socio-sanitari - Offerta di servizi educativi, ricreativi e didattici - Produzione di energia da biomasse quali residui colturali e dell’attività zootecnica, legno di risulta dalla gestione del bosco, sottoprodotti dell’industria agroalimentare, per una potenza massima di 1MW. Il contributo è pari al 50% della spesa ammessa a finanziamento. L’investimento, comprese le spese generali, non deve essere inferiore a 30.000 euro e non superiore a 400.000 euro. Risorse messe a disposizione con questo avviso: 20 milioni. Dotazione finanziaria complessiva a disposizione per la sottomisura 6.4: 70 milioni di euro. Il prossimo avviso per questa sottomisura sarà pubblicato nel 2019. Gli interventi devono essere localizzati nelle “Aree rurali con problemi di sviluppo (zone D)”, nelle“Aree rurali intermedie (zone C)” e nelle “Aree ad agricoltura intensiva specializzata (zone B)”.

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gricoltura

La fiera di Rimini sull’ortofrutta organizzata da Cesena Fiera

Macfrut Innovation Award, i premiati di Rino PAVONE

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ono 36 le innovazioni insignite del Macfrut Innovation Award  (Mia) 2017, il premio organizzato da Cesena Fiera e L’Informatore Agrario, insieme in partnership per il terzo anno consecutivo.  Innovazione, sostenibilità ambientale ed economica e miglioramento della qualità dei prodotti: sono i criteri con cui la commissione di esperti ha vagliato le oltre 80 candidature provenienti da aziende italiane e straniere nelle otto sezioni del premio: Sementi e cultivar per prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati, Agrofarmaci e fertilizzanti, Macchine e attrezzature per la coltivazione dei prodotti ortofrutticoli, Macchine e tecnologie per la selezione e per il confezionamento, Strutture e attrezzature per le colture protette, Packaging e materiali d’imballaggio, Logistica e servizi, IV e V gamma e servizi connessi. Complessivamente nove medaglie d’oro, 15 d’argento e 12 di bronzo che sono state consegnate in fiera, durante un evento di premiazione.   “Questo riconoscimento è la testimonianza diretta della capacità delle aziende di sapere innovare – ha affermato  Renzo Piraccini, presidente di Macfrut - di accettare la sfida del mercato globale da protagonisti. Innovazione e internazionalizzazione sono le chiavi di volta del sistema ortofrutticolo italiano: i due cardini su cui si fonda la 34esima edizione di Macfrut”. Per quanto riguarda la categoria “Sementi e cultivar per prodotti

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ortofrutticoli freschi e trasformati” l’oro è andato al Finger Lime (Consorzio Finger Lime), il “caviale di limone”; l’argento al pomodoro Isi 82313 F1 (Isi Sementi), alla nuova gamma di quattro pomodorini Billa, Sole, Morettino e Roar di Lamboseeds, e al pomodoro cuore di bue Zigone F1 di Top Seeds; medaglia di bronzo per la melanzana Lucilla F1 de L’ortolano.  Due premi per la sezione “Agrofarmaci e fertilizzanti”: argento per Stimox Plus e Stimox Mat (Scam) e bronzo per Spada Wg di Gowan. L’OliviaTrap, il “grande fratello” di Agronomics che monitora a distanza gli insetti infestanti delle piante da coltivazione, si è aggiudicato l’oro nelle “Macchine e attrezzature per la coltivazione dei prodotti ortofrutticoli”, categoria nella quale è stato premiato con l’argento il sistema “Deepfield Connect-Strawberry Monitoring” di Bosch.  Per le “Macchine e tecnologie per la selezione e per il confezionamento” il primo premio è andato a Malver (Turatti) e Unical 8.0  (Unitec), mentre sia Italo Base+ (G-tek) che la Calibratrice Sormatech (Sorma) hanno ricevuto la medaglia di bronzo.  Nella categoria “Strutture e attrezzature per le colture protette” sono stati premiati il Dispositivo mobile di coltivazione verticale (oro) di Metalserra, Growing (argento) di Cefla, BoxXland (argento) di Lucchini e Light Dna di Valoya (bronzo).  Il sistema Life+ di Ilip è l’unico oro della

sezione “Packaging e materiali d’imballaggio”, nella quale sono stati premiati anche le soluzioni Compact Pattern Labeller di Sinclair e Magic-Corner Top-X di Graziani. Otto premi per “Logistica e servizi”: oro al  Calibit  di Horticultural Knowledge e alla soluzione  WePickLockers  di Agromics; argento all’Icgene di Enbiotech e al Trattamento Aria per cella frigorifera con ozono di Multiossigen; bronzo al sistema Gelato PopApp di Ifi, Mr 2.0 Compact di Montini, ai Carrelli elevatori di Officine B e a 4Fruit di Synthesys.  Infine, nella categoria “IV e V gamma e servizi connessi” ha ricevuto la medaglia d’oro la patata prêt-à-manger Pronte per te, realizzata da Pizzoli. Cinque gli argenti: la Patata del Fucino Igp del medesimo Consorzio di tutela, Chicche di Natura di Apofruit, la rivoluzionaria indivia in formato snack di Snack di Lady Leaf, e i due prodotti di Zerbinati Burger’z Bio e Fruit&Veg Squeezy Snacks. Medaglia di bronzo, infine, per le Tisane dell’orto de L’insalata dell’orto e i Flan’Z, firmati Zerbinati.

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Incontri con Buyer esteri della GDO

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MacFrut 2017: a Rimini la Op ARCA FRUIT per promuovere la frutticoltura pugliesE

ergio Curci, il presidente:” Abbiamo aspettative alte su MacFrut. Siamo qui per valorizzare le nostre eccellenze frutticole che stiamo distribuendo a 200.000 alunni in 5 regioni per il programma Frutta nelle scuole” Anche Arca Fruit (padiglione D5, stand 011) alla edizione 2017 di MacFrut, la Fiera internazionale dell’ortofrutta aperta quest’oggi nei padiglioni fieristici di Rimini dal vice Ministro delle Politiche Agricole, Andrea Olivero. A questa edizione che chiuderà i battenti il 12 maggio e che ha numeri da record - 1100 espositori, uno su quattro dall’estero, 8 padiglioni su un’area di 50mila metri quadrati, 1200 buyer invitati, Cina Paese partner e Basilicata regione partner – parteciperà anche la OP presieduta da Sergio Curci che, sulla presenza a Rimini, punta molto. “Le nostre aspettative sono molto alte- dice Sergio Curci la cui OP è la più grande OP ortofrutticola della provincia di Bari e Barletta-AndriaTrani. Abbiamo scommesso molto su questo evento soprattutto in questa fase della campagna di raccolta delle nostre principali colture frutticole. A Rimini presentiamo i numeri della nostra realtà associativa, i nostri programmi, i nostri risultati di rilievo nazionale come la partecipazione, essendoci aggiudicati due lotti in 5 regioni italiane, al programma Frutta nelle Scuole in corso in queste settimane e che coinvolge 200.000 alunni. Qui stiamo seminando contatti e rapporti per valorizzare ulteriormente le nostre colture di punta: ciliegie, uva da tavola, albicocche, fichi e verdure. Illustriamo così i nostri punti di forza pro-

duttivi e la nostra strategia di promozione e valorizzazione a tutto vantaggio dei produttori nostri associati che possono così esporre in vetrine autorevoli le rispettive produzioni”. Le aspettative di Curci sono le stesse aspettative dell’ortofrutta italiana, confermate dai dati positivi di Ismea diffusi ieri. Secondo Ismea infatti nel 2016 l’ortofrutta ha visto crescere tutti i principali indicatori: l’export del 4,7%, la spesa delle famiglie italiane dell’1%, il valore agricolo prodotto a circa 13 miliardi di euro, che raggiunge il 28% del valore della produzione agricola italiana. Nel periodo 2012-16 poi la superficie nazionale dedicata alla coltivazione di ortaggi e frutta è aumentata di 25 mila ettari, attestandosi su 1,13 milioni di ettari. Nello stand 11 del padiglione D5 è dunque visibile il risultato di uno dei punti di forza dell’ortofrutta pugliese, la cerasicoltura che nella regione ha, nel

nord barese, tra Bisceglie, Trani, Corato e Ruvo, e nell’area del sud barese, tra Conversano, Putignano e Turi, i suoi poli produttivi da primato nazionale, ovvero il 40% del totale italiano. In vetrina a Rimini vi è dunque la ciliegia prodotta dai soci di Arca Fruit, tra i quali anche quelli della cooperativa agricola La Biscegliese, quasi un centinaio di produttori. “L’andamento della campagna di raccolta - spiega Tommaso Mastrototaro, presidente della cooperativa socia di Arca Fruit - è a rilento per via delle temperature che scendono di notte e dunque la maturazione è graduale. La produzione qui è sui soliti livelli di qualità per le nostre primizie come la Bigarò e la Giorgia. Le quotazioni all’ingrosso sono accettabili e si stabilizzeranno con l’avanzare della campagna di raccolta del prodotto negli agri di Bisceglie e Trani dove i nostri soci coltivano ciliegie su oltre 100 ettari di superficie agricola”.

Con amici produttori siciliani

A Macfrut anche Rizzoli, arbitro della finale dei Mondiali

A

nche l’arbitro della finale dei Mondiali di calcio del 2014 Nicola Rizzoli  era al Macfrut, nel giorno del “fischio d’inizio” della rassegna. “Sono venuto a trovare amici produttori della Sicilia ha dichiarato - comincio a entrare in punta di piedi in questo ambito, per ora non nell’ortofrutta: ho aperto una

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società di import-export alimentare dedicata al settore ittico, dalla Spagna all’Italia”. Il fischietto internazionale bolognese, il più noto degli arbitri italiani, si è soffermato sull’importanza di frutta e verdura nella sua alimentazione: “Ho una dieta molto varia, la frutta e verdura la fanno da padrone. Mi tie-

ne in linea e mi consente di correre in campo dietro a ragazzini di 20-25 anni, cosa non semplice quando ne hai 45”. Infine un consiglio ai giovani: “E’ fondamentale studiare: se si conoscono le proprietà salutiste di frutta e verdura si è poi consapevoli della loro importanza. Una volta informati non si smette più”.

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Vediamo come combatterla

La Fillossera della vite sta preoccupando diversi areali viticoli europei La seconda metà dell’800 fu un’epoca particolarmente sfortunata dal punto di vista agricolo. Da un lato la peronospora della patata aveva causato una carestia da un milione di morti, dall’altro anche la viticoltura stava subendo pesanti attacchi di nuovi patogeni e parassiti, giunti anch’essi, come la Phytophtora delle solanacee, tramite i primi commerci intercontinentali di colture e derrate alimentari. Fra i parassiti che falcidiarono le vigne ve n’è uno che ancora oggi viene ricordato come il flagello, ovvero la Fillossera, conosciuta dagli entomologi anche con il nome di Daktulosphaira vitifoliae, apparentata con gli afidi. Se nelle viti americane attacca solo le parti epigee, essendo quelle varietà resistenti a livello radicale, in quelle europee è in grado di devastarne gli apparati ipogei portando a morte le piante. Per tale motivo si affermò presto l’uso di innestare le viti europee su piede americano, tollerante.

Comparso nel Vecchio Continente a cavallo del 1860, in Inghilterra,il parassita si diffuse velocemente in altri paesi, trovando quali prime vittime eccellenti i vigneti francesi. In Italia la sua presenza venne accertata con sicurezza solo nel 1879, fra il Comasco e il Milanese. Già nel 1931 era ormai presente in quasi tutta Italia, causando la perdita di un quarto degli oltre quattro milioni di ettari allora presenti nel Belpaese.Se quindi a cavallo del XIX e del XX secolo era stata una benedizione per le regioni meridionali italiane, Puglia e Campania in primis, le quali inviavano Oltralpe treni di mosti atti a sostituire le perdite francesi, entro pochi decenni la Fillossera aveva portato anche

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nello Stivale le sue nefaste presenze. Diverso peraltro appare il comportamento del parassita sulle piante colonizzate, ove a seconda della generazione durante l’anno possono verificarsi o meno manifestazioni galligene sulle foglie, tanto da far pensare che si tratti di razze differenti e fra loro poi ibridatesi. Il ritorno della Fillossera - Dopo anni di assoluta dimenticanza la Filossera della vite preoccupa nuovamente il mondo viticolo. L’afide ha fatto la sua ricomparsa in maniera sempre più accentuata in molti areali italiani. A rischio potrebbe esserci la tolleranza dei portinnesti americani, anche grazie ai cambiamenti climatici.

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Secondo i ricercatori dell’università di Vienna, dopo decenni in cui si è data la Fillossera per “decaduta” come parassita, pare che in Europa questa stia riguadagnando areali e stia facendo capolino in modo preoccupante so-

prattutto in prossimità di vigneti trascurati o addirittura abbandonati, con i portinnesti che offrono al parassita nuovi habitat da cui diffondere facilmente anche per via fogliare.

Sitemeinoltrecheiportinnestiamericani,finoaoggitolleranti,possano risultare sempre meno efficaci,forse a causa anche dei cambiamenti climatici.Se dovessero cedere tali portinnesti, l’espansione della Fillossera causerebbe nuovamente perdite di produzione troppo presto dimenticate. La lotta chimica - Mettere a punto nuove varietà

di portinnesti tolleranti è processo lungo, laborioso e non sempre soddisfacente. Come pure la lotta tramite nematodi, funghi e batteri pare fornire risultati parziali. La lotta chimica al parassita sta quindi divenendo una prassi abituale in alcune situazioni di campo.

Fra le soluzioni insetticide si evidenzia Epik SL. A base di acetamiprid, il prodotto risulta al contempo efficace contro la Fillossera e selettivo verso i pronubi e altri artropodi utili, fatto che lo rende unico disponibile in Italia per le applicazioni di campo in pre-foritura. Il momento ideale per l’applicazione è il raggiungimento da parte della vite di germogli lunghi almeno dieci centimetri, momento che a seconda dell’andamento climatico e della zona si posiziona indicativamente tra la fine di aprile e la metà di maggio.

Le dosi sono comprese fra 1,5 e 2 litri per ettaro,adottando la dose inferiore su impianti di vite giovani e ancora poco sviluppati e la dose superiore su impianti maturi. L’indicazione prevalente risulta quindi essere di due litri per ettaro, da applicarsi alla comparsa delle prime galle.

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Epik SL è peraltro già ampiamente utilizzato con successo su vite per il controllo di altri insetti chiave, come per esempio Scafoideo, Drosophila suzukii, Tripide della vegetazione e Cocciniglia farinosa.

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gricoltura

CON PSR E PAC IDEE SEMPRE PIU’ GREEN IN PUGLIA

PRESENTATA APP TERRAINNOVA PER IMPRESE GIOVANI E ‘SMART’

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olto attenti all’informatizzazione applicata, per rendere più efficace ed efficiente la commercializzazione dei prodotti, la contabilità e la comunicazione esterna, i giovani imprenditori agricoli pugliesi scelgono già in prima battuta di avviare l’attività facendo ricorso ai finanziamenti pubblici (73%), soprattutto utilizzando le misure del Piano di Sviluppo Rurale (primo insediamento 68%) e gli aiuti PAC (45%). E’ il ritratto emerso nel corso dell’incontro interregionale organizzato a Bari da Coldiretti per giovani e non più giovani imprenditori agricoli di Puglia e Basilicata, nel corso del quale è stata presentata la app TerraInnova, applicazione scaricabile su dispositivi mobili Android (Google Play) e IOS (App Store), rivolta alle aziende agricole che già operano, ai giovani che intendono avvicinarsi al settore agricolo, e a tutti gli altri operatori del mondo agricolo a vario titolo interessati. “L’App intende informare le imprese sulle opportunità generate dalla Politica agricola comune – ha spiegatoStefano Leporati, Responsabile Politiche Comunitarie della Coldiretti nazionale con particolare riferimento allo Svilup-

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po rurale. Gli agricoltori sono avvisati in tempo reale, attraverso specifiche notifiche push, della pubblicazione di nuovi Bandi della propria regione, con una breve sintesi sulle opportunità di finanziamento offerte. Un meccanismo a “semaforo” consente, inoltre, di monitorare le scadenze dei bandi. Tramite l’App TerraInnova, inoltre, gli utenti possono visualizzare e monitorare l’andamento dei prezzi dei prodotti agricoli di proprio interesse, rilevati sui mercati all’origine dalla rete di rilevazioni Ismea e le quotazioni sono riferite al prezzo medio del prodotto declinato per varietà, caratteristiche e condizioni di vendita”. Gli agricoltori pugliesi in erba ritengono che l’accesso al credito bancario (40%) e l’adeguamento alle norme sanitarie, alle normative per il benessere animale e alla condizionalità (35%) siano i principali ostacoli al pieno sviluppo delle proprie attività imprenditoriali. Per questo chiedono maggiori garanzie per l’accesso al credito bancario e una più adeguata formazione. Il 67% dei giovani imprenditori agricoli boccia la Regione Puglia sulla politica ambientale, denunciando la condotta rispetto alla difficile vertenza dell’IL-

VA e l’aggressione che il territorio sta subendo a causa delle foreste di pali eolici. Buono il giudizio sul sostegno dato dalla Regione Puglia alle start up innovative (58%). “Con l’avvio dei bandi previsti dai piani di sviluppo rurale – ha detto il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele  - oltre 2200 agricoltori pugliesi in erba otterranno un sostegno per la ristrutturazione o l’ammodernamento delle loro aziende. Più di 1700 aziende agricole riceveranno sostegni per la partecipazione a regimi di qualità, a mercati locali e filiere corte, potendo investire nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli. Abbiamo di fronte una occasione forse irripetibile per sostenere il grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana e la competitività delle impese, ma occorre un dialogo costruttivo con la pubblica amministrazione per rendere più agevole e veloce l’accesso alle misure previste. Per questo con la APP TerraInnova abbiamo messo in condizione tanti giovani e non solo di essere costantemente aggiornati sui bandi in uscita e sulle reali possibilità di finanziamento”.

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groalimentare

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Sette incontri tecnici e tematici

A Bari la Food Management School

i chiama Food Management School la nuova iniziativa rivolta alle imprese agroalimentari che vorranno confrontarsi con addetti ai lavori ed esperti del settore sugli approcci manageriali e scoprire soluzioni informatiche ad hoc che rendono più efficienti i processi di produzione, trasformazione e vendita, e contribuiscono a ridurre, se non ad abbattere, i costi di gestione. Si tratta di un percorso di sette incontri tecnici e tematici, organizzati da Sud Sistemi, azienda di Bari specializzata in soluzioni software a supporto della gestione aziendale, in collaborazione con Csad - Centro Studi Ambientali e Direzionali, che si svolgeranno nell’arco di quest’anno. Si parlerà di tracciabilità ed etichettatura alimentare, registri telematici SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), soluzioni per le vendite tra aziende (business to business), contratti con la Grande Distribuzione Organizzata e la forza vendite, gestione di apparecchi in comodato per la ristorazione, e di comunicazione digitale tra

clienti, fornitori e piattaforme logistiche. Il primo appuntamento, dal titolo “Tracciabilità e rintracciabilità nella produzione di alimenti”, si è tenuto lo scorso 10 maggio al Centro Futura presso il Parco Due Giugno (ingresso via della Resistenza) di Bari. Quello dei processi di tracciabilità alimentare è un argomento caro non soltanto ai consumatori ma anche ad aziende agroalimentari di qualsiasi dimensione. Perché la qualità del prodotto e la sicurezza alimentare sono ormai dei must per ogni impresa che produce e immette sul mercato un articolo alimentare. A intervenire al primo workshop della Food Management School sono stati Matteo Milanese, docente CSAD Master Certificazione e Filiere del Settore Agroalimentare, che ha parlato della normativa europea sulla tracciabilità dei prodotti alimentari, Stefano Cucurachi, responsabile Sviluppo Mercato di Aenor Italia, che ha spiegato l’impatto della direttiva sui processi aziendali, e Gianni Iannotta, consulente gestionale Sud Sistemi, che ha illustrato le tec-

nologie informatiche a supporto. L’incontro si è concluso con il racconto di un case study a cura di Domenico Persia, responsabile Logistica di De Salvo - DERADO di Matera. La partecipazione agli incontri della Food Management School è gratuita. Iscrizione online alla pag. web http://www. sudsistemi.eu/sito/eventi-news/249-registrazione-food-management-school.html - Per maggiori info: www.sudsistemi.it.


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groalimentare

Comunicazione e giornalismo

“Food a Sud”, conversazioni enogastronomiche

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a prima rassegna ”FOOD A SUD – Conversazioni sulla comunicazione enogastronomica”, dedicata alla comunicazione e al giornalismo sui temi del cibo e del vino e alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare di qualità è andata in scena gli scorsi 12 e 13 maggio presso le Officine Cantelmo di Lecce (Viale M. de Pietro, 12): una vera e propria full immersion dedicata ad uno degli asset principali della regione Puglia. Organizzata dall’associazione “Food a Sud”, l’Ordine dei Giornalisti di Pu-

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glia e l’Istituto capofila Ipseo Aldo Moro di Santa Cesarea Terme col contributo della Regione Puglia- Assessorato all’Istruzione, e il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e del Comune di Lecce, la rassegna ha visto la partecipazione di nomi importanti del settore: a tenere a battesimo l’edizione numero 1 della rassegna sono stati infatti Marcella Gabbiano, giornalista di Repubblica, Marcello Masi, giornalista e conduttore “I Signori del Vino” e “Linea Verde” Rai 1, Paola Sucato, blogger ed esperta di comunica-

zione, ed Enzo Vizzari, giornalista e direttore delle Guide de L’Espresso; relatori della due giorni conclusiva di un progetto che non a caso ha voluto iniziare il suo cammino in alcuni istituti alberghieri di Puglia in cui giornalisti di settore hanno tenuto lezioni di comunicazione enogastronomica. I corsi della due giorni che si è svolta a Lecce hanno garantito crediti formativi per i giornalisti, ma sono stati aperti anche agli studenti dei laboratori e a tutti gli addetti ai lavori del settore enogastronomico.

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Dalla ricerca una formula migliorata

Valagro presenta il nuovo RETROSAL®

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alagro, azienda leader nella produzione e commercializzazione di biostimolanti e altre specialità nutrizionali, presenta il nuovo  RETROSAL®  con una  formulazione potenziata: oltre al Calcio che favorisce la dispersione delle particelle di sodio e ristabiliscono le ottimali condizioni fisiche e chimiche del suolo, il nuovo RETROSAL® è arricchito con uno specifico pool di ingredienti attivi in grado di migliorare la nutrizione delle colture in condizioni di stress salino aiutandole a rimanere vigorose, a vantaggio di una produttività più elevata e di migliore qualità. La  nuova formulazione di RETROSAL®  nasce da GeaPower (GEA 216), l’esclusiva piattaforma tecnologica di Valagro fondata sulla combinazione di metodologie di indagine all’avanguardia. In particolare l’efficacia del nuovo RETROSAL® è testimoniata da prove di genomica e di fenomica su colture sensibili allo stress salino condotte in collaborazione con alcuni tra i migliori centri di ricerca a livello internazionale, come l’Università degli Studi di Milano e il Centro di Ricerca Agrobios (Matera) che ha collaborato in particolare alle indagini in campo fenomico. Inoltre, a supporto di queste metodologie, è stata utilizzata per la prima volta la piattaforma di microphenotyping messa a punto dal team di R&D di Valagro: l’utilizzo di questa tecnologia ha messo in evidenza un consistente incremento di biomassa nelle piante trattate con il nuovo RETROSAL® confermando l’effetto biostimolante su piante in condizioni di stress salino. Infine, il lancio del RETROSAL® è stato preceduto da un rigoroso percorso di prove in pieno campo condotte con la collaborazio-

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ne dei migliori centri sperimentali del mondo (84 prove in 6 Stati differenti), su colture orticole come pomodoro, lattuga, melone e peperone, e colture frutticole come fragola e drupacee, in condizioni di elevata salinità del suolo. In particolare per quanto riguarda l’Italia, l’accumulo di sali nel suolo si osserva in diverse regioni, con una superficie interessata pari a circa 400.000 ettari. La salinità limita la produzione delle colture più sensibili a tale condizione, come il ciliegio, il pesco, gli agrumi, il melo, i cetrioli, i pomodori, ecc. La salinizzazione dei suoli rallenta la crescita delle piante, in quanto limita la loro capacità di assorbire l’acqua, provoca squilibri nutrizionali e induce fenomeni di tossicità. L’adozione di buone pratiche agronomiche accompagnate dall’uso di biostimolanti specifici possono migliorare la produttività delle colture e proteggerle dallo stress. Rita Basile, Product manager Farm di Valagro: “Quello della salinizzazione è un problema che affligge una larga parte delle superfici coltivabili, con conseguenze negative sulla produttività agricola. E’ stato stimato, infatti, che entro i prossimi 25 anni la salinizzazione causerà la perdita del 30% degli attuali terreni agrari, valore destinato a salire fino al 50% entro il 2050. Se pensiamo che l’agricoltura, di contro, è chiamata ad essere sempre più produttiva per rispondere alla domanda di cibo della popolazione mondiale, in aumento esponenziale, possiamo comprendere la portata innovativa di Retrosal e della sua nuova formula.  In linea con l’obiettivo di Valagro di mettere il meglio della ricerca scientifica al servizio delle esigenze di produtti-

vità sostenibile in agricoltura, il nuovo RETROSAL®, può aiutare gli agricoltori ad ottenere raccolti più abbondanti e di migliore qualità in condizioni di elevata salinità dei suoli, e quindi garantire loro un più elevato ritorno di investimento.” Numerosi sono gli eventi in programma per la presentazione del nuovo RETROSAL®, segno questo della volontà del Gruppo Valagro di ascoltare le esigenze dei suoi clienti e di soddisfarle al meglio attraverso un’offerta sempre più ampia di soluzioni innovative e sostenibili. In particolare in Italia il nuovo RETROSAL® sarà presentato in occasione di alcuni incontri destinati a tecnici e principali distributori.

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L’arrivo ad Alberobello e la Molfetta – Peschici

Centenario Giro d’Italia, Puglia in vetrina

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a provincia di Bari e la Puglia si sono tinte di rosa in occasione del Giro d’Italia: i trulli di Alberobello e il Duomo di Molfetta, gli storici trabucchi foggiani di Peschici e tante altre città pugliesi (Trani, Bisceglie etc) hanno avuto un’esposizione globale che pochi altri eventi come il Giro d’Italia del Centenario potevano garantire. Alcune numeri che hanno fatto da “corollario” alle due tappe pugliesi: - 194 nazioni collegate nei cinque continenti - trasmissione su 22 network televisivi (fra cui 19 in diretta) - Grandi ascolti su tv italiana : Circa 2 milioni di telespettatori (Rai più Eurosport) media per le due tappe pugliesi pari a circa il 20% di share - Ospitati ciclisti ed intera equipe

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delle squadre più molti familiari (oltre un migliaio di cittadini “mondiali” e con possibilità di tornare in Puglia per vacanza o altro) - Ospitati sponsor e aziende “compagne di viaggio” (46 partner commerciali) - 1600 rappresentanti dei media (internazionali, nazionali e locali) accreditati A questi bisogna aggiungere i numeri “social” (il profilo Twitter del Giro raggiunge le oltre  19,5 milioni  di visualizzazioni dei tweet, l’hashtag #Giro100 molto utilizzato anche da squadre e corridori è nei trending topic ogni giorno durante la diretta della tappa, totalizzate oltre  4,5  milioni di visite sul sito giroditalia.it, su Facebook superato il milione di fans, con una reach settimanale che supera i 7 milioni in tutto il mondo).

“La competizione globale – dichiara il governatore pugliese Michele Emiliano  – non è individuale, ma è una competizione di squadra, dove esiste sì un vincitore, ma dove ci sono poi tanti altri soggetti che concorrono a quella vittoria e che da quella vittoria ottengono un risultato. Il ciclismo rappresenta questa idea della competizione globale: vince uno solo, ma dietro quella vittoria c’è una squadra, c’è collaborazione, c’è intuito. Noi abbiamo “utilizzato “ il Giro perchè è un mezzo di comunicazione straordinario, per mostrare al mondo intero le nostre bellezze. Inoltre investire come ha fatto la Regione Puglia su un’attrazione di marketing legata al ciclismo è una scelta che mira anche a sollecitare la comunità a un diverso modello di mobilità”.

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gricoltura

“Favolosa “ anche nella lotta alla “Fastiadiosa”

CNR: La giovane cultivar italiana resiste al patogeno

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di Paola DILEO

entre il batterio “xylella fastidiosa” continua la sua inarrestabile corsa oltre il leccese, minacciando le colture olivicole brindisine e tarantine, la ricerca sembra aprire uno spiraglio di luce e di salvezza per un territorio intaccato gravemente nella sua biodiversità con notevoli ripercussioni sulla economia, sull’occupazione e sul paesaggio: secondo le stime di Coldiretti il danno ammonterebbe a 1 miliardo di euro. è in questo scenario infausto che giunge una risposta promettente dal fronte della ricerca. In particolare trattasi di uno studio sulla resistenza al batterio di alcune cultivar di olivo portate avanti dall’Istituto per la Protezione, la Sostenibilità delle piante e del CNR, unitamente all’Università di Bari e al Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura “Basile – Caramia”. Un rapporto che oltre a confermare la capacità di arrestare il batterio della

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cultivar Leccino, evidenzia per la prima volta “sorprendenti” effetti di resistenza anche della cultivar FS17, all’estero nota come “Favolosa”. Cultivar italiana al 100%, mix tra la varietà Frantoio (originaria del tarantino) e l’Ascolana Tenera. La “Favolosa” così battezzata dal suo inventore, il prof. Giuseppe Fontanazza (massimo esperto della selezione genetica degli ulivi ed ex direttore dell’Istituto di Ricerca per l’Olivicoltura del CNR) è il risultato di un tentativo d’incrocio dei semi di ulivo per innovare la dotazione di cultivar , come peraltro accade per la frutticoltura. Sembra infatti che gli organismi geneticamente giovani abbiano un sistema di autodifesa più forte dai patogeni come la

xylella fastidiosa, rispetto alle varietà più antiche. Recentemente anche l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, consulenza scientifica della CE) ha pubblicato un lavoro di ricerca in linea con quelli del CNR sulla tolleranza alla xylella delle cultivar Leccino e Favolosa. “Questa scoperta – ha dichiarato il presidente del CNR Massimo Inguscio – rafforza la speranza di salvare l’olivicoltura , ora gravemente minacciata nelle aree interessate dal batterio, ed è l’ulteriore dimostrazione del contributo che il CNR , impegnato in prima linea, sin dalla identificazione del patogeno, sta dando alla ricerca soluzioni concrete, di grande impatto sull’economia e la salvaguardia del

territorio”. “Sono attualmente circa 300 le cultivar di ulivo in sperimentazione, numero non esaustivo, ma certamente significativo rispetto all’ampiezza del germoplasma olivicolo mediterraneo – evidenzia Francesco Loreto direttore del dipartimento di Scienze Bioagroalimentari del CNR. Una ricerca in cui nutrono grandi speranze non solo gli olivicoltori italiani e di tutti i paesi del Mediterraneo, ma anche del Nord Africa, Sud Africa, finanche Argentina, Cile e Australia. Intanto , i vivai licenziatari della “Favolosa” direttamente controllati dal CNR sono solo tre: uno a Perugia, uno a Randazzo (Sicilia) e l’altro a Terlizzi.

Errata Corrige Ci scusiamo con i lettori e con la dott.ssa Laura dell’Erba per alcuni errori di trascrizione dati nell’articolo “Shiitake e Pleurotus : la coppia fungina miracolosa per la salute” pubblicato sul n. 8 di FOGLIE alle pag. 26-27. Seguono correzioni - Resti mummificati di Ozti vissuto 3100-3300 a. C …. - Geroglifici di 4600 anni fa…. - Le cinesi che consumano g10/die funghi pleurotus ostreatus ….. N° 9 - 15 MAGGIO 2017

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groalimentare

Legame con territorio, stagionalità e ampliamento dell’offerta

Auchan Italia rivoluziona il reparto ortofrutta

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uchan Retail Italia rivoluzione il settore dei freschissimi e parte da frutta e verdura con il nuovo  Progetto ortofrutta Auchan. Una trasformazione che guarda con ancora più attenzione alla freschezza dei prodotti, al legame col territorio, alla stagionalità e a un ampliamento dell’offerta seguendo i binari della qualità e la volontà della catena di essere “promotori del buono, sano e locale”. A tracciare la nuova rotta seguita dall’insegna della grande distribuzione organizzata è   Davide Marcomin, direttore Freschissimi di Auchan Retail Italia: “Siamo partiti dall’ortofrutta, reparto strategico con un’alta frequenza di acquisto, nella logica del fresco ogni giorno, e in cui ci sono le più alte aspettative di freschezza, qualità e convenienza da parte dei clienti, con una crescente attenzione N° 9 - 15 maggio 2017

da parte del consumatore - spiega Marcomin - Abbiamo ricostituito la filiera Auchan con prodotti 100% italiani e solo di stagione; nella marca del distributore (Mdd) abbiamo puntato anche sul biologico 100% Made in Italy, con tutti i rischi annessi, ovvero potremo avere periodi dell’anno in cui alcune referenze bio potrebbero non essere presenti. In tutto il reparto ortofrutta promuoviamo la stagionalità dedicando ai prodotti di stagione un assortimento più ampio, con una quota importante di localismi”.  Nei punti vendita delle Marche, ad esempio, si troverà il carciofo di Jesi, mentre in Puglia quello di Brindisi.  A tutela degli aspetti etici, dalla coltivazione allo scaffale, vi è una relazione di partnership diretta con i fornitori selezionati.  Esotico,  frutta secca  e  legumi sec-

chi sono stati sviluppati per accompagnare i nuovi trend. “Abbiamo lavorato sul mercato dell’esotico aumentando l’assortimento in esposizione, puntando sulla scelta e la varietà qualitativa più che sulla leva di prezzo – spiega ancora il manager – Inoltre, abbiamo selezionato fornitori per ampliare l’assortimento a marchio Auchan per frutta secca, legumi scelti, IV e V gamma”.  La rivoluzione partita dal reparto ortofrutta continuerà poi nei prossimi mesi toccando anche gli altri reparti e coinvolgendo in questo percorso gli specialisti di Auchan Retail Italia in un percorso di formazione. Obiettivo, sensibilizzare anche i collaboratori della catena all’importanza dei prodotti  Dop  e  Igp, valorizzando la riconoscibilità delle eccellenze italiane.

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FOGLIE n.9/2017  

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE

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