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Agricoltura • Agroalimentare • Turismo RURALE

attenti al redditometro

Corte di Cassazione: rettifica della dichiarazione se il tenore di vita non è congruo

agricoltura

Il bilancio agricolo dopo la morsa di gelo e neve Attivo dal 9 gennaio “l’arbitro” per risolvere le controversie finanziarie agroalimentare

Legge di stabilità 2017: 229,6 € di risparmi/investimenti stimati per aziende pugliesi

N° 1 • 15 GENNAIO 2017


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ditoriale

IL BILANCIO AGRICOLO DOPO LA MORSA DI GELO E NEVE 15 gennaio 2017 - n. 1 - Anno 12

Quindicinale di Agricoltura Agroalimentare Turismo RURALE

Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice

G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione G.Ed.A. Giovani Editori Associati Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Paola Dileo, Nica Ruospo, Rino Pavone, Donatello Fanelli Pubblicità G.Ed.A Rino PAVONE r.pavone@foglie.tv 380 6328672 Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264 Iscritta al Registro Operatori Comunicazione ROC n.26041 TESTATA GIORNALISTICA ACCREDITATA

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a straordinaria morsa di neve e gelo che ha attanagliato la Puglia porta con sè un bilancio fatto di aziende isolate, consegne di latte ed ortaggi bloccati, animali morti. Nelle province di Taranto e Foggia si sono registrati i casi più allarmanti. Strade provinciali tra Corato, Altamura e Poggiorsini completamente bloccate per cui gli agricoltori hanno allertato la protezione civile. L’isolamento delle strade di campagna ha comportato il blocco delle consegne quotidiane di latte ed il rifornimento di ortaggi e altri generi alimentari. Sul territorio di Laterza le aziende agricole e zootecniche nelle contrade Cadile, La Quarta e Ninni sono rimaste senza corrente elettrica per ore mentre sempre a Laterza nell’azienda Colacicco il crollo di una  pensillina a causa del peso della neve ha causato la morte di 5 bovini. A Mottola le temperature rigidissime hanno ghiacciato le condotte di acqua, indispensabili  per abbeverare gli animali. Ad Altamura è caduto oltre 1 metro di neve rendendo impraticabile la

viabilità, mentre gravi disagi per le forti raffiche di vento hanno interessato le zone dai Monti Dauni al Gargano. In provincia di Lecce è a rischio la produzione di patate novelle perché gli speciali impianti di irrigazione delle serre realizzati a Ugento sono saltati per via delle gelate. Così come sono a rischio crollo le serre dei fiori a Leverano che sono state seriamente a rischio sotto il peso di neve e ghiaccio. Nella zona orientale della provincia di Taranto gli agricoltori si sono organizzati con i loro mezzi pulendo le strade e creando percorsi “alternativi” per raggiungere le aziende e farsi raggiungere dai raccoglitori di latte. Intanto, nelle campagne gli ortaggi invernali in pieno campo risultano bruciati dal gelo e si registra una impennata dei costi di riscaldamento delle serre e delle stalle. Infine gravi disagi per agrumeti, per i vigneti di uva da tavola e per diverse aziende zootecniche isolate con problemi per la collocazione del latte: solo nei prossimi giorni la quantificazione dei danni potrà essere fatta con precisione.


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ommario

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editoriale

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MALTEMPO IN PuGLIA Gelo e neve: il bilancio agricolo

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agroalimentare

AGRICOLTURA

13 NuOVA LEGGE SU CAPORALATO

20 CONTROVERSIE FINANZIARIE

22 redditometro agricolo

Confronto pubblico a Rutigliano

Dal 9 gennaio l’arbitro per risoverle La sentenza della Cassazione

rassegna stampa

24 DAL FATTO QUOTIDIANO’

Rapporto agricoltura / banche

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AGROALIMENTARE Resiste alla crisi l’artigianto alimentare

PRODUZIONI DA LATTE Convegno a Gioia del Colle

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EXPORT PUGLIESE Connessione Italia - Grecia LEGGE DI STABILITA’ 2017 A favore di Piccole e Media Imprese

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Frantoi italiani Albo regionale dei Maestri Oleari MANDORLO Presentazione volume a Villa Morisco consumi alimentari Lo studio della Coop

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turismo rurale

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CARNEVALE Associazioni alla ricerca di finanziamenti maratone delle cattedrali Al via la terza edizione


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groalimentare

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Il numero delle imprese dell’artigianato alimentare rimane pressoché inviato

L’agroalimentare resiste alla crisi

’agroalimentare resiste alla crisi ed il numero delle imprese dell’artigianato alimentare rimane pressoché inviato. In Puglia, il settore dell’artigianato alimentare conta 6.510 imprese tra pasticcerie, panifici, pastifici, distillerie, laboratori per la lavorazione di prodotti lattierocaseari, carni, frutta, ortaggi, pesce, oli, grassi vegetali ed animali. E’ quanto emerge da un’indagine del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia. In particolare, il comparto più consistente è quello che raggruppa pasticcerie, panifici e gelaterie con 3.185 imprese, pari al 48,9 per cen-

to del totale. Seguono i locali che vendono cibi da asporto. Ce ne sono 2.236. Rappresentano il 34,3 per cento del dato complessivo. Le ditte che lavorano prodotti lattiero-caseari sono 373, cioè il 5,7 per cento del totale. I pastifici sono 314 e rappresentano il 4,8 per cento. Le aziende che producono oli, grassi vegetali e animali sono 89, mentre quelle che fanno tè, caffè, cacao, condimenti e spezie 62. Sono 50 le distillerie e le birrerie, 45 le imprese che trasformano le granaglie, 59 quelle che lavorano frutta, ortaggi e pesce. Appena 20 quelle che si occupano della prima fase di macellazione delle carni. Ci sono, poi, altri 77 produttori alimentari. «I dati elaborati dal nostro Centro studi regionale – spiega Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – confermano la solidità del settore agroalimentare pugliese, in grado di resistere brillantemente alla prolungata crisi

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economica ed alla stagnazione dei consumi interni. Ciò è soprattutto merito di tanti piccoli imprenditori ed artigiani che sono riusciti a coniugare tradizione ed innovazione,

del patrimonio culturale nazionale. Un vero e proprio tesoro che, come Confartigianato, siamo impegnati a difendere da contraffazioni, frodi e violazioni di legge: pericoli che cre-

legame con il territorio e apertura con i nuovi mercati”. Secondo Sgherza, «sono moltissimi i consumatori, non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia e nel mondo, che premiano il “Made in Puglia” alimentare, forte di ben 251 dei suoi prodotti annoverati all’interno

scono esponenzialmente in prossimità delle feste. Eppure – aggiunge – si può fare ancora di più. È sempre maggiore l’attenzione alla genuinità degli alimenti ed alle loro caratteristiche: gli artigiani dell’alimentazione non possono cullarsi sugli allori, ma devono continuare

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ad investire al fine di conservare e migliorare questo primato. Proprio in questi giorni – sottolinea il presidente – sono entrate in vigore le disposizioni comunitarie

mo di un’attenzione e di una cura che qualificano ulteriormente l’eccellenza del proprio lavoro». La Puglia conta 251 prodotti agroalimentari tradizionali, pari al 5,1 per

dall’Unione europea ed il nostro paese è al primo posto tra i 27 paesi europei che hanno ottenuto tali riconoscimenti, davanti a Francia (237 prodotti di qualità), Spagna

in materia di etichettatura nutrizionale. Al di là degli obblighi, il fatto di garantire ai propri clienti un’informazione approfondita e completa sul contenuto dei prodotti anche sotto il profilo nutrizionale è sinto-

cento del totale nazionale (4.965). Quelli di qualità sono 18 sul totale italiano. In Italia si contano 288 prodotti agroalimentari di qualità a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti

(193), Portogallo (137) e Grecia (104) e vantiamo oltre un quinto (21,3 per cento) del totale dei prodotti di qualità europei censiti al 9 novembre 2016.

N° 22 - 15 DICEMBRE 2016

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groalimentare

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Nella sala convegni dell’Hotel Svevo di Gioia del Colle

Scenari e opportunità per le produzioni lattiero casearie tipiche di Qualità Puglia

’Unione Europea ha sancito l’obbligo di adottare l’etichetta per la tracciabilità di latte e derivati a partire dal 1° gennaio 2017. La discussione su “Qualità Puglia” Produzioni Lattiero Casearie di Qualità dopo il 1° gennaio 2017”, tenutasi lo scorso 16 dicembre nella sala convegni dell’Hotel Svevo di Gioia del Colle, è partita da qui, dalla necessità per le aziende pugliesi di distinguersi e distinguere i prodotti di qualità. Dopo il saluto di Donato Lucilla, sindaco di Gioia del Colle, si sono avvicendati i relatori Tommaso Giannico, presidente della cooperativa Parco Murgia Latte OP Latte, Michele Faccio, Docente del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari, Vito Nicola Savino, presidente Fondazione ITS Agroalimentare Puglia e coordinatore Agri-Polo, Vito Laterza, responsabile organizzativo e commerciale della Cooperativa Parco Murgia OP

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Latte, moderati da Marco Mangano, vicepresidente Agap (Associazione Giornalisti Agricoltura, Ambiente, Alimentazione, Boschi, Foreste, Caccia, Pesca, Energie della regione Puglia), economista della Gazzetta del Mezzogiorno. Infine sono seguiti gli spe-

ciali interventi di Nicola Laricchia, responsabile Ufficio Associazionismo, Alimentazione tutela e qualità della Regione Puglia, e Leonardo Di Gioia, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. Con le nuove regole, l’obbligo che finora riguarda-

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va solo il latte fresco sarà esteso a tutti i prodotti contenenti latte come ingrediente principale. Oltre alla norma nazionale, la Regione Puglia ha avviato un programma di valorizzazione delle produzioni, tra cui i prodotti lattiero caseari, identificato dal marchio collettivo comunitario “Prodotti di Qualità” di proprietà della Regione Puglia, associato al logo e alla indicazione “Qualità Garantita dalla Regione Puglia”. Il sistema di controllo ha lo scopo di rispettare un disciplinare: dal latte crudo al prodotto trasformato, tutto diventa controllato, allevato e prodotto esclusivamente in Puglia rispettando le norme sulla condizionalità, benessere animale, le norme igienico sanitarie e l’alimentazione del bestiame rigorosamente a base di foraggio della Murgia. L’obiettivo è identificare le produzioni d’eccellenza sul mercato, come ha sottolineato l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Di Gioia: “Dobbiamo cambiare il sistema produttivo pugliese per valorizzare le eccellenze, fissando le buone pratiche. Solo il 3-4% delle aziende interagiscono con questo

disciplinare. Dobbiamo incentivare la partecipazione delle aziende attraverso lo stanziamento di risorse, assicurandone la promozione. Il marchio che vendiamo è la reputazione della nostra Regione, delle nostre aziende, che vanno difese sostenendo politiche ambientali di tutela, contrastando il caporalato, ridistribuendo fondi per far si che la qualità delle produzioni pugliesi emerga”. Pionieri di questo ‘sistema di qualità’ sono i soci della Cooperativa Parco Murgia Latte

(rete di 40 produttori dislocati nella Murgia barese e tarantina) che da 12 anni lavorano per favorire il coordinamento di produttori e trasformatori a filiera corta, costruendo una rete che salvaguardi il latte di qualità e valorizzi commercialmente i prodotti lattiero caseari. L’unica via per vincere la sfida del futuro. L’unica via per immaginare il settore agricolo come una forza economica trainante in grado di armonizzare economia, ambiente, salute e turismo.

WWW.FOGLIE.TV l’informazione sul mondo agricolo e rurale a portata di click.

CANTINE CHIAROMONTE

GLI AUGURI PER FOGLIE

a Bari la 28° edizione

festeggiano il premio al miglio Rosso d’Italia

dal Senatore Dario Stefano per l’anniversario

Si è svolta la 28^ edizione il Forum di Medicina Vegetale, il tradizionale appuntamento di fine anno dedicato alla difesa fitosanitaria e gestione delle colture organizzato da A.R.P.T.R.A. Il palinsesto è stato suddiviso in tre sessioni con tematiche tecniche e approfondimenti inerenti ad una difesa fitosanitaria in continua evoluzione.

Il vino rosso dell’anno per la prestigiosa Guida Gambero Rosso è un grande Gioia del Colle Primitivo, il Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto ’13 delle cantine Chiaromonte. La cantina di Acquaviva delle Fonti ha voluto festeggiare la vincita di tale prestigioso premio con un open day.

“Grazie per il lavoro svolto a favore dell’agricoltura e dell’agroalimentare di Puglia che ho molto apprezzato durante i miei anni da Assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia e sentitissimi auguri per il vostro decennale che spero sia di lancio per ulteriori soddisfazioni future”: queste, in sintesi, le parole del Senatore.

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forum medicina vegetale


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groalimentare

Voluto e promosso dall’associazione dei frantoiani

Albo regionale dei mastri oleari: un primato tutto pugliese

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un successo tutto Pugliese l’istituzione dell’Albo Regionale dei Mastri Oleari, fortemente voluto e promosso dall’ Associazione dei Frantoiani di Puglia da anni impegnata nella valorizzazione del ruolo del Frantoiano. Su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo Di Gioia, la Giunta Regionale con la delibera del 26 ottobre 2016 n. 619 (pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia del 7 novembre) ha istituito l’Albo regionale dei mastri oleari, ai sensi dell’art. 2 comma 3 della legge regionale 24 marzo 2014, n. 9. Con la stessa delibera ha approvato le Linee guida per l’iscrizione a tale albo, ha incaricato il dirigente della Sezione Competitività delle filiere agroalimentari di adottare gli ulteriori provvedimenti amministrativi per la definizione di durata, modalità e programmi dei corsi di formazione

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dei mastri oleari e per l’aggiornamento dell’albo regionale. L’art. 2 della sopra citata legge regionale n. 9 al comma 1 individua il mastro oleario come il responsabile della conduzione tecnica del frantoio, di norma coincidente con il titolare dell’impresa. Nell’ipotesi di persona diversa dal titolare di impresa, questa si adegua alle direttive del titolare, operando nei limiti delle deleghe conferitegli. Al comma 2 la legge individua le attività che il mastro oleario coordina: la gestione del magazzino e dei registri, la fase di molitura, la fase di confezionamento, la gestione, l’utilizzo e lo smaltimento dei sottoprodotti di lavorazione: acqua di lavorazione e sansa. Chiare le parole del Presidente AFP Stefano Caroli “Era da molto tempo che attendevamo l’istituzione dell’Albo, uno strumento di tutela delle aziende e del consumatore. La nuova delibera di giun-

ta 1619/2016, fissa innanzitutto i termini per l’iscrizione in deroga all’Albo, mediante domanda di iscrizione, contenente autocertificazione dei titoli: almeno cinque anni come imprenditore molitorio o preposto di questi. L’autocertificazione è accompagnata da una relazione descrittiva dell’impresa dove si svolge l’attività, una relazione tecnica sulle attività di conduzione tecnica dell’impresa olearia, l’autorizzazione sanitaria e copia di un documento di identità. Essendo AFP proponente del processo legislativo e della Sua attuazione, sarà un piacere e un dovere assistere tutti coloro che hanno i requisiti, ad iscriversi all’albo, e seguire l’iter di sviluppo che porterà la regione ad istituire corsi di formazione di eccellenza. Questo è un successo per tutti i soci che hanno creduto nell’iniziativa, seguendola ed accompagnandola in tutte le sue tappe.”

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gricoltura

Un convegno il 30 dicembre al comune di Rutigliano

Nuova legge sul Caporalato: dicosa è? cosa prevede? quali effetti? Rino PAVONE

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o scorso ottobre la Camera ha approvato, in via definitiva, la nuova legge contro il Caporalato, proposta dal Governo, approvata dal Senato ad agosto e poi varata 2 mesi dopo. In un’area di particolare vocazione agricola come quella del sud est barese a forte impiego di manodopera e con una presenza di piccole e medie imprese agricole di grande impatto economico, il comune di Rutigliano prende perciò l’iniziativa di avviare un confronto informativo sulla nuova legge per verificarne gli aspetti più diversi, i contenuti, gli effetti per i datori di lavoro, le conseguenze penali, gli indennizzi per le vittime, e così via. Il convegno su “La nuova legge sul caporalato: un patto per il lavoro e per le imprese agricole ” ha fatto quindi il punto sulle possibili reazioni che si stanno o potrebbero verificarsi nel settore primario e si è tenuto lo scorso 30 dicembre nella sala consiliare del comune di Rutigliano. Al convegno sono intervenuti esperti, rappresentanti delle or-

N° 1 - 15 gennaio 2017

ganizzazioni datoriali, delle OOSS agricole e delle Istituzioni . Dopo i saluti di Roberto Romagno, Sindaco di Rutigliano, di Giuseppe Valenzano, Assessore all’Agricoltura e Vice Sindaco del comune di Rutigliano, si sono succeduti gli interventi di Giacomo Suglia, Presidente di Apeo, di Giacomo

Sgobba, Avvocato e di Rino Pavone, responsabile di Foglie Tv Web. Il convegno- nel quale c’è stata la partecipazione anche di rappresentanti tecnici, di istituzioni interessate all’applicazione della nuova legge – è stato moderato dal giornalista di Agrisole/Il Sole 24 Ore, Vincenzo Rutigliano.

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groalimentare

La presentazione con gli autori a Villa Morisco (Bari)

Il mandorlo: “Un’agile monografia da leggere e gustare”

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i arricchisce la collana “Ciboacculturarsi” per Stilo Editore. A meritare un posto sul treno extralusso, questa volta è sua maestà il mandorlo, degno passeggero insieme a fico , legumi mediterranei e olivo (sempre per Stilo Editore). Anche quest’ultimo lavoro rientra nel progetto “CiboAcculturarsi”, iniziativa promossa dal prof . Pasquale Montemurro nel 2012, come felice momento per approfondire la cultura del cibo e dell’alimentazione, grazie al contributo di esperti professionisti. Nella serata del 10 dicembre scorso, è stata l’elegante Villa Morisco ad ospitare il seminario su “ Il mandorlo” e la presentazione del testo con gli autori: il prof. Pasquale Montemurro , curatore dell’opera, dei contributi di botanica e culturali (nella storia, nell’arte, nella religione); la dott. ssa Laura dell’Erba per i contributi di medicina, di nutrizionistica dai tempi remoti ad oggi e, infine dal dott. Renato Morisco per i contributi gastronomici. Scandita da coloratissime immagini, la sintesi sul mandorlo è fonte preziosa di notizie, coltivato da tempi remotissimi per le già note virtù nutrizionali e salutistiche.”Le sue origini sono tanto antiche quanto lontane” - scrive Montemurro - . Pare infatti che sia originaria delle regioni dell’Asia Centrale e Occidentale e in forma residuale della Cina, URSS, Afganistan e Iran. Per poi essere propagato nelle regioni del Mediterraneo da più di tre millenni”. La domesticazione sembra sia avvenuta nella prima età del Bronzo (3000-2000 a. C). La diffusione invece in Italia avverrà per mezzo dei Fenici, e i Romani nel 300 a.C, estenderanno le sue coltivazioni lungo tutto la penisola e le terre bagnate dal Mediterraneo. Non è un caso se gli antichi popoli orientali conoscessero sin da 3000 a.C circa, le qualità nutrizionali , terapeutiche e cosmetiche

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di Paola DI LEO

dei suoi frutti , come di seguito le civiltà del Mediterraneo. “Gli Egizi in particolare – riporta dell’Erba – erano soliti utilizzare l’olio di mandorle per preservare la bellezza e la giovinezza della pelle. Non solo, nella Naturalis Historia Plinio (2379 d. C) cita alcune ricette in cui le mandorle erano fra i composti medicamentosi per curare l’ insonnia, stimolare l’appetito e per aumentare la diuresi. Lo stesso Plinio narra poi che i Romani utilizzavano abitualmente le mandorle amare per evitare le intossicazioni alimentari e prima di bere vino per evitare gli effetti dell’ebbrezza”. Solo alcuni esempi fra i tanti raccolti dalla puntuale ricerca , per dimostrare che questi medici dell’antichità avevano con lungimiranza, solo grazie all’intuito e a un attenta osservazione, rilevato le molteplici proprietà questo frutto. La scienza moderna ne ha di fatto confermato le qualità nutrizionali , seppure ,a torto, non viene inserito nelle diete quotidiane, perché ritenuto calorico e una minaccia per la linea. In realtà, la mandorla eccelle per vitamine e sali minerali; è fra le 10 migliori fonti di proteine vegetali e di una discreta quantità di aminoacidi essenziali; è ricca di fibre; riduce l’appetito e rallenta l’assorbimento dei grassi; ha un basso indice glicemico; è ricca di vit. E, un potente antiossidante in grado di contrastare l’invecchia-

mento dei tessuti, ecc . Numerose ricerche sperimentali , negli ultimi anni, hanno dimostrato che il mix di vitamine, polifenoli, acidi grassi buoni, aminoacidi e fibre contenute nel frutto o nei derivati (olio, farina e latte), è in grado di ridurre le malattie degenerative, tra le prime cause di morte nel mondo industrializzato. Nel parafrasare lo scrittore greco Nikos Kazantzakis “La quercia chiese al mandorlo: mi parli di Dio. E il mandorlo fiorì”, facciamo nostro l’invito alla valorizzazione colturale di questa remotissima pianta, e naturalmente dei suoi frutti, utilizzati con parsimonia nell’industria alimentare , a vantaggio di surrogati solo lontanamente evocativi dell’aroma di mandorla.

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L’ utilizzo di biostimolanti naturali per aumentare ed uniformare il germogliamento delle colture frutticole. Le piante da frutto a foglia caduca sono costrette a subire l’azione dell’ambiente circostante, alternando periodi di crescita, quando le condizioni sono favorevoli, a periodi di stasi o di modesta attività metabolica, quando le condizioni climatiche diventano sfavorevoli.

La dormienza può essere quindi definita come una sospensione temporanea di crescita visibile di qualsiasi struttura della pianta contenente un meristema (tessuto costituito da cellule capaci di moltiplicarsi per divisione). L’uscita delle gemme dalla dormienza av-

viene in seguito alla loro esposizione per un certo periodo a basse temperature, cioè dopo che è stato soddisfatto il loro “fabbisogno in freddo”. Ogni pianta ha un proprio specifico «fabbisogno di freddo», con differenze anche molto marcate in base alla specie e alla varietà.

IL MANCATO SODDISFACIMENTO IN FREDDO Tuttavia, se l’inverno non è abbastanza lungo o freddo per consentire un normale completamento del riposo, si verifica un prolungamento della dormienza delle gemme. Gli effetti negativi del mancato soddisfacimento in freddo,

possono essere osservati su ogni aspetto del ciclo di crescita della pianta e l’intensità dei sintomi è in rapporto alla gravità del mancato accumulo di ore in freddo. Sugli organi vegetativi può manifestarsi la mancata schiusura

delle gemme laterali e/o un germogliamento ritardato e scalare. In questi casi, la produzione è in genere molto scarsa e deprezzata dà frutti di minore pezzatura che talvolta si presentano anche deformi.

L’applicazione di Erger permette alla pianta di iniziare comunque i processi metabolici che conducono all’interruzione della dormienza. Inoltre il prodotto è arricchito con calcio e azoto (nelle forme nitriche, ammoniacali ed ureiche), importanti per il supporto all’attività enzimatica e per il metabolismo dell’azoto che prende avvio durante la rottura delle gemme.

Grazie alla sua formulazione, Erger è particolarmente efficace su kiwi, uva da tavola e ciliegio in cui anticipa e sincronizza il germogliamento e riduce il numero di gemme cieche. Gli effetti positivi si notano anche durante la fase di maturazione dei frutti: Erger anticipa la maturazione, uniforma la pezzatura, riduce i passaggi di raccolta e aumenta la produttività. Inoltre, è consi-

gliato associare ad Erger un attivatore minerale come Activ Erger, per supportare al meglio l’accresciuta attività enzimatica della pianta. Numerose prove agronomiche effettuate in diverse località italiane, testimoniano l’efficacia di Erger e Activ Erger, che assicurano un germogliamento anticipato e uniforme, ottimizzando al massimo la produzione finale.

ERGER E ACTIV ERGER, LA SOLUZIONE VALAGRO PER L’INTERRUZIONE DELLA DORMIENZA

N° 22 - 15 DICEMBRE 2016


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gricoltura

Attivo dal 9 gennaio

L’Arbitro per risolvere le controversie finanziarie

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egli ultimi anni i rapporti tra risparmiatori e istituti di credito sono stati caratterizzati da momenti di forti tensioni che certamente si protrarranno anche per il futuro. Ecco, quindi, un’importante novità che è partita con il nuovo anno e che potrà rivelarsi utile per tutti i piccoli risparmiatori. Dal 9 gennaio, infatti, i piccoli investitori hanno la possibilità di rivolgersi, senza costi, ad un Arbitro che avrà competenza a decidere le controversie che riguardano i prodotti finanziari. Si chiama Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) ed è un organismo collegiale a cui potranno essere sottoposte le controversie relative alla violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza cui sono tenuti gli intermediari nei loro rapporti con gli investitori. Potranno essere presentate anche controversie che riguardano i gestori dei portali di equity crowdfunding. Riguardo alla competenza per valore l’ACF potrà decidere controversie fino ad un importo massimo di 500.000,00 euro. Nel dettaglio il risparmiatore, che ha subito un danno a causa del comportamento

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scorretto dell’intermediario finanziario a cui si è rivolto (ad esempio un istituto di credito), potrà fare ricorso al collegio arbitrale. La procedura, oltre ad essere totalmente gratuita, è molto rapida, in quanto la decisione verrà emessa entro 90 giorni. Vediamo meglio nel dettaglio il funzionamento. Innanzitutto chiediamoci chi può rivolgersi all’ACF. Possono presentare ricorso i cosiddetti investitori “retail”, ossia coloro che non hanno un’adeguata competenza riguardo ai servizi finanziari e si rivolgono al supporto di un intermediario che può essere una banca, una sim (società di intermediazione mobiliare), una società d’intermediazione finanziaria, una società del gruppo Poste Italiane (divisione Bancoposta). Naturalmente può trattarsi anche di società di intermediazione finanziaria estere, purché abbiano una succursale in Italia (nel caso in cui la sede principale è in Europa) o siano autorizzate ad operare nel territorio italiano (se si tratta di società extracomunitarie). Quali sono i casi in cui può attivarsi la procedura? Nel caso in cui gli intermediari abbiano assunto un comportamento scorretto nei confronti del

risparmiatore: • violazione degli obblighi di informazione; l’intermediario ha l’obbligo specifico di informare adeguatamente l’investitore sulla natura dell’operazione e, soprattutto, sui rischi che quest’ultima comporta. Ove ciò non accada sarà incorso in una violazione; • violazione degli obblighi di diligenza qualificata, di correttezza e di trasparenza nella gestione del rapporto con la clientela. La gratuità del ricorso all’ACF è garantito dal “Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori”, istituito già nel 2007. Quali le modalità del ricorso? L’invio va effettuato all’ACF rigorosamente online, mediante il sito www.acf.consob.it, che è operativo dal 9 gennaio. Per venire incontro agli utenti meno esperti la Consob ha stabilito che, per i primi due anni, il ricorso potrà essere inviato in forma cartacea. Però, dopo l’invio, la procedura continuerà in via telematica. Sia l’investitore che l’intermediario avranno la possibilità di far valere le proprie ragioni secondo le regole sul rispetto del cosiddetto “contraddittorio tra le parti”.

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groalimentare

Il sondaggio di fine anno dell’ufficio studi di Coop

I consumi alimentari nel 2017? Made in Italy, tipici e low cost

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l sondaggio di fine anno dell’ufficio studi di Coop sui consumi alimentari, e non solo, degli italiani nel 2017. Il consuntivo 2016 per la Gdo come il 2015. Fondamentale che siano prodotti in Italia (20,4%), siano tipici e tradizionali (14, 9%), ma anche convenienti (14,%). Sono i tre driver nella scelta dei  prodotti alimentari  che guideranno gli italiani nel 2017 secondo il  sondaggio  di fine anno  di  Coop, condotto  con la collaborazione scientifica di REF Ricerche, il supporto d’analisi di Nielsen e i contributi originali di GFK, Demos, Doxa, Nomisma e Ufficio Studi Mediobanca. La fotografia dell’Italia che emerge dal sondaggio mostra “un paese che sta alla finestra  e che, passati gli anni bui della recessione, spera nel futuro ma stenta a metterne a fuoco i dettagli” commenta nella nota  l’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori). Le parole, infatti, con le quali gli italiani descrivono l’anno appena iniziato sono speranza (33%), cambiamento  (12%) e  timore  (10%).  Un terzetto di aggettivi che già avevano caratterizzato  i sentimenti degli italiani l’anno scorso nello stesso sondaggio “a dimostrazione di una condizione di stallo che accomuna Italia e italiani” sostiene Coop. Nonostante questo la voglia di sperimentare e innovare c’è: “il 93% dei campione intervistato nel sondaggio si dichiara  incuriosito da nuovi prodotti e servizi. Quali? Per esempio vorrebbe un supermercato senza casse  e quindi senza file (74%), una  casa domotica (73%) o addirittura il maggiordomo virtuale (lo testerebbe il 43%). Tornando al comparto alimentare, per la prima volta dopo molti anni – osserva Coop –  “gli italiani che contano di aggiungere valore al carrello alimentare (+13%) sono quasi il doppio rispetto a quelli che pensano di comprimere ulteriormente la spesa (+8%)”. Infine, la  grande diN° 1 - 15 gennaio 2017

stribuzione, il principale canale di acquisto da parte degli italiani. Il 2016 si chiude in perfetta parità rispetto al 2015, “beneficiando comunque di un piccolo miglioramento delle vendite registrato nelle ultime due settimane del 2016 e comunque non tale da non superare un +2% concentrato peraltro fortemente concentrato nei giorni pre-natalizi”. Il 2017?  Secondo le previsioni di REF Ricerche, la distribuzione moderna crescerà dello 0,3% con il canale discount che dovrebbe continuare a performare meglio degli altri.

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gricoltura

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La sentenza della Corte di Cassazione

Il redditometro agricolo

e il tenore di vita di un imprenditore agricolo è ritenuto non congruente con il reddito agrario e dominicale dichiarati, l’amministrazione finanziaria può procedere alla rettifica della dichiarazione utilizzando lo strumento del redditometro. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22426 / 2016. L’accertamento in base alla capacità contributiva, cosiddetto redditometro, non risparmia certo gli agricol-

tori. Anzi i contribuenti che operano in agricoltura sono generalmente quelli più accertati in modo sintetico in quanto le proprie dichiarazioni dei redditi, imperniate sui redditi catastali, sono spesso apparentemente incongruenti con il tenore di vita dell’agricoltore o peggio ancora con i propri investimenti. Come è noto in base alla normativa (articolo 38, Dpr n. 600/73) in presenza di acquisti patrimoniali la spesa viene imputata in quote costanti nell’e-

sercizio dell’acquisto e nei quattro precedenti. Ad esempio se un agricoltore nell’anno 2010 ha acquistato un terreno agricolo al prezzo di un milione di euro, facendo un mutuo per 500mila euro, scatta la presunzione di reddito pari a 100mila euro per gli anni dal 2006 al 2010. L’agricoltore deve anche dimostrare che il reddito conseguito è corrispondente al proprio tenore di vita.

Il redditometro Ci sono alcuni beni che sono indici di capacità contributiva in quanto misurano il tenore di vita; essi sono: – residenze principali o secondarie; – collaboratori familiari; – cavalli da corsa o da equitazione; – assicurazioni di ogni tipo; – autoveicoli; – campers, roulottes e motocicli; – aeromobili e imbarcazioni. A ognuno di tali beni sono attribuiti con provvedimento biennale del Direttore delle Entrate dei coefficienti mediante i quali si perviene al reddito corrispondente. Per la determinazione del reddito sinteticamente attribuito al contribuente si assume il primo valore al 100%, il secondo al 60% il terzo al 50%, il quarto al 40% e gli altri al 20%; si sommano i risultati. Se il reddito così stabilito si discosta per oltre il 25% da quello dichiarato e tale condizione

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si verifica per due anni consecutivi il fisco accerta il maggior reddito. In sostanza il redditometro è fondato su due componenti, una di natura patrimoniale in quanto vengono assunti gli incrementi di beni  e una seconda di natura gestionale  in quanto assumono rilevanza le spese potenzialmente necessarie per il mantenimento dei beni rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico. La valutazione deve essere eseguita tenendo conto di tutti i componenti

della famiglia per cui è possibile intestare un immobile al figlio considerando anche il reddito del padre. I redditi dei terreni  La circolare della Agenzia delle Entrate n. 49/E del 9 agosto 2007 ricorda che l’Agenzia delle Entrate deve valutare attentamente la posizione delle persone fisiche che hanno dichiarato di svolgere attività agricole. In particolare si deve considerare se il soggetto ha dichiarato redditi

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agrari, tassati non in base al reddito effettivo, ma con riferimento alle rendite catastali. In questo caso l’Agenzia raccomanda di verificare il volume d’affari Iva che può rappresentare un termine di valutazione del potenziale reddito effettivo. Ovviamente il volume d’affari Iva deve essere rettificato con i proventi non soggetti all’imposta (contributi Pac) e diminuito dei costi non Iva  quali le spese del personale, i contributi consortili, le assicurazioni, gli affitti ecc. In sostanza se per un agricoltore in base ai metri quadrati della propria casa e alle autovetture possedute, il reddito sinteticamente attribuibi-

le è pari a 40mila euro non si deve guardare quello dichiarato nel modello Unico, ma occorre verificare in base al volume d’affari Iva rettificato quale sia il reddito effettivamente attribuibile. Qualora il reddito sintetico risulti superiore di almeno un quarto di quello determinato in base al volume d’affari, l’Agenzia potrà avviare la fase dell’accertamento. Le modifiche L’articolo 22 del Dl n. 78/2010 ha introdotto alcune modifiche normative all’articolo 38 del Dpr n. 600/73 fra le quali segnaliamo: – È ridotta da un quarto a un quinto la percentuale di scostamento dal

reddito effettivo a quello presunto, mentre con la normativa precedente lo scostamento era del 25%; sembra anche che sia sufficiente lo scostamento in un solo anno anziché per due successivi come è previsto ora, affinché l’ufficio proceda all’accertamento; – verranno inserite nuove tipologie di spese personali rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico; – viene codificata la procedura del contradditorio nel senso che l’Agenzia deve invitare il contribuente a fornire informazioni anche a sua giustificazione.

Foggiano, 53 anni

Agrinsieme: Giorgio Mercuri nuovo coordinatore nazionale

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iorgio Mercuri è il nuovo presidente nazionale di Agrinsieme, il coordinamento che riunisce le organizzazioni agricole: Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative. Il 53enne imprenditore agricolo che vive a Foggia, presenta-

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to nella nuova veste di coordinatore a Roma, ha dichiarato che “Agrinsieme “si impegnera’ fortemente per la stabilita’. Stabilita’ di governo e parlamentare in primo luogo, rimarcando che le imprese, ora piu’ che mai, hanno bisogno di saldezza di politiche e di inten-

ti. In questo quadro va riconsiderato centrale e nevralgico il settore agroalimentare; bisogna intervenire sui mercati in crisi, rilanciare i consumi, rafforzare l’export, rinsaldare le filiere, proporre nuove politiche di green economy e gestione del territorio”.

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Da “Il Fatto Quotidiano”

“Non è tutto oro ciò che luccica”: il complicato rapporto agricoltura / banche

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a email che arriva in redazione al Fatto  ha questo oggetto: “Richiesta di aiuto”.  Daniela Cestelli, 27 anni da Siena, la scrive a metà novembre in un momento di disperazione: “A soli 27 anni mi trovo a dover fronteggiare giornalmente i fornitori che non posso pagare. Ho capito cosa può provare un uomo o una donna che tenta il suicidio a causa del cattivo andamento dell’azienda”. L’azienda è  L’Ultimo Podere , 200 mila euro di capitale sociale (costituito però da un software conferito dai soci all’azienda), l’idea è di vendere in tutto il mondo i sapori della Toscana, la Pomarola, il ragù di Chinina, il ragù di Cinta, sughi in barattolo pensati per i palati cinesi e indiani. Fin qui tutto bene. Ma servono i soldi: 300 mila euro per partire. Il viaggio di Daniela nella stretta creditizia comincia dal consorzio Fidi Toscana, società finanziaria della Regione Toscana  che serve ad aiutare le imprese nel trovare credito con le banche, facendosi garante di una parte del finanziamento. “Il consorzio dà garanzie tra il 60 e l’80 per cento per l’imprenditoria femminile, presenti i preventivi e loro decidono se finanziarti. Ho compilato tutti i moduli,poi sono andata in Cina a insegnare l’italiano. Quando sono tornata, mi sono appoggiata alla Banca di Credito cooperativo di Cambiano, a Poggibonsi:  ho depositato titoli a garanzia per 44 mila euro, che loro hanno valutato solo 36 mila, e mi hanno dato un fido di 50 mila euro”.

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Un finanziamento per cominciare i lavori, in attesa del prestito vero con la garanzia di Fidi Toscana. Cominciano i lavori, nasce il laboratorio con spazio vendita della Ultimo Podere, 400 metri quadri a Colle Val d’Elsa, tra Siena e Firenze, “a luglio telefono a Fidi Toscana per sapere che fine ha fatto la mia pratica, loro dicono di aspettare ancora per avere 300 mila euro oppure me ne propongono 250 mila con garanzia al 60 invece che all’80 per cento. Ma nessuno del consorzio è mai venuto a vedere cosa facevamo, anche solo per verificare se l’azienda esisteva davvero”. A fine luglio arriva la delibera, “ma la Banca di Cambiano chiede una fideiussione di 250 mila euro fornita dal mio babbo e dalla mia mamma, così la banca si sarebbe trovata ad avere una garanzia del 160 per cento! Un’assurdità, non potevo accettare, hanno anche preteso un aumento di capitale da 50 mila euro”. I genitori di Daniela hanno un bar-negozio-tabacchi in un paesino toscano,“siamo cinque figli, non potevo chiedere loro un simile sforzo. Ho pianto per giorni: il laboratorio era pronto, ma io avevo finito i soldi. Ho pagato un po’ di fornitori, ho spiegato la situazione, loro mi hanno dato fiducia”. Daniela cambia banca, lascia il Credito cooperativo di Cambiano e passa al Monte dei Paschi, sperando che un istituto più grosso sia più efficiente . Ma anche Mps esige una fideiussione, almeno 100 mila euro, “la banca non si fidava, ma almeno la direttrice della

filiale è venuta a vedere l’azienda, ha fatto anche delle foto, il laboratorio era ormai funzionante, anche se i ragazzi hanno dovuto lavorare al freddo perché non avevo i soldi per il riscaldamento”, poi ci sono problemi con la Usl, inizia un’altra guerra burocratica per le autorizzazioni, così da poter dichiarare ufficialmente l’inizio dell’attività, necessaria per ottenere un altro fido da Mps. Daniela pensa di arrendersi, ormai i sughi sembrano destinati a rimanere un miraggio, dal consorzio Fidi Toscana è arrivato il via libera a fine settembre ma ora servono i soldi della banca. Il papà, la mamma e le sorelle la convincono: si rimangia l’orgoglio e accetta la fideiussione dei genitori, “e una settimana fa è arrivata la delibera dal Monte Paschi”, che tra Fidi Toscana e fideiussione si trova garantita al 100 per cento. Intanto la Ultimo Podere sarebbe pronta a lavorare a pieno ritmo, ma senza i capitali per comprare i macchinari, Daniela se ne è fatto prestare uno con cui riesce a produrre 200 barattoli al giorno invece che 2000 e solo per conto terzi, non ancora col suo marchio. Ora si concede tre giorni di vacanza, “poi posso partire”, i contatti li ha, danarosi turisti orientali incontrati mentre lavorava nei weekend alle Cantine Antinori, a Firenze. “Quando ho cominciato ero contenta, i miei hanno un negozio, mio fratello un ristorante, sono cresciuta nel mondo dell’alimentare. Ma quando vai in banca ti trattano come se volessi rubare e ti passa la voglia”.

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Export / La Puglia torna ad esportare più di quanto importa

Si ribalta la bilancia commerciale con la Grecia di Rino PAVONE

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i ribalta la bilancia commerciale con la Grecia. Nei primi nove mesi di quest’anno, la Puglia ha esportato più di quanto abbia importato. L’anno scorso è stato l’inverso. La crisi ellenica, che ha fortemente penalizzato le aziende pugliesi, inizia finalmente ad allentare la morsa. Nel 2015, le esportazioni si erano ridotte del 29,7 per cento (da 252,5 milioni del 2014 a 177,4 milioni), mentre le importazioni erano cresciute del 27 per cento (da 181,44 milioni a 230,4 milioni). Il saldo commerciale, dunque, è stato negativo per ben 53 milioni. Da gennaio a settembre 2016, invece, le esportazioni sono aumentate del 41 per cento (da 116,9 milioni a 164,8 milioni), mentre le importazioni sono diminuite del 29 per cento (da 127 milioni a 90,2 milioni). Nel 2009, infatti, a causa della

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grande crisi finanziaria mondiale, le esportazioni si fermarono a 274 milioni, pari ad un tasso negativo del 30 per cento. L’anno successivo si registrò un importante recupero del 34 per cento, tornando sopra i 360 milioni. Parallelamente, le importazioni dalla Grecia salirono a 133 milioni, per un saldo commerciale di 234 milioni. Nel 2011, l’export scese a 317 milioni (-14 per cento), mentre l’import raggiunse i 194 milioni (+46 per cento). Il saldo si ridusse, così, a 123 milioni. L’anno dopo, le esportazioni crollarono del 27 per cento (a 232 milioni). Valori negativi anche per le importazioni, diminuite del 23 per cento (148 milioni). Il saldo commerciale scendeva ancora nel 2013 a 73 milioni. In quell’anno l’export valeva 230 milioni, mentre l’import 158. Nel 2014, le esportazioni sono salite del 9,5 per cento (252 milioni),

mentre le importazioni del 15 per cento (181 milioni). Comunque, il saldo era ancora positivo per la Puglia per 70 milioni. Nel 2015, invece, la situazione è stata diametralmente opposta: abbiamo importato più beni di quanti ne abbiamo esportati. L’import pugliese dalla Grecia ha continuato a crescere, con la sola eccezione del 2008 e del 2012 (rispettivamente -12,5 per cento e -23 per cento). In dettaglio, +6 per cento nel 2009, 35 per cento l’anno dopo, 46 nel 2011, 6 nel 2013 e 15 nel 2014. La Grecia è stato sempre un buon acquirente di beni di consumo dall’Italia: oltre il 90 per cento delle esportazioni è rappresentato da prodotti manifatturieri. Il manifatturiero, però, rappresenta circa il 65 per cento dei beni importati dalla Grecia. Il resto sono, principalmente, prodotti agroalimentari.

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Il Carnevale è in Italia un grande Festival delle tradizioni popolari

“Il Governo finanzi stabilmente le manifestazioni carnevalesche”

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ancano pochi giorni all’avvio, in tutta Italia, del Carnevale 2017 che ancora non si conosce l’entità dei contributi che gli organizzatori di manifestazioni carnevalesche riceveranno dallo Stato per l’edizione 2016. La denuncia arriva dall’Associazione Carnevalia, che raggruppa i maggiori Carnevali italiani, di cui si fa portavoce Maria Lina Marcucci nella sua veste di presidente dell’Associazione, oltre che presidente del Carnevale di Viareggio. Un ritardo e una lungaggine inaccettabili. Dopo oltre 12 mesi dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande (7 dicembre 2015), il Dipartimento Turismo ha reso noto solo l’elenco dei Carnevali ammessi al finanziamento nell’ambito del Bando MIBACT per la concessione dei contribuiti per la promozione dei Carnevali storici, ma ad oggi non si conosce l’entità dei contributi che saranno destinati a ciascun organizzatore tra quelli ammessi al Bando. “Il Carnevale è un settore dell’industria culturale e turistica italiana che contribuisce in maniera significativa all’economia del nostro Paese sia in termini di fatturato che in termini occupazionali – dichiara Maria Lina Marcucci - E se da un lato

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plaudiamo all’iniziativa del Governo per aver previsto, la prima volta nel 2015, un finanziamento finalizzato alla valorizzazione dei Carnevali storici, dall’altro non possiamo trattenerci dal manifestare l’assoluto malcontento nel constatare che ad oggi, trascorsi oltre dodici mesi dalla scadenza del Bando che era finalizzato al finanziamento dell’edizione 2016, ancora non si conosca l’entità del finanziamento assegnato ai progetti presentati e quindi ai singoli Carnevali. Così come non ci è dato di sapere se il finanziamento è da considerarsi una tantum o fa parte di un progetto di lungo termine, come era stato annunciato, finalizzato alla valorizzazione delle tradizioni culturali dei Carnevali. Gli organizzatori dei Carnevali italiani sono costretti a fare, ogni anno, degli sforzi immani per avviare la programmazione delle manifestazioni, non avendo alcuna certezza sui possibili contributi a sostegno, mentre siamo convinti che il Carnevale, in tutta Italia, rappresenti una leva importante dell’economia del nostro Paese e un elemento di grande attrazione turistica, tra l’altro in un periodo di bassa stagione. Il Carnevale genera ogni anno, lungo l’intero stivale, un indotto misurabile e significativo nel settore del

turismo, del commercio e del mondo del lavoro, oltre che della cultura. Un indotto che deriva dalle presenze nelle strutture ricettive, ma anche dai materiali impiegati nella realizzazione delle opere allegoriche, come l’acquisto dei materiali per la realizzazione dei carri e dei costumi dei figuranti e soprattutto dall’impiego di manodopera e di forza lavoro occupata sia direttamente nelle manifestazioni che in attività indotte. Questa iniziativa - conclude Maria Lina Marcucci, a nome dell’associazione Carnevalia, che raggruppa ad oggi i Carnevali di Venezia, Viareggio, Fano, Putignano, Cento, Santhià, Ivrea, Treviso, Borgosesia, Acireale, Sciacca, Manfredonia, Foiano della Chiana, San Giovanni Valdarno, Gambettola, Avola, Cantù, Castelnuovo di Sotto - vuole soprattutto essere un appello affinché il Carnevale entri a far parte, a pieno titolo, dei settori destinatari di finanziamenti da parte dello Stato. Ci auguriamo che il Governo voglia presto riconoscere le specificità delle nostre attività e disciplinare questo settore con misure ed azioni stabili e consolidate che gli permettano di integrarsi a pieno titolo nelle iniziative che fanno grande il settore turistico e culturale del nostro Paese”.

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A favore delle micro e piccole imprese della Puglia

Legge di stabilità 2017: 229, 6 € di risparmi/investimenti stimati

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en 229,6 milioni di euro di risparmi o per investimenti a favore delle micro e piccole imprese della Puglia. Questa è la stima di quanto incideranno le principali misure contenute nella Legge di Stabilità 2017 e nel decreto legge 193/2016: detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus e mobili; istituzione dell’Imposta sul reddito dell’impresa (Iri); super e iper ammortamenti; fondo centrale di garanzia; proroga della Legge Sabatini; premi di produttività e welfare aziendale; alternanza scuola-lavoro e politiche del lavoro; credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo; sostegno per gli investimenti in startup e pmi innovative; autoimprenditorialità; investimenti ed interventi di manutenzione delle scuole; misure per l’autotrasporto; imprenditoria rosa. E’ quanto rileva il Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha calcolato gli effetti degli in-

terventi della manovra fiscale per domanda, competitività e crescita focalizzati sul sistema delle micro e piccole imprese. In particolare, si stima che le aziende fino a 50 addetti della provincia di Bari potranno risparmiare o sostenere investimenti per 79,1 milioni di euro; quelle di BarlettaAndria-Trani 24,3; quelle di Brindisi 20,8; quelle di Foggia 30,6; quelle di Lecce 47,8; quelle di Taranto 27,1. Per un totale di 229,6 milioni. Gli interventi sono molteplici ed eterogenei tra loro, ma tutti vanno nella stessa direzione. Si pensi al nuovo regime di cassa, che consentirà agli imprenditori di pagare le tasse dopo aver incassato le fatture, oppure all’estensione dell’Iri al 24% alle imprese individuali e alle società di persone: una misura molto importante per le piccole imprese, che alleggerisce la tassazione sulla parte di reddito reinvestita nell’azienda. Non meno importan-

ti, oltre alla sterilizzazione dell’aumento dell’IVA, sono la misura che blocca gli aumenti dei tributi locali e le disposizioni che semplificano molti adempimenti burocratici di tipo fiscale.

Ben 20.000 gli interessati in Puglia

Ambulanti: rimandata attuazione della direttiva Bolkestein

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l decreto milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri rimanda l’applicazione della contestata direttiva Bolkestein nei confronti degli operatori del commercio ambulante al 2020. Un risultato, seppur parziale in quanto consistente in una mera dilazione nel tempo piuttosto che

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in un totale stralcio ma importante per gli addetti al settore. Le piccole e medie imprese a rischio sono 200.000, con oltre 400.000 posti di lavoro, ben 20.000 pugliesi. Importante nella decisione il ruolo del Sindaco Antonio Decaro in qualità di Presidente Anci (associazione nazionale

comuni italiani) che ha fatto valere, a sua volta, la pressione dei tantissimi comuni schieratisi al fianco degli ambulanti. Ci si augura che nel corso dell’iter parlamentare nessuna forza politica chieda un passo indietro, mantenendo una linea a tutela dei piccoli commercianti e delle loro attività.

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Il vincitore: “Correvo ammirando un paesaggio di incredibile bellezza”

Maratona delle Cattedrali, la terza edizione

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ono stati oltre mille gli atleti che sono partiti da Barletta, provenienti da quasi tutti i continenti (solo l’Australia non era presente) per un totale di 16 Paesi esteri per la terza edizione di “Maratona delle Cattedrali”. Rappresentate quasi tutte le regioni italiane, fatta eccezione per la Val d’Aosta e l’Umbria. Un successo di pubblico questa edizione della Terza Maratona delle Cattedrali che è organizzata da Puglia Marathon Asd in collaborazione con il Coni, la Fidal e l’Aics e con il patrocinio dei cinque Comuni (Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Giovinazzo) interessati all’evento sportivo. L’agenzia AMRA è media partner della manifestazione (www.amra.it). “Una Maratona che si consolida nei numeri e nei risultati – ha affermato il vice presidente di Puglia Marathon, Vito Renna –  e che intende coniugare allo sport le bellezze del nostro territorio e per questo essere veicolo di promozione turistica. La presenza di tanti atleti provenienti da fuori regione che hanno corso attraversando i nostri centri storici e i nostri lungomari, ammirando le nostre Cattedrali è il miglior biglietto da visita per la nostra terra. Un sole primaverile e un limpido cielo blu  ha poi segnato questa splendida domenica invernale.

Spesso di parla di turismo da destagionalizzare noi abbiamo dimostrato che è possibile farlo”. “Incredibile, un paesaggio incredibile!” queste le prime parole del vincitore Leonardi, abituato a correre sulle Dolomiti ha trovato la 42 km pugliese molto “agevole” per il percorso pianeggiante, ma le sue parole sono state soprattutto di “gratitudine” per aver corso attraversando un territorio di una bellezza storico-architettonico unico. Massimo Leonardi, trentino di Moena di 43 anni, ha percorso i 42 km da Barletta a Giovinazzo, attraversando i centri di Trani, Bisceglie e Molfetta (tutti Comuni sul mare e tutti con splendide Cattedrali sul mare) in 2h 26m 53s. Dell’Unione sportiva Monti Pallidi Leonardi gareggiava per la prima volta  nella Maratona del Sud per antonomasia e ha staccato il secondo di 16 minuti. Secondo, il campano Franco Mainolfi, 42 anni, della Podistica Valle Caudina, che ha tagliato il traguardo in 2h 42 m 34 s. Terzo il monopolitano e vincitore delle precedenti due edizioni Vito Sardella, 42 anni,  della Asd Podistica San Salvo, reduce solo tre settimane fa dalla Spagna dove ha corso i 100 km in 7h e 58m.  Per percorrere i 42 km ha impiegato 2h 45m 18s. Per le donne la prima a tagliare il traguardo è stata la riminese Federica Moroni, 44

anni, della Golden Club Rimini Internat, il suo tempo 2h 56m 33 s. Seconda Paola Di Tillo, 39 anni, del molisano Gruppo Sportivo Virtus con 3h 2m 45 s. Terza la polacca Sylwia Bondara che ha registrato il tempo di 3h 13m 24s. La mezza Maratona (21 km, partenza da Bisceglie) ha visto tre atleti pugliesi maschili sul podio: il giovinazzese Gennaro Bonvino, 43 anni, della SSD ARL Dynamyk Fitness con 1h 12m 7s, il molfettese Michele La Vista, 28 anni, della Free Runners Molfetta con 1h 13m 16s, il foggiano Pier Paolo Iammarino, 38 anni de I podisti della Capitanata. Multicolore e multilingue il podio femmile della mezza Maratona: Malika Benlafkir dell’ASD Caivano Runners con 1h 16m 7s, Aniko Balint con 1h 27m, Irene Franculli, 36 anni, della lucana Atletica Palazzo con 1h 32m 23s.

Nel 1938 dal prof. Franco Anelli

Il 79° Anniversario della Scoperta delle Grotte di Castellana

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a mattina del 23 gennaio del 1938 il professor Franco Anelli si affacciò sull’orlo della Grave, seguito da Vito Matarrese, per scendere a 70 metri di profondità, nel buio più totale, armato di una flebile luce e di tanto coraggio, trovandosi infine davanti ad uno scenario di incomparabile bellezza. Il 79° anniversario della scoperta delle Grotte di Castellana, Meraviglia di Puglia, si celebrerà come da tradizione il prossimo 23 gennaio, alle ore 11.30, con una Santa Messa officiata quest’anno dal Vescovo della Diocesi ConversanoMonopoli, S.E. Mons. Giuseppe Favale. Alla suggestiva Celebrazione Eucaristica nella Caverna della Grave parteciperanno il sindaco prof. Francesco Tricase in rappresentanza dell’Amministrazione

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Comunale, il Consiglio di Amministrazione delle Grotte di Castellana srl guidato dal Presidente Domi Ciliberti, il figlio di Franco Anelli, ed una delegazione di studenti delle Scuole Primarie di Castellana Grotte. Al termine, uno speleologo del “Gruppo Puglia Grotte” si calerà dalla bocca della Grave per far rivivere l’emozione provata dal prof. Franco Anelli in quella discesa che cambiò la storia di Castellana. Durante la giornata, il Museo Franco Anelli sarà aperto ai visitatori che vorranno scoprire e approfondire il meraviglioso mondo delle Grotte di Castellana con l’ausilio di materiale scientifico e fotografico. In serata, alle ore 19.00, presso la Sala delle Cerimonie del Municipio, il Comune di Castellana Grotte e le Grotte di Castellana patrocine-

ranno la presentazione del libro “Storia del personale delle Grotte di Castellana dalla scoperta fino ai nostri giorni. Più di settant’anni di storia delle Grotte di Castellana (1938 -2015)” a cura di Francesco Tinelli. Interverranno oltre all’autore, il sindaco prof. Francesco Tricase, il presidente della Società Grotte Domi Ciliberti e lo storico locale Domenico Bulzacchelli.

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FOGLIE n.1/2017  

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURLE

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