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Agricoltura • Agroalimentare • Turismo RURALE

CORSA ALLA TERRA Facciamo i calcoli

agricoltura

Fondi Ue a Op ortofrutta, Italia torna prima Fruttivendolo, fra presente e futuro agroalimentare

Consorzi del rosato, una regia comune

N° 8 • 1 MAGGIO 2018


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ditoriale

1 MAGGIO 2018 - n.8 - Anno 13

Quindicinale di Agricoltura Agroalimentare Turismo RURALE

Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice

G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione G.Ed.A. Giovani Editori Associati Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Paola Dileo, Nica Ruospo, Rino Pavone, Donatello Fanelli Pubblicità G.Ed.A Rino PAVONE r.pavone@foglie.tv 380 6328672 Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264 Iscritta al Registro Operatori Comunicazione ROC n.26041 TESTATA GIORNALISTICA ACCREDITATA

Psr Puglia, c’è l’ok di Emiliano alla rimodulazione

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l grande numero di domande pervenute per le misure 4.1 e 6.1 del Programma di Sviluppo Rurale Puglia, dedicate, rispettivamente, agli investimenti strutturali delle imprese agricole e al primo insediamento dei giovani in agricoltura, ci induce a una necessaria rimodulazione delle risorse finanziarie all’interno del PSR”. Lo hanno detto il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, e l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, a margine degli incontri che si sono tenuti nelle giornate scorse con i vertici delle associazioni di categoria agricole. “Una riflessione e azione che dobbiamo attuare al fine di soddisfare quante più aziende possibili, a fronte di una richiesta di investimento di gran lunga superiore alla disponibilità finanziaria per le suddette misure. L’incontro con le associazioni ci ha consentito di valutare assieme lo stato di avanzamento del PSR e le possibili dinamiche dei prossimi mesi in merito alla spesa. È emerso con chiarezza una condivisa volontà e disponibilità di tutti gli attori del partenariato e della Regione a riesaminare la ripartizione delle risorse già precedentemente d’intesa stabilite, per valutare tutti quei mancati utilizzi legati a bandi non performanti o risparmi di spesa o, ancora, reperimento di risorse aggiuntive. Tutto ciò al fine di potenziare le misure a investimento che per noi rappresentano il cuore dello sviluppo rurale, con evidente cura e attenzione per i giovani e per le aziende già insediata”. Questi i commenti delle principali organizzazioni agricole, Coldiretti e Agrinsieme: COLDIRETTI - “Il Presidente della Regione

Emiliano non poteva lasciare che 4mila giovani restassero disoccupati perché esclusi dal Piano di Sviluppo Rurale (PSR) per la paralisi della macchina amministrativa, accogliendo così le istanze che Coldiretti aveva avanzato nelle settimane scorse nel sottolineare che per dare un futuro al mondo agricolo pugliese le priorità nella gestione delle risorse non possono che essere i giovani e gli investimenti. I tempi delle imprese non sono quelli della burocrazia come riconosciuto anche dal Presidente Emiliano che ha preso di petto il gap burocratico che può essere ancora superato dalla rimodulazione del PSR che porterà nuove risorse ai giovani e ai progetti di investimento e dalla piena applicazione della semplificazione amministrativa, attraverso la delibera di applicazione dei ‘SuperCAA’’’. AGRINSIEME - “Sulla rimodulazione delle risorse del PSR Puglia 2014-2020 abbiamo avuto ragione noi: i fondi destinati ai GAL, infatti, a differenza di quanto richiesto da Coldiretti, non subiranno decurtazioni. Per il resto, passa la nostra linea: le organizzazioni di Agrinsieme, sulla questione PSR, hanno preferito mantenere un atteggiamento orientato esclusivamente al preminente interesse delle aziende agricole non utilizzando, come altri, le criticità del momento per guadagnarsi titoli sui giornali e appuntarsi medaglie sul petto. Abbiamo scelto la concretezza, chiedendo e ottenendo impegni precisi sulla rimodulazione del PSR e per questo chiediamo al presidente Emiliano e all’assessore Di Gioia di smentire quanto asserito da Coldiretti a mezzo stampa”.


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ommario

5 editoriale

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PSR PUGLIA L’ ok di Emiliano alla rimodulazione

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13 CORSA ALLA TERRA Facciamo i calcoli

15 UILA PUGLIA

Congresso regionale a Monopoli

16 FRUTTIVENDOLO

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10 FONDI UE A OP ORTOFRUTTA L’ Italia torna al primo posto

In esposizione a Cibus

27 AGRICHEF

A Lecce ricette di campagna

28 LENTICCHIE ALTAMURA

Funzionano i controlli sull’Igp

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pesca

22 PROGET TO BLUE _BOOSTL Partner la Regione Puglia

VILLAGGIO COLDIRETTI L’ open day dell’agricoltura italiana M5S, LEGA E PD Tutti d’accordo sui temi agricoli

24 NUOVI PRODOTTI ALIMENTARI

Il convegno, fra presente e futuro

AGRICOLTURA

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agroalimentare

11 CONSORZI DEL ROSATO

La “prima” ufficiale al Vinitaly

18 FRUITIMPRESE

L’ assemblea annuale

23 PESCA SICURA Ultimato in Puglia il primo progetto italiano eventi

29 PACKAGING 6° edizione del Premio Mediterraneo


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gricoltura

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L’ OPEN DAY DELL’AGRICOLTURA ITALIANA

er aiutare i giovani a scegliere il lavoro della vita è arrivato il primo ‘Open day nazionale dell’agricoltura italiana’. Obiettivo: vivere un giorno da contadino lungo un percorso di un chilometro e mezzo fra le aziende, sui trattori, con gli agrichef, negli orti, nelle fattorie didattiche, con gli animali o nel villaggio delle idee. L’appuntamento in Puglia, a Bari, nella culla del cibo italiano, dove sono accorsi migliaia di agricoltori dalle diverse regioni sul lungomare Imperatore Augusto con il Villaggio della Coldiretti aperto per tutto il weekend. Un’occasione unica con l’approssimarsi della fine delle scuole per confrontare le aspirazioni di un numero crescente di giovani che sognano la campagna con la realtà quotidiana nei campi e nelle stalle. Un percorso professionale

già scelto da molti ragazzi che hanno scommesso sull’agricoltura e che a Bari hanno vestito i panni di tutor della Coldiretti per offrire ai loro coetanei consigli e suggerimenti su idee, settori, risorse, sbocchi commerciali e mercati. Dai droni alla stalla, si tratta del primo focus su un lavoro che concilia tradizione e innovazione e che piace sempre più alle nuove generazioni, come dimostra lo studio di Coldiretti sulla svolta epocale del ‘Ritorno alla terra’ che sarà presentato nell’occasione insieme con il primo ‘Open space della creatività contadina’: una serie di dimostrazioni pratiche per toccare con mano l’estro, i prodotti e le straordinarie storie di creatività di cui sono protagonisti i giovani nei campi. Presente anche un’area dedicata all’agricoltura sociale con esempi dal vivo di solidarietà e agri welfare per stare al fianco dei più svantaggiati. Ma a

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IL VILLAGGIO COLDIRETTI

#stocoicontadini grandi e piccoli hanno potuto cimentarsi nella coltivazione dell’orto, socializzare con gli animali della fattoria, imparare i segreti dei piatti della tradizione popolare sotto la guida di esperti agrichef, scoprire i trucchi green della nonna conservati da generazioni nelle campagne. C’è anche l’agriasilo che ha accolto famiglie e gite scolastiche con laboratori, percorsi sensoriali, prove del gusto attraverso l’incontro con il mondo animale e vegetale. Il villaggio è stato un autentico ritorno alle radici del Made in Italy con i sapori antichi della tradizione, dalla pasta di grano Senatore Cappelli al riso Vialone nano, senza dimenticare l’innovazione con la tagliata 100 per cento italiana servita nelle bracerie e pizza, panzerotti e focaccia autenticamente tricolori, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella ma anche lo street food gre-

en, dal pesce al galletto fino al gelato di latte d’asina ed i dolci, dalla popizza alla pitta ‘mpigliata. #stocoicontadini dunque è stata una occasione unica per scoprire la Fattoria italiana, dalla mastodontica bufala alla storica mucca podolica, dal cavallo Murgese (le cui origini risalgono all’epoca della dominazione spagnola) all’asino di Martina Franca (che è la più grande razza italiana), dalla pecora Altamurana alla Gentile di Puglia (nota per la produzione di lana autarchica) ma anche l’antico maiale nero di Calabria, la capra Garganica con pelo nero corvino, testa caratterizzata dal ciuffo e dalla lunga barba sotto il mento, corna un po’ appiattite lateralmente, ritorte e con le punte divergenti a descrivere un arco. E anche le razze curiose di oche, anatre, conigli e galline che animano la campagna italiana.

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Emerge dalla relazione di convergenza

M5S, Lega e Pd tutti d’accordo sui temi agricoli

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uigi Di Maio, Salvini e Martina d’accordo sui temi agricoli. Nessuna divergenza. E’ quanto emerge dalla relazione - nata per fare un vero e proprio paragone tra i programmi delle tre forze politiche dalle quali oggi dipende il governo che verrà - che Luigi Di Maio ha chiesto di redigere a Giacinto Della Cananea, ordinario di diritto amministrativo della Facoltà di Giurisprudenza Università di Roma Torvergata. Una relazione che è stata stesa a seguito di un lavoro di squadra ottenuto grazie alla costituzione di un comitato scientifico a cui hanno preso parte esperti indipendenti quali: Elena Granaglia (Roma Tre); Fabio Giulio Grandis (Rom Tre); Leonardo Morlino (Luiss); Gustavo Piga (Tor Vergata); Andrea Riggio (Università di Cassino) con l’apporto di Angela Ferrari Zumbini, per lo studio dell’accordo di coalizione recentemente stipulato in Germania. Il comitato, si legge, ha reputato necessario dedicare la massima attenzione in particolare a due questioni: se nei programmi delle forze politiche ci fossero delle analogie che consentano di mettere mano a un’agenda di governo; e come, a prescindere dai modi, si possa muovere a quelle convergenze per predisporla. Nella bozza del-

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la relazione sono presentate dunque le prime indicazioni emerse dal confronto tra i programmi del Movimento Cinque Stelle, la Lega e il Partito Democratico. Dall’analisi emergono “numerose convergenze e rilevanti divergenze” . Al punto 6 della relazione figura, tra le imprese, anche l’agricoltura e le aziende agricole. E i punti sembrano coincidere perfettamente:  Per il M5S occorre “Rivedere la Pac” come anche per la Lega: “Riforma Pac”. Nulla a riguardo invece nei programmi del Pd. Ma per quanto riguarda la “Riforma di Agea” nessun dubbio: M5s, Lega e Pd sono tutti d’accordo. Idem per l’agricoltura biologica sotto la dicitura “tutela prodotti bio”. E ancora tutti d’accordo per quanto riguarda il “difendere il Made in Italy”. Anche per quanto riguarda le imprese le posizioni sono più o meno le stesse: tutti uniti per un Ddl annuale per le PMI e per un “Piano 4.0 per le imprese”. Per le imprese bancarie e sulle regole relative alle responsabilità dei manager, M5S punta poi a “sanzioni più severe”, il Pd a un “inasprimento pene e sanzioni per manager e amministratori” mentre la Lega scommette su “amministratori responsabili di un colpevole dissesto puniti con pene esemplari”. Per quanto le im-

prese bancarie più in generale per M5S occorre “un diverso trattamento fiscale tra le banche commerciali e le banche di affari”, per il Pd “un diverso trattamento fiscale tra le banche commerciali e le banche di affari” e infine per la Lega “un diverso trattamento fiscale tra le banche commerciali e le banche di affari”. Posizione simile tra le tre forze politiche anche per quanto riguarda la Green economy, l’economia circolare per la quale servono per il M5S “nuovi modelli” e per il PD “un piano nazionale”; per l’energia pulita attraverso una “transizione energetica e decarbonizzazione”. Sulla gestione rifiuti M5S crede in un “piano nazionale” mentre il Pd in un dimezzamento del conferimento in discarica. La Lega non si sbilancia. Per la gestione dell’acqua, il partito di Di Maio crede a una gestione diretta, Martina in un piano di rete idrica mentre Salvini a una “regia nazionale sull’aria e sulla rete idrica”. Tutti d’accordo invece per lo “stop alla cementificazione” e al contrasto e prevenzione al dissesto idrogeologico per il quale la Lega specifica occorrono “investimenti

Da Agricolae

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gricoltura

Commissione Ue ha reso noti i dati

L’Italia torna al primo posto per i fondi UE alle OP ortofrutticole

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a Commissione UE ha reso noti i dati relativi alla spesa per il settore ortofrutticolo nel 2017. L’Italia si è confermata, complessivamente, per le diverse voci di spesa, il primo paese beneficiario dei fondi comunitari per il comparto con 257,4 milioni di euro su un totale di 995,5, seguita dalla Spagna (237,2 milioni di euro) e dalla Francia (112 milioni di euro). Nell’esercizio 2017, la spesa per il finanziamento dei programmi operativi delle OP ortofrutticole, è stata di 822 milioni di euro. L’Italia con 233.2 milioni (28,4% della spesa totale) è risalita al 1° posto, 2° la Spagna (era 1° nel 2016), con 227,2 milioni di euro, pari al 27,6% del totale e 3° rimane la Francia con 110,1 milioni di euro, pari al il 14,0%. Le Op che in Italia hanno presentato il programma operativo nel 2017 sono state 302. L’Italia è poi rimasta al secondo posto come paese beneficiario nel programma Frutta nelle scuole, con 23,2 milioni di euro di spesa (19,7% del totale), preceduta dalla Germania con 25,5 milioni di euro (21,7%), al terzo posto la Polonia

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con 16,9 milioni di euro (14,4%). Oltre al primato nell’utilizzo delle risorse nei programmi operativi, il nostro Paese ha fatto registrare nel 2017 anche la crescita del 2,5% delle esportazioni (5,1 miliardi di euro) rispetto al 2016. Ma dal punto di vista dell’export, la Spagna, con i suoi 14,3 miliardi di euro, rimane ancora lontana.

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groalimentare

Con la regia di deGusto Salento

Prima uscita ufficiale dei cinque consorzi del rosato

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l primo tavolo italiano sui rosati dopo la sigla del Patto di intenti tra cinque consorzi, ma anche cambiamenti climatici e ricadute sulla viticultura. Il calendario degli appuntamenti promossi da deGusto Salento, l’associazione dei produttori del Negroamaro, per l’edizione 52 di Vinitaly ha parlato di sostanza e si è messo al servizio dei produttori. «Le degustazioni sono la prassi per una kermesse che parla di vino – commenta Ilaria Donateo, presidente di deGusto – noi quest’anno siamo andati oltre e, approfittando della presenza a Verona del più importante parterre italiano di produttori, abbiamo voluto rilanciare un tema caro a tutti gli artigiani della vigna, i cambiamenti climatici e le ricadute sulla viticoltura». L’appuntamento ha inteso focalizzare un tema di grande interesse per tutti quei produttori che nell’agroalimentare scommettono ogni anno sacrifici e investimenti. La campagna non è una macchina che replica procedure, ma è un elemento vivo che cambia e si modifica, ma che negli ultimi anni sta assistendo e soprattutto sta subendo gli effetti di un cambiamento graduale e sostanziale del clima che inevitabilmente ha ricadute sulle produzioni. «Non ci si deve far trovare impreparati difronte a questa evoluzione – dice ancora Ilaria Donateo.

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È per questo che con la collaborazione di Slow Wine Italia e di Epson meteo, con il coinvolgimento di Maurizio Gily, agronomo e collaboratore di Slow Wine, e con Daniele Izzo, ricercatore e metereologo specializzato in viticoltura per Epson meteo, è stato affrontato in maniera scientifica un tema con rilevanza pratica ed economica». Vinitaly è stata anche la prima uscita ufficiale del nuovo soggetto costituito da cinque consorzi italiani con la maggiore predisposizione alla produzione di rosati. Dopo la sottoscrizione prevista a Bardolino del patto di intenti per sancire l’alleanza sui rosati tra i Consorzi di Tutela Chiaretto di Bardolino, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte rosato e Salice Salentino, con la regia di deGusto Salento e alla presenza dei produttori e della stampa è stato ulteriormente rafforzato il patto d’azione strategica che unirà l’Italia dal nord al sud nel segno del rosato. «Una grande sfida nella quale la nostra associazione ha sempre creduto – spiega il presidente Donateo – e che finalmente diventa un progetto condiviso con un taglio sicuramente promozionale ma anche culturale. I dati diffusi dalla Nielsen ci dicono che negli Stati Uniti i rosati hanno segnato un +53% di vendite e che in valore assoluto hanno superato la vendita dei vini

fermi. Bene, da qui partiamo per sviluppare un progetto italiano di promozione che ci vede tutti uniti per la valorizzazione del vino rosato autoctono italiano. All’incontro del Vinitaly hanno partecipato Alessandro Luzzago e Carlo Alberto Panont, presidente e direttore del Consorzio Valtènesi, Damiano Reale, presidente del Consorzio del Salice salentino, Franco Cristoforetti e Angelo Peretti presidente e direttore del consorzio del Chiaretto di Bardolino, Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Cerasuolo d’Abruzzo, Ilaria Donateo, presidente di deGusto Salento e Sebastiano De Corato in rappresentanza consorzio della DOCG di Castel del Monte.

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gricoltura

Puglia seconda regione italiana per numero di domande

Lavoro e giovani: corsa alla terra, importante fare bene i conti

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corsa alla terra per i quasi 30mila giovani che nel 2016/2017 hanno presentato in Italia domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione Europea, con ben il 57% concentrato al sud e nelle isole e il 23,6% al centro e il resto al nord. La Puglia è la seconda regione italiana per numero di domande presentate ( 4540) dietro solo alla Sicilia (4700). E’ quanto emerge dallo studio della Coldiretti “Ritorno alla Terra” presentato al primo “Open Day dell’agricoltura” italiana. Il traguardo, che diventa poi il punto di partenza dell’impresa, è la realizzazione del progetto per la quale servono energia, entusiasmo e concentrazione, oltre a una certa dose di pazienza per l’inevitabile burocrazia che agli imprenditori agricoli sottrae almeno 100 giorni di lavoro ogni anno.

Fra gli ostacoli maggiori da superare c’è anche il costo elevato della terra visto che – spiega un’analisi Coldiretti su dati Eurostat - quella arabile in Italia è la più cara d’Europa con un prezzo medio di 40.153 euro all’ettaro: si va dai 17.571 euro della Sardegna ai 30.830 euro della Puglia, dai 40.570 euro del Lazio ai 42.656 della Toscana, dai 65.759 della Lombardia ai 68.369 del Veneto fino al record europeo della Liguria con 108mila euro all’ettaro. Se si considera che la dimensione media di un’impresa agricola italiana è di circa otto ettari è chiaro che il “prezzo d’ingresso” per un giovane rischia di diventare proibitivo. Per questo una delle soluzioni consigliate dai tutor della Coldiretti è di iniziare affittando la terra con una spesa media di 700 euro a ettaro all’anno, ma che può raggiungere valori molti più alti in zone pregiate di pianura e collina, ma-

gari nelle aree di produzione dei grandi vini. A questa cifra bisogna aggiungere, sempre in media, fra gli 800 e i 1.200 euro all’ettaro per le lavorazioni, i semi, le piantine, la manodopera, le attrezzature e l’acqua. Se i settori a forte investimento finanziario come la zootecnia da latte, se si parte da zero, necessitano di forti capitali (fra 1 e 2 milioni di euro), per gli altri comparti rurali l’impegno economico totale di partenza oscilla fra i 30mila e i 50 mila euro totali a seconda del tipo di attività: dalla coltivazione di frutta e verdura all’allevamento di capre e pecore fino a settori di nicchia come quello dello zafferano o altri come la produzione di mirtilli o piante e fiori nei vivai. E poi serve tanto impegno, fatica, volontà e fantasia nell’adottare le più recenti soluzioni tecnologiche e studiare nuovi canali commerciali per i propri prodotti, comprese le vendite on line.

LE DIECI REGOLE D’ORO PER IL SUCCESSO NEI CAMPI 1) Avere un’idea chiara di quello che si vuole fare 2) Studiare territorio, mercati e normative 3) Progettare un business plan 4) Disegnare una mappa delle fonti di finanziamento 5) Individuare la banca o il bando pubblico a cui rivolgersi 6) Verificare le possibilità di accesso alle risorse 7) Cercare con CreditAgri le garanzie per il finanziamento 8) Presentare il progetto per accedere al credito bancario 9) Presentare il progetto per accedere ai fondi pubblici 10) Realizzare il progetto N° 8 - 1 maggio 2018

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Concimi organici per la vita delle piante

Bioagrotech:

nutrimenti naturali per la terra Nella catena alimentare, i microrganismi sono l’anello fondamentale e grazie alla loro attività danno realtà concreta all’antico principio secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. In agricoltura i microrganismi giocano un ruolo fondamentale rendendo la rizosfera un sistema perfetto ed efficiente, ideale per lo sviluppo delle piante. Nel completo rispetto della biodiversità, Bioagrotech formula prodotti che non puntino ad eliminare i microrganismi potenzialmente dannosi, ma a potenziare quelli utili alla pianta. In particolare, l’azienda si affida alle caratteristiche utili di quattro gruppi di microrganismi, introducendoli nelle colture per apportare in modo naturale dei vantaggi di tutela e produzione. Il primo di questi gruppi è quello dei batteri Streptomyces, i più grandi produttori naturali di antibiotici. Un altro gruppo è quello dei batteri delle specie Pseudomonas, che stimolano l’allungamento delle radici primarie e lo sviluppo di quelle secondaria e che mantengono sotto controllo con efficacia l’attività di alcuni funghi patogeni della rizosfera. Il terzo gruppo comprende i funghi delle specie Trichoderma, che si sviluppano dalla rizosfera e instaurano un’associazione reciproca con le radici delle piante. In particolare il Trichoderma Herzianum è usato come agente naturale di controllo dei patogeni fungini delle piante. Infine c’è il Bacillus Subtilis, ultimo dei microrganismi scelti da Bioagrotech per la gamma di concimi naturali: è un batterio saprofita che produce molti enzimi utili per la degradazione di alcuni substrati naturali e contribuisce al ciclo dei nutrienti.

Così sono nate le due linee Agrofito ed Ergostart: oltre alle sostanze necessarie per rispondere alle esigenze specifiche delle piante, questi prodotti veicolano un nucleo che contiene la stessa flora microbiologica presente in una rizosfera ricca di humus e sostanze organiche, in grado di creare l’equilibrio tra pianta e terreno che permette lo sviluppo delle radici e la crescita sana della coltivazione.

Bioagrotech www.bioagrotech.com Strada del Bargello, 111 47891 Dogana (RSM) - SM23402


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groalimentare

AL CENTRO IL LAVORO

A MONOPOLI IL CONGRESSO REGIONALE DELLA UILA PUGLIA di Rino PAVONE

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a politica che non riesce ancora a dare un governo al paese prenda esempio dal recente accordo confindustria-sindacati basato su scelte concrete, immediatamente realizzabili e utili per i cittadini”. E’ il messaggio lanciato dal sesto congresso regionale della Uila Puglia tenutosi a Monopoli alla presenza di 200 delegati e 70 ospiti. Tema dell’assise la centralità del lavoro per difendere il settore dell’agricoltura e dell’agroalimentare che rappresentano il comparto trainante dell’economia non solo regionale: nel 2017 l’agricoltura in Puglia è cresciuta del 13,7% mentre l’agroalimentare pugliese ha conquistato il primato nazionale della produzione lorda vendibile. La relazione del segretario regionale uscente Pietro Buongiorno ha illustrato le tesi dell’organizzazione dei lavoratori del comparto agricolo della Uil rilanciando le proposte di legge di iniziativa popolare su disoccupazione, pensioni e aiuti alla genitorialità consegnate al nuovo parlamento. La fase di stallo in cui versa il Psr con gravi ritardi negli investimenti che stanno penalizzando il settore. Sul fronte xylella, la necessità di procedere subito all’eradicazione delle piante infette e ai rimborsi per i produttori colpiti. Una profonda riforma dell’Arif che vada oltre l’antincendio e l’irrigazione. Di particolare livello e interesse, poi, la tavola rotonda sul mercato del lavoro agricolo. “Per combattere concretamente il caporalato – ha dichiarato il segretario generale nazionale della Uila Stefano Mantegazza – chiederemo al nuovo governo di modificare la legge 199 per le pastoie burocratiche che impediscono alle parti sociali di risolvere i nodi del servizio di trasporto per i lavoratori e dell’incontro legale fra doN° 8 - 1 maggio 2018

manda e offerta di lavoro assicurando sgravi contributivi per le aziende che assumono attraverso la rete agricola di qualità gestita sul territorio insieme con Inps, prefetti e comuni”. La direttrice regionale dell’Inps Maria Sciarrino ha sottolineato il ruolo di collettore fra imprese e sindacati che deve svolgere l’istituto con la sua banca dati. L’assessore regionale al lavoro Sebastiano Leo ha ribadito l’impegno a sostenere l’attuazione della nuova legge anticaporalato con contributi per i trasporti e l’intermediazione. Il commissario straordinario del governo per l’emergenza caporalato, prefetto Iolanda Rolli, si è soffermata sulle attività svolte in particolare dalla cabina di regia in provincia di Foggia per superare i ghetti mostrando alcune importanti prospettive che impegneranno nell’immediato futuro istituzioni pubbliche e organizzazioni sindacali a partire dalla prossima riunione. I lavori del congresso regionale della Uila Puglia si sono conclusi con il rinnovo degli organismi dirigenti, l’approvazione dei documenti finali e gli interventi del segretario generale regionale della Uil Puglia Franco

Busto e del segretario nazionale Uila Pietro Pellegrini. “Il migliore e più efficace cambiamento che può essere proposto al territorio – ha dichiarato Busto segretario regionale Uil Puglia - è fornito dall’esempio, dal coraggio e dalla determinazione, tutti fattori che pure in un settore delicato, ma strategico, come l’agroalimentare, la Uila Puglia, investendo senza indugi su processi innovativi, ha saputo mettere in campo, ottenendo i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto conquistando la fiducia e intercettando con capillarità le esigenze e le istanze di tanti lavoratori e lavoratrici pugliesi”. Il dibattito tra i 200 delegati presenti è stato concluso da Pietro Pellegrini, componente della segreteria nazionale della Uila, che ha sottolineato l’impegno imminente per la fase contrattuale aziendale integrativa da avviare sul territorio nel comparto alimentare. “E’ clamoroso – ha rimarcato Pellegrini – il contrasto tra la promesse fatte in questa campagna elettorale e le scelte concrete, subito realizzabili e immediatamente utili per il paese, avanzate da sindacati e confindustria”.

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gricoltura

La professione nel presente e nel futuro

Fruttivendolo, la “fotografia” del momento

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el programma di Macfrut 2018, un  convegno sarà dedicato ai fruttivendoli: “Le nuove  opportunità del dettaglio specializzato”. I promotori dell’evento, con Macfrut, sono FIDA (la Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari) e Italmercati (il network dei maggiori centri agroalimentari italiani). I fruttivendoli sono una categoria che da alcuni anni a questa parte, grazie alla crescente attenzione degli italiani verso tutto ciò che è sano, naturale e comodo, ha l’opportunità di riguadagnare almeno parte delle quote di mercato  perse a seguito dell’affermazione della grande distribuzione. Il dettagliante di ortofrutta può offrire infatti dei plus unici e apprezzati dal consumatore come la competenza e la professionalità, la vendita assistita, le specialità e le eccellenze del territorio, la prossimità. Attualmente gli acquisti di frutta e verdura presso i dettaglianti specializzati è di circa 1,86 milioni di tonnellate (dati 2017, +4% sul 2016) e ricoprono il 22% delle quote di mercato (fonte: CSO Italy). I valori della categoria sono condivisi dagli operatori dei Mercati all’ingrosso, che rimangono la loro principale, se non unica fonte di approvvigionamento. Nel corso del convegno, oltre a ricevere una fotografia della situazione attuale e dei cambiamenti in corso, i fruttivendoli potranno ricevere spunti e idee per far evolvere il proprio business, guardando

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anche a case history estere di successo come la frutteria  Gold Gourmet  di Madrid e lo specialista del food service Natoora di Londra. Il convegno è anche l’occasione per premiare i migliori fruttivendoli d’Italia. C’è in palio una  Lancia Ypsilon  per il vincitore del super premio finale del concorso ‘Magic Code 2017’, organizzato da Apofruit Italia e Consorzio Melinda  e  dedicato ai migliori dettaglianti che hanno commercializzato nel 2017 i prodotti a marchio Solarelli e Melinda. “Il fruttivendolo che si è aggiudicato il super premio finale è Antonio Settanni di Noicattaro (Bari)” annuncia, anticipando l’evento,  Gianluca  Casadio,  re-

sponsabile marketing di Apofruit Italia. Durante il convegno sarà proclamato anche il vincitore del concorso ‘L’Amicizia premia sempre!’, promosso da VI.P – Mela Val Venosta e dedicato non solo al consumatore finale, ma anche al fruttivendolo, parte attiva della strategia comunicativa scelta da Mela Val Venosta. Il consumatore vota; il fruttivendolo più votato verrà premiato a Macfrut con una  Fiat Doblò. “Il convegno è l’occasione per valorizzare il ruolo del dettagliante, un profilo professionale ad alto valore aggiunto fatto di specializzazione, professionalità, conoscenza del prodotto”, dichiara Benjamin Laimer, responsabile marketing VI.P.

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Autorizzata dal Ministero della Salute Estensione d’impiego Decis Evo per il controllo dell’insetto vettore di Xylella fastidiosa

Recentemente, il Ministero della Salute ha autorizzato l’estensione d’impiego definitiva di Decis Evo di Bayer per il controllo del fitofago Philaenus spumarius (vettore di Xylella fastidiosa) sulle seguenti colture: ·Olivo ·Vite da tavola e da vino ·Mandorlo ·Erba medica, trifoglio, graminacee foraggere ·Floreali (pieno campo) ·Vivai e ornamentali (pieno campo) ·Pioppo e forestali in vivaio MAGGIORI INFORMAZIONI SUL PRODOTTO

Decis Evo è un insetticida piretroide a base di deltametrina con le seguenti caratteristiche: · Formulazione altamente efficace: l’emulsione in acqua delle molecole di deltametrina, permette maggiore affinità tra sostanza attiva, tessuti vegetali e parassiti · Superiore attività abbattente · Protezione completa della coltura · Più di 60 colture registrate in etichetta (orticole, frutticole ed estensive industriali) e oltre 120 parassiti controllati (afidi, lepidotteri, aleurodidi, coleotteri, tripidi) · Breve tempo di carenza · Massima selettività per la coltura


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groalimentare

Marco Salvi confermato Presidente

L’assemblea annuale di Fruitimprese

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arco Salvi è stato  confermato per acclamazione alla presidenza di Fruitimprese nel corso dell’assemblea romana  della più importante associazione del settore ortofrutticolo italiano, che ha visto quest’ano un’assemblea pubblica ed una privata.   A proporre la candidatura di Salvi è stato il pastpresident Giuseppe Calcagni. Salvi è al terzo mandato triennale. Era stato eletto per la prima volta alla presidenza di Fruitimprese nel  2012, succedendo a Luigi Peviani. Con il terzo mandato Salvi raggiunge un traguardo eguagliato solo dai più illustri tra i suoi predecessori e lo fa sull’onda di un impegno importante ma mai esibito a favore degli associati. Una presidenza all’insegna della concretezza ma anche di una visione globale dei problemi del settore. Sono oggi 300 le aziende associate ed esprimono un giro d’affari di sette miliardi di euro, almeno due dei quali legati all’export. Nell’ambito dell’an-

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nuale Assemblea Fruitimprese si è discusso di “Innovazione e competitività nel mercato  internazionale”, tema di grande attualità per le imprese italiane, chiamate a competere in un contesto mondiale sempre più complesso e sfidante. L’evento, promosso in collaborazione con International Paper, Unitec e Euler Hermes – moderato dal  giornalista Rai Franco Di Mare – si è posto l’obiettivo di analizzare i nuovi scenari geopolitici internazionali, le nuove opportunità  offerte all’ortofrutta italiana soprattutto dai mercati asiatici, grazie al nuovo collegamento ferroviario tra Europa e Cina, e il loro  impatto in termini di  innovazione e gestione sull’attività e le strategie delle aziende. Per comprendere lo stato di salute del comparto ortofrutticolo italiano sui mercati internazionali, basta dare un’occhiata ai dati  diffusi nei giorni scorsi da  Fruitimprese,  secondo i quali  nel 2017 l’export di ortofrutta italiana è salito al valore record di

4,9 miliardi di euro (+3% sull’anno precedente). Una performance che colloca l’ortofrutta al secondo posto, dopo il vino, nel ranking dei settori dell’agroalimentare “made in Italy” più esportati. In particolare,  la frutticoltura ha sviluppato un giro d’affari di 3,6 miliardi di euro, mentre gli ortaggi hanno raggiunto quota 1,3 miliardi. La Germania assorbe quasi la metà della produzione (42%, +5,8%) e la Francia il 14% del totale (+9,5%), mentre verso Spagna, storico competitor, l’export è cresciuto a doppia cifra (12,8%). Se l’Europa si conferma il core business per gli esportatori di ortofrutta tricolore, molti segnali portano gli operatori a guardare con crescente attenzione a Oriente. Lo ha sottolineato nel suo intervento Alessia Amighini, co-direttore dell’Osservatorio Asia ASPI e docente all’Università Orientale del Piemonte, concentrandosi  sulle potenzialità del settore frutticolo. Un comparto decisamente dinamico nel contesto dell’or-

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tofrutta, se consideriamo che il 9% di tutti i frutti coltivati sono commercializzati a livello internazionale. Tra i trend più significativi, Amighini rileva uno spostamento dei consumi verso la frutta con un’immagine più naturale e fresca,  compresa quella congelata (la cui domanda nell’ultimo decennio è cresciuta del 5% all’anno). Grazie all’aumentare di  consumatori guidati da scelte alimentari consapevoli,  il segmento bio si conferma in forte sviluppo,  così come quello dei “superfood”. Se guardiamo i flussi internazionali,  emerge il  ruolo della Cina che, oltre ad essere il primo produttore al mondo, ha rapidamente ampliato le importazioni ed esportazioni di frutta fresca e trasformata. Merito di un migliore accesso al mercato,  delle preferenze mutevoli dei consumatori, che vedono tra l’altro crescere il loro potere d’acquisto, e di una logistica più efficiente, con impianti di stoccaggio e catene del freddo sempre più performanti.  L’export  agroalimentare italiano verso la Cina  è cresciuto del 15%: l’Italia è il primo Paese europeo esportatore di frutta verso quel grande mercato, con il kiwi in vetta ai prodotti più richiesti, anche se i cinesi amano e consumano soprattutto le mele. Quanto al prossimo futuro, in prospettiva emergono almeno  due fattori  che potrebbero giocare un ruolo importante nel favorire  gli esportatori italiani.  Da un lato,  la lotta  sui dazi commerciali tra Pechino e Washington, dall’altro le nuove rotte ferroviarie: in  particolare, il nuovo collegamento tra Mortara (Pavia) e Chengdu (Sichuan), che renderà la Cina raggiungibile in 16-18 giorni (contro i circa 45 di navigazione) e toccherà Paesi a elevato potenziale di crescita. Nel suo intervento,  Marco Salvi, presidente Fruitimprese, ha tratteggiato il quadro d’insieme nel quale si trovano ad operare le  imprese associate: uno scenario economica che esce da un decennio di crisi e deve affrontare nuove problematiche, ma anche  interessanti opportunità. Per farlo efficacemente, secondo Salvi è fondamentale investire innanzitutto in innovazione. Un  ruolo centrale  per il settore ortofrutticolo è senza dubbio rappre-

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sentato dalle politiche comunitarie della nuova PAC (Politica Agricola Comune) 2020/2027 e quindi dalle OCM (Organizzazioni Comuni del Mercati agricoli), tra cui quella ortofrutticola. In sede comunitaria si sta lavorando a ritmi serrati, sulla scia dell’approvazione della parte agricola del Regolamento Omnibus, che revisiona medio termine la politica europea 2014/2020. Sul fronte export, il settore ortofrutticolo sta centrando  ottimi risultati: basti pensare al saldo attivo di oltre un miliardo della bilancia commerciale. Anche se, per far crescere l’economia, Fruitimprese auspica interventi più decisi da parte del governo sul costo del lavoro, la pressione fiscale e l’efficienza della pubblica amministrazione. In chiave di sviluppo,  l’innovazione è la chiave di volta, a patto che riguar-

di tutti i segmenti della filiera, dalla produzione alla promozione. Questo significa lavorare  sulle varietà e sulla qualità per distinguersi sui mercati internazionali, sulla valorizzazione di alcune specie, ma anche sul settore logistico e commerciale e concentrarsi, in particolare, su quei consumatori disposti a remunerare adeguatamente i nostri prodotti e quindi tutte le componenti della filiera. I rapporti di interscambio con la Cina, che si può ormai definire un Paese target, sono migliorati e questo lascia ben sperare per il futuro. Per affrontare al meglio quel  grande mercato,  occorrono in ogni caso quantità e capacità di servizio adeguate, che nessuno può garantire da solo. E servono piattaforme di distribuzione in loco,  oltre a un’opportuna campagna di comunicazione.

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Studio Cassandro informa

OCM VINO

Cosa serve? L’ OCM vino è la regolamentazione unica dell’Unione Europea che detta alcune norme riguardanti il settore vitivinicolo, sia per quanto riguarda le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende. I finanziamenti e i contributi dell’OCM vino sono assegnati dal Ministero per le Politiche Agricole e dagli assessorati per l’agricoltura delle singole Regioni e provincie autonome. L’Ocm vino paesi terzi assegna contributi a fondo perduto per le spese relative alla promozione del vino all’estero, come la partecipazione a fiere, la degustazione nei ristoranti, o la semplice pubblicità. Molto importante la possibilità di finanziare il vino utilizzato nelle degustazioni all’estero oppure di finanziare l’incoming di potenziali clienti presso la propria cantina Bandi dell’OCM Vino sono destinati ad imprese vinicole con esclusione dei semplici imbottigliatori o commercianti di vino. Per partecipare ai bandi occorre realizzare prevalentemente il vino con uve di propria produzione, oppure acquistata presso terzi. Ciò non vuol dire che l’impresa non possa ef-

fettuare un’attività di commercio, ma i vini imbottigliati non potranno essere promossi con le agevolazioni di OCM vino paesi terzi. Le imprese possono partecipare singolarmente, oppure in associazione temporanea con altri produttori, o ancora aggregandosi a progetti promossi dalle

associazioni vitivinicole Il bando OCM vino Paesi Terzi, permette di finanziare con un contributo a fondo perduto che è pari al 50% , a seconda delle regioni di appartenenza, tutti i costi da sostenere per promuovere i propri prodotti fuori dall’Unione Europea.

Cosa permet te di fare? Le più significative sono, oltre alle spese di viaggio e la partecipazione a fiere Le spese per ospitare i potenziali acquirenti o giornalisti presso le proprie cantine (incoming) con la copertura di spese di viaggio, vitto e pernottamento. Le spese per le attività internet, sia di programmazione di contenuto dei siti. I costi (entro un 4%) del personale interno adibito all’export. Le spese per la rendicontazione Le spese per il vino utilizzato nelle degustazioni presso ristoranti, centri commerciali etc a valore di listino franco cantina. Le spese di pubblicità. In sintesi il Bando è una misura completa che copre tutte le spese necessarie per sostenere l’export del proprio prodotto, con un limite di una spesa massima per azienda pari al numero di ettolitri Dop e Igp prodotti..

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Cosa finanzia? Tutte le spese di viaggio di promozione per le fiere o la pubblicità sostenute in un determinato paese terzo (non-EU). Nello specifico:

a) la promozione e pubblicità, che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti di qualità, la sicurezza alimentare ed il rispetto dell’ambiente, da attuare a mezzo dei canali di informazione quali stampa e televisione; b) le missioni commerciali all’estero; c) la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni internazionali; d) campagne di informazione e promozione da attuarsi presso i punti vendita, la grande distribuzione, la ristorazione dei paesi terzi; e) altri strumenti di comunicazione (ad es. siti internet, opuscoli, degustazioni guidate, incontri con operatori e/o giornalisti dei Paesi coinvolti). Possono essere finanziate: • Organizzazioni professionali • Organizzazioni interprofessionali • Consorzi di tutela riconosciuti • Organizzazioni di produttori riconosciute • Produttori di vino • Associazioni temporanee di impresa • Soggetti pubblici, nell’ambito di Associazioni, anche temporanee di impresa La Cassandro s.r.l. presenta progetti in paesi Extra Ue a partire dall’annualità 2009/2010 a favore di diverse Cantine di varie regioni italiane. La Misura concede un aiuto per la realizzazione di attività di informazione e promozione finalizzate ad indurre i consumatori all’acquisto dei prodotti agricoli o delle derrate alimentari che rientrano nei sistemi di qualità alimentare così come definiti nella misura 3 del PSR 200142020 della Regione Puglia. La Cassandro s.r.l. ha presentato per attività promozio-

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nali nei paesi comunitari progetti per associazioni temporanee d’impresa e Consorzi e Cooperative che si sono sempre classificati nelle prime posizioni in Puglia ed in Abruzzo. Tra i consorzi nel settore agroalimentare possiamo annoverare i consorzi di tutela: dal consorzio di tutela dello Zafferano di Navelli (AQ) , al consorzio della Burrata per passare a quello della patata di Racale o quello della Cipolla IGP di Margherita al consorzio dell’olio Aprutino Pescarese il Consorzio della cipolla Igp Di Margherita e

per concludere ai consorzi di tutela Vini sia a nord che sud della Puglia. Infine sempre nel settore della Promozione la Cassandro s.r.l., ha presentato diversi progetti comunitari sul Regolamento CEE 501/2008,dove svolgeva il ruolo di mandataria Capogruppo del raggruppamento e Organismo responsabile nella realizzazione di azioni promozionali mercati interni (Danimarca Belgio) e extra UE(Usa e Canada) presentati dall’Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano –Roma.

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esca

Partner la Regione Puglia

Al via a Zara il progetto Blue_Boostl

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aboratori blu, workshop, hackathon e “voucher dell’innovazione blu” di 350.000 euro per almeno 35 progetti di piccola scala, con l’obiettivo di stimolare e guidare l’innovatività delle micro, piccole e medie imprese/startup che operano nei settori dell’economia del mare nella regione Adriatico-ionica. Queste alcune delle azioni di Blue_ Boost, il progetto di cui la Regione Puglia è partner, che mira a promuovere il potenziale d’innovazione dei settori tradizionali (pesca e costruzione navale) e di quelli emergenti (tecnologie

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blu tra cui acquacoltura, cantieristica verde, robotica, nuovi materiali) della crescita blu nella regione Adriaticoionica. Il lancio dell’iniziativa è stato effettuato presso la sede di Zara della Camera Croata per l’economia. Nell’ambito del progetto, i partner, ovvero la Camera croata per l’economia, l’Università di Camerino, la Camera per il commercio e l’industria di Salonicco, l’Iniziativa centro europea, il Fondo di sviluppo Albanese, il Parco scientifico di Patrasso e la Regione Puglia, provenienti da sette territori marittimi del programma ADRION, si concentreranno su cooperazione e

innovazione transnazionale e intersettoriale dei cluster marittimi, condividendo conoscenze e consolidando una comunità tematica. Come obiettivo finale, Blue_Boost approverà una strategia di rete per l’innovazione transnazionale e un piano d’azione per la capitalizzazione a lungo termine dei risultati di progetto per i cluster marittimi nei sette territori adriatico-ionici coinvolti e oltre. Il progetto Blue_Boost è finanziato dal programma europeo Interreg ADRION e si concluderà ad ottobre 2019.

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I RISULTATI PRESENTATI IN UN SEMINARIO TECNICO SVOLTOSI A BARI

PESCA SICURA, ULTIMATO IN PUGLIA IL PRIMO PROGETTO IN ITALIA

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uarantacinque imbarcazioni di ogni tipologia di pesca sottoposte a verifiche del ciclo di lavorazione in tutte le 13 marinerie pugliesi, da Peschici a Marina di Leuca. 150 visite mediche condotte sui lavoratori, in particolare ortopediche e dermatologiche. 180 addetti con una età media di 49 anni e una anzianità lavorativa media di 28 anni che hanno partecipato agli eventi formativi con la raccolta di questionari. Sono solo alcuni dei numeri del progetto “Pesca Sicura” realizzato nell’arco di un triennio in Puglia grazie allo sforzo organizzativo che ha visto la collaborazione della Direzione Regionale dell’Inail e dell’Osservatorio Nazionale della Pesca, con il coinvolgimento delle Capitanerie di Porto e, soprattutto, degli stessi pescatori sensibilizzati alla problematica della salute e sicurezza a bordo con diverse attività per l’adozione di comportamenti corretti e una proficua gestione della sicurezza. In Puglia il settore della pesca rappresenta una delle principali attività economiche con più 6 mila addetti e il 13% dell’intera flotta e produzione peschereccia nazionale, seconda solo alla Sicilia. I risultati scientifici e gli studi condotti con lo svolgimento del progetto, il primo del genere in Italia, sono stati analizzati nel dettaglio nel corso di un articolato e approfondito seminario tecnico-scientifico svoltosi a Bari e rappresentano una fondamentale base per definire delle linee guida per il settore della pesca sul delicato

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di Rino PAVONE

fronte della salute e della sicurezza sul lavoro. “Creare una cultura sulla salute e la sicurezza del lavoro a bordo dei motopescherecci è da sempre una delle priorità - ha sottolineato nel suo intervento il presidente dell’Osservatorio Nazionale della Pesca Plinio Conte - ed è necessario integrare la normativa nazionale in materia sperando che con questo progetto la Puglia faccia da apripista anche in altre regioni”. “Nella gestione complessiva del fenomeno infortunistico e tecnopatico - afferma Fabiola Ficola, direttore regionale Inail Puglia – auspico che il settore navigazione per le sue innegabili peculiarità, sia oggetto di approfondimenti qualificati e specifici, sia da parte dell’Inail che delle altre istituzioni. Il presente progetto rappresenta un significativo contributo a questo obiettivo in un’ottica di tutela illuminata e sempre più evoluta della

salute dei lavoratori marittimi”. Le relazioni dei tecnici hanno illustrato nello specifico le diverse tematiche affrontate nell’iniziativa: l’individuazione dei principali fattori di rischio sia di tipo infortunistico, legati all’uso delle attrezzature a bordo nave, che di natura tecnopatica, cioè connessi all’esposizione a rumore, alle vibrazioni, alle condizioni climatiche, alle sostanze chimiche e al sovraccarico bio-meccanico. Tutti i fattori di rischio indagati sono stati diversificati per le varie tipologie di pesca e di allevamento e l’analisi dei dati ha evidenziato le principali patologie che caratterizzano i lavoratori del comparto ittico: osteoarticolari, ipoacusia, malattie cardio-vascolari e ipertensione. I dati raccolti in questo progetto possono costituire un valido contributo per realizzare adeguati protocolli di sorveglianza sanitaria, individuare idonee misure di prevenzione e protezione con l’applicazione di soluzioni tecniche innovative per ridurre i rischi e fornire linee di indirizzo per percorsi formativi anche alla luce degli elementi raccolti nel corso dei sopralluoghi a bordo nave. Altre attività del progetto “Pesca Sicura” hanno riguardato la costruzione di una anagrafe sanitaria sullo stato di salute dei lavoratori marittimi, con particolare riferimento alle patologie della pelle e problematiche muscolo-scheletriche.

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groalimentare

Soprattutto fra i prodotti salutistici ed i piatti pronti

I NUOVI PRODOTTI ALIMENTARI IN ESPOSIZIONE A CIBUS

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illetrecento nuovi prodotti alimentari si affacciano sul mercato e saranno presentati a Cibus2018 (Parma, dal 7 al 10 maggio). Tra i filoni della produzione alimentare italiana in maggior crescita, i prodotti ispirati a salute e benessere e i piatti già pronti. Nei padiglioni che ospitano tutte le merceologie (dai salumi ai formaggi, dalla pasta all’olio, dai prodotti dolciari alle bevande, dalle conserve ai surgelati ed altro) i 3.100 stand delle aziende italiane proporranno 1300 nuovi prodotti. Nell’ area di Cibus Innovation Corner, inoltre, verranno esposti 100 prodotti tra i più innovativi in esposizione in fiera. L’approccio strategico dell’industria è sempre più quello di soddisfare la domanda dei consumatori puntando sulla reinterpretazione della tradizione gastronomica italiana. Di seguito, qualche esempio dei nuovi prodotti in mostra a Cibus, a dimostrazione della ricerca creativa del comparto alimentare italiano. PRODOTTI SALUTISTICI: pasta con farina di fagioli verdi mungo (Andriani); dadi già pronti vegan al gusto di pancetta, completamente

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vegetali (Joy); preparato per brodo e zuppe vegetale bio alla curcuma (Bonomelli); grissini alla farina di farro con semi di lino e di kummel (Vitavigor); bevanda vegetale con riso nero Venere (Riso Gallo); albume fresco bio in bottiglia con tappo riavvitabile (Eurovo); purè di patate fresche senza latte e burro (Euroverde); snack di verdure croccanti (Valleri); snack di fiocchi di legumi (Colfiorito); crisp di vegetali essiccati, non fritti, senza grassi e sale (Fiordelisi); mini gallette sottili prodotte con riso integrale Nerone (Fiorentini); snack a base di pomo-

doro, spalmabile (Prealpi); snack croccante gluten free a base di ceci e riso (Valledoro); condimento spray alla curcuma in olio (Compagnia Alimentare Italiana); aceto di mele non filtrato e non pastorizzato da bere al

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mattino (De Nigris); bevanda vegetale di farro biologico, da bere fredda o da mescolare col caffè a colazione (Alce Nero). PIATTI PRONTI: gnocchi con patate fresche cotte a vapore con rapa rossa (Master); polenta Valsugana in tazza, pronta al microonde in pochi minuti (Polenta Valsugana); vellutata di zucca con tartufo nero (Acqualagna Tartufi); crema di zucca con patata dolce e sedano (Alce Nero); brodo di vegetali essiccati che si prepara come una tisana (Aromy); crema di zucca potimarron e castagne (Gianni De Cecchi); il Kiki, preparato con farina di lenticchie rosse, simile a pasta o riso (Farmo); vellutata con patate e carote viola (Fini); couscous di farina di ceci (Sipa); piatto a base di quinoa, farro e pesto cremoso (Viru); filetto di orata al naturale (Iasa); sughi con bietole bio (Puma); mix di fagioli rossi e germogli di legumi (Saclà); insalate di mare e cerali (Regnoli); insalata di fagiolo di soia Edamame, ceci e fagioli rossi (Saclà); insalate fresche, senza conservanti, con tappo richiudibile (Zerbinati); burger di sole verdure fresche, senza glutine, soia, latte, olio di palma (Zerbinati).

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FORMAGGI: la stracciatella snack (Capurso); cialde di formaggio croccanti cotte al forno, senza lattosio (Granarolo); la mozzarella in crumble ideale per la pizza, rapida da usare (Granarolo); il Trullocchiato pugliese stagionato in grotta con aggiunta di fermenti propionici in fase di riposo (Delizia); la Riccotta alla piacentina, con poche calorie (Valcolatte). SALUMI E CARNI: bresaola di scottona senza conservanti a basso contenuto di sodio, priva di conservanti, nitriti e nitrati (Billo); costine di maiale da preparare in pochi minuti in acqua, nel microonde o nel forno, senza grassi aggiunti (Aurora); vitello in gelatina senza conservanti e senza glutine (Inalca); salame magro fatto con carne di prosciutto, macerato nel vino rosso Gutturnio, senza glutine, senza latte (Peveri); tacchino in porchetta, preparato a lunga cottura (Orma). PASTA: Pasta di Gragnano al caffè (Fabbrica Pasta Gragnano); nuovi formati della linea bio: pasta di farro integrale e pasta di semola di grano duro integrale (De Cecco); nuova linea dedicata ai millennials, vegan, no Ogm, Kosher, in confezione da

250g (Del Verde); pasta ai ceci di Toscana e riso integrale (Rummo). PRODOTTI DOLCIARI: wafer con yogurt ai mirtilli neri (Loacker); crema spalmabile al pistacchio (Bacco); biscotti con zenzero e soia (Di Leo); praline di cioccolato all’olio extravergine (Sassetti); Composta di pere Williams e cacao, spalmabile su pane, crepes ed altro (Fini); panettone farcito alla crema di zucca, zenzero e cannella con canditi di zucca (Il Vecchio Forno); dessert a base di quinoa dolce e frutta fresca (Viru); gli snack monoporzione di confettura e miele (Menz & Gasser). ALTRI PRODOTTI: la sfera di aceto balsamico di Modena da grattugiare (Terra del Tuono); aceto di vino rosé (Due Vittorie); condimento all’aceto balsamico di Modena e fico (Marchi); sale rosa dell’Himalaya con tartufo bianco (Inaudi); petto di pollo alla curcuma, cotto al forno (Parmacotto); pizza di cavolfiore bio, senza glutine (Rolli); paccherini di pasta alla frutta, anche abbinabili a pesce o carne (Rustichella d’Abruzzo); snack con pera dell’Emilia e succo di limone di Sicilia (Serra); uova di quaglia con tartufo bianco (TartufLanghe).

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groalimentare

La stessa azienda già nota per il Bellini

IL ROSSINI-CANDONGA PROTAGONISTA AL VINITALY

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n occasione della 52 edizione del Vinitaly, svoltasi a Verona dal 15 al 18 aprile, la casa vinicola Canella spa di San Donà del Piave, già nota per il Bellini l’aperitivo a base di pesca vero “cult” negli anni ‘80 ed ancora oggi molto apprezzato, ha presentato il Rossini-Candonga Fragola Top Quality®, ottenuto con le pregiate fragole del Consorzio Lucano. Lo stand è stato realizzato su misura per celebrare il nuovo aperitivo della Casa Vinicola: tinte rosse e fragole alle pareti hanno decorato gli allestimenti, mentre il profumo persistente del Rossini e delle Candonga Fragola Top Quality® ha inebriato il padiglione Veneto, attirando una moltitudine di visitatori pronti all’assaggio. Tantissimi i buyers interessati a questo nuovissimo prodotto di Canella Spa, ottenuto dall’unione dello spumante brut del Veneto con la polpa di Candonga Fragola Top Quality®; un aperitivo a basso contenuto alcolico costituito da 70% di spumante brut a fermentazione naturale e 30% di succo e di polpa di Fragola; un mix di fresca effervescenza unito all’aroma inconfondibile della Candonga Fragola Top Quality®. “La polpa soda, rossa  e aromatica  della Candonga Fragola Top Quali-

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ty® – spiega Carmela Suriano, Ceo del Consorzio – e il prosecco della Famiglia Canella, attiva nel settore vinicolo da oltre 70 anni, hanno dato vita a un aperitivo naturale dal gusto intenso di fragola”. Durante i tre giorni della Kermesse veronese  nello stand di

Sol&Agrifood, la rassegna internazionale dell’Agroalimentare di qualità, gli chef della Federazione italiana cuochi hanno dedicato alla Candonga Fragola Top Quality® un dessert originale, molto apprezzato dai clienti del ristorante Goloso. www.foglie.tv


Con gli agri-chef Diego Scaramuzza e Andrea Serravezza

Ricette di campagna ma da gourmet firmate Campagna Amica

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nche gli alimenti più poveri possono diventare piatti da gourmet”. Ne è certo Diego Scaramuzza, agrichef e presidente nazionale di Terranostra, l’associazione per l’agriturismo di Coldiretti, protagonista della prima lezione della tre giorni di corso per agrichef a cura di Campagna Amica Lecce. Tre giorni 16, 17 e 18 aprile di lezione nell’agriturismo “Masseria Stali” di Caprarica, dalle ore 15 alle ore 19, in cui Scaramuzza e lo chef salentino Andrea Serravezza hanno acceso i riflettori sulla cucina regionale di mare e di terra, utilizzando prevalentemente prodotti di stagione, dalle fave ai piselli freschi, dagli asparagi al pesce azzurro, ai formaggi, all’olio extravergine. A portare i saluti ai tanti partecipanti, prevalentemente titolari di agriturismo del Salento, il sindaco di Caprarica Paolo Greco e il direttore di Coldiretti Lecce, Giuseppe Brillante. “Una ricetta può diventare speciale anche utilizzando alimenti semplici – ha detto Scaramuzza – purché siano legati al territorio e lo sappiano raccontare. Una frisa, un pane tipico con l’aggiunta di verdure di stagione, di erbe aromatiche può ambire a diventare il pezzo forte e distintivo del menu”. “Gli alimenti del territorio hanno un’anima – ha ribadito Andrea Serravezza – per questo non possono essere abbinati a caso ma la fantasia N° 8 - 1 maggio 2018

dello chef deve essere utilizzata sempre nel rispetto dell’autenticità e della tradizione del territorio”. Le lezioni a cura di Campagna Amica Lecce, tra teoria e pratica, hanno così l’obiettivo di far crescere la qualità dell’offerta ristorativa degli agriturismi del Salento, a beneficio di tutti quei turisti italiani e stranieri, e sono un numero sempre crescente, che scelgono la vacanza verde a contatto con la campagna e la natura.

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A

gricoltura

Titolari di due aziende denunciati con l’accusa di frode in commercio

Primi effetti per rispetto IGP “Lenticchia di Altamura”

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rimi effetti per il rispetto dell’Indicazione Geografica  “Lenticchia di Altamura IGP”. I titolari di due aziende agricole di Altamura sono stati denunciati con l’accusa di frode in commercio. Anche se effettivamente coltivano il gustoso e sano legume, non possono utilizzarne il nome poiché questa possibilità spetta ai produttori che rispettano il disciplinare approvato dalla Commissione europea su richiesta del Consorzio di tutela e valorizzazione. I Carabinieri Forestali del Parco nazionale dell’Alta Murgia hanno effettuato dei controlli in materia agroalimentare, proprio sulla correttatracciabilità ed etichettatura. Le verifiche hanno riguardato varie aziende e realtà produttive. Sotto osservazione sono finite due aziende agricole altamurane che vendevano riportando la dicitura “lenticchia di Altamura”. Le confezioni risultano così in contrasto rispetto all’indicazione protetta “Lenticchia di Altamura IGP” che è stata registrata e tutelata dall’Unione europea il 19 dicembre scorso e già un anno prima era stata riconosciuta dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Questa protezione tutela il prodotto, di cui è garante il  Consorzio di tutela Lenticchia di Altamura IGP, contro qualsiasi usurpazione o imitazione,

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anche evocativa del nome e del logo. Pertanto non possono essere utilizzate né la dicitura per esteso né espressioni quali ‘genere’, ‘tipo’, ‘metodo’, ‘alla maniera’, ‘imitazione’ o simili da parte di aziende non consorziate o, comunque, che non seguono il disciplinare. Pertanto, la violazione non riguarda la qualità bensì l’etichettatura e l’informazione fornita al consumatore che potrebbe trovarsi ingannato ritenendo che sia un prodotto che ha seguito tutti i passaggi della filiera e della certificazione. I marchi di origine, infatti, sono uno strumento molto importante proprio per evitare le contraffazioni a scopi

commerciali che comportano un danno economico per coloro che fanno parte del Consorzio e ne osservano il disciplinare. Ciò vale anche nel caso specifico, pur trattandosi di due aziende altamurane che producono realmente la lenticchia. Nel frattempo notizie positive arrivano proprio dal Consorzio di tutela e valorizzazione che è nato a gennaio dell’anno scorso ed è costituito da circa 140 agricoltori tra Puglia e Basilicata (sono 19 i Comuni previsti nel disciplinare). La partecipazione al Vinitaly di Verona e l’accordo con una catena della grande distribuzione costituiscono altre due tappe importanti.

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venti

Adua Villa madrina

6° edizione del Premio Mediterraneo Packaging

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l Premio Mediterraneo Packaging sta diventando una delle più importanti manifestazione del mondo enoico internazio-

nale. Dopo l’adesione dell’Accademia delle belle arti Università di Catania e il gemellaggio col concorso enologico Venere Callipigia, anche un testimonial di alta caratura a sottolineare quanto sia importante vestire bene il vino. Adua Villa, Sommelier Master Class, scrittrice del Romanzo Vino Rosso Tacco 12, un nuovo libro in cantiere, e autrice in questi anni di altri libri sull’abbinamento. Dalla Tv alla radio, Dalle guide dei Vini ai Magazine di life style ( firma su F e Natural Style) per arrivare ai social come wine influencer. Adua ama sperimentare ogni tipo di linguaggio e piattaforma dove poter parlare di Vino e non solo. Con la sua società Globetrottergourmet (www.globetrottergourmet.it) molte aziende, è non tutte del mondo food & wine, si rivolgono per sviluppare progetti di Content off e on-Line. Alla 6° edizione del Premio Mediterraneo Packaging possono partecipare anche i Distillati e i Liquori in genere. Il termine per partecipare è il 12 maggio 2018. A seguire, le N° 8 - 1 maggio 2018

giurie composte dagli studenti degli istituti Orio Vergani di Ferrara, Persolini Strocchi di Faenza ( RA) e Mattarella & Dolci di Castellammare del Golfo e di Alcamo, si divideranno il compito di segnalare i campioni alla giuria tecnica che assegnerà i golden premi. A questa edizione parteciperanno oltre dieci paesi del bacino Mediterraneo ed est Europa. Le premiazioni si svolgeranno a Castellammare del Golfo il 26 maggio nella splendida cornice di Villa Margherita. Anche quest’anno sarà assegnato il premio “Divulgatore dell’anno”, premio che si aggiudicheranno due Giornaliste/i che in quest’annata si sono distinti per aver fatto conoscere il made in Italy enologico, sono partite le toto candidature, il 12 maggio verranno pubblicate le nomination. L’edizione scorsa il premio divulgatore è andato a Luigi Salvo Giornalista e Sommelier AIS e Stefano Marroni V Direttore TG2 Rai. Il libro “Vino rosso tacco 12” “Vino rosso tacco 12” è un romanzo enologi-

co, forse il primo in Italia, dove la protagonista Gilda, wine taster di professione, ha un sogno nel cassetto che probabilmente è lo stesso di tantissime altre donne: trovare l’uomo ideale (fosse facile!), che nel suo caso deve essere come la cantina ideale. Un uomo equilibrato, fine, amabile e maturo allo stesso tempo, proprio come un buon vino. Non è facile in effetti per Gilda (ma non solo per Gilda) trovare una persona che abbia tutte queste qualità, soprattutto ben bilanciate tra loro perché non vi sia alcuno spigolo, e la wine taster nel suo viaggio alla ricerca del “quasi impossibile” (lasciatemelo dire!), tra incontri amorosi conditi da illusioni svanite gira il mondo sulle strade del vino certa che un giorno il giusto calice la condurrà all’uomo Doc. Il romanzo è scorrevole, fresco, giovane, molto piacevole da leggere: un lungo itinerario tra cantine e passioni che coinvolge tutti i sensi. Non manca al termine del libro una bozza di cantina ideale con un mix perfetto di etichette italiane e straniere, probabilmente a testimonianza del fatto che è molto più facile per una donna costruirsi la cantina dei sogni più che una relazione da sogno.

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TIOLENE nuovo formulato a base di zolfo 800 g/l adesività e micronizzazione

Tiolene è il fungicida antioidico distribuito da Chimiberg, a base di zolfo (esente da selenio) al 55,09% (800 g/l), attivo verso le forme di oidio con meccanismo aspecifico. La formulazione in sospensione concentrata, caratterizzata da particelle finemente micronizzate, appropriata distribuzione granulometrica e facile dispersibilità in acqua, assicura una corretta copertura della vegetazione trattata, elevata adesività, resistenza al dilavamento e adeguata persistenza. R ecentemente T iolene ( reg. n° 7764 del 28.04.1989, titolare Zolfindustria S.r.l. ) , è stato ri - registrato secondo i principi uniformi con D ecreto D irigenziale del 14.11.2017. L’etichetta autorizzata ha subito una modifica di composizione, con aumento del contenuto di zolfo a 800 g/l e modifica della classificazione ( eliminazione del pittogramma con il pittogramma “punto esclamativo” ) . I noltre i campi d’impiego autorizzati sono stati accuratamente dettagliati con le seguenti specifiche: V ite, Pomacee, D rupacee, N occiolo, Pomodoro e altri ortaggi a frutto ( solanacee, cucurbitacee con buccia commestibile e non commestibile ) con impiego previsto sia in pieno campo sia in serra, Cavoli e ortaggi a stelo in pieno campo, L egumi freschi e da granella in pieno campo, C ereali, F loreali e O rnamentali sia in pieno campo sia in serra e F orestali. T iolene è disponibile nelle taglie da 1 litro ( cartone 10 pz ) , 5 litri ( cartone 4 pz ) e 20 litri. L’utilizzo delle confezioni con la precedente etichetta autori zzata è consentito per 12 mesi dalla data di ri - registraz ione e pertanto fino al 14 novembre 2018. Chimiberg - marchio di Diachem S.p.A. Agrofarmaco autorizzato dal Ministero della Salute. Utilizzare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto. Si richiama l’attenzione sulle frasi e simboli di pericolo riportati in etichetta.

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FOGLIE n.08/2018  

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE

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