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AGRICOLTURA • AGROALIMENTARE • TURISMO RURALE

CINA: QUANDO VIA DELL’ORTOFRUTTA?

ANCORA NO ALL’IMPORT DI MELE, PERE E UVA DALL’ITALIA AGRICOLTURA De Castro: “Non mi ricandido alle prossime elezioni europee”

AGROALIMENTARE “Progetto Spicciati” per start up agroalimentari

MONDOGAL Gal Seb, approvato bando per avvio nuove imprese

N° 6 • 1 APRILE 2019


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ditoriale

1 APRILE 2019 - N.6- ANNO 14

QUINDICINALE DI AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE

Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice

G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione G.Ed.A. Giovani Editori Associati Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Paola Dileo, Nica Ruospo, Rino Pavone, Donatello Fanelli Pubblicità G.Ed.A Rino PAVONE r.pavone@foglie.tv 380 6328672 Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264 Iscritta al Registro Operatori Comunicazione ROC n.26041 TESTATA GIORNALISTICA ACCREDITATA

XYLELLA: ESTESA A IMPRESE AGRICOLE COLPITE MORATORIA MUTUI

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a moratoria dei mutui è stata estesa anche alle imprese agricole colpite dal batterio della Xylella Fastidiosa che sta gravemente danneggiando il settore olivicolo oleario della Regione Puglia. Lo annuncia Ismea sottolineando che in considerazione dell’intensificarsi delle calamità naturali e delle gravi epizoozie e fitopatie che colpiscono il settore agricolo, l’Ismea ha adottato un provvedimento di revisione degli attuali criteri che regolano la sospensione delle rate di mutuo per le imprese agricole in difficoltà, rendendo l’operazione più semplice e immediata. Per andare incontro alle esigenze delle imprese agricole, in un’ottica di massima semplificazione e trasparenza, l’accesso al rinvio delle rate, precisa infine l’Ismea, è automatico e sarà concesso con la semplice presentazione del provvedimento attestante lo stato di calamità o altre condizioni, con riferimento alla localizzazione geografica della propria azienda.  Inoltre, le imprese avranno la facoltà di scegliere le modalità di rimodulazione del piano di ammortamento. “A spingere verso il basso il PIL nelle campagne in Puglia è stato il drammatico calo della pro-

duzione di olio, che vede il crollo fino al 65-70% della produzione olivicola e olearia, con punte fino al 90% in alcune zone, rispetto all’annata precedente a causa delle gelate. Il valore aggiunto del settore oleario è al minimo degli ultimi 25 anni. Le gelate di febbraio e la Xyella hanno fatto crollare la produzione di olive e olio, con una perdita secca della PLV di 317 milioni di euro nel 2018”, ha denunciato il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. Sia per le gelate che per la Xylella Fastidiosa – riferisce Coldiretti Puglia – con il provvedimento di ISMEA gli agricoltori potranno chiedere il rinvio delle rate che scadono nell’anno in cui si certifica il motivo del rinvio fino a tre anni successivi all’anno colpito dalla calamità. Per questo Coldiretti ha chiesto, e l’appello è stato accolto da Ismea, “un sostegno dell’Istituto a supporto delle imprese che hanno subito danni già accertati. A tal fine in particolare si è chiesta la revisione delle procedure del rinvio rate adottate dall’Ismea – ha concluso il presidente Muraglia - al fine di renderle più flessibili e assicurare il blocco dei pagamenti per le predette imprese, mirato al rinvio delle rate in scadenza”.


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ommario

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BONIFICA 28 CONSORZI Niente pagamenti

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EDITORIALE XILELLA 5 Estesa a imprese agricole colpite moratoria mutui

8 AGRICOLTURA

8 DE CASTRO 11

Non mi candido alle prossime elezioni europee CINA Ancora no all’import di uva dall’Italia

AGROALIMENTARE

10 CENTINAIO

Italia e Cina insieme per agroalimentare

14 LATTE

Sostegno per filiera ovicaprino

PESCA

18 MONOPOLI Incontro fra M5S e marinerie pugliesi

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12 PROGETTO SPICCIATI

Pochi centesimi per start up in agroalimentare

15 BRAND ITALIA

20 COLDIRETTI

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27 CONTOTERZI

25 NATURALE

“Incentivarne il ricorso”

ZOOTECNIA

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CONTE 16 Incontro con Coldiretti su xylella Prandini incontra commissario ue Hogan

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ANANAS Apprezzate pelatrici automatiche

Valore cresce del 14% in un anno

ETICHETTE Ora puntano sui cinque sensi Spinge all’acquisto prodotti

MONDOGAL SEB 9 GAL Approvato bando per avvio nuove imprese GAL PONTE LAMA 21 Bando valore aggiunto filiera ittica


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gricoltura

Il vicepresidente della commissione agricoltura del parlamento europeo

DE CASTRO NON SI CANDIDA ALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE

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venuto il momento di fare un passo indietro. Di non accettare una candidatura alle prossime elezioni europee. Lo annuncia in una lettera alla stampa il vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. Credo nella necessità - sottolinea l’eurodeputato Pd - di lasciare spazio a nuove e più giovani energie, che potranno interpretare al meglio e con la necessaria vitalità il progetto del Partito Democratico uscito dal Congresso e messo in campo dal nuovo segretario  Nicola Zingaretti, a cui vanno i miei più sinceri auguri. Per me è venuto il momento af-

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ferma De Castro - di rientrare tra i banchi dell’Università di Bologna, riabbracciare vecchi colleghi e incontrare nuovi studenti ai quali mi sento di dover trasferire più di qualcosa di questa straordinaria esperienza,iniziata con Romano Prodi che, per me, è stato ed è un punto di riferimento assoluto sia nella politica, sia nella mia attività di ricercatore e docente universitario. Di queste straordinarie esperienze sono e sarò sempre grato al Partito Democratico: una comunità politica nella quale si lavora con passione e che, seppure con vicende alterne, resta unica nel panorama italiano per la capacità di attivare processi di partecipazione

democratica e per l’impegno che, dal centro alle periferie, caratterizza i militanti e i gruppi dirigenti. So - scrive De Castro - per le sensazioni provate viaggiando nei territori, che più di qualcuno resterà deluso da questa mia decisione ma vi assicuro che resterò in prima linea a battermi, anche se da un’altra posizione, per la difesa degli interessi del ‘Made in Italy’ dell’agroalimentare.Ci sarò conclude De Castro per dare ascolto a lavoratori, imprenditori, istituzioni e ad adoperarmi con loro per trovare e suggerire le soluzioni migliori per tutelare gli interessi e lo sviluppo di un settore chiave per la società italiana.

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M G ondo

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AD APRILE IL TOUR DI PRESENTAZIONE NEL SUD EST BARESE

APPROVATO IL BANDO PER L’AVVIO DI NUOVE IMPRESE

Il GAL Sud Est Barese  informa che è stato finalmente approvato il bando per l’avvio di nuove imprese extra agricole, uno degli interventi più attesi nel Piano di Azione Locale 20142020  . Nei prossimi giorni il bando sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, tuttavia sul sito web del GAL è attiva la  scheda d’intervento 1.1. - 1.2  con la descrizione delle principali caratteristiche previste. Il bando, lo ricordiamo, incentiva la nascita di nuove imprese nelle principali filiere produttive locali tra cui quella agroalimentare, turistica, commerciale, artigianale e dei servizi. L’intervento prevede un premio all’avvio d’impresa pari a 15.000 € ed un contributo del 50% su investimenti da 30.000 € a 70.000 €. Il bando per l’avvio di nuove imprese è parte integrante di un Piano di Azione Locale più ampio composto da 3 grandi azioni (Reti e Imprese, Capitale Umano, Infrastrutture Pubbliche) ed 11 interventi di cui 6 riferiti al Fondo FEASR e 5 al Fondo FEAMP. Per tali ragioni, al fine di informare la cittadinanza e i potenziali beneficiari sulle opportunità di finanziamento del bando, è in programma un tour di 9 presentazioni territoriali in tutti i comuni del sud est barese. In occasione degli incontri, previsti nel mese di aprile, saranno distribuiti ai partecipanti materiali divulgativi reN° 6 - 1 APRILE 2019

lativamente a tutte le opportunità di finanziamento del GAL ed ai progetti in cantiere nei prossimi anni. Di seguito il calendario degli incontri che partiranno tutti alle ore 18:30: 01/04/2019 - Acquaviva delle Fonti c/o Salone delle Feste del Palazzo de Mari 02/04/2019 -  Adelfia  c/o Sala Consiliare del Comune 03/04/2019 - Rutigliano c/o Sala Convegni Palazzo San Domenico 05/04/2019 - Bitritto c/o Sala Convegni del Castello 08/04/2019 -  Casamassima  c/o Sala Consiliare del Comune 09/04/2019 -  Conversano  c/o Sala

Giunta del Comune 10/04/2019 - Mola di Bari  c/o Sala Consiliare del Comune 11/04/2019 - Noicattaro c/o Sala Conferenze del Palazzo della Cultura 12/04/2019 -  Polignano a Mare  c/o Sala Consiliare del Comune Per maggiori informazioni potete scrivere su  info@galseb.it  oppure consultare il sito web o i canali social media del GAL SEB. Ricordiamo, inoltre, che è sempre attivo presso gli uffici del GAL il servizio di consulenza one to one per un’analisi preliminare dell’idea progettuale. Per richiedere un appuntamento scrivere una e-mail.

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groalimentare

“Bisogna dialogare e conoscersi reciprocamente”

ITALIA-CINA CENTINAIO: “INSIEME PER AGROALIMENTARE E TURISMO”

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talia e Cina sono paesi accomunati da civiltà millenarie e da ricche tradizioni. A gennaio mi sono recato in visita a Pechino dove sono rimasto colpito dalla città proibita e dal valore storico e culturale. L’amicizia tra i nostri popoli è profonda basata sul rispetto e sulla mutua comprensione. E vogliamo rapportare questa amicizia a un più ampio e intenso livello, in tutti i campi. Compreso quello agroalimentare e turistico.Così il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Gian Marco Centinaio nel corso del suo intervento al Forum Italia-Cina. Il turismo è uno strumento fondamentale di conoscenza, dialogo e un veicolo per intessere relazioni con ricadute positive sull’economia, sull’occupazione, sulla cultura, sulla Politica e sulla stabilità della relazione tra i paesi. Ho assunto questo incarico a giugno dello scorso anno. Accorpando le competenze sul turismo a quelle del vino, del cibo e dell’agricoltura. Tutti settori di alta qualità in cui l’Italia eccelle ed è apprezzata e conosciuta in tutto il mondo ma c’è ancora da valorizzare. E proprio per questo motivo mi sono incontrato con il ministro cinese per parlare di azioni concrete tra i due paesi. Abbiamo firmato una lettera di intenti espressamente dedicata al turismo sostenibile. Anche Enit è impegnata a rafforzare i rapporti con gli enti locali.Mi rallegro che durante la visita viene annunciato il 2020 come anno della cultura Italia-Cina. Dobbiamo mettere in atto un programma concreto di valide iniziative su tutto il territorio attraverso un rinnovato ruolo di Enit e coinvolgendo gli operatori turistici dei due paesi. Tra gli ambiti di collaborazione che vorrei sviluppare figurano i collegamenti aerei per ampliare il ventaglio dell’offerta. Gran parte dei turisti cinesi arrivano in Italia dopo aver

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fatto scalo in altri paesi europei. L’Italia ha delle ricchezze straordinarie da offrire per i turisti cinesi. le crociere del Mediterraneo insieme al turismo termale e del benessere. Occorre investire per adattarla alle usanze dei rispettivi cittadini. So quanto sia importante la sicurezza e per questo mi rallegro di controlli congiunti in determinate località e nei siti maggiormente frequentati dai viaggiatori. Cittadini cinesi che si sentono tranquilli come a casa loro e cittadini italiani che si sentono tranquilli a casa in Cina. Ogni sforzo va fatto anche per quanto riguarda il rilascio dei visti. Occorre facilitare le operazioni, spiega ancora Centinaio.Infine sul piano della comunicazione continua ancora il ministro possiamo sfruttare i social media e realizzare campagne di promozione coordinate per far conoscere il sistema Italia. Sono stato in Cina e mi sono reso conto di quanto la tecnologia sia avanzata e quanto ci sia da imparare dall’utilizzo dei social media. Abbiamo un impegnativo programma di lavoro ma sono fiducioso di poter ottenere dei risultati proficui e reciprocamente soddisfacenti.

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gricoltura

Intanto però, il primo carico di arance siciliane ha raggiunto Ningbo

CINA, ANCORA NO ALL’IMPORT DI MELE, PERE E UVA DALL’ITALIA

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ele, pere e uva da tavola Made in Italy sono ‘vietate’ in Cina, che non ne permette l’ingresso per mezzo di barriere commerciali. E’ quanto denuncia  Coldiretti  dopo la   firma dell’accordo sulla nuova Via della Seta  in occasione della visita in Italia da parte del presidente cinese Xi Jinping. Se infatti nel 2016 è stato rimosso il bando sulle carni suine italiane e nel 2018 le frontiere si sono aperte in Cina per  l’erba medica, al momento per quanto riguarda la frutta fresca l’Italia può esportare in Cina solo  kiwi e agrumi, sbloccati solo di recente. ARANCE SICILIANE,PRIMO CARICO IN CINA A questo proposito, le arance siciliane qualità moro e tarocco sono arrivate per la prima volta in Cina lungo la Via della Seta marittima. Il primo carico, partito a fine gennaio da Catania ha raggiunto  Ningbo, nello Zhejiang, dove il 23 marzo si terrà una cerimonia inaugurale. Nello stesso giorno a Roma della vista del presidente Xi Jinping, c’è stata la  firma dell’accordo sull’export di agrumi. “Sono due container di 40 piedi da 40 tonnellate totali”, dice Salvo Laudani, marketing manager della Oranfrizer, la società che ha promosso l’iniziativa. N° 6 - 1 APRILE 2019

ORTOFRUTTA TRA CINA E ITALIA “La Cina - sottolinea Coldiretti - frappone ostacoli per motivi fitosanitari e chiede  assicurazioni sull’assenza di patogeni della frutta  (insetti o malattie) non presenti sul proprio territorio con estenuanti  negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. L’aspetto paradossale di questa vicenda è che mentre i prodotti italiani sono bloccati, non solo  il Paese asiatico può esportare nella Penisola pere e mele, ma in Italia si è anche verificata una vera invasione di pericolosi  insetti alieni dannosi  alle coltivazioni di provenienza, più o meno diretta, dalla Cina. Dal moscerino killer dagli occhi rossi (Drosophila suzukii) che attacca ciliegie, mirtilli e uva al  cinipide del castagno(Dryocosmus kuriphilus) che ha decimato i boschi nazionali fino alla  cimice asiatica  (Halyomorpha halys) che, distruggendo i raccolti nei frutteti e negli orti, è arrivata anche nelle case in città”.

a conferma della necessità di un riequilibrio dei rapporti commerciali. Le esportazioni di prodotti alimentari Made in Italy in Cina hanno raggiunto nel 2018 il valore di 439 milioni di euro, più che triplicate negli ultimi 10 anni (+254%) ma ancora molto inferiori alle importazioni che sono state pari a 594 milioni, dalle  conserve di pomodoro ai prodotti biologici.

IMPORT ED EXPORT DI FOOD Secondo uno studio Coldiretti su dati Istat,  le importazioni agroalimentari dal gigante asiatico hanno superato del 35% il valore delle esportazioni Made in Italy  del settore nel 2018,

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groalimentare

Turismo e Bioeconomy altri settori coinvolti

PROGETTO SPICCIATI, POCHI CENTESIMI PER START UP IN AGROALIMENTARE

È

quasi una call to action il progetto Spicciati, presentato al ministero delle Politiche agricole e del Turismo. Obiettivo: tutelare il lavoro attraverso un’attività di fundraising capillare sul territorio per valorizzare i giovani talenti italiani finanziando la nascita di start up e borse di studio. Il salvadanaio? Una bottiglia di latte. Si tratta di Una raccolta di monete cosiddette di “scarto” che rappresentano un’enorme fonte di ricchezza che può essere rimessa in circolo nel nostro paese per la creazione di nuove aziende. “Il valore percepito di queste monete è pari a zero. Il loro costo di produzione supera il loro valore”. Dal primo gennaio 2018 l’Italia non conia più le monete da 1 e 2 centesimi. Il loro costo di produzione supera il loro valore (che arriva a 4,5 centesimi per la moneta da 1 centesimo e a 5,2 centesimi

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per la moneta da 2 centesimi). “È un modo per creare impresa”, spiega Gian Maria Miliacca, presidente di Associazione Start Italy. “L’impatto che abbiamo sulle famiglie per noi è essenziale e dare un aiuto ai figli e ai giovani vuol dire far crescere il parse in futuro”, spiega. “Sappiamo quanta impresa si può fare in ambito di agroalimentare e turismo. Accompagneremo i giovani a crescere attraverso sei commissioni tecniche”. Un “progetto aperto” a tutti per creare un effetto moltiplicatore e far tornare i cosiddetti ‘spiccioli’ alla comunità per il bene collettivo”, prosegue. Le monete da 1, 2 e 5 centesimi che circolano in Italia valgono oltre 198 milioni di Euro (dati banca d’Italia), queste monete raccolte possono determinare in Italia un’opportunità di finanziamento per progetti innovativi, formazione e creazione di nuovi posti di lavoro. Il “PROGETTO SPICCIATI”,

che ha ottenuto il patrocinio del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, prevede infatti che le somme raccolte servano per finanziare la creazione di nuove imprese nel campo dell’agroalimentare, dell’ambiente, turismo, bioeconomy, industria culturale e creativa, social innovation ed energia, con stanziamenti a fondo perduto. “Non si poteva dire di no”, spiega il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio. “Perché zio Paperone è partito da un centesimo”, ironizza. “E perché spesso i centesimi si trovano per terra perché non si sa mai dove metterli. Questa è un’occasione per non sprecarli e reinvestirli nel futuro del paese attraverso i giovani e nuove start up”. Poi aggiunge: “anche questo ministero è una start up”. I punti di raccolta saranno le 55.000 tabaccherie sparse in tutto il www.foglie.tv


territorio Italiano, la particolarità della rete delle tabaccherie, garantisce una raccolta accessibile a tutti i cittadini italiani senza distinzione di età, classe sociale culturale, residenziale e senza alcuna barriera di digital divide. I tabaccai saranno dunque gli “Angels” dell’iniziativa, posizionando contenitori per la raccolta e proporranno ai loro clienti come poter utilizzare i centesimi in modo produttivo e trasparente, contribuendo a creare nuovi posti di lavoro. I contenitori saranno prelevati una volta al mese e sostituiti con i nuovi. La cifra raggiunta sarà aggiornata real time sul sito in un’ottica di massima trasparenza. Il processo sarà certificato inoltre da una società di revisione. Lo statuto dell’Associazione Start Italy, definisce gli obiettivi principali dell’ente del Terzo settore: La prestazione di servizi preordinati ad offrire un supporto formativo e materiale finalizzato allo sviluppo di progetti imprenditoriali innovativi contribuendo in tal modo ad

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elevare il livello occupazionale attraverso la realizzazione di prototipi e di progetti sotto forma di start up; L’incentivazione di formazione professionale anche post universitaria ed extra scolastica finalizzata alla

prevenzione della dispersione valoriale e alla realizzazione del successo formativo. Tra i lavori della carta di principi etici figurano integrità, imparzialità, trasparenza, responsabilità ed efficacia.

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ootecnia

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LA CAMERA APPROVA ALL’UNANIMITÀ

MISURE A SOSTEGNO DELLA FILIERA DEL LATTE OVICAPRINO

opo le vibranti proteste dei pastori sardi delle scorse settimane, esasperati da un sistema evidentemente inceppatosi e che ha portato l’impoverimento della parte più debole della filiera, da Montecitorio giungono notizie confortanti per il comparto. In Commissione Agricoltura alla Camera, infatti, è stata approvata all’unanimità la risoluzione Cadeddu (M5S) che impegna il Governo Conte a regolamentare e garantire la tracciabilità della filiera del latte ovino e caprino. La Puglia è la sesta regione italiana per produzione di latte di pecora con 46.506 quintali mentre si producono quasi 5.000 quintali di latte di capra. Per numero di unità produttive operanti nel settore lattiero-caseario la Puglia è la terza regione con 218 caseifici e centrali del latte, 2 stabilimenti di aziende agricole e 5 di enti cooperativi agricoli e ben 11 centri di raccolta. La nostra risoluzione mira a ricostruire una filiera virtuosa, che valorizzi il lavoro dei pastori ed elimini squilibri e

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forme di sfruttamento - commentano i parlamentari pugliesi Giuseppe L’Abbate e Gianpaolo Cassese, esponenti M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Tracciabilità infatti significa affrontare le principali criticità scaturite, ad esempio, nella protesta dei pastori sardi. Ad oggi, infatti, non è possibile conoscere nel dettaglio quale sia la quantità di latte prodotto, quanto di questo viene trasformato, quanto latte esportiamo e quanto ne importiamo. Istituiremo una banca dati della filiera del latte che consentirà di monitorare il settore e scongiurare abusi e storture. Portiamo così a compimento - continuano Cassese e L’Abbate (M5S) - anche grazie al contributo delle altre forze politiche, un percorso a cui il Movimento 5 Stelle ha lavorato fin dal primo giorno di Legislatura. La Risoluzione Cadeddu (M5S) non pone l’impegno a tener traccia dei dati in capo agli allevatori, già gravati da tante incombenze burocratiche e costi. Questi, però, contrariamente al passato, potranno disporre di dati aggiorna-

ti sulla filiera del latte, verificandoli e facendosi parte attiva, consapevole e informata su tutte le fasi dalla produzione alla trasformazione. Sarà il primo acquirente a dover registrare mensilmente il latte crudo acquistato dagli allevatori nazionali e quello proveniente dai paesi Europei o da Paesi terzi. Le aziende di trasformazione dovranno registrare i prodotti trasformati e le relative giacenze di magazzino. Allevatori, associazioni di categoria, chi dovrà vigilare e tutte le figure accreditate nella banca dati del SIAN, il sistema informativo agricolo nazionale, potranno consultare i dati. La tracciabilità è solo un primo passo - concludono i deputati Giuseppe L’Abbate e Gianpaolo Cassese (M5S) - i prossimi saranno programmazione della filiera e sviluppo tecnologico. Per essere competitivi è necessario affinché gli allevatori possano modernizzare i loro impianti ormai fermi da decenni. E per il successo di questo percorso il protagonismo e la coesione tra gli allevatori sono fondamentali.

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groalimentare

Nell’alimentare Ferrero, Lavazza, Barilla e Campari

BRAND ITALIANI, IL VALORE CRESCE DEL 14% IN UN ANNO

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l valore del Made in Italy  continua la sua crescita a doppia cifra anno dopo anno, grazie ad una solida presenza sulla scena mondiale. È quanto emerge dalla  classifica BrandZTM Top 30 Most Valuable Italian Brands 2019 stilata da WPP e Kantar, secondo cui i marchi italiani hanno aumentato il loro valore del 14% negli ultimi 12 mesi raggiungendo i 96,9 miliardi di dollari, nonostante il clima di incertezza economica e politica. Tra i primi 5 marchi della classifica si trovano TIM, con 9,41 miliardi di dollari di valore complessivo,  Enel  (7,94 miliardi di dollari),  Kinder Ferrero  (il primo dell’alimentare, 6,79 miliardi di dollari) e Ferrari (4,75 miliardi di dollari). Altri quattro brand presenti nella Top 30 hanno visto crescere il valore del loro brand di oltre il 20%. Si tratta di Ferrari, Fiat, e Campari  (+23% con 591 milioni di dollari, in 30esima posizione) e Fendi. IL FOOD & BEVERAGE N° 6 - 1 APRILE 2019

Nei primi dieci marchi della classifica, due appartengono al settore Food. Entrambi di Ferrero. Si tratta di  Kinder (quarto) e Nutella (ottavo). All’undicesimo posto arriva  Ferrero Rocher, al 26esimo la multinazionale della pasta Barilla, al 29esimo Lavazza e al 30esimo Campari. ILBRAND ITALIAPROTAGONISTANELMONDO L’analisi di Kantar ha confermato la presenza eccezionalmente forte dei marchi italiani sulla scena mondiale, con dieci brand nella Top 30 che presentano un’esposizione oltre confine superiore al 90% (come combinazione di fatturato, volumi venduti e profittabilità). BrandZ ha inoltre evidenziato che i brand con esposizione oltre confine superiore al 50% hanno aumentato il valore del marchio di circa il 20% anno su anno, mentre il valore di quelli con una presenza all’estero inferiore è rimasto invariato.

IL VALORE DELLA CREATIVITÀ L’innovazione in Italia è il principale fattore di crescita. I marchi percepiti come fortemente innovativi hanno  aumentato il loro valore del 17% rispetto a una crescita dell’1% dei brand che lo sono meno. In confronto ad altre classifiche europee di BrandZ, come quella francese, tedesca o inglese, i marchi nella Top 30 italiana risultano particolarmente in salute con buoni riscontri in tema di brand purpose,  innovazione, comunicazione brand experience e brand love. Un contributo chiave all’innovazione può venire dalla creatività; un’area in cui BrandZ riscontra un ritardo dei  marchi italiani. “L’innovazione potrebbe svolgere un ruolo chiave per generare ulteriore crescita. In questo senso,  anche piccoli ma significativi cambiamenti potrebbero essere la soluzione per molti brand, a patto di supportarli con una comunicazione chiara e dirompente” ha dichiarato Federico Capeci, CEO Insights Division, Kantar Italia.

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AL MINISTRO LEZZI ‘300MLN VADANO AD AGRICOLTORI’

XYLELLA: COLDIRETTI AL PUGLIESE CONTE ”FERMI DISASTRO COLPOSO”

bbiamo illustrato al Premier Conte, facendo appello anche alle sue origini pugliesi, le 3 priorità per l’area infetta da Xylella, la semplificazione degli espianti, risorse e sostegno al reddito per 5 anni delle imprese agricole, di frantoi e vivai e sostengo all’occupazione e il nostro Piano in 10 punti per la ricostruzione del patrimonio olivicolo del Salento e per contrastare il disastro colposo con un danno stimato per difetto di 1,2 miliardi di euro. Al Ministro per il Sud Barbara Lezzi abbiamo chiesto che i 300 milioni di euro di ri-

Puglia si sommeranno i 300 milioni che sono stati finanziati dal ministro Lezzi e io mi auguro che si possa arrivare alla quota di 500 milioni come richiesto». «Con questo governo ha aggiunto Conte adesso abbiamo un decreto legge e in sede di conversione ho assicurato loro che raccoglieremo tutte le loro istanze. Oggi ne hanno formalizzate alcune. Siamo disponibili a potenziare le misure già adottate, gli stanziamenti già adottati che sono 30 milioni diventeranno 150milioni nel 2020, altri 150 milioni nel 2021. Chiederemo anche altre risorse all’Ue. 

IL PIANO DI COLDIRETTI IN 10 PUNTI #SALVIAMOILSALENTO

sorse aggiuntive che intende stanziare arrivino realmente agli agricoltori. E’ quanto richiesto dalla delegazione di Coldiretti Puglia, guidata dal presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, al Presidente del Consiglio dei Ministri, il pugliese Premier Conte. Per il contrasto alla Xylella «alla fine del 2018 abbiamo stanziato 30 milioni di euro attraverso il Fondo sviluppo e coesione, di cui presiedo la cabina la cabina di regia. Inoltre, sempre attraverso tale Fondo, intendo stanziare le risorse aggiuntive necessarie, parlo di 150 milioni per il 2020 e di 150 per il 2021». Lo rende noto il ministro per il Sud Barbara Lezzi «Hanno accolto la nostra richiesta di fondi supplementari, quindi ai 110 milioni della Regione

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1. Sostenere l’olivicoltura salentina con azioni concrete a partire sostiene la Coldiretti – integrando il Decreto sullo stato di emergenza con gli interventi mancanti di SEMPLIFICAZIONE, al fine di sburocratizzare le procedure per gli espianti volontari nell’area infetta, i reimpianti, gli innesti e la programmazione delle attività dei frantoi e degli olivicoltori del Salento, attraverso il sostegno al reddito per 5 anni delle imprese agricole, di frantoi e vivai e il sostengo all’occupazione; 2. Garantire adeguate RISORSE ATTRAVERSO UNA STRATEGIA

CONDIVISA TRA GOVERNO E UNIONE EUROPEA per far fronte alla strage che ha devastato 21 milioni di ulivi, mettendo in ginocchio il settore olivicolo del Salento, deturpando il patrimonio paesaggistico, con un danno stimato per difetto di 1,2 miliardi di euro ed il dimezzamento della produzione pugliese di olio di oliva che rappresenta oltre il 50% di quella nazionale; 3. Definire un progetto di zonazione, di classificazione delle aree per vocazione e caratteristiche, in modo da avviare un concreto progetto di rigenerazione paesaggistica, vitale per non fare perdere al territorio l’appeal turistico, con vantaggi per l’intera collettività, prendendo in considerazione la possibilità di rimboschimento di aree particolarmente poco indicate ad altre coltivazioni; 4. Avviare un nuovo PIANO OLIVICOLO NAZIONALE (“Piano 2.0”) per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati che prevedano interventi incentivanti per l’area infetta da Xylella; 5. Dare maggiore trasparenza all’attribuzione dei finanziamenti dell’attuale OCM, in modo che i fondi vadano alle vere imprese olivicole e difendere l’extravergine

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italiano nell’ambito dei NEGOZIATI INTERNAZIONALI dove evidenzia la Coldiretti l’agroalimentare italiano viene troppo spesso usato come moneta di scambio per interessi diversi e, nell’ambito della Pac, prevedere un aiuto specifico alla coltivazione olivicola, non legato alla produzione, riservato alle aziende agricole infette da Xylella, che per motivi di forza maggiore esprimano una produzione oleicola inferiore al 50% della produzione media aziendale precedente alla infezione con una durata di cinque anni; 6. Stringere le maglie ancora larghe della legislazione con l’approvazione delle proposte di RIFORMA DEI REATI ALIMENTARI presentate dall’apposita Commissione presieduta da Giancarlo Caselli; 7.   Pretendere l’obbligo della REGISTRAZIONE TELEMATICA degli oli commercializzati in tutti gli Stati membri, così come già istituito in Italia attraverso il SIAN; 8. Difendere il PANEL TEST, strumento necessario per la classificazione e la valutazione delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini al fine – sostiene la Coldiretti - di tutelare i produttori di oli di qualità ed i con-

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sumatori; 9.   Promuovere una maggiore trasparenza dell’INDICAZIONE OBBLIGATORIA DELL’ORIGINE IN ETICHETTA, per l’olio extravergine di oliva (con etichette leggibili per i consumatori e prevedendo l’obbligo dell’indicazione dei Paesi di provenienza degli oli che compongono le “miscele”) e per le olive da tavola che ad oggi evidenzia la Coldiretti - non hanno alcuna indicazione obbligatoria in etichetta relativamente al Paese di coltivazione del-

le olive; 10. Eliminare il SEGRETO DI STATO sui flussi di importazione dell’olio extravergine, dopo la storica sentenza del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali di prodotti esteri, detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi per ragioni pretestuose ora smascherate dall’Autorità giudiziaria, un risultato storico per la Coldiretti che ha sollecitato il pronunciamento, dopo la richiesta al Ministero della Salute.

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On. L’Abbate: Assicurata la riforma del settore ittico

A MONOPOLI UN INCONTRO PUBBLICO TRA IL MOVIMENTO 5 STELLE E LE MARINERIE PUGLIESI di Paola DILEO

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na delegazione del Movimento 5 stelle al Castello Carlo V di Monopoli per dialogare con le marinerie pugliesi. Il 17 marzo scorso l’europarlamentare Rosa D’Amato, i deputati Francesca Galizia e Giuseppe l’Abbate hanno incontrato le Associazioni Regionali della Pesca (Alleanza delle Cooperative Italiane e Federpesca) per affrontare i problemi vecchi e nuovi degli operatori del mare. All’On. L’Abbate, anche membro della Commissione Agricoltura, Caccia e Pesca della Camera, abbiamo chiesto: Le prossime competizioni elettorali europee rappresenteranno un punto di svolta per la categoria? Certamente si dato che, secondo l’art. 3 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, la conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca, è competenza esclusiva dell’UE. Ciò significa che solo Bruxelles può legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti. La crisi del settore pesca è a un punto

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di guardia, come se ne esce? Nell’ambito delle competenze dell’Italia, è importante attuare una riforma del settore che abbia una visione da qui a 20 anni. I sindaci delle marinerie di Margherita di Savoia, Manfredonia, Molfetta, Bisceglie, Barletta, Mola di Bari, Monopoli, Gallipoli, in un documento congiunto, chiedono al ministro Centinaio, di intervenire con urgenza sul Reg. Comunitario e sulla L. 154 del 2016, relativa a sanzioni con sistema di pesca difformi da quanto previsto dalle disposizioni europee, quali le risposte del Governo? La risposta la sta dando il Parlamento, dato che in Commissione Agricoltura è stata incardinata la proposta di legge a mia prima firma, in cui all’art. 17 c’è una revisione del quadro sanzionatorio a favore dei pescatori. Dirimente è la questione della pezzatura dei pesci e delle maglie di 50 cm, ritenute troppo larghe per le specie ittiche mediterranee, decisamente più piccole rispetto a quelle dei mari del nord. Come il Movimento 5 stelle in-

tende affrontare il problema a livello europeo? Questa è una questione che va affrontata certamente sui tavoli europei. Per questo le prossime elezioni sono fondamentali. Sarà importante per poter incidere nelle scelte, avere la maggioranza nel parlamento e commissioni competenti. Bisogna rimettere in discussione i regolamenti, portando valide argomentazioni e risultati di ricerche scientifiche. A compromettere la già precaria attività delle nostre marinerie, una burocrazia sempre più asfittica. Quali le proposte in tal senso? La proposta di legge di cui inizierà la discussione mercoledì 27 marzo, contiene diversi interventi di sburocratizzazione importanti per i pescatori, dalla vendita diretta ai distretti di pesca, all’esenzione dell’imposta di bollo. Invece sul fronte welfare, quali le vostre iniziative? Per un lavoro usurante come la pesca, è previsto un trattamento pensionistico agevolato e un sostegno al reddito per i periodi d’iwww.foglie.tv


nattività (es. causa maltempo)? Sul fronte welfare la volontà della maggioranza e del Governo, è quella di creare finalmente un sistema che dia garanzie ai pescatori. Non è più possibile rincorrere provvedimenti di emergenza e tampone, ma bisogna dare garanzie a tutto il settore. Le proposte sul tavolo sono diverse e, nell’ambito della discussione delle proposte di legge in commissione, valuteremo insieme alla categoria tutte

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le possibili soluzioni. Altro problema atavico, la concorrenza sleale nell’approvvigionamento delle risorse ittiche tra i paesi del transfrontaliero adriatico. Come s’intende procedere? Questo è un altro problema da affrontare nei tavoli europei. Infatti, è assurdo che solo 8 Paesi su 22 che si affacciano sul Mediterraneo sono costretti a rispettare regole molto restrittive. Il nuovo Parlamento Europeo

dovrà interrogarsi su ciò e trovare una soluzione. Non ultimo, il fermo biologico, la liquidazione alle imprese di pesca è sempre estenuante. Ci sonno novità in merito? Il Ministro ha messo in piedi una task force per accelerare tutti i pagamenti. L’obbiettivo è quello di mettere a regime tutti i pagamenti. In modo da azzerare i forti ritardi che ci portiamo dietro da anni.

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gricoltura

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UE: PRANDINI INCONTRA COMMISSARIO HOGAN

olitica Agricola, Brexit, accordi internazionali e emergenze nazionali come la Xylella sono state al centro dell’incontro tra il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini ed il Commissario Europeo dell’Agricoltura Phil Hogan. Per quanto riguarda l’emergenza Xylella che sta colpendo duramente i produttori della Puglia il presidente Prandini ha ricevuto conferma dal Commissario della disponibilità della Commissione a valutare le possibili forme di sostegno per gli agricoltori colpiti. Con riferimento alla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) il Presidente della Coldiretti ha messo in evidenza la necessità di perseguire ulteriori soluzioni che prevedano correttivi basati su variabili diverse dalla superficie, per attuare una redistribuzione esterna piu’ equa dei sostegni PAC tra Paesi, rispetto al rapporto tra i redditi medi agricoli aziendali e i redditi medi percepiti dalle altre attività economiche. Prandini ha evidenziato anche la necessità di un maggiore coinvolgimento delle principali organizzazioni di rappresentanza dei settori economici durante le negoziazioni e in sede di applicazione degli accordi commerciali internazionali, per valutarne il reale impatto economico. Una esigenza – precisa la Coldiretti - anche per garantire una maggiore sicurezza delle merci in entrata nell’Unione Europea, dopo le difformità sui controlli dei prodotti extracomunitarie evidenziate dalla Corte dei Conti Europea. Il Commissario Hogan ha assicurato che l’Unione europea è decisa a far rispettare le proprie regole e che tutte le merci in entrata nell’Unione dovranno sempre rispettare i limiti e le norme vigenti in Europa. Per quanto riguarda l’accordo di libero scambio con il Canada (CETA) il Presidente della Coldiretti ha presentato i principali elementi di criticità dell’accordo trovando piena disponibilità del Commissario a portarle al tavolo del summit l’EU – Canada del 10-11 aprile. Tali

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Il Presidente di Coldiretti

preoccupazioni, che verranno raccolte in una lettera formale da inviare al commissario prima della sua partenza, tra l’altro riguardano la tutela delle indicazioni geografiche e la necessità di massimizzare le possibilità offerte dal sistema istituzionale di riconosci-

mento delle IG creato in Canada e la necessità di rivedere, attraverso i meccanismi previsti nell’accordo CETA, il sistema di gestione delle quote di importazione di formaggi in Canada, ad oggi   fortemente sbilanciato a favore dei produttori canadesi.

www.foglie.tv


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Riservato a pmi del settore della pesca di Bisceglie, Molfetta e Trani

GAL PONTE LAMA, BANDO PER IL VALORE AGGIUNTO NELLA FILIERA ITTICA

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stato pubblicato il bando dell’Intervento 1.2 “Promuovere la qualità e il valore aggiunto nella filiera ittica” che nasce con la finalità di sostenere investimenti di valorizzazione della qualità dei prodotti locali della pesca e dei processi produttivi per aumentare la redditività e la competitività sul mercato delle imprese della filiera ittica dell’area GAL. Le domande potranno essere presentate sino al 6 maggio 2019 e dovranno riguardare investimenti necessari per ottenere il conseguimento di riconoscimenti e/o certificazioni nei seguenti ambiti: - sicurezza igienica del pescato nelle fasi di lavorazione e conservazione del prodotto (es. riconoscimento di nave deposito frigorifero, UNI 10854, ISO 22000, ecc.); - pesca sostenibile (es. MSC, Friends of the Sea, ecc.); qualità e origine del prodotto (Marchi collettivi, Marchi di qualità superiore, Marchi di origine, ISO 22005, ecc.) - processi produttivi (es. GMP, HACCP, ISO 9001, ISO 140001, OHSAS 18001, EMAS, ecc.). Possono accedere ai finanziamenti Imprenditori ittici e cooperative di pesca che praticano l’attività di pesca professionale, Organizzazioni di proN° 6 - 1 APRILE 2019

duttori riconosciute, Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI) del settore della pesca e acquacoltura, come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea, e imprese del settore che occupano meno di 750 persone o realizzano un fatturato inferiore a 200 milioni di euro. L’ aiuto minimo ammissibile è fissato in euro 10.000,00, sino ad arrivaread una intensità massima di euro 100.000,00 con una quota di cofinanziamento pubblico pari al 50% a fondo perduto. Il bando, e tutta la documentazione utile alla candidatura, sono scaricabili dal sito web del GAL Ponte Lama nella sezione bandi al seguente link: http://www.galpontelama.it/#bandi È attivo, inoltre, lo sportello informativo del GAL Ponte Lama, presso Palazzo Tupputi in via Cardinale Dell’Olio 30, dove, previo appuntamento, è possibile approfondire ulteriormente tutti i dettagli tecnici del bando. PER INFO GAL Ponte Lama Scarl Via Cardinale Dell’Olio 30 080 9648571 info@galpontelama.it

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OFFRE SOLUZIONI PER OGNI ANELLO DELLA FILIERA

PRONUTIVA AIUTA LA VITE A FARE QUELLO CHE NATURALMENTE SA FARE N E L LO S C E N A R I O AT T U A L E D I E S I G E N ZA DA PA RT E D E G L I AG R I CO LTO R I D I P I A N I D I D I F E S A A D E L E VATA E F F I CAC I A C H E D E VO N O CO N I U G A R S I P E RÒ CO N L A N E C E S S I TÀ D I R I D U R R E I L I V E LL I D I I N P U T C H I M I CO D E L P RO D OT TO F I N I TO E D I G A RA N T I R E U N A E L E VATA Q U A L I TÀ D E L L E P RO D U Z I O N I, A RY S TA L I F E S C I E N C E L A N C I A P RO N U T I VA: U N P RO G E T TO B A S ATO S U L L’I N T EG RAZ I O N E S I N E RG I CA T RA AG RO F A R M AC I, B I O P ROT E T TO R I E B I O S T I M O L A N T I P E R CO N I U G AR E Q U E S T E E S I G E N Z E AT T RAV E R S O P ROTO CO L L I S P E C I F I C I VA L I DAT I I N D I F F E R E N T I R E A LTÀ V I T I V I N I CO L E A L I V E L LO N AZ I O N E. PRONUTIVA offre quindi all’imprenditore viticolo uno strumento di marketing innovativo a supporto dei suoi prodotti sui mercati più esigenti, in linea con le richieste crescenti dei consumatori globali, al tecnico di campo risposte efficaci per far fronte alle crescenti limitazioni normative con linee di difesa integrate per ridurre l’input chimico con produzioni di altissima qualità prive di composti derivanti dai trattamenti fitosanitari in linea con quanto richiesto dalle esigenze dei mercati. Riduzione dell’input chimico. Gestione ecocompatibile del vigneto. Differenziazione e sostenibilità per sostenere il viticoltore nell’approccio a mercati sempre più competitivi. Networking fra i diversi anelli della filiera vinicola. Sono questi alcuni degli elementi chiave che guidano PRONUTIVA, l’innovativo programma di valorizzazione delle filiere di qualità che Arysta LifeScience inizia ad introdurre da quest’anno sul mercato. PRONUTIVA nelle produzioni di uva da tavola di qualità propone un elevato livello di protezione contro l’oidio che nasce dalla sinergia fra Spirox, fungicida a base di Spiroxamina, ad attività preventiva, curativa ed eradicante, indicato per i trattamenti dal germogliamento alla fioritura, utili per la riduzione dell’inoculo di oidio e quindi per una gestione più efficace nelle fasi successive e Vacciplant, agrofarmaco naturale induttore di resistenza a base di Laminarina, autorizzato in agricoltu-

ra biologica, indicato per i trattamenti da chiusura grappolo fino alla raccolta.

negli anni nelle più importanti realtà di produzione dell’uva da tavola.

Per il miglioramento della quantità e della qualità delle produzioni di uva da tavola, PRONUTIVA propone le Biosolutions, fiore all’occhiello delle sue specialità, prodotti naturali ad azione specifica a base di GA 142, soluzione di filtrato di crema di alghe ottenuta tramite processo produttivo brevettato a partire da Ascophyllum nodosum, con una linea di biostimolazione validata

I biostimolanti Arysta tra cui BM86 e Calibra, su uva da tavola stimolano i processi fisiologici della pianta e in base al momento in cui vengono applicati garantiscono risposte chiare ed evidenti che si manifestano con allungamento del grappolo, sviluppo dei frutti, miglioramento delle dimensioni e incremento della qualità del prodotto finito.


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groalimentare

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Un fenomeno nato negli Stati Uniti e in forte crescita anche in Italia

ORA LE ETICHETTE PUNTANO SUI CINQUE SENSI

ul retro ci sono sempre le informazioni obbligatorie per legge, come l’elenco degli ingredienti o il nome del produttore, ma sul fronte delle confezioni alimentari si stanno facendo largo nuovi aggettivi come fragrante, ripieno, croccante, morbido, cremoso - che puntano sulle caratteristiche sensoriali del prodotto e vanno ad aggiungersi alle certificazioni e alle dichiarazioni su particolari caratteristiche nutrizionali. Si tratta di un fenomeno nato e dilagato negli Stati Uniti, che ora sta conquistando anche l’Italia, coinvolgendo sempre più prodotti e categorie merceologiche. Analizzando le confezioni di oltre 60 mila prodotti venduti in Italia, l’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy ha individuato gli aggettivi più diffusi e quelli emergenti legati a caratteristiche sensoriali. Le indicazioni più utilizzate sulle etichette sono quattro: morbido, tenero, cremoso e croccante. A questi si aggiungono alcuni aggettivi ancora minoritari ma in crescita, come sottile, soffice, ripieno, vellutato, farcito, ruvido, fragrante. La caratteristica  più evidenziata di un alimento è il fatto che sia “croccante”: un aggettivo indicato su 1.252 prodotti (come il pesce

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preparato panato, i cereali per la prima colazione, le pizze, le patatine e i gelati) che rappresentano il 3,1% del giro d’affari totale degli alimenti confezionati. “Croccante” non è solo l’attributo più diffuso ma è anche quello che ha fatto registrare la miglior performance, con un aumento del 15,5% delle vendite tra giugno 2017 e giugno 2018. Il secondo aggettivo sensoriale per diffusione è “cremoso”, con 1.053 prodotti (so-

prattutto yogurt intero, formaggi freschi e caffè), il terzo “morbido” con 637 prodotti (caffè, caramelle e affettati) e il quarto “tenero” con 609, utilizzato soprattutto per prodotti vegetali naturali, come zuppe e minestroni, piatti pronti e insalate. Dietro questo quartetto di punta, l’Osservatorio Immagino ha individuato altri sette aggettivi relativi ai cinque sensi, che attualmente sono meno diffusi ma in espansione. “Sottile”, utilizzato per pizza, pasta ripiena, pasticceria e affettati. “Ripieno”, utilizzato per pasta fresca, caramelle e, soprattutto, pancake salati surgelati. “Ruvido”, un attributo legato soprattutto alla pasta. “Farcito”, molto utilizzato su pizze, merendine, torte pronte e snack salati. “Fragrante”, un aggettivo riferito soprattutto a merendine, bastoncini di pesce, cracker, wafer, grissini e biscotti. “Soffice”, utilizzato per merendine, affettati, pancake salati e pizze. “Vellutato”, presente soprattutto su caffè, zuppe e formaggi freschi spalmabili. www.foglie.tv


Uno studio di Label Insight

IL NATURALE IN ETICHETTA SPINGE ALL’ACQUISTO

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claim presenti sulle etichette degli alimenti, in particolar modo se presentano il prodotto come ‘naturale’, stanno influenzando in modo crescente le abitudini di acquisto. A rilevarlo è uno studio di Label Insight, i cui risultati sottolineano come i consumatori tengano sempre più in considerazione le etichette dei prodotti che acquistano preferendo quelle  ‘clean’ e trasparenti. Le decisioni di acquisto tendono a seguire queste indicazioni anche quando le dichiarazioni sull’etichetta non sono chiaramente definite. Il termine ‘naturale’, ad esempio, non ha un significato specifico e univoco. Motivo per cui alla Food and Drug Administration statunitense (FDA) è stato chiesto da più parti di definirlo o, in alternativa, di proibirlo. Ad oggi, senza esito. SENZA CONSERVANTI: IL RUOLO DELL’ ETÀ L’indagine ha inoltre rilevato inoltre che il 51% dei consumatori è stato influenzato dall’espressione ‘senza conservanti’, con l’età che gioca un ruolo importante nelle decisioni degli shopper. Più Baby Boomer – 63% – sarebbero motivati ad acquistare articoli con questo claim rispetto alla  Generazione X  o ai  Millennial,  rispettivamente al 46% e 41%. Altre espressioni che attraggono i consumatori includono ‘senza sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio’, ‘a basso contenuto di (o senza) zucchero’, ‘senza antibiotici’ e, per le carni, ‘alimentato con erba’.

una definizione  per l’uso del termine ‘naturale’ o di claim simili. Tuttavia, l’agenzia non contesta l’uso di questi termini “se l’alimento in questione non contiene colore aggiunto, aromi artificiali o sostanze sintetiche”. Potrebbe essere utile per i produttori di alimenti e bevande, così come per i consumato-

ri, una definizione ufficiale di ‘naturale’ da parte della FDA? Il dibattito è aperto. Nel frattempo, l’industria alimentare continuerà comunque ad avvalersi di questo  claim  sulle etichette dei prodotti. E i consumatori continueranno a tenerne conto.

NATURALE: L’ OPINIONE DELLA FDA La FDA è stata interpellata così tante volte che, recentemente, ha deciso di pubblicare una dichiarazione ufficiale sui claim in etichetta che si richiamano all’ambito del naturale. “Dal punto di vista della scienza dell’alimentazione  – scrive l’organismo di regolazione americano   è difficile definire un prodotto alimentare come ‘naturale’, perché il cibo è quasi sempre trasformato, non è più un prodotto della terra”. La  FDA  non ha quindi sviluppato

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IL NUOVO CATALOGO

SCOPRI DI PIÙ SULLE SOLUZIONI VALAGRO PRODURRE DI PIÙ CON MENO: QUESTO È L’OBIETTIVO CHE DA SEMPRE ACCOMPAGNA VALAGRO NELLO SVILUPPO DELLE SUE SOLUZIONI DEDICATE ALL’AGRICOLTURA SOSTENIBILE ED È, INOLTRE, L’APPROCCIO PERSEGUITO NELLA REALIZZAZIONE DEL NUOVO CATALOGO DELLE SOLUZIONI PER L’AGRICOLTURA.

Inoltre, la peculiarità di questa edizione, è la presenza di contenuti inediti: ad arricchire il nuovo catalogo sono le foto realizzate con il supporto di tutti i collaboratori del gruppo VALAGRO, che grazie ad un photocontest interno, per la prima volta hanno partecipato attivamente all’arricchimento di questo strumento, rendendolo unico. Stefano Fontana, Market Development Manager per l’Italia, dichiara: “Volutamente, il nostro non è un catalogo prodotti né un campionario. Noi ci poniamo infatti non come venditori di singoli prodotti, ma intendiamo agire in veste di partner per l’agricoltore, indicandogli le soluzioni possibili a partire dalle effettive problematiche da affrontare. Il nostro lavoro consiste nella condivisione, nel dialogo, nella collaborazione con gli operatori del mondo agricolo. Valagro è l’unica azienda privata

europea a disporre di un laboratorio di Genomica e di Fenomica. Questo ci permette di indagare, con metodo scientifico, le risposte potenziali che le piante sono in grado di fornire per affrontare le criticità esogene e studiamo per potenziarle. Ecco perché all’agricoltore proponiamo un approccio completamente diverso. Non singoli prodotti, di cui spesso è impossibile ricordare nomi o sigle, ma soluzioni alle problematiche da affrontare nelle diverse fasi fenologiche della pianta. Attraverso l’indice delle soluzioni e le tabelle illustrative che corredano il nostro catalogo, l’agricoltore avrà in mano una sorta di  prontuario user-friendly  per individuare la migliore soluzione, potendo contare sul fatto che l’analisi scientifica l’abbiamo svolta noi per lui, a monte di tutto il processo”. “Questa è anche la ragione per

cui, sfogliando il nostro catalogo”, - conclude Fontana - “si legge per prima cosa la problematica da affrontare: il prodotto è secondario all’esigenza di rispondere ai bisogni dell’agricoltore. Indichiamo con chiarezza le modalità d’uso e la tempistica, mentre - pur se indicata - la composizione è posta in minore evidenza, nel catalogo. Non è infatti importante conoscere le funzioni di ogni singolo ingrediente di ogni singolo prodotto, ma come esso agisca e a quale esigenza risponda”.


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Per un’agricoltura più efficace e una gestione delle terre più responsabile

“INCENTIVARE IL RICORSO AL CONTOTERZISMO PROFESSIONALE”

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n operatore agro-meccanico costa dai 24 ai 27 mila euro all’anno e non è facile da trovare. Nel 2018 il prezzo del gasolio è aumento di oltre il 9% su base annua e le potenti macchine di oggi non garantiscono una riduzione dei consumi. Così per un’aratura occorrono in media 60 litri/ora di carburante. Inoltre ogni anno è necessario mettere in conto 15 mila euro di pneumatici visto un consumo di circa 3 euro/ ora. Alle voci che incidono sul bilancio delle  imprese agromeccaniche  si aggiunge una fiscalità che le penalizza rispetto alle aziende agricole. “Tali costi si riflettono su tutta la filiera. Sono spese che i contoterzisti affrontano per offrire il miglior servizio possibile ai

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clienti, svincolandoli, allo stesso tempo, da onerosi investimenti fissi in macchinari”. Non sempre il Contoterzista professionista è il più economico, ma chi si improvvisa tale nel tempo costerà di più. “I Contoterzisti professionali  garantiscono ai clienti servizi rapidi ed efficienti, eseguiti con un parco macchine attuale e operatori perlopiù fissi e quindi adeguatamente formati. Inoltre sono in regola con tutti gli adempimenti, a partire dalla sicurezza sul lavoro. Il prezzo non dovrebbe, quindi, essere sottostimato”, afferma il presidente dell’Unione Nazionale Contoterzisti Aproniano Tassinari. Da sempre gli investimenti dei Contoterzisti generano servizi di alta qualità e hanno permesso in Italia lo sviluppo di una vivace

industria fatta da piccoli e grandi costruttori di mezzi e attrezzature agricole. “I diecimila Contoterzisti italiani ne sono i principali referenti, per questo ci auguriamo che la politica sappia dare il giusto peso al ruolo che ricoprono nel comparto, coinvolgendoli nei tavoli dove si prendono le decisioni e riconoscendo loro un ruolo attivo nei contratti di filiera. Sono una parte professionale e vitale del settore - con il 90% dei titolari di terreni che si rivolge a loro. È tempo che i servizi agromeccanici svolti da professionisti diventino una risorsa finanziabile, favorendo una gestione ottimale e innovativa delle terre. Occorre incentivare il ricorso al contoterzismo professionale in agricoltura”, conclude Tassinari.

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AGRINSIEME PUGLIA: CONSORZI DI BONIFICA NIENTE PAGAMENTI

bbiamo appreso con grande soddisfazione che le istanze di Agrinsieme Puglia, il coordinamento che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, sono state accolte dal commissario unico dei Consorzi di bonifica Alfredo Borzillo. Borzillo, pur con modalità discutibili, ha accolto le nostre istanze. Per l’anno 2016 le cartelle di pagamento per i contributi consortili agli associati dei consorzi di Bonifica di Terre d’Apulia, Ugento Li Foggi e Arneo non saranno emesse e per gli anni 2017 e 2018 le richieste di pagamento saranno rinviate a data da destinarsi. “Finalmente un risultato concreto che porta una boccata di ossigeno agli agricoltori pugliesi. Agrinsieme, infatti, aveva rappresentato al commissario e all’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Di Gioia le difficoltà di un intero comparto, a causa di una serie di problematiche che affliggono gli agricoltori della Regione. La Xylella, le gelate e le congiunture dei mercati che producono effetti devastanti in danno alle aziende sono difficoltà che in aggiunta ai balzelli dei contributi dei consorzi di bonifica avrebbero provocato una ‘tempesta perfetta’. Da sempre Agrinsieme aveva chiesto al Commissario di non richiedere i pagamenti dei contributi consortili, in quanto nei territori in cui insistono le aziende agricole non sono state realizzate alcun tipo di opere; a questo fatto vanno poi aggiunti gli effetti della dispersione elevatissima della rete attribuibile anch’essa alla mancata manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti vetusti e datati. Per tali ragioni la richiesta di pagare un contributo appariva pre-

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“ACCOLTE LE NOSTRE ISTANZE”

testuosa oltre che illegittima”, afferma Agrinsieme Puglia. “Auspichiamo pertanto una rivisitazione dei piani di classificazione, facendo un distinguo fra le aziende agricole, le aree demaniali e le aree dei privati e quelle di competenze dei comuni. Stiamo parlando di opere pubbliche a salvaguardia della tutela ambientale che necessariamente devono essere a carico del ‘proprietario’, nel caso di specie la Regione Puglia, e non certo a carico delle aziende agricole, già vessate e al collasso”, conclude il coordinamento. COLDIRETTI PUGLIA, 400MILA EURO DI RISACIMENTO DANNI A TERRE D’ APULIA

Presentate al Commissario straordinario unico dei Consorzi di Bonifica commissariati le denunce con richiesta di risarcimento danni per l’ondata di maltempo del 25 gennaio scorso, dove gli effetti dell’incuria e delle mancate opere di bonifica del Consorzio Terre d’Apulia hanno causato l’allagamento per l’ennesima volta dei campi, con decine di segnalazioni da Gravina, Spinazzola, Poggiorsini e Altamura di centinaia di ettari allagati e piantine portate via da

veri e propri torrenti di acqua. Lo comunica Coldiretti Puglia, annunciando che gli uffici tecnici stanno raccogliendo le denunce, al fine di presentare un’unica richiesta di risarcimento danni che supera i 400mila euro. Nel corso dell’incontro il Commissario Borzillo ha comunicato che non saranno emessi i ruoli di bonifica relativi al 2016 per lavori non fatti del Terre d’Apulia, Ugento Li Foggi, Arneo e parzialmente dello Stornara e Tara e che per il 2017 e 2018 l’emissione è rinviata. “E’ il primo risultato della mobilitazione della Coldiretti contro le ‘cartelle pazze’, di cui ringraziamo il Commissario Borzillo per l’impegno profuso, la capacità di ascolto degli agricoltori in difficoltà e l’atto di verità che sta compiendo. In occasione delle mobilitazioni a Gravina davanti al Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia, davanti alla sede dello Stornara e Tara a Taranto e dell’Ugento Li Foggi a Ugento, abbiamo presentato il ‘Dossier della bonifica che non c’è’, un reportage fotografico di canali ostruiti da vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea con piante con diametri tali da testimoniare la mancanza di opere bonifica da oltre vent’anni, reti di scolo ingombre di qualunque materiale, sponde di canali fessurate e in alcune parti divelte. Per lo Stornara e Tara dovrà essere valutato il momento di difficoltà di un territorio pesantemente danneggiato dal clima impazzito e da crisi di mercato, per alleviare il pagamento dei ruoli, in attesa che riparta una seria programmazione delle opere di bonifica”, ricorda il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. Nel corso dell’incontro con il Commissario Borzillo, la Coldiretti ha ribadito la necessità che non vengano emessi i ruoli di bonifica, nell’attesa che il Consorzio di www.foglie.tv


bonifica Centro – Sud Puglia riveda radicalmente i piani di classifica e si faccia carico, attraverso un piano organico pluriennale, di tutti gli interventi di manutenzione inesistenti da decenni, al fine di non gravare di oneri impropri i consorziati, già colpiti sia patrimonialmente che nella formazione del reddito, in considerazione dei ripetuti danni subiti a causa della  mancata manutenzione di opere e strutture di bonifica. “A fronte di danni in campagna per cui stiamo perfezionando la richiesta di risarcimento danni, gli agricoltori sono chiamati a pagare per servizi che non esistono, rei di vivere e lavorare in campagna, dove manutengono il territorio, ma pagano a caro prezzo i disservizi e l’incuria di un servizio esattoriale immotivato. E quando non pagano si vedono pignorare mezzi, strutture e addirittura le pensioni”, ha ribadito il presidente Muraglia. “Va ricordato che la Regione Puglia annualmente ha elargito consistenti anticipazioni finanziarie ai 4 consorzi commissariati – ha concluso il presidente Muraglia -  finalizzate esclusivamente alla gestione dell’apparato amministrativo, ma lasciando scoperte le voci di spesa importanti, quali i servizi e la manutenzione delle opere di bonifica, degli invasi, degli impianti irrigui e delle reti idriche, generando scontento tra gli utenti, contenziosi per danni e delegittimazione di fronte all’opinione pubblica”.

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I CONSUMATORI APPREZZANO LE PELATRICI AUTOMATICHE DI ANANAS

‘esperienza d’acquisto nel punto di vendita sta diventando un fattore sempre più importante per il consumatore odierno. Come risultato, stanno emergendo nuove opportunità e approcci al commercio. La produzione di prodotti direttamente nel punto vendita domina sempre di più gli eventi nel settore del retail. Hepro, leader del mercato in materia di pelatrici di asparagi, ha riconosciuto questa tendenza e ora ha deciso di creare soluzioni per i processi di pelatura della frutta. A Fruit Logistica 2019, la società ha presentato per la prima volta la sua moderna macchina di pelatura e affettatura di ananas. Finora sono stati utilizzati solo prototipi a scopo di prova in alcuni siti o in diverse filiali di supermercati, ottenendo grande successo visto che nel 2020 si prevede di installare oltre 200 sistemi sul mercato. “Il processo di pelatura base è già ottimizzato – fanno sapere dall’azienda - In questa fase stiamo migliorando solo alcuni aspetti minori. Il numero finale di cicli per minuto o per ora, tuttavia, è meno interessante, soprattutto dal momento che

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Poste nei punti vendita

la macchina non viene utilizzata per la produzione su larga scala. Nonostante ciò, in funzione continua si dovrebbero riuscire a pelare circa 180 frutti all’ora”. Processo di pelatura dal vivo Questo sistema riguarda principalmente il miglioramento dell’esperienza d’acquisto nel punto di vendita. “Si tratta di qualcosa a cui il cliente può assistere, perché il processo di pelatura avviene sotto i suoi occhi. Poter scegliere degli ananas freschi e assistere alla loro pelatura è un vantaggio per il consumatore perché assicura che il prodotto sarà trasformato direttamente da fresco. Una situazione totalmente trasparente, che sicuramente va a favore di questo macchinario”. Il feedback ottenuto durante l’edizione di quest’anno di Fruit Logistica

è stato molto promettente, sia dalla Germania che dal settore internazionale. “Il prodotto stesso è interessante per i clienti di tutto il mondo e di diverse aree. Finora ci siamo concentrati particolarmente sulle nostre attrezzature nelle catene di supermercati, ma anche negli aeroporti e nei centri commerciali”. Primo passo verso la frutta - Con questo sistema, Hepro sta compiendo il suo primo passo verso la creazione di soluzioni per il settore frutticolo, visto che fin qui l’attenzione era stata posta principalmente su soluzioni per ortaggi e radice e, soprattutto, asparagi. “Questo impianto è anche un’eccellente aggiunta al nostro assortimento esistente. Per noi e per i nostri fornitori regionali rappresenta l’accesso a un nuovo mercato”. www.foglie.tv


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FOGLIE n.6/2019  

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE

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