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Agricoltura • Agroalimentare • Turismo RURALE

N° 7 • 15 Aprile 2014

i furbetti dei campi A 3000 della “casta” il 15% delle risorse destinate all’agricoltura

agricoltura Pac, le richieste degli agricoltori pugliesi

agroalimentare Come ci si alimenta a livello globale?

ambiente Ilva, la Coldiretti Taranto si costituirà parte civile


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gricoltura

A 3000 furbetti della casta dei campi, ½ mld “tax free”

I furbetti dei campi G

randi gruppi industriali, assicurativi e bancari, ma anche enti di diversa natura che non vivono certo di agricoltura sono l’elite intoccabile dei primi tremila beneficiari di contributi che ricevono un importo di oltre mezzo miliardo di euro mentre si chiedono sacrifici a tutti gli italiani a partire dagli agricoltori. La denuncia arriva dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo con riferimento alle scelte che stanno per essere fatte a livello nazionale nell’attuazione della riforma della politica agricola comune per il periodo 20142020. Si tratta di una casta di intoccabili che rappresenta appena lo 0,2 per cento degli interessati dagli interventi di politica agricola che riceve però ben il 15 per cento delle risorse destinate all’agricoltura. Una rendita fondiaria e finanziaria che senza un deciso cambiamento nella programmazione nazionale rischia di essere mantenuta per i prossimi sette anni.

Molti di questi soggetti non contribuiscono alla previdenza agricola mentre altri nelle pieghe dell’attuale legislazione hanno creato società Spa ed Srl ad hoc per avere agevolazioni sull’Imu, sulla concessione edilizia, sull’acquisto dei terreni agricoli e anche sulle bioenergie facendo così concorrenza sleale al reddito e all’attività dei veri agricoltori. “Ci auguriamo che in questo momento difficile per il Paese nessuno abbia la follia di mantenere questi insostenibili privilegi e ci si impegni invece per

concentrare le poche risorse disponibili ai chi vive e lavora in agricoltura per il ruolo ambientale, economico e sociale che svolge per il Paese” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “La lotta a tutte le rendite sembra finalmente rientrata nell’agenda della buona politica e di questo la Coldiretti se ne compiace perchè - ha concluso Moncalvo - sono necessarie grandi discontinuità sui temi della giustizia e dell’equità sociale per troppo tempo negati dalla malapolitica”.

Agea ed il ritardo nei pagamenti

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eceduti prima del 2013, contratti falsi con “danti causa” persone già decedute prima della stipula del contratto, particelle di terreni confiscati alla mafia all’interno delle istanza di pagamento. Queste le principali ragioni alla base del blocco di migliaia di domanda PAC (Politica Agricola Comunitaria) da parte di AGEA, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura. “Molti agricoltori ci hanno scritto in queste settimane per chiedere il perché del ritardo nella distribuzione dei contributi PAC – dichiara Giuseppe L’Abbate, deputato

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pugliese M5S della Commissione Agricoltura – Per fare opportuna chiarezza, abbiamo deciso di interpellare direttamente l’organismo pagatore, l’AGEA, che ci ha fornito dati e tabelle dettagliati sulle casistiche delle aziende o dei soggetti per cui è stato disposto il blocco”. Si tratta di circa 22 mila soggetti per i quali le domande, sia uniche sia relative ai piani di sviluppo rurale, sono sospese. Le cause, secondo AGEA, andrebbero ricercate nelle irregolarità con cui molte di queste domande sono state presentate. Tra le principali motivazioni, che riguardano oltre un caso su due, l’aver presentato “domanda sulla base di con-

tratti di locazione falsi, stipulati con soggetti che risultano già deceduti al momento della sottoscrizione del contratto” e “l’indicazione, nelle istanze, di particelle di terreni di proprietà di enti pubblici”. Le altre sei casistiche citate da AGEA sono: richiedenti il contributo deceduti prima del 31.12.2012, tra il primo gennaio 2013 ed il 15.05.2013 e tra il 16.05.2013 ed il 09.10.2013, indicazione di particelle di terreni confiscati alla mafia e, infine, richiedenti che hanno presentato domanda pur essendo sottoposti a misure previste dal decreto legislativo 159/2011 sull’antimafia. www.foglie.tv


ditoriale E “Campo libero” per il rilancio dell’agricoltura? 15 aprile 2014 - n. 7 - Anno 9

Quindicinale di Agricoltura Agroalimentare Turismo RURALE

Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione

Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Giuseppe Perrotta, Paola Dileo, Annalinda Laruccia, Nica Ruospo, Maria Fortino, Gianni Colaianni, Rino Pavone Pubblicità Click On Studio Via Q. Sella, 40 - 70122 - Bari Tel. 080 9755146 www.clickonstudio.it

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di Vito Castellaneta

ampo libero’ per liberare le energie dell’agricoltura italiana e favorire questo settore dentro la fase di rilancio del paese”. Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha presentato il nuovo piano, già introdotto al ‘Vinitaly’ di Verona dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, la cui presenza, dice, ha dimostrato “la centralità del settore agroalimentare per lo sviluppo del Paese”. ‘Campo libero’, spiega il ministro, è un “piano strategico per definire azioni concrete che sostengano il settore dal lato delle semplificazioni, della competitività e della sicurezza alimentare”. Ma è anche un esperimento di democrazia partecipata: “Stiamo lavorando a un piano di azioni per il settore agricolo e agroalimentare- scrive infatti Martina su Facebook- creare occupazione e semplificare saranno le parole d’ordine. Qui troverete le prime 18 azioni che saranno presentate. Abbiamo bisogno anche del vostro aiuto, per questo valuteremo le proposte che ci arriveranno a campolibero@mpaaf.gov.it”. ””. Le azioni sono 18, “incrociano il Collegato agricoltura”, spiega Martina e si sviluppano in tre grandi aree.  La prima, giovani e lavoro: “Riprendiamo punti già previsti nel collegato, come i mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani sotto i 40 anni”. Inoltre, “azioni per agevolare le assunzioni e la possibilità di introdurre un contratto di lavoro stabile nel settore, nell’ambito di tre anni, come in fondo è la filosofia del Jobs Act”. Il secondo grande fronte, continua il ministro delle Politiche agricole, è quello della competitività: «Vogliamo valorizzare il tema del collegato agricolo per favorire la realizzazione di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento dell›e-commerce».

Ancora, aggiunge, «proviamo a interpretare fino in fondo la legge sull›etichettatura dando alcuni tempi precisi per l›attuazione dei decreti e in più immaginiamo di rendere pratica operativa la consultazione pubblica prevista dal regolamento europeo. Stiamo inoltre avviando una riflessione seria su come costruire una rete di consulenza aziendale agricola anche da noi». Il terzo fronte aperto da tutto il governo riguarda semplificazioni e spending Review. Martina ribadisce più volte: “Non ci sottraiamo al tema della spending review, punto peraltro fondamentale nel collegato agricoltura. Occorre fare una discussione di sistema rispetto a enti e società partecipate funzionali e vigilate dalle politiche agricole individuando il taglio dei costi con la riduzione del numero dei membri degli organi amministrativi. Altro tema, le Semplificazioni: in primis c’è “la necessità di approdare a registro unico dei controlli aziendali. Poi ridurremo i tempi del silenzio/assenso da 180 a 60 giorni per velocizzare le pratiche di apertura delle aziende agricole. Ancora, immaginiamo un’estensione generalizzata dello strumento della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie”. Semplificazioni anche per la vendita diretta e uno sportello telematico automobilistico anche per il settore agricolo sono fra gli altri interventi previsti. Questi i contenuti, ma il ministro Martina aggiunge novità sul metodo: “Fino al 30 aprile- dice -avvieremo un confronto diretto con le realtà del territorio, raccoglieremo tutte le idee e svilupperemo questo piano di azioni. Poi tiriamo le fila e con maggio contiamo di far passare questo piano di azione in norma”. “Maggio è anche il mese per la Pac- conclude Martina- Le due cose insieme daranno il disegno complessivo che questo governo sta mettendo in piedi per l’agricoltura italiana”. 

Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264

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Sommario AGRICOLTURA

4 I furbetti dei campi

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½ mld “tax free” Agea Il ritardo nei pagamenti Manica a Shanghai La chimica verde italiana UNCAI al Vinitaly I Contoterzisti Convegno sulla PAC Le richieste degli agricoltori pugliesi SINTONIA L’Esperienza in Agricoltura

formazione

8 vini 60mln di euro in 10 anni

25 Master internazionale IAM Bari

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agroalimentare 18mln finanziati con i fondi Ocm Unionbirrai A Taranto il I livello di degustazione Murat Winery Il vino al centro di Bari Rosati d’Italia La terza edizione italian secco Fatto da Gancia in Argentina Vino: importazioni extraue +58% in cisterne, dove vanno ? alimentaZIONE a livello globale? OXFAM rivela un quadro allarmante

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Agricoltura biologica del Mediterraneo

AMBIENTE

18 Ilva: Coldiretti Tarantoi

Parte civile per le imprese e il territorio

eventi

22 A Caserta Fiera Agricola

La decima edizione dal 24 al 27 aprile “UnInfoDay” H2020 Ricerca, sviluppo e innovazione

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WWW.FOGLIE.TV l’informazione sul mondo agricolo a portata di click

nuova PAC A Bisceglie il Convegno

A Vinitaly 2014 Concorso Enologico Vini Rosati

Innovazione e sostenibilità Al servizio della vitivinicoltura italiana

Curato da Agrinsieme e dai GAL “Le Città di Castel del Monte”, “Murgia Più” e “Ponte Lama”, il convegno è stato incentrato sulla presentazione del protocollo d’intesa sulla riforma della PAC, proposto da Agrinsieme Provincia Bat e dagli stessi GAL. Obiettivo della riforma è tutelare le colture di pregio presenti nel territorio.

Torna anche quest’anno l’appuntamento con il Concorso Enologico Nazionale dei vini rosati d’Italia, evento promosso dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Accademia italiana della vite e del vino e Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole.

Organizzato da Bayer CropScience presso l’hotel Itaca di Barletta, l’incontro tecnico sulla sostenibilità e l’innovazione nella vitivinicoltura italiana.

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N°7 - 15 aprile 2014

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gricoltura

La chimica verde italiana conquista l’oriente

Manica alla fiera di Shanghai

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er il terzo anno consecutivo il gruppo Manica (Manica Spa, Manica Cobre e Industrias Omicron) ha partecipato al “China International Agrochemical & Crop Protection Exhibition”, con uno stand avvincente e di forte impatto, che ha attirato moltissimi visitatori da tutto il mondo. La chimica verde italiana si è rivelata, ancora una volta, protagonista nel panorama internazionale, un ulteriore punto di forza per Manica, un’azienda che da 65 anni produce agrofarmaci efficaci, sicuri e registrati da oriente ad occidente. Il CAC, la fiera più importante fiera mondiale dell’agrochimico, è giunto alla sua 15a edizione che si è tenuta sempre a Shanghai in Cina. Un’area di 46.000 mq. con circa 860 espositori provenienti da oltre 20 paesi del mondo. Porte aperte per 3 giorni durante i qua-

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li vengono accolti più di 25.000 visitatori da 108 nazioni diverse. Le presenze extracontinente hanno raggiunto quota 75 e rappresentano paesi come.

India, Francia, Italia, Gran Bretagna, Olanda, Korea del Sud, Germania, Taiwan, Brasile, Paraguay, Tailandia, Malaysia, Australia, Egitto, Vietnam.

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groalimentare

18mln finanziati attraverso i fondi Ocm

“Grandi Marchi” vini, spesi 60mln di euro in 10 anni

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i certo non si sono risparmiate. In dieci anni- secondo stime ufficializzate all’ultima edizione del Vinitaly - le 19 cantine icona del vino italiano nel mondo che fanno parte dell’Istituto del vino italiano ‘Grandi Marchi’ (Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Tenuta Greppo, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Tenuta San Guido, Umani Ronchi) hanno investito circa 60mln di euro in attività di promozione, di cui 18mln finanziati attraverso i fondi Ocm (negli ultimi 5 anni). A questi – è stato ricordato- vanno aggiunti 5,15mln di euro investiti congiuntamente nelle azioni comuni dell’Istituto Grandi Marchi. L’attività di promozione è stata articolata attraverso decine

di tour attorno al globo: 248 missioni internazionali, 18 Paesi obiettivo, quasi 50mila incontri mirati con altrettanti operatori (buyer, giornalisti), oltre a centinaia di iniziative (75 walk around tasting, 74 seminari, 39 gala dinner, conferenze stampa, iniziative di promozione e altro). Tra i Paesi-obiettivo dell’internazio-

nalizzazione targata ‘Grandi Marchi’, la Russia primeggia con 45 eventi e quasi 10mila operatori, seguita da Usa (37), Giappone (31), Canada e Cina (22). Ma anche Corea, India, Brasile, Singapore Australia, Hong Kong, Taiwan sono divenute negli anni tappe fisse del made in Italy enologico promosso dall’Istituto, che porta in dote un fatturato ‘solo export’ di 300 mln di euro, equivalente al 6% del valore complessivo delle esportazioni di vino italiano nel mondo. Tra le azioni più significative la partnership con l’Institute of Masters of Wine, l’accademia londinese con 312 membri selezionati in tutto il mondo che da sessant’anni si occupa di formare i più qualificati e influenti esperti internazionali di vino. Non è un caso se proprio quest’anno il loro Simposio quadriennale, dopo oltre 30 anni di tappe in tutto il mondo, debutterà per la prima volta in Italia - a Firenze - dal 15 al 18 maggio.

A Taranto il I livello di degustazione birra Unionbirrai

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ornano in Puglia gli attesissimi corsi di degustazione della birra di Unionbirrai. Il prossimo appuntamento con il I livello è a Taranto nel mese di maggio, presso la nuova birroteca tarantina Tabir. Guidati da esperti della birra artigianale si verrà introdotti al mondo brassicolo, scoprendo le tecniche di degustazione, il metodo di produzione, la storia e la geografia degli stili, nonché servizio ed abbinamento in tavola. Ecco il calendario completo (lezioni dalle ore 16.00 alle ore 20.00): 3 maggio: degustazione 1 / degustazione 2 10 maggio: materie prime e produzione 17 maggio: difetti della birra / storia e geografia 21 maggio: N°7 - 15 aprile 2014

confezionamento e servizio 24 maggio: stili Belgio, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, USA 31 maggio: Abbinamento ed esame finale Il 15 aprile, inoltre, presso la birroteca Tabir si è tenuta una serata di presentazione del corso con degustazione guidata di birre da parte del gruppo Unionbirrai Beer Taster pugliese. Per informazioni: manila@gmail.com | 393 2833473 Preiscrizioni: https://docs.google. com/forms/d/1Imqtv7gGJllkL6r_ kbo622L9MwfD7n1EtzvIqMY0_ TQ/viewform Per saperne di più: https://www.facebook.com/events/14198386949 35660/?fref=ts

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groalimentare

Per una settimana

Murat Winery, il vino al centro di Bari

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ARI - Sull’onda del successo di VINITALY, lo scorso sabato 12 aprile ha preso il via per una settimana, nel borgo murattiano di Bari, un importante evento denominato MURAT WINERY sostenuto e promosso dalla Provincia di Bari L’iniziativa ha lo scopo di riunire sotto lo stesso nome e lo stesso marchio due importanti realtà dell’economia pugliese: le boutique del borgo murattiano, fiore all’occhiello del commercio barese, e le cantine vinicole pugliesi, che rappresentano un’eccellenza della nostra terra in tutto il mondo. Per una settimana le vetrine degli oltre 40 negozi che hanno aderito all’iniziativa, si arricchiranno con l’esposizione delle bottiglie fornite dalle più prestigiose case vinicole pugliesi che avranno

di Nicola Trisolini

così l’opportunità di mostrare le loro importanti ed ultime produzioni. Più di 100 prestigiose etichette del vino della nostra terra che clienti e passanti hanno avuto modo di degustare gratuitamente nel pomeriggio del 12 aprile in occasione dell’importante inaugurazione che ha animato le strade del centro cittadino barese. Con Murat Winery la Provincia di Bari intende proseguire a sostenere il commercio barese attraverso grandi eventi culturali, capaci di attrarre in città turisti e visitatori. Da notare ancora che durante la visita di questa grande enoteca a cielo aperto sarà possibile votare la vetrina preferita sulla pagina Facebook di MURAT WINERY per attribuire il premio “MURAT WINERY 2014”. E’ inoltre possibile seguire tutti gli aggiornamenti anche

collegandosi al sito www.muratwinery. it o scaricando la web-app mobile.

Scadenza delle iscrizioni il 24 aprile e premiazione il 31 maggio nel Castello di Otranto

Rosati d’Italia, la terza edizione

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resco e aromatico, il vino rosato italiano è un patrimonio che si fa apprezzare sempre di più: da sorseggiare con l’aperitivo, ma anche da abbinare a un primo piatto o a secondi di carne o pesce. Questa originale proposta enologica è protagonista anche quest’anno del Concorso Enologico Nazionale di Vini Rosati promosso dall’assessorato alle Risorse agro-alimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole. Testimonial d’eccezione un’ esperta in grado di esaltare al meglio il connubio tra il vino rosato e le eccellenze della tradizione gastronomica italiana: Palma D’Onofrio, sommelier e maestra di cucina, curatrice del blog ‘SOS Cuoca’ e per anni nello staff degli chef della trasmissione “La

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prova del cuoco”. Alla terza edizione del Concorso sono ammessi vini rosati italiani tranquilli, frizzanti e spumanti divisi in sei categorie: vini tranquilli, sia a denominazione di origine (DOC - DOP) che a indicazione geografica (IGT -IGP); vini frizzanti, sia a denominazione di origine (DOC - DOP) che a indicazione geografica (IGT - IGP), vini spumanti a denominazione di origine (DOC - DOP) e vini spumanti a indicazione geografica protetta (IGP) e di qualità (VSP). Le cantine potranno aderire entro il 24 aprile per aggiudicarsi le medaglie d’oro, argento e bronzo per ognuna delle sei categorie.

Il regolamento che consente la partecipazione al Concorso, entro il 24 aprile, è scaricabile dal sito www.concorsorosatiditalia. La selezione dei vini avverrà presso un hotel di Bari il 10 e 11 maggio; durante la due giorni i migliori vini rosati d’Italia passeranno al vaglio del palato, dell’occhio e dell’olfatto di otto commissioni composte dai maggiori esperti, enologi, giornalisti enogastronomici e addetti ai lavori. La premiazione avverrà, come nelle scorsa edizioni, nella splendida cornice del Castello Aragonese di Otranto il 31 maggio. www.foglie.tv


Denuncia Coldiretti al Vinitaly

Lo scandalo “italian secco” fatto da Gancia in Argentina

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i chiama “Italian secco” e sull’etichetta è ben evidente la scritta in italiano “spumante secco” e il marchio “Gancia”, ma con una lente d’ingrandimento dietro la bottiglia si può leggere che è prodotto in Argentina. Lo ha mostrato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo al Vinitaly in occasione dell’incontro “La legalità nel bicchiere, il piano d’azione” organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dalla Coldiretti e dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare alla presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina, del Presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità Gian Carlo Caselli. Il nome richiama il nostrano Prosecco, il vino nazionale che ha avuto il maggior incremento delle esportazioni, ma siamo di fronte a una bottiglia - denuncia la Coldiretti - che i consumatori identificano facilmente come italiana, ma che di italiano non ha niente perché le uve da cui proviene sono coltivate in Argentina, l’imbottigliamento avviene nel Paese sudamericano. Del resto lo scorso 7 agosto 2013 la Russian Standard, uno dei più grandi gruppi integrati produttori di liquori e vini, ha annunciato di aver aumentato al 94,1 per cento la sua quota di partecipazione in Gancia SpA, fondata nel 1850 da Carlo Gancia, creatore del primo spumante italiano Gancia e leader internazionale nella produzione di spumanti e vermouth. Sul sito argentino www.gancia.com.ar nelle caratteristiche tecniche si legge che - riferisce la Coldiretti - “l’”Italian secco” è ottenuto dal 40 per cento viogner (40 per cento), chennin (25 per cento), chardonnay (25 per cento) e Ugni blanc (10 per cento) ed è uno spumante giallo verdastro che possiede un eccellente perlage, si annusano aromi da frutta come ananas, pesca e fiori di acacia, miele e lievito (pane appena sfornato)”.

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di Vito Castellaneta

“Dopo che il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano si è dimesso dalla società che deteneva indirettamente una quota in una spa che controlla la società ungherese Magyar, produttrice di un similgrana, siamo ora di fronte nel settore del vino ad un caso di italian sounding che colpisce pesantemente un altro settore di punta del Made in Italy agroalimentare”, ha affermato il presidente della

Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “l’esigenza di una profonda riflessione sulla politica di sviluppo agroalimentare del Paese per difendere l’identità del patrimonio agroalimentare nazionale. Troppo spesso denunciamo il fenomeno dell’italian sounding all’estero per poi scoprire che nasce all’interno dei confini nazionali, anche da chi dovrebbe essere portavoce del vero Made in Italy”.

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groalimentare

Vino: +58% importazioni extraue in cisterne, dove vanno ?

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ono aumentate del 58 per cento le importazioni in Italia di vino proveniente da Paesi extracomunitari in cisterne per un quantitativo di 72 milioni di chili. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativa al 2013 dalla quale si evidenzia che oltre 45 milioni di chili arrivano dagli Stati Uniti, 19 milioni dal Sudafrica e 3 milioni dall’Australia in confezioni superiori ai due litri. La parte piu’ rilevante delle importazioni di vino arriva in realtà dai Paesi dell’Unione Europea che spediscono in Italia ben 155 milioni di chili di vino sfuso da imbottigliare che porta il totale mondiale degli arrivi a 227 milioni di chili, pari al 5 per cento della produzione italiana. Occorre fare chiarezza sulle destinazioni finali di queste produzioni “a chilometro illimitato” e - sottolinea la Coldiretti - rendere quindi pubblici i nomi delle aziende che le importano

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per consentire ai consumatori piena libertà di scelta. Un quantitativo elevato che viene probabilmente imbottigliato in Italia e che se non viene garantita la trasparenza e la tracciabilità rischia di fare concorrenza sleale ai produttori nazionali e di ingannare i consumatori.

Obiettivi: sperimentare nuovi modi di consumazione e incrementare le esportazioni

Roi sperimenta il cono di taggiasca

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lio Roi ha partecipato all’edizione 2014 del Vinitaly all’interno di Street Eataly, un ristorante di 200 mq dedicato al cibo da strada italiano. Proposte le consuete degustazioni, insieme, per la prima volta ad un “cono” da passeggio di olive taggiasche in salamoia o di olive taggiasche denoccciolate, per sperimentare

nuovi modi di consumazione. Per Franco Boeri Roi, il frantoiano di Badalucco che con i suoi extravergini millesimati propone prodotti di altissima qualità, frutto di una sapiente selezione annuale e territoriale delle migliori olive Taggiasche, una ulteriore straordinaria occasione per cercare di incrementare le esportazioni, da sempre punto di forza del frantoio di Badalucco.

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gricoltura

UNCAI al Vinitaly

I Contoterzisti artigiani della macchina e del terreno

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NCAI è un’associazione nata a servizio dell’agricoltura: i contoterzisti sono artigiani della macchina e del terreno, professionisti altamente specializzati, e rappresentano un supporto fondamentale anche per i produttori vitivinicoli”. Così Aproniano Tassinari, Presidente dell’UNCAI - Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali, è intervenuto durante il talk show di Agrilinea, registrato nell’area istituzionale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al Vinitaly, la più importante kermesse internazionale dedicata al mondo del vino. Ancora una presenza importante, dunque, per l’Unione, che si conferma quale realtà di peso nel panorama dell’agricoltura nazionale. Quattro in tutto gli appuntamenti organizzati da Cra – Mipaaf e incentrati naturalmente sul vino, tema principe del Salone veronese, divenuti occasione per un dialogo intenso e un con-

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fronto serrato tra gli ospiti intervenuti da cui si è evidenziato come le superfici vocate alla produzione vitivinicola siano cresciute nel tempo, con una conseguente evoluzione della gestione aziendale, caratterizzata sempre più da una attività moderna e meccanizzata, e sempre meno da una di tipo manuale. Oggi, dunque, la tendenza prevalente è quella di coniugare tradizione e sostenibilità, con elementi chiave per lo sviluppo del settore quali redditività, tecnologia e innovazione. Ed è in questa moderna visione del comparto che la meccanizzazione agricola e l’utilizzo di mezzi altamente tecnologici giocano un ruolo fondamentale. In questo segmento, che si caratterizza per una visione innovativa della meccanizzazione, si inseriscono i contoterzisti, i quali possono facilmente mettere a disposizione il know how e i mezzi necessari per poter gestire grandi superfici, per monitorare le variazioni vegeto-produttive delle

piante e, di conseguenza, per adeguare gli interventi di un’agricoltura di precisione a servizio della produzione vitivinicola.

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Per tutelare le imprese e il territorio

Ilva: la Coldiretti Taranto si costituirà parte civile

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oldiretti Taranto si costituirà parte civile contro chi sta procurando un così grave e irrimediabile danno alle nostre imprese agricole socie e al territorio tarantino. E’ un dovere naturale e consequenziale al progetto di difesa del territorio che è espressione e culla della varietà e qualità dei prodotti agroalimentari. Per non parlare del danno all’immagine complessiva della produzione agroalimentare dell’intera provincia. Quanto sta accadendo all’imprenditore zootecnico Chiarelli, ‘colpevole’ di essere titolare di un’azienda a soli 10 chilometri dall’ILVA, non dovrà rimanere impunito”. E’ il commento del Presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, alla notizia dei risultati dei prelievi del 24 marzo scorso analizzati dall’Istituto zooprofilattico di Teramo che hanno

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sostanzialmente confermato il bioccamulo di diossina nel latte, già riscontrato dai veterinari della ASL, a causa dell’inquinamento provocato dall’ILVA, e che porteranno all’abbattimento delle vacche dell’allevamento a Massafra di Giuseppe Chiarelli, già posto sotto vincolo sanitario da settembre. “Coldiretti non accetta – continua imperterrito il Direttore della Coldiretti di Taranto, Aldo De Sario - che si perseveri con strategie che non tengano in dovuto conto esigenze e bisogni delle comunità interessate e si costituirà parte civile in tutti i procedimenti tesi ad accertare responsabilità in ciò che è accaduto, per tutelare le imprese agricole che, oltre ad essere coinvolte loro malgrado nella difficile vertenza ambientale che ha ferito duramente il territorio della provincia di Taranto, registrano pesanti perdite in termine di immagine e di reddito”.

di Rocco Resta L’agricoltura jonica, con una superficie totale di 31.657 ettari, riesce a raggiungere mediamente una Produzione Lorda Vendibile di 470 milioni di euro e rappresenta una realtà economica importante per l’intera regione. In pochi anni l’agricoltura jonica, che raggiunge punte di eccellenza nei comparti dell’uva da tavola e da vino, orticolo, agrumicolo e del lattierocaseario, si è vista riconoscere l’alta qualità dei propri prodotti, legata a storia e tradizioni, ottenendo 6 DOC ‘Aleatico’, ‘Primitivo di Manduria’, ‘Lizzano’, ‘Martina Franca’, ‘Locorotondo’, ‘Colline Joniche Tarantine’ e due IGT ‘Tarantino’ e ‘Valle d’Itria’ per i vini, 1 DOP ‘Terre Tarentine’ per l’olio e rientrando a pieno titolo, con le sue produzioni, nella lista dei 231 prodotti agroalimentari pugliesi riconosciuti ‘tradizionali’ dal Mipaf.

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gricoltura

Il Convegno sulla PAC

Le richieste degli agricoltori pugliesi

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ISCEGLIE - Oltre 700 persone tra operatori agricoli, sindacati, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali, hanno preso parte giovedì 3 aprile al convegno “La Nuova PAC” a cura di Agrinsieme e GAL Le Città di Castel del Monte, Murgia Più e Ponte Lama. Nelle prime file della Centrale Ortofrutticola di Corso Garibaldi a Bisceglie, location dell’incontro, presenti i presidenti delle province di Bari e della Bat Francesco Schittulli e Francesco Ventola e numerosi sindaci e assessori dei comuni delle due provincie, in fascia tricolore. Sul palco, invece, tra gli altri, l’Assessore Regionale alle Politiche Agroalimentari Fabrizio Nardoni, il vicepresidente di Confagricoltura Bari/Bat Giacomo Patruno, il direttore di Cia Bat Nicola Cantatore, il vicedirettore di Confagricoltura Bari/ Bat Gianni Porcelli, il Responsabile Legacoop Puglia Agroalimentare Angelo Petruzzella, la Direttrice di Confcooperative Miriam Girone, i direttori dei GAL e il presidente della OP Arca Fruit Sergio Curci, moderati dal Direttore di Confagricoltura Bari/Bat, Saverio De Bellis. Oggetto del convegno, che ha richiamato moltissimi operatori del settore, la presentazione del protocollo d’intesa proposto da Agrinsieme Bat e dai tre GAL sulla riforma della PAC. Tale documento è stato condiviso dai sindaci presenti ed da altri non intervenuti, che si sono impegnati a portarlo all’approvazione dei rispettivi consigli comunali. I conseguenti atti deliberativi saranno poi consegnati alla Regione Puglia. Un documento sottoscritto in vista della scadenza del 1° agosto 2014, data in cui il governo italiano dovrà comunicare le proprie opzioni demandate dai regolamenti comunitari su aspetti particolarmente importanti della riforma. Dalla definizione di agricoltore attivo al regime di aiuto per i piccoli operatori e i giovani agricoltori, dalla riduzione progressiva del numero e del tetto massimo dei pagamenti al greening, passando per l’aiuto accoppiato e convergenN°7 - 15 aprile 2014

za: tutti temi su cui gli operatori e gli organismi che li rappresentano hanno le idee molto chiare. L’obiettivo è tutelare le colture di pregio presenti nel territorio (olivicoltura, ortofrutta, vitivinicoltura e cerealicoltura) e ridurre nel contempo l’incidenza che le scelte delegate allo stato membro potrebbero avere sul sistema agricolo locale. Le richieste, in sintesi, si riducono in: si all’inclusione dei vigneti da vino tra le superfici ammissibili per i pagamenti diretti, no all’inclusione dei pascoli se non per le aziende zoo-

tecniche, si al modello di convergenza cosiddetto “irlandese”, che garantisce minori perdite rispetto allo storico, si ad una selezione degli “agricoltori attivi” su basi concrete che evidenzino gli agricoltori che ricavano redditi consistenti dal settore agricolo, si alla regionalizzazione per aree omogenee distinguendo olivicoltura e colture estensive, si all’innalzamento dei requisiti minimi per accedere ai pagamenti diretti e al greening con sistema di pagamento proporzionale.

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I dati OXFAM rivelano un quadro allarmante per i paesi emergenti ma anche per quelli sviluppati

Come ci si alimenta a livello globale?

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ualità e quantità degli alimenti, accessibilità, presenza di una dieta salutare: sono i parametri che OXFAM (Comitato per l’aiuto alle vittime della carestia e delle calamità naturali) ha preso in esame per stilare una classifica delle consuetudini alimentari a livello planetario. I dati a confronto hanno coinvolto 125 paesi, fra quelli economicamente avanzati e quelli in via di sviluppo. L’indagine ha evidenziato purtroppo, che ancora oggi il cibo è carente in molti stati del continente africano e indiano e la possibilità di avere alimenti con un giusto potere nutrizionale e a prezzi abbordabili, è ancora meno frequente. “C’è ancora molto da fare per garantire a tutti di mangiare in modo sano – afferma Winnie Byanyma direttrice di OXFAM International – sono la povertà e l’ineguaglianza a nutrire la fame. L’indice globale dimostra che si soffre di fame dove i governi non sono in grado di attuare politiche efficaci per ridistribuire le risorse, dove il mercato fallisce e gli individui non hanno il denaro per acquistare i beni e i servizi di cui hanno bisogno”. I dati rivelano verità sconfortanti: la fame e la scarsa qualità del cibo sono diffusi nel mondo più di quanto si possa pensare, interessando anche la nostra nazione, dove l’accesso al cibo sano e nutriente sta diventando un problema per un numero sempre più crescente della popolazione. Infatti l’Italia è all’ottavo posto della classifica Oxfam con Portogallo, Irlanda e altri paesi, subito dopo, Austria, Danimarca, Svezia e Belgio. In vetta c’è l’Olanda seguita da Francia e Svizzera. Chiudono il Ciad, l’Etiopia e l’Angola. “Un piazzamento deludente per l’Italia che fa del mangiar bene e della salubrità del cibo un tratto forte dell’identità nazionale che si accinge ad ospitare l’EXPO 2015 proprio sui temi della sicurezza alimentare – commenta Elisa Bacciotti direttrice di Oxfam Italia - . Il nostro Paese potrebbe essere al primo posto, ma sem-

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di Paola Dileo

pre più persone fanno fatica a mangiar sano e far quadrare il bilancio. Il costo della vita in generale è alto rispetto al reddito medio degli italiani, che in proporzione spendono di più rispetto ad altri paesi ed hanno meno possibilità di acquistare cibi buoni e a prezzi competitivi”. E sugli indici di accessibilità ai beni alimentari, è il Regno Unito a registrare il peggiore risultato tra le nazioni dell’Europa Occidentale: l’Inghilterra è all’ultimo posto insieme a Cipro. Mentre Stati Uniti, Giappone, Nuova Zelanda, Brasile, Canada sono fuori dalle top 20. Prevedibile invece la posizione degli stati africani: tutti, tranne 4, sono tra gli ultimi 30 della classifica. Al termine anche Laos, Bangladesh, Pakistan e India. In particolare in Guinea, Gambia e Ciad il cibo costa due volte e mezzo in più rispetto ad altri beni di consumo. I peggiori indici di malnutrizione e sottopeso infantile sono sati rilevati in Burundi,

Yemen, Madagascar e India. Al contrario in Stati Uniti, Messico, Isole Fiji, Kuwait e Arabia Saudita, elevato è il numero di abitanti affetti da diabete e obesità. Gli studi Oxfam sull’alimentazione a livello mondiale s’inseriscono nell’ambito della campagna “Coltiva – il Cibo, la Vita, il Pianeta” che mira a informare i cittadini e a sensibilizzare imprese e istituzioni sulla necessità di azioni e riforme sull’attuale sistema di produzione e distribuzione alimentare. Un sistema iniquo che continua oggi a generare più di 800 milioni di affamati. “Noi crediamo che la fame non sia un fenomeno inevitabile e per questo operiamo in tutto il mondo con progetti a sostegno del reddito dei piccoli agricoltori e soprattutto delle donne, con campagne mirate a cambiare le politiche di governo e d’impresa per produrre e consumare cibo in modo più equo e sostenibile, conclude la direttrice Oxfam Internazionale. www.foglie.tv


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Dal 24 al 27 aprile

A Caserta la decima edizione di Fiera Agricola

di Nicola Trisolini

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na Fiera di grande qualità e, soprattutto, con tante novità. Così è stata presentata la decima edizione di Fiera Agricola alla Camera di Commercio di Caserta. «La novità più importante riguarda l’ottava Mostra Nazionale della Bufala Mediterranea, che per la prima volta, grazie a Fiera Agricola si tiene a Caserta», ha dichiarato il presidente dell’A1 Expo, Antimo Caturano. «La Mostra, organizzata in collaborazione con l’Anasb, porterà oltre 120 capi da tutta Italia: con questo evento metteremo in risalto un emblema di Terra di Lavoro, ma anche una realtà zootecnica molto importante per tutta l’agricoltura italiana». Fiera Agricola accenderà i riflettori anche su altre specie oltre a quella bufalina, grazie alla “Vetrina zootecnica delle razze allevate in Campania”, organizzata dall’Associazione Regionale Allevatori della Campania (Arac) in collaborazione con l’Associazione Italiana Allevatori

(Aia). L’obiettivo è richiamare l’attenzione del grande pubblico sulle capacità del Mezzogiorno di creare prodotti di eccellenza. «Fiera Agricola non è solo la Fiera di Caserta ma è la Fiera di tutta la Regione Campania», ha detto invece l’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Nugnes. «In un momento così delicato come quello che stiamo vivendo, bisogna tener presente che, quando si parla di “Terra dei Fuochi”, si parla di terreni inquinati che sono solo una minima parte dell’intero terreno agricolo campano. Il nostro lavoro deve essere sinergico per dimostrare che, in Campania, parlare di agricoltura vuol

dire senza ombra di dubbio parlare di eccellenza». Altro tema importante di Fiera Agricola sarà l’internazionalizzazione delle imprese, con la presenza in Fiera delle delegazioni estere tra cui quella dell’Honduras, del Kenia, del Libano, nell’ottica di voler favorire l’incontro e lo scambio tra realtà economiche diverse e ricche di opportunità. «Fiera Agricola non deve essere solo una manifestazione espositiva, ma deve attirare buyers internazionali per vincere la sfida sui mercati esteri», ha concluso l’assessore Nugnes.

Seminario “UnInfoDay” H2020

Ricerca, sviluppo e innovazione attraverso Europa 2020

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l 15 Aprile a Matera presso l’Università degli Studi della Basilicata –Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente e Patrimoni Culturali (DiCEM) si è tenuta una giornata di studio sul Programma Europeo HORIZON 2020 che nei prossimi sette anni supporterà i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione della società e delle imprese europee. Horizon 2020 svolge un ruolo centrale nell’attuazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva creando un quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione di eccellenza. In generale l’Italia, rispetto ad altri paesi, intercetta poco le opportunità offerte dai programmi

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di finanziamento europeo pertanto è auspicabile una migliore organizzazione del sistema. L’incontro ha offerto ai partecipanti l’occasione di confronto per sviluppare modelli organizzativi e strategie di cooperazione. I lavori della giornata si spera possano servire ad innescare azioni sinergiche tra gli Attori della Ricerca e il Territorio per favorire il trasferimento delle innovazioni e sostenere i processi virtuosi dello sviluppo economico e culturale. Hanno partecipato all’incontro i responsabili della ricerca dell’Univer-

sità della Basilicata, i rappresentanti di APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea), Antenna Bruxelles e Sviluppo Basilicata, CNR Imaa (Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale), CNR-Ibam (Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali), TerN (Distretto Tecnologico della Regione Basilicata sulle Osservazioni della Terra ed i Rischi Natural), Cidot-Asi (Centro Interpretazione Dati di Osservazione della Terra), Metapontum Agrobios, Alsia e Unità Tecnica Tecnologie Enea –Trisaia. www.foglie.tv


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Il Master internazionale dello IAM Bari

Agricoltura biologica nel bacino del Mediterraneo

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li studenti del Master internazionale in “Agricoltura Biologica Mediterranea”, in corso di svolgimento all’Istituto Agronomico Mediterraneo (IAM) di Bari, sono stati ospiti, per una visita tecnica sul campo, dell’azienda olivicola biologica “Michele Murgolo” nella frazione di Palombaio. I partecipanti, provenienti da diverse nazioni, in prevalenza del bacino Mediterraneo, sono stati accompagnati anche da tre docenti del master: il greco Emmanouil Kabourakis, specia-lista di agricoltura biologica applicata della National Agricultural Research Foundation – NA-GREF, e gli statunitensi Kathleen Delate e Robert Turnbull, entrambi docenti di agricoltura biologica alla Iowa State University. La delegazione del master è stata affiancata nell’occasione anche da una classe e dai docenti dell’indirizzo agra-

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di Antonio Resta

rio dell’Istituto d’Istruzione Superiore “De Gemmis” che ha sede a Terlizzi e Bitonto. Il master “Mediterranean Organic Agriculture”, coordinato dalla dott.ssa Lina Albitar, punta a preparare tecnici (ingegneri e agronomi) in grado di affrontare problemi specifici e strutturali per lo sviluppo dell’agricoltura biologica nel bacino del mediterraneo. La visita tecnica è stata l’occasione per uno scambio sul campo con un imprenditore olivicolo locale, che ha investito da alcuni anni risorse ed energie nel settore dell’olio biologico. L’incontro è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Bitonto: l’assessore all’agricoltura, Domenico Incantalupo, e l’assessore alla pubblica istruzione, Vito Masciale, hanno accompagnato la folta delegazione insieme ai referenti dell’Istituto Agronomico Mediterraneo. Alla visita presente anche un gruppo di giornalisti di stampa specializzata e non.

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SINTONIA L’Esperienza in Agricoltura po tale da essere in grado di gestire i molteplici problemi che incontrano gli imprenditori agricoli e la distribuzione nella produzione e controllo qualità di colture a produzione integrata e biologica. Gli associati di Sintonia condividono passione per il proprio lavoro, alta professionalità e competenza. Sintonia assiste l’agricoltore nella scelta dei fattori produttivi più efficienti e sostenibili, definisce ed adegua i disciplinari di produzione, valu-

ta i fornitori attraverso audit, effettua piani di controllo e campionamenti, controlla la qualità del prodotto finito. Sintonia a breve si costituirà in una Società Tra Professionisti (STP), nuova forma di persona giuridica, regolata dalla Legge 183/2001 e 27/2012 e dal D.M 34/2013. Il coordinatore di Sintonia è il dott. agr. Marco Valerio Del Grosso . SINTONIA STP – Piazza Mattia FARINA, 12 – 84091 BATTIPAGLIA (SA)

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