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Agricoltura • Agroalimentare • Turismo RURALE

N° 6 • 1 Aprile 2014

Cin Cin

Puglia

Fra tradizione e modernità

agricoltura La mafia nel piatto

agroalimentare No a più frutta nelle bibite: vincono (per ora) le lobbies

TURISMO RURALE Vino ed Olio, occasioni per raccontarsi

Colpo grosso della nostra regione al Vinitaly 2014: piace il binomio con il territorio


Editoriale

1 aprile 2014 - n. 6 - Anno 9

Quindicinale di Agricoltura Agroalimentare Turismo RURALE

Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione

Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Giuseppe Perrotta, Paola Dileo, Annalinda Laruccia, Nica Ruospo, Maria Fortino, Gianni Colaianni, Rino Pavone Pubblicità Click On Studio Via Q. Sella, 40 - 70122 - Bari Tel. 080 9755146 www.clickonstudio.it

Nei paesi ricchi torna di moda l’agricoltura

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di Vito Castellaneta

ei paesi ricchi del mondo si torna all’agricoltura e se in Giappone si mandano i disoccupati a lavorare nelle campagne, negli Stati Uniti dall’inizio della crisi, per la prima volta nella storia recente, gli agricoltori giovani tra i 25 e i 35 anni sono aumentati del 2 per cento, passando da 106.735 a 109.146 nel giro di cinque anni secondo l’ultimo censimento. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata all’Assemblea generale della Organizzazione mondiale degli Agricoltori (OMA) a Buenos Aires alla quale hanno partecipato 100 delegazioni da oltre 80 paesi di tutti i continenti. Dagli Usa al Giappone fino all’Europa siamo di fronte ad una decisa svolta verso l’economia reale dopo che la crisi finanziaria ha messo in ginocchio i Paesi più sviluppati con livelli inaccettabili di disoccupazione. Lo scorso mese il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato un programma di sostegno quinquennale al settore agricolo statunitense, il cosiddetto Farm Bill, per un valore di 956 miliardi di dollari secondo la delegazione statunitense presente all’Assemblea con il Ministro dell’agricoltura Usa Tom Vilsak che ha definito gli ultimi cinque anni dell’agricoltura americana i migliori della storia del Paese e si intende quindi dare continuità a questo trend positivo prevedendo finanziamenti per favorire l’inserimento di nuovi agricoltori e allevatori. Il governo giapponese per affrontare la crisi nelle fabbriche in città dove sono state perse migliaia di posti di lavoro ha avviato con successo un progetto per trasferire nelle campagna i giovani disoccupati con l’obiettivo di trovare un lavoro alternativo e inco-

raggiare l’agricoltura con il risultato che, nel Paese del Sol Levante, i giovani agricoltori dai 39 anni in giù sono oggi considerevolmente aumentati. Anche l’Europa ha appena varato una riforma di politica agricola con maggiore attenzione ai giovani. E in Portogallo il presidente in persona, Anibal Cavaco Silva, ha addirittura esortato i giovani a tentare la fortuna in agricoltura prima di scegliere di emigrare a causa della mancanza di opportunità di lavoro, poiché il settore agricolo “è uno di quelli che possono permettere al Portogallo di avere una ripresa economica più veloce dopo anni di crisi”. All’Italia spetta il primato nell’aumento delle iscrizioni alle Facoltà di scienze agrarie, forestali ed alimentari che hanno fatto registrare la crescita più alta nel periodo considerato con un aumento del 45%. Nell’agricoltura italiana il 7,2 per cento dei titolari di impresa ha meno di 35 anni ed è alla guida di 58.663 aziende delle quali il 70% opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Esempi di imprese d’eccellenza che troveranno una grande vetrina nell’Expo 2015. L’interesse dei giovani è giustificato da nuove opportunità che si stanno consolidando, come ha affermato all’Assemblea l’ex presidente sudafricano dell’OMA Robert Carlson nel sottolineare che “la domanda alimentare sta crescendo per la carne, i cereali, ortaggi e frutta mentre si sta andando verso un mondo con 9 miliardi di persone nel 2050”.

Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264

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SCHEDA tecnica

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Sommario AGRICOLTURA

agroalimentare

24 La mafia nel piatto

15 Radici del Sud una giuria doc

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1/2 mld di sequestri nei primi mesi criminalità in agricoltura L’osservatorio sul sistema terreni agricoli pubblici Iniziativa legislativa della Regione Puglia un europeo guida agricoltori l’organizzazione mondiale agricoltori comparto agrumicolo Succhi di frutta ostaggio delle lobby Mostra nazionale della bufala Durante Fieragricola di Caserta

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A Carovigno dal 4 al 9 giugno Concorso“olive oil in cooking” L’olio di oliva sale in cattedra Podio italiano al Premio Biol Vince il casertano “Monte della Torre” Olio bio,crescita delle vendite Trainate dal “km. zero” Olio Capitale 2014 Una sala d’incontro tra aziende e buyers

speciale vinitaly

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10 “Spaccanoci”cibo, salute e sport

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Diminuisce nei supermercati classifica dei vini più venduti Sul podio chianti,lambrusco e vermentino 2014, l’inizio è promettente Le strategie delle catene distributive per la Puglia “Social Wine” Tur - Vinitaly 2014 un’edizione Social

turismo rurale

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6 consumo di vino nel 2013

Per un fine settimana a Noci Salotto Divino Incontri con le Cantine del Salento

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la classifica dei vini più venduti nel 2013: sul podio chianti, lambrusco e vermentino

Diminuisce nel 2013 il consumo di vino degli italiani nei supermercati

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el 2013 gli italiani hanno bevuto meno vino in quantità, cercando contemporaneamente sia la qualità che il risparmio. Si sono orientati sulle bottiglie “doc” ed hanno iniziato ad apprezzare il vino biologico, ma si sono spostati anche su formati meno costosi come quello del vino da tavola ed il vino con la marca del distributore, cioè del supermercato stesso. I vini bianchi crescono più dei rossi ed i frizzanti vanno meglio dei fermi; spumante italiano e prosecco sono sempre più acquistati. Questo il quadro emerge dalla ricerca svolta dall’IRI per Vinitaly 2014 sulle vendite di vino nei supermercati, un canale che distribuisce circa il 63% del vino. “L’indagine sugli acquisti di vino nella grande distribuzione che Vinitaly commissiona ormai da 10 anni – ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere - conferma una tendenza che si può riassumere in una maggiore consapevolezza della qualità e soprattutto del giusto rapporto qualità/prezzo da parte del consumatore medio quando deve scegliere. Questo richiede alla grande distribuzione una maggiore attenzione nella proposta, che deve essere anche in grado di assecondare le nuove richieste, come quella dei vini biologici”. La grande distribuzione ha venduto, nel 2013, 517 milioni di litri di vino confezionato per un valore di 1 miliardo e mezzo di euro, con una sensibile flessione in volume del 6,5% rispetto all’anno precedente (nel 2012 era stata del 3,6%), certamente condizionata dal sensibile aumento dei prezzi: + 10,2% al litro, tanto che le vendite in valore fanno segnare un + 3,1%. Il formato più venduto nel 2013 rimane quello delle bottiglie da 75cl a denominazione d’origine (Doc, Docg e Igt) che nel 2013 ha fatto registrare un volume di oltre 213 milioni di litri per un valore di quasi 1 miliardo di euro.

Questo formato ha subito nel 2013 una flessione del 3,2%, calo sensibile ma pur sempre minore del - 3,5% del 2012, risultato più apprezzabile se si considera l’aumento di prezzo del 5,6% in un anno che ha portato il prezzo medio della bottiglia a 4,5 euro. Il formato che presenta invece un drastico calo è quello del vino in brik, le cui vendite scendono nel 2013 del 9,4%, influenzate da un aumento di prezzo del 20,5%. Resiste invece il tradizionale vino da tavola in bottiglia da 75cl, sostanzialmente stabile con una lieve flessione a volume dello 0,3%, che diviene di fatto il formato più performante del 2013. Sul fronte della ricerca della qualità da parte dei consumatori, va segnalata la crescita del 4% in volume delle vendite di vini biologici nei supermercati, con 1 milione di litri venduti per un valore di 5 milioni di euro. “Difronte alla crisi, le imprese della grande distribuzione hanno incrementato la leva promozionale – ha commentato Alberto Miraglia, rappresentante di Federdistribuzione a Vinitaly, Direttore Marketing Auchan - ma oltre non si può andare

perché i margini sono già troppo erosi. Cercheremo quindi di diversificare, puntando ancor di più sulla marca del distributore, dando attenzione a produzioni come quella del vino biologico e sviluppando ulteriormente la presenza di piccoli produttori legati al territorio”. E quali sono i vini più amati dagli italiani? La classifica elaborata da IRI per Vinitaly 2014 presenta delle conferme con interessanti sorprese se si analizzano i tassi di crescita. I vini più venduti in assoluto sono: Chianti, Lambrusco, Vermentino, Barbera, Bonarda, Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola, Muller Thurgau, Morellino, Dolcetto ed altri. Tra i vini emergenti, cioè quelli con il maggiore tasso di crescita troviamo il sorprendente exploit del Pignoletto e del Cannonau, il primo sospinto da una presenza sempre maggiore sugli scaffali di tutta Italia ed il secondo favorito anche da una considerevole spinta promozionale. In questa particolare classifica troviamo anche il Prosecco, il Vermentino (che non a caso compare nella classifica dei vini più venduti in assoluto), il Pecorino, l’Aglianico.


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Vinitaly Le strategie delle catene distributive

2014, l’inizio è promettente

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igliorano le vendite di vino nei supermercati nei primi due mesi del 2014. Nel primo bimestre gennaio/febbraio le vendite di bottiglie da 75cl sono più dinamiche e guadagnano 3 punti percentuali sul 2013, facendo segnare un -0,3% a volume rispetto a ad una chiusura 2013 del -3,4%. “In realtà già l’ultimo trimestre 2013 aveva dato segnali positivi, cioè di un rallentamento del calo delle vendite ha spiegato Virgilio Romano, Director Cliente Service di IRI – ed ora i primi due mesi del 2014 mostrano un netto miglioramento. Recupera anche il brik con un -2,1% (rispetto al -9,4% del 2013). Probabilmente abbiamo lasciato alle spalle le difficoltà del 2013, in linea con l’andamento dell’economia e dei consumi, e possiamo essere fiduciosi per il 2014”. Il dato positivo ha creato interesse nel mondo delle cantine che cercano di capire quali saranno le strategie future della grande distribuzione, come ha sottolineato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere: “Si tratta di un dato che potrebbe rappresentare l’inversione di tendenza rispetto al continuo calo dei consumi interni registrato negli ultimi anni”. Per rilanciare le vendite di vino nei supermercati le catene distributive stanno valutando diverse leve potenziali: la ristrutturazione degli scaffali, una maggiore comunicazione, una riduzione o un aumento delle promozioni, una maggiore enfasi su prodotti a marchio del distributore, vino biologico e vino bag in box. “Il cambiamento dei consumi e delle logiche di acquisto apre a nuove prospettive di mercato - ha dichiarato Luigi Rubinelli, Direttore di RetailWatch. it - bisogna comunicare il valore del prodotto, la sua funzione d’uso, la sua cultura locale. Indispensabile un riferimento all’Italia per chi esporta. Infine il prezzo: attenzione alle nuove confezioni come il bag in box che recano in sè l’esigenza alla disponibilità imme-

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di Nicola Trisolini

diata di prodotto sfuso con un buon rapporto valore-prezzo”. La spinta promozionale è già troppo alta secondo la Coop che ha un programma ben definito: “La strategia per il 2014 riguarderà una riduzione marcata delle promozioni sul vino tipico mentre replicheremo le stesse dello scorso anno sugli spumanti. Riguardo i vini tavola faremo promozioni più profonde dovute al calo del prezzo di acquisto degli stessi” ha riferito Francesco Scarcelli, buyer vino di Coop Italia. Diversa la strategia del Gruppo Selex (insegne come Famila, A&O), come ha spiegato il Category manager Flavio Bellotti: “Per il 2014 prevediamo di aumentare la pressione promozionale a fronte del mantenimento del prezzo nominale dei singoli prodotti e di ristrutturare lo scaffale aumentando lo spazio dedicato ai marchi privati e ai vini spumanti”. Bisogna parlare di più al consumatore, aiutarlo ad orientarsi tra gli scaffali sempre più pieni di vini tipici, come sostiene Valerio Frascaroli, buyer vino di Conad: “Siamo impegnati a definire un’adeguata comunicazione a scaffale. Coi prodotti a nostro marchio cerchiamo di dare una risposta adeguata alle esigenze del consumatore, ma non sarà mai totalmente esaustiva”. La comunicazione è tra le leve strategiche di Carrefour, che lancia l’etichetta parlante: “Presenteremo una nuova etichetta “parlante” che dettaglierà al cliente tutte le informazioni sul vitigno, la tipologia, la provenienza e l’abbinamento di cibo consigliato – ha riferito Paolo Colombo, Category manager di Carrefour - Continueremo lo sviluppo iniziato lo scorso anno di prodotti ad etichetta esclusiva e l’organizzazione di eventi/attività di degustazione e valorizzazione dei prodotti, oltre a un maggior presidio del localismo e del territorio con la selezione di piccoli produttori”. La composizione e la ristrutturazione dello scaffale è la chiave della strategia per il 2014 di Despar, Gruppo Sisa e Billa. Per Simone Pambianco, Product

manager prodotti a marchio Despar :“Questo 2014 dovrebbe rappresentare l’anno del riposizionamento a scaffale dopo due anni di esplosione dei prezzi. Questo contribuirà sicuramente a riportare i consumi entro binari diversi, soprattutto per la fascia di consumo entry level”. Per Germano Ottone, buyer vino del Gruppo Sisa: “Tra gli obiettivi del 2014 c’è la revisione del format assortimentale nella categoria vini, ogni centro distributivo del Gruppo proporrà ai punti di vendita un cluster specifico; nell’ambito di questa revisione è previsto l’inserimento di vini di alta gamma”. Per Alfonso Ruffo, buyer senior bevande di Billa: “Il 2014 sarà per Billa l’anno di consolidamento della strategia espositiva e assortimentale implementata nel 2013: vini esposti per fascia prezzo con attenzione alla comunicazione al cliente”. VINO BIOLOGICO E BAG IN BOX TRA GLI SCAFFALI - Un contributo alle vendite arriva anche, oltre che dalle bottiglie a marchio del distributore, anche dal vino biologico e dal vino bag in box, cioè di quelle confezioni da 3/5  litri di vino conservato senza ossigeno, spillabile dal rubinetto. Tra chi punta decisamente sul biologico c’è Carrefour, come ha spiegato Colombo: “Abbiamo già in assortimento 15 etichette e tra queste 5 sono vini biologici senza solfiti aggiunti. Sono esposti a scaffale sia nella corsia del vino che in quella riservata al settore biologico, in particolare nei punti vendita dove è previsto uno spazio dedicato al BIO (planet)”. Guarda con interesse al biologico anche Coop, che non dispone di corner anche se sta testando corner specifici, e Conad, come ha raccontato Frascaroli: “Il Vino Biologico sta cominciando ad essere richiesto dal consumatore e le vendite presentano trend in crescita, ma si parla sempre di numeri bassi”. Attenzione al biologico anche in Billa anche perché le vendite potrebbero beneficiare “delle ultime modifiche in


Verona 6 - 9 aprile 2014 termini di regolamento comunitario (legge 203), per cui è possibile scrivere sull’etichetta del prodotto che il vino è biologico (e non più solamente le uve)”. Anche Agorà Network gioca la carta del biologico, come ha riferito il buyer Massimo Cavaleri: “Testeremo sui punti vendita più grandi tre referenze di vino ottenuto con l’impiego di un sistema agricolo biodinamico di un’azienda siciliana. Al momento non prevediamo di creare un corner a parte,

ma di inserire le referenze sul lineare o al massimo di posizionarle nella cantinetta evidenziandole opportunamente”. Ancora sotto esame delle catene distributive l’eventuale investimento sul vino bag in box. “Il vino in bag in box si sta evolvendo da solo prodotto basico, di prezzo, a prodotto di maggior pregio, includendo anche vini Doc e per il 2014 prevediamo di aumentare l’offerta di questo tipo di prodotto” ha spiegato Bellotti del Gruppo Selex.

In Coop, al contrario, non si prevede uno sviluppo immediato del bag in box: “L’unica valutazione che stiamo facendo riguarda se cambiare il formato passando dall’attuale 5 litri a un più piccolo e comodo 3 litri”. Anche alla Conad osservano che il bag in box non sta avendo per ora un grande successo in Italia, a differenza di quanto avviene in Europa.

Tur - Vinitaly 2014, per la Puglia un’edizione all’insegna del “Social Wine”

di Nica Ruospo

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orte degli apprezzamenti e consensi ricevuti dai critici, opinion leader e wine lovers nelle scorse edizioni, la Puglia enologica è tornata anche quest’anno, dal 6 al 9 aprile, al Vinitaly di Verona, il salone internazionale del vino e dei distillati. Fiore all’occhiello della nuova edizione è stato un programma di alto livello dal profilo “social” frutto di un’interazione e condivisione di etichette del vino non solo di Rete e virtuale ma di incontri e uno scambio di vedute “faccia a faccia” fra buyers e aziende, giornalisti e produttori, titolari d’azienda ed enoappassionati: si è spaziato dunque da una consolidata divulgazione enogastronomica ed enologica per passare a workshop tra produttori e buyers internazionali fino ad arrivare ad incontri one-to one tra giornalisti specializzati e i 119 imprenditori vitivinicoli pugliesi. Diversi sono stati anche i momenti rivolti ai visitatori dell’area espositiva con speciali angoli di intrattenimento rivolti agli ospiti tra cui spicca “Vino & Social Network” nel quale, grazie a una macchina fotografica collegata a un pc e a una sagoma con un foro all’interno dove infilare il viso, i visitatori si sono divertiti a farsi scattare una foto in uno splendido scenario pugliese come Castel del Monte e pubblicarla “in diretta” sul proprio profilo social di Facebook. Nel corso della quattro giorni scaligera spazio anche ai laboratori

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del gusto di Slow Food con un abbinamento dei vini della Puglia ai Presidi simbolo delle eccellenze delle diverse aree della regione e al consueto spazio degustazione dei vini della regione all’interno dell’Enoteca dei vini della Puglia (l’area, curata dall’Ais Puglia, Associazione Italiana Sommelier, ha permesso di conoscere le etichette dei principali territori enoici: Daunia e Alta Murgia, Bassa Murgia e Valle d’Itria, Salento). Il momento “clou” per gli operatori vitivinicoli pugliesi è stato invece rappresentato da “Taste & Press”. Lo spazio, curato dal Movimento Turismo del Vino, ha previsto incontri one-to one tra i produttori pugliesi e importanti firme del giornalismo/blogger di settore per presen-

tare vini ed eventuali nuove etichette alla stampa. Parallelamente a questa iniziativa la Regione Puglia ha organizzato il workshop “Taste & Buy”, finalizzato a mettere in connessione i produttori e i buyers internazionali. Tra gli altri appuntamenti collaterali della programmazione pugliese di Vinitaly 2014 si sono rinnovati quelli con “Le Donne del Vino”, con le informazioni turistiche dell’Agenzia PugliaPromozione, con la premiazione dell’edizione 2013 del premio giornalistico “Terre del Primitivo” e con la presentazione, attraverso una serata di Gala, della III edizione del “Concorso enologico nazionale dei vini rosati d’Italia”, in calendario in Puglia la prossima Primavera.

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urismo Rurale

Gli incontri informali con le Cantine del Salento

“Salotto Divino”, successo per la prima edizione di Antonio Resta

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ra racconti “di spirito”, emozioni rivelate ed appassionanti degustazioni, “Salotto Divino” - la prima rassegna di incontri informali con le cantine salentine – è giunta al termine della sua prima edizione. Quattro appuntamenti si sono susseguiti presso i locali della suggestiva Enoteca Salentusole di Parabita, per parlare di vino, di storia e di passione, assieme ad un pubblico sempre numeroso ed interessato. Le quattro cantine si sono rivelate attraverso gli occhi e le mani dei loro amministratori e ci hanno fatto degustare i loro vini migliori, tutti raccontati con trasporto dal sommelier – nonché direttore artistico - William Vitali. Sabato 1 marzo il primo appuntamento della rassegna: Paolo Cantele ci ha raccontato la sua cantina Cantele, accompagnandoci nella storia della sua fami-

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glia, assieme al giornalista Pino del Luca. Giovanni Calò della cantina Michele Calò & Figli è stato il secondo ospite del Salotto Divino, sabato 15 marzo, a raccontarci gioie e dolori del suo difficile mestiere, con Loris Coppola a dirigere le danze dell’incontro informale.

Terzo appuntamento della rassegna sabato 22 marzo: ospite del salotto Dominique Galluccio, portavoce della cantina Le Tre Terre, azienda di famiglia dai sapori nobili e femminili. Intervista a cura di Nunzio Pacella. Infine, per concludere il primo ciclo della rassegna, giovedì 27 marzo Pino De Luca nuovamente in salotto assieme a Stefano Garofano dell’Azienda Monaci di Severino Garofano, a rispondere ad un pubblico affascinato dalla storia della cantina. Concluso il percorso, sono molte le nuove richieste di partecipazione giunte da parte di cantine che vorrebbero raccontarsi.. e tante le promesse fatte al pubblico, che attende già una nuova edizione della rassegna. Il Salento è anche una terra assetata di sapere e legata indissolubilmente alla tradizione locale: questo l’elemento emerso che inorgoglisce, più di tutti.

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groalimentare

A Carovigno dal 4 al 9 giugno

A Radici del Sud una giuria doc internazionale

di Rocco Resta

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mportante panel di esperti di degustazione sarà chiamato a raccolta per valutare le migliori etichette meridionali a Radici del Sud (Carovigno - Brindisi, 4/9 giugno 2014). Numerose e significative in questa compagine le personalità nazionali ed estere che hanno sviluppato una profonda conoscenza dell’autoctono meridionale, animati dalla passione e dal fascino che i territori del Sud Italia sanno esprimere in campo enologico e non solo. A loro il grande compito di giudicare le etichette di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, e Sicilia protagoniste al 2° Salone del Vino da Vitigno Autoctono. Lo scozzese Tom Cannavan, presiederà la giuria internazionale in qualità, tra l’altro, di esperto e ricercato giudice nelle più importanti manifestazioni attraverso i cinque continenti. Cannavan, oltre che pioniere del vino su internet e apprezzato scrittore in materia, vanta numerose collaborazioni con importanti testate internazionali come The Sunday Times, il Financial Times e The indipendent dando particolare autorevolezza alla giuria composta da ospiti provenienti da tutto il mondo. Tra questi attesi dalla Germania Monika Krupski, wine-writer (weinreferenten.de), Matthias Stelzig, wine-writer e Otmar Kiem, wine writer (falstaff.de), dall’Ungheria Daniel Ercsey, wine-writer (Borigo.hu) e Attila Geonczeol, wine buyer (Ital Magyarország Kft), dalla Russia Vasilly Raskov, wine-writer (simplewinenews.ru) e Margarita Krasnopolskaya, wine-writer (newstyle-mag.com), dalla Lituania Daivam Mumgaudiene, wine buyer (www.vynoklubas.lt), dalla Svizzera Markus Hungerbuhler, winewriter free-lance, dall’Olanda Hans Bijvoets, wine-buyer (anfors.com), dalla Gran Bretagna Mark Priestly, wine-buyer (ItalianwineJob) e Nick Bielak, wine-buyer (vinexus.co.uk), dagli Stati Uniti Deborah Parker Wong, wine-writer  (www.tastingpanelmag.com) e John Rankin, winebuyer (chambersstwines.com), dalla N°6 - 1 aprile 2014

Colombia Alicia Diaz, wine-buyer (Naturvinos) e infine dal Brasile Homero Sodrè, wine-buyer (bebidasparaiso.com.br). E infine Ole Udsen fra tutti, il giornalista e scrittore danese amante dell’Italia e della qualità della vita, esperto degustatore e fine intenditore dei vitigni meridionali. Anticipiamo anche alcuni dei nomi della folta schiera di appassionati intenditori della giuria nazionale: come presidente Francesco Muci, coordinatore Slow-wine Puglia, poi Paolo Bargelloni, wine-blogger (istintoprimitivo.it), Antonio Muci, giornalista del Quotidiano di Lecce, Francesco Zompì, Alberto Lupini, giornalista, direttore di Italia a Tavola, Maurizio Gily, giornalista, editor di Millevigne, Enrico Malgi, wine-blogger (Lucianopignataro.it), Alfredo Pinto (Enoteca -distribuzione Enotown, Roma), Giancarlo Rafele, delegato Ais Catanzaro, Maurizio Valeriani,  giornalista,

docente ONAV, Giacomo Manzo, enologo (Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia) e Chiara Giorleo, food&wine blogger. Dal 6 all’8 giugno le etichette meridionali saranno valutate da due differenti giurie, la prima composta da esperti internazionali e la seconda da esperti italiani, che avranno il compito di identificare i vini più rappresentativi di ogni singolo vitigno. Il wine-tasting si svolgerà rigorosamente alla cieca e con l’assegnazione di un punteggio da parte dei giurati. La premiazione dei migliori vini avverrà pubblicamente solo il 9 giugno, giorno dell’apertura del Salone del Vino al pubblico e agli enoappassionati. L’evento Radici del Sud rappresenta un’importante occasione per le aziende produttrici, per confrontarsi con wine buyer, la stampa nazionale ed internazionale, tutti gli esperti del settore attenti alle novità, gli enocultori e i consumatori.

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Comune di Noci, Campagna Amica Coldiretti e GAL Terre di Murgia

“Spaccanoci” per un fine settimana all’insegna di cibo, salute e sport

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OCI - Si rinsalda il binomio tra agricoltura, alimentazione e sport. Il Comune di Noci in collaborazione con Il Gal Terre di Murgia e Campagna Amica Coldiretti ha organizzato gli scorsi 5 e 6 aprile “Spaccanoci” per un week end all’insegna di cibo,salute e sport. “Siamo stati orgogliosi di ospitare un evento che collega i prodotti tipici del territorio ad azioni benefiche e rinsalda il legame esistente tra la nostra attività istituzionale e la cittadinanza” ha spiegato il Sindaco di Noci Domenico Nisi, “queste feste continua- possono diventare un efficace strumento per promuovere e diffondere buone pratiche per la riduzione e gestione dei rifiuti, e incoraggiare comportamenti individuali virtuosi e sostenibili” La kermesse ha previsto presso il

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di Donato Fanelli Chiostro delle Clarisse, il convegno su «COLTIVIAMO LA SALUTE: GENS SANA IN CORPORE SANO». Contemporaneamente su Piazza Garibaldi i consumatori in erba delle scuole dell’obbligo di Noci sono stati condotti lungo i percorsi didattici e del gusto curati dalle imprese agricole di Campagna Amica. Sempre nel Chiostro delle Clarisse, si è tenuto il secondo convegno su ““DIVER-ABILITA’”: storie e racconti, organizzato in collaborazione con l’UNIUTALSI. Nella serata di sabato i cittadini – consumatori sono stati attirati dagli odori ed i sapori dei cibi di strada che hanno accompagnato l’inizio dello spettacolo della cantante e atleta Annalisa Minetti, degustando i cibi di Campagna Amica. “L’idea dei Mercati di Campagna Amica nasce dalla esigenza di far incontrare i produttori ed i consumatori

in un mercato senza alcuna intermediazione – ha dichiarato il Direttore Corsetti - al fine di ottenere il contenimento dei prezzi e creare maggiore potere di acquisto per i consumatori che grazie alla vendita diretta hanno garanzia della sicurezza sull’origine, della qualità e del prezzo. Le manifestazioni come quella di Noci ci aiutano a ribadire la necessità di stanare e combattere tutti i falsari dell’agroalimentare che speculano sulla pelle di imprenditori agricoli e consumatori”. Domenica 6 aprile c’è stato il momento clou della due giorni con la diciassettesima ‘SPACCANOCI’, gara podistica annuale aperta anche ad atleti diversamente abili, sia iscritti al C.I.P. (comitato italiano paraolimpico) che all’U.N.I.T.A.L.S.I. provenienti da tutta la regione. La gara anche quest’anno ha raccolto un buon successo per numero di partecipanti.

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L’olio di oliva sale in cattedra

Il Concorso “olive oil in cooking”

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olio extra vergine di oliva, la professionalità e la fantasia di giovani futuri chef saranno il mix straordinario di “Olive Oil in Cooking”, il concorso promosso dall’azienda olearia Pietro Coricelli – attiva da 75 anni a Spoleto (PG), nel cuore dell’Umbria – per esaltare un ingrediente “principe” della grande tradizione gastronomica italiana, nonché alimento fondamentale della dieta mediterranea. Tra le principali aziende olearie europee, con esportazioni che raggiungono 110 paesi nel mondo (dove ai primi posti figurano USA, Canada e Giappone), la Pietro Coricelli rappresenta uno dei marchi italiani più distribuiti a livello globale, grazie anche al forte impegno profuso nella ricerca e sviluppo, nella sicurezza e qualità produttiva, nel rispetto della tradizione, con una grande attenzione alla segmentazione del mercato per rispondere alle diverse esigenze nutrizionali dei consumatori. Forte di questa solida esperienza, l’azienda umbra ha inteso valorizzare la buona cucina italiana promuovendo una gara di gastronomia tra i maggiori istituti alberghieri italiani in programma venerdì 11 aprile 2014 (ore 8.45) a Spoleto, presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri della Ristorazione e Turistici “G. De Carolis” (Via S. Paolo 1), che vedrà coinvolti cinque agguerrite brigate di alunni e futuri chef, promotori della cultura alimentare e culinaria nazionale. Al concorso “Olive Oil in Cooking” sono giunti in finale l’Istituto Alberghiero I.P.S.S.A.R. di Assisi (Perugia), l’Istituto I.P.S.E.O.A. “Michelangelo Buonarroti” di Fiuggi (Frosinone), l’Istituto I.I.S. “Alfredo Panzini” di Senigallia (Ancona), l’Istituto I.P.S.E.O.A. “Marco Polo” di Genova e l’Istituto I.I.S.S. GiancardiGalilei-Aicardi di Alassio (Savona). Gli studenti in concorso dovranno proporre ricette legate al loro territorio e nelle quali l’olio extra vergine di oliva, appositamente selezionato, sarà pro-

tagonista assoluto. L’Istituto di Spoleto non gareggerà, ma organizzerà il pranzo a tema post-premiazione, preparato dai ragazzi della IV classe che stanno partecipando al progetto biennale promosso dall’azienda. La giuria chiamata a valutare i piatti sarà composta da Fabrizio Rivaroli, chef e food consultant, vincitore della quarta Caccia al Cuoco all’interno della popolare trasmissione “La Prova del Cuoco” condotta da Antonella Clerici; Paolo Trippini, prestigioso chef e titolare dell’omonimo ristorante a Civitella del Lago (Terni); Anna Cane, direttore Ricerca e Sviluppo della Pietro Coricelli ed esperta di olio extra vergine a livello internazionale; Lorenzo Coricelli, amministratore delegato della Pietro Coricelli; Lamberto Mazzotti, giornalista e direttore della rivista “Gustando”. Presidente della giuria sarà la professoressa Fio-

rella Sagrestani, dirigente scolastica dell’Istituto Alberghiero “G. De Carolis” di Spoleto. I lavori della giornata saranno incentrati sulla sfida che vedrà impegnati gli studenti, ma non mancherà anche un dibattito sull’olio extra vergine. Mentre i concorrenti si cimenteranno nelle loro preparazioni culinarie, Anna Cane curerà “Olive Oil in Cooking”, un interessante confronto tra esperti di olio e di gastronomia sulle peculiarità dell’olio extra vergine in cucina, scoprendo anche qualche curiosità relativa agli abbinamenti ed alle modalità di impiego. Un momento culturale per apprendere le tante virtù di questo prezioso prodotto e le sue incredibili performance. A seguire la competizione gastronomica e la proclamazione dei vincitori con l’assegnazione dei premi costituiti da attrezzi professionali di particolare pregio.


Tutti i verdetti del concorso per i migliori extravergini ecocompatibili

Podio tutto italiano al Premio Biol: vince il casertano “Monte della Torre”

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NDRIA – Podio tutto made in Italy per il XIX Premio internazionale Biol. E’ l’extravergine “Monte della Torre” dell’omonima azienda di Caserta, infatti, a vincere la kermesse internazionale riservata ai migliori oli bio, che assegna in Puglia i più importanti riconoscimenti mondiali del settore. L’olio campano è risultato il migliore assoluto dell’ultima annata tra i 425 oli in gara - cifra record - giunti da 17 Paesi, superando al fotofinish un tipico olio del Chianti, il “San Martino” della Tenuta omonima di Bagno a Ripoli (Firenze). Terzo posto al pugliese “Tenuta Arcamone” prodotto da De Carlo a Bitritto (Bari), che porta a casa anche il riconoscimento tematico per la miglior coratina. Fra gli stranieri, miglior piazzamento - al nono posto per lo spagnolo “Finca La Torre Selection” di Malaga. Ad aggiudicarsi il Premio BiolPack (miglior accoppiata etichetta-packaging assegnato da una specifica giuria di esperti in comunicazione e consumo) l’umbro “Viola” dell’omonima azienda di S. Eraclio Foligno (Perugina). Premio BiolKids, assegnato dalla giuria dei bambini, al portoghese “Carm Grande Escolana”. La proclamazione dei vincitori è avvenuta a Castel del Monte, con l’intervento tra gli altri dell’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Fabrizio Nardoni, del presidente della Camera di commercio di Bari Alessandro Ambrosi, del sindaco di Andria Nicola

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Giorgino, in una spettacolare cornice formata dai 600 bambini del BiolKids: progetto che con percorsi formativi e laboratori d’assaggio degli oli bio ha coinvolto 26 classi di scuole primarie delle sei province pugliesi e quest’anno anche sette classi calabresi, sarde e liguri, formando un baby panel che ha affiancato i giurati internazionali per assegnare l’olio più piacevole ai giovani palati. “La giuria internazionale - ha dichiarato il coordinatore del Biol Nino Paparella - ha rilevato come, nel costante miglioramento della qualità generale, sia stata un’ottima annata per gli oli bio italiani, nonostante caldo e siccità. Con una qualità diffusa tra le varie regioni, e non più concentrata in poche. Per l’estero, nella selezione finale ottima figura per gli spagnoli, portoghesi, greci e sloveni: a ripro-

va che la qualità si ottiene a prescindere da aree geografiche e clima. Quanto agli oli di casa, ottimi, e per tutte le varietà pugliesi. Con coratine ormai da premio”. I vincitori e i circa 150 oli aggiudicatisi le Medaglie ExtraGold, Gold e Silver saranno pubblicati nel tradizionale Catalogo del Biol, poi presentato alle principali fiere internazionali, dal BioFach di Norimberga al Sana di Bologna. Si chiude dunque la kermesse organizzata dal CiBi e promossa da Regione Puglia - Area Politiche per lo sviluppo rurale, Camera di Commercio di Bari e Città di Andria, che tra sessioni della Giuria internazionale, il convegno (promosso da Bridgeconomies - Unioncamere Puglia) sull’olio bio tra produzione e mercato - col suo focus su Cina, Giappone e Usa - la mostra degli oli in concorso, le “Biol Officine” - con incontri aperti su birra, olio e miele bio, laboratori di videoarte, BiolBar e concerti serali, per tre giorni ha reso Andria epicentro internazionale del movimento olivicolo biologico. Il Premio Biol è patrocinato da Provincia Bat, Ifoam, AgroBioMediterraneo, e si svolge in collaborazione con Associazione BiolItalia, Gal - Le Città di Castel del Monte, Consorzio Puglia Natura, Lilt e Axiom Group.

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groalimentare

I risultati della ricerca sul marketing del settore

Olio bio, crescita delle vendite trainate dal “km. zero”

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enerale crescita delle vendite, in particolare a kilometro zero, cioè direttamente in azienda; una spiccata attenzione ai mercati internazionali, e al volano turisticoculturale per sviluppare il proprio brand; potenzialità non ancora del tutto espresse attraverso il web per vendita e promozione. Questo, in sintesi, il profilo delle aziende produttrici di olio biologico emerso dalla ricerca sul marketing del settore condotta dall’Osservatorio del Premio Biol attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bari. Corposo il campione analizzato: 187 imprese, di cui 32 estere (prevalentemente provenienti dal bacino mediterraneo: Grecia, Spagna, Albania, Nord Africa), produttrici di olio extravergine d’oliva biologico partecipanti al Premio Biol 2013, per un interessante quadro sull’orientamento strategico e commerciale delle imprese biolivicole.

“Innanzi tutto - spiega il curatore della ricerca, prof. Savino Santovito, del Dipartimento di Scienze Economiche - l’andamento delle vendite dell’universo produttivo dell’olivoleicolo biologico, negli ultimi tre anni è in crescita per il 53% delle imprese intervistate. Il 90% delle imprese adotta una politica commerciale mono-marchio e multicanale, con il tratto distintivo della vendita diretta in azienda, utilizzata dall’83% delle imprese intervistate, a dimostrazione da un lato del forte radicamento delle aziende con il territorio d’origine e dall’altro di un approccio distributivo non particolarmente orientato a canali che consentano di sviluppare il business in mercati potenziali anche molto distanti”. Il 30% del prodotto è commercializzato attraverso il dettaglio tradizionale specializzato (dunque un posizionamento del prodotto olio evo biologico in un segmento di

mercato medio alto, confermato da una presenza nella GDO limitata al solo 4,5%). L’e-commerce è utilizzata dal 21% delle imprese intervistate: fra queste, la stragrande maggioranza sarebbe felice di utilizzare piattaforme on-line per incrementare le vendite tramite strategie di integrazione orizzontale nella filiera. Da sottolineare che il cluster delle aziende estere si posiziona sopra la media (il 31%,), specie da parte delle piccole aziende. Controversa la presenza e notorietà sul web: per il 42% fattore poco incisivo nel successo commerciale del proprio brand, a fronte di un 58% che invece lo considera un elemento “abbastanza” importante. Quasi unanime la visione, come chiave di sviluppo, del connubio tra extravergine bio e turismo nel territorio aziendale. Infine, quanto ai mercati esteri, i principali di riferimento sono il Nord Europa, il Nord America e il Giappone.

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Incontro Magis sostenibilità certificata in etichetta

Nuove soluzioni Gowan controllo dei Tripidi su uva da tavola

Irrigazione una gestione migliore

I temi dell’incontro sono stati il valore della sostenibilità, il percorso di certificazione e l’esperienza delle aziende fondatrici. L’ incontro organizzato da Bayer CropScience in collaborazione con Unione Italiana Vini è stato rivolto alle aziende vitivinicole che hanno propensione ad intraprendere percorsi di valorizzazione ad alto contenuto innovativo.

Si è svolto presso la Dimora Mazzarò l’incontro tecnico dal titolo Nuove soluzioni Gowan per il controllo dei Tripidi su uva da tavola (e non solo...). Sono intervenuti Vincenzo Staniscia e Giuseppe Padula ad illustrare i benefici del Dicarzol e dei prodotti del catalogo Gowan.

Dal risparmio idrico, alla riduzione dei consumi energetici, ecco i temi dell’incontro tecnico organizzato da Netafim a Tenuta Pinto dal titolo: “Irrigazione: una gestione migliore per una produzione sostenibile e di qualità”.

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La novità dell’anno? Una sala d’incontro ad hoc tra aziende e buyers

“Olio Capitale 2014”: missione compiuta

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nche quest’anno Olio Capitale ( evento fieristico svoltosi a Trieste dal 7 al 1 marzo scorso) si conferma vetrina d’eccellenza internazionale per espositori-produttori di oli extra vergini tipici, di qualità. In ogni edizione poi, si consolida la missione non secondaria di diffondere la cultura dell’olio extra vergine d’oliva di qualità oltre i confini nazionali, attraverso una serie di attività collaterali. Olio Capitale 2014 in particolare, ha coinvolto 30 buyers esteri provenienti da Austria , Canada, Germania, Polonia, Gran Bretagna, Russia, Svizzera, Emirati Arabi, Giappone, Brasile e Stati Uniti. Molti sono stati gli espositori provenienti delle diverse regioni italiane e straniere (in totale 112 rispetto ai 92 del 2013), oltre ad operatori del settore, ristoratori, giornalisti, assaggiatori, visitatori (risultati in tutto 10600, 100 in più rispetto al 2013). Tra le presenze eccellenti di quest’anno l’ambasciatore del Giappone Masahru Kohno e Curtis Cord, direttore della più importante rivista in lingua inglese sull’olio d’oliva a livello internazionale “Olive Oil Times Usa”. Un’ occasione ideale per promuovere il sapere sull’olio extra vergine sia verso il grande pubblico che verso i paesi dell’est europeo, economicamente in crescita, che stanno mostrando interesse per il settore olivicolo. Infatti non sono mancati corsi di approfondimento, degustazione e orientamento del gusto, organizzati da professionisti e aperti a tutti. Invece è stato lo chef Emilio Cuk a coordinare gli appuntamenti con la scuola di cucina, in cui gli oli in esposizione sono stati abbinati a piatti della tradizione triestina, siciliana e pugliese ( il nostro era il pancotto alle cime di rapa). La Regione Puglia e Union Camere Puglia anche quest’anno hanno allestito un’area con pannelli rappresentativi del territorio destinate alle aziende dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio pugliesi. Del sud barese hanno aderito i comuni di Monopoli, Castellana Grotte e Fasano (rispetN°6 - 1 aprile 2014

di Paola Dileo

tivamente con 9, 11 e 10 aziende). Determinante come sempre per la programmazione del salone fieristico è stato il ruolo di collegamento svolto dall’associazione Città dell’Olio, in particolare nella organizzazione di eventi specifici, come il convegno: “Territorio , salute e alimentazione: opportunità per l’olio extra vergine d’oliva” o il mini corso di assaggio per i bambini della scuola inglese Giromondo di Trieste. Di supporto alle iniziative anche il “Club Amici Città dell’olio” impegnato nell’affermazione della cultura olio nella società, per valorizzarne gli aspetti salutistici e nutrizionali. “Cerchiamo di creare opinione e massa critica ad ogni livello – spiega Paolo Leoci coordinatore regionale del “Club Amici Città dell’Olio” Puglia -. Olio Capitale è lo spunto per attuare una sinergia tra le aziende pu-

gliesi espositrici e le realtà territoriali maggiormente coinvolte nel consumo di olio – il riferimento va alle mense scolastiche, agli ospedali, enti vari –, affinché il prodotto olio faccia marketing territoriale. L’obiettivo del club continua Leoci - è commercializzare con consapevolezza a partire dalle molteplici varietà dell’olio pugliese, da quello fruttato ,piccante, amaro, a quello fruttato medio d’erba e carciofo o al più dolce mandorlato o con note al pomodoro”. Tra le proposte migliorative dell’evento Olio Capitale : incentivare la presenza di operatori del settore, in testa ristoratori; coinvolgere produttori e venditori di macchine per la raccolta e la lavorazione delle olive o produttori e venditori di accessori (bottiglie, dosatori, tappi); creare un reparto ad hoc per i prodotti cosmetici; entrata gratuita alla fiera.

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gricoltura

Volumi d’affari illegali in aumento

La mafia nel piatto, 1/2 mld di sequestri nei primi mesi 2014

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iamo di fronte a una drammatica escalation con i sequestri che hanno già raggiunto nel 2014 il valore di circa mezzo miliardo nell’agricoltura e nell’alimentare, diventate aree prioritarie di investimento dalla criminalità organizzata che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché del cibo, anche in tempi di difficoltà, nessuno potrà fare a meno, ma soprattutto perché consente di infiltrare in modo capillare la società civile e condizionare la via quotidiana delle imprese e delle persone. E’ quanto ha denunciato Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, che per contrastare questo fenomeno ha sostenuto la nascita in Italia della Fondazione ’“Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, promossa dalla Coldiretti con la presidenza del Comitato Scientifico del procuratore Giancarlo Caselli. La tendenza in atto è destinata a far salire il volume d’affari complessivo della criminalità organizzata che, secondo il rapporto Agromafie Coldiretti/Eurispes, aveva raggiunto circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12 per cento rispetto a due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese, perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi. È peculiarità del moderno crimine organizzato estendere, con approccio imprenditoriale, il proprio controllo dell’economia invadendo i settori che si dimostrano strategici ed emergenti, come è quello agroalimentare. Per questo le mafie – sottolinea la Coldiretti - hanno già imposto il proprio controllo sulla produzione e la distribuzione di generi alimentari del tutto eterogenei tra loro. Controllano in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte,

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della carne, della mozzarella, del caffè, dello zucchero, dell’acqua minerale, della farina, del pane clandestino, del burro e, soprattutto, della frutta e della verdura. Potendo contare costantemente su una larghissima ed immediata disponibilità di capitale e sulla possibilità di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, si muovono con maggiore facilità rispetto all’imprenditoria legale. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono la vendita di determinati marche e prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Alcune stime - precisa la Coldiretti - valutano almeno 5.000 locali di ristorazione in Italia in mano alla criminalità organizzata (bar, ristoranti, pizzerie), nella maggioranza dei casi intestati a prestanome. Questi esercizi non garantiscono solo profitti diretti, ma vengono utilizzati anche come copertura per riciclare denaro sporco. In alcuni casi agenti dei clan rappresentano specifici marchi alimentari, che impongono in tutta la loro zona di influenza. Per raggiungere l’obiettivo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura,

racket estorsivo, furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture, contraffazione e agropirateria, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe ai danni dell’Unione europea. A tutte le pressioni e minacce, esercitate in particolare nei confronti degli agricoltori del Mezzogiorno, si aggiungono i nuovi sistemi di condizionamento mafioso per imporre dazi illegali ed assorbire grosse fette del settore. Secondo la Direzione Investigativa di Roma ben il 15 per cento del fatturato realizzato dalle attività agricole appartiene all’illecito. Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hanno inoltre la possibilità di affermare il proprio controllo sul territorio. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – conclude Coldiretti - compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. www.foglie.tv


Lavoro, uno strumento in più

L’osservatorio sulla criminalità in agricoltura e sul sistema agroalimentare

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bbiamo dimostrato quanto teniamo all’etica, alla trasparenza nel settore agroalimentare, presentando ufficialmente l’“Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, la nuova Fondazione voluta e costituita da Coldiretti per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, con l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare i comportamenti che si pongono in contrasto con la legalità. Nell’ottica della piena trasparenza – dichiara il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, tornando sulla delicata vicenda del lavoro in agricoltura – abbiamo condiviso gli obiettivi della legge pugliese sul lavoro non regolare in agricoltura, perché neces-

saria a non confondere la qualità dei prodotti ed il percorso di trasparenza intrapreso dalle imprese agricole regionali con le immagini di criminalità e schiavismo con cui né la vera agricoltura di Capitanata né la vera agricoltura pugliese hanno mai avuto a che fare. Le imprese agricole ‘vere e sane’ rispettano le regole quotidianamente purché le regole siano ragionevoli e plausibili. In quest’ottica abbiamo denunciato sin da allora che la legge privilegia troppo l’azione repressiva e vincolistica generalizzata, piuttosto che puntare sulle azioni positive delle imprese che accettano un percorso di legalità ed emersione per creare un contesto sociale virtuoso da cui estromettere quasi naturalmente fatti e comportamenti non rispettosi delle regole”. “Abbiamo, invece, espresso forti perplessità rispetto alla comunicazione

anticipata di assunzione e – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – agli indici di congruità – per cui è stato presentato ricorso al TAR - in considerazione dell’inadeguatezza di questo strumento rispetto alle peculiarità del settore agricolo, caratterizzato da rapporti di lavoro di breve periodo e comunque condizionati dagli eventi climatici. Il tema cardine – specifica Corsetti - è relativo agli indici di congruità affrontato più volte anche a livello nazionale quale elemento utile ad attivare il controllo aziendale e non quale strumento automatico per elevare eventuale sanzione o decurtare finanziamenti e/o sovvenzioni. Abbiamo già espresso più volte la nostra disponibilità ad affrontare in maniera costruttiva la delicata tematica, a beneficio delle nostre imprese agricole”.

Coldiretti Puglia plaude all’iniziativa legislativa della Regione Puglia

Utilizzo di terreni agricoli pubblici

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al ritorno degli immobili dismessi e delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti, dato che il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani “chiede” la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti. “Per questo abbiamo accolto con grande compiacimento lo spirito costruttivo e di grande attenzione allo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura – commenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che anima la proposta di i legge con la quale la RegioN°6 - 1 aprile 2014

ne Puglia intende favorire l’accesso dei giovani in agricoltura e contrastare l’abbandono ed il consumo dei suoli agricoli. Con lo stesso spirito Coldiretti Puglia ha presentato in Commissione le osservazioni atte a migliorare un dispositivo di legge utile al ricambio generazionale in agricoltura”. “Il costo della terra in Puglia – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - ha raggiunto i 14/16mila euro per l’incolto produttivo, i 20/25mila euro ad ettaro per i suoli olivetati, 30/32mila ad ettaro per i terreni ad uva da tavola, valori medi decisamente superiori addirittura a quelli di Germania e Francia. La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli toglie allo

Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto dà un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani”. “Ringraziamo la Regione Puglia per la lodevole iniziativa legislativa – dichiara Serena Minunni, leader di Coldiretti Giovani Impresa Puglia – che favorirà certamente il processo di rigenerazione del settore agricolo che ha nei giovani imprenditori agricoli gli attori principali, il quale va accompagnato da mirate azioni incentivanti che diano risalto alle professionalità esistenti e promuovano un nuovo modo di fare impresa”.

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Ue: un europeo guida gli agricoltori di tutto il mondo

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ambio della guardia alla guida dell’organizzazione mondiale degli agricoltori (OMA) che si affida per i prossimi due anni all’inglese Peter Kendall eletto all’unanimità nel corso dell’assemblea mondiale che si è svolta a Buenos Aires con la partecipazione di oltre 100 delegazioni da circa 80 Paesi. Lo rende noto la Coldiretti che ha partecipato con una propria delegazione all’appuntamento nel ringraziare per il prezioso lavoro svolto il segretario generale dell’Oma, l’italiano Marco Marzano De Marinis. Il neo presidente Peter Kendall che è stato presidente della National Farmers Union del Regno Unito ha sostituito il sudafricano Robert Lewis Carlson ed è un agricoltore nel Eyeworth, East Bedfordshire nel Regno Unito dove coltiva una azienda con 620 ettari di terreno. Tra i primi a congratularsi per l’importante incari-

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co è stato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo che ha sottolineato come “il presidente Kendall avrà la capacità di interpretare e valorizzare le grandi energie che l’agricoltura puo’ sviluppare in un difficile momento di crisi anche alla luce delle capacità di

offrire lavoro alle nuove generazioni”. Ci auguriamo - ha concluso Moncalvo - che questo avvenga anche con un impegno per garantire maggiore trasparenza dei mercati e dell’informazione ai consumatori anche sulla provenienza dei cibi che portano in tavola.

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gricoltura

Danneggiato il comparto agrumicolo pugliese

“Succhi di frutta ostaggio delle lobby”

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naccettabile la decisione della Commissione Politiche dell’Ue della Camera di bocciare l’emendamento alla Legge europea 2013 finalizzato ad innalzare la percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall’attuale 12% al 20%. Ancora una volta le più bieche lobby industriali sono riuscite ad avere il sopravvento sulla logica della salute e della qualità”. E’ il duro commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia della bocciatura in Commissione parlamentare dell’emendamento presentato dai deputati PD Oliviero e Anzaldi, già approvato a gennaio, no-

nostante il parere contrario dell’allora Governo Letta e bocciato dal Sottosegretario alle Politiche Agricole Gozi. “La decisione del Parlamento – continua Cantele - getta nella più assoluta prostrazione i produttori di frutta, soprattutto del meridione, e danneggia i consumatori italiani, in particolare i bambini che avrebbero diritto ad alimenti di qualità superiore, secondo quanto ripetutamente denunciati dagli stesi medici pediatri che collaborano alle nostre attività di ‘Educazione alla Campagna Amica’”. La Coldiretti ricorda che, con l’aumento al 20 per cento del contenuto minimo di frutta nelle bevande analcoliche

prodotte e commercializzate in Italia, duecento milioni di chili di arance all’anno in più sarebbero “bevute” dai 23 milioni di italiani che consumano bibite gassate. “In Puglia si producono 1milione e 100mila quintali di arance e clementine, prodotti di eccellente qualità che spesso non trovano mercato. Innalzare la percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall’attuale 12% al 20% avrebbe concorso a migliorare concretamente la qualità dell’alimentazione mentre così ad uscire vincitrici sono state unicamente le multinazionali dell’aranciata”.

Durante Fieragricola di Caserta

Mostra nazionale della bufala mediterranea italiana

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anca meno di un mese a Fiera Agricola, la rassegna annuale che, per il decimo anno, celebrerà l’agricoltura e la zootecnia. L’appuntamento è dal 24 al 27 Aprile nell’A1 Expo, il polo fieristico nelle immediate vicinanze dell’uscita autostradale di Capua (Ce), che si sta imponendo in maniera sempre più forte nel panorama delle strutture fieristiche italiane. Fiera Agricola quest’anno si avvale della collaborazione dell’Associazione Nazionale Allevatori della Specie Bufalina, che organizzerà, per la prima volta a Caserta, la Mostra Nazionale della Bufala Mediterranea Italiana. Gli appuntamenti in calendario sono due; il primo è previsto sabato, 26 Aprile, giornata interamente dedicata alla Mostra Nazionale: da tutta Italia, più di 120 esemplari di bufale e tori di elevato pregio genealogico e morfologico sfileranno per l’intera giornata nel ring allestito in Fiera, per conquistare la vittoria nelle varie categorie pro-

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grammate. Molte le province italiane rappresentate e in competizione con i loro allevamenti iscritti al Libro Genealogico della Bufala Mediterranea Italiana. Il secondo appuntamento è invece per domenica, 27 aprile, con la V Asta Nazionale e il concorso fotografico PhotoBuba - III edizione, organizzato dalla “Compagnia degli Annutoli”, l’associazione dei giovani appassionati alla bufala. Protagonista indiscussa del concorso sarà, ovviamente, la bufala: le aree tematiche che dovranno ispirare i giovani fotografi sono due, natura e allevamento.

Entusiasmo da parte del direttore dell’Anasb, Angelo Coletta: “È la prima volta in assoluto che la Mostra Nazionale si tiene a Caserta, culla della razza. In provincia di Caserta si allevano circa 190.000 bufali, in tutta la Regione Campania circa 280.000 mentre il patrimonio nazionale è costituito da circa 380.000 capi. In questa competizione giocano fuori casa molti allevatori provenienti da diverse province italiane e sono certo che il pubblico di casa apprezzerà l’impegno che gli ospiti da fuori provincia hanno dimostrato per prender parte a questo importante evento”. www.foglie.tv


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FOGLIE n.06/2014  

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE