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Agricoltura • Agroalimentare • Turismo RURALE

N° 5 • 15 Marzo 2014

SPECIALE IRRIGAZIONE

Nuove tecnologie e gestione sostenibile

per produzioni di qualità

zootecnia La crisi della CAP sbarca in Parlamento

agroalimentare Credito e marketing per le giovani imprese di Puglia

agricoltura Unioncamere: 1/4 del tessuto produttivo pugliese è agricolo

All’interno

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il proget

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Editoriale

15 marzO 2014 - n. 5 - Anno 9

Quindicinale di Agricoltura Agroalimentare Turismo RURALE

Iscritto all’Albo Cooperative a Mutualità Prevalente N.A182952 Editrice G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione

Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Giuseppe Perrotta, Paola Dileo, Annalinda Laruccia, Nica Ruospo, Maria Fortino, Gianni Colaianni, Rino Pavone Pubblicità Click On Studio Via Q. Sella, 40 - 70122 - Bari Tel. 080 9755146 www.clickonstudio.it

NUOVA PAC AL CENTRO DELLA POLITICA PUGLIESE

L’

agricoltura e l’attuazione della nuova Pac al centro della politica pugliese sperando che questa priorità d’agenda si tramuti in scelte giuste per la nostra regione e non in sterili polemiche da campagna elettorale per le prossime Europee. Nei giorni scorsi i consiglieri regionali di Forza Italia hanno deciso di accogliere le proposte di lavoro dell’eurodeputato Sergio Silvestris per predisporre un ordine del giorno da presentare quanto prima in Consiglio regionale, preferibilmente nel corso di una seduta monotematica. “La recente approvazione dei regolamenti definitivi sulla Pac impone una profonda riflessione sulle implicazioni della riforma nei singoli territori – ha detto Silvestris- con una precisa e mirata strategia l’Unione europea ha delegato agli stati membri molte delle scelte strategiche ed in questo contesto i prossimi mesi saranno decisivi per delineare delle scelte che tengano nel dovuto conto la particolare specificità dell’agricoltura pugliese così diversa ed articolata da quella di molte altre regioni italiane”. Silvestris ha spiegato che si vocifera a livello nazionale di una proposta piuttosto particolare, l’Italia cioè come un’unica Regione che significherebbe un livellamento dei pagamenti diretti verso la media nazionale: “dal nostro punto di vista, questa possibilità creerebbe non pochi problemi di sussistenza alle colture pugliesi. Un aiuto indifferenziato potrebbe mettere a rischio il sistema produttivo regionale. L’obiettivo deve essere quello di porre

di Vito Castellaneta in essere uno strumento importante che sia in grado di ottimizzare gli aiuti solo verso le vere e sane aziende agricole evitando dispersioni”. Non si è fatta attendere la replica dell’attuale assessore regionale alle risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni che in una nota ha affermato di “Apprezzare molto la destrezza con la quale il gruppo di Forza Italia tenta di portare l’attenzione sull’agricoltura pugliese nello sforzo assai arduo di volere affermare una mancata attenzione da parte della regione Puglia verso i temi dell’agricoltura. Sono assessore da meno di un anno e la mia difficoltà e di fare qualcosa in più che non sia stato già fatta dal mio predecessore assessore Stefano al quale va il merito di aver portato l’agricoltura al centro dell’attenzione non solo degli operatori del settore ma di tutti i cittadini pugliesi. L’agricoltura pugliese fa oggi da traino, in un legame fortissimo con territorio e paesaggio, ai flussi turistici verso la Puglia divenuta un brand di successo nel mondo. Più di duemila giovani nuovi insediati negli ultimi tre anni hanno consentito alla Puglia di essere tra le prime regioni in Italia per ricambio generazionale. Sulla Pac la Puglia, nella sua funzione di coordinamento delle regioni italiane, un primo risultato lo ha già raggiunto, per ora il FEASR secondo pilastro della PAC, è l’unico fondo europeo per il quale vi è una ripartizione in sede regionale, condivisa all’unanimità da tutte le regioni italiane, e che vede la Puglia premiata con 20 milioni di euro di risorse in più rispetto alla precedente programmazione”.

Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61/06 del 15/11/2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 9040264

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gricoltura

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Sommario AGRICOLTURA

28 Tessuto produttivo Puglia

23% rispetto al 14% di media italiana

agroalimentare

26 Credito e marketing

Come coltivare le giovani imprese

regione puglia

23 la casa dell’acqua

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ZOOTECNIA

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8 La drammatica crisi della Cap

Inviare un’ispezione di controllo

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Inaugurazione a Spongano N.I.D.I. bando regionale per nuove imprese

ARTIGIANATO

10 Il progetto LAPIS A MONACO

si presenta al mercato europeo

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peciale

Bit


IRRIGAZIONE:

UNA GESTIONE MIGLIORE PER UNA PRODUZIONE SOSTENIBILE E DI QUALITà MEETING

26 MARZO • Ore 17.00

Interventi:

Software, sensori e sistemi di controllo remoto: nuove tecnologie per un uso efficiente dell’acqua.

Vito Buono

Consulente presso l’istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM-IAMB)

Uva da tavola: una razionale gestione agronomica per una maggiore redditività

Michele Melillo Agronomo Graper

Irrigazione: aspetti funzionali ed innovazione tecnologica

Alberto Puggioni

Agro Marketing Netafim

tenuta pinto Country House Via Chiancarelle 13 - Contrada Brenca 70042 Mola di Bari (Ba) Italy Tel./Fax +39.080.4737532 - Mob. +39. 339.2198803 / 340 7079205 info@tenutapinto.it - www.tenutapinto.it

N°5 - 15 marzO 2014

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ootecnia Il deputato Giuseppe L’abbate (M5s) chiede al Governo di inviare un’ispezione di controllo

La drammatica crisi della Cap sbarca in Parlamento

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na gestione che negli ultimi 5 anni segna un passivo complessivo di oltre 1,3 milioni di euro, un indebitamento che sarebbe giunto a circa 5 milioni di euro, i dipendenti che non ricevono stipendio da mesi e gli associati che non conferiscono più il latte e che, al contempo, vantano un credito pari a 2 milioni di euro. Questa la drammatica situazione in cui verte uno dei fiori all’occhiello dell’economia della Murgia, la Cooperativa Allevatori Putignano. E con le voci che si rincorrono che parlano anche della dismissione del mangimificio per un valore pari a circa 1 milione di euro e di una produzione che continua nonostante non venga conferito latte murgese, il deputato pugliese della Commissione Agricoltura Giuseppe L’Abbate (M5S) ha presentato una interrogazione parlamentare per portare all’attenzione del Governo Renzi le problematiche della CAP. “Ho richiesto ai Ministri Federica Gui-

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di (Sviluppo Economico) e Maurizio Martina (Agricoltura) di prendere di petto la situazione, inviando proprie ispezioni straordinarie presso lo stabilimento di Putignano – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – È necessario fare chiarezza quanto prima per tutelare l’economia legata al mondo agricolo della Murgia ed il futuro della CAP, minacciata a quanto pare da possibili azioni fraudolente nella gestione degli ultimi anni”. Il riferimento è alle scelte effettuate dal Consiglio d’Amministrazione che ha optato per entrare nella grande distribuzione organizzata, affidandosi però a collaboratori come Carmelo Quattrone, figura di rilievo coinvolta nell’operazione “Araba Fenice” della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che avrebbe portato alla “disarticolazione di un’associazione di stampo mafioso composta da imprenditori e professionisti”, ritenuti essere affiliati alle più importanti cosche della “ndrangheta”. Richiamando la norma-

tiva sulle cooperative (gli articoli 8,9 e 10 del D.Lgs. 220/2002), il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) chiede, dunque, un intervento immediato di controllo sull’operato della CAP. “Dipendenti, allevatori ma anche tutta l’economia della Murgia – conclude L’Abbate – non possono più attendere oltre. E noi non potevamo rimanere inermi dinanzi ad una drammatica situazione come questa: faremo tutto ciò nei nostri poteri per cercare una risoluzione alla vicenda. Quello che era un vanto economico della Puglia dal lontano 1966 non può essere abbandonato e distrutto in così malo modo”.

www.foglie.tv


N째1 - 15 GENNAIO 2014

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rtigianato

La lavorazione artigianale pugliese si presenta al mercato europeo

Il progetto LAPIS in mostra a Monaco

L’

artigianato pugliese protagonista alla fiera specializzata Internationale Handwerksmesse di Monaco di Baviera, grazie a LAPIS (Local Arts Promotion Integrated Strategy), il progetto di cooperazione interterritoriale avviato dai Gal, Gruppi di azione locale, del Sud-Est Barese, Terre dei Trulli e Barsento, Terre di Murgia e Valle d’Itria insieme al capofila veneto del Polesine Delta Po. Lapis è finalizzato alla promozione integrata e alla valorizzazione della risorse naturali e storico-culturali caratterizzanti il patrimonio rurale dei due territori regionali, in particolare, la pietra per la Murgia e l’acqua per il Polesine, attraverso soprattutto la partecipazione a eventi promozionali in ambiti nazionale ed internazionale. Nella 65ma edizione della specializzata bavarese, all’interno di uno stand di 60 mq le

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di Nica Ruospo

mani sapienti di un team composto da sette artigiani hanno trasformato, tutti i giorni, materiali grezzi in oggetti unici offrendo ai quasi 150mila visitatori un’esperienza suggestiva e coinvolgente. “L’obiettivo è stato di far conoscere in fiera la forte integrazione fra turismo, artigianato ed enogastronomia nella Murgia e nel Delta Po, puntando sullo stupore che la lavorazione manuale artigianale sa suscitare. Ecco perché – spiega Stefano Genco, presidente del Gal Terre dei Trulli e Barsento e referente regionale di LAPIS – anche per questa fiera abbiamo chiesto ai nostri artigiani di svolgere lavorazioni dal vivo per far vedere e spiegare come realizzano ancor oggi le loro opere di artigianato tradizionale. Abbiamo voluto confermare e rafforzare, in ambito internazionale, il successo ottenuto recentemente alla fiera ‘Rovigo Espone’ e alla rassegna ‘Arti e Mestieri’ di Roma, dove i nostri artigiani

sono risultati tra i più apprezzati e le relazioni commerciali avviate davvero tante e importanti. Con Lapis - aggiunge Genco - intendiamo ‘costruire’ una rete di maestri dell’artigianato artistico capace anche dopo il 2015, anno in cui si concluderà il progetto, di essere autonoma continuando a farsi apprezzare alle fiere e agli eventi”.


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Hydrotech

Risorse idriche e Agricoltura nel contesto dei Cambiamenti Climatici Rischi per la Puglia, secondo i più recenti studi dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari

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li impatti dei cambiamenti climatici sull’ambiente e il territorio sono evidenti soprattutto nelle regioni meridionali italiane, tanto da rappresentare già da un decennio una vera e propria emergenza ambientale. In particolare, secondo l’ultimo Rapporto Enea, la Puglia è tra le regioni italiane considerate più esposte a rischio di impatti diretti, quali la desertificazione del proprio territorio e l’innalzamento del livello del mare. In Puglia, gli effetti del cambio climatico sono amplificati dalla scarsa disponibilità delle risorse idriche, resa ancora più critica dall’uso a volte irrazionale delle stesse e dall’elevata vulnerabilità del territorio. Le proiezioni globali mostrano come le principali evidenze dei cambiamenti climatici in Puglia si identificano nell’aumento generale delle temperature e nella variata distribuzione e intensità delle precipitazioni che hanno, come conseguenza, le ricorrenti siccità, il maggiore inaridimento dei terreni e il depauperamento delle risorse idriche. Tali cambiamenti influenzano diversi settori, e l’agricoltura è tra quelli maggiormente esposti. Data l’importanza del settore in Puglia, tra le principali attività economiche dell’intera regione, ha spinto numerosi studi scientifici ad indagare sugli impatti diretti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura. Interessanti risultati sono stati ottenuti nell’ambito del progetto europeo CLIMAWARE, appena concluso, in cui il CIHEAM-IAMB è stato partner. Questo progetto ha valutato gli effetti quantitativi dei cambiamenti climatici sulle principali componenti del bilancio idrologico e sull’uso della risorsa idrica nel settore agricolo, al fine di poter identificare misure di adattamento del territorio al clima che cambia e definire la sostenibilità a lungo termine dell’ecosistema agricolo.

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di Daniela D’Agostino, Nicola Lamaddalena Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM-IAMB)

Ripercussioni del cambiamento climatico sull’acqua e l’agricoltura. È stato dimostrato che l’effetto diretto dell’aumento della temperatura si traduce in un aumento dell’evapotraspirazione delle colture, e quindi in un aumento dei fabbisogni idrici delle stesse; detto aumento, combinato con la diminuzione delle precipitazioni che influenzano il contenuto di acqua nel suolo, prospetta uno scenario di estrema vulnerabilità del sistema agricolo. Gli effetti diretti dei cambiamenti climatici (già in atto) sono osservabili in gran parte del territorio pugliese, come forma di adattamento da parte degli agricoltori. Difatti, la superficie totale coltivata risulta essere ridotta negli ultimi anni, e in particolare la percentuale dei terreni irrigati risulta in diminuzione. In futuro, un ulteriore adattamento che potrebbe verificarsi, come mostrato dai risultati di studi scientifici recenti, è la tendenza a modificare l’ordinamento colturale, con una diminuzione di erbacee, vigneti e ortaggi (rispettivamente del 15, 54 e 22% rispetto all’attuale occupazione), e un aumento dei pascoli (31%) e dei frutteti (12%). Anche in termini di strategie irrigue, i risultati mostrano che l’irrigazione supplementare e/o deficitaria potrebbero raggiungere il 50% della superficie irrigata, rispetto al 42% registrato sinora. Un altro importante aspetto ampiamente studiato è la produzione agricola misurata in termini mo-

netari, anch’essa funzione della variazione delle condizioni climatiche. In uno degli scenari di cambiamento climatico studiati, infatti, il reddito netto medio degli agricoltori risulta diminuito di circa il 37%, risultato che mette in discussione la sostenibilità complessiva dei sistemi agricoli, con pericolose ripercussioni sulla sicurezza alimentare. La riduzione del reddito netto dell’azienda risulta dovuto principalmente ad una diminuzione delle entrate, non compensata dalla riduzione dei costi variabili. Inoltre, i ricavi totali diminuiscono per effetto di un calo delle vendite dei raccolti, mentre i pagamenti della PAC rimangono piuttosto stabili essendo quasi completamente disaccoppiati dalla produzione. Dal punto di vista della disponibilità idrica, i risultati dei modelli di simulazione del bilancio idrologico mostrano che, come conseguenza dei previsti cambiamenti climatici (minore afflusso meteorico e la diversa distribuzione delle precipitazioni nel corso dell’anno), in Puglia si avrà una notevole riduzione dei volumi d’acqua destinati alla ricarica della falda e una sensibile riduzione delle acque di ruscellamento superficiale. Si può concludere quindi, che sebbene l’agricoltura per sua natura si adatti alle condizioni climatiche, in realtà i previsti cambiamenti climatici pongono questioni del tutto particolari data la velocità dei cambiamenti stessi rispetto alla capacità di adattamento degli agro-ecosistemi.

Panoramica di un tipico agro-ecosistema pugliese

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S H il progetto HYDROTECH in Puglia peciale

ydrotech

Sviluppo di un nuovo sistema di supporto per la programmazione irrigua

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e direttive comunitarie e le leggi nazionali impongono un crescente numero di vincoli all’impiego della risorsa idrica ai fini irrigui, al fine di tutelare la risorsa idrica e limitare l’impatto ambientale. Inoltre, la gestione sostenibile delle risorse naturali è stata identificata tra le priorità delle Politiche di Sviluppo Rurale nella nuova programmazione 2014-2020. Pertanto, la gestione dell’irrigazione richiederà metodi sempre più affidabili e di facile impiego per supportare ‘in tempo reale’ il processo decisionale (‘quando’ e ‘quanto’ irrigare?) nel rispetto degli obiettivi produttivi aziendali, della specifica risposta della coltura allo stress idrico e soprattutto della necessità di risparmiare acqua e aumentarne l’efficienza d’uso. In tal senso, l’applicazione delle nuove tecnologie informatiche ed elettroniche alla programmazione ed all’automazione dell’irrigazione può offrire importanti opportunità sia per le aziende agricole che per gli enti gestori della risorsa idrica. In Puglia, un consorzio formato dalle imprese SysMan di Mesagne (BR) e DyrectaLab di Conversano (BA), nonché dagli enti di ricerca Istituto Agronomico Mediterraneo (CIHEAM-IAMB) e Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (CNR-ISPA), ha promosso un progetto denominato ‘HydroTech’, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dei “Partenariati Regionali per l’Innovazione” (fondi FESR), con l’obiettivo di sviluppare un nuovo sistema di supporto decisionale per l’irrigazione che consenta di ottimizzare l’uso dell’acqua irrigua, in un’ottica di aumento della produttività e di riduzione dei costi di produzione e dell’impatto ambientale. Integrare modelli, previsioni e sensori.

Nell’ambito del progetto è stato sviluppato e testato a livello aziendale un nuovo sistema di supporto deci-

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di Mladen Todorovic, Vito Buono CIHEAM – Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, Vito Cantore CNR – Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari

sionale (DSS) per la gestione dell’irrigazione, basato su: 1) un modello di bilancio idrico, basato sugli standard internazionali della FAO; 2) sistemi di acquisizione continua ed in tempo reale di dati meteorologici; 3) previsioni meteo di breve periodo (3-7 giorni); 4) utilizzo di sensori per il monitoraggio continuo dello stato idrico nel sistema suolo-pianta; 5) unità hardware di campo che fungono da punto di acquisizione e trasmissione dati (attraverso moderne tecnologie wireless, quali WiFi, GPRS, ZigBee); 6) applicazioni software, incluse specifiche ‘APP’ per moderni dispositivi di tipo ‘mobile’ (tablet, smartphone, ecc.); 7) sistemi per l’automazione ed il controllo remoto degli impianti di distribuzione idrica. La disponibilità ‘in tempo reale’ di dati meteorologici misurati consente di calcolare il bilancio idrico giornaliero di ogni singolo lotto irriguo aziendale, una

volta che siano state definite le principali caratteristiche del terreno, della coltura e dell’impianto irriguo in esame (selezionando appositi parametri dal database del DSS). L’utente ha così la possibilità di valutare le variazioni della riserva idrica del terreno, dei consumi idrici delle colture e del loro eventuale stato di stress. Inoltre, il DSS consente la visualizzazione delle informazioni provenienti dai sensori installati nel sistema suolo-pianta; in tal modo, ad esempio, misurando le variazioni del contenuto idrico nel tempo a diverse profondità, è possibile valutare l’effetto della gestione irrigua aziendale sull’evoluzione della riserva idrica disponibile. Il DSS elabora quindi un suggerimento per la programmazione irrigua dei giorni successivi, considerando sia le previsioni meteo di breve periodo che i vincoli imposti dalla disponibilità idrica aziendale (caratteristiche tecniwww.foglie.tv


che delle pompe, turnazione consortile, numero complessivo di lotti serviti, ecc.), nel rispetto di eventuali criteri di gestione selezionati dall’utente. Infine, l’attuazione dell’irrigazione può avvenire in remoto attraverso un dispositivo di tipo “mobile”, che consente il monitoraggio in tempo reale della pressione di esercizio nella rete, lo stato di apertura/chiusura degli idranti/ elettrovalvole ed i consumi d’acqua (parziali e cumulati nel tempo) per ogni punto di consegna/distribuzione. Risparmio idrico e riduzione dell’impatto ambientale.

Accanto allo sviluppo industriale del DSS, il progetto ha anche avviato un’ampia attività sperimentale a livello aziendale al fine di testare l’affidabilità del supporto offerto dal DSS per diverse colture (fruttiferi, vite da tavola e da vino, olivo, ortaggi da pieno campo) e di valutare la facilità di consultazione dell’applicazione da parte di tecnici ed agricoltori. Nella maggior parte delle aziende esaminate, confrontando i risultati ottenuti con la strategia irrigua suggerita dal DSS rispetto a quella aziendale ‘corrente’, è stato osservato un significativo risparmio idrico (dal 10 al 15%) a

motivo di una migliore quantificazione dei consumi idrici delle colture e di un calcolo più adeguato dei volumi irrigui da somministrare rispetto alle effettive capacità di ritenzione idrica del suolo. Inoltre, in situazioni in cui le risorse idriche risultino limitate oppure al fine di ottenere una migliore qualità delle produzioni (ad es. per fruttiferi e vite da vino), è stato dimostrato che il DSS può rappresentare un valido strumento per la gestione di strategie di ‘deficit idrico controllato’, essendo in grado di simulare una diversa strategia irrigua a seconda della sensibilità allo stress delle colture nelle diverse fasi fenologiche. Infine, il costante monitoraggio del livello di umidità del suolo alle diverse

profondità ha consentito di identificare i casi in cui i volumi irrigui applicati erano eccessivi rispetto alle capacità di ritenzione idrica del suolo, consentendo così di limitare le perdite di acqua per drenaggio profondo e la conseguente lisciviazione di soluti verso le falde acquifere, contribuendo così a ridurre i principali rischi legati all’impatto ambientale dell’agricoltura irrigua. Ringraziamenti Lavoro realizzato nell’ambito del progetto “HydroTech”, finanziato dalla Regione Puglia, Programmi Operativi 2007-2013 – Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (Allegato I – Linea 1.2 Azione 1.2.4 – “Partenariati regionali per l’innovazione”).

Sviluppo di un nuovo sistema di supporto per la programmazione irrigua

HYDROTECH: nuove tecnologie informatiche ed elettroniche al servizio dell’irrigazione

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di Erminio E. Riezzo, Mario Zippitelli Sysman Progetti & Servizi srl, Donato Impedovo, Angelo M. Galiano Dyrecta Lab

econdo la ‘European Innovation Partnership on Water’ (http:// www.eip-water.eu/), tra le principali priorità relative alla gestione della risorsa idrica vi è la necessità di promuovere lo sviluppo e la diffusione di nuovi sistemi di supporto decisionale (DSS), sfruttando in particolare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie informatiche ed elettroniche. Il progetto HydroTech è stato sviluppato con l’obiettivo di realizzare appunto un nuovo prototipo industriale di DSS che

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Hydrotech

possa supportare la gestione ecosostenibile dell’irrigazione a livello aziendale. Da un punto di vista strettamente tecnologico, le imprese ICT coinvolte nel progetto hanno testato innovazioni hardware e software, valutate anche in relazione a problemi di affidabilità dei sistemi, performance e disponibilità continua dei servizi, interfacce utente ergonomiche e semplici da utilizzare, ecc. Innovazioni software

Il sistema informatico è stato sviluppato per operare a livello ‘cloud’, e quindi l’archiviazione dei dati e l’elaborazione delle informazioni sono realizzati in server remoti, in modo da rendere consultabile l’applicazione ovunque ed impiegando diversi tipi di dispositivi. Un software gestionale, attraverso interfacce originali, offre all’utente la possibilità di: gestire le informazioni ed i parametri di tutti i lotti configurati per una certa azienda; visualizzare i dati meteorologici osservati e previsti; gestire il registro delle irrigazioni per ciascun lotto; visualizzare le informazioni relative ai risultati del bilancio, alle misure dei sensori ed allo stato dell’impianto; ricevere suggerimenti per la gestione degli interventi di irrigazione, inviare i comandi per il controllo remoto degli impianti irrigui (elettrovalvole, idranti e pompe). Il sistema permette un rapido trasferimento delle informazioni in campo attraverso le innovazioni di ultima generazione come l’internet a banda larga in mobilità, i dispositivi di tipo ‘mobile’ (smartphone e tablet) e le applicazioni che girano su di essi (APP). La versione WEB del software utilizza un’impostazione delle interfacce che consente di avere tutto sotto controllo e di poter intervenire in modo interattivo sulla pianificazione e l’esecuzione. Mentre la

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versione WEB è concepita soprattutto per un utilizzo “a tavolino”, la versione APP Mobile (al momento disponibile su Android) è invece pensata per essere utilizzata in mobilità, consentendo di inserire i dati di campo oppure di consultare le elaborazioni per prendere le decisioni in tempo reale. Tecnologie hardware

Da un punto di vista hardware, sono stati testati specifici dataloggers (indicati come RTU) che consentono l’acquisizione continua dei dati del sistema suolo – pianta - atmosfera grazie al collegamento con appositi sensori. Sia la RTU ‘Meteo’ (che funziona come una vera e propria stazione agrometeorologica) che la RTU ‘Suolo’ (collegata in particolare a sonde di tipo ‘capacitivo’, analogiche e/o digitali, per la rilevazione del contenuto volumetrico di acqua, temperatura e salinità del suolo a diverse profondità nel terreno) acquisiscono in maniera continua i dati e li inviano verso un ‘coordinatore’ posizionato all’interno dell’azienda stessa. La trasmissione dei dati su scala aziendale sfrutta specifiche tecnologie di comunicazione wireless (in particolare il protocollo

ZigBee), purché le RTU siano posizionate nei punti dell’azienda agricola che consentano la visibilità radio con il coordinatore. Il coordinatore ha poi il compito di ricevere i dati, immagazzinarli, elaborarli su base oraria e giornaliera ed inoltrarli verso il cloud. La trasmissione su server remoti avviene normalmente attraverso un sistema GSM/GPRS. Con riferimento invece all’attuazione a livello aziendale, è stata predisposta una specifica RTU ‘di attuazione’, con il compito di: ricevere i comandi direttamente dal cloud; attuare l’apertura, il controllo e la chiusura delle elettrovalvole (sono supportate sia elettrovalvole bistabili che monostabili); inviare verso il cloud i segnali di controllo e diagnostica. La comunicazione tra la RTU di attuazione ed il cloud può essere veicolata attraverso il coordinatore o alternativamente direttamente tramite GPRS. Monitoraggio, pianificazione ed esecuzione Da un punto di vista funzionale, il DSS è stato sviluppato per assolvere tre funzioni fondamentali. Il monitoraggio consente di visualizzare le principali variabili meteorologiche misurate (pioggia, www.foglie.tv


temperatura, umidità, radiazione solare, vento) e calcolate (evapotraspirazione di riferimento, gradi giorno, ore di freddo) accanto a quelle del suolo (contenuto volumetrico di acqua, temperatura e salinità del suolo a vari livelli), su base oraria e giornaliera. La pianificazione è implementata attraverso specifiche funzioni del DSS, che analizzano le informazioni in ingresso e ricercano la soluzione ottimale alla domanda “quando” e “quanto” irrigare, considerando il bilancio idrico dei singoli lotti, la struttura aziendale, i vincoli imposti e le strategie irrigue selezionate. L’esecuzione è la fase finale del processo di gestione e permette l’attuazione remota dei comandi

verso gli impianti irrigui.

Coniugare tecnologia ed esperienza. Nella progettazione del DSS, oltre alla dimensione scientificotecnologica, si è tenuta in debita considerazione l’effettiva dimensione applicativa aziendale considerando, oltre alla ‘praticità’ di utilizzo, la capacità del sistema di rispondere ad obiettivi concreti quali la massimizzazione della produzione o la riduzione dei costi (attraverso il risparmio idrico, energetico e del tempo impiegato per gli interventi). Il sistema innovativo non è stato pensato semplicemente per utilizzare le più

moderne tecnologie dell’ingegneria elettronica ed informatica, ma soprattutto per trasferire le conoscenze in un ambito ‘pratico’, integrando per quanto possibile l’esperienza che lo stesso operatore ha maturato nel corso degli anni. L’obiettivo è stato quindi quello di costruire un sistema che partisse dal modo di pensare dell’utente, aumentandone il livello di ‘consapevolezza’ e supportando così le scelte da compiere sul sistema.

Ringraziamenti Lavoro realizzato nell’ambito del progetto “HydroTech”, finanziato dalla Regione Puglia, Programmi Operativi 2007-2013 – Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (Allegato I – Linea 1.2 Azione 1.2.4 – “Partenariati regionali per l’innovazione”).

La gestione dell’irrigazione “in pratica”: il punto di vista delle aziende agricole.

N

di Vito Buono CIHEAM - Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, Giuseppe Lucarelli, Renzo Paladini AGRIS soc. coop.

ell’ambito del progetto HydroTech è stata avviata un’attività sperimentale su scala regionale, con l’obiettivo di analizzare le principali problematiche relative alla gestione irrigua e di valutare le potenzialità di impiego delle nuove tecnologie nella pratica gestionale aziendale. Consumi energetici e limitazioni all’emungimento.

In molte aziende agricole, l’emungimento idrico da falda attraverso un pozzo aziendale consente di soddisfare le esigenze idriche, eliminando così i vincoli esterni per la programmazione irrigua (ad es. la turnazione, nel caso di fornitura consortile). Tuttavia, secondo Giacomo Gigante, titolare di un’azienda ortofrutticola ed olivicola a Conversano, “il problema di gran lunga più rilevante è costituito dagli elevati costi energetici connessi con l’emungimento ed il pompaggio”. Un’opinione analoga è espressa dal prof. Francesco Marinelli, titolare di un’azienda olivicola a Ruvo e docente

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presso l’Istituto Tecnico Agrario di Andria: “la riduzione dei consumi di energia elettrica (il cui prezzo è aumentato di circa il 45% negli ultimi 3 anni) è una condizione indispensabile per ridurre i costi di produzione e migliorare il bilancio economico aziendale”. Inoltre, l’autorizzazione quinquennale rilasciata dalle autorità pubbliche per l’emungimento da pozzi pone limitazioni a volumi e portate disponibili, “e questo può risultare fortemente penalizzante se non è correlato alle effet-

tive esigenze fisiologiche della coltura ed alle dimensioni aziendali”. Nel caso di aziende che ricadono in zone a ‘contaminazione salina’ della falda, i vincoli di estrazione sono ancora più stringenti. Secondo Gianfranco Favuzzi, dell’azienda orticola Sempreverde di Molfetta, “questo pone limiti nella programmazione della produzione (epoche di trapianto, colture, strategia irrigua); inoltre, irrigare secondo gli schemi “tradizionali” ci ha portato a raggiungere dopo appena

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3 anni il quantitativo autorizzato per l’intero quinquennio”. Gli elevati costi energetici da un lato e le limitazioni all’emungimento dall’altro rendono pertanto necessaria una razionalizzazione nell’impiego della risorsa. Tecnica irrigua ed effetti sulla produzione.

La programmazione irrigua è spesso affidata all’esperienza dei singoli operatori agricoli. Secondo Giannangelo Boccuzzi, produttore di uva da tavola a Rutigliano, “in assenza di criteri oggettivi per la valutazione delle esigenze idriche delle colture, si tende spesso ad effettuare irrigazioni ‘in eccesso’ piuttosto che ‘in difetto’; un eventuale perfezionamento della tecnica (che consideri anche le specifiche esigenze varietali) potrebbe consentire di contenere i consumi, migliorando al contempo l’efficienza d’uso dell’acqua”. Questo è vero nel caso di molte colture orto-frutticole: gli agricoltori sono chiamati sempre più spesso ad adottare strategie irrigue che consentano di ottenere produzioni di qualità, ma in un’ottica di sostenibilità economica ed ambientale. Secondo Angelo Abbracciavento, produttore ortofrutticolo ed olivicolo della società Moccari a Mesagne, “la valutazione della corretta quantità di acqua da apportare è di fondamentale importanza, in quanto la sotto-irrigazione determina una riduzione della quantità e della qualità della produzione, mentre la sovra-irrigazione, oltre agli sprechi, incrementa i fabbisogni di nutrienti da parte della coltura ed il rischio di inquinamento ambientale”. Nel caso dell’olivo, secondo Giacomo Gigante “è prioritario l’obiettivo di ridurre gli apporti al minimo necessario a causa della scarsa redditività della coltura”; d’altronde, aggiunge il prof. Marinelli, “tale coltura è spesso realizzata in condizioni di disomogeneità pedologica e scarso franco di coltivazione, ed il rischio è quello di effettuare applicazioni non corrispondenti alle reali esigenze, in termini di momento di esecuzione e quantità somministrate”. Nel caso della vite da vino, invece, oc-

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corre valutare con attenzione gli effetti dell’irrigazione sulla qualità del prodotto finale. Secondo Filippo Montanaro, amministratore dell’azienda vitivinicola Amastuola di Massafra, “la corretta gestione dell’irrigazione ‘di soccorso’ è importante per raggiungere un equilibrio tra risultati quantitativi e qualitativi nel rispetto delle specificità di ciascun vitigno, evitando in ogni caso di stimolare un eccessivo vigore vegetativo delle piante”. Della stessa opinione il dott. Nicola Scarano, direttore tecnico della Cooperativa Cantine Due Palme di Cellino San Marco, che cita ad esempio come “in alcune zone e su particolari vitigni di uva bacca bianca si renda necessario effettuare interventi irrigui almeno fino alla fase fenologica di invaiatura, cercando di mantenere un tenore acidico elevato, ma nel rispetto dei livelli produttivi ammessi da specifici disciplinari di produzione”. Quali aspettative rispetto alle nuove tecnologie? Nelle aziende coinvolte nella sperimentazione è opinione condivisa che le nuove tecnologie applicate alla ge-

stione irrigua possano favorire una razionalizzazione degli interventi ed un risparmio economico, rendendo più ‘consapevole’ la programmazione irrigua aziendale. Secondo il prof. Marinelli, in particolare, “la conoscenza delle variabili climatiche associata ad una corretta impostazione del bilancio idrico, consente di razionalizzare gli interventi e di ridurre gli input; inoltre, l’automazione ed il controllo remoto degli impianti consentirebbero di distribuire gli interventi durante le 24 ore, riducendo onerosi interventi manuali, in particolare nei momenti di massima richiesta irrigua”. Secondo il dott. Scarano, invece, “la possibilità di prevedere e gestire lo stress idrico delle colture attraverso modelli di bilancio ‘calibrati’ per ciascuna combinazione terreno-varietà, risulterà fondamentale per consentire una perfetta maturazione dell’uva, e questo potrà essere raggiunto con un’adeguata sperimentazione di campo, integrando le informazioni meteorologiche ottenute in tempo reale con il monitoraggio continuo dei valori di umidità del suolo”. Secondo Abbracciavento, infine, il siwww.foglie.tv


stema sperimentato “ha consentito un uso effettivamente più razionale della risorsa idrica, con una riduzione dei consumi a parità di risultati, quantitativi e qualitativi, e quindi la riduzione dei costi di produzione con conseguente aumento della redditività delle

colture”. L’esperienza maturata in differenti contesti ha quindi confermato l’idea che agricoltori e tecnici siano sempre più orientati verso una gestione aziendale ‘sostenibile’ delle produzioni, e che pertanto ci sia una pressante

necessità di strumenti di supporto per la programmazione irrigua che consentano di aumentare la redditività delle colture, riducendo i consumi di acqua ed energia e rispettando al contempo i vincoli imposti dalle normative ambientali.

Impiego di risorse idriche non convenzionali in agricoltura: il progetto ‘INTERRA’

di Gaetano Alessandro Vivaldi, Antonio Lonigro, Pietro Rubino Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali - Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”

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a pratica del riuso di acque reflue urbane è conosciuta fin dai tempi delle civiltà greca e romana. Nel bacino del Mediterraneo sono ormai numerose le aree in cui la carenza stagionale di risorse idriche ed il loro sfruttamento non razionale impone l’utilizzo di acque reflue depurate per sopperire alle carenze idriche. In Europa, l’interesse verso le pratiche volte al riutilizzo delle acque reflue depurate è in continua crescita tanto che, in accordo con quanto stabilito dalla Direttiva 91/271/CEE, si impone che “le acque reflue che sono state sottoposte a trattamento devono essere riutilizzate, ogniqualvolta ciò risulti appropriato”. Il Dipartimento di Scienze AgroAmbientali e Territoriali (DISAAT) dell’Università di Bari è impegnato da oltre un decennio nello studio dell’impiego di acque reflue urbane depurate in agricoltura e attualmente coordina un progetto PON denominato “INTERRA” nel quale sono coinvolti 14 partner, tra aziende private ed enti pubblici. Grazie a questo progetto, dal 2012, sono attivi e distribuiti sull’intero territorio pugliese, 5 campi sperimentali, investiti a colture orticole ed arboree, sui quali sono in corso di sperimentazione prove di irrigazione con diversi tipi di acque reflue urbane depurate, ottenute mettendo a confronto tecnologia tradizionale con tecnologia innovativa e semplificata. Il riutilizzo irriguo delle acque reflue urbane depurate potrebbe comportare rischi di varia natura, tra i quali quello igienico-sanitario, ambientale N°5 - 15 marzO 2014

Tabella - Alcuni dei valori limite delle acque reflue all’uscita dell’impianto di recupero ed agronomico. Il rischio igienicosanitario è legato alla presenza di microrganismi patogeni per l’uomo (batteri, virus etc.) rischi in gran parte superabili con le attuali tecnologie di affinamento. Tuttavia, la severa normativa vigente in Italia (D.M.185/2006) limita fortemente il riuso irriguo delle acque reflue urbane depurate in quanto prevede l’adozione di processi di affinamento molto costosi che non sono sempre giustificati. Il rischio ambientale è soprattutto di natura biochimica e deriva dalla presenza nel refluo di elementi o composti di natura tossica e/o nociva scarsamente degradabili. I potenziali danni di tipo agronomico, infine, sono riconducibili solitamente ad un aumento della salinità e a manifestazioni di fitotossicità dovute ad eccesso di alcuni elementi presenti nelle acque, quali cloro residuo, boro etc. I punti di forza, invece, del riutilizzo

irriguo delle acque reflue depurate oltre alla disponibilità idrica pressoché costante durante tutto l’anno, sono rappresentati dall’apporto di elementi nutritivi per le colture e di sostanza organica per il terreno. La quantità di elementi nutritivi presenti nelle acque reflue potrebbe essere ulteriormente incrementata attraverso l’adozione di tecniche di trattamento “semplificate”, mirate alla non rimozione di alcuni elementi, quali azoto e fosforo, presenti nei reflui da reimpiegare in agricoltura. Tuttavia, per far ciò bisognerebbe intervenire sull’attuale normativa che regolamenta il riutilizzo delle acque reflue urbane in agricoltura. In conclusione, le acque reflue urbane depurate potrebbero rappresentare una risorsa di importanza strategica non solo dal punto di vista della disponibilità idrica ma anche di quella nutrizionale. Si tratta però di

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una risorsa con caratteristiche estremamente variabili che necessitano pertanto di essere costantemente monitorate. La possibilità di ricorrere a trattamenti semplificati per la produzione di acque non private di elementi nutritivi, consentirebbe non solo di ridurre i costi di trattamento ma di fornire una risorsa di grande valore agronomico, con evidenti benefici economici ed ambientali.

“Gli autori desiderano ringraziare il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca  (MIUR) per il suo supporto finanziario del progetto PON In.T.e.R.R.A. ( contratto No  01_01480) nell’ambito del Programma Italiano “PON/ Ricerca e Competitività 2007-2013”.

Immagine 1 – Vista del campo sperimentale su piante orticole a Castellana Grotte (BA).

La mappatura dei bisogni e la diffusione delle conoscenze: il Progetto IRMA di Francesco F. Montesano, Angelo Parente, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (CNR – ISPA), Bari

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utilizzo sostenibile dell’acqua, problematica di interesse globale, rappresenta una priorità nei Paesi del bacino del Mediterraneo, caratterizzati da risorse idriche scarse e spesso di qualità scadente. L’adozione di pratiche razionali per la gestione dell’acqua a fini irrigui costituisce un punto chiave per il risparmio idrico. Il progetto IRMA (“Efficient Irrigation Management Tools for Agricultural Cultivations and Urban Landscapes”) è un progetto finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale GreciaItalia 2007‐2013, con una partnership composta da Regione Puglia, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (CNR-ISPA) ed Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) per parte italiana, e da Decentralised Administration of Epirus–Western Macedonia, Development Enterprise

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Utilizzo di sensori per la misura dello stato idrico del substrato in una prova di coltivazione di lattuga senza suolo, presso l’Azienda sperimentale “La Noria” (Mola di Bari) del CNR – ISPA. www.foglie.tv


of Achaia- Region of Western Greece e Technological Educational Institution of Epirus (Lead Partner) per parte greca. Il progetto, di durata biennale (si concluderà a Marzo 2015), ha come obiettivo generale quello di creare una rete di conoscenze e competenze per lo sviluppo di strumenti pratici (buone pratiche) per la gestione dell’irrigazione e la capitalizzazione delle conoscenze scientifiche. Le attività previste comprendono: a) creazione di reti di scambio di informazioni; b) indagini conoscitive sulle forme di gestione e le pratiche irrigue nelle aree interessate al progetto; c) attività di ricerca (definizione di procedure di audit a livello aziendale, creazione di strumenti web, valutazione di nuove tecnologie basate su sensori a supporto della programmazione irrigua, studio di piante a basso fabbisogno idrico per il verde urbano e utilizzo di acque non convenzionali); d) azioni per la diffusione dei risultati at-

traverso l’organizzazione di due conferenze internazionali, in Grecia nel novembre 2014 e in Italia nel 2015, di seminari e corsi di formazione e la redazione di pubblicazioni tecnico/ scientifiche. Il CNR - ISPA di Bari è in particolare impegnato in attività di ricerca sull’utilizzo di sensori di misura dello stato idrico dei substrati di coltivazione per la gestione irrigua delle colture orticole di serra. L’impiego di tali strumentazioni, sempre più alla portata delle aziende agricole, necessita di un raccordo tra le esperienze di ricerca condotte e la loro piena applicazione pratica. Se da un lato è necessario implementare dispositivi affidabili e di basso costo (aspetto questo di attuale interesse per le aziende produttrici di servizi e strumenti per l’agricoltura), dall’altro è necessario supportare gli operatori del settore per definire le modalità di utilizzo ottimale di tali ritrovati, conoscendo

i reali fabbisogni irrigui delle colture di serra e studiando gli effetti delle diverse strategie di gestione della fertirrigazione sulla qualità e sulla produttività delle colture, nonché sull’efficienza d’uso di acqua e fertilizzanti. Nell’ambito del progetto IRMA è stato avviato un proficuo scambio di conoscenze con il gruppo di lavoro del progetto HydroTech. Un interessante contributo è stato fornito da HydroTech nel corso del convegno “La gestione sostenibile della risorsa idrica per l’irrigazione: il progetto IRMA per una rete di conoscenze” (28-29/11/2013, organizzato presso il CNR – ISPA, Bari) nell’ambito del quale è stata condotta una visita tecnica presso una delle aziende agrarie che hanno adottato le innovazioni tecnologiche implementate nel progetto HydroTech. Per saperne di più: http://www.irrigation-management.eu/

Innovazione, sostenibilità, competitività: prospettive della nuova programmazione europea 2014-2020. di Luigi Trotta, Luigi Scamarcio (Ufficio Innovazione e Conoscenza in Agricoltura, Servizio Agricoltura – Area politiche per lo sviluppo rurale – Regione Puglia)

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nnovare significa, secondo la Commissione europea, “produrre, assimilare, sfruttare con successo (economico) le novità nei settori economici e sociali …”; è quindi molto più che la sola applicazione dei risultati della ricerca. Innovazione è intesa quindi come una soluzione disponibile e matura per risolvere difficoltà tecniche, ma anche economiche, organizzative, sociali delle realtà produttive e dei territori. Il tema della diffusione dell’innovazione verso le imprese ed i territori rurali italiani è oggi una delle questioni più dibattute per il settore agricolo. La strategia ‘Europa 2020’ ed i regolamenti sullo sviluppo rurale degli ultimi anni hanno riconosciuto sempre più convintamente che il ruolo della conoscenza e dell’innovazione è di leva e motore di competitività e sostenibilità. Ricerca in agricoltura: politiche ed

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obiettivi. I finanziamenti europei per la ricerca sono risultati in costante aumento negli ultimi anni, e tra gli obiettivi di ‘Europa 2020’ vi è quello di portare ad un aumento complessivo degli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione pari al 3% del PIL dell’UE (considerando parimenti investimenti pubblici e privati). Nei recenti Framework Programme

(Programmi ‘Quadro’) di finanziamento europeo della ricerca le parole chiave per l’agroalimentare sono state ‘qualità della vita’, ‘sicurezza alimentare’ e ‘ambiente’; in ‘Horizon 2020’, il Programma appena attivato e che coprirà il periodo 2014-2020, sono diventate: ‘bio-economia’, ‘produrre di più con meno’, ‘innovazione’, ‘progetti di ricerca multisettoriali’, ‘network tematici’. Concetti, questi, presenti anche nel-

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la nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), che attraverso i Programmi di sviluppo rurale delle Regioni vuole raggiungere i seguenti obiettivi: 1) sicurezza dell’approvvigionamento alimentare (operando sulla competitività e l’innovazione); 2) gestione sostenibile delle risorse naturali, anche in relazione ai cambiamenti climatici; 3) sviluppo equilibrato del territorio. Nel nuovo regolamento sullo Sviluppo Rurale, è inoltre prioritario promuovere il trasferimento della conoscenza e dell’innovazione, collegando il settore agro-forestale ed il mondo della ricerca. I ‘Gruppi Operativi’: un nuovo strumento per il trasferimento delle innovazioni.

Un ruolo importante di orientamento sarà svolto dai cosiddetti ‘Partenariati Europei sull’Innovazione’ (EIP), promossi dalla Commissione Europea. Le sfide poste dall’EIP-AGRI (‘Produttività e Sostenibilità dell’Agricoltura’) sono: promuovere un settore agricolo efficiente, produttivo e a basso impatto

ambientale; promuovere processi che preservano l’ambiente e consentano di adattarsi/mitigare i cambiamenti climatici; costruire rapporti tra ricerca, conoscenza, tecnologia, imprese e servizi di consulenza, incoraggiando misure sull’innovazione; promuovere una più ampia e rapida diffusione delle innovazioni nella pratica; costruire strumenti di informazione per la comunità scientifica sulle necessità delle imprese agricole. Al riguardo, il ruolo dei servizi di consulenza aziendale (‘Farm Advisory System’, FAS), potenziato sia nei contenuti (ambiente, cambiamenti climatici, condizionalità, piccole imprese, rendimento globale) che negli utenti (imprenditori agricoli e forestali, piccole e medie imprese, gestori del territorio) potrà essere riconfermato, a patto di un deciso rafforzamento delle competenze del sistema consulenziale sui nuovi temi. Tra gli strumenti innovativi dell’EIP un ruolo determinante potrà essere svolto dai cosiddetti ‘Gruppi Operativi’ (GO), avviati su tematiche di interesse comune, che potranno mobilitare intorno ad

un progetto innovativo, con un approccio bottom-up, una serie di soggetti (agricoltori, consulenti, imprenditori, ricercatori, organizzazioni non governative, ecc.), progetto che avrà sempre, quale ‘obiettivo trasversale’ la gestione maggiormente ‘sostenibile’ delle risorse. Lungi dall’essere luoghi di attività ‘sperimentale’, i GO saranno uno strumento concreto a supporto della competitività e dello sviluppo sostenibile in agricoltura, orientato a sostenere le esigenze concrete delle aziende agricole. Nel processo di costruzione del PSR della Puglia per il periodo 2014-2020, è evidenziata tra le Focus area, la “migliore gestione delle risorse idriche, compresa la gestione dei fertilizzanti e dei pesticidi”. Razionalizzare l’uso della risorsa idrica, monitorando gli andamenti climatici, la disponibilità, e ricorrendo a nuovi modelli previsionali e gestionali, è un fabbisogno chiaramente espresso: questo è un tema tra i più sfidanti su cui l’innovazione e gli strumenti ad essa funzionali dovranno misurarsi.

WWW.FOGLIE.TV l’informazione sul mondo agricolo a portata di click

ChimicaverdeFlor I risultati del progetto

Pre Potatura Meccanica oliveti secolari a Bisceglie

CiboAcculturarsi senza Glutine

Nel nuovo mercato dei fiori di Terlizzi si è tenuto il seminario tecnico “Qualità di prodotto e benessere dell’ambiente: i risultati di ChimicaverdeFlor”. è il progetto di ricerce e sperimentazione dei sistemi ortofloricoli a basso impatto ambientale con meno agenti chimici convenzionali e con l’utilizzo di biopromotori e biodepuratori.

Giornata di Pre Potatura Meccanica degli oliveti secolari presso l’azienda agricola Cantatore a Bisceglie organizzata dallo Studio Finagri assieme al dipartimento di Scienze Agro Ambientali e Territoriali dell’Università di Agraria di Bari.

Gli agrumi, una squadra di frutti d’oro, sono stati i protagonisti della serata di Ciboacculturarsi che si è conclusa con la tradizionale cena curata questa volta dalla pasticceria dolce e salata “La Gouterie” per un menù interamente senza glutine.

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R P Spongano ha la sua “Casa dell’Acqua” egione

uglia Inaugurazione presso il Palazzo del Municipio

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ewtech Srl, innovativa società di Taranto specializzata nel settore del trattamento acque, ha installato a Spongano, in provincia di Lecce, il primo distributore pubblico di acqua potabile comunale per l’erogazione di acqua naturale, refrigerata e refrigerata-gassata al vantaggioso prezzo di 0,05 € al litro. La sua avanzata tecnologia, combinando l’azione dei carboni attivi e quella dei raggi UV, garantisce un’acqua pura, buona e sicura 24 ore su 24. Il distributore è dotato di un semplicissimo sistema di prelievo dell’acqua che funziona con monete oppure scheda o chiave elettronica con accumulo di credito, acquistabili presso gli appositi rivenditori autorizzati. Il servizio è a chilometro zero poiché l’acqua è fornita direttamente dalla rete idrica pubblica, comportando un’intensa riduzione dell’inquinamento derivante dalla produzione di bottiglie di PET e dal loro trasporto,

nonché l’abbattimento dei costi di smaltimento delle stesse. La diffusione da Nord a Sud di questo servizio pubblico, più comunemente noto come “Casa dell’Acqua” , dipinge l’affresco di una società più sensibile al risparmio economico e alla qualità, attraverso la valorizzazione delle risorse territoriali locali ed il passaggio ad un’esperienza di acquisto dell’acqua più dinamica e tipica del fai da te, a metà strada tra la diversificazione

dell’offerta che contraddistingue la modernità e le abitudini di consumo del passato. Il Comune di Spongano ha accolto l’ambizioso progetto per offrire alla comunità cittadina e turistica un prestigioso servizio pubblico a supporto del risparmio sul bilancio economico delle famiglie, promuovendo inoltre lo sviluppo sostenibile attraverso un servizio eco-friendly che ha l’obiettivo di risvegliare la coscienza ecologica di tutti.

il nuovo bando regionale da 54 milioni per l’avvio di nuove imprese

Il Gal Ponte Lama presenta Nidi

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i è tenuto lo scorso 19 marzo presso la Centrale ortofrutticola di Bisceglie, l’incontro organizzato dal GAL Ponte Lama per presentare “N.I.D.I., Nuove Iniziative d’Impresa”, l’avviso che la Regione Puglia dedica a tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco avviando un’attività in proprio. L’iniziativa si rivolge, nello specifico, a chi intende aprire una nuova impresa o ne ha già una da meno di 6 mesi, ma inattiva. L’azienda dovrà avere meno di 10 addetti ed essere partecipata per almeno la metà da persone appartenenti ad una di queste categorie: giovani con età tra i 18 e i 35 anni; donne di età superiore a 18 anni; disoccupati che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato; lavoratori precari

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con partita Iva con meno di 30mila euro di fatturato e massimo 2 clienti. La nuova impresa deve operare nelle attività manifatturiere, costruzioni ed edilizia, riparazione di autoveicoli e motocicli, affittacamere e bed & breakfast,ristorazione con cucina, servizi di informazione e comunicazione, attività professionali, scientifiche e tecniche, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, istruzione, sanità e assistenza sociale non residenziale, attività artistiche, sportive, di intrattenimento, di divertimento e di servizi per

la persona. Il bando favorisce inoltre il passaggio generazionale, agevolando le attività che passano di padre in figlio, senza che sia necessaria la chiusura della prima e permette anche agli iscritti agli ordini professionali di accedere all’aiuto. Il sostegno è costruito su un mix tra fondo perduto, mutuo e risorse proprie. È anche previsto un contributo sulle spese di gestione dei primi sei mesi. Il prestito rimborsabile è erogato direttamente da Puglia Sviluppo Spa, la società regionale attuatrice dell’iniziativa.

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N째22 - 15 dicEMbre 2013

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Come coltivare le giovani imprese in Puglia

Credito e marketing nell’agroalimentare

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rande partecipazione di imprenditori agricoli al corso di formazione organizzato da Coldiretti Giovani Impresa della Puglia, a cui hanno partecipato i Direttori di Coldiretti Puglia e Bari, Angelo Corsetti e Giuseppe Licursi, la delegata regionale e componente della giunta esecutiva di Coldiretti Giovani Impresa, Serena Minunni. Il primo spazio è stato dedicato alla comunicazione nel settore agroalimentare, con Umberto Medicamento del Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali – DISAAT – Università di Bari che ha relazionato su “E-commerce social media marketing per l’agroalimentare”. Il secondo momento è stato dedicato al credito in agricoltura. “Il problema dei tassi di interesse differenti tra Nord e Sud, pur essendo molto sentito, passa in secondo piano – ha

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precisato il Direttore Corsetti - rispetto all’oggettiva difficoltà di accesso al credito per le imprese agricole, per una diffusa sofferenza causata dalla stagionalità produttiva, dalle frequenti calamità naturali e dalle crisi di mercato che hanno determinato una pesantezza finanziaria delle aziende. Per questo è fondamentale fornire loro maggiori possibilità di consolidamento e diluizione del credito”. Numerosi i prodotti illustrati che Creditagri ha pensato e realizzato proprio su misure degli imprenditori di Coldiretti Giovani Impresa. “I giovani imprenditori – ha aggiunto la delegata regionale Minunni - chiedono migliori condizioni di accesso al credito soprattutto nelle fasi di start up aziendale e di sviluppo aziendale, condizioni imprescindibili per un stato di salute ottimale della propria azienda”. “Occorre garantire condizioni di trasparenza – ha spiegato Vincenzo Bi-

saccia, responsabile di Creditagri Italia in Puglia - per sostenere la dinamicità delle imprese agricole che diversificano ed investono nella crescente domanda di sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini. Nella moderna società post industriale l’agroalimentare merita “credito”, perché realizza una combinazione vincente tra i requisiti della qualità e dell’innovazione di prodotto e la correlata capacità di promozione e di valorizzazione di risorse territoriali. Creditagri propone un credito strutturato che possa intervenire su progetti realizzati da sistemi di impresa integrati a livello territoriale”. CreditAgri Italia è un ente di garanzia fidi presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale costituito appositamente per offrire servizi altamente qualificati di assistenza e consulenza in materia di credito e finanza d’impresa.

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Dati Unioncamere Puglia

Tessuto produttivo Puglia in agricoltura 23% rispetto al 14% di media italiana

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el 2013 per consistenza dello stock di imprese, con le sue 380mila aziende, la Puglia è sì un terzo della Lombardia, ma anche il doppio di Liguria e Abruzzo e il triplo di Trentino e Umbria. La regione, nona d’Italia, seconda del sud dietro la Campania, è un ossimoro economico, un nano gigante. È quanto è emerso nel corso della presentazione dello studio di Unioncamere Puglia “Competere? È Un›impresa. L›economia pugliese nel 2013”, presentato da Alessandro Ambrosi,  presidente dell’associazione cui aderiscono le cinque camere di commercio della regione, alla presenza di Alfredo Malcarne, presidente della Camera di Commercio di Brindisi, Fabio Porreca  e Matteo Di Mauro, presidente e segretario generale della Camera di Commercio di Foggia, di Luigi Sportelli, presidente della Camera di Commercio di Taranto e di Angela Patrizia Partipilo, segretario generale della Camera di commercio di Bari. Il tessuto produttivo pugliese è particolarmente concentrato nel commercio (31% del totale, rispetto al 27% Italia) e nell’agricoltura (23% rispetto al 14% Italia). Al terzo posto per diffusione le costruzioni, (13%), uno dei settori più colpiti dalla crisi congiunturale. Seguono per importanza il manifatturiero (9,4%) e i servizi alle imprese (7,4%). Nel 2013 in Puglia si sono perse 27mila aziende, mentre contemporaneamente ne sono nate 24mila. Come dire che ogni giorno sono nate 67 imprese, ma 76 aziende hanno chiuso i battenti. «Si scivola ma non si cade - ha detto Alessandro Ambrosi, presidente di Unioncamere Puglia -. La nati-mortalità aziendale nel 2013 rispetto al 2012 è stata del -0,87%. L’ andamento non è molto dissimile dalle medie nazionali: -0,51%. Il quadro però è sfaccettato. Le società di capitali pugliesi sono il 18,8% del totale di quelle  registrate e aumentano rispetto al passato: nel 2008 erano il

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15%, nel 2003 l’11,5%. Nel 2013 hanno segnato un +3,5% rispetto al 2012. Fanno bene anche riguardo ai bilanci. Tutte le altre tipologie di società sono invece in contrazione da un quinquennio». In Puglia spesso chi fa da sé, fa per tre. Nel 2013 c’è stata solo una tipologia di azienda che è aumentata di numero: quella con un solo addetto; tutte le altre, sia pur in maniera differente, sono risultate in calo. La recessione quindi colpisce grandi e piccoli. «In questa situazione - ha commentato Ambrosi - molti tentano di reagire attraverso l’apertura di attività autonome; oppure  potrebbe trattarsi di falsa attività autonoma che in realtà cela forme di lavoro subordinato». Tutto ciò si riverbera sul sistema regionale del lavoro che fa segnare un -4,98% di addetti nel passaggio da 2012 a 2013, dato che aumenta ulteriormente se si considerano i soli addetti  dipendenti. In Puglia si vende, ma non si guadagna. Nei bilanci 2012 delle aziende, depositati nel 2013, c’è una sostanziale tenuta dei fatturati. Sottraendo i

costi di materie prime, personale, impianti e servizi si raggiunge un Ebit (margine operativo netto) di quasi il 30% in meno rispetto all’anno precedente. Fin qui nulla di drammatico. L’utile netto è invece seriamente compromesso dalla scure degli interessi passivi e delle tasse, che lasciano in tasca all’imprenditore soltanto il 9% dello stesso Ebit. Il 58% del valore della merce pugliese è esportata dalle province Bari e Bat, che hanno incrementi a doppia cifra rispetto al 2012. Confrontando il valore cumulato dell’export 2005-13 con gli otto anni precedenti (1996-2004) si ha un aumento di un terzo del valore: 63 miliardi contro 49 miliardi di euro. Tutto il settore agroalimentare è cresciuto rispetto al 2012. Quanto ai mercati di sbocco non mancano le sorprese. La Germania, storico primo Paese  importatore della Puglia, viene superata dalla Svizzera. Seguono  Francia, Stati Uniti, Spagna e Gran Bretagna. Sorprendono Giappone e Tunisia, con  numeri superiori alla vicina Austria. www.foglie.tv


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FOGLIE n. 05/2014  
FOGLIE n. 05/2014  

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE

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