__MAIN_TEXT__

Page 1

foglie

Agricoltura - Agroalimentare - Turismo rurale

Numero 22 - 15 dicembre 2020 www.foglie.tv

2021 L’ANNO DELLA RINASCITA AGRICOLTURA Clementine italiane: piccole, buone e tante

AGROALIMENTARE Puglia: perdita fatturato da 700 mln per cibi e bevande

UE COOP Il 61% delle imprese ha perso ordini e clienti nel 2020


foglie

AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE

IL MONDO DELL’AGRICOLTURA A PORTATA DI MANO MAGAZINE - WEB TV - WEBINAR

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti.

www.foglie.tv


♦ SUMITOMO CHEMICAL Creative Hybrid Chemistry Far a Better Tomorrow

Nuovi cataloghi Sumitomo Chemical Italia e Siapa Scopri le ultime novità, richiedili al tuo rivenditore di fiducia oppure scaricali dal sito

www.sumitomo-chem.it


Editoriale

Numero22 18- -1515Dicembre Ottobre 2020 Numero

QUINDICINALE DI AGRICOLTURA AGROALIMENTARE TURISMO RURALE Iscritto all’Albo Cooperative a Manualità Prevalente N.A182952

Editrice

G.Ed.A. Giovani Editori Associati Soc. Coop. Via Alcide De Gasperi 11/13 - 70015 - Noci (BA) Direttore Responsabile Vito Castellaneta Grafica e impaginazione G.Ed.A. Giovani Editori Associati Hanno collaborato Donato Fanelli, Antonio Resta, Rocco Resta, Nicola Trisolini, Paola Dileo, Donatello Fanelli, Rino Pavone, Mara Coppola, Gianvito Gentile, Giuseppe Sciannamblo Illustrazione di copertina a cura di Gianvito Gentile Pubblicità G.Ed.A. Rino PAVONE r.pavone@foglie.tv 380 6328672 Stampa Grafica 080 - Modugno (BA) Registrato al Registro Nazionale della Stampa Tribunale di Bari N. 61 / 06 del 15 / 11 /2006 www.foglie.tv redazione@foglie.tv 347 904 0264 Iscritta al Registro Operatori Comunicazioni ROC n.26041 TESTATA GIORNALISTICA ACCREDITATA

CENTRO MEDIA REGIONALE

www.foglie.tv

NUOVA BANCA DATI DI RICERCA PER LE INDICAZIONI GEOGRAFICHE NELL’UE Nasce GIview (https://www.tmdn.org/giview/), un nuovo database di ricerca per tutte le indicazioni geografiche (IG) protette a livello UE. GIview fornisce un unico portale per la ricerca di dati sulle IG registrate nell’UE ed è una risorsa utile per consumatori, produttori e professionisti nel settore della proprietà intellettuale. Il database contiene inoltre informazioni dettagliate sulle indicazioni geografiche non UE protette a livello dell’Unione europea tramite accordi bilaterali e multilaterali e sulle indicazioni geografiche dell’UE protette nei paesi terzi. Il database viene continuamente aggiornato con i dati ufficiali registrati dalla Commissione europea (Directorate General for Agriculture and Rural Development) ed è sviluppato e gestito dallo European Union Intellectual Property Office (EUIPO) . Le indicazioni geografiche sono una risorsa economica fondamentale per l’Unione europea e fanno parte del sistema dei diritti di proprietà intellettuale a livello dell’UE. Secondo una ricerca dell’EUIPO e dell’Ufficio europeo dei brevetti, le industrie ad alta intensità di diritti IG sostengono quasi 400 000 posti di lavoro in tutta l’UE e contribuiscono con oltre 20 miliardi di euro al suo PIL. Inoltre, uno studio pubblicato dalla Commissione europea stima il valore delle vendite annuali di prodotti protetti da IG a 74,76 miliardi di euro all’anno, un quinto dei quali deriva dalle esportazioni al di fuori dell’UE. GIview contiene dati relativi al tipo di IG (DOP, IGP, IG), la data di priorità, lo status giuridico e la base di protezione di tutte le IG (vini, bevande spiritose, vini aromatizzati, e prodotti agricoli e alimentari) protette a livello dell’UE. Una caratteristica speciale di GIview è che è aperto alle autorità nazionali e ai gruppi di produttori che hanno la possibilità di caricare dati aggiuntivi, come i dati di contatto dei gruppi di produttori e degli organismi di controllo, mappe, fotografie e descrizione del prodotto, area geografica, dichiarazioni di sostenibilità e altre informazioni. Questo database è progettato sia per massimizzare le informazioni sulle IG, sia per assistere direttamente le autorità antifrode che potranno accedere facilmente alle descrizioni e le foto del prodotto autentico e potranno contattare direttamente le autorità interessate e il gruppo di produttori in caso di indagine.


Sommario

5 8 9 10 12 14 15 17 18 20 21 22 23 24 25 26 28 30

Editoriale Agricoltura Lavoro Agricoltura Agricoltura Agricoltura Zootecnia Agroalimentare Agrioalimentare Agroalimentare Agricoltura Agricoltura Agroalimentare Agricoltura Agricolura Agricoltura Economia Lavoro

www.foglie.tv

2,4 mld di euro per gli agricoltori con i psr ‘21 ’22 Buongiorno, UILA Puglia UECOOP, 61% imprese ha perso ordini e clienti 8 mld di euro in più per lo sviluppo rurale “Uva da tavola 2020 non si è fatto mancare nulla”

Cittadini scienziati per la lotta agli incendi Nuove risorse per il reparto zootecnico Perdite di 700 mln in Puglia per cibi e bevande Cantina Donna Viola Vini e spumanti i più colpiti dal nuovo DPCM In Italia si perdono 2mq di suolo al secondo Clementine italiane più piccole e più buone Spesa di Dicembre al profumo di Natale Un migliaio di impiati fotovoltaici in Puglia Convenzione Agea: Webiar Foglie Tv Forum Italiano dell’export L’alba della Web Tax? Digital Academy


Agricoltura

15 Dicembre 2020

BUONGIORNO, UILA PUGLIA: “SI GARANTISCA LA CONFERMA DELLE GIORNATE AI LAVORATORI” XYLELLA, RICONOSCIUTO STATO DI CALAMITÀ PER IL 2019 ALLE PROVINCE DI BRINDISI E LECCE È stata pubblicata sulla GU la dichiarazione del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi delle infezioni da Xylella fastidiosa verificatesi nelle province di Brindisi e Lecce dal 01/01/2019 al 31/12/2019. Il 7 agosto, con delibera di giunta regionale n. 1295 del 7 agosto 2020, la Regione Puglia approvò la richiesta di declaratoria per l'applicazione, nei territori danneggiati dalla batteriosi, delle provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale. “Ci aspettiamo – esordisce il Segretario Generale Uila Puglia, Pietro Buongiorno – che adesso le imprese delle province di Brindisi e Lecce, che beneficeranno delle misure compensative previste dal Fondo di Solidarietà nazionale, non dimentichino di inoltrare le comunicazioni propedeutiche per compensare anche i lavoratori delle mancate giornate di lavoro del 2019. Comprendiamo che ci troviamo di fronte ad un iter procedurale cavilloso, tuttavia ci aspettiamo da tutte le aziende collaborazione e impegno per

superare le enormi difficoltà previste dalla legge 223 del 1991. Una legge su cui la Uila sta profondendo sforzi importanti per ottenere una radicale modifica: in questo solco si iscrive la formulazione di un emendamento proposto alla legge di Bilancio. Auspichiamo quindi, su questo fronte, un grande senso di responsabilità delle forze politiche per non penalizzare i lavoratori colpiti, oltre che dall’emergenza Xylella, anche dal Covid”. Un elemento sostanziale per la modifica della legge 223 è il ribaltamento della dinamica per la presentazione dell’istanza: “Attraverso la modifica della legge che proponiamo– continua Buongiorno - chiediamo che la domanda divenga diretto onere del lavoratore, per l’attestazione del possesso dei requisiti previsti dalla legge. Ad oggi infatti, nonostante il susseguirsi di numerose calamità, ci risulta da una analisi effettuata dal nostro centro studi sugli elenchi anagrafici dei lavoratori degli ultimi 4 anni, che nessuna giornata di lavoro è stata integrata ai lavoratori per calamità”. La Uila guarda oltre l’emergenza e parla di crisi sistemica: “La contrazione del numero di giornate, purtroppo, è una dinamica negativa che sta interessando non solo le province di Brindisi e Lecce (particolarmente vessate dalla Xylella), ma tutte quelle Pugliesi. Per questo chiediamo che anche ai lavoratori agricoli a tempo determinato delle altre province, che nel 2019 hanno prestato attività lavorativa per almeno 51 giorni sia riconosciuto, ai fini previdenziali ed assistenziali, per l’anno 2020, un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle lavorative effettivamente svolte nell’anno precedente”.

Segretario Generale UILA Puglia Pietro Buongiorno

8


Lavoro

LAVORO: UECOOP, 61% IMPRESE HA PERSO ORDINI E CLIENTI IN 2020” E’ QUANTO EMERGE DA INDAGINE Il 61% delle imprese ha registrato un calo importante degli ordini o ha perso clienti per la frenata dell’economia e l’incertezza crescente generate dell’emergenza Covid con una pesante pressione sulla tenuta dei livelli occupazionali. E’ quanto emerge da una indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione nazionale di imprese in riferimento all’ultimo Report Istat sulle prospettive dell'economia italiana che stima una riduzione del 10% delle unità di lavoro an-nuali nel 2020 e un tasso di disoccupazione in salita all’11% nel 2021. A pesare è il taglio delle commesse che ha riguardato più di 6 imprese su 10 (64%) con anche la perdita clienti storici e consolidati, secondo l’indagine Uecoop. Una situazione preoccupante che genera incertezza per il futuro e frena l’attività delle imprese – sottolinea Uecoop – con la sospensione degli investimenti e dei possibili potenziamenti di organico. Oltre 4 imprese su 10 (44%) non credono che l’Italia potrà riprendersi e recuperare prima di un anno i posti di lavoro persi, continua l’indagine di Uecoop. I dati sul lavoro – sottolinea Uecoop – sono il sintomo di una sofferenza sociale ed economica che colpisce imprese e famiglie mettendo a rischio il sistema economico nazionale. L’evolversi della situazione sta mettendo a dura prova la resilienza delle oltre 80mila cooperative italiane che – conclude Uecoop – offrono lavoro a più di 1 milione di persone dall’agroalimentare alla scuola, dalle costruzioni alla logistica, dal commercio all’informatica, dall’assistenza sociale ai servizi di sicurezza e vigilanza generando un fatturato annuo che supera i 150 miliardi di euro.

www.foglie.tv

GASOLIO AGRICOLO, BENE ESCLUSIONE OBBLIGO COMUNICAZIONE E REGISTRO Agricoltori esclusi dai nuovi obblighi di comunicazione e di tenuta del registro di carico e scarico del gasolio agricolo. Sarebbe stato l’ennesimo laccio burocratico su un settore che in materia è già adeguatamente monitorato. Così Cia-Agricoltori Italiani esprimendo soddisfazione per la circolare 47/2020 del 3 dicembre, emanata della direzione generale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, dopo svariate sollecitazioni da parte dell’organizzazione. L’obbligo che scatterà dal primo gennaio 2021, fa salvi gli imprenditori agricoli ed esclude i depositi aventi capacità pari o inferiori a 10 metri cubi, nonché gli apparecchi di distribuzione automatica di carburanti per i medesimi usi, collegati a serbatoi la cui capacità globale è pari o inferiore a 5 metri cubi. L’assegnazione di carburante per usi agricoli, deve già sottostare a una procedura, prevista dal DM 454/2001, che stabilisce la predeterminazione dei quantitativi di carburante da assegnare, obbliga alla tenuta del libretto di controllo e prevede la dichiarazione di avvenuto impiego del carburante nell'uso agricolo. La previsione di ulteriori adempimenti, avrebbe creato soltanto un appesantimento burocratico e costi aggiuntivi a carico degli agricoltori.

9


Agricoltura

15 Dicembre 2020

8 MILIARDI DI EURO IN PIÙ PER LO SVILUPPO RURALE NEL 2021-2022 FONDO NEXTGENERATION EU Lo scorso 10 novembre, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo politico sul prossimo quadro finanziario dell’UE per il periodo 2021-2027 (il bilancio dell’Unione) e sul fondo speciale per rispondere alla crisi economica dovuta alla pandemia del Covid-19. L’accordo politico sui testi giuridici è stato raggiunto, ma tutto questo pacchetto legislativo e le risorse finanziarie, dipendono dall’approvazione finale del Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Quello che poteva sembrare un passaggio istituzionale proforma, rischia invece un blocco a causa del veto di Polonia e Ungheria che rifiutano che i fondi UE siano condizionati dal rispettoo dello Stato di diritto. Sono in corso negoziati per superare questo impasse procedurale che mette a repentaglio una vera occasione di rilancio dell’UE e di ripresa post-crisi Covid-19

In cosa consiste questo accordo

Il fondo denominato NextGenerationEU è uno strumento dotato di 750 miliardi di euro, tra prestiti e sovvenzioni, destinato a stimolare la ripresa e a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia.

10

Il suo fulcro è costituito da 672,5 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni disponibili per sostenere le riforme e gli investimen: intrapresi dai Paesi dell'UE. NextGenerationEU opererà inoltre apportando fondi aggiuntivi ad altri programmi o fondi europei come Horizon 2020, InvestEU, Just Transition Fund (JTF) ed il Fondo per lo sviluppo rurale (FEASR). Per l’agricoltura NextGenerationEU prevede di destinare globalmente per le misure di sviluppo rurale un supplemento di 8,07 miliardi di euro. Il Parlamento europeo e la Presidenza tedesca hanno modificato l’iniziale proposta della Commissione, innanzitutto anticipando la disponibilità delle risorse già al 2021, vista l’urgenza di contrastare la crisi, e poi aggiungendo dei criteri di condizionalità per spendere questi fondi supplementari. Si prevede che circa il 30% degli 8,07 miliardi di euro di aiuti saranno disponibili già nel 2021, e il restante 70% lo sarà nel 2022. Per una ripresa economica solida e con un respiro di lungo periodo, è stato previsto nei testi di regolamento che almeno il 55% di queste risorse sia destinato ad investimenti di sostenibilità e di digitalizzazione delle aziende agricole. Più specificatamente saranno privilegiati quegli investimenti che mireranno all’ottimizzazione degli input per un’agricoltura intelligente e di precisione, che favoriranno la digitalizzazione e la modernizzazione dei macchinari e delle attrezzature di produzione. Inoltre, si darà risalto alle energie rinnovabili come il biometano e allo sviluppo e sostegno di filiere corte e sostenibili. Anche i giovani agricoltori potranno beneficiare di questa importante parte di risorse supplementari. In dettaglio saranno finanziabili dal nuovo fondo gli investimenti, effettuati da agricoltori e industrie di trasformazione, che contribuiscono a una ripresa economica sostenibile e uno sviluppo delle tecnologie digitali essi possono essere sostenuti con un contributo fino a un livello massimo del 75% dei costi sostenuti.


Agricoltura Per i giovani agricoltori, è previsto un aumento del massimale per gli aiuti all'avviamento dell’attività dagli attuali € 70.000 a € 100.000. Per il cambiamento climatico, degli 8 miliardi di NextGenerationEU per lo sviluppo rurale, il 37% sarà legato ad azioni positive a favore del clima e per il benessere degli animali. Queste risorse si aggiungeranno al 30% previsto dal pacchetto finanziario della prossima programmazione 2021-2027, che dovrà essere dedicato alla lotta al cambiamento climatico. Fra le misure finanziabili ricadranno prioritariamente: il sostegno all’agricoltura biologica, le misure per la conservazione del suolo e della sua fertilità, il miglioramento dell'uso e della gestione dell'acqua, la creazione, conservazione e ripristino di habitat favorevoli alla biodiversità. È importante rilevare che l’UE finanzierà fino al 100% le misure ammissibili dai fondi aggiuntivi forni: da Next Generation EU, quindi gli Stati membri non dovranno cofinanziare le azioni con risorse nazionali prese dai loro bilanci. Degli 8,07 miliardi aggiuntivi, 269 milioni di euro nel 2021 arriveranno in Italia ed altri 641 seguiranno nel 2022. La partita è più che mai di grande importanza strategica perché si tratta di rispondere a delle sfide epocali , sostenibilità e digitalizzazione. Una opportunità rara, se non unica! Riusciranno le regioni italiane a cogliere questa opportunità spendendo bene nei due anni queste risorse supplementari, parallelamente a quelle ordinarie che spesso sono in ritardo di esecuzione?

www.foglie.tv

AGRICOLTURA SEMPRE PIÙ ATTRATTIVA PER I GIOVANI Fondazione Barilla ha presentato nei giorni scorsi i risultati di un’indagine sulla presenza dei giovani nell’agricoltura europea dalla quale l’Italia esce molto bene: il nostro è infatti il primo Paese nell’Unione Europea per imprese agricole guidate da under 35, che nel 2017 erano oltre 55.000 (+6% sul 2016). Si tratta di un dato confermato anche da Coldiretti che, sulla base delle iscrizioni al registro delle imprese di Unioncamere relative al settembre 2020, rileva che, in controtendenza rispetto all’andamento generale nel 2020, con la crisi provocata dall’emergenza Covid si registra uno storico balzo del 14% del numero di giovani imprenditori in agricoltura rispetto a cinque anni fa. Si può quindi dire, afferma l’organizzazione agricola, che è in atto un cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale, con il mestiere della terra che non è più considerato l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è invece la nuova strada del futuro per le giovani generazioni istruite. Quest’ultimo aspetto è confermato anche dalla ricerca di Fondazione Barilla: i giovani che lavorano in agricoltura usano il web e le nuove tecnologie: 1 su 4 è laureato e parla almeno una lingua straniera, 8 su 10 viaggiano spesso all’estero. Anche la presenza femminile è in crescita: un terzo delle imprese agricole italiane ha una titolare donna. Nell’ultimo decennio il numero di imprese femminili è cresciuto: sono spesso aziende multifunzionali, che includono fattorie didattiche o agriasili per bambini. La capacità di innovazione e di crescita multifunzionale porta le aziende agricole dei giovani ad avere una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati per azienda in più. E se tra i giovani imprenditori agricoli c’è chi ha scelto di raccogliere il testimone dai genitori, la vera novità rispetto al passato – rileva sempre Coldiretti – sono gli under 35 arrivati da altri settori o da diverse esperienze familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione.

11


Agricoltura

15 Dicembre 2020

“UVA DA TAVOLA 2020 NON SI È FATTO MANCARE NULLA”

UN APPROFONDIMENTO CON LA DOTT.SSA ANNAMARIA FANELLI (GRAPER) Da un punto di vista tecnico che annata agraria è stato il 2020?

La campagna viticola 2020 è stata senza dubbio un’annata in cui non ci è mancato nulla: problemi con i funghi, problemi con gli insetti e per finire anche il colore sulle rose tardive ha generato non poco lavoro; l'unico aspetto positivo è stata l'assenza di botrytis in quasi tutto il periodo autunnale, i primi attacchi importanti da parte del fungo sono arrivati in seguito alle prime piogge di metà Novembre. Mi piace poter condividere con voi questo grafico, che ci permette di capire insieme come i quasi 200mm di pioggia caduti in 15 giorni, con la relativa umidità abbia seriamnte compromesso la raccolte delle ultime settimane di novembre. Nei mesi estivi, le infezioni di peronospora nei tendoni non coperti con i film plastici, hanno causato danni anche sui grappoli mentre sui tendoni coperti da film plastici, le infezioni sulle foglie esterne hanno senza dubbio generato un rallentamento generale della pianta. La presenza di questo fungo sulle foglie esterne, le temperature elevate registrate questa estate e l’assenza completa di escursioni termiche notturne, hanno inciso moltissimo sulla mancata colorazione delle uve rosse

tardive. Anche gli insetti non sono stati da meno, la presenza di ripetuti giorni di forte vento, hanno reso difficile anche il controllo di tripidi e Lobesia. Ritengo sia doveroso dire però che se pur questa stagione appena passata non abbia mai lasciato l’agricoltore tranquillo, chi ha saputo lavorare con attenzione, stando attenti a non tralasciare alcun dettaglio, sia riuscito a produrre uva di grande qualità e senza alcun tipo di problema fitosanitario.

Impatto di uva senza semi ed uva con semi sul mercato, analisi e differenze

Da qualche anno, i mercati chiedono sempre più uve senza semi e da quest' anno in maniera importante, anche i mercati nazionali iniziano a richiederla con grande risposta da parte del consumatore Le uve con i semi e nello specifico la varietà Italia resta sicuramente il nostro fiore all’occhiello che identifica il nostro territorio e la nostra caparbietà nel saper fare…ma ormai da qualche anno la richiesta del mercato sulle uve senza semi, ha portato i nostri agricoltori a fare i conti con questa nuova realtà. Certamente la produzione delle uve senza semi in Puglia negli ultimi anni è cresciuta moltissimo, molte aziende da quelle più piccole a quelle più grandi si sono

Agronomo Annamaria Fanelli all’interno di un vigneto

12


Agricoltura messe in discussione iniziando a produrre prima varietà seedless libere e poi varietà brevettate che ormai rappresentano il futuro per del mercato Mondiale. Sotto l’aspetto tecnico è doveroso ribadire che coltivare e produrre uve senza semi richiede un attenzione al dettaglio forse anche maggiore di quella che solitamente si è abituati a fare con le uve con semi. La capacità di curare i dettagli con le uve seedless permette di raggiungere standard qualitativi davvero molto alti, l’obbietivo di noi tecnici sta nel apportare tecniche il più sostenibili possibile sia sotto l’aspetto economico che ambientale.

Come vede la crescita in Puglia di questo settore (uva da tavola) rispetto alle altre zone mondiali vocate alla luce del nuovo scenario produttivo (uve senza semi e brevettate) ?

Ritengo che se pur in maniera lenta rispetto ad altri paese a noi vicini e anche nostri forti competitor quali la Spagna, la Puglia si sia fatta conoscere in maniera importante sui mercati della GDo europea, producendo uve senza semi di grande qualità. La sfida per il nostro paese deve essere però la capacità di fare squadra. Per la Puglia questo nuovo scenario legato all’ introduzione di varietà brevettate, può portare a due strade: 1- incapacità di essere veloci e quindi non accettare il cambiamento perchè legati alla tradizione 2- possibilità di creare squadra tra Commercianti ed Agricoltori, atraverso il sistema del conferimento. Squadra fatta di reciproca riconoscenza. Agricoltore produce uve di qualità, il commercile riesce a sviluppare sul mercato dei programmi che riescono a dare il giusto valore a quanto si è fatto in campo. Questa è la grande sfida per il futuro della nostra agricolutura, non vorrei usare una frase che forse più volte ci è capitato di leggere ma ritengo sia doveroso ricordare perchè appropriata rispetto a quanto sta accadendo nel notro territorio. CON IL TALENTO SI VINCONO LE PARTITE, MA È CON IL LAVORO DI SQUADRA E L’INTELLIGENZA CHE SI VINCONO I CAMPIONATI.

15 Dicembre 2020


Agricoltura

15 Dicembre 2020

GRAZIE AI CITTADINI SCIENZIATI DANNI PIÙ CONTENUTI UTILI PER LA LOTTA AGLI INCENDI AUSTRALIA, LO STUDIO

È stato grazie ai "cittadini scienziati" se gli ingenti danni delle foreste australiane avvenuti quest'estate sono stati più contenuti. Seppur la tragedia ha devastato più di 7 milioni di ettari nei 2 stati più popolosi dell'Australia, Victoria e Nuovo Galles del Sud, proprio l'attività di controllo ha permesso di monitorare meglio lo stato di salute di flora e fauna. A dirlo è il Cluster Biodiversità Italia, un'esperienza di "cittadini scienziati" creata da una rete di associazioni e centri di ricerca (tra cui anche il Cesab, Centro di ricerche interuniversitarie in scienze ambientali), citando un lavoro scientifico condotto dall'Università del Nuovo Galles del Sud di Sidney e pubblicato sulla rivista scientifica Science of the Total Environment. Nello studio si fa riferimento a un progetto ad hoc, con il quale è stato possibile raccogliere informazioni sulla presenza di animali, piante e funghi nei luoghi degli incendi, scattando foto della biodiversità. Le fotografie sono state caricate su un’apposita applicazione. Nei soli primi mesi sono state raccolte 3265 osservazioni (foto), coprendo quasi 51 milioni di ettari. Delle osservazioni raccolte, sono state identificate 688 specie. Fra le piante maggiormente fotografate l’eucalipto e diverse specie di orchidee e piante grasse, mentre tra gli animali maggiormente fotografati gli insetti e mammiferi come il koala.

14

Grazie ai dati raccolti dai cittadini, il team di studiosi ha scoperto che le foreste di sclerofille (piante che hanno foglie resistenti, dure e coriacee), avevano la più alta percentuale di habitat bruciati. E tra le zone a maggior rischio ci sono state le aree di foresta pluviale. Secondo i ricercatori australiani grazie proprio alle attività di citizen science è possibile monitorare con precisione quanto accade negli habitat naturali e sviluppare programmi di recupero delle zone danneggiate. "Anche in Italia è stato avviato un progetto simile – spiega Alessandra Flore, responsabile del dipartimento di scienze naturali del Cesab, Centro di ricerche in scienze ambientali e biotecnologie e Antonio Riontino, tra i promotori dell'iniziativa – Si tratta di una comunità, un network di cittadini, naturalisti e ricercatori che abbiamo ideato nel 2019 in occasione della partecipazione all’iniziativa internazionale City Nature Challenge, grazie alla quale invitiamo i cittadini a raccogliere dati sulla biodiversità marina e terrestre delle loro città. È il "Cluster Biodiversità Italia" e anche per il 2021 siamo pronti a ripartire con questa sfida per la natura. Invitiamo tutti a seguire l’evoluzione del cluster ed essere partecipi al fine di apprendere una maggiore conoscenza della biodiversità che ci circonda e di cui siamo parte integrante. Tutelando e conservando la biodiversità, proteggiamo l’umanità intera e il pianeta terra che è la 'nostra casa".


Zootecnia

www.foglie.tv

NUOVE RISORSE ECONOMICHE PER SOSTENERE E RILANCIARE IL COMPARTO ZOOTECNICO GLI ALLEVATORI LAMENTANO UN CALO DRASTICO DEL PREZZO DEL LATTE

Nuove risorse economiche per affrontare l’emergenza pandemica ma anche sostenere e rilanciare l’intera filiera del comparto zootecnico. È quanto chiedono i rappresentati di Cia agricoltori italiani della Puglia, che hanno partecipato al tavolo tecnico, convocato su sollecitazione della stessa Cia, dal neo assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia. L’obiettivo è quello di affrontare, con estrema urgenza, il problema del prezzo del latte alla stalla e salvaguardare i prodotti caseari pugliesi. «Se la Puglia continuerà a perdere gli allevatori e gli allevamenti – spiegano da Cia – ne risentirà l’intero territorio, in quanto rappresentano vere e proprie sentinelle, oltre agli impatti economici». Gli allevatori lamentano infatti un calo drastico del prezzo del latte che ha raggiunto livelli inferiori ai costi di produzione. I caseifici pugliesi pagano il prodotto troppo poco. Istanza a cui si aggiunge quella riguardante l’urgenza di controlli maggiori sulla qualità e quantità del latte immesso sul mercato e sui prodotti semi-lavorati che vengono poi utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari.

Temi di grande urgenza, che la Regione si è impegnata ad affrontare nelle sedi competenti, dal momento che afferiscono a materie di competenza nazionale ed europea. «Questo primo incontro - spiegano i rappresentanti di Cia agricoltori italiani della Puglia rappresenta un primo importante step per la discussione e la definizione delle problematiche, nella quale saranno coinvolti tutti i soggetti interessati, tanto gli allevatori quanto i rappresentanti dei caseifici. Siamo certi che è interesse comune trovare un punto di intesa in modo da mantenere in alto i livelli di eccellenza (tanto la qualità del latte pugliese, quanto quella dei suoi derivati) e da potere tutelare il consumatore garantendo genuinità e qualità nei processi di lavorazione». La Cia, nelle settimane scorse, si è resa promotrice di un’iniziativa affinché fosse adottata una sottomisura, con il Psr 2014-2020 (misura 21), con l’intenzione di dare una risposta alla situazione di crisi del comparto e preservare il tessuto sociale, economico e produttivo delle imprese agricole del comparto zootecnico colpite dalle conseguenze derivanti dagli effetti dell’emergenza sanitaria. Il settore zootecnico ha un ruolo importante per le zone interne della Puglia. Esso rappresenta una fonte di reddito in molti casi insostituibile per la mancanza di alternative produttive e per quello che, dal punto di vista ambientale, rappresenta in termini di presidio evitando quindi il fenomeno del degrado e dell’impoverimento del territorio. Al fine di evitare il tracollo del settore, con le inevitabili conseguenze occupazionali, economiche ed ambientali, occorre con urgenza adottare provvedimenti a tutela degli allevatori pugliesi. Il comparto lattiero-caseario pugliese ha, quale base produttiva regionale, oltre 2mila aziende con vacche e bufale e più di 3mila imprese con ovini e caprini da latte.

15


Gowan Crop Protec�on annuncia di aver siglato un accordo con Teleos Ag Solu�ons per la distribuzione del noto fumigante Telone® in Italia e Spagna Con effetto dal 1° gennaio 2021, Teleos e Gowan hanno siglato una partnership strategica per la commercializzazione del fumigante Telone®, riconosciuto nel mondo come punto di riferimento per il controllo dei nematodi

HARPENDEN, Inghilterra, 3 dicembre 2020 – Gowan Crop Protec�on, annuncia di aver siglato un accordo con Teleos Ag Solu�ons, società del gruppo TriCal Soil Solu�ons, Inc. per l’acquisizione dei diri� di distribuzione della sostanza a�va 1,3-D venduta con il noto marchio Telone ®. L’accordo riserva a Gowan il diri�o di fornitura e distribuzione di Telone® in Italia e Spagna, a par�re dal 1° gennaio 2021, trasferendo ogni responsabilità di marke�ng e vendite da Teleos a Gowan.

Telone® è ampiamente u�lizzato, a livello mondiale, come standard della fumigazione nematocida di pre-trapianto su colture orticole, tabacco, patate, cipolle, barbabietole e floricole. Combinando le proprie cara�eris�che, Gowan e Teleos possono presentare una soluzione efficace ed affidabile per la lo�a ai nematodi parassi� che minacciano le produzioni. Per offrire ai propri clien� il miglior servizio e supporto, Teleos fornirà dire�amente i propri clien� in America e Giappone, mentre si avvarrà della professionalità e capillarità delle unità del gruppo Gowan in Italia e Spagna.

“Ammiriamo il rapporto di partnership con i clien� e la conoscenza del mercato che Gowan ha costruito nei suoi 60 anni di vita nel se�ore agrochimico” afferma Dennis Lane, Presidente di Teleos Ag Solu�ons. “E non vediamo l’ora di iniziare la collaborazione con Gowan per sviluppare il mercato di Telone in Italia e Spagna. So�olineiamo la dedizione e le capacità della famiglia Jessen, che ha portato la Società a livelli d’eccellenza nel mondo, e pensiamo di sviluppare un proficuo rapporto di collaborazione commerciale”. Gowan e Teleos lavoreranno in stre�a collaborazione su tu�e le aree coinvolte, per una rapida e professionale transizione che garan�sca la con�nuità commerciale, con la nuova ges�one a par�re dal 1° Gennaio 2021. Per maggiori informazioni conta�are Gowan Italia: 0546629911 - gowanitalia@gowanitalia.it

Informazioni su Gowan Group, LLC Gowan è un gruppo internazionale, di proprietà della famiglia Jessen, con sede a Yuma (Arizona, Stati Uniti), specializzata nello sviluppo, commercializzazione e produzione di mezzi tecnici per l’agricoltura, in particolare agrofarmaci, sementi e fertilizzanti. Gowan ha iniziato l’attività nel 1962 come centro di consulenza agli agricoltori. Tra i suoi obiettivi quello di aiutarli a identificare le giuste soluzioni per la difesa delle colture, al fine di aumentare la produttività delle aziende. Oggi, Gowan ha oltre 20 entità legali in 15 paesi e commercializza i propri prodotti in più di 70 paesi. In tutto il mondo, la tribù Gowan si impegna a rispondere ai bisogni degli agricoltori nelle diverse realtà locali, e a risolvere le criticità nel controllo delle diverse problematiche fitosanitarie. Basandosi su un solido fondamento scientifico, su rigorose competenze registrative, di marketing e commerciali, Gowan commercializza prodotti che rappresentano soluzioni ideali per gli agricoltori. Per ulteriori informazioni, visitare www.gowanco.com Informazioni su Teleos Ag Solutions Teleos Ag Solutions è il distributore mondiale, di nuova costituzione, di Telone®, il principale fumigante pre-impianto per il controllo dei nematodi parassiti delle piante e di alcuni altri distruttivi parassiti del suolo. Teleos Ag Solutions è una consociata interamente controllata di TriCal Soil Solutions, Inc. e fa parte del Gruppo TriCal, noto per la sua competenza nella salute del suolo e oltre 50 anni di esperienza nella fumigazione del terreno. In collaborazione con Dow Inc, Teleos Ag Solutions si impegna a fornire supporto tecnico di vendita e assistenza agli agricoltori di tutto il mondo. Per ulteriori informazioni, visitare www.teleosag.com


Agroalimentare

IN PUGLIA PERDITA FATTURATO DA 700MLN EURO PER CIBI E BEVANDE RISTORI: BONUS MADE IN ITALY AD AGRITURISMI E ITTOTURISMI

Anche gli agriturismi e gli ittoturismi, ovvero le forme di ristorazione gestite dai pescatori, possono beneficiare del bonus di filiera Italia per l’acquisto di prodotti Made in Italy a sostegno della ristorazione. Il crollo delle attività di 20mila bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e 876 agriturismi in Puglia ha un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare, con una perdita di fatturato di oltre 700 milioni di euro per i mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020. Il ristori-quater chiarisce che i contributi, la cui domanda può essere presentata fino al 15 dicembre attraverso il Portale della ristorazione o presso gli sportelli degli uffici postali, spettano agli agriturismi a prescindere dal codice ATECO utilizzato per l’esercizio delle attivi-tà di alloggio e ristorazione e supera i dubbi interpretativi che erano sorti a seguito del decreto-legge di agosto permettendo agli operatori agrituristici di accedere al bonus ristorazione anche, come chiarito dallo stesso Ministero, in relazione alla cessione di prodotti agricoli tra azienda agricola e azienda agrituristica connessa. “La drastica riduzione delle attività di agriturismi e ristoranti pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su

www.foglie.tv salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attività di impresa devono prevedere un adeguato sostegno economico e iniezioni di liquidità per gli agriturismi e lungo tutta la filiera”, dichiara Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Il Decreto ristori-quater chiarisce che i contributi, la cui domanda può essere presentata fino al 15 dicembre attraverso il Portale della ristorazione o presso gli sportelli degli uffici postali, spettano agli agriturismi a prescindere dal codice ATECO utilizzato per l’esercizio delle attività di alloggio e ristorazione e supera i dubbi interpretativi che erano sorti a seguito del decreto-legge di agosto permettendo agli operatori agrituristici di accedere al bonus ristorazione anche, come chiarito dallo stesso Ministero, in relazione alla cessione di prodotti agricoli tra azienda agricola e azienda agrituristica connessa. Gli agriturismi sono realtà duramente colpite dalla crisi generata dalla pandemia con oltre 50 milioni di euro di perdite per le 876 strutture presenti in Puglia, a causa delle limitazioni agli spostamenti e il crollo del turismo. “Il crollo delle presenze a causa delle limitazioni agli spostamenti a fine anno arriva dopo che il primo lockdown ha azzerato le visite in campagna nei tradizionali weekend di primavera e di Pasqua mentre durante l’estate ha pesato l’assenza praticamente totale degli stranieri che in Puglia rappresenta la maggioranza degli ospiti degli agriturismi”, denuncia Filippo De Miccolis Angelini, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti. A fronte dei 4,2 milioni di arrivi di turisti nel 2019 e 1,2 milioni di arrivi dall'estero, è evidente la perdita secca subita nel 2020 dalle masserie della Puglia che hanno praticamente azzerato gli arrivi di turisti stranieri e annullato le prenotazioni di italiani e del turismo di prossimità nei mesi di lockdown e con le nuove restrizioni, per cui è necessaria una robusta iniziazione di liquidità per consentire agli agriturismi di sopravvivere alle crisi.

17


Agroalimentare

15 Dicembre 2020

PER LA RUBRICA #DITELOAFOGLIE SIAMO CON LA CANTINA DONNA VIOLA PER PARLARE DELLA SUA ANNATA VITIVINICOLA La seguente intervista si colloca all’interno di un più vasto progetto nato su iniziativa di e portato avanti da Foglie: l’idea di fondo è quella di dare spazio, e quindi voce, alle giovani imprenditorie dall’ambito agricolo. Donna Viola è un’azienda vitivinicola del territorio pugliese gestita da una giovanissima donna, le cui spinte di base sono quelle di portare avanti, insieme, tradizione e innovazione, al fine di creare una nuova identità. Raccontaci qualcosa sull'azienda vinicola Donna Viola. Certo. Io sono la quinta generazione di vinicoli perché, in un certo qual modo, Donna Viola nasce nel 1865: ci sono, quindi, ben 150 anni di storia che ci conferiscono affidabilità e credibilità nel nostro settore. Quando io ho scelto di intraprendere questo percorso, ho fatto una scelta, se così si può dire, estremamente campanilista con l'obiettivo di valorizzare l'autoctono pugliese: Donna Viola nasce con la sfida di proporre il vitigno autoctono pugliese a livello non solo nazionale ma anche internazionale. Di conseguenza, la nostra produzione è al 100% pugliese: abbiamo 10 ettari di vigneti a spalliera poco distanti dalla nostra azienda e questo ci permette di avere un controllo qualitativo diretto e privo di dispersione. Anche il comparto commerciale

18

passa dalla nostra azienda: l'obiettivo è quello di garantire la miglior qualità che possiamo presentare al cliente e gestire il settore commerciale in modo tale da allocare il prodotto in uno standard che ci rappresenta. Che annata è stata questa dal punto di vista quantitativo e qualitativo? Devo essere sincera, come ti anticipavo poco fa, avendo noi la possibilità di gestire autonomamente i nostri terreni, e quindi le uve che impieghiamo per la produzione, è difficile poter definire “è una buona annata” o “non è una buona annata”. Però, sicuramente, questa è stata una buona annata, abbastanza soleggiata, non piovosa e questo ha evitato lo sviluppo di muffe e malattie nei vigneti, quindi una buona annata dal punto di vista qualitativo con un leggero decremento dal punto di vista quantitativo, cosa che non ci tocca particolarmente da vicino perché noi tendiamo a mantenere i nostri terreni e i nostri vigneti a regimi tendenzialmente bassi perché, si sa, inferiore è la quantità, maggiore sarà la qualità. In questo momento di difficoltà nel mondo del vino, quali sono le vostre priorità in cantina? E come pensi si stia evolvendo il mercato del tuo settore in questo momento?


Agroalimentare Questo è tendenzialmente il periodo di affinamento, e quindi di stasi dal punto di vista aziendale. Ovvio che, in periodi diciamo normali, questo sarebbe stato, però, il periodo più forte dal punto di vista commerciale perché ci avviciniamo al Natale e alla fine dell'anno e questo avrebbe portato ad un boom di vendite. Ma, contestualizzandoci, la priorità ora diventa quella di reinventarsi, di cercare di proporre il nostro prodotto, in queste circostanze, in diverse chiavi e modalità al fine di renderlo appetibile e di incuriosire il cliente. Abbiamo fatto un lavoro di rimodulazione delle nostre proposte e del nostro stesso linguaggio, spostandoci di più sul digitale, attraverso i social e le enoteche online, per cercare di rispondere a quelle che sono le nuove esigenze del mercato. Sono stati approvati due decreti per aiutare il settore vitivinicolo. Come vedi questi aiuti? Io, personalmente, sono venuta a conoscenza di uno dei due decreti, se facciamo riferimento al decreto relativo alle giacenze di Igt e Dop. Io penso che, in prima battuta, può essere un'idea e un aiuto molto interessante. Però, se si considera che, in realtà, parliamo di giacenze al 31 luglio 2020, e di conseguenza, ai fini di poter ricevere questo ristoro, saremmo obbligati a rimanere in fermo con le giacenze per sei mesi, perché se non ho interpretato male il decreto richiede proprio questo, diventa difficile per noi poter accedere per due motivi principali: innanzitutto, perché, avendo lavorato veramente poco, noi abbiamo la necessità di ripartire nel nostro percorso lavorativo appena la situazione si sblocca; e in secondo luogo, perché il vino è un prodotto deperibile che non può sottostare a questa condizione.Quindi, io sicuramente non vi accederò per chiare ragioni ma anche perché l'imprenditore non è, dal mio punto di vista, colui che vede bene questi aiuti, semplicemente perché l'imprenditore è vivo non solo quando guadagna o sviluppa volume d'affare, ma è vivo quando ha la possibilità di potersi mettere in gioco, di poter intraprendere percorsi, di poter avere e sviluppare iniziative. Nel momento in cui si ricevono aiuti ma l'attività è ferma, la stasi dell'attività diventa, di conseguenza, anche un fermo psicologico e mentale della persona,

www.foglie.tv perché si sa che l'imprenditore vive in funzione della propria attività. Secondo te, qual è il futuro del vino? Bella domanda. Sinceramente, stiamo ancora cercando di capirlo. La cosa positiva è che, sicuramente, queste restrizioni e il lockdown iniziale, hanno, secondo me, un po' ampliato la sfera di consumo: il vino è diventato non più solo per gli over 40 e per gli intenditori, ma anche per le donne (e questo mi fa estremamente piacere) ma soprattutto per i millenials, i quali hanno iniziato ad approcciarsi a questo mondo, che sia per moda, per curiosità o per gusto, cambiando di molto lo spettro di vendita e di consumo. E, in relazione a questi aumenti, si vede sicuramente una maggiore proposta di prodotto sull'online; noi, quindi, cerchiamo di sviluppare maggiormente questo canale, più semplice e intuitivo e sicuramente privilegiato dalla situazione attuale. Però è anche vero che il vino non è un capo d'abbigliamento né un elettrodomestico: il vino richiama, necessariamente, condivisione, qualcuno che te lo racconti e che te lo spieghi perché il vino è storia, è un racconto, è una partecipazione. Quindi, sicuramente, io vedo la crescita di questo canale ma resto dell'opinione che il vino è interno e strettamente connesso alla ristorazione e alla convivialità: il futuro del vino lo vedo più proiettato, rispetto al passato, verso le enoteche e le proposte online, ma penso anche che, nel momento in cui si ritornerà ad una pseudo “normalità”, ci sarà l'esigenza di volersi sedere ad un tavolo e farsi raccontare un calice di vino, e questa è una cosa imprescindibile che non è il Covid a poter cambiare. A cura di Marika Romanazzi

19


Agroalimentare

15 Dicembre 2020

VINI E SPUMANTI I PIU’ COLPITI DAI LIMITI A NATALE E CAPODANNO COVID: COLPO DA 230MLN SENZA BRINDISI MEZZANOTTE

Il taglio dei brindisi delle festività natalizie e di fine anno a tavola per effetto del coprifuoco, della chiusura dei ristoranti e dei limiti ai festeggiamenti nella case rischia di dare il colpo di grazia ai consumi di vino e spumanti che nel 2020 fanno registrare un crollo fuori casa del 38% per una perdita complessiva di quasi 230 milioni di euro. Le feste di fine anno fanno registrare tradizionalmente il massimo di domanda di spumanti e vino ma a pesare oltre al lockdown in Puglia per 20mila ristoranti e locali pubblici sono soprattutto il divieto alle feste private e ai tradizionali veglioni ma anche i limiti posti agli spostamenti, dal coprifuoco e l’invito ad evitare gli assembramenti a tavola. Il settore del vino e degli spumanti è quello più colpito a tavola dalle limitazioni dei festeggiamenti anche nelle case con gli italiani che dovranno dire addio ai pranzi e cenoni da 9 persone in media che hanno segnato il Natale ed il Capodanno nel 2019. Gli effetti dell’emergenza Covid si ripercuotono sul mondo del vino che per la prima volta in 30 anni in Puglia registra una frenata anche dell’export con un calo dello 0,2% in valore nei primi sei mesi del 2020 con una storica inversione di tendenza, considerato che fino a marzo le esportazioni dei vini pugliesi segnavano +20% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il successo dei vini di Puglia è il risultato

20

di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi che hanno portato al boom dei rosati pugliesi, che con un balzo del 17% risultano i più venduti, al secondo posto della classifica di gradimento, seguono solo i rosè della Provenza. La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. La popolarità a internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro, Susumaniello e Nero di Troia, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensioneall’internazionalizzazione. Il Covid ha inferto un colpo pesante al settore che si aggiunge a quello derivante da blocchi o limitazioni di altre attività che sono direttamente o indirettamente connesse al consumo di vino, come feste, matrimoni, convegni, congressi, fiere e spettacoli.


Agricoltura

www.foglie.tv

IN ITALIA SI PERDONO DUE METRI QUADRATI DI SUOLO OGNI SECONDO FederBio

In occasione della giornata mondiale del suolo, nell’anno dedicato alla salute delle piante, FederBio ne sottolinea il ruolo fondamentale per contrastare il cambiamento climatico, tutelare la biodiversità e gli ecosistemi. L’edizione 2020 del “Rapporto sul consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, a cura di ISPRA, mostra chiaramente come l’Italia sia ancora ben lontana dal fermare il consumo di suolo, considerando che se ne perdono due metri quadrati al secondo con coperture artificiali, che corrispondono a circa 16 ettari al giorno a fronte, peraltro, di una popolazione in decrescita, che non ha quindi bisogno di occupare ulteriori spazi. Questo tipo di utilizzo del terreno contribuisce a renderlo meno fertile, oltre che a incentivare pericoli di natura idrica e franosa dovuti al fenomeno dell’erosione e dell’impermeabilizzazione della terra. Il consumo di suolo si è spinto anche nelle aree protette o tutelate dal punto di vista paesaggistico e persino nelle zone a pericolosità idrica, di frana e sismica: un incremento che contribuisce a far diventare le città sempre più calde, innalzando le temperature fino a +2° nei centri abitati più densi. Il report dell’Organic Center dell’University of Maryland (Organic Farming Practices for Improving Soil Health), mostra come l’agricoltura biologica, che vieta l’uso di concimi chimici di sintesi e di pesticidi e si basa sul

riciclo della sostanza organica, permetta di contrastare la defertilizzazione del suolo. Le pratiche agroecologiche favoriscono, infatti, il sequestro del carbonio nel terreno, determinante per preservare la biodiversità sotterra-nea e per contrastare il cambiamento climatico, invertendo la rotta dell’innalzamento delle temperature. “I dati confermano un continuo e significativo incremento del consumo di suolo a scapito delle aree agricole e naturali, la cui tutela è decisiva per contrastare i cambiamenti climatici. Soprattutto in un momento come quello attuale, dove la crisi sanitaria è fortemente legata a quella ambientale, è fondamentale un’attività di sensibilizzazione su una corretta gestione dei terreni. L’agricoltura intensiva, la monocoltura, l’uso di diserbanti e concimi chimici di sintesi sono tra gli elementi che più impoveriscono il terreno, riducendo la materia organica e la concentrazione di microrganismi. Ecco perché è urgente un cambio di rotta reale e concreto, basato sulla transizione agroecologica, per allineare anche l’Italia agli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità che incentivano le pratiche sostenibili a tutela degli ecosistemi e della fertilità dei terreni”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

21


Agricoltura

15 Dicembre 2020

CLEMENTINE ITALIANE: A CAUSA DEL CLIMA SONO PICCOLE, BUONE E TANTE DIFFICOLTÀ DA PARTE DEL MERCATO AD ASSORBIRE I DIVERSI CALIBRI

Clementine: in progressivo aumento le disponibilità di prodotto sui mercati per l'intensificarsi delle operazioni di raccolta nelle principali aree di produzione. Sotto il profilo qualitativo l'offerta, che nel complesso ha raggiunto un apprezzabile standard sia in termini di colorazione che per grado zuccherino, è risultata comunque penalizzata in termini di calibro, prevalentemente medio-piccolo. Le disponibilità affluite sui mercati hanno riscosso scarso interesse da parte della domanda con quotazioni che hanno teso al ribasso. Diversa la situazione negli areali produttivi siciliani dove l'attività di scambio che ha interessato quelle partite di merce dal calibro più sostenuto si è svolta regolarmente e sulla base di prezzi stabili. Arance: in pieno svolgimento le operazioni di raccolta delle arance Navelina. L'offerta proveniente dagli areali produttivi siciliani, a fronte di uno standard qualitativo sia in termini di colorazione che per grado zuccherino in ulteriore miglioramento, posta sui mercati è stata oggetto di una discreta richiesta. Ciò ha permesso il regolare svolgimento delle vendite sulla base di prezzi stabili. Solo per il prodotto catanese, i listini hanno mostrato una flessione in virtù dei maggiori quantitativi esitati. Diversa la situazione negli areali tarantini e metapontini dove la presenza sui

22

circuiti distributivi di calibri medio-piccoli ha limitato le vendite con quotazioni che hanno teso al ribasso. Stabili i corsi per la produzione calabrese, oggetto di una migliore intonazione della domanda anche in funzione di un livello qualitativo in graduale miglioramento. Non si registrano variazioni per le varietà pigmentate le cui contrattazioni in campagna sono proseguite in un clima di estrema cautela e sulla base di quotazioni stabili. Difficoltà da parte del mercato ad assorbire i diversi calibri, in particolare quelli più piccoli che rappresentano comunque un cospicuo quantitativo. Le clementine di piccolo calibro contengono tutte le caratteristiche organolettiche, nutritive e salutari, sapore e dolcezza, spiega la filiera interprofessionale, sottolineando però pericolosi ristagni a livello dei consumi e, soprattutto, grandi difficoltà reddituali delle aziende agricole produttrici. Oltre alle strutturali problematiche di questa produzione, la stagione 2020 si sta contraddistinguendo per la presenza sul mercato di una quantità ben superiore agli altri anni di calibri piccoli o medio piccoli. In un periodo molto ristretto, purtroppo, tutti gli areali clementinicoli, dalla Calabria alla Puglia, raggiungono la maturazione del frutto, creando così un surplus produttivo e, di conseguenza, un enorme caos nell'intera filiera. Nel nostro Paese, le superfici investite a clementine Comune sono da tempo in eccesso e le difficoltà di dover gestire in poco tempo considerevoli volumi si fanno sempre più grandi, specialmente quando le condizioni climatiche non aiutano sia la coltivazione che i consumi; come accaduto quest'anno in cui, dopo oltre 6 mesi di siccità, sono sopraggiunte a metà novembre forti e prolungate piogge in tutti i territori produttivi, con temperature tuttora di diversi gradi sopra le medie. Man mano che il clima muta, quindi, è sempre più urgente sostituire e integrare il clementine Comune con altre cultivar, perché il periodo di ottima qualità per questa varietà diventa sempre più corto, con l'evolversi dei cambiamenti atmosferici. Donatello Fanelli


Agroalimentare

www.foglie.tv

SPESA DI DICEMBRE AL PROFUMO DI NATALE Le nostre tavole si riempiono di gustosa verdura di stagione ideale per zuppe e insalate. E non mancano agrumi coloratissimi e frutta secca. È arrivato dicembre, portandosi dietro un carico di freddo, ma anche l’aria di Festa. Temperature in picchiata e necessità di proteggersi dai malanni del periodo, fanno diventare il cibo un ottimo alleato per depurare il corpo e superare gli eccessi a tavola da cui difficilmente riusciremo a sottrarci. In questo mese, sui banchi dei mercati, si trovano primizie di stagione con cui preparare ottime ricette tipiche del Natale. È il caso della cicoria, che rientra tra gli ingredienti della minestra maritata, piatto di origine campana servito solitamente durante il periodo natalizio. Dal caratteristico sapore amaro, la cicoria è nota per le sue proprietà depurative, disintossicanti e diuretiche, che danno il meglio di sé magari in una bella tisana calda. Protagonista in cucina anche il radicchio, bellissimo “fiore” spesso rosso, di casa soprattutto in Veneto. Celebre infatti il rosso di Treviso dalla forma allungata, con foglie strette e cespo semi-chiuso; il rosso di Chioggia, dalla forma sferica e cespo chiuso; il rosso di Verona dalla forma allungata, con foglie larghe e cespo chiuso, e il variegato di Castelfranco dalle sembianze di una delicata rosa.

Da non perdere i cardi, ancora più gustosi se hanno subìto il processo di imbianchimento, con l’unico difetto (perdonabile in rapporto alla soddisfazione nel mangiarli) che richiedono un po’ di tempo per la pulitura e la successiva pre-cottura. Tra i banchi dei nostri mercati sparsi nella Penisola, a dicembre troverete anche la scarola, l’indivia, le puntarelle e l’indivia belga dal gusto amarognolo. Nel menù delle Festa, fanno la loro comparsa anche i finocchi, con il loro fresco e inconfondibile aroma (dato dall’anetolo), da servire in insalata con olive nere, arance e chicchi di melograno. E’ il periodo anche dei broccoli, instancabili alleati della nostra salute per l’elevato contenuto di vitamine, fibre e minerali. Se non siete amanti delle zuppe, provateli in tempura vegetale, sbollentando le cime e friggendole in olio bollente dopo averle passate in una pastella a base di uova, latte e farina. Ma è anche il merse degli agrumi: arance, mandarini, limoni e mandaranci la fanno da padrone in tavola o in cucina con ricette più o meno elaborate. Agrumi che significano anche pieno di vitamina C utile a contrastare i malanni di stagione. Volete stupire i vostri ospiti? Portate in tavola l’Arancia Dop di Ribeira, varietà senza semi, caratterizzata dalla polpa croccante e dal gusto gradevolissimo. Le sue bucce possono anche venire disidratate, passandole in forno prima e nel frullatore poi, per farne una polvere con la quale insaporire le vostre pietanze o un’ottima tisana Spazio anche ai cachi, ottimo per gli sportivi, ma anche per la gastrite: la polpa zuccherina, infatti, è in grado di neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici. La loro dolcezza, ne fa un dessert naturale sano e gustoso, ma anche un’ottima base per marmellate e creme. E se parliamo di frutta, durante le feste non può mai mancare quella secca: noci, nocciole e mandorle. Fonte di acido palmitoleico, di antiossidanti e di grassi buoni, spesso ci limitiamo a mangiarne troppo poca. Ottima anche la frutta essiccata come nel caso dei fichi secchi, ricchi di potassio e quindi ideali (durante tutto l’anno) per chi pratica sport Fonte: Campagna Amica

23


Agricoltura

15 Dicembre 2020

UN MIGLIAIO DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI A BREVE IN PUGLIA IL REDDITO ENERGERICO REGIONALE DIVENTA REALTÀ. A FEBBRAIO 2021 I REGOLAMENTI ATTUATIVI

Il Reddito energetico regionale, uno dei cavalli di battaglia del M5S, diventa realtà in Puglia. “Siamo orgogliosi che la nostra, sia la prima regione in Italia a dotarsi di una legge per l’istituzione del Reddito Energetico” il commento di Antonio Trevisi, portavoce del M5S in Regione Puglia, a seguito del varo della Legge n. 42 dell’agosto 2019, votata all’unanimità dal consiglio regionale. È di questi giorni la sigla del protocollo d’intesa tra la giunta regionale e il Gestore dei Servizi Energetici, si attendono ora solo i regolamenti attuativi, previsti a febbraio 2021, per dare seguito agli incentivi. Stanziati complessivamente 5,6 milioni di euro nell’anno finanziario in corso, sufficienti per l’acquisto di circa un migliaio di impianti fotovoltaici da 3Kwp. Un segnale tangibile verso la tanto osannata green economy, una scelta virtuosa all’insegna della sostenibilità divenuta inderogabile: la Puglia è infatti la regione che brucia più carbone in Italia, basti pensare che il 40% del consumo nazionale avviene in una fascia di 70 km tra Brindisi e Taranto. Le fonti rinnovabili rappresentano l’unica via d’uscita, l’alternativa alla dipendenza energetica da fonti fossili. Con il Reddito Energetico si vuole rendere i cittadini produttori di energia, favorendo l’autoconsumo; non solo, si intende dare un aiuto alle famiglie in difficoltà, la Puglia è una delle regioni dove maggiore è il numero di famiglie in stato di “grave deprivazione” Oltre alla lotta contro la povertà energetica dei soggetti più vulnerabili, la legge intende promuovere lo sviluppo economico del territorio, tramite la creazione di un sistema favorevole ad una filiera di servizi locali per l’installazione, manutenzione e gestione degli impianti. Ma vediamo quali sono i punti salienti della legge: -contributi a fondo perduto fino a 6000 euro per ciascun intervento di acquisto e installazione di impianti fotovoltaici, solari termo/fotovoltaici o microeolici. Il 20% di questo contributo potrà essere eventualmente utilizzato per l’acquisto e l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda

24

sanitaria; -un contributo a fondo perduto per un massimo di 8500 euro per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo; -possono beneficiare dei contributi i proprietari o usufruttuari a vario titolo di unità abitative indipendenti o ricadenti in condomino; -possono accedere al contributo anche i condomini, per le utenze relative ai consumi di energia elettrica per il funzionamento degli impianti ad uso condominiale; -nell’erogazione del contributo saranno favoriti i nuclei abitativi in condizioni di disagio socio-economico valutati sulla base del valore ISEE; i nuclei famigliari composti da 5 o più componenti; le giovani coppie; i nuclei famigliari formati da anziani che abbiano superato il 65 esimo anno d’età; i nuclei con più di due figli minori; i nuclei famigliari con almeno un componente affetto da invalidità o handicap riconosciute dalle autorità; Da notare che il reddito energetico è sottoposto ad una cosiddetta “clausola valutativa”, con cui la giunta regionale prevede fra due anni di riunirsi per valutare i risultati ottenuti dall’iniziativa e decidere eventuali modifiche, come il potenziamento del reddito o un eventuale termine della sperimentazione. Inoltre, l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico o microeolico, potrà essere destinato all’autoconsumo dei beneficiari che però s’impegnano a cedere alla Regione eventuali proventi derivanti dall’immissione in rete dell’energia rinnovabile non immediatamente utilizzata. Crediti che alimenteranno un fondo regionale destinato a finanziare nuovi impianti e a promuovere ulteriormente le energie verdi. Invece tutte le spese per l’acquisto, l’installazione, manutenzione straordinaria e telecontrollo degli impianti, in comodato d’uso gratuito, sono a carico della Regione che procederà tramite bandi pubblici alla selezione dei beneficiari.Nessun onere quindi per percettori del reddito energetico, ad eccezione delle spese di manutenzione ordinaria

Paola Dileo


Agricoltura

www.foglie.tv

CONFRONTO SUL TEMA DEL NUOVO SCHEMA DI CONVENZIONE AGEA: ESCLUSI I LIBERI PROFESSIONISTI? Il confronto in webinar tenuto dal sottoscritto con il Dottore Agronomo Gian Marco Lucarelli e moderato dall’Editore Donato Fanelli ha fatto emergere diversi spunti di riflessione. Come ampiamente ribadito la nuova convenzione prevede che, entro il 31 marzo 2021, almeno il 50 per cento degli operatori abilitati ad accedere nei sistemi informativi dell’Organismo pagatore dovranno essere lavoratori dipendenti dei CAA o delle società di servizi ad essi convenzionati; dal 30 settembre, invece, tutti gli operatori dovranno essere dipendenti dei CAA. L’inosservanza della convenzione, al termine del 31 marzo 2021, determinerebbe la riduzione dei compensi nella misura del 20% spettanti ai CAA ed, al termine del 30 settembre 2021, la disabilitazione delle credenziali di accesso al Sian. Tra i danni collaterali sottolineati dallo scrivente vi è quello più pericoloso

derivante dalle istruzioni operative Agea n. 12 del 22 marzo 2017 che inibisce agli operatori di domanda unica, ossia coloro che detengono le password per l’invio delle domande uniche, di presentare pratiche nell’ambito dei PSR e di svolgere attività di controllo per SIN/AGEA per i 3 anni successivi alla disabilitazione della password. Allo stesso modo l’operatore professionale delegato, che non rientrerà nel piano di assunzioni del CAA o della società di servizi ad esso collegato, sarà svuotato di tutte le proprie possibilità professionali con la creazione di un danno occupazionale enorme. La proposta partita dal confronto è stata, pertanto, di stabilire una percentuale massima di operatori abilitati, non dipendenti dei CAA, ad accedere nei sistemi informativi dell’Organismo Pagatore nella misura del 50%, come peraltro previsto dal comma primo della norma, pena la riduzione del compenso spettanti al centro di assistenza agricola. Inoltre il Dott. Lucarelli ha sottolineato l’importanza della preparazione professionale degli operatori CAA, da un lato, ed ha rimarcato come con l’avvento della domanda grafica potrebbe essere utile sviluppare dei software applicativi capaci di filtrare le domande genuine caricate sul Sian, da quelle che vengono caricate senza requisiti di ammissibilità, quindi illegalmente, per frenare l’urto di eventuali truffe, dall’altro. Infine si è rimarcato come l’attuale convenzione sia stata firmata con riserva su alcune clausole da parte di diverse sigle sindacali di categoria. Il confronto tra le parti è partito e bisogna sempre inseguire e perseguire l’interesse finale di tutto il sistema agricolo di base: la tutela del produttore.

Avv. Gabriele Romagnuolo

25


Agricoltura

IL FORUM ITALIANO DELL’EXPORT SEZIONE PUGLIESE PRONTO A LAVORARE CON DELLE NOCI GIUNTA REGIONALE: IL NUOVO ASSESSORE ALLO SVILUPPO ECONOMICO

La Regione Puglia vuole scommettere nei mercati esteri: il governatore Michele Emiliano, dopo aver nominato gli assessori della nuova giunta regionale, ha voluto rafforzare il ruolo della Puglia all’estero con una delega specifica. È stata, infatti, assegnata quella al commercio estero all’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Delli Noci che potrà gestire il valore del Made in Puglia sui mercati internazionali. “Ho accolto con piacere, la proposta e la provocazione del Presidente del Forum Italiano dell’Export, Lorenzo Zurino a margine degli Stati Generali del Commercio Estero avuti qui in Puglia alla Fiera del Levante”. Queste le parole del Presidente Michele Emiliano che aggiunge “Sono fortemente convinto che l’Export ed il Made in Puglia abbia necessità di un impegno concreto e convinto anche di un Assessore e sono certo che il dott. Delli Noci saprà dare un contributo convinto ed incisivo in questo senso"

Frulli, Zullino, Luigi di Maio e Michele Emiliano

26

15 Dicembre 2020 In quest’ottica si inserisce il ruolo del Forum Italiano dell’Export, nato anche in Puglia a settembre 2019, e che si è reso protagonista, nel corso della 84^ Edizione della Fiera del Levante, organizzando la seconda edizione degli Stati generali dell’Export. Un'importante occasione che ha permesso di mettere a confronto imprenditori, operatori del settore ed esponenti istituzionali sul tema dell’internazionalizzazione, delle startup e dell’innovazione, nel corso dell’incontro Pandemia Covid-19, il valore dell’Export: scenari di sviluppo e sostegno futuro al made in Italy. L’appuntamento organizzato il 10 ottobre scorso, presso il centro congressi del quartiere fieristico di Bari, ha visto la partecipazione tra gli altri - del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Nel corso di quella giornata i protagonisti del Forum hanno evidenziato l’importanza del ruolo dell’export per la Puglia, invitando il governatore Emiliano a dare maggiore attenzione al settore attraverso un impegno mirato e capillare sui mercati esteri. La delega assessoriale al commercio sstero al dott. Delli Noci rappresenta per Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export, una grande opportunità per la Puglia. “In occasione degli Stati generali dell’Export di ottobre – ha spiegato Zurino – abbiamo lanciato un invito al governatore: quello di dare maggiore attenzione all’Export dando luogo per l’appunto ad un assessore regionale al Commercio Estero, in quanto tema centrale e strategico per i prossimi anni. Aver dato quindi dignità assessoriale ad un tema per noi molto caro – commenta Zurino - rappresenta una risposta concreta alla nostra richiesta. Il governatore Emiliano, infatti, ha mantenuto la promessa istituzionalizzando il settore e dimostrando di voler scommettere sul Made in Puglia. Accogliamo quindi con grande entusiasmo – ha concluso il presidente – questa notizia ringraziandolo per aver mantenuto la parola data”. Il processo dell’internazionalizzazione delle imprese rappresenta, soprattutto in questo momento storico legato a una frenata dei mercati a causa della pandemia, una sfida che


Agricoltura necessita di una strategia ben coordinata. Sarà fondamentale creare un dialogo tra istituzioni e imprese che, in Puglia, dovrà passare anche dal Forum dell’Export Pugliese. “La Regione Puglia ha dimostrato, delegando all’assessore Alessandro Delli Noci la competenza del commercio estero – ha dichiarato il presidente del Forum dell’Export Puglia, Gaetano Frulli – di voler dar valore ai prodotti della nostra terra. Sono pronto – continua Frulli – a mettermi al servizio dell’assessorato per creare sinergie e lavorare al meglio per lo sviluppo delle aziende locali. Orgoglioso che la mia regione è la prima in Italia a dare un valore istituzionale a questo settore – continua Frulli - nell'augurare un buon lavoro a tutta la giunta regionale, chiederò un incontro a Delli Noci per avviare un confronto sulle politiche di sviluppo e sulle azioni da adottare. Le aziende hanno bisogno in questo momento storico - conclude Frulli - di essere aiutate, valorizzate e accompagnate nella sfida che le attende".

www.foglie.tv

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“STORIA DI UNA RAGAZZA DEL SUD”

Gentile Redazione, Non voglio rubare tempo ma voglio solo raccontarti la mia bellissima storia, la storia di una ragazza del Sud, di provincia, che tra mille difficoltà (non ultima il COVID) è riuscita a realizzare il sogno di rimanere nella sua terra per fare del proprio hobby un vero e proprio lavoro. Un sogno che diventa realtà! :) Mi presento sono Rosaria Coscia e sono un'artigiana. Si di quelle Artigiane che prendono ago e filo e cuciono, di quelle Artigiane che chiedono alla nonne come realizzare un coprispalle, di quelle Artigiane che prendono il passato di ogni famiglia e ne fanno un nuovo presente! Bene, faccio il lavoro che ho sempre sognato, sin da quando per casa vedevo la mia mamma sfilare e cucire maglioni, sin da quando ho preso la decisione di lasciare l'università dopo un trenta in diritto privato per realizzare abiti, papillon, foulard, orecchini e tutto ciò che la mia creatività mi suggeriva. Essere artigiani e creativi vuol dire passare tante notti insonni e vuol dire fare tante rinunce per poter arrivare finalmente all'apertura del mio primo laboratorio artigianale sempre in provincia, a Toritto (BA), si dalla provincia vendo in tutto il Mondo! Si dalla provincia Amazon Made in Italy mi ha chiesto di rappresentare il bel paese nel mondo, si dalla provincia, dal basso partono i miei sogni e non mi vergogno nel dirlo! Non mi dilungo per non rubarvi altro tempo ma sono certa che se vorrà raccontare la mia storia sarà d'aiuto a tutte le donne e tutti i sognatori che oggi inseguono il sogno di fare della passione un lavoro.

Buon lavoro e buon Natale Rosaria Coscia Artigiana de Il Tocco di Minerva www.iltoccodiminerva.it

27


Economia

15 Dicembre 2020

L’ALBA DELLA WEB TAX?

EURISPES OSSERVATORIO SULLE POLITICHE FISCALI «Come noto le multinazionali del Web godono di una non più ammissibile omessa tassazione dei loro miliardari profitti. Ciò che, dopo anni di dibattiti è stato finalmente compreso, è che per affrontare fenomeni come quello della tassazione dell’economia digitale, occorre adottare una nuova prospettiva. Già all’Ecofin di Tallin del 21 settembre 2017, del resto, anche l’Europa aveva capito la ineluttabilità di trovare una soluzione operando, principalmente, in due direzioni: tassazione sul fatturato, e/o evoluzione del concetto di stabile organizzazione. Con, sullo sfondo, il tema dei Big Data». Spiega così in una nota l’avv. Giovambattista Palumbo, Direttore dell’Osservatorio Eurispes sulle Politiche fiscali: «La stabile organizzazione, in particolare, costituisce la codificazione del principio per cui uno Stato può tassare gli utili di impresa solo qualora il non residente eserciti la propria attività in tale Stato mediante una sede fissa di affari. Ma di quale sede fissa hanno bisogno gli operatori del Web? E, però, la citata definizione di stabile organizzazione trova consacrazione sia nelle norme interne sia nelle convenzioni internazionali. E questo è stato, fino ad oggi, il principale ostacolo all’introduzione di una norma ad hoc che fermasse l’“emorragia fiscale”. Insomma, l’approccio al fisco del mondo digitale deve essere darwiniano. Nel senso che vi deve essere un’evoluzione giuridica al passo con quella tecnologica. Chi opera (e guadagna) nel nostro Paese deve sottostare alle leggi nazionali come tutti i normali cittadini. E lo deve fare in quanto soggetto allo Stato di diritto e non come “contributo” volontario alla propria comunità locale di riferimento (parole di Facebook). Il 13 dicembre 2018 il Parlamento europeo, riunito in plenaria, ha del resto votato ed approvato due relazioni che chiedevano all’Europa di introdurre un sistema comune di tassazione per i servizi digitali. Il Parlamento europeo aveva in sostanza proposto alcune modifiche alle proposte già avanzate nel marzo 2018 dalla

28

Commissione europea, aggiungendo all’elenco dei servizi che possono essere considerati entrate fiscali la fornitura di «contenuti su un’interfaccia digitale come video, audio, giochi o testi» – indipendentemente dal fatto che tali contenuti fossero di proprietà della società fornitrice o che questa ne avesse acquisito i diritti di distribuzione – e riducendo la soglia minima al di sopra della quale i redditi di una società sono soggetti a tassazione – qualsiasi società che generi entrate all’interno dell’Ue superiori a 40 milioni di euro durante l’esercizio finanziario, mentre nella proposta della Commissione europea l’importo era di 50 milioni di euro. Veniva, invece, mantenuta l’aliquota del 3%, sempre proposta dalla Commissione, con la prospettiva di passare al 5% dopo due anni dall’entrata in vigore delle nuove regole. L’obiettivo era quello di colmare il divario tra la tassazione dei ricavi digitali e quella dei ricavi tradizionali laddove, in media, le imprese digitali sono soggette a un’aliquota fiscale effettiva pari solo al 9,5%, rispetto al 23,2% per i modelli d’impresa tradizionali. Soltanto determinate entità dovrebbero comunque essere considerate soggetti passivi, dovendosi, nelle proposte richiamate, considerare come tali le entità che soddisfano congiuntamente le seguenti condizioni: - l’importo totale dei ricavi (a livello mondiale) dichiarati dall’entità per l’ultimo esercizio finanziario completo per il quale è disponibile un bilancio consolidato supera i 750.000.000 di euro; - l’importo totale dei ricavi imponibili ottenuti dall’entità nell’Unione durante tale esercizio finanziario supera i 40.000.000 di euro. La strada della tassazione di tali tipi di attività sta comunque per essere intrapresa, o è già stata intrapresa, singolarmente, da vari Paesi. Con la Digital service Tax inglese, per esempio, si mira ad intercettare i proventi derivanti da operazioni tramite piattaforme telematiche e social network, Big Data, on line marketplace eccetera. La Digital service Tax inglese è quindi specificamente mirata su determinate digital business activities, i cui proventi


Economia ammontino, globalmente, a più di 500 milioni di sterline l’anno, di cui almeno 25 milioni derivino da transazioni connesse alla partecipazione di un cittadino residente sul territorio britannico e con soglia di esenzione fino ai primi 25 milioni di sterline. Anche la Francia ha predisposto una sua web tax, operativa a partire dal 2021. Il tributo è stato già denominato “GAFA tax” (dalle iniziali di Google, Apple, Facebook e Amazon) e il Ministro delle Finanze francese ha riferito di puntare a far entrare nelle casse dello Stato almeno 500 milioni di euro l’anno. Anche in questo caso saranno i ricavi generati dalla pubblicità, dalle piattaforme e dalla vendita di dati personali. E l’Italia? L’Italia, a dire il vero, era stata la prima a muoversi su tale terreno, approvando già nel corso della Legge di Bilancio 2018, una sua web tax, che però è poi rimasta solo sulla carta per mancanza di decreti attuativi. Con la Legge di Bilancio 2019 è stata poi avanzata una nuova soluzione – che si sarebbe do-vuta concretizzare entro il 30 aprile 2019, ma che poi non ha visto la luce. La Legge di Bi-lancio 2020 (legge n.160/2019) ha, infine, modificato ulteriormente l’imposta italiana sui servizi digitali. Rispetto alla versione precedente, con la nuova disposizione sono stati preci-sati alcuni servizi digitali non soggetti a tassazione, meglio individuate alcune caratteristiche relative alla realizzazione della fattispecie impositiva e dei ricavi soggetti a tassazione, intro-dotti nuovi obblighi contabili. La web tax è, del resto, già entrata in vigore dal 01/01/2020 (anche se ancora si attendono le modalità applicative). La stessa web tax na-zionale sarà però abolita al momento in cui entreranno in vigore eventuali accordi in sede internazionale in materia di tassazione dell’economia digitale. L’imposta va a colpire i ricavi ottenuti tramite la prestazione di specifici servizi resi tramite interfaccia digitale, e precisamente: la veicolazione di pubblicità mirata agli utenti dell’interfaccia; la messa a disposizione di interfaccia digitale multilaterale che consenta agli utenti di interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura diretta di beni e servizi; la trasmissione di dati raccolti da utenti, generatisi tramite l’utilizzo. dell’interfaccia digitale. L’imposta si applicherà allorché l’utente di un servizio tassabile venga localizzato – attraverso l’indirizzo IP o

www.foglie.tv altro sistema di geolocalizzazione – nel territorio dello Stato. In conclusione, alcune, brevi, riflessioni. È chiaro che la questione non riguarda solo una tematica di policy fiscale, ma ha veri e propri riflessi geopolitici. Gli Stati Uniti sia a livello di governo sia delle principali società multinazionali americane, hanno costantemente rappresentato la propria contrarietà all’introduzione di una misura unilaterale da parte dei vari Stati europei sulla tassazione delle imprese digitali. Gli USA si sono fortemente opposti all’ipotesi di giustificare qualsiasi misura unilaterale. Il linguaggio adottato nell’Interim Report 2018 della Task Force on Digital Economy riflette ampiamente la posizione americana («[…] there is no consensus on either the merit or need for interim measures with a number of countries opposed to such measures on the basis that they give rise to risks and adverse consequences irrespective of their design»), anche se il Report identifica altresì le caratteristiche fondamentali che gli Stati dovrebbero tenere in considerazione ove intendano comunque procedere all’adozione di misure ad interim. Anche la American Chamber of Commerce in Italy ha da sempre manifestato la propria posizione contraria all’introduzione di tale imposta, non soltanto perché solo una soluzione condivisa a livello internazionale potrebbe (a suo avviso) risultare idonea ad affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione dell’economia, ma anche perché: l’imposta colpirebbe i ricavi lordi anziché i profitti; sussisterebbero perplessità sotto il profilo della compatibilità con le direttive IVA ed i trattati contro le doppie imposizioni; potrebbe essere considerata un dazio nei confronti delle imprese statunitensi. La linea americana è, dunque, quella di soprassedere all’applicazione di una web tax fino a quando non sia raggiunto un accordo globale a livello OCSE. E, se questo non avvenisse (cosa molto probabile, quanto meno nel breve/medio termine), sono state (neanche velatamente) minacciate ritorsioni in termini di politica doganale. Chissà se ora, con il cambio di governo della Casa bianca, tale linea cambierà. Certamente, però, non cambierà l’opposizione delle multinazionali. Il 2021, forse complice anche la “fame” di risorse da Covid, potrebbe comunque essere finalmente l’anno della svolta».

29


Lavoro

15 Dicembre 2020

AL VIA LA DIGITAL ACADEMY PROMOSSA DALL’UNIVERSITÀ LUM ED EXPRIVIA EURISPES OSSERVATORIO SULLE POLITICHE FISCALI

Creare esperienze innovative e percorsi di formazione orientati alla Trasformazione Digitale per gli studenti universitari pugliesi. Con questo obiettivo nasce la Digital Academy promossa dall’Università LUM ed Exprivia, società di consulenza e sviluppo di soluzioni tecnologiche con base a Molfetta e quotata in Borsa Italiana. Un progetto di collaborazione orientato ai ragazzi che si avviano a fare il loro primo passo nel mercato del lavoro e a diventare protagonisti della società del futuro. Per l’anno accademico 2021/2022 la collaborazione prevede l’apporto delle competenze di esperti e manager di Exprivia all’interno del nuovo corso di laurea in “Ingegneria Gestionale Digitale” e dei percorsi già attivati all’interno di Economia sui temi del Data Science e della Digital Transformation. È stato firmato l’accordo a Casamassima alla presenza del rettore dell’Università LUM, Antonello Garzoni, e del presidente di Exprivia, Domenico Favuzzi, per l’avvio simbolico della Digital Academy. In programma una serie di iniziative e attività pilota orientate principalmente al tema della Trasformazione

Digitale e che, nello specifico, si concentreranno negli ambiti di ‘Sanità Digitale’, IoT (Internet of Things), Intelligenza Artificiale ed Economia Circolare. “La collaborazione con le imprese è al centro della Terza Missione dell’Università LUM. Il nostro obiettivo è quello di integrare l’offerta formativa con esperienze concrete di innovazione che possano rappresentare un esempio di trasformazione digitale per le future generazioni di professionisti. Siamo felici di essere al fianco di un grande multinazionale che ha a cuore lo sviluppo del nostro territorio”, ha dichiarato il prof. Antonello Garzoni, rettore dell’Università LUM. L’integrazione tra le competenze universitarie e industriali consentirà agli studenti di vivere l’esperienza della tecnologia attraverso laboratori di coding, training e seminari pratici, hackathon creativi e sfide di innovazione digitale. Inoltre, verranno organizzati workshop per supportare le piccole e medie imprese del territorio nel lungo e complesso processo della Trasformazione Digitale e laboratori di incubazione per le start up promosse dagli studenti universitari o neo laureati LUM. “La formazione dei giovani è sempre stato un asset di valore per Exprivia – ha commentato Domenico Favuzzi, Presidente di Exprivia. Crediamo fermamente sia nella opportunità di formare i professionisti del futuro che nell’impegno sociale dell’impresa nell’aiutare i ragazzi a raggiungere le loro aspirazioni. La collaborazione che nasce con l’Università LUM è la riprova che sempre di più, nel Mezzogiorno, si creano opportunità per agevolare e accelerare la mobilità sociale, evitare la fuga di cervelli e dare linfa vitale a un territorio che dimostra di avere grandi talenti e potenzialità. La Puglia offre un ampio ventaglio di opportunità, basta saperle cogliere”.

30


Buone Feste DALLA REDAZIONE DI FOGLIE TV

foglie


Profile for FOGLIE

FOGLIE n.22/2020  

AGRICOLTURA, AGROALIMENTARE E TURISMO RURALE

FOGLIE n.22/2020  

AGRICOLTURA, AGROALIMENTARE E TURISMO RURALE

Profile for foglie
Advertisement