Page 1

t h e

d e f i n i t i v e

- MAGAZINE -

g u i d e


Woman in the traditional costume of Desulo. Donna in abito tradizionale di Desulo. Š Roberta Fadda


- EDITORIAL -

Sardinia Sardegna

by Sveva Sagramola Author and television presenter

Every time I visit Sardinia, I leave with the desire to return, and I promise myself I will visit a new part, as there are many and varied aspects that this island, the second largest in the Mediterranean, offers to whoever chooses to discover it. It is famous throughout the world for the beauty of its coastlines, and while it is visited above all in the summer for the sea that surrounds it, considered among the most beautiful of all, it is in the off-season periods that Sardinia is at its best, when it seems to finally take a breath after the assault of boats and tourists, and its wild beauty can once again be seen everywhere. This, for me, is the perfect time to visit it extensively, and to set off to discover its trails, because one can only truly discover a place

Ogni volta che vado in Sardegna, riparto con il desiderio di tornarvi, e mi propongo di scoprirne una nuova parte, tanto sono varie e diverse le dimensioni che questa isola, la seconda isola più grande del Mediterraneo, offre al visitatore che decide di conoscerla. Famosa in tutto il mondo per lo splendore delle sue coste, e frequentata soprattutto d’estate per il suo mare, considerato tra i più belli che ci siano, è fuori stagione che la Sardegna da il meglio di se’, quando sembra finalmente riprendere fiato dopo l’assedio di barche e turisti, ed estendere nuovamente, ovunque, la sua selvaggia bellezza. È questo , per me, il momento migliore per visitarla in lungo e in largo, e di partire alla scoperta dei suoi sentieri, perché un luogo

3


if they explore it on foot, slowly, looking all around. I remember a stroll on the promontory of Capo Caccia, in the nature reserve of Porto Conte, just before sunset, immersed in the scents of the Mediterranean bush, the sound of the wind, the cliffs overhanging the sea, the tracks of the wild animals, and above all the overwhelming sensation of feeling myself immersed, a part of nature, a sensation which can be felt in only the most remote of places, where it seems that humankind has never been. The colours of the sea are unforgettable for me, seen both from

“In questa terra si fatica a trovare una meta in cui non valga la pena fermarsi per scoprirne la particolarità”

the coast and from a boat. The most common adjective used to define it is “crystal clear”, but I cannot think of another which better expresses the transparency and shades of the jewels among which one feels they are swimming. Yet the Sardinia which I dream of discovering and experiencing with a holiday in the autumn or winter is that of an inland part of the island, hidden in the Gennargentu area, set between Nuoro and Ogliastra; known in ancient times by the Romans as “Barbaria”, unconquerable: Barbagia, with its villages where one can still breathe that ancient sen-

4

lo si conosce veramente solo se lo si percorre a piedi, lentamente, guardandosi intorno. Ricordo una passeggiata sul promontorio di Capo Caccia nella riserva naturale di Porto Conte, verso l’ora del tramonto, tra gli odori della macchia mediterranea, il suono del vento, le scogliere a picco sul mare, le tracce degli animali selvatici; e l’emozione, fortissima, di sentirmi nella natura e parte di essa, una sensazione che solo i luoghi remoti regalano, dove l’uomo non sembra ancora essere arrivato. Indimenticabili, sono per me sono i suoi colori del mare, sia dalla costa che in barca. Cristalline, è forse l’aggettivo più usato da sempre per definirle, ma non riesco a trovarne un altro che renda l’idea della trasparenza e dei toni delle pietre preziose in cui si ha la sensazione di nuotare. Eppure, la Sardegna che sogno di conoscere e di poter vivere durante una vacanza d’autunno o di primavera, è quella dell’entroterra, diroccata intorno al Gennargentu, tra Nuoro e l’Ogliastra; l’antica Barbaria per i Romani, ovvero imprendibile: la Barbagia, nei cui paesi si può ancora respirare quella dimensione arcaica dell’esistenza che ci riporta all’essenzialità delle cose, e dunque alla sostanza, e dove, come direbbe il poeta e paesologo Franco Arminio, i piccoli borghi semi spopolati costituiscono dei “musei del silenzio e della luce”, in cui ritrovare un diverso scorrere del tempo, e un più forte senso della comunità.


se of existence which leads us to experience the essence of life, its substance, and where, as the poet and landscapologist Franco Arminio would say, the small sparsely-populated villages serve as “museums of silence and light”, where one can find a different pace of time and a stronger sense of community. Sardinia is the land of the centenarians, being one of the world’s Blue Zones, areas where the population lives the longest, thanks to diet, lifestyle and also the society, which still involves and respects the elderly, and treasures their knowledge and memories. This is why traditions that elsewhere are dying out manage to survive here, crafts which require infinite patience are handed down, such as the “embroidered” sweets for spouses, or the ritual breads that celebrate Easter and the most important events in the farming calendar. These are things that move us with their beauty, and for the fact that they are passed from one generation to the next, handed down through gestures, knowledge and human contact. It is easy, among the many initiatives that valorise the land and its products, such as the Autumn festivals, to meet the young people who are carrying forward and innovating the traditions, and discover wines and food with ancient flavours, talented chefs, farms that cherish biodiversity, touching on the history, the character and the passion of the Sardinian people, the true heart of this island which will stay with you forever. ♦

La Sardegna è terra di centenari, una delle Blue Zones del mondo, dove si vive più a lungo grazie alla dieta, allo stile di vita, e alla società, che ancora include e rispetta i suoi anziani, e fa tesoro del sapere e della memoria. Per questo, qui ancora resistono tradizioni che altrove vanno scomparendo, lavorazioni che richiedono una pazienza infinita, come i dolci ricamati per le spose, o i pani rituali che celebrano la Pasqua e i grandi eventi legati all’attività agricola e pastorale. Cose che commuovono per la loro bellezza, e per il fatto che passino da una generazione

“It is hard, in this land, to find a destination where it is not worth stopping in order to discover what makes it special”

all’altra, che vengano tramandate attraverso i gesti, la conoscenza, il contatto umano. Ed è facile, tra le tante iniziative che valorizzano il territorio e i suoi prodotti, come i festival e le sagre dell’autunno, incontrare quei giovani che portano avanti le tradizioni innovandole, e ritrovare vini e cibi dai sapori perduti, cuochi talentuosi, aziende agricole che custodiscono la biodiversità, e venire a contatto con le storie, il carattere, la passione del popolo sardo, vera anima di quest’isola che resta nel cuore per sempre. ♦

5


© Ivan Pedretti


10 ADVEN TU RE

The real island, with the beaches behind us La vera isola con le spiagge alle spalle

16 IDE NTI TY

The beautiful age of the Nuraghic towers La bella età delle torri nuragiche

22 H ISTORY

A dive into the world of Romanesque churches and mines Un tuffo tra chiese romaniche e miniere

28 TAST E

Carloforte, the tuna University Carloforte, l’università del tonno

33 F LAVOURS

Depositories of sardinian taste Giacimenti di gusto sardo

7


38 IN TERV IEW

Sustainability and quality are the objectives of Destination Sardinia Sostenibilità e qualità sono gli obiettivi della Destinazione Sardegna

43 NATU R E

There is much more to Sardinia than the sea Sardegna è molto più del mare

49 TRAD ITION

Archaic carpets of sound Arcaici tappeti sonori

52 SP O RT

Sardinia is a byword for surfing La Sardegna è sinonimo di surf

56 EX PE RIE NCE

The light at the bottom of the Sardinian sea La luce in fondo al mare sardo 8

61 P HOTO R E P O RTAG E

by Ivan Pedretti


- ADVENTURE -

The real island, with the beaches behind us La vera isola con le spiagge alle spalle by Cristina Nadotti, journalist for the “La Repubblica” newspaper

From Alghero, the Sa Scala Mala leads to Villanova Monteleone, a characteristic village offering countless attractions, evidence that there is a “continent” to eXplore in every corner of the island

Overview of the Cala Managu. Vista sulla Cala Managu. ©Renato Brotzu

10

Da Alghero, lungo la strada “Sa Scala Mala” si raggiunge Villanova Monteleone, il suggestivo borgo dalle numerose attrazioni, testimonianza che c’è un ‘continente’ da esplorare in ogni angolo dell’Isola


The inviting candid-white and blue Alghero beaches, ringing with the voices of happy bathers, were behind us, and the local “Scala Mala” road soared before us, an alternative to the state road in order to reach Villanova Monteleone which we chose to take with a touch of brazen lightness. As always, Sardinia presented us with a unique spectacle of an ancient land, in which the main players are oaks and mastic trees bend by the wind, granite masses illuminated by the light of the sunset, and the rolling hills and valleys. The amazement with which we look around us every time we

Avevamo alle spalle le invitanti spiagge algheresi colorate di bianco candido, azzurro e un vociare di bagnanti entusiasti, di fronte a noi si inerpicava la strada vicinale “Scala mala”, scelta per raggiungere Villanova Monteleone al posto della statale con un po’ di sfrontata levità. E come sempre, la Sardegna ci ha allestito quello spettacolo inimitabile da terra antica, in cui gli attori principali sono querce e lentischio piegato dal vento, graniti illuminati dai bagliori del tramonto, ondulare di alture e vallate. Lo stupore con cui ci guardiamo intorno ogni volta che lasciamo

11


leave the towns and villages of the island is not due only to the stark contrast with our habitual city lives. More than any other region, Sardinia allows us the thrill of felling like lone explorers as soon as we take a step away from more well-known places. Well-known and not touristic, if by touristic we mean places worth visiting. In this sense it is hard to find a destination in Sardinia where it is not worth stopping in order to discover what makes it special. Villanova Monteleone is one particular example. Twentyfive kilometres from Alghero, completely different from traditional holiday resorts, despite offering numerous interesting historical, cultural and natural aspects, including the fascinating Poglina beach. It is not easy to find a tourist who, on arriving in Alghero, decides to tackle the twisting road that leads to Villanova, yet those who do so discover a miniature version of Sardinia. One only has to pay a visit to the Appiu nuraghe to have a wonderful overall view of both the civilisation that built it around 900 BC and those who were there even earlier, erecting - in the fifteenth century BC - the megalithic burial sites with the Su Crabile giants’ tomb and two small dolmens, burial sites of neolithic origin from the fourth

12

i centri abitati dell’isola non dipende soltanto dal contrasto con la nostra abitudine alla grande città: la Sardegna, più di altre regioni, regala il brivido di sentirsi esploratori solitari appena fatto un passo per allontanarsi dalle località più conosciute. Conosciute e non turistiche, se per turistici, come indica l’etimologia, sono i luoghi in cui vale la pena di viaggiare. Perché in quel senso si fatica a trovare una meta in Sardegna in cui non valga la pena fermarsi per scoprirne la particolarità. Villanova Monteleone, appunto. Venticinque chilometri da Alghero, tutt’altra aria rispetto al luogo di villeggiatura tradizionale, pur con una varietà di punti di grande interesse storico, culturale e paesaggistico, compresa la fascinosa spiaggia di Poglina. Difficile trovare un turista che, arrivato ad Alghero, si prenda la briga di salire per i tornanti che portano a Villanova. Eppure se lo facesse avrebbe a portata di mano una Sardegna in miniatura. Basterebbe una visita al nuraghe Appiu per avere una visione d’insieme superba sia della civiltà che lo costruì, intorno al 900 avanti Cristo, sia di quelle ancora precedenti, che intorno al XV secolo avanti Cristo eressero le sepolture megalitiche con la tomba di giganti Su Crabile e i due piccoli


Baja di Poglina, S.P 105 Alghero-Bosa. Š Liselotte Van Leest

13


The town of Alghero with a view of the port. Il borgo di Alghero con vista sul porto. ŠG. Cutroneo 14


“In questa terra si fatica a trovare una meta in cui non valga la pena fermarsi per scoprirne la particolarità”

“It is hard, in this land, to find a destination where it is not worth stopping in order to discover what makes it special”

- millennium BC. However, particularly in this case, scientific terminology does not do justice to this site, where the light of the sunset filters through the oak and mastic woods and fires the imagination. Among the rows of stones which supported the huts, one truly feels the presence of time. The last rays dance among the leaves of the ancient trees and it is not hard to sense the sacredness of the funeral rites which were celebrated in the exedra situated in front of the burial chamber. It is a journey back in time, yet all it takes is just 30 minutes by car from Alghero to feel like the fortunate discoverers of a mysterious treasure trove. ♦

dolmen, sepolture di origine neolitica del IV – III millennio avanti Cristo. La terminologia scientifica però, più che mai, non rende merito a questo sito, in cui la luce del tramonto filtra attraverso il bosco di querce e lecci accendendo subito la fantasia. Tra i filari di pietre che sorreggevano le capanne ci si sente accompagnati dallo spirito del tempo, gli ultimi raggi ballano tra le foglie di alberi antichi e non è difficile immaginare la sacralità dei riti funebri celebrati nell’esedra antistante la camera sepolcrale. È un viaggio nel tempo, eppure sono bastati 30 minuti in auto da Alghero per sentirsi fortunati scopritori di uno scrigno misterioso. ♦

15


- IDENTITY -

The beautiful age of the Nuraghic towers La bella età delle torri nuragiche by Eliot Stein

Over 7 thousand circular rooms

Oltre 7 mila camere circolari

from the Bronze Age make a visit

dell’età del Bronzo rendono una

to Sardinia the only destination

visita in Sardegna la destinazione

in the world

I had never heard of “nuraghi” before moving to Sardinia, but as I emerged from a dark passageway and peered up four stories to the top of a perfectly preserved 3,000-year-old stone tower, shivers ran up my spine. While Sardinia’s stunning coastline may draw waves of sun-worshippers each year, its rugged interior shelters some the world’s most intriguing marvels: more than 7,000 Bronze Age nuraghi towers. These circular structures aren’t found anywhere else in the world and remain one of Europe’s great mysteries. Surprisingly little is known about the nuraghi builders, part of an advanced civilisation that flourished on the island between 1800-900 BC. Historians believe that these single-tower fortresses were originally built as territorial markers between tribes. Later, this ancient society surrounded many of these towers with ramparts, escape

16

unica al mondo

Non avevo mai sentito parlare di “nuraghi” prima di trasferirmi in Sardegna, ma mentre uscivo da un passaggio buio e guardavo quattro piani in cima a una torre in pietra di 3000 anni perfettamente conservata, i brividi correvano lungo la mia spina dorsale. Mentre la splendida costa della Sardegna può attirare ondate di devoti del sole ogni anno, i suoi aspri interni custodiscono alcune delle meraviglie più intriganti del mondo: oltre 7.000 torri nuragiche dell’età del bronzo. Queste strutture circolari non si trovano in nessun’altra parte del mondo e rimangono uno dei grandi misteri dell’Europa. Sorprendentemente si sa poco dei costruttori nuragici, parte di una civiltà avanzata che fiorì sull’isola tra il 1800-900 a.C. Gli storici credono che queste fortezze a torre singola siano state originariamente costruite come marcatori territoriali tra


Aerial view of the Santa Cristina Sacred Well, set in the basalt plateau of Abbasanta, in central Sardinia. Vista dall’alto del pozzo di Santa Cristina, ubicato nell’altopiano basaltico di Abbasanta, nella Sardegna centrale. ŠEgidio Trainito

17


routes, and towers–transforming these watchtowers into colossal Bronze Age castles. Today, these massive monuments are still so common around the island that they’ve come to symbolise Sardinia itself. Remarkably, nuraghi are just one piece of a larger puzzle these ancient Sardinians left behind. Near many of the island’s most famous nuragic sites, you’ll also find vast “giants tomb” graveyards (tombe di giganti) and sacred wells (pozzi sacri). Here are four nuragic areas that should be on your list. Su Nuraxi This UNESCO World Heritage site is Sardinia’s most well-known nuragic monument. In fact, it’s an entire Bronze Age village, complete with 11 towers, spiral

18

le tribù. Più tardi, questa antica società circondò molte di queste torri con bastioni e vie di fuga, trasformando queste torri di avvistamento in colossali castelli dell’età del bronzo. Oggi, questi enormi monumenti sono ancora così comuni in tutta l’isola, sono diventati simbolo della Sardegna stessa. Sorprendentemente, i nuraghi sono solo un pezzo di un puzzle più grande che questi antichi sardi hanno lasciato indietro. Vicino a molti dei più famosi siti nuragici dell’isola, troverete anche vasti “sepolcri di tombe giganti”, denominate giganti probabilmente riconducibile al rito di sepolture collettive, e pozzi sacri legati ai luoghi di culto delle acque molto diffusi e costruititi sopra le le falde acquifere.


Aerial view of the Nuragic village of Barumini. Vista dall’alto del complesso nuragico di Barumini. © Real 3d Services

Qui ci sono quattro siti nuragici che dovrebbero essere nella tua lista.

staircases, and a prehistoric castle dating from the 15th century BC that once guarded 200 homes. Santu Antine Su Nuraxi is the most famous nuragic site, but Santu Antine is the most impressive. Built between the 16th and 9th centuries BC, it consists of a network of passageways made from perfectly shaped basalt boulders. Spiral staircases climb five stories up to a fourtower fortress–all of which is surrounded by ten giants tombs and 30 other towers in an area known as the Valley of the Nuraghi. Arrubiu Built with red-tinted stones, Arrubiu is the largest nuragic

Su Nuraxi Questo sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO è il monumento nuragico più famoso della Sardegna. In realtà, è un intero villaggio dell’età del bronzo, completo di 11 torri, scale a chiocciola e un castello preistorico risalente al 15 ° secolo a.C. che un tempo custodiva 200 case. Santu Antine Su Nuraxi è il sito nuragico più famoso, ma Santu Antine è il più impressionante. Costruito tra il XVI e il IX secolo a.C., è costituito da una rete di passaggi ricavati da massi di basalto perfettamente sagomati. Le scale a chiocciola si arrampicano su cinque piani fino a una fortezza a quattro torri, il tutto circondato da dieci tombe giganti e da altre 30 torri in un’area conosciuta come la Valle dei Nuraghi. Arrubiu Costruito con pietre dai colori rossi, Arrubiu è il più grande sito nuragico al mondo e un raro esempio di insediamento con

19


View of the interior of the Nuraghe Arrubiu. Vista interna del Nuraghe Arrubiu . © Nero Argento

“Today, these massive monuments are still so common around the island that they’ve come to symbolise Sardinia itself.” “Oggi, questi enormi monumenti sono ancora così comuni in tutta l’isola, sono diventati simbolo della Sardegna stessa.”

20


site in the world, and a rare example of a settlement with five connected towers. The central bastion rises 15 metres, and the foundations of 21 towers remain within its fortified walls. Santa Cristina A marvel of engineering, this mysterious, keyhole-shaped sacred well was built in 1000 BC by the nuraghi builders to honour the water gods. It was built in accordance with the lunar cycle and twice a year, the moon still shines down the steps of the elliptical enclosure to light up the well below. ♦

cinque torri collegate. Il bastione centrale sorge a 15 metri e le fondamenta di 21 torri rimangono all’interno delle sue mura fortificate. Santa Cristina Una meraviglia dell’ingegneria, questo misterioso pozzo sacro a forma di buco della serratura fu costruito nel 1000 a.C. dai costruttori nuragici per onorare gli Dei dell’acqua. È stato costruito in conformità con il ciclo lunare e due volte l’anno, la luna ancora brilla giù per i gradini del recinto ellittico per illuminare il pozzo sottostante. ♦

Nuragic vessel from the Archaeological Museum of Nuoro. Navicella nuragica del museo archeologico di Nuoro. ©Renato Brotzu

21


- HISTORY -

A dive into the world of Romanesque churches and mines Un tuffo tra chiese romaniche e miniere by M. Assunta Fodde

AN INTERVIEW WITH BIANCA PITZORNO, CREATING A JOURNEY WHICH EXPLORES THE HISTORY AND LEGENDS OF SARDINIA.

INTERVISTA A BIANCA PITZORNO PER COSTRUIRE UN ITINERARIO TRA STORIA E MITI DELLA SARDEGNA.

What is the first image that comes to mind when you think of Sardinia? The very first memory is of course the moment of arrival, which in my case took place in Alghero. That moment in which, as I walked down the steps from the aircraft, I was greeted by the fragrance of the Mediterranean bush, the myrtle, mastic and mint. More than an image, it is the recollection of that sensorial effect, which is unmistakable. BIANCA PITZORNO The Sassari-born author who has sold more than two million copies of her novel on the figure in Sardinia of Eleonora d’Arborea, the Medieval Judge world wide. La scrittrice originaria di Sassari che ha venduto oltre 2 milioni di copie in tutto il mondo del romanzo sulla figura sarda di Eleonora d’Arborea, Giudicessa nel Medioevo.

22

What type of holiday would you recommend to a friend? I am always struck by the fact that people come to Sardinia with the conviction that they will find a kind of Disneyland, a fun factory, and then discover that they are in a wild place, a continent, where small villages and cities, the countryside and the silence of nature, the coastlines and the inland areas, all live in harmony.

Quando pensa alla Sardegna quale prima immagine le viene in mente? Il primissimo ricordo è certamente il momento dell’arrivo in porto o in aeroporto, nel mio caso ad Alghero. Quell’istante in cui, scendendo dalla scaletta, ti vengono incontro i profumi della macchia mediterranea come il mirto, il lentischio e la menta. Più che un’immagine è il ricordo di quell’effetto olfattivo che è inconfondibile. Quale tipo di vacanza consiglierebbe ad un amico? Mi colpisce sempre il fatto che la gente viene in Sardegna convinta di trovare una Disneyland e un divertimentificio, invece poi si ritrova in un posto selvaggio e scopre un continente, dove coesistono piccoli borghi e città, campagna e natura silenziosa, le coste e l’interno.


The richness of the landscape and the traditions; it is incredible how such a small region has so many men’s and women’s traditional costumes, with their bright colours, all so different. There are three events, the Cavalcata Sarda in Sassari, the festival of Sant’Efisio in Cagliari or the Festival of the Redentore in Nuoro, where a tourist can watch a procession of the costumes and see at least one hundred different styles each more beautiful than the last. Basilica of the Holy Trinity of Saccargia, in Romanesque-Pisan style in the province of Sassari ©Barbagallo Basilica della Santissima Trinità di Saccargia, in stile romanico-pisano nella provincia di Sassari

“In the Medieval period, Sardinia was a fullyfledged European region, far from isolated, and Brodel claimed that in that period the Mediterranean was a liquid continent” “Nel periodo medievale la Sardegna era a pieno titolo una regione d’Europa, non era isolata e di quel periodo Brodel dice che il Mediterraneo era un continente liquido”

Which is your favourite costume? That of the women of Desulo is the most beautiful of them all, very colourful yet very simple. And what itinerary would you propose to a tourist? One of the things to see in Sardinia that I like very much is the wealth of Romanesque churches. There are so many of them, and they are no more distant or hard to reach than the beaches. Another fascinating place is Tharros, in Cabras, very close to the sea, where you can go for a swim, and then visit the Punic settlement which lies just a few metres away. There is also the site of Nora. At the beginning, when only a few of us visited the area, we would walk on Roman mosaics which lay just below the surface of the water. It was an extraordinary and unforgettable experience. Now you are a writer, and in the past, you were an archaeologist. Tell us about your experience of digs.

La ricchezza del paesaggio e delle tradizioni: è incredibile come una regione così piccola abbia una quantità di abiti tradizionali da uomo e da donna con colori straordinari e tutti diversi. Ci sono tre appuntamenti come la Cavalcata sarda a Sassari, la Sagra di Sant’Efisio a Cagliari o la Festa del Redentore a Nuoro dove il turista può sedersi davanti allo sfilare dei costumi, osservando almeno un centinaio di varianti, uno più bello dell’altro. Quale abito le piace di più? Il costume da donna di Desulo è il più bello di tutti, molto colorato ma anche essenziale. Quale itinerario invece propone ad un turista? Una delle cose da vedere e che a me piace moltissimo della Sardegna è il patrimonio delle chiese romaniche, sono tantissime e non sono poi così lontane e difficili da raggiungere rispetto alle spiagge. Un altro posto affascinante è Tharros a Cabras, molto vicino al mare dove si può fare un bagno e a pochi metri vedere tutto l’insediamento punico. Oppure il sito di Nora, quando eravamo ancora in pochi ad andarci ed entravamo in acqua camminando sui mosaici romani. Esperienze straordinarie e indimenticabili. Lei ora è una scrittrice ed in passato ha fatto anche l’archeologa. Ci parla della sua esperienza degli scavi? E’ passato molto tempo, ho lavorato con Giovanni Lilliu e 23


Traditional costume parade in the Sartiglia at Oristano Š maf Sfilata dei costumi tradizionali durante la Sartiglia ad Oristano

24


It was a long time ago. I worked with Giovanni Lilliu, and during a dig at the Nuraghe Albucciu in Arzachena, I found fragments of copper bars, small carved slabs which demonstrated an important exchange between the Mycenaean and Sardinian cultures which undoubtedly allowed the exchange of building techniques for corridor Nuraghe, also with the population of Corsica. Later, when I was no longer working in the field of archaeology, there was the discovery of the complex sculptures of Mont’e Prama, which was a very important event for archaeologists. What do you think these statues represent? Until the discovery of these statues, the human figure was represented by small statues, and then suddenly these giants were found, which were apparently destroyed on purpose. We do not know who they were or what their meaning in the past was. There is always an idea behind every representation. We have no sources, and what we need to do now is start from scratch, because previous theories and ideas are no longer applicable, and so we need to go back to the beginning and reconstruct our theories on the Sardinian civilisation. Which Sardinian figure deserves to be exported world-wide? There are so many interesting possibilities. Through my rese-

durante uno scavo al nuraghe Albucciu ad Arzachena ho trovato i frammenti di pane di rame, piccole tavolette incise, con le lettere della lineare B. Uno scambio importante tra cultura micenea e sarda che ha certamente consentito il trasferimento, incluso il popolo Corso, della tecnica di costruzione in pietra del nuraghe a corridoio. Poi quando io non facevo più l’archeologa è arrivata la scoperta del complesso scultore di Mont’e Prama che ha sconvolto la vita degli archeologi. Cosa rappresentano secondo lei queste statue? Fino alla scoperta di queste statue la raffigurazione umana era costituita da statuette piccoline e poi all’improvviso scopriamo i giganti, pare distrutti apposta. Chi erano, cosa abbiano significato in passato non lo sappiamo. Dietro ogni stilizzazione c’è sempre un’idea, non abbiamo fonti e ciò che dobbiamo fare ora è tabula rasa, perché le teorie e ipotesi precedenti non reggono più e dunque occorre studiare da zero e ricominciare a costruire le teorie sulla civiltà sarda. Quale figura sarda merita di essere esportata nel mondo? Ne abbiamo tantissime interessanti, io mi sono affezionata nella ricerca e nel romanzare la famiglia dei Giudici di Arborea, in

25


arch and writing, I have become particularly fond of the family of judges of Arborea, in particular of the magnificent figure of Eleonora. In Medieval times, Sardinia was a fully-fledged European region, they were not isolated, and Brodel claimed that in that period the Mediterranean was a liquid continent, there was extensive travel by both land and sea. Women such as Eleonora d’Arborea were European women, princesses who contrasted with the image of Sardinian women, yet the lifestyle and customs in Sardinia were no different from those in other Medieval courts. How is Sardinia seen from the outside? There is a wonderful diary which provides an excellent description of how Sardinia was seen at the time of the mining industry, when foreigners experienced the island. It was written by a 13-year-old English girl called Florence, the daughter of the Engineer Piercy, who came to the island to build the railway system after having spent time in the Far East. I think that the view of Sardinia through the eyes of Florence is probably the most common idea of the island, with the arrival at Porto Torres and the journey to Cagliari. Her father would take her out by boat to swim before her lessons, and her life was lived between the beautiful village of Buggerru, the dunes and the Liberty houses inhabited by the mine managers. ♦

26

particolare della figura magnifica di Eleonora. Nel periodo medievale la Sardegna era a pieno titolo una regione d’Europa, non era isolata e di quel periodo Brodel dice che il Mediterraneo era un continente liquido, si viaggiava molto sia per mare che per terra. Le donne come Eleonora d’arborea erano donne europee, principesse che contrastano con l’immagine della donna sarda eppure lo stile di vita e le usanze in Sardegna non sono state differenti da quelle delle altre corti medievali. Com’è la Sardegna vista da fuori? C’è un diario bellissimo che riesce a descrivere bene come si colloca la Sardegna al tempo delle miniere, quando gli stranieri hanno vissuto l’isola. Lo scrive una bambina inglese di 13 anni, Florence, figlia dell’ingegnere Piercy arrivato nell’isola per costruire le ferrovie dopo essere stato in Oriente. Vedere l’isola con gli occhi di Florens credo sia paragonabile all’idea più diffusa di Sardegna. Lo sbarco a Porto Torres e il trasferimento a Cagliari. Il padre la portava in barca a largo a fare il bagno in costume prima di andare a lezione e la sua vita si muoveva tra il bellissimo borgo di Buggerru, le dune e le casette liberty dei dirigenti delle miniere. ♦


Mining areas of Montevecchio and Porto Flavia. Area mineraria di Montevecchio e Porto Flavia ŠG. Cutroneo 27


- TA S T E -

Carloforte, the tuna University Carloforte, l’università del tonno by Davide Paolini, food & beverage journalist

The island of San Pietro, located off

L’isola di San Pietro, nell’estremità

the south-western point of Sardinia,

sud-occidentale della Sardegna,

is the home of a characteristic town

ospita un caratteristico borgo di

of Ligurian origin, which is famous

origine ligure, celebre per le sue

for its tradition of bluefin tuna fishing and cooking.

Sushi has transformed the Italians into tuna eaters, but how many of us really understand this bluefish? How many know that there is more than one type of tuna? Those who want to discover all of the characteristics don’t have to go all the way to Japan, just head straight for a charming seaside town surrounded by an uncontaminated landscape and a lively atmosphere: Carloforte. The town is located on the island of San Pietro, with a coastline characterised by a series of jagged rocks and coves, including the fjord of Cala Fico and the spectacular La Bobba beach. The island is located off the Sulcis-Iglesiente area, near to the largest of the Sulcis islands, Sant’Antioco. A magnificent land just waiting to be discovered. Carloforte is characterised by an architectural style which recalls Ligurian hamlets: narrow lanes

28

tradizioni di pesca e cucina del tonno di corsa.

Il sushi ha trasformato anche gli italiani in ‘mangiatori’ di tonno, ma quanti conoscono davvero questo pesce azzurro, quanti sanno che non c’è solo un tipo di tonno? Chi voglia scoprirne tutte le peculiarità non vada in Giappone, bensì ‘barra dritta’ verso un borgo marinaro affascinante con il paesaggio intatto e l’atmosfera verace: Carloforte. Si trova sull’isola di San Pietro dove le coste sono un susseguirsi di rocce frastagliate e insenature, tra cui il fiordo Cala Fico e la scenografica spiaggia La Bobba. L’isola è al largo del Sulcis-Iglesente, vicina alla maggiore delle isole sulcitane, Sant’Antioco. Un magnifico territorio tutto da scoprire. Carloforte ha una architettura che riporta borghi liguri: viuzze e vicoli ricordano i carrugi, e non potrebbe essere


recall the typical carrugi, and this is no surprise, as the town was founded by the Pegliesi from the island of Tabarka, which is currently Tunisian. Since then - the end of the 1600s - the town has maintained the pronunciation, dialect and above all the traditions and customs. One example: the fregula pasta (made with a course flour) which is eaten throughout Sardinia with meat and fish is known in Carloforte as caschà. As well as being a delightful place to stay, it offers spectacular panoramas, particularly for those who love sailing and boating. Carloforte can also be defined as the tuna University, or rather a town which offers an opportunity to discover everything there is to know about this bluefish: how to use it and how to prepare it. In the area of the town is one of the rare traps - the Tonnara Isola Piana-Carloforte - which is still in use and which, in the period between April and July, is the theatre for the cull, but above all still offers the opportunity to taste what is known in Italian as “Tonno di Corsa”. The name derives from the fact that in its strategic journey across the Mediterranean, the tuna is in a race against time to breed (“corsa” in Italian means “run”), searching for ideal conditions in which to lay its eggs: both males and females are ready to reproduce, and their meat is at its best. As they pass through the waters surrounding the island, they are captured with a complex system of cages. The

altrimenti perché Carloforte venne fondata da Pegliesi provenienti da Tabarka, isola oggi tunisina. Di allora - eravamo a fine Settecento - è rimasta la cadenza, le espressioni dialettali e soprattutto usi e costumi. Un esempio: la pasta fregula (a base di semola grossa), molto diffusa in Sardegna, cucinata con carne e pesce, a Carloforte è conosciuta come caschà. Oltre ad essere un piacevolissimo luogo di villeggiatura, offre splendidi scenari, specie per appassionati di vela e di barca. Carloforte si potrebbe definire inoltre l’università del tonno, ovverosia un borgo dove scoprire tutto di questo pesce azzurro: come utilizzarlo e come cucinarlo. Nel territorio del borgo c’è una delle rare tonnare – la Tonnara Isola Piana-Carloforte - ancora in attività in Italia, dove si può assistere da aprile a luglio alla mattanza, ma soprattutto è ancora possibile gustare il tonno di corsa. È così chiamato perché nel suo passaggio strategico nel Mediterraneo i tonni sono in corsa per la riproduzione, alla ricerca di acque ideali per la deposizione delle uova: femmine e maschi sono pronti alla fecondazione e hanno carni al massimo della consistenza. Durante la sosta nelle acque dell’isola vengono catturati con un sistema assai complesso di gabbie. Il raro tonno di corsa o il bluefin (Thunnus thynnus), detto tonno rosso, sono le eccellenze da non confondere con il più

29


“If you want to enjoy the characteristics of this bluefish, discover the various types, and taste the delights that contain it, Carloforte is the perfect place for you” “Se vuoi apprezzare le caratteristiche di questo pesce azzurro, conoscerne le tipologie di qualità e gustarne le prelibatezze che ne derivano, il luogo perfetto è Carloforte”

Carloforte fishermen during the tuna cull. Pescatori a Carloforte durante la mattanza del tonno. ©E. Trainito

30


A typical dish, Sardinian fregola with red tuna. Il piatto tipico della fregula sarda al tonno rosso © E.Trainito

Bluefin tuna (Thunnus thynnus), also known as red tuna, is a delicacy which is not to be confused with the more common and less prestigious Yellowfin tuna, the one we usually find tinned. In Carloforte one can buy tins of red tuna, the fishing of which is regulated annually with long periods of biological recovery. The town offers the opportunity to taste unique specialities made with the tuna in its many restaurants, particularly during the Girotonno, the main event of the year: the heart, the tripe, the milt and the Musciame, as well as the belly, the spine, the fillet, the cappunada and the famous bottarga. Confirmation of the saying that “the tuna is like the pig, nothing goes to waste”. ♦

disponibile tonno a pinne gialle, di minor pregio gastronomico, ossia quello ‘inscatolato’. A Carloforte si può acquistare tale confezione con il tonno rosso, la cui pesca ogni anno è regolamentata con lunghi periodi di fermo biologico. Nel paesino si possono assaggiare specialità uniche del tonno, in tanti ristorantispecie in occasione del Girotonno, evento dell’anno per eccellenza: il cuore, la trippa, il lattume, il musciame oltre alla ventresca, il dorso, il filetto, la cappunada e l’ormai conosciutissima bottarga. A confermare del detto che “il tonno è come il maiale, non si butta via niente”. ♦

31


Fiore sardo cheese maturing in a traditional Sardinian cellar. © R. Brotzu Stagionatura del formaggio “Fiore Sardo” in una delle antiche cantine di Ollollai in Sardegna. 32


- F L AVO U R S -

Depositories of sardinian taste Giacimenti di gusto sardo by Francesca Barberini

A sensorial journey through a land rich in local produce.

Sardinia never fails to surprise me. It amazes me with its panoramas, its fragrances and its produce. Whenever I think I have discovered and tried many of its flavours, I always come across something new, enticing and delicious. After all, it is clearly one of the Italian regions which best expresses its culinary identity. It is an identity which is strong and well-defined, perhaps less well-known than others. This may be due to its being an island, far from the “continent”, a condition which has determined the singular nature of its cuisine and the peculiarity of its produce, along with its people’s proud dedication to its history and traditions. A history which goes back thousands of years and which represents an enormous and priceless source of typical (and delicious) products, many of which have obtained European PDO and PGI certification. Sardinia is much more than just its wonderful seas, it is a veritable nation, rich and full of flavour,

Il viaggio sensoriale in una terra generosa di prodotti autoctoni.

La Sardegna mi sorprende sempre. Mi stupiscono i suoi scenari, i suoi profumi e i suoi prodotti: quando penso di aver conosciuto e provato molti dei suoi sapori, ne scopro sempre di nuovi, avvincenti e golosi. Del resto, è sicuramente una delle regioni italiane che maggiormente esprime un’identità gastronomica. Un’identità forte e chiara, forse meno conosciuta di altre: forse derivata dal suo ‘essere isola’, lontana dal ‘continente’, una condizione che ha determinato la singolarità della sua cucina e la peculiarità dei suoi prodotti, cui contribuiscono anche il fiero attaccamento alla storia e alle tradizioni della sua gente. Una terra dalle vicende millenarie che rappresenta un enorme giacimento di prodotti tipici dal valore inestimabile e dal gusto prelibato, molti dei quali hanno conquistato le certificazioni europee DOP ed IGP. Insomma, la Sardegna è molto più del suo meraviglioso mare,

33


A typical Autumn scene with the tasting of Cannonau wine, traditional Sardinian sweets and dried fruits. Scena autunnale di degustazione in cantina del vino Cannonau, dei dolci tipici e frutta secca della Sardegna. ©R.Brotzu

just waiting to be discovered all year round, perhaps through an unusual coast-to-coast trip. This is something that is well known by the many chefs who have grown up with the flavours of the wonderful produce from this enchanting and fascinating place, interpreting the ageold methods with modern techniques, contaminating the traditional local recipes and providing visitors with a glimpse of forgotten places, earning, in the name of true “Sardininanness” the stars, hats and forks that are marks of quality.

34

è un vero e proprio universo a sé, ricco e saporito, tutto da scoprire, tutto l’anno, magari in un insolito viaggio coast to coast. Lo sanno bene i tanti cuochi che sono cresciuti con il gusto dei grandi prodotti di un luogo incantato e suggestivo, che hanno interpretato le antiche lavorazioni con tecniche moderne, contaminato i piatti tradizionali isolani e restituito al pubblico angoli dimenticati, guadagnandosi sul campo, in nome di una reale ‘sarditudine’, stelle, cappelli e forchette. In un virtuale, goloso viaggio


Different types of pasta from the various grains cultivated on the island. Le differenti paste ottenute dalle varietà di grano coltivate nell’Isola. ©Archivio Artport Olbia

In a virtual, tasty journey through the fragrances and flavours of this generous land, one cannot but begin with the cheeses, considering that 60 percent of the milk for Italian pecorino is milked here in Sardina, along with 30 percent of the entire national production of goat’s milk: we try the PDO Fiore Sardo, a raw hard cheese produced with whole sheep’s milk, seasoned on average for six months, flavoursome and sharp, recognised by the Slow Food association and the only cheese which is still, partially,

attraverso i profumi e i sapori di questa generoso territorio, non posso non partire dai prodotti caseari, considerando che il 60 per cento del latte di pecora italiano è munto qui, in Sardegna, così come il 30 per cento dell’intera produzione nazionale del latte di capra: gustiamoci allora il Fiore Sardo DOP, formaggio a pasta dura cruda, prodotto con latte intero di pecora, con una stagionatura media di sei mesi, saporito e piccante, Presidio Slow Food e unico formaggio che viene ancora prodotto, in parte, dai

35


“Sardinia is much more than just its wonderful seas, it is a veritable nation, rich and full of flavour, just waiting to be discovered all year round, perhaps through an unusual coast-to-coast trip.”

“Insomma la Sardegna è più del suo meraviglioso mare, è un vero e proprio paese a sé, ricco e saporito, tutto da scoprire, tutto l’anno, magari in un insolito viaggio coast to coast.”

produced by farmers. Or the Casu Axedu, a fresh, soft cheese, which undergoes a medium and long maturing stage in brine, a procedure which over time renders it unique, salty, sharp and slightly acid. It is accompanied by a chilled glass of Vermentino di Gallura DOCG, a native vine which has found its ideal home on the island, thanks to the dry and wind-swept lands on which it is cultivated, and which lend it personality and aroma. Alternatively, we can enjoy a robust, full-bodied Cannonau DOC, another vine which has found the island to be an ideal habitat. Let’s raise a glass to a magnificent beginning to our journey in the land of Sardinian flavours. ♦

36

pastori. Oppure assaporiamo il Casu Axedu, un formaggio fresco a pasta molle, che subisce una media e lunga stagionatura in salamoia, procedimento che lo rende nel tempo unico, salato, piccante e leggermente acidulo. Beviamoci accanto un fresco bicchiere di Vermentino di Gallura DOCG, vitigno autoctono che ha trovato sull’isola una dimora perfetta, grazie ai terreni aridi e battuti dal vento sui quali viene coltivato, che gli donano personalità e aromi. Oppure associamo un robusto, corposo e avvolgente Cannonau DOC, altro vitigno che ha trovato nell’Isola il suo habitat ideale. Brindiamo allora ad un magnifico inizio del viaggio nella terra del gusto sardo. ♦


Tasting of cannonau and typical cheeses in a Sardinian house. Corte di degustazione di cannonau e formaggi tipici. ŠG.Cutroneo 37


- INTERVIEW -

Sustainability and quality are the objectives of Destination Sardinia Sostenibilità e qualità sono gli obiettivi della Destinazione Sardegna

The multiproduct and multitarget island, from the coasts to the inland areas.

Councillor Argiolas, there seems to be a surprising element in the increase in foreign tourists in Sardinia over the past few years, do you agree? I don’t think we can define it as surprising, but rather as the result of constant efforts involving operators and institutions over the last few years. Nothing happens by chance in tourism, and Sardinia is working hard to manage to provide the best possible welcome for foreign markets, so much so that this year we have seen the number of foreign visitors exceed that of Italian tourists, above all in the months where the focus is not predominantly on beach activities. What do foreign visitors look for in Sardinia? The sea, the environment and the landscape, obviously. But that is not all. A lot of visitors

38

L’isola del multiprodotto e del multitarget, dalle coste alle zone interne.

Assessora Argiolas, c’è un elemento sorprendente nella crescita dei turisti stranieri in Sardegna in questi ultimi anni, vero? Non credo la si possa definire sorprendente, ma il frutto di un lavoro costante che ha impegnato negli ultimi anni operatori e istituzioni. Nel turismo nulla accade per caso e la Sardegna sta lavorando per riuscire ad accogliere al meglio i mercati stranieri, tanto che questa stagione 2018 vede il sorpasso degli stranieri sugli italiani, soprattutto nei mesi non prettamente legati alla balneazione. E cosa cercano gli stranieri in Sardegna? Il mare, l’ambiente e il paesaggio, ovviamente. Ma non solo: molto attenti alla qualità della vità e alla nostra cultura, amano visitare anche i nostri


BARBARA ARGIOLAS

©Daniela Zedda

are interested in the quality of life and our culture. They also love to visit our smaller villages and discover our identity, our traditions. These are also the themes at the heart of your regional strategy. Yes, the Region is focusing on quality and sustainable development through the construction of a multiproduct and multitarget destination. This is why we have strengthened collaborations with local organisations, tourist companies, airports and ports. In order to differentiate the services on offer, it is necessary to share vision and strategy, as well as define clear roles in the public and private sectors. This is why, for sector growth and an increase in employment levels, we need mid- and long-term wide-ranging sustainable projects which provide a role and sense

centri minori e scoprire la nostra identità, le nostre tradizioni. Sono anche i temi al centro della vostra strategia regionale. Sì, la Regione punta sullo sviluppo turistico di qualità e sostenibile, mediante la costruzione di una destinazione multiprodotto e multitarget. Per questa ragione, abbiamo rafforzato la collaborazione con enti locali, imprese turistiche, aeroporti e porti: per diversificare l’offerta serve la condivisione della vision e della strategia, nonché la definizione di ruoli chiari, tra pubblico e privato. Per questo per la crescita del settore e dell’occupazione occorrono progetti sostenibili di ampio respiro, di medio e lungo periodo che diano ruolo e responsabilità a tutti gli attori del sistema turistico. Sono

Barbara Argiolas has held the post of Regional Councillor for Tourism, Crafts and Commerce since March 2017. She immediately focused her mandate on the creation of a new model for the governance of the tourist system in Sardinia. The first piece was put into place with the approval of the new tourism law in July 2017, and this was followed by other steps which have taken place in recent months with the construction of the three-year strategic programme for tourism, and the imminent creation of the Destination Management Organisation (DMO) for Sardinia. There are many goals, but the main aim is that of coordinating and diversifying tourist services on the island in order to consolidate the main markets and uncover new ones, constructing new forms of seasonality and leading tourism to become a driving force for the Sardinian economy, capable of creating wealth and development, not only in coastal areas but also inland.

BARBARA ARGIOLAS Barbara Argiolas è assessora regionale del Turismo, Artigianato e Commercio dal marzo 2017. Ha messo subito al centro del suo mandato la costruzione di un nuovo modello di governance per il sistema turistico della Sardegna: il primo tassello è stato posto con la nuova legge del turismo approvata nel luglio 2017 e altri sono arrivati in questi ultimi mesi con la costruzione del Piano strategico triennale per il turismo e l’imminente nascita della Destination Management Organization (DMO) della Sardegna. Gli obiettivi sono molteplici, ma il principale è quello di coordinare e diversificare l’offerta turistica dell’isola in modo da consolidare i mercati di riferimento e intercettarne di nuovi, costruire nuove stagionalità e fare del turismo un settore trainante dell’economia sarda, in grado di creare ricchezza e sviluppo non solo sulle coste ma anche nelle zone interne.

39


“The main aim of my mandate is that of coordinating and diversifying tourist services on the island in order to consolidate the main markets and uncover new ones, constructing new forms of seasonality and leading tourism to become a driving force for the Sardinian economy, capable of creating wealth and development beyond coastal areas.”

of responsibility to all the figures in the tourist system. These are the objectives in the new Strategic Plan and the emergent DMO. What are you doing specifically in order to attract foreign tourists? We are working on multiple fronts, from the more traditional forms of action, with participation in general and sector-specific international trade fairs, the presentation of Destination Sardegna in target markets, thematic education events and press tours, and workshops with operators. Are any communication activities planned? For some time, the Sardinia Region has been investing in communication. In 2018 in particular, the traditional advertising campaign in principal national and international airports has been joined by a national and international press campaign.

40

gli obiettivi del nuovo Piano strategico e della nascente DMO. E quali azioni specifiche state portando avanti per attrarre i turisti stranieri? Lavoriamo su più fronti, dai più tradizionali con la partecipazione agli eventi fieristici internazionali generalisti e di settore, presentazioni della Destinazione Sardegna nei mercati target, educational e press tour tematici, workshop con gli operatori.

Sono previste anche azioni di comunicazione? La Regione Sardegna da tempo investe in comunicazione: nel 2018 nello specifico dal tradizionale tabellare nei principali aeroporti, nazionali e internazionale, ad una campagna stampa nazionale e internazionale. Per rispondere ad un mercato sempre meno


“Il principale scopo del mio mandato è quello di coordinare e diversificare l’offerta turistica dell’isola in modo da consolidare i mercati di riferimento e intercettarne di nuovi, costruire nuove stagionalità e fare del turismo un settore trainante dell’economia sarda, in grado di creare ricchezza e sviluppo non solo sulle coste.”

In order to respond to an increasingly less generalist market, this year we have decided to focus our resources on a communication programme which involves national and international magazines with the publication of editorials and advertorials on themes such as food and wine, slow tourism and active tourism, villages and religious tourism. We are re-defining promotional strategies for the internet, where there is still much to do.

generalista quest’anno abbiamo deciso di intensificare le risorse su un piano di comunicazione che coinvolge riviste nazionali e internazionali con la pubblicazione di redazionali e pubbliredazionali tematici come il food e l’enograstromia, il turismo lento e il turismo attivo, il turismo dei borghi e il turismo religioso. Stiamo ridefinendo le strategie promozionali sul web, dove abbiamo ancora tanto da fare.

What markets are you focusing on? Germany, France, Switzerland, the United Kingdom and Spain are, as always, the most important markets, but we are seeing an increase from Austria, the Netherlands, Sweden, Poland and Russia. These are high-spending countries which offer great potential. But we are also looking further east, as well as to the United States. ♦

Su quali mercati puntate? Germania, Francia, Svizzera, Regno Unito e Spagna rimangono i mercati principali, ma registriamo numeri in crescita da Austria, Paesi Bassi, Svezia, Polonia e Russia. Sono paesi alto spendenti che possono darci grandi soddisfazioni. Ma guardiamo ancora più a Est e anche agli Stati Uniti. ♦

41


View over Montalbo from Punta Cupetti. Vista da Punta Cupetti sul Montalbo ŠR.Brotzu

42


- N AT U R E -

There is much more to Sardinia than the sea Sardegna è molto più del mare by Susanne Marschall

Fantastic beaches and enchanting coves are not the only things that the second largest island in the Mediterranean has to offer:

Spiagge da sogno e calette incantate non sono tutto ciò che la seconda isola del Mediterraneo offre: cime innevate, catene

snowy peaks, rugged forest-

montuose aspre e ricoperte da

covered mountains and gentle hills

boschi, dolci colline si ergono

characterise the inland areas of

all’interno in questo piccolo

this little continent. And there is

continente. E poi gole profonde

more: deep gorges and bizarre rock

e bizzarre formazioni rocciose:

formations, dormant volcanoes,

vulcani spenti, altopiani e ‘tacchi’,

high plains and outcrops, as well

nonché uno sterminato patrimonio

as an endless wealth of unique and mysterious cultural monuments

“This is my journey to the breath-taking natural wonders of the Baronia region, and the outstanding cultural monuments of the Barbagia. From the port of Olbia to the solitary mountainous mass of Monte Albo, following one of the most beautiful routes in Sardinia, to then cross an intoxicatingly beautiful landscape to the Su Tempiesu sacred well, one of the most extraordinary sanctuaries of the Nuragic worshipping of water” It is still early, 8 a.m. - the ferry unloaded me in Olbia at dawn - but it is already hot, and soon

di monumenti culturali unici e misteriosi

“Ecco il mio viaggio verso meraviglie naturali mozzafiato della Baronia e travolgenti monumenti culturali della Barbagia. Dal porto di Olbia al solitario massiccio montuoso del Monte Albo, lungo uno dei percorsi panoramici più belli della Sardegna, poi attraverso un paesaggio inebriante fino al pozzo sacro Su Tempiesu, uno più straordinari santuari del culto nuragico delle acque” È ancora presto, sono le 8 - il traghetto mi ha già sputato all’alba a Olbia - ma è già caldo, e presto il calore infuocato 43


The Sacred Well of Su Tempiesu in Orune dedicated to Sardinian water rites. La fonte sacra nuragica a pozzo, Su Tempiesu a Orune, dedicata al culto delle acque in Sardegna. ©R.Brotzu

the fiery heat will flicker across the asphalt. The majestic limy plateau of the island of Tavolara shines white in the rear-view mirror, the blue sea reflects the rays of the morning sun. There is a fragrance of thyme, myrtle, dust and bales of hay spread over the stubbly fields. Every now and then I am enveloped in the slightly sticky but sweet scent of the fig trees... This is the realm of the calcareous walrus: Monte Albo is a mountain range which extends for about 20 kilometres inland from Siniscola, its more than one thousand metres of height shine white in the bright blue sky. As my car weaves its way, curve after curve, the landscape seems to become ever more 44

guizzerà sull’asfalto. Il possente altopiano calcareo dell’Isola di Tavolara brilla di bianco nello specchietto retrovisore, il mare azzurro brilla riflettendo i raggi di sole del mattino. Profuma di timo, rosmarino, mirto, polvere secca e balle di paglia, distese su campi di stoppie. E a tratti mi avvolge il profumo fruttato, un po’ appiccicoso, ma dolce, degli alberi di fico… Qui troneggia il tricheco calcareo: il Monte Albo è una catena montuosa lunga circa 20 chilometri nell’entroterra di Siniscola, che con i suoi poco più di mille metri d’altezza luccica di un bianco scintillante nel cielo azzurro cristallino. La mia macchina controlla le serpentine, dopo ogni curva,


Panoramic view of the peak of Punta sos Nidos (1348 m) in the Supramonte mountain range of Oliena. Vista panoramica dalla vetta di Punta sos Nidos (1348 m), nel Supramonte di Oliena. ©R.Brotzu

incredible, and the silence ever denser. When I reach the peak, I take one last glance at the beautiful beaches of Baronia, before finally plunging into the mysterious mountainous solitude of the “Sardinian Dolomites”, rugged rock cliffs thrust white and shining into the air, stained with green and perforated by numerous grottoes. In the midst, inaccessible gorges have devoured the rock, cutting into the depths of the Earth. As impossible as it may seem to reach, there are a number of (marked) excursion trails offering spectacular views. In the Neolithic period, the past inhabitants of these lands carved cubic burial chambers in this area, which lead deep into the

il paesaggio diventa sempre più fantastico, il silenzio più denso. Quando arrivo in cima, lancio un’ultima occhiata alle bellissime spiagge della Baronia, prima di tuffarmi finalmente nella misteriosa solitudine montana delle ‘Dolomiti sarde’: aspre pareti rocciose si ergono bianche e luminose nell’aria, macchiate di verde, perforate da numerose grotte. Nel mezzo, gole inaccessibili hanno divorato la roccia facendosi strada nelle profondità della terra. Per quanto inarrivabili possano sembrare, sono stati ricavati alcuni sentieri escursionistici (segnalati) che offrono viste spettacolari. Coloro che abitarono queste aree nel Neolitico hanno scolpito camere 45


rock. These are the domus de Janas, literally “houses of the fairies”. Even the flora and fauna are special: as well as an interesting variety of plants, including endemic species such as wild dwarf orchids, there are animals: mouflons and wild cats, ravens and golden eagles wander the deserted mountainous massif. My journey has continued towards Orune, north of Nuoro, crossing a fantastic landscape with majestic peaks, a vast valley, oak forests and curious granite cliffs. About five kilometres east of the small mountain town is the Su Tempiesu sacred well, the only one of its kind in Sardinia, hidden in a lush valley. The path which leads to the fort-sanctuary is a sensorial experience in itself. The trail leads from the ticket office for almost a kilometre towards the valley, flanked by benches and signs which present the local flora and fauna. At the end of the trail is the small temple, with its triangular gable made of blocks of perfectly sculpted trachyte and its trapezoid stairway which leads down to the water. It exudes a sense of magic, of tranquillity, and of kindness. Just like the silence of the surrounding area, it will conquer you and hold you there. ♦

46

sepolcrali a forma di cubo, che si insinuano in profondità nelle rocce, sono le domus de Janas, ossia ‘case delle fate’. Anche la fauna e la flora sono speciali. Oltre a una varietà interessante di piante, tra cui specie endemiche come orchidee nane selvatiche, ci sono quelle animali: mufloni e gatti selvatici, corvi e aquile reali vagano nel massiccio montuoso deserto. Il mio percorso è proseguito verso Orune, a nord di Nuoro, attraverso un paesaggio fiabesco con vette maestose, una vasta valle, boschi di querce e curiose scogliere di granito. Circa cinque chilometri a est del piccolo paese di montagna si trova il pozzo sacro Su Tempiesu, un unicum in Sardegna, nascosto in una valle lussureggiante. Il sentiero che porta alla fonte-santuario è esso stesso un’esperienza sensoriale: il percorso conduce dalla biglietteria per quasi un chilometro verso valle, fiancheggiato da panchine e da cartelli che ‘raccontano’ flora e fauna locali. Al termine del sentiero si erge il tempietto, con il suo timpano triangolare a punta, fatto di blocchi di trachite perfettamente scolpiti e la sua scala trapezoidale che scende fino alla fonte: ha qualcosa di magico, irradia tranquillità, gentilezza. Come tutto il silenzioso ambiente attorno. Ti conquisterà e ti tratterrà lì a lungo! ♦


Top of the mountain Gennargentu. Punta del Gennargentu. Š Matteo Cara

47


Entrance to the Canto a Tenore multimedia museum in Bitti Ingresso al museo multimediale Canto a Tenore di Bitti. Š Coop. Istelai 48


- TRADITION -

Archaic carpets of sound Arcaici tappeti sonori by Gianni Faluomo, musician and journalist for Radio Capital

In search of the canto a tenore polyphonic singing, one of the most ancient musical traditions in the Mediterranean, included in the UNESCO Intangible Cultural Heritage list since 2005

Late in the evening, when the Cannonau has dissolved the fatigue of work, in the bar in Ardauli four young men bring their fashionably-styled heads together, their hands shielding their ears to help them hear their own modulation better, and from their chests they release a sound which evokes the mysteries of the island, the formidable laws of nature. This is a move to protect this and other age-old forms of culture from the risk of destruction posed by the process of globalisation. The young men of Arauli, a hamlet in the historical region of Barigadu, in the centre of Sardinia, are a demonstration of how young people are doing their part to preserve such a treasure: in the last few years there are many who have re-discovered and embraced the artistic forms of traditional Sardinian culture. Throughout the island, groups and associations are being

Alla scoperta del canto a tenore, una tra le più antiche tradizioni musicali del Mediterraneo, inserito nella lista dei patrimoni intangibili dell’Umanità dell’Unesco dal 2005

A tarda sera, quando il cannonau ha sciolto la stanchezza del lavoro, nel bar di Ardauli quattro giovani avvicinano il capo acconciato con tagli alla moda, la mano fa da schermo all’orecchio per sentire meglio la propria modulazione, dal petto scaturisce un canto che evoca i misteri dell’Isola, le imponenti leggi della natura. È, questo, un gesto per proteggerlo dal processo di globalizzazione che rischia di distruggere questa e altre forme millenarie di cultura. I ragazzi di Ardauli, borgo della regione storica del Barigadu, al centro della Sardegna, mostrano come i giovani stanno facendo la loro parte per preservare un tale tesoro: negli ultimi anni tanti hanno riscoperto e abbracciato le forme artistiche della cultura tradizionale sarda, ovunque nell’Isola sorgono gruppi e associazioni per tenere vivi il ballo e la musica.

49


formed to keep dance and music alive. The canto a tenore is only one of a multitude of expressions of Sardinian musicality and poetry, the legacy of a strong community spirit which is expressed in chorus or in poetry competitions. There are youngsters, but there have also been, and fortunately there still are, great choirs, recognised by international artists who sought them out for prestigious musical productions long before UNESCO recognised them. One of the most famous was formed just a few kilometres

Il canto a tenore è soltanto una delle molteplici espressioni di musicalità e poetica sarde, retaggio di un forte spirito comunitario che si esprime nel coro come nelle gare di poesia. Ci sono i giovani, ma ci sono stati e per fortuna ci sono ancora, i grandi cori, riconosciuti prima che dall’Unesco da artisti internazionali che li hanno voluti in collane di musica prestigiose. Uno dei più famosi è nato proprio a pochi chilometri da Ardauli: è il coro di Neoneli. Negli zilleri, locali pubblici

“The canto a tenore is a time machine, those who listen to it are sent back to an ancient Sardinia in which Sardinian choral singing accompanied the most important communal events” “Il canto a tenore è una macchina del tempo, chi lo ascolta è proiettato in una Sardegna antica in cui il coro accompagnava i momenti più significativi della comunità”

from Ardauli, the choir of Neoneli. In the ‘zilleri’, the descendants of ancient taverns, the technique may not be the most refined, but in any case, it imitates highly rigid canons. The ethnomusicologist Ignazio Macchiarella describes the canto a tenore as “an instrument at the service of poetry”. There are four singers in a group: the first, ‘sa boghe’ in the Nuoro dialect ‘sa oche’ in Logudorese, begins the singing by sounding the tonality that the other three, ‘contra, mesu boghe’ and ‘bassu’, have to follow. Only ‘sa

50

discendenti alle antiche osterie, la tecnica può non essere sopraffina ma imita comunque canoni rigidissimi. L’etnomusicologo Ignazio Macchiarella descrive il canto a tenore come “uno strumento al servizio della poesia”. I cantori sono quattro: il primo, sa boghe (in sardo logudorese o sa oche in sardo nuorese) avvia il canto, gli altri tre contra, mesu boghe e bassu, lo accompagnano. Soltanto sa boghe modula la poesia, gli altri tre vanno dietro cantando


Tenores of Bitti · Tenores di Bitti ©Coop. Istelai

boghe’ modulates the poetry. The other three voices follow him by singing syllables which do not have a precise meaning, but which serve to “weave a carpet of sound” which is extraordinarily fascinating. The canto a tenore is practised during the sheep-shearing period, at weddings, during harvest, religious or local celebrations, which take place in abundance in the Spring and Summer periods and in which one can participate easily (and actively). Alternatively, one can pay a visit to the multimedia Museum of canto a tenore in Bitti, in the Nuoro area, where technology helps those less expert in music and singing technique to get a taste of the mystery of one of the most archaic forms of music in the Mediterranean. ♦

sillabe che non hanno un preciso significato, ma che servono a ‘ricamare un tappeto sonoro’ di straordinaria suggestione. Il canto a tenore: la tosatura, il matrimonio, il raccolto, la festa religiosa. L’incontro nello zilleri, durante la mescita di vino, è meno consueto delle feste campestri alle quali, soprattutto in estate e primavera, si può partecipare facilmente (e attivamente). Oppure, si può far visita al Museo multimediale del canto a tenore a Bitti, vicino a Nuoro, dove la tecnologia aiuta anche i meno esperti di musica e tecniche del canto a entrare nei misteri di una delle espressioni musicali più arcaiche del Mediterraneo. ♦

51


- SPORT -

Sardinia is a byword for surfing La Sardegna é sinonimo di surf by Mirco Babini

An island in the middle of the Mediterranean which shines with blue and white A land like no other. Almost two thousand kilometres of coastline, where wind, water and time have created a wide range of coastal landscapes, ever-changing from north to south and from east to west. The sea that surrounds the island is a substantial element

52

Un’isola al centro del mediterraneo che splende di blu e bianco. Una terra unica. Quasi duemila chilometri di litorale, dove vento, acqua e tempo hanno creato molteplici paesaggi costieri, sempre diversi da nord a sud, da est a ovest. Il mare che la circonda è elemento sostanziale e ‘vissuto’ in varie maniere: da


“Mandriola is the meeting point for thousands of surfers for the “surfing festival” which sees the specialisation as an important sport for future generations.”

“A Mandriola si radunano migliaia di surfisti per la ‘sagra del surf’, che battezza la specialità come sport di importanza rilevante per le generazioni future.”

A surfer riding the waves on the southern coast Surfista tra le onde delle coste del Sud. ©Francesca Fara

which is “experienced” in various ways. For years, Sardinia has been a reference point for sea-based sports activities which range from surfing, taking advantage of fantastic waves, to all forms of sailing, even regattas. Despite its fame, for various reasons it has never been overly popular for marine sports. However, for some time now, a new era has begun, thanks to rapidly-spreading information and social networks which transmit the island’s image and the timely work of a number of entrepreneurs who have created services and events, joined by the rapid growth in communities of people practicing board sports. Hundreds of wave surfers come to Sardinia all year round thanks to the temperate climate which can be found even in the winter and the possibility to practice sport in the sea without problems, and importantly - without the complex clothing necessary in Northern Europe. Wave surfing is experiencing rapid growth, also due to its inclusion as a sport in the upcoming Olympics in Tokyo in 2020: schools are experiencing high demand, and the “spots”, the places with the “right” waves, are ever-increasingly visited, leading to the creation of veritable organisations which offer surf houses and camps, as well as structures providing accommodation to surfers who come to Sardinia from all over Europe. In the north of the island, the most famous areas are La Marinedda in Isola

anni la Sardegna è riferimento per le attività sportive in mare, che spaziano dal surf, sfruttando onde favolose, fino alla vela in ogni sua espressione, anche quella dei campi di regata. Nonostante la sua fama, per varie ragioni, non è mai stata presa d’assalto per gli sport del mare. Da qualche tempo, però, si è aperta una nuova era, grazie all’informazione che viaggia veloce, ai social che ne veicolano l’immagine e alla tempestiva opera di alcuni imprenditori che hanno creato servizi ed eventi, cui si aggiunge la crescita esponenziale di comunità che praticano sport da tavola. Centinaia di surfisti da onda arrivano in Sardegna in qualunque periodo dell’anno grazie a clima temperato anche in inverno e la possibilità di praticare sport in mare senza problemi e – dettaglio non trascurabile - senza abbigliamenti complessi come quelli che occorrono nel nord Europa. Il surf da onda sta crescendo in maniera esponenziale, anche grazie all’inclusione come disciplina ai prossimi giochi olimpici di Tokyo 2020: le scuole son prese d’assalto e anche gli spot - i luoghi con le onde ‘giuste’ - son sempre più frequentati dando vita e vere e proprie organizzazioni che offrono surf house e camp, oltre a strutture che ospitano surfisti che raggiungono la Sardegna da ogni parte d’Europa. Al nord aree ben conosciute 53


Mirco Babeni riding the waves on the southern coast. Mirco Babeni tra le onde delle coste del Sud. ©Francesca Fara

Rossa, La Ciaccia in Valledoria. The western coast, where the Mistral blows all year round, is famous all over the world: from Capo Mannu to the Sinis peninsula, from Marina di Arbus right down to Buggerru and Fontanamare. Capo Mannu is the setting of famous regional, national, international competitions, and in mid-October, of the Surfing Games, which see the crowning of the Italian category champions, and is characterised by perfect oceanic waves. Mandriola (in the area of San Vero Milis) is the meeting point for thousands of surfers who come for the “surfing

54

sono La Marinedda a Isola Rossa, La Ciaccia a Valledoria. La costa occidentale, battuta tutto l’anno dal maestrale, è celebre in tutto il mondo: da Capo Mannu alla penisola del Sinis, da Marina di Arbus fino a scendere a Buggerru e Fontanamare. A proposito di Capo Mannu, scenario di famose competizioni internazionali, nazionali e regionali e, a metà ottobre, dei Surfing games, che decideranno i campioni Italiani di categoria, qui si frange una perfetta un’onda oceanica. A Mandriola (nel territorio di San Vero Milis) si radunano migliaia


festival”, which which sees the specialisation as an important sport for future generations. Then there is the southern coast. In Chia (in the area of Domus de Maria), particularly fast waves come in from the turquoise sea; in the bay of Villasimius the tides driven by the Grecale and Scirocco winds create spectacular waves. Sardinia is a byword for surfing. And surfing is a byword for respect for the environment. There are ever more frequent days dedicated to marine sports, also destined to raising awareness regarding clean seas and beaches with both adults and children. ♦

di surfisti per la ‘sagra del surf’, che battezza il surf come sport di importanza rilevante per le generazioni future. E poi c’è la costa meridionale: a Chia (nel territorio di Domus de Maria) un’onda particolarmente veloce vien fuori dal mare turchese; nelle baie di Villasimius le mareggiate di grecale e scirocco disegnano onde spettacolari. La Sardegna è sinonimo di surf. E il surf è sinonimo di rispetto dell’ambiente. Si moltiplicano le giornate dedicate agli sport del mare, destinate anche a sensibilizzare adulti e bambini verso la tutela e pulizia del mare e delle spiagge. ♦

55


- EXPERIENCE -

The light at the bottom of the sardinian sea La luce in fondo al mare sardo by M. Assunta Fodde

AN INTERVIEW WITH DAVIDE CARRERA IN SEARCH OF A DIRECT CONTACT WITH THE DEPTHS

When did your relationship with Sardinia begin? Probably in a previous life. I feel more at home in Sardinia than in Turin, where I was born. The first time was when I was six, and I still remember swimming in the crystal-clear waters. Then I returned at the age of twenty, as a feediving instructor at Santa Teresa Gallura, at the Marmorata. I was Umberto Pelizzari’s assistant. I have been living here permanently for about seven years. What do you look for in the depths? I am addicted to water, I have very close ties with the sea, and the strongest sensations I feel when diving into the depths are those of space, calm and freedom. When I dive, I feel completely free to let myself go. I have a form of respect and of trust for the sea, considering it not so much an element as an

56

INTERVISTA A DAVIDE CARRERA ALLA RICERCA DI UN CONTATTO DIRETTO CON LA PROFONDITÀ

Da quanto conosci la Sardegna? Forse da una vita precedente, mi sento più a casa in Sardegna che a Torino dove sono nato. La prima volta avevo sei anni e mi ricordo ancora i bagni nell’acqua cristallina, poi ci sono tornato a vent’anni da istruttore di apnea a Santa Teresa Gallura, alla Marmorata, come assistente di Umberto Pelizzari. Ora sono stabile qui da circa 7 anni. Cosa cerchi in fondo al mare? Io sono un acqua-dipendente, sono molto legato al mare e le sensazioni più forti che provo scendendo in profondità sono quelle di spazio, di calma, di libertà. Quando sono immerso sono sicuro di potermi lasciare andare completamente, nutro una forma di rispetto ma anche di fiducia per il mare, non come elemento ma come entità che ha un’anima con cui dialogo. Mi serve perché mi fa da specchio.


“I have a form of respect and of trust for the sea, considering it not so much an element as an entity with a soul, with which I can communicate. This helps me to examine myself.” “Io nutro una forma di rispetto ma anche fiducia per il mare, non come elemento ma come entità che ha un’anima, con cui dialogo. Mi serve perché mi fa da specchio.”

Davide Carrera diving off Capo Figari. Davide Carrera in immersione a Capo Figari. ©Adolfo Maciocco.

57


Diving in the crystal waters in the midst of numerous shoals of fish. Immersione nel mare cristallino popolato da numerose banchine di pesci. ŠE. Trainito

DAVIDE CARRERA Freediving champion with a constant weight apnea record with monofins of -116 metres below sea level. A spokesperson for the Charta Smeralda project for the promotion of the sustainable use of marine resources. Campione di apnea con un record in assetto costante in monopinna a -116 metri sotto il livello del mare. Testimonial del progetto Charta Smeralda per la promozione di un uso sostenibile delle risorse marine.

58


entity with a soul, with which I can communicate. This helps me to examine myself. What do the depths of the Sardinian sea give to you? I have always considered the Mediterranean in general and the Sardinian sea, which its clarity, as my home. When you are sitting on the bottom of the Sardinian sea, whether it be rocky or quartzfilled sand, the light still filters through intensely and it is a rich setting, heavily populated by fish. The transparency of the water in Polynesia or the Caribbean is no better that that of Sardinia. What depth do you dive to? My latest record is -116 metres with constant weight. What are your favourite sea beds? There are so many. I find the island of Tavolara, the Monaci area off the island of Caprera and all of the areas far from the main routes, where the water is calmer and wilder, such as Capo Manno on the west coast, and Villasimius in the south, to be magical. In which period would you recommend exploring the Sardinian sea? The ideal period for diving is between June and September. But with a good wetsuit, even from January to March and beyond November. In your travels around the world, what have you heard people say about Sardinia? Many have heard of the beauty

La profondità del mare sardo cosa ti restituisce? Il mar Mediterraneo in generale e il mare sardo per la sua limpidezza l’ho sempre considerato il mare di casa. Quando si sta appoggiati sul fondo del mare della Sardegna, che sia roccioso o di sabbia ricca di quarzo, la luce arriva ancora potentissima ed è uno scenario ricco perché molto popolato di pesci. La trasparenza dell’acqua, in Polinesia e nei Caraibi, non è migliore di quella sarda. A quale profondità scendi? Il mio ultimo record è di -116 metri in assetto costante. Quali sono i tuoi fondali preferiti? Sono tanti, per me magici sono l’Isola di Tavolara, la zona dei monaci fuori dall’Isola di Caprera, tutte le zone lontane dalle rotte principali, dove l’acqua è più tranquilla e selvaggia come Capo Mannu nella costa ovest e Villasimius al sud. Quale periodo consigli per esplorare il mare sardo? Il periodo ideale per le immersioni è da giugno a settembre. Ma con una buona muta anche da gennaio a marzo e oltre novembre. Nei tuoi viaggi intorno al mondo cosa senti dire sulla Sardegna? In molti hanno sentito parlare della bellezza della Sardegna e sono affascinati da quest’isola.

59


of Sardinia and are fascinated by this island. What image do you have of Sardinia? The healthy aspect of the island: it is a genuine and authentic land, where you can still find healthy food. The fragrance of the Mediterranean bush enraptures me, and the mere scent makes me feel better. In the off-season period, when there are less people around, the water in the bays is even clearer and the view of the granite hills gives me a sensation of strength and tranquillity. When would you recommend visiting the island? If the waters of Sardinia were always warm, I would never leave. The island has always given me the impression of being ideal for trekking, mountain biking, and for culinary tours, and these are things that I would most definitely do all year round. Apart from the sea, where do you like to go in Sardinia? If I am short of time, I stay in the Olbia area, where it is possible to visit ancient places of worship, such as the sacred well in the Pittulongu area, or the Santa Cristina well in Paulilatino. I always look for a connection to water, seeking out natural springs, and there are many fascinating places in the hills of the island. When I have more time, I like to go to the Dorgali area, or even further south to the Cagliari region. ♦ 60

Tu che immagine hai della Sardegna? L’aspetto salutare della Sardegna: è una terra genuina e non contaminata, dove puoi trovare ancora il cibo sano. I profumi della macchia sarda mi rapiscono e mi fanno stare bene solo a sentirli. Fuori stagione, quando c’è meno gente l’acqua delle baie è ancora più limpida e la vista sulle montagne di granito mi danno una sensazione di forza e di calma insieme. Quando consiglieresti di fare un viaggio qui? Se l’acqua della Sardegna fosse sempre calda io non andrei mai via da qui. Osservando l’isola ho sempre pensato che si presta moltissimo a percorsi di trekking, in mtb, per itinerari enogastronomici queste sono attività che puoi fare sicuramente tutto l’anno. Fuori dall’acqua dove ti piace andare nell’isola? Se ho pochi giorni vado intorno a Olbia dove si possono visitare i luoghi un tempo cultuali, come il Pozzo sacro verso Pittulongu o quello di Santa Cristina a Paulilatino. Cerco sempre il legame con l’acqua alla scoperta di sorgenti di acqua naturale e nelle colline dell’isola ce ne sono tantissime e affascinanti. Con più tempo a disposizione vado volentieri nel dorgalese o più al sud nel cagliaritano. ♦


- R E P O R TAG E -

I VA N P E D R E T T I

I’m a professional photographer living in Sardinia, Italy. The most part of my photographs are panoramic landscapes specially at night. Ivan Pedretti, vivo in Sardegna (Italia) e sono un fotografo professionista specializzato in panoramiche di paesaggi naturali soprattutto notturni.

61


Buggerru, Cala Domestica with the moon setting beneath the Milky Way Buggerru, Cala Domestica davanti al tramonto della luna sotto la via Lattea Š Ivan Pedretti

62


63


Cagliari, view of the Sella del Diavolo promontory Cagliari, Vista dal promontorio della Sella del Diavolo. Š Ivan Pedretti 64


65


Pula - Cala Cipolla, a view of the Capo Spartivento lighthouse Pula - Cala Cipolla, vista sul faro di Capo Spartivento Š Ivan Pedretti

66


67


Villacidro, the Monti Mannu Forest at night Villacidro, Foresta di Monti Mannu in notturna Š Ivan Pedretti

68


69


Montarbu, Nuraghe in ruins in the Geremeas area Montarbu, nuraghe Nuraghe diroccato in località Geremeas. Š Ivan Pedretti

70


t h e

d e f i n i t i v e

- GUIDE -

g u i d e


Exploration itineraries and experience packages

A view of the most spectacular places to visit A directory of the most characteristic events of the destination Special contents about Sardinia Trip planner

cover page: Pula - In primo piano il mosaico di epoca Romana di Nora Š Ivan Pedretti in copertina: Pula - in the foreground, a Roman mosaic from Nora


DISCOVER THE WEBSITE

www.sardegnaturismo.it

Turismo ASSESSORADU DE SU TURISMU, ARTESANIA E CUMMÈRTZIU ASSESSORATO DEL TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO


ALGHERO CA-AL 248km

SASSARI

PORTO TORRES AL-OL 147km

NUORO

CA-OL 258km

ARBATAX

OLBIA

GOLFO ARANCI


CAGLIARI

ARBATAX


G E N E R AL I NFOR M AT ION I N F ORM A Z IO N I

GENERA L I

Sardinia is the second largest island in the Mediterranean, but it is second to none for the emotions that spring from its uncontaminated territories, for unforgettable food, for the uniquein-the-world archaeological heritage and for the emotions that enrich the quality of life and the longevity of those who frequent the peoples and the placid lands.

La Sardegna è la seconda isola del Mediterraneo per estensione, ma non è seconda a nessuno per le emozioni che scaturiscono dai suoi territori incontaminati, per il cibo indimenticabile, per il patrimonio archeologico unico al mondo e per le emozioni che arricchiscono la qualità della vita e la longevità di chi ne frequenta le genti e le placide terre.

E S S E N TI ALS I N F O

E S S E N Z IA LI

GENERAL INFO / INFORMAZIONI GENERALI

VALUTA / CURRENCY

Italian Republic Area: 24.090 km2 - (9,300 sq mi) Popolazione/Population: 1.6 Millions Currency: Euro (€) Time Zone: UTC+1 ; summer UTC+2 Country Code: +39

1 € = 1,23 $ = 0,89 £

SITI WEB / WEBSITES

COST OF LIVING / COSTO DELLA VITA

www.regione.sardegna.it www.sardegnaturismo.it www.olbiairport.com www.algheroairport.com www.cagliariairport.it

Cheap restaurant: 10,00 – 13,00€ Mid-range restaurant: Three-course: 30,00 - 45,00€ Beer: 2,00 - 4,50€ Water: 0,50 - 1,60€ Fresh bread (1kg): 1,50 - 3,50€; One way ticket (local transportation): 1,30€

EMERGENZE / EMERGENCY SERVICES 118 Emergenze Emergencies

1530 Guardia Costiera Coast Guard

TRASPORTI / TRANSPORT Arst: 800 86 50 42 Trenitalia: 800 90 60 60


TEMPERATURE MEDIE / AVERAGE TEMPERATURES

40° 35° 30° 25° 20° 15° 10° 5° 0° Jan

Feb

Mar

Apr

May

Jun

Jul

Aug

Sep

Oct

Nov

Dec

Jun

Jul

Aug

Sep

Oct

Nov

Dec

PRECIPITAZIONI MEDIE / AVERAGE RAINFALL

mm 100 90 80 70 60 50 40 30 0 Jan

Feb

Mar

Apr

May


M OV E M U OV E R S I

TRAVELLING IN SARDINIA In Sardinia, the transport system is primarily entrusted/assigned to road and rail modes, with shipping links to the minor islands. The main road network is spread over a route that connects the south of the regional capital Cagliari first to Oristano, on the west coast, then towards Sassari in the north-west, and Nuoro and Olbia in the north-east. The rest of the road network of the island, winds up among the high slopes of the hinterland and 1,897 km of coastline, offering breathtaking views.

BY TRAIN The railway system of Sardinia is divided into a main line linking the northern ports of Olbia and Porto Torres, with the regional capital, in the south. Inside the island also operate the ‘Ferrovie della Sardegna’ on tracks of haunting beauty which lead the line gauge through forests, gorges and mountain passes. From Olbia, Cagliari and Alghero airports, you can reach the train station with the urban bus ph +39 06 68475475 – 800 906060 trenitalia.com BY BUS Concerning the road transport system the main operator is the company A.r.s.t., which starting from the three airports connects almost all the centers of the island. Tickets are on sale at the airport ticket offices, kiosks and other authorized dealers. ph 800 86 50 42 informazioni@arst.sardegna.it arst.sardegna.it

NCC and TAXI Several private car hire companies connect the small centers with the most important cities of the area, with the provincial capitals and the regional capital. Near the arrivals area in the airports is available a taxi service that operates 24 hours.


VIAGGIARE IN SARDEGNA In Sardegna il sistema dei trasporti è affidato principalmente alla modalità stradale e ferroviaria, con alcuni collegamenti marittimi verso le isole minori. La principale rete stradale si sviluppa su una direttrice che collega da sud il capoluogo regionale di Cagliari prima con Oristano, nella costa occidentale, per poi proseguire verso Sassari a nord-ovest, e verso Nuoro e Olbia a nord-est. Il resto della rete viaria dell’isola, si inerpica fra gli alti pendii dell’entroterra ed i 1.897 km di costa, offrendo panorami mozzafiato. VIAGGIARE IN TRENO Il sistema ferroviario della Sardegna si articola in una linea principale che unisce i nodi portuali del nord, Olbia e Porto Torres, con il capoluogo a Sud. Nell’isola operano anche le Ferrovie della Sardegna, su tracciati di struggente bellezza che conducono la linea a scartamento attraverso boschi, gole e passi montani. tel +39 06 3000 – 800 906060 trenitalia.com VIAGGIARE IN BUS Il sistema di trasporto stradale vede il principale operatore nell’A.r.s.t. che collega, partendo dai tre aeroporti, quasi tutti i centri dell’isola. I biglietti sono in vendita presso gli infopoint degli aeroporti, le biglietterie, le edicole e gli altri rivenditori autorizzati. tel 800 86 50 42 informazioni@arst.sardegna.it arst.sardegna.it NCC e TAXI Numerosi autonoleggiatori privati collegano i piccoli centri con le più importanti città della zona, con i capoluoghi di provincia e con il capoluogo regionale. In prossimità dell’area arrivi degli aeroporti è disponibile un servizio taxi che opera 24h.


OSLO STOCKHOLM

RIGA

COPENHAGEN MANCHESTER

LONDON

HAMBURG

AMSTERDAM

HANNOVER BRISTOL

BRUSSELS

COLOGNE

NUREMBERG

LUXEMBOURG

PARIS

PRAGUE

STUTTGART STRASBOURG

NANTES

BASEL GENEVA LYON

BORDEAUX

BERLIN

DUSSELDORF

BRATISLAVA MUNICH

ZURICH

SALZBURG

BERN MILAN

VERONA VENICE

TURIN TOULOUSE

WIEN

NICE

BOLOGNA GENOA PISA

BARCELLONA

ROME

MADRID

NAPLES

OLBIA

PALERMO

BARI


Olbia Costa Smeralda flights network Voli aeroporto Olbia Costa Smeralda Olbia Costa Smeralda Airport is situated in the north-east of the island and, together with the seaport system, represents the main gateway to Sardinia. Serving the most developed tourist area on the island, Olbia Airport connects more than 130 destinations with both scheduled and charter flights. There are 20 countries overall that are connected to Sardinia with easy and convenient flights operating mainly in the spring, summer and autumn, although several run all year round. Please visit the Olbia Costa Smeralda website for more info

MOSCOW

www.olbiairport.com L’aeroporto di Olbia Costa Smeralda si trova nel nord-est dell’isola e rappresenta, con il sistema di porti, la principale porta d’accesso alla Sardegna. L’aeroporto serve la principale area turistica dell’isola, e collega oltre 130 destinazioni sia con voli di linea che charter. I paesi collegati alla Sardegna con voli facili e confortevoli sono 20, principalmente in primavera, estate e autunno, ma ci sono diversi collegamenti durante tutto l’anno. infopoint: +39 0789 56 34 44 TEL AVIV


HIG H LI GH TS OF T HE SARDINIAN NO RT H -EAST T RAT TI

SA L IE N TI

DEL

NO RD-EST

4 3

2

1

5 6


1_ O L BI A Areas in Olbia of historical importance which merit a visit include the Castle of Pedres, the Sa Testa Sacred Well and the Giants’ Tomb complex of Su Mont’e s’Abe. From wherever you are in the Olbia area, the island of Tavolara dominates the panorama. A zone characterised by particular respect for the environment, the island closes the gulf, characterising the horizon as seen from the land. There are interesting options for excursions to the island, including rock climbing, with various trekking trails through the Mediterranean bush.

Tra le aree visitabili del passato della città di Olbia vi sono il Castello di Pedres, il pozzo sacro di Sa Testa e il complesso della tomba dei giganti di Su Mont’e s’Abe. Da ogni prospettiva di vista domina l’Isola di Tavolara, un’area ad alto rispetto ambientale, e che chiude il golfo caratterizzandone lo scenario dalla terra verso il mare. Interessante l’escursione sull’isola, inclusa l’arrampicata, con diversi sentieri tra la macchia mediterranea.

2 _ LU R AS Near to Luras, the oldest tree in Italy, and one of the oldest in Europe, can be found. From here it is also possible to admire Lake Liscia, which can be reached with the “Trenino Verde” train and is the ideal place for excursions in mountain bike or kayak. The peak of Mount Limbara offers a number of trails which are easily accessible by foot. The village itself offers a number of museums such as the Galluras, a Museum of ethnography and the Agabbadora.

A Luras si trova l’albero più vecchio d’Italia e uno dei più longevi d’Europa. Da qui è anche possibile ammirare il Lago Liscia raggiungibile tramite il Trenino Verde, luogo ideale per le escursione in mountain-bike o in kajak. La punta del Monte Limbara offre numerosi sentieri facilmente accessibili a piedi. Nel paese si trovano luoghi culturali interessanti come il Galluras, museo Etnografico e dell’Agabbadora.


3 _ L A M A D DA L E N A La Maddalena is the largest island in a natural protected archipelago which contains another six islands: Caprera, Budelli, Santo Stefano, Santa Maria, Spargi and Razzoli. Each one offers a unique marine spectacle, with numerous inlets set among the granite: Cala Spalmatore, Cala Coticcio, the Spiaggia del Relitto and the most famous Spiaggia Rosa, which can be reached only by swimming.

La Maddalena è l’isola maggiore di un arcipelago naturale protetto formato da altre sei isolette: Caprera, Budelli, Santo Stefano, Santa Maria, Spargi e Razzoli. Ciascuna offre uno spettacolo marino differente con numerose calette incastonate nel granito: Cala Spalmatore Cala Coticcio, la Spiaggia del Relitto e la più nota nonché raggiungibile solo a nuoto, la Spiaggia Rosa.

4 _ SA N TA T E R E SA The urban layout of the town is the exact copy of the city of Turin and was founded by the Savoias. It is however the Spanish Longosardo tower which characterises Santa Teresa, set over the crystal-clear waters of the Rena Bianca beach and looking out towards the Corsica sea stacks across the Strait of Bonifacio. The sea-side complex of Lu Brandali offers evidence of the presence of the Nuragic people, and the isthmus of Capo Testa is worth a tour on foot or by bike to the majestic natural spectacle offered by the Valle della Luna with Cala Grande.

L’impianto urbano del borgo è la copia esatta della città di Torino, firmato Regno dei Savoia. E’ la Torre di Longonsardo di origine spagnola però a caratterizzare l’abitato, dall’alto delle acque cristalline di Rena Bianca, e che guarda i faraglioni della Corsica oltre le Bocche di Bonifacio. Per convalidare la presenza dei nuragici vicino al mare occorre visitare invece il complesso di Lu Brandali, prima di addentrarsi nell’istmo di Capo Testa, che vale la fatica di un giro a piedi o in bici fino al maestoso scenario naturale della Valle della Luna con Cala Grande.


5_OROSEI 8 km from the town of Baunei, the Golgo high plains are an unmissable destination for excursionists. In the heart of the plain is the “Su Sterru” abyss, one of the deepest in Europe, and the walking trails include the “Belvedere de Santu Franciscu” and “Monte Ginnirco”. The “As Piscinas” basalt pools and “Cala Goloritzè” are among the most popular destinations, together with the grottos of Ispinigoli and Bue Marino.

A 8 km dal centro abitato di Baunei, l’altopiano del Golgo è la meta imperdibile per gli escursionisti. Nel cuore dell’altopiano è visibile la voragine “Su Sterru”, fra le più profonde d’Europa, tra i sentieri da percorrere il “Belvedere de Santu Franciscu” e il “Monte Ginnirco”. Le vasche basaltiche “As Piscinas” e “Cala Goloritzè” sono tra le destinazioni di successo insieme alle grotte Ispinigoli e del Bue Marino.

6_ N U O R O From the Solitudine church, a footpath through the woods leads to the highest peak of Monte Ortobene, Cuccuru Nigheddu, an ideal destination for lovers of trekking and heart-stopping excursions for mountain-bikers. The peak offers a view of the river Cedrino, characterised by pre-Nuragic sites such as the Domus de Janas of Maria Frunza and Sas Vrighines. Another important destination is in the nearby Supramonte di Oliena, with the Nuragic complex of Sa Sedda ‘e Sos Carros, the Lanaittu valley and the village of Tiscali.

Dalla Chiesa della Solitudine un sentiero attraverso i boschi porta alla vetta di più alta del Monte Ortobene, Cuccuru Nigheddu, una meta ideale per gli amanti del trekking e delle escursioni adrenaliniche per bikers. Dalla vetta si può ammirare il fiume Cedrino, caratterizzato da testimonianze prenuragiche come le domus de Janas di Maria Frunza e sas Vrighines. Nel vicino Supramonte di Oliena da non perdere la visita al complesso nuragico di Sa Sedda ‘e Sos Carros, La valle di Lanaittu e il villaggio di Tiscali.


- NORTH-EAST -

Living in Gallura, with its characteristic stazzi, is an emotional experience Vivere nella Gallura degli stazzi è una continua emozione by Dorinda Dekeyser, a Belgian journalist

The culture of the people of Gallura is transmitted through language and a love of the land, where one

La civiltà dei galluresi si tramanda con la lingua e con l’amore per la terra, dove l’occhio si

is daZZled by the beauty of the

perde in mezzo ai campi coltivati tra

cultivated fields set among the

abitazioni immerse nella vegetazione

traditional habitations and the sea

Sardinia for me conjures up a myriad of images linked to the sea: hidden coves, beaches with bright white sand, and breath-taking cliffs. Of course, the name Sardinia also conjures up Nuraghe, mysterious representatives of the history of the island and its civilisations, but I don’t know much about Sardinian culture. Or rather, I used not to know much, because I recently had the opportunity of discovering and experiencing the landscape and the food of the Gallura region in the Spring, before the Summer season. My journey turned out to be an exploration of a past enriched with encounters between peoples, with landscapes almost untouched over time, and with a cuisine which still bears the traces of many foreign influences. The Gallura covers the north-eastern part of the island, well-known for the beautiful Costa Smeralda and an inland area just waiting to be discovered. Gallura, or Gaddhura in the local dialect, means “rocky area”, and it is the granite which gives the coves their distinctive colours. The granite sub-layer also lends character to

e le case sulla costa

Se penso alla Sardegna mi viene in mente una miriade di immagini legate al mare: calette nascoste, spiagge di una sabbia bianchissima e scogliere mozzafiato. Certo, chi dice Sardegna dice nuraghi, testimoni misteriosi della storia dell’Isola e della sua civiltà ma della cultura sarda so ben poco. O sapevo, perché di recente ho avuto la possibilità di scoprire e di vivere il territorio e la gastronomia della Gallura in primavera, prima dell’estate. Il mio viaggio si è rivelato un percorso dentro un passato ricco di incontri tra popoli, di paesaggi rimasti quasi invariati nei secoli, di una cucina che ancora oggi porta le tracce dei tanti passaggi stranieri. La Gallura comprende la parte nord-orientale della Sardegna, conosciuta per la bellissima Costa Smeralda e con un entroterra tutto da scoprire. Gallura, o Gaddhura nel dialetto locale, significa ‘zona rocciosa’ ed è proprio il granito a determinare il colore distinto delle calette. Per di più il sottosuolo granitico caratterizza anche il Vermentino, il buonissimo vino bianco che si può assaggiare un po’ ovunque.


“My journey turned out to be an exploration of a past rich in meetings between peoples, in landscapes which have remained practically untouched over time, and with a cuisine which even today carries the traces of many foreign influences”

Detail of the interior of a typical Gallura home in the centre of Sardinia. Dettaglio dell’interno di un abitazione tipica gallurese, nel centro della Sardegna.

“Il mio viaggio si è rivelato un percorso dentro un passato ricco di incontri tra popoli, di paesaggi rimasti quasi invariati nei secoli, di una cucina che ancora oggi porta le tracce dei tanti passaggi stranieri”


Vermentino, the wonderful white wine which can be enjoyed throughout the island. Stazzi, typical rural habitats, can be found spread throughout the island. In the 1600s, a feud broke out among the families of Southern Corsica, who took refuge in Gallura. The region was scarcely populated following the Saracen invasions and malaria and was therefore ideal for the fleeing Corsicans. Lu stazzu, the refuge where the Corsicans set up home, was a modest two-room house. At least at the beginning. As they were refugees and had to remain anonymous, it was essential for them to be self-sufficient. Nothing was to be thrown away. The inhabitants recycled everything. Over the years, the stazzi came together, forming small villages. A good example of a stazzo is Lu Branu, a holiday and educational farm which also functions as a museum. Here it is as though time has stopped. Among the period objects, the furniture and the every-day utensils, visitors find themselves catapulted into the daily life of Domenica, nicknamed Schiappina, who ran her stazzu single-handedly in the 1800s. When her neighbour tried to take her land, the two faced each other on horseback. She had a shotgun hidden under her skirt, and she wounded him in the foot. Her neighbour reported her, and Domenica had to give him three cows, as he was unable to work. This episode earned her fame as “the only woman bandit in Sardinia”. At the height of the stazzi period, there were 2200 in Gallura. As time passed, the Corsicans became part of the local population, but not without leaving their mark on the language. The Gallurese dialect has another linguistic influence which is just as surprising: Tuscan. Fortunately, the Gallurese have also passed on their cuisine as well as their language. Whoever wants to have hands-on experience will not be disappointed. The area offers various workhops on traditional Gallurese cuisine, such as how to prepare gnocchi or zuppa gallurese. A unique way to experience the wealth of the area, well off the beaten track.

Sparsi nella Gallura si trovano gli stazzi, insediamenti rurali tipici. Nel ‘600 una faida coinvolse le famiglie del sud della Corsica che si rifugiarono in Gallura. Infatti, la regione era spopolata per le invasioni saracene e per la malaria ed offriva quindi un rifugio per i Corsi in fuga. Lu stazzu, il rifugio dove trovarono dimora i Corsi, era una casupola povera di due stanze. Almeno all’inizio. Siccome dovevano conservare l’anonimato essendo profughi, fondamentale per gli abitanti era essere autosufficienti. Non andava perso niente, gli abitanti riciclavano tutto. Nel corso degli anni gli stazzi si unirono per diventare piccoli villaggi. Un bell’esempio di uno stazzo è Lu Branu, agriturismo, nonché museo e fattoria didattica. E’ come se il tempo si fosse fermato: grazie agli oggetti dell’epoca, i mobili, gli utensili di uso quotidiano il visitatore si trova subito catapultato nella consuetudine di Domenica, soprannominata Schiappina, che nel ‘800 gestiva da sola il suo stazzo. Quando il suo vicino le volle prendere il terreno si affrontarono a cavallo. Lei aveva nascosto il fucile sotto la gonna, gli sparò e lo ferì al piede. Il vicino la denunciò e Domenica dovette dargli tre mucche perché lui non era più in grado di lavorare. L’episodio rocambolesco le valse la nomina di ‘unica donna nel banditismo sardo’. Al culmine della civiltà degli stazzi, ce n’erano ben 2200 in Gallura. Con l’andar del tempo i Còrsi si sono inseriti nella popolazione locale, ma non senza lasciare la loro impronta sulla lingua. Nel dialetto gallurese è possibile trovare un’altra influenza linguistica, altrettanto sorprendente: il toscano. Per fortuna i galluresi tramandarono non solo la lingua ma anche la loro gastronomia. Chi vuole ‘mettere le mani in pasta’ sarà accontentato: nella zona si offrono diversi workshop sulla gastronomia tradizionale gallurese, come la preparazione degli gnocchi o la zuppa gallurese. Un modo unico per sperimentare la ricchezza del territorio, fuori dai sentieri battuti!


Making gnocchetti, known as “li chiusoni” in Gallura, served with a simple tomato sauce. Fasi di preparazione a mano degli gnocchetti, in Gallura chiamati “li chiusoni”, conditi con un semplice sugo al pomodoro.


- T R AV E L E X P E R I E N C E -

Autumn in Barbagia, in search of the real Sardinia Autunno in Barbagia, alla ricerca della vera Saardegna Sawako Kato, Japanese blogger

A festival in celebration of the most genuine culinary traditions and products from the island, to be experienced with passion and intensity

At the end of the hot summer, with the arrival of the winter, the true, calm and welcoming Sardinia returns. The autumn, winter and spring are completely different from the summer in Sardinia, the destination for people from all over the world who come in search of beautiful beaches. After the mayhem of summer, the children go back to school and the adults return to their tranquil daily lives. If you really want to experience Sardinia, I highly recommend a visit during the other seasons. With the exception of a few cities such as Cagliari, Alghero and Olbia, the Sardinians, due to their position in the centre of the Mediterranean, have traditionally inhabited inland areas. There is a very different atmosphere from the coastal cities. Life between the coast and the inland areas is a mix of alliance and dichotomy. Sardinia is an ancient land. On driving towards the Barbagia region, you will see rugged mountains of lime and granite which have been shaped over hundreds of millions of years. The centre of the island is still characterised by the cultural and culinary traditions which have been handed down since ancient times, from generation to

Una manifestazione che celebra le tradizioni enogastronomiche e manifatturiere più autentiche e genuine dell’Isola, da vivere con passione e intense sensazioni

Dopo la calda estate e l’arrivo dell’inverno, ritorna la vera, tranquilla e accogliente Sardegna. Le stagioni dell’autunno, dell’inverno e della primavera sono completamente diverse dall’estate sarda, meta di persone da tutto il mondo che arrivano in cerca di spiagge meravigliose. Dopo la baraonda estiva i bambini ritornano a scuola e gli adulti tornano alla tranquilla vita di tutti i giorni. Se si vuole percepire la vera Sardegna, consigliamo vivamente di visitarla anche durante le altre stagioni. A eccezione di poche città come Cagliari, Alghero e Olbia, storicamente, i popoli sardi, per la loro posizione nel centro del Mediterraneo, hanno abitato l’entroterra: l’atmosfera tra le città costiere e quelle dell’interno sono piuttosto differenti. Costa e interno dell’Isola vivono in alternanza fra connubio e dicotomia. La Sardegna è una terra antica. Andando con l’auto verso la Barbagia, vedrai montagne aspre di pietra calcarea e granito frastagliato, che è stato metamorfizzato per centinaia di milioni di anni. Nei centri dell’entroterra sardo permangono ancora le tradizioni culturali


Cooking phase of the carasau bread Fase di cottura del pane carasau ©R. Brotzu

generation. The Sardinians say: “We are stubborn, because we are an island race”. This characteristic is part of the Sardinian DNA and originates from a strong sense of protection for their land, which has been cultivated over the millennia. Each proud Sardinian is never in any doubt that the traditions of their town are the best. The life, the culinary culture and the various traditions of the Sardinians, proud of their origins, are represented by a Festival called “Autunno in Barbagia”. The name Barbagia comes from the word “barbarie”, a land which no-one has ever conquered. In other words, it is the area where

e culinarie tramandate dall’Antichità, di generazione in generazione. I sardi dicono: “Noi siamo testardi perché siamo un popolo isolano”. Questo carattere è insito nel DNA dei sardi e deriva da un forte senso di protezione per la propria terra, coltivata per migliaia di anni: il fiero sardo non dubiterà mai che le tradizioni del proprio paese siano le migliori. La vita, la cultura culinaria e le varie tradizioni del sardo fiero delle proprie origini, vengono rappresentate da una manifestazione chiamata ‘Autunno in Barbagia’. Il nome Barbagia deriva dalla parola ‘barbarie’, ossia una terra che nessuno ha mai conquistato.

“If you really want to experience Sardinia, I highly recommend a visit during the other seasons” “Se si vuole percepire la vera Sardegna, consigliamo vivamente di visitarla anche durante le altre stagioni”


the most authentic and ancient Sardinain traditions have survived. Autunno in Barbagia is also known as Cortes Apertas (open courtyards) and consists in presenting one’s own courtyard to visitors and offering the opportunity to taste and buy various typical Sardinian products such as cheese, cured meats, bread, wine, jams and sweets prepared with recipes and methods handed down from generation to generation. It is also possible to see the traditional preparation and cooking of typical bread in wood-burning ovens, such as carasau bread, pane modde and su pistoccu. There are also the ever-present dances, which take place in the main squares and the surrounding areas.

In altre parole, è la zona dove resiste la più autentica e antica tradizione della Sardegna. Autunno in Barbagia è noto anche come Cortes Apertas (cortili aperti), e consiste nel mostrare il proprio cortile ai visitatori, nel quale è possibile assaggiare e comprare diversi prodotti tipici sardi, come formaggi, prosciutti, salami, pane, vini, marmellate e dolci, preparati con ricette e metodi tramandati da genitori ai figli. È possibile, inoltre, vedere la tradizionale lavorazione e cottura nei forni a legna del pane tipico, come il pane carasau, il pane modde e su pistoccu. Non possono mancare i balli, tenuti nelle piazze e nei luoghi circostanti. Al programma degli eventi partecipano ben

Detail of a Mamuthones mask, one of the most evocative in Sardinia and typical of the Mamoiada carnival Dettaglio della maschera dei Mamuthones , tra le più suggestive della Sardegna, tipiche del carnevale di Mamoiada © Gian Mario Cutroneo

The festival see the participation of 32 municipalities (Bitti, Oliena, Dorgali, Sarule, Austis, Orani, Lula, Tonara, Gavoi, Meana Sardo, Onanì, Orgosolo, Lollove, Sorgono, Belvì, Aritzo, Ottana, Desulo, Mamoiada, Nuoro, Tiana, Olzai, Atzara, Ollolai, Orotelli, Gadoni, Teti, Oniferi, Fonni, Ortueri, Orune, Ovodda), which every year will be opening their courtyards every weekend until mid-December. Each village with its own characteristics, but with the shared desire to present its own traditions. It is said that the Sardinians are a closed people, but this is certainly not the case in this period. To find out for yourselves, take a dive into the heart of Sardinian culture!

32 Comuni (Bitti, Oliena, Dorgali, Sarule, Austis, Orani, Lula, Tonara, Gavoi, Meana Sardo, Onanì, Orgosolo, Lollove, Sorgono, Belvì, Aritzo, Ottana, Desulo, Mamoiada, Nuoro, Tiana, Olzai, Atzara, Ollolai, Orotelli, Gadoni, Teti, Oniferi, Fonni, Ortueri, Orune, Ovodda) che ogni fine settimana fino a metà dicembre tutti gli anni, apriranno i propri cortili. Ogni borgo con le proprie peculiarità ma col desiderio diffuso di mostrare le proprie tradizioni. Si dice che i sardi abbiano un carattere chiuso, ma non è sicuramente così nei periodi di festa. Per provarlo, immergiti nella più viva cultura sarda!


Woman in the traditional costume of Oliena in a courtyard in the village. These houses are opened just once a year to allow tourists to visit. Donna in abito tradizionale di Oliena all’interno di una delle corti del paese. Queste case sono aperte solo una volta all’anno per la visita da parte dei turisti. ŠRenato Brotzu


Alghero flights network Voli aeroporto Alghero

The airport of Alghero Riviera del Corallo is located in the north-west of the island and represents, with the harbour of Porto Torres, an important gateway to the territory. Alghero Airport is located 10 km from the city center of Alghero and 33 km from the city of Sassar, the provincial chief town. The airport can be reached from the main inhabited centers of Sardinia by car, motorbike, public bus, taxi and NCC (rental with driver). There are 16 airlines that connect Alghero to Europe, mainly in spring, summer and autumn, but there are several connections throughout the year.

MANCHESTER

DUBLIN

BIRMINGHAM

LONDON

PARIS

aeroportodialghero.it L’aeroporto di Alghero Riviera del Corallo si trova nel nord-ovest dell’isola e rappresenta, con il porto di Porto Torres, una importante porta di accesso per il territorio. L’Aeroporto di Alghero si trova a 10 km dal centro della città di Alghero e a 33 km dalla città di Sassari, quest’ultima capoluogo di Provincia. L’Aeroporto è raggiungibile dai principali centri abitati della Sardegna tramite auto, moto, autobus pubblici, taxi e NCC (noleggio con conducente). Sono 16 le Compagnie aeree che collegano Alghero all’Europa, principalmente in primavera, estate e autunno, ma ci sono diversi collegamenti durante tutto il corso dell’anno. infopoint: +39 079 93 52 82

BORDEAUX

OVIEDO BILBAO SANTIAGO DE COMPOSTELA

ZARAGOZA BARCELLONA

MADRID

SEVILLA

VALENCIA


TRONDHEIM

BERGEN

HELSINKI OSLO STOCKHOLM

GOTHENBURG

OREBRO VAXJO

SONDERBORG

COPENHAGEN

AMSTERDAM BERLIN

EINDHOVEN

WARSAW

MAASTRICHT KATOWICE

BRUSSELS PRAGUE

FRANKFURT STUTTGART

BRATISLAVA

MUNICH BASEL

BUCAREST

GENEVA LYON

BUDAPEST

MILAN

BERGAMO VERONA

TURIN

VENICE BELGRADE

BOLOGNA GENOA PISA

ROME NAPLES

ALGHERO


HIG H LI GH TS OF T HE SARDINIAN NO RT H -WEST T RAT TI

SA L IE N TI

DEL

NO RD-OV EST

5

4

S P5 7

S P6 9

3

1

2

SP105

6


1_ A LG HE R O Alghero is a fortified city built by the Doria, in the XI century family on a strategic point of the west coast. Its majestic walls, towers and keeps are all in excellent condition and lend character to the enchanting sea front. The old town lies behind these fortifications.

Alghero è una città fortificata, costruita nell’XI secolo dalla famiglia dei Doria in un punto strategico della costa occidentale. Possenti mura, torri e torrioni sono ancora ben conservati e movimentano l’incantevole lungomare. Alle spalle del sistema difensivo, si estende l’antico borgo storico.

2 _ SAS SA R I

The most characteristic place in the city is the Rosello fountain, a monument constructed in the period between the Medieval and late Renaissance periods. Sassari is the home of many beautiful churches, as well as Piazza Italia, a meeting point for city society.

Il luogo più identificativo della città è la fontana di Rosello, un monumento costruito tra il Medioevo e il periodo tardorinascimentale. A Sassari vi sono molte belle chiese, mentre piazza Italia rappresenta il salotto buono del centro abitato.


3 _ CA P O CAC C I A

Capo Caccia is an imposing promontory which extends into the Mediterranean, cliffs of almost 200 metres in height look out over the sea, with the legendary lighthouse dominating the scene. The island of Foradada and the many grottoes - Neptune’s grotto is the most beautiful and the most famous - make Capo Caccia a fascinating place to visit.

Capo Caccia è un promontorio imponente che si sporge verso il Mediterraneo: quasi 200 metri di scogliera a picco sul mare, sormontata dal leggendario faro. L’isola di Foradada e le tantissime grotte – quella di Nettuno è la più bella e famosa – rendono Capo Caccia un luogo molto intrigante da visitare.

4 _ ST I N T I N O ASIN A R A ISLA N D I S O L A D E L L’A S I N A R A

The coastal town of Stintino features a natural port which faces towards the island of Asinara, a nature reserve characterised by the beauty of its landscape. The La Pelosa beach in Stintino is considered one of the most beautiful in the Mediterranean.

Il paese costiero di Stintino è caratterizzato dal porto naturale che si affaccia sull’isola dell’Asinara, una oasi naturale caratterizzata dalla bellezza del paesaggio. La spiaggia de La Pelosa, a Stintino, è considerato uno degli arenili più belli del Mediterraneo.


5 _ CAST E L SA R D O This beautiful village is set on a hill on a headland, overlooking the sea. Castelsardo has some well-preserved traces of the Medieval period, including the Doria family’s castle, Palazzo La Loggia and the building dedicated to Eleonora D’Arborea.

Questo borgo meraviglioso si erge a picco sul mare, aggrappato intorno ai fianchi di un promontorio. A Castelsardo sono ben custodite alcune vestigia della storia medievale, tra cui il palazzo della famiglia dei Doria, il palazzo La Loggia e quello dedicato a Eleonora D’Arborea.

6_ BO SA The majestic Malaspina castle looks out over this splendid village set on the Temo river and overlooking the sea. The river is crossed by a beautiful 19th century bridge, and the left bank is the home of the old and colourful district of Sas Conzas.

L’imponente castello dei Malaspina domina dall’alto questo splendido borgo che si affaccia sul mare e sul fiume Temo. Il corso d’acqua è attraversato da un bel ponte costruito nell’800, mentre sulla riva sinistra si trova il vecchio e variopinto quartiere di Sas Conzas.


- NORTH-WEST -

The west coast of Sardinia: alongside the blue sea, red cliffs and sheep La costa occidentale della Sardegna: lungo il mare blu, scogliere rosse e pecore by Liselotte van Leest, editor of De Smaak van Italië

In the west of Sardinia, one of the

Nell’ovest della Sardegna si

most beautiful roads in Italy, and

trova una delle più belle strade

perhaps in Europe, can be found

costiere d’Italia, forse d’Europa

In order to see one of the most beautiful routes in Italy, you need to leave the peninsula. On the west coast of Sardinia, take the provincial road 105, which merges with the 49. The landscape seems interesting everywhere, but the road between Alghero and Bosa is something else. Imagine endless panoramas, huge cliffs, bays, and crystal-clear waters. I could go on forever. And I haven’t even started to men-tion all the great things in the surrounding area.

Per trovare uno dei percorsi più belli d’Italia, lascio la terraferma. Sulla costa occidentale della Sardegna occorre imboccare la strada provinciale 105 che si ‘fonde’ con la provinciale 49. Il territorio sembra tutto molto interessante, ma la strada tra Alghero e Bosa è qualcosa di spettacolare. Pensa a panorami sconfinati, enormi scogliere, baie con acque cristalline. Potrei andare avanti. E non ho nemmeno parlato di tutte le cose positive intorno.

A food print of Catalonia in Sardinia My journey begins in Alghero, the “Catalan” city of Sardinia, known as “Berceloneta”. This can be seen by the number of Catalan flags flying and by cultural ties such as the language, the architecture and the food. For example, in Alghero, it is possible to eat a delicious Catalan Cream, the popular Catalan dessert. Alghero is a typical Mediterranean port town, with narrow lanes, numerous palm trees, a long main avenue and lots of fish restaurants. One of the must-see attractions is the church of San Francesco and its cloister. Although it seems fairly sombre from the outside, the interior is certainly worth seeing. You can climb the tower and enjoy

Un pezzo di Catalogna in Sardegna Il mio viaggio inizia ad Alghero, città ‘catalana’ della Sardegna, chiamata ‘Barceloneta’. Questo può essere misurato dal numero di bandiere catalane esposte e dai legami culturali come lingua, architettura e gastronomia. Ad esempio, sul suolo italiano di Alghero puoi mangiare una deliziosa crema catalana, il dolce popolare della Catalogna. Alghero è una tipica città portuale del Mediterraneo con strade strette, numerose palme, un viale allungato e molti ristoranti di pesce. Assolutamente da vedere è la chiesa di San Francesco e il suo chiostro. Anche se sembra piuttosto sobria dall’esterno, ne vale sicuramente


the all-round view of the city from above. Fish and cheese After a stroll through the city and along the sea front, I think it is time for a plate of fresh fish. I find a restaurant overlooking the sea which is famous for its fish. To start with, I order a squid salad, followed by a selection of fish, with seven different varieties ranging from carpaccio to oysters. While in the rest of Italy the combination of fish and cheese is considered a mortal sin, the Sardinians love it. The chef Giuseppe serves me fish and pecorino cheese, garnished with bottarga. This is cured roe, which when grated onto pasta gives it a lovely salty taste. It is quite normal to find bottarga throughout the island. The typical Sardinian carasau bread is thin and very crispy, and when it is dressed with oil and salt, it is called guttiau. You will find a basket of this delicious bread in every restaurant. I look out from the terrace for a place to visit after dinner, Capo Caccia, an enormous rocky outcrop, which according to the waiters is a must for those visiting the island. Natural beauty The natural reserve surrounding Capo Cacccia is so green that at times I feel like I am driving through an Asian jungle. The small bay of Torre di Porticciolo is really lovely. There is a thin strip of sandy beach running along the shore of the crystal-clear waters which seems very inviting, and you can enjoy the peace and quiet here in the early morning, or at sunset, beautiful in Alghero, when the sky is filled with shades of

la pena dentro. Puoi scalare la torre e godere di una vista panoramica a 360 gradi della città dall’alto. Pesce e formaggio Dopo una passeggiata attraverso la città e sul lungo mare, penso che sia tempo per un piatto di pesce fresco. Trovo un ristorante sul mare, noto per le sue specialità di pesce. Come antipasto ordino un’insalata di calamari, seguita dalla degustazione di pesce, fatta dai sette assaggi di pesce; dal carpaccio di pesce all’ostrica. Sebbene nel resto d’Italia la combinazione di pesce e formaggio sia considerata un peccato mortale, i sardi la adorano. Lo chef Giuseppe mi serve tagliolini con pesce e pecorino, guarniti con bottarga: si tratta di uova di pesce essiccate, che grattugiate sulla pasta gli danno un buon sapore salato. È frequente gustare la bottarga sull’Isola. Il tipico pane sardo carasau è sottile e molto croccante, e se cosparso di olio e sale è chiamato guttiau. In ogni ristorante avrai un cestino di questo delizioso pane. Dalla terrazza, guardo, per una puntata dopo cena, la punta di Capo Caccia, un enorme sperone roccioso in mare, che secondo i camerieri, è un must quando si visita l’isola. Bellezza naturale Il parco naturale attorno a Capo Caccia è così verde che a volte mi sembra di guidare attraverso una giungla in Asia. La piccola baia di Torre di Porticciolo è davvero bella: sull’acqua cristallina c’è una linea stretta di spiaggia


purple and red. I would love to open a bottle of wine right there, but the dream of a good DOC wine is just a bitter illusion. There is no-one with me, so I’ll have to wait. My advice is therefore to organise your holidays with someone who likes to drive (and not to drink). More distance I haven’t even gone a mile yet along the Provincial 105, the famous coast road towards Bosa, but I am ready to say that this is really one of the most beautiful stretches of coast that I have ever seen. I am taking three times the time necessary to drive it, but the desire to stop and take pictures is stronger than the desire to drive. This is a fantastic island! I have heard great things about Bosa, and I keep saying out loud to myself how wonderful it is here. The thing is that I (still) need a driver, my attention is not on the road! Bosa After a few hours I finally get to Bosa, a little and positively “amazing” town, with a population of eight thousand. Coloured houses built in an apparently random manner, women calling to each other in the street, and little Ape moto-trucks which chug along the steep roads. And the most wonderful thing is that it isn’t full of tourists. Walking along one of the terraces in the centre, I am invited by a group of local wine producers to have a drink with them. They offer

sabbiosa, che sembra molto invitante, godersi la pace e la tranquillità è possibile nelle primissime ore del mattino. Oppure durante il tramonto, caratteristico di Alghero, quando il cielo diventa completamente viola-rosa. Mi piacerebbe aprire una bottiglia di vino sul posto, ma il sogno di un buon vino DOC è solo un’amara illusione. Infatti non avendo compagnia, devo rinunciare. Quindi il mio consiglio è: organizza le tue vacanze sempre con qualcuno a cui piace guidare (e non bere). Più chilometraggio Non ho ancora percorso un miglio sulla provinciale 105, la famosa strada costiera in direzione di Bosa, ma mi sento di confermarlo: questa è davvero una delle coste più belle che abbia mai visto. Impiego il triplo del tempo, ma l’impulso a fermarsi e scattare foto è sempre più forte che guidare. Che cosa è questa isola fantastica! Ho sentito ottime recensioni su Bosa, e continuo a dire a me stessa ad alta voce quanto sia fantastico qui. E che ho (ancora) bisogno di un autista: non voglio prestare attenzione alla strada! Bosa Dopo alcune ore arrivo finalmente a Bosa, un piccolo borgo ‘sconvolgente’ in senso positivo, con una popolazione di ottomila abitanti. Case colorate apparentemente accatastate l’una sull’altra, donne che ricamano per strada e


me a liquor made from myrtle berries which is very common in Sardinia and in some parts of southern Italy. It is also available from the supermarket, but it’s not the same thing. They tell me about the town, which dates back to prehistoric times. There is a point which comes up various times in the short conversation: “We are Sardinian, not Italian”, something which is clear. And I should also mention the old tanning works, the old leather factory on the water-front. A building which looks like a large industrial building on the coast of the Temo river. Town life During my brief visit to Bosa, within the first half an hour I had already spoken to half of the population. An elderly woman on the street explained how they use the hooks on the typical Sardinian costume. On the way back to Alghero, I take a different route, which cuts through the mountains. Here, everything is breathtakingly beautiful. I will definitely return to these roads, but the next time I will be taking a driver with me, and a week’s holiday to be able to stop in more places.

motocarrozzelle Ape che scoppiettano per le ripide strade. E la bellezza di tutto, non è affollato di turisti. Passando lungo una delle terrazze del centro storico, sono invitato da alcuni produttori di vino locali a bere qualcosa con loro. Mi offrono il liquore fatto di bacche di mirto, molto diffusa in Sardegna e in alcune parti del sud Italia. E’ anche disponibile al supermercato, ma non è la stessa cosa. Mi raccontano del paese, la cui storia risale alla preistoria. Un argomento viene ripetuto più volte nella breve conversazione: “Siamo sardi, non italiani”, che possa essere chiaro. E devo scrivere anche dell’antica conceria, la vecchia fabbrica di pelletteria sull’acqua. Quello che sembra essere un grande edificio industriale su un lato del fiume Temo. Vita di villaggio Nella mia breve visita a Bosa, nel giro di mezz’ora ho già parlato con metà della popolazione. Una donna anziana per la strada mi spiega come si agganciano i gancetti dei costumi sardi. Nel viaggio di rientro ad Alghero prendo un’altra via, attraverso le montagne. Qui è tutto di una bellezza mozzafiato. Ritornerò sicuramente su queste strade, ma mi prenderò un autista ed una settimana intera di tempo per potermi fermare in più posti.


Cagliari flights network Voli aeroporto Cagliari

Situated in the south of the island, Cagliari Airport is Sardinia’s main airport for passenger traffic, handling over 4 million passengers per year. Its geographic position renders it strategic for connections between Europe and North Africa, and between the East and West Mediterranean areas. The short distance from the city (7 km) and the direct rail links mean that the airport can easily be reached from all the main urban areas of the island. Currently, the more than 30 airlines operating from the Sardinian airport guarantee routes to 113 national and international destinations, ensuring a high number of connections all year round. A modern terminal dedicated to General Aviation also responds to the requirements of ever-increasingly demanding private clients. Cagliari Airport is part of an infrastructure network which also includes a commercial and industrial transhipment port, more than 8000 hectares of buildable land and a technology and science park which carries out research activities at the highest international levels.

Situato nella parte meridionale dell’Isola, l’Aeroporto di Cagliari è il principale scalo della Sardegna per traffico passeggeri con oltre 4 milioni di passeggeri annui. La sua posizione geografica lo rende un punto strategico per i collegamenti tra Europa e nord Africa e tra l’est e l’ovest del Mediterraneo. La breve distanza (7 km) dalla città di Cagliari ed i collegamenti ferroviari diretti, rendono l’Aeroporto facilmente raggiungibile da tutti i principali centri dell’Isola. Ad oggi, le oltre 30 compagnie che operano nello scalo sardo garantiscono collegamenti verso 113 destinazioni, nazionali e internazionali, assicurando una elevata presenza di collegamenti durante tutti i mesi dell’anno. Un moderno Terminal dedicato all’Aviazione Generale consente inoltre di rispondere alle richieste dei clienti privati più esigenti. L’Aeroporto di Cagliari fa parte di una rete infrastrutturale formata anche da un porto commerciale ed industriale di transhipment, da un’area di oltre 8000 ettari per insediamenti e da un parco scientifico tecnologico che vanta attività di ricerca ai più alti livelli internazionali.

www.sogaer.it

infopoint +39 070 21 12 12 81

PORTO

MADRID

SEVILLE


MOSCOW

BILLUND DUBLIN

VILNIUS

MANCHESTER

HAMBURG AMSTERDAM

LONDON

LILLE

HANNOVER

COLOGNE

LUXEMBOURG

NANTES

METS

PRAGUE

STUTTGART BADEN

ZURICH

BASEL GENEVA BORDEAUX

MILAN

TOULOUSE

MARSEILLE

NICE

WIEN

MUNICH

BRATISLAVA BUDAPEST

ALTENRHEIN INNSBRUCK

BERGAMO

TURIN

CUNEO

KRAKOW

FRANKFURT

STRASBOURG

LYON

WARSAW

DUSSELDORF

BRUSSELS

PARIS

BERLIN

VERONA TREVISO VENICE PARMA BOLOGNA

GENOA

ANCONA PISA PESCARA

BARCELLONA

ROME NAPLES

BARI

VALENCIA

PALERMO

CAGLIARI

TRAPANI

CATANIA

MALTA

TEL AVIV


HIG H LI GH TS OF T HE SARDINIAN SOUTH T RAT TI

SA L IE N TI

DEL

S UD

6

4

5

1

3

2


1_ CAG L I A R I A N D

TH E

SU R R OU N D IN G E D IN TOR N I

The capital is characterised by many architectural attractions and varied cultural influences from the Greek, Phoenician and Roman civilisations, as well as its beautiful Renaissance buildings. The city is dominated by the Castello district, with the Bastione of San Remy offering a perfect viewpoint looking out over the sea to the south, with the whitesanded Poetto beach, the port, the sparkling salt and the Molentargius nature reserve, where families of pink flamingos can be seen.

A R E A

Il capoluogo della Sardegna ha un’architettura multiforme basata su fitte stratificazioni culturali, dalla civiltà greca, fenicia, romana ai bei palazzi rinascimentali. Domina tutto il quartiere Castello con il Bastione Sain Remy, perfetto per osservare il panorama sul mare del sud con la bianca spiaggia del Poetto, sul porto, le luccicanti saline e il parco del Molentargius popolato da famiglie di fenicotteri rosa.

2_NORA Approximately thirty kilometres south of Cagliari is one of the most beautiful sections of coastline in Southern Sardinia, stretching from Santa Margherita di Pula to the splendid beaches of Chia. From here, the archaeological area of Nora can be reached. An ancient city of Nuragic and Punic origin, it is the location of the famous stele, dated back to the 9th-8th century B.C., the first example of the name of Sardinia: ShRDN.

A circa trenta chilometri a sud di Cagliari si trova uno dei litorali più belli del sud Sardegna, da Santa Margherita di Pula fino alla splendida Chia. Da qui si raggiunge l’area archeologica di Nora: un’antica città di fondazione prima nuragica poi punica, dove fu trovata la nota stele, datata IX-VIII sec. a.C., prima testimonianza del nome della Sardegna: ShRDN.


3 _ CA R LO FO RT E TH E ISLA N D OF SA N P I E T R O ISOLA D I SA N PIETR O

Off the south-western coast, the island of San Pietro is a volcanic island, shaped by a high rocky coast. The pearl of the island is Carloforte, populated by exiled Ligurians who colonised it after having migrated from Tabarka, from where they brought the dialect which is still in use: Tabarkino. Ancient walls, forts and towers characterise the entire island and the history presented in the Multimedia Museum.

Al largo della costa sud-occidentale l’isola di San Pietro è un’isola vulcanica, sagomata da un’alta costa rocciosa. Perla dell’isola è Carloforte, popolata da esuli liguri che l’hanno colonizzata dopo aver trasmigrato dalla Tabarka dalla quale hanno importanto il dialetto tuttora in uso: il tabarkino. Mura antiche, fortini e torri contraddistinguono tutta l’isola e la storia raccontata nel Museo multimediale.

4 _ C O STA V E R D E

This extends for approximately 47 km along the south-western coast of Sardinia, and earns its name from the luxuriant flora, including mastic, broom, arbutus and juniper. This is the home of the dunes of Schivu and Piscinas, which are the result of unique phenomena, creating a veritable Saharan environment. The area is ideal for trekking along the CAI footpaths, horseback riding on Schivu or Piscinas, and excursions by boat from the Marina of Arbus or Portu Maga.

Si estende per circa 47 km lungo la costa sud-ovest della Sardegna, così chiamata per la ricchissima vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo e ginepro. Da visitare le dune di Schivu e Piscinas, che evocano un ambiente sahariano. Meritevoli il trekking su sentieri CAI, le escursioni a cavallo a Shivu e Piscinas, o tra la Marina di Arbus e Portu Maga in barca.


5 _ M O N T E V E C C HI O E I N G U RTO S U

Approximately 70 km north of Cagliari lie two of the largest mining complexes in Continental Europe, Montevecchio and Ingurtosu. The mines of Montevecchio are divided between Monte di Levante and Monte di Ponente, offering an unmissable visit to the Managerial building, the Geological offices and the Lodge. Another must-see is the Art-Nouveau Managerial office and the church of Santa Barbara in Ingurtosu.

A circa 70 Km a nord di Cagliari si trovano due fra i più grossi centri minerari del continente europeo: Montevecchio e Ingurtosu. Le miniere di Montevecchio distinte tra Monti di Levante e di Ponente offrono un’imperdibile visita alla Palazzina della Direzione, all’Ufficio Geologico e alla Foresteria. Tappa obbligata ad Ingurtosu la Palazzina direzionale in stile liberty e la Chiesa di Santa Barbara.

6 _ BA R U M I N I N U R AGIC V ILLAGE C OM PLESSO N U R AGI C O

The most famous Nuragic archaeological complex in Sardinia, 1 km from the town of Barumini and 65 km from Cagliari. Listed as a UNESCO World Heritage site, its importance is due to the majestic architecture comprised of various towers, the huge labyrinthine village with narrow lanes and homes with inner courtyards, wells, cisterns and meeting huts. Also fascinating is the tour of the unique Casa Zapata, where a nuraghe was discovered beneath its foundations.

E’ il più celebre complesso nuragico in Sardegna, a 1 km da Barumini e a 65 Km da Cagliari. Annoverato nell’UNESCO, la sua importanza sta nell’imponente struttura a multi-torri nuragiche, nel vasto villaggio labirintico con viottoli stretti e case a corte, pozzi, cisterne e capanne per le riunioni. Suggestiva la visita all’unico caso di nuraghe sottostante le fondamenta della Casa Zapata.


- SOUTH-WEST -

The Santa Barbara Mining Way by bicycle Il Cammino minerario di Santa Barbara in bici by Ludovica Casellati, blogger for viagginbici.com

Sardinia is a continuous adventure. A year never goes by without me spending at least a short holiday in this land and living an experience worth talking about

Last autumn a group of bike enthusiasts took me on the Santa Barbara Mining Way. In the past, these trails were only taken by foot, but now even the most famous, such as the one in Santiago, can be travelled by bike. Obviously, the speed changes, and in some sections you need to be well-equipped, as there are long tracts through the wilderness, but I believe that the experience is just as intense. Even while riding, we are alone, and the journey is marked by the rhythm of our pedalling. We power ourselves. The difference is found in the places, the panoramas and the people and things we find on the way. From this point of view, Sardinia has much to offer. My journey began in Iglesias, in the south-western part of the island, Villa Ecclesiae in medieval times, a town rich with churches and history, and on my mountain bike I took advantage of the opportunity to visit a few, such as the cathedral of Santa Chiara, San Francesco, and La Madonna delle Grazie. Then I started my journey. Cycling towards Nebida, it is worth taking a break in Monteponi, which is one of the most characteristic

La Sardegna è una continua scoperta. Non c’è anno che io non trascorra uno scampolo di vacanza in questa terra e che non faccia un’esperienza degna di essere raccontata

Lo scorso autunno un gruppo di ragazzi appassionati di bici mi ha portato sul ‘Cammino minerario di Santa Barbara’. I Cammini un tempo si facevano solo a piedi, oggi invece anche i più famosi, come quello di Santiago, si possono fare in bicicletta. Cambia la velocità, e il fatto che in alcuni casi bisogna essere attrezzati, perché i tratti senza nulla attorno possono essere lunghi, ma l’intensità dell’esperienza credo sia la medesima. Anche in bicicletta siamo da soli, e il viaggio è scandito dal ritmo che imprimiamo alle gambe per pedalare. Siamo il motore di noi stessi. La differenza la fanno i luoghi, i panorami, le persone e le cose nelle quali ci imbattiamo. La Sardegna da questo punto di vista offre moltissimo. Il mio cammino è iniziato a Iglesias, nella parte sud-occidentale dell’Isola, Villa Ecclesiae nel Medioevo, centro ricco di chiese e storia, e in sella alla mountain bike ne ho approfittato per vederne alcune come la cattedrale di Santa Chiara, San Francesco, La Madonna delle Grazie. Poi mi sono incamminata. Pedalando verso


“This is how my journey along the Santa Barbara Mining Way began. Every morning was characterised by different colours: the yellow of the sunburned earth, the grey of the lime rock, the brick red of a number of the quarries and buildings, the green of the luxuriant surroundings and the plants, and the blue of the wonderful sea that lapped the coastline”

Panoramic view of the mining areas of Porto Flavia and Pan di Zucchero by bike ©R. Tomasi Vista panoramica sulla Miniera di Porto Flavia e Pan di Zucchero, Iglesias

“Il mio viaggio lungo il Cammino minerario di Santa Barbara è iniziato così. Ogni giorno era caratterizzato da colori diversi: il giallo della terra arsa dal sole, il grigio della roccia calcarea, il rosso mattone di alcune cave e delle costruzioni, il verde della natura rigogliosa e delle piante e il blu del meraviglioso mare che lambisce le coste”


SANTA TERESA DI GALLURA

PORTO TORRES

OLBIA SASSARI OZIERI

ALGHERO NUORO

MACOMER

ORISTANO TORTOLÌ

SANLURI

CAGLIARI CARBONIA

Bike lanes Ciclovie

mining settlements in Sardinia. Various styles of building, the Pozzo Sella now converted into a museum, the homes of the miners, and Palazzo Bellavista, which is where the manager lived. The building houses a painting by Aligi Sassu, an expressionist artist of Sardinian origin. Continuing my journey, I arrived in Nebida and found myself in the midst of a spectacular mining village, once inhabited by around 3000 people. Tunnels, wells, miners’ houses. But it is the sight of the Laveria Lamarmora that took my breath away. An arched construction flanked with the remains of two chimneys on the Masua coastline. Rendering the whole scene even more special is the sea stack in the sea off the coast which is known as Pan di Zucchero. Continuing my ride along the coast, I reached Porto Flavia, dismounted and put on a helmet, entering this special place made up of tunnels which allowed minerals to be offloaded into enormous silos dug into the rock which were then used to load everything onto ships. Suddenly, the tunnels led out onto a terrace overhanging the cliffs, which looks out over the turquoise sea, above the small harbour dug into the rock and named after the daughter of the man who

Nebida merita una sosta Monteponi, che è tra i più caratteristici insediamenti minerari della Sardegna: costruzioni di diversi stili, il Pozzo Sella oggi riconvertito in Museo, le abitazioni dei minatori e Palazzo Bellavista, che era quello del dirigente. La foresteria ospita in una delle sue pareti un dipinto di Aligi Sassu, un artista espressionista di origini sarde. Continuando a pedalare arrivo a Nebida e qui mi trovo di fronte in uno spettacolare villaggio minerario, un tempo abitato da circa 3000 persone. Gallerie, pozzi, case dei minatori. Ma è di fronte alla Laveria Lamarmora che rimango a bocca aperta: una costruzione ad archi con due resti di ciminiere ai lati affacciata sulla costa di Masua. A rendere il tutto ancora più suggestivo un faraglione in mezzo al mare chiamato Pan di Zucchero. Continuando a pedalare lungo il mare arrivo a Porto Flavia, smonto dalla bicicletta mi metto un caschetto ed entro a visitare questo luogo singolare fatto di gallerie che permettevano di scaricare i minerali in enormi silos scavati nella roccia e che servivano per caricare tutto sulle navi. Improvvisamente dalle gallerie si sbuca in


Panoramic view of the Costa Verde Vista panoramica della strada statale sulla Cosa Verde @Mediterras.com

designed it, who was of course called Flavia. This is how my journey along the Santa Barbara Mining Way began. Every morning was characterised by different colours: the yellow of the sun-burned earth, the grey of the lime rock, the brick red of a number of the quarries and buildings, the green of the luxuriant surroundings and the plants, and the blue of the wonderful sea that lapped the coastline. The Way is 400 kilometres long and passes through a number of coastal and inland villages: Buggerru, Piscinas famous for its sand dunes - and Montevecchio, before heading inland and then to Sant’Antioco and Carbonia, arriving in Iglesias. As the trail is not signposted all the way, my advice is to put your trust in a local guide in order to make sure you don’t get lost or end up in difficulty. Enjoy the ride! www.camminominerariodisantabarbara.org

una terrazza a strapiombo su di una porzione di mare color turchese, sopra il porticciolo scolpito nella roccia che ha preso il nome della figlia di colui che l’aveva progettato, Flavia appunto. Il mio viaggio lungo il Cammino minerario di Santa Barbara è iniziato così. Ogni giorno era caratterizzato da colori diversi: il giallo della terra arsa dal sole, il grigio della roccia calcarea, il rosso mattone di alcune cave e delle costruzioni, il verde della natura rigogliosa e delle piante e il blu del meraviglioso mare che lambisce le coste. Il Cammino è di 400 chilometri e passa per alcuni borghi tra la costa e l’interno: Buggerru, Piscinas, nota per le dune di sabbia, Montevecchio poi va all’interno e ritorna a Sant’Antioco e Carbonia fino a Iglesias. Non essendo completamente segnalato il percorso in bicicletta, il mio consiglio è di affidarsi ad una guida locale per non perdersi o trovarsi in difficoltà. Buon Cammino! www.camminominerariodisantabarbara.org


- SOUTH-EAST -

Eastern Sardinia: where the sea meets the mountains Sardegna orientale: dove il mare e le montagne si incontrano by Inger van der Ree, director of the Dutch magazine De Smaak van Italië ph: André Van Der Ree; Inger Van Der Ree

In Eastern Sardinia you can immerse yourself in peace and nature, together with the goats, cows, donkeys and wild boars

Nella Sardegna orientale ti circondi di pace e natura, che condividi con capre, mucche, asini e cinghiali

We have just set out on a two-hour excursion towards the most beautiful beach in Ogliastra, characterised by a sparse and ragged landscape which was formed approximately 200 million years ago. The mountainous peaks that surround us are the highest in Sardinia (1800 metres), the Gennargentu massif, known as the “roof of the island”. We park on the Su Porteddu high plain. From here, the way to Goloritzé is easy. The excursion is one of the main attractions of the Selvaggio Blu trail, a seven-day walk in the central-eastern part of the island.

Abbiamo appena iniziato un’escursione - di due ore - verso la spiaggia più bella dell’Ogliastra, caratterizzata da un paesaggio rado e frastagliato creato circa 200 milioni di anni fa. Le cime montuose che ci circondano sono le più alte della Sardegna (1800 metri), il massiccio del Gennargentu, detto ‘tetto dell’Isola’. Parcheggiano sull’altopiano di Su Porteddu. Da qui, la strada per Goloritzé è agevole. La passeggiata è una delle principali attrazioni del sentiero Selvaggio Blu, una passeggiata di sette giorni nella Sardegna centro-orientale.

A beautiful bay After about an hour of climbing, we rest and settle near a pinnettu, a stone and branch hut. The bare rock track we will later follow leads us to the deep gorge of Bacu Goloritzé. Suddenly, a majestic 147-metre-high “needle” of rock comes into view, and this will serve to orient us for the final part of our journey. The air already carries the salty scent of the Mediterranean Sea. There are bushes of pink roses everywhere, and the air is full of fluttering butterflies. A beautiful bay appears before us. We descend a small rickety stairway, and step onto the snow-

Baia da favola Dopo una buona ora di arrampicata, riposiamo e ci sistemiamo vicino a un pinnettu, una capanna di pietra e frasche. Il fondo di roccia ‘viva’ che percorriamo di seguito ci conduce nella gola profonda di Bacu Goloritzé. All’improvviso emerge un maestoso ‘ago’ di roccia, alto 147 metri, che diventa il nostro orientamento per l’ultima parte del viaggio. Possiamo già sentire (nell’aria) il sale del mar Mediterraneo. Ovunque crescono cespugli di rose rosa e svolazzano farfalle. Una baia da favola appare ai nostri occhi.


Orosei, the beach of Cala GoloritzĂŠ in the municipality of Baunei Orosei, Spiaggia di Cala GoloritzĂŠ situata nel territorio comunale di Baunei


The Bue Marino grotto which can be reached by boat or canoe. Grotte del Bue Marino raggiungibile via mare in battello o in canoa .©Real 3D Services

“A heard of goats struggles to climb the steep slope. In the bushes, a wild boar sniffs the dry ground, tailed by three piglets. The singing birds nest in the sheer cliff walls.”

“Un gregge di capre si arrampica a fatica sul pendio. Nei cespugli un cinghiale annusa la terra arida, tre cuccioli sono nella sua scia. Gli uccelli cinguettanti si annidano nelle pareti scoscese.”

white pebbles. A child sitting near to the water’s edge points to a goat which is acrobatically clinging to the edge of a rock. Then others appear, followed by even more. We hear the sound of the waves lapping the shore. At four o’clock, the sun disappears behind the rocks. We collect our rucksacks, return to the car and have a drink in the nearby bar, which was also once a shepherd’s hut, and now provides the setting for a very welcome drink after a long walk. We pass by a solitary church with grey-blue doors.

Scendiamo una piccola scala traballante e mettiamo i piedi nei sassolini bianchi come la neve. Una bambina, seduta vicino al mare, indica una capra, che come un acrobata, è abbarbicata sul bordo di una roccia. Poi ne compaiano altre, e altre ancora. Sulla riva risuona il suono della risacca. Dopo le quattro, il sole scompare dietro le rocce. Riprendiamo lo zaino, torniamo all’auto e beviamo qualcosa nel bar vicino, anch’esso un tempo capanna di un pastore, luogo gradito per


Above there is a bell with a broken rope, ready to ring. A vegetable shop on wheels A little later we reach Baunei, a small village of 3500 inhabitants set 500 metres above sea level. The houses are all clustered together and are painted in a bright array of colours. White laundry whispers above our heads. From the terrace of the apartment you are lost in the panorama of Gennargentu, an ideal location to savour the thin and delicious pizza that is typical of this area as you enjoy the view of the sun setting in the midst of the mountains. A small car loaded with oranges, aubergines and artichokes on the roof attracts our attention. The grocer does his best to be heard over the noise of the engine, shouting “Freeeeeeeeeessshhhh ooooooorangeeeeeeeees, freeeesshhh ooorangeeeees”. The next morning they are our breakfast on the terrace. For lunch, we make sure not to miss out on the typical delights of Baunei, such as suckling pig and goat’s meat. We set off again, and as usual, we stop to give way to the cows calmly strolling across the road. The road is the beautiful SS 125, and the heading is Cala Gonone, another delightful village set on the coastline of this magnificent land.

un drink dopo una dura camminata. Passiamo davanti a una chiesa solitaria con le porte grigioblu. Sopra c’è una campana, su un filo spezzato, pronta a emettere suoni. Fruttivendolo motorizzato Un po’ più tardi giungiamo a Baunei, un piccolo borgo di 3500 abitanti a 500 metri di altitudine. Le case sono attaccate l’una all’altra e di tutti i colori. La biancheria bianca stesa sibila sopra di noi. Dalla terrazza dell’appartamento la vista si perde sul Gennargentu, location ideale per assaporare al tramonto la sottile e buonissima pizza che fanno da queste parti, mentre godiamo la vista del sole che sprofonda tra le montagne. Una piccola auto, carica di arance, melanzane e carciofi sulla cappotta, ci attrae. Il fruttivendolo fa del suo meglio per superare il rombo del motore urlando “Aaaraaaaance frescheeeeeee, aaaranceeeee frescheee”. La mattina dopo diventano la nostra colazione sulla terrazza. Mentre a pranzo non ci perdiamo i piatti tipici di Baunei, come il maialetto e la carne di capra. Si riparte e, come è consuetudine, ci fermiamo per far attraversare le mucche che camminano tranquillamente sulla strada. La strada è la bellissima ss 125 e la direzione Cala Gonone, altro borgo-gioiello appoggiato sulla costa di una terra magnifica.

Supramonte of Baunei, offering plenty of long trails for walking enthusiasts. Supramonte di Baunei, ricco di lunghi sentieri per gli amanti delle camminate.©Renato Brotzu


- AUTHENTICITY -

The rolling hills of the Marmilla region Le dolci colline della Marmilla by Alessandra Guigoni, food blogger

Nature and archaeology, farming traditions and refined hospitality, culinary delights and artistic production: a slice of Sardinia which offers countless attractions

The unexpected face of Sardinia has the gentle profile of the rolling hills of the Marmilla region, the fragrance of freshly-baked bread, the sound of the wind caressing the huge fields of wheat, ancient vines and thousand-year-old trees. This historical sub-region is bordered to the northwest by Monte Arci, a centre for the production and sale of the precious obsidian since the 6th millennium BC; to the north by the Giara di Gesturi, an enchanted area which is the home to bands of wild horses; to the south is the Campidano, a vast plain which extends from Oristano to Cagliari. The name of the area originates from the Roman term “mamilla”, udder, due to its orographic outline and its fertility. It has been a farming area since ancient times in the lower Oristano region, and is now also specialised in tourism, with a wealth of family-run farms, dairies, wineries, bakeries, farm holidays and gourmet restaurants. Our journey begins in Siddi, 40 minutes by car from Cagliari, the home of Sa Domu ‘e s’Orcu, an ancient prehistoric tomb, and the mysterious and romantic church of San Michele. There are numerous pre-Nuragic and Nuragic remains in the area, such as the Nuragic villages of Cuccurada

Natura e archeologia, tradizioni agroalimentari e raffinata ospitalità, prelibatezze enogastronomiche e manufatti artistici: uno spaccato di Sardegna dalle mille attrazioni

La Sardegna che non ti aspetti ha il profilo dolce e morbido delle colline della Marmilla, il profumo del pane appena sfornato, il suono del vento che accarezza gli immensi campi di grano duro, le arcaiche vigne e gli ulivi millenari. Questa subregione storica è delimitata a nord-ovest dal Monte Arci, centro di produzione e commercio della preziosa ossidiana sin dal VI millennio a.C., a nord dalla Giara di Gesturi, luogo incantato dove vivono mandrie di cavallini allo stato brado; a sud si estende il Campidano, vasta pianura che da Oristano ‘scende’ sino a Cagliari. Il territorio deve il nome al termine romano “mamilla”, mammella, per il suo profilo orografico e per l’ubertosità. È un’area a vocazione agricola sin dall’Antichità nel basso oristanese, oggi specializzata anche nel turismo, ricca di aziende agrarie a conduzione familiare, caseifici, cantine, panifici, agriturismi e ristoranti gourmet. Il nostro viaggio inizia da Siddi, a 40 minuti di macchina da Cagliari, dove spiccano Sa Domu ‘e s’Orcu, antica tomba preistorica, e la romanica e misteriosa chiesetta di San Michele. In Marmilla sono numerose le vestigia prenuragiche e nuragiche, come i complessi nuragici di Cuccurada, a Mogoro e di Su Nuraxi a Barumini,


“A historical farming land since ancient times in the lower part of the Oristano area, now specialised in tourism, rich with family-run farms, dairies, bakeries, farm holidays and gourmet restaurants”

Lorighittas with a lobster sauce, a hand-made pasta originally from Morgongiori, in the province of Oristano Lorighittas al sugo di aragosta, pasta realizzata a mano originaria del paese Morgongiori, in provincia di Oristano ©G. Cutroneo

“Un territorio storico a vocazione agricola sin dall’antichità nel basso oristanese, oggi specializzato nel turismo, ricco di aziende agrarie a conduzione familiare, caseifici, cantine, panifici, agriturismi e ristoranti gourmet”


in Mogoro, and Su Nuraxi in Barumini, a UNESCO World Heritage Site. There are also plenty of medieval relics, such as the Castle of Marmilla in Las Plassas, and the countryside church of Santa Maria Angiargia in Collinas, which is located adjacent to a fascinating Roman place of worship. In various towns - Siddi, Baradili and Tulli, to name but a few - you can experience the traditional cuisine and rural yet refined hospitality. And shopping? Turri is the home of exceptional quality saffron; in Mogoro the communal winery has produced excellent wines from the Semidano grape; Baressa is the “capital” of almond growing, where you can taste amaretti, pralines (gattou) and almond sweets. Marmilla is also famous for its fresh pasta: the lorighittas of Morgongiori, the tallutzas and marracones fibaus of Siddi, a bastion of Slow Food, caombas of Masullas, and naturally fregula and malloreddus (typical Sardinian pasta).

patrimonio UNESCO. Sono cospicue anche le attestazioni medievali, come il castello di Marmilla a Las Plassas e la chiesa campestre di Santa Maria Angiargia a Collinas, che sorge accanto a un luogo di culto romano, di grande suggestione. In vari paesi - Siddi, Baradili, Tuili solo per citarne alcuni - scoprirai la cucina tradizionale accompagnata da un’ospitalità rurale e raffinata. E per gli acquisti? A Turri ecco uno straordinario zafferano; a Mogoro la cantina sociale ha ricavato pregiati vini dal vitigno Semidano; Baressa è la ‘capitale’ della mandorlicoltura, dove gustare amaretti, croccanti (gattou) e pastine alle mandorle. La Marmilla è specializzata anche nelle paste artigianali: le lorighittas di Morgongiori, le tallutzas e i marracones fibaus di Siddi, baluardo Slow Food, le caombas di Masullas, e naturalmente fregula e malloreddus (gnocchetti sardi).

Crocus Sativus flowers, the source of the precious saffron, cultivated in the central-south of the island and used extensively in Sardinia for the preparation of starters and desserts. Fiore di Crocus sativus dal quale si estrae la preziosa spezia, coltivata nel centro sud e molto utilizzata in Sardegna nella preparazione di primi piatti e dolci. ©Egidio Trainito


The particular making of the Lorighittas, small woven rings of pasta. La lavorazione a mano della pasta a forma di piccolo anello intrecciato, chiamata Lorighittas. ©Egidio Trainito

The area is also known for its production of melons from Lunamatrona and extra virgin oil from Ussaramanna. In Villamar the Cappelli wheat is processed, together with ancient Sardinian grains and Khorasan. The entire area is fill of small museums, including the Bread Museum in Pompu, the Museum of agro-industrial traditions in Siddi, the Museum of Obsidian in Pau, Sa Corona arrubia in Lunamatrona and the Archeological Museum in Villanovaforru, adjacent to the archaeological complex of Genna Maria. Last but not least, there are arts and crafts. For almost 60 years, Mogoro has been the annual venue for one of the most important artisan events on the island and beyond, the Fair of Sardinian Artistic Crafts, a highly characteristic event which offers the opportunity to admire masterpieces, from carpets to jewellery, and from ceramics to objects in wood and metal.

Tra le produzioni anche il melone in asciutto di Lunamatrona e l’olio evo di Ussaramanna. A Villamar si lavora il grano Cappelli, oltre a grani antichi sardi e Khorasan. L’intera zona è disseminata di piccoli musei, tra cui la Casa museo del pane a Pompu, il Museo delle tradizioni agroalimentari a Siddi, il Museo dell’ossidiana a Pau, Sa Corona arrubia a Lunamatrona e il Museo archeologico a Villanovaforru, accanto al complesso archeologico di Genna Maria. Infine l’arte manifatturiera. A Mogoro si svolge ogni anno, da quasi 60 anni, una dei principali eventi artigiani dell’Isola e non solo, la Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna: un appuntamento suggestivo dove ammirare capolavori: dai tappeti all’oreficeria, dalle ceramiche agli oggetti in legno e metallo.


52


E V E N T S

E V E N T I

53


EVENTS

FESTE N A ZION ALI · N AT ION AL C E L E BRAT I O N S

Falò di Sant’Antonio Abate e San Sebastiano Sant’Antonio Abate e Saint Sebastian bonfires EVENTS

WHERE

WHEN

Falò di Sant’Antonio Abate e di San Sabastiano

More than 100 villages all over the island

January

Feast Day of Saint Anthony Abbot in the village of Lodè (Nuoro). Festa di Sant’Antonio Abate nel comune di Lodè (Nuoro). ©Daniela Carta

Carnevale · Carnival

54

EVENTS

WHERE

WHEN

Carnevale Barbaricino

Several villages in Nuoro province

Jan/Feb/Mar

Carrasegare Osincu

Bosa

February

Sa Carrela e’nanti

Santu Lussurgiu

February

Carrasciali Timpiesu

Tempio Pausania

February

Sa Sartiglia

Oristano

February


Equestrian event of ancient origins named “Sa Sartiglia” and organised every year in Oristano during the carnival week. Tradizionale corsa a cavallo chiamata “Sa Sartiglia”, organizzata a Oristano durante la settimana del Carnevale.

55


EVENTS

EV EN TI TRAD IZ ION ALI · T RAD IT ION AL EV EN T S

Eventi Identitari · Typical Events

56

EVENTS

WHERE

WHEN

Sagra di Sant’Antioco Martire

Sant’Antioco

April

Festa di Sant’eficio

Cagliari, Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula

May

Sagra di San Francesco

Lula

May

Festa di San Simplicio

Olbia

May

Cavalcata Sarda

Sassari

May

S’ardia (Festa di San Costantino)

Sedilo

July

Sa Coja Maurreddina

Santadi

August

Discesa dei Candelieri

Sassari

August

Sagra del Redentore

Nuoro

August

Corsa degli Scalzi (Festa di San Salvatore del Sinis)

Cabras

end of August beginning of September

Antico Sposalizio Selargino

Selargius

September

Sagra di Nostra Signore De Sos Regnos Altos

Bosa

March/April


E VE N TI CU LTURALI · C U LT U R A L EV EN T S

EVENTS

Musica · Music EVENTS

WHERE

WHEN

Musica Nella Terra Dei Giganti

Riola Sardo - Cabras

July

Cala Gonone Jazz

Dorgali

July

Narcao Blues

Narcao

July

Musica Sulle Bocche

Santa Teresa Gallura

August - September

Rocce Rosse Blues

Arbatax (Tortolì)

August

Time In Jazz

Berchidda (e Dintorni)

August

Ai Confini tra Sardegna e Jazz

Sant’Anna Arresi

September

Musica e Teatro · Music & Theater EVENTS

WHERE

WHEN

Sagra Di Sant’Antioco Martire

Sant’Antioco

April

Abbabula

Sassari

June

La Notte Dei Poeti

Nora (Pula)

July

Dromos Festival

Several villages of the Oristano province

August

Festival Dei Tacchi (Ogliastra Teatro)

Jerzu, Osini, Ulassai

August

Cinema · Cinema EVENTS

WHERE

WHEN

Una Notte in Italia (Festival Del Cinema Di Tavolara)

Loiri Porto San Paolo, Olbia E San Teodoro

July

La Valigia Dell’attore

La Maddalena

July

Pensieri E Parole: Libri E Film

Asinara E Sassari

August

Creuza De Ma’

Carloforte E Cagliari

September 57


EVENTS

EV EN TI C ULTU RALI · C ULT URAL E VE N T S

Eventi Letterari · Literature Events EVENTS

WHERE

WHEN

Leggendo Metropolitano

Cagliari

June

Isola Delle Storie (Festival Letterario della Sardegna)

Gavoi

end of June beginning of July

Sulla Terra Leggeri

Vari Centri del Sassarese

July

Cabudanne ‘e Sos Poetas

Seneghe

September

Tutte Storie (Letteratura Per Ragazzi)

Cagliari

October

Eventi Culturali · Cultural Events

58

EVENTS

WHERE

WHEN

Monumenti Aperti

In Circa 45-50 Centri Della Sardegna

last weekend of April and May

Primavera In Baronia, Marghine E Ogliastra

In Veri Centri Dei Tre Territori Coinvolti

Apr/May/Jun weekends

Primavera Sulcitana

In Vari Centri Del Sulcis

Apr/May/Jun weekends

Primavera In Gallura: Stazzi E Cussogghij

In Vari Centri Della Gallura

May and June weekends

Autunno In Barbagia

In Circa 30 Centri Della Provincia Di Nuoro

Weekends from September to December


E VE N TI P OP OLARI · PO PU LA R EV EN T S

EVENTS

Eventi Enogastronomici · Food and Beverage Events EVENTS

WHERE

WHEN

Girotonno

Carloforte

June

Calici Sotto Le Stelle

Jerzu

August

Eventi di Artigianato · Craftmanship Events EVENTS

WHERE

WHEN

Fiera dell’artigianato artisitco della Sardegna

Movoro

from july to September

Tessingiu - mostra artigianato

Samugheo

from july to September

Riti Settimana Santa · Holy week’s rituals EVENTS

WHERE

WHEN

Settimana Santa

Iglesias

March/April

Settimana Santa

Alghero

March/April

Settimana Santa

Castelsardo

March/April

Sa Chida Santa

Orosei

March/April

Sa Chida Santa

Oliena

March/April

Sa Chida Santa Nel Montiferru

Cuglieri, Scano Montiferru e Santu Lussurgiu

March/April

Ognissanti · All Saints day EVENTS

WHERE

WHEN

Sas Animeddas

Several villages mainly in the Nuoro province

November

59


60


t h e

d e f i n i t i v e

g u i d e

61


ASSESSORADU DE SU TURISMU, ARTESANIA E CUMMÈRTZIU ASSESSORATO DEL TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO

N.1 Editorial Executive Board Assessorato al Turismo, Commercio e Artigianato - Regione Sardegna Aeroporto di Olbia / Geasar Spa Aeroporto Cagliari / Sogaer Spa Aeroporto Alghero / Sogeaal Spa Editor in Chief GEASAR Spa Aeroporto Olbia Costa Smeralda Chief Reporter / Direttore Responsabile Ambra Pintore Contributors Sveva Sagramola, Cristina Nadotti, Eliot Stein, Dorinda Dekeyser, Sawako Kato, Liselotte Van Leest, Susanne Marschall, Gianni Faluomo, Mirco Babini, M.Assunta Fodde, Davide Paolini, Francesca Barberini, Ludovica Casellati, Inger van der Ree, Alessandra Guigoni Photographer Egidio Trainito, Alessandro Addis, Ivan Pedretti, Real 3D Service, Nero Argento, Adolfo Maciocco, Gian Mario Cutroneo, Renato Brotzu, Daniela Zedda, Matteo Cara, Cooperativa Istelai, Francesca Fara Art Editor Luca Santi, Samuele Schiatti Translations Daniel Austin Clarke Advertising advertising@geasar.it Publisher Santi&Santi Viale Matteotti 19 - 22012 Cernobbio - CO Editor Geasar Spa Aeroporto Olbia Costa Smeralda - 07026 Olbia www.geasar.it Cover page: the milky way rises above the La Maddalena gulf © Ivan Pedretti Testata in corso di registrazione Tribunale di Tempio Pausania 71

Profile for mariassunta fodde

DISCOVER SARDINIA | The definitive guide  

The new magazine of the Olbia Costa Smeralda Airport offers to the tourist the itineraries, tourism information and highlights of the Sardin...

DISCOVER SARDINIA | The definitive guide  

The new magazine of the Olbia Costa Smeralda Airport offers to the tourist the itineraries, tourism information and highlights of the Sardin...

Profile for foddema
Advertisement