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pubblico, sono in grado di accorciare le distanze tra i cittadini e la politica”. Grasso interviene con un’interessante posizione di voce fuori dal coro: “Tutto bene e tutto giusto. Norme, etica, rapporti puliti. Ma stiamo parlando di noi, della parte che influenza. Ricordiamoci che pur nel rispetto delle regole noi rappresentiamo interessi di parte. Vorrei introdurre un concetto disrupting, ovvero: ma abbiamo realmente necessità di una norma che regoli tutto? Chi fa il lobbista deve essere corretto per natura, per se stesso, per un’informazione corretta e trasparente che non è data da norme, consuetudini, alibi. Se la regola esiste solo per la nostra funzione, non risolve. Chiediamo invece anche una regola dall’altra parte. Auspichiamo governi forti, autorevoli, con i quali interloquire conoscendo le regole del gioco perché se chi decide cambia le regole in corso Il tema è caldo e Massimo Bruno ribadisce: “L’etica ha un di partita o non le chiarisce a monte, non si va da nessuna ruolo imprescindibile in qualsiasi professione, ma forse, parte. Dovremmo smettere di pensare alla lobby come riveste un ruolo ancora più cruciale in questo mestiere entità occulta capace di chissà quali magheggi e invece considerare che ci interfacciamo dove nulla è perdonato e maggiore Dovremmo smettere di pensare alla con persone che ascoltano e poi è l’attenzione e quindi anche la lobby come entità occulta capace prendono decisioni. Ma non sempre o critica spesso feroce, da parte dei di chissà quali magheggi e invece non solo sulla base delle informazioni media. L’opportunismo rappresenta considerare che ci interfacciamo con che gli vengono fornite”. l’altra faccia di un lavoro che nasce persone che ascoltano e poi prendono invece quale preziosa opportunità decisioni. Pare di capire un fremito di orgoglio di miglioramento del processo decisionale e di rappresentanza di interessi altrimenti non e di alzata di testa verso un ruolo che da troppo tempo è tutelati. Quando, finalmente, la questione sarà chiara a tutti, ritenuto oscuro e negativo, forse perché deve confrontarsi ci renderemo conto che che le lobbies non sono la “causa con una modalità di lavoro non chiara, come dimostra di tutti i mali” ma anzi, se agiscono in maniera trasparente certa politica anche in tempi molto attuali. E infatti avendo diritti e doveri trasparenti nel processo decisionale Grasso continua dicendo: “Quello che occorre veramente

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