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15 Aprile 2010 - Anno VIII - Nr. 72

Editoriale Testimoniare il Risorto è l’essenza e la missione della vita consacrata perché i consacrati hanno sperimentato personalmente l’incontro con il Vivente. Ma se questo è vero per la vita consacrata in generale lo è a maggior ragione per quella femminile. Non si può negare che nel Vangelo la presenza delle donne è l’unica che non rinnega, né tradisce, né abbandona il Maestro. La presenza delle donne si manifesta, soprattutto, nei momenti cruciali dell’evento della salvezza: l’Incarnazione, la Morte e la Risurrezione di Gesù. Soprattutto in quest’ultimo evento le donne furono le prime a scoprire che la morte era stata annientata e che il Crocifisso era, ora, il Vivente. A loro Gesù non ebbe bisogno di dimostrare che era vivo, come dovette fare con gli apostoli, non ebbe bisogno di far toccare le sue piaghe o di entrare a porte chiuse, a loro bastò sentire pronunziare con amore il proprio nome: “Maria” per cadere ai suoi piedi ed esclamare “Rabbunì”. L’amore non ha bisogno di prove, l’amore è certezza di una presenza. Per questo la Vita consacrata femminile ha una missione particolare nella Chiesa: riconoscere l’Amato e continuare a dire ai fratelli: Ho visto il Signore! Questo è un dono ma anche un impegno serio a vivere la propria scelta di vita come testimoni del Risorto. Georges

Bernanos esortava i consacrati a mettersi ogni giorno davanti allo specchio, per vedere se avevano una faccia da risorti. Qualche giorno fa, la nostra Madre, Sr.Yvonne, affermava che, oggi, il mondo non riesce a leggere il segno della povertà, della castità e dell’obbedienza, ma sicuramente sa leggere il segno della gioia, della speranza e della comunione. Le consacrate, dunque, devono anzitutto essere missionarie di se stesse, delle proprie comunità perché il mondo veda e creda che Lui è vivo ed operante. Essere donne della gioia, mostrarla visibilmente con il sorriso, con i lineamenti del volto rasserenati dalla certezza che Lui ci accompagna e ci precede sempre. Allora vivere la Pasqua non sarà un insieme di celebrazioni ma l’impegno ad essere segni comprensibili di Lui. .

quotidiano in novità di vita nello Spirito. Siamo invitati, perciò, a cantare l’Alleluia animati dalle parole di S. Agostino: “Canta come fa il viaggiatore. Canta, ma camminando dimentica la tua fatica cantando, però fai attenzione alla pigrizia. Canta e cammina”. In questo periodo pasquale la fede nel Risorto svegli alla gioia della fede. “Dove nascondete la vostra gioia? Non dovrebbe irraggiarvi sul viso?”. Così, in modo provocatorio, si rivolgeva Bernanos ai cristiani! Una grande esperienza che ha preceduto la Pasqua e che ci ha fatto sentire più Famiglia è stata la presenza della Madre Generale, Sr Yvonne, in mezzo a noi! Il suo farsi pellegrina nella nostra terra di Sicilia, certamente, ha risvegliato, in ciascuno/a il desiderio sempre

In questo numero: Editoriale “Parola di”…ispettrice

Parola di Ispettrice Carissime/i, ci ritroviamo in questo tempo che ci vede “insieme” come Comunità Educante a vivere ancora il mistero pasquale che abbiamo da poco celebrato. L’Alleluia che risuona costantemente esprime la gioia della nuova creazione: con la Sua risurrezione il Signore ci chiama a trasformare il nostro

Microfono a… 9 Madre Yvonne tra noi 9 85 anni di presenza 9 Mani che si incontrano 9 Centralità di Cristo Scrivono dalle comunità… 9 Preghiera formato futuro 9 Facciamo posto al nonno Agenda Scrivici Giornata vocazionale I care, formazione e cultura della legalità


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più forte di continuare ad essere, per i nostri giovani, “presenza amica” che sa prendersi cura dell’altro, chiunque egli sia. La Madre, in tutti i suoi discorsi, ci ha invitato a guardare il mondo con occhi di speranza, ponendo la nostra fiducia solo in Dio. Con il cuore colmo di gratitudine per essere stata con noi e unendoci a tutto il mondo per celebrare il 26 aprile la festa del Grazie, accogliamo il suo invito a rendere le nostre comunità educanti sempre più “ambienti vocazionali” ravvivando la passione educativa e vivendo relazioni che profumano di risurrezione. Ma come vivere da risorti? Rispondo con un’espressione di Don Oreste Benzi che, mi sembra racchiuda l’esperienza fondamentale della nostra vita: “Si vive da risorti nella misura in cui siamo innamorati del Risorto. E’ l’amore che abbiamo verso Cristo che travolge coloro ai quali parliamo di Cristo; è la nostra vita stravolta da Cristo che stravolge la vita di chi ci ascolta. Se tu non sei un facchino di Cristo, ma un innamorato di Lui, trasformerai il mondo perché diventi principio attivo che forma la nuova umanità”. Con tutte le Direttrici che si accingono a vivere l’esperienza forte degli Esercizi spirituali a Loreto, terra mariana per eccellenza, metteremo ogni vostro desiderio di bene nelle mani di Maria, la Donna del terzo giorno. Sia Lei a farci comprendere e sperimentare nel quotidiano che la “Pasqua è il canto dell’impossibile”. Certa che ci accompagnerete con la vostra preghiera, vi saluto e vi seguo con affetto.

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Microfono a… MADRE YVONNE TRA NOI Con gioia le FMA della Sicilia hanno accolto il 27 Marzo scorso Madre Yvonne in visita in Sicilia per il 130° anniversario della presenza delle FMA in questa terra sicula. Sono stati giorni intensissimi di incontri, anzitutto a Bronte dove, come 130 anni fa, ha ripercorso lo stesso itinerario delle Figlie di Maria Ausiliatrice inviate da Madre Mazzarello. La Madre si è fatta pellegrina anche sulle orme di Madre Morano visitando le case che avevano visto gli inizi della feconda azione apostolica della Beata: Trecastagni ed Alì. Alcuni eventi hanno caratterizzato questa visita: l’incontro con le FMA per zone (Catania, Alì e Palermo) e con le Direttrici, a tutte la Madre ha chiesto un impegno maggiore per rendere tutte le comunità luoghi vocazionali, per fare questo è necessario essere donne della gioia e della speranza. Molto intenso anche l’incontro con la Famiglia Salesiana e i giovani che ha visto la realizzazione di un musical offerto dalla compagnia "D.B.Friends" che con grande professionalità ha comunicato l'amore che hanno per Don Bosco e il loro impegno ad affascinare tanti altri giovani al carisma salesiano. Anche l’inaugurazione della Cooperativa "Speranza", nata, dall'esperienza delle comunità alloggio ha permesso alla Madre di cogliere l’impegno delle FMA a realizzare quanto D.Bosco aveva fissato come mèta della sua azione educativa: fare dei giovani “dei buoni cristiani e onesti cittadini”

La visita della Madre si è conclusa a Palermo dove ha incontrato le suore della zona e dove, commossa, l'Ispettrice, Sr.Anna Razionale, ha ringraziato la Madre per questi giorni vissuti con lei, un dono di grazia per la nostra Ispettoria. Madre Yvonne ha sottolineato di "partire senza partire" perché, siamo sicure che anche per lei la Sicilia è diventata la "Patria del cuore" Sul sito della nostra Ispettoria è ancora possibile rivedere foto e video dell’evento: www.fmasicilia.pcn.net

85 ANNI DI PRESENZA In occasione degli 85 anni di presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Pozzallo (RG), paese natale del Venerabile Giorgio La Pira, suor Vilma Tallone, Economa generale, ha ricevuto un'onorificenza da parte dell'Amministrazione comunale. Il 22 marzo scorso è stata ricevuta nel Palazzo di Città dal Sindaco, Giuseppe Sulsenti, e da tutta la sua Amministrazione per ricevere una targa di ringraziamento per la presenza delle FMA in questa città. Inoltre suor Vilma è stata invitata a firmare il libro degli ospiti illustri. Insieme a lei c'era l'ispettrice suor Anna Razionale, la direttrice della comunità di Pozzallo, suor Angela Scannavino. In seguito suor Vilma ha incontrato membri di diversi gruppi della Famiglia Salesiana di Pozzallo presso lo “Spazio Cultura Meno Assenza”, per un momento di festa insieme. Suor Vilma è stata colpita dall'accoglienza e, soprattutto, dalla collaborazione tra le fma e le istituzioni civili della città. Ha potuto constatare il grande affetto e la stima con cui le suore sono circondate da tutti i collaboratori laici che con


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loro portano avanti progetti a favore dei ragazzi più disagiati.

MANI CHE SI INCONTRANO Sono arrivati a San Cataldo da tutta la Sicilia, per una giornata di grande festa, i preadolescenti di tutte le case salesiane. Un appuntamento, iniziato in mattinata con l’accoglienza e l’animazione, curata dai giovani dell’Istituto "Aldisio " di Gela e con il lancio della proposta da parte degli Oratori di Catania– Canalicchio e san Filippo Neri Nuovo e proseguito con la celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Ispettore sdb D.Gianni Mazzali, il quale ha parlato ai ragazzi della necessità di usare le mani «per creare occasioni di fratellanza e contrastare la violenza». Nel pomeriggio, invece, i ragazzi hanno potuto scatenare il proprio entusiasmo con i tanto attesi tornei di calcetto, predisposti dal comitato provinciale della PGS: ben 38 squadre, divise nelle categorie Esordienti ed Under 15, si sono contese la vittoria finale. Durante le gare sportive non sono mancati i giochi a Stand organizzati dagli animatori della zona di Palermo e di Trapani, facendo divertire un gran numero di partecipanti. Tra canti,balli di gruppo e gradite esibizioni, non è mancato anche un momento dedicato alla solidarietà: a fine giornata, Sr A.Di Rosa e D.M. Mazzeo, hanno dato il via alla raccolta fondi per le zone alluvionate del Messinese e in particolare di Scaletta Zanclea per poter acquistare uno scivolo da collocare in Piazza per far divertire i bambini nel periodo estivo. Entro maggio la raccolta effettuata sarà consegnata alla responsabile 3

dell’A.S.C.D. che ha accompagnato un gruppo di 30 ragazzi di Scaletta Zanclea alla festa ragazzi a San Cataldo per attuare il progetto dedicato a realizzare un’area di gioco attrezzata per i ragazzi, da collocare nella Piazza che unisce i Paesi di Scaletta e Itala Sr.Assunta Di Rosa

CENTALITÀ DI CRISTO L’importanza dell’unificazione attorno a Cristo è stato il tema dell’incontro si spiritualità che si è svolto a Colle S.Riizzo (ME) dal 10 all’11 Aprile per le FMA dai 13 anni di professione in su. Ha guidato la riflessione D.M.Guariento, sdb, che ha sviluppato i temi che erano stati proposti per l’incontro: l’assunzione dell’identità vocazionale nella propria stagione di vita e la qualità delle relazioni fraterne a partire dalle provocazione che vengono dalla Parola di Dio. Don Mario ha sottolineato l’importanza di unificare la propria vita consacrata attorno a Cristo per crescere nell’identità vocazionale e carismatica. Questo processo porterà a gerarchizzare in maniera coerente i valori e le attività e a fare scelte consapevoli e libere. Fondamentale è l’incontro personale con Cristo che qualifica le relazioni fraterne e aiuta ad andare oltre i limiti personali. L’incontro è stato concluso dall’Ispettrice che, oltre ad accogliere alcune proposte per il cammino futuro, ha sottolineato quanto sia necessario intraprendere i cammini di conversione all’amore a cui il Capitolo Generale ci esorta. L’esperienza è stata molto bella e vissuta con intensità da parte di tutte.

Ci scrivono… PREGHIERA FORMATO FUTURO Consapevoli che oggi la tensione al divino rimane frustrata perché la parola di Gesù è ormai troppo spesso sentita distante dalla realtà, Sr.G.Brigandì, Preside della scuola di Palermo M.Mazzarello ha organizzato un momento di spiritualità usando “nuovi linguaggi di preghiera” L’incontro è stato articolato per i vari gruppi scolastici. La scuola dell'infanzia e la primaria il 24 marzo hanno invitato – con tanto di banditori – l'intera comunità a partecipare alla mensa di Dio, che offriva il “pane di vita”. La preghiera, infatti, si è svolta facendo ripetutamente riferimento alla metafora del pane. La scuola secondaria di primo grado il 25 marzo ha ripercorso, invece, alcune tappe della Via Crucis. Alcuni testi poetici, da Gibran a Tagore a Primo Levi, e alcune canzoni contemporanee, rispettivamente recitate e cantate e coreografate dagli alunni, hanno fatto da sfondo alle parole del sacerdote, le quali nell'immediatezza della forma artistica prendevano maggiore forza e vigore; non solo, perché la partecipazione attiva dei ragazzi alla costruzione dell'intero momento di preghiera ha permesso loro di soffermarsi più e più volte a riflettere sul significato di quanto stessero facendo, su quanto di quel dolore di Gesù loro stessi sperimentino nella loro vita. Infine, la scuola secondaria di secondo grado il 26 marzo ha vissuto un’intera giornata insieme alle famiglie vivendo momenti di fraternità attraverso la condivisione del pranzo, il gioco e


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l’organizzazione di diversi “stand” tematici: uno per l'adorazione del Cristo, uno per la proiezione di spezzoni cinematografici sul rapporto genitori-figli e uno per un dibattito sul significato di alcune canzoni accomunate dallo stesso tema dei film. La scelta di incentrare l'intero momento sulla figura di Dio Padre e di riproporla nel modo di vivere il legame con i propri genitori, scaturisce dal fatto che è sempre più evidente il disagio dei giovani e delle loro madri e dei loro padri, il “gap” di comunicazione che tra loro esiste e la spasmodica necessità e richiesta degli uni, ma anche degli altri, di sentirsi amati. Prof.ssa Luciana Ratto

“FACCIAMO POSTO AL NONNO” “Facciamo posto al nonno”è stato il tema del Concorso Letterario Regionale indetto dal “Movimento per la Vita”, cui hanno partecipato gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Maria Ausiliatrice di San Cataldo, insieme a tutte le scuole secondarie di I e II grado della Sicilia. “Il Movimento per la vita” da anni ha come finalità fondamentale quella del rispetto della dignità della persona e, soprattutto, come educare al rispetto della dignità dell’altro/a. Con questo concorso si è sottolineata la necessità di iniziare questo percorso educativo in famiglia partendo da chi, oggi, ha più bisogno: il nonno Eccellenti i risultati riportati dagli allievi del nostro istituto: il primo premio per il tema è andato all’alunna M.Pastorelli il secondo premio per il tema a M.C.Naro, il secondo premio per la poesia a G.Lipani, il terzo premio per il tema a M.Naro. 4

La premiazione è avvenuta l’8 Aprile, presso il Teatro Politeama a Palermo. A tutti è stata consegnata una maglietta, una medaglia in ricordo dell’evento e i vincitori sono stati premiati con una coppa e una targa . Il concorso è stata un’occasione per continuare a far riflettere i ragazzi sulla dignità umana, il cui rispetto inizia proprio dalle persone che ci stanno più accanto: i nonni. Prof ssa Giuseppina Militello

Agenda… …FMA APRILE 15 Consiglio ispettoriale 16–23 Es.spirituali Direttrici 24 Comm.FMA–SDB (CT) 24–26 Visita ispett.Agrigento 26–27 Vis.ispett.Cammarata 27–2/5 Com.Terza Età (RM) MAGGIO 3-4 Consiglio ispettoriale 5-10 Presidenza CII 6-9 Assemblea CII 13 S.M.MAZZARELLO …FAMIGLIA SALESIANA APRILE 21-22 Gr.ado FP 24-25Un anno per il tuo futuro MAGGIO 5-6 Gr.ado Scuola

Scrivici Vuoi che questo sia anche il tuo giornalino? Allora mandaci, entro il 14 di ogni mese, tutte le notizie, gli eventi, gli appuntamenti della tua comunità, associazione, gruppo e noi li pubblicheremo.

Figlie di Maria Ausiliatrice Ispettoria Sicula “M.M.Morano” via Caronda, 224 Catania Tel: 095. 72.85.011 Fax 095.50.25.27 Responsabile: Ambito comunicazione sociale E.mail: comunicazioneISI@pcn.net Sito web: www.fmasicilia.pcn.net Notiziario a diffusione interna


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MESSAGGIO PAPA PER LA 47° GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI. 25 APRILE 2010 La testimonianza suscita vocazioni Venerati nell'Episcopato Sacerdozio, cari sorelle!

Fratelli e nel fratelli e

La 47a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che si celebrerà la IV domenica di Pasqua domenica del “Buon Pastore” - il 25 aprile 2010, mi offre l'opportunità di proporre alla vostra riflessione un tema che ben si intona con l'Anno Sacerdotale: La testimonianza suscita vocazioni.La fecondità della proposta vocazionale, infatti, dipende primariamente dall'azione gratuita di Dio, ma, come conferma l'esperienza pastorale, è favorita anche dalla qualità e dalla ricchezza della testimonianza personale e comunitaria di quanti hanno già risposto alla chiamata del Signore nel ministero sacerdotale e nella vita consacrata, poiché la loro testimonianza può suscitare in altri il desiderio di corrispondere, a loro volta, con generosità all'appello di Cristo. Questo tema è dunque strettamente legato alla vita e alla missione dei sacerdoti e dei consacrati. Pertanto, vorrei invitare tutti coloro che il Signore ha chiamato a lavorare nella sua vigna a rinnovare la loro fedele risposta, soprattutto in quest'Anno Sacerdotale, che ho indetto in occasione del 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, il Curato d'Ars, modello sempre attuale di presbitero e di parroco. 5

Già nell'Antico Testamento i profeti erano consapevoli di essere chiamati con la loro esistenza a testimoniare ciò che annunciavano, pronti ad affrontare anche l'incomprensione, il rifiuto, la persecuzione. Il compito affidato loro da Dio li coinvolgeva completamente, come un “fuoco ardente” nel cuore, che non si può contenere (cfr Ger 20,9), e perciò erano pronti a consegnare al Signore non solo la voce, ma ogni elemento della loro esistenza. Nella pienezza dei tempi, sarà Gesù, l'inviato del Padre (cfr Gv 5,36), a testimoniare con la sua missione l'amore di Dio verso tutti gli uomini, senza distinzione, con particolare attenzione agli ultimi, ai peccatori, agli emarginati, ai poveri. Egli è il sommo Testimone di Dio e del suo anelito per la salvezza di tutti. All'alba dei tempi nuovi, Giovanni Battista, con una vita interamente spesa per preparare la strada a Cristo, testimonia che nel Figlio di Maria di Nazaret si adempiono le promesse di Dio. Quando lo vede venire al fiume Giordano, dove stava battezzando, lo indica ai suoi discepoli come “l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29). La sua testimonianza è tanto feconda, che due dei suoi discepoli “sentendolo parlare così, seguirono Gesù” (Gv 1,37). Anche la vocazione di Pietro, secondo quanto scrive l'evangelista Giovanni, passa attraverso la testimonianza del fratello Andrea, il quale, dopo aver incontrato il Maestro e aver risposto al suo invito a rimanere con Lui, sente il bisogno di comunicargli subito ciò che ha scoperto nel suo “dimorare” con il Signore: “Abbiamo

trovato il Messia - che si traduce Cristo - e lo condusse da Gesù” (Gv 1,41-42). Così avvenne per Natanaele, Bartolomeo, grazie alla testimonianza di un altro discepolo, Filippo, il quale gli comunica con gioia la sua grande scoperta: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nazaret” (Gv1,45). L'iniziativa libera e gratuita di Dio incontra e interpella la responsabilità umana di quanti accolgono il suo invito a diventare strumenti, con la propria testimonianza, della chiamata divina. Questo accade anche oggi nella Chiesa: Iddio si serve della testimonianza di sacerdoti, fedeli alla loro missione, per suscitare nuove vocazioni sacerdotali e religiose al servizio del Popolo di Dio. Per questa ragione desidero richiamare tre aspetti della vita del presbitero, che mi sembrano essenziali per un'efficace testimonianza sacerdotale. Elemento fondamentale e riconoscibile di ogni vocazione al sacerdozio e alla consacrazione è l'amicizia con Cristo. Gesù viveva in costante unione con il Padre, ed è questo che suscitava nei discepoli il desiderio di vivere la stessa esperienza, imparando da Lui la comunione e il dialogo incessante con Dio. Se il sacerdote è l' “uomo di Dio”, che appartiene a Dio e che aiuta a conoscerlo e ad amarlo, non può non coltivare una profonda intimità con Lui, rimanere nel suo amore, dando spazio all'ascolto della sua Parola. La preghiera è la prima testimonianza che suscita vocazioni. Come l'apostolo Andrea, che comunica al fratello di aver conosciuto il Maestro,


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ugualmente chi vuol essere discepolo e testimone di Cristo deve averlo "visto" personalmente, deve averlo conosciuto, deve aver imparato ad amarlo e a stare con Lui. Altro aspetto della consacrazione sacerdotale e della vita religiosa è il dono totale di sé a Dio. Scrive l'apostolo Giovanni: “In questo abbiamo conosciuto l'amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1 Gv 3,16). Con queste parole, egli invita i discepoli ad entrare nella stessa logica di Gesù che, in tutta la sua esistenza, ha compiuto la volontà del Padre fino al dono supremo di sé sulla croce. Si manifesta qui la misericordia di Dio in tutta la sua pienezza; amore misericordioso che ha sconfitto le tenebre del male, del peccato e della morte. L'immagine di Gesù che nell'Ultima Cena si alza da tavola, depone le vesti, prende un asciugamano, se lo cinge ai fianchi e si china a lavare i piedi agli Apostoli, esprime il senso del servizio e del dono manifestati nell'intera sua esistenza, in obbedienza alla volontà del Padre (cfr Gv13,3-15). Alla sequela di Gesù, ogni chiamato alla vita di speciale consacrazione deve sforzarsi di testimoniare il dono totale di sé a Dio. Da qui scaturisce la capacità di darsi poi a coloro che la Provvidenza gli affida nel ministero pastorale, con dedizione piena, continua e fedele, e con la gioia di farsi compagno di viaggio di tanti fratelli, affinché si aprano all'incontro con Cristo e la sua Parola divenga luce per il loro cammino. La storia di ogni vocazione si intreccia quasi sempre con la testimonianza di un sacerdote che vive con 6

gioia il dono di se stesso ai fratelli per il Regno dei Cieli. Questo perché la vicinanza e la parola di un prete sono capaci di far sorgere interrogativi e di condurre a decisioni anche definitive (cfr Giovanni Paolo II, Esort. ap. post-sinod. Pastores dabo vobis, 39). Infine, un terzo aspetto che non può non caratterizzare il sacerdote e la persona consacrata è il vivere la comunione. Gesù ha indicato come segno distintivo di chi vuol essere suo discepolo la profonda comunione nell'amore: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). In modo particolare, il sacerdote dev'essere uomo di comunione, aperto a tutti, capace di far camminare unito l'intero gregge che la bontà del Signore gli ha affidato, aiutando a superare divisioni, a ricucire strappi, ad appianare contrasti e incomprensioni, a perdonare le offese. Nel luglio 2005, incontrando il Clero di Aosta, ebbi a dire che se i giovani vedono sacerdoti isolati e tristi, non si sentono certo incoraggiati a seguirne l'esempio. Essi restano dubbiosi se sono condotti a considerare che questo è il futuro di un prete. È importante invece realizzare la comunione di vita, che mostri loro la bellezza dell'essere sacerdote. Allora, il giovane dirà: “questo può essere un futuro anche per me, così si può vivere” (Insegnamenti I, [2005], 354). Il Concilio Vaticano II, riferendosi alla testimonianza che suscita vocazioni, sottolinea l'esempio di carità e di fraterna collaborazione che devono offrire i sacerdoti (cfr Decreto Optatam totius,2).

Mi piace ricordare quanto scrisse il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II: “La vita stessa dei presbiteri, la loro dedizione incondizionata al gregge di Dio, la loro testimonianza di amorevole servizio al Signore e alla sua Chiesa - una testimonianza segnata dalla scelta della croce accolta nella speranza e nella gioia pasquale -, la loro concordia fraterna e il loro zelo per l'evangelizzazione del mondo sono il primo e il più persuasivo fattore di fecondità vocazionale” (Pastores dabo vobis,41). Si potrebbe dire che le vocazioni sacerdotali nascono dal contatto con i sacerdoti, quasi come un prezioso patrimonio comunicato con la parola, con l'esempio e con l'intera esistenza. Questo vale anche per la vita consacrata. L'esistenza stessa dei religiosi e delle religiose parla dell'amore di Cristo, quando essi lo seguono in piena fedeltà al Vangelo e con gioia ne assumono i criteri di giudizio e di comportamento. Diventano "segno di contraddizione" per il mondo, la cui logica spesso è ispirata dal materialismo, dall'egoismo e dall'individualismo. La loro fedeltà e la forza della loro testimonianza, poiché si lasciano conquistare da Dio rinunciando a se stessi, continuano a suscitare nell'animo di molti giovani il desiderio di seguire, a loro volta, Cristo per sempre, in modo generoso e totale. Imitare Cristo casto, povero e obbediente, e identificarsi con Lui: ecco l'ideale della vita consacrata, testimonianza del primato assoluto di Dio nella vita e nella storia degli uomini. Ogni presbitero, ogni consacrato e ogni consacrata,


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fedeli alla loro vocazione, trasmettono la gioia di servire Cristo, e invitano tutti i cristiani a rispondere all'universale chiamata alla santità. Pertanto, per promuovere le vocazioni specifiche al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, per rendere più forte e incisivo l'annuncio vocazionale, è indispensabile l'esempio di quanti hanno già detto il proprio “si” a Dio e al progetto di vita che Egli ha su ciascuno. La testimonianza personale, fatta di scelte esistenziali e concrete, incoraggerà i giovani a prendere decisioni impegnative, a loro volta, che investono il proprio futuro. Per aiutarli è necessaria quell'arte dell'incontro e del dialogo capace di illuminarli e accompagnarli, attraverso soprattutto quell'esemplarità dell'esistenza vissuta come vocazione. Così ha fatto il Santo Curato d'Ars, il quale, sempre a contatto con i suoi parrocchiani, “insegnava soprattutto con la testimonianza di vita. Dal suo esempio, i fedeli imparavano a pregare” (Lettera per l'Indizione dell'Anno Sacerdotale, 16 giugno 2009). Possa ancora una volta questa Giornata Mondiale offrire una preziosa occasione a molti giovani per riflettere sulla propria vocazione, aderendovi con semplicità, fiducia e piena disponibilità. La Vergine Maria, Madre della Chiesa, custodisca ogni più piccolo germe di vocazione nel cuore di coloro che il Signore chiama a seguirlo più da vicino; faccia sì che diventi albero rigoglioso, carico di frutti per il bene della Chiesa e dell'intera umanità. Per questo prego, mentre imparto a tutti la Benedizione Apostolica. 7


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