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15 Febbraio 2009 - Anno VII - Nr. 60

Editoriale Entrare nell’arena del dibattito sul caso di Eluana Englaro è sicuramente una tentazione a cui, difficilmente, un editoriale può sottrarsi, eppure è quello che faremo in questo numero del giornalino, anche perché la nostra posizione l’abbiamo già dichiarata ufficialmente sul nostro sito. Invece vorremmo porre l’attenzione sul caso di numerosi giovani che vivono nel coma profondo della loro coscienza, dell’intelligenza e degli affetti. Giovani che, tutti i giorni, vediamo “sbattuti” sulle prime pagine dei giornali e delle TV per aver “arso” vivo un barbone o un indiano per gioco; per aver violentato una loro coetanea semplicemente per divertimento; per essersi appiccati il fuoco semplicemente per dimostrare il coraggio…A questi ragazzi nessuno pensa seriamente; i politici si fermano a semplici dichiarazioni d’intenti ma quando si tratta di sostenere economicamente opere che possano dare educazione ed istruzione iniziano tutti i “cavilli” più assurdi pur di non “sborsare” i soldi pubblici. Ne sanno qualcosa le nostre scuole, i nostri centri di formazione professionale, i nostri oratori, le nostre associazioni. Facile proferire parole che hanno, a volte, il sapore di “campagne elettorali”, impedendo l’interruzione dell’alimentazione ad una giovane…ma quante “alimentazioni” interrompiamo quando non offriamo ai nostri ragazzi educazione ed istruzione lasciandoli in balia dei loro istinti e della loro noia? Come educatrici dovremmo schierarci dalla parte di coloro che operano “fattivamente” per i giovani e non dalla parte di chi continua a “speculare” su ogni cosa per “incassare”, prima o poi, voti elettorali.

Parola di…Ispettrice Carissimi, anche quest’anno, insieme alle Direttrici, abbiamo partecipato al Convegno Regionale dei consacrati di Sicilia, CISM, USMI, GIS dal tema “Vita Consacrata e preghiera”.

Raccontiamoci la vita – 15 Febbraio 2009

In questo numero: Editoriale “Parola di”…ispettrice Microfono a… 9 Divieto di segnalazione 9 Chiamate ad essere bosco Scrivono dalle comunità… 9 Condividere le regole 9 Torna a soffiare il vento di D.Bosco 9 Neo-Salesiani Cooperatori 9 Comunità in festa 9 Una rosa per Librino Agenda Notizie di famiglia Scrivici Settimane sociali dei cattolici Convegno di Famiglia Salesiana Famiglia e Amore Messaggio Quaresima 2009 Desidero condividere con voi ciò che più mi ha colpito e che può orientare verso un cammino di novità interiore. Nel cammino di preghiera, ogni persona, può correre un grosso rischio quello di “dire preghiere” e di non “pregare mai”, per la mancanza di silenzio, per il mito dell’efficienza, per l’equivoco che tutto è preghiera. Mons.G.Costanzo, nel suo intervento, ha elencato quattro condizioni per vivere un’autentica preghiera: purificare la mente e il cuore, prendere coscienza della presenza di Dio, tacitare ciò che ci impedisce di sintonizzarci con Dio, radicarsi nella vita e nel quotidiano. Inoltre ha sottolineato l’importanza di pregare nella storia, che non è evadere dalla realtà, ma piuttosto credere che Dio è il Signore della storia e “i suoi occhi sono aperti nel mondo”; pregare nella prova, restare davanti a Dio quando si vive nel disagio, nella difficoltà, nella crisi; pregare nel buio della fede, è il momento della fede nuda, della fede essenziale, dove il credente è


chiamato a credere contro ogni evidenza, ad accettare la dimensione del rischio, cosa non facile nella società di oggi. La spiritualità salesiana ci invita ad essere contemplativi nell’azione e, quindi, ad avere un’intensa vita di preghiera che ci porta a scorgere il volto di Dio nella nostra storia, nei nostri giovani. Guardiamo a Maria, nostra compagna di viaggio, maestra di preghiera e di contemplazione, educatrice della nostra vita e di quella dei giovani e impegniamoci a pregare con Lei e come Lei, il Signore della vita attraverso una vita plasmata dalla Sua Volontà Spero che la condivisione di queste riflessioni, che mi hanno toccata profondamente, possano aiutarvi ad assumere uno stile di preghiera che abbraccia e coinvolge la vita e la missione. Con affetto

Microfono a… DIVIETO DI SEGNALAZIONE Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) lanciano un appello per chiedere ai Senatori di respingere l'emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.L'attuale Testo Unico sull'Immigrazione (D.L.286 del 1998) prevede che «l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano». Il rischio di essere segnalato creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri e ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili. La cancellazione del principio di non segnalazione vanificherebbe inoltre un'impostazione che nei 13 anni di applicazione

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(il principio è presente nell'ordinamento italiano già dal 1995) ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri: riduzione dei tassi di Aids, stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…). MSF, SIMM, ASGI e OISG invitano la società civile a sottoscrivere l'appello ai Senatori, che ha già raccolto 11683 adesioni. Vai sul sito: www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere. it/firma_appello.asp

CHIAMATI AD ESSERE BOSCO Dal 6 all’8 febbraio 2009 si è svolta a Pacognano, a due passi da Sorrento, la IV Assemblea Nazionale MGS. Il tema dell’incontro è stato: “Chiamati ad essere bosco”. Un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani” Hanno partecipato le Consulte regionali accompagnati dai responsabili. Il tema è stato portato avanti da D.Enrico Peretti, Delegato Nazionale della Famiglia Salesiana e della S.C.S. con il quale i giovani hanno discusso del “Carisma salesiano in un tempo di valori deboli”. D.Enrico ha sottolineato l’importanza della Spiritualità e della Famiglia Salesiana. Importanti nell’approfondimento del tema sono stati i gruppi, per individuare le risorse sulle quali basarsi per dare risposte efficaci ai bisogni della realtà locale Altro momento di approfondimento è stato il percorso a stand, un itinerario in cinque tappe per dare la possibilità ai partecipanti di riappropriarsi dell’identità carismatica. Molto significativa è stata la presenza di D.Fabio Attard, Consigliere Mondiale SDB per la Pastorale Giovanile, il quale ha parlato dei rapporti e delle esperienze di don Bosco con i giovani e di come gli animatori ed educatori di oggi possono e debbano immedesimarsi in Lui. Certamente i tempi di fraternità e di preghiera hanno permesso non solo di “parlare” del carisma salesiano ma, soprattutto, di farne esperienza. Ci auguriamo che questi tre giorni siano serviti a rispondere alla chiamata ad essere bosco

Scrivono dalle comunità…


“CONDIVIDERE LE REGOLE” Ci siamo ritrovare nel pomeriggio del 22 gennaio all’Istituto “Don Bosco” di Messina, figli, suore, insegnanti, genitori in un clima decisamente "salesiano", attenti all'ascolto del Prof. Savagnone. Il suo pensiero è profondo, coinvolgente e, a sentirlo, non sembra affatto difficile seguire, comprendere ed e-ducare i giovani. Tante mamme si confrontano, ogni tanto sorridono tra di loro perchè sanno quanto è difficile attuare questa bellissima teoria. Il momento più interessante e piacevole dell'incontro per me e credo anche per gli altri miei coetanei e per i genitori è stato quello in cui ci siamo incontrati "in diretta" figli, mamme, papà, docenti con spontaneità e semplicità, senza alcuna reticenza. NOI RAGAZZI spinti da questo clima familiare e di libertà, non abbiamo paura di esprimere le nostre idee, le nostre paure, ma in particolare la nostra volontà, il nostro bisogno di essere capiti e non giudicati da chi ha già vissuto quello che noi vorremmo vivere liberamente e personalmente. Riusciamo così a far uscire la sensazione di non essere compresi in questa società che sta cambiando rapidamente senza permettere a noi ragazzi del XXI secolo di adeguarci a queste trasformazioni. Tutto questo non significa che chiediamo di essere protetti all'infinito, tutt'altro. La voce che accomuna tutti noi ragazzi, magari di mondi e idee del tutto differenti, ma con lo stesso bisogno, è quella che URLA di permetterci di vivere le nostre gioie, le nostre paure,i nostri errori e i nostri desideri sulla nostra pelle, magari aiutati dai nostri genitori ma non soffocati. NOI MAMME talvolta sentiamo dire che genitori e figli "non possono" comunicare perchè vivono su piani paralleli. Può essere vero, ma come i piani paralleli, che nel punto all'infinito si incontrano e trovano la loro direzione comune, crediamo che anche noi con i nostri figli troveremo una direzione, un punto comune su cui fare leva per sostenerli ad affrontare la realtà perchè possano scoprire il senso della loro vita, crescere secondo il dono di ciascuno e maturare alla luce della parola di DIO che è origine e fine ultimo della nostra esistenza. Aurora III Liceo Classico e la sua mamma Antonella

TORNA A SOFFIARE IL VENTO DI D.BOSCO A Mazzarino, la festa di San Giovanni Bosco si è trasformata in una festa di popolo per la partecipazione di oltre 700 persone che hanno partecipato al concerto tenuto dal Coro del X reparto mobile della Polizia di Stato di Catania, diretto da Mario Grimaudo.

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Alla manifestazione erano presenti il Questore, il Vescovo, il comandante della compagnia dei carabinieri di Gela, il vicepresidente della Provincia, il sindaco e diversi rappresentanti politici-militari e religiosi della città. La manifestazione è stata presentata da Valerio Martorana, vicepresidente ispettoriale degli exallievi don Bosco di Sicilia. «Il vento di don Bosco è ritornato a soffiare in questa città- ha affermato suor Maria Salerno, direttrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice abbiamo aperto le porte dell’oratorio alla città, vogliamo aiutare i giovani a crescere in modo sano». Vincenzo D’Asaro, uno dei promotori dell’iniziativa, ha detto: «In un mese, grazie all’oratorio don Bosco, siamo riusciti a raccogliere fino alle 23.30 di ogni sera, centinaia di giovani, attraverso tornei. Piccole iniziative che lasciano il loro segno positivo. Il concerto della Corale del X corpo del Reparto Mobile della Polizia di Stato di Catania ha elettrizzato il pubblico con un maestro, Mario Grimaudo, che è riuscito a rendere partecipi tutti, a dirigere con il pubblico ed a suonare in perfetto stile salesiano: l’allegria (da "Funiculì funiculà" a "Giù da colli"). Tra la prima e la seconda parte del concerto si è tenuta la premiazione dei tornei che si sono tenuti in occasione dei festeggiamenti di don Bosco. Sempre all’interno delle celebrazioni in onore di D.Bosco si è presentato il libro “C’era una volta il Grest”, un testo in ricordo di D.Franco Solarino. L’’autore, il prof.Carmelo Nicosiano, ha voluto ricordare, attraverso, foto d’epoca, musiche, preghiere, inni, canti l’inventore del Grest e grande educatore D.Solarino che operò a Mazzarino negli anni 50-60. La comunità FMA di Mazzarino

NEO-SALESIANI COOPERATORI Nicola e Mariarosa il 25 gennaio 2009 hanno celebrato la loro Promessa presso l’Istituto don Bosco di Messina, entrando così ufficialmente a far parte dell’Associazione dei salesiani cooperatori. Momenti di grande gioia e di testimonianza sono stati condivisi da tutta la famiglia salesiana del centro. Infatti, alla celebrazione assistita da don Tonino Romano (SDB), hanno partecipato: la direttrice dell’Istituto, suor Marisa Prestigiacomo, e le altre FMA; Emilia Fotia appositamente delegata per l’occasione dal coordinatore provinciale; i cooperatori del centro; gli animatori e alcuni ragazzi dell’oratorio; aspiranti; simpatizzanti; parenti e amici.


La famiglia del centro don Bosco si è riunita in comunione fraterna per festeggiare le nuove vocazioni, che hanno veramente offerto una testimonianza di appartenenza forte all’Associazione e un nuovo messaggio di invito ad accogliere con gioia la chiamata salesiana. Non è mancato il momento conviviale secondo lo stile proprio salesiano, accompagnato anche dai dolcini e dalle torte preparate in casa da alcune cooperatrici e ….. dalle mamme dei cooperatori. Nicola Pansardi e Mariarosa Sinatra Centro don Bosco Messina

COMUNITÀ IN FESTA Il giorno della festa di D.Bosco, presso l’Istituto M.Ausiliatrice di Palermo-Arenella, è stato presentato uno spettacolo teatrale ricordando, anche, il centenario della casa. A 150 dalla fondazione della Congregazione Salesiana e ad un secolo dall’inaugurazione dell’Istituto, una grande festa ha riunito tantissima gente. Nessun cast di qualità, nessun budget economico ma tanta passione, forza di volontà e impegno sono stati il denominatore comune di volontari e collaboratori che hanno realizzato questa performance riscuotendo un notevole successo. Le FMA dell’Istituto hanno potuto constatare i frutti di tanti semi sparsi in questo secolo. Esse non hanno mai smesso di far sentire la loro presenza nel territorio e sono riuscite, con l’aiuto di tanti collaboratori, a creare un ambiente sano non solo per i ragazzi, ma per le loro famiglie che, come afferma la Direttrice dell’Istituto, rivestono un ruolo fondamentale nella vita e crescita dei fanciulli. La figura di D.Bosco, infatti è sempre associata alla lotta in difesa degli adolescenti e le FMA, seguendo le orme del Padre del Sistema Preventivo, difendono i giovani evitando agli stessi quelle esperienze negative che potrebbero compromettere la loro crescita. Alessio Tarantino

Sr.Enza e Sr.Renata, attraverso un video, ci hanno mostrato l’oratorio salesiano che accoglie tanti ragazzi e l’esperienza dei tanti volontari che bussano di casa in casa e solo con semplici parole sostengono la gente del luogo. Noi ragazzi ci siamo accorti che siamo fortunati perché non dormiamo sulle strade, non siamo costretti a fare azioni che possono cambiarci la vita. La consapevolezza della nostra fortuna ci ha spinti a fare molte domande, a capire come e perché si vive in quel modo, se i ragazzi hanno la voglia di imparare, se è stato difficile intraprendere questo viaggio. Suor Enza ha risposto alle domande, dicendo che inizialmente la “missione” sembrava impossibile ma i piccoli progressi dei ragazzi dell’oratorio spingono a lavorare e a sperare sempre di più in loro. Sicuramente il messaggio che le suore ci hanno lasciato è che non possiamo continuare a guardare, bisogna credere che un piccolo aiuto può davvero sistemare qualcosa, per questo risulta interessante l’invito di suor Enza, quello di provare l’esperienza in prima persona e andare ad aiutare. Alla fine suor Enza ci ha detto che vi erano delle rose che si potevano comprare facendo un’offerta. La rosa era di carta, era già sbocciata...immaginiamo per un secondo che i ragazzi di Librino siano come rose, come la rosa di carta “manualmente” è stata fatta sbocciare, cosi può “sbocciare” la voglia di vivere,di credere nel futuro di questi ragazzi grazie anche a noi, che non abbiamo fatto niente per meritarci una vita molto più semplice. Pertanto facciamo si che non rimanga solo un desiderio dei tanti animatori di Librino, proviamo anche noi che significa far “sbocciare” un fiore in più. Melina Stefania

Agenda… …FMA

UNA ROSA PER LIBRINO Il 27 febbraio all’Istituto Don Bosco di Messina abbiamo avuto con noi Sr.Enza e Sr.Renata che hanno raccontato ai ragazzi del liceo come si vive nel quartiere di Catania, Librino. Droga, alcool, prostituzione, sono le crude realtà di questo luogo, dimenticato dalla burocrazia, e ricordato dai numerosi animatori, dalle suore che cercano, giorno per giorno, di stare vicino a persone che credono di aver perso ogni speranza.

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Febbraio 17m.–19: Visita ispettoriale (CT Casa D. Bosco) 22p.-23s.: Consiglio Ispettoriale 24-25: Visita ispettoriale (CT M.Morano) 26-28: Roma 28p.–1/3. Spiritualità FMA 1 – 15 a.prof.

Marzo


2p.– 6: Visita ispettoriale (CT Ist. D. Bosco) 7m.– 8p.: Visita ispettoriale (Cesarò) 7-8: Spiritualità Preadolescenti 09 -11: Visita ispettoriale (Acireale Sp.Santo) 12-13: Visita ispettoriale (Siracusa) 13-15: Esercizi spirituali Adolescenti 13-15: CIOFS/Scuola Direttivo 15: CIOFS/Scuola Assemblea 14-17: Visita ispettoriale (Caltagirone)

…Famiglia Salesiana

Febbraio 21-22 MGS: Consulta regionale 20- 22 FS: Convegno regionale 22 CGS: Assemblea

RADIO FOR YOU Dal 16 al 19 Febbraio, alle ore 10.00 e 16.00, su www.radioforyou.pcn.net, trasmetteremo le relazioni fatte al Convegno regionale dei consacrati di Sicilia, svoltosi all’Isola delle Femmine (PA).

Settimane Sociali dei Cattolici Italiani

Marzo 14-15 ACS: Ritiro pasquale

Notizie di famiglia

… SENZA PREGIUDIZI NE’ PRECONCETTI per gli ideali di giustizia e di libertà, nella loro interezza.

h Vivono già nell’abbraccio del Padre: Sr.Maria Baglieri, fma Sr. Giuseppina D’Accardi, fma Sr.Marianna Pirrone, fma 9 9 9 9 9 9 9 9 9 9

La sorella di Sr.Giuseppina Savoca Il papà di Sr.Graziella Milazzo Il fratello di Sr.Carmelina Rizza La mamma di Sr.Franca Costa Il fratello di Sr.Gina Carrubba Il cognato di Sr.Antonina Alessi La sorella di Sr.Biagina Calanni Il cognato delle sorelle Ruta Il papà si Sr.Concetta Cannone Il fratello di Sr.Grazia Curatolo

Scrivici Vuoi che questo sia anche il tuo giornalino? Allora mandaci, entro il 10 di ogni mese, tutte le notizie, gli eventi, gli appuntamenti della tua comunità, associazione, gruppo e noi li pubblicheremo.

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27 febbraio 2009, ore 15.00–19.00 Caltagirone, Hotel Villa Sturzo In memoria del Novantesimo anniversario dell’appello “Ai liberi e forti”, in vista della celebrazione della 46a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (autunno 2010). Consapevoli che la storia non si ripete, consapevoli di essere chiamati alla responsabilità da «cose nuove», trovandoci ancora una volta immersi in grandi cambiamenti ed in gravi difficoltà, ci interroghiamo sul valore della esperienza che queste parole ricapitolarono e rilanciarono, e sul pensiero e l’opera di don Luigi Sturzo. Dall’appello di don Luigi Sturzo “Ai liberi e ai forti”: «A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini supremi della patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e di libertà … », Roma, 18 Gennaio 1919. Informazioni su: www.settimanesociali.it


Figlie di Maria Ausiliatrice Ispettoria Sicula “M.M.Morano” via Caronda, 224 Catania Tel: 095. 72.85.011 Fax 095.50.25.27 Responsabile: Ambito comunicazione sociale E.mail: comunicazioneISI@pcn.net Sito web: www.fmasicilia.pcn.net Notiziario a diffusione interna

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CONVEGNO DI FAMIGLIA SALESIANA Zafferana Etnea, 20-22 Febbraio 2009

“La Famiglia Salesiana: un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani in Sicilia”

Ore 07.30: Celebrazione di Lodi ore 08.30: Colazione ore 09.00: "La profezia carismatica della Famiglia Salesiana illumina la missione comune in un determinato territorio". ore 09.30: Laboratori per zone territoriali ore 11.15: Proposte e conclusioni del convegno ore 12.30: Celebrazione Eucaristica ore 13.30: Pranzo

20 Febbraio ore 15.30: Arrivo e sistemazione ore 16.30: Introduzione al convegno ore 17.00: Interpretare il presente della nostra terra di Sicilia alla luce dei due Capitoli Generali - D.G.Mazzali e Sr.G.Barbanti ore 18.00: Pausa ore 18.30: Interventi liberi in assemblea ore 19.30: Celebrazioni dei Vespri ore 20.00: Cena ore 21.00: Proiezione video strenna ore 22.00: Preghiera 21 Febbraio Ore 07.30: Celebrazione Eucaristica ore 08.30: Colazione ore 09.30: "Comunione tra salesiani e laici ai tempi di D.Bosco" - D.Giuseppe Buccellato ore 10.30: L'esperienza dell'Opera Salesiana di Vietri sul mare (SA) - Sig.ra Concetta Zecchino ore 11.30: Pausa ore 12.00: Interventi liberi in assemblea ore 13.00: Pranzo ore 16.00: "Comunione tra FMA e laici nella missione educativa delle origini"-G.Sanfilippo ore 17.00: L'esperienza dell'opera salesiana di Cammarata (AG) - Sig.V.Carità e Sr.R.Machì ore 19.15: Pausa ore 19.40: Celebrazioni dei Vespri ore 20.00: Cena ore 21.30: Dal Convegno Mondiale "Sistema Preventivo e diritti umani" - Sig.Nico Lotta 22 Febbraio

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Il Convegno sarà trasmesso in diretta su RADIO FOR YOU

Si potrà partecipare attraverso Messenger e Facebook Vai sul sito www.radioforyou.pcn.net per ulteriori informazioni


L’ ABC della FAMIGLIA

nostra famiglia! È un tesoro a volte difficile da scoprire, avvolto nell’ombra di un carattere silenzioso e taciturno, poiché disabituato al dialogo.

Famiglia e Amore Amare, verbo coniugato da tutti, ma che a volte coinvolge solo il nostro vocabolario e non il nostro cuore. Si impara sin da bambini a leggere, a scrivere, ad … Amare! E nel modo in cui l’abbiamo imparato, il più delle volte Amiamo. La famiglia, una famiglia che si ama e che ama, è il luogo di incontro di cuori, di sentimenti, di gioie, di sofferenze; è il luogo in cui si condivide e si compatisce il sentimento dell’altro senza che l’altro sia “altro”. In famiglia ogni persona è la persona più importante che ci sia, perciò deve essere accudita, amata, accompagnata, … in una parola amata! Eppure in molte famiglie si smarrisce il senso della compassione; lo stare insieme diventa condivisione di mura entro le quali trovare riparo dalle intemperie esterne, ma non ristoro per il proprio cuore. Ci si conosce appena, si sa poco dell’altro, non si ha il tempo per fermarsi a parlare, ad ascoltare, assorti dai mille impegni di lavoro quotidiano. Eppure si lavora tanto e tanto per il bene della famiglia! Sì, ma di quale bene si tratta? Di un bene materiale, che diventa anche sovrabbondante eppure mai sufficiente per “saziare” il bisogno… Il bisogno di un figlio di giocare, ridere e scherzare col proprio padre, il bisogno di un padre di sonnecchiare nel frastuono armonioso dei propri figli, il bisogno di una madre si sentirsi rivolgere un semplice “grazie”. Forse oggi l’uomo corre ancora più veloce della velocità che gli è stata data quando è stato progettato! Forse oggi l’uomo è salito su un treno in corsa che non prevede più fermate! E invece è tempo di riprendersi la propria vita, è tempo di “riprendersi” le persone care, di accoglierle e curarle con la propria presenza amorevole e costante. Solo decelerando possiamo guardare negli occhi chi incontriamo ed udirne chiaramente la voce. Scopriremo accanto a noi un’infinità di cuori colmi di tutti quei beni dei quali pensavamo invano di arricchirci nei nostri giorni da maratoneti. Il vero tesoro della nostra vita è l’altro: marito, moglie, figlio, figlia, … Chiunque entra a far parte della

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Eppure quel tesoro può essere ancora espugnato da chi non vuole arrendersi a rimanere nella vita povero di gioia. “ In ciascuno c’è un punto accessibile al cuore”, bisogna solo trovare la via giusta per penetrare nel cuore di chi ci sta accanto, con discrezione, con umiltà, senza pretendere di giudicare il modo di essere o di fare dell’altro Maria Rita e Rosario Istituto M.Ausiliatrice - Catania


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2009 Cari fratelli e sorelle! All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, "sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" (Preconio pasquale). Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere In particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore. Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,1617). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98). Poiché tutti siamo appesantiti

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dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò. Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia. Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332). Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia"


per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I). La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40). La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio. Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15). Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 89; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai

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poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale. Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: "Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti". Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc. ). La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo. Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell'attiva partecipazione all'Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale. Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria, Causa nostrae laetitiae, e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più "tabernacolo vivente di Dio". Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perchè ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 11 Dicembre 2008

BENEDICTUS PP. XVI

Raccontiamoci la vita  

Giornalino Ispettoriale nr.60 - 15 Febbraio 2009

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