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13 Febbraio 2007- Anno V - Nr. 38

In questo numero:

Editoriale Editoriale I recenti fatti avvenuti a Catania hanno messo in risalto il tema della violenza negli stadi. I mezzi di comunicazione sociale hanno esplorato questo fenomeno in tutti i suoi aspetti per cui ci soffermiamo, in questo editoriale, su quello che può in qualche modo aiutarci a risignificare e a riqualificare la nostra vita per essere sempre più “segno profetico nell’oggi della storia”. Ogni partita sportiva crea tra le varie squadre una grande rivalità che prescinde dalla competizione sportiva e si trasforma, facilmente, in violenza. Questo avviene anche tra le nostre squadre siciliane, in particolare Catania-Palermo. I gesti vandalici compiuti dai catanesi a Palermo e dai palermitani a Catania sono il segno più evidente di quanto sia alto il livello di rivalità tra le due fazioni. Potremmo pensare che questo sia un fatto che non ci riguarda da vicino, che non sia oggetto del nostro interesse. Invece a pensarci bene, per noi FMA, può costituire un richiamo ad una testimonianza seria ed efficace. Anche noi, da quattro anni, viviamo l’esperienza, bella e faticosa, dell’integrazione ispettoriale, un cammino che ci rende segno di unità e di profezia. Ma perché questo si realizzi sempre di più è necessario, ancora, “purificare” il nostro linguaggio facendo scomparire quelle fatidiche paroline: “noi”-“voi”; guardare i volti delle sorelle piuttosto che la loro provenienza; offrire la nostra disponibilità ad ogni mobilità; pensare che non apparteniamo “a Paolo o ad Apollo, ma a Gesù Cristo; che il carisma salesiano, pur inculturandosi, non rimane imprigionato nei confini di un’ispettoria e nemmeno di un Istituto. Chissà se ai nostri giovani, tifosi e non, sapremo offrire la testimonianza di una storia ricca di esperienza che ci proietta in un futuro di speranza dai toni del “Da mihi animas”, o preferiremo comunicare nostalgie dal sapore “delle cipolle d’Egitto” che ci portano a vagare nel deserto dei nostri inutili rimpianti e dell’insignificanza storica. E’ una sfida che ci viene offerta a cui sapremo dare, sicuramente, una risposta adeguata

Raccontiamoci la vita – 13 Febbraio2007

“Parola di”…ispettrice Microfono a… 9 Festa del Grazie 9 Famiglia Salesiana Scrivono dalle comunità… 9 D.Bosco amante della vita 9 Shoah 9 Un’occasione di incontro 9 Il dono della riconoscenza 9 Alla riscoperta del Battesimo 9 Prima maratona D.Bosco 2007 9 Festa culturale 9 Cercare i giovani fuori dai cancelli 9 Una strenna al femminile 9 Sistema preventivo e vita 9 Una scuola di qualità 9 Una visita tanto attesa Agenda Notizie di famiglia Scrivici Radio for you Messaggio Quaresima 2007

Parola di…Ispettrice Carissimi, il mese di febbraio è iniziato con la giornata di preghiera per la vita Consacrata (02 febbraio). Questo evento mi spinge a sostare un po’ con voi per riflettere insieme sulla bellezza della vita consacrata e fermarci, come ci esortava Papa Giovanni Paolo II, non solo a ricordare e a raccontare la nostra gloriosa storia, ma a costruire una grande storia, cioè a far fiorire la fantasia della carità “guardate al futuro – egli affermava – nel quale lo spirito vi proietta per fare con voi cose grandi… Siate sempre pronti, fedeli a Cristo, alla Chiesa e al vostro Istituto”. Oggi, in questo mondo che cambia rapidamente, siamo chiamate a interrogarci a confrontarci, a trovare strade di conciliazione tra novità e tradizione, tra fedeltà e cambiamento. Come D.


Bosco e Madre Mazzarello siamo mandati quali profeti dell’oggi, a dare risposte al grido dei giovani e di fronte agli eventi drammatici che continuamente costatiamo, riproponiamo con più forza il valore dell’educazione, del nostro stile di preventività per educare alla convivenza pacifica e al rispetto reciproco. Soprattutto gli adulti, i genitori, noi consacrate dobbiamo interrogarci sull’ esempio che diamo ai giovani, sulla capacità di ritrovare il senso del dialogo, del confronto pacato, leale intelligente e razionale come ha affermato il Cardinale Bertone, in un intervista dopo i fatti avvenuti a Catania. Puntiamo il nostro sguardo in avanti con speranza; la vera speranza è in Dio che sa suscitare qualcosa di buono da tutto questo. La speranza è dono di Dio, dono che richiede il nostro impegno operoso. Impegniamoci, con sempre maggiore passione, su questa linea per contribuire nel nostro piccolo alla realizzazione del Regno. Con immenso affetto

Microfono a… FESTA DEL GRAZIE Pubblichiamo la lettera che la Vicaria ispettoriale ha inviato alle comunità per la prossima Festa del Grazie ispettoriale Carissime sorelle, vi raggiungo con gioia per ricordare a tutte ciò che è stato già comunicato durante i diversi incontri ispettoriali riguardo la FESTA del GRAZIE. Quest’anno si è scelta la data del 25 marzo per farla coincidere con l’inizio dell’Anno Centenario della morte della Beata Maddalena Morano (25 marzo 2007- 30 marzo 2008). L’unificazione delle due ricorrenze non è casuale, né funzionale, ma riveste un significato più profondo, dal momento che, oggi, Sr. Giuseppina continua tra noi quel servizio che Madre Morano iniziò in Sicilia, come 1ª Ispettrice. Lo slogan scelto - “INSIEME… SEGNO DI SPERANZA”- che ci accompagnerà nel cammino di tutto l’anno Centenario, vuole focalizzare due dimensioni fortemente presenti nella missione educativa di Madre Morano: la COMUNIONE e la SPERANZA. Elementi che Sr. Giuseppina, in linea con il cammino dell’Istituto e della Chiesa, tiene presenti nell’animazione ispettoriale, sollecitando il rinnovamento del nostro modo di “essere” e di “operare” per esprimere nella “comunione” il volto del Dio delle Beatitudini e

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nella “speranza” i semi del Verbo presenti nella storia e nella vita di ogni nostra comunità. Proprio per il particolare significato che la Festa del Grazie assume quest’anno, vivremo i momenti significativi che la costituiscono in due località: il primo, nella mattinata, ad Alì Terme dove parteciperemo alla Celebrazione Eucaristica, presieduta dal nostro carissimo Arcivescovo di Messina, S.E. Mons. Calogero La Piana, il secondo, nel pomeriggio, ad Acireale, nel Salone Teatro dell’Istituto Spirito Santo. Per l’occasione, anche quest’anno, avremo con noi, quale rappresentante della Madre per l’inaugurazione dell’Anno Centenario, Sr. Giuseppina Terruggi, che sarà già a Catania il 24 marzo mattina per essere presente, come Consigliera generale per la Comunicazione, all’inaugurazione della Web Radio ispettoriale. Alla giornata del 25 marzo - che oltre alla Festa del Grazie segna per noi l’inizio di un evento storico - ci prepareremo con la preghiera, chiedendo per Sr. Giuseppina la benedizione del Signore su lei e sulla sua delicata missione di guida dell’Ispettoria, in un particolare momento storico. La nostra gratitudine trovi, inoltre, espressione nell’impegno di rivitalizzare il Carisma salesianomornesino in Sicilia, partendo dal rinnovamento della nostra vita che si realizza, nel quotidiano, con la concreta personale consegna a Dio, nell’incondizionato dono di amore preveniente alle sorelle e ai giovani. Nel nostro cammino ci aiuti Maria, donna di speranza, che con il suo “sì “ nella fede ha inaugurato la nuova Alleanza e con la sua presenza materna è sempre disponibile a continuare per ciascuna di noi la missione di Maestra e Guida, così come lo fu per i nostri Fondatori e per Madre Morano. Con affetto Sr. Ida Trapani

FAMIGLIA SALESIANA Siamo state in cinque della nostra Ispettoria a partecipare alle giornate di spiritualità della Famiglia Salesiana svoltesi a Roma dal 18 al 21 gennaio. Il tema è stato un approfondimento della strenna 2007:”Lasciamoci guidare dall’amore di Dio per la vita”. La presenza forte e carismatica del Rettor Maggiore D.P. Chàvez ha orientato le giornate ed ha dato un qualificativo contributo. Stralcio dal decalogo, presentato da Don Eugenio Alburquerque, alcune espressioni inerenti al tema della vita a partire da alcuni verbi. Amare la vita che ci è stata donata per amore e nell’amore, amarla ogni giorno con passione la propria vita e quella dei nostri fratelli. Ammirare, l’amore, prima ancora che a compiere norme, ci invita ad ammirare, a lasciarci coinvolgere e sorprendere dalla vita, a

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contemplarla nel suo mistero e a promuovere il piacere e la gioia di vivere. Essere grati per un dono ricevuto, insostituibile e irrepetibile. Nessuno vedrà mai il mondo con i miei occhi, né lo accarezzerà con le mie mani, non pregherà con le mie labbra e non amerà con il mio cuore. Rispettare che significa osservare la vita altrui, volere che questa cresca e si sviluppi. Inoltre, significa anche responsabilità nei confronti della propria vita e di quella altrui, così come verso il creato e la madre Terra. Proteggere la vita umana è circondata da pericoli: violenza, distruzione e morte. Proteggere e difendere soprattutto la vita dei deboli e dei più poveri. Preoccuparsi di tutto e di tutti e lottare contro qualsiasi cosa sminuisca la vita, la disturbi e ne indebolisca il valore Curare le ferite, la malattia e la sofferenza ed essere in grado di accompagnare coloro che soffrono, che vivono e muoiono in condizione disagiate. Donare la vita, condividerla così come la donò e come la dona, ogni giorno, Gesù. Educare al valore della vita, proporre il Vangelo della vita, costruire insieme a tutti gli uomini di buona volontà la vera cultura della vita. Celebrare la vita che significa celebrare il Dio della vita. Il servizio a favore della vita rappresenta il vero culto spirituale dedicato a Dio. Da tutte queste riflessioni sono emerse due linee operative che impegnano la Famiglia Salesiana: individuare “come” assumere oggi la vita, dono inviolabile, e promuovere con passione e difendere con speranza la dignità e la qualità di ogni vita. Ci auguriamo che questo sia un impegno concreto che ognuna di noi possa assumere in questo anno Sr.Giuseppina Bonaccorsi

Scrivono dalle comunità… D.BOSCO AMANTE DELLA VITA Negli scorsi giorni la Famiglia Salesiana di Biancavilla ha festeggiato Don Bosco. In un clima di gioia e di devozione, si è svolto il Triduo che si è concluso, poi, il 31 con una giornata di festeggiamenti. In mattinata i bambini delle varie scuole hanno partecipato alla Santa Messa, seguita da un momento ricreativo fatto di giochi organizzati in piazza e dal consueto lancio dei palloncini. Nel pomeriggio, dopo la Celebrazione Eucaristica è seguita una fiaccolata per ricordare il suicidio di un giovane della città di ventisei anni, e poi la processione animata da tanti giovani, fino a P.zza Don Bosco dove si è conclusa con la

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consueta "sorpresa boschiana". Le iniziative in onore del Santo si sono concluse il 4 Febbraio con altri due eventi: la presentazione della Strenna del Rettor Maggiore incentrata sul tema della vita e la caccia al tesoro organizzata dalla Famiglia Salesiana in tutto il paese di Biancavilla. In un momento in cui la vita risulta, particolarmente, minacciata la festa di D.Bosco è stata la memoria di un uomo che si è schierato a favore della vita difendendo, soprattutto, quella dei giovani più poveri e indifesi. Questo è l'augurio che ci facciamo: essere degni eredi di D.Bosco, che ci invita a sentirci direttamente interpellati dal Dio amante della vita. Antonella Spitaleri

SHOAH “Un’ora insieme per non dimenticare”. Con queste parole iniziava il momento che noi ragazzi del III liceo classico dell’Istituto D.Bosco di Messina, abbiamo preparato in occasione della Giornata per la memoria delle vittime della Shoah. Con i video, girati da alcuni ragazzi in una visita al campo di concentramento di Ravensbrück, con poesie, con riflessioni e testimonianze si è voluto manifestare tutto il rispetto, l’impegno e il pensiero perché, da morti, questi uomini, vittime della shoah, abbiano la dignità e la giustizia che non hanno avuto in vita. Ai sopravvissuti è andato il grazie di tutti per il coraggio che ha permesso loro di ricordare. Mentre ad ognuno di voi va l’eredità del ricordo. Le immagini atroci, disumane, vergognose, tante volte ci hanno fatto chiudere d’istinto gli occhi per non vedere, perché è più semplice ignorare tutto, passare su ciò che ci scomoda e ci scuote, ma noi siamo i testimoni dei testimoni. E quella domanda, temuta, incerta nell’essere o non essere pronunciata , è lì: ma Dio dov’era? Il Papa Benedetto XVI ha detto che proprio dove sembra esserci il massimo dell’assenza di Dio, c’è il massimo della sua presenza. In parole simili si concludeva un brano tratto da La notte di Elie Diesel, dopo l’impiccagione di tre persone tra cui un bambino, una voce chiede: “Dov’è Dio?”. E un’altra voce risponde: “Dov’è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca…”. Con questa speranza, contro ogni cattiveria umana, noi vogliamo credere, noi cristiani crediamo in Dio anche se non l’abbiamo visto, crediamo in noi perché siamo le braccia, le mani, i piedi, la bocca di Dio per parlare, per testimoniare, per non dimenticare. Lavina Aloisio

UN’OCCASIONE DI INCONTRO La festa di D.Bosco, per la comunità di Pozzallo, è sempre occasione d’incontro per tutti coloro che si sentono uniti nello spirito salesiano.

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I festeggiamenti si sono aperti con la traslazione della statua di D.Bosco dall’Istituto alla Chiesa Madre. Il triduo è stato predicato da D.Tonino Lorefice che ha evidenziato la personalità di D.Bosco, il suo lavoro a servizio dei giovani, alla luce del valore che il santo dava alla vita. Il giorno della festa si sono susseguiti vari gruppi di bambini, fanciulli, ragazzi e giovani a cui, la figura di D.Bosco, è stata presentata da un giovane seminarista pozzallese, Cristian Barone che, con semplicità e amorevolezza, ha saputo affascinare ed attirare l’attenzione di tutti. Tutto si è concluso con la Celebrazione Eucaristica pomeridiana, una breve processione e i fuochi d’artificio che hanno espresso la gratitudine della città a D.Bosco. La presenza di tanti giovani ha riempito il cuore di gioia perché è proprio questa la cosa più bella quando ti senti figlia di D.Bosco ed hai accarezzato il suo spirito e conosciuto il suo amore. Una giovane ex-allieva di D.Bosco

IL DONO DELLA RICONOSCENZA La Divina Provvidenza mi ha fatto partecipe di un dono veramente grande. Su richiesta di due Marescialli di Sigonella sulla disponibilità a predicare la novena di Sant’Antonio a Pedara, ho risposto subito si. Per me era come aprire l’album fotografico dei ricordi della mia infanzia perché da quando avevo quattro anni ho vissuto presso l’Istituto delle FMA di Pedara. Dopo la morte in un incidente stradale della mia cara mamma Nerina, quando ancora non avevo un anno, su interessamento dei miei nonni materni, fui accolto presso l’Istituto di Pedara. Le suore di quel tempo furono molto vicine alle sofferenze provate e divennero subito riconosciute, da me, come “mamme di Pedara”. Ricordo che le suore mi diedero il senso dell’ordine, del rispetto per le cose che mi venivano date. Quello che oggi può apparire assurdo, come, alla sera, lavare i calzini, la richiesta di collaborazione ai servizi quotidiani, il sistemare e pulire la propria camera, ecc. erano motivi di responsabilità per il futuro, se allora potevo avvertirli come un peso, oggi li riconosco come segni provvidenziali. Oggi, entrando, nell’Istituto, accolto dalla comunità molte cose sono cambiate, resta immutabile il mio Grazie alle suore e se oggi sono sacerdote è anche per il vostro amore con cui servite la Chiesa e trasmettete ai “piccoli di Gesù” il vostro dono di spose del Signore. Vorrei concludere queste note con un ricordo fortemente spirituale, la festa di Prima Comunione nel salone dell’Istituto. Era ll’anno 1969, tutti avevano parenti ed amici, anch’io avevo parenti ed amici, le “mie suore”. Non c’era dentro di me tristezza, anzi

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quella veste bianca, il giglio in mano e un paio di scarpe avute dalla divina Provvidenza mi facevano sentire un principe per il mio Re, Gesù Eucaristia, Re della mia vita. Grazie suore per l’amore profuso nei sei anni vissuti nel vostro Istituto che diventa, per voi, preparazione di vero gaudio della vita in cielo insieme ai vostri Santi Fondatori. Prendo a prestito un pensiero di S.G.Bosco: “Tutto il bene che gli altri fanno per causa nostra, accrescerò lo splendore della nostra gloria in Paradiso”. Grazie e vi benedico Sac.Giovanni Salvia

ALLA RISCOPERTA DEL BATTESIMO La Comunità Educante del Collegio Immacolata di Trecastagni, ha celebrato con rinnovata gioia, festosa e composta partecipazione la festa di San Giovanni Bosco. Il solenne triduo, in preparazione alla festa, è stato predicato dall’Arciprete Mons. Rosario Currò, parroco della Chiesa Madre, che ha trattato i vari argomenti con competenza e fervore ed è stato rallegrato dai canti, magistralmente eseguiti, dall’organista della Parrocchia. Durante i tre giorni, oltre a ripercorrere alcuni momenti significativi della vita di Don Bosco, si è scelto di riflettere su alcuni argomenti previsti dalla proposta pastorale della C.E. quali: la riscoperta del sacramento del Battesimo; l’approfondimento della Parola di Dio; l’importanza dell’Eucaristia. L’animazione liturgica dei tre momenti celebrativi è stata affidata ai vari gruppi della C.E. Inoltre ogni tema è stato evidenziato con un simbolo proprio: Per il Battesimo l’acqua e il cero; per la Parola di Dio un’immagine con una frase scritturale; per l’Eucaristia il pane La mattina del 31 gennaio, giorno della festa, la Celebrazione Eucaristica è stata partecipata dalla numerosa schiera dei ragazzi delle scuole elementari e medie del paese, che hanno avuto l’opportunità di conoscere alcuni episodi della vita del “Padre dei giovani”. A sera, tutta la famiglia salesiana e la cittadinanza ha partecipato alla solenne celebrazione Eucaristica in memoria di San Giovanni Bosco, sempre in Chiesa Madre. A conclusione della celebrazione si è svolta una solenne fiaccolata e la processione con la reliquia di Don Bosco dalla Chiesa Madre a quella del Collegio. Qui, dopo la solenne benedizione , è stato diviso il tradizionale “pane di Don Bosco”, segno di fraternità, di condivisione e di comunione. La C.E. di Trecastagni

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PRIMA MARATONA DON BOSCO 2007 Il Centro Polivalente "Laura Vicuna" ha iniziato con una maratona i festeggiamenti in onore del grande Padre e Maestro dei giovani, Don Bosco. La partenza e l'arrivo sono fissate nel cortile dell'Istituto stesso. Alle ore 9.30 tutti sono pronti per poter partecipare alla prima grande Maratona 2007. I primi a dare inizio alla corsa sono stati gli alunni della scuola dell'Infanzia, poi gli alunni della scuola Primaria ed infine gli allievi dei corsi dell'Obbligo Formativo. Tante bandierine in festa, tante mamme e papà con tuta e scarpe da ginnastica, tanti colori, canti di gioia e bans che hanno colorato e rallegrato le strade adiacenti l'istituto. I ragazzi hanno accolto con entusiasmo la possibilità di poter dimostrare la loro esuberanza e la loro felicità di raggiungere il traguardo. Un lungo corteo fatto di giovani e meno giovani: professori, maestre, suore, collaboratori e soprattutto genitori, sono stati insieme con allegria, secondo il metodo educativo che Don Bosco metteva in pratica con i suoi allievi e che ci ha insegnato. Le varie classi della scuola sono state premiate con una coppa. Tutti i partecipanti hanno ricevuto una medaglia. Tanti giochi e grande festa nel cortile ed infine si ritorna tutti a casa, pieni di gioia e di quella serenità che sgorga da un cuore che ama il Signore.La comunità educante di Modica

UNA FESTA CULTURALE La festa di D.Bosco ha trovato nelle varie comunità modalità di coinvolgimento diverse. A Palagonia, che quest’anno festeggia il centenario di fondazione dell’Istituto, e ad Acireale, oltre ai tradizionali festeggiamenti, ha assunto una valenza culturale e sociale particolare. Il 28 Gennaio, presso la sala consiliare del comune di Palagonia, si è tenuto una conferenzadibattito sul tema: "Dio vuole la felicità dell'uomo e l'essere umano non ha diritto di nuocere a se stesso e agli altri". Sono state trattate problematiche legate alla droga, all’alcolismo, alle varie forme di dipendenze e all’AIDS. Sono intervenuti la Dott.ssa Laura Gennaro, assistente sociale, e il Dott.Gerry Lanzafame, psicologo. All’interno delle celebrazioni del centenario sono state previste altre conferenze-dibattito su temi che riguardano la vita umana. Analoga iniziativa si è realizzata ad Acireale presso la Sala consiliare del comune il 29 gennaio dove si è tenuta una tavola rotonda sul tema: "Il carisma salesiano nella cittadinanza acese: formare una cultura della legalità e dell'impegno sociale". Sono intervenuti il Sindaco, Dott.N.Garozzo, l'ass. Dott.ssa N.Leonardi, e Sr.R.Ventura.

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CERCARE I GIOVANI FUORI DAI CANCELLI Don Bosco, amore sempre vivo e sempre nuovo… Anche i più distratti e i più lontani, basta che sentano cantare: ”Padre maestro e amico” perché battano le mani e cantino anche loro ricordando mille episodi della vita di questo santo così grande, forte e potente; così mite, soave e gentile!!! Quest’anno, all’Istituto Maria Ausiliatrice di Palermo Arenella, alunni, oratoriani, giovani e…naturalmente suore e insegnanti abbiamo onorato il nostro santo…alla sua maniera…con tanta allegria, poca scuola e ricevendo i ragazzi del plesso comunale del territorio; per loro è stata preparato un Power Point sulla vita di Don Bosco e tanti, tantissimi giochi. I nostri alunni si sono cimentati con disegni, poesie e scenette per i quali hanno ricevuto premi ed applausi. Le loro mamme hanno partecipato all’Eucaristia ed animato la “Fiera del dolce”. I momenti più pregnanti sono stati quelli vissuti in parrocchia nei giorni di preparazione alla festa; dove D.G. Giummarra ha sottolineato l’importanza di “cercare” i giovani che rimangono ai bordi delle chiese, fuori dai cancelli. Giornate splendide, indimenticabili, nelle quali tutti abbiamo implorato: Don Bosco “scendi ancora” perché il mondo giovanile oggi ha bisogno di te, scendi ancora e illumina famiglie e consacrati perché collaborino fattivamente all’educazione dei giovani e implora da Dio nuove vocazioni. Grazie perché continui ad amarci attraverso i tuoi figli e le tue figlie. Giovanna Caramanna UNA STRENNA AL FEMMINILE Il 28 gennaio a Messina, Istituto D.Bosco” il nostro salone-teatro è stato riempito da moltissime persone, appartenenti alla Famiglia Salesiana, per la presentazione della strenna del Rettor Maggiore da parte dell’Ispettrice, Sr.Giuseppina Barbanti. Appassionata e convincente la relazione di Sr.Giuseppina seguita da alcuni vivaci interventi dei presenti, specialmente quelli di alcuni giovani che hanno dichiarato il loro impegno a favore della vita. Conclusiva e stimolare la parola di D.U.Romeo che ha invitato tutti a lavorare apostolicamente insieme non solo per un arricchimento reciproco ma, soprattutto, per rendere più efficaci le nostre iniziative di bene. L’incontro si è concluso con un canto e un balletto di alcune giovani cooperatrici e con un power point sull’apologo finale della strenna e la consegna degli ombrelli gialli a tutti i responsabili di ogni gruppo di Famiglia Salesiana presenti. Sr.A.Salvatore

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SISTEMA PREVENTIVO E VITA Anche quest’anno l’Istituto M.Ausiliatrice di Catania ha celebrato la festa di D.Bosco a conclusione di un triduo di preparazione che ha vissuto alcuni momenti particolarmente significativi. Il 29 gennaio, nell’ambito della programmazione, delineata dalla comunità educante, il prof. Marco Pappalardo, coordinatore ispettoriale dei CC.SS., ha tenuto una relazione sul Sistema Preventivo, stile e metodo educativo. E’ stata l’occasione, per genitori ed insegnanti, per riflettere sul modo più adeguato di relazionarsi con i giovani in riferimento al servizio svolto da D.Bosco improntato alla carità e all’amore. Il 30 gennaio si è tenuta la veglia cittadina che ha visto una numerosissima partecipazione dei membri della Famiglia salesiana. La veglia si è sviluppata attorno al tema vita nelle sue dimensione del rispetto, della difesa, del servizio e dell’amore verso di essa. Il 31 gennaio gli allievi della scuola media hanno rappresentato alcuni episodi della vita di D.Bosco con la partecipazione di qualche genitore nei ruoli di D.Bosco e di M.Margherita. Nel pomeriggio, infine, la Celebrazione Eucaristica, animata dalla comunità educante e dai bambini della scuola primaria La comunità educante di Catania

UNA SCUOLA DI QUALITA’ Sicuramente tutti conoscete “a montagna” (l’Etna) perché creata dal buon Dio per la bella della Sicilia, ma non conoscete la “montagna di carta” perché l’abbiamo realizzata noi. “Noi” sta per team operativo impegnato, appunto, a produrre “carte” per la certificazione. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta! Don Bosco ci ha aiutati in questa grande impresa perché, per amore dei fanciulli, ci siamo impegnati a lavorare con il cuore. Pertanto il 17 gennaio la scuola paritaria “Suor Teresa Valsè” di Gela ha acquisito la certificazione a cura dei Lloyd’s Register Certification di Milano, secondo il Sistema Qualità ISO 9001:2000. Questo traguardo, raggiunto con tanti sacrifici, fa sì che la nostra scuola risponda a norme valide a livello mondiale e sia definita così Scuola di Qualità. Sr.Agata Borzì

UNA VISITA TANTO ATTESA! Solitamente, quando si aspetta l’arrivo di una persona importante, ci si prepara all’evento con ansia per fare in modo che tutto sia in perfetto ordine… Questo è quello che si fa, anche, in una casa salesiana al momento della visita ispettoriale il 19 Gennaio u.s. che però è stata condita da un clima di grande familiarità che ha rotto ogni

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formalità. Infatti, l’accoglienza dell’Ispettrice si è svolta nella quotidiana serenità della “vita familiare”. I rappresentanti dei genitori, dei docenti, dei cooperatori e degli exallievi, l’hanno ascoltata con l’interesse che si presta a chi ci è caro. I piccoli della scuola dell’infanzia l’hanno avvicinata con la semplicità che è normale a quell’età; i bambini della scuola primaria hanno recitato e cantato davanti a lei, come se si esibissero per una zia venuta da lontano a vedere proprio loro; i ragazzi della scuola secondaria di 1° e 2° grado e dei Corsi Professionali hanno fatto sentire le loro voci con lo stesso entusiasmo di quando intonano una melodia da cantare per il puro piacere di ritrovarsi insieme. La comunità delle F.M.A. ha fatto tesoro della sua presenza semplice e materna e della sua parola detta con amore e per il bene a ciascuna personalmente e comunitariamente . Sono stati giorni di ricarica spirituale e di un sempre più consolidato spirito di famiglia. Alla fine Sr. Giuseppina, alias “occhio attento”, ha colto che la teoria può diventare pratica: lei stessa, infatti, prendendo la parola ha ribadito quelle che ormai sono le “linee guida” fissate dalla nostra Ispettoria . Fare famiglia, fare squadra: questi sono gli input per “vivere” la Comunità salesiana. Costruire Comunità in cui religiose e laici, ciascuno con la propria identità, collaborano alla pari per promuovere la formazione cristiana, culturale e umana dei giovani: questa forse la sintesi possibile riconducibile al proposito e alla necessità di rinnovamento del carisma salesiano. Non sempre è facile realizzare tutti gli obiettivi fissati in teoria…ma un inizio è pur sempre un buon punto di partenza! La Comunità Educante di Alì Terme (Me)

Agenda… …FMA Febbraio 16-19: Progetto PRIME Suore (7-10 a. profes.) 16-18: Conv. per le Direttrici - Org. dall.’ USMI 19-20: Presidenza CII -Roma 20-22: COSPES Ass. nazionale 24-25: Consiglio ispettoriale 24-1/03: Esercizi spirit. Aspiranti - Roma 27-3/03: Visita ispettoriale (Catania Ist. D. Bosco) 28-2/03: Formazione formatori FMA – Roma Marzo 4p-5: Visita ispettoriale (Cesarò) 5p.-6: Visita ispettoriale (Bronte) 7-8 m.: Visita ispettoriale (Adrano) 8 -10: Visita ispettoriale (Biancavilla)

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…Famiglia Salesiana Febbraio 17p. CCSS: Assemblea zonale – Palermo 18 CCSS: Assemblea zonale – Trapani 23-25: Esercizi spirituali Adolescenti -Zona PA 24-25 MGS: Consulta nazionale - Roma 25 MGS: Formazione III livello Marzo 2-4 MGS: Confronto regionale - Zafferana 3 CGS: Comitato regionale 9-11: Esercizi spirituali Adolescenti – Zona CT 10-11: Giornate di spiritualità (1-10 a. di prof.) 11 MGS: Attività zonali 11 TGS: Assemblea regionale 11 ADMA: Corso di formazione per i cons. locali 11p ADMA: Consiglio regionale 13-15 TGS: Ass. nazionale elettiva

Notizie di famiglia h Vivono già nell’abbraccio del Padre: Sr. Rosalia Matera, fma Sr.Maria D’Angelo, fma 9 9 9 9 9 9

Il nipote di Sr.Nunziatina Anastasi Il cognato di Sr.Nunziatina Milingi La mamma di Sr.Maria Gambino La nipote di Sr.Giuseppina Costanzo La sorella di Sr.Giovanna Spadaio Il cognato di Sr.Rosetta Regina

Tutti i giorni, da Lunedì a Venerdì ore 9.00: Start

18 Febbraio – ore 10.30-17.30 I Incontro SAE Calabria e Sicilia 21 Febbraio – ore 16.30 “Inizio cammino quaresimale”.

Scrivici Per inviare le tue notizie al giornalino puoi usare oppure l’e-mail: comunicazioneISI@pcn.net utilizzare form INSERISCI NEWS nel sito dell’ispettoria: www.fmasicilia.pcn.net

23 Febbraio – ore 20.00-20.30 “La formazione dei catechisti oggi”. A cura di Sr.Anna Aleo, fma

2-4 Marzo Confronto regionale MGS

Vuoi metterti in contatto

“Radio for you”

con la nostra psicologa per suggerire temi, problemi

I programmi possono subire cambiamenti, ci premureremo di segnalare gli eventuali cambi, almeno, 12 ore prima sul sito di Radio for you: www.radioforyou.pcn.net

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MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2007 “Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv 19,37)

Cari fratelli e sorelle! “Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv 19,37). E’ questo il tema biblico che quest’anno guida la nostra riflessione quaresimale. La Quaresima è tempo propizio per imparare a sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che sulla Croce consuma per l’intera umanità il sacrificio della sua vita (cfr Gv 19,25). Con più viva partecipazione volgiamo pertanto il nostro sguardo, in questo tempo di penitenza e di preghiera, a Cristo crocifisso che, morendo sul Calvario, ci ha rivelato pienamente l’amore di Dio. Sul tema dell’amore mi sono soffermato nell’Enciclica Deus caritas est, mettendo in rilievo le sue due forme fondamentali: l’agape e l’eros. L’amore di Dio: agape ed eros Il termine agape, molte volte presente nel Nuovo Testamento, indica l’amore oblativo di chi ricerca esclusivamente il bene dell’altro; la parola eros denota invece l’amore di chi desidera possedere ciò che gli manca ed anela all’unione con l’amato. L’amore di cui Dio ci circonda è senz’altro agape. In effetti, può l’uomo dare a Dio qualcosa di buono che Egli già non possegga? Tutto ciò che l’umana creatura è ed ha è dono divino: è dunque la creatura ad aver bisogno di Dio in tutto. Ma l’amore di Dio è anche eros. Nell’Antico Testamento il Creatore dell’universo mostra verso il popolo che si è scelto una predilezione che trascende ogni umana motivazione. Il profeta Osea esprime questa passione divina con immagini audaci come quella dell’amore di un uomo per una donna adultera (cfr 3,1-3); Ezechiele, per parte sua, parlando del rapporto di Dio con il popolo di Israele, non teme di utilizzare un linguaggio ardente e appassionato (cfr 16,1-22). Questi testi biblici indicano che l’eros fa parte del cuore stesso di Dio: l’Onnipotente attende il

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“sì” delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa. Purtroppo fin dalle sue origini l’umanità, sedotta dalle menzogne del Maligno, si è chiusa all’amore di Dio, nell’illusione di una impossibile autosufficienza (cfr Gn 3,1-7). Ripiegandosi su se stesso, Adamo si è allontanato da quella fonte della vita che è Dio stesso, ed è diventato il primo di “quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita” (Eb 2,15). Dio, però, non si è dato per vinto, anzi il “no” dell’uomo è stato come la spinta decisiva che l’ha indotto a manifestare il suo amore in tutta la sua forza redentrice. La Croce rivela la pienezza dell’amore di Dio E’ nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l’amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio. La morte, che per il primo Adamo era segno estremo di solitudine e di impotenza, si è così trasformata nel supremo atto d’amore e di libertà del nuovo Adamo. Ben si può allora affermare, con san Massimo il Confessore, che Cristo “morì, se così si può dire, divinamente, poiché morì liberamente” (Ambigua, 91, 1956). Nella Croce si manifesta l’eros di Dio per noi. Eros è infatti - come si esprime lo Pseudo Dionigi - quella forza “che non permette all’amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all’amato” (De divinis nominibus, IV, 13: PG 3, 712). Quale più “folle eros” (N. Cabasilas, Vita in Cristo, 648) di quello che ha portato il Figlio di Dio ad unirsi a noi fino al punto di soffrire come proprie le conseguenze dei nostri delitti? “Colui che hanno trafitto” Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Cristo trafitto in Croce! E’ Lui la rivelazione più sconvolgente dell’amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi, si illuminano a vicenda. Sulla Croce è Dio stesso che mendica l’amore della sua

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creatura: Egli ha sete dell’amore di ognuno di noi. L’apostolo Tommaso riconobbe Gesù come “Signore e Dio” quando mise la mano nella ferita del suo costato. Non sorprende che, tra i santi, molti abbiano trovato nel Cuore di Gesù l’espressione più commovente di questo mistero di amore. Si potrebbe addirittura dire che la rivelazione dell’eros di Dio verso l’uomo è, in realtà, l’espressione suprema della sua agape. In verità, solo l’amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio appassionato di reciprocità infonde un’ebbrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti. Gesù ha detto: “Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32). La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui. Accettare il suo amore, però, non basta. Occorre corrispondere a tale amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri: Cristo “mi attira a sé” per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore.

Contemplare “Colui che hanno trafitto” ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell’essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell’abbandono di tante persone. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta “ridonare” al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell’Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all’amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica.

Sangue ed acqua “Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto”. Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono “sangue e acqua” (Gv 19,34)! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia. Con l’acqua del Battesimo, grazie all’azione dello Spirito Santo, si dischiude a noi l’intimità dell’amore trinitario. Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all’abbraccio misericordioso del Padre (cfr S. Giovanni Crisostomo, Catechesi, 3,14 ss.). Il sangue, simbolo dell’amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: “L’Eucaristia ci attira nell’atto oblativo di Gesù… veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione” (Enc. Deus caritas est, 13). Viviamo allora la Quaresima come un tempo ‘eucaristico’, nel quale, accogliendo l’amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola.

BENEDICTUS PP. XVI

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Dal Vaticano, 21 novembre 2006

Figlie di Maria Ausiliatrice Ispettoria Sicula “M.M.Morano” via Caronda, 224 Catania Tel: 095. 72.85.011 Fax 095.50.25.27 Responsabile: Ambito comunicazione sociale E.mail: comunicazioneISI@pcn.net Sito web: www.fmasicilia.pcn.net Notiziario a diffusione interna

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