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13 Novembre Anno IV - Nr. 35

In questo numero:

Editoriale Editoriale “Giustificazione e Riconciliazione” è stato il tema del primo incontro regionale ecumenico che si è svolto a Caltanissetta il 12 novembre scorso. E’ la prima esperienza realizzata, non solo in Sicilia, ma in tutta l’Italia. Come ha sottolineato il Prof.D.Ricca, valdese, la Sicilia è stata una delle prime terre a ricevere l’annuncio del Vangelo, ed ora sembra una delle prime realtà, a livello nazionale, a mettere una pietra fondamentale nel cammino verso l’unità. Il clima di tutta la giornata è stato di intensa preghiera e di grande fraternità. Questo, sicuramente, ha favorito un’esperienza forte dell’amore di Dio e della presenza di Gesù. Il leit motiv della giornata si può sintetizzare in una piccola frase: “il cammino ecumenico non è una conversione verso una delle Chiese, ma è conversione a Cristo. Più andiamo verso Lui, più l’unità diventerà una realtà”. Come FMA, oltre a continuare un cammino di comunione, forse potremmo fare qualcosa di più: educare alla conoscenza e al dialogo con i fratelli di altre Chiese. Conoscenza della storia che le varie comunità cristiane hanno vissuto, della loro fede in tutta la sua ricchezza e della loro presenza nella nostra terra, questo esige un uscire dalle nostre chiusure e dai nostri pregiudizi e dalla spasmodica ansia di un’evangelizzazione dal sapore coloniale. Dialogo con i fratelli e sorelle di altre professioni partendo da una purificazione del linguaggio: non più luterani, valdesi, battisti…ma cristiani, cioè discepoli di Cristo e questo ci porterebbe forse ad intraprendere cammini di preghiera, di fraternità e di impegno che ci portano ad essere immagine trasparente del Signore Gesù. Ma tutto questo si potrà fare solo se siamo cristiani non “devozionalisti o per tradizione” ma capaci di “rendere ragione della speranza che è in noi” (1Pt.3,15).

Parola di…Ispettrice Carissimi, questo numero del nostro “Raccontiamoci la vita”, mi permette di narrarvi l’esperienza di Chiesa che

Raccontiamoci la vita – 13 Novembre 2006

“Parola di”…ispettrice Microfono a… 9 Testimoni di speranza 9 Direttrici ed econome in formazione 9 Incontro di formazione del SCN 9 Questa è la nostra fede! Scrivono dalle comunità… 9 Un pellegrinaggio di inizio d’anno 9 Compagnia della santità 9 Gruppo Frates G.Paolo II 9 Apriti alla vita Agenda Notizie di famiglia Scrivici Approfondimento: Prolusione dell’ispettrice al Convegno di Famiglia Salesiana ho vissuto a Verona; non è facile descriverla, ma sicuramente è stata molto ricca per me e per tutti coloro che abbiamo avuto la fortuna di partecipare al convegno. La Chiesa d’Italia attraverso questo evento propone un percorso che anche noi siamo chiamati a costruire per essere significativi e credibili nel quotidiano. Eravamo più di 2.500 persone, fra di noi si è creato un clima di serena accoglienza, di condivisione e di attenzione all’altro, nel concreto impegno di essere, in autenticità, testimoni di Cristo risorto, speranza del mondo. Infatti l’obiettivo del convegno era proprio quello di chiamare i cattolici italiani a testimoniare, con uno stile credibile di vita, Cristo Risorto come la novità capace di rispondere alle attese e alle speranze più profonde degli uomini di oggi. Fra i tanti momenti emozionanti mi piace condividere quello che abbiamo vissuto all’Arena di Verona, dove si è data visibilità alla consacrazione battesimale vissuta con radicalità, evidenziando i profili dei Santi e dei beati italiani e di persone comuni che si sono distinti come testimoni di speranza nella vita quotidiana del 900 e che ci fanno esclamare, ancora oggi, con sorpresa e profonda convinzione che la santità è possibile.


Un percorso di grande rilevanza, che ci ha impegnati per due giorni interi, ha avuto come oggetto la riflessione sulle cinque dimensioni costitutive della sfera antropologica-culturale: affettività, lavoro e festa, fragilità, tradizione, cittadinanza. Tali dimensioni, affrontate in tutte le loro implicanze, ci spingono a scelte di radicalità di vita. Il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell’esistente, ma della missione. E’ importante creare un’integrazione tra valori e vissuto quotidiano, ciò richiede l’educazione alla fede in Cristo Gesù che dà senso al nostro cammino di cristiani/consacrati impegnati. In questo percorso di novità ci è accanto Maria, madre di Gesù. La celebrazione della novena dell’Immacolata, che tra poco inizieremo, ci faccia guardare Maria come la “donna nuova” per imparare da lei ad essere testimoni di speranza. Auguro a tutti una festa dell’Immacolata vissuta nella certezza che Maria guida i nostri passi e ci prepara ad un “Avvento” di fede e di speranza. Con tanto affetto

Microfono a… TESTIMONI DI SPERANZA Si è svolto a Zafferana Etnea il convegno di Famiglia Salesiana sul tema: “Testimoni di speranza. Famiglia Salesiana ed impegno sociopolitico”. L’evento, vissuto subito dopo il Convegno di Verona, è sembrato una concretizzazione dello stesso. Tra i relatori vi era il dott.Saro Sapienza che ha illustrato, magistralmente, la Dottrina sociale della Chiesa; Sr.Maria Trigila, giornalista, ha presentato, invece, il rapporto tra Don Bosco e la politica. Le due relazioni hanno dato spunti di riflessione e, soprattutto, di provocazione ai partecipanti per un impegno sempre più significativo nel contesto sociale e politico nello stile salesiano. Ed è proprio questo che hanno testimoniato Piero Quinci e i partecipanti alla tavola rotonda: A.La Barbera, G.Costanza e M.Cicero. Sicuramente, a partire da questa esperienza, nasceranno nuovi cammini di impegno per i vari gruppi di Famiglia Salesiana perché D.Bosco e M.Mazzarello siano ancora vivi e attuali nella nostra terra. DIRETTRICI ED ECONOME IN FORMAZIONE A Colle S.Rizzo, l’1-3 novembre, si è svolto l’incontro per animatrici di comunità ed econome per riflettere sul tema: “La FMA che vive l’esperienza della sequela nello stile di animazione comunionale rende credibile, con la

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testimonianza della vita, la speranza di Cristo Risorto”. L’incontro è stato animato da D.M.Guariento che a partire dalla Parola di Dio ha permesso alle partecipanti di raggiungere gli obiettivi previsti e cioè quello di crescere nella consapevolezza del proprio compito di animazione in una visione di speranza che apre alla condivisione e alla corresponsabilità e, inoltre, di riflettere su alcuni elementi essenziali per una relazione reciproca significativa tra animatrice di comunità ed economa per la crescita della vita nelle realtà locali. Il tema interessante, la bravura del relatore e i tempi di preghiera e di silenzio hanno favorito la realizzazione di un’esperienza intensa e che sicuramente porterà frutti tra le sorelle e con i giovani. INCONTRO DI FORMAZIONE DEL SCN Giorno 26 e 27 Ottobre presso il Centro congressuale "La Perla Jonica" di Acireale si è tenuto il primo incontro di formazione regionale per i giovani volontari del servizio civile che stanno aderendo al progetto del Vides "Non siete soli". Provenienti da tutta la Sicilia in 240 ci siamo catapultati in questa pausa di riflessione…Dopo una simpatica dinamica di conoscenza ci siamo messi in gruppo per chiederci: “ …Cos’è il servizio civile? Qual è il senso ed il valore del servizio civile? Perché hai scelto di farlo? Tutte queste domande ci hanno messo in crisi, forse perché non ci eravamo interrogati sul serio, e la crisi è aumentata quando Giuliana Gianino, volontaria, parlandoci col cuore, ci ha regalato crisi di tenerezza e di simpatia,ha donato un’occasione sensazionale per far vedere come il mondo non può fermarsi ad una Maria De Filippi e ad una Simona Ventura,ma ha regalato quella speranza che noi giovani volevamo udire e cioè che Dio ci ama. Facendo vibrare le corde del cuore, Giuliana ha citato diverse persone,una di queste avrà colpito tutti forse per la stranezza del nome,che probabilmente avrà dato lei, Happyness, la bimba felicità che ha tirato fuori la miniera di tenerezza che viveva dentro di lei e che, scavata, aveva dato i suoi bei frutti,appunto la gioia e la felicità che si prova quando si dona gratuitamente. L’indomani, Sr.Giovanna Brigandì, ci ha permesso di approfondire gli stadi dell’esistenza umana e misurare il nostro grado di auto – valutazione e critica personale Stavo dimenticando, forse perchè era tardi ma non perché meno importante, il momento di preghiera presso la cappella delle FMA di Acireale. Percorsa via Davì come sonnambuli ci siamo diretti verso la “luce” quale? l’albergo nel quale siamo rinati!!! E proprio qui che abbiamo scoperto di essere amici non da un giorno, ma da un’eternità, la stessa eternità che ci accomuna

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come figli dello stesso Dio che ci ama e che non smette mai di dimostrarcelo. Emanuela Ricceri QUESTA È LA NOSTRA FEDE! Si svolgerà, il 19 Novembre, al PalaCatania la Festa regionale del Movimento Giovanile Salesiano. La festa prevede, dopo il momento di accoglienza e di festa iniziale un tempo dedicato alla testimonianza e, soprattutto, alla Celebrazione Eucaristica che sarà il cuore di tutta la giornata. Nel primo pomeriggio i giovani potranno spaziare nei vari stando affrontando così alcuni temi: da quelli ricreativi (danza latino americano, karaoke, clowneria) a quelli legati alle associazioni, da quelli culturali (fede e vita, diritti minorili, prevenzione all’abuso di sostanze stupefacenti, morale, vita di coppia) a quelli spirituali (angolo della lectio, dell’adorazione, delle confessioni). La festa finale concluderà la giornata nello stile della gioia salesiana.

Scrivono dalle comunità… UN PELLEGRINAGGIO DI INIZIO D’ANNO L’anno sociale per gli appartenenti all’ADMA di Calatabiano si è aperto con il pellegrinaggio mariano a Modica, presso il Santuario della Madonna delle Grazie, dove il nostro parroco Padre Sebastiano Leotta, ha celebrato la Santa Messa. Gli abitanti di Modica sono particolarmente devoti alla Madonna delle Grazie perché, si dice, che Ella li ha salvati dalla pestilenza, quando in tempi assai remoti gran parte della gente si era ammalata di peste. E’ stato un pellegrinaggio di preghiera e di divertimento com’è nello spirito salesiano, si sono uniti al gruppo ADMA altri pellegrini, oltre alle FMA dell’istituto Sacro Cuore di Calatabiano, compresa la nostra Direttrice. Dopo la celebrazione della S. Messa, con l’aiuto di una guida, ci siamo incamminati per la città, dove abbiamo potuto ammirare i bei palazzi e diverse bellissime Chiese, tutte in stile goticobarocco. Molto bello il momento del pranzo che ci ha vistie tutti uniti intorno ad un’unica mensa. Dopo il pranzo abbiamo continuato a visitare la città. Essendo Modica la città del cioccolato, non è mancata la degustazione del prelibato prodotto per la gioia del palato. Nella serata, soddisfatti per la bella giornata trascorsa insieme, abbiamo lasciato la Città di Modica per il viaggio di ritorno a Calatabiano. Un grazie particolare, alla nostra Direttrice, Suor Giovanna Guarino, per la sua disponibilità, a Padre Sebastiano Leotta ed alla nostra Animatrice Spirituale, Sr. Carmelina Cappello che

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ha organizzato, con tanto amore, questo pellegrinaggio. La Segretaria del Centro ADMA - Venera Petitto

COMPAGNIA DELLA SANTITÀ E’ il nome di un gruppo di giovani che, dopo l’esperienza del pellegrinaggio estivo ai luoghi di Don Bosco e di Madre Mazzarello, hanno deciso di fondare questo gruppo. Si sono dati un obiettivo e cioè quello di crescere insieme nella spiritualità salesiana e anche degli impegni: al mattino: un grazie per la vita; riuscire a meravigliarsi delle cose di ogni giorno, riconoscendole come dono di Dio; avere fiducia nella Provvidenza; essere seminatori di gioia e di speranza; compiere bene i propri doveri. Il loro sostegno? Pensiero frequente a Dio, durante la giornata; tre Ave Maria, precedute dalla giaculatoria, secondo le intenzioni della Compagnia; preghiera a Don Bosco; confessione mensile e comunione almeno settimanale; farsi seguire da una Guida Spirituale; impegno concreto di servizio agli altri. Tutto questo e altro ancora lo si può trovare nel blog che hanno aperto come luogo di condivisione e di formazione, l’indirizzo è il seguente: http://santitanelquotidiano.spaces.live.com GRUPPO FRATES GIOVANNI PAOLO II Siamo 11 ragazzi con stili di vita e occupazioni lavorative differenti, ma tutti accomunati da un unico grande desiderio: dedicare parte del nostro tempo al servizio di nostri fratelli meno fortunati, che hanno bisogno di ricevere sangue per vivere quotidianamente o per far fronte a momenti particolari di difficoltà. Il nostro desiderio e il nostro impegno hanno dato vita poco più di un anno fa al Gruppo Fratres “Giovanni Paolo II” di Calatabiano, unendoci, così, alla grande famiglia dei Donatori di Sangue “Fratres”. Siamo soddisfatti di questo primo anno di vita del nostro gruppo e lo abbiamo festeggiato giorno 15 ottobre con la “Prima Festa del Donatore”, svoltasi con una Solenne Celebrazione Eucaristica, durante la quale abbiamo consegnato a ciascun donatore una pergamena con la “preghiera del donatore”. Dopo la Santa Messa ci siamo ritrovati tutti presso l’Istituto delle FMA, sempre disponibili ad accoglierci nella loro casa con grande ospitalità e abbiamo trascorso un piacevole momento di fraternità con i donatori, spegnendo la nostra prima candelina. In questo primo anno di vita, nel nostro piccolo, abbiamo già raggiunto importanti risultati, il nostro impegno ha dato i suoi primi frutti, grazie soprattutto al fertile terreno trovato nella nostra comunità, come dimostra il continuo crescendo degli iscritti, tra donatori e collaboratori, e la positiva accoglienza di ogni

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nostra iniziativa. Le difficoltà non sono mancate e di certo non mancheranno in futuro, ma se a volte condizionano il raggiungimento dei traguardi che ci siamo prefissi, più spesso servono da stimolo al nostro operato. L’obiettivo della nostra associazione è quello di sensibilizzare la gente ad un gesto apparentemente semplice e scontato quale è appunto la donazione del sangue. È con orgoglio che il nostro gruppo intraprende quotidianamente la sfida coraggiosa del volontariato, missione di amore e di crescita: anche noi vogliamo essere, come diceva Madre Teresa, “una goccia nell’Oceano della miseria e della sofferenza umana, perché se non ci fosse questa goccia, miseria e sofferenza sarebbero ancora più grandi. L’amore è la salvezza dell’umanità”. APRITI ALLA VITA Il CGS life di Biancavilla vuol rendere noto della realizzazione del film Apriti alla Vita, tratto dall’omonimo musical. Il film, mette sulla scena la storia dell'uomo il quale viene reso consapevole delle personali responsabilità , delle scelte di rifiuto o disponibilità alla vita. Tra l'altro vengono affrontate problematiche, quali l'aborto, come scappatoia facile ai "figli scomodi, non programmati", la problematica del rapporto genitori-figli,ponendo l'accento sul fatto che, nonostante la legittima preoccupazione dei genitori per il destino dei figli, questi non sono esclusiva proprietà dei primi....: i figli esistono, vivono per l'intera umanità. Tutto questo viene mostrato attraverso la storia di una donna, MARIA di NAZARETH. Maria ci invita tutti a saper utilizzare e mettere a servizio degli altri le proprie doti, capacità ed aspirazioni, invita a sapersi aprire alla vita e a Colui che è la Vita, per costruire una cultura ed una società più umana. La prima del film sarà il 19 Novembre, alle ore 20.30, presso il teatro comunale “La Fenice” di Biancavilla

Agenda… …FMA Novembre 16: Inc. Econome ispett. e collaboratrici – Roma 5 -20: Visita ispettoriale (Catania M.A.) 18: Inc. Periodo di Verifica e Orientamento 18 CIOFS/FP: Consiglio direttivo 20-21: Consiglio ispettoriale 22-24: Visita ispettoriale (Catania M.M.) 24 CIOS/FP: Inc. Direttori e Responsabili Amm. 25-26: Giornate di spiritualità (1-10°. di prof.) 27-28: Visita ispettoriale (Siracusa) 29-30: Visita ispettoriale (Pozzallo) 29-1/12: Formazione formatori FMA - Roma

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Dicembre 1-2: Visita ispettoriale (Pachino) 4-5: Visita ispettoriale (Altofonte) 5-6: Visita ispettoriale (Camporeale) 7-10: Incontro di spiritualità FMA 11-12: Visita ispettoriale (Pedara) 13: Direttivo nazionale e incontro novizie 14-15: Consiglio ispettoriale …Famiglia Salesiana Novembre 18 TGS: Comitato regionale 19 MGS: Festa reg. Adoles. e Giov – Palacatania 24-26 MGS: coordinamento Europeo 25-26 PGS: Ass. elettiva nazionale – Rimini 26 MGS: Formazione III livello 26 VIDES: Raduno consigli Dicembre 2-3 ASS/TL: Raduno Delegate 2-3 MGS: Consulta nazionale 2-3 CCSS: Comitato Coordinatori ispett. - Roma 8: IMMACOLATA CERCHIO MARIANO 10 MGS: Attività zonali

Notizie di famiglia h Vivono già nell’abbraccio del Padre: Sr.Concettina Spiraglia, fma Sr.Paola Bruno, fma 9 9 9 9 9 9 9 9 9

La mamma di Sr.Lucia Emma La cognata di Sr.Gaetanina Costanzo Il cognato delle sorelle Squadrito La sorella di Sr.Anna D’Antona La sorella di Sr.Maria Schembri La sorella di Sr.Nania Fortunata La nipote di Sr.Gisella Aliotta Il cognato di Sr.Rosetta Enea Il fratello di Sr.Natalina Ristuccia

Scrivici Vuoi che questo sia anche il tuo giornalino? Allora mandaci, entro il 10 di ogni mese, tutte le notizie, gli eventi, gli appuntamenti della tua comunità, associazione, gruppo e noi li pubblicheremo.

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Nel 125° Anniversario della presenza pastorale delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Trecastagni (1881-2006) la comunità invita, il 15 Novembre p.v.,

alle ore 17,00: Riviviamo insieme l’arrivo di Madre Morano e delle prime Suore a Trecastagni, accompagnando devotamente le Sue reliquie in Processione dall’altare Votivo di Via C. Gemellaro fino alla Chiesa del Collegio. alle ore 17,30: Solenne Celebrazione Eucaristica di Ringraziamento, presieduta da Don Cataldo Ballistreri, Vicario Ispettoriale, con la partecipazione di tutta la Comunità Educante

dalle ore 16.00,

Figlie di Maria Ausiliatrice Ispettoria Sicula “M.M.Morano” via Caronda, 224 Catania Tel: 095. 72.85.011 Fax 095.50.25.27

“In compagnia di Madre Morano”.

Responsabile: Ambito comunicazione sociale

Su Radio for you,

Uno speciale sulla sua figura ed opera

E.mail: comunicazioneISI@pcn.net Sito web: www.fmasicilia.pcn.net Notiziario a diffusione interna

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Prolusione dell’Ispettrice al Convegno di Famiglia Salesiana, 21-22 Ottobre 2006 Da Verona a Zafferana Da Verona a Zafferana è un titolo che propone già un percorso. Un percorso che noi Famiglia salesiana inserita nella chiesa e nel territorio siamo chiamate a costruire ed a percorrere insieme per essere significative e credibili oggi. Fare memoria dei giorni del IV convegno ecclesiale nazionale significa allora far emergere quegli elementi che ci aiutano ad essere chiesa nello stile che ci caratterizza: il sistema preventivo. Il convegno ecclesiale quindi non è finito ma continua, e in un certo qual senso inizia con nuova grinta l’impegno di questa comunità cristiana formata da laici/che, religiosi/e ed ecclesiastici che oggi e domani ci ritroviamo qui per condividere tempi di preghiera, opinioni e riflessioni. Il Convegno ecclesiale di Verona si pone a conclusione del cammino del progetto culturale iniziato a Palermo nel 1995. Inizio con una parola sull’atmosfera in cui è stata immersa l’assemblea di oltre 2500 persone. Un clima di serena accoglienza e di condivisione in cui tutti e tutte ci siamo sentiti coinvolti. Un’assemblea nutrita ma, se vogliamo proprio evidenziare un elemento non positivo, c’è stata poca presenza di giovani. Mentre i religiosi sono stati rappresentati in tutti gli ordini di appartenenza. Tutti sappiamo il tema del Convegno, ma lo ricordiamo, “Testimoni di Gesù Risorto, speranza de mondo”. L’obiettivo è stato quello di chiamare i cattolici italiani a testimoniare, con uno stile credibile di vita, Cristo Risorto come la novità capace di rispondere alle attese e alle speranze più profonde degli uomini d’oggi. Ed è questo il cuore della nostra testimonianza che, scaturita dall’incontro con il Risorto, diventa discernimento sulla vita e ricerca di forme significative di presenza, soprattutto dei cristiani laici, nella Chiesa e nel mondo. Il primo giorno del convegno è stato di illuminazione sui nodi contenutistici approfonditi durante il convegno. Il secondo e terzo giorno sono stati dedicati ai lavori degli ambiti. Poi il quarto ed ultimo giorno hanno raccolto l’attesa e la gioia per la presenza del Papa, soprattutto, il lavoro di sintesi evidenziato nel discorso e nell’omelia di Benedetto XVI e nella relazione conclusiva del Card. C.Ruini. Tanti sono stati i momenti emozionanti e significativi,uno l’abbiamo vissuto nell’Arena di Verona, dove si è data visibilità ai cattolici evidenziando i profili dei santi e dei beati italiani e di persone comuni che si sono distinte come “testimoni di speranza” nella vita quotidiana del ‘900. Anche il linguaggio dell’arte ci ha aiutato a

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raccontare, nelle sue varie espressioni, la bellezza dell’annuncio della Buona novella. Già all’Arena e poi in vari momenti tra cui nella relazione di Ruini è stato ricordato mons. Cataldo Naro. Di cui Ruini ha detto:”vorrei ricordare con voi un nostro fratello, l’Arcivescovo di Monreale Mons. Cataldo Naro, che abbiamo molto amato ed ammirato e che ha collaborato con straordinaria partecipazione, intelligenza e apertura di cuore, in qualità di Vicepresidente del Comitato preparatorio, all’ideazione e alla progressiva realizzazione del Convegno. Per molti egli è stato un amico personale, per tutti un esempio e un testimone di amore alla Chiesa e di una cultura compenetrata del Vangelo. Lo sentiamo vivo e presente in mezzo a noi, nel mistero del Dio che si è fatto nostro fratello, per il quale Mons. Cataldo a speso la sua vita”. Un percorso di riflessione rilevante per l’assemblea ha riguardato cinque dimensioni costitutive della sfera antropoligica-culturale: l’affettività, il lavoro e la festa, come capacità di vivere il tempo; la fragilità dell’esistenza umana; la tradizione, come trasmissione dei valori culturali e di fede; la cittadinanza, nel senso di appartenenza civile e sociale. Il primo ambito, affettività, è stato sviluppato in quattro punti. Due di carattere fondativi e due per declinarli nelle concrete esperienze di vita. Dai punti fondativi emergono i rischi a cui è sottoposta la vita affettiva. Tendenza ad una lettura individualistica, dicotomica dell’affetto, ridotta a pura emotività, senza tener conto della valenza valoriale. Siamo di fronte ad uno stravolgimento antropologico. La riflessione ha evidenziato la necessità di curare le relazioni coltivando il dialogo e l’amicizia, l’esigenza di rinnovare i linguaggi dell’annuncio e i percorsi per l’educazione all’amore e all’affettività e l’urgenza di sostenere un pensiero forte sulla famiglia, fondata sul matrimonio, per riattribuire un senso ai legami affettivi profondi. Dell’ambito Lavoro e festa, due tematiche unite insieme, è stato scelto per evitare che ci fosse una concentrazione solo sui problemi del lavoro. Si propone il tema della festa che non deve essere disgiunta dal lavoro. Il problema fondamentale è come coniugare il nostro lavoro con il tempo. L’uomo si deve realizzare nel lavoro e nella festa, valori che rimandano ad una dimensione comunitaria. Di conseguenza non vivere per consumare, ma per aprire altri mondi alla vita che viviamo quotidianamente. Da qui la necessità di sottrarre il tempo libero al dominio del mercato e del denaro e di ritrovare il valore della domenica come tempo dell’incontro fecondo con Dio e con gli uomini. Dell’ambito della fragilità si è partiti dal concordare un vocabolario comune. Bisogna distinguere fragilità al singolare e al plurale. Non

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solo ‘fragilità’ come mancanza, ma fragilità come risorsa, ricchezza, dono, straordinaria opportunità, possibilità di un autentico rapporto con Dio. L’esperienza della fragilità è un modo di avvicinarci ad una riconciliazione con la propria umanità. Ossia dà la possibilità di una percezione della pienezza di umanità che è nella pienezza delle fragilità. In queste situazioni siamo chiamati ad annunciare il paradosso di un Dio che si è fatto uomo, per amore dell’uomo. Dell’ambito della Tradizione sono emersi due grandi tentazioni: A) Il cristianesimo è stato una grande e gloriosa storia da coltivare ricostruire che ci serve per assodare i fondamenti della convivenza sociale e politica. Si corre il rischio di un cristianesimo senza Cristo. B) Intendere la vita della Chiesa come il laboratorio di un sogno. Immaginarsi un sogno che ancora non c’è. È necessario fare una proposta alle nuove generazioni. Una ipotesi di significato per cui valga la pena vivere. La tradizione o è riscoperta attraverso dei testimoni oppure diventa archeologia. Ed è per questo che si impone come priorità la necessità della formazione, perché noi cattolici sappiamo mostrare, in forma visibile di vita, la salvezza cristiana, facendola percepire come credibile, interessante, vera perché risponde alle domande di senso e di verità che sono nel cuore dell’uomo. Della Cittadinanza, tema che in questi anni stiamo approfondendo come Famiglia salesiana, ed in particolare è il tema di questo convegno, Si è detto: in riferimento alla Laicità: non ci rendiamo conto della pluralità di paradigmi per distinguere tra fede e politica. Bisogna quindi andare a fondo. L’impegno alla cittadinanza non è un affare riservato alle élite ma è di ogni battezzato che deve sentirsi coinvolto nel fare fronte alle cose nuove del mondo di oggi, a sfide come la crisi economica e quella del modello sociale europeo, la laicità, la criminalità, la globalizzazione. Sono questi i nodi cruciali entro i quali “va ripensata la qualità della cittadinanza e della testimonianza civile cristiana. I tempi sono cambiati ed è necessario pensare in modo nuovo quello che i cristiani già fanno da tempo. Ma il ricordo del passato deve essere risorsa e non vincolo nostalgico. In questo senso deve essere rafforzata l’identità di cittadini consapevoli della propria responsabilità e del proprio impegno nei confronti del bene comune. Se vogliamo fare un bilancio possiamo dire che il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell’esistente, ma della missione. Non è più possibile farsi illusioni. I valori, che pur scaturiscono dalla legge morale inscritta nel cuore di ogni uomo ben difficilmente si mantengono nel vissuto quotidiano, nella cultura e nella società,

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quando viene meno o si indebolisce la radice della fede in Dio e in Gesù Cristo. Il IV convegno ecclesiale nazionale di Verona è stato chiamato a rispondere alla questione posta da Giovanni Paolo II a Palermo. Non è possibile, infatti, comunicare la speranza all’uomo contemporaneo senza, al tempo stesso, annunciare la sua radice: Cristo. E Cristo vivo e operante nella storia oggi. Testimoniare la speranza, perciò, è comunicare una vita, resa nuova dall’evento di Cristo oggi. Il Convegno ecclesiale di Verona segna una svolta nella Chiesa italiana. Soprattutto per quanto Benedetto XVI è venuto a dire e per quanto le diocesi e le associazioni hanno preparato in vista di questo incontro nazionale. Il Papa a Verona «non è venuto a proporre una nuova chiesa, ma un nuovo stile di chiesa, originato dal primato della spiritualità e non dal semplice attivismo. La spiritualità porta a unire, l’attivismo a dividere e a competere». E Benedetto XVI propone ai cattolici italiani lo stile di una donna, Maria, madre di Gesù. In lei incontriamo, pura e non deformata, la vera essenza della Chiesa e attraverso lei, impariamo a conoscere e ad amare il mistero della Chiesa che vive nella storia. Se la Chiesa diventasse un pochino più donna sarebbe certamente diversa anche nell’impatto sociale Forse al IV Convegno Ecclesiale è mancato un momento di analisi del cammino fatto da Palermo ad oggi su cui basare la scelta di prospettive. Da parte nostra, come Famiglia salesiana, a conclusione di questo evento di Chiesa dovremmo continuare a costruire ed a promuovere un percorso, come ho detto all’inizio, che c’inserisca sempre più nella Chiesa e che ci faccia approfondire questi ambiti nella prospettiva salesiana. Da non tralasciare le due attenzioni, tra l’altro che suggerisce Benedetto XVI: l’educazione. Cito le sue parole: “perché l’esperienza della fede e dell’amore sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all’altra, una questione fondamentale è quella dell’educazione della persona. Occorre preoccuparsi della formazione della sua intelligenza , senza trascurare quelle della sua libertà e capacità di amare”. La responsabilità civile e politica dei cattolici e per questo afferma:”Cristo è venuto per salvare l’uomo concreto, che vive nella storia e nella comunità, e pertanto il cristianesimo e la Chiesa, fin dall’inizio hanno avuto una dimensione e una valenza pubblica… la Chiesa, non è non intende essere un agente politico, ma nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia”. Questo è proprio uno degli obiettivi che vogliamo raggiungere in questo nostro Convegno Sr.Giuseppina Barbanti

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