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13 Dicembre 2004 Anno II - Nr. 14 FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE – ISPETTORIA SICULA “M.M.MORANO”- VIA CARONDA, 224 – CATANIA TEL: 095. 72.85.011 – FAX 095.50.25.27 – E.MAIL: comunicazioneISI@pcn.net – SITO WEB: www.fmasicilia.pcn.net

“Parola di”…ispettrice In questo numero:

Carissimi,

“Parola di”…ispettrice

il mese di dicembre ci porta a vivere il grande mistero del Natale e nello stesso tempo a concludere un anno, in cui abbiamo vissuto un’esperienza intensa di comunione, condivisione e corresponsabilità. Mi sembra importante disporci ad accogliere, in novità di vita, l’annuncio della salvezza portata da Gesù. Dio si è fatto uomo come noi, è uno di noi, entra nella nostra storia, si fa storia con ciascuno di noi e ci accompagna nel cammino del nuovo anno. Prepariamoci a vivere il 2005 da persone rinnovate, capaci di rispondere con gesti nuovi e concreti alle esigenze dell’oggi. Ciò esige una grande passione per Dio, per la comunità e per i giovani. Gli eventi di questi ultimi tempi: la tromba d’aria a Catania “Maria Ausiliatrice”, la precarietà della salute di alcune nostre sorelle, ci stimolano a vivere con più fede il quotidiano, a crescere nella solidarietà fra di noi, a semplificare le nostre opere e a guardare al futuro con occhio profetico. Ciò richiede un cammino lungo, rendiamoci disponibili a ricercare, con oggettività e serenità, superando paure e resistenze, il vero bene, convinti che solo la passione per Dio e la passione per l’uomo ci può dare l’energia per cambiare i nostri schemi e seguire quelli del Signore della vita. Auguro a tutti un Natale e un nuovo anno ricchi di pace, gioia e speranza.

Con fraterno affetto

Microfono a… Animazione ispettoriale: 9 Formazione Consigli ispettoriali 9 Seminario sul Sistema Preventivo bis 9 Commissione comunicazione 9 Chat Dalle nostre comunità… 9 Buon compleanno 9 Ora TV a Mazzarino 9 Casa aperta 9 Protezione speciale Agenda Notizie di famiglia 9 Biografia di M.Mazzarello On line Scrivici Intervento di D.Pippo Ruta alla Tavola rotonda

Microfono a… ANIMAZIONE ISPETTORIALE FORMAZIONE CONSIGLI ISPETTORIALI Nel pomeriggio del 28 novembre, a Roma, si è tenuto un seminario di formazione per i consigli ispettoriali e responsabili della comunicazione di tutta Italia. Il Seminario aveva i seguenti obiettivi: avviare il processo di formazione dei Consigli Ispettoriali ed elaborare un itinerario da sperimentare nel lavoro dei Consigli, nonché individuare nuclei tematici per il cammino successivo.


Dopo il saluto della Presidente CII, Sr. Gabriella Scarpa, Sr. Antonella Terravecchia ha presentato una lettura critica del cammino dei consigli ispettoriali d’Italia realizzati in questo anno da dove è emerso fortemente l’impegno a portare avanti con entusiasmo il cammino di ristrutturazione. Momenti di illuminazione sono stati: la riflessione della Madre sul tema: ”Unità e decentramento: aspetti carismatici” e quella di Padre Max Taggi che ha riletto, dal punto di vista metodologico, lo stesso tema. Nel pomeriggio del 29 e per tutta la giornata del 30 le partecipanti sono state coinvolte in laboratori sul tema dell’organizzazione e della sussidiarietà. Il Seminario si è concluso con un incontro dei singoli consigli ispettoriali per individuare, insieme, le prospettive di futuro su cui continuare a scommettere. La presenza e la parola del Rettor Maggiore ha confermato il cammino di risignificazione del carisma che l’Italia F.M.A. sta portando avanti con serietà e con molta attenzione ai segni dei tempi SEMINARIO SUL SISTEMA PREVENTIVO BIS Dopo gli echi positivi del primo Seminario sul Sistema Preventivo realizzato nel Febbraio scorso, si è voluto dare una seconda opportunità a quanti, FMA e laici, non avevano avuto la possibilità di partecipare e così ci si è ritrovati a Colle S.Rizzo il 3-5 Dicembre per riflettere e rileggere il Sistema preventivo alla luce delle problematiche attuali quali la globalizzazione, l’ecologia, l’interculturalità, l’educomunicazione, la pace-non violenza, L’incontro è stato guidato da alcuni esperti quali la Prof.ssa Giuliana Martirani, docente di geografia dello sviluppo all'Università di Napoli; D. Riccardo Tonelli, docente di Pastorale Giovanile presso l’UPS e Sr. Piera Ruffinatto, docente di Pedagogia Speciale presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”. Grazie alle loro indicazioni i vari gruppi hanno potuto elaborare dei percorsi formativi sulle tematiche che erano state indicate, percorsi che saranno tenuti presenti nel cammino pastorale dell’Ispettoria. COMMISSIONE COMUNICAZIONE Si riunita, per la prima volta, in Casa Ispettoriale il 21 Novembre, la commissione per la comunicazione sociale. Il gruppo formato da FMA e giovani hanno voluto riflettere sulle scelte e gli orientamenti che l’ambito della comunicazione ha fatto o dovrà fare per essere sempre più a servizio della reale crescita del carisma. Il gruppo ha offerto numerosi elementi per verificare e migliorare gli strumenti già attivati in questo anno passato e, in particolare, ha voluto anche “sognare” delle concrete frontiere di impegno educativo per il futuro . Due, però, sono già le proposte attuabili: la prima dare uno spazio nel Raccontiamoci la vita – n. 14

giornalino e nel sito alla voce dei giovani e la seconda impegnarsi ad animare una chat educativa sul sito. Altre proposte sono in attesa di essere valutate dal Consiglio ispettoriale per trovare vie di realizzazione. La commissione si radunerà, nuovamente, nel mese di Aprile per una valutazione dell’anno e delle proposte fatte. CHAT Nel sito dell’ispettoria si è finalmente aperta la chat, cioè una stanza virtuale dove è possibile dialogare on line con i partecipanti. L’esperienza sta cominciando a muovere i primi passi, ogni lunedì e venerdi dalle ore 21.30 alle ore 22.30 un gruppo di educatori e giovani si incontrano per discutere attorno ad alcune tematiche scelte di volta in volta. La chat è un ulteriore strumento di incontro con i “navigatori della notte”, uno spazio che, come FMA, vogliamo offrire a tutti i giovani delle nostre realtà pastorali. Sicuramente è uno dei nomi “dell’animazione di strada” su cui dovremmo impegnarci come comunità educante. Chiediamo a tutti le/i nostre/i lettrici/ori di diffondere il più possibile la notizia e, soprattutto, di rendersi disponibili ad animare questa realtà. Gli educatori che volessero dare una mano possono, attraverso la Direttrice della propria comunità, farci giungere nomi e disponibilità di tempo per poterci alternare come presenza educativa nella chat.

Dalle nostre comunità… BUON COMPLEANNO 11 Dicembre 2004, 60° compleanno della casa “M.Ausiliatrice” di Palermo (Sampolo), le candeline sono state spente dopo la Celebrazione Eucaristica di ringraziamento dove più volte si è sottolineata la fecondità della comunità F.M.A. presente in quella realtà. La numerosa presenza di Figlie di Maria Ausilitrice e di giovani ne è stata una prova contenta. Gli animatori dell’oratorio hanno animato la fraternità con spezzoni di recital su cui stanno lavorando da tempo. Anche l’Ispettrice, Sr.Giuseppina Barbanti, ha ringraziato tutte le F.M.A. che si sono alternate in quella realtà per il bene che sono riuscite ad operare tra i giovani, insieme a Lei si unisce tutta l’Ispettoria per ringraziare il Signore che continua a “servirsi” ancora di noi per l’avvento del suo Regno. ORATV Il nostro oratorio di Mazzarino è stato scelto per iniziare la fase sperimentale del progetto “OraTV”, proposto dal FOI (Forum Oratori Italiani) a cura di 2


A.Gi.O.(Associazione Giovani per l'Oratorio). Lo scopo dell’iniziativa è quello di creare una grande comunità tra gli oratori: questi, lavorando in rete, avranno la possibilità di condividere la ricchezza dei propri contenuti, comunicare scambiandosi esperienze, interagire in modo creativo ed educativo fra loro, nonché disporre in modo gratuito di strumenti di comunicazione all’avanguardia. Infatti, gli oratori scelti in questa prima fase del progetto, usufruiranno in modo del tutto gratuito di un televisore di grandi dimensioni (o di un videoproiettore) e di un lettore DVD, da usare ovviamente anche per le proprie attività ordinarie, nonché di corsi di formazione per animatori in vista di produzioni televisive. Il progetto OraTV insomma rappresenta un nuovo modo per mettere in rete le realtà di oratorio grazie a contenuti pensati appositamente per loro e di aiutare i ragazzi ad essere non solo destinatari della Televisione ma, anche, protagonisti, acquisendo strumenti critici e competenze professionali.

lungo il corridoio centrale della casa è stata interpretata da tutti come un segno di protezione della Madre che, quasi fisicamente, ha voluto sbarrare la strada ad una distruzione ancora più grave. La comunità ringrazia quanti hanno voluto esprimere la loro vicinanza con la preghiera, l’affetto e la solidarietà concreta e invita tutti a ringraziare i nostri Santi Salesiani e, soprattutto, M.Ausiliatrice che continua a “passeggiare” nelle nostre case.

Agenda…

…FMA Dicembre 15-16: Visita ispettoriale – Caltanissetta 17-19: Visita ispettoriale – Pietraperzia 21-22: Consiglio Ispettoriale (Catania) 27-30: Seminario sulla Sp.di comunione (Colle) 27-30: Convegno mariano (Roma)

CASA APERTA Gennaio In collaborazione con il Rotary club, la comunità di Catania M.Ausiliatrice, ha aperto da qualche settimana una scuola di alfabetizzazione per immigrati. All’inaugurazione erano presenti S.E.Mons. S.Gristina, Arcivescovo di Catania, autorità civili e responsabili del Rotary Club e, soprattutto, i protagonisti di questa scuola, uomini e donne provenienti da diversi Paesi del mondo che hanno trovato nella nostra realtà un punto di riferimento non solo per quanto riguarda l’apprendimento della lingua italiana, ma soprattutto per la possibilità di incontro e di confronto. Responsabili del progetto sono Sr.Mariella Lo Turco e il prof. Francesco Giannino che oltre ad essere i coordinatori sono “cuori aperti” alle molteplici richieste di questi nostri fratelli e sorelle costretti a venire nel nostro Paese a causa delle critiche situazioni politiche e sociali dei loro. Non ci resta che ringraziare la comunità per questa “fantasia della carità” e per questa “cittadinanza attiva” che, attraverso il progetto, sta esprimendo nella città di Catania. PROTEZIONE SPECIALE Il 9 Dicembre alle ore 11.45, una tromba d’aria ha attraversato la nostra Casa Ispettoriale che, in quel momento, ospitava circa 500 persone tra alunni, FMA, personale ausiliario, ecc. L’evento nella sua tragicità è diventato motivo di ringraziamento a Maria Ausiliatrice e a Madre Mazzarello perché hanno esercitato la loro protezione su quanti in quel momento si trovavano lì. In mezzo ai vetri che cadevano in frantumi, tegole, finestre e alberi sdradicati non vi sono stati feriti. La statua di M.Mazzarello, scaraventata per alcuni metri dalla furia del vento, Raccontiamoci la vita – n. 14

02-05: Seminario sulla Sp.di comunione (Colle) 10-11: Consiglio ispettoriale (Acireale) 11: Consiglio congiunto SDB ed FMA (Catania) 12-13: Visita ispettoriale – Nunziata 14-17: Presidenza CII

…Famiglia Salesiana Dicembre 14 SDB: Consiglio ispettoriale 18-19 CC.SS: Campo giovani invernale 19 PGS: Comitato regionale 19 EX/CT: Consiglio di Federazione 27-30 MGS: “Un anno per il tuo futuro” 27-30 SCS: Convegno a Frascati Gennaio 2-5 PGS: Stage dirigenti e tecnici – sport invernali 4 SDB: Incontro Direttori 02-06 MGS: Assemblea Nazionale (Genova) 06: TGS: Visita ai Presepi 6-8 SDB: Campo formativo SCN 9 FS: Consulta Regionale (CT-FMA) 11 SDB-FMA: Consiglio congiunto 14 PM SDB: Equipe di PG

Notizie di famiglia



Sul sito della nostra ispettoria si può trovare già il primo volume della Biografia di M.Mazzarello di Ferdinando Maccono. 3


h Vivono già nell’abbraccio del Padre: Sr.Carmelina Sanfilippo Sr.Giuseppina Arena 8 8 8 8

Intervento di D.Giuseppe Ruta alla Tavola Rotonda in occasione del Decennale della Beatificazione di Madre Morano (Acireale 13 Novembre 2004)

La sorella di Sr.Agatina Garozzo Il papà della novizia Melina Ardizzone Il fratello di Sr. Maria Sorce Il nipote di Sr.Michelina Bonomo

Scrivici Vuoi che questo sia anche il tuo giornalino? Allora mandaci, entro il 10 di ogni mese, tutte le notizie, gli eventi, gli appuntamenti della tua comunità, associazione, gruppo e noi li pubblicheremo.

Madre Morano (1847-1908) e la sua «profezia» evangelizzante * don Giuseppe Ruta, sdb 1. Precomprensione dichiarata Si possono seguire tante traiettorie per sviluppare il tema affidatomi: • scorgere l’originalità evangelizzatrice di Madre Morano attraverso lo studio delle fonti al fine di vagliare lo specifico della sua intenzionalità pastorale; • analizzare le testimonianze sulle sue virtù, peculiarmente quelle legate allo stile suo proprio di educare e di evangelizzare; • partire dalla sensibilità pastorale di oggi per mettere in evidenza l’attualità della sua esperienza di santità evangelizzante. Sebbene le tre modalità siano complementari e non si oppongano, mi oriento per quest’ultima opzione, data l’indole del mio intervento in seno ad una tavola rotonda, che prevede interventi snelli e complementari, senza sovraccarichi scientifici. Partendo dalla Novo millennio ineunte di Giovanni Paolo II che raccoglie e rilancia il meglio dell’afflato evangelizzatore dell’attuale Pontefice, si tenterà di rileggere la testimonianza evangelica ed evangelizzante di Maddalena Morano, in quella dialettica auspicata dal Papa stesso di continuare a vivere l’esperienza giubilare nel nuovo millennio «non solo come memoria del passato, ma come profezia dell’avvenire»(NMI, 3). In particolare, sollecitati dall’intuizione imprevista e inattesa di Giovanni Paolo II, il tema dell’evangelizzazione non va assolutamente disgiunto da quello della santità (cfr. NMI, 7), che in quanto autentica autoevangelizzazione rende possibile ogni forma di annuncio evangelico, costituiendone la radice. L’appello del Pontefice alla santità ha spiazzato tanti e anche noi, soprattutto per l’affermata e convinta aderenza alla pastorale: che cos’è più concreto e reale della santità? – sembra ammonirci. Il «dinamismo nuovo» del Duc in altum!, infatti, non scaturisce dal nulla e non consiste in un pragmatismo che è fine a se stesso, in una pura agitazione che si logora nel «fare per fare», ma è autentica e *

Le sigle utilizzate nel presente articolo sono desunte da: M.L. MAZZARELLO (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (18811908), LAS, Roma 1995, p. 10. In più: MB = Memorie biografiche di S. Giovanni Bosco, 19 voll. + indici; NMI = GIOVANNI PAOLO II, Novo millennio ineunte, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2000.

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trasparente epiphania dell’essere (cfr. NMI, 15; 54). Come nell’umanità di Cristo si svela la sua divinità, nel volto del Figlio la passione del Padre per l’uomo, così l’agire della Chiesa, e in essa di ogni uomo e di ogni donna che segue Cristo, sgorga dal suo essere più profondo. L’azione dei santi non è pura esternazione, ma rivelazione della loro «teologia vissuta» (cfr. NMI, 27). La santità come autoevangelizzazione non è altro che la sorgiva di ogni forma di eteroevangelizzazione: chi evangelizza non è impermeabile al vangelo, ma è impregnato di esso, risplende di esso e, prima che con delle parole, lo annuncia con la vita (cfr. NMI 30-31; 40). Pena la dissoluzione dell’azione evangelizzatrice tout court. Nella spiritualità salesiana l’armonia profonda tra interiorità ed esteriorità viene chiamata «grazia d’unità», secondo cui le doti naturali e i doni della grazia divina sono fusi insieme in un unico progetto di vita, orientato alla gloria di Dio e alla salvezza dei giovani. Quanto viene proclamato solennemente dalla NMI, è possibile riscontrarlo in Maddalena Morano? Con tutte le variabili storiche, riteniamo di sì; non solo come singola persona, ma come facente parte di una determinata comunità che vive nello spazio e nel tempo, in un tessuto di relazioni genuinamente ecclesiali, nella visibilità di una «spiritualità della comunione» forte e propulsiva (cfr. NMI, 43ss.), che origina forme sempre nuove di apostolato, frutto della «fantasia della carità» (NMI, 50). La santità salesiana d’ambiente di Valdocco, di Mornese e, con la beatificazione della Morano, si può aggiungere, di Sicilia, è vulcanica; produce nuovi percorsi di educazione ed evangelizzazione. Dalla comunione alla missione: non l’una senza l’altra, esorcizzando ogni forma di chiusura narcisistica e di dispersione operativa. Una profezia è data per sempre. E quanto viene solennemente proclamato in Maddalena 1 Morano di essere una «profetessa» è frutto dello Spirito e permane nel tempo. 1

«L’Informatio la chiama timidamente “profetessa” di eccezione nella comunità ecclesiale ([Summ.] p. 13) e questo lo fu proprio nell’esercizio professionale dell’educazione scolastica, nella quale la testimonianza della fede fu l’anima della sua esistenza. Il Vaticano II dichiarerà che “il ministero di questi maestri è vero apostolato” in quanto si impegna - come faceva la Serva di Dio - a contribuire alla missione del Popolo di Dio e di servire al dialogo tra la Chiesa e la comunità degli uomini, “aiuta gli adolescenti perché, nello sviluppo della propria personalità, crescano insieme secondo la nuova creatura” (GE n. 8). In questa prospettiva, le virtù della Serva di Dio non appariranno degne di ammirazione per l’opera di educatrice zelante della promozione umana della gioventù e della diffusione dell’Istituto, ma queste opere risulteranno manifestazione e frutto maturo sia delle sue doti umane, sia e soprattutto delle virtù cristiane coltivate in

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2. «Dai frutti li potrete riconoscere» (Mt 7,20): conquistati per quantità e qualità In un periodo della storia siciliana segnata dall’«esplosione di santità» 2 e caratterizzata da una forte rilevanza sociale, si staglia l’imponente figura femminile di sr. Maddalena Morano. Chi si accosta alla sua biografia ha immediatamente la sensazione di trovarsi di fronte ad una donna, fedele e creativa “a tutto tondo”, capace di tradurre i valori evangelici e il carisma salesiano in una terra che non è quella d’origine ma che diventa propria 3 . L’intera Sicilia è stata toccata dal tatto educativo e dall’essenzialità del vangelo ad opera di questa donna che, insieme alle altre FMA (la Morano non è per nulla un’eroina solitaria), ha portato una ventata di novità umana e cristiana nella nostra Isola. Si provi un attimo a pensare l’attuale situazione siciliana senza il carisma salesiano e senza l’apporto originale delle FMA 4 . E le FMA senza la sapienza e lo spessore di santità della beata Maddalena Morano. Sin dagli inizi, Madre Morano è consapevole di essere destinata ad una missione speciale, non perché, umanamente parlando, abbia tutto chiaro, ma per la consapevolezza fondamentale di essere guidata da Dio e inviata da Lui alla gioventù siciliana: «Penso di essere qui per il Signore e col Signore […]. Quando poi sentirò di amarlo davvero, lo farò amare anche da queste povere ragazze siciliane, che sì poco lo conoscono e son sì piene di 5 pregiudizi» . I frutti della missione educativa ed evangelizzatrice della Morano sono ricchi e abbondanti prima a Trecastagni, poi ad Alì e a Catania, fino a coprire l’estensione della Sicilia. Non solo i campi di apostolato sono i più svariati (catechesi, scuola, educandati, oratori…), ma anche la sua preoccupazione è di andare in grado eroico: San Giuseppe si è santificato facendo il “padre putativo di Gesù”, la Serva di Dio si è santificata facendo l'educatrice salesiana» (ReV, p. 74). 2 A. SINDONI, La Sicilia ai tempi di Maddalena Morano, con particolare riguardo alla condizione femminile, in M.L. MAZZARELLO (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (1881-1908), p. 25. 3 Senza eccedere in esterofilia, occorre ammettere che sono diverse le figure di vescovi, religiosi e religiose che, provenienti da varie parti d’Italia, si sono inseriti nel contesto meridionale in modo più positivo e illuminato di tante altre autoctone. Basti pensare al Dusmet. 4 Una storia degli «effetti» è tutta da scrivere. Uno dei primi esempi è il recente contributo di G. ZITO, Educazione della donna in Sicilia tra Otto e Novecento, LAS, Roma 2002. 5 G. FAVINI, Vita della serva di Dio Maddalena Caterina Morano dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice prima superiora dell’Ispettoria Sicula, Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice, Torino 1968, p. 61

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profondità, fino a toccare la mentalità e il cuore della gioventù. Nell’invitare un sacerdote per le Normaliste, ella non disdegnava di ricercare tutti gli aiuti possibili, assumendo personalmente la regia dell’opera educativa 6 . Tra i frutti più promettenti e riconosciuti nel campo dell’evangelizzazione, va annoverato il coordinamento della catechesi nelle parrocchie. Diamo voce ad una testimonianza: «Sr. Angiolina Macchi afferma nello stesso processo suppletorio di Catania: “Per il catechismo aveva uno zelo straordinario particolarmente coi bambini, coi rozzi e con gli analfabeti. Ricordo che trovandomi a Parco (ora Altofonte) in diocesi di Palermo, la Serva di Dio mi mandò un catechismo in siciliano, dicendomi di non badare tanto all’italiano, purché capissero bene quello che io dovevo insegnar loro. In città (Catania) dovendosi organizzare le scuole di catechismo nelle parrocchie, il card.le diede incarico a madre Morano, la quale ne fu felice per il bene che avrebbe potuto compiere. Infatti nelle parrocchie ed in varie chiese non parrocchiali, la Serva di Dio mandava le suore a catechizzare le ragazze, e lei stessa visitava quelle scuole. Io varie volte potei accompagnarla e ricordo che interrogava le alunne delle varie classi e spiegava qualche domanda più difficile del catechismo, battendo di più sulle confessioni, sulla comunione e sull’osservanza del precetto festivo. Poi per spingere le bambine a frequentare il catechismo, preparava le gare e le premiazioni catechistiche. Nei nostri istituti prescriveva che almeno per mezz’ora, tutti i giorni, s’insegnasse il catechismo nelle varie classi”. I catechismi diedero frutti consolantissimi tanto che il cardinal Nava non tralasciò di manifestare alle suore, privatamente il suo contento e la sua paterna gratitudine di pastore per tanta opera, ma in varie circostanze come troviamo nel Bollettino ecclesiastico di Catania, sentì il bisogno di un pubblico 7 riconoscimento ed ebbe espressioni elogiative» . In particolare nella città di Catania, la tenacia e il contributo delle FMA, guidate dalla Morano, furono da tutti riconosciuti e lodati. Il 2 aprile 1908, il can. Vito Marcenò tenne un discorso commemorativo presso la chiesa dell’Ogninella a Catania, che conviene riportare per intero:

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«La facilità con cui le studenti si lasciavano prendere dalle teorie del tempo dimenticando le fondamentali verità della fede, preoccupava madre Morano: “È indispensabile - diceva - che noi cerchiamo di radunare il più possibile queste figliuole per dar loro un contravveleno, e cioè una cultura religiosa profonda”»: SHA, p. 106, nota 2. 7 SHA, p. 312.

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« […] Fu per incarico speciale del mai abbastanza compianto card. Dusmet, che ella veniva ad aprire in Trecastagni un istituto femminile, ove da impareggiabile direttrice seppe cattivarsi in breve tempo, larga copia di riverente simpatia e di sentito affetto. Il compianto e benemerito pastore nell’affidarle quella missione avevale detto: “Sorella, vi raccomando i pargoli, ahimè! me li vedo abbandonati di gran lunga in fatto a religiosa istruzione”. Le parole del santo arcivescovo furono sprone all’anima intraprendente della Morano, e il fortunato paese dei tre nobili Guasconi, non passò molto che intese come un alito di vita novella. E fu là, in sulle prime, che la degna suora non risparmiò fatiche, né sollecitudini; fu ivi che non isdegnò di farsi piccola coi piccolini, e ben spesso fu vista ora in una chiesa, ora in un’altra insegnare anche ai maschietti la dottrina cristiana con un’abnegazione ed un sacrificio senza pari. Avviato per bene quel collegio e stabilita l’opera del catechismo in quella cittadina, sr. Morano fu chiamata ad Alì Marina per la fondazione di un noviziato di suore, cui Iddio destina all’educazione cristiana di tante fanciulle. E volle essere il senno della Morano e la sua energia e prudenza, perché quella casa, semenzaio di tante anime elette, pigliasse man mano stabile esistenza e meraviglioso sviluppo. E quando tutto era ordine, e armonia, quando tutto là si vedeva progredire santamente nel bene, ecco che la nostra cara defunta veniva destinata a fissare la dimora qui in mezzo a noi, nella patria nostra con l’importante ufficio di visitatrice, che tenne per 22 anni con una accortezza non ordinaria ed una conoscenza profonda della instabile gioventù. Non è a dire qui il suo apostolato molteplice, la sua fenomenale attività, quanti ebbero il bene di conoscerla, ammirarono la sapiente scelta dell’eminentissimo e caro defunto, che l’aveva chiamata, nonché i pregi non comuni della mente e del cuore di lei, per cui si meritò a buono diritto il rispetto non dico delle migliaia e migliaia di famiglie del popolo, del clero e della parte più cospicua della cittadinanza catanese, ma financo del nostro eminentissimo pastore Nava, che scorse in lei la donna forte delle sante scritture: Mulierem fortem, la donna dell’apostolato e della carità! Qui ella non badò tanto a salute, a riposo, a vita; qui moltiplicò se stessa. Dio e i bambini, Dio e i fanciulli d’ambo i sessi, che non crescessero ignari del catechismo, che non venissero su stranieri alla religione, lontani dalla pietà, ecco il suo ideale, il palpito più forte del suo cuore, il desiderio più ardente della sua bell’anima. Fu qui in Catania che sr. Morano, ad ispirazione dell’amorosissimo nostro pastore il card. Nava, istituiva l’opera della dottrina cristiana per le figlie del popolo, affidandola alle cure solerti 6


delle signorine catechiste, che con tanta abnegazione continuano oggidì il sublime apostolato […]. Ma se ella è scomparsa, ha impresso un’orma indelebile nella nostra città e quasi in tutta la nostra Sicilia, poiché ben 20 sono gli istituti che ella lascia aperti, quali città di rifugio per l’educazione religiosa e civile di migliaia e migliaia di fanciulle che or benedicono le assidue cure e la piangono come una madre» 8 . In questa descrizione non sfugge l’aspetto innovativo dell’essere formatrice dei formatori e dei catechisti, valorizzatrice delle forze laicali, abile nel farsi collaborare e nel moltiplicare le risorse per il Regno di Dio 9 . Nessun distacco o alterigia nordista in Maddalena Morano, felice anticipatrice di mediazione tra Nord e Sud Italia, con una capacità genuinamente evangelica di inculturarsi: «Per lunghi anni si fece una di voi, diventando modello di servizio a Dio e ai fratelli» 10 - così si espresse Giovanni Paolo II a Catania il giorno della beatificazione di M. Morano (5 novembre 1994). È impressionante notare la sua dimistichezza (si direbbe “naturale”) ad alternare espressioni italiane e siciliane e a cogliere la ferve del lessico dialettale, come affiora in una lettera scritta a sr. Teresa Comitini, una delle principali testimoni al suo processo di beatificazione: «Messina 19-4-1902 Carissima Sr. T. Sai? Martedì sera, essendo al piroscafo che partiva per Napoli, mi vidi salutata da un signore che a prima vista non conobbi, e poscia da una signora viva, allegra che mi domandava tue notizie ad alta voce. Non la conobbi affatto: 1. Un po’ per la distanza - 2. Perché, non l’avrei più riconosciuta tanto è cambiata, tanto si è fatta bedda, russa e sciacquatuna! - Ma chi?... - Ta soru! Tutti e due partivano per Napoli allegri come Pasque! Mi incaricarono di dirti tante cose: tu indovinale perch’io non ho tempo di scrivertele. In Alì ho vista A. piena di buona volontà: aveva fatto gli esercizi spirituali. Prega che si faccia santa. E intanto santa fatti tu pure, chè ciò è l’unica cosa a cui valga la

pena applicarci. Fatti spertuna tu che ancora sei giovane, e non preoccuparti mai mai di altra cosa: fà tutto meglio che puoi, ma solo per Gesù Buono, senza guardare né a destra, né a sinistra, senza dar importanza a chi parla e a chi canta. La fabbrica a Catania va avanti: denari aspettiamo! Non giunsero le 70 mila lire: prega! Avrai saputo che la nostra benefattrice la Marchesa - è in carcere qui a Messina. Oh! che pena! Prega anche per essa tanto, tanto. Siccome da questo collegio andremo via in luglio, così la Marchesa già ci ha dato gratis le chiavi di un quarto del suo palazzo: siamole riconoscenti! Le stesse notizie dà alla buona Sr. D... Vi ringrazio tutte e due dei vostri auguri. Tante cose alla vostra ottima Direttrice. Tua aff.ma 11 Sr. M. Morano» . Una donna energica, attiva, esuberante, incarnazione del «genio femminile» di cui parla Giovanni Paolo II 12 , in un mondo tradizionalmente maschilista, restio all’emancipazione femminile: così appare Maddalena Morano che importa in Sicilia un nuovo stile di religiosa secondo lo stile di Don Bosco e Madre Mazzarello, superando i cliché di allora 13 . A sbucare in primo piano non è semplicemente la donna, ma anche la donna di fede, la maestra di vita, soprattutto la religiosa educatrice e dedita al sociale. Un soggetto femminile che vive in comunità, che sa collaborare e farsi collaborare, avendo come unico intento la salus animarum. La vita di comunità diventa la primigenia testimonianza di evangelizzazione e l’humus da cui si diramano molteplici attività pastorali ed educative: «Filare il proprio filo, tessere la propria tela; ecco quanto compete ad ognuna di noi. Nella casa tutte abbiamo uffizi differenti: chi deve far cucina, chi scuola, chi assistere, ecc. ognuna deve nel suo ufficio metter tutto l’impegno possibile per farlo bene, il che viene a dire “Filar bene il proprio 14 filo”» . Il respiro della Morano è ampio, ecclesiale e genuinamente missionario. La collaborazione con pastori illuminati, quali furono il card.

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SHA, pp. 349-350; cfr. anche Catania Sacra. Stato del Clero e delle opere religiose della città e della Diocesi, Galàtola, Catania 1904, p. 29. 9 Cfr. la descrizione e la documentazione offerta in merito da: M.L. MAZZARELLO, L’azione catechistica di Maddalena Morano nella diocesi di Catania (18811908), in IDEM (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (1881-1908), pp. 174-175 e passim. 10 GIOVANNI PAOLO II, Madre Maddalena Morano: luminoso esempio di solidarietà che ha saputo unire il Nord e il Sud dell’Italia, in “L’Osservatore Romano” 5-6 novembre 1994, pp. 6-7.

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SHA, pp. 127-128. GIOVANNI PAOLO II, Lettera alle donne (29 giugno 1995), Librearia Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1995, nn. 9-12. 12 GIOVANNI PAOLO II, Lettera alle donne (29 giugno 1995), Librearia Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1995, nn. 9-12. 13 Si pensi alle monache di casa, diffuse in Sicilia e nel catanese. 14 L’espressione è tratta dalla conferenza di M. Morano alle consorelle il 12 giugno 1899 (ACVT, Quaderno delle Conferenze). 12

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Giuseppe Benedetto Dusmet 15 e il card. Giuseppe Francica Nava 16 , la vide protagonista equilibrata e creativa 17 . Con essi condivise il processo di rinnovamento pastorale, catechistico e sociale. Ma è altrettanto vera l’altra faccia della medaglia. Si registra un riconoscimento da parte dei due pastori del carisma salesiano e delle doti non comuni della Morano, a cui seguì la disponibilità più piena di questa fma e delle sue consorelle a condividere le linee dei due eminentissimi pastori. Quando c’è il riconoscimento dei carismi da parte dei vescovi e la docilità dei membri della Chiesa alle loro indicazioni si raggiungono risultati e condizioni ottimali di evangelizzazione, senza dispersione di energie preziose. Non si pensi che le condizioni socio15 Sin dalla sua prima lettera pastorale, appare la sua attenzione a tutti, ricchi e poveri, facendo risuonare l’invito evangelico Venite ad me omnes. Ma soprattutto per le classi svantaggiate, egli espresse particolare predilezione: «L’altra classe di popolo più numerosa che non discute, non scrive, non comprende le teorie del giorno, ma domanda pane e fede, oh si affidi pure tutta intiera al nostro amore di padre. Sin quando avremo un panettello, Noi lo divideremo col povero […]. Ma la fede … ah il nostro buon popolo vuol conservata la fede, e incombe a Noi che la gli si conservi»: rip. da G. ZITO, Maddalena Morano nella diocesi di Catania tra Dusmet e Francica Nava, in M.L. MAZZARELLO (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (1881-1908), p. 30. È da mettere bene in evidenza la profonda ed essenziale sintonia tra Dusmet e Don Bosco. «Pane e fede» corrisponde all’intenzionalità educativa di Don Bosco condensata nell’espressione «onesti cittadini e buoni cristiani». Se poi si accosta l’espressione del pastore di Catania alla seguente dell’apostolo di Torino proferita più volte a Giuseppe Brosio («Pensa che io ti amo e molto come figlio e ti prometto che finché Don Bosco avrà un tozzo di pane lo dividerà sempre con te»: MB IV, p. 271) si noterà subito l’identico sottofondo di condivisione con i più poveri. 16 Francica Nava si pose in continuità con l’opera del Dusmet, conferendo maggiore impulso alle dinamiche di organizzazione sociale. Di particolare accordo con il sentire salesiano, il card. Nava non solo promosse la catechesi, ma mostrò anche fine sensibilità per l’oratorio, a cui dedicò una lettera pastorale nel 1914: «Bisogna mettere in prima linea l’Oratorio, da cui devono ricevere impulso e alimento tutte le altre cattoliche istituzioni […] non ci sia parrocchia che ne rimanga ancor priva»: rip. da G. ZITO, Maddalena Morano nella diocesi di Catania tra Dusmet e Francica Nava, in M.L. MAZZARELLO (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (18811908), p. 34. 17 G. ZITO, Maddalena Morano nella diocesi di Catania tra Dusmet e Francica Nava, in M.L. MAZZARELLO (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (1881-1908), p. 33, nota 6; inoltre: M.L. MAZZARELLO, L’azione catechistica di Maddalena Morano nella diocesi di Catania (1881-1908), in IDEM (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (1881-1908), pp. 79-139.

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culturali in cui operò la Morano e le consorelle della prima ora fossero facili. La situazione delicata della Sicilia a cavallo tra il sec. XIX e XX è a tutti nota. Dal punto di vista pastorale, l’ignoranza religiosa, la superstizione e il malcostume minavano alla base ogni ripresa spirituale e ogni tentativo di annuncio evangelico. Dissodare il terreno mediante il recupero dei valori umani più elementari, intervenire non occasionalmente ma attraverso un piano organico e continuo, ridare alla popolazione e in particolare alle nuove generazioni la gioia del vangelo: erano le preoccupazioni pastorali dei vescovi più sensibili e accorti. Se si potè realizzare qualcosa di tali intenti e si portarono dei frutti di promozione umana e cristiana fu soprattutto per il contributo di tanti sacerdoti, religiose, religiose e laici impegnati. Tra queste figure generose e coraggiose un posto di riguardo spetta senza ombra di dubbio a sr. Maddalena Morano. 3. «Come albero piantato lunghi corsi d’acqua…» (Sal 1,3): le radici in alto Una donna forte e amorevole, che seppe unire in sé «prudenza e semplicità, fortezza e 18 discrezione, austerità e tenerezza» . Dalle molteplici attività e dalle testimonianze raccolte alla sua morte appare una figura maestosa e poliedrica, il cui segreto risiedeva nella fede in Dio. In occasione della premiazione delle alunne dei catechismi parrocchiali, il 7 settembre 1902, alla vigilia del trasloco in Via Caronda, M. Morano vide coronato il suo sogno educativo ed evangelizzatore. In tale occasione annota il Garneri: «Certo una gran fede reggeva tutta la vita di Sr. Morano e rifulgeva nelle sue azioni; ogni cosa che ella operava, era ravvivata da un pensiero profondamente cristiano e dalla sua fede 19 traeva la bellezza e l’importanza» . Non si spiega altrimenti il coraggio e la forza nel portare avanti una febbrile attività educativa ed evangelizzatrice, con un’intenzionalità che è catalizzata da un determinato progetto di santità, di «mentalità di fede»: «Intraprendendo un’azione qualunque, ricordiamoci di farla come l’avrebbe fatta Gesù, cioè per la gloria di Dio, per il bene delle anime; non per secondi fini, per amor proprio, per propria soddisfazione, ecc. […] Pensate come avrebbe pensato Gesù – pregate come avrebbe pregato Gesù – agite come avrebbe agito Gesù!» 20 . 18

Sono parole tratte dalla scritta funeraria dettata da don Giovanni Marenco: in SHA, p. 195. 19 SHA, p. 131. 20 SHA, p. 177. Chi conosce il Documento Base della catechesi in Italia, potrà cogliere nel n. 38, quando si parla della «mentalità di fede» come finalità della catechesi, una concordanza e un’anticipazione profetica nell’espressione di M. Morano: «Educare al

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L’orizzonte in cui si dispiega l’essere e l’agire di Madre Morano e delle prime consorelle che hanno impiantato lo spirito di Mornese e la spiritualità del Magnificat in terra di Sicilia è quello della santità per tutti, nessuno escluso. È questo il chiodo fisso della Morano continuamente battuto, come nel biglietto di auguri natalizi indirizzato al card. Dusmet, in data 21 dicembre 1882: «Ella pure degnisi rammentarci nella Gran notte e nel Gran Giorno [di Natale] e qualche parola diriga lassù acciò ci facciamo Sante e col nostro esempio santifichiamo pure le anime delle care fanciulle alle quali abbiamo consacrata la nostra 21 vita» .

4. «Quello che più conta è invisibile agli occhi». Una vocazione che conquista il cielo Se i frutti sono visibili, come anche il tronco, i rami e le foglie, rimangono invece nascoste le radici. La santità e i suoi risultati non si improvvisano. Il germe di una vocazione non un processo di assemblaggio di pezzi eterogenei, ma frutto di un’unità interiore, di un “sì”, di un “amen” pronunciato una volta per tutte e nello stesso tempo ogni giorno. Come la fine richiama l’inizio, come l’eschaton richiama la genesi, così nella vita di Madre Morano, all’origine della sua missione evangelizzatrice e del suo compimento di santità, c’è un primigenio germe vocazionale. Testimone sr. Angela Macchi: «Attesto per averlo sentito dire dalla stessa Serva di Dio, che essa avendo manifestato la sua vocazione religiosa a Don Bosco, disse che si sarebbe decisa ad entrare nell’Ordine Domenicano; ma Don Bosco disse: “A voi cadrebbe di mano il breviario, andate piuttosto 22 dalle Figlie di Maria Ausiliatrice”» . E le origini richiamano l’anelito al futuro di Dio, non come possesso scontato o come pacifica acquisizione una volta per tutte, ma come lotta verso cui tendere continuamente, in quel faticoso passaggio da una visione realista eppur sempre umana dell’appesantimento della condizione umana ad una visione sempre più ottimistica pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come Lui, a scegliere e ad amare come lui, a sperare come insegna Lui, a vivere in Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo»: cfr. in merito G. CRAVOTTA, Maddalena Morano: l’impegno educativo a favore della donna, in M.L. MAZZARELLO (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (1881-1908), p. 122. 21 Lettera al card. Dusmet per gli auguri natalizi, 21 dicembre 1882, rip. in Allegato VIII, M.L. MAZZARELLO (ed.), Sulle frontiere dell’educazione. Maddalena Morano in Sicilia (1881-1908), p. 68. 22 Summ., p. 164.

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legata alla risurrezione di Cristo 23 . Questa “pasqua” è ravvisabile in tanti episodi della biografia della Morano, come nel seguente: «Le feste pasquali. Dopo aver condiviso colle sue novizie ed educande di Alì le gioie delle Feste natalizie, ai primi del 1896 M. Morano intraprese la visita delle varie case dell'Ispettoria e non fu di ritorno in Alì che per la settimana santa. Una gioia tutta spirituale era per lei seguire e partecipare con la più viva divozione alle cerimonie con le quali la Chiesa rievoca i misteri della passione e morte di Gesù: ne seguiva le varie fasi compenetrata da un sentimento di viva riconoscenza verso il Redentore e illustrava alle sue figlie il senso recondito di tutte quelle novità che giorno per giorno si sarebbero svolte sotto i loro occhi nella chiesina del Collegio. E riusciva a insinuarsi così bene, a commuovere i cuori, a preoccuparli dell’azione liturgica e a dar risalto al gran fatto della passione del Salvatore meglio di quel che avrebbe saputo fare il più zelante sacerdote. La sintesi del dramma divino era così chiara nella sua mente che amava rievocarla frequentemente in una frase, abituale sulle sue labbra: O Signore, liberatemi dall’inferno... Siete morto appunto per questo! Un giorno una delle Superiore che l’aveva udita, dolcemente ne la riprese, dicendole: - Ma Sr. Maddalena, non dire più questa frase; piuttosto di’: O Signore, datemi il Paradiso! Nella sua umiltà non parevale che di meritare l’inferno e quindi faceva appello con sincerità alla grande misericordia di Dio: ma la sua parola gettava quasi lo sconforto nelle altre, le quali pensavano: - Se la Madre teme così vivamente l’inferno ed è di tanta perfezione, non dovremo temerlo noi con più ragione che siamo tanto distanti da lei? Per l’umiltà di Sr. Morano quel suggerimento fu come un comando e fece presto l’abitudine ad un’altra frase intonata al Paradiso. Alle volte nel corso delle ricreazioni si metteva a cantare a voce spiegata, su un motivo della Cavalleria Rusticana un ritornello siciliano: Se vaiù in paradisu, ca nun ci turnu chiù! Mentre si trovava circondata dalle suore e intenta a discorrere con loro, all’improvviso s’interrompeva e con una gioia da cui traspariva tutta la speranza che aveva in cuore diceva: - Sentite, suore... Tutte attente, silenziose... Sentite... - Dica, Madre... - Se vado in Paradiso, quaggiù non mi vedrete mai più; oppure: se andrò in Paradiso metterò

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Cfr. la lettera riportata dal Garneri: Summ., p. 79.

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tutto sossopra: tutto il Paradiso si dovrà ben stupire di vedermi giungere fin là... » 24 . Noi crediamo che la rivoluzione della santità e dell’azione evangelizzatrice di Maddalena Morano continui ancora. Non altrove, ma proprio qui in Sicilia, come si legge nell’Informatio super virtutibus: «Ella invero fece fruttificare al cento per cento nell’ottimo terreno della sua persona, i germi delle Virtù Teologali infusele nel battesimo, tanto da diventare un meraviglioso ed assai ferace albero di santità in seno alla Comunità Ecclesiale, alla quale, può, perciò, ben essere additata come modello da imitare ed anche come “santa” da 25 invocare» .

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SHA, pp. 96-97. SHA, p. 49.

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Raccontiamoci la vita  

Giornalino ispettoriale nr,14, 13 Dicembre 2004

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