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PERSONAGGI MARTINA BORGHI

RICCARDO BORGHI

NOEMI BORGHI

CHANTAL BORGHI

SERENA BORGHI

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SADIA

FRANCESCA

MARGHERITA

NADIA DE CARLI

MAMMA DI FRANCESCA

LEONARDO

PORTIERE


AYAD

ABDEL

ROBERTA

ALEXANDER VALIT – LILICH

GIACOMO

CIRO

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HANS KURT

JOHN WILLIS

BORDIN

JULIA FLINCH

STEVE

MONTAGNA AGENTE QUESTURA


RAGAZZA INCUBO

RAGAZZA BAR

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SCENA 1 INTERNO CAMERA MARTINA Mattina. Preannunciata da un cigolio una figura silenziosa si presenta alla porta, si ferma allunga le mani nell'oscuritĂ e riprende a muoversi cautamente, strisciando i piedi. Attraverso le palpebre socchiuse, Martina intravede la sagoma che riconosce immediatamente. MARTINA BORGHI Buongiorno, Sadia sbadiglia La cameriera smette di andare a tentoni. SADIA E' giĂ  sveglia, signorina? MARTINA BORGHI No, dormo ancora. La finestra viene aperta e subito la luce entra inondando la camera. MARTINA BORGHI con la lingua impastata, proteggendosi gli occhi abituati al buio E' una bella giornata?


SADIA C'è un sole stupendo oggi, signorina. MARTINA BORGHI Che ore sono? SADIA Le otto e un quarto. MARTINA BORGHI Mm... dormirei un altro po'. SADIA Le ricordo che alle nove ha appuntamento con la sue amiche Francesca e Margherita MARTINA BORGHI Ah già. SADIA State ancora cercando un lavoretto per l'estate? MARTINA BORGHI Già, ma per ora niente. SADIA ironica Ma perchè cerca un lavoro quando può vivere tranquillamente senza fare niente. MARTINA BORGHI Come mia sorella, vuoi dire? Vedi, è che mi piacerebbe riuscire a guadagnare qualcosa per conto mio, per potermi togliere qualche capriccio senza chiedere sempre i soldi a papà. Sadia non risponde e si dirige verso la porta. MARTINA BORGHI Papà si è già alzato?


SADIA Certo, alle cinque questa mattina ed è gia andato in ufficio. sorride La colazione sarà pronta fra dieci minuti. Intanto vado a svegliare la sua sorellina, ma sono sicura di trovarla già sveglia. Esce dalla stanza richiudendosi la porta alle spalle. Martina esce dal letto, indossa una lunga maglietta bianca con una stampa coloratissima sul davanti. Passa davanti allo specchio e l'immagine che gli appare non è delle migliori, i capelli arruffati, le borse sotto gli occhi, difetti che sarebbero spariti già prima di fare colazione. PERSONAGGI Sadia

Martina Borghi ================================================

SCENA 2 INTERNO SALA DA PRANZO Mattina. Panoramica della sala da pranzo con Martina seduta a tavola che fa colazione e Sadia intenta a servire. Arriva Serena, con i capelli arruffati e il pigiama ancora addosso, in silenzio si posiziona a tavola, di fronte a Martina e comincia a fare colazione. Suonano alla porta. Sadia si allontana e dopo pochi secondi entrano Francesca e Margherita con alcuni quotidiani sotto il braccio. MARTINA BORGHI ingoiando l'ultimo biscotto della propria colazione Avete già dato un'occhiata? FRANCESCA No, aspettavamo di poter guardare insieme. Martina si alza dalla tavola sotto l’occhio benevolo di Sadia. Le tre ragazzine escono dalla sala per andare in camera lasciando sola Serena che sta terminando di bere il proprio caffèlatte. Posa la tazza sul tavolo e sta per uscire.


SADIA Serena, dove vai? Non finisci la colazione? SERENA BORGHI Fermandosi e voltandosi verso Sadia. Ho finito. Vado ad aiutarle‌ Altrimenti mia sorella finisce col combinare guai, come sempre. Se ne va sotto lo sguardo divertito di Sadia. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Sadia

Serena Borghi

Margherita

================================================ SCENA 3 INTERNO CAMERA MARTINA Mattina. Martina Francesca e Margherita si chiudono in camera dividendosi i giornali da esaminare alla ricerca di qualche lavoretto. Dopo poco la porta si apre e compare Serena, che senza dire una parola, va a sedersi ad un angolo del letto. MARTINA BORGHI Rivolta a Sarena. Ma che ci fai qui? PerchĂŠ non vai a giocare nella tua camera? SERENA BORGHI Io mi annoio stare da sola. E poi, che fastidio vi do? Me ne sto qui buona buona. A un tratto Francesca sporge il collo verso la pagina, per vedere meglio. Martina si incuriosisce.


FRANCESCA Senti questa. Numismatico cerca monete da mezzo dollaro. Ottime quotazioni. Telefonate eccetera eccetera… Martina fissa negli occhi l'amica, sforzandosi di capire. MARGHERITA Tu ne dovresti avere una. MARTINA BORGHI sorpresa Io? FRANCESCA Ma sì. In quella scatoletta insieme con altre monete straniere, quelle che ti ha regalato tuo padre... SERENA BORGHI Secondo ripiano, vicino alla scatola dove tieni il tuo diario segreto. Le tre ragazzine osservano Serena. SERENA BORGHI Sentendosi osservata. Io la terrei là. MARTINA BORGHI Dopo un attimo di irritazione nei confronti di Serena. Accidenti, è vero! balzando verso l’armadio Nel ripiano piccolo dell’armadio c'è ancora quella scatoletta di metallo in cui suo padre per un certo periodo vi metteva le monete avanzate dai suoi viaggi all'estero. MARTINA BORGHI tornando verso il letto


Dovrebbe esserci… Versano il contenuto della scatola sul letto e cominciarono a frugare. Francesca è la più pronta a individuare quella buona. La osservano per qualche secondo, poi rimettono tutto a posto. Rileggono l’annuncio un paio di volte. MARTINA BORGHI lanciando la moneta a Francesca Quanto credi che possa valere questa roba? FRANCESCA Non ne ho idea. Dipende se è fuori corso o no, o se è d’argento. E’ del duemiladue. Telefoniamo? MARTINA BORGHI Perchè no? Martina cerca il telefono, lo appoggia sul giornale e compone il numero. Il telefono squilla un paio di volte prima che rispondesse una voce forte, piuttosto rauca. MARTINA BORGHI Buongiorno, chiamo per il suo... per l'inserzione, l'inserzione della moneta… Ecco, io avrei la moneta che cercate… cercando di allontanare le altre ragazzine che le si fanno addosso cercando di sentire qualcosa Stamattina? Le amiche annuiscono energicamente Sssì... va bene. Sul tardi però. annota l'indirizzo, poi si consultano con gli occhi. MARTINA BORGHI


Non mi sembrava molto interessato. Mi sa che non ne caveremo un gran chè. si guardano negli occhi poi Martina si alza dal letto Andiamo a vedere se l’autista, più tardi, può portarci in città. Si alza ed esce dalla camera, subito Margherita e Francesca la seguono, Francesca torna sui propri passi per tornare a prendere il giornale, poi esce sotto lo sguardo di Serena che ha seguito in silenzio tutto. SERENA BORGHI Uscendo. Secondo me si mette di nuovo nei guai. Esce. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Margherita

Serena Borghi ================================================ SCENA 4 ESTERNO CASA VALIT. Tarda mattinata. Le tre ragazze arrivano davanti ad una umile casa. Con loro c’è Serena che è tenuta per mano da Margherita. Martina controlla con attenzione l’indirizzo e indica una porta al secondo piano. MARTINA BORGHI Indicando. Dovrebbe essere quella, la porta. Rivolta a Serena. Tu resti qui con Margherita. SERENA BORGHI Ma io voglio salire a vedere.


MARGHERITA Rivolta a Serena. Meglio se stiamo qui. Non possiamo presentarsi in quattro per una moneta. SERENA BORGHI Triste. Ok… Martina e Francesca salgono le malconce scale in legno e percorrono il balcone, fino ad arrivare davanti alla porta, completamente scolorita dal tempo e in parte marcita. Sul campanello, rotto, c’è il scritto il nome: Valit. Martina bussa, mentre Francesca si guarda in giro. Una voce, appena udita risponde all’interno della casa. Martina apre la porta ed entrano. SERENA BORGHI Guardando Margherita. Secondo me, vi state cacciando in un guaio. Papà si arrabbierà moltissimo. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Margherita

Serena Borghi ================================================ SCENA 5 INTERNO CASA VALIT. Giorno. Appena entrate, è chiaro che l’uomo è ubriaco. Si muove lentamente, come se avesse paura di cadere, e prima di parlare rutta. ALEXANDER VALIT - LILICH Cin Dobre? Entrate, non restate sulla porta.


Le fa accomodare accanto a un piccolo tavolo verde cupo, che è chiaro non lavato da troppi mesi. Le ragazze schifate rifiutano di sedersi e si piazzano una vicina all’altra di fronte all’uomo che non si degna nemmeno di alzarsi. Sudatissimo, con gli occhi socchiusi, come se fosse sopraffatto dal sonno. MARTINA BORGHI Siamo venute per l’inserzione sul giornale… Per la moneta… Con aria sospettosa segue i gesti di Martina che si fruga in tasca a caccia del mezzo dollaro. Per cercare meglio, posa gli occhiali da sole sul tavolo. Finalmente la trova e la porge all’uomo. L'uomo la prende. Dopo un breve esame compiuto nel silenzio generale il signor Valit chiude la moneta nel pugno, ha un pugno grosso e peloso, con unghie forti e orlate di nero. Sembra che riflette, e il risultato delle sue riflessioni coglie a sorpresa le ragazze. ALEXANDER VALIT - LILICH No, non mi interessa. Martina riprende la moneta. MARTINA BORGHI Nel suo annuncio però c'era scritto chiaramente che cercava una... …moneta come questa, un mezzo dollaro americano… ALEXANDER VALIT - LILICH con un italiano incerto Si, ma questa non è di anno che sta cercando. FRANCESCA muovendosi per prima verso la porta Buongiorno! ALEXANDER VALIT - LILICH Cinqulie! osserva le ragazze che escono dalla stanza, fa per alzarsi a


chiudere la porta ma l’alcool ha il sopravvento PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Alexander Valit – Lilich

================================================ SCENA 6 ESTERNO CASA VALIT. Tarda Mattinata Le ragazze scendono fino al cortile, si guardano, ancora impaurite da quel tipo. MARGHERITA Allora? Com’è andata? FRANCESCA Mamma mia che tipaccio. MARTINA BORGHI Sì, un bel cafone. Mi dispiace solo che abbiamo perso tutto questo tempo e dovremo tornare in autobus. MARGHERITA Perchè non torniamo a piedi? Guarda che bella giornata… MARTINA BORGHI Eh, perchè no? Toh, intanto questa ve la regalo. lanciando la moneta a Francesca FRANCESCA Mamma mia che persona schifosa… MARTINA BORGHI Ma quanto era sudato?


Si accorge che Serena sta memorizzando ogni parola. E tu non dire niente. Non abbiamo combinato nessun guaio. SERENA BORGHI Per ora… Le ragazze si incamminano uscendo dal cortile, parlando di quello strano individuo. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Margherita

Serena Borghi ================================================ SCENA 7 ESTERNO CAMPAGNA Tarda mattinata. Campo lungo, le due ragazze si avvicinano, l’inquadratura chiude fino a mezzo busto. Camminano tranquillamente scherzando su quell'incontro e su quel tipo così strano. Poi Martina si ferma di colpo. Le altre la fissano incuriosite. MARTINA BORGHI Ho no. Ho dimenticato gli occhiali da sole da quello scimmione. FRANCESCA Io li lascerei dove sono, da quel tipo non ci torno. MARTINA BORGHI Ma erano nuovi… Tutte si voltano verso Serena in attesa del suo inevitabile commento.


SERENA BORGHI Mi sembrava strano che tutto potesse andare liscio. Sconsolate continuano la camminata fino a casa. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Margherita

Serena Borghi ================================================ SCENA 8 INTERNO CAMERA FRANCESCA Sera. Sono passati due giorni da quello strano appuntamento. Francesca è a letto e legge un libro. La mamma la raggiunge. MAMMA DI FRANCESCA Sei ancora sveglia? FRANCESCA Sì, leggo ancora un po’, poi mi metto a dormire. Domani mattina vado da Martina. MAMMA DI FRANCESCA State ancora cercando quel lavoro per l’estate? Francesca annuisce senza rispondere, guardando il libro Tieni. gli porge il giornale Papà ha finito di leggerlo, ma non lasciarlo in giro come al solito. Bacia Francesca sulla guancia ed esce. A Francesca piace sfogliare il giornale, leggere i titoli, guardare le foto e annotare mentalmente le cose su cui sarebbe tornata con calma. E’ una lettrice attenta, ma anche se non lo fosse stata, difficilmente sarebbe potuta sfuggirle una notizia come quella,


così evidente nella pagina della cronaca. Prima semplice interesse, poi curiosità e subito dopo il primo sospetto, la verifica affannosa, l'emozione e la pelle d'oca sulle braccia. Le lacrime di paura inondano gli occhi e Francesca si ritrova a piangere in silenzio con il giornale aperto sulle ginocchia. PERSONAGGI Francesca

Mamma di Francesca ================================================

SCENA 9 ESTERNO PIAZZA Mattina. Il mattino seguente, Francesca va nella piazzetta dove tutte le mattine, quando non vanno a scuola, si incontra con Martina. L’impazienza sta facendo divorare le unghie alla ragazza che non vede l’ora di riferire la propria scoperta all’amica. Finalmente Martina compare, scendendo dalla lussuosa auto di famiglia. Francesca gli corre incontro. FRANCESCA Devo dirti una cosa importantissima. Sei nei gua… Francesca si interrompe per lasciar passare una donna che in quel momento transita sul marciapiede. Quando si è allontanata, Martina è incuriosita dall’affermazione dell’amica. MARTINA BORGHI Allora? FRANCESCA Sei nei guai. Anzi, siamo. Ma tu più di me. MARTINA BORGHI E dimmi una buona volta perché.


FRANCESCA Ti ricordi quel tipo di due giorni fa, il collezionista di monete? MARTINA BORGHI E allora? FRANCESCA E’ morto. Non so, credo che sia morto. Tira fuori il giornale ripiegato e cerca l’articolo in questione. MARTINA BORGHI leggendo Enigma in Via Roma: scompare da una camera chiusa dall’interno. L’uomo scomparso, registrato con il nome di Alexander Valit, ha lasciato solo una traccia di sangue, e la stanza è stata ritrovata sottosopra. Perfino i mobili sono stati distrutti. guarda Francesca, poi ricomincia Gli inquirenti hanno trovato sul tavolo un coltello insanguinato e un paio di occhiali da sole femminili con vistose impronte digitali, evidentemente un oggetto dimenticato dalla persona, o da una delle persone, che hanno aggredito e rapito il signor Valit. si interrompe I miei occhiali! Oggi pomeriggio avevo proprio intenzione di telefonare per… FRANCESCA Non te l’avevo detto che eri nei pasticci? MARTINA BORGHI Si, me l’avevi detto. Sei contenta? FRANCESCA dispiaciuta Scusa, volevo… MARTINA BORGHI


Lasciamo perdere. Qui il punto è un altro: e adesso che si fa? La cosa migliore è andare subito alla polizia a raccontargli tutto prima che qualcuno si convinca che io sono l’assassina di quell’uomo. FRANCESCA Pensi che ti crederanno? MARTINA BORGHI E perché non dovrebbero? Non l’hò mica ammazzato io quel tipo. FRANCESCA Già, ma tuo padre? Di tutta questa storia non gliene hai parlato. Come la prenderà? Martina non risponde, ma capisce che se una notizia come questa sarebbe finita alle orecchie del padre, sicuramente avrebbe passato il resto delle vacanze confinata in casa o peggio in qualche collegio estivo. Continuano a passeggiare senza dire più nemmeno una parola. Campo lungo dall’alto con le due ragazze che camminano ed escono dalla piazza e altri passanti. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca ================================================

SCENA 10 ESTERNO CASA VALIT Pomeriggio: Panoramica dall’alto del cortile, con i poliziotti e Martina che entrano. Salgono in silenzio, in file indiana. La stessa scala di qualche giorno prima, altrettanto sporca e poco illuminata, ma più sinistra. Davanti a tutti c’è il commissario Bordin, Martina, il Commissario Montagna e altri due agenti di polizia e tre carabinieri.


Si fermano un istante davanti alla porta, Bordin lancia un’occhiata alla ragazzina e apre la porta. Tutti si infilano nella porta tranne l’ultimo carabinieri che si ferma a controllare l’esterno. PERSONAGGI Martina Borghi

Bordin

Montagna

================================================ SCENA 11 INTERNO CASA VALIT Pomeriggio. Martina varca la soglia presidiata da un giovane poliziotto, e si ferma quasi subito, affiancata dal Commissario Bordin e dal Commissario Montagna dei Carabinieri. BORDIN Osserva bene. Martina, spaventata per lo spettacolo, guarda con attenzione. Tutto è a pezzi, rotto, sventrato, spezzato. Due porticine che danno rispettivamente in una piccola cucina e in bagno di forma allungata sono divelte e giacciono sul pavimento. Cucina e bagno sono nelle stesse condizioni della grande camera. Sotto il tavolo sul quale si è svolta la mancata contrattazione per la moneta si intravede tra i rottami una grossa macchia tondeggiante di un inequivocabile rosso scuro. Non ci sono altre tracce di sangue in giro: solo quella enorme. La ragazzina rabbrividisce guardando prima l’ufficiale, che fissava soprappensiero qualcosa, poi il Commissario. MARTINA BORGHI Che cosa vuole sapere? BORDIN Non lo so nemmeno io. Noti qualcosa di particolare in mezzo a questo caos? il tono della voce è gentile e sin da subito ha cominciato a darle del tu per non creare paure o imbarazzi In fondo sei l’unica persona che abbia visto questa camera prima che venisse ridotta così. Oppure c’era qualcun altro con te. MARTINA BORGHI No, no..., ero da sola, la mia amica Francesca, non stava bene… Si guarda ancora in giro. MARTINA BORGHI Mah, non mi pare… BORDIN Avevi notato un oggetto particolare che ora non c’è più?


Si guarda ancora in giro. MARTINA BORGHI Avete trovato le monete? BORDIN Nemmeno una. MARTINA BORGHI Gliele hanno rubate. Cercavano quelle. MONTAGNA Già, ma lui dov’è? Martina si accosta alla finestra, incuriosita. MARTINA BORGHI E se l’avessero portato via dalla finestra? BORDIN C’è in effetti uno stretto cornicione un metro più sotto, e un uomo di fegato che non soffre di vertigini avrebbe forse saputo strisciare fino alla finestra successiva, o ai tetti. Ma non certo portandosi appresso il corpo inanimato di un uomo pesante una novantina di chili. MARTINA BORGHI E le due finestre del bagno o della cucina? BORDIN Sono piccole e protette da un inferiata. MARTINA BORGHI E l’infer… BORDIN E’ intatta, ci sono persino delle ragnatele. Una pausa. Il capitano rovista tra i rottami cercando chissà cosa. RICCARDO BORGHI Io non so come fai. dietro le loro spalle Riccardo Borghi è fermo sulla porta e guarda la figlia con uno sguardo misto tra rabbia e rassegnazione. MARTINA BORGHI Papà, che ci fai qui? RICCARDO BORGHI


Non so come fai a trovarti sempre in mezzo a questi guai. Prima ti limitavi a qualche scappatella, qualche lezione saltata, qualche giro in città di nascosto, ora no. Non ti basta. Ora addirittura bisogna scomodare la polizia. BORDIN interrompendo la predica Non se la prenda, Commendatore. Anche mio figlio è così. Le prime volte mi arrabbiavo anch’io, è normale che un ragazzino ogni tanto si metta nei guai. E poi, sembra molto interessata alle indagini, chissà che non sia proprio lei a scoprire qualcosa di importante. Il vecchio Riccardo emette una specie di grugnito e lancia uno guardo alla figlia che non lasciava dubbi su ciò che pensava. Martina è disorientata e un po’ spaventata, intanto nota solo una cosa. MARTINA BORGHI Commissario… BORDIN Si dimmi MARTINA BORGHI Ha notato i muri? BORDIN Cos’hanno i muri che non va, sentiamo. MARTINA BORGHI Sono intatti! BORDIN Cioè? MARTINA BORGHI Hanno sfasciato tutto, ma i muri sono intatti. Se qui dentro ci fosse stata una lotta i muri sarebbero pieni di segni, anche di sangue. E poi avrebbero fatto un mucchio di rumore, e lei poco fa in macchina mi ha detto che l’inquilino al piano di sotto non ha sentito niente di speciale... BORDIN E allora? MARTINA BORGHI Hanno rotto tutto con calma, l’hanno fatto apposta. Non c’è stata lotta, cercavano qualcosa di piccole dimensioni. Altro silenzio.


Bordin da un’occhiata al vecchio signore che con aria di rassegnazione saluta con un cenno del capo il commissario e se ne va. Bordin sorridendo, va vicino a Martina e le arruffa i capelli gia abbastanza arruffati. BORDIN Lo dicevo che sei brava, e infatti hai indovinato. Quello che dici l’avevamo già pensato: quella gente cercava qualcosa… MARTINA BORGHI Le monete! BORDIN Sì, forse le monete. Il fatto è che questo Valit si chiamava in realtà Lilich, ed era Polacco. Sai, uno di quei personaggi che sono stati in galera un po’ dovunque, e sempre per ragioni diverse. Da un paio di anni si era stabilito in Italia ma non si sa bene di che vivesse. Può darsi che commerciasse in monete, ma certo non si trattava di un vero numismatico. MARTINA BORGHI Allora che pensate? BORDIN Che abbia rubato o ricettato una partita di monete antiche e preziose e che lo abbiano sistemato e fatto sparire per questo. Non sappiamo ancora come lo hanno fatto, ma lo scopriremo. Martina rimane in silenzio. BORDIN A cosa stai pensando commissarietta? Intanto il commissario fruga tra le stoviglie fracassate. MARTINA BORGHI Pensavo all’inserzione sul giornale. Questo Valit, cioè no… BORDIN Lilich. MARTINA BORGHI Questo Lilich che ragione aveva di cercare una moneta come quella se i suoi affari erano del genere che dice lei? Oltretutto non l’ha nemmeno comprata, alla fine. MONTAGNA Secondo noi quell’inserzione era solo un segnale convenuto. Serviva ad avvisare qualcuno che poteva farsi avanti. E invece il nostro uomo non ha avuto fortuna. Prima ti sei fatta avanti tu che non centravi affatto, e forse anche qualcun altro.


E infine le persone che ieri sera lo hanno fatto sparire combinando questo putiferio. MARTINA BORGHI Ecco perché non ha comprato la moneta, non gliene importava niente. BORDIN Esatto, ma adesso è meglio se andiamo, credo chedovrai dare un po' di spigazioni a tuo padre. Abbassandosi quasi a voler fare una confidenza. Mi sembra che nonabbia preso molto bene questa storia... Martina fauna smosfia e annuisce. Bordin lancia un’occhiata di intesa al collega ed escono richiamando gli agenti. PERSONAGGI Martina Borghi Riccardo Borghi

Bordin

Montagna

================================================ SCENA 12 ESTERNO CASA DI MARGHERITA Sera. Panoramica della strada, chiude su Francesca e Martina che parlano vicino alla porta. MARTINA BORGHI … senti, ne parliamo domani, vediamo prima se scoprono qualcosa di nuovo… MARGHERITA Va bene, ma mi raccomando, non parlare di me, altrimenti mio padre mi scuoia viva. sorridendo MARTINA BORGHI sorridendo Non preoccuparti… Non parlerò né di te, né di Francesca. Anche se resta l'incognita di Serena, quella ha una lingua... Buonanotte! Margherita chiude la porta. Martina cammina lentamente, spiando dentro le finestre, quando una voce strana la coglie alle spalle. HANS KURT Mi scusi, signorina. la pronuncia lascia intendere che è tedesco Vestito in A entrambe sul bavero Martina si

maniera elegante, fuma una sigaretta sottile. le mani porta vistosi ed enormi anelli con sigillo e una spilla d’oro con la bandiera tedesca. ferma.


MARTINA BORGHI Sì, mi dica. HANS KURT Mi scusi se la disturbo. Ho saputo della brutta storia del signor Valit. Davvero un peccato…. MARTINA BORGHI Non si chiamava Valit, si chiamava Lilich, e sicuramente non era un signore. ribatte decisa L’uomo non sembra per niente sorpreso. MARTINA BORGHI Ma perché chiede queste informazioni a me? HANS KURT Permetta che le spieghi. Il signor Valit… pardon, mister Lilich, aveva delle monete antichissime, di valore grande e molto rare che erano di me. Ora io mi domanda, se per caso, non ha fatto vedere a lei mie monete. MARTINA BORGHI E perché avrebbe dovuto? HANS KURT Io non sa. Perché andata lei da Lilich? MARTINA BORGHI Era per un’inserzione su un giornale dove diceva che cercava una certa moneta, ma doveva sicuramente essere una messaggio cifrato per qualche balordo come lui. Comunque, quando sono andata da lui per vendergli la mia moneta, non l’ha comprata e io me ne sono andata. HANS KURT E non ha fatto vedere lei mie monete? MARTINA BORGHI No, perché avrebbe dovuto. Quel tipo aveva la stessa educazione di uno scimpanzé. HANS KURT La ringrazio signorina. L’enorme uomo si gira e si allontana. Martina rimane a fissarlo dubbiosa, poi lo richiama. MARTINA BORGHI Mi scusi signor…


HANS KURT Kurt, Hans Kurt. MARTINA BORGHI Signor Kurt, perchè è così sicuro che le sue monete sono scomparse? E poi come sa che il signor Lilich ha fatto una brutta fine? HANS KURT Io stava andando da lui per prendere mie monete, ma trovato porta chiusa, poi giorno dopo visto polizia entrare, allora io aspettato fino a che visto arrivare lei con commissario. MARTINA BORGHI Secondo lei perché hanno distrutto la casa? HANS KURT Ma per cercare mie monete, naturalmente. MARTINA BORGHI Già, e quando non le hanno trovate hanno portato via il signor Lilich. HANS KURT Già, detto giusto sorridendo MARTINA BORGHI Ma se lo hanno portato via, come hanno fatto, visto che la porta di casa era chiusa dall’interno? Il sorriso riapparire.

dell’uomo

scompare

per

qualche

secondo

per

poi

HANS KURT Forse loro buttato giù lui da finestra e poi passati da cornicione MARTINA BORGHI Già, ma perché fare tutta quella fatica, col rischio di farsi vedere, quando potevano lasciare il corpo di Lilich morto dentro la stanza? HANS KURT Questo grande dilemma. Buonasera! Si gira e si incammina verso delle auto parcheggiate poco più avanti. Martina pensa per un po’ a quella strana conversazione, poi decide che ci avrebbe meditato a casa con comodo. Si incammina nella direzione opposta. PERSONAGGI Martina Borghi

Margherita

Hans Kurt

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SCENA 13 INTERNO CAMERA D’ALBERGO IN CITTA’ Notte. Giacomo, un malvivente conosciuto nell’ambiente della malavita per il suo sadismo e per la propria abilità nell’usi del coltello, sta seduto ad uno scrittoio, con una lampada che illumina solamente il piano di scrittura, lasciando il resto della stanza in penombra. É coricato sul letto e sta osservando la porta aperta del bagno dove può amirare Roberta che sta facendo una doccia, incurante del fatto di essere osservata. Giacomo si alza e si avvicina alla porta, ma un gesto della ragazza lo ferma. ROBERTA Non farti venire strane idee. Sono qui solamente perchè la doccia della mia camera non funziona. Giacomo torna sui suoi passi e va a sedersi sul letto. Aperto davanti a lui, è aperto il giornale con la pagina dedicata al giallo di Lilich. Riprende il quotidiano e rilegge l’articolo per la centesima volta, con i piedi sulla scrivania, e una bottiglia di birra a portata di mano, vestito con una camicia scura e pantaloni anch’essi scuri ma dal taglio perfetto. La porta del bagno si apre e la bellissima sagoma di Roberta compare. ROBERTA Allora, ci sono notizie? con voce vellutata GIACOMO Niente, niente di niente. Aprendo il primo cassetto della scrivania per riporvi il giornale, compaiono delle mazzette di banconote, marchi e dollari, in biglietti di grosso taglio, ma che non valgono assolutamente niente, infatti sono tagliati esattamente a metà. Prende uno di questi mazzetti e lo agita davanti a sé. GIACOMO Devo assolutamente trovare quel maledetto Lilich, devo assolutamente avere l’altra meta dei soldi. A costo di rivoltare questa città come un calzino. getta con sdegno le banconote nel cassetto e lo sbatte con forza Devo trovarlo, Vivo o morto… O Ayad ci scuoierà vivi. Roberta intanto, avvolta in una camicia da notte leggerissima che non lascia immaginare niente, riguardo al suo fisico, va verso la camera da letto e richiude la porta.


PERSONAGGI Giacomo

Roberta ================================================

SCENA 14 ESTERNO PIAZZA Mattina. Francesca e Margherita aspettano Martina al solito posto. Dopo pochissimo tempo l’auto della ragazzina arriva e scende. FRANCESCA Ciao Martina. Senti, ho trovato un’inserzione sul giornale di oggi. MARTINA BORGHI Un altra! E cosa c’è di strano? MARGHERITA Cercano monete. Martina guarda l’amica incuriosita. MARTINA BORGHI E secondo voi, c’è sotto ancora qualcosa? Francesca estrae di tasca un ritaglio di giornale e lo porge a Martina che lo legge ad alta voce. MARTINA BORGHI “L’associazione numismatici italiani” cerca monete di qualsiasi taglio, di paesi del continente americano, purchè non troppo recenti. Richieste anche monete e medaglie commemorative. guarda l’amica E allora? FRANCESCA Bhe, pensavamo di portare quella moneta che mi hai regalato, solo che non la trovo più, comunque a casa ho delle monete messicane che mi ha portato un amico di papà. MARTINA BORGHI E cosa credete di guadagnarci’? poco convinta MARGHERITA Non lo so, magari tre gelati. Dopo i guai che ci ha procurato quella moneta, sarebbe già qualcosa. guarda l’orologio Senti, io devo andare, ti telefono oggi pomeriggio per andare in paese. Margherita e Francesca si allontanano lasciando Martina che


rileggeva il trafiletto di giornale. Panoramica della piazza animata dai passanti. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Margherita

================================================ SCENA 15 ESTERNO PIAZZA Mattina. Totale dall’alto della piazza con Martina che la attraversa. Martina passeggia ammirando pezzi di montagna attraverso i vicoli dei paese, ad un tratto sente dei passi alle sue spalle e si gira di scatto. MARTINA BORGHI Commissario…. MONTAGNA Come sta la nostra investigatrice? MARTINA BORGHI Bene, grazie. Ma si sa qualcosa di nuovo su quel Lilich? Il Carabiniere non risponde, indeciso se continuare la condotta del suo collega Commissario oppure ritornare alle regole più professionali. BORDIN Avanti, puoi metterla al corrente. Dopotutto è stata lei ad aiutarci in quest’indagine. comparendo alle loro spalle Montagna si volta e i due militari si salutano con una stretta di mano. MONTAGNA E va bene… Abbiamo ritrovato la carta di identità di questo Valit, naturalmente falsa. MARTINA BORGHI Dove? MONTAGNA In una gola al Passo del Dente. MARTINA BORGHI Dice che l’hanno buttato giù?


MONTAGNA E possibile, ma il corpo non c’era quando i nostri uomini sono scesi. Bordin è divertito vedendo il collega sottoposto suo malgrado a questo interrogatorio, poi decide di intervenire. BORDIN Può darsi che l’abbiano buttato giù, in tal caso, però, era già morto. Se ti ricordi, c’era molto sangue sul pavimento del suo appartamento, troppo per essere ancora vivo… MARTINA BORGHI Avete notato che il sangue era solo lì? BORDIN Lì? MARTINA BORGHI Sì… non c’erano macchie né vicino alla porta né vicino alla finestra. I due militari si guardano perplessi. MONTAGNA Pensiamo che l’abbiano infilato in un sacco, magari di plastica, così il sangue non poteva uscire. Martina, a corto di domande attende altre informazioni dai due uomini. BORDIN Bene, ora è meglio che torni a casa, ma se ci saranno novità ti informeremo sicuramente sempre sorridente Un sorriso appare anche sul capitano. Martina si allontana da loro.

volto

di

solito

molto

serio

del

MONTAGNA Ma sei sicuro che sia giusto tenerla coinvolta in questa faccenda, morti, sangue… direi che non sono cose molto adatte ad una ragazzina. BORDIN Perché non hai dei figli. Il mio, che ha solo nove anni sa dirti tutto su ferite da taglio sparatorie, rapimenti…. MONTAGNA Già. Tutta colpa della televisione. BORDIN E pensare che la prima volta che ho visto un cadavere sono crollato a terra come ….


MONTAGNA Perché guardavi poco la televisione… sorridendo I due continuano a camminare per la piazza conversando del più e del meno. Panoramica dall’alto. PERSONAGGI Martina Borghi

Bordin

Montagna

================================================ SCENA 16 ESTERNO PALAZZO NUMISMATICI IN CITTA’ Pomeriggio. Martina e Francesca arrivano al grande palazzo proprio nel centro della città. Sulla facciata c’è l’iscrizione: Associazione Numismatici Italiani. Entrano nel cancello e si dirigono verso l’ingresso ed entrano. PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca ================================================

SCENA 17 INTERNO INGRESSO NUMISMATICI Pomeriggio. Panoramica del lungo corridoio con molta gente che va e viene. Appena entrate il portiere, vestito in divisa azzurra le ferma. PORTIERE Ehi, voi due, signorine, dove pensate di andare? Martina, quasi offesa per il tono dell’uomo si avvicina a lui. MARTINA BORGHI Siamo venute per questa inserzione sul giornale, e si da il caso che abbiamo le monete che si richiedono. Quindi se non le dispiace, vorremmo vedere qualcuno che conta. Grazie! L’uomo è sorpreso da quel tono e non trova le parole per risponde a quella ragazzina insolente. Perfino Francesca e Margherita sono colte di sorpresa. L’uomo alza la cornetta del telefono. PORTIERE Buongiorno, qui è la portineria, potrebbe scendere qualcuno, per favore?


Le due ragazze di guardano con soddisfazione. Dopo un paio di minuti una donna, sui quarant’anni, che indossa un elegante vestito scuro si avvicinò al portiere, il quale, dopo un rapido colloquio indica le ragazze. NADIA DE CARLI Buongiorno, sono Nadia De Carli, posso esservi utile? con fare gentile FRANCESCA Ecco… siamo venute per quell’inserzione sul giornale, dove chiedevate delle monete americane… estraendo il mezzo dollaro dalla tasca La donna esamina Martina le porge.

la

moneta

e

l’inserzione

dal

trafiletto

che

NADIA DE CARLI Ci deve essere un errore, probabilmente il giornale ha dimenticato di specificare che noi trattiamo solamente monete antiche… Un velo di tristezza compare sul volto delle due ragazzine. NADIA DE CARLI Mi dispiace, ma vedete, questa moneta non ha alcun valore, se non quello corrente di scambio. MARTINA BORGHI Non importa. triste Francesca riprende la moneta e il pezzo di giornale, dopodiché si allontanano sotto lo sguardo soddisfatto del portiere. PERSONAGGI Martina Borghi Nadia De Carli

Francesca Margherita

Portiere

================================================ SCENA 18 ESTERNO BAR IN CITTA’ Pomeriggio. Uscendo da un bar con un cono gelato a testa le tre ragazze si dirigono verso la strada principale, studiando le prossime mosse per tornare al Borgo. MARTINA BORGHI Certo che questa moneta, proprio non la vuole nessuno… Le tre ragazze si fermano per attendere che il semaforo segnasse il verde.


MARTINA BORGHI Svelta, è verde prendendo l’amica per un braccio Francesca allunga una gamba, ma subito si blocca di colpo, quasi cadendo. MARGHERITA Che combini? FRANCESCA C’è coso… impallidita MARTINA BORGHI Chi coso? FRANCESCA Quello delle monete… Valit. quasi sottovoce Si fermano e Martina guarda nella direzione indicata, ma a parte qualche passante, non c’è nessuno. MARTINA BORGHI Ma… dove? FRANCESCA Lì, vicino a quel cancello, e ci guardava. Appena mi sono girata lui ha fatto la stessa cosa. MARGHERITA Ma sei sicura? Si guardano in faccia, mentre le macchine corrono lungo la strada principale. Martina pensa sul da farsi, guardandosi intorno. FRANCESCA Che si fa? spaventata MARTINA BORGHI Si va a casa alla svelta, ci si mette lì buone buone e riflettere e soprattutto non-si-dice- niente-a-miopadre. E nemmeno a Serena. Capito il ritornello? MARGHERITA hai ragione, si spaventerebbero per niente.


Attraversano la strada, fanno un cenno ad un taxi e vi salgono. Prossima fermata: casa. PERSONAGGI Martina Borghi Margherita

Francesca

Alexander Valit – Lilich

================================================ SCENA 19 INTERNO CAMERA MARTINA Tardo pomeriggio. Martina entra nella sua camera, Si siede sul letto a pensare per qualche secondo. Si toglie gli abiti di dosso, si ferma davanti allo specchio e controlla il proprio fisico. Accende l’impianto stereo e mette un C D. La musica riempie la solitudine della camera. Ancora davanti allo specchio comincia ad ondeggiare e a dimenarsi atteggiandosi a donna fatale, mette la vestaglia e ballando la sfila come se stesse facendo uno streep-tease. Lancia la vestaglia verso la poltroncina, vicino all’armadio, ma la manca. Poi, si dirige verso il bagno, vi entra. PERSONAGGI Martina Borghi ================================================ SCENA 20 INTERNO BAGNO MARTINA Sera. La musica arriva affievolita dalla camera adiacente. Martina entra nel bagno ballando, apre l’acqua della doccia, lascia cadere ai piedi gli abiti ancora indossati e si infila sotto l’acqua. Si fa rapire dal benessere del massaggio dell’acqua che scorre sul suo corpo ancora acerbo. Approfitta per meditare su tutta questa strana faccenda, ma per quanto si sforzi, non riesce a trovare una spiegazione logica. Chiude i rubinetti dell’acqua e la doccia tace, facendo tornare la fievole musica dalla camera da letto. Indossa un accappatoio e dopo aver avvolto i capelli in un asciugamani, torna in camera da letto per prendere un libro e infilarsi sotto le coperte. PERSONAGGI Martina Borghi ================================================ SCENA 21


INTERNO CAMERA NOEMI. Sera. Noemi, la sorella maggiore di Martina è coricata sul letto e sta telefonando ad una amica. NOEMI BORGHI Ma no… Figurati se io esco con quel cretino… È solo che mi diverte vederlo sbavare… Comunque l’altra sera, mentre tornavo a casa me lo sono trovato fuori dall’università… Non ti dico la sorpresa… La telefonata continua PERSONAGGI Noemi Borghi ================================================ SCENA 22 INTERNO CAMERA SERENA. Notte. La camera è illuminata da una fioca luce proveniente da una lampada. Serena dorme tranquillamente. PERSONAGGI Serena Borghi ================================================ SCENA 23 INTERNO BAGNO DI SADIA. Sera. Sadia si è immersa nella tiepida acqua della vasca. Si gode quel momento di riposo. Una musichetta proveniente da un lettore CD alla parete si diffonde per l’ambiente. PERSONAGGI Sadia ================================================ SCENA 24 SALOTTO CASA MARTINA. Sera. Riccardo, il padre di Martina è seduto sul divano in maniche di camicia e senza cravatta. Stringe a sé la giovane moglie Chantal che è raggomitolata e appoggiata a lui. Lei è vestita con una camicia da notte chiara.


Entrambe stanno guardando un programma televisivo. PERSONAGGI Riccardo Borghi

Chantal Borghi ================================================

SCENA 25 INTERNO CAMERA MARTINA. Sera. Martina, indossando in accappatoio, attraversa la stanza e si dirige verso lo scaffale dei libri. Si ferma e osserva i volumi, riflettendo sulla lettura da affrontare, poi si volta e osserva la stanza. Prima, deve rimettere un po’ di ordine, i suoi vestiti sono sparsi un po’ ovunque. Prende le scarpe vicino alla porta e le mette sotto la finestra, i jeans sul tappeto, la maglietta sul letto, la vestaglia sulla poltrona… Un momento. La vestaglia sulla poltrona. Qualcosa non torna. Immediatamente di blocca e si guarda impaurita intorno. “Rivede la scena di poco prima, quando, dopo essersi sfilata la vestaglia, questa cadde a terra e non sulla poltrona”. Disperata e impaurita la ragazzina lancia un urlo con tutto il fiato che ha. Stacco. PERSONAGGI Martina Borghi ================================================ SCENA 26 INTERNO BAGNO SADIA Notte. Sadia sente l’urlo di Martina e immediatamente balza fuori dalla vasca afferrando al volo l’accappatoio ed esce dal bagno. PERSONAGGI Sadia ================================================ SCENA 27 INTERNO CAMERA NOEMI. Notte. Noemi è ancora impegnata nella telefonata interrompe udendo l’urlo di Martina.

all’amica

quando

si


NOEMI BORGHI Interrompendo la telefonata. Scusa, devo attaccare… È successo qualcosa. Ci sentiamo domani. Ciao… Velocemente chiude il telefono e salta giù dal letto uscendo dalla camera senza preoccuparsi di vestirsi. PERSONAGGI Noemi Borghi ================================================ SCENA 28 INTERNO SALOTTO. Notte. Al momento dell’urlo Riccardo sobbalza, mentre Chantal si imita ad alzare la testa. RICCARDO BORGHI Ma che succede? CHANTAL BORGHI Con distacco. Sarà tua figlia che ha visto un ragno. Senza prestare attenzione alla frase sarcastica della moglie, Riccardo si alza ed esce dal salotto per andare da Martina. PERSONAGGI Riccardo Borghi

Chantal Borghi ================================================

SCENA 29 ESTERNO VILLA PEDINI MONTI Notte. La villa è avvolta nell’oscurità, poche luci si vedono alle finestre. Nel parco un’ombra si muove approfittando del buio, allontanandosi dalla villa. PERSONAGGI Hans Kurt ================================================ SCENA 30 ESTERNO COMMISSARIATO Notte.


Panoramica. Tutte le luci accese. Due auto parcheggiate davanti all’ingresso. Due agenti in uniforme sono fermi davanti all’ingresso. Stacco. ================================================ SCENA 31 INTERNO UFFICIO COMMISARIO BORDIN Notte. Bordin sta finendo di compilare un breve verbale. Lo rilegge sullo schermo del PC poi attiva la stampante. Un giovane poliziotto in borghese compare nel suo ufficio. AGENTE QUESTURA Ispettore, c’è un certo signor Willis, dice di essere dell’ambasciata americana. BORDIN Ambasciata americana? Qui?… Va bene, fallo passare. John Willis si presenta con una dolorosa stretta do mano, è un giovanotto, coi capelli cortissimi e ben vestito. JOHN WILLIS Mi scusi se sono venuto senza telefonare prima… in perfetto italiano Bordin fa un cenno rassicurante. BORDIN Se crede che tutta la gente che viene qui si annunci prima per telefono… JOHN WILLIS sorride Lo so, ma la ragione per cui sono qui è piuttosto delicata. Spero che abbia qualche minuto da dedicarmi. BORDIN Mi dica! JOHN WILLIS Ecco, so che lei ha chiesto all’Interpol notizie di un certo Valit, Nome fi… fittizio… si dice così? BORDIN Sì. JOHN WILLIS Ecco, nome fittizio di Alexander Lilich, scomparso qualche giorno fa da casa sua in circostanze…


BORDIN Misteriose. JOHN WILLIS Proprio così. E a questo punto debbo premettere subito una cosa. Questo Lilich lavorava per noi. BORDIN Ah… JOHN WILLIS Sì, era un nostro agente da qualche anno. Non un agente importante… diciamo che si occupava di proteggere o procacciare certe informazioni da ambienti… E’ accaduto però che il nostro uomo a un certo punto ha deciso di… prendere un’altra strada, capisce? BORDIN Ha tradito? JOHN WILLIS Sì, Commissario, inutile dire che queste sono notizie assolutamente riservate, che per nessuna ragione debbono trapelare all’esterno. BORDIN Stia tranquillo, sono un poliziotto, non un cronista. Ma mi scusi, ma non è finita la guerra fredda con spie e controspie… JOHN WILLIS seccato Dunque, Lilich è scomparso portandosi via qualcosa che non sappiamo, e… BORDIN Un attimo, un attimo, non capisco! JOHN WILLIS Se è scomparso e ha preso contatto con un’altra organizzazione deve aver preso qualcosa, e qualcosa di grosso. Ma a noi non manca nulla, quindi deve aver copiato o fotografato alcuni nostri documenti, e noi non sappiamo quali… BORDIN Bhe, basterebbe sapere dove metteva abitualmente le mani. sorridendo divertito JOHN WILLIS Non le metteva in alcun posto, Ispettore. Quello che ha preso lo ha preso con un colpo di fortuna e di abilità. Non siamo così sciocchi da affidare a uomini come lui i nostri segreti civili o militari.


con fare seccato BORDIN Giusto! con un sorriso ironico JOHN WILLIS Ora lo stiamo cercando, e per caso abbiamo scoperto che anche voi ve ne state interessando, per via della sua scomparsa. Vorremmo sapere se potete aiutarci in qualche modo, cioè se siete in possesso di notizie… Bordin riflette rapidamente. BORDIN Può mostrarmi un documento? L’americano sorpreso prende dalla tasca interna della giacca la tessera dell’ambasciata e la porge a Bordin, che la esamina e la restituisce. BORDIN Signor Willis, non ho molto da raccontarle, a dire il vero… Ecco, tutto è cominciato quando abbiamo avuto la comunicazione da parte di ……. PERSONAGGI John Willis

Agente Questura

Bordin

================================================ SCENA 32 ESTERNO COMMISARIATO DI POLIZIA Notte. Panoramica a chiudere sulla finestra illuminata dell’ufficio di Bordin. Due passanti attraversano la strada, passando attraverso le auto parcheggiate, alcune auto sfrecciano sulla strada, poco illuminata dai lampioni. Stacco. ================================================ SCENA 33 INTERNO UFFICIO COMMISARIO BORDIN Notte. Continua la chiacchierata tra John Willis e l’Ispettore Bordin. BORDIN E poi c’è questa novità del possibile avvistamento in città, ancora tutta da verificare… JOHN WILLIS Proprio come pensavamo.


Lilich ha già preso contatto con gli arabi e adesso quella roba è nelle loro mani. Il resto non ci interessa; sapere come ha fatto ad uscire dal suo appartamento, sapere che ci facesse qui in città, tutto ciò non ha più importanza, ormai. BORDIN E quell’inserzione che ha fatto accorrere quelle due ragazzine? JOHN WILLIS Era il segnale, probabilmente. A seguito di quell’inserzione il comandante Ayad deve aver mandato qualcuno a ritirare quei documenti, forse fotocopie, CD rom, floppy disk, o anche un microCIP, non lo sappiamo… Era logico però che altra gente completamente estranea alla faccenda accorresse, come è successo alla vostra ragazzina… Logico che a Lilich della moneta non gliene importasse niente... BORDIN Logico… ma non capisco il motivo di tante precauzioni. Per scambiarsi qualche documento occorrono sempre questi trucchi da film di 007, non bastava un semplice fax o una e-mail? polemico JOHN WILLIS Lei non conosce gli arabi, commissario, e non conosce il comandante Ayad. Sono diffidenti quanto astuti. Non si fidano di nessuno, e anche se avessero creduto che Lilich faceva sul serio e non li voleva giocare… C’era sempre la possibilità che noi tenessimo d’occhio l’uomo, e che quindi potessimo casualmente sorprenderli nel corso dei loro contatti. E così hanno preferito ricorrere a questo accorgimento tutto sommato molto semplice. BORDIN Questa storia mi sta facendo scoppiare il cervello. Sono stati loro a fare sparire questo Lilich, dovreste saperlo, visto che era un vostro agente? massaggiandosi le tempie JOHN WILLIS Non era un nostro agente! Comunque noi pensiamo di sì. Quei documenti hanno valore fino a che noi non li identifichiamo. BORDIN Chi ne conosceva il contenuto? JOHN WILLIS Solo Lilich, che li ha rubati. Quindi, eliminando Lilich potranno utilizzarli senza rischi per tutto il tempo che vorranno, capisce? BORDIN No. con la testa che gli scoppia Ma capisco che la faccenda è un po’ meno buffa di quello che credevo. Ma la faccenda della porta chiusa dall’interno?


JOHN WILLIS Non so dirle. Un piccolo mistero che non sappiamo spiegarci. In fondo anche il fatto che Lilich sia vivo o morto è un altro mistero di cui non abbiamo una risposta. Sappiamo troppo poco di questa storia. BORDIN Ma chi è questo comandante Ayad? JOHN WILLIS E’ il capo di un’organizzazione fondamentalista islamica in Italia. Opera da voi ormai da tanti anni, ma in tanti anni non siamo mai riusciti a identificare quest’uomo, e neppure la copertura di cui si serve. Dev’essere un vero asso nel suo mestiere, e sicuramente è stato lui ad attirare Lilich nella sua rete; quell’imbecille era troppo ottuso per pensarci da solo. E inoltre beveva, da un po’ di tempo. Stavamo proprio pensando di scaricarlo quando è successo il fattaccio. BORDIN Già. Certo che è un bel guaio per voi. JOHN WILLIS Purtroppo sì. Comunque io non voglio disturbarla oltre. La prego solo, nei limiti del possibile di evitare ogni pubblicità su questi fatti. BORDIN Glielo assicuro, ma nei limiti del possibile, appunto. Si stringono la mano, e il telefono squilla sulla scrivania del poliziotto, proprio mentre l’americano esce dall’ufficio. BORDIN Bordin… rimane a lungo ad ascoltare l’interlocutore Qualcuno è penetrano nella casa… Cosa manca? ascolta Va bene, cercate di vedere se manca qualcosa, io arrivo subito. abbassa il ricevitore, poi lo rialza subito e compone un numero Montagna, ciao, scusa l’orario, ma è meglio che vieni a casa dei Borghi… Pare che qualcuno si sia intrufolato, ma pare che non abbia rubato niente… Va bene, ci vediamo la… posa la cornetta e si dirige rapido verso l’uscita Questa giornata non finisce mai… voce alta, anche se nessuno può sentirlo Panoramica dell’ufficio deserto.


PERSONAGGI Bordin

John Willis ================================================

SCENA 34 INTERNO CAMERA MARTINA Notte. Quando il Bordin entra nella camera, vi trova il Commissario Montagna intento a parlare con Riccardo e con la cameriera. BORDIN rivolto a Montagna Allora, cos’è successo? MONTAGNA E’ strano, molto strano. Qualcuno sembra essere entrato in questa camera, ma non ha rubato nulla, ha guardato in qualche cassetto, ma no ha preso nulla. Martina assiste spaventata, abbracciata alla cameriera. BORDIN Avete sentito nulla? Qualche rumore, qualche movimento? Sadia e Martina si limitarono a negare con un cenno della testa. RICCARDO BORGHI No, io e mia moglie eravamo in sala, ma nemmeno noi ci siamo accorti di nulla… MONTAGNA Bene, a quanto pare siamo davvero in un giallo di Agatha Christie sorridendo a Bordin BORDIN Giallo? Altro che giallo. MONTAGNA Allora, per prima cosa non era un ladro, altrimenti in questa casa, di oggetti di valore ne avrebbe trovati a quintali, eppure è entrato solo in questa camera. RICCARDO BORGHI Ma da dove? Abbiamo i migliori impianti anti intrusione? BORDIN Evidentemente il nostro amico è abilissimo nel neutralizzarli questi antifurti. MONTAGNA


Inoltre cercava qualcosa di piccolo, altrimenti non si spiega perché si sia limitato ad alcuni cassetti. BORDIN Osserva tutti i presenti con espressioni stanche, compreso il collega Credo che sia meglio per tutti pensarci domani, con più calma, intanto andiamo tutti a dormire, lascerò fuori dalla villa degli agenti, nel caso il nostro amico soffrisse di insonnia. Montagna, mi riaccompagni a casa tu? Ho delle notizie molto interessanti. I due militari escono e si allontanano. Sadia esce dalla camera per preparare una camomilla per calmare la ragazzina. RICCARDO BORGHI si siede su un lato del letto e abbraccia Martina Certo che per attirare i guai sei davvero insuperabile. MARTINA BORGHI Mi dispiace, papà, ma ti assicuro che questa volta non volevo fare niente di male… RICCARDO BORGHI Lo so… è che sei una vera calamita dei guai. SERENA BORGHI arriva veloce e si siede accanto a Martina. Non per fare la guastafeste. Ma io l'avevo detto. Martina la fulmina con uno sguardo. RICCARDO BORGHI incuriosito dalla frase di Serena. Quando l'avevi detto? E soprattutto cosa avevi detto? SERENA BORGHI Intuendo di aver parlato troppo. Hem... io sto morendo di sonno. Scusatemi ma vado a dormire. Buonanotte. Si avvia ad uscire dalla camera sotto lo sguardo di tutti. RICCARDO BORGHI Rivolgendosi a Martina. Stai tranquilla, vedrai che tutto si risolverà, adesso vai a letto, chiederò ad Sadia di restare con te per la notte. Sadia ricompare nella camera con una tazza fumante, la posa vicino al letto e aiuta Martina


RICCARDO BORGHI Le dispiace rimanere con Martina per questa notte? Manderò l’autista a montarle una brandina… SADIA Non si preoccupi, la poltrona andrà benissimo. Riccardo annuisce ed esce. Sadia sposta la poltrona e la mette vicino al letto. Lascia cadere ai suoi piedi la vestaglia per rimanere con un baby doll chiaro. Si allunga per premere l’interruttore della luce. MARTINA BORGHI Non spegnere la luce. SADIA Non ci pensavo nemmeno, credo di avere più paura di te sorridendo Attraversa la camera per prendere una coperta, ma ad un tratto fa un salto indietro e si lamenta per essersi punta un piede, si china e appena sotto il mobile trova una spilla d’oro raffigurante una bandiera tedesca. Martina la guarda e gli si riempiono gli occhi di lacrime per la paura. Sadia prende una coperta, si siede sulla poltrona, posa i piedi sul letto di Martina e si copre. Martina sente il contatto con i piedi di Sadia e questo gli da sicurezza, e presto sprofonda in un sonno agitato. PERSONAGGI Sadia Chantal Borghi Bordin

Noemi Borghi Martina Borghi Serena Borghi

Riccardo Borghi Montagna

================================================ SCENA 35 INCUBO. Il sonno è disturbato e agitato da incubi. E’ una fantasia lunghissima, faticosa, in cui c’è tutto: Martina è in posto strano, sconosciuto, buio, con molto fumo, ai suoi piedi, una grande macchia di sangue, corre, corre, si divide davanti agli ostacoli, per poi riunirsi e ricominciare a correre, poi si ferma contro una scarpa da uomo sporca di sangue. E’una scarpa di Lilich, è lui che ha perso tutto quel sangue, e lui è tutto sporco, è spaventato e si guardava intorno sospettosamente. ALEXANDER LILICH Non mi chiamo Valit, signorina,


Lilich, Alexander Lilich. Silenziosamente Hans Kurt, con un sorriso colossale, gli si avvicina a e tende una mano, cavandola di tasca al suo elegante soprabito, e Lilich scuote la testa indicando Martina, ALEXANDER LILICH Quelle cose che cerca, caro signor Kurt, le ho consegnate a quella ragazzina e alla sue amichette. Francesca e Margherita che si nascondono dietro il tedesco, vengono fuori improvvisamente e accennano di sì con la testa. MARTINA BORGHI Ma io non ho avuto niente! Compare Serena, vestita con un camicione bianco e si avvicina a Martina. SERENA BORGHI io te l'avevo detto che ti saresti ficcata nei guai. Ma io ho solo sei anni. Cosa vuoi che capisca? Si gira e se ne va. Martina fa un passo indietro tra cumuli di stracci, scatole, scarpe, e tra questi spuntano braccia, piedi di persone defunte, indietreggiando ancora inciampa nel corpo nudo di una ragazza che è parzialmente coperta di stracci, appena la sfiora questo corpo prende vita, guarda Martina RAGAZZA INCUBO Fai come la tua amica, devi essere brava… Dietro il corpo a terra ecco Marina, la matrigna, prenderle le braccia, stringerle forte CHANTAL BORGHI Devi fare la brava…. La ragazzina si divincola, cercando di correre via, ma dopo pochi passi si trova davanti Noemi, la sorella, vestita con una camicetta bianca tutta inzuppata di sangue. NOEMI BORGHI Fai come Francesca e Margherita, loro sì che sono brave e dicono sempre la verità… Dietro la sorella appare il padre e la cameriera, anch’essi vestiti di bianco e inzuppati di sangue e in coro ripetevano sempre quella frase TUTTI Fai come Francesca e Margherita, loro sì che sono brave e dicono sempre la verità…


Ora tutti i personaggi di questo strano sogno sono davanti a lei, sporchi si sangue e si avvicinavano, Martina è terrorizzata. Sadia si stacca dal gruppetto e si avvicina a lei, la prende per le braccia cominciò a scuoterla. MARTINA BORGHI Ma io non ce l’ho…, ma io non ce l’ho… continua a ripetere piangendo PERSONAGGI Sadia Chantal Borghi Alexander Lilich Margherita

Riccardo Borghi Francesca Martina Borghi Serena Borghi

Noemi Borghi Hans Kurt Ragazza Incubo

================================================ SCENA 36 INTERNO CAMERA MARTINA Notte. Sadia tiene per le braccia Martina che si lamenta, cercando di svegliarla. MARTINA BORGHI Ma io non ce l’ho…. Ma io non ce l’ho… SADIA Martina, cosa non hai? La ragazzina apre gli occhi e si trova di nuovo al sicuro nella sua stanza, sudatissima, con Sadia china su di lei, preoccupata. SADIA Che hai? Che succede? MARTINA BORGHI Ho visto Lilich… e papà… e Noemi…. e Serena E c’eri anche tu…. E il sangue... SADIA Hai fatto solo un brutto sogno… abbracciandola Adesso ci sono io con te, vedrai che andrà tutto bene. Gli rimbocca le coperte e stendendosi accanto a lei. Lentamente Martina si assopisce e riprese il sonno, questa volta più tranquillo e disteso.


PERSONAGGI Martina Borghi

Sadia ================================================

SCENA 37 ESTERNO CASA FRANCESCA Mattina. Campo lungo. Alcuni passanti, attraversano la strada, mentre un’auto chiara è parcheggiata a qualche decina di metri dalla casa. All’interno dell’auto, ci sono due uomini. Il comandante Ayad e di fianco a lui, al posto di guida Ciro. Il comandante Ayad accende una sigaretta e si lascia andare sulla schienale del sedile anteriore, cercando di allentare i muscoli del collo irrigiditi. Soffia una nuvola di fumo e guarda l’uomo accanto a lui. AYAD Che ora è, Ciro? CIRO guarda l’orologio Quasi le dieci. Che facciamo? AYAD Aspettiamo! Guardano tutti verso la casa, e quasi a premiare la loro attesa Francesca viene fuori svelta proprio in quel momento. CIRO Eccola! AYAD Sei sicuro? CIRO Sicurissimo. La ragazzina avanza in fretta dirigendosi verso la piazza. L’auto si muove per seguirla. PERSONAGGI Franesca

Ciro

Ayad

================================================ SCENA 38


ESTERNO PIAZZA Mattino. Francesca arriva in piazza, entra nell’edicola, compra il giornale, entra nella locanda e vi esce un minuto dopo, e i due uomini sempre dietro, in auto. All’angolo della piazza Francesca si siede su un gradino, saluta Don Sergio con gesto della mano e rimane in attesa dell’amica. I due uomini, a bordo dell’auto parcheggiano dalla parte opposta della piazza, in modo da non essere scorti. Quello che aspettano accade qualche secondo dopo, è Ciro ad accorgersene. CIRO Eccolo! indicando con l’indice teso Ayad emette un silenziosissimo sospiro di soddisfazione. Finalmente c’erano, a forza di seguire il lombrico avevano preso il pesce. Con interesse estremo vedono Kurt raggiungere a lunghi passi la ragazzina e sfiorarle una spalla. Si fronteggiano in silenzio, lei pallida, lui con un sorriso accattivante e mani in tasca. Lui parla, cominciando a camminare. Lei ascolta, poi dice qualcosa brevemente ma in modo deciso, forse ad alta voce perché una coppia di passanti si gira a guardare. Il sorriso dell’uomo si accentua ancora e aggiunge altre parole. Silenzio per alcuni secondi, poi la ragazzina parla ancora, senza guardarlo e d’incanto il sorriso scompare. Ora la ragazzina guarda intensamente l’uomo, che stava parlando con calma, quasi annoiato, fissando un imprecisabile punto al di là della piazza. Parla senza sorridere, senza muoversi, e la ragazzina continua a fissarlo affascinata. A un tratto, senza preavviso, la strana conversazione cessa e il tedesco fa un rapido dietro front attraversando rapidamente la stradina e lasciando la sua interlocutrice immobile. AYAD Al lavoro! azionando la maniglia per scendere Ciro, attento a quello che fai, non devi assolutamente mancarlo. CIRO Non lo mancherò. mettendo in moto L’arabo segue con gli occhi la macchina che taglia in una stradina dove si è infilato Kurt, guarda la ragazzina, ancora spaventata. Arriva davanti a Francesca, ancora immobile e spaventata, per un attimo i due si scrutano, poi Ayad si allontana a lunghi passi per scomparire alla sua vista.


PERSONAGGI Hans Kurt Francesca

Ayad

Ciro

================================================ SCENA 39 ESTERNO STRADA DEL BORGO Mattina. Kurt sta scendendo a piedi verso la città, riflettendo. Aveva fatto bene a terrorizzare la ragazzina Appena fuori dal centro abitato, Kurt nota la vettura segue, lenta, ma ormai vicina.

che

lo

CIRO fermo dove sei! Lentamente il tedesco si gira, guardò l’uomo che tiene una mano appena sotto il braccio sinistra, dove sicuramente cela un’arma. CIRO Monta su! Kurt, con calma si avvicina all’auto e si infila nello sportello anteriore, di fianco a Ciro. CIRO Siediti sulle mani! E non muoverti! Non illuderti di combinare scherzi! agitando l’arma HANS KURT Non ci penso nemmeno. Dove si va? CIRO Il comandante Ayad vuole conoscerti, se non hai niente in contrario. innesta la marcia e comincia a muoversi Ad un tratto rallenta vistosamente. Hans Kurt si sente raggelare. CIRO Eccolo! Il tedesco alza di scatto la testa pensando ad Ayad. Con stupore invece riconosce Llilich che, fermo sul ciglio della strada, si guarda intorno in cerca di qualcosa. Appena nota l’auto sorride sollevato. Lilich sale dallo sportello posteriore proprio dietro il tedesco.


HANS KURT Così sei vivo, eh? considerandolo con disprezzo ALEXANDER LILICH Già. sorridendo HANS KURT E che diavolo ti era successo? Per un po’ ho pensato che ti avessero fatto la festa prima che tu riuscissi a passare quei dati. ALEXANDER LILICH No, i dati li ho passati… e sono vivo. con aria di soddisfazione HANS KURT E allora come… CIRO C’è bisogno di chiacchierare? interrompe nervosamente ALEXANDER LILICH Lascialo fare, è l’ultimo desiderio del condannato, no? con un sorriso spavaldo Ero un po’ spaventato. Avevo notato che qualcuno era entrato in casa a rovistare mentre non c’ero. Avevo notato qualcuno che mi seguiva… Kurt ghigna E pensare che sono venuto in questo posto, fuori dal mondo per non essere trovato… HANS KURT E allora hai inscenato la tua morte, vero? ALEXANDER LILICH Sì. Mi sono procurato un flacone di sangue… del mio gruppo sanguigno anche, per tutte le evenienze. Ho buttato per aria la casa e me la sono filata lungo il cornicione, sui tetti. Accidenti, per poco non cadevo giù. HANS KURT E la porta chiusa dall’interno? Lilich si gratta la testa imbarazzato ALEXANDER LILICH Bhè’, avevo bevuto un po’, quella sera. Rientrando ho chiuso la porta a chiave come al solito e poi, al momento di scappare, me ne sono dimenticato… Il tedesco getta la testa indietro e cominciò a ridere forte.


Anche Ciro si permette un impercettibile sorriso. In quel momento, una donna con una carrozzina sta attraversando la strada, l’uomo al volante, rallenta per permettergli di attraversare senza problema. E’ un attimo, Kurt percepisce il momento di agire. Allunga il proprio piede fino a raggiungere il piede destro dell’autista e lo preme con forza contro il pedale del freno. La vettura si ferma facendo fischiare gli pneumatici. Kurt prende con una mano la nuca di Ciro e lo spinse con forza contro il volante di guida, poi, con un unico movimento, da una gomitata in pieno volto a Lilich che per la frenata è stato sbalzato in avanti tra i sedili. Il tedesco fa per scendere dalla vettura, ma Ciro è lesto a riprendere la pistola. Kurt, gli prende la mano armata, la passo tra i sedili e tira con forza fino a quando sente lo scricchiolio delle ossa e l’urlo disperato di Ciro. Poi gli afferra la nuca comincia a picchiargli il volto contro il volante. Ad ogni colpo corrisponde un colpo di clacson. Perfino la donna con la carrozzina si volta a guardare. Intanto Llilich, cercando di uscire dall’auto, si trova davanti ancora una volta quell’armadio di tedesco. Kurt lo guarda negli occhi, poi gli fa uno dei suoi migliori sorrisi e fa partire un pugno che colpisce in pieno il naso già abbondantemente sanguinante del polacco. Poi, con una certa calma, si allontana, sotto gli occhi ancora impauriti della donna con la carrozzina. Con la massima gentilezza saluta la donna con la carrozzina e si allontana. Dopo pochi passi getta la pistola presa a Ciro e la getta in un fossato e se ne va. PERSONAGGI Alexander Lilich

Hans Kurt

Ciro

================================================ SCENA 40 ESTRNO VILLA BORGHI. Tarda mattinata. Campo lungo dall’alto. Francesca arriva al cancello della villa, suona il campanello e attende la risposta. Dopo qualche secondo il cancello si apre e la ragazza a passi lunghi si dirige verso al villa. PERSONAGGI Francesca ================================================


SCENA 41 INTERNO CAMERA MARTINA Tarda mattinata. Martina e Margherita sono coricate sul letto a giocare con un videogame quando la porta si apre. Francesca entra trafelata, impugnando la moneta, e per prima cosa la porge a Martina. FRANCESCA L’ho cercata per mezz’ora e alla fine l’ho trovata. Senti, riprenditela, per favore, A me vengono i brividi a sapere che sta a casa mia. Porta una sfi…. Sfortuna… MARTINA BORGHI Rilassati, guarda che è a me che i delinquenti hanno fatto visita. E poi, credi a queste sciocchezze? FRANCESCA Non ci credo, ma preferisco liberarmene lo stesso. Martina osserva meravigliata quello stupido pezzettino di metallo rotondo, considerando quanto avrebbe fatto meglio a lasciarlo nella scatoletta delle altre monete, dov’era da chissà quanti anni. Per colpa di quella moneta era cominciato il finimondo. Francesca intanto sembrava averle letto nel pensiero. FRANCESCA Senti, lo so che è colpa mia… MARTINA BORGHI Cosa? sorpresa FRANCESCA Se non avessi portato quella maledetta inserzione… MARGHERITA Non dire sciocchezze, adesso. E’ colpa nostra se l’inserzione nascondeva un tranello? FRANCESCA E poi c’era bisogno di raccontarmi questa notte al telefono della storia che hai trovato la spilla della bandiera tedesca … dopo che qualcuno aveva frugato in camera tua… non potevi dirlo alla polizia? MARTINA BORGHI Ma l’ho fatto, ho telefonato subito e ho parlato con il commissario. Ma Perché questa storia della spilla? FRANCESCA


Perché? Perché questa mattina il tuo tedesco mi ha seguita e mi ha fermata, con un’aria da… insomma, avrei dovuto piantarlo lì e proseguire, e invece gli ho detto che aveva perso la sua spilla proprio in camera tua, mentre rovistava. Ha cambiato faccia, avresti dovuto vedere. Mi ha intimato di tenere la bocca chiusa altrimenti… Non ha il coraggio di continuare. MARTINA BORGHI Altrimenti? FRANCESCA Altrimenti avrebbe ucciso me e la mia famiglia e la stessa cosa vale anche per te… quell’uomo è un animale, una belva… con le lacrime agli occhi Gli ho ripetuto che Lilich non ci ha dato un bel niente… Ha detto che non ci crede. Gli ho chiesto per quale motivo Lilich avrebbe dovuto darci qualcosa, e non mi ha nemmeno risposto… le due ragazze si scrutano E adesso che facciamo? MARTINA BORGHI E’ facile… a dirlo. Bisognerebbe sapere cosa avrebbe dovuto consegnarci questo Lilich e perché proprio a noi FRANCESCA Al tedesco non sembrava affatto strano che quell’uomo possa averci affidato qualcosa di molto importante. MARGHERITA Mi piacerebbe sapere perché. FRANCESCA Documenti? MARTINA BORGHI Forse. Ma perché proprio a noi? E’ questo che mi chiedo. FRANCESCA Sai cosa penso io? Penso che magari Lilich doveva consegnare la sua roba a due ragazzine, mandate da qualcun altro. Per questo il tedesco avrà pensato che eravamo proprio noi. E crede che teniamo i documenti in casa… Il terrore blocca la frase e le due amiche si guardano PERSONAGGI Martina Borghi

Francesca

Margherita

impaurite.


================================================ SCENA 42 ESTERNO PIAZZA. Tarda mattinata. Campo lungo. Le tre ragazze stanno passeggiando molto lentamente tra di loro, mentre alcuni passanti attraversano la piazza distratti. Martina Margherita e Francesca sono intente, a fare il quadro della situazione, un quadro molto astratto e poco chiaro. MARTINA BORGHI Non è mica la prima volta che ci troviamo in un casino, magari non come questo… FRANCESCA E’ vero, ma è la prima volta che ci corre dietro mezzo mondo. ancora impaurita MARTINA BORGHI Non capisco… è strano, Tutte le altre volte, ce la siamo cavata bene, Stavolta mi sento una mortadella, non ci capisco un tubo… BORDIN arrivando alle loro spalle Non mi sorprende che non ci capite niente, se vi può consolare, non ci capisco niente nemmeno io. Le ragazze si voltano di scatto. MARTINA BORGHI Ci sono novità? BORDIN Niente di nuovo. telegrafico ma sorridente MARGHERITA Non potrebbe fare meno il funzionario perfetto e dirci qualcosa di più? Guardi che non è bello sentirsi tutta questa gente che ti corre dietro seria MARTINA BORGHI Dai, avanti, la prego, non sono mica il Questore. BORDIN Bhe, in effetti... lui è grasso, senza capelli... brutto… sorride E va bene. L’altra notte ho avuta delle notizie da parte di un funzionario americano…..


Campo lungo. Bordin e le due ragazze si parlano. BORDIN Mi piacerebbe vederla, quella benedetta moneta. MARTINA BORGHI Quando vado a casa la prendo, e la prossima volta che ci vediamo gliela portiamo FRANCESCA Anzi, gliela regaliamo, non ne voglio più sapere di quel pezzo di ferro, nemmeno se fosse oro Campo lungo i tre continuano a parlare . PERSONAGGI Bordin Margherita

Martina Borghi

Francesca

================================================ SCENA 43 INTERNO CAMERA MARTINA Tarda mattinata. Si apre la porta, Martina entra ma si ferma sulla porta. MARTINA BORGHI Va bene, scendo a pranzo, solo cinque minuti… Entra e chiude la porta. Prese la moneta e la guarda attentamente, ma non c’era niente di particolare; la testa di John Kennedy e qualche parola. Guardando il pezzo di metallo, la ragazza prende un cioccolatino, lo scarta e getta via la stagnola, poi posa la moneta sul comodino e si dirige verso il bagno. Arriva alla porta, si blocca di colpo, poi di corsa riprende la moneta per osservarla ancora e subito dopo qualche esce di corsa dalla camera. PERSONAGGI Martina Borghi ================================================ SCENA 44 ESTERNO PARCO VILLA PEDINI MONTI Pomeriggio. Campo lungo, Francesca e Margherita arrivano di buon passo, mentre Martina è già seduta su una panchina. Francesca arriva e si siede. FRANCESCA Eccomi!


Però adesso mi rispiegate tutto daccapo, perché non ho capito niente. MARTINA BORGHI Chiudi gli occhi e cerca di ricordarti. con un tono perentorio FRANCESCA Che cosa devo ricordarmi? MARTINA BORGHI Ricordi quando ti ho mostrato per la prima volta quella maledetta moneta? FRANCESCA E chi se lo scorda? Ho gli incubi. MARTINA BORGHI Esatto. Ricordi che avevi letto l’anno in cui era stata coniata? L’hai letto ad alta voce. FRANCESCA Sì. MARTINA BORGHI Dimmelo! FRANCESCA duemiladue MARTINA BORGHI Ne sei certa? FRANCESCA E’ il mio anno di nascita. Vuoi che non … MARTINA BORGHI Ho visto la moneta poco fa. l’anno è il millenovecentosettantuno. FRANCESCA Sei sicura che sia la stessa? MARTINA BORGHI scocciata Vuoi scherzare? Quella scatoletta non è la cassaforte della banca d’America, e c’erano solo una decina di monete. FRANCESCA Ma l’anno è diverso.


MARTINA BORGHI La moneta è diversa, Francesca. Non l’hai ancora capito? FRANCESCA Possibile? MARGHERITA Lilich ve l’ha cambiata. Non c’è altra spiegazione. Non ci vuole molto a sostituire un dischetto di metallo con un altro identico. E voi non ve ne siete accorte. FRANCESCA E perché? E’ questo che non capisco. Martina si guarda intorno per essere sicura che nessuno le stesse ascoltando. MARTINA BORGHI Questo non lo so. E’ certo però che la moneta è la chiave di tutto. Ci dev’essere qualcosa… dei segni convenzionali, un’incisione microscopica, o magari è coniata in modo diverso o con un metallo diverso… FRANCESCA Potrebbe essere una parte di una bomba atomica, l’ho visto nel film “Il quarto protocollo” dove una spia russa aveva un detonatore che non era latro che un dischetto di metallo… Martina non risponde, ma si limita a guardarla con uno sguardo che non lasciava dubbi. MARTINA BORGHI Insomma non lo so, ma è proprio la moneta che cercava il tedesco e che Lilich ci ha dato per sbaglio, pensando che fossimo noi le persone cui doveva consegnarla… FRANCESCA Proprio come pensavo. MARTINA BORGHI Già… Resta da stabilire l’ultima cosa. Che facciamo adesso? MARGHERITA Intanto che ci pensiamo, che ne dici di farci un gelato? Le ragazze si avviano per uscire dal parco della villa in campo lungo.


PERSONAGGI Francesca

Martina Borghi

Margherita

================================================ SCENA 45 INTERNO LOCANDA Pomeriggio. Martina Margherita e Francesca sono sedute ad un tavolino della locanda deserta quando la ragazza del bar si avvicina a loro. RAGAZZA BAR Signorina Martina, c’è una signora che dice di essere dell’ambasciata americana e vuole parlare con lei. La indica e si allontana. Martina allunga lo sguardo verso il fondo sella sala e vede la donna alla quale fa cenno di avvicinarsi. La donna si avvicina alle ragazze e si rivolge subito a Martina. Si tratta in effetti di Roberta, ma truccata in modo da essere irriconoscibile. ROBERTA Sei Martina Borghi? Si stringono la mano. Roberta è elegantissima, ha una parrucca di lunghi capelli scuri perfettamente pettinati. ROBERTA Avrei bisogno di farti alcune domande, se possibile da sola. Martina guarda le amiche che capiscono immediatamente allontanano, mentre la donna si siede di fronte a Martina.

e

si

ROBERTA Io sono Julia Flinch dell’ambasciata americana. Sei stupita per la visita? MARTINA BORGHI Un po’. Giorni fa un vostro incaricato era andato a trovare il Commissario Bordin per quella storia… ROBERTA Già, il mio capo, ma da allora c’è una novità, una novità fresca di giornata. Per questo, appena lo abbiamo saputo, sono corsa subito a cercarti. Spero di non aver interrotto qualcosa di importante. MARTINA BORGHI Non si preoccupi. Martina sceglie una posizione più comoda guardando con curiosità


il viso sorridente dell’americana. MARTINA BORGHI Che novità? ROBERTA Ecco… Tu sai che quell’uomo, quel Lilich è scappato portandosi dietro dei documenti estremamente importanti. Contava di venderli ad un certo Comandante Ayad, che comanda un’organizzazione medio orientale. MARTINA BORGHI Sì, il Commissario me ne ha accennato. ROBERTA Bene. Per non avere contatti diretti, anche perché nessuno si fidava dell’altro, forse, Lilich e Ayad avevano stabilito di scambiarsi così i documenti. Appena in possesso del materiale ne ha fatto delle copie e memorizzate in un piccolissimo microcip e lo ha nascosto in una moneta particolare, preparata in precedenza. MARTINA BORGHI Ah! che finalmente incomincia a capire ROBERTA Il segnale era quell’inserzione. Il corriere di Ayad, una ragazzina per non dare nell’occhio, avrebbe dovuto effettuare lo scambio. Il caso ha voluto che arrivassi tu. Forse somigli fisicamente alla persona che Lilich aspettava, oppure era ubriaco, fatto sta che ti ha dato la moneta col microcip, tenendo per sé la tua. Ha fatto lo scambio senza che te ne accorgessi… MARTINA BORGHI Infatti me ne sono accorta solo stamattina. Sull’espressione della donna compare stupore. Poi sorride con aperto compiacimento.

un’educata

ROBERTA Posso farti i miei complimenti? Come hai fatto a notarlo? MARTINA BORGHI Perché mio mezzo dollaro era del duemiladue, mentre questa è del settantuno. Tutto qui. ROBERTA E ti sembra poco? Un bello spirito di osservazione davvero.

espressione

di


MARTINA BORGHI Grazie. con aria di compiacimento ROBERTA Questo noi l’abbiamo appreso solo stamattina… naturalmente non posso dirti come, ma ti assicuro che è stata una sorpresa per noi come adesso lo è per te. MARTINA BORGHI Lo credo bene! Cosa contiene questo microcip? ROBERTA E’ questo il punto. Come facciamo a saperlo? Lilich non ha rubato nulla, in pratica. Si è limitato a fotografare qualcosa rimettendo tutto a posto. E noi dobbiamo sapere cosa, a qualsiasi costo. MARTINA BORGHI Chiaro. Se ora sapeste cos’ha fotografato potreste neutralizzare… ROBERTA Brava. Ma non lo sappiamo, purtroppo, e non lo sapremo finchè non ci darai quella moneta. MARTINA BORGHI E’ a casa mia. ROBERTA Però è una fortuna che non te l’abbiano rubata, so che casa tua è stata perquisita. MARTINA BORGHI Già. arrabbiata ROBERTA L’avevi nascosta bene eh? MARTINA BORGHI No, l’avevo semplicemente data alla mia amica che dopo me l’ha resa. ROBERTA Santo cielo che rischio. Sorridendo Pensa se l’avesse persa. MARTINA BORGHI Non c’è pericolo, Francesca non perde mai niente, è precisa come un orologio svizzero.


ROBERTA Meglio così. E adesso andiamo a vedere questa moneta. Si alzano e passando davanti a Francesca, Martina gli fa cenno che si sarebbero sentite dopo. Dopodiché escono dal locale PERSONAGGI Roberta Ragazza Bar

Martina Borghi Margherita

Francesca

================================================ SCENA 46 ESTERNO PIAZZETTA LOCANDA Pomeriggio. La piazza e quasi deserta. Una lussuosa vettura nera è parcheggiata dalla parte opposta della piazza. Martina e la donna escono dal locale e si dirigono verso l’auto. MARTINA BORGHI Ma possiamo andare a piedi, io abito qui dietro. ROBERTA Lo so, ma così parliamo un po’. Salgono sull’auto, guidata da Giacomo che mette in moto. MARTINA BORGHI C’è una cosa che non capisco Chi garantiva a Lilich che dopo avere avuto il microcip il comandante Ayad gli avrebbe dato l’altra metà delle banconote? ROBERTA In certi ambienti mantenere le promesse è fondamentale. E poi se Lilich non fosse stato pagato avrebbe potuto vendicarsi rivelandoci quali documenti aveva fotografato, e a quel punto ad Ayad quel cip sarebbe stato utile quanto una cartolina postale, non ti pare? MARTINA BORGHI Giusto: Ma potevano ucciderlo proprio per impedire che parlasse, e magari tornare in possesso di tutti i soldi. ROBERTA fa un sorriso triste, guardando Martina Piccola mia, non sarebbe stato certo un timore come questo a far esitare Lilich. Questa gente sa di correre certi rischi ogni giorno. Chi fa la spia, soprattutto chi tradisce, sa di rischiare la pelle in ogni ora. Vivono sperando di sopravvivere, e non hanno la minima garanzia di riuscirci.


Ho perso molti uomini, e credo che nessuno di loro si aspettasse di vivere fino a novant’anni. MARTINA BORGHI Lo credo. La mia era una domanda un po’ sciocca. ROBERTA Niente affatto. E’ solo che non sai come vanno questa cose, ed è un bene che non lo sappia. Guidando con dolcezza l’autista porta la macchina fino davanti al cancello della villa di Martina e si ferma. ROBERTA Devo salire? MARTINA BORGHI Non occorre. Torno subito. Scende dalla macchina ed entra nel cancello di corsa. PERSONAGGI Giacomo

Martina Borghi

Roberta

================================================ SCENA 47 INTERNO CAMERA MARTINA Pomeriggio. Martina arriva di corsa nella camera da letto, ma dopo due secondi si impietrisce accanto al lettino. MARTINA BORGHI Sadia, Sadia! SADIA arrivando di corsa Che c’è, perché grida, non sono diventata sorda… MARTINA BORGHI Dov’è… Chi l’ha presa… concitata e sbiancata in volto SADIA Ma cosa? MARTINA BORGHI La moneta, l’avevo lasciata lì stamattina. SADIA


Ma io ho solo rifatto il letto.. MARTINA BORGHI E papà, Noemi, Serena? SADIA Nessuno è entrato… Arriva di sorca Serena, attirata dalle urla. SERENA BORGHI Intuisce che le avrebbe rivolto la stessa domanda. Non guardare me. Io non sono entrata nella tua camera. Martina si lascia cadere sul letto, raccogliendo le mani sulle ginocchia. Si sente beffata. Sadia le cinge le spalle, preoccupata. SADIA Sempre quella maledetta moneta. Ma era così importante? L’avrai lasciata da un’altra parte. … Pensi che qualcuno sia entrato ancora in casa? MARTINA BORGHI Non lo so. Era lì e non c’è più. Non so altro. molto delusa SADIA Telefoniamo a suo padre? MARTINA BORGHI Lascia stare, non fa niente. Io devo scendere Esce lentamente dalla camera mentre Sadia e Serena la osservano. SERENA BORGHI Guardando Sadia. Mmm... qui le cose peggiorano di giorno in giorno. E papà sarà sempre più arrabbiato. Meglio se torno nella mia camera. Escono. PERSONAGGI Sadia

Martina Borghi

Serena Borghi


================================================ SCENA 48 ESTERNO VILLA PEDINI MONTI Pomeriggio. Campo lungo. La lussuosa vettura di Roberta è parcheggiata di cancello. Martina arriva con passo lento. Roberto capisce immediatamente che qualcosa non va dall’espressione della ragazzina. Apre subito lo sportello protendendosi verso di lei.

fronte

al

ROBERTA E’ successo qualcosa? MARTINA BORGHI Sparita. Diventano due facce lunghe. L’autista invece, rigido al volante, sembra infischiarsene. MARTINA BORGHI E adesso? La donna si stringe nelle spalle senza guardarla. ROBERTA Siamo stati preceduti. Capita, con questo genere di affari. Sei assolutamente certa… MARTINA BORGHI Certissima. sconsolata ROBERTA Va bene. Adesso devo scappare, mi stanno aspettando all’ambasciata, e io non sono affatto contenta di portare questa notizia. Se ci fossero delle novità puoi chiamarmi all’ambasciata. MARTINA BORGHI D’accordo. ROBERTA Ti do il mio numero privato, così non dovrai passare da centralino, che dà sempre occupato. prendendo dalla borsetta un biglietto da visita Martina prende il biglietto da visita e se lo caccia in tasca, poi si gira e se ne va senza dire una parola. Campo lungo. Roberta risale sull’auto che si avvia lentamente.


PERSONAGGI Giacomo

Roberta

Martina Borghi

================================================ SCENA 49 INTERNO SALA RIUNIONI AMBASCIATA AMERICANA. L’ampio locale è immerso nella penombra e la poca luce illumina l’ampio tavolo a cui sono sedute una decina di persone impeccabilmente vestite. (Dialoghi in inglese) JOHN WILLIS …quindi se entro una decina di giorni la moneta no saltasse fuori, direi che possiamo archiviare il caso. guarda gli ascoltatori Direi che è tutto. Se ci saranno novità sarete avvisati. Buonanotte. Tutti si alzano, tranne un collaboratore, Steve, che si è fermato per rimettere alcuni documenti nella valigetta. Stropicciandosi gli occhi Willis sorride verso la faccia stanca del un collaboratore. JOHN WILLIS Non si può dire che tu ci abbia assordato di chiacchiere, stasera Gli da un buffetto sulla schiena, e il giovanotto lascia cadere un sorriso stanco. STEVE Sono distrutto… e poi cosa dovevo dire? Le poche cose indispensabili le avete dette voi. Per il resto è stata una lunga e inutile chiacchierata, nient’altro che un’inutilissima chiacchierata. Gli altri funzionari escono intanto dall’ufficio e vola qualche fiacco saluto. Poi Wiilis si avvicino al collega. JOHN WILLIS In confidenza, Steve Secondo te chi ha preso quella moneta? Ayad o quello stupido tedesco? STEVE E se non fosse stato nessuno dei due?


Willis alza gli occhi al cielo fingendosi impaurito. JOHN WILLIS Per l’amor di Dio, non ci mancherebbe altro. Siamo già in troppi. E poi non ho proprio idea di chi altro potrebbe infilarsi in questa storia. E’ meglio che ci dormiamo su, magari domani, con la mente più riposata, troveremo qualche soluzione. Steve si alza e saluta con una pacca sulla stalla. Willis rimane pensieroso seduto ad un angolo del tavolone. PERSONAGGI Steve

John Willis

Julia Flinch

================================================ SCENA 50 INTERNO SALOTTO AYAD Sera. Anche il comandante Ayad è a metà della sua più modesta riunione. Su una delle poltrone Roberta, elegantissima come al solito. Sull’altra un uomo anziano coi capelli bianchi molto corti e un’espressione di pietra che mette a disagio. Davanti ad Ayad, l’unico in piedi, Gaicomo, seduto su un divano ascolta imperturbabile senza dire una parola e vicino Ciro, con vistosi lividi in volto e un braccio ingessato legato al collo. CIRO Spero che almeno lei, comandante, capisca che si è trattato di una terribile fatalità. Io non potevo… AYAD basta Ciro! senza alzare la voce, senza un gesto Ciro tace, sentendo più male di quanto ne avesse sentito tra le mani del tedesco. Ayad lo guarda ma senza manifestare alcun sentimento. AYAD Partirai domani. con voce polare Hai bisogno di vacanza, Ciro, ma non so se sono vacanze piacevoli quelle che ti aspettano. L’uomo esce a testa bassa, trascinando i piedi, senza guardare né Roberta né gli altri uomini. Ayad posa la sua attenzione sulla donna. AYAD Roberta, domani ti metterai in moto tu.


ROBERTA Sì, Signore. AYAD Tu Giacomo, gli farai ombra, se gli succede qualcosa, sarai tu a pagare. GIACOMO Sì, comandante Ayad, ma cosa dobbiamo fare? AYAD Ti spiegherà tutto lei, non appena abbiamo un piano. Giacomo esce dalla stanza con passo deciso, senza salutare nessuno. AYAD Non ne posso più di questi pedinatori professionisti che puzzano di spia lontano un chilometro. si rivolge alla ragazza Vestiti semplicemente e poco trucco, tu potrai entrare con un sorriso dove questi imbecilli non entrerebbero con una pistola. Roberta sorride e si allontana. (dialogo tra Abdel e Ayad in arabo) ABDEL Ha qualche idea, Ayad AYAD Forse sì, forse no. Comunque, Abdel, non bisogna lasciare niente di intentato. ABDEL Mi sembra giusto. Ayad prende da bere mettendo così fine a una riunione. AYAD Mi basterebbe sapere se la moneta è caduta in mano agli americani o a quell’avventuriero da strapazzo. Solo questo. Per il resto saprei cavarmela a dovere. Ayad saluta con una stretta di mano Abdel parlottando in arabo, che esce dalla stanza, mentre Ayad pensa bevendo. PERSONAGGI Ciro Roberta

Giacomo Ayad

Abdel

================================================


SCENA 51 INTERNO SALOTTO BORGHI Tarda mattinata. Martina è in salotto, in compagnia di Francesca e Margherita e cercano di fare ordine in tutta questa faccenda. Delle bibite in grossi bicchieri sono sul tavolino vicino al divano e alcuni biscotti che Sadia ha lasciato per loro. MARTINA BORGHI Non ci capisco niente, non riesco a capire chi altro può essere entrato in camera mia. osserva Francesca che aspirare la bevanda attraverso la cannuccia Non può essere entrato nessuno e l’unica ad entrare è stata Sadia per le pulizie, ma lei è sicura di non averla presa… Continua ad osservare Francesca che, giocherellando con la cannuccia, ha cominciato ad assorbire alcune briciole di biscotto. Un lampo balena nella mente di Martina. MARTINA BORGHI Vieni con me, mi hai dato un’idea. FRANCESCA Chi? Io? Martina si guarda intorno, dimostrando a Francesca che non poteva essersi rivolta ad altri. MARTINA BORGHI Venite. Spero di non sbagliarmi. Escono dalla stanza e si dirigono verso lo sgabuzzino dove si tengono le scope e l’altro materiale per le pulizie. PERSONAGGI Francesca

Martina Borghi

Margherita

================================================ SCENA 52 INTERNO SGABUZZINO DELLE SCOPE. Tarda mattinata. Le tre ragazze arrivano di corsa. Martina prende l’aspirapolvere e lo mette nel corridoio, poi, senza pensarci, lo apre e rovescia lo sporco contenuto sul pavimento. Rovista, sotto lo sguardo incuriosito e anche un po’ schifato di Francesca e Margherita, ma le ricerche vengono premiate, la moneta appare ricoperta di sporcizia. Martina la prende e la ripulisce con cura, poi la mette davanti agli occhi dell’amica e gli strizza l’occhio senza dire nulla. Arriva Sadia con lo straccio della polvere in mano, quando vede quel pandemonio, senza dire una parola lascia cadere lo straccio e


si appoggiò alla parete, avrebbe dovuto Arriva anche Serena che si sta leccando Martina guarda Sadia chiedendole Poi le ragazze si allontanano passando a serena

ricominciare daccapo. un cono gelato. scusa con lo sguardo. davanti alla povera Sadiae

SERENA BORGHI Di bene in meglio. Ora non sarà arrabbiato solo papà, ma anche la cameriera. Se ne va lasciando sola Sadia. Inquadratura chiusa sullo sporco. PERSONAGGI Sadia Margherita

Martina Borghi Serena Borghi

Francesca

================================================ SCENA 53 INTERNO CAMERA MARTINA Tarda mattinata. Le tre ragazze tornano in camera e cominciano ad osservare la moneta con grandissima attenzione, sotto la luce della lampada. Non vedono tracce se non alcuni piccoli segni, come dei graffi, che danno l’impressione che la moneta possa piegarsi e aprirsi. E si apre infatti, dopo qualche momento di inutili tentativi e di pressioni fatte con vari accessori di fortuna. La moneta si ripiega rivelando un incavo. Un piccolissimo quadratino nero di un materiale sconosciuto esce dalla moneta. Senza bisogno di esaminarlo, Martina capisce che si tratta di un microcip. Sotto lo sguardo delle amiche ammutolite dalla scoperta, Martina va a cercare nelle tasche di alcuni vestiti il numero di Julia Flinch, la donna dell’ambasciata americana ma, come al solito, non lo trova. Troppo impaziente per cercare più attentamente, prende e le pagine gialle e cerco sotto “Ambasciate e Consolati”. Prende il telefono e compone il numero. MARTINA BORGHI Buongiorno, la signora Julia Flinch, per cortesia, sono Martina Borghi… …Ah, non c’è. Non sa come potrei fare per rintracciarla? Va bene, se non disturbo la chiamo a casa… Certo, mi dia il numero. segna il numero su un biglietto sotto lo sguardo di Francesca Grazie mille. abbassa la cornetta Rialza immediatamente e compone il nuovo numero.


Stacco. PERSONAGGI Francesca

Martina Borghi

Margherita

================================================ SCENA 54 INTERNO SALOTTO MISS FLINCH Tarda Mattinata. P.P.n telefono che squilla, allarga. Miss Flinch, una signora sui cinquant’anni, si avvicina al telefono. JULIA FLINCH Hallò MARTINA BORGHI Miss Flinch? JULIA FLINCH Sono io. Chi parla, per favore? con un accento marcato MARTINA BORGHI Sono Martina, Martina Borghi. JULIA FLINCH Martina? Non mi pare… Non mi sembra… MARTINA BORGHI Non ricorda più? Siamo andate insieme a casa mia ieri mattina, per la moneta. JULIA FLINCH Moneta? MARTINA BORGHI Miss Flinch, lei non lavora nella segreteria dell’ambasciata americana? E non si occupa della faccenda Lilich? E non ricorda di avermi vista e accompagnata a casa in macchina appena ieri? JULIA FLINCH fa una lunga pausa per pensare Tu per caso se quella… quella ragazzina che si è trovata coinvolta… MARTINA BORGHI


Sì, sono io. JULIA FLINCH …nell’affare Lilich? MARTINA BORGHI Sì, sì JULIA FLINCH E’ stata il mio collega a parlarmi di te. Si chiama Willis. MARTINA BORGHI Lo so, ha anche parlato col Commissario Bordin poco tempo fa. Ancora un pausa. JULIA FLINCH Martina, ma io non ti conosco, non ci siamo mai viste, non ti ho accompagnata a casa. Stacco. PERSONAGGI Julia Flinch ================================================ SCENA 55 INTERNO CAMERA MARTINA Tardo Pomeriggio. MARTINA BORGHI Ma proprio ieri, una persona, che ha detto di chiamarsi Julia Flinch, è venuta da me a chiedermi questa maledetta moneta, poi, avendola momentaneamente persa, ha detto che non importava, e mi ha riaccompagnato a casa… …una donna giovane… Molto gentile, devo dire… Comunque, telefonavo per dire che la moneta, l’ho ritrovata… …E adesso che cosa devo fare? Ascolta per qualche secondo, mentre Francesca osserva sempre più impaurita. Martina posa il ricevitore che quasi gli sfugge dalla mano sudata. Si lascia cadere pesantemente sul letto mentre Francesca cerca di farle forza. MARTINA BORGHI Ha detto che avviserà il signor Willis. Sempre che sia la vera signora Flinch. Francesca si siede di fianco a Martina e si guardano impaurite. PERSONAGGI


Martina Borghi

Francesca

Margherita

================================================ SCENA 56 ESTERNO PARCO VILLA BORGHI Pomeriggio. Campo lungo. Sedute sulla panchina, Martina Margherita e Francesca stanno parlando tra di loro, quando Sadia si avvicina a loro, interrompendo la conversazione. SADIA Martina. C’è una telefonata per lei. Consegna il cordless e se ne va. MARTINA BORGHI Pronto… Buongiorno signor Willis. Ho telefonato alla signora….. …certo, ho ritrovato la moneta… …certo che è quella giusta, sono riuscita ad aprirla… …è meglio che non mi mandi nessuno, sa, dopo quello che è successo… Senta, facciamo così, vengo io da lei, si, parto subito, così mi faccio una passeggiata. Buongiorno. Tutto si svolge sotto lo sguardo più rassicurato delle amiche. MARTINA BORGHI Mi conviene andare subito, così mettiamo fine a questa storia che non mi fa dormire la notte. MARGHERITA Ecco, sì, così dormo anch’io. Martina si alza e sia avvia verso la casa mentre Francesca e Margherita si avviano al cancello. Dietro di loro ha osservato tutta la scena Serena che sta giocando. SERENA BORGHI Non è una buona idea. Quella per risolvere un guaio si infila in un altro preggiore. Prosegue nel suo gioco. PERSONAGGI Sadia Margherita

Martina Borghi Serena Borghi

Francesca

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SCENA 57 INTERNO CAMERA KURT. Pomeriggio. L’ambiente è immerso nella penombra. Kurt è seduto ad un tavolino, con davanti una apparecchio per le intercettazioni telefoniche. Appoggia l’ennesima sigaretta nel posacenere già stracolmo di cicche e cenere. Si concede qualche secondo di pausa mentre si asciuga il sudore. Finalmente un briciolo di fortuna dopo tanti giorni di miserabile scalogna. Si alza, prende dall’angolo del letto la propria pistola automatica, ne estrae il caricatore e controlla che sia pieno. Apre il carrello e lo blocca aperto. Vi soffia, emettendo una nota bassa simile ad un flauto. Rimette il caricatore e con il pollice fa scattare la molla che richiude la pistola facendo uno scatto metallico. Infila l’arma nella fondina, poi, con un sorriso di soddisfazione, esce. PERSONAGGI Hans Kurt ================================================ SCENA 58 ESTERNO STRADA CITTADINA Sera. Quando Martina arriva in città le prime ombre della sera stanno avvolgendo i palazzi. Martina è tranquilla, finalmente l’incubo sta finendo. Poco distante, anche Kurt è in giro per le strade, proprio aspettando Martina. Per qualche minuto, Kurt pedina la ragazzina, ma ogni volta che sta per entrare in azione per bloccarla, o un passante, o un’auto, fa desistere il tedesco. Mentre fa stridere le gomme cercando di recuperare lo svantaggio, ma subito deve frenare, visto che la ragazzina si infila in uno strettissimo viottolo largo poco più di cinquanta centimetri. Maledetto paesino, se fosse in una città…. Decide di fermare l'auto e andare a piedi. Si infila velocemente in una stradina parallela e poco dopo la ragazzina riappare ai suoi occhi Martina, camminando sul marciapiede, non si accorge di nulla. Kurt annulla la distanza che lo separa dalla sua vittima e allunga una mano guantata. HANS KURT Disturbo? Martina si gira di scatto. Kurt vede sorpresa e subito dopo paura sul volto della ragazzina.


Con autentico godimento segue tutta la scenetta. Martina cerca di sorridere, inghiotte aria un paio di volte, scuote la testa, cerca disperatamente la voce. MARTINA BORGHI No. HANS KURT Meglio così, cara signorina, meglio così. Lei sa cosa voglio? MARTINA BORGHI No. Il tedesco scuote il capo fingendosi contrariato. Se la sta godendo un mondo, e dopo tanti giorni di rabbia inutile vale la pena indugiare un attimo per assaporare con cura quel momento. HANS KURT La moneta sussurra quasi con tenerezza Voglio la mia moneta o ti ammazzo qui sul posto. MARTINA BORGHI La moneta? Kurt capisce che la scenetta è finita, che la piccola ha capito di aver perso la partita. Allunga una mano. Un gesto placido, privo di fretta, mentre Martina comincia a frugarsi in tasca con furia, come se avesse fretta di liberarsi una buona volta di quella piccola maledizione rotonda. MARTINA BORGHI Eccola. Kurt cerca di scrutarla da vicino con la scarsa luce del lampione. Torna ad alzare gli occhi, sospettoso. HANS KURT sei sicura che sia questa? con voce minacciosa Martina annuisce un paio di volte. Kurt comincia ad armeggiare aiutandosi con le unghie. Prova grattando, tirando, premendo, ruotando e sempre imprecando. HANS KURT Come diavolo si apre? MARTINA BORGHI Bisognia spingere all’altezza del collo e poi piegare verso il basso…


HANS KURT del collo? MARTINA BORGHI Sì, dalla parte dove c’è la testa dell… HANS KURT Ah sì, ecco. Tutto preso dall’operazione smette di badare per un attimo alla ragazzina. Mentre il disco metallico si apre rivelandosi vuoto, Martina scatta in direzione della stazione di polizia che si trova ormai a pochi passi. Kurt richiude di scatto il meccanismo e spicca un salto verso di lei. Nel correre, Martina perde il passo, barcolla, sta per cadere ma il tedesco l’afferra al volo. Una presa cattiva, violenta, che le fa emettere un piccolo grido subito soffocato da una manona pelosa. HANS KURT Zitta, intanto, e fuori il microcip ansimando Si guarda intorno rapidamente mentre la ragazzina riprende un po’ di fiato, con le spalle contro il muro. Accorgendosi di una ragazza che si avvicina con un cagnolino al guinzaglio, afferra un braccio di Martina e stringe. HANS KURT Adesso vieni con me. Intanto zitta mentre passa questa qui, capito? Bada, se dici una parola il primo colpo è per te. picchiando sulla tasca dove teneva la completamente maschera

rivoltella,

poi

cambia

Mentre la ragazza, molto alta ed elegante, si avvicinava, si china verso la ragazzina con un gesto paterno, carezzandole i capelli. HANS KURT Ti sei fatta male? Cos’è sei scivolata? La ragazza (ROBERTA) si ferma davanti a lui, mentre il cane gli annusa i pantaloni con aria petulante. ROBERTA Ha del fuoco? A Kurt. Kurt scuote la testa negativamente, e come indennizzo sfodera un


sorriso ducale accennando un inchino. Il colpo fortissimo arriva durante l’inchino. Mentre cade all’indietro riconosce immediatamente l’origine del dolore che sente dietro la nuca. Un uomo, molto alto, Giacomo, vestito di nero, con uno sguardo impenetrabile, lo sta osservando, senza accennare nessuna emozione. Con calma, prende il tedesco, lo solleva e lo colpisce con un pugno in pieno volto. La donna, quasi indifferente osserva tranquilla, poi interviene contro Kurt anche lei con un pugno, non molto potente. Il tedesco è in grossa difficoltà. Para male un calcio al viso della donna, ma ha la forza di tirarsi su buttandosi in avanti, sicuro della sua forza e del suo peso. Capisce istantaneamente l’errore. Dove c’era un corpo alto e sottile in un attimo c’è il vuoto, e in quel vuoto cade pesantemente, accompagnato anche da un pugno sparato dal compagno. Arriva un’auto e si ferma, scese un uomo e con l’aiuto di Giacomo, tirano su il corpo del tedesco. La ragazza elegante prende la borsetta da terra, riafferra il guinzaglio e si aggiusta gli abiti. Finalmente dedica la sua attenzione a Martina, ancora addossata al muro e annichilita da una serie di avvenimenti che non aveva saputo prevedere. ROBERTA Il tuo amico è sistemato. sorridendo Martina sorride a immenso sollievo.

sua

volta,

quasi

controvoglia,

provando

un

MARTINA BORGHI Mi sembrava strano che non ci fosse nessuno ad aspettarmi. asciugandosi con le dita il sudore che le imperla la fronte La ragazza accompagna Martina verso un’auto parcheggiata poco lontano. Lo sportello posteriore si aprì e Giacomo, che poco prima aveva steso il tedesco gli fa cenno di salire. ROBERTA Prego. Appena salita, Martina guarda quella riconosce quando si toglie la parrucca. ROBERTA Ciao, Martina. Sono contenta di averti salvato la vita con voce tranquilla e sorridendo Intanto si allontanano.

donna

e

finalmente

la


PERSONAGGI Martina Borghi Giacomo

Hans Kurt Ayad

Roberta

================================================ SCENA 59 ESTERNO CITTA’ IN AUTO Sera. Giacomo guida con calma, senza strappi e accanto a lui Ayad è sempre intento a guardarsi intorno. Roberta canticchia pianissimo mentre ripara con le mani alla meglio, i guasti riportati dalla lotta con Kurt al suo splendido aspetto. Una o due volte sbircia Martina accennando a sorridere. ROBERTA Inutile fare la commedia, ormai. So che hai scoperto che non sono la segretaria dell’ambasciata americana come ti avevo raccontato. MARTINA BORGHI Sì, lo so. scrutando Roberta ROBERTA Ti stai chiedendo come lo so? MARTINA BORGHI Già. ROBERTA Controlliamo il tuo telefono da parecchio tempo… e non siamo i soli a farlo. MARTINA BORGHI Anche quell’uomo? ROBERTA Il tedesco? Non so, ma non mi riferivo a lui. MARTINA BORGHI Gli americani, allora? ROBERTA Credo proprio di sì. MARTINA BORGHI Come fate ad esserne certi? Roberta sorride, e per un attimo la guarda.


ROBERTA Era assolutamente impossibile che noi e loro non controllassimo il tuo telefono, dopo avere scoperto che parte avevi nella faccenda. E comunque ci sono sistemi sicuri per averne la certezza, qualsiasi buon tecnico può accertarlo facilmente. Credimi, ognuno di noi sapeva che l’altro era in ascolto, quando qualcuno di voi adoperava l’apparecchio. un momento di pausa La moneta, per piacere. tendendo la mano GIACOMO E’ caduta al tedesco quando è andato giù l’ultima volta senza voltarsi passa la moneta ad Ayad Ayad, passa la moneta già aperta a Roberta. Ma moneta è vuota. ROBERTA Me l’aspettavo. MARTINA BORGHI Il tedesco però non se l’era aspettato Roberta sorride facendo un cenno di approvazione per farle capire che apprezza molto quell’astuzia. ROBERTA Hai fatto bene a togliere di lì il microcip. Ce l’hai con te? Martina, dopo qualche esitazione mette una mano nella tasca dei pantaloni, togliendo una busta bianca e da questa fa uscire un involucro di carta stagnola. Dà il piccolo pacchetto a Roberta. La donna lo apre, prende il microcip e lo esamina alla luce di una torcia elettrica. ROBERTA Finalmente, quasi non ci credevo più. con un’aria di soddisfazione Anche l’uomo al volante accenna a girarsi, approfittando di un altro semaforo rosso. Ora l’atmosfera è addirittura euforica. ROBERTA A casa della signorina! ordina senza fare gesti Martina sospira


ROBERTA Qual è stata la tua impressione del mondo dello spionaggio? con un sorriso MARTINA BORGHI rasserenata Come pensavo; pericoloso e pieno di gentaglia come quel tedesco di poco fa. Solo lei mi stupisce. ROBERTA Io? MARTINA BORGHI Sì, mi aspettavo degli agenti con la faccia dura e piena di cicatrici, e invece ho conosciuto una signora bella ed elegante. ROBERTA Grazie. accennando a un inchino GIACOMO Noi abbiamo più classe. guardando attraverso lo specchietto MARTINA BORGHI Lo so. Tra quel Willis dell’ambasciata americana, il tedesco e lei credo proprio che lei sia stata più furba di tutti. ROBERTA Non ho agito da sola, però. Siamo stati in tanti a lavorare. MARTINA BORGHI Lo so, e so anche che lui è il capo. indicando Ayad Martina ha troppo tardi la percezione del pericolo, e mentre la macchina rallenta, non ci sono semafori rossi né gialli in vista, aggiunge quello che non avrebbe dovuto aggiungere. MARTINA BORGHI Lei è il comandante Ayad? Vero? Cambia tutto. Rigido il collo dell’autista, che ora conduce il suo mezzo a passo d’uomo. Aspetta ordini. Rigida anche Roberta, ora serissima, che guarda davanti a sé fumando una sigaretta. Ayad si gira e guarda Martina con la fronte aggrottata. Sembra in preda a pensieri spiacevoli.


AYAD Come ha fatto a capirlo? Martina deglutisce. MARTINA BORGHI Da… due cose. Primo: la moneta. Per aprirla così facilmente doveva conoscerla già da prima. Era stato lei a darla a Lilich, non è vero? Ayad rimane impassibile MARTINA BORGHI E’ stato lei a fare tutto. Ha dato disposizioni a Lilich, ha preparato la moneta, ha coordinato le ricerche mie e del tedesco. AYAD E l’altro indizio? incuriosito MARTINA BORGHI Ecco si tratta di un particolare… La signorina, quando mi ha accompagnato a casa, si ricorda? Roberta annuisce Mi ha detto che il comandante Ayad comanda l’organizzazione spionistica dei fondamentalisti islamici in Europa. Ma questo Willis non lo sapeva. Al Commissario Bordin aveva detto solo che era il capo dell’organizzazione in Italia. Sono certa che nessuno, anche tra i suoi uomini sanno queste cose, tranne pochi di essi, al vertice. Il comandante Ayad si sente sorpreso. Con un impercettibile gesto del capo, Ayad fa comprendere a Roberta il seguito del piano e la ragazza risponde anch’essa con un lievissimo cenno del capo, poi apre la borsetta e cerca il contatto con il manico del pugnale che tiene nella borsetta. Intanto anche Giacomo infila la mano sotto la giacca e ne tira fuori una pistola automatica e la appoggia in grembo. L’auto rallenta per imboccare una stretta stradina. Martina sobbalza sentendo la mano di Roberta su di lei. Una sferzata di aria fresca irrompe nell’auto dallo sportello spalancato. ROBERTA Vieni, esci tirandola per un braccio Escono dall’auto. PERSONAGGI Martina Borghi

Giacomo

Roberta


Ayad ================================================ SCENA 60 ESTERNO STRADA PERIFERIA BORGO Sera. Campo lungo. L’auto arriva procedendo lentamente, mentre rallenta ulteriormente per svoltare, lo sportello posteriore si apre e scende Roberta tirando Martina per un braccio. Corrono con tutte le loro forze. Roberta, a causa dell’abbigliamento non proprio adatto alla corsa, perde qualche metro rispetto a Martina. Intanto Ayad e Giacomo scendono dall’auto e si mettono a rincorrerle. Martina si infila in alcuni vicoletti che lei conosce bene, ma voltandosi, vede che il distacco da Roberta è ormai consistente. Decide di fidarsi della donna e la aspetta, indicandogli la strada migliore. Dopo poco, arrivano anche i due inseguitori, ma si rendono presto conto di aver perso le tracce. AYAD Maledetto paesino! Guarda in giro per poi fare un cenno a Giacomo per tornare all’auto. Roberta, al sicuro prende Martina e se la mette davanti a sé. ROBERTA Tu sai cose che non dovresti sapere. Se ti lascio andare a casa, come potrò stare tranquilla? MARTINA BORGHI Oh, non deve preoccuparsi, io non… un rumore interrompe il discorso Roberta si avvicina all’orecchio di Martina e gli sussurra qualcosa, poi la ragazzina fa un cenno d’assenso con il capo e si sorridono. Di nuovo un rumore, Martina scruta nell’oscurità, ma non vede nulla, quando si volta di nuovo verso Roberta, questa è sparita, senza un rumore. Campo lungo dall’alto, con Martina nascosta e i due uomini che cercano a vuoto. PERSONAGGI Martina Borghi Ayad

Roberta

Giacomo

================================================


SCENA 61 ESTERNO VILLA BORGHI Sera. Campo lungo. Martina arriva camminando entra in villa.

tranquillamente,

apre

il

cancello

ed

PERSONAGGI Martina Borghi ================================================ SCENA 62 INTERNO SALOTTO BORGHI Sera. Il salotto è immerso nell’oscurità, apparentemente vuoto. Martina si incammina verso la sua camera ma giunta al centro del salotto la luce si accende all’improvviso. Su una poltrona Riccardo la scruta con uno sguardo serissimo. RICCARDO BORGHI Adesso non dirmi che sei stata da Francesca fino a quest’ora. Martina non sa che rispondere, in effetti, quella di Francesca è la scusa che ha preparato a sua difesa. RICCARDO BORGHI …Francesca ha appena telefonato per sapere che fine avevi fatto. Si guardano negli occhi, poi il viso del vecchio lascia intravedere un accenno di sorriso. E’ il segnale che aspetta. Martina si siede sul bracciolo della poltrona. RICCARDO BORGHI Ancora quella storia della moneta, vero? MARTINA BORGHI Sì, ma questa volta è proprio finita… si inginocchia sul tappeto davanti al padre Vedi, questa sera, ho ritrovato la moneta che sembrava persa, allora ho chiamato subito l’ambasciata americana…… PERSONAGGI Martina Borghi

Riccardo Borghi

SCENA 63 ESTERNO VILLA BORGHI Notte. Dalla finestra illuminata del salotto a campo lungo della villa


dove si vedono solamente un paio di luci accese. ================================================ SCENA 64 ESTERNO PIAZZALE TORRE. Giorno. Campo lungo Il piazzale deserto, con la torre sullo sfondo e la piccola figura di Martina che cammina verso il centro. Il caldo è afoso, la valle sembra deserta. Lentamente, guardandosi sempre in giro, Martina si posiziona dove gli era stato detto. ha la sensazione di essere osservata, tuttavia non riesce a vedere nessuno. Accovacciati, tra i cespugli, Ayad sta osservando la piccola sagoma di quella maledetta ragazzina. AYAD Roberta ha detto che lo scambio deve avvenire alle dodici in punto. Giacomo, tieni gli occhi aperti. Senza dire una parola, il ragazzo al suo fianco incomincia a scrutare i dintorni, mentre Lilich, ancora con dei vistosi cerotti sul naso rigonfio e con delle occhiaie di un viola scurissimo osserva impaziente. A poca distanza, in un parcheggio isolato, Abdel, l’uomo dai capelli bianchi siede sul sedile posteriore di una berlina scura guidata da Ciro. Martina rimane immobile, guardandosi intorno. Dal campanile del Borgo si sentono i rintocchi delle campane; sono le dodici. AYAD Porta qui il tedesco! rivolto a Lilich ALEXANDER LILICH Perché io? Usa tuo tirapiedi. L’arabo non dice una parola me si limita a girarsi leggermente guardando negli occhi il polacco. Non c’è bisogno di parole per capire che quello è un ordine. Lilich si alza dal nascondiglio, prende Kurt che giace a terra con le mani legate dietro la schiena e i piedi fissati ad un albero da una corda, sul volto i segni delle percosse subite. Con un coltello taglia la corda e lo aiuta ad alzarsi. ALEXANDER LILICH Fai uno scherzo che morto.


Kurt lo guarda negli occhi e gli fa un sorriso di sfida. I due si avvicinano ad Ayad che ancora scruta i dintorni, poi si rivolge a Kurt. AYAD Tu adesso vai davanti alla ragazzina e ti fermi lì. Lei ti farà vedere una busta. A quel punto alzerai un braccio in aria, vorrà dire che tutto è a posto, altrimenti metterai le mani in tasca e ti allontanerai, vorrà dire che la ragazzina non ha il microcip e tornerai qui. E’ chiaro? HANS KURT Se la ragazzina ha la busta, che faccio? AYAD Resti lì, faremo uno scambio. Roberta ci darà la ragazzina e i documenti e noi gli diamo te. Probabilmente ti venderà a qualcuna delle persone che ti cercano ormai da tempo. Il tedesco guarda la ragazzina ferma in mezzo al parcheggio AYAD Se non fai quello che dici, sei morto. Se cambi strada, sei morto. Se cammini troppo forte o corri … HANS KURT Sono morto. sorridendo Manchiamo di fantasia. Ayad non gli risponde. Giacomo tira fuori una pistola automatica carrello per mettere il colpo in canna.

e

fa

scattare

il

HANS KURT Comandante Ayad, se la ragazzina ha quello che cerca, probabilmente non ci vedremo mai più, quindi la saluto, anche se non posso dire che è stato un piacere. Kurt si gira e si dirige verso il parcheggio. Giacomo punta l’arma verso il tedesco e non lo perde per un attimo. L’enorme sagoma di Kurt si avvicina a quella più esile di Martina. MARTINA BORGHI Buongiorno. HANS KURT Salve, a quanto pare siamo ancora in un mare di guai, vero? sorridendo MARTINA BORGHI


Che ha fatto al viso? HANS KURT Inconvenienti del mestiere, ma col tempo, vanno via… Ti dispiace farmi vedere se hai portato la busta? MARTINA BORGHI Oh, sì certo. Martina cerca in una tasca e ne tira fuori una busta da lettera sgualcita e la mostra al tedesco. HANS KURT Hai per le mani del materiale per cui molti uomini stanno rischiando la vita e tu lo tieni così La ragazzina alza le spalle. Leonardo si trova a passare da quelle parti e incuriosito da Martina con quell’armadio di uomo di fronte, ferma in mezzo al parcheggio si avvicino con un aria allegra e spensierata. LEONARDO Martina, che ci fai qui? MARTINA BORGHI Vattene, fila via subito! a denti stretti simulando un sorriso HANS KURT E lui chi è? allarmato AYAD E lui chi è? MARTINA BORGHI Niente, lui è uno che conosco. Ma non centra con questa storia. Anzi sta andando via… facendo degli evidenti cenni di andarsene LEONARDO Quale storia, e poi non sto andando via confuso HANS KURT Infatti adesso resta immobile dove sei. LEONARDO Perché? Kurt non da spiegazioni e si rivolge a Martina.


HANS KURT Secondo gli ordini, adesso tu dovrai andare nella direzione da dove sono venuto io. Buona fortuna. alza una mano come da accordi Intanto Martina si dirige verso Ayad. AYAD Bene, è il segnale. guardando la ragazzina che si avvicina In quel momento c’è in movimento fulmineo. Alcuni carabinieri e poliziotti che erano nascosti poco lontano si stanno avvicinando. Ayad, accortosi, fa un cenno a Giacomo che immediatamente capisce. Intanto Lilich spazientito dall’attesa cerca di allontanarsi. ALEXANDER LILICH Non sono pagato abbastanza per andare in galera. a voce bassa Si allontana guardando con aria di sufficienza Ayad. L’arabo schiocca le dita e con un movimento rapido e preciso, Giacomo prende da un fodero, dietro la schiena un coltello e lo tira con forza e con precisione. La lama si conficca in mezzo alla schiena del polacco che si accascia al suolo, senza emettere un lamento. Due carabinieri sono ormai vicini. L’arabo e Giacomo cercano la fuga, poi Giacomo si gira e fa fuoco colpendo uno dei militari ad una spalla. Il Commissario Montagna, presa la propria Beretta dalla fondina punta l’arma e fa fuoco. Giacomo, colpito in pieno petto, viene scaraventato prima contro un albero e poi scivola a terra cercando di recuperare le forze per sollevare ancora la pistola, ma ormai è tardi. Ayad mette una mano dietro la schiena per afferrare la pistola ma altri due agenti sono su di lui e non c’è altro da fare che alzare le mani e arrendersi. Sentendo gli spari Kurt dà uno spintone a Leonardo che ruzzola a terra come se fosse pesato pochi chili e strappa dalle mani di Martina la busta. Come un lampo si dirige verso un gruppo di alberi, ma appena è nel boschetto, qualcosa lo colpisce al volto, un pezzo di legno. Kurt, stordito non capisce cosa l’ha colpito, aprendo gli occhi ha appena il tempo di vedere delle mani femminili che posano il legno e dei piedi sempre femminili che si allontanano, poi tutto è nero. Martina, sentiti gli spari si mette al riparo, mentre Leonardo, nel ruzzolare, vede una macchina parcheggiata che sta per ripartire. Capisce che deve centrare con quel trambusto. L’unica via per uscire dal parcheggio è dove sta lui, e quindi, senza sapere esattamente cosa fare decide di aspettarla e cominciò a gridare per attirare l’attenzione. Alcuni carabinieri e degli agenti di polizia cominciano a correre


in quella direzione. L’auto sbuca all’improvviso. Leonardo si mette in mezzo alla strada deciso a fermarla. Ciro, alla guida, non prova nemmeno ad evitarlo. Il ragazzo, finisce sul cofano e poi sul cristallo per essere scaraventato dietro il veicolo. Per l’urto, Ciro deve premere sui freni poiché il vetro in frantumi gli impedisce di vedere. Nello stesso momento Leonardo finisce il suo volo a terra. Gli agenti, arrivati al veicolo aprono le porte e spianano le pistole, mentre il Commissario Montagna e Martina arrivano vicino a Cornelio. Il ragazzo, appena terminato il volo si rialza come un acrobata dopo un esercizio e si guarda intorno. LEONARDO Non vi preoccupate, non è successo niente, sono meglio di un trapezista… Con il solito sorriso sul viso, poi incrocia gli afflosciò tra le braccia del capitano.

occhi

e

si

Kurt intanto si riprende dal colpo. Si rialza e prende il legno da usare come arma. In quel momento sente un piccolo scatto metallico. Alza gli occhi e si trova la canna di una pistola puntata al viso. Oltre l’arma vede il viso sorridente del commissario Bordin. Stringe tra le mani il bastone. Bordin, con uno sguardo, sconsiglia il tedesco dal fare mosse stupide e Kurt lascia cadere quell’arma inadatta al confronto. Intanto carabinieri, polizia e i vari malviventi coinvolti in questo strano appuntamento stanno affollando il parcheggio. Martina, sfinita dagli avvenimenti, cerca un posto dove sedersi e lo trova su una panchina appartata. Una ragazza (ROBERTA) mentre fa joggin, si avvicina e si siede di fianco a Martina che non la guarda. ROBERTA Un bel trambusto, vero? MARTINA BORGHI Già, speriamo che sia proprio finita. senza alzare lo sguardo ROBERTA Tieni, ti do un porta fortuna. Mette nelle mani della ragazzina un oggetto metallico. Martina lo osserva. È il mezzo dollaro. Subito guarda negli occhi la podista che ricambia con uno smagliante sorriso. Per qualche secondo si guardano, poi anche Martina sorride. Roberta si alza dalla panchina e si rimette a fare joggin sotto lo sguardo di Martina, mentre nessuno si accorge di quello strano


incontro. Campo lungo. Le auto dei carabinieri e della polizia, agenti e curiosi si muovono nel piazzale, mentre Martina rimane seduta sulla panchina. PERSONAGGI Martina Borghi Montagna Giacomo Abdel

Alexander Lilich Hans Kurt Ayad Leonardo

Bordin Roberta Ciro

================================================ SCENA 65 ESTERNO PARCO VILLA BORGHI. Pomeriggio. Campo lungo C’è molta gente alla villa per festeggiare la fine dell’avventura di Martina. Riccardo, Chantal, Noemi, ma anche Leonardo, il commissario Bordin e il Commissario Montagna. Martina è la centro dell’attenzione. Marina con altre signore del paese sono intente a parlare tra loro. Leonardo, un po’ claudicante si avvicina a Martina che è vicino al padre. RICCARDO BORGHI Grazie per quello che ha fatto per mia figlia, spero che non si sia fatto troppo male. LEONARDO No, si figuri. Non ho fatto niente di eccezionale… il suo sguardo si posa su Noemi che lo guarda con interesse Anche se effettivamente, neanche Mel Gibson sarebbe stato capace di tanto… Leonardo si avvicina a Noemi e comincia a raccontare l’accaduto, gonfiando anche un po’ a dismisura il suo intervento allontanandosi verso i pasticcini. Bordin e Montagna si avvicinano a Martina e Riccardo. BORDIN Speriamo che adesso sia proprio finita. sorridendo MONTAGNA Comunque, se avessimo ancora un caso complicato potremmo sempre chiederti di investigare per noi. intento a divorare un pasticcino RICCARDO BORGHI


Mi auguro che questa storia gli faccia mettere la testa a posto. D’ora in poi se vuole vivere delle emozioni, dovrà andare al cinema e leggere un libro. Ho saputo che quel tedesco è riuscito ad evadere... non c'è la possibilità che si rifaccia vivo? MONTAGNA Non credo che ne avrebbe motivo, ormai questa storia è finita e tutti quelli che non siamo riusciti a prendere spariranno nel nulla... Sempre che sua figlia non riesca a smuovere di nuovo tutte le spie che circolano in Europa... sorridendo. MARTINA BORGHI Giuro che non mi metterò più nei guai. RICCARDO BORGHI Non giurare. Tanto lo sai che domani si ricomincia. Una figura intanto si avvicina al gruppo. BORDIN Posso presentarvi John Willis dell’ambasciata americana… C’è uno scambio di saluti. JOHN WILLIS Posso dirvi che le informazioni che abbiamo trovato nel microcip non erano poi così importanti. MARTINA BORGHI Se lo sapesse Ayad diventerebbe rosso di rabbia JOHN WILLIS Comunque, da parte dell’ambasciatore in persona, ti arriva questo dono. consegna una scatoletta a Martina E’ una moneta da un dollaro in argento. Martina apre la scatola e trova l’enorme moneta. BORDIN Speriamo che questa non ti metta nei guai … interrompendosi vedendo una moneta da mezzo dollaro pendere da una collana d’argento al collo della ragazzina Questa è …? Martina scuote la testa annuendo. BORDIN Ma dai rapporti la moneta non è mai stata trovata. Coma fai ad averla tu? E poi non riesco ancora a capire come sia riuscita ad organizzare quell’incontro MARTINA BORGHI


si guarda in giro senza sapere che fare Ehm… Ah, Francesca, finalmente. SERENA BORGHI Si avvicina a Bordin. Non si preoccupi. Massimo un giorno o due e sarà in un nuovo guaio. BORDIN E tu? Che ne sai? SERENA BORGHI Io? Niente. Io ho solo 6 anni. Cosa posso sapere? Si allontana sotto lo sguardo incuriosito di Bordin. Corre incontro all’amica evitando così altre domande. Una delle cameriere che girano con i vassoi intanto si allontana verso l’uscita della villa. Arrivata al cancello posa il vassoio su un muretto ed esce dalla villa. Attraversa la strada con passo spedito e sale su un’auto sportiva. Entrata in auto Roberta si toglie la parrucca e abbassa il vetro per osservare quella ragazzina incredibile. Il suo sorriso sparisce quando si accorge che poco lontano c'è Kurt, sempre elegante che la sta osservando. Mette una mano sotto la giacca. Roberta si irrigidisce e con la mano destra cerca il calcio della propria pistola. Però il tedesco estrae un portasigarette in oro, lo apre, prende una sigaretta e la mette tra le labbra. Manda un sorriso a Roberta, poi accendendo la sigaretta si allontana. Campo lungo. L’auto di Roberta si allontana, mentre la festa continua nella villa. PERSONAGGI Martina Borghi Bordin Hans Kurt Chantal Borghi Serena Borghi

SOGGETTO E SCENEGGIATURA DI CLAUDIO BOCCHI

Sadia Montagna Roberta John Willis Margherita

Francesca Riccardo Borghi Noemi Borghi Leonardo

10 la piccola peste  
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