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I Speciale dressing 2004

editoriale di Roberto Messori

Il 31 dicembre 2003 sono scaduti tutti gli abbonamenti 2003, speciali compresi, questo è l’ultimo speciale che viene inviato in anticipo sul rinnovo. Utilizzate il modulo allegato alle riviste Fly Line 1, 2 e 3/2004 per il rinnovo al 2004 anche degli speciali. Avete dubbi di qualunque genere? Telefonate allo 059573663. Non avete voglia di andare in posta? Telefonate sempre allo 059573663 con una carta di credito Visa o Mastercard a portata di mano, risolverete in trenta secondi, se non avete fretta.

In copertina: Heptagenia sulphurea della serie Gallica, modello originale costruito da M.me de Chamberet, anno d’acquisto: 1974. É in galleggiamento in acqua minerale naturale Vera, con sfondo in lapislazzulo e substrato in ammonite fossile dell’alto cretacico. Macchina fotografica: Kodak pocket instantmatik (si scrive così?) usa e getta, forse.

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uesto speciale dressing è totalmente dedicato alle imitazioni classiche rigorosamente (o quasi) riferite all’insetto. Gli insetti prescelti, vittime di questo delirio creativo antropologico, sono stavolta le effimere, mentre tricotteri e plecotteri li analizzeremo nel prossimo speciale dressing. Pur consapevoli del seguente ordine di importanza: Heptageniidae, Baetidae, Ephemeridae, Leptophlebidae e poi le rimanenti famiglie, qui le presentiamo ad iniziare dalle meno comuni, nelle quali inseriamo i processi di montaggio standard con i quali è possibile realizzarle tutte ad eccezione delle extended body. Se ogni dressing fosse infatti seguito dalla sequenza di costruzione ripeteremmo per un centinaio di volte le stesse parole e le stesse immagini, salvo le differenze dei materiali. I dressing presentati sono arricchiti da note storiche ove esistono, ma soprattutto è importante cogliere la loro essenza nel riferimento agli insetti. É in questo che consiste la loro magia, a sua volta strettamente connessa all’efficacia. Oggi il moderno costruttore (non professionista) troppo spesso segue tipologie di montaggio, elenchi dei materiali, proporzioni visive delle mosche che vede in giro e gli infiniti accorgimenti che servono a tutto, dimenticando di rappresentare efficacemente l’insetto preso di mira, ammesso che ve ne sia uno. Un tempo, dopo che Ronalds, Halford ed altri trasformarono la Pam in scienza entomologica, le imitazioni venivano concepite per rappresentare rigorosamente questa effimera o quel tricottero e a tal fine venivano cercati i materiali più idonei analizzando piume di uccelli, peli animali, fibre vegetali e quant’altro la natura poteva celare per riprodurre una screziatura, un tono di colore, una particolare lucentezza o le impercettibili trasparenze delle cuticole e delle membrane degli invertebrati. É vero, molte imitazioni sembrano davvero poco imitanti, ma non dimentichiamo l’importante principio di enfatizzare soprattutto i caratteri fondamentali apparenti di ogni insetto da queste rappresentato, e non dimentichiamo neppure la necessità di rendere quanto più galleggiante possibile l’imitazione, adattandola ad acque lente, mosse, turbolente o vorticose. Appiattire questi concetti per limitarsi a pochi modelli “universali” curandone robustezza, galleggiabilità e rapidità esecutiva, se da un lato evolve taluni aspetti certamente importanti, dall’altro rischia di impoverire il vero fulcro della nostra disciplina, basata soprattutto sui concetti imitativi e sulle relative conoscenze entomologiche. Ecco perchè abbiamo ritenuto fondamentale realizzare un’opera entomologica come Gli insetti di Fly Line, compendiata da speciali dressing in grado di riproporre le migliori intuizioni che la passione di tanti pescatori ha saputo evolvere dalla nascita della moderna Pam. Ed ecco perchè un pescatore a mosca, nel suo cantuccio attrezzato, subendo le occhiate preoccupate della moglie, rischiando la qualifica di tipo strano (nella migliore delle ipotesi) dai vicini di casa e dai conoscenti non Pam, spennando quaglie e condor, squoiando topi ed opossum, in realtà varca una finestra piena di luce, dove limpidi e rumorosi torrenti nascondono i misteri della vita lasciandone, di tanto in tanto, sfarfallare qualcuno. Roberto Messori

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direttore responsabile Roberto Messori Reg. Trib. di Modena n° 807 del 29 Gennaio 1986 segret. di redaz. Benedetta Cincione

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indice Editoriale

Roberto Messori

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Imitazioni di Caenidae

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Oligoneuriidae

Le più piccole. Le effimere di 3 o 4 mm continuamo a mettere in crisi i Pam. E talvolta, le nostre imitazioni, i pesci.

Grosse, succose, incapaci di reggersi sulle zampe. Ecco come imitare un’effimera localmente importantissima.

Europa  80,00 - Americhe  80,00

Specials, tre uscite - Febbraio, Giugno, Ottobre abbonamento  24.00 singola uscita  8.00

14 Polymitarcyis virgo

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Ecco il nostro fantasma. Bisognerebbe portare il caso a “Chi l’ha visto?”. In ogni caso proponiamo una perfetta imitazione.

18 Potamanthidae

Localmente importante, poco considerato, ma soprattutto quasi sconosciuto, il P. luteus - fiore del fiume - merita interesse almeno per la sua bellezza.

24 Siphlonuridae

Presente nei grandi fiumi a fondo sassoso, il S. lacustris è un’altra effimera alla quale prestare localmente attenzione.

28 Dressing classici (e non) di Heptageniidae

Ecco le effimere dominanti dei torrenti italiani, e le loro insostituibili imitazioni. Fate tesoro di queste mosche, sono terribili.


46 March brown spinner

Processo di montaggio standard di mosca classica spent, base per costruire quasi tutte le imitazioni spent presentate in questo speciale dressing. É anche la più efficace imitazione mai costruita. Ha ha.

48 Olive dry, senza Martini

Ecco, in ordine di importanza dopo le Heptageniidae, il secondo gruppo di insetti ed imitazioni che interessa il Pam. Mosche immortali, mosche da ammirare, ma soprattutto da realizzare con convinzione.

68 Red Spinner

Processo di montaggio standard di spinner classico, base per costruire quasi tutti i modelli qui presentati. Proporzioni ed accorgimenti da rispettare per perfetti equilibri.

72 Imitazioni di Leptophlebiidae

Il caso dell’anno: la “scoperta” di una famiglia di regola poco considerata, ma a nostra opinione importantissima. Ecco le imitazioni classiche e moderne che tentano di rappresentarla.

84 Mayfly

Grandi, affascinanti, immortali, almeno nella passione pam: gli originali durano pochissimo, ecco le mosche di maggio, terribili predoni durante gli sfarfallamenti di... giugno. Fondamentali nelle sorgive dove sono presenti, queste grandi imitazioni prestano il fianco alla fantasia costruttiva più spregiudicata.

92 Bwo - Blue Winged Olive

La più diffusa delle effimere, la più discussa delle imitazioni, la più realizzata, la più comune: ogni pam deve avere il suo modello personale, è inevitabile.

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Eccoci alle effimere di minore dimensione. I Caenidae sono spesso stati definiti in modi certamente poco signorili, tipo: “la maledizione del pescatore”, in quanto pescare durante i loro sfarfallamenti lascia poche speranze al Pam, stante la quasi impossibiltà di imitarli. Tuttavia i tentativi di imitazione, anche se di mediocre risultato negli sfarfallamenti, hanno prodotto straordinarie mosche artificiali che, se utilizzate in altre situazioni come “in caccia” in estate e autunno o nel caso di sfarfallamenti di piccoli Baetis, offrono risultati piuttosto interessanti.

Pagina a sinistra: modello originale di Eurycaenis harisella, creata da L. De Chamberet per la Serie Gallica e inserita al n. 35. É un modello dei primi anni ‘70. In questa pagina in alto: Caenis sp. catturato nel torrente Ospitale, Appennino modenese. Segni particolari: dimensione microscopica (corpo 3-4 mm) ali ciliate posteriormente e tenute aperte a riposo, cerci cortissimi nelle femmine e lunghissimi nei maschi, numerose specie difficili da discriminare sistematicamente.

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nsetti così minuti hanno sempre rappresentato situazioni difficili per il pescatore, quando il pesce bolla in queste schiuse. Solo di recente si costruiscono imitazioni su ami dal 20 al 24 ed oltre, mentre non si trovano dressing classici con ami inferioni al numero 18. Si può citare Halford, che indicò la Iron Blue Spinner come la migliore imitazione di Caenis della sua collezione, riconoscendone però la dimensione eccessiva, e si può citare L. De Boisset, che smentendo Halford (che non avrebbe mai reperito Caenidi nei contenuti stomacali di trote e temoli) ci conferma di aver catturato sull’Aine e sulla Doubs temoli imbottiti di questi insetti. Ecco le sue due imitazioni francesi della serie Gallica.

N° 34 Eurycaenis harisella subimago AMO. n° 16. CODE. Tre fibre hackle grigio chiaro. CORPO. Crine di cavallo bianco. HACKLE. 3 giri di hackle grigio bluastro. N° 35 Eurycaenis harisella imago spent. AMO. n° 15. CODE. Corti cerci in fibre di hackle grigio. Si consiglia di preferire cerci lunghi, tipici del maschio, così da migliorare sensibilmente la galleggiabilità. CORPO. Quill di pavone brunastro chiaro prelevato dall’occhio blu del pavone e privato delle herl con attenzione e pazienza. ALI. Legate spent, in punte di hackle grigio chiaro.

A sinistra e nella foto piccola nella pagina a destra: interpretazioni della Eurycaenis harisella subimago, nella quale al crine di cavallo si è preferito quill chiaro. La foto al centro mostra da un’altra prospettiva la magica Eurycaenis harisella imago spent di Chamberet, piccola imitazione straordinaria sia per catturare trote e temoli che pescatori.

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HACKLE. Pochi giri di hackle giallastro. Il modello originale delle foto ha una hackle gialla ed una biancastra. Queste due piccole mosche, nonostante cerchino di imitare una specie non segnalata in Italia, nonostante la dimensione comunque eccessiva e la vocazione teorica per le acque lente, si dimostrano da sempre efficacissime mosche da torrente in estate ed autunno con acque basse. Le foto in queste pagine (vedi le didascalie) presentano modelli originali acquistati da Garue nei primi anni ‘70 e, come si può vedere, la corrispondenza ai dressing originali non è perfetta, evidentemente anche M.me De Chamberet applicava aggiustamenti, sia per motivi pratici relativi all’esigenza di produrre mosche su larga scala, sia perchè, prima

dei pesci, devono abboccare i pescatori. Tuttavia si tratta di modelli di bellezza straordinaria. Oggi non è affatto un’impresa realizzare imitazioni di Caenidi in taglie realistiche, grazie agli ami moderni n. 22, 24 e 28, ai sottilissimi filati in poliammide ed alle hackle cortissime dei moderni galli da penna geneticamente modificati, sommando così il piacere di un’imitazione ricca di fascino a quello di una sorprendente efficacia. Siamo però ai limiti dimensionali: ottenere abboccate è facile, salpare il pesce con ami e fili microscopici travalica forse l’onestà nei confronti delle prede, buon senso a parte. Ecco perchè si preferisce fermare la misura dell’amo al n. 18, massimo 20. Ecco ora due modelli anglosassoni. Per la verità non è che gli inglesi

si siano dati troppe pene per imitare i Caenidae. Caenis Dun di Frank Sawyer AMO. n° 18-20. FILO. Midge thread. CODE. Corti cerci di gallo colore crema. CORPO. Pelo di talpa. TORACE. Herl di struzzo con barbule strappate avvolto con la parte lucida in evidenza. HACKLE. Pochi giri di dark blue hackle. Caenis Spinner di Stuart Canham. AMO. n° 18. FILO. Midge thread. CODE. Tre cerci di gallo bianco naturale. CORPO. Polythene bianco.

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Ecco un’interpretazione leggermente personalizzata di Caenis Dun di Frank Sawyer. A sinistra le foto di due Caenidae mostrano la tipica silhouette di queste piccolissime effimera dalla vita brevissima.

TORACE. Un singolo giro di condor bruno o herl di tacchino. ALI. Hackle di gallina bianca sagomate e legate orizzontali. HACKLE. Barbule di hackle tagliate dalla parte inferiore del calamo. Si noti come i dressing anglosassoni cerchino giustamente di rappresentare il tozzo e grassoccio torace nerastro con evidenti e relativamente voluminose masse di herl (herl: la corta peluria delle barbule di numerose penne o piume, come nel pavone o nel condor). Il problema è farlo su ami di 4 mm. Certamente il modo moderno più

efficace di imitare Caenidae è realizzare piccolissimi Cdc con corpicino piccolo e voluminoso e poche corte barbule di Cdc ad imitazione delle ali. I Caenidae possono essere confusi con banali moscerini. I loro sfarfallamenti in torrente originano gruppi di individui concentrati negli spazi aperti delle pozze o delle piane, sono piccolissimi e, stante l’abitudine di tenere le ali orizzontali a riposo unitamente ai cerci cortissimi delle femmine, possono davvero trarre in inganno. Le imitazioni classiche, come accennato, ben difficilmente possono davvero rappresentarli, nella realtà il

loro grande pregio è di essere altamente produttive nelle stagioni difficili, estate ed autunno, poichè mosche piccole e perfette in periodi ricchi di piccoli Baetidae ed Ephemerellidae non possono non essere produttive. Ecco che da tarda primavera fino agli ultimi tepori autunnali, setacciare pozze, lame e correnti con piccole imitazioni dalle ali biancastre e dai corpicini scuri, anche senza sfarfallamenti, anche senza evidente attività, può procurare inaspettate abboccate. Senza considerare che il “piccolo” finisce inevitabilmente per imitare un po’ di tutto, certamente innumerevoli ditteri.

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Ecco un possibile dressing di Roncallo: ali in hackle sagomato grigio, corpo in poly giallastro ext-body, hackle misto grigio e rosso naturale.

Bellissima, vacua e fragile effimera di media dimensione (mm 12-17), inconfondibile, abbondante localmente ed abbastanza comune, tipicamente crepuscolare, sfarfallando da luglio ad ottobre offre grandi possibilitĂ di cattura in tutta la stagione estiva ed autunnale. In pratica non esistono, delittuosamente, interessanti modelli classici.

O. rhenana in una foto di Alfeo Busilacchio, da â&#x20AC;&#x153;Gli insetti di Fly Lineâ&#x20AC;?.

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Per imitare O. rhenana proponiamo questo modello reverse di Roncallo, magari con aggiunto un sottile quill chiaro di pavone spiralato sull’addome. Le ali sono in Cdc, le hackle in gallo ginger chiaro, l’addome in dubbing giallastro.

Ecco, setacciando le proposte di M. P. Jean, una probabile imitazione di O. rhenana tutta realizzata in Cdc. Anche a questa apporrei anelli addominali in quill chiaro di pavone per meglio definire l’addome.

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a Oligoneuriella rhenana, unica rappresentante italiana della famiglia, è una specie prettamente estiva, relativamente comune e localmente interessante. In Italia presenta schiuse intense in numerosi fiumi del centro, come il Volturno. Predilige ambienti torrentizi a fondo duro di varia granulometria, la sua ninfa è piuttosto dotata strutturalmente per resistere a forti correnti. Ove presente, è certamente fondamentale costruirne buone imitazioni. La sua taglia è rilevante e la caratteristica alare di presentare le venulazioni accoppiate e le zampe talmente gracili da non mantenerla in piedi, diciamo eretta, la rende inconfondibile. Gli sfarfallamenti sono crepuscolari. Ricordiamo che compie la muta in immagine in volo, ma le ali non subiscono metamorfosi e rimangono grigiastre e ceracee. Sulle imitazioni - Essendo una specie sconosciuta agli inglesi, non ne esiste una loro imitazione classica. Tuttavia John Goddard suggerisce l’impiego della Ermine Moth per imitare la subimago e della Grey Wulff montata con ali biancastre o la Large Royal Wulff per rappresentare lo spinner. É chiaro che gli inglesi non hanno questo problema. La Ermine Moth è nata per

imitare lepidotteri e la Wulff è considerata universalmente una mosca di fantasia tipicamente da caccia. Per una imitazione più mirata, si ricorda che l’addome è bianco giallastro con uriti a bande ben distinte, tipica l’alternanza di anelli trasparenti e opachi. Zampe biancastre. Tutto il colore del corpo tende insomma al biancastro smorto, mentre le ali sono grigie e poco trasparenti. Per reperirne un dressing dedicato occorre ancora una volta ricorrere alla serie Gallica di Chamberet, sotto il n. 32. Francamente non ci pare una imitazione irresistibile, almeno a prescindere dai materiali e dall’amo utilizzato. Certamente oggi si può fare di meglio, ma con i modelli classici di Chamberet non c’è da scherzare, pertanto ecco il suo dressing originale. N. 32, Oligoneuriella rhenana Amo. N. 5 Kendal (corrisponde al n. 10 Redditch). Corpo. In rafia naturale giallastra. Ribbing. Tinsel dorato a spire abbastanza strette. Hackle. Due hackles mescolati, uno grigio medio ed uno rosso. Ali. Due ciuffi separati di barbule di collo di gallo grigio scuro. Code. Fibre di collo di gallo bianco.

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Spec dressing 2004 - Caenidae e Oligoneuriidae  

Prime 13 pagine dello speciale dressing 2004, uscita esaurita, che però potrete leggere progressivamente nel sito di Fly Line, sezione "Estr...

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