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A sinistra: ecco cosa intendo per armonia. Trovate, se ne siete capaci, qualcosa fuori posto in questo puzzle di pietra, acqua e legno. Sotto: L’amore effimero, ecco l’orgia mortale dei Leptophlebidi peccatori (vedi testo).

i colori e come riempire gli spazi di forme armoniose. Questa è davvero l’opera d’arte primaria. E potremmo trasformarla in musica. Ma è già in musica: il trillo di un cardellino, lo scroschio dell’acqua, il rimbombo cupo di una cascata potrebbero ispirare un musicista come le immagini ispirano me. Un macigno, un accordo di chitarra; una fronda, una nota di violino: se anziché un torrente fosse una melodia farebbe evaporare di piacere l’anima di Beethoven. Un genio musicale afferra una matita e traccia una fila di note nel pentagramma, un pianista interpreta lo spartito e a tutti noi viene la pelle d’oca. Un magico artista satura una tela di forme e colori, ma non tutti verranno incantati dallo straordinario dipinto. Qui si richiede già un più evoluto livello di sensibilità e conoscenza. È raro che la musica trovi orecchie refrattarie, mentre

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l’arte figurativa è di più difficile impatto. Dio, artista e musicista supremo, ha creato lo spazio ed il tempo modellando innumerevoli atomi ed ha programmato questo torrente, con un cielo cobalto chiaro e me seduto sopra un sasso, ma questo è accidentale. Secondo i libri ha fatto tutto in 18 miliardi di anni, ma per lui, citando Einstein, potrebbero essere passati cinque minuti. La musica, l’arte figurativa, la natura… Tre porte che possiamo aprire con la stessa chiave: quella dell’entusiasmo per la vita. Il paradiso perduto - Nel film “Z la formica” quello che a un commandos di imenotteri appare come un immenso UFO gelatinoso il cui raggio di fuoco incenerisce all’istante è la lente di un bimbo che si diverte a bruciacchiare insetti. L’ho fatto anch’io a 8 anni. Il nonno, tornato dalla Germania dove lavorò in tempo di

guerra, tra le varie cose portò a casa una lente d’ingrandimento di una ventina di centimetri di diametro. Immaginereste un oggetto più affascinante per un bimbo? Non c’erano plastica e videogiochi e neppure soldi per le pistole di bachelite. Con la lente bruciai giusto alcune formiche, ma mi pentii presto. Preferisco considerarlo un colpo di coda della ferocia nazista: la lente era stata fatta a Lipsia. E sempre in “Z la formica” il fantastico paese multirazziale di Insettopoli, il paradiso delle formiche dove incredibili alieni dispongono di cibi a non finire, in realtà, nella nostra realtà, è un cassonetto dei rifiuti troppo pieno. Nel contesto del film sono due spunti geniali ed inquietanti. Come l’intelletto delle formiche non consente loro di comprendere il vero senso del micidiale alieno distruttore e del paradiso-immondezzaio, il nostro

non solo non ci fa comprendere il paradiso dell’alto dei cieli, ma non ci fa comprendere neppure il paradiso in cui viviamo. Comunque a trasformarlo in immondezzaio ci pensiamo noi. Chissà poi cos’è il nostro paradiso dell’alto dei cieli? Una discarica no di certo, nella natura non esistono rifiuti, a parte i nostri. Chissà, forse Dio è un bambino che gioca con un computer un po’ più potente dei PC. Il suo codice binario, ben combinato, anziché dall’unità e dallo zero è formato da due impulsi primordiali, due energie conflittuali e allo stesso tempo complementari che non possono fare a meno l’una dell’altra, un po’ come certi mariti e certe mogli, e produce l’illusione di particelle atomiche che, invece di finire su un monitor a cristalli, formano complessi spazio-temporali pieni di galassie e tutto ciò che ne consegue, dalle trote marmorate al virus della SARS. Ma la nostra mente è come quella delle formiche e non può comprendere un simile livello di grandezze. Non stupiamoci se con l’energia in concetti il dio bambino forma galassie, materia e vita: non sono i nostri stessi scienziati a dire

che la materia è formata da… vuoto? I poveretti indagano e indagano, ma non sanno ancora da cosa è formata la materia. L’unica cosa che hanno saputo ricavare di davvero impressionante è la bomba atomica, subito usata con ansia ed estrema gioia di molti colonnelli. Il torrente comunque gli è venuto bene, almeno questo che mi scorre sotto il naso. Bravo Dio, sei in gamba. Anche se a noi formiche comprendere la tua essenza richiederà qualche altro miliardo di anni. Dio quindi ha creato quest’opera senza confini e poi in una galassia, la nostra, ci ha infilato un pianeta dove la turbolenta crosta terrestre ha formato gli Appennini e tra essi, in una piccola valle, si è evoluto il torrente Ospitale. I dipinti li conserviamo nei musei, la musica la fruiamo nei concerti, perché i torrenti li distruggiamo? Tutti siamo incantati dalla musica, in parte siamo attratti dall’arte, ma sembra che ben pochi siano sensibili all’opera primaria che contiene ed ispira tutto. Fa niente, godiamoci questa cominciando col legare una Yellow Sally sul finale.

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Puzzle di pietra ii  

Riflessioni di un pescatore a mosca lungo il suo torrente

Puzzle di pietra ii  

Riflessioni di un pescatore a mosca lungo il suo torrente

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