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stupire. Un solo termine risulta perfetto per descriverlo: euritmia*. É un vero puzzle di pietra, acqua e legno. Manca il fuoco, per fortuna. L’artista che li ha posti in quel modo dopo averne scelto le forme dev’essere un genio. L’armonia degli spazi, delle masse di duro calcare, delle superfici ricoperte di muschio, della vegetazione che a impulsi si apre e si chiude sopra di loro possiede qualcosa di trascendentale. Qui capite come mai presso antichi popoli alcuni luoghi diventavano sacri. Qui capite come mai un gruppo di rocce veniva prescelto dagli aborigeni per tramandare le memorie del tempo del sogno. Il sentiero appena percorso diventa la via dei canti e se non fossi pateticamente stonato cercherei una melodia per perpetuare questo luogo. È lungo le vie dei canti che le litanìe degli aborigeni eternano i luoghi che dal principio dei tempi contengono tutto ciò che serve loro.

Enzo Bortolani, inconsapevole soggetto fotografico, affronta una buca appena approntata l’attrezzatura. I grandi macigni che ha di fronte sembrano materializzare la gravità.

vela bovina. Forse metteranno un vitello deficiente nella casa del grande fratello. Ma perché porsi domande quando conosciamo benissimo le risposte? Al potere fa comodo un popolo terrorizzato e preda dell’angoscia. Il terrore è vulnerabile alla demagogia e l’angoscia fa vendere qualunque cosa i mass media dicono che la fa passare. Oppure si tratta di business: l’oriente è troppo competitivo? Mettiamoci un virus. Il Canada rompe le scatole? Aggiungiamo al sarsavirus una vacca pazza. Il mondo è impazzito, come fare a capirci qualcosa? Tuffarsi nella natura non è una fuga

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dalla realtà, è un luogo dove trovare risposte, ma scritte nel libro più bello. Inoltre la cosiddetta natura selvaggia non è solo in Alaska o in Patagonia, la possiamo ritrovare in un torrentello dell’Appennino come in un fossato autostradale. Ma è meglio il primo. Non so cosa gli sia successo, non so neppure se gli è successo qualcosa, ma all’improvviso la bellezza di questo modesto ruscellone è diventata straordinaria. L’Ospitale è un torrente né grande né piccolo e ne ho parlato in più occasioni, poi piccolo è di moda: in Men in Black la galassia che tutti cercano è grande come una biglia, la NASA ha miniaturizzato ambizioni e veicoli spaziali interplaneta-

ri, l’astronave di MIB 2 è più piccola di un cagnolino, insomma, sembra proprio che il paese dove tutto è più grande abbia ridimensionato parecchio i propri criteri. Anche l’esercito in Iraq era piccolino. Per contro, l’ossessione di e-mail-spazzatura che offrono prodotti penis larger fa presumere un nuovo timore USA del troppo piccolo… La valle dell’Eden – L’ultima uscita di pesca mi ha aperto il cuore. È stata anche la prima del 2003. Un sentiero porta in un punto che vi costringe a sedere su un sasso per guardarvi attorno. Il motivo è la bellezza. Enormi macigni formano alcune buche, ma è la loro disposizione a

* armonica distribuzione delle varie parti di un’opera d’arte.

Ciò che serve a me l’ho intorno. Il vento degli ultimi tre giorni ha reso il cielo cobalto chiaro, un colore perfetto se non fosse troppo simile allo sfondo del mio computer. L‘acqua è trasparente come “L’uomo senza ombra”, se avete visto il film, altrimenti va bene anche “L’uomo invisibile”. La chiazze colorate sui macigni sembrano dipinti di Kandinsky: non ce n’è una fuori posto. Chi ha realizzato questo torrente ha curato anche che ogni colore fondamentale sia accostato al suo complementare e da questo reso più vivo. Toni, vivacità e sfumature si accostano perfettamente ai bordi netti ed alle ombre. Un tronco argenteo di betulla attraversa lo spazio rendendo più cupa la buca più profonda, mentre un ramo fa illuminare le foglie sullo sfondo rosso di una lastra di calcare permeata di solfuri ferrosi. Il tronco fa pensare al mantello azzurro che domina il torrente nel Trionfo di Galatea con Aci trasformato in fonte di Luca Giordano (Uffizi). Il ramo e la roccia riprendono i colori del cespuglio circondato dalla terra rossa in Idillio a Tahiti, di Gauguin. Questo scorcio di torrente potrebbe ispirare artisti per generazioni, insegnare loro come accostare

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Puzzle di pietra ii  

Riflessioni di un pescatore a mosca lungo il suo torrente

Puzzle di pietra ii  

Riflessioni di un pescatore a mosca lungo il suo torrente

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