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Sopra: Pavlov ed il suo povero cane, inconsapevoli antesignani della psicologia del consumo. Anche noi siamo legati da fili (invisibili, che è peggio), mentre sofisticati strumenti di mercato ci inducono l’acquolina in bocca. A destra: serve una spiegazione?

la disciplina alieutica, tutta, è stata progressivamente invasa dal consumismo a discapito della naturalezza ambientale e della purezza della passione. Come sarà la fase quattro? Io credo che la fase quattro rappresenti una sorta di ritorno alle origini. Si ricomincia dalla fase uno, ma in una società meccanizzata dominata dalla rete con tutto ciò che ne consegue, che è difficile da prevedere perché lo stiamo sperimentando. I pescatori a mosca veri sono tornati ad essere uno sparuto nucleo di “raffinati puristi” che anelano a ricercare nella pesca la sua essenza primordiale, quella che dinnanzi a tutto pone la sfida col pesce, con l’ambiente, con i misteri del fiume, da ricercare in solitudine o con pochi amici lungo le rive di torrenti non falsificati dai no kill pronta pesca, che impiegano tutte le tecniche possibili, ma portando l’insidia con una consistente lenza atta a volteggiare. Io credo che siamo tornati ad essere pochi, poiché parte di noi e dei pescatori generici approdati alla pesca a mosca, pescando esclusivamente col filo, costituisce in realtà una nuova cate-

goria ancora bisognosa di un nome, assai simile alla pesca col buldo che lancia mosche di superficie grazie al peso del galleggiante piombato, come chi “ribalta” ninfe piombate lo fa grazie al peso di queste. Niente da vergognarsi, come per lo spinning, ma non è pesca a mosca, disciplina ben caratterizzata dal volteggio di una lenza lungo la quale è distribuito il peso. Esistono poi numerose tecniche per le situazioni ove non si batte chiodo ed occorre raggiungere fondali profondi con ninfe adeguate, tecniche che ho impiegato innumerevoli volte e che che sono state ben descritte alternativamente in Fly Line, che non ha mai avuto alcuna remora nei confronti di queste esche, se lanciate con la coda di topo. Oggi Fly Line continua a scrivere per chi pesca a mosca e desidera un’informazione tecnica, storica, futurista o letteraria che sia, ma approfondita, scevra da rapporti commerciali ed alla continua ricerca di cose nuove da raccontare. A volte ci azzecca, altre no, ma di certo ci prova. Il concorrente più spietato è il web, dove l’informazione è fantasticamente istantanea e quasi sempre superficiale, ma è lo stesso web che abitua a preferirla così: costa molta meno fatica intellettuale, pressante richiesta della psicologia di massa. Ma arriviamo alle conclusioni. Fly Line non è la rivista di Roberto Messori, ma la vostra, è la rivista dei pescatori a mosca. Saranno questi a deciderne la vita e l’evoluzione o la scom-

parsa. Molti mi scrivono di resistere perché è l’ultimo baluardo, ma è il gruppo che il baluardo difende a determinarne la forza con la sua partecipazione. La rivista è finanziata dai lettori, pertanto chiedo a tutti coloro che si riconoscono pescatori a mosca a tutti gli effetti di sostenerla con l’abbonamento, sempreché apprezzino ancora la carta stampata. Qualche anno fa sembrava che tutta l’editoria libraria finisse negli eBook, oggi s’è visto che è stato in buona parte un fuoco di paglia, anche se bruciò tante risorse ed imprese. Può darsi che anche l’editoria periodica di qualità, dopo l’estinzione provocata dal web, manifesti un ritorno.

La storia del nostro pianeta è costellata di estinzioni, ma la vita è sempre riesplosa. L’importante è che non si estinguano fiumi e insetti, ma le proiezioni indicano proprio gli insetti come futuri dominanti del pianeta. In effetti, anche se l’umanità se ne ciba sempre di più, non li mangeremo mai tutti. Affinché Fly Line continui la sua opera di divulgazione ed approfondimento, scevra da interferenze commerciali, ideologiche o politiche, ma obbediente solo a quegli aspetti della nostra disciplina che rispettano le leggi della natura, chiedo a tutto coloro che le riconoscono qualche merito di abbonarsi. Da parte mia cercherò nuovi canali che consentano ai lettori di interagire maggiormente e facilmente con le scelte redazionali, così da aprire le pagine ad eventuali nuove esigenze, purché in quell’ottica di base che ricerca, nei confronti dell’ambiente naturale, soprattutto l’armonia.

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Fly line l'ultimo baluardo  

L’articolo che state per leggere, “Fly Line - L’ultimo baluardo” è pubblicato nell’uscita di gennaio-febbraio 2018, esattamente la 192a rivi...

Fly line l'ultimo baluardo  

L’articolo che state per leggere, “Fly Line - L’ultimo baluardo” è pubblicato nell’uscita di gennaio-febbraio 2018, esattamente la 192a rivi...

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