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Renè Vuilleimier

La preghiera


Proprietà letteraria riservata: © 2017 by Himmel associazione

Terza edizione

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INTRODUZIONE

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Bisogna pregare «Bisogna pregare», ripeteva Leon Bloy a Jacques Maritain. «Tutto il resto è inutile, stupido! Bisogna pregare per sopportare l’orrore di questo mondo, per essere puri, per ottenere dal Signore la forza di aspettare» di sperare. «Non c’è disperazione, né tristezza per chi prega molto»! «La fede, la speranza, la carità e il dolore, il loro substrato, sono dei diamanti, e i diamanti sono rari, costano parecchio! Questi qui costano la preghiera che è essa stessa un inestimabile gioiello che bisogna conquistare» (Raissa Maritain, I Grandi Amici). Aveva ragione! Le parole sono parole, spesso lasciano il tempo che trovano. Ma la preghiera è grazia, benedizione di Dio. Senza questa, cosa si conclude? Da ognuno di noi Dio esige un lavoro, magari un capolavoro, consistente nella formazione della propria persona secondo la sua vocazione e missione. A tale scopo il Creatore dota ognuno dei talenti necessari. Ma «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (Salmo 127). È vero soprattutto della costruzione della Chiesa, della rigenerazione e santificazione del Corpo Mistico. Solo lo Spirito Santo ci può rinnovare con la grazia data alla preghiera. Senza questa, il mondo continuerà la sua vertiginosa corsa verso una irrimediabile e irreversibile decadenza. Invece del sospirato rinnovamento, assisteremo a un continuo peggioramento. «La capacità di ricevere in noi lo Spirito Santo esige soprattutto la preghiera, come fecero gli apostoli con Maria nel Cenacolo» (Paolo VI, 17 ott. ’74). La·crisi attuale è una crisi di fede, perché è crisi di preghiera, Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


innanzitutto nel clero. Lo spirito di fede è una grazia accordata allo spirito di preghiera. Rimettiamoci dunque in ginocchio per implorare l’aiuto del Signore. Fedeli, religiosi e sacerdoti, torniamo tutti all’umile preghiera!

Fedeli «sembra che non ci sia più spazio, anche fra cristiani impegnati, se non per l’azione, la solidarietà, i rapporti comunitari, l’efficienza operativa», scriveva Mons. Enrico Bartoletti. Eppure «il cristiano esiste e scompare con la preghiera». Questa forte espressione di Urs von Blalthasar non fa che riprendere e riassumere l’insegnamento più elementare attraverso il quale si sono formate le generazioni cristiane. I nostri genitori, le nostre parrocchie, i nostri migliori sacerdoti, i nostri santi, seppure in modi diversi, ci hanno insegnato questo, a pregare. «Stiamo attraversando una terribile crisi di fede, ma in realtà è crisi di preghiera: perché della fede, come adesione totale a Cristo, la preghiera è indispensabile alimento ed espressione fondamentale. Di tale crisi soffre anche il Clero che forse non mette tutto l’impegno per risolverla in sé e negli altri con tutta la convinzione e serietà richieste» (da Lourdes, 1972). «Il demonio fa di tutto per distrarci e toglierci il gusto della preghiera», scriveva Lucia, la veggente di Fatima (22 maggio ’58). «Però non bisogna aspettare un richiamo alla preghiera e alla penitenza né dal Sommo Pontefice, né dai vescovi, né dai parroci. E già tempo che ognuno, di sua iniziativa, riformi la sua vita secondo i richiami di Maria Santissima. Nazioni senza Dio Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


saranno il flagello scelto dal Signore per castigare l’Umanità, se noi, per mezzo dell’orazione e dei sacramenti non otterremo la grazia della loro conversione ». «I fedeli che non pregano non sono più cristiani. La vita di preghiera praticamente è la vita spirituale. Il cammino della preghiera è il cammino spirituale. Non basta pregare con le labbra, bisogna pregare col cuore: aprirsi alla Volontà di Dio. Digiuno e preghiera ci aiutano a crescere nella fede, ad accettare tutto ciò che Dio ci manda» (Maria SS. a Medjugorje), o domanda.

Religiosi «Sapendo che i Religiosi e i Sacerdoti infedeli alla loro eccelsa vocazione trascinano molte anime nell’inferno, il demonio vuole impadronirsi delle anime consacrate e lavora per corromperle, inducendo gli altri all’impenitenza finale. Usa tutte le astuzie, suggerendo perfino di aggiornare la vita religiosa! (Aggiornamento che, difatti, quasi dappertutto è consistito nel sopprimere o ridurre pratiche di pietà). Ne proviene sterilità alla vita interiore e freddezza nei fedeli circa la rinunzia ai piaceri e la totale immolazione a Dio. Quante anime cadranno nell’Inferno se non si prega e non si fa penitenza!» (Lucia di Fatima). «Che cosa pensi che io trovi oggi nelle Comunità religiose e in ogni Anima consacrata?», chiedeva Gesù a una mistica. «In tante di esse, solo tumulto e spirito del mondo. Ma se parla il Mondo col suo tumulto, con le sue false gioie, i suoi inganni, bisogna che Io taccia! E così faccio!

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Sono troppe le Anime consacrate che vestono un abito religioso e hanno spirito del mondo. Eppure il giorno della consacrazione religiosa si disse addio ai rumori del mondo, promettendo solennemente di non voler ascoltare che la mia voce. In generale, quasi tutte le congregazioni religiose hanno aperto i battenti allo spirito del mondo e non vi è più posto per Me in questi asili. Per tante di esse sarebbe meglio se non esistessero» (Il gran Messaggio di Amore, pp. 24.29). Veramente, « le Comunità religiose che cercano di rinnovarsi», notava il Card. Garrone, «debbono essere certe che i loro problemi non potranno mai essere risolti, se l’atmosfera in cui si svolge il loro lavoro di rinnovamento non è quello soprannaturale della fede e della preghiera». Spirito di fede e di preghiera costituisce, secondo Paolo VI, l’ideale contemplativo della vita monastica. I conventi devono essere, specialmente oggi, segni del primato della preghiera. La loro missione nella Chiesa è dimostrare che questa è per l’uomo la cosa principale. Tempi, istituzioni, formule cambiano. Una sola realtà non cambia: Dio e il bisogno che ne ha l’Umanità. In mezzo al mutamento universale, l’orazione, come la Croce, rimane immutabile. «Stat crux dum volvitur orbis». Nell’incertezza attuale e nell’instabilità generale, lo stato religioso deve oggi dare il senso della certezza e della stabilità, fondato sull’unione con Dio, perno di ogni valore eterno. In questo tempo di crisi in cui ogni verità è messa in dubbio e in discussione, soprattutto il contemplativo, l’uomo dell’unico necessario, deve fare riemergere col suo esempio i valori di fondo, le verità essenziali, le convinzioni insostituibili, base di equilibrio e di pace interiore, di serenità e di gioia; egli deve Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


irradiare la serenità e la sicurezza, la forza spirituale «con l’Amen nel cuore e l'’’Alleluia sulle labbra » (D. Guéranger). Bisogna che il religioso col suo spirito di fede e di preghiera faccia risplendere, al di sopra di tutte le bagatelle, il grande sole di Dio che illumina il mondo e fuga le tenebre dell’Inferno. Oggi le persone consacrate camminando allegramente col passo della Chiesa, senza esagerato attaccamento alle vecchie forme, senza eccessivo affetto a quelle nuove, devono essere i silenziosi testimoni e araldi dell’essenziale, ossia di Dio cercato, trovato e posseduto dall’anima che prega.

Sacerdoti «Assistiamo nel mondo moderno al declino della preghiera, tramonto determinato non soltanto dallo sparire, in mezzo al popolo, di alcune pratiche di pietà, ma soprattutto dalla mancanza, nei sacerdoti, di contemplazione, di meditazione, di contatto personale con Dio» (Mons. Bartoletti). «I sacerdoti non sono più uomini di preghiera, per questo si mondanizzano, anche se a loro pare di stare lontani dal mondo e se gridano al suo pervertimento. C’è bisogno per tutti i preti, giovani e non giovani, di riaffermare nella pratica concreta di ogni giorno il primato della preghiera, specialmente di quella personale, base della preghiera liturgica che n’è l’espressione. Senza un forte impegno di orazione personale, non potrà esserci nel sacerdote azione pastorale autentica, radicata in Dio e mossa dallo Spirito, aperta ai nuovi e mutevoli bisogni del tempo. Non sarà possibile a un pastore di anime, né animare la comunità liturgica, né vivere il mistero eucaristico, né esercitare il suo Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


specifico ministero apostolico, senza l’adorazione silenziosa dinnanzi al Santissimo, senza uno spazio sufficiente per la meditazione personale della Parola di Dio, senza giornate di ritiro e di riflessione. Da qui nasce per la Gerarchia l’impegno più urgente di questo momento. Nella vita religiosa e cristiana, tutto ritorna su questo punto che contiene la vera soluzione. Quando i fedeli e innanzi tutto i sacerdoti saranno, ognuno secondo le sue modalità, anime di preghiera piena e profonda, impegnata e vitale, non in cerca di consolazione, ma di forza interiore per rispondere all’appello di Dio, allora la Chiesa ritroverà la sua unità e invincibilità» (Id.) «Se Dio è con noi, chi potrà contro di noi»? (Rom 8,31). «Il grado della preghiera è segno del grado della fede. Coloro che reggono il peso della Chiesa rimangono profondamente turbati nel costatare, da tanti segni, lo scadimento della preghiera in sacerdoti trasportati dall’azione, disabituati dall’adorazione eucaristica, dall’orazione, perfino dal breviario. Che cosa sarà dei fedeli, se è così dei loro pastori»? (Card. Garrone). «Di quanti dubbi, anzi sofismi, la mia Chiesa va via via rivestendosi! La colpa è dei Teologi che speculano sui libri per cercare le verità “secolari”! Ma l’Amore non si trova tra le pagine dei libri e neppure la fede. I Misteri bisogna accettarli come tali, e come tali viverli. La fede è un dono di Dio che bisogna sviluppare e accrescere con l’amore. Il teologo cerca tra le pagine del libro l'Amore, ma l'anima mistica lo trova piantato nel proprio cuore. Sono i miei Ministri che vogliono buttar via Verità e Fede! Pensi che i miei sacerdoti abbiano tempo d’intrattenersi con Me? Lascerò che la barca di Pietro vada a fondo, poi la tirerò in s’alvo» (Il Gran Messaggio di Amore, pp. 57-70). Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


«E allora, dice il Signore, spanderò su Gerusalemme uno spirito di grazia e di preghiera» (Zacc. 12,· 10).

In pratica «Dobbiamo ammettere che il mondo di oggi non prega volentieri, non prega facilmente, non cerca ordinariamente la preghiera, non la gusta, spesso non la vuole» (Paolo VI, 28 feb. ’73). «Dobbiamo lamentare la diminuzione della preghiera personale. Bisogna che ciascuno impari a pregare dentro di sé e da sé. Altrimenti la Religione e la Liturgia saranno colpite d’impoverimento interiore, di ritualismo esteriore, di formalismo» (Id. 22 aprile ’71). «Si deve reagire contro ogni tendenza moderna che mirerebbe a fare passare in secondo piano, nella vita religiosa e cristiana, il colloquio con Dio, sia interiore che comunitario, per dare il primato ad altri fini umani, buoni in se stessi, ma sempre in dipendenza del fine primario o religioso che deve ispirare, penetrare e santificare tutto il resto » (11 nov ’68). «Ci vuole una Chiesa orante. La “Ecclesia orans” è un coro di singole voci vive, coscienti, amorose. Una devozione personale, una meditazione elaborata col proprio cuore, un certo grado di contemplazione silenziosa e adorante, gaudiosa e gemente, questa è l’esigenza della Chiesa per rinnovarsi» (22 aprile ’71). La preghiera è un dovere universale quanto vitale, è il respiro dell’anima che altrimenti muore asfissiata. «Come l’uomo respira, il cristiano prega» (Padre de Condren). «Come il corpo è Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


morto senza l’anima, l’anima è morta senza la preghiera» (S. Giovanni Crisostomo). Specialmente oggi, «se i giovani non pregano, non possono che morire»! (Card. Garrone). Nessuno quindi, è dispensato della preghiera. «Cosa si può aggiungere ancora sul dovere di pregare? Il Signore stesso ha pregato perché facessimo altrettanto dietro il suo esempio (Tertulliano, Trattato sulla preghiera). Maria SS.: «Richiamo la tua attenzione sulla costante abitudine di Giuseppe e mia di dare sempre il primo posto alla preghiera. Stanchezza, fretta, crucci, occupazioni erano cose che non impedivano la preghiera, ma anzi, l’aiutavano. Essa era sempre la regina delle nostre occupazioni, il nostro ristoro, la nostra luce, la nostra speranza. Se nelle ore tristi era conforto, nelle ore felici era canto; era la costante amica dell’anima nostra, quella che ci staccava dalla terra, dall’esilio e ci librava in alto verso il Cielo. Non io sola, ma anche Giuseppe si sentiva unito a Dio quando pregava, perché la nostra preghiera era vera adorazione con tutto il nostro essere che si fondeva con Dio, adorandolo ed essendone abbracciato. Guardate: neppure io, avendo con la maternità, in me, l’Eterno, mi sono sentita esente dal riverente ossequio al Tempio. La santità più alta non esime dal sentirsi un nulla rispetto a Dio e dall’umiliare questo nulla in un continuo osanna alla sua gloria. Siete deboli, poveri, difettosi? Invocate la santità del Signore. Chiamatelo sulla vostra miseria. Egli verrà, trasfondendovi la sua santità. Siete santi e ricchi di meriti ai suoi occhi? Invocate ugualmente la santità del Signore. Infinita, essa accrescerà sempre di più la vostra. Gli Angeli, esseri superiori alle debolezze dell’Umanità, non cessano un istante di cantare il loro “Sanctus” Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


e la loro bellezza soprannaturale aumenta ad ogni loro invocazione. Imitateli! Non privatevi mai della protezione della preghiera contro la quale si spuntano le armi di Satana, le malizie del Mondo, gli appetiti della carne e le superbie della mente. Non deponete mai questa arma per la quale i Cieli si aprono e ne piovono grazie e benedizioni. La Terra ha bisogno di un lavacro di preghiere per purificarsi dalle colpe che attirano i castighi di Dio. E posto che pochi pregano, quei pochi devono pregare come fossero tanti, devono moltiplicare le loro ardenti preghiere per raggiungere quella somma necessaria per ottenere grazia; preghiere ardenti: vive, condite cioè di vero amore e di sacrificio » (Poema IV, p. 387). «Da tutto ciò emerge un dovere semplicissimo, ma fondamentale: bisogna pregare, pregare di più, pregare meglio, con umiltà e fiducia, pregare con Maria Santissima che può tutto ottenere» (Paolo VI, l sett. ’74). «Dobbiamo, quindi, restituire alla preghiera il suo primato, la sua importanza, la sua dignità semplice e solenne come conviene al culto del vero Dio e al colloquio filiale col Padre, mediante il Figlio nello Spirito Santo, col coro dei Santi, tra i quali presiede Maria, Madre e modello della Chiesa» (Id. 22 dic. ’74). «Vorrei che i sacerdoti parlassero sempre della preghiera», avrebbe detto la Madonna a un’anima. Difatti, la missione del sacerdote è di salvare le anime, e ci riesce nella misura che le fa pregare. La preghiera, quindi, deve essere la fedele nostra compagna sulla Terra per portarci in Cielo. Rende Dio presente nei momenti più drammatici della vita. Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


«Chi prega si salva, chi non prega non si salva » (S. Alfonso di Liguori). È per tutti una questione di vita e di morte eterna! Allora, approfondiamo il mistero della preghiera, mistero di salvezza.

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Autore: René Vuilleumier Titolo: La preghiera Formano: 16,5x11,5 Pagine: 271


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