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Anno II - Numero 10 - Domenica 18 marzo 2012

Periodico di informazione dell’area a nord di Napoli - www.casacasoria.it - Distribuzione gratuita

La dittatura delle APPARENZE Potere e vanitĂ  sono l'unico metro di giudizio.


EDITORIALE

La dittatura delle APPARENZE Potere e vanità sono l’unico metro di giudizio. di Giuseppe Storti

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’uomo di superficie. E’ il titolo del nuovo libro del Prof. Vittorino Andreoli. Noto Psichiatra, analista dei fenomeni sociali, e degli sconvolgimenti della mente umana nel contesto attuale. Una disamina nuda e cruda di ciò che sta succedendo all’uomo di superficie. Ossessionato dal potere e dalla bellezza. Un’epoca senz’anima. Con una pornografia dei valori, ostentata e diffusa con messaggi impropri, direi addirittura subliminali, da una classe politica inetta e rapace. Il driver della società è il potere. Ormai assurto a malattia, per la quale non c’è rimedio che aumentarlo. Si guarisce stando peggio. Il culto del corpo, inculcato dai mass media e da internet a cui secondo Andreoli, abbiamo affidato il nostro destino, è la metafora del gravissimo degrado del Paese, in primis etico. Il nodo da sciogliere è la politica: vanesia ed autoreferenziale. La terapia deve partire proprio da questo nodo gordiano. Da recidere. Abbiamo introdotto questi temi, che ci sembra furoreggiano anche nel nostro piccolo microcosmo. Casoria, scossa da una crisi politica, ma prima di tutto etica, senza precedenti. Mai accaduto che una maggioranza entri in crisi dopo otto mesi o giù di lì. Nel bel mezzo di una crisi economica mondiale che investe l’Italia, anello debole dell’Europa dei banchieri e dei mercanti. Con una

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gigantesca emergenza sociale, che rischia di sfociare nel modo peggiore, diventando una questione di ordine pubblico. Mentre nel palazzo si inscenano indegni teatrini di una politica politicante, permalosa e privilegiata, che occupa le istituzioni, non le governa, con arroganza e cupidigia. Una politica senz’anima, che non si preoccupa del bene comune, ma pensa ad aumentare il proprio consenso elettorale, distribuendo nomine pubbliche ai propri ascari. Il punto è proprio questo. Non ci meraviglia l’impronta politica sulle nomine. Ovvero il metodo. Il problema è il merito. Ossia: i nominati, hanno tutti i requisiti previsti dagli avvisi di nomina, pubblicati sul portale del Comune? Avevano tutti presentato regolare

domanda? E’ stata garantita la “par conditio” tra tutti i candidati? E’ stata fatta la comparazione tra i curricula dei candidati? Ancora: può un quadro di partito far parte di organismi di controllo nell’ambito dell’Ente locale? Con risposte efficace e convincenti a questi legittimi dubbi, si può anche pensare di nominare “figli di….. “ la cosa non ci sconvolge affatto. Ci sconvolge e ci sconforta il fatto che i figli di “nessuno”. Ovvero: le centinaia di giovani laureati e diplomati di questa città, che hanno il solo torto di non essersi candidati nelle liste elettorali dei partiti di maggioranza, ma hanno titoli e professionalità da vendere, ergo: il merito, rimangano al palo. Aveva ragione il sociologo americano Banfield: il familismo amorale è uno di mali storici del Mezzogiorno. Casoria lo testimonia in maniera lapalissiana. Intanto i curriculum vitae dei nominati, e dei consulenti andrebbe messo in rete. Ciò è previsto dalle leggi vigenti. Ma del resto non sono

in rete nemmeno tutti i curriculum vitae dei dirigenti(altro obbligo di legge), figuriamoci un po’. Intanto si allungano i tempi per il PIU’ EUROPA. Il Sindaco è costretto a rimandare le promesse della firma della convenzione con la Regione sempre a date nuove. Al concerto della Ricciarelli, in un luogo sacro, promise che si sarebbe firmata la convenzione entro gennaio. Siamo a marzo. In quell’occasione si disse anche che la cittadella del Benessere in zona Ovulo autostradale, si sarebbe realizzata. Ora si propone la stessa area per il nuovo stadio napoletano. Poi sui giornali leggiamo che De Magistris e il Presidente del Napoli calcio, si incontrano per definire i dettagli del nuovo stadio, che dovrebbe realizzarsi a Ponticelli. Insomma un pizzico di chiarezza e di trasparenza gioverebbe ai politici locali ed all’immagine della città. E’ ovvio che noi tifiamo Casoria, quindi ci auguriamo che domani si firmi la convenzione per il PIU’ EUROPA, che dopodomani il nuovo stadio napoletano venga realizzato a Casoria. Ma la credibilità di una classe di governo si misura anche dalla solidità di una maggioranza politica e numerica, che allo stato non c’è. E quale imprenditore può esser disponibile ad investire in questa nostra sfortunata città, sapendo di dover aver a che fare con una classe politica litigiosa, divisa ed inconcludente? Mentre accade tutto ciò nel palazzo della politica, molti, anzi tanti, non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. I servizi alla persona vengono tagliati, in particolare per i disabili gravi. Però vivaddio ci sono i salotti letterari e filosofici. Aristotele, che pure era un filosofo diceva: “primum vivere, deinde filosophari”. Ergo, pensiamo prima a riempirci la pancia e poi filosofeggiamo. La gente ha la pancia vuota ed il disagio sociale aumenta in maniera esponenziale. Di passerelle, e di comparsate ne abbiamo viste già a iosa. In un momento come questo la sobrietà dovrebbe essere di norma. Ora basta! Questo il quadro dello stato dell’arte. Ai posteri, ed a voi Cari lettori, che ci seguite sempre più numerosi sia sul cartaceo che sul web, l’ardua sentenza. Buona domenica!

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POLITICA

PARTITO DEMOCRATICO fuori dalla maggioranza Nuove elezioni o trasformismo politico: come sarà risolta la crisi? di Rosa Davide

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opo mesi di silenzio e di totale immobilismo politico, la notizia tanto attesa è giunta. Una notizia che certamente non si può definire sorprendente, ma che anzi era assolutamente prevedibile. Attraverso un ulteriore comunicato stampa, datato 9 Marzo, il Partito Democratico ha ufficializzato la sua uscita dall’attuale amministrazione. Nel comunic ato, firmato dal responsabile della Federazione Provinciale del PD di Napoli, Andrea Orlando, e dal segretario cittadino Pasquale Amoroso, si può leggere che la totale assenza di iniziative concrete da parte del sindaco Enzo Carfora , tese ad

avviare il percorso politico programmatico condiviso, rende doverosa l’uscita del Partito Democratico dalla maggioranza. Orlando, ha inoltre invitato la delegazione in giunta a comportarsi di conseguenza, augurandosi che il sindaco metta finalmente in atto, come non ha fatto finora, iniziative finalizzate al superamento della crisi amministrativa. La guerra dei comunicati così continua e le polemiche continuano a scoppiare solo ed unicamente sui social network. Il modo migliore per fare politica, per una buona fetta dei personaggi locali, è la rete. Facebook permette infatti di commentare, lanciare critiche, insulti e offese gratuite in maniera rapida ed efficace, e poi di cancellare il tutto con un semplice click. Un metodo ideale dunque, produttivo e assolutamente costruttivo… In questo clima di totale incertezza e di tensione, i cittadini continuano a chiedersi cosa farà il sindaco Enzo Carfora. Sarà coerente con quanto ha annunciato in precedenza oppure no? Nell’ultima seduta del consiglio comunale, il primo cittadino aveva infatti di-

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chiarato sinceramente l’esistenza di fratture all’interno della maggioranza e aveva anche aggiunto di non essere legato alla poltrona, qualora quindi la maggioranza non fosse stata in grado di risolvere i problemi che bloccano l’azione amministrativa, lui non avrebbe avuto alcun problema a tornare a casa. Da sempre Carfora ha annunciato di non essere favorevole a possibili fenomeni di trasformismo, che porterebbero ad un nuovo assetto della maggioranza. Seguendo questo ragionamento logico, le posizioni del PD, che attualmente non potrebbero essere più chiare, porterebbero ad unica soluzione possibile: le dimissioni da parte del sindaco. Intanto, il consigliere comunale Massimo Iodice, avrebbe già pronta la mozione di sfiducia per Vincenzo Carfora, con l’intenzione di discuterne non soltanto con gli altri membri della minoranza ma anche di chiedere al Partito Democratico di essere conseguenziale con le dichiarazioni fatte nei confronti dell’Amministrazione, e di unirsi quindi nella presentazione della sfiducia al primo cittadino. Intanto è stato convocato un nuovo consiglio comunale, previsto per il giorno 22 Marzo alle ore 9:00. Si tratterà di una doppia seduta, con all’ordine del giorno la ripresa dell’assise già celebrata il giorno 27 Febbraio e poi l’istituzione della Consulta dei Presidenti del Consiglio Comunale a Nord di Napoli. Con la speranza che vengano posti al centro gli interessi dei cittadini, e che si scelga dunque la via più rapida e indolore per uscire dalla crisi, continueremo sempre a tenervi aggiornati, anche sul sito web www.casacasoria.it . Buona Domenica!

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I L FAT T O

Caro carburanti: arrivano le “POMPE BIANCHE” Presto anche a Casoria. di Daniela Devecchi

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li enormi aumenti del cosiddetto oro nero, rappresentano quasi l' argomento all'ordine del giorno. Non esiste cittadino che prima di scendere da casa, non dia uno sguardo fugace al contatore del serbatoio, conteggiando l' eventuale spesa da affrontare prima di arrivare a destinazione. E' tra le digressioni più sentite; e se prima ci si poteva permettere di uscire utilizzando tutti i mezzi a disposizione, oggigiorno ci si organizza per cercare di raggiungere la meta desiderata magari con un' auto sola, dividendo il costo della benzina. Cosa più grave è che il quadro non tende minimamente a peggiorare anzi: il costo del verde e del diesel aumentano ogni giorno di più , si è arrivati a sfiorare i due ero con la benzina e oltre un euro e ottanta con il gasolio, sono

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previsti nuovi rincari per la seconda metà dell'anno, e gli automobilisti abituali sono già nel panico. Se la situazione è grave in tutta Italia peggio ancora lo è per la Campania le province in particolare. A Casoria, sono in tanti gli automobilisti che decidono di rinunciare a prendere l' auto se non per stretta necessità, si dà molto più spazio alla “sana camminata a piedi” sicuramente

meno comoda ma molto più economica, si prediligono le auto con impianti a gas o metano, persino gli automezzi “decennali” vengono adattati alle nuove strategie. Ma

non tutti scelgono questa opzione: in un inferno di prezzi e di costi elevati ad averla la meglio sono le cosiddette “pompe bianche”. Ce ne sono alcune disseminate nei quartieri di Napoli, e non sempre i Casoriani possono raggiungerle , pena un consumo troppo elevato del carburante solo per arrivare la posto più economico, con il rischio anche di fare lunghe ore di fila. Certo i cittadini che fanno ricorso a queste pompe a basso costo sono sempre di più: basti pensare che i pagamenti sono inferiori alle pompe normali di circa dieci centesimi, con un risparmio netto per pieno di circa cinque euro per verde e dieci euro per il diesel; una ricchezza se si pensa che oggigiorno un cittadino medio che percorre pochi chilometri al giorno con la propria auto spende almeno dieci euro . Eppure di queste pompe economiche a Casoria neanche l' ombra. Non ancora almeno. E forse sono state le tante preghiere dei casoriani che hanno fatto sì che avvenisse il miracolo. Anche se non ancora aperta una erogatore di carburante, non certamente pubblicizzato quindi sicuramente più economico è già visibile in Via Circumvallazione esterna. “Ener Fuel” al momento è ' insegna che spicca proprio su una delle strade più trafficate del comune. Come accennato non ha ancora aperto. Ma c'è chi già scommette che “scoppietterà di clientela”!.

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IL CASO

A Casoria i CANI sono trattati meglio dei CITTADINI Bandita a dicembre una gara d’appalto di oltre 70mila euro per realizzare servizi igienici destinati ai nostri amici a quattro zampe. di Luca Scialò

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ra i tanti pericoli che incombono sotto i piedi dei pedoni – buche, tombini, marciapiedi dissestati, ecc. – occorre annoverare anche le feci dei nostri amici a quattro zampe, i quali sono costretti a cospargere le strade con i propri bisogni fisiologici data l’assenza di spazi appositi per le loro esigenze e il menefreghismo dei padroni. Certo, quando le calpestiamo ci consoliamo dicendoci che “porta fortuna”; ma è sempre meglio evitarle. La nostra amministrazione probabilmente non è scaramantica e, soprattutto, deve amare così tanto i cani da pubblica-

re lo scorso 5 dicembre un bando di gara al fine di costruire servizi igienici adeguati alle loro esigenze. Un amore che non bada a spese, specie se i soldi sono nostri: ben 62.948,00 euro, Iva esclusa. Il bando, visibile sul sito del Comune alla voce Bandi Avvisi – Ordinanze (cliccando poi sulla voce Gare, è il primo diviso in quattro file Pdf ), riporta nel dettaglio tutti i servizi che dovranno essere realizzati: 42 isole ecologiche e 65 toilette. Le prime costerebbero 759 euro cadauno, le seconde 478 euro per unità. Sono poi riportate, in modo precisissimo, le misure e il peso preciso. Inoltre, sulle attrezzature deve altresì essere riportato obbligatoriamente il logo del Comune di Casoria. Giustamente certe trovate geniali necessitano del copyright.

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Il bando è scaduto il 5 gennaio e l’apertura delle buste pervenute, nonché la valutazione della documentazione in essa contenuta, si sarebbero dovute svolgere in data 12 gennaio. Sul sito però, a due mesi di distanza, non è riportato l’esito della gara; dunque presumiamo che non si sia più svolta, forse per mancanza di candidature ricevute. Non ce ne vogliano i cani, ma con quei soldi si potrebbero fare tante altre cose, che non elenchiamo per questioni di spazio. In fondo per i loro bisognini basterebbe obbligare a suon di multe e controlli i loro padroni a munirsi di scopetta e palettina; o, se lor signori proprio ritengono

tale gesto un’offesa alla propria signorilità, almeno obbligarli a portare i propri cani nei giardinetti. Questi ultimi diventati peraltro nella nostra cittadina delle autentiche oasi nel deserto. Ma su questo occorrerebbe aprire un nuovo capitolo…

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ARPINO

Arpino: il Cardinale Sepe abbraccia i suoi giovani C’è aria di speranza ed umanità: “Comprendo questo momento di crisi e vi sono vicino. Vi voglio bene”. di Raffaella Battinelli

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ei giorni scorsi il Cardinale Crescenzio Sepe ha voluto incontrare le 23 parrocchie che compongono il sesto Decanato della nostra Diocesi, a cui appartengono anche le parrocchie S. Maria Francesca delle Cinque Piaghe in Casoria, Maria SS. delle Grazie al Purgatorio, SS. Addolorata alla Stadera, le quali sono state scelte per un incontro più particolare. Sua Eminenza ha fatto ingresso nella parrocchia S. Maria Francesca delle Cinque Piaghe in Casoria alle 10:15 dove, dopo la preghiera con tutti i sacerdoti del Decanato nella Cappella dell’ Adorazione,ha effettuato una verifica sull’ andamento delle parrocchie presenti sul territorio. Nel pomeriggio ha incontrato tutti i rappresentanti delle Caritas parrocchiali del Decanato, con la presenza del Direttore Diocesano don Enzo Cozzolino. Dopo aver pre-

sentato quanto già svolto, è stata rivolta attenzione a quanto si sta realizzando oggi e a ciò che si intende realizzare in futuro. Di seguito è avvenuto l’incontro con i Consigli Pastorali Parrocchiali ed i Consigli per gli affari economici Pastorali delle tre parrocchie su menzionate. Insomma il nostro amato Cardinale ha avuto proprio un gran bel da fare. Ma non è finita qui. Sua Eminenza infatti ha assistito alla breve illustrazione, da parte del segretario di ogni Consiglio Parrocchiale Pastorale, di come si svolgono la programmazione pastorale parrocchiale ed il cammino pastorale interparrocchiale alla luce della sua nuova lettera pastorale “Per amore del mio popolo”. Si spera sia rimasto soddisfatto! L’ impegno è tantissimo e purtroppo tantissime sono anche le difficoltà presenti nella nostra realtà, sul nostro territorio. Al giorno d’oggi la crisi economica e la mancanza di opportunità lavorative quasi annientano ogni prospettiva futura; la delusione e la sfiducia poi fanno tutto il resto. I giovani e le famiglie sono le principali vittime di questo male attuale, che fa sprofondare sempre più nello sconforto e nell’abbandono dei veri valori. Si può certa-

mente affermare che la presenza del Cardinale Sepe ha portato un’aria nuova, fatta di rinnovata fiducia e rincuorante speranza. Un orizzonte nuovo con il forte sostegno del suo affetto ma soprattutto della sua immensa umanità. “Il suo zelo ci scuote e ci incoraggia ad andare sempre avanti” scrive don Jonas Gianneo nella lettera di benvenuto. E’ stato proprio così. Il momento certamente più toccante di questo incontro fatto di verifiche, confronto ed approfondimenti si è avuto alla sera quando tutti i giovani (circa 400) lo hanno atteso,a sua insaputa, ed accolto calorosamente in parrocchia. Sua eminenza è rimasto visibilmente commosso dal gesto ed ha rivolto alla sua giovane platea le seguenti parole: “Comprendo questo momento di crisi e ci tengo a farvi sapere che vi sono vicino. Vi voglio bene”. L’invito è quello di non scoraggiarsi e ad avere fiducia nella vita.“Napoli è un capolavoro che Dio ha posto nelle mani dell’uomo(…) deve avere una certa bellezza perché Dio ha voluto rivestirla con tanto amore(…)”.Il nostro compito è dunque quello di conoscere ed apprezzare la nostra città, imparare ad amarla.

I L FAT T O

Ricordando la giornata mondiale della gioventù… I giovani del XI decanato si riuniscono per un momento di condivisione. di Antonella Storti

Siate sempre lieti nel Signore.” Questo il messaggio lanciato dai circa centocinquanta giovani che hanno affollato i locali della chiesa di Sant’Antonio Abate, sita in Casoria. Questo, soprattutto, il messaggio lanciato dal decano Don Marco Liardo, che ha preso parte all’evento, trasmettendo una carica di vitalità a tutti i presenti. Uno dei principali scopi della serata è stato quello di ricordare la Giornata Mondiale della Gio-

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ventù, svoltasi a Madrid l’Agosto scorso. Sono stati, infatti, proiettati dei video contenenti slides di foto, raffiguranti la capitale spagnola, gremita di giovani e bandiere d’ogni nazionalità. Fondamentale anche l’invito, rivolto ai presenti, a partecipare alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Rio De Janeiro nell’estate del 2013. Momenti di importante condivisione che hanno arricchito tutti i partecipanti, mostrando chiaramente come, tra i giovani casoriani, sia forte e diffuso il desiderio di aggregazione, unità, ma soprattutto di mezzi ed occasioni idonee allo scopo. Altra tematica affrontata è stato il Genfest, che si terrà a Budapest, dal 31 Agosto al 2 Settembre. Emblema dell’evento è il motto “Let’s brid-

ge”, ossia “costruiamo ponti”. Nato da un’idea di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, il Genfest è una vera e propria festa, che ha lo scopo di dimostrare che è ancora possibile costruire ponti di fraternità che uniscano ogni angolo del mondo. Migliaia di giovani, di differenti nazionalità, culture ed etnie, si ritroveranno nella capitale ungherese, mossi tutti dalla stessa idea: l’unità. Unità tra i popoli, ma anche tra estrazioni sociali differenti. Unità tra gruppi familiari, comunità cristiane e, più in generale, comunità religiose. Momenti ludici e musicali hanno allietato la restante parte della serata. Già in programma la prossima attività di condivisione, da svolgersi dopo le festività pasquali.

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IL CASO

Fieri di essere NAPOLETANI “Napoli è l'amarezza squarciata da un sorriso che appare sul viso di un bambino come un arcobaleno dopo una pioggia di lacrime: questa la vera immagine di Napoli”. di Mina Puca

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ros Ramazzotti in un’intervista successiva al brutto episodio di cronaca in cui è stata coinvolta Laura Pausini - protagonista delle prime pagine di tutti i quotidiani e dei telegiornali per la perdita del giovane Matteo, mentre a Reggio Calabria montava il palco su cui avrebbe dovuto esibirsi – ha affermato “Sono anni ormai che non faccio più date da Roma in giù”. Il cantante sostiene che mancano spazi adeguati e sicuri al Sud, manca professionalità e le costruzioni sono vecchie di almeno quarant’anni. Caro Eros … vorrei ricordarti che lo stesso evento capitò qualche mese fa per il concerto di Jovanotti a Trieste! Le morti bianche, gli infortuni sul lavoro, sono avvenimenti incresciosi che non dovrebbero verificarsi né a Nord, né al Centro, nè tanto meno al Sud. Purtrop-

po la sicurezza sul lavoro è uno dei tanti dilemmi che sconvolge la società odierna, ma che di certo non si affronta discriminando il Meriodione e i meridionali. In una scivolata simile si imbattè qualche anno fa Antonello Venditti, quando in un concerto a Messina, per accattivarsi forse il consenso e gli applausi del pubblico affermò:” Ma perché Dio ha fatto la Calabria? Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria”. Il continuo offenderci dovrebbe in qualche modo invogliarci a fare di più e a offrire il meglio di noi. Siamo spesso protagonisti di fatti di cronaca da prima pagina, ma ciò non toglie che ogni paese è fatto di “buoni” e di “cattivi”, di “saggi” e di “idioti”. Il mondo è bello perché vario, ma sarebbe opportuno che a fare la differenza fossero sempre i migliori. Da napoletana, fiera e orgogliosa, mi viene da ricordare l’intervento di Alessandro Siani all’ultimo Festival di Sanremo. Nella parte finale del suo monologo recitava : “Chiariamo la situazione tra nord e sud... Il nord che cos'è? Il nord è quella linea dell'orizzonte che divide l'emigrante dal folclore e la sua città, Milano, è una

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città che dà la possibilità, anzi dà una possibilità e la possibilità è sempre un miracolo e miracolo è sinonimo di speranza. Addirittura ci sono persone che vorrebbero dividere l'Italia, ma l'Italia per me è come il mare, è indivisibile! Il sud è l'impossibile, è un cerchio quadrato, è un pozzo senza profondità, è un mare alto e lungo che dà la mano al cielo, ma non riesce a salire su in paradiso. Il sud è il capovolgimento di luoghi comuni, è la vertigine del mondo e poi c'è Napoli. Napoli... quando cammini nella la mia città non riesci ad essere obiettivo, nel dare un giudizio su quello che i tuoi occhi stupiti stanno guardando. Sono confusi da quelle immagini che ti entrano nel cuore, rimbalzano dall'anima e poi quando meno te lo aspetti ti ritornano alla mente. E allora Napoli che cos'è? Napoli è l'amarezza squarciata da un sorriso che appare sul viso di un bambino come un arcobaleno dopo una pioggia di lacrime. Nord, Sud, siamo sulla stessa barca. Ma siamo un grande popolo, siamo ITALIANI!”. Menomale che ci sono artisti come Siani … o come Lucio Dalla, che pur non essendo di Napoli, ha affermato: "Quando mi parlano di bellezza, la prima cosa che mi viene in mente è Napoli".

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TEMPI MODERNI

Un viaggio fra le PAROLE La parola, regina della chat. di Vittoria Caso

Un viaggio fra le parole” così si potrebbe definire l’esperienza nella chat, tipo di comunicazione assai attuale, che si sta diffondendo sempre di più, suscitando, proprio per le sue peculiarità, l’attenzione di sociologi, psicologici, antropologi. Parole: momenti belli ed emozioni nuove, lo stupore iniziale, l’attesa trepidante per gli incontri virtuali, la gioia del ritrovarsi sui social network, l’ansia per l’incontro reale, la speranza, la delusione, il rincorrersi, il ritrovarsi… La parola ha un fascino magico, è vero, ma anche perverso, ingannevole, ambiguo. La parola, per quanto scelta per l’aderenza al significato e la pertinenza al concetto, può da sola dare vita ad una comunicazione realistica e veritiera? Parole prive di gesti, di sguardi, di voce sono in grado di farci cogliere il mondo interiore del nostro interlocutore? Sono capaci di rendere esplicita all’uno la personalità dell’altro? Le dinamiche che si snodano intorno alla parola sono molteplici, così come sono diversi i comportamenti, tanti quanti sono gli esseri umani nella loro originalità ed imprevedibilità. La parola, strumento del pensiero, esprime

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sogni, desideri, idee, traduce il nostro mondo interiore e i nostri sentimenti. Ma è pur vero che ognuno interpreta ciò che legge in modo soggettivo. La parola, infatti, la cui riscoperta è indubbio merito della chat, è soggetta, come ci avvertivano soprattutto gli scrittori del primo novecento, a molteplici interpretazioni. Siamo certi che l’interlocutore nel decodificare il nostro messaggio vi conferisca il significato che noi gli stiamo attribuendo, considerato che quelle parole riflettono di noi vissuto, sensibilità, cultura, esperienza? Certamente nel chattare non tutti sono se stessi e se per alcuni la chat è uno strumento d’introspezione, se può dare la parola ai timidi, consente però anche di barare con se stessi e con gli altri. Al rapimento emozionale della riscoperta della parola fa riscontro sempre l’etica della lealtà e del rispetto per l’altro? Il viaggio nel mondo delle parole è emozionante, denso di stupore per la riscoperta di un universo d’espressioni, per la complicità con i compagni di gioco, per un gioco che incuriosisce ma può anche ferire profondamente perché è ingannevole quando non c’è congruenza tra essere reale ed essere virtuale Eppure la parola, per quanto scelta con cura, non può da sola dare origine ad una comunicazione realistica; essa deve essere arric-

chita e completata da quel variegato insieme d’elementi che è definito Linguaggio Non Verbale Parlare con il nostro interlocutore guardandolo negli occhi, ascoltandone le inflessioni vocali, il tono e il volume della voce, le pause, osservandone la gestualità, le posture, i movimenti corporei, la mimica facciale, apre la percezione all’universo sensoriale, rendendo tangibili sia a noi sia all’interlocutore le nostre sensazioni e soprattutto le nostre emozioni: insieme delicato e vivissimo che si agita nel più profondo del nostro essere. La corporeità esprime e comunica sempre qualcosa di noi con sincerità e inconsciamente. Codificare o decodificare un messaggio implica una serie complessa d’operazioni a livello cognitivo, emotivo, affettivo, interpersonale, tra loro interrelate. Se la parola ha significato, un gesto, uno sguardo, un ammiccamento, l’aggrottare le sopracciglia, accostarsi o allontanarsi dall’altro, i silenzi che piombano improvvisi sono veicoli tutti di significati da decodificare. Le parole da sole non bastano! Soltanto un sistema integrato di parole, gesti, sguardi, sincronismi posturali può instaurare una comunicazione veramente completa, significativa e gratificante per entrambi gli interlocutori.

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L'EMIGRANTE

La rivoluzione delle COSCIENZE La voce o la penna arma micidiale se usata in modo appropriata. di Edy Vitale

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'invisibilità dà una sensazione strana, paurosa e piacevole al tempo stesso. Ti rendi conto di essere considerato un niente da molti che non sanno neppure che esisti, che sei una persona, che hai dei diritti calpestati.

Loro se ne fregano. presi dal vortice di interessi personalistici e di pressioni cui non possono sottrarsi, del tutto indifferenti di fronte a parole desuete e prive di senso (per loro!), come "valori mo-

rali, merito, giustizia, legge", non si accorgono di te, non hanno bisogno della tua presenza, che anzi potrebbe risultare fastidiosa,ostativa, creare problemi... L'invisibilità è anche piacevole, a volte: non sei costretto a stare in contatto con ipocriti ed ignoranti, a scendere a compromessi e patti scellerati, a non vedere, a tua volta, le tante cose che non vanno... Però l'invisibilità può diventare una gabbia, una cappa opprimente che può danneggiarti e ferirti profondamente e allora bisogna strappare il velo, violentemente, uscire allo scoperto, scuotere dall'inerzia chi finge di non vedere o non sapere... La voce allora diventa sempre più forte e grida imperiosa contro l'ingiustizia e l'illegalità, senza paura. La voce o la penna, arma micidiale se usata in modo appropriato. Solo così si potrà abbattere il castello di omertà, menzogne, ipocrisie, asservimento, illegittimità più o meno nascoste e ci sarà un'improvvisa esplosione di luce! Certo qualsiasi esplosione produce effetti devastanti, ma ,come afferma Svevo, necessari e catartici." Forse traverso una catastrofe inaudita...ritorneremo alla salute... Ci sarà un'esplosione enorme che

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nessuno udrà ...". Un'ardita metafora potrebbe trasferire gli effetti dell'esplosione atomica sul piano di un' esplosione delle coscienze. D'altra parte gli invisibili hanno proprio questa caratteristica: l'ostinata difesa di principi di lealtà e di giustizia, a dispetto di tempi e uomini corrotti, e la consapevolezza di essere in grado, se necessario, di attuare una rivoluzione mentale, per difendere ad oltranza quei valori-cardine della propria vita,oggi impunemente calpestati: una rivoluzione delle coscienze, insomma, che rimetta a posto le cose e abbatta i privilegi degli "intoccabili"così fortemente inseriti nel sistema di potere.

è anche online!!!

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T ER Z A PAG I N A

È venuto a mancare il merito nella società e nella scuola La scuola non dispensa piu’ cultura. di Pasquale Di Petta

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oti bassi, sistema di crediti e debiti, interrogazioni programmate, alunni violenti, professoresse picchiate, rivolta dei genitori, ecc. sono episodi gravissimi che denotano l’alto grado di disagio in cui si trova oggi la scuola per anni demolita da leggi e leggine dei governatori di turno e mai ricostruita a misura degli utenti. La scuola non è più l’istituzione creatrice, custode e dispensatrice di cultura. Essa ha perso il rispetto. Si è ridotta ad una fabbrica di titoli di studio e ad una creatrice di illusioni. Produce eserciti di diplomati e laureati destinati alla disoccupazione. E i professori, che giungono alla cattedra dopo lunghissima attesa, prendono uno stipendio al di sotto di quello di un operaio. E la collettività applica il criterio: <<Tu vali quanto hai>>. L’insegnante di qualsiasi tipo di scuola non ha nessuna possibilità di sviluppare la sua carriera. Il più bravo ed il meno bravo vengono pagati tutti allo stesso modo. Il merito è scomparso dalla scuola e dalla società. La difficoltà di entrare in ruolo e la modesta retribuzione hanno allontanato gli uomini dalla professione docente e l’insegnamento è rimasto nelle mani delle donne. Agli alunni è venuto a mancare il modello maschile in cui identificarsi. La scuola è rimasta come una famiglia in cui manca la figura paterna. E questo problema crea disagio anche per la fragilità di tante insegnanti.

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Inoltre, i sistemi concorsuali non sono idonei ad individuare le attitudini all’insegnamento, che sono le capacità principali per una buona riuscita in questa professione. Non basta essere colto per sapere insegnare. Le doti più importanti di un professore sono l’umiltà, l’amore per il suo lavoro, la capacità di comprendere gli alunni, un profondo spirito di umanità. L’insegnante che sente l’importanza del suo compito, che sa penetrare l’animo dei suoi allievi, che sa comprenderli, ha buone possibilità di interessarli allo studio, al rispetto umano, di riscuotere il loro consenso e quello dei genitori. In tal modo le famiglie collaboreranno con lui per risolvere i problemi dei loro figli. Il docente non deve valutare per promuovere o bocciare, ma per scoprire e potenziare le capacità latenti dei ragazzi ed insieme con le famiglie deve orientarli verso quelle attività per le quali hanno maggior tendenza. Certi atteggiamenti, soprattutto di alcune professoresse, come la presunzione, l’ombelico scoperto guarnito di orecchino, la minigonna castigata, il fumare in classe, la sciatteria, il linguaggio perentorio e ricco di epiteti poco piacevoli, i giudizi anche offensivi, possono scatenare l’ira e la reazione violenta di alcuni genitori che già sono afflitti da mille problemi. Così si arriva all’aggressione, alla rissa, aggravando i problemi della scuola, degli alunni e delle famiglie. Un altro errore grande è stato commesso nel modo in cui si sono fatte le riforme.

Esse non hanno avuto nessuna base di concretezza. Non si possono attuare le riforme senza una solida base economica, senza prima preparare gl’insegnanti, senza fornire i mezzi e le strutture necessarie. Prendiamo ad esempio l’insegnamento dell’informatica e della lingua straniera nella scuola elementare. Senza computer e senza insegnanti specializzati questa legge, come tante altre, rimane solo sulla carta. Purtroppo, allo stato attuale, specialmente gl’insegnanti più anziani, nel campo dell’informatica sono meno esperti dei loro alunni. E’ stata approvata la legge che permette ai bambini di due anni e mezzo di essere ammessi a frequentare la scuola dell’infanzia ed a quelli di cinque anni e mezzo di accedere alla scuola primaria. Bene, ma le aule dove sono? I Comuni sono carenti. Non riescono a rendere agibili gli edifici esistenti, figuriamoci se forniscono nuovi locali. Basti pensare che per la mancanza di servizi, come il riscaldamento, la mensa, la pulizia dei locali, gli alunni con scioperi ed occupazioni bloccano spesso l’attività didattica. Con questo modo di amministrare si crea il malcontento della gente. Le famiglie si sentono tradite, prese in giro e, non riuscendo ad avere alcuna risposta positiva, reagiscono con violenza contro i professori ed i capi d’istituto. Il malessere che serpeggia nella società si riflette nella scuola. La politica mendace ed incompetente con le sue promesse mancate avvilisce il cittadino. Comunque, la violenza è sempre condannabile. Bisogna adoperare altri strumenti per difendersi: essere più attenti a scegliere i propri rappresentanti al Comune, alla Provincia, alla Regione, al Parlamento, e, soprattutto, sapersi avvalere della legge per rivendicare i propri diritti.

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S T O R I E D I PA ES E

Innamorarsi di Casoria Quando la lungodegenza si trasforma in racconto di una vita. di Margherita De Rosa

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tutti, purtroppo o per fortuna dipende dall’esperienza del singolo, sarà capitato di trascorrere qualche ora tra gli ammalati di una casa di cura e, sicuramente, gli sarà stata offerta la possibilità di riflettere sulla sofferenza nel suo più profondo ed ultimo significato e, nel contempo, di visionare, quasi come dinanzi ad un film, lo scenario della varia umanità che, suo malgrado, è costretta a soggiornare nei nosocomi. Anche Casoria, che dispone dell’ottima struttura del Presidio Ospedaliero di Maria Santissima della Pietà rientra, pertanto, a pieno titolo, nel novero di quello che può definirsi il microcosmo speculare della più vasta umanità che va a delinearsi in una delle camere, ospitanti ammalati “seri” ma, grazie a Dio, non gravi, i quali, data l’età, la condizione ed il desiderio di “affratellarsi” nel comune destino di dolore, acciacchi permettendo, vanno a rispolverare i ricordi di un passato di tutto rispetto, che ha avuto come scenario magnifico la nostra terra casoriana. E così, donna Luisella, afflitta da un brutto “diabeto melito” (?) e da un fastidiose coliche “addorminali”, dalla non ben identificata origine, racconta alla simpatica Geppina, ricoverata in loco per lo “schiattamento della colecisti”, al ritmico supporto della tosse stizzosa di Nannina, che scandisce con precisione svizzera le pause dell’elucubrazione, racconta, dicevamo, “del suo buon tempo”, di quando, cioè, venuta giovanissima dalla pur bellissima Sila, “sposa quasi ragazzina”, ha trovato nella nostra città il luogo ideale per essere moglie

e madre a tempo pieno. Di Casoria donna Luisella conosce proprio tutto, nel bene e nel male: è informatissima circa le antiche tradizioni quanto dei più moderni “Inciuci”: ricorda dell’epoca in cui sua madre, con un sol colpo ben assestato, metteva fine alla tormentata esistenza di poveri polli indifesi, di cui nemmeno oggi gli animalisti si curano; rimpianed altrege quelle belle cosce di cui attualmente solo Amadori gliene rammenta, sia pur vagamente, le strabilianti forme ma sicuramente meno la piacevolezza del gusto e tesse le lodi di quelle che, a suo dire, sono le zone preziose di Casoria, che, nonostante l’evidente degrado in cui versano, la cara vecchietta trova bellissime: la piazza per antonomasia, vale a dire Piazza Cirillo, via Marco Rocco, via Carducci e piazza San Paolo, senza trascurare le zone super storiche di San Mauro, Santa Maria e san Benedetto; l’autostrada poi ( si presume via Principe di Piemonte ) agli occhi della quasi novantenne “calavrisella” è qualcosa di straordinario, alla stregua di Posillipo, Marechiaro o forse DI via Chiaia, del Vomero e di altre amenità geografico-paesaggistiche …a questo punto viene spontaneo chiedersi se tale paradisiaca visione di Casoria non sia diretta conseguenza della veneranda età o possa addebitarsi agli effetti collaterali di uno dei tanti farmaci assunti dalla nonnina, ma poi le fa eco donna Geppina, che rimembra il fascino della “Chiuppiata” e del tram che sostava in piazza, le tradizioni legate alla festa patronale, le luminarie, il concertino, le batteria di “Alfonzo d’e caramelle”, la simpatia di Gaetano “Cà ddeve e nummere” e allora si comincia a comprendere che Casoria, un tempo, è stata più bella e non solo urbanisticamente, ma, e soprattutto, sotto l’aspetto umano: ma,

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niente paura, donna Luisella non si lascia intimorire dal moderno svilimento dei costumi e combatte con l’efficacia del suo linguaggio colorito ogni forma di maldicenza e di denigrazione del prossimo! Infatti, a quanti tentano di offuscare il buon nome di persone, o meglio, casoriani a lei cari, mediante accuse di immoralità relativa a costumi sessuali, la vecchina, accertatasi che la fonte delle calunnie va collocata in “vecchie zite insoddisfatte”, è pronta a tuonare anatemi contro le stesse, che apostrofa come segue: << Chelle hanna parlà male ‘e ll’ate pecchè nun hanno mai cunusciuto ‘o munno! (leggi “piaceri dell’alcova”) ma che gente so’ ccheste? Tutta mmiria, ecco qua, tutta mmiria: i’, che so’ sempe stata na’ femmena soddisfatta, vide s’i aggio mai ditto sti’ fetenzie!!! >>; e ancora, contro i superbi ed i presuntuosi, Luisella vanta approcci assai efficaci, come : << Siente, ma tu mo’ pecchè te si laureato a chi te pienze e sta’ a coppa: primme ire nu’ scemo e basta, mo’ si nu’ scemo titolato, ma a sustanza è chella!!! >>, e Luisella assicura che quei pochi casoriani vanagloriosi che ha incontrato lungo il suo cammino hanno fatto un bagno di umiltà al cospetto di cotanta chiarezza di intenti, mentre chi si è sentito da lei difeso non ha potuto fare a meno di complimentarsi per l’audacia con cui Luisella affrontava e liquidava il pettegolezzo spicciolo e gratuito: tutto per amore dei casoriani, ovviamente quelli “doc”, quelli che lei ha tanto amato ed apprezzato fin da subito, innamorandosi di questa terra, a cui è rimasta fedele per più di sessant’anni: un bell’esempio per chi così poco ama Casoria, un invito a riflettere su cosa recuperare perché questa città torni ad essere una meta da raggiungere e non un luogo da cui fuggire…

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CASORIA NELLA STORIA

Casorianità

Le tre anime della città. Di Enzo Marino

Casoria, negli ultimi sessant’anni, è cresciuta e si è arricchita di persone dissimili sradicate dalle loro origini. Gente che è riuscita a stare insieme grazie alla straordinaria duttilità della schiatta napoletana ma non è riuscita però ad amalgamarsi tanto da far emergere un’identità nuova. Io considero ancora Casoria percepibile in almeno tre anime: il “Ceppo storico”, appartato, insofferente, cedevole, con una elite presuntuosa ed esageratamente selettiva perfino al suo interno, che si sente profanato e attende il suo riscatto. La seconda è costituita dal “Parentorio”, cioè quel complesso di gente acquisita, che non riesce ad accantonare la sua origine, che, pur affrontando questa città con arroganza e spavalderia, non riesce a trovare elementi culturali aggregativi e d’identità comuni. La terza, invece, è formata dagli “Originati” cioè la nuova generazione, i figli dell’una e dell’altra anima, semmai neanche nati qua, ma con scuole, parrocchie, amicizie, giuochi ed una cultura gruppale di strada che li hanno resi più simili dei loro padri. Sono quelli che più di tutti si sentono casoriani. sono il riscatto di Casoria”

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utto è stato fatto a questa città tranne quello di considerare il suo pulsare di ogni giorno, di curarne lo spirito, d’inculcare il senso di appartenenza, di formare una coscienza cittadina e di dare coesione ai nuovi e vecchi casoriani.

Tranne sprazzi speciali, è stata costruita una città con la concezione di un luogo transitorio per cittadini temporali e oggi se ne pagano le conseguenze. Un territorio in preda alla bramosia di chicchessia. Casoria è una città accogliente e generosa da sempre e, proprio per questo, estremamente vulnerabile. Il centro storico, la parte antica aleggia su tutto come un fantasma che non si arrende e a cui strappare di tanto in tanto lembi del suo essere. Sono quelle forze estranee a Casoria che sono calate sulla città col solo scopo di strabuzzarla e distruggere pezzi d’identità in modo da decaratterizzarla e quindi poterla poi manipolare e depredare facilmente. Gli intimi ne hanno certezza, parecchi lo intuiscono, molti non lo percepiscono, alcuni le negano l’identità., altri ne avversano volutamente l’esistenza. Il paesaggio si trasforma lentamente in modo che la popolazione non lo avverte ma intanto è l’anima della città che se ne va via. La cosa che più punge il cuore è che qualche casoriano s’è adeguato al male andazzo perdendo di vista la “CASORIANITA’”. La residenza dei Carmignano, fortezza e luogo storico ma anche uno dei fulcri della Casoria esoterica è scomparsa senza un grido d’allarme; come è scomparsa la graziosa architettura della facciata

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del palazzo del Monte della Pietà a San Mauro o come sta scomparendo lo storico vicolo ‘e Casaruss luogo magico e di antico affetto. Ma anche il documento settecentesco della nomina di Casoria a città è scomparsa nei meandri della politica avversa come pure sono stati distrutti, da mani profane e non del luogo, molti degli antichi e sacri libri della storia di vita e morte di noi casuriani nella chiesa di San Mauro. Eppure, con tutto ciò, Casoria non ha mai cessato di essere anzi c’è sempre stata, fin dai tempi più remoti, con tutta la sua fisicità, con tutta la sua gente, con tutta la sua storia, con tutta la sua quotidianità, con tutte le sue peripezia. Però se provate a dargli corpo e a raccontarla vi accorgerete della sua evanescenza, della sua poca visibilità, tranne nei suoi aspetti di massificazione e globalizzazione. Oggi, con la forza giovane dei nuovi casoriani è momento di riappropriarsi della nostra storia, dei nostri luoghi, delle nostre origini, di puntare a valorizzare quello che è rimasto del nostro centro storico e ridare a questa città il suo antico cuore pulsante, i riferimento ideali, le piccole e grandi storie di una Casoria antica e contemporanea, Costruire una coesione vera della città. Dare cittadinanza nuova dignità ad una Casoria fatta, nel bene e nel male, di antico e di moderno Cioè dare ai “casuriani”, che serbano dentro la relazione e l’emozione giusta e consapevole di una “coscienza casoriana” di raggiungere i suoi misteri, i suoi infiniti segreti, le sue bellezze, i suoi antichi tesori. Il segreto della “CASORIANITA’”.

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RUBRICA MEDICA

Farmaci e alimentazione Tutto ciò che c’è da sapere per l’assunzione corretta. di Dott.ssa Rossella Pace

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'assunzione in contemporanea tra cibo e farmaci può generare diverse interazioni indesiderate. Alcuni farmaci possono essere assunti a stomaco vuoto, altri invece a stomaco pieno, poiché potrebbero risentire dell'ambiente acido dello stomaco. La presenza di cibo nello stomaco riduce infatti la velocità di transito del farmaco, il che porta ad un aumento del tempo di contatto dello stesso con l'ambiente acido ed una conseguente riduzione della sua efficacia. Questo è appunto il motivo per cui alcuni farmaci vanno assunti a stomaco vuoto (circa un'ora prima o due ore dopo i pasti) come gli antibiotici appartenenti alla classe dei chinoloni, ed altri come l'azitromicina (altro antibiotico) a stomaco pieno. Quando però si vuole attenuare l'effetto irritante di alcuni medicinali sulla mucosa gastrica, quali gli antiinfiammatori, il ferro o la già citata azitromicina o ancora quando l'assorbimento è facilitato dalla presenza di cibo, è bene assumere questi a stomaco pieno (entro due ore dai pasti). In questo caso è preferibile consumare un pasto leggero con pochi grassi e a base di proteine, poiché i primi rallentano l'entrata in circolo del medicinale, mentre le seconde aumentano la produzione di succhi gastrici favorendo la dissoluzione del farmaco. Alcune di queste indicazioni si possono ottenere facendo riferimento al foglietto illustrativo di ciascun medicinale o chiedendo consiglio al medico o al farmacista. E' buona norma assumere il farmaco con

acqua in quanto altre sostanze liquide (caffè, alcuni succhi di frutta, etc.) potrebbero interferire con l'assorbimento e l'efficacia del farmaco stesso. Quando si assumono i farmaci non bisogna bere bevande alcoliche soprattutto se si tratta di farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale come i tranquillanti, gli ipnotici e gli antidepressivi poiché l'alcool ne potenzia gli effetti sedativi. È bene non utilizzare il succo di pompelmo per assumere alcuni farmaci. In questo, infatti, sono presenti alcune sostanze in grado di aumentare la concentrazione di alcuni farmaci nel sangue, determinando un assorbimento maggiore e quindi una maggiore

possibilità di insorgenza di effetti collaterali. Alcuni dei farmaci da evitare con il succo di pompelmo sono i seguenti: statine (farmaci per ridurre la presenza di colesterolo nel sangue); alcune benzodiazepine (farmaci per curare l'ansia o l'insonnia); ciclosporina (un farmaco usato per evitare il rigetto in pazienti che hanno subito un trapianto d'organo o usato in alcune malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide); carbamazepina (un farmaco per la cura dell'epilessia); calcio-antagonisti (farmaci per curare l'ipertensione e il cuore); amiodarone (un farmaco per il controllo del ritmo del cuore). Consigli utili: - Nel caso in cui si voglia mascherare il sapore sgradevole di un farmaco si può impiegare il succo di arancia, tenendo però a mente che i succhi di frutta e le be-

vande acide in genere non vanno consumati se si devono assumere alcuni antibiotici. - È bene non impiegare sostituti del sale o sostanze ricche di potassio contemporaneamente all'assunzione di Ace-inibitori (farmaci per la cura dell'ipertensione e per il cuore), in quanto tali integratori possono provocare un aumento della pressione e quindi diminuire l'efficacia di tali farmaci. Inoltre per i pazienti affetti da queste patologie è sconsigliato bere o mangiare alimenti contenenti caffeina (es. caffè), teina e/o teofillina (es. Tè) e teobromina (es. cacao) perché essendo degli stimolanti a livello del sistema nervoso, possono aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. - L´irritazione gastrica può essere ridotta ingerendo il farmaco con il latte, anche se, l'assorbimento di alcuni antibiotici (per esempio le tetracicline) risulta inferiore a causa del calcio presente nell'alimento, il che riduce appunto l'efficacia della terapia. - L'efficacia dei farmaci anticoagulanti viene invece ridotta quando si assumono alimenti ricchi di vitamina K, come le verdure a foglia verde, in quanto questa vitamina ha un ruolo primario nella coagulazione del sangue. - L'assunzione di integratori dietetici a base di fibre in concomitanza con farmaci per l'epilessia va evitata poiché riducono l'efficacia della terapia. - Sarebbe meglio evitare anche gli stimolanti come caffè, tè e cacao insieme a farmaci per l'asma, terapie per l'ipertensione arteriosa e terapie con farmaci già contenenti caffeina (come alcuni analgesici, antinfluenzali e antinfiammatori). - I formaggi stagionati, gli insaccati, il vino e la birra non devono essere ingeriti assieme agli inibitori delle MAO (usati come farmaci antidepressivi o anti-parkinsoniani).

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U LT I M A PA G I N A

PANORAMA CASORIANO Samp ingaggia giovane allievo della "Luigi Vitale" di Luca Scialò

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uone notizie giungono dalla Casoria sportiva. La Sampdoria, dopo alcuni mesi di trattativa, ha ingaggiato Allen Issa Badru, nato a Pozzuoli il 30 Dicembre 1997 da genitori nigeriani e allievo della scuola calcio di Casoria “Luigi Vitale”. Allen si trasferirà quindi a Genova dove crescerà nell ’organizz ato vivaio doriano per esplodere nel mondo del calcio. Le qualità non gli mancano: l’esterno destro di Pozzuoli percorre con costante intensità tutta la fascia ed ha una forza fisica superiore alla media vista la giovane età. Non a caso viene chiamato “Freccia nera”. L’operazione è stata condotta dal talent scout Pippo Esposito, che lo ha segnalato

alla squadra doriana qualche mese fa insieme ad altri tre ragazzi classe ’97 della Luigi Vitale: il centrocampista Rocco, il regista Saviano e l’attaccante Palermo. Il 25 Gennaio fu organizzato al Complesso Sportivo “Nuova Audax” di Casoria un raduno in collaborazione con la Sampdoria. I dirigenti doriani notarono con entusiasmo le qualità di Issa Badru e lo convocarono per il 22, 23 e 24 Febbraio a Bogliasco ed il ragazzo, che è apparso emozionato solamente il primo giorno, poi è stato messo subito a suo agio. Al giovanissimo Allen Issa Badru dunque il nostro più sincero In bocca al lupo!

Il Cardinale Sepe in visita all'ISIS "Torrente" di Casoria di Luca Scialò

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l prossimo 21 Marzo dalle ore 11,00 il Cardinale SE C. Sepe visiterà l'Istituto ISIS Torrente di Casoria Il Prelato si intratterrà con gli studenti sul tema della Legalità Saranno presenti il Sindaco e l'Assessore alla Pubblica Istruzione. Ad accogliere l’alto Prelato, il Preside Giovanni De Rosa, l’intero corpo insegnante e la referente ai rapporti con gli Enti Locali e il Territorio Prof./ssa Rosalia Marino.

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Anno II - Numero 10 Domenica 18 marzo 2012 Questo numero è stato chiuso in redazione il giorno 14 marzo 2012. ilgiornaledicasoria@libero.it Tel. 081 7588818 - 3358270557 Inserto di Napolincasa News Aut. Tribunale di Napoli n. 0062 del 30/09/2005 Editore: Carlo De Vita Via S. Di Giacomo, 6/8 - 80026 Casoria (NA) casadevita@libero.it Direttore responsabile: Giuseppe Storti Segreteria di redazione: Imma D'Angelo - Anna Baratto casadevita@libero.it Direzione e redazione: Via S. Di Giacomo, 6/8 80026 Casoria (NA) Tel. 081 7588818 Progetto grafico, impaginazione e stampa: Grafis print s.a.s. Via A. Lauro, 1/5 - Casoria (NA) Tel. 081 7382350 - www.grafisprint.com

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