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Anno III - Numero 10 - Domenica 14 aprile 2013

Periodico di informazione dell’area a nord di Napoli - Distribuzione gratuita

Casoria: l’atto di dolore quotidiano dei cittadini.

LA CITTÀ DOLENTE


[ Editoriale ]

La città DOLENTE Casoria: l’atto di dolore quotidiano dei cittadini. di Giuseppe Storti

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n un’ intervista al Corriera della Sera del 4 aprile scorso, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, dichiarava: “ a Firenze ho varato un piano regolatore a volumi zero: non si può più costruire, solo restaurare; non mi sono affatto lasciato condizionare da interessi privati.” Bravo Renzi! Ecco, ci vorrebbe anche per Casoria, magari è un’idea per il futuro, un sindaco “de cementificato”. Infatti nella nostra città che ha un indice di fabbricazione del 92% rapportato ad un “devastato” territorio di 12 Km quadrati, stiamo ancora ad ipotizzare ed indirizzare il PUC verso nuove costruzioni, che poi si chiamino housing sociale, mentre fino a qualche anno fa venivano definite lottizzazioni convenzionate non cambia di molto le cose. Al di là dei dotti convegni dai titoli sfavillanti: GUARDIAMOCI INTORNO, crediamo più utile e conveniente per i cittadini casoriani: GUARDARSI IL SEDERE. Per evitare future e non inattese prese per i fondelli. Utile ed istruttivo considerare la trasversalità delle

maggioranze che votano detti provvedimenti. Alcune folgorazioni sulla via “cementificata” di Damasco evidenziano l’idea che si ha sul futuro di un Paese indistinto e sempre più distante dai reali interessi dei cittadini. Capitolo”. Strade sgarrupate”. Un vero tormento per i cittadini alle prese con le quotidiane difficoltà derivanti da una rete viaria dissestata e malandata, piena di insidie stradali e veri e propri trabocchetti che producono danni a automobili e pedoni, e che poi si risolvono in contenziosi che vedono il comune soccombente con gravi ripercussioni sulle casse comunali. Sembra un destino cinico e baro. Ed invece altro non è che un eterno ritorno del sempre uguale sistema di mala amministrazione e di mala gestio delle risorse pubbliche. Potremmo citare tanti casi che ci sono quotidianamente segnalati da cittadini e cittadine che fotografano le buche stradali con i propri cellulari. Uno su tutti segnalato da una nostra lettrice. Ecco il post della segnalazione: “Tombino completamente rotto in via San Mauro, ogni giorno in questa via passano centinaia di bambini per recarsi al Madrinato (sede provvisoria........!!!!! della scuola San Mauro”..La foto potete vederla pubblicata in questa pagina. Un centro storico “intubato” da ponteggi e transenne per crolli e pericoli di crolli con ulteriore aggravio di spesa per l’Ente. La città dei crolli colpisce ancora.

Ormai fa parte del triste panorama. Casoria: città d’arte e di interesse turistico- culturale. Titolo conferito dalla Regione Campania durante la gestione commissariale presieduta dal Prefetto Piccolella. Anno domini 2007. Dopo: Cari lettori, avete mai visto o sentito di progetti comunali per rendere la nostra città un attrattore turistico- culturale degno di questo nome? A Pietralcina, paese natale di San Pio, nel ponte pasquale ci sono stati ventimila visitatori. Qui,il nulla moltiplicato al cubo. Pero’ abbiamo il registro delle Unioni civili. Nulla importa se centinaia di famiglie casoriane non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Se si arriva a rapinare 4 pizze per far mangiare i propri figli. Se una massa di disperati non arriva a fine mese. Se non c’è un ospedale degno di questo nome. Se l’ambiente che ci circonda è violentato quotidianamente da smog, polveri sottili, roghi tossici, inquinamento elettromagnetico. Se l’unico stadio cittadino è chiuso da anni. Siamo ormai giunti alla rottura della coesione sociale. Napoli si ribella, scende in piazza contro il sindaco De Magistris. La borghesia napoletana rompe gli indugi e manifesta sotto il palazzo comunale, chiedendo che l’ex magistrato se ne vada a casa. De Magistris e Carfora sono stati eletti nella stessa tornata elettorale. Entrambi suscitavano vastissimi consensi e speranze per un reale e fattivo governo di cambiamento. A distanza di due anni si appalesa un nulla di fatto. .Due nomi: un unico destino politico? Non lo sappiamo. Ma se ci seguite, come sempre, ve lo faremo sapere. BUONA DOMENICA!

[ Il caso risolto ]

Veloce riparazione della “VORAGINE” in via Circumvallazione esterna Dopo la segnalazione del nostro giornale. di Daniela De Vecchi

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iparata “finalmente” la “voragine” come l' avevano battezzata i cittadini della zona, in via Circumvallazione esterna Casoria, presso i condomini Secra e Giuliano. La buca,

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ricordiamo, era grande quanto una ruota e anche alquanto profonda, tanto da provocare disagi a tutti gli abitanti, a piedi e in auto. E' passata meno di una settimana dal nostro articolo... E già si è provveduto a rimetterla a posto! Cosa eclatante è che ancora oggi, non si sa chi sia stato a compiere il veloce miracolo. Qualche abitante, sospetta addirittura che sia stato il locale e sala ricevimenti sito nelle vicinanze a provvedere al riparo, dati i forti problemi che quella fossa causava a tutti i clienti... Ovviamente si tratta, ancora una volta, di voci non confermate né

smentite. Fatto sta che la situazione è tornata celermente a posto e i cittadini possono tirare un sospiro di sollievo. Una delle poche vicende del casoriano in cui davvero “Tutto è bene quel che finisce bene...” ma attenzione: qualche residente insospettito del veloce ripristino, ha anche affermato che la cosa non durerà a lungo. “E' stato messo solo dell'altro cemento sul buco- ha dichiarato Ciro, residente- il manto stradale con la prima pioggia si sgretolerà di nuovo e saremo punto e a capo...”. E' il caso davvero di aggiungere: “Che Dio ci scampi!”

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[ Politica ]

Approvati gli INDIRIZZI PUC e il registro delle UNIONI CIVILI I lavori del Consiglio Comunale. di Rosa Davide

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ella scorsa seduta dello scorso Consiglio Comunale, sono stati approvati gli indirizzi del PUC. Grande la soddisfazione da parte del sindaco, Vincenzo Carfora e l’assessore all’urbanistica, Tommaso Casillo. Quest’ultimo ha ringraziato quelle forze dell’opposizione che hanno dato il loro contributo, attraverso emendamenti costruttivi che vanno nell’interesse della città. L’assessore ha affermato di essere invece rammaricato, per l’atteggiamento assunto dai consiglieri del Partito Democratico, che hanno a suo parere dimostrato intransigenza e ostruzionismo, facendo venir meno quello spirito di leale condivisione riscontrato in altre forze dell’opposizione. Per l’amministrazione, Casoria deve andare incontro ad un processo di riqualificazione e le aree dismesse potranno essere completamente trasformate. Nella stessa seduta è stato anche approvato il registro delle unioni civili. Gli assessori Luisa

Marro e Mariano Marino, hanno spiegato che si tratta di una questione di diritto, dato che la costituzione si basa sul concetto di stato laico. Uno dei principi cardine dell’UE afferma infatti che tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente da origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale. “Il Comune di Casoria, ha inteso approvare il regolamento, non tanto come status sociale, ma come diritto vero all’accesso ad una serie di opportunità. Si parla di diritti, non c’entrano le appartenenze politiche. Con questo provvedimento non si vuole sminuire il ruolo della famiglia, ma concepirla nel suo senso più ampio. La società nella quale viviamo è in continua evoluzione e non possiamo

ignorare i cambiamenti. Riconoscere un diritto non vuol dire negarne altri. I registri sono impegni pubblici e stabili non meno che i matrimoni.” Ha affermato l’assessore Marino. Tante le polemiche sorte in rete e in particolare sui social network riguardanti l’argomento. L’atto è stato approvato con un solo voto contrario, quello del consigliere Massimo Iodice. Queste le sue parole: “L’unico voto contrario è stato il mio. Ritengo, da cattolico, che tale provvedimento sia inutile dal punto di vista giuridico. Tale atto indebolisce l’istituto familiare rendendo ancora più fragile la nostra comunità. Mi auguro che le tante parrocchie della nostra comunità facciano sentire ancor più forte la voce del Vangelo.”

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[ Casoria nella storia ]

Don Bosco e Padre Ludovico L’incontro tra due grandi Santi della Chiesa. a cura di Giuseppe Storti

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o scopo principale delle nostre ricerche, i cui esiti divulghiamo dalle pagine del nostro giornale, è quello di far conoscere nel nostro contesto la gigantesca figura del san Francesco casoriano del IX secolo. In quel secolo la sua figura di santo dei poveri, degli indigenti, e dei moretti(gli attuali extracomunitari) si staglio’ in tutta la sua grandezza. La sua fama di santità lo accompagnò durante l’intero corso del pio transito terreno, ed anche oltre. Abbiamo trovato un interessante articolo scritto da P. Clemente Perniciaro, Sup. Gen. dei Frati Bigi. pubblicato sul Corriere d'Italia nell’anno 1929. L’articolo descrive, e per questo è una preziosa ricostruzione storica, i rapporti tra Padre Ludovico e Don Giovanni Bosco, il fondatore degli istituti salesiani. Ancora una volta, ed anche in questo caso con un uomo di chiesa destinato alla santità, Padre Ludovico, appare come ispiratore ed esecutore di un disegno divino, ovvero quello di indicare a grandi uomini e donne della chiesa, il cammino e la missione voluta da Domineddio. Ecco il testo di questo articolo bellissimo ed emozionante, che ovviamente va riferito al contesto storico in cui è stato scritto, e cioè nel 1929. Don Bosco e Padre Lodovico si incontrarono un giorno in Roma: si guardarono negli occhi, si intesero, si amarono; furono amici secondo Gesù e il Vangelo, uniti di mente e di cuore, per le anime, il Papa e la Chiesa. Pareva che la Divina Provvidenza volesse 4

assegnare in Ronca, ai due Apostoli lo stesso campo, per il loro lavoro quasi identico: il nuovo quartiere del Macao, che andava allora sorgendo. Il Ven. P. Lodovico aveva posto il primo seme delle sue opere romane al Macao, in via Milazzo alla Villa Capranica: una scoletta per poveri fanciulli. Don Bosco in quei pressi apriva poco dopo una cappellina, anche essa picciol seme di grandi opere. Ed erano qui venuti tutti e due per amor grande alla Chiesa di Gesù Cristo e al Papa. Tutti e due erano venuti con pensieri umili, con programma da principio modesto; sebbene avessero nell'animo grandi desideri di consumare se stessi e i loro ancora nascenti Istituti per la grande Roma di Pietro, in cui i protestanti con le scuole che vi andavano aprendo e una istruzione miscredente tendevano a disseminare quelle divisioni religiose che ferivano il cuore

dell'allora regnante Leone XIII. Questo grande Pontefice iniziava il suo Pontificato, si può dire, col rivolgere le sue cure prima alla scuola, ai fanciulli, speranza del domani per la Chiesa e la Patria. E la sua amarezza per il lavoro di scristianizzazione dei fanciulli e dei giovani, aveva espressa in una grave lettera al suo Cardinal Vicario, nel marzo del 1879; e invocava l'aiuto dei Romani, per fondare le scuole cattoliche. Il Ven. P. Lodovico, come scrive il Capecelatro, prese quella lettera come se fosse scritta per sè, e corse a Roma; e il 5 ottobre dello stesso 1879 aprì la sua scuola al Ma-

cao, in via Milazzo. Nulla chiese al Papa, nè ad altre autorità per questo: a tutto volle provvedere da sè, col concorso dei buoni, e principalmente delle sue opere di Napoli. Egli veniva a Roma, non per avere, ma per dare al Papa; per aiutarlo da buono e fedele figliuolo, come poteva, adoperando tutte le sue forze, tutto il suo ingegno. Lo stesso era di D. Bosco: chè egli viene al Macao nel 188o, e vi apre una piccola cappella, che è il germe della parrocchia: in quel quartiere che era allora il più bisognoso di Ronca, per la vita cristiana e spirituale, sorgendovi case e palazzi senza una chiesa. La cappellina di D. Bosco funzionò da succursale alla parrocchia di S. Bernardo alle Terme: e ivi si videro per alcun tempo il Salesiano di D. Bosco e il « Bigio» del P. Lodovico, con santa ed esemplare fratellanza, uniti insieme la domenica a catechizzare i piccoli. Un giorno al P. Lodovico in Napoli giunge notizia che il Santo Padre Leone XIII consegnerebbe il terreno ove ora sorge la bella e monumentale Basilica del S. Cuore al Castro Pretorio, iniziata da Papa Pio IX, con le sue fondazioni già compiute, a una Congregazione o Istituto religioso, che si assumesse il compito di far sorgere e menare a termine la chiesa e accanto un istituto scolastico. Il Ven. Padre nostro Lodovico senza preoccuparsi se la notizia sia vera o no, pensa non forse voglia la Provvidenza affidare a lui questo grave incarico, arduo assai per lui che non ha un soldo, ma molta fede nella Divina Provvidenza. E preso con sè il suo fedele P. Bonaventura, corre a Roma; vi arriva di sera. La mattina appresso va alla Banca Tiberina, per trattare l'acquisto del terreno che confina con le fondazioni della chiesa del S. Cuore: poi passerebbe dal Card. Vicario La Valletta a offrire la sua opera e la sua fede nella Provvidenza. Nel salire le scale del palazzo della Banca, al primo ripiano delle scale incontra Don Dalmazzo, Salesiano, che discende. Giacchè si conoscevano, si fermano, si salutano, e il P. Lodovico

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[ Casoria nella storia ] domandando, con affettuosa premura, di D. Bosco e delle sante intraprese di lui invece di continuare a salire le scale, discende col Salesiano; e prosegue sempre conversando con lui, sin presso alla chiesa del Gesù. Quivi si congeda da Don Dalmazzo pregandolo instantemente di mandare i suoi più cari e devoti saluti al carissimo D. Bosco; e prosegue il suo cammino per tornarsene al Macao! Ma il Padre Bonaventura allora: « Padre, e che siamo venuti a fare a Roma? E la Tiberina? ». E il P. Lodovico: «Bonaventura, ma non vedi? c'è D. Bosco... i Padri Salesiani! ». Il giorno dopo i due nostri venerati Padri erano in treno per Napoli. Il figlio del Santo Patriarca d'Assisi - santo della rinuncia e del distacco - che non amava mai far concorrenza a nessuno, tanto meno ai santi, nelle scale della Tiberina dovette intuire quel che D. Dalmazzo era andato a trattare; e, con delicatezza squisita, con devota venerazione al santo suo emulo nella carità, si distacca dalla sua idea, rinunzia a un suo ardente amore; e cede e sente di aver, così, bene studiata la Divina Provvidenza, come egli soleva dire. Il Padre Lodovico da parte sua cede il passo a D. Bosco; e la Provvidenza dà a lui altro campo. Fu lo stesso anno 188o, nell'ottobre, che il Padre Nostro si incontrò a Schio col senatore Alessandro Rossi: ed ecco l'Esquilino per i Bigi, il nuovo orto da coltivare, ecco la loro nuova casa. E il Padre Lodovico potè dire: « A Firenze ho sfogato col S. Cuore» - aveva eretto il primo tempio dedicato al Sacro Cuore in Italia - « a Roma voglio sfogare con l'Immacolata». Il 14 agosto 1882 Sua Ecc. Monsignor Lenti, Vice-gerente di Roma, presiedette alla Villa Capranica, presente il Rev.do D. Dalmazzo, la solenne premiazione per gli alunni dei Bigi, i quali furono consegnati così ai figli di Don Bosco, che, come risulta

anche dai processi per la sua Beatificazione, era stato espressamente chiamato a Roma dal Papa Leone XIII, e ne aveva avuto l'invito di assumersi la costruzione della chiesa del S. Cuore e coronarla di sue opere. L'ottobre seguente i Bigi aprivano la loro nuova casa al Viale Manzoni, dove, benedetti da Dio, lavorano sino ad oggi in fertile campo. Quando D. Bosco e Padre Lodovico si incontrarono in Roma (l'unico incontro della loro vita), il Padre Lodovico gli domandò: Quanti anni avete? - Son del '15, gli disse D. Bosco tutto serio e meditativo. E Padre Lodovico di rimando: - E io del '14. - Vuol dire, aggiunse D. Bosco, che lei porterà un anno più di me all'eternità. Fu certo un pio scherzo, che nelle parole dei Servi di Dio non si ha da cercare sempre e a ogni costo la profezia. Il fatto è che Don Bosco ne portò due di più del P. Lodovico nell'eternità, dei suoi anni preziosissimi e ricchissimi. Il Padre Lodovico morì tre anni prima, il 30 marzo 1885: D. Bosco il 31 gennaio 1888. E perciò i Processi di Beatificazione del Ven. Padre Lodovico si iniziarono prima, l'agosto 1885, presso la Curia più ricca di processi di Beatificazioni e di Canonizzazioni. Presentemente ne ha in corso 35, e tutte Cause napoletane. Bellissimo primato!

E ora la Causa del Ven. Giovanni Bosco è arrivata al termine: proclamate le sue virtù in grado eroico, approvati i miracoli, imminente la Beatificazione: e, abbiam fede, non tarderà poi la Canonizzazione. E il Ven. Padre Lodovico? E per arrivare pure lui, ma un po' più tardi. I Processi Apostolici sono alla Congregazione dei Riti dal febbraio 1928; e si prepara il lavoro per ottenere il riconoscimento e la dichiarazione delle Virtù in grado eroico. Ma non è bello pensare che egli si sia tirato anche questa volta indietro, e abbia ceduto il passo al suo amico del 188o, al suo emulo nella carità? Egli, bella e grande figura di Santo, che nella sua sentita umiltà si firmava sempre piccolo frate: egli umile figlio di San Francesco, con gioia dell'anima sua santa, serafica, come era uso in vita, vogliamo pensare che lasci correre avanti chi volle nascondersi dietro la colossale figura di S. Francesco di Sales, divenendo anche esso figura gigante nella Chiesa di Dio. E per i Figli del Ven. Padre Lodovico, i Frati Bigi della Carità, e le Suore Elisabettine, all'amoroso lamento rivolto da loro al Padre: « E voi, Padre? », è dolce e caro sentire che egli risponda come nel 188o: « Eh, non vedete? c'è D. Bosco!... I Padri Salesiani!... ».

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[ L'emigrante ]

Sentieri SELVAGGI Ai confini dell’Arizona? No! A Casoria terra di Camel Trophy. di Edy Vitale

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mate gli sport estremi? Volete provare l'emozione dl trekking su percorsi accidentati o del Camel Trophy in pieno centro cittadino? Potete farlo a Casoria! Vi basterà iniziare il percorso a piedi dall'incrocio di Via Diaz col Viale Europa. Pronti alla partenza sul marciapiedi che costeggia la Rhodiatoce e...via! Vi raccomando di camminare lentamente e di tenere costantemente gli occhi a terra: numerosi ostacoli infatti si frapporranno al vostro incedere: cespugli invadenti di erbacce, cascate di rovi graffianti, dislivelli continui, vere e proprie montagnole d'asfalto , causati dalle profonde spaccature che corrono parallele all'esterno del marciapiedi, canyons e voragini che costeggiano il vostro percor-

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so, ricordo indelebile dei danni provocati dalle radici dei vecchi pini poi abbattuti. Perciò occhio a dove mettete i piedi! Vi può poi capitare di calpestare cocci di bottiglia, escrementi di cani sparsi un po' dovunque o vedervi sfrecciare davanti simpatici toponi che si rincorrono gioiosi e per nulla impauriti dal vostro passaggio. Procedete con cautela, mi raccomando, evitando anche le buche che costellano il marciapiedi e i sacchetti di spazzatura abbandonati qua e là! Allora, mi direte, meglio prendere la macchina! Certo, a condizione però che si tratti di un fuoristrada o di una jeep, adatti per il Camel Trophy. Solo con questo tipo di macchina potrete permettervi di affrontare l'asperrimo sentiero della seconda traversa Europa, altro che ParigiDakar! Innanzitutto dovrete cimentarvi con la curva d'ingresso, dove troverete posizionati in maniera ingegnosa veicoli ostacolanti; se riuscirete a penetrare nel sentiero accidentato senza troppi danni e strusciature, dovrete impegnarvi al massimo per cercare di salvare gli ammortizzatori che verranno messi a dura prova fin dalla prima buca-voragine inevitabile(ed evidentemente incolmabile...) all'inizio del percorso. Ammesso e non concesso che

la vostra jeep cammini ancora, dovrete dribblare audacemente e da piloti esperti tombini traballanti e vaste chiazze prive di asfalto più o meno profonde che vi troverete davanti. Con una buona dose di fortuna potrete arrivare alla virata finale, svoltare nel vialetto di collegamento pressocchè impraticabile ed affrontare il rush finale: la prima traversa Europa, combattendo ancora strenuamente con svariate e profonde buche e dossi giganteschi che daranno il colpo di grazia alla vostra macchina già duramente provata. In bocca al lupo, amici sportivi!!!

Comunicato Basilica Pontificia di SAN MAURO ABATE Casoria: Nella ricorrenza del Centenario della nascita, martedì 16 Aprile 2013, alle ore 18.30, l'Insigne Capitolo Collegiale di San Mauro Abate, l'Amministrazione Comunale, i Familiari e la Comunità Parrocchiale ricordano il Nunzio Apostolico Mons. Antonio Del Giudice, Arcivescovo di Gerapoli di Siria, nella Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli. Il presente vale come invito.  Il Preposito Curato Sac. Mauro Zurro

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[ Il caso ]

VIA LEPORE: si aspetta l' incidente mortale? Una strada... mille problematiche. di Daniela Devecchi

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ia Lepore, Casoria. La carreggiata che conduce alla circumvesuviana di Volla, ha da sempre costituito un pericolo per tutti i cittadini e abituali fruitori. A doppio senso di marcia, non ci sono le misure giuste per supportare la doppia viabilità. Nei giorni di pioggia l'arteria diventa sempre più pericolosa a causa delle curve strette e della maggiore scivolosità del manto stradale. Due donne sarebbero già morte in passato in un grave incidente mortale, e tutti i passanti, in auto e non, quasi si fanno il “segno della croce” prima di transi-

tare per la zona, evitando di volta in volta le auto che vanno e vengono. Non solo: la strada, è anche zeppa di buche e di piante non potate, quasi sembra abbandonata a se stessa, e che il comune non badi da troppo tempo alla sua manutenzione. Ci sarebbero anche progetti e fondi per rimetterla in sesto, eppure, sembra che la cosa sia quasi stata gettata nel dimenticatoio: La Tav infatti avrebbe stanziato un milione e settecentomila euro per la messa in sicurezza di Via Lepore, almeno mesi fa... I progetti c' erano e la voglia dei cittadini di “mettersi in salvo” sicuramente era tanta. Si parlò di edificare un parcheggio in via Pascoli, che probabilmente non sarebbe servito a nulla. Mesi di “parole in libertà” da parte degli enti competenti... ad oggi la cosa è rimasta lettera morta. Almeno, anche se si spera di no, fino al prossimo eventuale incidente mortale.

Anno III - Numero 10 Domenica 14 aprile 2013 Questo numero è stato chiuso in redazione il giorno 10 aprile 2013. ilgiornaledicasoria@libero.it Tel. 081 7588818 - 335 8270557 Inserto di Napolincasa News Aut. Tribunale di Napoli n. 0062 del 30/09/2005 Editore: Carlo De Vita Via S. Di Giacomo, 6/8 - 80026 Casoria (NA) casadevita@libero.it Direttore responsabile: Giuseppe Storti Segreteria di redazione: Imma D'Angelo - Anna Baratto casadevita@libero.it Direzione e redazione: Via S. Di Giacomo, 6/8 - 80026 Casoria (NA) Tel. 081 7588818 Progetto grafico, impaginazione: Grafis print s.a.s. Via A. Lauro, 1/5 - Casoria (NA) Tel. 081 7382350 - www.grafisprint.com Stampa: Printing House s.r.l. Via Capri, 2 - Casoria (NA) Tel. 081 7590707 - E-mail: info@vecaprint.it

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