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di

Δ DEL PO 18 -24 luglio 2010

QUANTO MANCA AL Δ DEL PO…? ANCORA UN FIUME!!!


Messa Prima lettura Dal libro della Genesi. In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto». Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono. Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Parola di Dio. Salmo RIT: Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda. Colui che cammina senza colpa, pratica la giustizia e dice la verità che ha nel cuore, non sparge calunnie con la sua lingua. Non fa danno al suo prossimo e non lancia insulti al suo vicino. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, ma onora chi teme il Signore. Non presta il suo denaro a usura e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre. Seconda lettura Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi. Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. Parola di Dio.

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Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». Parola del Signore INVOCAZIONE ALLO SPIRITO (Indiani Sioux) Oh grande Spirito la cui voce io odo nei venti e il cui respiro dona vita a tutto il mondo, ascoltami. Io mi avvicino a te come uno dei tuoi tanti figli. Io sono piccolo e debole Io ho bisogno della tua forza e della tua saggezza. Fa’ che io mi trasformi in bellezza e fa che i miei occhi contemplino sempre il rosso purpureo tramonto del sole. Fa che le mie mani onorino le cose che tu hai fatto e che le orecchie odano la tua voce. Donami saggezza, affinché io possa comprendere le cose che tu hai insegnato al mio popolo e l'insegnamento che tu hai nascosto in ogni foglia e in ogni roccia. Non per essere superiore ai miei fratelli io cerco forza, ma per poter combattere il mio più grande nemico: me stesso. Fammi sempre pronto a venire a te con mani pure e sguardo diritto, affinché il mio spirito quando un giorno la mia vita svanirà come il sole che tramonta, possa venire a te senza vergogna.

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L’ESODO Se leggiamo la Bibbia, scopriamo in essa un grande anelito di libertà, un anelito che parte da lontano, da una situazione difficile, da un Egitto di schiavitù, ma anche da una tensione che fa di un gruppo di nomadi un popolo vero… E tutto questo è scolpito in quell’epopea (l’Esodo appunto) che diventerà per Israele il costante punto di riferimento per andare avanti e anche, talvolta, per tornare indietro quando smarrisce la strada. Così successe che stabilirono un giorno che volevano essere liberi e fare la scelta di quel Dio che li guidava e che era stato il protagonista della loro liberazione. Ma anche noi veniamo da esperienze diverse, anche noi cerchiamo qualcosa, abbiamo schiavitù dalle quali vogliamo liberarci e, come Abramo, siamo partiti da casa per vivere questa avventura, carichi di tensioni, forse di problemi, certamente di speranze… E insieme come quei nomadi, andiamo insieme verso quella terra che Do ha promesso a ciascuno di noi, la terra dove “scorrono latte e miele” (ma sono gli occhi delle persone libere che sanno vedere questa abbondanza), ma soprattutto la terra della libertà,la terra di Dio.. Così partiamo per incontrare una natura nuova, persone nuove, tentando, al ritmo dell’Esodo, di capire il disegno di Dio: è la grande speranza che ci accompagna in questa Route e ci farà vivere con curiosità e con gioia la nostra Avventura!

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° GIORNO: liberazione Partenza: Ca’ tiepolo Arrivo: Corte Margherita (un po’ più avanti); Percorso: 7 Km circa

Preghiera LA RIVELAZIONE DI UN DIO CHE DA SCHIAVI RENDE LIBERI (Esodo 3,1-20) Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. 2L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3Mosè si avvicinò. 4Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». 7Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. 8Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele. 9Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. 10Ora và! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». 11Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti?». 12Rispose: «Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». 16Và! Riunisci gli anziani d’Israele e dì loro: Il Signore ha detto «Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. 17E ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell’Egitto verso il paese del Cananeo, dell’Hittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. 18Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio. 19Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. 20Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare».

Il significato del testo 1. Dio è liberatore. Il primo carattere di Dio non è di essere creatore, onnipotente, giudice, tremendo, ma liberatore e salvatore. 2. Dio è liberatore nella storia: non si tratta di una salvezza metafisica, che avviene dopo il tempo, ma di una liberazione molto concreta: è la liberazione da una situazione di schiavitù e di oppressione molto reale. 3. Dio libera attraverso gli uomini: Dio non agisce da solo, non interviene dall’alto, ma soltanto attraverso gli uomini, vale a dire che soltanto la fede può scoprire l’azione di Dio nella storia, e questa fede non si può dimostrare. Gioco: virus

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LIBERAZIONE «come posso ottenere la liberazione? » «scopri chi ti ha imprigionato» rispose il maestro. Il discepolo tornòdopo una settimana e disse: «nessuno mi ha imprigionato» . «allora perché chiedi di essere iberato? » . quello fu il momento d’illuminazione per il discepolo che improvvisaente divenne libero.

Domande: 1. La mia è veramente una fede in un Dio di liberazione? 2. Chi, come e quando, sotto la spinta di Dio, io sono chiamato a liberare? _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ Salmo 30 MI HAI LIBERATO Mi rifugio in te, Signore, non resterò deluso: salvami per la tua bontà: fai attenzione a me, vieni presto a liberarmi. Sii per me una roccia sicura sulla quale possa camminare E tu guida i miei passi, liberami dalle difficoltà. Mi affido alle tue mani, ho fiducia in te, Signore: sarò tanto felice: hai guardato alla mia miseria e hai visto i miei problemi. Non mi hai abbandonato, mi hai liberato. Ma io confido in te, Signore: Tu sei il mio Dio, la mia vita è nelle tue mani. Da ogni dolore liberami, la tua luce mi illumini, salvami per la tua misericordia. Quanto è grande la tua bontà, Signore: la riservi per quelli che ti amano, la doni a quanti ti cercano. Tu sei un luogo di pace, metti al sicuro nella tua tenda quanti ti amano. Gloria al Padre…

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° GIORNO: confidenza con Dio Partenza: Corte margherita - bocca sette Arrivo: spiaggione (foce del po di maistra); Percorso10 km circa

Bocca sette Boccasette è una zona agricola, ha tratto un gran giovamento dalla riforma agricola del 1950 che ha spezzettato i latifondi in una serie di fondi a coltivatore diretto. Gli anziani individuano una zona con il nome di "risaia", memoria probabilmente di quella che era la destinazione nei decenni passati. Si trova proprio a Boccasette uno degli edifici più vecchi dell'intero comune: è la chiesa di cui è da poco ricorso il 150° anniversario della posa della prima pietra; la costruzione è durata due anni ed il 05 aprile 1848 è stata benedetta ma solo nel 1934 è diventata una parrocchia. Ai tempi cui fu eretta la chiesa, a Boccasette era presente una stazione della guardia di finanza austriaca: militari e popolazione avevano difficoltà, con le strade del tempo, per avere assistenza ma fu anche un modo per consolidare l'abitato. Oggi appare curiosa l'entrata della chiesa che da sull'argine del Po e la mancanza di un sacrato o di una piazza antistante: forse una delle alluvioni che nel tempo hanno alterato il percorso del grande fiume ha modificato anche la consistenza e l'ubicazione delle terre bonificate. Le prospettive di sviluppo della frazione di Boccasette sono oggi principalmente riposte nel turismo sia balneare che di visitazione. Di recente apertura l'ostello per la gioventù realizzato dopo i lavori di ristrutturazione all'edificio adibito a caserma della guardia di finanza.

UN DIO CON CUI SI DIALOGA E CHE PERDONA DI TUTTO CUORE (Esodo 32, 1-34) Il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dalla montagna, si affollò intorno ad Aronne e gli disse: «Facci un dio che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto». Aronne rispose loro: «Togliete i pendenti d’oro che hanno agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie e portateli a me». Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero: «Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto!». Ciò vedendo, Aronne costruì un altare davanti al vitello e proclamò: «Domani sarà festa in onore del Signore». Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausti e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento. Allora il Signore disse a Mosè: «Và, scendi, perché il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicata! Si son fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: Ecco il tuo Dio, Israele; colui che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto». Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione». Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto con grande forza e con mano potente? Perché

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dovranno dire gli Egiziani: Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo e tutto questo paese, di cui ho parlato, lo darò ai tuoi discendenti, che lo possederanno per sempre»… Signore, questo popolo ha commesso un grave peccato ma ora ti supplico: perdona loro, se no cancella anche me dal tuo libro della vita». Il Signore disse a Mosè: «Io cancellerò dal mio libro soltanto chi ha peccato contro di me. Ora va’, conduci il mio popolo; il mio angelo ti mostrerà la strada! ».

Così il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo. Il significato del testo Bisogna saper leggere, andando al di là dello schermo di un modo di esprimersi tipicamente semita. Osserviamo la preghiera di Mosè: non è interessata e con coraggio porta con sé quel popolo che (egli lo afferma) fa un tutt’uno con lui. Sembra quasi che Dio sorrida. Conosce Mosè e sa di che pasta è fatto. E con Mosè, grazie a lui, perdona e rinnova l’Alleanza.

IL SERVO FEDELE Un padrone aveva un campo e molti schiavi. In una parte del suo podere piantò una vigna. Scelse il suo schiavo più caro e devoto e gli disse: -sto per partire per un viaggio. Voglio che tu alzi uno steccato intorno a questa vigna. Ti chiedo solo questo. Se mi ubbidirai, otterrai la libertà al mio ritorno. Il padrone partì. Il servo recintò tutta la vigna con una staccionata ben rifinita. A lavoro terminato si accorse che in mezzo alle viti crescevano rovi ed erbacce. Pensò fra sé: -Ho ricevuto ordine di costruire solo il recinto, ma desidero che tutta la vigna del mio padrone sia bella. Incominciò dunque a vangare e a strappare l’erba. Quando il padrone tornò, vide che la vigna era stata recintata con cura, ma notò anche che era perfettamente vangata e ordinata, e provò una grande gioia. Ringraziò il servo e disse: -Hai badato a questa vigna come fosse tua. Non solo ti dichiaro libero, ma anche mio socio, perché hai dimostrato di saper lavorare con impegno e fedeltà. Domande: 1. Quando prego, ho con Dio la stessa confidenza che Mosè dimostra di avere nel testo che abbiamo letto? _______________________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________________

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Salmo 102 TU PERDONI SEMPRE Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. 2Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. 3Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; 4salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia; 5egli sazia di beni i tuoi giorni e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza. 6Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. 7Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli d’Israele le sue opere. 8Buono e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. 9Egli non continua a contestare e non conserva per sempre il suo sdegno. 10Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe. 11Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;

12come dista l’oriente dall’occidente, così allontana da noi le nostre colpe. 13Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono. 14Perché egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere. 15Come l’erba sono i giorni dell’uomo, come il fiore del campo, così egli fiorisce. 16Lo investe il vento e più non esiste e il suo posto non lo riconosce. 17Ma la grazia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono; la sua giustizia per i figli dei figli, 18per quanti custodiscono la sua alleanza e ricordano di osservare i suoi precetti. 19Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono e il suo regno abbraccia l’universo. 20Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola. 21Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere, suoi ministri, che fate il suo volere. 22Benedite il Signore, voi tutte opere sue, in ogni luogo del suo dominio. Benedici il Signore, anima mia. Gloria al Padre…

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° GIORNO: la nostra scelta di fede Partenza: spiaggione - uscita in mare Arrivo: dopo scanno gallo Percorso: 6-7 km circa (possibilità di rifornimento acqua a porto spiaggia barbamarco o possibilità di cibo a pila, 5 mn a piedi)

Pila La frazione di Pila non ha alle spalle una vera e propria storia. Nasce come paese agricolo: assieme all'isola di Cà Venier passa più volte da Porto Tolle e Porto Viro (Taglio di Porto Viro); è da quest'ultimo paese che si scendeva al mare per raccogliere la canna palustre, il riso e pescare lo storione. I proprietari terrieri ed i concessionari vallivi avevano l'obbligo di provvedere alla bonifica dei terreni ed a difenderli; gli argini però si sono rivelati più volte inadeguati. Più solida fu la necessaria ricostruzione del faro distrutto nel periodo bellico: negli anni '50 si sviluppò infatti la Cooperativa Pescatori di Pila , voluta dagli stessi operatori del settore

Una volta riconosciuta la liberazione, nasce la comunità (L’Assemblea di Sichem: Giosuè 24)

1Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele in Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi del popolo, che si presentarono davanti a Dio. 2Giosuè disse a tutto il popolo: «Dice il Signore, Dio d’Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei. 3Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Canaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco. 4Ad Isacco diedi Giacobbe ed Esaù e assegnai ad Esaù il possesso delle montagne di Seir; Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto. 5Poi mandai Mosè e Aronne e colpii l’Egitto con i prodigi che feci in mezzo ad esso; dopo vi feci uscire. 6Feci dunque uscire dall’Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al Mare Rosso. 7Quelli gridarono al Signore ed egli pose fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi spinsi sopra loro il mare, che li sommerse; i vostri occhi videro ciò che io avevo fatto agli Egiziani. Dimoraste lungo tempo nel deserto. 8Io vi condussi poi nel paese degli Amorrei, che abitavano oltre il Giordano; essi combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere; voi prendeste possesso del loro paese e io li distrussi dinanzi a voi. 9Poi sorse Balak, figlio di Zippor, re di Moab, per muovere guerra a Israele; mandò a chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi maledicesse; 10ma io non volli ascoltare Balaam; egli dovette benedirvi e vi liberai dalle mani di Balak. 11Passaste il Giordano e arrivaste a Gerico. Gli abitanti di Gerico, gli Amorrei, i Perizziti, i Cananei, gli Hittiti, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere. 12Mandai avanti a voi i calabroni, che li scacciarono dinanzi a voi, com’era avvenuto dei due re Amorrei: ma ciò non avvenne per la vostra spada, né per il vostro arco. 13Vi diedi una terra, che voi non avevate lavorata, e abitate in città, che voi non avete costruite, e mangiate i frutti delle vigne e degli oliveti, che non avete piantati. 14Temete dunque il Signore e servitelo con integrità e fedeltà; eliminate gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume e in Egitto e servite il Signore. 15Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: se gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume oppure gli dei degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore».

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16Allora il popolo rispose e disse: «Lungi da noi l’abbandonare il Signore per servire altri dei! 17Poiché il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri dal paese d’Egitto, dalla condizione servile, ha compiuto quei grandi miracoli dinanzi agli occhi nostri e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiamo fatto e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. 18Il Signore ha scacciato dinanzi a noi tutti questi popoli e gli Amorrei che abitavano il paese. Perciò anche noi vogliamo servire il Signore, perché Egli è il nostro Dio». 19Giosuè disse al popolo: «Voi non potrete servire il Signore, perché è un Dio santo, è un Dio geloso; Egli non perdonerà le vostre trasgressioni e i vostri peccati. 20Se abbandonerete il Signore e servirete dei stranieri, Egli vi si volterà contro e, dopo avervi fatto tanto bene, vi farà del male e vi consumerà». 21Il popolo disse a Giosuè: «No! Noi serviremo il Signore». 22Allora Giosuè disse al popolo: «Voi siete testimoni contro voi stessi, che vi siete scelto il Signore per servirlo!». Risposero: «Siamo testimoni!». 23Giosuè disse: «Eliminate gli dei dello straniero, che sono in mezzo a voi, e rivolgete il cuore verso il Signore, Dio d’Israele!». 24Il popolo rispose a Giosuè: «Noi serviremo il Signore nostro Dio e obbediremo alla sua voce!». 25Giosuè in quel giorno concluse un’alleanza con il popolo e gli diede uno statuto e una legge a Sichem. Il significato del testo Ecco come nasce la fede nel cuore dell’uomo. Non viene come un fulmine, né come un evento in cui dobbiamo fare a meno della nostra umanità e della nostra libertà. Alla base della fede sta un evento (o, come in questo caso, una serie di eventi). Su questo evento viene pronunciata la parola di un credente che interpreta l’evento passato come un evento operato da Dio. Viene infine la proposta di accogliere o rigettare questa fede. Inoltre la fede non costituisce un’appendice della nostra vita. Essa ci coinvolge totalmente, nel senso che ci chiede un impegno che implica tutto il nostro essere e tutto il nostro tempo. “PER ME ANDARE A MESSA ERA COME TIMBRARE IL CARTELLINO” Ho 26 anni. Tutto capitò nei primi giorni dell’anno 1998. il capodanno lo festeggiai in parrocchia perché il giorno dopo dovevo partire per un’uscita del gruppo giovani. Io non ero proprio un gran credente, e grazie a questo gruppo avevo ricominciato ad andare a messa qualche volta. Tuttavia le bestemmie erano abbastanza all’ordine del giorno, ed erano soprattutto gratuite. Era il primo gennaio quando arrivammo a Tomo e c’era da fare la messa, non era obbligatoria ma decisi di andare in modo da dimostrare che almeno ad una messa c’ero stato (tipo timbrare il cartellino). La cosa più strana è che pou decisi di confessarmi. Beh, era un po’ di tempo che non mi confessavo, esattamente dal 1991, ovvero dalla mia cresima. Don Massimiliano, quando mi confessò, mi disse di non preoccuparmi delle tante bestemmie dette, l’importante è che da quel momento sparissero dalla mia vita. La sera e la notte ci divertimmo a giocare a carte e a dormire per terrra in quattro, cinque nella stessa stanza. Il giorno dopo trascorse tranquillamente, ma ad un certo punto della serata il cellulare di Claudio squillò: era Edoardo che chiedeva di Alessandro, che era a Tomo con noi. All’inizio non ci feci caso, ma poi vidi Alessandro correre in bagno piangendo e urlando: “Nicola è morto!”. Si riferiva al nostro amico Nicola che quel giorno fece un incidente con la macchina e perse la vita a non ancora 20 anni. Io non ci credevo, mi feci passare il telefono da Alessandro, ma purtroppo era tutto vero. Tutti piangemmo e qualche bestemmia scappò.

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Mi ricordo perfettamente, però, quale fu la mia reazione, che per quello che sono adesso potrebbe essere normale, ma per un ragazzo di 19 anni, e per come ero fatto io, non credo sia stata solo farina del mio sacco. Non piansi e non bestemmiai, ma ebbi la forza di abbracciare e stringere le persone che erano in lacrime. Ma la cosa più strana che mi successe fu di dire a chi scappò una bestemmia per la rabbia e la tristezza che aveva dentro: “è inutile bestemmiare, l’unica cosa utile che possiamo fare è quella di pregare perché vada in paradiso”. Non riuscirò mai a capire perché dissi quella frase, in fondo io ero come gli altri, poco credente anch’io, ma da là forse mi sono reso conto che Dio nella nostra vita qualcosa c’entra. La cosa che mi incuriosì fu che proprio quel 2 gennaio io mi confessai. Non riesco a pensare che sia stata solo una coincidenza, credo invece che fu un segno, magari di purificazione per essere pronto al giorno dopo e al resto della mia vita. Ricordo i giorni seguenti dell’uscita: riuscivamo ancora a sorridere e a divertirci, come se la comunione tra di noi avesse sconfitto la tristezza. Alla messa della Domenica partecipammo tutti, e le nostre preghiere furono per Nicola. Finì Tomo ma continuai ad andare a messa e ad aiutare come animatore. Oggi ho 26 anni e tante volte penso a quali siano stati il momento più bello e più brutto della mia vita, e ad entrambele domande rispondo: Tomo 1998! Dove nel dolore ho realmente scoperto la bellezza di amare Dio. Domande: 1. La mia fede è il risultato di una scelta? Cioè sono cristiano per tradizione, per costume (“si deve pur credere in qualche cosa!”) oppure c’è stata in me una scelta di vita motivata? _____________________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________________

Salmo 66 A TE LA LODE Abbi pietà di noi, Signore, benedici tutti gli uomini. Che la luce della tua presenza brilli sull’umanità. Così le tue vie Saranno riconosciute su tutta la terra E tutti i popoli del mondo godranno della tua salvezza. A te, Signore, la lode di tutti i popoli, la lode di tutti gli uomini!

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Si rallegrino e cantino perché tu, Signore, giudichi tutti con giustizia e governi le nazioni sulla terra. A te, Signore, la lode di tutti i popoli, la lode di tutti gli uomini! La terra ha dato il suo frutto: così Dio benedica anche noi e il mondo intero lo loderà. Gloria al Padre…


° GIORNO: una fede che salva Partenza: da scanno gallo - uscita in mare – Arrivo : rientro per busa di tramontana-pila( cibo e acqua)-si riesce in mare per busa di scirocco-arrivo sacca del canarin Percorso: 10-11 km circa Sacca del Canarin Le lagune e le sacche sono ambienti costieri tipici di coste sabbiose e la loro formazione è dovuta all'azione combinata dei fiumi deltizi, delle correnti costiere o del moto ondoso. Esse sono, infatti, dei bacini venutisi a creare per la chiusura di tratti costieri di mare ad opera di scanni costituiti dai detriti trasportati a valle dai corsi d'acqua e modellati dall'azione dei mare. Tipicamente quindi la Sacca del Canarin è un ambiente salmastro di transizione "sospeso" fra acque dolci e acque salate. In passato tutta l'area costiera Alto Adriatica compresa tra Ravenna e Grado, era un continuo alternarsi di lagune e foci fluviali sempre in evoluzione e trasformazione.

L’ACQUA CHE SGORGA DALLA ROCCIA (Numeri 20,2-13) Mancava l’acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne. 3Il popolo ebbe una lite con Mosè, dicendo: «Magari fossimo morti quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore! 4Perché avete condotto la comunità del Signore in questo deserto per far morire noi e il nostro bestiame? 5E perché ci avete fatti uscire dall’Egitto per condurci in questo luogo inospitale? Non è un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni e non c’è acqua da bere». 6Allora Mosè e Aronne si allontanarono dalla comunità per recarsi all’ingresso della tenda del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro. 7Il Signore disse a Mosè: 8«Prendi il bastone e tu e tuo fratello Aronne convocate la comunità e alla loro presenza parlate a quella roccia, ed essa farà uscire l’acqua; tu farai sgorgare per loro l’acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al suo bestiame». 9Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato. 10Mosè e Aronne convocarono la comunità davanti alla roccia e Mosè disse loro: «Ascoltate, o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia?». 11Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza; ne bevvero la comunità e tutto il bestiame. 12Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Poiché non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete questa comunità nel paese che io le dò». 13Queste sono le acque di Mèriba, dove gli Israeliti contesero con il Signore e dove Egli si dimostrò santo in mezzo a loro.

Il significato del testo L’incapacità di guardare al proprio cammino in maniera globale, cercandone il senso profondo, l’incapacità di superare le single situazioni difficili in vista della meta finale, spesso crea insoddisfazione e malintesi. Dobbiamo imparare lo spirito di avventura di chi non pretende di essere sempre al sicuro, ma accetta e coglie l’imprevisto e l’imprevedibile come un dono e un segno di Dio. Se Mosè non avesse avuto il coraggio di colpire la roccia, da essa non sarebbe sgorgata l’acqua. La nostra fatica e le nostre piccole conquiste rimangono, di per sé, roccia impenetrabile, se non siamo noi a dare loro un significato che le fa diventare acqua fresca per la nostra esperienza di vita.

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Gioco: il volo MIRACOLI Si diceva che l’Haji che viveva alla periferia della città operasse miracoli, cosicchè la sua casa era meta del pellegrinaggio di grandi folle di malati. Il maestro, che notoriamente non si interessava di fenomeni miracolosi, non rispondeva mai alle domande sull’Haji. Quando gli chiesero di punto in bianco perchè fosse contrario ai miracoli, rispose: “Come si può essre contrari a ciò che avviene davanti ai nostri occhi in ogni momento della giornata?”. Domande: 1. La mia fede è proiettata verso la salvezza che Dio mi promette? O si riduce a chiedere al Signore dei “favori” concreti nelle situazioni che mi trovo a vivere? Ho bisogno di miracoli per credere a Dio? Riesco a fidarmi di lui anche di fronte al mondo in cui vivo e che non appare molto credente?

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Salmo 22 PASTORE BUONO Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; 2su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. 3Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. 4Se

dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. 5Davanti

a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. 6Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni. Gloria al Padre…

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° GIORNO: vedere il mondo attraverso la fede Partenza: da sacca del canarin-rientro per busa del bastimento Arrivo: Possibilità 1: dormire un po più avanti di scardo vari(possibilità di rifornimento a scardovari o polesine camerini),fermandoci mezza giornata,ripartire il giorno dopo, dormire al parco dopo esserci fermati mezza giornata, e partire il sabato mattina e arrivare a ca tiepolo 7 km ( primo giorno) 8 (secondo giorno) Possibilità 2: nella giornata di giovedi, fare da busa del bastimento fino al parco faunistico (possibilità di rifornimento a scardovari o polesine camerini) , dormire al parco faunistico, sostare tutto il venerdì e partire il sabato mattina e arrivare a ca tiepolo 15 km circa Dal parco faunistico a porto tolle 10 km circa Scardovari Le prime notizie certe risalgono al 1780 quando alcune famiglie di pescatori si costruirono delle capanne di canna palustre su un bonello (rialzo naturale di terra) e si dedicarono, senza spingersi nel Mare Adriatico, che attualmente bagna a sud ed ovest la frazione, alla pesca della scardova, un pesce d'acqua dolce che abbondava. Da questo tipo di pesca deriva il nome della frazione: località della scardova e dei Scardovari (pescatori di scardove). Nel giro di qualche decennio la popolazione aumenta e nel 1850 nel pese si stabilisce una caserma della Guardia di Finanza, abbattuta successivamente e sostituita con un nuovo edificio nel 1890. Tra i proprietari si ricordano i Negrelli, i Carrari, i Chiereghin, i Daccò, gli Avanzo ed i Torchio. Le prime opere di bonifica fatte per valorizzare la zona furono iniziate dagli Avanzo. Il paese, sviluppato lungo un'unica strada probabilmente sul tracciato del ramo del Po di Busollo (tronco fluviale ritiratosi e confluito sul Po di Tolle) era isolato, le comunicazioni ed i rifornimenti avvenivano solo per via fluviale.

Polesine camerini Parlare di Polesine Camerini come di una semplice frazione è abbastanza riduttivo; si tratta di una intera isola che, fino agli anni '50, contava, oltre all'omonimo abitato principale, anche diverse borgate di rilievo. Lungo il Po di Tolle c'era Schiavon con la scuola, un forno e l'osteria, Busazza, Pellestrina e Forti, lungo il Po di Pila c'erano Ocaro con la scuola e l'osteria (oggi rinomato ristorante di specialità locali) e Pila di Polesine Camerini con la centrale del metano. L'Isola di Polesine Camerini nasce all'incirca nel 1759 quando il Po di Tolle si sdoppia originando il Po di Pila e l'apporto di detriti da vita a canneti, paludi e valli da pesca. In una mappa del 1798 l'isola è divisa in quattro zone: Polesine Ocaro (Ca' Viviani), Polesine Baiocchi, Ca' Mandrini e, forse, Busazza. Nel 1859 gli austriaci erigono due fortezze sull'estuario del Canarin e presso Forti: si voleva impedire a navi nemiche di risalire i due rami navigabili del Po, intanto, tra il 1836 e il 1878 i Camerini acquistano l'isola con l'esclusione di Pellestrina e Forti. Del 1886 è la costruzione del grande palazzo padronale, tuttora esistente, delle stalle, dei magazzini e della vasta aia. Inizia lo sfruttamento agricolo dell'isola che chiama braccianti da altri paesi.Una grave piaga, oltre alle malattie dovute alla precarietà delle condizioni di vita, erano le alluvioni: ben 16 tra il 1879 ed il 1966. Nel 1907 i Camerini costruiscono una idrovora a vapore e scavano canali d'irrigazione: l'agricoltura, allora soprattutto come risaie, iniziò a prendere il sopravvento sulle altre attività tradizionali quali la pesca e la caccia. Quando negli anni '50 si profilò la riforma agraria, i duchi Camerini iniziarono a vendere le terre per costruire case ma dal 1952 l'Ente Riforma inizia ad espropriare i terreni per distribuirli ai contadini. Nel 1954 il paese dispone della chiesa, completa di campanile, dell'asilo, del teatro sociale, del campo sportivo

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e della piazza. E' da ricordare che dopo l'ultima alluvione, nell'ambito dei lavori di ristrutturazione della piazza, era prevista l'istallazione di un monumento ma gli abitanti, visti i bozzetti, lo rifiutarono finanziando autonomamente l'attuale monumento ai caduti. Fino a quarant'anni fa, l'isola era collegata al resto del Comune da un traghetto e da barche, nel 1957 fu aperto un ponte che però, dopo poco tempo si incrinò. Fu approntato allora un ponte provvisorio di barche e quindi fu costruito l'attuale ponte.

UN DIO CHE CI CHIAMA AD ESSERE PROFETI (Numeri 11,24-30) Mosè dunque uscì e riferì al popolo le parole del Signore; radunò settanta uomini tra gli anziani del popolo e li pose intorno alla tenda del convegno. 25Allora il Signore scese nella nube e gli parlò: prese lo spirito che era su di lui e lo infuse sui settanta anziani: quando lo spirito si fu posato su di essi, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. 26Intanto, due uomini, uno chiamato Eldad e l’altro Medad, erano rimasti nell’accampamento e lo spirito si posò su di essi; erano fra gli iscritti ma non erano usciti per andare alla tenda; si misero a profetizzare nell’accampamento. 27Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». 28Allora Giosuè, figlio di Nun, che dalla sua giovinezza era al servizio di Mosè, disse: «Mosè, signor mio, impediscili!». 29Ma Mosè gli rispose: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito!». 30Mosè si ritirò nell’accampamento, insieme con gli anziani d’Israele. Il significato del testo Cosa sarebbe la nostra fede se non portasse un cambiamento, se non ci lasciasse intravvedere con speranza il domani? E cosa sarebbero la nostra fede e le nostre speranze se fossero “solo nostre”? Profeta è colui che sa vedere lontano, che sa immaginare il domani alla luce della fede. Ognuno di noi è chiamato a guardare lontano con gli occhi della fede e a trasmettere il seme della speranza che porta con sé. Ognuno secondo i propri ritmi e secondo le proprie capacità; nessuno senza lo sforzo di mettere da parte un po’ se stesso, tutti con la gioia di aver portato una piccola luce nel mondo. L’UOMO E LE MONTAGNE C’era una volta un uomo dall’anima semplice. Il suo unico cruccio era rappresentato da due altissime montagne davanti alla sua casa e ai suoi pascoli. “Ah, se non ci fossero! Potrei far giungere in mio bestiame al fiume Hang in un baleno!” giunto all’età di novant’anni convocò una sera la sua numerosa famiglia attorno al focolare. Guardò tutti intensamente negli occhi; poi disse: -perché non riunire le forze per livellare le montagne che ci impediscono l’accesso al fiume? È vero che sono immense e altissime, ma ringraziando Dio siamo tutti in buona salute, forti e tenaci. L’unica a fare obiezione fu sua moglie: -come riuscirai- disse –tu che non riesci più ad alzare un secchio d’acqua, in un lavoro così gigantesco? E poi dove metterete tutta la terra e i sassi? -li trasporteremo all’estremità del golfo di Po-hai, a nord del Paese Nascosto- fu la risposta del vecchio Si misero al lavoro. Spaccarono sassi, raccolsero la terra in grandi cesti e la andarono a versare nel golfo di Po-hai. Si unì a loro una vicina, vedova e con un figlioancora in fasce e fecero ritorno a casa quando l’autunno lasciò il posto all’inverno. Viveva nei dintorni un saggio che prendeva in giro l’uomo semplice e tentava di distoglierlo dall’impresa: -sei diventato matto- gli disse un giorno –con le pochissime forze che ti restano sei quasi incapace di strappare un ciuffo d’erba dalla montagna, come potrai strappare la montagna dalle sue radici? L’uomo semplice trasse dal petto un respiro profondo e disse:

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-il tuo cuore è duro e rigido; non ha neppure visto che ci danno una mano una vedova e il suo figlioletto. Ora io ti dico: anche se muoio, mio figlio resterà in vita. A sua volta avrà dei figli. Generazioni di figli e nipoti si succederanno senza discontinuità. Dove vedi la difficoltà di spostare una montagnache non ha possibilità di crescere? Il saggio tacque. Lo Spirito delle montagne riportò la notizia al Signore, il quale rimase talmente colpito dall’atteggiamento del vecchio uomo semplice che, in una notte, fece spostare le due montagne dal Grande Serpente. E da quel giorno la via verso il fiume Hang fu liscia come il cranio di un mandarino. Domande:

1. cosa significa leggere il mondo con gli occhi della fede? (Cerco di leggere gli avvenimenti del mondo con gli occhi della fede?) ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________

Salmo 119 Beato l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore. 2Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore. 3Non

commette ingiustizie, cammina per le sue vie. 4Tu hai dato i tuoi precetti perché siano osservati fedelmente. 5Siano

diritte le mie vie, nel custodire i tuoi decreti. 6Allora non dovrò arrossire se avrò obbedito ai tuoi comandi. 7Ti loderò con cuore sincero quando avrò appreso le tue giuste sentenze. 8Voglio osservare i tuoi decreti: non abbandonarmi mai. Gloria al Padre…

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° GIORNO: il dono della condivisione

UN DIO CHE CI INSEGNA A DONARE (Atti 4,32-37) La prima comunità cristiana 32La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. 33Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. 34Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto 35e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno. Ad esempio, un certo Giuseppe, un levita nato a Cipro che gli apostoli chiamavano Barnaba, aveva un campo, lo vendette e mise il ricavato nelle mani degli apostoli. Il significato del testo La fiducia in Dio, la coscienza di star preparando la venuta del Regno, portato alla gioia della condivisione. Il Vangelo li ha resi liberi, e la libertà fa scoprire la fraternità. IL VICINO INSOPPORTABILE Al termine di una lezione del Budda, un discepolo rivolse all’Illuminato questa obiezione: - Vorrei sapere: Tu dici che io posso condividere le mie benedizioni, la mia gioia, con l’intero universo. Questo io lo so, lo sento. Ma, per favore, concedimi questa eccezione: non posso condividere questo benessere spirituale con il mio vicino. E’ un essere così disgustoso e insopportabile . . . l’idea stessa di condividere la mia felicità con lui mi dà la nausea! E proseguì: - Ti chiedo solo di concedermi questa eccezione: il resto della creazione va bene! Ma tu non conosci il mio vicino, altrimenti avresti aggiunto, Tu stesso, che ci possono essre delle eccezioni. Il Budda Illuminato rispose: - Non hai compreso il mio insegnamento. In primo luogo devi condividere la tua felicità con il tuo vicino; solo allora sarai in grado di farne parte all’intera esistenza, a tutto l’universo! Se neppure il tuo vicino ti è prossimo, come possono esserti amici e vicini gli altri uomini, gli uccelli, gli alberi . . .? fai pratica di condivisione anzitutto con quell’unica eccezione, e scordati dell’intero universo! Se riesci a trasmettere la gioia spirituale a quel tuo vicino insopportabile, non ci sarà più ostacolo al diffondersi del tuo amore! Sarai pronto a condividere la tua felicità e la tua pace interiore con chiunque!

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Domande: 1. Quello che io posseggo, quello che Dio mi ha donato, lo trattengo come un possesso irrinunciabile, o lo metto in comune con gli altri? 2. Il bene che faccio, tutto ciò che condivido, è dovuto alla sensazione che si tratta di una cosa che devo fare, o è uno slancio di gioia nella scoperta dell’altro come mio fratello? ______________________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________________________

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Questo libretto ha vinto! Infatti è stato composto interamente dalla Vittoria. Però bisogna anche ringraziare anche: telecom che ha permesso la diffusione via internet di codesto libretto, billgeit per l’utilizzo della finestra (windows), gugol per la ricerca dei testi accapi per la stampa del libretto, Marco, Matteo Luca e Giovanni, Davide e altri per i testi delle preghiere Il gruppo preghiera per i contenuti Il gruppo logistico per la logistica del percorso e notizie sui luoghi Il noviziato tutto per essere venuto al campo I capi Nessun albero è stato abbattuto per stampare questo libretto, garantiamo di non aver utilizzato né seghe né accette per La stesura ha richiesto molto tempo e fazzolettini da naso (sempre tempo), un tempo doppio quindi, per cui è molto prezioso e va conservato con la massima cura quasi fosse l’unico libretto che avrai a questo campo. E’ biodegradabile al 100% e si garantisce la sua autodistruzione solamente a fine campo. L’abbandono del suddetto lungo il delta del Po’ non è consentito.

Questo libretto è di: (carta… questo lo sai già!!!) e viene affidato alle cure di

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LIBRETTO CAMPO NOVIZIATO CITTADINO