FitMed n°3

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Anno 1 numero 3

La rivista online per i professionisti del settore

lo stress, strategie alimentari. VIRAL MARKETING: Tecniche di Guerrilla Sport

REHAB: Conflitto subacromiale - Analisi epidemiologica sulle distorsioni di caviglia

ALLENAMENTO: La forza resistente - Il recupero delle scorte. ALIMENTAZIONE:

PREVEZIONE: Rischio di caduta, linee guida. COMMUNITY: Firenze Marathon


ANNO 1 N° 3 MAGGIO 2009 Fitmed online è una rivista mensile di aggiornamento che si rivolge a imprenditori, manager, opinion leader, professionisti che operano nel mondo del fitness, benessere, prevenzione e salute. Propone articoli riguardanti metodiche di allenamento, rieducazione funzionale, alimentazione, prevenzione e benessere, marketing e management. Editore Alea Edizioni di Alessandro Lanzani via G. Sapeto, 5 - 20123 Milano Redazione e uffici via P. Orseolo, 3 - 20144 Milano tel. 0258112828 - fax 0258111116 professionefitness@professionefitness.com redazione@professionefitness.com Direttore responsabile Alessandro Lanzani alanzani@professionefitness.com Redazione Mia Dell’Agnello mia@professionefitness.com - int. 212 Progetto grafico Stefano Frattallone Impaginazione Anita Lavoce Pubblicità Silvia Brioschi sbrioschi@professionefitness.com A. Lanzani alanzani@professionefitness.com Hanno collaborato a questo numero Dario Riva, Corrado Ceschinelli, Silvia Brioschi, Edoardo Lanzani, Massimiliano Gollin, Claudio Ciapparelli, Andrea Molinaro, Fabio Grossi Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 578 del 20.12.93. L’Editore e l’autore non potranno in alcun modo essere responsabili per incidenti o danni provocati dall’uso improprio delle informazioni o delle immagini contenute nel materiale ricevuto; inoltre non necessariamente le opinioni pubblicate rispecchiano il pensiero dell’editore. Il materiale (testi, immagini e disegni) pervenuto in redazione non verrà restituito, anche se non pubblicato e viene considerato libero da diritti. La riproduzione del materiale apparso su Fitmed online in qualsiasi forma e per qualsiasi scopo non è consentita se non dietro richiesta scritta e firmata dal direttore responsabile e dall’editore. Per eventuali controversie il Foro di competenza è quello di Milano.

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Alea edizioni è una casa editrice specializzata in libri di finess, benessere e rieducazione funzionale, con più di 50 titoli a catalogo. Professione Fitness è una rivista bimestrale di aggiornamento per imprenditori e professionisti del settore, che da 16 anni propone articoli originali riguardanti metodiche di allenamento, rieducazione funzionale, alimentazione, prevenzione e benessere, impiantistica, marketing e management e tutto ciò che può servire a un'efficiente e moderna realtà che opera nel settore del fitness e del benessere. E distribuita tramite abbonamento postale a fitness club, centri fisioterapici e polisportivi, operatori di settore, luxury hotel, golf club, centri benessere, studi di architettura. Da oltre 25 anni la Scuola di Professione Fitness con i suoi corsi, master e stage ha contribuito alla formazione e all’aggiornamento di migliaia di operatori del settore, mettendo a loro disposizione un corpo docente selezionato e altamente qualificato. Rilascia diplomi e attestati di partecipazione accredidati dall’USACLI, ente di promozione spportiva riconosciuto dal CONI.

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SOMMARIO sommario prevenzione 4 - RISCHIO DI CADUTA: linee guida per anziani e familiari alimentazione 8 - LO STRESS: conseguenze e strategie alimentari prevenzione 12 - CASI CLINICI: conflitto subacromiale in donna anziana allenamento 18 - IL RECUPERO DELLE SCORTE e dei materiali energetici allenamento 21 - LA FORZA RESISTENTE: Allenamento e adattamenti fisiologici

sport community 24 - MARATONA, ATLETICA E WELLNESS

le aziende informano 28 - IL PRIMO CARDIOFREQUENZIMETRO senza fascia elastica

marketing e management 34 - VIRAL MARKETING: tecniche di Guerrilla Sport

32 - NEWS marketing e management 34 - DIMMI COME SCRIVI… e ti dirò come allenarti

39 - FIERE & CONVEGNI


prevenzione e salute

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Rischio di caduta Linee guida per anziani e familiari di Dario Riva tratto da “Ghepardi da salotto”

l numero delle cadute nella popolazione anziana occidentale è in costante aumento (1) con costi sempre più elevati sia in termini di assistenza per la comunità e per le famiglie, sia in termini di autonomia della persona coinvolta, per la frequente ulteriore riduzione delle capacità di movimento che consegue alla caduta. Si calcola che ogni 100 cadute si verifichino 2 fratture dell’anca, 4 fratture in altri distretti e 39 contusioni e/o escoriazioni di lieve entità. In pratica, circa il 90-94% delle cadute (a seconda degli studi) è apparentemente senza conseguenze, ma in realtà esse inducono, soprattutto per la paura di una nuova caduta,

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una importante regressione delle capacità di deambulazione, perché il soggetto tende a scegliere percorsi con sempre minori difficoltà. La scelta di comportamenti motori precauzionali (sollecitata anche dai familiari) e quindi di una apparente maggior sicurezza comporta, invece, un’ulteriore regressione della stabilità posturale con l’effetto paradosso di aumentare rapidamente anziché diminuire il rischio di caduta. Nella popolazione occidentale si assiste, quindi, contemporaneamente all’allungarsi della vita media (nel 2005 in Italia secondo i dati Istat la vita media era di 77,4 anni per gli uomini e 83,3 per le donne e raggiungerebbe nel 2050 rispettivamente

83,6 e 88,8 anni), e a una regressione delle capacità motorie e dell’autonomia di movimento non proporzionale all’età e molto più accentuato di quanto le patologie presenti possano far prevedere. In altre parole, il grado di progressiva “invalidità motoria” osservabile in molti soggetti anziani, è solo in parte indotto dall’età o dalle malattie e dipende prevalentemente da abitudini motorie sempre più sedentarie. In pratica, l’anziano e i suoi familiari attuano il concetto: “Meno mi muovo e meno rischio di cadere”. In questo modo, l’anziano diventa sempre meno sicuro nel muoversi autonomamente e il rischio di caduta aumenta. Il modello di vita nel mondo occi-


prevenzione e salute dentale tende, infatti, a proporre una continua riduzione delle occasioni di movimento e a renderci spettatori motoriamente passivi. Le capacità motorie decadono quindi progressivamente a livelli sempre più bassi. E la causa è una sola: la mancata sollecitazione della macchina umana. PREVENZIONE INESISTENTE In questo campo la prevenzione è del tutto inadeguata e i medici contribuiscono spesso a peggiorare la situazione, suggerendo, anche quando potrebbero essere evitati, l’uso di stabilizzatori esterni (come bastoni, tripodi, busti, mancorrenti, appoggio a un accompagnatore), che favoriscono una ulteriore regressione delle capacità di movimento, con aumento del rischio di caduta; infatti, tutto ciò che stabilizza artificialmente rende l’individuo più instabile. Pertanto, il tentativo di ridurre la frequenza delle cadute si basa oggi su accorgimenti passivi e su livelli di assistenza più elevati, che se a breve possono ridurre gli eventi traumatici, a medio e lungo termine ne aumentano sicuramente la frequenza. I COSTI NASCOSTI L’aumento dei costi economici, sociali e umani indotti da una caduta non è, però, legato soltanto a: - esami strumentali (radiografie, TAC ecc.); - interventi terapeutici postraumatici; - ospedalizzazione e interventi chirurgici; - fisioterapia, ma, soprattutto, all’aggravarsi della situazione invalidante. Il paziente diventa, infatti, più dipendente, richiede cioè un livello superiore di assistenza nella vita quotidiana, anche quando non ha particolari patologie.

RICOVERI OSPEDALIERI E REGRESSIONE MOTORIA Una conseguenza trascurata, ma importante, del ricovero di un anziano riguarda gli effetti della degenza sulle sue capacità motorie. La maggior parte dei ricoveri che si concludono con la guarigione o con la stabilizzazione clinica, hanno infatti come conseguenza secondaria una regressione delle capacità motorie, legata alla ipo-

cinesi obbligata, vissuta durante la degenza. STRUTTURE PER LUNGODEGENTI E CADUTE Anche in questo caso il tentativo di ridurre la frequenza di cadute si basa principalmente su accorgimenti passivi, su livelli di assistenza più elevati e sull’induzione di comportamenti ipocinetici. L’ipotesi di riduzione dei costi, legata al progetto di


prevenzione e salute prevenzione, non è dovuta solo al minor numero di cadute, ma anche a una richiesta di assistenza inferiore da parte di un paziente che recuperi anche solo parzialmente la sua autonomia di movimento. OSTEOPOROSI E STABILITÀ POSTURALE È dimostrato che la densità ossea è direttamente correlata alla stabilità posturale. In altre parole possiamo dire che chi è posturalmente più stabile ha ossa più resistenti. I soggetti con instabilità posturale presentano quindi una ridotta densità ossea (osteoporosi), fenomeno sempre più presente e precoce nella popolazione occidentale soprattutto femminile, e una maggior frequenza di fratture non traumatiche (osteoporotiche) (2). I soggetti anziani con ossa fragili hanno quindi anche un maggior rischio di caduta. Semplificando, possiamo dire che i soggetti osteoporotici hanno un rischio di caduta maggiore. Migliorare la stabilità posturale bipodalica e monopodalica svolge un’azione di contrasto del processo osteoporotico, riducendo al contempo il rischio di caduta e le fratture sia osteoporotiche sia traumatiche. CONTROMISURE “ELETTRONICHE: LA DIPENDENZA VISIVA Quando la sicurezza e l’efficienza del cammino tendono a ridursi, il sistema di controllo del movimento e della postura mette in atto un meccanismo di compenso per conservare le caratteristiche biomeccaniche del passo. L’utilizzo dell’informazione visiva è il primo meccanismo di compenso a intervenire automaticamente quando la stabilità posturale, basata sui segnali propriocettivi, diventa inadeguata. L’anziano

occidentale tende cioè a diventare sempre più dipendente dalla vista come stabilizzatore posturale e a perdere la capacità di gestire le situazioni di emergenza. In condizioni di scarsa visibilità (per esempio in inverno, o verso sera, o quando si alza di notte senza accendere la luce) o quando la vista entra in crisi (cataratta, riduzione dell’acuità visiva, inadeguatezza o cambio degli oc-

chiali, degenerazione maculare senile) il rischio di caduta aumenta in modo esponenziale e il soggetto “si difende” riducendo la sua autonomia. Contrariamente a quanto si crede, non si tratta di un decadimento obbligato, ma è il risultato di un comportamento difensivo errato che riduce ulteriormente, anziché migliorare, l’utilizzo delle capacità motorie disponibili.


prevenzione e salute CONTROMISURE MECCANICHE (LA FASE MONOPODALICA DEL PASSO) Il momento più critico nel cammino è la fase in cui il soggetto è in appoggio su un piede solo (fase monopodalica del passo), mentre l’altro arto si sposta in avanti per consentire l’avanzamento. Quando il cammino diventa insicuro (nonostante il meccanismo di compenso basato sulla vista) e l’individuo si sente instabile, come prima misura precauzionale volontaria accorcia il passo e riduce la velocità. In questo modo il soggetto gestisce una fase monopodalica del passo sempre più breve fino ad arrivare al trascinamento dei piedi per mantenere continuamente due punti di appoggio. Contemporaneamente, allarga la base d’appoggio allontanando le due linee lungo le quali avanzano i piedi. Con l’allargamento della base di appoggio durante il cammino, il soggetto non ha più una fase in cui è in equilibrio su un piede. Ogni passo diventa quindi una caduta interrotta dall’appoggio successivo. Questa contromisura dà al soggetto una sensazione di maggiore stabilità, ma elimina ogni possibilità di gestione delle situazioni di emergenza: se per qualche motivo un appoggio fallisce, la caduta è certa. In sintesi, il soggetto che diventa insicuro nel cammino, accorcia il passo, rallenta la velocità e tende ad allargare la base d’appoggio. Aumentare la sicurezza durante l’appoggio su un piede solo non soltanto riduce la probabilità di eventi traumatici, ma soprattutto allontana le situazioni invalidanti, favorendo il recupero di livelli di autonomia motoria che, se pur teoricamente disponibile, viene invece progressivamente persa.

I TEST PER LA PREVENZIONE DELLE CADUTE IL TEST DEL CALZINO Puoi verificare facilmente se ti trovi in situazione di rischio. Prova ad infilarti un calzino, stando su un piede solo. Se hai bisogno di appoggiarti o di sederti, sei già in una condizione di rischio di caduta elevato, rischio che tenderà progressivamente ad aumentare. Poiché inizialmente si disattivano solo i meccanismi anticaduta di emergenza, è possibile sentirsi ancora sicuri, ma con il passare del tempo inizieranno a comparire instabilità e insicurezza anche nelle azioni più semplici. Se vuoi, però, quantificare realmente come funziona il tuo sistema anticaduta e confrontarlo con il resto della popolazione devi effettuare due test fondamentali. IL TEST STABILOMETRICO BIPODALICO Dura due minuti e quantifica il livello di stabilità posturale stando in appoggio sui due piedi in diverse condizioni sensoriali (occhi aperti, occhi chiusi ecc). IL TEST DI RIVA STATICO (MONOPODALICO) Dura circa due minuti e consiste in quattro prove di 20 secondi ciascuna (due per arto: una ad occhi aperti ed una a occhi chiusi) intervallate da 15 secondi di pausa per consentire di cambiare il piede di appoggio. Permette di valutare la stabilità posturale monopodalica e di confrontarla con la popolazione di pari età e con il picco di stabilità degli adulti giovani, il rischio di caduta, la dipendenza visiva. NOTE 1 Ogni anno il 35-40% della popolazione sana che supera i 65 anni di età cade. La percentuale supera il 50% al di sopra dei 75 anni (dati dell’American Geriatrics Society). 2. Fratture non traumatiche (osteoporotiche) sono fratture che si verificano senza che vi sia un trauma “efficiente”, dovute allo stato di fragilità

dell’osso che si rompe in seguito all’applicazione di forze a cui è normalmente sottoposto nel corso della vita quotidiana.

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI: I.S.P.P. - International Society of Proprioception and Posture http://www.ispp.eu/

LINK

Dario Riva: “Ghepardi da salotto” Come riaccendere ciò che lo stile di vita occidentale ha spento. Editrice Ananke Partendo dall’osservazione di come eravamo, di come sono i grandi atleti, dalle capacità di recupero dei soggetti con disabilità motorie e dalle esperienze in campo astronautico, l’Autore racconta come siamo cambiati e propone nuove strade per recuperare le abilità motorie indispensabili per garantire una qualità di vita adeguata e autonoma. Dario Riva, laureato in Medicina e Chirurgia, è specialista in Pediatria e in Medicina dello Sport. Da circa 15 anni studia i movimenti antigravitari (camminare, correre, saltare, salire e scendere le scale, sedersi e alzarsi da una sedia...) È considerato il massimo esperto italiano di propriocezione e di entropia del movimento e uno dei più importanti a livello internazionale.


alimentazione

Lo stress Conseguenze e strategie alimentari di Corrado Ceschinelli wellness@corradoceschinelli.com

o stress, quando cronico, è in grado di provocare un rallentamento funzionale delle ghiandole surrenali e della tiroide e di creare una sorta di reazione a catena nel sistema endocrino umano. Solo un centinaio di anni fa, i ritmi di vita dell’uomo erano ben diversi; esistevano anche allora situazioni stressanti, ma molto limitate nel tempo. Le reazioni di adattamento che si verificano durante uno stress acuto necessario alla sopravvivenza (nel classico esempio della zebra attaccata dal leone), quali la mobilizzazione di energia dai tessuti di deposito, l’incremento del tono cardiovascolare e polmonare, la soppressione dei processi anabolici, della digestione e della crescita, della riproduzione e dell’immunità, sono tutte una logica e normale conseguenza, se limitate nel tempo. Nella società odierna, gli adat-

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tamenti per la sopravvivenza si verificano centinaia di volte al giorno e quasi sempre senza lasciare un intervallo di rilassamento fra una reazione e l’altra. L’uomo moderno, dunque, è sempre in stato di allerta. RISPOSTE ALLO STRESS In condizioni di stress multicausale prolungato, la risposta allo stress può diventare più dannosa dello stesso motivo di stress, a seconda delle caratteristiche genetiche del singolo individuo. La reazione dell’ipotalamo allo stress si verifica entro pochi secondi dall’esposizione e attiva l’ipofisi a produrre, entro 15 secondi al massimo, un ormone chiamato adrenocorticotropo (ACTH). Quando l’ACTH è rilasciato nella corrente ematica, stimola rapidamente le ghiandole surrenali a sintetizzare ormoni (glucocorticoidi) in grado di bloccare l’immagazzinamento energetico, di mobilizzare l’energia, di incre-

mentare il tono vascolare e polmonare e di inibire i processi anabolici come la crescita, la riproduzione, la riparazione dei tessuti e l’immunità. La risposta ipotalamica a un dato stimolo è specifica per il singolo individuo e risente dell’unicità genetica, delle esperienze di vita (imprinting) e dello stato delle sue funzioni fisiologiche. L’attività ipotalamica può apportare i seguenti cambiamenti nella fisiologia umana: - aumentare il livello di insulina; - aumentare il livello di cortisolo; - aumentare il livello delle catecolamine; - incrementare la deposizione di grasso; - ridurre testosterone, estrogeni e progesterone; - incrementare lo stress ossidativo; - incrementare la produzione dei mediatori dell’infiammazione; - incrementare la necessità di detossicazione epatica (smaltimento).


alimentazione Le persone stressate spesso provano una sensazione di stanchezza mattutina, di incompletezza del sonno, un’incapacità a “carburare”. Al fine di avviare i processi connessi con il risveglio, c’è una fisiologica secrezione di cortisolo nel sangue: nelle persone stressate questo incremento non si verifica a causa di un’alterazione del sofisticato meccanismo spontaneo di regolazione e di una conseguente produzione insufficiente di ormoni a livello surrenalinico. Quando lo stress cronicizza, si producono costantemente alcuni ormoni (adrenalina, cortisolo, cortisone ecc.) e il sistema nervoso inibisce sempre più una serie di attività che considera inutili data l’emergenza, come la sintesi di ormoni sessuali, dell’ormone della crescita e l’attività parasimpatica. Di conseguenza, si sopprimono la digestione, la crescita, la riproduzione, il sistema immunitario. Gli stressati cronici diventano insulino-resistenti, ne risentono la libido e le funzioni riproduttive, l’alterazione degli equilibri ormonali sessuali può provocare conseguenti effetti collaterali (cute, umore, ciclo ecc.), il tono muscolare si riduce e si incrementa il deposito di tessuto adiposo. Il colesterolo, i trigliceridi e la pressione sanguigna aumentano, così come il senso di fatica e i disturbi del sonno. L’umore tende alla depressione, i disturbi infiammatori diventano più frequenti e si perde l’entusiasmo alla vita. Il cortisolo è l’ormone più importante in questo contesto, perché, in risposta allo stress, viene rilasciato ad alte dosi e rimane elevato per tutto il periodo di stress: obesità, ipertensione e cardiopatie, stanchezza, depressione, insonnia, infiammazione sono tutte condizioni provocate da un livello stabil-

mente elevato di cortisolo nel sangue. COME MODULARE E REGOLARE IL CORTISOLO E LA RISPOSTA ALLO STRESS MIGLIORARE LA RISPOSTA ORMONALE. Alcune piante della tradi-

zione indiana e cinese contengono principi attivi molto efficaci per regolarizzare e migliorare la risposta allo stress. Tra esse meritano di essere ricordate il ginseng (Panax ginseng), l’eleuterococco o ginseng siberiano (Eleuterococcus senticosus) e la rhodiola (Rhodiola rosea). MIGLIORARE IL CONTROLLO DELL’INSULINA. L’insulina è un fattore critico importante nel condizionare tutta una serie di eventi e di reazioni. Il suo controllo è di fondamentale importanza nel ripristino delle funzioni fisiologiche e nelle modulazioni biologiche che riguardano il peso, l’infiammazione e la salute generale. Il cortisolo esplica una forte attività di stimolo della sintesi dell’insulina, pertanto ogni volta che si deve impostare un protocollo per regolarne la produzione, non si può omettere una regolazione dell’eccessiva sintesi di cortisolo e quindi dello stress. MIGLIORARE LO SMALTIMENTO DEGLI ORMONI SURRENALINICI . Gli ormoni surrenalinici prodotti in risposta allo stress sono smaltiti dal corpo umano attraverso tre specifiche vie biochimiche: la glucuronazione, la sulfazione e la metilazione. Per impedire che questi ormoni permangano troppo a lungo all’interno del corpo umano, con la conseguenza di un’eccessiva attività nei confronti di diversi organi bersaglio, durante i periodi di stress sarebbe opportuno supplementare tutti i nutrienti necessari, in qualità di catalizzatori principali, per far funzionare perfettamente le reazioni chimiche delle vie atte al loro smaltimento. I nutrienti sono: acido pantotenico, zinco, zolfo inorganico, acido folico, vitamina B6 e vitamina B12. Alimenti ricchi di acido pantotenico: lievito di birra - arachidi - funghi - piselli – fegato di vitello. Alimenti ricchi di zinco: man-


alimentazione zo - uova - anacardi - semi di girasole - mandorle. Alimenti ricchi di acido folico: lievito di birra - riso integrale farina di soia - germe di grano fegato di vitello - fegato di agnello. Alimenti ricchi di vitamina B6: lievito di birra - semi di girasole - germe di grano - tonno fegato di vitello - salmone. Alimenti ricchi di vitamina B12: fegato di agnello - fegato di vitello - sardine - conchiglie ostriche. R IDURRE L’ ESPOSIZIONE ALLO STRESS. Diversi sono i metodi consigliati per influenzare positivamente la reazione dell’organismo nei confronti dello stress. L’importante è apportare rilassamento per ridurre la produzione degli ormoni implicati: tecniche quali il training autogeno, la meditazione, lo yoga, il biofeedback e l’ipnosi sono tutte valide allo scopo. M IGLIORARE LA SENSIBILITÀ AL CORTISOLO. I ricettori steroidei sono sensibili alla vitamina B6. Ciò significa che, se la vitamina è scarsa, i ricettori non sono in grado di bloccare il legame con gli ormoni e la cellula sviluppa una risposta esagerata a uno stimolo nei limiti della norma. Il cortisolo, in qualità di steroide, risponde in questo modo, pertanto la B6 è fondamentale per regolare la sua secrezione e la sua attività. Un’assunzione accresciuta di vitamina B12 e di acido folico dovrebbe essere di supporto alla crescita dei livelli di vitamina B6, migliorandone così, come abbiamo visto, anche lo smaltimento. RIDURRE L’EQUILIBRIO FRA SODIO, POTASSIO E MAGNESIO. Il rapporto sodio/potassio riveste un significato molto importante per la produzione di steroidi da parte della ghiandola surrenale. Molto spesso la dieta è più ricca in sodio e povera in potassio e magnesio, così da stimolare esage-

ratamente la ghiandola surrenale: dovremmo quindi cercare di bilanciare maggiormente questo rapporto, riducendo il sodio e aumentando l’assunzione di potassio e magnesio. Alimenti ricchi di magnesio: germe di grano - mandorle - lievito di birra - grano saraceno noci brasiliane - avena - spinaci - riso integrale. Alimenti ricchi di potassio: germe di grano - mandorle semi di girasole – prezzemolo noci brasiliane - arachidi - aglio - avocado - datteri. BILANCIARE GLI OMEGA-6 E GLI OMEGA-3. Tutte le situazioni che tendono a incrementare la produzione di ormoni da stress sono associate a un’aumentata produzione di mediatori dell’infiammazione. La maggior parte di tali mediatori deriva dall’acido arachidonico e dagli omega-6. Per regolare la loro produzione e ridurre la situazione infiammatoria di base, occorre accrescere il livello degli acidi grassi omega-3 sia attraverso l’assunzione di olio specifico, che riducendo l’uso di grassi animali e di oli vegetali parzialmente idrogenati. S UPPLEMENTARE I PRECURSORI SURRENALICI. Per produrre i propri ormoni, la ghiandola surrenale necessita di numerosi precursori nutrizionali vitaminico-minerali. Una buona supplementazione di sostanze quali vitamina C, acido pantotenico, vitamine del complesso B, magnesio, potassio, zinco e ferro è molto utile in qualità di attivatore della sua funzione, in modo da incrementare la sintesi ormonale, come richiede un processo di adattamento allo stress. Alimenti ricchi di vitamina C: peperoni rossi - prezzemolo - broccoli - cavolini di Bruxelles - kiwi Alimenti ricchi di ferro: lievito di birra - crusca di grano - semi di zucca - semi di girasole - fegato di vitello

CORRADO CESCHINELLI Laureato in Sociologia all’Università degli Studi di Trento, ha una formazione in Naturopatia a indirizzo Olistico conseguita presso l’Istituto di Medicina Psicosomatica. Qualificato come “specialista del benessere”, preparatore atletico ed esperto in comportamenti alimentari, è da sempre impegnato per un approccio sano, equilibrato, soprattutto educativo, alle pratiche che contribuiscono a migliorare lo stato di salute e di benessere generale. Da anni svolge attività di docenza e scrive per le più autorevoli riviste del settore.

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IL BENESSERE POSSIBILE Il libro vuole essere un contributo per vivere meglio e per chi si occupa della salute e del benessere altrui. L’autore analizza aspetti fondamentali della nostra esistenza: consapevolezza come fondamento del benessere, alimentazione funzionale per la salute, attività fisica per la migliore condizione di forma. Il testo approfondisce temi importanti dell’alimentazione (come impostare i pasti, allergie e intolleranze alimentari ) e dell’allenamento (attività fisica per uno stile di vita sano e come modello educativo, corsa e tonificazione). Alea Edizioni 2008


Giornata formativa: DIABETE e Fitness Metabolico

O T I S L A VAI

Roma, 13 giugno Riccione, 26 giugno

Nuove misurazioni antropometriche e strumenti appropriati PROGRAMMA Mattina - Sindrome metabolica e diabete - Linee guida dell’OMS - Diagnosi medica, classificazione motoria per età sesso e impegno funzionale - Strumenti operativi per il personal metaboli-co, il body fat index e l’indice globale di “rischio/ prevenzione”: Global Risk Index G.R.I. Pomeriggio - Fix funzionali: come misurare la riserva funzionale in assenza di rischi - Eventuali accessori di monitoraggio scelti secondo il criterio dell”appropriatezza funzionale” - Procedure e protocolli di attività motoria; il controllo dei risultati; le unità motorie - Gestione dei rapporti con il medico curante - Esempi pratici - Strumenti di misura e monitoraggio - Valutazione dell’appropriatezza e modalidà d’uso

OBIETTIVI Illustrare e chiarire ai professionisti del settore gli aggiornamenti scientifici, i protocolli esecutivi di valutazione e il trattamento dei soggetti affetti da diabete 1° e 2° tipo che intraprendono un’attività fisica. ISCRIZIONI Per informazioni o iscrizioni potete visitare il sito www.professionefitness.com, oppure telefonare direttamente in sede 02/58112828

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allenamento e rehab problema, poi è andata dal suo medico che le ha genericamente consigliato antinfiammatori per il dolore e riposo funzionale, riposo che lei, dato il suo carattere attivissimo, non si è mai concessa. Quando poi è stata vista da uno specialista, le è stata riconosciuta una sindrome da conflitto subacromiale e le è stato spiegato che il riposo, al quale adesso è costretta per il dolore, per lei è terapeutico come gli antidolorifici. Inoltre, le è stato consigliato di affidarsi a un fisioterapista o a una palestra per recuperare una buona mobilità articolare ed equilibrare la muscolatura della spalla.

Conflitto subacromiale in donna anziana

Casi clinici in palestra di Edoardo Lanzani

apita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che in palestra devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità; per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel contempo i propri ambiti d’intervento e i limiti operativi.

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ANAMNESI E STORIA CLINICA A.V. è una signora di poco più di sessant'anni molto in gamba. Nella vita ha sempre fatto la casalinga, ma adesso non riesce più a sbrigare le faccende di casa con la velocità di un tempo, sebbene sia ancora completamente autosufficiente. Sfortunatamente tra i vari acciacchi dati dagli anni, da diversi mesi soffre di un dolore alla spalla destra che si è fatto via via più fastidioso. Se infatti in principio si trattava di una dolenzia alla fine di giornate di particolare affaticamento, col tempo è diventato più frequente, fino a limitare la funzionalità dell'arto stesso e a darle noia a volte anche di notte. Inizialmente ha trascurato il

DESCRIZIONE DELLA PATOLOGIA Questo quadro clinico fino a pochi anni fa era genericamente indicato come periartrite scapolo-omerale o di spalla. Tale nome comprendeva anche altre patologie, per esempio del tendine del capo lungo del bicipite o del cercine glenoideo. Per una maggiore definizione della localizzazione e del meccanismo alla base del disturbo, oggi si preferisce usare i termini di sindrome da conflitto subacromiale, sindrome del cercine e così via. La testa omerale medialmente si articola con la glenoide, mentre superiormente incontra il limite offerto dalla volta dell'acromion e dal legamento coraco-acromiale. Tra questo tetto e l'omero si trova una borsa che favorisce lo scorrimento e la dispersione del calore generato per l'attrito dovuto ai movimenti del braccio. Questo spazio è anche attraversato dai tendini dei muscoli extrarotatori della cuffia dei rotatori (m. sovraspinato, m. infraspinato e m. piccolo rotondo), che dalla scapola si vanno a inserire al tubercolo maggiore dell'omero. Per abnormi sollecitazioni funzionali, soprattutto con movimenti di intra-extrarotazione a braccio elevato e abdotto, si possono produrre degli stress compressivi sulle strutture subacromiali appena ricordate. Funzionalmente è come se un deltoide, reso potente da ripetuti movimenti in abduzione ed elevazione,


allenamento e rehab spingesse la testa omerale medialmente e verso l'alto contro la volta acromiale. Proprio i muscoli della cuffia dei rotatori avrebbero il ruolo di centrare l'omero nella cavità glenoidea, evitandone la risalita. Rispetto a essi risulta però più facile sviluppare un muscolo come il deltoide, più robusto e frequentemente coinvolto nei movimenti dell'arto superiore. Questo disequilibrio conduce alla sofferenza delle strutture muscolotendinee compresse, con riduzione della mobilità articolare per il dolore. Alla fine si può avere una vera e propria lesione della cuffia, più frequentemente del sovraspinato e del suo tendine. Ciò si può tradurre funzionalmente in una mobilità articolare ridotta o soppressa (spalla congelata) o in scrosci articolari alla mobilizzazione, per cui si rende a volte necessaria la chirurgia. Una possibile evoluzione è la calcificazione degenerativa delle strutture muscolotendinee interessate (morbo di Duplay). I CONCETTI CHIAVE RIFERITI AL CASO Questa patologia è generalmente indotta da sollecitazioni funzionali intense o ripetute che prevedono l'elevazione e l'abduzione degli arti superiori come in attività lavorative manuali (meccanico, magazziniere, imbianchino ecc.) o particolari sport (sport di lancio, tennis ecc.). Dato che non si poteva ricondurre il problema della signora ad alcun gesto ripetitivo, atletico o professionale, probabilmente non si sarà risparmiata nei lavori domestici in genere. In ogni caso, è fondamentale il rispetto del dolore e quindi un congruo periodo di riposo funzionale prima di qualsiasi intervento. Questa è una situazione in cui un corretto allenamento teso a riarmonizzare i motori muscolari può assumere un ruolo sostanziale. Soprattutto in una fase semplicemente dolorosa in cui ancora non si siano prodotte lesioni anatomiche, dovrebbe essere il medico stesso a consigliare questo indirizzo. Le le-

Figura 1 L’immagine mostra una spalla destra vista anteriormente. È evidenziato il gruppo muscolare della cuffia dei rotatori. Da notare come il muscolo sovraspinato con il suo tendine attraversi lo spazio tra la testa omerale e la volta dell’acromion.

Figura 2. All'Rx si può notare una riduzione dello spazio tra testa omerale e volta acromiale (che andrebbe confrontato con la spalla controlaterale). Si notano inoltre degli addensamenti ossei nei punti di maggior contatto in particolare sulla superficie inferiore dell’acromion e all’apice della testa omerale (vedi frecce). L'esame dirimente per verificare lesioni della cuffia rimane l'ecografia. Si noti l’aumentata trasparenza della sostanza ossea dell’acromion e della testa omerale riferibile ad un rarefazione della calcificazione su base osteoporotica.

sioni documentate, come rotture tendinee e calcificazioni, potranno essere affrontate dallo specialista e la rieducazione funzionale in palestra costituirà un tempo successivo. In questo caso particolare va considerato il disagio ambientale e psicologico che questa donna per la sua età proverà, almeno inizialmente, nel frequentare una palestra tra giovani muscolosi e body sfavillanti. Sarebbe opportuno concordare degli orari tranquilli per poter dedicare alla signora il tempo necessario a svolgere un buon lavoro in tranquillità o l'insuccesso è dietro l'angolo. INFORMAZIONI NECESSARIE PER TRATTARE IL CASO Anzitutto si deve valutare la mobili-

tà articolare della spalla interessata attraverso il confronto con la controlaterale. Importante è vedere se con una gentile mobilizzazione passiva attuata da noi, si ottengono gradi di articolarità in più rispetto alla sola mobilizzazione attiva; in questo modo si potrà capire se l'unico limite sia il dolore o se vi siano impedimenti strutturali anatomici. Inoltre, sarà possibile percepire scrosci o rumori articolari durante la mobilizzazione. L'ipotrofia da disuso della muscolatura distrettuale si potrà rilevare dal confronto bilaterale dei deltoidi. Più fine, ma di altrettanto comune riscontro, è l'ipotrofia del muscolo sovraspinato: si apprezza palpando medialmente all'acromion e sopra la spina della scapola bilateralmente e, se mar-


allenamento e rehab

cata, si può anche osservare un leggero avvallamento all'ispezione. Funzionalmente il sovraspinato innesca i primi gradi dell'abduzione dell'omero, fase da osservare con attenzione. Altro elemento degno di nota è la morfologia del torace di questa signora. Un'accentuazione della cifosi dorsale, già comune in età più giovani, fa scivolare le scapole su di una gabbia toracica più convessa. Il risultato sono delle scapole che non giacciono più su un piano quasi frontale ma su un piano quasi sagittale, determinando così un'intrarotazione dell'arto superiore di cui dovremo tener conto all'esame obiettivo motorio e nell'esecuzione degli esercizi. OBIETTIVI Possiamo proporci degli obbiettivi solo se il dolore è superato, o in declino, grazie a riposo e antinfiammatori. Il nostro obiettivo primario è

quello di restituire a questa donna un buon grado di funzionalità dell'arto superiore. In una persona anziana ogni deficit funzionale può generare un pericoloso circolo vizioso di decadimento. Inizialmente si cercherà quindi di ridarle un buon grado di mobilità attraverso ginnastica dolce a corpo libero, senza pesi. Fondamentale sarà l'allenamento della cuffia dei rotatori per ridare stabilità all'articolazione e allontanare le recidive. Per non gravare ulteriormente su muscoli e tendini, prima di ogni seduta è buona norma osservare un riscaldamento con mobilizzazione a corpo libero della spalla. Anche il muscolo grande dorsale riesce a scaricare il conflitto subacromiale stabilizzando l'omero sul quale si inserisce. Solo in una fase successiva al potenziamento della cuffia si potrà restituire simmetria alle spalle con un allena-

mento, sempre leggero, del deltoide. Sarà comunque soddisfacente ottenere dei risultati privilegiando l'aspetto funzionale rispetto a quello estetico. Gli esercizi dovranno essere semplici e avrà importanza anche la comunicazione: non potremo chiedere alla signora di compiere delle intrarotazioni da tot a tot gradi, ma dovremo chiederle di formare, per esempio, dei cerchi nello spazio in determinate direzioni o di mimare gesti noti. Oltre agli esercizi a corpo libero potranno risultare utili attrezzi semplici come bastoni, elastici o cavi che però richiedono una maggiore supervisione dell'istruttore per un'esecuzione corretta dato che abbiamo a che fare con un soggetto anziano, non sportivo e quindi poco coordinato. ESERCIZI CONSIGLIATI Qualsiasi esercizio può essere previsto solo dopo la risoluzione della


allenamento e rehab sintomatologia dolorosa ottenuta grazie al riposo funzionale e alla terapia medica. Inizialmente sarà necessario recuperare un accettabile grado di mobilità articolare con esercizi a corpo libero. Nel caso di questa signora, data l’età, la sintomatologia dolorosa e le esigenze funzionali, sono indicate delle circonduzioni dell’arto superiore addotto e oscillante. L’esercizio si può eseguire con manubri impugnati del peso massimo di un chilo e con una leggera inclinazione antero-laterale del tronco. In questo modo sarà possibile decomprimere meccanicamente il conflitto tra testa omerale e acromion. In una fase successiva un lavoro specifico per la cuffia dei rotatori potrà essere effettuato con intra-extrarotazioni dell’arto superiore addotto con gomito in flessione, a corpo libero o al massimo, in una fase successiva, con resistenze minime tipo elastici. In ogni caso il limite che ci dobbiamo porre è quello di non ingenerare una sintomatologia dolorosa. ESERCIZI SCONSIGLIATI Le abduzioni dell’arto superiore e in genere gli esercizi di elevazione dell’arto superiore con qualsiasi peso che potrebbero innescare ulteriori dinamiche di conflitto subacromiale.

CONTROLLO DEGLI OBIETTIVI Un metodo obiettivo di valutazione dei risultati conseguiti consiste nel rilevare periodicamente il livello di mobilità articolare priva da dolore conseguito e di confrontarlo con i valori che abbiamo annotato al

Link

CASI clinici in palestra

tempo del primo contatto in palestra. Una conferma indiretta la abbiamo avuta dalla signora stessa, che ci raccontava come, dopo qualche settimana di allenamento mirato, recuperava gradualmente certi movimenti e certe attività prima impedite dal dolore.

ome l'istruttore deve affrontare le patologie che gli si possono presentare in palestra. Nella serie i casi più frequenti sono analizzati con un metodo standard: anamnesi, descrizione della patologia, esame motorio, obiettivi e linee guida del protocollo, con gli esercizi consigliati e quelli da evitare, controllo finale.

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allenamento e rehab

Il recupero delle scorte La pianificazione dell’allena-

mento deve tenere conto anche del ripristino dei materiali energetici

di Massimiliano Gollin massimiliano.gollin@unito.it

SISTEMI ENERGETICI Ricordiamo che l’organismo utilizza tre diverse vie per produrre l’ATP: 1. il sistema ATP-PC o anaerobico alattacido (AA), detto anche sistema dei fosfati, che utilizza la fosfocreatina (PC), con produzione, ma senza accumulo, di acido lattico; 2. il sistema della glicolisi anaerobica o anaerobico lattacido (AL), detto anche dell’acido lattico, con utilizzo del glicogeno muscolare, produzione e accumulo di acido lattico; 3. il sistema aerobico (A), o dell’ossigeno, che utilizza sia il glicogeno muscolare sia i grassi e, in via del tutto eccezionale, le proteine; con produzione, ma senza accumulo di acido lattico. Di ogni sistema si può definire: - la capacità, cioè l’attitudine a contenere, o meglio la capienza o volume interno di energia erogabile, - la potenza, cioè la misura del lavoro prodotto da un determinato sistema energetico nell’unità di tempo.

l recupero tra gli esercizi e tra le diverse sedute di allenamento determina l’evolversi della prestazione di un individuo. Per qualunque sportivo diventa importante comprendere i tempi di ripristino dei materiali energetici consumati durante l’attività, in funzione del tempo di applicazione dell’esercizio proposto: un nuovo esercizio sarà riproponibile solo dopo aver recuperato l’energia consumata attraverso il tempo di recupero. In questo modo il recupero diventa parte integrante dell’allenamento. A seconda dei sistemi energetici utilizzati in allenamento ci saranno differenti tempi di recupero tra gli esercizi, all’interno della seduta e tra le differenti sedute di allenamento, per esempio all’interno di una settimana. Proviamo a tracciare le regole fondamentali che regolano l’operato dell’allenatore.

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LA RIGENERAZIONE DEL SISTEMA DEI FOSFATI Il sistema anaerobico alattacido, che permette di eseguire gesti alla massima potenza ma per pochi secondi, viene rigenerato completamente in 2-3 minuti (Fox, Bowers, Foss; 1995). L’andamento evidenzia come dopo 30” si determini già il 50% del recupero di energia,

dopo 60” il 75%, dopo 90” circa l’83%, dopo 2 minuti il 93% e dopo 3 minuti si arrivi praticamente al 100% del recupero dell’energia. Inserire una pausa di recupero tra gli esercizi a potenza massimale e submassimale permette di rigenerare le scorte di fosfati, quindi di ritardare la fatica dovuta alla diminuzione dei substrati energetici utilizzati durante l’esercizio e all’eventuale accumulo di acido lattico. Ricordiamo che la risintesi di ATP-PC durante la fase di recupero avviene grazie al sistema aerobico, sfruttando carboidrati e grassi: l’ATP viene direttamente rigenerato attraverso il sistema aerobico, mentre la fosfocreatina indirettamente, grazie all’idrolisi di una parte di ATP che fornisce l’e-


allenamento e rehab

nergia per la risintesi della PC. L’importanza del sistema aerobico nel ripristino delle scorte di fosfati si evidenzia con l’aumento del consumo di ossigeno durante la fase di recupero post-esercizio prima del ritorno ai valori basali (pagamento del debito di ossigeno) che si avevano prima dell’allenamento. LA RIGENERAZIONE DEL GLICOGENO MUSCOLARE La risintesi di glicogeno, che entra a far parte dei sistemi aerobico e anaerobico, dipende da tre fattori fondamentali: - la durata dell’esercizio - l’intensità dell’esercizio - l’alimentazione post seduta di allenamento. Dopo esercizio lattacido di breve e alta intensità (intermittente) è possibile rigenerare un’importante quantità di glicogeno anche senza assunzione di ci-

bo entro le prime due ore dopo la fine dell’esercizio. Non viene richiesta una dieta di carboidrati superiore alla norma e la completa rigenerazione dovrebbe avvenire in circa 24 ore dalla fine dell’allenamento. Il ripristino ha inizio precocemente: nelle prime cinque ore di recupero la rigenerazione è molto più veloce che nelle restanti (Fox; 1988). Quando l’attività fisica ha impegnato prevalentemente il sistema lattacido, per il recupero completo sarà necessario il totale smaltimento dell’acido lattico. È stato dimostrato (Fox, Bower, Foss; 1995) che l’acido lattico prodotto da esercitazioni massimali è rimosso dal circolo ematico più velocemente se il recupero avviene in modo attivo: un’attività blanda pare abbassi il tempo di smaltimento a circa un’ora, contro le due ore in caso di recupero passivo. L’acido lattico ha tre possibilità di riconversione: in glicogeno epatico, in glucosio ematico, in acido piruvico utilizzato dal ciclo di Krebs. Ricordiamo che i muscoli scheletrici, il cuore, il fegato e i reni possono utilizzare l’acido lattico come fonte energetica.

Dopo esercizi prolungati di tipo aerobico, il ripristino delle scorte di glicogeno richiede una dieta iperglucidica: se l’apporto di carboidrati risulta insufficiente, il recupero completo può richiedere anche più di cinque giorni. Oltre a ciò, se nel frattempo sono inserite sedute di allenamento, si può incorrere in un fenomeno di fatica cronica, con conseguenze molto negative sia sulla prestazione, che sullo stato di efficienza organica generale. In caso di corretta dieta iperglucidica, il tempo stimato per il recupero completo dopo attività aerobica di alta intensità è stimato in circa 48 ore, con andamento più veloce durante le prime ore di recupero post allenamento. Dalla tabella qui sotto si può evidenziare come non sia possibile stimare in modo preciso il tempo di recupero energetico dovuto alle differenti attività fisiche, ma ci si possa orientare secondo l’intensità dell’esercizio proposto e il grado di allenamento dell’atleta. SISTEMI ENERGETICI E TEMPO DI PRESTAZIONE Il concetto di continuità energetica nell’ambito sportivo è lega-

TEMPI DI RECUPERO DOPO ESERCIZIO MASSIMALE (Fox, 1988; modificata) SCORTE RIPRISTINATE

TEMPO DI RECUP. TEMPO DI RECUP. MINIMO TOTALE

ATP-PC Glicogeno muscolare dopo

2 minuti

3 minuti

5 ore

24 ore

10 ore

48 ore

30 minuti

1 ora

1 ora

2 ore

esercizio intermittente Glicogeno muscolare dopo esercizio prolungato Rimozione acido lattico con recupero attivo Rimozione acido lattico con recupero passivo


allenamento e rehab to al tipo di attività sportiva presa in considerazione. I tre sistemi energetici interverranno con predominanza di uno rispetto all’altro per sostenere un’attività in funzione dell’intensità della stessa, senza mai escludersi, ma integrandosi tra loro, per cui sarà necessario riconoscere quale metabolismo prevale nell’attività in considerazione e orientare l’allenamento su di esso. Per stabilire quali siano i sistemi energetici predominanti in ogni attività fisico-sportiva è necessario considerare il tempo di prestazione specifico per ogni disciplina: il tempo di prestazione è infatti correlato con i sistemi di fornitura di energia. Le fonti di energia per una data attività sono quindi tempo-dipendenti, indipendentemente dal tipo di attività svolta (correre, saltare, pedalare, vogare...). Per esempio il maratoneta, che utilizza prevalentemente un metabolismo aerobico, non esclude completamente i metabolismi anaerobici che saranno utilizzati per produrre energia in quei momenti critici (cambi di ritmo, salite con grande pendenza, scatti finali, partenza ecc.) in cui l’intensità dell’attività supera le capacità di risposta del metabolismo aerobico. Si può ricordare anche il ciclista che, staccato dal gruppo, cerca di ritrovare la scia aumentando il ritmo di pedalata e quindi l’intensità dello sforzo: ricorre al sistema anaerobico creando un debito di ossigeno e zuccheri, che sarà poi compensato dal sistema aerobico al diminuire dell’intensità. Si può fare riferimento a un semplice schema teorico diviso in quattro fasce per identificare i sistemi energetici impegnati nelle attività, dandone una corrispondenza in tempi di lavoro (Fox, Mathews; 1977): 1. attività con durata inferiore ai 30 secondi, dove il sistema

energetico predominante è quello anaerobico alattacido (lancio del peso, 100 metri, salti...); 2. attività con durata tra i 30 secondi e un minuto e mezzo, con energia fornita dai sistemi dell’ATP-PC e dell’acido lattico (200 e 400m, i 100m nel nuoto…); 3. attività con durata tra un minuto e mezzo e i tre minuti, in

cui i sistemi predominanti sono la glicolisi anaerobica e l’aerobico (800 e 1500 metri, prove di ginnastica, box, lotta, giochi di squadra…); 4. attività di durata superiore ai tre minuti, dove il sistema energetico predominante è quello aerobico (maratona, ciclismo di fondo, jogging, sci di fondo….) Bibliografia

MASSIMILIANO GOLLIN Laureato in Scienze e Tecniche dell’allenamento Sportivo, docente presso l’Università in Scienze Moto-rie dell’Uni-versità di Torino in Metodologia della Prestazione, allenatore di IV Livello CONI. È esperto in Metodo-logia dell’allenamento e svolge attività di consulente per la prepa-razione fisica nel Ri-atletismo e Fitness, Triathlon, Sollevamento Pesi, Sci, Ciclismo, Maratona, Scherma.

Dal Monte A, Faina M. “Valutazione dell’Atleta” Ed. UTET, Torino 1999 Fox EL. “Fisiologia dello sport” Ed. Grasso, Bologna 1988 Fox, EL, Mathews DK. “Interval Training” Ed. Vigot, Parigi 1977 Fox EL, Bowers RW, Foss ML. “Le basi fisiologiche dell’educazione fisica e dello sport” Ed. Pensiero scientifico, Roma 1995 McArdle WD, Katch FI, Katch VL. “Fisiologia applicata allo sport” Ed. Casa Ambrosiana, Milano 1998


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100 QUIZ - 2 VOLUMI Un metodo complementare per lo studio, che consente di appropriarsi della materia trattata in modo veloce e duttile, attraverso domande, piccoli trabocchetti logici, immagini con didascalie incomplete. Un efficiente mezzo di verifica che permette subito di colmare eventuali lacune, grazie alle informazioni mirate e accurate che corredano le risposte. In ogni volume include 100 quiz di anatomia e biomeccanica, 400 risposte e 400 commenti alle risposte. Alessandro Lanzani e Laura Boggero Alea Edizioni 2005 - pag. 112 Euro 21

PSICOLOGIA E TECNICA DEI COLLOQUI DI VENDITA Il volume affronta il tema centrale della preparazione e conduzione dei colloqui di vendita, sia sotto il profilo tecnico organizzativo che psicologico, dando una visione completa e realistica dei problemi da affrontare e dei metodi di approccio attraverso i quali risolverli. Di facile lettura, propone i temi esaminati con ricchezza di esempi pratici e rappresentazioni grafiche. Jan L. Wage Franco Angeli 2000 pag. 240 Euro 20

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La forza resistente

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Allenamento e adattamenti fisiologici di Claudio Ciapparelli claudio.ciapparelli@tin.it

la capacità dell’organismo di opporsi alla fatica durante prestazioni di forza di lunga durata. È determinata da tensioni muscolari prolungate e velocità esecutive relativamente ridotte, riscontrabili sia in discipline cicliche (nuoto, sci di fondo, canottaggio), che acicliche (lotta, ginnastica, pugilato). La forza resistente è relazionata a mol-

È

teplici fattori fisiologici che ne costituiscono anche il limite (attività dell’apparato cardio-respiratorio e del sistema cardiocircolatorio, disponibilità e metabolismo energetici, sincronizzazioni interne muscolari); non devono essere sottovalutate la volitività e la perseveranza dell’atleta. La forza resistente si divide in tre tipologie: 1. resistenza generale, che

coinvolge più di 2/3 della muscolatura (influenzata dai grandi sistemi fisiologici); 2. resistenza regionale, che interessa 2/3 della muscolatura; 3. resistenza locale, limitata a 1/3 della muscolatura (dipende dai substrati energetici). Un programma di allenamento della forza nelle discipline dove prevalga la resistenza, necessita di un carico di lavoro quasi corrispondente alla resistenza da superare durante la gara. La tensione muscolare dovrà essere relativamente bassa e il numero delle ripetizioni alto, per avvicinarsi il più possibile alla durata della gara da sostenere. Questo procedimento abitua gli atleti a far fronte alla fatica specifica dello sport e al tempo stesso migliora sia la forza specifica che la resistenza. Tale tipo di allenamento porterà a un adattamento fisiologico molto simile a quello ottimale per la competizione. Fortunatamente, il sistema neuromuscolare è capace di adattarsi a ogni tipo di allenamento. L’importanza della forza massima per gli sport di resistenza aumenta proporzionalmente alla resistenza ester na. Per esempio, la velocità dei nuotatori nei 400 m è maggiore di quella dei nuotatori nei 1500 m. Per ottenere una velocità superiore, i nuotatori dei 400 m devono opporre maggiore forza contro la resistenza dell’acqua di quanto non facciano i nuotatori dei 1500 m; la forza massima risulta quindi più importante per i nuotatori dei 400 m rispetto a quelli dei 1500 m. In entrambi i casi, se gli atleti desiderano percorrere la distanza più velocemente, la forza massima deve essere aumentata di anno in anno. Ciò è possibile solo se i nuotatori migliorano sia la loro resistenza aerobica che la forza per vincere la resistenza dell’acqua. Tale aumento permetterà agli atleti una maggiore velocità.


allenamento e rehab ALLENARE LA RESISTENZA MUSCOLARE Il mezzo più indicato per sviluppare la resistenza muscolare è un programma di allenamento della forza con un elevato numero di ripetizioni. Gli esercizi scelti e le ripetizioni da eseguire devono conseguire l’adattamento desiderato in funzione alle esigenze fisiologiche della specifica disciplina. Se non si segue un corretto metodo di conversione della forza massima in resistenza muscolare, non ci si può aspettare che i miglioramenti ottenuti tramite un certo tipo di allenamento si manifestino anche in condizioni fisiologiche diverse. Se si utilizza una metodologia da sollevamento pesi, con 18 ripetizioni, non si può sperare di ottenere miglioramenti sostanziali in uno sport che prevede 200 movimenti consecutivi durante la gara. Negli sport basati sulla resistenza, le specifiche resistenze aerobiche e muscolari devono essere allenate contemporaneamente; ciò è possibile sia allenandole in sedute diverse, che combinandole nella stessa

seduta. L’affaticamento può rappresentare un ostacolo per le sedute combinate: ne deriva quindi una riduzione anche dell’allenamento della forza resistente. Per gli atleti dotati di una tecnica adeguata e di una buona resistenza aerobica, sarà più vantaggioso un allenamento separato, dedicato soltanto alla resistenza muscolare. FORZA E RESISTENZA Le abilità di forza e di resistenza si possono combinare in quattro maniere differenti: 1. forza con resistenza della potenza; 2. forza con resistenza di breve durata; 3. forza con resistenza di media durata; 4. forza con resistenza di lunga durata.

Discipline come lo sprint in atletica leggera, il nuoto e alcuni ruoli negli sport di squadra, richiedono un alto grado di potenza, applicata numerose volte. Lo sprint viene spesso sottovalutato: i 100 metri piani richiedono un allenamento di qualità elevata per mantenere una potente azione delle gambe per tutta la durata della gara. È necessario essere in grado di eseguire ripetutamente azioni potenti e negli sport di squadra, questa prestazione a volte è richiesta dopo soli pochissimi secondi di interruzione del gioco. Per sostenere con successo questo sforzo, gli atleti hanno bisogno di molta potenza e devono inoltre essere in grado di ripetere l’azione da 20 a 30 volte. In una corsa prolungata gli atleti di alto livello


allenamento e rehab di resistenza alla potenza, saranno in grado di mantenere costante la frequenza e la velocità dei movimenti fino alla fine. In ambito sportivo esistono diverse attività che durano dai 30 secondi ai 2 minuti, per esempio nell’atletica leggera, nel nuoto, nella canoa, e negli sport di squadra come il calcio, il rugby e il basket. Nel corso di un’attività intensa, gli atleti accumulano un elevato livello di acido lattico (dai 10 millimoli in poi): ciò indica che quello dell’acido lattico è il sistema energetico predominante. Per la maggior parte di questi sport, occorre quindi molta energia anaerobica, oltre a una buona resistenza aerobica. L’allenamento della forza è parte integrativa dell’allenamento per affrontare gli sforzi complessivi richiesti dallo sport. La capacità degli atleti di far fronte alla fatica è uno degli obiettivi primari negli sport di resistenza e anche la seduta di potenziamento muscolare dovrebbe soddisfare questo scopo. Con l’avvicinarsi del periodo agonistico, l’allenamento della forza deve quindi essere strutturato in maniera tale da sviluppare la capacità degli atleti di tollerare alti livelli di acido lattico. I parametri di allenamento della resistenza

di breve durata sono il glucosio ematico e muscolare. I parametri di allenamento per la resistenza muscolare di breve durata sono simili a quelli del circuit training, dove le ripetizioni sono eseguite in modo ritmico e molto veloce. Il carico non è molto alto, dal 50 al 60% del massimale, ma il lavoro è svolto ad alta intensità, come durante la gara. In tutti gli sport in cui lo sforzo supera i 2 minuti, l’incremento della resistenza muscolare rappresenta uno dei fattori principali per il miglioramento della prestazione. Nelle discipline in cui prevale la resistenza aerobica, il programma specifico di allenamento della forza deve avere come riferimento la durata effettiva, senza interruzioni, dell’attività specifica. L’allenamento per la resistenza muscolare è molto utile per il nuoto, il canottaggio, ciclismo su strada, il triathlon e lo sci di fondo. La resistenza muscolare può essere allenata secondo i criteri del circuit training, seguendo i principi dell’interval training di lunga durata. L’obiettivo principale dell’allenamento della resistenza muscolare è aumentare la capacità di resistenza alla fatica, migliorando sia la resistenza aerobica che quella anaerobica. Il migliora-

mento della capacità dei muscoli di contrarsi in maniera prolungata, senza aumentare l’ipertrofia, è reso possibile dall’utilizzo di carichi relativamente bassi dal 30 al 50%. Gli sport di lunga durata richiedono un allenamento fisiologico diverso. Nella maggior parte di questi sport, gli atleti applicano la loro forza per vincere un certo tipo di resistenza, come ad esempio l’acqua nel nuoto, i pedali nel ciclismo, la neve nello sci. Il sistema energetico dominante è quello aerobico. L’elemento chiave per aumentare la resistenza muscolare di lunga durata è l’esecuzione di un gran numero di ripetizioni senza interruzioni. Poiché resistere alla fatica è uno degli obiettivi dell’allenamento per la resistenza di lunga durata, l’intervallo di lavoro sarà breve e non permetterà un recupero totale. CLAUDIO CIAPPARELLI Nato a Busto Arsizio nel 1974. Diplomato in ragioneria informatica e studente della Facoltà di Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Milano, lavora attualmente per StarPerformance nell’ambito del nuoto, allenatore nuoto master della DDS e di Mozzate, allenatore triathlon ARC Busto Arsizio. Scrive anche su Triathlete e Correre.


sport community

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Maratona, Atletica e Wellness

Per vivere lo sport all’insegna del benessere una sinergia virtuosa quella nata a Firenze fra sport di prestazione e semplice voglia di riscoprirsi in forma, che passa dalla promozione di corretti stili di vita per bambini e adulti alle proposte di attività fisica per ogni livello di preparazione e per ogni età. Un rapporto che lega strettamente uno degli eventi di punta del panorama internazionale della corsa su strada, la Firenze Marathon, una storica società cittadina, l’Atletica Firenze Marathon, e un centro sportivo polivalente, il Firenze Marathon Wellness, all’insegna dello sport per tutti. A spiegare la storia e gli obiettivi di questa sinergia è Elena Toppino, direttore generale della Firenze Marathon e Responsabile Marketing e Comunicazione

È

del Firenze Marathon Wellness. “Nasce tutto dalla passione di alcuni dirigenti sportivi fiorentini – ricorda Elena Toppino -, che più di 40 anni fa diedero vita all’allora Libertas Firenze, oggi Atletica Firenze Marathon, il tassello iniziale di un percorso all’insegna dello sport e della promozione di corretti stili di vita, che ha portato alla creazione di grandi eventi e di momenti di aggregazione all’insegna dell’attività fisica, fino a giungere alla nascita del Firenze Marathon Wellness”. Cos’è il Firenze Marathon Wellness? “È un centro sportivo polivalente, adiacente al nuovo stadio di atletica “Luigi Ridolfi”, realizzato nei locali della palazzina “Gen. Barbasetti di Prun”, con spazi

all’aperto e palestra annessa, in viale Malta 10 a Firenze, che ha aperto i battenti lo scorso 18 settembre. Una struttura nata dalla sinergia fra maratona, atletica ed Esercito Italiano, proprietario dei locali, affidata in gestione alla società di atletica come naturale elemento di completamento dell’attività sportiva svolta al “Ridolfi”; ma anche come riconoscimento di meriti e competenze gestionali acquisite sul campo. Il Firenze Marathon Wellness si inserisce in quella che può essere definita come la vera oasi dello sport cittadino, che vede nell’area del Campo di Marte una molteplicità di strutture e aree vocate alla pratica sportiva come lo stadio “Franchi”, gli impianti “Cerreti” con il campo da baseball, il tempio del rugby “Padovani” e il Palasport Mandela Forum, e ha


sport community come linee guida le parole salute, benessere forma fisica”. A chi si rivolge la nuova struttura? “A tutti coloro che vogliono ritrovare il loro benessere psicofisico e agli atleti che vogliono migliorare la loro preparazione. È una struttura complementare all’attività dell’Atletica Firenze Marathon, per gli atleti di punta, ma è anche un punto di riferimento sportivo per tutti i cittadini, che offre un’ampia gamma di possibilità: dai corsi di ginnastica dolce, step, body sculpt, total body, flow yoga e piloga, stretching, corsi di avviamento alla corsa, e tante altre attività, tra cui corsi di ballo e di tennis. Il Firenze Marathon Wellness è dotato di una nuovissima sala di muscolazione con attrezzature Technogym e offre la possibilità di avere un personal training dedicato, di utilizzare i campi da tennis all’aperto, uno in sintetico e due in terra rossa, o il campo da calcetto al coperto e l’adiacente pista di atletica. Il centro vanta oggi, a pochi mesi dall’apertura al pubblico, oltre 400 soci attivi. Ci auguriamo che alla ripresa dell’attività al termine della pausa estiva, grazie anche a degli importanti lavori di miglioramento, i soci possano almeno raddoppiare”. Da parte vostra c’è stato anche un forte impegno nel favorire l’accessibilità della struttura… “Sì, in questi mesi ci siamo impegnati a fondo per rendere totale l’accessibilità della struttura anche alle persone diversamente abili e perfezionare il collegamento con la pista di atletica. Il centro sportivo, probabilmente uno dei pochi nel suo genere accessibile a tutti, sta sottoscrivendo proprio in questi giorni una convenzione con il Gruppo Sportivo Unità Spi-


sport community nale Onlus di Firenze, già partner della Firenze Marathon nell’organizzazione del “MarathonAbile”, iniziativa che promuove la partecipazione degli atleti diversamente abili alla 42 chilometri internazionale con promozioni e servizi dedicati. Gli atleti di interesse nazionale del Gruppo Sportivo avranno la possibilità di allenarsi in un centro qualificato e tutti gli altri di godere di una struttura accessibile e accogliente a tariffe agevolate, sempre nell’ottica di promuovere il benessere fisico e lo sport per tutti”. Quindi l’attività della Firenze Marathon non si limita al grande evento sportivo internazionale di fine novembre? “La maratona di fine novembre è l’evento di punta di un lavoro che ci vede impegnati nel corso di tutto l’anno, con la consorella Atletica Firenze Marathon, per la promozione dello sport a 360°. Un impegno che riguarda la promozione della salute e del benessere, con particolare attenzione all’attività sportiva dai più piccoli (con i centri di avviamento allo sport), lo stadio di atletica e le manifestazioni ludico-motorie nei vari quartieri della città e al “Ridolfi”, oltre alle più importanti manifestazioni che coinvolgono giovani, famiglie e persone di tutte le età, come GuardaFirenze, Notturna di San Giovanni, Ginky Family Run in occasione della maratona, e sono solo degli esempi. Non dimentichiamo i corsi di avviamento alla corsa e di Fitwalking finalizzati alla partecipazione a questi eventi, tappe di avvicinamento alla Maratona”. In questi eventi sono coinvolte anche realtà associative del territorio? “È uno dei punti fondamentali della nostra attività, che nel corso degli anni ci ha permesso

di coinvolgere migliaia di persone. Lo stretto rapporto con le principali associazioni di volontariato che operano sul territorio è stato un elemento fondamentale per veicolare messaggi sull’importanza dell’attività sportiva, della prevenzione, della donazione del sangue, della corretta alimentazione e di stili di vita adeguati ai cittadini. La sinergia con realtà come LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) sezione di Firenze, AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) Sezione di Firenze e di Pistoia,

Audrey Alloh

Associazione Italiana Celiachia Toscana, Fratres, FILE (Fondazione Italiana Leniterapia), Gruppo Sportivo Unità Spinale e altre, è stato un arricchimento per la nostra attività e ci ha permesso di organizzare giornate di approfondimento

aperte a tutti, al Firenze Marathon Wellness, sulla prevenzione attraverso lo sport e l’attività fisica in generale, connesse anche a campagne di sensibilizzazione nazionali”. Il 2008 è stato un anno importante anche per la Firenze Marathon… “Direi di sì, perché abbiamo festeggiato i 25 anni della maratona internazionale di Firenze con una partecipazione record, che ci ha portato verso i 10 mila iscritti. Una venticinquesima edizione che ci ha confermato ai primissimi posti in Italia per numero di partecipanti e per livello tecnico e tra le prime 20 manifestazioni a livello mondiale. L’evento è uno tra i più apprezzati anche dagli atleti stranieri e questo crea un indotto importante di turismo sportivo in un periodo di bassa stagione per la città”. E per l’Atletica Firenze Marathon? “Nel 2008 abbiamo festeggiato i 40 anni di vita dell’Atletica Firenze Marathon, ex Atletica Libertas Firenze, sodalizio che svolge un’importante attività promozionale fra i giovani e nelle scuole e che è ormai stabilmente ai vertici nazionali di questo sport. La società, che dal 2003 svolge la propria attività al nuovo stadio di atletica “Luigi Ridolfi”, ha centrato nel corso dell’anno passato una serie di importanti risultati tra cui la partecipazione, con le squadre maschili e femminili, alla finale del Top Club Challenge, la conquista della finale Oro maschile e della finale Argento femminile ai Campionati di Società Assoluti, seguiti dalla finale Oro donne e dalla finale Argento uomini dei campionati di Società Under 23. Grandi risultati sono arrivati anche dalla giovane velocista Audrey Alloh, protagonista con la


sport community staffetta 4x100 del nuovo record italiano in Coppa Europa a Annecy, e azzurra alle Olimpiadi di Pechino”. Quali sono le attività promozionali della società di atletica? “Oltre all’attività agonistica, l’Atletica Firenze Marathon è attiva con i Centri di avviamento allo sport con oltre 600 ragazzi iscritti, e organizza dei centri estivi sportivi e manifestazioni promozionali come il Giocatletica nei principali quartieri della città, la Guarda Firenze, manifestazione di sport per tutti tra le bellezze del centro storico cittadino, la Family Run manifestazione non competitiva collegata alla maratona, il Trofeo Scolastico di Staffetta “Corri e Sfumati” manifestazione rivolta ai ragazzi delle scuole medie e del biennio della superiori della Provincia per celebrare la Giornata Mondiale Senza Tabacco dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le tre manifestazioni sono gli eventi sportivi intorno ai cui è incentrato il Progetto triennale di Educazione alla Salute “Allenarsi al Benessere”, rivolto ai ragazzi delle scuole medie di Firenze e Provincia, un’iniziativa promossa insieme a Firenze Marathon, in collaborazione con la Lega Italiana per la lotta contro i Tumori, l’Unità Operativa di Educazione alla Salute della ASL 10 e altri partner, per di veicolare stili di vita salutari fin da giovani. La particolarità del progetto consiste nell’affrontare in maniera integrata, con l’intervento congiunto di dietiste, psicologhe e istruttori di educazione fisica, le tematiche di corretta alimentazione, dell’attività fisica e della lotta al fumo come fattori fondamentali per vivere meglio e più a lungo e per prevenire le malattie”.


“Luca indossa un cardio frequenzimetro senza fascia.”

Finalmente libero di allenarti. È giunto il momento di liberarti dalla fascia toracica e di scoprire la vera innovazione nel mondo dei dispositivi cardiaci per lo sport. MINIcardio è l’unico cardiofrequenzimetro senza fascia elastica. Rileva il battito cardiaco attraverso due elettrodi adesivi che applicati alla pelle garantiscono un’assoluta affidabilità in ogni condizione di utilizzo. Piccolo (13 cm), leggero (24 gr), pratico e comodo, MINIcardio è davvero il cardiofrequenzimetro che tutti possono usare: adulti, donne e atleti giovanissimi. Semplicissimo da indossare, MINIcardio rimane nella posizione corretta durante l’attività fisica, e ci si dimentica di averlo. Indicato per l’allenamento in palestra e per chi pratica uno sport a livello agonistico o amatoriale. Tecnologicamente all’avanguardia, è disponibile con funzioni avanzate per la registrazione dei dati nella memoria interna e la pianificazione dell’allenamento.

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le aziende informano

Il primo cardiofrequenzimetro senza fascia elastica Si apre una nuova era

ra gli strumenti presentati al FIBO, Salone internazionale del Fitness e del Wellness di Essen, notevole interesse ha suscitato minicardio, il primo cardiofrequenzimetro toracico senza fascia elastica. Gli addetti al lavoro ne sono rimasti entusiasti. Alcuni sostengono che si tratti di “qualcosa che non si era ancora visto e che semplificherà notevolmente l’attività degli sportivi di ogni livello, migliorando il rendimento”; altri, che si “aprirà una nuova era, nel mondo dei dispositivi cardiaci per lo sport, da sempre utilizzati con fascia”. Molti aspettano di vederlo al Wellness di Rimini, dove Hosand Technologies (padiglione D1 stand 152) ideatrice e produttrice di minicardio, presenterà ufficialmente in Italia questo piccolo gioiello tecnologico.

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L’IDEA Minicardio nasce da un’esigenza specifica, segnalata da sportivi d’elite, ma anche da frequentatori di centri fitness, desiderosi di un cardiofrequenzimetro leggero, comodo e facile da indossare durante l’attività sportiva. Minicardio è stato progettato sulla base di questa richiesta nei laboratori Hosand e provato sul campo grazie alla collaborazione di numerosi sportivi, durante competizioni di livello. Ne è nato uno strumento unico, che segna il passo nel mondo dei cardiofrequenzimetri, e innalza il

livello del made in Italy, essendo progettato e costruito interamente in Italia. L’OGGETTO Minicardio, attraverso due elettrodi adesivi applicati sulla pelle, garantisce un’assoluta precisione nella rilevazione dei dati. A differenza dei cardiofrequenzimetri attualmente sul mercato, non necessita di un elastico di fissaggio attorno al torace, ovvero: niente fascia! Per questo si adatta a tutti, anche a chi ha normalmente problemi di indossabilità della fascia cardiaca, come le persone con il torace stretto (gli atleti giovanissimi e le donne). È piccolo (mm 135), leggero (23 gr) e molto pratico; si posiziona in pochi secondi e fa il suo lavoro alla perfezione anche in situazioni disagevoli. È indicato per l’allenamento in palestra e per chi pratica sport a livello agonistico o amatoriale. Può essere utilizzato in modo tradizionale mentre si pratica un’attività sportiva poiché trasmette la frequenza cardiaca rilevata a tutti i normali dispositivi cardio tipo orologi, ciclo computer, cyclette, tapis roulant ecc., ma non si limita a questo: Minicardio registra i valori rilevati nella memoria interna, per poi scaricarli sul PC, dove un software tecnologicamente all’avanguardia elabora i dati in modo semplice ma scientifico, dando un’analisi accurata dell’allenamento.

PER IL PERSONAL TRAINER Minicardio è un valido alleato dei personal trainer e degli istruttori fitness che possono personalizzare l’allenamento dei propri clienti programmando il training secondo determinati obiettivi e caratteristiche individuali. Minicardio consente di pianificare l’allenamento inserendo protocolli di lavoro (tempi e range di frequenza cardiaca) cui l’utente deve attenersi per raggiungere i traguardi stabiliti.

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HOMELESS WORLD CUP Si svolgerà a Milano dal 6 al 13 settembre la Homeless world Cup presso il parco Sempione, un torneo a livello mondiale che mette a confronto squadre, nazioni i cui giocatori sono persone senza una casa. La manifestazione, ideata dall’imprenditore sociale di fama mondiale Mel Young e supportata dalla Uefa, da Nike, da Fondazione Vodafone Group, dall'ambasciatore Eric Cantona e dai calciatori internazionali Didier Drogba e Rio Ferdinand, è organizzata per dare ai senza tetto un’occasione per rappresentare la propria nazione, per incoraggiarli a cambiare il proprio stile di vita attraverso il gioco del calcio. Grazie a questa iniziativa sono stati promossi e sviluppati nell’ultimo anno programmi di recupero e di informazione in oltre 70 nazioni coinvolgendo più di 30.000 persone, molte diventate giocatori di questa world cup. La prima edizione fu organizzata in Austria nel 2003 e vide la partecipazione di 18 nazioni, numero cresciuto anno dopo anno, la scorsa edizione svoltasi a Melbourne ha fatto registrare 56 nazioni partecipanti, il massimo di sempre. In questa occasione è stato organizzato anche il primo torneo al femminile. Una ricerca condotta sei mesi dopo il torneo di Copenaghen disputatosi nel 2007 ha dimostrato come il 71% dei giocatori ha cambiato in modo significativo il proprio stile di vita dopo questa occasione, cercando di ripristinare la propria condizione abitativa, lavorativa e di relazioni familiari. www.homelessworldcup.org

PARCO RUFFINI: NUOVA AREA FITNESS PER ADULTI

CENTESIMO GIRO D’ITALIA È partito dal lido di Venezia il Giro D’Italia, la corsa a tappe che si corre lungo le strade italiane. Inaugurato il 13 maggio nel 1909 il giro è oggi riconosciuto come una delle gare più importanti nel panorama del ciclismo internazionale. La corsa, unica nel suo genere per il numero di persone che richiama sulle strade dello stivale, come ogni anno darà il via a una serie di manifestazione che, parallelamente alla corsa sportiva, sono organizzate per trasformare in festa l’arrivo della tappa. Per scoprire dove e quando cliccate qui. Forse questa può essere anche l’occasione per spulciare negli annali dove troviamo Cluadio Coppi come il più giovane vincitore del giro a soli 20 anni, 8 mesi e 25 giorni nel 1940 e Firenzo Magni quello più anziano, che nel 1955 vinse il giro all’età di 35 anni. Curioso anche il pedigree di Giovanni Gerbi, nato nel 1885, che a 24 anni disputò il suo primo giro e a 47 anni (nel 1932) il suo ultimo giro, senza mai vincere nemmeno una tappa: un vero esempio di costanza. (Foto di Lanci Daniele)

www.ilgiroditalia.it

Presso il parco Ruffini, il 16° parco in ordine di grandezza della città di Torino (circa 130mila metri quadri), è stata recentemente inaugurata un’area fitness studiata appositamente per la ginnastica della terza età. Si tratta di un’area per lo sport all’aperto di nuova concezione, unica in Italia, attrezzata con strumenti per la ginnastica dolce il cui utilizzo è riservato ai maggiori di 10 anni. Sulla vecchia pedana di un parco giochi per bambini, i tecnici del settore verde pubblico hanno gettato uno strato di gomma (pavimentazione anti-trauma) su cui hanno poi installato sette attrezzi ginnici, di grande utilità per chi tiene alla propria forma fisica. L’area fitness del Parco Ruffini è stata realizzata secondo le norme europee Uni En 957/05 per le attrezzature sportive a uso esterno, anche se i componenti sono molto simili a quelle presenti in una normale palestra al coperto. Le attrezzature sono state scelte per permettere l’allenamento di ogni grande gruppo muscolare e ogni macchina presenta una decalcomania per illustrarne il miglior utilizzo. www.comune.torino.it


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Proposte formative di lunga durata, al completamento delle quali è rilasciato un diploma. La frequenza è obbligatoria (almeno l’80% delle lezioni) ed è necessario superare gli esami finali. FITNESS TRAINER Fornisce una base di conoscenza completa e gli strumenti necessari per affrontare la realtà diversificata delle palestre. Offre la possibilità di un rapido inserimento nel mondo professionale del fitness. Milano, dal 24 ottobre 13 giornate sempre di sabato. AEROBICA E DISCIPLINE MUSICALI Strutturato per fornire le nozioni tecniche ed esperienze espressive, forma al ruolo di insegnante con un apprendimento veloce, efficace e professionale. Milano, dal 24 ottobre, 7 giornate sempre di sabato. PERSONAL TRAINER Il corso affronta argomenti tecnici, comunicativi, gestionali e di marketing. l’obiettivo è formare un operatore motorio, un referente psicologico e imprenditore. Milano, dal 24 ottobre, 11 giornate sempre di sabato. OPERATORE DI FITNESS METABOLICO 35 milioni di soggetti portatori di sindrome metabolica in Italia. Il corso è studiato per formare gli operatori dell’attività fisica che possano interagire con essi. Milano, dal 24 ottobre, 8 giornate sempre di sabato

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IL GINOCCHIO INFORTUNATO Lo stage affronta la metodologia di intervento per il recupero funzionale dell’articolazione del ginocchio colpita dalle principali patologie. Milano, sabato 5 dicembre COMPOSIZIONE CORPOREA E ANTROPLICOMETRIA Uno strumento necessario per programmare e monitorare il lavoro fisico e gli obiettivi, oltre a essere uno strumento di fidelizzazione dei propri clienti. Milano, 14 novembre STRETCHING EVOLUTO Il programma è studiato per tutti coloro che vogliono esplorare le potenzialità di una disciplina polivalente. Milano, 14 novembre MASSAGGIO MIOFASCIALE Una grande varietà di tecniche che spaziano dalla manipolazione dei tessuti molli all’allungamento muscolare prolungato MIlano, 28 novembre

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Illustrazione by Camilla Engman

di Andrea Molinaro andrea.molinaro@egesport.net

ato, cresciuto e sviluppatosi con YouTube, il viral marketing è oggi una delle armi più efficaci di comunicazione non convenzionale. Ma cos’è un viral? Tecnicamente è un breve video che grazie a suoi contenuti si propaga come un virus. “L’infezione” parte da pochi per poi coinvolgere e colpire l’attenzione di un numero di utenti sempre crescente. Internet è il suo habitat naturale: la condivisione e il passaparola, la velocità e la gratuità della rete ne consentono, infatti, una diffusione incontrollata. Questa breve affermazione non vi porti però a pensare che sia facile creare una campagna non convenzionale basata sul viral marketing. Come ogni strumento di comunicazione, anche la pubblicità virale deve essere inserita in una strategia di marketing più ampia e completa: pianificata nel tempo, nei modi, nei costi e negli obiettivi.

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ENTRIAMO NEI PARTICOLARI Il primo passo per realizzare una campagna di viral marketing è il seeding (tradotto letteralmente “la semina”), o meglio la ricerca di opinion leader, cioè di coloro che nella rete godono di una certa autorevolezza, credibilità e capacità. Tramite seeding si identificano gli esponenti della blogosfera o gli utenti più in vista di una community. La diffusione può essere spontanea o indotta, quindi offrendono agli influencer servizi in cambio di divulgazione. Per semplicità vi riporto alcuni casi sportivi, più o meno famosi, di campagne viral. In questo modo mi sarà più facile descrivervi le diverse tecniche applicabili. SPORT CASE HISTORY: RONALDINHO E LE QUATTRO TRAVERSE CONSECUTIVE. L’industria di sportswear Nike ricorre frequentemente alla tecnica del viral marketing per la pubblicizzazione dei propri prodotti. L’utilizzo di testimonial sportivi noti contribuisce in mo-

do naturale alla divulgazione del messaggio. Nel 2005 sono lanciate sul mercato le nuove scarpe da calcio R10, la commercializzazione delle stesse avviene con la realizzazione di un video viral in cui Ronaldinho, nel testarle, si ritrova prima a palleggiare e successivamente a colpire, dal limite dell’aria di rigore e consecutivamente per quattro volte, la traversa della porta. Il video in questione prende tecnicamente il nome di “fake”, la marca c’è, si vede ma non è nominata; il tutto sembra essere girato in modo amatoriale per conferire alla prestazione ulteriore autenticità. Il “trucco c’è ma non si vede”! La diffusione on line è immediata, il video diventa una notizia di cui si occupano le principali testate giornalistiche e i telegiornali, il virus è innestato e si propaga ad altissime velocità. Il risultato a distanza di anni è impressionante: a oggi (fine 2008) il video ufficiale ha collezionato oltre 25 milioni di visualizzazioni.


SPORT CASE HISTORY: ADVERGAME SUPERVOLLEY BRASIL Per ottenere effetto viral è possibile ricorrere a diverse tecniche tra cui l’advergame è una delle tecniche di marketing non convenzionali che più si sta facendo strada nell’ultimo periodo. Il termine nasce dall’unione delle parole “advertising” (pubblicità) e “game” (gioco) e si propone come una via di mezzo tra un viral e un classico videogioco. L’uso di tale tecnica genera molteplici vantaggi: - sviluppa brand awereness;

che ha il fine di alimentare il passaparola intorno a un avvenimento. Tale fase della comunicazione si articola lanciando on-line video o immagini ambigue e di difficile interpretazione, in cui spesso è ben nascosto il messaggio pubblicitario. Si genera così un effetto “rompicapo”, generando attesa su ciò che sarà. Ai primi di luglio viene lanciato on-line un teaser al quanto artigianale nella sua realizzazione e produzione. Il video, della durata di 22 secondi, conteneva il seguente messaggio: “ 36! Una

ANDREA MOLINARO Laureato in Economia Aziendale presso la facoltà di Economia RomaTre, ha frequentato il Master di II livello in Economia e Gestione dello Sport all’Università di Tor Vergata di Roma e un corso di specia-lizzazione in Marketing Non Con-venzionale per gli Eventi Culturali e Sportivi. Ha collaborato con diverse Agenzie pubblicitarie in qualità di Account Excutive gestendo importanti progetti di marketing non convenzionale per Nike Italia. È attualmente impegnato nel lancio della sua attività di free lance come strategic planner per il settore sportivo. Blogger, ha creato e gestisce makakoadv.it, dedicato al marketing non convenzionale applicato al settore sportivo, e recentemente ha iniziato a collaborare con riviste di marketing non convenzionale on-line come SubVertising e Ilsuccodeldiscorso.it.

delle 36 ore no stop di calcetto, è un successo con oltre 250 partecipanti per un totale di 52 squadre molte delle quali giungono per l’occasione da altre regioni. Il viral conta 1550 visualizzazioni in poco più di un mese, il blog oltre 1000 visite, numeri impressionanti per un evento sportivo locale. - crea associazioni di idee tra il momento ludico (dato dal gioco) e il servizio/prodotto; - garantisce un’esposizione prolungata e ripetuta dell’audience al messaggio; - amplia il target e fidelizza. Per accrescere il supporto alla nazionale brasiliana di volley alle Olimpiadi di Pechino 2008, la federazione di pallavolo verde-oro ha scelto di puntare su un advergame come forma di comunicazione non convenzionale. Obiettivo del gioco realizzato in 3D era quello di divertire, emozionare e soprattutto rubare l’attenzione di tifosi e media interamente focalizzata per l’occasione sulla squadra olimpionica di calcio. SPORT CASE HISTORY: IL MISTERO DEL 36. LA GRANDE SFIDA Il Teaser è una tipica azione viral (ultimamente usato e abusato)

battaglia senza sosta! Il 6 settembre la sfida avrà inizio! Get Ready”, il tutto sostenuto da una musica avvincente. Il video inizia a girare tra blog di settore dando vita a un susseguirsi di supposizioni e idee fantasiose. L’enigma dura per oltre un mese, durante il quale diversi elementi vengono sapientemente aggiunti per alimentare la curiosità: viene creato un blog dedicato e sono realizzate delle misteriose campagne di guerrilla per le strade di una “non identificata” città. “ 36 - la grande sfida” è svelato il 31 luglio. L’intera azione di marketing non convenzionale è curata da un gruppo di giovani ragazzi catanesi per sponsorizzare il torneo di calcetto organizzato per la festa del Santo Patrono, presso il paese di Misterbianco (CT). Il torneo, basato sulla formula

CONCLUSIONI Advergame, teaser, fake qualsiasi tecnica scegliate per la vostra attività ricordate che il successo di un’azione di viral marketing è dato dal giusto mix di: - originalità; - creatività (non tutte le idee, per quanto valide, si trasformano in un tormentone virale); - strategia; - programmazione. Il non convenzionale è un’opportunità per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai propri concorrenti, ma può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Il consiglio quindi, è quello di affidarsi sempre ad agenzie pubblicitarie con una comprovata esperienza nel settore. Non mi resta che darvi appuntamento alla prossima puntata... buona guerrilla a tutti!


marketing e management

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Dimmi come scrivi...

e ti dirò come allenarti

L’analisi della firma a supporto del personal trainer di Fabio Grossi, maobruce@libero.it a cura di Laura Parodi

a grafologia è una scienza sperimentale che utilizza strumenti tecnici utili a permetterne un’accurata codificazione e misurazione, per evitare valutazioni soggettive o parziali. La metodologia d'indagine parte dalla premessa che la scrittura, superate le prime fasi dell'apprendimento, diventa un processo automatico, risultato delle risposte motorie alla stimolazione neuronale. Il gesto grafico è interpretato come "gesto espressivo" e tali risposte comportamentali non possono essere che uniche, così come sono esclusive la struttura psicofisica e le esperienze emozionali di ognuno di noi. Di fronte a una nuova circostanza o situazione, come potrebbe essere l’accingersi a scrivere su un foglio bianco, ogni persona si mette in moto con le proprie modalità di reazione e di comportamento, così come reagirebbe di fronte a qualsiasi altro

L

avvenimento. La scrittura, in particolare, si realizza nel gesto della mano e in sfumature personali, anche e soprattutto sotto i profili motorio e posturale (vedi la scioltezza o l’irrigidimento della mano che muove la penna e la postura che si assume nell’atto di scrivere), di cui il soggetto non è pienamente cosciente. Secondo Michele Maero, perito in Scritture e consulente tecnico presso il Tribunale di Torino, la grafologia è una tecnica di indagine psicologica proiettiva, che dà indicazioni sulla struttura inconscia della personalità ed evidenzia, soprattutto, i meccanismi di difesa della persona. Dal punto di vista di Girolamo Moretti, padre fondatore della grafologia italiana, è una scienza in tutto e per tutto, in quanto tratta uno dei linguaggi umani, ovvero il linguaggio scritto. Anche William Shakespeare - così come Edgar Allan Poe - si interessò all’osserva-

zione della grafia e sembra fosse solito affermare: “Datemi la scrittura di una donna, e io vi dirò il suo carattere”. Esistono oggi vari settori di applicazione in cui la consulenza grafologica, da sola o assieme ad altri strumenti diagnostici, si mostra di particolare utilità ed efficacia: è adoperata nell’analisi della personalità, nella selezione del personale, nel riconoscimento di doti manageriali e/o di leadership, nell’orientamento scolastico, nella compatibilità di coppia, nella perizia su documenti (falsi, testamenti in contestazione ecc.), attirandosi costantemente critiche più o meno fondate da parte degli scettici. Sarà possibile un’interazione tra la grafologia ed il fitness, o la salute in generale? I dottori Evi Crotti e Alberto Magni, titolari del Centro di Studi e Ricerche Crotti e Magni a Milano, hanno già sostenuto questa ipotesi, in termini psicoanalitici e psicosomatici, all’interno del libro “Grafologia e Salute”. In questo testo gli autori insegnano come riconoscere dalla grafia di una persona il disturbo che la affligge o al quale è potenzialmente esposta e orientata. Per mezzo di numerosi esempi di scrittura, sono illustrati i tratti e i segni grafologici caratteristici di disturbi dell'alimentazione (anoressia e bulimia), problematiche gastro-intestinali (ulcera, colite, stipsi cronica), disturbi psicosessuali, affaticamento, ansia e stress, ipertensione, cefalee,


management e marketing sindromi allergiche. La dottoressa Laura Parodi, perito grafologo presso il Tribunale di Genova, è stata la prima cliente “personal” del nostro studio di Training, quando ancora seguivamo pochi clienti in una stanza di appena 11 metri quadrati. Col tempo abbiamo instaurato un bellissimo rapporto, al punto che mi ha contagiato con la sua passione verso questa attività professionale, stimolando fortemente la mia curiosità verso il tema “grafologia”. Di fronte alla mia proposta di un lavoro sull’integrazione “grafologia-approccio al cliente da parte del personal trainer”, la sua risposta è stata che questo sarebbe in realtà un lavoro da tesi di laurea, data la vastità dell’argomento. Ci siamo quindi limitati a circoscrivere il discorso esclusivamente alla firma delle persone; la firma, in generale, è espressione di ciò che si desidera essere, dell’ IO sociale. Laura, tra una serie alla fit ball, una agli elastici e un’altra al TRX (l’attrezzo per il Suspension Training), mi ha nel tempo istruito sui significati delle varie modalità di firma e sulla concreta possibilità che un trainer possa prendere spunti da questo inusuale aspetto per impostare un rapporto coi clienti. Per avviare un briciolo di analisi si ha però bisogno di un testo - anche breve - scritto di proprio pugno dal cliente, con firma naturalmente apposta al termine del brano. Per esempio, si potrebbe usare la manleva di responsabilità che si è soliti far compilare al cliente prima di consegnargli in affitto uno strumento come l’holter metabolico, per avere almeno un raffronto testo-firma. FIRMA RIVELATRICE Cercando di essere schematici e immediati, i responsi che possono derivare dalla firma sono più o meno i seguenti.

1. Se la firma è più grande dello scritto, potrebbe esistere un conflitto fra ciò che la persona è e quello che vorrebbe sembrare agli altri. Non è da escludere che il soggetto dica di sé cose che non rispondono completamente alla realtà dei fatti. Meglio affidarsi al linguaggio del corpo e alla sua fisiologia, dunque. 2. Se la firma è tracciata sulla destra del foglio, saremo di fronte a una persona estroversa, a volte impulsiva. Secondo Maero la firma a destra non è da tenere molto in considerazione, dal momento che fa parte ormai della nostra cultura firmare nella parte destra del foglio. Se la firma è a sinistra, tuttavia, potremmo avere di fronte individui apprensivi, introversi, privi di fiducia in se stessi. Potrebbe essere necessario utilizzare molti rinfor-

zi o strokes (carezze) per evitare che la motivazione del nostro cliente venga meno. 3. Se è grande (calibro alto) avremo persone eccessivamente estroverse e dinamiche, con un’opinione ampliata di se stesse. Bisognerà prestare attenzione e usare cautela nel momento in cui si correggono errori d’esecuzione negli esercizi, senza però rischiare di farsi dominare da queste persone. Gli allenamenti non dovranno essere mai troppo leggeri, perché sono persone piene di energia. 4. Se al posto della firma intera sono delineate esclusivamente le iniziali nella parte sinistra del foglio, potremmo avere di fronte individui molto introversi, pieni di paure, con un atteggiamento di fuga davanti alle difficoltà. Faremo notare continua-


mente a questi soggetti tutti i miglioramenti - seppur minimi rassicurandoli sulle loro performance durante gli allenamenti. 5. Se è piccola, minuta… Persone introverse, di solito. Andremo a osservare con attenzione la mimica facciale e la postura, aspetti che ci parleranno di loro molto più delle semplici parole. 6. Se la firma evidenzia sottolineature, avremo persone decise, ferme nei loro propositi e nei loro obiettivi. Con loro non dovrebbe essere difficile ottenere dei risultati sul breve-medio periodo. 7. Se sopra la firma vi è una linea e un’altra è tracciata sotto, avremo forse di fronte persone insicure, sfiduciate e perennemente indecise: qui vendere un pacchetto personal potrebbe diventare problematico, di conseguenza converrà spingere particolarmente sugli effetti positivi che potranno derivare da un cospicuo numero di sedute in nostra compagnia. Non sarà comunque semplice motivare questa tipologia di cliente. 8. Se è sopralineata, potrebbe evidenziarsi col tempo una tendenza a nascondere se stessi agli occhi degli altri, noi compresi; lasciamo che si svelino pian piano, conquistiamo la loro fiducia dimostrandoci completamente accettanti e recettivi ai loro bisogni. Con questo tipo di cliente un personal trainer donna (le donne sono più ricettive degli uomini per definizione) dovrebbe ottenere un maggiore successo e raggiungere in tempi più brevi i risultati desiderati. 9. Se la firma è molto diversa dal resto dello scritto? Corriamo il rischio di avere davanti a noi persone ambigue e piene di conflitti. In questo caso il lavoro potrebbe risultare complicato, per ovvi motivi; bisogna sempre e comunque mettercela tutta, anche col cliente più “ostico”. 10. Se è tracciata in modo illeggibile, avremo oscurità di pen-

siero e falsità... ma non è sempre così, fortunatamente. 11. Per concludere, se la firma è tracciata centralmente rispetto allo scritto, tali persone manifestano una costrizione nel contatto con gli altri, con evidenti e preoccupanti difficoltà a entusiasmarsi. Mettiamo in mostra tutte le nostre doti di coach e facciamo notare anche a loro che potranno raggiungere dei risultati impensabili ed eclatanti! Ultima considerazione riguardo la firma: dal momento che il corpo di uno scritto rappresenta simbolicamente la società , mentre la firma è l’IO, la distanza fra lo scritto e la firma indicherà l’effettiva distanza fra la società e l’autore del testo. Ciò significa che più una firma è distante dal testo, più l’individuo è lontano dalle altre persone. CONCLUSIONI La grafologia è una disciplina che vorrebbe evidenziarsi come scienza psicologica, ma è innegabile che dovrà mantenere costantemente una linea di ricerca obiettiva, logica, concettualmente onesta dal punto di vista scientifico, per scoraggiare indebite e improvvisate divagazioni di carattere interpretativo. È una tecnica utilissima, che tuttavia ha i suoi limiti: non è in condizione di fornire precise valutazioni diagnostiche e

non si dimostra utilmente applicabile per la valutazione dell’intelligenza e del comportamento. È invece utile come strumento per la rilevazione di problemi emotivi, in presenza soprattutto di personalità fortemente destrutturate o non ancora completamente strutturate (come i bambini, nei quali una medesima motivazione può causare diversi comportamenti). Questo brano, in conclusione, non vuole lontanamente elevarsi a prova scientifica, bensì a semplice e innocente curiosità. Uno spunto per parlare di fitness anche in altri, nuovi e interessanti termini. BIBLIOGRAFIA Cosco G., “Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei” -Manuale pratico di grafologia-, Ed Sarva, novembre 1991, Imola (BO). Crotti E., Magni A., “Grafologia e Salute”, RED Edizioni, Milano 2006. Crotti E., Magni A., “Manuale di Grafologia”, Gribaudi Editore, settembre 2003, Milano. Maero M., “Il test della scrittura”, Associazione Italiana Grafoanalisi per l’età evolutiva, seconda ristampa riveduta. Moretti G., “Trattato di Grafologia, Intelligenza-Sentimento”, ed. Messaggero (XV edizione), Padova 2006, a cura dell’Istituto Grafologico “G. Moretti”.

Fabio Grossi e Laura Parodi

FABIO GROSSI Direttore tecnico dello studio genovese di Personal Training “Salute In Movimento”, progetto ideato con la moglie Michela Verardo, ha sviluppato negli anni competenze in acquamotricità del percorso nascita, coordinamento scuole nuoto, fitness olistico e posturale. Titolare di tre agenzie matrimoniali, si è formato presso la “Pyramid” del dottor Norberto Tranquillo per gestirne e ottimizzarne le campagne pubblicitarie on-line. Collaboratore di alcune pubblicazioni locali e nazionali, si è perfezionato nel 2005 come istruttore sportivo presso l’Università di Genova e sta attualmente frequentando la rinomata scuola per consulenti grafodiagnostici “Crotti Magni” di Milano.


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WORKSHOP TECNICO: DIABETE E FITNESS META B O L I C O Roma, 13 giugno Riccione, 27 giugno

La giornata ha la finalità di chiarire ai professionisti del settore le ultime novità e i nuovi protocolli esecutivi di valutazione e trattamento per i soggetti affetti da diabete di I e II tipo che intraprendono l'attività fisica. Questo workshop rientra nel percorso formativo per operatore di fitness metabolico. - Sindrome metabolica e diabete: le linee guida dell'OMS. - Dalla diagnosi medica alla classificazione motoria per età, sesso e impegno funzionale. - Strumenti operativi per il personal metabolico. - Body Fat Index e Global Risk Index (indice globale di rischio). - I Fix funzionali: come misurare la riserva funzionale in assenza di rischi. - Le unità motorie. Procedure e protocolli di attività motoria e controllo dei risultati. - Gestione dei rapporti con il medico curante. - Discussione di casi clinici. - Gli strumenti di misura e monitoraggio: valutazione dell’appropriatezza e modalità d’uso. Segreteria Organizzativa: Scuola di Professione Fitness VAI AL SITO E SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO www.professionefitness.com/scuola_corsi.asp

A PPR OC CI O NU TRI ZIO NAL E NEL L’ AT T I V I T À F I S I C A S A L U T I S T I C A E NELLA P ER FOR MANCE SP ORT I VA Pavia, 27 giugno 2009 Sabato 27 Giugno 2009 si svolgerà a Pavia un Convegno di Nutrizione e Sport organizzato dalla Sezione Nutrizione e Sport S.I.A.S. dal titolo "Approccio nutrizionale nell'attività fisica per il Benessere e lo Sport". L'organizzazione a livello locale è coor-dinata dal Prof. Fulvio Marzatico, direttore del laboratorio di Farmacobiochimica e Nutrizione dello Sport, Università di Pavia. Il Prof. Fabrizio Angelini presiederà il convegno e sarà relatore con "L'attività fisica e la modulazione ormonale". Sarà anche presente il Presidente SIAS, Prof. Pietro di Fiore, che ad apertura lavori porte-rà i saluti della Società Italiana Alimentazione e Sport. Il Comitato scientifico è composto da tutto il Direttivo della Sezione Nutrizione e Sport, e il Prof. Fulvio Marzatico presiederà il Comitato Organiz-zativo locale. Il convegno tratterà temi come la Composizione corporea, la valutazione del dispendio energetico e l'endocrinologia dell'esercizio fisico. Segreteria organizzativa: Akesios VAI AL SITO E SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO www.sias-onlus.it/


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FIERE CONVEGNI

a cura della redazione

CONGRESSO NAZIONALE LAMICA (LIBERA ASSOCIAZIONE MEDICI I TA L I A N I D E L C A L C I O ) Napoli - Castelvolturno, 31 maggio - 2 giugno “Il medico del calcio... a tutto campo” è il titolo del convegno, che intende analizzare il ruolo e la figura del medico nel calcio di oggi. Nella complessità della vista quotidiana lo sport, e in particolare il gioco del calcio, ha oggi un ruolo fodnamentale nel processo di formazione dei giovani, nella tutela della salute, nell’economia, nel costume e in ogni altro aspetto della società. Il calcio mobilita infatti risorse umane, finanziarie, impegno, suscita senso di appartenenza, sano agonismo, solidarietà. Obiettivo del Congresso è consegnare un’informazione corretta sulla funzione e sul significato dello sport più bello del mondo. Si parlerà di traumatologia, aspetti preventivi, diagnostica, alterazioni posturali. Tra i tanti temi di grande attualità e di rilevanza scientifica che saranno affrontati segnaliamo la tavola rotonda “La medicina dello sport e le devianze: uso di stupefacenti, alcolismo e disturbi almentari”. Segreteria Organizzativa: Anthos VAI AL SITO E SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO www.sigm.it/congressi_nazionali_sigm.htm

3 7° CONGRESSO NAZIONALE SIMFER Campobasso, 20 - 23 settembre 2009 Il Fisiatra e le professioni sanitarie tra nuove tecnologie, organizzazione della complessità e verifica dei risultati per l’autonomia della persona disabile. Questo è il significato più importante da attribuire al grande percorso di crescita della riabilitazione italiana, percorso che pone nuovi obiettivi per il futuro a tutti gli operatori del settore. Il 37° Congresso Nazionale SIMFER, che si svolge per la prima volta in Molise, si propone pertanto come strumento di interpretazione di questa importante svolta culturale. I topics scelti rappresentano lo spazio comune dove sarà possibile confrontare esperienze, idee, proposte sulla base di una attenta metodologia scientifica e nel coinvolgimento e nella intereazione con le analoghe esperienze di altri paesi dell’Europa, portando a Campobasso per quattro giorni le migliori esperienze ed i massimi esponenti della cultura riabilitativa. I topics avranno come obiettivo quello di stimolare il massimo coinvolgimento dei colleghi e degli operatori, che potranno avere un palcoscenico per la presentazione delle proprie esperienze, valorizzando chi realmente lavora sui relativi argomenti e creando, laddove possibile, un momento di rielaborazione culturale importante. Segreteria Organizzativa: MediK VAI AL SITO E SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO www.medik.net


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FIERE CONVEGNI a cura della redazione

RIMINIWELLNESS Rimini, 14 - 17 maggio 2009 RiminiWellness, il primo salone dedicato a Fitness, Benessere e Sport è una manifestazione in grado di rivolgersi tanto all’operatore specializzato quanto al consumatore finale con un’ottica nuova e professionalmente caratterizzata. RiminiWellness conferma l’evoluzione di un settore che attinge le sue radici in un crescente bisogno di armonia e benessere, di interesse per l’esercizio dello sport e per le dinamiche dello "star bene" una ricerca di equilibrio fisico e mentale, che travalica i vecchi steccati della cultura fisica e si rivolge quindi a tutte le fasce d’età, dal grande pubblico ai "tecnici" di settore: tutto sarà predisposto per accogliere al meglio visitatori, proprietari e gestori di palestre, istruttori e presenter, responsabili di centri medico sportivi, centri benessere ed estetici, spa, stabilimenti balneari e alberghi. Ente organizzatore: RIMINIFIERA spa VAI AL SITO E SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO www.riminifiera.it

2 1 ° F E ST I VAL DEL FITNESS Roma, 11 - 14 giugno 2009 Sarà di 60.000 mq lo spazio che il 21° Festival del Fitness utilizzerà per ospitare i 400.000 appassionati, nell'ambito di quella splendida struttura che è la Nuova Fiera di Roma, collocata sul raccordo per Fiumicino. Di questi circa 30.000 sono o indoor, e 30.000 outdoor, che includono anche una bellissima pista di 800 metri, ideale per percorsi di cross e mountain bike. La Fiera sarà il cuore pulsante del Festival, 4 giorni di divertimento puro, oltre 500 giornalisti accreditati, 70 Nazioni, 8500 tra trainers e atleti, almeno 20.000 partecipanti al 1km Fitness Challenge, 4 Piscine, 16 palchi, 4 tatami, 3 ring, 40 treadmill, 7 isole nelle più prestigiose Location di Roma, 500 bikes per l'indoor cycling, 200 Bosu, 1000 step, 25 Federazioni e le maggiori 4 Associazioni Sportive coinvolte, 700.000 copie del programma ufficiale distribuite in 7600 Centri Fitness e scuole di Danza(in collaborazione con Metro), 3.000.000 discount coupon. Per il 21°anno, il Festival del Fitness, si conferma il più prestigioso Evento di Fitness al mondo, una straordinaria vetrina dello sport di base. Ente organizzatore: FOR ACTIVE PEOPLE VAI AL SITO E SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO www.fitfestival.com/canale.asp?id=647


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