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Tempo Libero Cultura, sport, turismo, servizi

Verso la II Conferenza di Organizzazione FITeL

Aprile 2012 - Rivista n. 71

Al via le selezioni del Festival del Teatro Sociale “I colori del futuro� indagine FITeL sui giovani immigrati


Sommario I colori del futuro Editoriale Luigi Pallotta

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ATTUALITA’ Verso la II Conferenza di Organizzazione FITeL di Giovanni Ciarlone Integrazione dei figli dell’immigrazione di Rossella Ronconi Birmania: soddisfazione per l’elezione di Aung San Suu Kyi di Fabiana Pampanini

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SPORT E BENESSERE “Primo maggio, Lavoro…In Corsa!” di R.R 67esima edizione Gran Premio della Liberazione di Aldo Albano Goodbye alla tessera del tifoso arriva la fidelity card di R.R.

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FORMAZIONE 5 x 1000 alla FITeL

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Finanziamento per le Associazioni di Promozione Sociale 15

TURISMO La magia dell’acqua di A.A

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AMBIENTE E NATURA Rio+20 si avvicina. Ma di che si tratta? di Silvana Paruolo

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CULTURA Al via le selezioni del Festival di Teatro Sociale organizzato dalla FITeL di G.C.

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2012. E il libro come sta? di Rita.Tomassini

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“Uno studente di nome Alessandro”

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MUSICA Concertone del primo maggio 2012 di R.R. Venezia, Festival Théodore Dubois (1837-1924) e l’arte ufficiale di Aldo Savini

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Indagine sul tempo libero e la quotidianità dei giovani immigrati di seconda generazione in Italia


MOSTRE Anche Santa Patrizia fa il miracolo! di Augusto Gallo Rovigo, Echi dalla Francia nell’arte italiana tra Otto e Novecento di A.S. Mantova, ”Vincenzo Gonzaga. Il fasto del potere” di A.S. Roma, Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri di A.S. Como, La dinastia Brueghel di A.S. Venezia, Gustav Klimt nel segno di Hoffmann di A.S. San Marino, Da Hopper a Warhol. Pittura americana del XX secolo, di A.S.

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CRAL e TERRITORIO “Terra Futura”, anche quest’anno Fitel alla Mostra di R.R.

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Servizio Civile Nazionale, rischia la scomparsa di R.R.

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LIBRERIA Nir Baram, Brave Persone di R.T.

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Sabrina Pesce, Con gli occhi di una donna di Alfonzo Coppola Al via il Salone del Libro a Torino di R.T.

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Tempo Libero Cultura, sport, turismo, servizi

Direttore Direttore Responsabile Capi Redattori Redazione

Anno 11° marzo - maggio 2012

Luigi Pallotta Rossella Ronconi Aldo Albano Rita Tomassini Giovanni Ciarlone Adalberto Farina Luigi Maiello Pasquale Ruzza Ferruccio Valletti Dario Zambelli

A questo numero hanno collaborato Giovanni Ciarlone, Rossella Ronconi, Fabiana Pampanini, Aldo Albano, Silvana Paruolo, Rita Tomassini, Aldo Savini, Augusto Gallo, Alfonzo Coppolari Direzione e Redazione C/o FITeL - VIA SALARIA, 80 - 00198 Roma tel. 06.85353869 fax 86.8546541 E-mail: nazionale@fitel.it www.fitel.it


FITeL

Editoriale di Luigi Pallotta

Rivista “Tempo Libero” On-Line, informare e comunicare Parte con questo numero la trasformazione della nostra rivista "Tempo Libero" che abbandona il suo tradizionale formato cartaceo e si trasforma in una rivista online. Non e' questa l'unica trasformazione che vogliamo introdurre con questo cambiamento, infatti, cercheremo di trasformare questo strumento in un efficace mezzo di comunicazione che sappia mettere in rete le varie esperienze vissute dai CRAL sul territorio e diventare il momento di confronto sulle tematiche del tempo libero. Con l'avvio di questa nuova fase della vita della rivista la FITeL vuole anche procedere ad una trasformazione radicale del sistema di comunicazione fino ad oggi usato. Continueremo a concentrare i nostri sforzi nella realizzazione del nostro video notiziario, presente da alcuni mesi sul nostro sito, ed a utilizzare sempre di più lo strumento messo a disposizione da you tube per comunicare le nostre iniziative, per promuoverle e per farle conoscere, oltre che al nostro mondo, a un insieme sempre più numeroso. Un’ulteriore trasformazione del

nostro sistema di comunicazione sarà rappresentato dall'uso di facebook e twitter per comunicare sia con le nostre strutture sia con tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori e soprattutto con i giovani sull'insieme delle nostre iniziative e sulla pubblicizzazione degli eventi che la FITeL e i CRAL realizzeranno. Informare e comunicare, sono queste due azioni sempre più importanti per l'affermazione di una organizzazione come la nostra e per farla stare al passo con i tempi che cambiano rapidamente. E' per avere una comunicazione sempre più efficace che ci dobbiamo sentire impegnati nella costruzione di un sistema che si occupa di informare e comunicare sui temi del tempo di non lavoro utilizzando tutti i canali che oggi ci sono messi a disposizione dall'impetuosa trasformazione realizzata dalla rete. E' da queste considerazioni, oltreché dalla necessita' di far quadrare i bilanci, che prende vita la decisione della trasformazione della nostra rivista, e' partendo da queste riflessioni che si dovrà sviluppare ed incrementare il nostro sistema di comunicazione basato

sull'uso della rete. Dovremo ancor meglio sviluppare il nostro sito internet, anche se ormai ha una sua struttura abbastanza definita, dove nell'ultimo periodo abbiamo avuto migliaia di accessi. Il sito e' uno dei biglietti da visita dell'organizzazione e dovremo continuare a lavorare per migliorarlo e farlo diventare sempre di più uno strumento utile a tutte le strutture della FITeL oltreché essere un utile mezzo per farci conoscere al vasto mondo dei naviganti. E', quindi, all'interno di questo generale sforzo di improntare un nuovo sistema comunicativo che va inquadrata l'avventura che parte da questo numero di trasformazione della rivista "Tempo Libero", l'augurio e' che siano tantissimi quelli che la sfoglieranno in rete e allo stesso tempo che ci giungano suggerimenti per migliorarla numero dopo numero.

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Attualità

Verso la II Conferenza di Organizzazione FITeL di Giovanni Ciarlone

L

a seconda Conferenza di Organizzazione, convocata per l’11-12 maggio, deve essere vissuta da tutto il gruppo dirigente della Fitel come un appuntamento fondamentale per ridare slancio al progetto di sviluppo delineato e approvato nel VI Congresso nazionale del 2009 e del successivo Consiglio nazionale di Porretta Terme. Da allora, nonostante la crisi economica abbia influito negativamente anche sul nostro settore, e non poteva essere altrimenti, alcuni risultati positivi sono stati ottenuti in termini di aumento delle affiliazioni sia di Cral sia di CRT sia di Associazioni. Naturalmente si può fare molto di più essendo il nostro bacino di riferimento molto più ampio. Rimandando al documento di base della conferenza che la Presidenza nazionale della Fitel ha inviato a tutte le strutture e che sarà dibattuto nel prossimo Consiglio nazionale del 20 aprile, vorrei riassumere alcuni punti chiave per la crescita della Fitel. Primo punto, va ricercato o consolidato il rapporto con le Confederazioni sindacali territoriali indispensabile per costituire le Fitel territoriali nelle tre regioni (Trentino, Calabria, Sardegna) in cui la Fitel non è ancora presente, altrettanto importante per accrescere la forza di quelle strutture territoriali la cui costituzione, sulla base delle adesioni, è puramente simbolica. La controprova di una necessaria sinergia sta nel fatto che le Fitel più forti in termini di adesioni e di capacità organizzativa sono proprio quelle in cui il rapporto con le Confederazioni sindacali è più strutturato e continuo. Si ipotizza a tale proposito la costituzione di un Fondo a sostegno della crescita delle strutture più deboli, a carattere transitorio, gestito congiuntamente da Fitel e sindacato. Secondo punto, la Fitel deve proporsi come soggetto attivo nel rapporto con le Confederazioni sindacali sia nazionali sia territoriali nell’individuazioni

dei bisogni di lavoratori e cittadini e nel costruire ri sposte che servano a ridare vigore alla contrattazione del welfare aziendale e quindi alla ricostituzione di quote di salario differito cui è legata la crescita stessa dei diritti di cittadinanza. La Fitel deve contrastare sia la tendenza di alcune aziende a sviluppare un welfare aziendale in proprio, escludendo la mediazione sindacale, sia l’idea, non dichiarata esplicitamente ma presente nei fatti, da parte di alcune categorie di abbandonare la contrattazione degli interventi per il tempo libero, vanificando una conquista sindacale che, accanto al lavoro, ha reso pieno il concetto di dignità della persona. Terzo punto, rivedere il sistema del tesseramento che così com’è stato pensato al Congresso di Orvieto(tessere blu, tessere verdi, bollini) non ha dato i risultati sperati né in termini di adesione di massa né in termini di indipendenza economica delle strutture territoriali né in termini di omogeneità territoriale. Quarto punto, la formazione e la qualità dei gruppi dirigenti. L’impegno nella Fitel non deve essere inteso come residuale, o come momento finale di una carriera sindacale, o perlomeno non solo, ma deve individuare forze giovani e motivate, che vedano nello sport per tutti, nella cultura per tutti, nel turismo per tutti l’occasione di riscatto sociale e di crescita civile per chi è meno favorito per nascita, opportunità, condizioni di salute. Quinto punto, la proposta di costituzione di un Centro Servizi nazionale che lavori in raccordo con analoghi centri territoriali, con la funzione di mediare e intermediare la ricerca di risposte ai bisogni dei lavoratori e di tutti i cittadini per fornire servizi di qualità e misure di sostegno indiretto al reddito in tutti i settori merceologici oltre a quelli relativi al tempo libero.

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Attualità

Integrazione dei figli dell’immigrazione Nuovi spunti di riflessione dall’indagine della FITeL “I Colori del Futuro” di Rossella Ronconi

Come é già avvenuto in altri paesi europei, quali Francia e Inghilterra, anche in Italia, negli ultimi anni, la questione dell’integrazione delle cosiddette “seconde generazioni” o più esattamente, come dicono in molti, dei “figli dell’immigrazione” sta diventando una realtà (22% della popolazione immigrata) e la loro inclusione sociale rappresenta una sfida decisiva per il futuro della stessa. Per conoscere le caratteristiche della vita sociale e il tempo libero dei cosiddetti “figli dell’immigrazione” (secondo recenti statistiche più di 900mila giovani di cui 650mila nati in Italia) essenzialmente trascorso al di fuori degli istituti scolastici e dagli impegni di studio in compagnia di amici, la Fitel, ha svolto un’indagine i cui esiti sono stati pubblicati nel volume “I colori del futuro” edito dalla FrancoAngeli. Un fenomeno delicato quello dell’immigrazione di seconda generazione, tanto complesso da richiedere attenzione sociale e politica, al quale, con questa indagine sul tempo libero e la quotidianità dei giovani immigrati in Italia, la Fitel vuole contribuire ad aggiungere nuovi ed ulteriori spunti di riflessione. La ricerca curata da Lucio Meglio per conto della Fitel, con il contributo di docenti ed esperti del settore, si propone come un interessante strumento di analisi e documentazione rispetto a un fenomeno così ricco di suggestioni e potenzialità come le abitudini nell’ambito dello svago delle giovani generazioni di di-

verse comunità. L'obiettivo principale della ricerca, realizzata su un campione di 700 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 19 anni, residenti in quattro regioni (Veneto,Toscana, Marche e Lazio) è stato quello di

analizzare il tempo libero e la quotidianità di centinaia di giovani stranieri che sono nati o comunque giunti in Italia. Minori a tutti gli effetti cittadini italiani, che padro-

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Attualità

neggiano con scioltezza la lingua, condividono le passioni, gli impegni e le aspettative dei loro coetanei.

Ricerca, realizzata su un campione di 700 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 19 anni, residenti in quattro regioni (Veneto,Toscana, Marche e Lazio), il 65% si considera italiano a tutti gli effetti e ben integrato Altro obiettivo basilare dello studio è stato quello di fare emergere, attraverso l’osservazione dell’organizzazione del tempo, quale personale idea e speranza tanti giovani coltivino per la costruzione di un progetto di vita in un quadro che includa la dimensione del vivere sociale. Dall’indagine si evidenzia che il 54,9% dei ragazzi intervistati è nato in Italia e il 45,9% nei paesi di origine dei genitori e, dato interessante, il 71,6% non ha problemi d’inserimento con i coetanei italiani.

Un segnale incoraggiante in direzione dell’integrazione confermato da un altro dato significativo, il 65% si considera italiano a tutti gli effetti e ben integrato. Un quadro, quindi, quello evidenziato dalla ricerca, positivo pur nella complessità che comporta l’integrazione tra più culture, l’83% dei giovani intervistati vive in famiglie dove si trovano a fare i conti con abitudini dei paesi di origine, la quotidianità, caratterizzata da sport, musica e divertimenti con amici coetanei, contribuisce al superamento delle differenze. Detto quanto, i dati, le interviste e le riflessioni che sono emerse, essenzialmente, dall’indagine mostrano un contesto segmentato. La socializzazione dei minori in ambito migratorio

produce una serie di interazioni e scambi, di incontri e scontri tra due universi culturali. Si tratta di quel che viene declinato come “doppia appartenenza” e che si esplicita in un dualismo tra contesto della vita e appartenenza. Il tema del biculturalismo trova la sua esplicitazione intrinseca nell’esistenza stessa di questi minori costretti a vivere tra due universi culturali. In sintesi, la questione del tempo libero di ragazzi e ragazze di diversa origine e provenienza, nati e/o cresciuti in Italia, viene risolta in alcune circostanze con l’aggregazione tra simili, ma in molti casi vivono l’esperienze e l’emozioni dei loro coetanei italiani sentendosi integrati e a loro agio e nutrendo speranze per un “progetto di vita” migliore rispetto alla generazione dei loro genitori. La presentazione della pubblicazione “I colori del futuro” nel corso del convegno, coordinato da Giovanni Ciarlone della Presidenza FITEL, ha visto una larga partecipazione. Oltre agli autori, hanno preso parte al dibattito con grande apporto di idee e contenuti esperti e sindacalisti. Vera Lamonica per la CGIL, nel ricordare il buon risultato ottenuto dalla campagna per i diritti di cittadinanza “L'Italia Sono Anch'io”promossa nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia da 19 organizzazioni della società civile tra le quali anche la CGIL, ha ricordato che “servivano 50mila firme e ne sono state raccolte più di 100mila”. Ha sottolineato ancora la Segretaria confederale: “Abbiamo sviluppato nel Paese un largo dibattito che ha permesso di diffondere tra le persone un'idea di Paese possibile, dove il riconoscimento dei diritti legati alla cittadinanza siano un patrimonio e una concreta speranza per i migranti”. Sempre nell’intervento, Lamonica, nel ribadire che è giunto il momento di concedere la cittadinanza alle seconde generazioni ha affermato: “Spesso mi capita di parlare agli studenti immigrati e provare disagio perché non si percepiscono tali. Senza pensare poi a quello che accade nei campi sportivi: il ragazzo immigrato calciatore ormai sta diventando un’icona”. Ancora, la Segretaria confederale della CISL, Liliana Ocmin, nel suo intervento alla presentazione del libro della Fitel, riferendosi ai ragazzi di seconda generazione d’immigrati ha detto che: “nascono in Italia o ci arrivano in tenera età, crescono e si sentono italiani. Per questo bisogna riformare la legge sulla cittadinanza secondo il principio dello Ius soli”.

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AttualitĂ 

Sopra da sinistra: i membri della Presidenza della FITeL Nazionale Aldo Albano, Ferruccio Valletti, Giovanni Ciarlone

Sopra da sinistra: il Segretario confederale CGIL Vera Lamonica, il Segretario confederale CISL Liliana Ocmin

Sopra, proiezione del corto dell’Arca Enel 5


Attualità

Birmania: soddisfazione per l'elezione di Aung San Suu Kyi ll premio Nobel in Parlamento dopo 15 anni di arresti domiciliari di Fabiana Pampanini

Qualche tempo fa, dalle pagine di questa rivista, esprimevamo solidarietà ad una donna coraggiosa che il suo Paese aveva privato della libertà, invitando i viaggiatori a non recarsi in un luogo dove vigeva un regime militare assoluto come la Birmania. Oggi, siamo invece ad esprimere grande soddisfazione per l'elezione (1° aprile 2012) di quella grande donna, Aung San Suu Kyi, al parlamento birmano. Elezioni che si sono tenute al termine di un anno di forti cambiamenti nel Paese, rimasto sotto il regime di militari per decenni. E' stato premiato il coraggio

e il sacrificio di una donna dalla vita travagliata che rappresenta il desiderio e la lotta di un intero popolo per la democrazia. L'elezione di Aung San Suu Kyi e di altri esponenti del suo partito è un primo tassello, tutto da consolidare, per la costruzione di un paese democratico, libero, dove le persone, compresi i sindacati, abbiano diritto di organizzarsi e manifestare liberamente e le grandi ricchezze, adesso nelle mani degli “amici” dei militari, siano ripartite in maniera più equa portando la maggior parte della popolazione, oggi sotto la soglia di povertà, a migliori condizioni di vita.

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Attualità

Sopra, Aung San Suu Kyi Per questo “Anche come Fitel - sostiene il presidente Luigi Pallotta - condividendo l’orientamento del movimento sindacale internazionale, nel nostro caso, il governo italiano e l'Unione Europea, pur apprezzando e incoraggiando i passi avanti del governo civile-militare in carica, c’è da auspicare che non cessi la pressione diplomatica e quella delle sanzioni economiche finché il processo democratico, così efficacemente rappresentato da Aung San Suu Kyi, non sarà compiuto”.

La Birmania è uno dei più belli dei cosiddetti paesi in via di sviluppo dell'Asia sudorientale, dove tante proteste di piazza, sfociate in gravi incidenti e capeggiate anche da monaci buddhisti per un cambiamento in senso democratico del regime del paese, hanno impedito di aprirsi al turismo. Adesso che finalmente le cose sembrano cambiate, si merita di essere conosciuto e apprezzato per la sue ingenti ricchezze culturali e visitato per le sue bellezze naturali.

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Sport e benessere


Sport e benessere

“Primo maggio, Lavoro…In Corsa!” Successo della prima Gara Podistica FITeL il 1° maggio a Roma di R. R.

N

utrita la presenza femminile alla 1^ edizione della corsa podistica “Lavoro … in Corsa!” organizzata della FITeL Federazione Italiana Tempo Libero con la collaborazione e l’assistenza tecnica della Podistica Solidarietà. Annalisa Sonnino, l’atleta del G.S. Gabi che ha percorso i km 5,400 con il tempo di 00:21:57, ha prevalso tra le donne. Nella seconda posizione si è piazzata Marica Toti dell'A.S.D. Free Runners (00:22:07), al terzo posto Laura Gerani della Podistica Solidarietà (00:22:11). L’atleta Luca Parisi dell’Atl. Studentesca CA.RI.RI ha vinto la corsa podistica con il tempo di 00:16:57. Al secondo posto (00:17:05) si è classificato Gianluca Bonanni della Colleferro Atletica. Said Dourmi del G.S. Colosseo 8000 ha conquistato il terzo posto (00:17:19). Con la presenza e il sostegno anche delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, la 1^ edizione del “Lavoro...In Corsa!” si è svolta il 1° maggio 2012 e il via è stato dato da Daniele Masala, vincitore di 2 Ori Olimpici, 1 Argento, 2 Ori Mondiali di nuoto, da via Carlo Felice, nella zona di S. Giovanni. Immersi nelle bellezze di Roma e sotto il sole, dopo la partenza, i partecipanti alla gara si sono diretti alla volta della Basilica di S. Giovanni per proseguire in direzione del Colosseo e rientrare successivamente nei pressi della Basilica Santa Croce in Gerusalemme e imboccare poi via Carlo Felice fino all’arrivo. All’evento sportivo, fra atleti competitivi e non,

hanno partecipato circa 500 persone. Il buon risultato della manifestazione, come sostiene il Presidente della FITeL, Luigi Pallotta, “dovuto anche all’ineccepibile organizzazione della FITeL Regionale Lazio e Nazionale, è di buon auspicio per il prosieguo della manifestazione anche per gli anni a venire”.

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Sport e benessere

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Sport e benessere

67esima edizione Gran Premio della Liberazione Enrico Barbin fugge al traguardo di Aldo Albano La 67esima edizione del Gran Premio della Liberazione ha permesso, a partecipanti e spettatori, di attraversare lo storico circuito di Caracalla il 25 aprile, giornata di risveglio nazionale in cui si ricorda la liberazione dal nazifascismo. Una manifestazione, sponsorizzata dalla FITeL Nazionale, giunta ormai alla 67esima edizione che unisce memoria storica e sport. Centottantadue i corridori partecipanti, in rappresentanza di 37 squadre (28 club italiani e 9 nazionali) che hanno attraversato le Terme di Caracalla percorrendo i 6 chilometri del circuito. Il vice presidente dell’ANPI Vincenzo Calò ha dato il via ad una gara viva e combattuta lasciando il pubblico col fiato sospeso fino agli ultimi metri del circuito. L’azione decisiva è avvenuta a sei giri dalla fine attraverso una fuga che ha permesso a Enrico Barbin (Trevigiani Dynamon Bottoli) di tagliare il traguardo capitolino seguito da Andrea Fedi (Hopplà Vega) e Davide Villella (Team Colpack).

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Sport e benessere

Goodbye alla tessera del tifoso arriva la fidelity card di R. R.

Addio alla tessera del tifoso. Quella voluta dall'ex ministro Maroni nella passata legislatura và in pensione e lascia spazio al nuovo che avanza. Per andare allo stadio, dal prossimo anno ci vorrà una sorta di fidelity card, senza nessun collegamento bancario ma che racchiude sconti e promozioni su prodotti e servizi per chi la possiede. Una tessera del tifoso, con circolarità in tutti gli stadi, rilasciata entro 30 giorni dalla richiesta, che manterrà essenzialmente le sue caratteristihe fon-

damentali ad iniziare dal suo possesso nei casi di abbonamento e di trasferte.Una sorta di operazione simpatia che, assieme all’abbattimento delle gabbie per i tifosi e la creazione delle aree ospitalità, speriamo abbia l’effetto, oltre a quello di accentuare la fidelizzazione alla propria squadra, di dare maggiore fiducia alle tifoserie e smorzare quel sapore di controllo della vecchia tessera del tifoso e l’animosità aggressiva che troppo spesso si sviluppa nei campi di calcio.

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Formazione

5 x 1000 alla FITeL Attività culturali e solidarietà

A

nche per il 2012 i contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef a finalità di interesse sociale (Legge n. 183 del 12/11/2011 - pdf). Le categorie di enti che posso accedere al beneficio, le modalità di iscrizione e i criteri di ammissione al riparto per le diverse tipologie di soggetti sono le stesse di quelle stabilite per il 2010 (Dpcm del 23/04/2010 - pdf). Inoltre, a decorrere dall’anno finanziario 2012, i contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (Dl n. 98 del 6/7/2011 - convertito, con modificazioni nella Legge n. 111 del 15/07/2011).

Scadenze del 5 per mille 2012 per gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche

Descrizione

Enti del volontariato

Associazioni sportive dilettantistiche

Inizio presentazione domanda d’iscrizione

21 marzo 2012

Termine presentazione domanda d’iscrizione

7 maggio 2012

7 maggio 2012

Pubblicazione elenco provvisorio

14 maggio 2012

14 maggio 2012

Richiesta correzione domande

20 maggio 2012

20 maggio 2012

Pubblicazione elenco aggiornato

25 maggio 2012

25 maggio 2012

Termine presentazione dichiarazione sostitutiva

30 giugno 2012 alle Direzioni 30 giugno 2012 agli uffici Regionali dell'Agenzia delle Entrate territoriali del Coni

21 marzo 2012

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Formazione

5x1000 alla

FITeL impegnata nel tempo libero per

5 motivi: sport per tutti, teatro sociale, turismo sostenibile, attivitĂ  culturali e solidarietĂ 

97100030580

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Formazione

Finanziamento per le Associazioni di Promozione Sociale Tre sono le forme di contribuzione per progetti ed iniziative delle Associazioni di promozione sociale ammesse al finanziamento da parte del Ministero del lavoro: il finanziamento di progetti sperimentali presentati dalle associazioni di promozione sociale per far fronte a particolari emergenze sociali e per favorire l’applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate per il sostegno e l’integrazione sociale (art. 12, comma 3, lett. f), legge 383/2000); il sostegno delle iniziative di formazione ed aggiornamento per lo svolgimento delle attività associative, nonché dei progetti di informatizzazione e banche dati in materia di associazionismo sociale (art. 12, comma 3, lett. d), legge 383/2000)

Associazioni di Promozione Sociale - Erogazione di contributo statale Consiste nell’erogazione di un contributo ad Associazioni ed Enti Nazionali di Promozione Sociale con i requisiti di cui alla Legge n. 438/98, che ha modificato la legge n. 476/87, finalizzato alla promozione dell’associazionismo sociale. Si rivolge alle Associazioni storiche (U.I.C. - Unione Italiana Ciechi, U.N.M.S – Unione Nazionale mutilati ed invalidi per servizio, A.N.M.I.L – Associazione nazionale mutilati ed invalidi per lavoro, A.N.M.I.C – Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili, E.N.S. – Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordomuti), alle Associazioni ed Enti nazionali di promozione sociale con obiettivi specificati Sostegno dalla Legge n. 438/98, che ha modificato e integrato la legge n. 476/87, per la promozione per Associazioni di dell’associazionismo sociale. Si ottengono conPromozione Sociale tributi, nella misura del 50% della quota fissata annualmente per le attività di promozione sociale, alle associazioni storiche; contributi, nella misura del residuo 50% della quota fissata annualmente per le attività di promozione sociale, alle altre associazioni che, pur senza obbligo di rendiconto, per accedervi devono presentare apposita domanda che verrà verificata da una Commissione di valutazione. La domanda di contributo deve essere presentata dalle associazioni non storiche entro il 31 marzo di ogni anno. Per ulteriori informazioni è previsto il ricevimento del pubblico previo appuntamento ai seguenti recapiti: Direzione generale per il Terzo Settore e le formazioni sociali Ex Direzione generale per il volontariato, l’associazionismo e le formazioni sociali - Divisione II Via Fornovo, 8 - 00192 ROMA Tel. +39 06 4683 4823 - 4943 Fax +39 06 4683 5034

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Turismo

La magia dell’acqua Visitando il Parco del Delta del Po di A. A.

E’

il luogo ideale per trascorrere una meravigliosa vacanza a contatto con la natura in ambienti unici di straordina ria bellezza, alla scoperta dell’arte e della cultura di questi magici luoghi, scolpiti in secoli di lotta tra l’uomo e l’acqua. L’area del delta è la più vasta zona umida d’Italia, paradiso per amanti della natura, turisti, cicloturisti e soprattutto amanti del birdwatcher: un paesaggio tra terra e acqua, dove la natura si mescola all’intervento dell’uomo che, nel corso della sua attività di bonifica, ha saputo creare un equilibrio tra ambiente naturale da preservare e quello destinato a risorsa economica. Ammirare all’alba il volo dell’airone o i cormorani e i fenicotteri rosa, divenuti stanziali, in un’area divenuta ambita da coloro che fanno il “birdwatching” con binocoli e cannocchiali, camminare in silenzio ed ascoltare i rumori impercettibili della natura, praticando questo nuovo sport che coinvolge tutti i sensi: l’udito, l’olfatto, la vista e il tatto, utilizzando strumenti quali la canoa, la bicicletta, la motonave, ma soprattutto le gambe. Sono numerose le specie, oltre 300, che stupiscono e meravigliano i partecipanti.

Anche per questo motivo il Delta del Po è stato definito “un eccezionale paesaggio culturale pianificato che conserva la sua forma originale” nella motivazione che lo inserisce anche nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco Ferrara, città del Rinascimento. Il parco del Delta in territorio ferrarese è un’area originata dall’incontro tra le acque del mare Adriatico e quelle del fiume Po, con lagune, valli salmastre accanto a paludi d’acqua dolce , boschi, pinete, prati allagati e dune. Le bellezze naturali poi si alternano a testimonianze d’arte di grande valore, come il centro storico di Comacchio, Mesola e l’Abbazia di Pomposa, luogo magico e carico di suggestioni per il ruolo religioso, sociale ed economico che ebbe fra il IX e il XV secolo. Si parte con la motonave da Golino, estremo lembo della provincia ferrarese che, insieme a Goro, è un porto peschereccio e turistico, rinomato per il mercato ittico e soprattutto per il pescaturismo, offrendo anche un’ampia insenatura dove vengono coltivati mitili, ostriche, cefali e dove si trova l’edicola votiva dedicata al patrono locale S. Antonio. La barca scivola verso Mesola abbracciando una

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Turismo delle porzioni naturalistiche più significative del Parco. Nell’entroterra si estende il Gran Bosco della Mesola, un vero e proprio monumento alla storia naturale, che conserva l’aspetto delle antiche foreste della costa adriatica: il bosco faceva parte dei possedimenti degli Estensi che qui venivano a caccia e oggi si visita seguendo i percorsi segnalati alla scoperta della flora e fauna locale. A Mesola si ammira il Castello degli Estensi, dove si può visitare il museo del Bosco e del Cervo delle Dune, il solo considerato autoctono dell’intera penisola italiana. Altre mete da visitare sono la Valle Bertuzzi, per ammirare le colonie dei fenicotteri rosa e il lago delle Nazioni. Continuando la navigazione si osserva il fascino delle sagome dei fari e delle torri che si materializzano all’orizzonte pian piano a fior d’acqua, e quello dell’abbraccio tra il mare che entra nelle lagune e il fiume che stanco si getta nell’infinito azzurro. Il periodo più indicato, quello tra la primavera e l’autunno inoltrato, e dai porti già indicati di Goro e Golino, partono diverse escursioni di varie tipologie, di poche ore o dell’intera giornata, con pranzo e cena a bordo, con attività di pesca tradizionale inclusa. Sono anche interessanti i percorsi possibili combinando barca e bici, con andata in battello e bici a bordo, per tornare sulle piste ciclabili che seguono gli argini del fiume.

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Ambiente e Natura

Rio+20 si avvicina. Ma di che si tratta? di Silvana Paruolo

D

opo i controversi risultati della Conferenza ONU di Durban (sul futuro del Pro tocollo di Kyoto e la lotta ai cambiamenti climatici) attualmente si sta lavorando alla Conferenza sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Rio de Janeiro (20-22 giugno 2012), denominata Rio+20 in quanto si volgerà a 20 anni di distanza dal Vertice della Terra di Rio de Janeiro del 1992. Dal 1972 a oggi, i governi di tutto il mondo hanno già sottoscritto alcune importanti Dichiarazioni e Documenti programmatici sullo sviluppo sostenibile: - la Dichiarazione di Stoccolma (1972) - la Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo (1992)

- la Dichiarazione di Johannesburg (2002) - l'Agenda 21 di Rio de Janeiro (1992) - il Piano di azione di Joannesburg (2002) Dal 1992 ad oggi è stato fatto molto, ma molto resta da fare. Rio+20 non può risolvere i problemi del mondo dall'oggi all'indomani ma, spingendo i Governi a definire scelte programmatiche in tal senso, può imprimere nuovo slancio a un nuovo modello di sviluppo (condiviso a livello internazionale) basato su equità sociale, e sostenibilità economica e ambientale. I tre pilastri - quello economico, quello sociale e quello ambientale – sono oramai sempre più interdipendenti, inseparabili e connessi.

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Ambiente e Natura

I lavori preparatori della Conferenza Rio+20 si sono concentrati su due tematiche: (1) un'economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e dell'eliminazione della povertà, da intendersi quale transizione verso un’economia verde adattata al contesto nazionale e intesa come un nuovo paradigma di sviluppo che cerchi di mitigare minacce globali (quali il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la desertificazione, l’esaurimento delle risorse naturali) e sia nello stesso tempo capace di promuovere benessere sociale ed economico; (2) un quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile, cioè, un sistema di governance globale per lo sviluppo sostenibile, che includa istituzioni incaricate di sviluppare, monitorare e attuare le politiche di sviluppo sostenibile attraverso i suoi tre pilastri (sociale, ambientale ed economico). In merito, molti sottolineano la necessità di creare, sia un'Agenzia specializzata delle Nazioni unite per l'ambiente, sia una Corte di giustizia per l'ambiente, sia una riflessione sull'opportunità o meno di coin-

volgere - sulla problematica dello sviluppo sostenibile - non solo i Ministeri dell'ambiente ma anche altri ministeri (dal Tesoro all’Industria, ai Trasporti, R&ST e innovazione, Agricoltura, ecc.). Va bene centrare il dibattito, in particolare, su questi due temi? Nell'attuale contesto di crisi finanziaria - e dei debiti sovrani - la crisi diventerà un'opportunità per accelerare riforme, e cambiamenti nel senso giusto? I risultati del vertice saranno all'altezza delle sfide che devono affrontare il pianeta Terra, e i suoi abitanti? Equità, solidarietà e governance globale riusciranno a interagire a favore della persona e del bene comune, come della sostenibilità e dell'ambiente? Il dibattito e confronto - tra Paesi industrializzati, Paesi emergenti e Paesi in via di sviluppo, e tra istituzioni e società civile – resta, tuttora, aperto e vivace. Ad oggi il contributo dell’Unione europea resta (al di là di alcuni suoi limiti) il più organico.

*Cgil nazionale - Segretariato Europa

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Cultura

Al via le selezioni del Festival di Teatro Sociale organizzato dalla FITeL Quest’anno festeggia la sua 14° Edizione di G. C.

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i accendono i riflettori sul palcoscenico "sociale" di "Proscenio Aggettante”, la manifestazione organizzata dalla FITEL (Federazione Italiana tempo Libero CGIL - CISL - UIL) che nel 2012 giunge al suo 14° anno di vita. A sette mesi dal successo dell'ultima edizione, il prestigioso appuntamento con il teatro sociale torna con tutta la sua forza, per convincere la stampa, divertire il pubblico, far parlare di sé in tutta Italia per la carica innovativa e il carattere che lo contraddistingue. Dall'8 al 15 settembre 2012 a Castrocaro sarà protagonista quel teatro amatoriale fatto di passione e vitalità, che tanto ha da offrire agli spettatori. Partite in questi giorni le selezioni delle compagnie, provenienti da tutta Italia, che ambiscono al palco nazionale di Castrocaro Terme, da anni location della rassegna, il Festival si presenta come un appuntamento da non mancare, una vetrina per il teatro sociale ormai accreditata tra gli addetti ai lavori e non solo. Mai come quest'anno il Festival si presenta di così grande attualità per le problematiche che affronta con il magico filtro del palcoscenico. Crisi, emarginazione sociale, disagio fisico

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Cultura

e psichico, “Teatro Sociale FITeL” pone sotto la lente temi seri, scomodi, altrimenti poco presenti in teatro. Nelle ultime edizioni del Festival sono stati messi in scena i classici, da Shakespeare a Goldoni, da Marivaux a Pirandello, accanto a testi contemporanei, sempre nell'ottica del riflettere ridendo, utilizzando a pieno l'artificio teatrale per leggere la realtà. Partita già alla fine del 2011, la macchina organizzativa del Festival è in piena attività per far svolgere entro la fine di giugno le rassegne teatrali nelle strutture regionali FITeL per consentire alle compagnie presenti sul nostro territorio'di poter sognare il palcoscenico nazionale. Le selezioni degli artisti richiedono infatti un lungo e accurato iter, fatto di incontri locali, di analisi dei più prestigiosi CRAL regionali e di attenzione alle novità che ogni anno si presentano nel settore. Dal Piemonte alla Sicilia, le compagnie presenti alle selezioni di "Proscenio Aggettante" sono tra le migliori sul territorio nell'ambito della scena amatoriale. Alcune di queste hanno letteralmente conquistato il pubblico del Festival, pur presentando in molti casi tematiche diverse da quelle abitualmente trattate in teatro. Lo staff del Festival in questi giorni sta lavorando all'individuazione della Giuria che premierà i vincitori dell'edizione 2012. Il lavoro dietro le quinte del Festival è lungo e faticoso, e soprattutto richiede una visione a 360 gradi di tutto ciò che concorre a rendere grande la rassegna e a farne di anno in anno un evento di sempre maggiore portata.

Alcuni vincitori del “Festival del Teatro sociale 2011”: spettacolo “Il naso” della compagnia “Il cerchio invisibile”

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Cultura

2012. E il libro come sta? di Rita Tomassini L’Italia, si sa, è purtroppo un paese di scarsi lettori sia di quotidiani sia di libri. Dipenderà anche da questo la scarsa cura che gli italiani hanno della loro lingua, peraltro bellissima, infarcita di anglicismi anche quando non ce n’è bisogno (l’ultimo esempio in ordine di tempo è la famosa “spending review” usata al posto della dignitosa oltreché immediatamente intellegibile “revisione di spesa”)? O la desolante constatazione di un italiano povero, approssimativo, addirittura inventato, emersa dall’analisi dei temi di maturità degli studenti italiani resa pubblica qualche tempo fa? I dati sia di acquisto sia di lettura di libri nel 2011, resi noti dal Centro per il libro e la lettura, benemerito Istituto con autonomia speciale del Ministero dei Beni Culturali, se confermati nel 2012 fanno presagire una vera catastrofe culturale oltre che una grave crisi dell’industria editoriale libraria. I dati sono il frutto di una indagine condotta dalla Nielsen Company su un campione che rappresenta 23,363 milioni di famiglie, vale a dire l’universo delle famiglie italiane, dai 14 anni in su. Solo il 44% della popolazione italiana adulta ha acquistato un libro nel 2011 mentre il 49 % ha letto un libro nello stesso periodo di tempo. Acquistano libri soprattutto le donne (il 48% contro il 42% degli uomini) e soprattutto li leggono (il 53% contro il 43% degli uomini). Importante la correlazione con la fascia di reddito: quanto più è elevata, maggiore è la predisposizione all’acquisto e alla lettura dei libri. E con l’istruzione: gli acquirenti ed i lettori sopra la media sono possessori di un diploma o di una laurea. E’ invece abissale la differenza tra il Sud Italia e il resto del paese: al 53% di lettori al Centro-Nord Italia corrisponde solo il 39% al Sud. Gli Alto acquirenti e gli Alto lettori, quelli cioè che hanno acquisto o letto tra i 9 e i 12 libri all’anno sono rispettivamente il 7% e il 14%. Quasi un libro su tre letto nel 2011 non è stato acquistato direttamente ma proviene da una biblioteca o da prestiti di amici. La maggior parte dei libri acquistati, il 58%, è com-

preso nella fascia di prezzo tra i 6 e i 15 euro. Più allarmanti sono i dati che provengono dal confronto tra l’ultimo trimestre 2010 e l’ultimo trimestre 2011 sulle abitudini di acquisto e di lettura della popolazione italiana. Dal 2010 si sono perse 1,7 milioni di copie pari ad un calo degli acquisti del 10% e un calo di lettori del 2%. Gli acquirenti che diminuiscono sono soprattutto uomini e i possessori di titoli di studio bassi, i lettori più scoraggiati sono quelle nella fascia d’età 25-34 anni. Anche qui la crisi si fa sentire ed incide su un mercato già di per sé poco florido. Commenta Gian Arturo Ferrari, Presidente del Centro per il libro: “In Italia la lettura continua ad essere

un bene elitario e poco diffuso, con una struttura piramidale che poggia sul vertice e non sulla base”. Che fare? Certo non basta dire: leggete, leggete di più perché leggere vi rende migliori. La lettura è un’attitudine imitativa, i bambini, i giovani imparano a leggere se vedono i propri genitori leggere. E il livello culturale degli italiani, come dice Tullio De Mauro, non si misura più come una volta sul livello di reddito ma sul numero dei libri presenti nella sua casa natale. Sulla base di questi ultimi dati di acquisto e lettura dei libri, in quante case italiane le scaffalature, se ci sono, portano oggetti in bella mostra ma non libri?

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Cultura

“Uno studente di nome Alessandro” Premio speciale per la qualità giornalistica ai “Nastri d’Argento 2012” per il corto prodotto dalla FITeL

Un importante riconoscimento alla FITeL che, in collaborazione con SAS Cinema, ha prodotto il corto “Uno studente di nome Alessandro”. Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici ha consegnato il premio speciale per la qualità giornalistica al cortometraggio di Enzo De Camillis durante la cerimonia di assegnazione dei “Nastri d’Argento 2012” a Cortina d’Ampezzo nell’ambito della seconda edizione di Cortinametraggio. Un premio prestigioso del Sindacato (Sngci), presieduto da Laura Delli Colli, arrivato quest’anno alla 66esima edizione. Luigi Pallotta, Presidente nazionale della FITeL, ha così commentato: “Il premio assegnato e le proiezioni dello stesso al 'Bif&st', festival internazionale del cinema al Teatro Petruzzelli di Bari e al Festival romano del cinema indipendente del RIFF presso il

Cinema Nuovo Aquila, conferma grande consenso di pubblico e di critica sul tema degli anni di piombo”. Il regista del corto Enzo De Camillis ha riportato sul grande schermo i fatti del 5 marzo 1982, data che segna la morte del giovane studente Alessandro Caravillani, il diciassettenne frequentava il liceo Artistico di piazza Risorgimento che oggi porta il suo nome. “Sono passati trent’anni da quell’omicidio ed è importante mantenere viva la memoria su una brutta vicenda della storia italiana facendo conoscere alle nuove generazioni un passato che non dovrà più ripetersi" sottolinea De Camillis. A tal proposito un cinema di riflessione è uno strumento fondamentale per far conoscere pezzi di storia contemporanea da non dimenticare.

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Musica

Concertone del primo maggio 2012 Emozioni, lavoro, musica e spettacolo nella capitale di R.R. “La musica del desiderio: la speranza, la passione, il futuro”, lo slogan scelto dagli organizzatori del mitico “Concertone”, CGIL,CISL e UIL, tenutosi come di consueto in Piazza San Giovanni il Primo Maggio. Un grande evento che anche per quest’anno ha radunato migliaia di giovani. Mentre sull’enorme palco erano pronti esponenti della musica italiana e non, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso al Quirinale, ha parlato di “priorità, crescita e lavoro, allarme disoccupazione giovanile e suicidi, tanta pressione sull'Europa affinché apra ad una maggiore flessibilità di bilancio sugli investimenti strutturali”. Oltre a ciò, forte è stato il richiamo al governo a risolvere rapidamente la questione degli esodati e dei clamorosi ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese, il tutto accompagnato da un accorato appello alle forze politiche perché cooperino per varare presto la riforma del lavoro. Con il concerto organizzato dai Sindacati confederali nella capitale, la musica e lo show hanno avuto anche momenti di grande commozione, dal minuto di silenzio in ricordo delle tante vittime sui luoghi di lavoro (1400 morti l'anno) ai momenti di partecipazione politica, dalla presenza di Susanna Camusso per la CGIL, Raffaele Bonanni per la CISL e Luigi Angeletti per la UIL, agli appelli contro la violenza femminile, dal non modificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alla politica dei tagli e ad abbassare le tasse sul lavoro. Sullo spettacolare palco si sono susseguite poi le esibizioni di dodici "pietre miliari" del patrimonio della musica rock, supportate da un grande spettacolo "visual". Infatti, per la prima volta in assoluto sul palco del Concertone, musica ed immagini si sono

fuse in uno spettacolo unico perchè ciascuno dei dodici brani scelti è stato accompagnato dalla proiezione di video, ideati e prodotti da altrettanti registi che hanno tradotto in rappresentazioni visive le suggestioni e le emozioni suscitate dalle note. A fare da protagonista e interprete di dodici classici è stato il cast dall'orchestra sinfonica. Quest'anno Mauro Pagani, è stato chiamato sul palco della manifestazione nel triplice ruolo di arrangiatore, musicista e direttore. Il grande compositore e polistrumentista ha diretto infatti la "resident band", con cui si è esibito dal vivo durante la giornata. Altra coinvolgente esecuzione è stata quella della grande orchestra "Roma Sinfonietta".

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Musica

Venezia Festival Théodore Dubois (1837-1924) e l’arte ufficiale di Aldo Savini

Il terzo festival della stagione del Palazzetto Bru Zane prosegue a maggio con tanti appuntamenti di musica da camera e sinfonica dedicati alla produzione di Théodore Dubois e dei suoi contemporanei. Nel tratteggiare un periodo esteso e complesso come la storia della musica francese durante il Secondo Impero e la Terza Repubblica (quello che corrisponde all’attività di Dubois come compositore) si evoca quell’importante veicolo di diffusione rappresentato dalle grandi società concertistiche. Ed è a questo ambito che si ricollega il concerto del 5 maggio, alla Scuola Grande di San Rocco e affidati a illustri veterani della stagione del Palazzetto: la Symphonie n. 2 e l’Ouverture symphonique di Dubois saranno interpretate dalla Brussels Philharmonic diretta da Hervé Niquet. A un altro genere pure affrontato da Dubois, l’arte sacra, è dedicato un altro appuntamento. La musica da chiesa francese dell’Ottocento è una consumata espressione dell’arte ufficiale, intesa nel senso di “accademica” e “conservatrice”, ma al contempo la musica religiosa entra a far parte delle sale da concerto. Il 26 maggio sarà la volta dell’immancabile organo con il gradito ritorno di Pierpaolo Turetta. Interamente alle mélodies di Dubois come di Fauré e di Saint-Saëns è dedicato il concerto dell’8 maggio con L’Armée des Romantiques. Basilica dei Frari, Conservatorio Benedetto Marcello Prezzo ridotto: studenti e minori di 28 anni. Prezzi di favore sono riservati

anche a gruppi culturali, associazioni e circoli ricreativi aziendali.

La biglietteria del Palazzetto Bru Zane è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17. È aperta anche in tutte le sedi dei concerti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Telefonicamente per informazioni Palazzetto Bru Zane: + 39 0415211005 Via internet billetterie@bru-zane.com |www.bru-zane.com| www.vivaticket.it Via fax al numero +390415242049

Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française San Polo 2368 Tel 041 5211005

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Mostre

Anche Santa Patrizia fa il miracolo! Così direbbe un napoletano a cui si chiedono informazioni sulla Santa di Augusto Gallo

Tutti sanno che a Napoli si aspetta il “miracolo di San Gennaro” quale buon auspicio per la città. Il santo non fece liquefare il suo sangue nell’80 e ci fu il terremoto, antecedentemente accadde il ’44 e ci fu l’eruzione del Vesuvio. I napoletani sono anche molto devoti alla loro Santa Patrizia che il 25 agosto “fa il miracolo” facendo liquefare il proprio sangue nella chiesa a Lei dedicata a San Gregorio Armeno, centro storico della città. Non tutti sanno che la Santa è compatrona insieme a San Gennaro della città ed è anche la protettrice delle ragazze che cercano marito. La sua storia inizia a Costantinopoli. Discendente dell’imperatore Costantino fu costretta a fuggire dalla sua terra natale poiché l’allora imperatore Costante II le aveva imposto il matrimonio. La fuga fu verso Roma dove il papa Liberio le consegnò il velo virginale. Con il tempo poté tornare nella sua Costantinopoli, rinunciò a qualsiasi potere temporale, distribuì i suoi averi ai bisognosi e come ultimo atto decise di recarsi in Terra Santa per un pellegrinaggio. Una fortissima bufera marina la portò sull’isoletta di Megaride – davanti Napoli – su cui poi fu edificato il Castel dell’Ovo. Lì Patrizia si dedicò alla cura dei bisognosi e poco dopo morì di stenti e di malattie il 13 agosto del 365. Dal 1864 le spoglie mortali della santa sono state traslate nella chiesa a Lei dedicata e sono chiuse in un reliquario in oro e argento nella quinta cappella di destra nella navata. Le spoglie mortali della Santa hanno trasudato già nel XII secolo. Nella chiesa dedicata alla Santa è tradizione che le ragazze che cercano marito vadano a pregare il martedì; chi entra in quella giornata percepisce quanto sia forte il contatto tra i fedeli e la Santa, infatti nel luogo sacro si respira un’atmosfera di rarefatto misticismo che avvolge tutto e tutti, le impetrazioni delle presenti e delle suore sono capaci di impadronirsi anche degli animi più atei e razionali presenti.

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Mostre

Rovigo Echi dalla Francia nell’arte italiana tra Otto e Novecento di A. S. La mostra “Il Divisionismo. La luce del moderno” a Palazzo Roverella indaga il periodo tra il 1890 e l’immediato primo dopoguerra quando in Francia Signac e Seraut sperimentano il puntilismo dando vita al Neo Impressionismo, e in Italia gli artisti si confrontano con la scomposizione ottica dei colori complementari, creando originali effetti di luce. Con tale tecnica affrontano le tematiche del nuovo secolo, dal mutato rapporto con il mondo agreste all’evoluzione della città moderna, dalle scoperte scientifiche ai dirompenti conflitti sociali. Pittura di luce e colore ma anche e soprattutto pittura di emozioni, perchè questi artisti vogliono rappresentare l’intimità, l’allegria, i sentimenti, le passioni recependo e interpretando i valori dello spiritualismo e del simbolismo. I protagonisti storici Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo sono affiancati da Vittore Grubicy de Dragon e Plinio Novellini. Di grande interesse la rievocazione della storica Sala Divisionista della Biennale del 1914 e della Secessione Romana e non di meno della straordinaria esperienza divisionista di quegli artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà che di lì a poco sarebbero stati i protagonisti della stagione rivoluzionaria del Futurismo. Contemporaneamente a Villa Badoer di Fratta Polesine il tema della luce viene indagato sul piano delle arti applicate nella mostra “Galileo Chini. La luce della ceramica”. Galileo Chini insieme al cugino Chino Chini aveva fondato nel 1906 a Borgo San Lorenzo nel Mugello la manifattura “Le fornaci di San Lorenzo” dove oltre alle ceramiche si producevano ferri battuti e vetrate. Chini realizza una sintesi tra i modelli preraffaelliti dell’Arts&Crafts e i motivi della cultura artistica orientale derivati dal soggiorno in Siam per la decorazione della Sala del Trono del Palazzo Reale a Bangkok. Quelle di Chini sono ceramiche dalle forme aggraziate e armoniose, scintillanti per le scelte cromatiche brillanti e per i ricercati lustri metallici che fanno risaltare le decorazioni popo-

lari e floreali. Così a pavoni, salamandre, rettili si uniscono putti, ghirlande, motivi floreali ma anche disegni astrali e fregi tratti dall’iconografia orientale, proiettati nel clima culturale e artistico tutto europeo del Liberty e della Secessione Viennese.

Mostra: Il Divisionismo. La luce del moderno Sede: Palazzo Roverella, (via Laurenti 8/10). Orario: feriali 9 – 19; sabato e festivi 9 – 20. Chiuso i lunedì non festivi. Ingresso, intero euro 9 ridotto euro 7 Catalogo: Silvana Editoriale Mostra: Galileo Chini. La luce della ceramica Sede: Villa Badoer. Orario: feriali e festivi: 10 – 13, 14 – 19. Chiuso i lunedì non festivi Ingresso: intero euro 5; ridotto euro 3.Biglietto integrato:intero euro 12; ridotto euro 10.

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Mostre

Mantova ”Vincenzo Gonzaga. Il fasto del potere” di A. S. La mostra Vincenzo Gonzaga. Il fasto del potere con 80 opere, tra gioielli, dipinti, armature, incisioni, tessuti, per lo più inediti, delinea la figura di Vincenzo I Gonzaga (1562-1612), duca di Mantova e del Monferrato dal 1587 al 1612, che portò il ducato di Mantova, pur di limitata estensione e di modeste risorse, a diventare un importante centro d’arte con la corte che ostentava uno sfarzo tale da competere con quelle dei grandi sovrani italiani ed europei. La mostra evoca i fasti di un personaggio che per attestare il passaggio da un’epoca di austerità ad una di appariscente grandeur volle di sé una serie di ritratti a partire da quello dell’incoronazione ammantato di ermellino, con scettro e corona, mentre in quelli successivi volle esibire di sé, nell’abbigliamento, nelle insegne e negli ornamenti, le virtù guerresche, la raffinatezza, i titoli di gloria. Aspetti confermati anche da un’armatura brunita con borchie d’oro, monete e medaglie da lui coniate, un vessillo militare e un piatto su cui compaiono congiunti lo stemma Gonzaga e quello de’ Medici, in memoria delle nozze con Eleonora. Ampia la sezione documentaria, con libri, disegni, manoscritti e stampe dell’epoca che ricordano le feste, le musiche e i testi teatrali composti per lui, le mappe e i volumi sulle glorie del casato, le figure degli illustri personaggi che frequentavano la corte, da Peter Paul Rubens a Torquato Tasso, ospitato nel 1586 dopo essere stato liberato dalla segregazione nell’ospedale di Sant’Anna di Ferrara, oltre ai tanti attori, cantanti, musici e scrittori, tra cui Claudio Monteverdi, il quale, proprio per Vincenzo, compose l’Orfeo. In concorrenza con il re di Spagna che gli aveva conferito l’onorificenza del Toson d’oro, in occasione delle nozze del primogenito istituì l’ordine cavalleresco del Redentore, traendo ispirazione dalla reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù venerata a Mantova. In mostra è esposto il reliquiario d’oro, insieme ai superstiti capolavori di oreficeria acquisiti da Vincenzo, salvatisi da dispersioni e saccheggi, oltre alla monumentale croce donatagli dal papa Clemente VIII, la grande urna in ebano di Santa Barbara deco-

rata in oro all’interno e all’esterno e lo splendido pendente di oro, gemme, diamanti e smalti donatogli per il battesimo. Sono anche documentati gli investimenti per arricchire la reggia di sontuosi ambienti, di un teatro, di uno scientifico “giardino dei Semplici”, di opere d’arte destinate ad ampliare la “celeste Galeria”, fino alla costruzione della raffinata palazzina di caccia di Bosco Fontana e dell’imponente cittadella di Casale Monferrato. Il percorso espositivo si conclude nella reggia di Palazzo Ducale dove, per l’occasione, sono aperti tutti gli ambienti dell’appartamento di Vincenzo.

Mostra: Vincenzo Gonzaga. Il fasto del potere Sede: Museo Diocesano Francesco Gonzaga, (piazza Virgiliana, 55); Palazzo Ducale (piazza Sordello) Periodo: 18 febbraio - 10 giugno 2012 Orario: da martedì a domenica, 9.30-12.00 e 15.0017.30. Chiuso lunedì Ingresso: intero euro 6, ridotto euro 4 Catalogo: Edizioni Publi Paolini Mantova

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Mostre

Roma Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri di A. S. Alla Fondazione Roma la mostra Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri è dedicata a due grandi collezionisti italiani: Federico Zeri, critico d’arte, e Paola Santarelli, appartenente a una famiglia del mondo imprenditoriale romano. La mostra presenta in gran parte statue, grandi frammenti lapidei e bassorilievi dall’antichità all’epoca barocca a documentare gli interessi di Federico Zeri e di Paola Santarelli, i quali da diverse posizioni hanno dedicato particolare attenzione alla scultura. La Fondazione Santarelli, istituita nel ricordo dei genitori Dino ed Ernesta Santarelli, nota soprattutto per i marmi colorati, custodisce una vasta raccolta di pezzi e di reperti archeologici dall’antichità sino al ‘700. Federico Zeri (Roma, 1921 - Mentana, 1998) ha accumulato nell’arco della sua attività, senza mai disporre di grandi mezzi economici, pregiati capolavori, attenendosi alla curiosità, a un’eccezionale competenza tecnica e a una notevole familiarità col mercato dell’arte. L’evento intende illustrare aspetti dello stile, dei soggetti e dei materiali della scultura, con qualche cenno alle modalità di approccio del collezionista nei confronti dell’opera da acquisire. Per questo sono state selezionate oltre 90 opere provenienti dalle due Collezioni private e da importanti istituzioni museali, quali l’Accademia di Francia a Roma Villa Medici, l’Accademia Carrara di Bergamo e i Musei Vaticani. Il clima suggestivo della mostra è suggerito in apertura del percorso espositivo dalla Testa velata e dalla Testa di satiro capolavori entrambi di ambito romano appartenenti al I Secolo d.C. a cui segue, tra l’altro, il confronto-dialogo di grande effetto visivo tra la Ulpia Felicitas, busto femminile di Età tardo-repubblicana, e la Cerere del II-III secolo d.C., provenienti dalla Collezione Santarelli, con l’Allegoria della Virtù vittoriosa sul Vizio e l’Andromeda legata alla rupe (XVI-XVII sec.) di Pietro Bernini, entrambe a partenenti alla Collezione Zeri e provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo.

Novità assoluta dell’allestimento è l’illuminazione dinamica di alcuni pezzi, proveniente da punti differenti che consentono di apprezzare meglio la qualità dei materiali e le tecniche scultoree delle superfici e dei volumi. Conclude il percorso lo “studio dello scultore”, dove viene ricostruita la bottega di uno scultore, dotata dei materiali e dei vari strumenti di lavoro, per fornire un'idea concreta delle tecniche esecutive. All’interno della stanza sono stati collocati lavori di Gildo Pedrazzoni e Alceo Dossena, due celebri falsari romani della prima metà del Novecento.

Sopra, Testa di Dioniso su busto di Vittoria

Mostra: Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri Sede: Roma, Palazzo Sciarra (via Minghetti, 22) Periodo: 14 aprile – 1 luglio Orario: da martedì a domenica dalle 11 alle 20 Ingresso: intero euro 6, ridotto euro 4

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Mostre

Como La dinastia Brueghel di A. S.

Sopra, Pieter Brueghel il Giovane, Festa di matrimonio all’aperto Le sale della settecentesca Villa Olmo, affacciata sul lago, ospitano come prima sede la mostra “La dinastia Brueghel” che successivamente sarà trasferita a Tel Aviv, Praga e Miami. Sono esposti 70 dipinti e 30 tra disegni e grafiche, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri, tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Palais des Beaux arts de Lille, il Tel Aviv Museum of Art, il Bonnefantenmuseum di Maastricht, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il Museo di Capodimonte di Napoli, che consentono di

ripercorrere la storia e l’eccezionale talento della più importante famiglia di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo nell’epoca d’oro della pittura fiamminga. Il percorso espositivo si apre e ruota attorno al capolavoro “I sette peccati capitali” di Hieronymus Bosch (1450/60 – 1516), maestro di riferimento stilistico di Pieter Brueghel il Vecchio (1520/25 – 1569, detto Pieter Brueghel I), il capostipite e il pittore più importante della dinastia che indaga la condizione umana e del mondo in cui vive. I suoi paesaggi

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Mostre

animati da popolani e le scene di vita contadina suggeriscono una critica sarcastica dei vizi umani, mentre i proverbi e i detti popolari offrono una visione dell’umanità in modo realistico, a volte grottesco, provocatorio, tagliente, e con evidenti contenuti morali. Il primogenito Pieter Brueghel il Giovane 1564 – 1637/8, detto Pieter Brueghel II) contribuì alla diffusione delle opere paterne eseguendone copie e si distinse nella pittura di genere per un’eccellente tecnica che gli consentiva di essere austero, grave, solenne e al tempo stesso sarcastico. Dipinse figure e paesaggi molto particolari nello stile del padre ma rinnovandolo tramite una personale elaborazione. A partire dal 1616 realizzò la sua prima “festa di villaggio” che divenne il tema dominante del suo lavoro fino alla morte, documentato in mostra, da “Festa di matrimonio all’aperto”, “L’adulatore” e due eccezionali versioni di “Paesaggio invernale con trappola per uccelli”. La Dinastia prosegue con il secondogenito Jan Brueghel il Vecchio (1568 – 1625, detto Jan Brueghel I) che dopo la formazione ad Anversa viaggiò in Italia dove conobbe il cardinale milanese Federico Borromeo che divenne suo grande collezionista. La sua prima natura morta con fiori del 1615 segnò una costante dedizione a questo genere pittorico tanto che venne soprannominato “Brueghel dei fiori”. Il figlio Jan Brueghel il Giovane (1601 – 1678, detto Jan Brueghel II) alla morte del padre divenne il capo della famiglia, ne rilevò lo studio ed entrò a far parte della Gilda di San Luca, una delle più prestigiose associazioni fiamminghe di artisti ed artigiani. Jan Brueghel il Giovane ebbe undici figli, sette maschi, cinque dei quali divennero anch’essi pittori, tra cui Jan Peter Brueghel (1625 – 1680 ca.) che si de-

dicò al genere floreale e Abraham Brueghel (1631 – 1697), pittore di paesaggi e nature morte con fiori e frutta. Legato alla dinastia anche Jan van Kessel I (1626 – 1679), figlio di Paschasia, sorella di Jan Brueghel il Giovane, specializzato in dipinti di piccole dimensioni di soggetti naturalistici, soprattutto animali, insetti, uccelli e fiori e allegorie, insieme ai figli Jan II e Ferdinand. Chiudono la dinastia Ambrosius Brueghel (1617 – 1675) figlio in seconde nozze di Jan Brueghel il vecchio, pittore di allegorie e David Teniers il Giovane (1610 – 1690) che aveva sposato Anna, figlia di Ambrosius, pittore di scene di genere d’interno in taverne e di vita agreste.

Sopra, Pieter Brueghel il Giovane, Allegoria d’amore Mostra: La dinastia Brueghel Sede: Como, Villa Olmo Periodo: 24 marzo – 29 luglio 2012 Orario: da martedì a giovedì: 9 – 20; da venerdì a domenica: 9 – 22. Lunedì chiuso Ingresso: intero euro 10, ridotto euro 8, scuole euro 5

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Mostre

Venezia Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione di A. S.

A quasi un secolo dalla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1910, Gustav Klimt, di cui ricorre il 150° della nascita, torna in laguna da protagonista di una straordinaria esposizione al Museo Correr dal titolo Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione. Oltre ad un ciclo di dipinti, rari disegni, mobili e raffinati gioielli, la mostra presenta elaborate ricostruzioni e documenti storici riguardanti la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Wiener Secession (Secessione Viennese), che ebbe tra i suoi protagonisti di rilievo personaggi come George Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser, e soprattutto l’amico di tante avventure intellettuali e progettuali Josef Hoffmann. Klimt conosce a Vienna Josef Hoffmann, architetto e interior designer, e in breve tempo l’artista e l’architetto condividono insieme incarichi, clienti, amici ma soprattutto la tensione verso il Gesamtkunstwerk, l'opera d'arte totale, che trova la realizzazione nel Fregio di Beethoven (1901-1902) e nelle decorazioni di Palazzo Stoclet a Bruxelles, progetti entrambi presenti al Correr. La mostra racconta quindi l’intesa tra questi pionieri del Moderno, per i quali architettura, pittura e arti applicate si mescolarono fino a diventare arti tra loro inscindibili. Il percorso espositivo riunisce, tra l’altro, per la prima volta insieme la Giuditta I (1901) e la Giuditta II (1909), acquistata alla Biennale del 1910 per la Galleria Nazionale Moderna di Ca’ Pesaro, oltre ad alcuni capolavori provenienti del Belvedere di Vienna, l’istituzione proprietaria della più consistente collezione di opere di Klimt, e altri provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui Lady davanti al camino (1897/98), Gli amanti (1901/1902), Hermine Gallia (1904) e Il Girasole (1907). Gustav Klimt figlio di un orafo incisore nasce nel 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna. Nel 1876 si iscrive alla Scuola di arti e mestieri del

Sopra, G.Klimt, Giuditta I

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Mostre

Museo austriaco per l'arte e l'industria e inizia la sua carriera realizzando decorazioni pittoriche in diversi edifici pubblici. La decorazione per l'aula magna dell'Università di Vienna provoca aspre critiche da parte delle autorità viennesi che gli contestano il contenuto erotico. Allo stesso modo è considerato osceno il grande fregio decorativo per la sala che ospitava il monumento a Beethoven, opera di Max Klinger. Nel 1897 è tra i fondatori della Wiener Secession (Secessione Viennese), di cui è primo presidente. Tra il 1905 e il 1909 realizza il prezioso mosaico per la sala da pranzo del palazzo Stoclet di Bruxelles, sperimentando le innovazioni decorative dell'Art Nouveau e ispirandosi ai mosaici bizantini, studiati a Ravenna. Muore a Vienna nel 1918.

Sinistra, G.Klimt, Giuditta II Mostra: Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione Sede: Museo Correr Periodo: 24 marzo – 8 luglio 2012 Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19 Ingresso: intero euro 12, ridotto euro 10

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Mostre

San Marino Da Hopper a Warhol. Pittura americana del XX secolo di A. S. Un’esposizione completa di pittura americana del XX secolo per la prima volta in Italia. Ad oggi, solo, di tanto in tanto, qualche mostra monografica. E’ quella composta da una ventina di opere che si rifanno a l’intero periodo temporale del secolo scorso in esposizione a San Marino. La rassegna che non ha ovviamente, dato il numero esiguo di opere, l’ambizione di essere completa, si presenta comunque come la prima circostanza in cui, attraverso nomi celebri, viene esaminata e raccontata la vicenda pittorica statunitense lungo tutto lo scorrere del secolo. "Da Hopper a Warhol. Pittura americana del XX secolo a San Marino", curata da Marco Goldin, è proposta a Palazzo SUMS (in parallelo alla grande mostra riminese "Da Vermeer a Kandinsky. Capolavori dai musei del mondo a Rimini"). La mostra sammarinese presenta i tanti momenti fondamentali, ad iniziare dal realismo di Edward Hopper da un lato e di Thomas Hart Benton dall'altro, fino all'esperienza particolare di Giorgia O'Keeffe. Artisti che rendono la rassegna già singolare dall’inizio, con il realismo adamantino e stordente di Hopper, la cosiddetta visione regionale di Benton e la secchezza in cui si mescolano descrizione e metafisica della O'Keeffe. Alla peculiarità della prima parte segue quella, memorabile, dell’ astrazione americana. Distinta in mostra tra una parte più gestuale e una in cui il colore pare distendersi libero e indicare anche il senso della costruzione e della forma. Tutti gli artisti più celebri vi sono compresi, a cominciare ovviamente da quello di Jackson Pollock, in mostra con due grandi tele, la prima del 1949 e la seconda del 1952. Poi ancora Franz Kline, con il suo migliore grande dipinto del 1960. Su una raccolta intermedia si giocano i quadri inclusi nell’esposizione di un autore straordinario che lavora sul segno declinato nella grande superficie spesso quasi monocroma. E' il caso di Arshile Gorky che più di altri ha saputo offrire il fascino di una scrittura che si mescola alla materia di un colore solidificato.

Sempre nella mostra, si possono ammirare i lavori di Mark Rothko, Sam Francis e Morris Louis. Dai diversi punti di vista, insistono sulla meraviglia di una tessitura che si fa incanto, prospettiva e spesso anche silenzio. Non potevano, ovviamente mancare le opere dei due più grandi rappresentanti della Pop Art, Andy Warhol e Roy Lichtenstein, a cominciare da una celebre versione, del primo tra i due, di Jacqueline Kennedy (Jakie, 1964), realizzato nel pieno del clima storico della Pop. L’esposizione si chiude, infine, con l'omaggio al maggiore pittore americano che si riconnette straordinariamente al realismo di Hopper. Il grande Andrew Wyeth, le cui facciate di case di provincia bianchissime nella luce del sole sono la quintessenza della visione ancora eroica della pittura. L'ultima immagine della rassegna è un grande quadro di Keith Haring, uno dei più celebrati artisti americani degli ultimi decenni. La mostra in questione è realizzata grazie al prezioso aiuto in termini di prestiti di poche, prestigiosissime realtà statunitensi: il Museum of Fine Arts di Boston, il Wadsworth Atheneum di Hartford, la Terra Foundation for American Art di Chicago, la Broad Art Foundation di Santa Monica e l'Adelson Gallery di New York. Mostra:"Da Hopper a Warhol. Pittura americana del XX secolo a San Marino", Repubblica di San Marino, Palazzo SUMS, 21 gennaio - 3 giugno 2012: Orario: da lunedì a venerdì: 10 - 18; sabato e domenica: 10 - 19. Ingresso: intero euro 5, ridotti euro 3. Ulteriori sconti a chi visita anche le mostre organizzate da Linea d'ombra a Rimini ("Da Vermeer a Kandinsky. Capolavori dai musei del mondo a Rimini" ) e al Palazzo Ducale di Genova ("Van Gogh e il viaggio di Gauguin"). Informazioni e prenotazioni: www.lineadombra.it tel. 0422.429999 biglietto@lineadombra.it

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Cral e territorio

“Terra Futura”, anche quest’anno Fitel alla Mostra Convegno Internazionale delle buone pratiche di sostenibilità di R. R.

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ibattiti, rassegna di progetti, servizi concepiti secondo i principi della sostenibilità, e ancora workshop, eventi, premiazioni, laboratori e spettacoli. E’ quello che propone la IX edizione di Terra Futura che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 25 al 27 maggio 2012. Terra Futura è la grande mostra-convegno che vuole dare visibilità alle “buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica e ambientale per mettere in rete le realtà che già utilizzano e sperimentano modelli innovativi in questi ambiti: dalla scelte quotidiane alle relazioni sociali, dal sistema economico e finanziario a quello produttivo, dalla tutela dell’ambiente all’amministrazione della cosa pubblica. In epoca di pesante riduzione della spesa pubblica, degli stipendi e dei servizi essenziali che rischiano di acuire ulteriormente le difficoltà economiche vissute dai cittadini in questi ultimi tempi, le questioni affrontate alla mostra convegno Terra Futura sono molteplici e toccano gli aspetti della vita dei singoli individui, coinvolgendo istituzioni, aziende e l'intera società civile in un percorso di sensibilizzazione complessivo. Nell'edizione 2012, troveranno spazio tutte quelle realtà che si occupano di sostenibilità sociale, economica e ambientale, volontariato, diritti umani, sussidiarietà, welfare partecipativo, finanza etica e cooperazione internazionale. Per la seconda volta, anche quest’anno, la Fitel con i Cral sarà protagonista a “ Terra Futura”, con un proprio stand, accanto alle Organizzazioni che operano nel sociale senza fini di lucro, in particolar modo con le associazione “Borghi più belli d’Italia” e

il FAI con cui svilupperà un dibattito e presenterà le convenzioni recentemente stipulate. Le strutture che investono nel settore, le istituzioni, responsabili di scelte politiche determinanti, saranno protagoniste di Terra Futura, in compagnia del numeroso pub-

blico di visitatori che, da sempre, affollano il luogo ideale d’incontro e confronto per scambiare idee, proposte e spunti di riflessione.

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Cral e territorio

Servizio Civile Nazionale, rischia la scomparsa Riduzione dei fondi stanziati di R. R.

"Quale riforma per il Servizio Civile Nazionale: proposte a confronto", il tema della Tavola rotonda che si è svolta, il 20 marzo scorso, presso la Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Occasione per porre le basi di un proficuo dibattito tra i tanti Enti e Associazioni del Servizi Civile su un tema di estrema importanza per l'educazione e la formazione dei nostri giovani. In base ai dati forniti, un’esperienza, quella del Servizio Civile Nazionale, fino ad oggi, scelta volontariamente da circa 300.000 giovani. Negli ultimi anni più parti politiche hanno ravvisato la necessità di revisionare l'istituto del Servizio civile, presentando in Parlamento varie proposte di legge di riordino della materia. Il Ministro Andrea Riccardi, competente per la materia, intervenendo all’iniziativa ha sottolineato che: "Ora, questo prezioso strumento di cittadinanza, che molti Paesi europei ci invidiano, rischia di scomparire a seguito dei tagli effettuati dal 2008 ad oggi, che hanno comportato la riduzione del numero dei volontari avviati al servizio dai 45.890 del 2006 ai 15. 939 del 2011. Gli stanziamenti in soli 5 anni sono diminuiti passando dai 296 milioni di euro, per l'anno 2007, ai 68,8 milioni di euro per l'anno in corso. Di conseguenza, l'avvio al servizio dei volontari selezionati per il bando 2011 e avviati al servizio nell'anno 2012, comporta non solo l'utilizzazione dell'intero stanziamento dell'anno in corso, ma anche l'impegno di 40 dei 76 milioni di euro previsti per il 2013. E' chiaro che, se tale limitazione divenisse la norma, significherebbe limitare non poco la portata innovativa del Servizio Civile che si caratterizzerebbe sempre più come un'offerta rivolta solo a pochi." Ancora nell’intervento il ministro ha dichiarato che per far sì che il servizio civile sopravviva: "bisogna vincere una battaglia culturale nel nostro Paese, portandola in tutte le sedi possibili affinché l'opinione pubblica italiana diventi consapevole dell'importanza di questa esperienza". Il primo passo sarà "aprire un tavolo serio" interministeriale tra Welfare e Economia per "vedere come rifi nanziare il Servizio Civile Nazionale". Come Fitel, a proposito dell’importanza del Servizio Civile, ci pare indicativo riportare di seguito il testo di una lettera pervenutaci da parte di un giovane, ex volontario del Servizio Civile Nazionale, che ha inoltrato al Presidente del Consiglio Monti.

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Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio Mario Monti Mi chiamo Federico Pinnisi e sono un giovane cittadino italiano di 30 anni, residente a Novara. Nel 2006 ho avuto l'occasione e la possibilità di svolgere il Servizio Civile Volontario all'interno del progetto "Caschi Bianchi" a Santiago del Cile, condividendo la vita delle persone escluse dalla società e collaborando in loco ai progetti dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Questa esperienza è stata per me, e di riflesso anche per la mia famiglia e i miei amici molto intensa, mi ha messo di fronte alle mie paure, mi ha suscitato molte domande ma al contempo mi ha reso consapevole delle mie capacità e aperto il cuore e la mente verso persone che ho incontrato in questo percorso. Ho potuto vedere con i miei occhi che il mondo può essere differente, non solo incentrato sulla produzione e l'efficienza, ma anche, e soprattutto, sulle relazioni umane, sull'attenzione agli ultimi, sul costruire insieme una vita a misura dell'Uomo, sensibile verso chi ha disabilità, sofferenze o solitudini. Oggi lavoro per uno sportello di orientamento al lavoro e quotidianamente incontro persone senza occupazione e tra loro molti giovani che finiti gli studi sono alla ricerca, non solo di un lavoro adeguato alle loro competenze e capacità, ma anche di esperienze che riempiano di senso la loro vita. Per anni il ritornello dei mass media è stato che i giovani erano senza valori, poi si è scoperto che anche loro hanno a cuore la famiglia, il lavoro, la collettività, l'essere responsabili di uno Stato o meglio ancora di un Mondo del quale sono chiamati a prendersi cura. 300.000 ragazze e ragazzi negli ultimi 11 anni hanno scelto di dedicare un anno della loro vita per svolgere il Servizio Civile, a fronte di un numero di richieste che è stato tre volte superiore ai posti disponibili. Molti di questi giovani, grazie a questa esperienza, hanno maturato scelte di percorsi di studio o professionali orientate alla cura dell'Altro, nel senso più ampio del termine. Altri ancora hanno continuato con la vita che fatta fino a quel momento imparando però a ricondurla all'interno di un contesto più ampio del proprio piccolo mondo. Una cornice che ora abbraccia la nazione, a volte persino l'intero mondo. Nonostante ciò, se non verranno stanziate ulteriori risorse, si sta decretando, a partire dal prossimo anno, la fine del Servizio Civile Volontario, ossia la fine di quell'esperienza che per molti è stata la propria piccola goccia per la costruzione di un mondo di pace, fratellanza e giustizia. Qualche giorno fa un prete di Novara, direttore spirituale del seminario, durante un ritiro ha detto una frase molto significativa: "La Bellezza, le cose belle, il bello che c'è nel mondo e nelle persone, salverà il Mondo". La Bellezza però non possiamo dimenticare che va coltivata, curata come la rosa del libro "Il Piccolo Principe". Invece la nostra nazione quest'anno spenderà 23.000.000.000 di € per la difesa armata del paese e dei suoi interessi. La guerra è l'antitesi della Bellezza, è l'abbruttimento delle persone, delle cose, è la perversione dei gesti e dei sentimenti. Decidere di investire sugli armamenti azzerando le risorse per il servizio civile è il segno della rinuncia a investire su quella forma essenziale di difesa e coesione sociale, oltre che forma di solidarietà nazionale e internazionale, che rappresenta la vera salvezza per il paese nel futuro. Ai giovani, al futuro del nostro paese, non può essere negata questa opportunità. Se oggi mi rivolgo a Lei, che di generazioni di giovani ha avuto occasione di incontrarne parecchie nei suoi anni di docenza universitaria, è perché mi ostino a credere che abbia a cuore il loro futuro, così come il nostro, e che farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per consentire la prosecuzione del servizio civile italiano. RingraziandoLa per il tempo che mi ha dedicato La saluto. Federico Pinnisi


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Nir Baram, Brave Persone di R. T. Chi sono le brave persone del titolo? Siamo tutti noi quando ci troviamo a vivere in circostanze normali. Ma cosa succede quando il contesto in cui operiamo diventa straordinario? Quante di noi brave persone si mostrano anche buone persone? Molto poche a giudicare dal consenso di massa che hanno avuto i regimi efferati che hanno caratterizzato il novecento e che proprio sulla connivenza di tante normali brave persone hanno fondato il loro successo e il loro potere. Di questo parla il libro straordinario di Nir Baram che sulla storia di due brave persone, un tedesco che vive negli anni della Germania hitleriana e una russa che vive negli anni del regime staliniano, costruisce e disvela i meccanismi che hanno reso possibile, e sempre possono rendere possibile, l’annullamento del diritto e l’instaurazione di un potere di vita o di morte esercitato su intere popolazioni fino all’annientamento fisico del popolo ebraico e del popolo rom. Il protagonista è Thomas Heiselberg, un ricercatore di mercato brillante ed ambizioso che a Berlino, negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale, è impegnato a far carriera nella filiale tedesca e polacca di una multinazionale americana. Il suo successo si incentra sull’elaborazione di un modello nazionale tedesco e polacco, cioè sul profilo psicologico del tedesco e del polacco medio, del consumatore medio diremmo oggi, su cui basare campagne pubblicitarie commissionate dai vari produttori. Quando la guerra scoppia, la multinazionale americana è costretta a chiudere e il nostro ricercatore si ricicla presso il ministero degli Esteri del Reich perfezionando il modello nazionale polacco sulla base delle esigenze dei nuovi datori di lavoro che sono quelle di individuare tutta l’intellighenzia polacca per sterminarla al momento dell’occupazione e spartizione della Polonia sulla base dell’accordo russo-tedesco, di depotenziare su questa base la possibile opposizione del resto della popolazione oltreché, naturalmente, di deportare tutti gli ebrei. Pulita la Polonia Heiselberg

si rende disponibile per elaborare il modello nazionale bielorusso e così via. Poco importa se è del tutto inventato, poco importa se in fondo è contra-

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rio, Heiselberg continua a sfornare modelli anche se ne vede l’applicazione distruttiva di intere popolazioni. Il proprio benessere e successo prevale. L’altra protagonista del romanzo è Alksandra Andreevna Weisberg, giovane ebrea di Leningrado, cresciuta in una famiglia di intellettuali frequentata da poeti e scrittori e lei stessa aspirante poeta, che per bassi sentimenti di gelosia comincia con il denunciare alla polizia politica, il famigerato NKVD, una famosa poetessa, per continuare con tutta la cerchia di amici e infine con i propri genitori e fratelli che saranno tutti deportati. Su questo si baserà la sua ascesa all’interno della polizia politica fino a che saranno chiare le conseguenze disastrose delle sue scelte senza che sia possibile più porvi rimedio. I due si incontreranno per l’incarico comune di organizzare una parata che glorifichi l’anniversario dell’alleanza tedesco-sovietica ma entrambi verranno beffati dall’invasione improvvisa dell’Unione sovietica da parte della Germania. Thomas e Alexandra sono solo due piccoli esempi nel meccanismo del consenso alla base di due terribili regimi dittatoriali. Ma è sulla moltiplicazione degli esempi insignificanti che i due regimi hanno basato il loro potere e la conseguente devastazione. “Ciò che mi interessava capire – dice l’autore – è come e perché la gente comune ha collaborato con i regimi totalitari. Ripeto: la gente comune, non i cattivi, i perfidi, gli stupidi…”. Ma perché le “Brave persone” del titolo? Continua Baram: “Sono loro, Thomas e Alexandra, che si consideravano così, brave persone, alle prese con il minor male possibile, attraverso una serie di giustificazioni, scuse, sguardi rivolti altrove. Così, pur essendo singolarmente brillanti e intelligenti, non vogliono vedere il significato delle proprie azioni e diventano responsabili della morte di migliaia di persone. L’ironia del titolo nasce dalla consapevolezza con cui hanno organizzato le loro coscienze, proteggendole e non capendo la vera natura delle loro azioni”. La banalità del male di Hanna Arendt è purtroppo d’obbligo. Nir Baram è nato a Gerusalemme, in Israele, da una famiglia molto nota di politici. Sia suo nonno che suo padre sono stati ministri del partito laburista israeliano. Nel 1988, dopo aver assolto all’obbligo di leva, ha pubblicato il suo primo romanzo, “Purple love story” che ha riscosso un grandissimo successo

Nir Baram

soprattutto tra le giovani generazioni. Baram è diventato poi opinionista, recensore e giornalista per “Maariv”. Nel 2003 ha pubblicato, insieme al professor Shlomo Zand, sempre per il giornale Maariv, una serie di editoriali in cui chiedevano un cambio nella struttura della cittadinanza nello Stato di Israele attraverso il riconoscimento di uguali diritti per i palestinesi e i lavoratori stranieri. “Brave persone” è il suo quarto romanzo che gli è valso l’ “Eskol Award” oltre all’accoglienza entusiasta di due grandi scrittori come Abraham Yehoshua e Amos Oz. Sarà pubblicato negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, Francia e Spagna. Nir Baram – Brave persone Ponte alle Grazie, euro 22,00

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Sabrina Pesce, Con gli occhi di una donna di Alfonzo Coppola Con gli occhi di una donna è la prima prova letteraria di Sabrina Pesce, Responsabile Coordinamento Donne Cisl, Federazione Università. Il testo, condotto in maniera leggera e fresca, introduce il lettore a pieno titolo nella vita della protagonista, Sara, una giovane sindacalista che, in una mattinata normale, alle prese con il traffico cittadino, fa il resoconto del suo percorso sindacale. Sara è una donna, come tante, che ha deciso di mettersi in gioco in quella che è una realtà prettamente maschile. Vive con passione, emozioni e sensibilità, una sensibilità che le fa comprendere le difficoltà che una donna vittima di stalking trova di fronte a sè. Il libro coinvolge ed appassiona e mai trapela da esso alcuna forma di giudizio. Lo sguardo indagatore dell’autrice non si percepisce, assente è la sua capacità di giudicare. “Con gli occhi di una donna”, un modo leggero di iniziare a capire quelli che sono i vari comparti sindacali, ben analizzati e ben costruiti sintatticamente così da essere parti integranti del testo, trasmettendo, pertanto, al lettore come il sindacato sia parte viva della protagonista. Un libro per tutti: giovani che vogliono conoscere questo mondo avvicinandosi con una prosa leggera e travolgente, uomini che vogliono capire cosa spinga, effettivamente una donna a vivere questa realtà, donne che vivono questa realtà con il loro cuore, la loro intelligenza, i loro occhi.

Al via il Salone del Libro a Torino di R.T. Dal 10 al 14 maggio si svolgerà a Torino la 26esima edizione della più importante fiera editoriale d’Italia. Un’edizione da non perdere dedicata alla “Primavera digitale” che vedrà dunque l’ingresso di Amazon, Sony, Nokia e Trekstore, colossi internazionali dell’Hi-Tech. Due i paesi ospiti: la Spagna e la

Romania. Arriveranno così dalla Spagna scrittori molto amati anche in Italia come Javier Cercas, Fernando Savater, Enrique Vila-Matas, Ildefonso Falcones, Bernanrdo Atxaga e Alicia Giménez Bartlett, mentre dalla Romania si attende l’arrivo di Norman Manea. Dello stesso livello gli ospiti internazionali: tra gli altri l’americana Elizabeth Strout, l’inglese Patrick McGrath, il tedesco Hans Magnus Enzensberger, e ancora Luis Sepulveda e Tahar Ben Jelloun. Chi vincerà nella sfida non dichiarata ma feroce tra il colosso di Seattle e le case editrici?

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