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Tempo Libero

Giugno - luglio 2012 anno 11°- n. 72

Cultura, sport, turismo, servizi

Opere artistiche di studenti e studentesse per non dimenticare le vittime innocenti negli anni del terrorismo 2° Conferenza Nazionale di Organizzazione FITeL FITeL a “Terra Futura” per la sostenibilità Iscrizione al tribunale di Roma nel Registro della Stampa n. 76/2008


Sommario Editoriale Luigi Pallotta

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XVI edizione Festival del Teatro Sociale di Giovanni Ciarlone

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ATTUALITA’ FITeL a “Terra Futura” per la sostenibilità di Rossella Ronconi 5 Comitato contro il gioco d’azzardo di Pasquale Ruzza 7 Il sottosegratario Polillo: “la crisi? rinunciate ad una settimana di ferie” 9 Il G20 messicano di Silvana Paruolo

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TURISMO Turismo sociale e associato, in Italia è boom di Alfredo Magnifico La gran parte dei turisti “viaggia” online di R. R.

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SPORT E BENESSERE Tai Chi Chuan: arte del benessere e della longevità di Augusto Gallo 15 Cicloturistica “I Borghi più belli d’Italia”

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FORMAZIONE Formazione a distanza con sistema di videoconferenza

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AMBIENTE E NATURA Terremoto: la FITeL aderisce all’iniziativa CGIL, CISL, UIL di R. R. 18 Cani e gatti obesi di P. R 19 Contrastare l’abbandono degli animali di R. R.

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CULTURA Opere artistiche di studenti e studentesse per non dimenticare le vittime innocenti del terrorismo di Fabiana Pampanini 20 L’arte più antica del mondo va verso i giovani di A. G.

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MUSICA Concertone per l’Emilia, incasso in beneficienza di F.P. 22 Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra di Aldo Albano

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MOSTRE Aosta, museo archeologico regionale di Aldo Savini

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Firenze, di qua e di là dell’Atlantico di A. S.

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Foligno, un protagonista dell’arte concettuale di A. S.

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Chieti, lo splendore dell’argento di A. S.

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Tortona, il divisionismo di A. S.

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Perugia, i graziosi corpi da parer vivi di A. S.

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Reggio Emilia, tra orrore e pietà di A. S.

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Venezia, la nobiltà degli antichi mestieri di A. S.

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Caserta, stupende vedute e fastose scenografie di A. S. 34

CRAL e TERRITORIO Il mondo del dopolavoro fra rilancio e crisi di A. M.

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FITeL e Cral, sport amatoriale come politica di inclusione sociale e socializzazione di R.R.

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“Laghidivini”, il festival dei vini

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Voglia di Aggregazione a Pozzuoli di Pasquale Amoroso

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CINEMA Il primo uomo di Gianni Amelio di Rita Tomassini

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Diaz. La democrazia interrotta di Loretta Masotti

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Catturare i sogni con la settima arte di L. M.

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Un atto d’amore nei confronti del cinema di L. M.

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ENOGASTRONOMIA Focaccia pugliese

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Pomodoro in estate appena colto

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LIBRERIA Giulio Pastore di A.M.

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Oh mia patria di Adriana Argentini

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Tempo Libero Cultura, sport, turismo, servizi

Direttore Direttore Responsabile Capi Redattori

Luigi Pallotta Rossella Ronconi Aldo Albano Rita Tomassini

Redazione

Teresa Blandamura Giovanni Ciarlone Alfredo Magnifico Luigi Maiello Pasquale Ruzza Ferruccio Valletti

Anno 11° giugno-luglio 2012

A questo numero hanno collaborato Pasquale Amoroso, Adriana Argentini, Augusto Gallo, Loretta Masotti, Fabiana Pampanini, Silvana Paruolo, Aldo Savini, Direzione e Redazione C/o FITeL - VIA SALARIA, 80 - 00198 Roma tel. 06.85353869 fax 86.8546541 E-mail: nazionale@fitel.it www.fitel.it


FITeL

Editoriale di Luigi Pallotta

Crisi economica, estate calda per gli italiani Diminuiscono le famiglie italiane che vanno in vacanza

Stiamo affrontando una estate molto calda sotto il profilo climatico e altrettanto calda sotto quello politico. La crisi economica che colpisce l’italia è lontana dall’essere sconfitta e si ripercuote drammaticamente sui redditi delle famiglie provocando problemi occupazionali sempre più acuti e marginalizzando le nuove generazioni che vengono progressivamente escluse dall’accesso al lavoro. In questo scenario si è inserita l’uscita estiva del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti che vuole addebitare alla concertazione fra le parti sociali la responsabilità dei mali del nostro Paese. Si accusa la concertazione di aver favorito solo interessi di parte e si dimentica il grande ruolo che essa ha avuto nel ‘92 con un Paese sull’orlo della bancarotta. Si dimentica che fu solo grazie alla concertazione ed alla introduzione della politica dei redditi che l’Italia riuscì ad entrare nell’euro.

Tornando ai temi di questa calda estate e alla missione della nostra organizzazione, dobbiamo segnalare che anche quest’anno continuano a diminuire le famiglie in grado di andare in vacanza. Secondo le valutazioni di alcuni istituti di ricerca saranno oltre 21 milioni gli italiani che non potranno permettersi le ferie estive. La crisi economica dunque sta modificando anche le abitudini sul terreno delle vacanze e sono sempre più numerose le famiglie che riducono questo costo rinunciando ad un diritto come quello del riposo. La FITeL ritiene che questa tendenza vada combattuta, che la domanda di “tempo libero” vada estesa e tutelata non solo per rispondere alla domanda delle famiglie di lavoratrici e lavoratori ma anche per contribuire alla ripresa del nostro Paese rilanciando il settore turistico e culturale che tanto può contribuire per la ripresa del nostro paese sia in termini di prodotto interno lordo che di rilancio

dell’occupazione. Su questo terreno la FITeL sta facendo uno sforzo importante realizzando accordi di collaborazione, ad esempio con i “Borghi più belli d’Italia” e con il “ FAI” tesi a rilanciare le bellezze del nostro Paese, creare opportunità occupazionali, consentire vacanze a costi sostenibili per i lavoratori ed i pensionati.

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FITeL

Dall’8 al 15 settembre 2012 La XIV edizione del Festival del Teatro Sociale “Proscenio Aggettante” A presiedere la giuria Massimo Wertmuller di Giovanni Ciarlone

L’appuntamento è ormai di quelli maggiormente attesi da pubblico e stampa. La XIV a edizione di “Proscenio Aggettante”, il Festival del Teatro Sociale che va in scena a Castrocaro dall’8 al 15 settembre 2012, rappresenta infatti un evento di respiro non solo locale, un momento di bilancio, di analisi e confronto fra le migliori compagnie a livello nazionale specializzate in teatro amatoriale. Come sempre, con grande attenzione sono state vagliate le proposte pervenute numerose dalle diverse regioni, dal dipartimento culturale della FITeL, in collaborazione con la direzione artistica della manifestazione. Anche quest’anno alcune regioni hanno consolidato i loro eventi regionali ed espresso i vincitori che accedono di diritto alla rassegna di Castrocaro. E di amatoriale il teatro portato sul palcoscenico delle Terme di Castrocaro ha davvero ben poco, basti pensare alla grande professionalità degli attori protagonisti, ai testi con i quali si misurano, alla giuria, quest’anno presieduta dal celebre attore Massimo Wertmuller, che li seguirà sera dopo sera per l’assegnazione dei premi finali. Organizzata dalla FITeL (Federazione Italiana tempo Libero CGIL-CISL-UIL) la manifestazione continua di anno in anno a stupire per l’abilità di rinnovarsi e di non ripetersi, propria spesso di chi si cimenta in un’attività con la leggerezza dell’“amatorialità”, semplicemente per il piacere di divertirsi e di divertire il pubblico. E la cornice è sempre quella delle grandi occasioni, il Padiglione delle Feste di Catrocaro Terme, un luogo nel quale la magia del teatro trova una collocazione perfetta.

Ad aprire i battenti sabato 8 settembre alle 21 sarà la Compagnia il Cerchio Invisibile (Fabrica di Roma, Viterbo – FITel Lazio) con il celebre testo eduardiano “La grande magia” per la regia di Sandro Nardi. Uno spettacolo con situazioni esilaranti che utilizzando la metafora del “clown augusto” e del “clown bianco” propone un “Eduardo” nuovo, fresco e attuale, attraverso la rielaborazione di un testo tra i meno conosciuti al grande pubblico, che narra una storia, forse banale ma alquanto surreale, di una gelosia amorosa, che offre però lo spunto per trattarla in modo “alto” e mettere in evidenza gli stati emotivi dell’uomo che spesso non accetta una verità nuda e cruda. Con alchimie semplici ma efficaci il regista sa creare delle atmosfere che guidano gli attori in un viaggio metafisico che spesso diventa irreale, dove il gioco prende forza e coinvolge accompagnano il pubblico nello svolgimento di una storia in cui il protagonista viene guidato verso una lucida pazzia dal Prof. Otto Marvuglia, mago di dubbia fama, che lo conduce involontariamente ad uno scontro interiore che non lascia vincitori. Il tutto attraverso un finto e improbabile gioco d’illusione, inventato dal mago, che lo porta a conoscere una amara verità: spesso l'uomo preferisce vivere nell’illusione pur di non perdere il proprio equilibrio, accettando la concretezza per vivere serenamente e far finta di nulla. Si procede il 9 settembre con un testo chiave dei classici, l’Aulularia di Plauto, nella rivisitazione della Compagnia Teatrale del CRUT – Università di Trieste FITeL Friuli Venezia Giulia e FVG. “La cassetta”, con la regia di Giorgio Amodeo, narra la vicenda di Euclione, una vedova scorbutica e taccagna che si finge povera e

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derelitta, ma intanto nasconde un grosso tesoro che tiene segretamente sepolto dentro una cassetta nel giardino di casa. Naturalmente è convinta che tutti cerchino di rubargliela, visto che la vicina Eumonia si è già insospettita, così non si fida di nessuno, compresa la sua servitù. Ma proprio tra le quattro mura della sua casa, il suo fedele segretario Liconide ha già conquistato il cuore della figlia Fedria, che Euclione sperava di far sposare con qualche ricco benestante per non dover pagare la dote. Si prosegue poi con il Laboratorio teatrale del Circolo Lavoratori Terni – Associazione Cult 20chiavi - FITel Umbria, che il 10 settembre presenta “Condominio Feydeau” liberamente tratto da G. Feydeau con la regia e l’adattamento di Ferdinando Vaselli e Roberto Proietti Barsanti. Condominio Feydeau è il luogo dove si svolgono le vicende di questa sgangherata commedia degli equivoci. Due atti unici che intrecciano in parte i loro personaggi basate sui ritmi forsennati della comicità e su una sapienza della scrittura che diventa una partitura musicale stordente come il ritmo di un can can. I personaggi divertenti e surreali, sempre sopra le righe, nascondono una loro tragicità proprio perché incapaci di vedere al di là del loro piccolo mondo borghese. Un’agenzia di onoranze funebri è invece al centro dello spettacolo “Rider Mortis” messo in scena l’11 settembre dall’associazione culturale Dimidimitri – FITel Piemonte. Scritto da Giuseppe Sinatra e Marco Migliavacca e diretto da Giuseppe Sinatra e Francisco Obregon, il testo gioca su interminabili equivoci e gags del protagonista Bertrand, impiegato dell’agenzia, che dinanzi ad un lavoro che richiede la massima affidabilità, come occuparsi delle esequie del Re, creerà situazioni in un crescendo di comicità fino all’inaspettato epilogo. Alla base de “Il peso dell’aria”, il testo di Mirko di Martino per la regia di Renato Soriano messo in scena il 12 settembre da Noi RSea Produzioni - FITeL Lombardia, vi è una spietata analisi dell’animo umano. Lo spettacolo narra una storia realmente accaduta in un paese della Polonia. Una verità scomoda da accettare, dove l’animo umano mostra tutta la sua violenza irra-

zionale. Una realtà negata, la meschinità della gente, la poca memoria. Una rappresentazione teatrale con i due attori protagonisti che sciolgono lentamente le loro emozioni, i loro sensi di colpa. Fino a che l’esasperazione mette l’uno nei panni dell’altra e la situazione si ribalta. Una lotta estrema per la scoperta e l’accettazione della verità. Si prosegue poi con la Compagnia "Il Dirigibile", composta integralmente da ospiti e operatori del Centro Diurno Psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche U.O, di Psichiatria dell'AUSL di Forlì, che il 13 settembre presenterà "Uno spettacolo sciuè sciuè". Al centro de! testo, sceneggiato e diretto da Michele Zizzari, una sgangherata compagnia di teatro alle prese con il difficile compito di allestire uno spettacolo. Ma i! protagonismo degli attori, i luoghi comuni dettati dai media e dalla pubblicità e l'incertezza del regista producono solo un'accozzaglia di frammenti animati dall'esibizionismo, dall'onnipresenza dei refusi televisivi e dalla banalità. Uno spettacolo squinternato metafora della condizione di estrema confusione valoriale e progettuale in cui si dibatte l'umanità contemporanea. Uno smarrimento cui né la tecnica, né la scienza, né l'arte, né la politica riescono a dare risposta e dove consapevolezza, nuovi stili di vita e liberta d'espressione faticano a emergere, sviliti dalla pressione omologante di una cultura. A chiudere “Proscenio aggettante” 2012 sarà la complicata vita di Mario Rossi, il taxista protagonista di “Taxi a due piazze” di Ray Cooney, regia di Luigi D’Andria. Sposato contemporaneamente con due donne grazie ad una precisa pianificazione di turni e orari di lavoro, e al lavoro di entrambe le mogli, Mario riesce per due anni a vivere nascondendo la verità: ovviamente la prima moglie non sa dell’altra e viceversa. Tutto si complica quando, per salvare un’anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale. Quello che segue è una serie di equivoci, coincidenze, bugie e mistificazioni della verità continue, che, con un ritmo infernale, intricheranno a tal punto la trama da arrivare ad un finale inaspettato e sorprendente.

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Grande attesa quindi per l’edizione 2012 di “Proscenio Aggettante”, la cui giuria, presieduta quest’anno da Massimo Wertmuller, consegnerà i premi ai vincitori delle varie sezioni sabato 15 settembre nell’ambito di una cerimonia di premiazione di grande suggestione. Si concluderà poi all’insegna del riso con lo spettacolo dell’esilarante Cinzia Leone. Un ringraziamento particolare va alle istituzioni locali (Regione, Provincia e Comune) e alla Direzione del Grande Hotel di Castrocaro Terme per la loro capacità di accoglienza e per il loro sostegno alla riuscita della manifestazione, nonché alla Presidenza FITeL che con l’attuazione della rassegna ha voluto portare un piccolo segno di solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma. Infatti, l’evento quest’anno assume una particolare rilevanza poiché la FITeL ha deciso di devolvere i proventi della biglietteria a sostegno delle popolazioni dell’Emilia Romagna colpita dal terremoto. Inoltre, si ringraziano tutti gli uomini e le donne della FITeL che con lo spirito di abnegazione e la passione che li contraddistinguono per il teatro e con il loro lavoro quotidiano hanno permesso la realizzazione di questa importante manifestazione del Teatro Sociale, unica per la sua particolarità nel panorama italiano del Teatro Amatoriale. Appuntamento quindi all’8 settembre 2012 a Castrocaro Terme.

nell’immagine, l’attrice Cinzia Leone che sarà presente al festival del teatro sociale

nell’immagine, l’attore e doppiatore italiano Massimo Wertmuller che presiederà la giuria del festival del teatro sociale

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Attualità

FITeL a “Terra Futura” per la Sostenibilità Frammenti di dibattito nel corso dell’iniziativa FITeL a Terra Futura di Rossella Ronconi

Firenze Fortezza da Basso, 25-27 maggio 2012

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ispettare la natura e la cultura, favorire la valorizzazione della bellezza del territorio, minimizzare l’impatto ambientale, partecipazione attiva delle popolazioni locali nella gestione delle imprese turistiche, condivisione con le comunità locali i benefici socio-economici derivanti dal turismo. In ogni caso, utilizzare gli strumenti disponibili per le aree protette e per lo sviluppo e promozione del patrimonio storico a partire dai borghi storici: i temi trattati nell’ambito dell’appuntamento. “La Sostenibilità per la bellezza ed il benessere”realizzato dalla Fitel in collaborazione con “I Borghi più belli d’Italia” a Terra Futura, mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si è chiusa il 27 maggio alla Fortezza Da Basso di Firenze.guguguguguguuggugugugu “E’ stato lanciato un segnale forte e chiaro in merito a come valorizzare la sostenibilità, prodotti e servizi del territorio”, afferma Aldo Albano della presidenza della Fitel e coordinatore dell’evento: “L’incontro è

riuscito nell'obiettivo di ribadire l’impegno della Fitel e dei suoi soci e strutture collegate, nell’ambito della tematica in questione e portare a conoscenza di una larga e attenta platea il protocollo d’intesa tra Fitel e l’Associazione I Borghi più belli d’Italia: come intraprendere un’azione sinergica per contribuire alla valorizzare il turismo sostenibile, la bellezza dei piccoli Borghi e i prodotti e servizi relativi. huhuhuhuhuhuhu “Perseguire l’obiettivo fondamentale della tutela del paesaggio e del suo patrimonio che significa anche formidabile catalizzatore turistico e ripartire dal territorio per edificare un modello di sviluppo e di società che ne sappia potenziare appieno le peculiarità è utile anche per uscire dalla crisi”. Lo ha puntualizzato Rossella Ronconi, responsabile del Turismo Sociale della Fitel Nazionale: “Il Belpaese è famoso nel mondo per il patrimonio storico, artistico/culturale e architettonico e le sue bellezze naturali, che fanno dello stesso una meta appetibile per tanti viaggiatori e conseguentemente del settore del turismo e sue

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implicazioni un ambito fondamentale che merita un'attenta riflessione da parte di tutti, cittadini ed istituzioni, industria e utenti”. Un fenomeno complesso, quello del turismo, le cui conseguenze in termini di impatto ambientale, culturale, sociale ed economico non possono più essere ignorate neanche dalla Fitel in quanto crediamo nella sostenibilità e in un vivere di qualità, forme di viaggio responsabili che contribuiscono alla protezione dell'ambiente e delle culture, oltre alla crescita dell’economia locale. kkkkkkkkkkkkk La tutela, il recupero e la messa in sicurezza, della “bellezza” del Paese, soprattutto in piena emergenza occupazione, produrrebbero ricchezza e lavoro per contribuire allo sviluppo del Paese e migliorare il benessere dei cittadini. Ricorda ancora Ronconi: “finalmente l’idea di un indicatore nazionale, che non sia solo quantitativo ma anche qualitativo, per misurare il livello di crescita od arretratezza di una Paese sta venendo avanti - gli ultimi dati Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico) tra gli indicatori che collocano l’Italia al ventiduesimo posto nella classifica su 36, per il livello di benessere misurato su venti indicatori in undici categorie, ci sono anche ambiente, sicurezza, salute, educazione, soddisfazione nei confronti della propria vita, equilibrio lavoro-famiglia. Una classificazione che finalmente supera il parametro del Pil (Prodotto Interno Lordo) come unico metro per la misura della qualità della vita. Il (PIL) – come da più parti da tempo viene sottolineato con forza - esclude infatti elementi chiave relativi non solo albenessere personale di un individuo, ma anche al suo appartenere alla comunità”.jhjnn “Il sistema pubblico, con adeguato e controllato apporto privato, deve investire risorse importanti per rendere la bellezza produttiva e creatrice di ricchezza e di sviluppo e di buona occupazione soprattutto giovanile”. L’ha sostenuto Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione I Borghi Più Belli d’Italia. Un sistema che si fa promotore di uno sviluppo del quale le popolazioni siano rese ben consapevoli e principali custodi ; dove il consumatore diventa Consum’ Attore perché il sapere e la volontà e capacità collettiva di salvaguardia devono diventare fattori della crescita sociale ed economica e di uno sviluppo sostenibile perché a misura di territorio, durevole perché consapevolmente basato sulle risorse locali e solidale per-

ché creatore di ricchezza per tutti e fautore di coesione sociale. La coesione e la tranquillità sociale sono , tra l’altro, anticorpi molto efficaci contro la progressiva crescita della disgregazione dove attecchisce facilmente il malaffare e la criminalità . Non è un caso che gli affari più loschi e redditizi riguardino proprio il

consumo indiscriminato di territorio causato dalla progressiva e spesso inutile implementazione di aree urbanizzate create dai comuni solo per esigenze di bilancio. “E’ necessario rimettere al centro il benessere del territorio e delle persone”. Lo ha ricordato Rosario Trefiletti, Presidente Nazionale di Federconsumatori. “Una parte sempre maggiore di turisti sceglie destinazioni e imprese che hanno a cuore l’ambiente e dove le comunità locali dimostrano di saper coniugare la sostenibilità con la crescita economica e sociale. Occorre considerare che anche i consumatori italiani possono contribuire in maniera importante alla prosperità dei piccoli territori e delle comunità locali, acquistando prodotti e servizi a chilometro zero. Le persone sono disponibili anche a pagare anche un prezzo maggiore per un ambiente sano e una comunità ospitale e vigorosa.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk A sentire Luigi Maiello, della Presidenza della Fitel Nazionale: “la sostenibilità e l’accessibilità a tutti alle peculiarità del territorio è una delle opportunità, soprattutto in tempo di crisi per ridisegnare le priorità e per sviluppare eventuali alternative al mercato tradizionale, sempre nel suo intervento Maiello, ricorda alcune significative esperienze tra le quali “Napoli sotterranea”, un museo, a quaranta metri di profondità sotto le vocianti e caratteristiche vie del centro storico della capitale del territorio campano, in cui si trova ad operare nel campo del tempo libero in qualità di presidente della Fitel Regionale”.kkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Comitato contro il gioco d’azzardo di Pasquale Ruzza Il gioco d'azzardo consiste nel puntare denaro o qualsiasi altro bene sul futuro esito di un evento: Il giocatore che perde la scommessa solitamente paga il debito in contanti al giocatore vincitore. In genere l’evento su cui viene scommesso, può essere l'ordine di arrivo di una gara, le corse dei cavalli, ma in linea di principio qualsiasi attività che presenti un margine di incertezza - vedi pure il fenomeno del calcio scommesse clandestine - si presta a scommesse sul suo risultato finale, e quindi può essere oggetto di gioco d'azzardo. Oggi, soprattutto in internet, il gioco d'azzardo prospera e supera ogni confine: oltre ai casinò virtuali esistono siti web dedicati, comunità di giocatori e forum di discussione tra scommettitori appassionati. Di fronte a questo quadro preoccupante, la Fitel ha deciso di partecipare alla costituzione di un comitato che vede insieme le molte organizzazioni che si occupano di sociale per affrontare il tema del gioco d’azzardo. Questa scelta è coerente con le finalità istituzionali della Fitel che, com’è noto si occupa del tempo libero dei lavoratori e pensiamo che il tempo libero deve essere libero da patologie. Il Comitato non intende criminalizzare coloro che giocano ai vari giochi e conservano il controllo della situazione, vuole occuparsi di coloro i quali diventano vittime del gioco che diventa per loro un’esigenza compulsiva. lllllllllllll Giova ricordare che vi sono tracce del gioco d’azzardo che risalgono a 2.000 anni fa, ma il gioco come lo conosciamo oggi ha origini nel 1.500. In quel secolo a Genova si facevano scommesse sui nomi degli eleggibili a cariche pubbliche; naturalmente era un’attività clandestina e fu resa legale nel 1576. Da quel momento in Italia il gioco d’azzardo si è sviluppato tra divieti e concessioni, fino all’unità d’Italia che con Regio Decreto del 1863 trasformò il gioco del lotto in un gioco nazionale. Il Codice Penale e il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza definiscono i limiti del

gioco d’azzardo e ruotano intorno al concetto di “alea” nel gioco: vi è gioco d’azzardo quando il gioco dipende totalmente o prevalentemente dalla fortuna rispetto all’abilità e sul risultato si scommette denaro per vincere denaro. Il legislatore ritenne che questi giochi dovessero essere vietati in quanto: “attività immorale e socialmente dannosa, che fomenta cupidigia si denaro, incentiva l’avversione al risparmio, deprime la dignità della persona e le impedisce di realizzare uno sviluppo armonico della propria personalità ed è causa di molte tragedie individuali e familiari”. In seguito questo impianto fu modificato trasformando il divieto in un “divieto con riserva di permesso”, cioè il gioco d’azzardo è vietato salvo deroghe specifiche concesse dallo Stato. Dal 1990 in poi sono state concesse k sempre più deroghe: nel 1997 si k introdusse la doppia giocata di Lotto e Superenalotto,k nel 1999 arrivò il Bingo k nel 2003 le slot machine nel 2005 la terza giocata del lotto e lekscommesse Big Match, nel 2006 i nuovi corner e punti gioco per le scommesse, nel 2008 i giochi che “raggiungono l’utente” (sms, telefonici, digitale terrestre) e fu reso legale il gioco d’azzardo online; nel 2009 nuove lotterie ad estrazione istantanea, nuovi giochi numerici (Win for Life); nel 2011 “i giochi di sorte legati al consumo”, una specie di azzardo per coloro che vanno a fare la spesa a cui verrà proposto di non ritirare il resto ma di giocarselo, il Bingo a distanza, l’apertura di ben 1.000 sale gioco di poker e 7.000 nuovi punti di scommesse e un concorso aggiuntivo mensile di Superenalotto. Siamo passati dai 3 giochi settimanali degli inizi degli anni 90

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(Lotto, Totocalcio e Totip) a decine di possibilità che coprono tutto l’arco della giornata, portando i cittadini italiani a spendere il triplo degli altri paesi europei: nel 2009 l’Italia ha fatturato 54,4 miliardi di € mentre la Spagna 17 e la Francia 19,3; nel 2011 sono previsti in Italia 73 miliardi e dividiamo la cifra per il numero degli abitati, compresi i neonati e i centenari, abbiamo una spesa pro-capite di 1.200 €, ma se limitiamo il calcolo ai soli maggiorenni, ai quali è permesso il gioco, otteniamo 1.500 €. Di fronte ad un evidente calo dei consumi familiari in Italia, è cresciuta la voglia di giocare nella speranza del colpo di fortuna. Si è passati dai 14,3 miliardi del 2000, ai 18 del 2002, ai 24,8 del 2004, ai 28 del 2005, ai 35,2 del 2006, ai 42 del 2007, ai 47,5 del 2008, ai 54,4 del 2009, ai 61,4 del 2010, ai 73 del 2011. L’Istat rileva che nel 2010, per cause economiche, il 65,3% delle famiglie ha comprato meno cibo e il 13,6% ha diminuito anche la qualità: l’impressione che si ha è i risparmi finiscono nel gioco d’azzardo per inseguire il sogno, stimolato dai governi e promosso ad arte dalla pubblicità, di una vincita facile e a por tata di mano. E’ evidente che coloro che “sognano” sono la parte debole del paese, quella esposta di più ai costi della crisi e ai rischi di trasformazione del sogno in un incubo. Generalmente si ritiene che è l’esigenza di “fare cassa” che spinge i governi a favorire il gioco d’azzardo: in realtà vi è stata una costante riduzione della percentuale di tassazione perché chi ha governato dal 2004 ad oggi ha optato per la riduzione in termini percentuali per aumentare la fetta in termini assoluti: in pratica ha favorito la crescita della torta per avere una fetta più grande per il fisco.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk A questa scelta del governo contribuisce la pubblicità pervasiva del gioco che utilizza tutti i mezzi di comunicazione possibile; una pubblicità seducente, accattivante che a volte sfiora l’inganno e che si guarda bene dall’indicare le probabilità reali di vincita, anzi si fa apparire la vincita come una cosa facilissima, si citano i numeri di coloro che hanno già vinto a conferma di quanto pubblicizzato. Slogan accattivanti come: “Ti piace vincere facile?” Una domanda a cui spontanea mente si risponde affermativamente! E anche: “ Turisti per sempre”, vitalizi da quattromila euro al mese,

vincite milionarie o poche centinaia di euro: con circa milletrecento euro di spesa pro capite nel 2011 e un fatturato legale di 73 miliardi di euro, il gioco d’azzardo è la terza impresa del paese, con bilanci in attivo e che ha fatto della crisi economica che attanaglia il paese il suo grande affare. Questo fenomeno ha generato in tutti i paesi una sindrome che va sotto il nome di ludopatia: consiste in un disturbo ossessivo compulsivo, che porta a ripetere un’azione in maniera incessante seguendo uno schematismo mentale indotto. Intere giornate impiegate a pigiare i tasti di una slot machine, passare ore e ore ad aspettare le estrazioni delle varie lotterie, grattare tagliandi e biglietti sognando di diventare milionario. Questa è una patologia che negli Usa e anche in altri paesi europei ormai da decenni è considerata tale e bisognosa di cure, cosa che non avviene da parte del Servizio Sanitario nel nostro paese, nonostante da noi sono circa ottocento mila i casi di dipendenza conclamata e sono oltre due milioni i soggetti a rischio. Il Comitato si propone questi obiettivi: 1) Arginare questo modello di liberalizzazione del gioco d’azzardo, affidando ad una Autorità il compito di regolare e tutelare i cittadini dai problemi sociali e sanitari correlati al gioco dìazzardo;kkkkkkkkkkkkk 2) Affidare ai Sindaci un potere decisionale sulle licenze oggi affidate allo Stato;kkkkkkkkkkkkkkkkkkkk 3) Contenere la pubblicità del gioco d’azzardo, o confinandola nei solo luoghi deputati al gioco o sgangiandola dall’immaginario ingannevole, con controlli significativi e sanzioni adeguate;kkkkkkkkkkkkkkkkk 4) Equiparare la dipendenza da gioco d’azzardo alle dipendenze patologiche ai fini del diritto di cura; 5) Devolvere l’1% del fatturato del gioco alla riparazione dei danni indotti e provocati dal gioco; 6) Attuare una politica di prevenzione, in particolare nelle scuole, e effettuare una ricerca sul nesso tra gioco legale e gioco illegale per porre un’argine al fenomeno. In questo modo la Fitel fa sentire la sua voce per favorire un tempo libero senza incubi e patologie.

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Il sottosegretario Polillo:”la crisi? rinunciate a una settimana di ferie” Proposta inopportuna che riduce il diritto alle vacanze e lo sviluppo

Per uscire dalla crisi, Polillo vuole ridurre le vacanze. «Sette giorni in meno di ferie, uno per cento in più di Pil. Nove mesi di lavoro l’anno son pochi». Questo in sostanza l’intervento del sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo. Numeri che tirano in ballo anche le già ridotte vacanze degli italiani. Questa estate, infatti, da quanto emerge dai dati Federconsumatori, oltre a coloro che potranno permettersi la vacanza “tradizionale” vi sono tanti “vacanzieri mordi e fuggi”, oltre il 35% degli italiani (pari a 21 milioni). Il 31% degli italiani, invece, sarà costretto a rinunciare alle vacanze estive, ad eccezione di qualche giornata al mare presso località balneari più vicine o a cercare ospitalità presso amici e parenti. Modalità di viaggio sempre più in aumento generate, oltre che dalle diverse abitudini dei vacanzieri, sopratutto dal ridotto potere d’acquisto a causa della crisi. Un’ipotesi, fuori luogo e inopportuna che, tende a ridurre un diritto irrinunciabile come il riposo e le vacanze, il tempo di non lavoro ed affossare il settore del turismo, strategico per il Belpaese.kkkkkkkkkkkkkkkk Necessita, invece, dare impulso alla domanda nel settore “del tempo libero”, non solo per estendere il benessere dei cittadini, ma anche per i rilevanti risvolti economici del settore turistico e culturale, anche attraverso accordi e promozioni in direzione di offerte ed incentivi, con associazioni, forze sociali ed istituzioni.

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Attualità

Il G20 messicano Los Cabos, 18-19 giugno 2012 di Silvana Paruolo Sull'onda della paura di un crac sistemico della finanza mondiale – che inizialmente ha portato a coordinare alcuni interventi d'emergenza sulle banche, nonché maxi-manovre per il rilancio della domanda interna (successivamente è poi prevalso il “ciascun per se”) - il primo di questi vertici si è tenuto a Washington nel novembre 2008. Fino al 2010, i leader del G20 si sono incontrati due volte all'anno. Dal 2011, le riunioni hanno cadenza annuale. Il vertice 2013 si svolgerà in Russia, a San Pietroburgo. L’Unione europea è membro a pieno titolo del G20 insieme a Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Italia, India, Indonesia, Giappone, Messico, Repubblica di Corea, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. La presidenza messicana - in linea con la tradizione, che autorizza la presenza di paesi ospiti ai vertici - ha invitato ufficialmente cinque paesi: la Spagna (come ospite permanente; il Benin (Paese che presiede l'Unione africana); la Cambogia (che presiede l'Associazione nelle nazioni del sud-est asiatico), il Cile (che presiede la Comunità degli Stati latino-americani e caraibici) e la Colombia. Invitata anche l'Etiopia quale presidente del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (NEPAD). Come nel passato, a margine del G20 messicano, si sono svolti diversi eventi quali il vertice degli imprenditori (B20) e il vertice dei sindacati (L20). La crisi globale (nata da disuguaglianze, deregulation e totale fallimento di un sistema) ha distrutto posti di lavoro ed ha aumentato lavoro informale (privo di tutele) e diseguaglianze. Ma , in Messico, sul “lettino del malato” è finito l’euro, considerato responsabile di tutti i mali del sistema finanziario globale - e foriero di rischi di nuovi contagi. Certo la mancante unità politica dell’Europa, la crisi dei debiti sovrani, e delle banche, gli squilibri interni indotti dai debiti pubblici e dai limiti delle economie reali, complicano la situazione. Ma accusare solo l’euro non aiuta ad affrontare le vere cause della grande crisi globale, né tanto meno a trovare le necessarie soluzioni. Anche Monti ha tentato di far intendere i “cugini americani” che l’euro non è l’unico problema. Le proposte dell'Unione europea - "Riequilibrare insieme la crescita mondiale": questo il titolo delle proposte ufficiali – a Los cabos - dei Presidenti Ue, Barroso e Van Rampuy. L'Unione europea – considerando positivo l'accordo raggiunto dai ministri delle Finanze su un aumento delle risorse dell'FMI di 430 miliardi di USD - in sintesi ribadisce: il suo impegno a tutelare la stabilità finanziaria e l'integrità della zona euro; la necessità di un Piano d'azione per la crescita ( inteso quale mix equilibrato di risanamento fiscale e riforme strutturali, comprendente impegni equilibrati di tutti i membri del G20, tra cui Stati Uniti, Giappone e Cina); la necessità di potenziamento dell'architettura finanziaria internazionale e del sistema finanziario; l'importanza che lo sviluppo e la sicurezza alimentare rimangano temi centrali del G20 e che tutti i paesi, anche quelli meno sviluppati, si dirigano verso un'economia più verde e più inclusiva (grazie anche al successo della Conferenza Rio + 20 ); il commercio, chiamato a svolgere un ruolo importante quale fonte di crescita e occupazione e visto il preoccupante aumento del protezionismo - lotta contro questo fenomeno, e potenziamento di un sistema commerciale multilaterale.

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Attualità

Le rivendicazioni dei sindacati, europei, e di tutto il mondo - Un documento comune tra imprenditori (B20) e sindacati (L20) ha chiesto almeno passi concreti su due punti che sembrano di comune accordo: misure per migliorare le politiche di formazione e apprendistato per l'inserimento lavorativo dei giovani e, soprattutto per le economie emergenti, misure normative e fiscali per favorire la formalizzazione dell'economia informale. Da parte loro, ai governi dei 20 Paesi più ricchi del mondo, i sindacat hanno chiesto occupazione (come condizione per contrastare la recessione); regolamentazione della finanza, e un sistema di tassazione equo e progressivo; universalizzazione di uno Zoccolo di Protezione Sociale; creazione di posti di lavoro "verdi" per uno sviluppo sostenibile; e governance. Più in particolare - per promuovere crescita e creazione di posti di lavoro di qualità ed ecosostenibili - i sindacati chiedono misure urgenti - e coordinate - quali l’introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie; un Patto per l’occupazione giovanile e un Piano di azione G20 per Programmi nazionali di sicurezza sociale (cofinanziato da governi, Banca Mondiale e Banche di sviluppo regionali); ratifica e attuazione delle Convenzioni fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) da parte dei paesi G20 ed il loro rispetto da parte delle Istituzioni Finanziarie Internazionali (che - insieme ai governi - dovrebbero assicurare la coerenza tra politiche economiche, sociali, ambientali e commerciali); promozione di lavori “verdi”, tecnologie verdi, energie rinnovabili, una transizione equa verso posti di lavoro dignitosi in settori economici convertiti a cicli produttivi a bassa emissione di CO2 e bassa intensità energetica; maggiore giustizia sociale; il superamento di squilibri genarati da economie troppo orientate all’esportazione. Le vaghe decisioni dei governi del Gruppo dei 20 (G20) – Purtroppo, la distanza tra promesse e realizzazioni resta – tuttora- enorme. E questo G20 – non avendo deciso niente di veramentre importante - è stato forse il peggiore di tutti. Circa un quarto delle riserve straniere cinesi - 3,2 miliardi di dollari - sono investite in asset europei, con una presenza rilevante nel debito pubblico dei Paesi dell'Ue: nel 2011, ultima stima disponibile, la percentuale sfiorava il 7%. Il presidente cinese, visto che Pechino (le previsioni economiche sono al ribasso e tratteggiano a un +7,5%, quasi due punti in meno di crescita rispetto al 2011, e un rallentamento della Cina costituisce un problema per l'economia globale) potrebbe risentire.della recessione del Vecchio continente, ha bacchettato tutti, a partire da Angela Merkel: «così frenate la crescita». Chiedendo al contempo una revisione delle quote di potere all’interno del Fondo monetario internazionale, i cinque membri del club Brics (Russia Brasile Cina India Sudafrica) hanno portato le risorse aggiuntive (Firewall) a disposizione del Fmi a 430 miliardi di euro. La Russia - portavoce del club – ha "stigmatizzato l'assenza di misure concrete". Assediata dal resto del mondo, criticata dalle potenze emergenti, l'eurozona promette al G20 la costruzione dell''unione bancaria, il rafforzamento della Banca europea per gli investimenti e project bond per le infrastrutture, forse un ri-negoziato della loro austerity con la Grecia. In definitiva, il vertice di Los Cabos ha ribadito un impegno dei grandi per la crescita - visto almeno come molto collegato alle politiche di investimento – assegnando (nel suo “The los Cabos growth and jobs acion Plan) - a ciascun Paese - dei compiti da fare a casa propria. Ma, nel suo Comunicato finale (vera e propria sequenza di pii desideri e vaghe promesse), viene abbandonato qualsiasi riferimento alla realizzazione di un nuovo sistema monetario internazionale (paniere di monete per sostituire il sistema del dollaro), e anche l’idea dei diritti speciali di prelievo (unità monetaria formata da dollaro, euro, yen e sterlina). Sul fronte della regolamentazione finanziaria – su scala globale - si procede a stento, e tutto resta – ancora - quasi come prima. Scompare anche ogni riferimento alla Tobin tax, una tassazione - concordata a livello internazionale - sulle transazioni finanziarie. Tutti temi – questi – su cui gli Europei hanno, da parte loro, posta molta enfasi nei G20 precedenti. Per un un forte consolidamento fiscale - per gli Stati Uniti - il comunicato ammette esplicitamente la possibilità di una deroga. Lo scontro tra Obama da una parte e la Merkel e l’Unione Europea dall’altra si è consumato proprio su questo. Washington vorrebbe che la Banca Centrale Europea intervenisse come la Fed con immissioni di liquidità a sostegno dell’intero sistema bancario mondiale, quindi non solo di quello europeo (se ne

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Attualità

gioverebbero anche le banche americane - più esposte e più speculative di quelle europee - e la campagna elettorale per la rielezione di Obama). Ma c'è chi sottolinea che “forse noi europei dovremmo stare più attenti alle polemiche con la Germania. Le differenze con la Merkel sono sacrosante e riguardano il futuro dell’Europa, la crescita, gli eurobond, ecc. Però sono questioni nostre, europee. I “giochi” degli Usa hanno invece un’altra valenza e un altro fine. Ricordiamoci che sono stati Washington e Londra a bloccare qualsiasi proposta anti speculativa fatta negli anni passati dalla Merkel e da altri leader europei. Oggi immettere liquidità senza contemporaneamente chiudere i “buchi neri” del sistema finanziario, senza nuove regole e nuovi progetti, vorrebbe semplicemente dire buttare via risorse che andrebbero a coprire le molte esposizioni ancora nascoste del sistema bancario” (Cfr. Mario Lettrieri e Paolo Raimondi, Los cabos un G20 fallimentare, pubblicato in Economia). “Gli europei – ha sottolineato il segretario del Tesoro Usa Geithner - stanno cercando di assicurare nel brevissimo periodo il varo di misure che possano sostenere il loro sistema finanziario e far sì che i Paesi che stanno affrontando le riforme, come la Spagna e l’Italia, possano prendere prestiti a bassi tassi di interesse". Da parte sua, il premier italiano ha anticipato che la Spagna presenterà una richiesta di aiuti per le banche in modo tale da dare "chiarezza sull'ammontare, forma e struttura del sostegno che sarà approvato in tempi rapidi". Per l'Italia, invece, l'ipotesi di un bailout pilotato (ovvero un'iniezione di liquidità per evitare la bancarotta) "non esiste proprio". Il premier italiano durante i lavori del G20 - ha avanzato la proposta di dotare i fondi salva-Stati dell'UE della capacità di acquistare direttamente sul mercato i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà. François Hollande ha cercato di dare una mano a Mario Monti e Mariano Rajoy, denunciando come ingiustificati gli spread sui titoli spagnoli e italiani, "a fronte degli sforzi di risanamento dispiegati da quei due paesi". Ma ha anche ribadito che non se ne parla di trasferire sovranità nazionale alla Ue in campi come la spesa pubblica e il fisco, finché la Germania non cede sugli eurobond o su un in Piano da120-130 miliardi di euro per la crescita. David Cameron - "scherzando, ma solo a metà" – ha detto che Londra stenderà il tappeto rosso alle imprese che abbandoneranno la Francia a causa della pressione fiscale. Angela Merkel non ha ceduto sulla necessità di immediate manovre di bilancio a sostegno della domanda. Più tardi - al vertice Ue del 28 giugno - sosterrà un Piano Ue per la crescita dotato di 130 miliardi di euro. Infine, a Los Cabos, non è stato preso nessun impegno veramente concreto né sull'aumento dei prezzi alimentari, né sulla produzione di biocarburanti e sui cambiamenti climatici, né su nuovi strumenti di finanziamento per raggiungere gli obiettivi di riduzione della povertà.

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Turismo

Turismo sociale e associato, in Italia è boom di Alfredo Magnifico

E’

stato presentato a Viterbo il quarto rapporto del Turismo sociale e associato nell’ambito del convegno sui buoni vacanza, al quale hanno partecipato diverse personalità autorevoli e profondi conoscitori del settore del Turismo, l’on. Elisa Marchioni prima firmataria della proposta di legge di revisione della normativa sui buoni vacanza, Benito Perli presidente della Fitus Buoni Vacanza Italia, Caterina Cittadino, capo dipartimento per lo sviluppo e competitività del Ministero del turismo, emergono dati interessantissimi dall’Osservatorio Italiano turismo sociale e associato, una crescita delle vacanze del turismo sociale e associato pari al 10%.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Aumenta anche il turismo sociale sul totale dei viaggi che arriva a pesare un buon 2.5%, del totale delle vacanze con un volume di affari secondo il rapporto di 1,4 miliardi di euro, dato che ha destato una certa polemica con il presidente della FITUS secondo il quale la cifra che emerge solo dal mondo Fitus sarebbe di oltre un miliardo alla quale andrebbe aggiunta la quota dello scolastico e del religioso, che porterebbe la cifra a quantità di gran lunga superiori, cresce anche la spesa per i viaggi all’estero con un + 55%. L’on. Marchioni, che aveva presentato nel 2011 una proposta di legge per ridisegnare i Buoni vacanza e renderli uno strumento equiparabile ai buoni pasto, defiscalizzati per i lavoratori, scaricabile per il datore di lavoro, ed in breve autofinanziabili, ha comunicato di aver fatto richiesta al Ministro per le attività produttive di inserire la proposta di legge come emendamento al decreto per lo sviluppo di imminente emanazione, ed entro trenta giorni potrebbe diventare legge ripristinando l’operatività dei buoni vacanza.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Il primato dei consumatori del turismo sociale e asso-

ciato viene assegnato ai giovani studenti e subito dopo ai Cral aziendali.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Anche la FITeL (Federazione Italiana del Tempo Libero) è fortemente coinvolta nel sistema dei buoni vacanza attraverso un progetto che sviluppa la contrattazione tra governo e sindacati atto a favorire un moderno sistema di buoni vacanza diverso e innovativo, così come da anni vige in alcuni paesi europei. Il ripristino dei buoni vacanza significa dare anche nuova linfa vitale a tutto il settore del turismo.kkkkkkkkkkkkkkkkkk Le categorie presenti alla tavola rotonda sono intervenute tutte a sostegno dei buoni vacanza con considerazioni che ormai tutto il turismo è diventato sociale poiché le tasse lievitate notevolmente e la crisi che drammaticamente si è abbattuta sulla società rischiano di annullare le vacanze delle famiglie italiane. La villeggiatura deve essere un diritto di tutti e non privilegio di pochi, i Buoni vacanza devono essere considerati non un sussidio ma un bisogno della collettività.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Tra i maggiori organizzatori dei viaggi si piazzano le scuole 25,4%, le associazioni religiose e le parrocchie con un 36%,crescono le associazioni sportive, 9.7%, grande primato lo detengono i CRAL.kkkkkkkkkkkkkkk Le mete più ambite restano le località e le città d’arte con interessi culturali elevati, poi le destinazioni balneari.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Le nazioni a più alta destinazione per le vacanze all’estero sono la Spagna e il Regno Unito. Le reti di impresa, che si affidano al turismo sociale e associato sono 3 mila. Unanime è stata la considerazione che se i Buoni vacanza dovessero risultare definitivamente abrogati ci sarebbero gravi ripercussioni negative sull’andamento del turismo e a pagarne le conseguenze sarebbero i lavoratori.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Turismo

La gran parte dei turisti “viaggia” online Il 62% degli italiani organizza vacanze in internet e per 7 su 10 ha cambiato la maniera di farle di R. R.

Per la maggior parte dei turisti internet rappresenta la fonte d’informazione più utilizzata per organizzare le vacanze, attinge dal web consigli e notizie utili e carica sui social network filmati e resoconti della propria esperienza. E' l'identikit del 'turista 2.0' che emerge da una recente ricerca dell'osservatorio Doxa/Europcar. kk Dai dati dell'indagine, il 62% dei viaggiatori sceglie internet come fonte d'informazione per programmare un viaggio, preferendolo ad amici e conoscenti (36%), a cataloghi (23%) e a riviste specializzate (9%). Sette italiani su dieci ammettono che internet ha "cambiato il modo di fare vacanza". La nuova frontiera è quella degli 'uploader', testimoniata dal numero in costante crescita dei turisti che raccontano la propria vacanza su internet. Sono 4.5 milioni - pari al 20% dei vacanzieri - le persone che condividono filmati,

34 anni, i 'downloader', che utilizzano internet solo per reperire informazioni, sono per lo più over 35 (65% del totale). Si affidano in particolar modo ai portali di viaggio (50%), alle agenzie di viaggio online (38%) e ai blog (18%).kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk A gran parte degli internauti il web consente la comparazione immediata dei prezzi rendendo per alcuni versi più trasparente il mercato ma c'é un secondo aspetto del web che sta assumendo una grande importanza, ed è la possibilità di lettura delle esperienze di viaggio di altri turisti.

fotografie o brevi racconti sul web. Fra questi il 54% lo fa durante la vacanza, grazie a telefoni cellulari e tablet di ultima generazione. Se la maggior parte degli 'uploader' sono maschi e di età compresa tra i 15 e i

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Sport e benessere

Tai Chi Chuan: arte del benessere e della longevità Una lezione teorica del Gran Maestro Yang Jun di Augusto Gallo*

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Sangemini, nei giorni 17 – 22 maggio si è svolto un importante seminario di Tai Chi Chuan tenuto dal Gran Maestro Yang Jun, attuale Caposcuola della famiglia Yang, lo stile più praticato nel mondo. In ogni seminario, come è tradizione, il pomeriggio precedente alla pratica viene dedicato alla teoria dei 10 punti di Yang Cheng Fu, un importantissimo antenato della famiglia, da lui prendono il nomei Centri nel mondo. Come scuola Tai Chi Chuan di Frascati (www.taichifrascati.it), riconosciuta dall’Associazione Internazionale come centro di insegnamento abilitato dello stile Yang, abbiamo partecipato a quest’iniziativa e, ancora una volta, l’abbiamo trovata straordinaria.k Nella lezione teorica abbiamo preso degli appunti, pur considerando le traduzioni, pensiamo di far cosa gradita nel rendere pubblica questa chiacchierata con il Maestro. La pratica lenta dà una maggiore chiarezza mentale, è una meditazione. Il TCC è un esercizio per la salute. Il metodo per studiare il Tai Chi Chuan si suddivide su tre livelli:k1. Rendere familiari i movimenti (imparare la forma), 2. Sentire il Qi (capire l’energia)k3. Elevare lo Shen (armonia mentale, comprensione spirituale). Attraverso la pratica si arriva alle sensazioni (giuste), quando completiamo il primo livello siamo entrati nel secondo e soltanto apparentemente facciamo le stesse cose.kSe non abbiamo possesso di questi due livelli non possiamo arrivare al terzo..kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Quando si studia il primo livello si entra nel secondo e per un periodo i due livelli si sovrappongono cioè si sta sia nel primo che nel secondo livello. Più si ripetono i movimenti fino a farli diventare familiari e più si ha una comprensione energetica, attraverso la pratica continua si arriva alla percezione/intuizione spirituale. I tre livelli sono interconnessi tra di loro e si sostengono a vicenda.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Il Tai Chi Chuan è naturale e dobbiamo usare il metodo del rilassamento, chi insegna deve aiutare le persone a percepire la sensazione di rilassamento secondo i principi di Yang Cheng Fu.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk La pratica del Tai Chi Chuan si basa su due aspetti: esercitare il corpo, rendere vivi/efficaci i movimenti, le tecniche. Per comprendere noi stessi e l’opponente bisogna avere familiarità con il movimento; comprendere noi stessi è Yin, comprendere l’opponente è Yang. Il TCC si separa continuamente in Yin e Yang per poi riunificarli. La pratica del TCC si compone sia del movimento calmo che del movimento dinamico: le forme, soprattutto

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Sport e benessere

quelle a mani nude, con posizione eretta rientrano nel movimento calmo, da eseguire con lentezza e continuità; l’esplosione energetica, le applicazioni, rientrano nel movimento dinamico. Il metodo per comprendere l’opponente è il Tui Shou. kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk COMPRENDERE L’ENERGIAkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Alla domanda di quale tipo di energia ricerchiamo la risposta è: L’ENERGIA UNIFICATA. Nel TCC cerchiamo di unificare l’energia in un unico punto, dalla frase “con le radici nei piedi l’energia viene lanciata nelle gambe, controllata dalla vita ed espressa con le mani o dovunque necessario esprimerla” capiamo che l’energia dal basso va verso l’alto.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Attraverso il rilassamento e l’unificazione svilupperemo un’energia elastica che ci consente di muoverci con agilità e flessibilità.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Quando siamo flessibili siamo in grado di cambiare, trasformare e neutralizzare, a quel punto siamo anche in grado di esprimere l’energia esplosiva.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Il rilassamento è la chiave che ci porta alla morbidezza, il TCC è un’arte che combina il morbido ed il duro, si inizia a praticare l’aspetto morbido, la durezza deriva dalla morbidezza, ma anch’essa non è rigida, ci si arriva attraverso il corpo unificato. Anche se mostriamo durezza, lo facciamo rimanendo morbidi. Dobbiamo percepire il nostro corpo come l’acqua, morbida e senza forma, qualsiasi pressione si esercita nell’acqua essa lo restituirà, se ad esempio immergiamo un pallone nell’acqua, più a fondo lo mandiamo e maggiore sarà la forza di restituzione.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Nel TCC c’è una parola: seguire. Fai quello che la situazione richiede e dimentica te stesso.kkkkkkkkkkk Pensiamo di aver dato un’idea di cosa sia il Tai Chi Chuan e gli effetti benefici che derivano dalla pratica eseguita presso insegnanti abilitati dall’ IYFTCCA cioè l’associazione della famiglia Yang (International Yang Family Tai Chi Chuan Association).kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Riteniamo che la diffusione di quest’attività possa contribuire a migliorare la qualità di vita e di salute delle persone, ed è con questo spirito che abbiamo deciso di accettare l’invito di questa importante rivista per pubblicare le parole del Maestro Yang Jun.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk *Istruttore IYFTCCA

Cicloturistica “ I Borghi più belli d’Italia” Spello, Bevagna, Montefalco e Trevi i borghi interessati dalla 2° edizione della Cicloturistica. L’Associazione dei Borghi più belli d’Italia e l’Associazione Sportiva Dilettantistica ASD Team Matè hanno organizzato l’evento cicloturistico nazionale che quest’anno si svolgerà il 23 settembre p.v. nei territorio umbro, con partenza e arrivo a Spello. Il percorso di circa 90 Km, oltre a percorrere le strade dei comuni dell’Umbria, facenti parte di I Borghi più belli d’Italia, regalerà emozione e spettacolo a quanti, atleti e non, sono appassionati di ciclismo e sport all’aria aperta in un ambito paesaggistico dei più suggestivi del Paese. Tra gli sponsor dell’iniziativa vi è pure la FITeL e il CRAL della Perugina.

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Formazione

Formazione a distanza con sistema di videoconferenza Anche quest’anno la FITeL ha concluso con successo le attività riguardanti l’iniziativa finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della L. 383/2000 art. 12 Lettera D - Direttiva 2010 dal titolo “RADICARE LA FITEL SUL TERRITORIO, COSTRUIRE IL BILANCIO SOCIALE”. Gli interventi hanno coinvolto tutte le nostre strutture Regionali.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Nell’ambito di questa iniziativa è stata sperimentata, tra la FITeL Nazionale e la FITeL regionale Piemonte prima e la FITeL regionale Lombardia poi, la formazione in audio-video conferenza che ha permesso di condividere opinioni e documenti in tempo reale tra esperti della materia e partecipanti senza bisogno di spostamento dalle proprie sedi e con conseguente risparmio sui costi di viaggio, vitto e alloggio. Le strutture sopra elencate erano state opportunamente attrezzate con i finanziamenti della precedente iniziativa. Il nostro auspicio è quello di poter un giorno attrezzare tutte le nostre strutture aumentando così le prestazioni.kkkkkkkkkkkkkkkkk Vantaggi della videoconferenzakkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk - Riduzione dei costi: non essendo più strettamente necessario incontrare di persona i propri interlocutori, tramite l’utilizzo della videoconferenza, si può risparmiare sugli spostamenti, in particolare per quelli in aereo. Senza contare le ripercussioni sulla produttività, che le attese in aeroporto e i tempi di trasferimento di certo non aiutano, sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei dipendenti.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk - Benefici ambientali: legati a una riduzione degli spostamenti in auto e dell’inquinamento che essi comportano.kkkkkkkkkkkkkkkkk - Aumento dell’interazione: la videoconferenza comporta un cambio nell’atteggiamento di chi partecipa a una riunione.kkkkkkk Devono aumentare, infatti, attenzione e ordine durante le presentazioni, cosa che permette di essere più produttivi e di velocizzare i processi decisionali.kkkkkk - Contatto visivo: nelle aziende di una certa dimensione disporre di uno strumento che favorisca la conoscenza personale, che presenti l’aspetto fisico dell’interlocutore, è fondamentale. Con l’ausilio del video, inoltre, ci si distrae meno ed è più facile capirsi. Nella comunicazione anche il linguaggio del corpo e la gestualità sono cruciali e le soluzioni di videoconferenza arricchiscono decisamente le conversazioni permettendo di visualizzare anche questi aspetti.

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Ambiente e Natura

Terremoto: la Fitel aderisce all’iniziativa CGIL, CISL, UIL pro terremotati dell’Emilia di R.R.

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seguito del drammatico sisma che ha colpito il nord Italia e in particolare l'Emilia provocando vittime, dispersi e distruzione, la FITeL, oltre ad esprimere cordoglio e solidarietà alle famiglie duramente ferite, in analogia con gli interventi svolti in precedenti occasioni intende fornire interventi di sostegno alle popolazioni, ai lavoratori e ai sistemi produttivi così duramente colpiti, secondo modalità e forme individuate da CGIL, CISL, UIL e Confindustria con l'obiettivo di garantire la certezza della destinazione e la loro più rapida utilizzazione ai fini della ricostruzione.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk I contributi così raccolti dovranno essere versati sul conto corrente bancario appositamentekkkkkkkkkkkk • conto corrente bancario n. 12900 kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk • presso Carisbo Spa sede di Bologna (Gruppo Intesa Sanpaolo) kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk • IBAN IT11N0638502401100000012900 intestato a CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL FONDO INTERVENTO A FAVORE DELLE POPOLAZIONI, DEI LAVORATORI E DEI SISTEMI PRODUTTIVI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA E DELLA PROVINCIA DI MANTOVA.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Ambiente e Natura

Cani e gatti obesi: un concorso per chi rientra nel peso forma di P.R. Non sappiamo quanto sia vera la diceria che, a furia di stare insieme, cane e padrone si assomigliano. E’ certo però che oi riusciamo a far ammalare cani e gatti delle stesse nostre patologie. Ripetiamo sui nostri animali le nostre stesse scorrettezze alimentari, ottenendo gli stessi risultati nefasti dell’obesità: vita sedentaria con tanti acciacchi. Su questo gli inglesi hanno creato un concorso per cani e gatti “tutta ciccia”, ossia obesi come gli umani e per questi animali la “People’s Dispensary for Sick Anmals”, un’associazione che si occupa della salute degli animali, ha creato un premio che sarà vinto dal “Biggest Loser”, ossia il cucciolo che riuscirà a rientrare nella taglia giusta. Il premio consiste in un anno di cibo gratis e una vacanza “pet_friendly” in un albergo di lusso. Per la dieta l’associazione raccomanda il consumo di cibo a basso contenuto di carboidrati e abbondanti esercizi fisici da 20 a 30 minuti al giorno per i cani e da 5 a 15 minuti per i gatti: proprio come per gli esseri umani!

Contrastare l’abbandono degli animali è battaglia di civiltà di R.R.. Ci stiamo avvicinando alle vacanze e tanti “animali” abbandonano gli amici domestici perché d’intralcio. Nel nostro Paese, negli ultimi anni, la sensibilità nei confronti del fenomeno dell’abbandono fortunatamente sta mutando, ma occorre fare ancora tanti passi avanti in direzione di questa battaglia culturale, di civiltà. Il numero di randagi oscilla tra i 500 mila e i 700 mila e nella maggior parte dei casi ha rilevato il Sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale - un cane randagio è un cane che è stato abbandonato. La ‘maglia nera' in questo caso spetta alla Campania", dove ci sono circa 66.500 cani randagi, contro, ad esempio, i 500 della Toscana. Sono circa sei milioni i cani iscritti all'Anagrafe nazionale degli animali d'affezione. Il dato comprende gli animali alloggiati nelle case e quelli ospitati nei canili a nome dei Comuni, ma potrebbe essere molto più alto. "Circa il 50% dei proprietari", infatti, "potrebbe non aver registrato il proprio animale all'anagrafe e questo è un problema rilevante". E’ quanto evidenziato dal Sottosegretario Cardinale in occasione della presentazione della campagna del Ministero della Salute contro l'abbandono dei cani, tenutasi a Roma il 26 giugno scorso. Il ministero si è attivato istituendo un tavolo con le associazioni animaliste e con questa campagna, ma c'è bisogno di tanto lavoro strutturato e collaborazione per difendere i diritti di chi non ha voce, come gli animali, nostri compagni di vita e quindi anche di vacanza.

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Cultura

Opere artistiche di studenti e studentesse per non dimenticare le vittime innocenti negli anni del terrorismo Premiazione vincitori del bando indetto dalla FITeL “Ricordare il passato per progettare il futuro” ed esposizione delle opere alla Casa del Cinema di Fabiana Pampanini

"Ricordare il passato per progettare il futuro", questo il titolo di un concorso indetto dalla FITeL Nazionale per coinvolgere direttamente i giovani dei licei artistici a ricordare le vittime innocenti negli anni del terrorismo.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Numerosi i partecipanti che attraverso la creazione di un’opera artistica hanno trasmesso emozioni, significati, simboli, ricordi, speranza.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Studenti e studentesse del liceo artistico Alessandro Caravillani e dell'Accademia di Belle Arti di Roma hanno preso parte al concorso producendo disegni, bozetti a mano libera, scatti fotografici digitali, opere in ceramica e video digitali.kkkkkk I vincitori, le cui opere sono state valutate da una giuria apposita, saranno premiati il 3 ottobre presso la Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni, 1 (Roma).kkkkkkkk In tale occasione saranno esposte tutte le opere dei partecipanti al concorso che la FITeL ringrazia per l’impegno e la dedizione nel ricordare le vittime innocenti del terrorismo, pensando ad un futuro migliore.kkk Visitando il sito della FITeL, in particolare cliccando sul link www.fitel.it/Objects/Pagina.asp?ID=1287, è possibile consultare la galleria fotografica che contiene le immagini di tutte le opere in concorso. Come accennato precedentemente sono stati presentati anche dei video che sono stati caricati nel canale youtube in una apposita playlist. Anche in questo caso è possibile vederli collegandosi al link www.youtube.com/playlist?list=PLF0E20DEA7839BDF1&feature=plcp

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Cultura

L’arte più antica del mondo va verso i giovani Intervista di Augusto Gallo a Francesco Silvestri, drammaturgo di fama, che ha voluto dare una possibilità a giovani e meno giovani aprendo a Modica la sua scuola di teatro

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d ecco che nel novembre 2011 a Modica, provincia di Ragusa – in Trinacria – vede la luce l’Accademia Teatrale Clarence.kkkkkkkk I corsi sono rivolti a tutti quelli che vogliono “imparare” o ”comprendere” l’arte più antica del mondo. Quella di rappresentare sulla scena e dentro la scena uno scritto. Naturalmente “rappresentare” sulla scena non è da tutti, bisogna esserci portati istintivamente ma soprattutto applicarsi e studiare dizione, portamento, canto, esercitare la memo-

questo progetto. Noi, attori, autori, registi, siamo artigiani: lavoriamo con il nostro corpo, la nostra voce, i nostri sentimenti. E insegnare ai giovani ad usare tutto ciò, mi sembra, attualmente, molto più gratificante di qualunque applauso di fine replica”.k Francesco qual è il panorama su cui si affaccia la tua Accademia?kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk “Siamo geograficamente in una zona bellissima, dove ha avuto origine la nostra civiltà e dove la nostra storia culturale affonda le radici. E poi, cosa c'è di più "teatrale" del Barocco? E qui, tra Modica, Ragusa Ibla, Noto e Scicli siamo nella patria del Barocco”.kkkkkkk Ci parli dei tuoi studenti?kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk ”Prima di diventare miei studenti bisogna superare una prova “attitudinale”. Tutti vorrebbero fare l’attore, tutti vorrebbero scrivere testi teatrali, ma non sempre si hanno le capacità per svolgere queste professioni; bisogna studiare tanto, sacrificarsi e dare tutto sé stessi al raggiungimento della capacità di stare sul palcoscenico in modo professionale! L'Accademia CLARENCE, poi, prevede un bell'impegno: dodici ore settimanali e tanto studio a casa. Non c'era mai stato nulla di simile da queste parti.”kkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Maestro, mi racconti qualche esperienza “fondamentale” della tua vita professionale; qualcosa che ha dato una svolta “decisiva” per il tuo futuro?kkkkkkkk Questa è una domanda davvero difficile. Ma credo, dopo averci tanto pensato, che la svolta decisiva che ha creato anche delle esperienze fondamentali per la mia vita professionale sia stata andar via da casa dei miei. Rendermi autonomo. Aver bisogno di lavorare e cercare lavoro con ogni mezzo. Afferrare la "machiaria e maturare esperienze di vita che solo dietro le velliana" fortuna quando mi passava davanti. Ed io quinte si possono fare.Francesco perché porti avanti l'ho sempre afferrata al volo, avendo anche il coraggio l’idea dell’Accademia?“Era da tanto che accarezzavo di dire "no, grazie. Questo non mi interessa".kkkkkkkk

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Musica

Concertone per l’Emilia, incasso devoluto in beneficienza per i terremotati di F.P.

Il concertone dell’Emilia, un evento musicale importante che ha permesso di sostenere economicamente ma anche moralmente i terremotati. L’iniziativa è stata organizzata da Beppe Carletti, leader dei Nomadi e Francesco Guccini lunedì 25 giugno presso lo stadio Dall’Ara a Bologna.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

da Francesco Guccini e Caterina Caselli che durante l’esibizione ha toccato profondamente il pubblico con la sua interpretazione unica di "Insieme a te non ci sto più".kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Tanti gli artisti che hanno riempito il palco di musica e parole, da Raffaella Carrà a Luciano Ligabue, da Gianni Morandi a Gaetano Curreri, da Cesare Cremonini a Laura Pausini. Una giornata davvero emozionante, densa di fiducia e ottimismo per ripartire tutti insieme.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Le 40mila persone che hanno riempito lo stadio Dell’Ara per assistere al concertone per l’Emilia, insieme ai tantissimi sms inviati dal pubblico a casa, hanno permesso di raggiungere un incasso di oltre 2 milioni e mezzo di euro che sarà totalmente devoluto in beneficienza alle popolazioni terremotate.kkkkkkkkkkk Dopo il grande successo della serata del 25 giugno non è da esludersi che la Rai possa organizzare il secondo concerto per i terremotati dell'Emilia, replicando l’iniziativa.

Dopo il sisma del 20 maggio è cominciato un giro di chiamate e passaparola che ha permesso la formazione di una cast di artisti prestigiosi che hanno regalato voci ed emozioni per sostenere fino in fondo la realizzazione del Concerto per l’Emilia.kkkkkkkkkkk Il rock di Zucchero ha dato il via allo spettacolo seguito

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Musica

Festival internazionale di Musica e Arte Sacra di Aldo Albano

Si svolgerà dal 2 al 14 novembre 2012 a Roma e in Vaticano nelle Basiliche Papali di S.Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura e nella Basilica di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio e nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli . In questi luoghi solenni, ricchi di tesori d’arte e di cultura, si potranno ascoltare le più belle pagine della letteratura classica musicale con grandi artisti quali i “Wiener Philharmoniker “.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk L’arte e lo spirito, la persona e la cultura : la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra vi accoglie in un Viaggio nella storia e per l’uomo. Il Presidente e Fondatore Hans-Albert Courtial ci presenta questo evento con alcuni pensieri infiniti “ Non silenziose vestigia, ma doni eloquenti che parlano al giorno d’oggi e continuano a parlare a tutti, nel loro vocabolario universale della bellezza. La musica e l’arte quando sono poi unite nell’esprimere il sacro, ossia come scrisse Paolo VI, diventano segno sensibile di cose e di bellezze nascoste, aprono inconsueti scenari nella profondità dell’animo, nella dimensione spiriturale, facendoci cogliere ciò che di bello, buono e verso l’uomo ha saputo e sa creare e trasmettere . Un patrimonio immenso che la Fondazione invita a scoprire, conoscere, salvare, godere: da Roma, culla della cristianità, s’irradia al mondo e nel mondo sono tanti gli amici che ci aiutano, apprezzano e sostengono “. Il Programma inizia con la Messa di Requiem di G. Sgambati, nella Basilica di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio: Nel corso del XI Festival saranno eseguite musiche di G. Frescobaldi, C. Monteverdi, G.P. da Palestrina, Mozart, F. Schubert, J. Haydn,G. Rossini, il Coro della Westminster Cathedral. Un evento da non perdere.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Mostre

AOSTA, Museo Archeologico Regionale, Il padre dell’arte astratta, fino al 21 ottobre di Aldo Savini

Al Museo Archeologico Regionale la grande mostra Wassily Kandinsky e l'arte astratta tra Italia e Francia, indaga l’iter creativo di Kandinsky che prende avvio dal 1925 quando termina la stesura del manoscritto Punto, Linea, superficie e si conclude nel 1944, anno della sua scomparsa. kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Nel 1933 dopo l’ascesa al potere di Hitler, si trasferisce dalla Germania, dove aveva insegnato al Bauhaus, a Parigi, allora dominata dai surrealisti, e vi rimane per undici anni. Le opere di questo periodo rappresentano una vera e propria svolta nell’indagine dell’artista e avranno effetti determinanti sulle vicende artistiche degli anni Cinquanta e Sessanta con particolari riflessi sull’espressionismo astratto americano. Sono esposte una quarantina di sue opere, con alcuni grandi capolavori del periodo parigino, quali Noir bigarré del 1935, Voisinage del 1939, Au milieu e Balancement del 1942. Ad esse si affiancano altrettante opere di artisti italiani e francesi che hanno vissuto in contatto con lui o che a lui si sono i s p i r a ti . k k k k k k k k k k k k k k k k k k Il percorso espositivo si apre con una sezione didattica, a cui segue la ricostruzione della Sala della Musica dell’Esposizione di Architettura di Berlino del 1931 disegnata da Kandinsky che accoglie importanti sue opere realizzate nella seconda metà degli anni Venti. Nelle sale successive si alternano le opere di Kandinsky caratterizzate da un forte carattere cromatico e da linee movimentate con quelle di astrattisti italiani e francesi, tra cui Jean Arp, Sophie Taeuber-Arp, César Domela, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Florence Henri, Alberto Magnelli, Alessandro Mendini, Joan Miró, Gianni Monnet, Francis

Picabia, Mauro Reggiani,Atanasio Soldati, Ettore Sottsass e Luigi Veronesi.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Una sala è dedicata alla registrazione della “composizione scenica” con le scenografie realizzate su disegno di Kandinsky, incentrata sulla relazione tra arte e musica. Infine, il designer Alessandro Mendini ha creato un ambiente interamente ispirato all’arista con un arazzo, un dipinto, una credenza, una specchiera ed il divano Kandissi del 1978, una delle creazioni più famose di Studio Alchimia dove si realizza la contaminazione tra colore e forma.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

nell’immagine, W. Kandinsky, Senza titolo, 1940 Mostra: Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Franciakkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Sede: Aosta, MAR Museo Archeologico Regionale, Piazza Roncas 12kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Periodo: 26 maggio - 21 ottobrekkkkkkkkkkkkkkkkkkk Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 19kkkkkkkkkkkkkkkkkk Ingresso: intero euro 5, ridotto euro 3,50, gratuito per i minori di 18 anni e per i maggiori di 65 anni Catalogo: Mazzottakkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Mostre

Di qua e di là dell’Atlantico, tra Otto e Novecento Firenze, Palazzo Strozzi, fino al 15 luglio di A. S. La Fondazione Palazzo Strozzi celebra il quinto centenario della morte di Amerigo Vespucci con la mostra Americani a Firenze. Sargent e gli impressionisti del Nuovo Mondo a testimonianza dei forti legami della città con trentadue pittori americani, tra cui John Singer Sargent, che a partire dalla metà dell’ Ottocento, e soprattutto alla conclusione della guerra di Secessione nel 1865, fino al primo conflitto mondiale soggiornarono a Firenze e in Toscana. In quel periodo Firenze, Venezia e Roma erano diventate polo di attrazione per coloro che volevano conoscere e studiare l’arte del passato. Ma poi è l’atmosfera luminosa del “paesaggio civilizzato” delle colline fiorentine, tra ville, giardini e oliveti, che si traduce nello splendore dei colori che pervade le loro opere, tanto che al di là dell’Atlantico si diffuse nell’immaginario americano il mito della Toscana e dell’Italia. Gli artisti americani risentivano della formazione accademica ricevuta in patria, ma su questa base si andò innestando il confronto con gli impressionisti francesi, i naturalisti toscani e i Macchiaioli, artisti particolarmente sensibili agli effetti naturali della luce. Anche Franck Duveneck e la moglie Elisabeth Boott ebbero un ruolo importante nelle relazioni fra artisti americani e toscani, riunendo intorno a sé un gruppo di allievi, i cosiddetti “Duveneck boys”, fra i quali si distinsero John White Alexander e Joseph Rodefer DeCamp. Presenti a Firenze oltre a Mary Cassatt, la pittrice Cecilia Beaux e la scultrice Bessie Potter Vonnoh che negli Stati Uniti erano state ammesse a frequentare le Accademie già dalla fine degli anni Sessanta quando in Francia e in Italia le artiste erano ancora costrette a frequentare scuole private.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Il percorso espositivo si apre con i “precursori” William Morris Hunt e John La Farge, e gli “espatriati” in Europa John Singer Sargent, Mary Cassatt e James Ab-

bott McNeill Whistler. Seguono poi le opere di soggetto fiorentino dipinte da alcuni esponenti del gruppo americano più vicini all’Impressionismo: i “Ten American Painters”, fra cui William Merrit Chase e Frederick Childe Hassam. Le loro opere dialogano con quelle dei pittori fiorentini e toscani che si avvicinarono ai circoli culturali più esclusivi di quella colonia internazionale, fra cui Telemaco Signorini, Vittorio Corcos, Michele Gordigiani e, toscano “naturalizzato”, Giovanni Boldini. In mostra sono inoltre presenti ritratti femminili di grande effetto visivo: giovani, adolescenti o addirittura bambine, spesso rappresentate con una veste candida, proprio per evocare un sentimento di innocenza e purezza, a testimoniare la fiducia e la speranza nel futuro incarnata dalla giovane nazione americana. L’ultima sezione della mostra propone un salto al di là dell’Atlantico al seguito di artisti che, dopo aver viaggiato in Europa e soggiornato in Italia, tornarono a casa con un ricco bagaglio di esperienze.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

Mostra: Americani a Firenze. Sargent e gli impressionisti del Nuovo Mondokkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Sede: Palazzo Strozzikkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Periodo: 3 marzo – 15 lugliokkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Orario: tutti i giorni 9 – 20; giovedì 9 – 23kkkkkkkkkkkk Ingresso: intero euro 10, ridotto euro 8, scuole euro4

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Mostre

nell’immagine: John Singer Sargent, Buoi al riposo

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Mostre

Un protagonista dell’Arte concettuale Foligno, CIAC, fino al 9 settembre di A.S.

Il Centro Italiano di Arte Contemporanea di Foligno, un cubo nero completamente rivestito di acciaio corten nel cuore del centro storico, che un intervento architettonico conclusosi nel 2009 ha consentito il recupero di un fatiscente edificio, danneggiato dal terremoto del 1997 e dismesso da molti anni, ospita la mostra “Vincenzo Agnetti. L'Operazione concettuale”. Protagonista outsider dell'arte italiana degli anni Sessanta-Settanta, Agnetti (Milano 1926 – 1981), artista visivo, poeta e scrittore, è considerato uno dei massimi esponenti dell'arte concettuale internazionale. Dopo il Diploma all'Accademia di Belle Arti di Brera segue la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler e partecipa alla vicenda della rivista d'arte Azimuth e dell'omonima galleria fondata da Piero Manzoni ed Enrico Castellani. Della variegata attività creativa di Agnetti restano le opere realizzate a partire dal rientro in Italia nel 1967 dopo un soggiorno di 5 anni in Argentina. Sono dipinti, sculture, azioni e scritti, spesso dedicati anche all'opera di altri artisti amici, come Manzoni e Castellani, ma anche Melotti, Calderara, Arakawa, Girke, Prantl e Jochims. Al 1967 risalgono le prime opere di “logica permutabile” con le quali affronta la problematica della relatività dei significati del linguaggio, dimostrando che se l'opera, con la forza della sua essenza visiva, comunica di per sé, tuttavia essa reca anche una sottostante valenza critico-epistemologica. Nel 1968, nel pieno della contestazione studentesca, espone la Macchina drogata, una calcolatrice Divisumma 14 Olivetti, i cui centodieci numeri vengono sostituiti con altrettante lettere dell'alfabeto, idonee piuttosto alla composizione e intonazione poetica che al calcolo. La Macchina drogata (nell’immagine) è esposta al CIAC insieme a una cinquantina di opere, tra cui l'Apocalisse e il Libro dimenticato a memoria del 1970, gli Assiomi su bachelite del 1969-70, i Feltri, pannelli incisi a fuoco, e Surplace del 1979-80, quattro sculture e le Photo-Graffie del

1980, di poco precedenti la sua scomparsa.kkkkkkkkk Mostra: Vincenzo Agnetti. L'OperAzione concettual

nell’immagine: Vincenzo Agnetti, esponente dell’arte concettuale internazionale Sede: Foligno, CIAC (Via del Campanile, 13)kkkkkkkk Periodo: 23 giugno – 9 settembrekkkkkkkkkkkkkkkkk Orario: venerdì, sabato e domenica 10.00-13.00 15,30-19.00kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Ingresso: gratuitokkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Mostre

Lo splendore dell’argento Chieti, Museo Palazzo de’ Mayo, Fondazione Carichieti di A.S. Completato il restauro delle sale di Palazzo de’ Mayo, la Fondazione Carichieti presenta la preziosa collezione “Gli argenti di Palazzo de’ Mayo”, una raccolta di 163 esemplari antichi. La storia dell’argento ha radici molto lontane nel tempo, si pensa che le tecniche di estrazione siano comparse in Anatolia nel IV millennio a.C. mentre le prime testimonianze di opere risalgono al II millennio a.C.. L’argento è stato uno dei metalli più richiesti per un utilizzo che spazia dalla monetazione agli oggetti d’uso, dalle suppellettili sacre a quelle domestiche. L’ampia diffusione che gli oggetti d’argento hanno avuto in età moderna presso le classi abbienti, rappresentando un simbolo dell’agiatezza di coloro che ne avevano il possesso, ha stimolato un ricco collezionismo per la vasta gamma di manufatti presenti sul mercato. Un lungo lavoro di ricerca ha consentito alla Fondazione Carichieti di acquisire una collezione raffinata e di non comune reperibilità che ripercorre alcuni momenti della lunga e articolata vicenda della lavorazione dell’argento. I manufatti, databili dalla fine del Seicento ai primi del Novecento, provengono da prestigiose botteghe di argentieri di

Francia, Russia, Olanda, Germania, Italia, Austria e Danimarca, e soprattutto dalle manifatture inglesi. Questa varietà consente di mettere a confronto tecniche artigianali diverse e allo stesso tempo gli stili delle espressioni artistiche tipiche, dal classico al barocco, dal neoclassico all’impero. Risaltano per eccellenza la rara “Alzata Carlo II Stuart” (Inghilterra, 1678), le elegantissime “Anfore” (Inghilterra 1864/1865 e 1884), le “Caffettiere” (Russia 1845 e Inghilterra 1805), il “Servizio da tè e caffè” (Inghilterra 1889), la “Coppa per vino” (Inghilterra 1870) e il “Piatto Liberty” (Austria post 1867).kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

nell’immagine: Teiera, Inghilterra 1880

nell’immagine: Zuccheriera, Inghilterra 1880

Mostra: Gli argenti di Palazzo de’ Mayo Sede: Chieti Museo Palazzo de’ Mayo Fondazione Carichieti (C.so Marruccino, 121) Periodo: permanente Orario: da martedì a domenica 10 – 13, sabato e domenica anche 16 – 20. Luglio e agosto orario estivo “visita in notturna”: tutti i giorni da martedì a domenica 19 – 23. Ingresso gratuito per tutto il 2012. Visite guidate su appuntamento Catalogo: Umberto Allemandi & C.

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Mostre

Il Divisionismo nella Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona di A.S.

La Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona ha raccolto negli anni un’interessante collezione per valorizzare un importante primo nucleo di dipinti di Giuseppe Pellizza da Volpedo, grazie a mirate acquisizioni e significativi comodati, di opere rappresentative di artisti italiani che, tra Otto e Novecento, hanno aderito al Divisionismo. Nel complesso si compone di un’ottantina di dipinti di Carlo Fornara, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Giovanni Segantini, e molti altri, che con una grande varietà di linguaggi pittorici si sono confrontati con la scomposizione ottica dei colori complementari, creando originali effetti di luce. Con tale tecnica hanno affrontato le tematiche sociali degli ultimi decenni dell’800 e i primi del ‘900, dal mutato rapporto con il mondo agreste all’evoluzione della città moderna, dalle scoperte scientifiche ai dirompenti conflitti sociali.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Il percorso espositivo della collezione si sviluppa attraverso sezioni tematiche mirate ad evidenziare anche le affinità tra le opere delle diverse aree geografiche, cercando confronti insoliti, a volte perfino sorprendenti. A capolavori, quali Piazza Caricamento di Plinio Nomellini (nell’immagine), Mi ricordo quand’ero fanciulla (Entremets) di Angelo Morbelli, Il seminatore di Carlo Fornara, Ona staderada di Emilio Longoni, di recente acquisizione, si affiancano, in comodato, opere altrettanto significative di Giovanni Segantini, Vittore Grubicy, Gaetano Previati e Giuseppe Pellizza, tra cui spicca la celebre Processione insieme ad altre opere, provenienti dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.kkkkkkkkkkk La collezione è arricchita da testimonianze pre-divisioniste, tra Scapigliatura e Naturalismo, comunque pertinenti alle ricerche tecniche e sociali degli artisti che diventarono, pochi anni dopo, importanti inter-

preti del divisionismo e al tempo stesso prospetta gli esiti dell’imminente stagione futurista, testimoniati in particolare dal disegno di Umberto Boccioni Casa in costruzione del 1910, dove l’artista affronta le tematiche urbane, decisamente ottimista sulle opportunità della nuova epoca industriale. La Pinacoteca intende, inoltre, offrire un luogo di approfondimento e conoscenza della genesi e degli sviluppi di questo momento, avvalendosi anche della Biblioteca, allestita al piano nobile del Palazzetto medievale, aperta al pubblico e tesa alla promozione degli studi sull’arte tra ‘800 e ‘900.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

nell’immagine: spazi espositivi della Fondazione Cassa di Risparmio Tortona Sede: Palazzetto medievale, C.so Leoniero, 2 (angolo Piazza Duomo), Tortona (Al)kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Periodo, permanente dal 25 maggio 2012kkkkkkkk Orario: maggio – settembre, sabato e domenica, dalle 15.30 alle 19.00; Ottobre – aprile, sabato e domenica, dalle 15.00 alle 18.30kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Ingresso: gratuito Catalogo: Skirak

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Mostre

I graziosi corpi da parer vivi di Luca Signorelli Perugia, Orvieto, Città di Castello, fino al 26 agosto di A.S.

Pittore “de ingegno et spirto pelegrino”, con questa espressione Giovanni Santi, padre di Raffaello, indicava Luca Signorelli (Cortona circa 1450 – 1523) come un tipo dal carattere ingegnoso ed eccentrico, audace e artificioso nelle invenzioni pittoriche. Anche Giorgio Vasari nelle sue Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, lo cita come pittore eccellente e famoso per il modo di fare “gl’ignudi sì bene con arte da parer vivi”, collocandolo così tra i più grandi artisti del Rinascimento. La sua prima formazione avviene nella bottega di Piero della Francesca, dove inizia a dipingere, ma soprattutto acquisisce una profonda conoscenza delle nozioni prospettiche che gli garantiranno una piena padronanza della tecnica dello scorcio, fondamentale per dare volume e movimento alle figure. Successivamente incontra Andrea del Verrocchio, scultore, orefice e artigiano, dal quale apprende i segreti della tecnica del disegno per delineare sempre le figure prima di dipingerle, soprattutto i nudi presenti nel suo lungo percorso figurativo, rivelatori dell’interesse per l'anatomia del corpo umano. A Roma, lavora alla decorazione della Cappella Sistina accanto a Bartolomeo della Gatta, Cosimo Rosselli, Pinturicchio, Ghirlandaio e soprattutto Perugino che ne influenza lo stile e la tecnica pittorica. L’Umbria gli dedica una grande mostra dislocata nelle sedi di Perugia, Orvieto e Città di Castello. Alla Galleria Nazionale dell’Umbria, a Perugia, viene illustrata interamente con oltre sessanta dipinti la sua carriera artistica, completata da una selezione di disegni, provenienti dagli Uffizi, dal Louvre e dal British Museum, che fanno comprendere la fondamentale importanza che ha avuto la progettazione grafica nella costruzione dell’impianto pittorico di ciascun dipinto. A Orvieto, all’interno del Duomo di Santa Maria Assunta Signorelli ha portato a termine tra il 1499 e il 1504 la decorazione della Cappella di San Brizio avviata dal Beato Angelico nel 1447, raffigurante il Giu-

dizio Universale, con le scene del Finimondo, dell’Inferno e del Paradiso, da cui pare che Michelan gelo abbia tratto ispirazione per realizzare il Giudizio Universale della Cappella Sistina. Infine, alla Pinacoteca Comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera di Città di Castello sono esposti alcuni dipinti commissionati a Signorelli dalla famiglia dei Vitelli che detenne la Signoria di Città di Castello per circa due secoli, affiancati per l’occasione da altri lavori provenienti da collezioni italiane e straniere.kkkkkkkkkkkk

nell’immagine: Signorelli Luca Mostra: Luca Signorelli, de ingegno et spirto pelegrino Sedi: Perugia, Palazzo dei Priori Galleria Naz. dell'Umbria; Orvieto, Duomo, Museo dell’Opera e Chiesa dei Santi Apostoli; Città di Castello, Pinacoteca Comunale. Periodo: 21 aprile - 26 agosto 2012kkkkkkkkkkkkkkkk Orario: tutti i giorni dalle ore 9 alle 19kkkkkkkkkkkkkk Ingresso: intero euro 10, ridotto euro 8kkkkkkkkkk Catalogo: Silvana Editoriale

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Tra orrore e pietà: la pace impossibile Reggio Emilia, Palazzo Magnani, fino al 15 luglio di A.S. Don McCullin (Londra, 1935), fotografo e fotoreporter, è stato il testimone di molti dei conflitti e delle tragedie umanitarie della seconda metà del secolo scorso, sia di guerre, rivolte e conflitti etnici, che di tragedie ed emergenze sociali, dalle gang urbane al dramma dell'Aids in Africa.kkkkkkkkk La mostra Don McCullin. La pace impossibile. Dalle fotografie di guerra ai paesaggi 1958-2011 con 160 immagini, rigorosamente in bianco e nero, tutte stampate personalmente da McCullin, più che una documentazione è un racconto drammatico di enorme potenza espressiva, pur venato di compassione per la dignità di ogni essere umano. Si snoda lungo un percorso che tocca la costruzione del muro di Berlino (1961), il conflitto tra Greci e Turco-Ciprioti a Cipro e la guerra in Congo (1964), la guerra del Vietnam, culminata nell’ offensiva del Têt (1965-68), la guerra civile e la carestia in Biafra (1968-69), la guerra nella Cambogia dei Khmer Rossi (1970-75), la guerra civile in Irlanda del Nord (1971), il colera nel Bangladesh (1971), la guerra tra milizie cristiane e palestinesi in Libano, fino ai massacri di Sabra e Shatila (1982), i lebbrosi e i poveri dell'India (1995-97), le vittime dell'Aids e della tubercolosi nell'Africa meridionale (2000). Poi le fotografie che si addentrano nelle contraddizioni della società inglese con le gang e i teddy-boys, i senza-tetto e i disoccupati ma anche i nobili alle corse dei cavalli di Ascot. E infine le nature morte, altari votivi che lui stesso mette in scena nella sua casa, i paesaggi nelle campagne che la circondano, fotografati solo all’alba o al tramonto e d'inverno, e le rovine del passato glorioso di Roma.Nato a Londra nel 1935, McCullin ha avuto un'infanzia e un'adolescenza durissime a causa della guerra. Nel 1950, alla morte del padre, abbandona la scuola e si presta per diversi lavori, fino al servizio militare nella RAF (Royal Air Force) nel 1955 dove opera nelle sezioni fotografiche. Con la sua prima macchina fotografica, una Rolleicord, nel 1958 realizza il primo servizio fotografico su una gang londinese e inizia a lavorare come fotogiornalista freelance. Nei primi anni Sessanta inizia la carriera di fotoreporter, documentando le vicende sociali e civili nel suo Paese e le crisi internazionali. A partire dagli anni Novanta, abbandona progressivamente il mestiere di fotoreporter per dedicarsi a fotografie di natura morta e di paesaggio.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Mostra: Don McCullin. Fotografie della guerra e della pace, 1958/2011 Sede: Palazzo Magnani, Reggio Emilia Orario: fino al 24 giugno: 10 - 13 / 15.30- 19, sabato e domenica 10 - 19; dal 26 giugno al 15 luglio: 16 - 23. Chiuso lunedì Ingresso: intero euro 7, ridotto euro 5, studenti euro 4

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La nobiltà degli antichi mestieri e della gente comune Stra (VE), Villa Pisani, fino al 4 novembre di A.S. Al Museo Nazionale di Villa Pisani la mostra Nobiltà del lavoro. Arti e Mestieri nella Pittura Veneziana dell’800 illustra i diversi aspetti del lavoro attraverso le raffigurazioni dei mestieri praticati a Venezia e nell’entroterra veneziano lungo tutto il secolo che segue la caduta della Serenissima fino ai primi decenni del Novecento. Sono esposte opere di molti artisti, alcuni noti altri meno, che hanno come soggetto la gente comune intenta alle attività quotidiane tra le pareti domestiche, all’aperto nei cantieri, nei campi, nelle strade e nelle piazze delle città. Dal vasto repertorio di attività legate alla marineria, alle tradizionali risorse dell’industria vetraria muranese e della pesca lagunare emerge un quadro degli usi e dei costumi della vita del tempo. In un discorso del 1850 il Segretario dell’Accademia di Venezia Pietro Selvatico esortava i pittori ad entrare «nelle chiese, negli spedali, nelle officine e a guardare al vero, affinché con le loro immagini l’arte tornasse ad essere apprezzata dalla gente comune e anche dalla nuova committenza borghese”. La mostra nello splendido scenario della settecentesca Villa Pisani presenta una Venezia con campi e campielli dove si avverte l’animazione caratteristica dei mercati, con calli, ponti e canali percorsi da ambulanti, arrotini, venditori di caldarroste, lustrascarpe, fiorai, carbonai, burattinai, suonatori girovaghi, mentre dentro le botteghe operano calzolai, sarti e barbieri e nelle fucine ferve il lavoro dei fabbri. Non mancano le donne impegnate come bigolanti con il secchio o bigol sulle spalle, altre vendono polli, fiori, frutta; ci sono, poi, lavandaie, venditrici di zucca, balie, cuoche, domestiche a servizio delle famiglie dei ricchi borghesi o della nobiltà di un tempo e lungo le callette veneziane le impiraresse (infilatrici di perle) lavorano a domicilio, talora appena fuori dell’uscio di

casa, mentre all’interno sono impegnate sartine, ricamatrici e merlettaie. Interessanti le immagini di mercato in Piazza delle Erbe a Verona, di una pescheria a Chioggia e della campagna dove sono al lavoro mondine, contadini, zappatrici e fienaiole. É una pittura di genere che rivela un interessante e curioso reportage sulle attività della gente comune che diventa protagonista di una grande epopea, quella del lavoro, nella sua concreta, industriosa, sostanziale nobiltà.

nell’immagine: Luigi Cima, I Fabbri, 1896, Olio su tela

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nell’immagine: Ettore Tito, Le mondine in Polesine, 1885 Mostra: Nobiltà del lavoro. Arti e Mestieri nella Pittura Veneta tra 800 e 900 Sede: Museo Nazionale di Villa Pisani, Stra (Venezia) Periodo: 2 giugno – 4 novembre 2012 Orario: fino al 30 settembre, tutti i giorni dalle 9 alle 20; dall’1 ottobre, dalle 9 alle 17. Chiuso il lunedì Ingresso: Villa e mostra Nobiltà del Lavoro + Parco e mostra fotografica: intero euro 10, ridotto euro 7,50 Catalogo: Umberto Allemandi

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Mostre

Stupende vedute e fastose scenografie Caserta, Appartamenti storici della Reggia, fino al 14 ottobre di A.S. Nella Sala delle Guardie del Corpo e nelle retrostanze della Reggia trentanove opere il periodo della maturità di Antonio Joli, prima a Madrid dal 1749 al 1754 ed in seguito presso la corte borbonica napoletana dal 1759 fino al 1777, anno della morte, compongono la mostra “Antonio Joli tra Napoli, Roma e Madrid. Le vedute, le rovine, i capricci, le scenografie teatrali” che, articolata in 4 sezioni, presenta vedute spagnole, vedute di Napoli e dintorni, scenografie e vedute di Roma.kkkkkkkkkkkk Le vedute spagnole sono quattro, tre di Madrid e una di Aranjuez con la flotta del Tajo. Tra le vedute di Napoli e dintorni, conservate sia presso la Reggia vanvitelliana sia presso il Museok nell’immagine: A. Joli, Alessandro Magno scopre la tomba di Achille di San Martino, spiccano “L’innaugurazione della cascata del Parco”, evento organizzato in occasione delle nozze di Ferdinando IV con la regina Maria Carolina nel maggio del 1768, l’“Interno del Tempio di Poseidone a Paestum”, realizzata nel 1759, e l’“Arco di Traiano a Benevento”.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Sontuose le scenografie esposte, di cui una può sicuramente riferirsi all’opera ”Alessandro nelle Indie”, già messa in scena al teatro San Giovanni Crisostomo di Venezia durante il Carnevale del 1738 e riproposta nel maggio 1768 presso il San Carlo di Napoli.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Infine, i dipinti conservati presso la Reggia, messi a confronto con opere di Michele Marieschi (1710- 1743) provenienti dal Museo Filangieri di Napoli e di Bernardo Bellotto (1722-1780) dal Museo Civico di Asolo, opere attinenti sia alla formazione dell’artista sia ai soggetti romani esposti, tra i quali spiccano una splendida “Veduta del Tevere con Castel Sant’Angelo e San Pietro” e una “Veduta di Piazza del Popolo” di cui si contano diverse versioni, essendo un soggetto particolarmente gradito ai viaggiatori del Grand Tour. Parte integrante del percorso espositivo, anche se a distanza, la visita del Teatro di Corte nel quale Joli realizzò alcune scenografie di opere liriche. Antonio Joli (Modena 1700 ca. - Napoli 1777) dopo la prima formazione nella città natale, a

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Mostre

vent’anni, si trasferì a Roma dove conobbe Giovanni Pannini, dal quale riprese il gusto per la veduta con inserti archeologici. Nel 1725 fu di nuovo a Modena, poi a Venezia nel 1740, dove conobbe, e ne subì l’influenza, Canaletto e Bellotto. A partire dal 1744 aveva intrapreso anche una fortunata attività di scenografo, prima in Inghilterra, dove rimase fino al 1749, e subito dopo in Spagna, dal 1749 al 1754, chiamato al servizio della corte di Fernando VI e Barbara di Braganza su segnalazione del famoso cantante d’opera Farinelli, organizzatore a Madrid di feste di corte e spettacoli teatrali per i quali Joli realizzò fastose scenografie. Tornato in Italia nel 1754, si trasferì nuovamente a Venezia e nel 1755 fu tra i fondatori dell’Accademia di pittura e scultura. Nel 1759 è documentato per la prima volta a Napoli, in occasione della partenza di Carlo di Borbone per la Spagna; nel 1762 subentrò a Vincenzo Re come scenografo del teatro San Carlo e organizzatore di feste di corte. In quegli anni dipinse molte vedute di Napoli e dintorni descrittive nei dettagli dei vari aspetti del paesaggio urbano napoletano, spesso popolato con la presenza dei sovrani e della corte.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Mostra: Antonio Joli tra Napoli, Roma e Madrid. Le vedute, le rovine, i capricci, le scenografie teatrali Sede: Reggia di Caserta, Appartamenti storicikkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Periodo:14 giugno - 14 ottobre 2012kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Orario: 8.30 - 19.00. Chiuso il martedìkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Ingresso: biglietto cumulativo comprendente Appartamenti storici, mostre Haring, Dalisi e Joli, Quadreria, Parco e giardino inglese euro 13,20. Solo appartamenti storici e mostre euro 10,20kkkkkkkkkkkkkkkk

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Cral e territorio

Il Mondo del dopolavoro fra rilancio e crisi Conclusa la Seconda Conferenza della FITeL a Marina di Massa con la prospettiva di maggiore divulgazione e più crescita di A. M.

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i è parlato di Welfare differito a uso e consumo dei dipendenti e famiglie per fruire di cultura, sport e turismo sociale.kkkKKkKkkk Si è svolto a Marina di Massa nei giorni 11 e 12 maggio la 2° Conferenza di Organizzazione FITeL. L’organizzazione dei Cral e dopolavoro, struttura eccezionalmente unitaria sul fronte sindacale, nata nel 1993 su iniziativa di CGIL-CISL e UIL per valorizzare e sostenere le esperienze associative dei Cral, l’assemblea, ha analizzato la crisi che ha colpito le attività economiche e che di conseguenza si è riversato anche sui circoli ricreativi aziendali che si trovano in grave difficoltà. I Cral nella vita delle aziende sono stati per anni uno strumento di reale integrazione salariale differita per tanti lavoratori e lavoratrici e hanno rappresentato un utile strumento che dava la possibilità di far passare belle vacanze a costi contenuti per diverse generazioni di figli di lavoratori, ha offerto opportunità di viaggi, partecipazioni a eventi sportivi e culturali senza spendere cifre esose in quanto i costi venivano in buona parte sostenuti dalle aziende e ratificate in norme contrattuali.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkk I Cral risentono della crisi, sono sguarniti di risorse, molti di quelli pubblici vengono chiusi anche se in questo momento di crisi con il ricorso alla mobilità, con la precarietà diffusa, e a causa della fragilità dei nuovi lavori che coinvolgono i giovani con le mille forme contrattuali esistenti di lavoro parcellizzato e polverizzato, oggi più che mai il tempo lontano dal lavoro avrebbe bisogno di sostegno e servizi - welfare differito- a uso e consumo di dipendenti e famiglie per poter usufruire di vacanze, cultura, sport e turismo sociale.kkkkkkkkkkkkkkkKKKKKKKKKKKKKKKk L’assemblea ha delineato la strategia per il prossimo

futuro non solo per tenere insieme tutto il mondo dei CRAL ma per guardare avanti con fiducia, ha elaborato anche un strategia di sviluppo dei circoli territoriali provinciali, CRT, per sviluppare le attività legate al tempo libero nelle diverse province, permettendo l’uso di tali benefici anche ai singoli lavoratori dipendenti da aziende anche piccolissime, mettendo quindi in rete le strutture dei Cral esistenti ma permettendo anche l’utilizzo degli impianti sportivi, i sistemi di turismo sociale e svolgendo un ruolo di stimolo alle attività turistiche e culturali di territori non sviluppati, aggregando anche nella rete tutto il mondo dell’associazionismo per fornire servizi di rilievo che possano essere di sostegno in un momento in cui tutti gli spazi di welfare si restringono.

nell’immagine: svolgimento della Conferenza di Organizzazione

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Cral e territorio

Fitel e Cral, sport amatoriale come politica di inclusione sociale e socializzazione di R. R. Lo sport per tutti, occasione di inclusione sociale è dedicato in particolare a quelle persone (bambini, anziani, immigrati, disabili, giovani a rischio e a tutte quelle aree di popolazione esposte al pericolo della marginalità) non appartenenti al sistema della prestazione agonistica, dando loro la possibilità di accedere alle strutture sportive. Realizzare iniziative che hanno come fine la sensibilizzazione ed il coinvolgimento dei cittadini e rendere accessibili, soprattutto, le strutture e i servizi dei Cral e Crt a tutti, in particolare a quei lavoratori, pensionati e cittadini impossibilitati a usufruire di strutture per l’attività fisica. E’ tra gli obiettivi che la FITeL Nazionale intende perseguire con l’iniziative sportive promosse, anche quest’anno, dalla stessa con il sostegno delle strutture territoriali e dai Cral e Crt, che hanno già preso il via con il Calciotto del Lazio, il Campionato di calcio a 5 del 10/17 giugno scorso (550 partecipanti), quello di Tiro a Volo 03/10 giugno (300 partecipanti), quello della Pesca in Acque Marine del 19/24 (280 partecipanti) dell’ARCA – Enel, il torneo di Burraco a Montagnana e a Maratea per proseguire poi sempre con il Calcetto a 5 dal 18 al 21 ottobre ad Assisi e la Cicloturistica del 25 settem-

bre in Umbria con l'Associazione "I Borghi più belli d'Italia", senza contare anche il Campionato Ciclistico intercral Fitel, Arca-Enel/intercral dal 9 all’11 settem bre c.a. a San Vincenzo. La FITeL e i Cral, da sempre luoghi dedicati alla socializzazione e alle iniziative sportive, oggi più che mai, in tempo di recessione e minore peso delle tasche dei lavoratori, tornano ad essere di grande interesse, con iniziative che intendono rivalutare lo sport come elemento di socialità e aggregazione delle diverse fasce d’età e territori, delle comunità, dei quartieri.k Alle attività aderiscono, oltre ai Cral e Crt, anche Associzioni presenti nel territorio. Gli iscritti a queste Associazioni possono usufruire delle strutture e servizi in quei momenti in cui lo spazio resterebbe chiuso, o utilizzato solo in parte dagli stessi Cral a cui sono destinate. Le attività della FITeL sono supportate da una campagna di comunicazione che utilizza come strumenti interattivi: il sito www.fitel.it , i social network facebook e twitter, il canale youtube, la rivista “Tempo Libero” consultabile on line, strumenti informativi come e-mail, manifesti e locandine.

“Laghidivini”, il Festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani Anche quest’anno, si è tenuto il Festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani “LAGHIDIVINI”, manifestazione prestigiosa e di alta qualità in campo enogastronomico e di marketing territoriale: è il primo Festival di scoperta e confronto dei migliori vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani che si svolge da quattro anni, con grande successo, nell’ameno territorio di Bracciano, nel Lazio. La quinta edizione, “LAGHIDIVINI 2012” più ricca e suggestiva delle precedenti, si è tenuta, dal 15 al 17 giugno scorso, nel centro storico di Bracciano (RM), presso l’antico ed ac-

cogliente Complesso Conventuale di Santa Maria Novella, situato nel centro storico della cittadina che dall’alto domina l’omonimo lago. kkkkkkkkkkkkkkkkkk Il Festival 2012 ha visto la partecipazione di una quarantina di laghi, di ottanta aziende vitivinicole con oltre centocinquanta etichette in degustazione. Sempre nell’ambito della manifestazione si sono svolti: convegni, perfomance teatrali e di danza, proiezioni, seminari, workshop, anche un tour a bordo della Motonave Sabazia, mostre e mercato delle eccellenze eno-gastronomiche.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Cral e territorio

Voglia di aggregazione a Pozzuoli di Pasquale Amoroso

Sabato 26 maggio 2012, nella sede dell’Associazione “Liberi Insieme”, è stata adibita la mostra dei lavori con l’uncinetto, eseguiti dalle allieve del 1° corso gratuito, organizzato dall’Associazione e finalizzato a far conoscere e riscoprire le tradizioni del territorio e gli antichi mestieri.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Una scelta coniugata a passione, creatività e manualità, con l’auspicio di favorire la nascita di una vera e propria scuola dell’artigianato artistico locale che coinvolga nuove allieve per futuri corsi. L’iniziativa, è stata molto apprezzata dai Soci e dai cittadini intervenuti, che hanno potuto ammirare gli artistici lavori eseguiti sotto la guida esperta delle Socie Di Mauro e Palladino.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Mercoledì 30 maggio 2012, con la partecipazione di numerosi Soci, si è chiuso il 1° anno di attività della Sezione ballo, presso la palestra scolastica del 2° Circolo “Elsa Morante” di Monteruscello (Pozzuoli), concessa ai sensi della Legge 517 del 04/08/1977 art.12 con delibera del Consiglio Scolastico Provinciale del 25/09/2000 e a norma del regolamento approvato del Consiglio Comunale con delibera n° 73 del 30/07/1999.kkkkkkkkkkkkk Un’attività, quella della sezione, a carattere sperimentale, resa possibile per l’impegno dei Soci Garzillo Caterina, Gaudino Agata, Maddaluno Olimpia e Lanni Ferdinando, che hanno coordinato la gestione della sezione consentendo ai Soci interessati, in maggioranza della terza età, un’attività motoria attraverso l’esercizio del ballo.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Ai Soci impegnati per la riuscita delle due iniziative, che hanno consentito di realizzare e sviluppare momenti di unione e partecipazione, tessendo relazioni umane e sociali efficaci, il Presidente Pasquale Amoroso ha consegnato una targa di ringraziamento per il loro impegno, con l’auspicio di continuare l’esperienza e metterla a disposizione di tutti gli altri.

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Cinema

Il primo uomo di Gianni Amelio di Rita Tomassini

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ratto dal romanzo autobiografico, pubbli l’impossibile (?) convivenza tra due popoli o più etnie cato postumo ed incompiuto, di Albert di uno stesso popolo nello stesso Stato? kkkkkkkkkkk Camus, scrittore e filosofo francese, premio Nobel, segna un momento di grazia del regista Gianni Amelio, complice una sorta di identificazione con la storia personale dello scrittore. Entrambi nati da una famiglia molto povera, senza la figura paterna e cresciuti da una mamma e da una nonna fortemente autoritaria, hanno lavorato da bambini nei mesi liberi dalla scuola e hanno potuto proseguire gli studi solo grazie ad un insegnante che ha creduto nelle loro possibilità e li ha aiutati ad ottenere una borsa di studio. Come dice Amelio in una intervista: “per scrivere i dialoghi non mi sono basato su quelli del romanzo ma su quelli dei miei ricordi familiari”. kk Il protagonista, lo scrittore Jean Cormery, torna dalla Francia nella sua patria d’origine, l’Algeria, invitato ad un dibattito presso l’Università alla vigilia della rivoluzione algerina, per difendere la sua opinione sulla possibilità di francesi e musulmani di convivere in armonia in quanto nativi della stessa terra. Posizioni contestate da entrambe le parti, i musulmani che vogliono un’Algeria indipendente, i francesi che vogliono mantenere il dominio coloniale. Il ritorno in patria è anche l’occasione di un viaggio della memoria, la ricerca della tomba del padre morto nei primi giorni della prima guerra mondiale quando lui ha solo sei mesi, la ricerca della fattoria dove è nato ma che nel frattempo è stata distrutta, il calore silenzioso di una madre dolcissima che nulla ha potuto contro la tirannia assoluta della nonna, l’incontro con il suo antico insegnante il cui interessamento gli aveva permesso di proseguire gli studi e che considererà sempre come un padre, riascoltandone la frase che aveva segnato per sempre la sua vita: “ogni bambino contiene già i germi dell’uomo che diventerà”.kkkkkkkkkkkkkkkkkkk Film intimo e, allo stesso tempo, universale. Film su Gianni Amelio, regista del film “Il primo uomo” una storia del passato che è anche drammaticamente tratto dal libro di Albert Camus attuale. Quanti conflitti ancora oggi hanno alla base

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Cinema

Diaz. La democrazia interrotta di Loretta Masotti Parlare di quello che Amnesty International ha definito “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la fine della seconda guerra mondiale” non è sicuramente facile. Vi si è cimentato Vicari, regista già più volte impegnato nel genere documentaristico d'impegno socio-politico; cinema di denuncia civile, dunque, come quello di Rosi o Lizzani o di Giordana nel recente film “Romanzo di una strage”. Prodotto da Domenico Procacci, fondatore della Fandango, il film non ha trovato, per evidenti motivi politici, nessun altro partner finanziatore. Solo alla fine delle riprese è arrivato un piccolo finanziamento pubblico. E’ stato girato quasi interamente in Romania, perché in Italia non era possibile. Il film si rifà agli atti del processo e al libro“ Diaz, processo alla polizia” di Alessandro Mantovani, giornalista di cronaca giudiziaria che ha seguito il processo per conto del quotidiano “Il Manifesto”e ne ha ricostruito la storia attraverso le parole dei protagonisti (poliziotti, giudici, avvocati, manifestanti). Regista e produttore hanno scelto di concentrare tutto il racconto intorno alla questione della sospensione dei diritti civili, fermandosi alla descrizione dei fatti. L’azione è limitata a una decina di ore, nella notte del 21 luglio 2001 e descrive l’irruzione violenta della polizia, tralasciando la scuola “Pertini”, alla scuola “Diaz”. Successivamente si racconta il trasferimento dei manifestanti alla caserma di Bolzaneto ove i furiosi pestaggi e le torture raggiunsero livelli estremi e tali che lo stesso vicequestore Michelangelo Fournier (interpretato da Claudio Santamaria) ha parlato di macelleria messicana. Le immagini qui sono più eloquenti di molte parole, nella loro drammatica pregnanza. Le stesse situazioni si ripetono e intrecciano, guardate dai vari protagonisti, da ottiche diverse. Viene evidenziato il carattere internazionale della mobilitazione (espressa efficacemente dall’uso dei vari linguaggi e dalla difficoltà di comunicazione), rappresentando molti dei protagonisti stranieri, anche se non si comprende cosa avesse spinto 300.000 persone a recarsi a Genova durante il G8 e cosa in realtà rappresentasse il Genoa Social Forum. E’ un film corale, in cui si parla di 130 persone che hanno subito atrocità che ricordano il Cile di Pinochet e compaiono immagini che richiamano quelle di ”La notte delle matite spezzate” di Hector Olivera. Per questo è un film importante e necessario, al di là delle pur vere considerazioni fatte dai detrattori, che parlano di mancate risposte per un pubblico che chiede di capire il perché e non solo il come di questi avvenimenti. Mancano nomi, contesto, responsabilità politiche. A un certo punto affiora l’ipotesi di una decisione autonoma dei vertici delle forze dell’ordine. Si vede infatti un’auto della polizia che transitava davanti alla Diaz in modo provocatorio per suscitare una reazione dei manifestanti “no global” e così giustificare l’irruzione nella scuola senza l’autorizzazione del magistrato. Solo alla fine della proiezione compare un commento che, con didascalie, ricorda le condanne in primo e secondo grado, riduttive rispetto alla gravità dei fatti imputati (nessuno è in carcere, anzi qualcuno ha fatto carriera e ha avuto promozioni), e la bocciatura per ben due volte, sotto il governo Prodi nel 2007 e Berlusconi nel 2008, della costituzione di una commissione d’inchiesta sui fatti del G8.kForse troppo poco come denuncia della verità.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Ndr. Nei giorni scorsi si è conclusa l’ultima istanza di appello presso la Corte di Cassazione che ha definitivamente condannato 17 funzionari dello stato alle pene detentive e alla interdizione dei pubblici uffici per 5 anni. In conseguenza i funzionari condannati hanno dovuto immediatamente lasciare il servizio.

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Cinema

Catturare i sogni con la settima arte di L. M.

Fin dal piano-sequenza iniziale il film “Hugo Cabret” si contraddistingue per la splendida sintesi tra passato e presente. Vediamo una Parigi degli anni Trenta, attraversata dall’alto con un movimento rapidissimo della macchina da presa, quasi un volo, che ci porta fino alla stazione ferroviaria di Montparnasse. L’immagine poi si blocca su un grande orologio a muro dietro il quale si distingue il piccolo volto del protagonista: Hugo. Tutta la scena è realizzata in 3D, tecnica che Martin Scorsese utilizza per la prima volta. Quello che colpisce è lo sguardo di questo ragazzino di dodici anni che osserva il brulicare della folla da lontano, consapevole della sua estraneità. Leggendo il romanzo dello scrittore e illustratore americano Brian Selznick, ”La straordinaria invenzione di Hugo Cabret”, il regista ha detto che ciò che l’ha affascinato di più nel libro è proprio la profonda solitudine del ragazzo. Il giovane attore (lo ricordiamo per la drammatica interpretazione in un film sulla shoah “Il bambino con il pigiama a righe”) nel corso del film, che può essere inteso come viaggio di formazione, s’interroga a più riprese sul significato del suo lavoro, sul senso della sua esistenza. Perviene infine alla conclusione che se il mondo è una grande macchina in cui ogni pezzo ha la sua ragione d’essere, anche per lui c’è posto, anche lui serve come necessario elemento di un unico ingranaggio. Morto il genitore in un incendio, il giovane troverà infine una nuova figura paterna di riferimento in un burbero giocattolaio a cui Hugo ruba spesso strumenti per riparare un automa, l’unica cosa che gli rimane del padre. Aggiustare l’automa dal volto umano, carpirne il mistero, assume il significato di un recupero dell’eredità paterna. Cercando un padre, Hugo approderà al cinema delle origini, perché il giocattolaio altri non è che il grande regista Georges Méliès, pioniere del cinematografo. Rispetto ai fondatori della settima arte, i fratelli Lumière, considerati artefici di un cinema realistico, Méliès era lo sperimentatore di un cinema fantastico, illusionista, capace di catturare i sogni. Vengono seguiti con flash back l’ascesa, il successo e la parabola discendente di Méliès, di cui rivediamo la famosa scena del film del 1902” Viaggio nella luna” (chiaramente ispirata alle opere di Jules Verne, tra cui “Viaggio al centro della terra”), in cui un razzo si schianta nell’occhio destro della luna che piange. Omaggio dunque al cinema, in questo viaggio nel tempo, per recuperare il desiderio di sognare in un mondo come il nostro che, nella sua problematicità, ai sogni non sembra lasciare più spazio.

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Cinema

Un atto d’amore nei confronti del cinema di L. M.

In un’epoca di film ad alta tecnologia, effetti speciali, 3D, il regista francese Hazanavicius, come atto d’amore nei confronti del cinema, ci propone un film muto (accompagnato solo da musiche al pianoforte composte da Ludovic Bource), reintroduce il cartello con didascalie e il bianco e nero girato, come una volta, in 22 fotogrammi al secondo, rispetto ai normali 25 di oggi. E’ come ritornare all’essenza del cinema riproponendo le regole di allora: storia semplice e lineare, pochi attori impegnati in una recitazione in cui la gestualità ed espressività deve sopperire alla mancanza del parlato. Operazione oggi rischiosa e coraggiosa che ha avuto un buon esito e consensi diffusi fin dal festival di Cannes. Il film, presentato in concorso, ha ottenuto per il protagonista Jean Dujardin la Palma come migliore attore. Non è un film sul cinema muto, ma sulla transizione dal muto al sonoro, tra anni Venti e Trenta a Hollywood nel periodo che precede la grande crisi del 1929. Racconta con un po’ di nostalgia questo momento, attraverso la storia di George Valentin (forse ispirandosi a un grande attore del muto come John Gilbert) che, proprio quando raggiunge l’apice del successo, cade rapidamente in disgrazia per l’avvento del sonoro. Parabola inversa è quella di una giovane ballerina, Peppy Miller, interpretata dalla brava argentina, moglie del regista, Bérénice Bejo, aiutata inizialmente da Valentin ad affermarsi, che col sonoro diventa una nuova stella del cinema. Sarà proprio Peppy, innamorata, ad aiutare Valentin a risollevarsi, ballando con lui il Tip Tap (citazione della ben più brava coppia Ginger e Fred). Vi sono momenti suggestivi, in particolare la rappresentazione di un incubo del protagonista che materializza in immagini la sua angoscia, con le bocche parlanti intorno al viso di Valentin, l’unico che non riesce a emettere alcun suono.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Strepitoso è il simpatico cagnolino, inseparabile amico di George, che strappa risate in un film che, nonostante il carattere prevalentemente melodrammatico, è al tempo stesso ironico e divertente. Ne risulta un’operazione raffinata e sofisticata anche se appare come un accurato esercizio di stile, che difficilmente produce pathos.

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Enogastronomia

Focaccia pugliese Una focaccia soffice e profumata che ha nell’impasto la patata lessa ed e’ condita con pomodorini, origano e olio extravergine d’oliva ( possibilmente tutto Made in Puglia). Altre ricette propongono ho varianti con la cipolla, con l’aggiunta di olive verdi in salamoia o di spicchi d’aglio, ma questa che sto per presentare è quella più classica, ottima e soffice e il giorno dopo è ancora più gustosa.KKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKK Ingredienti per 6 persone: 250 gr di farina 00 250 gr di farina di semola 300 ml di acqua 150 gr di patate 1/2 cucchiaio di sale 4 cucchiai di olio evo 15 gr di lievito di birra 250 gr di pomodorini origano sale olio Tempo di preparazione: 20 min Tempo di cottura: 25 min Tempo totale: 45 min Procedimento per la preparare della focaccia In una ciotola mescolare i due tipi di farine, fare un buco al centro e aggiungere la patate bollita schiacciata. Iniziare ad impastare aggiungendo il lievito disciolto in 100 ml di acqua appena tiepida. Aggiungere 4 cucchiai d’olio, il sale e man mano la restante, fino a quando l’impasto risulterà morbido e un pò appiccicoso. Mettere l’impasto ottenuto a lievitare per 2 ore coprendo la ciotola con un canovaccio umido. Stendere ora l’impasto ottenuto sua teglia unta d’olio e modellarla con le mani fino a distribuire l’impasto sulla teglia in maniera omogenea. Tagliate a metà i pomodorini e posizionarli su tutta la superficie della focaccia eservitando un pò di pressione su ogni pomodorino per farlo aderire bene alla focaccia. Condire la focaccia pugliese con una spolverata di origano, un pò di sale grosso tritato e un filo d’olio e mettere a lievitare di nuovo per 30 minuti. Infornare in forno già caldo a 200° e cuocere per 25-30 minuti. Lasciar intiepidire prima di tagliare la focaccia pugliese a fette e servire.

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Enogastronomia

Pomodoro in estate appena colto, che sapore!

Un prodotto dell’agricoltura, meglio se biologico, da mangiare più o meno maturo a seconda dei piatti e dei gusti di cui non possiamo più fare a meno. E pensare che quando fu importato dalle Americhe (all’incirca nel 1700) era usato come pianta ornamentale per abbellire giardini e aiuole. Solo con l'inizio del secolo, nei paesi mediterranei, iniziò la coltivazione intensiva e la trasformazione e conservazione industriale del prodotto. Da lì ad ideare sughi, salse e insalate il passo fu breve.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk In Italia la coltivazione ha una lunga tradizione ed il nostro Paese figura al terzo posto nella graduatoria mondiale per la produzione e l'esportazione. La pianta di pomodoro si coltiva in campi aperti o in serra e in questi ultimi tempi è di moda far crescere qualche pianta anche sui balconi e terrazzi degli appartamenti.kkkkkk La raccolta viene fatta ancora in gran parte a mano e si esegue a partire da luglio per le varietà più precoci e si protrae a tutto agosto - settembre.

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Libreria

Giulio Pastore Presentato alla Camera dei deputati il libro con i discorsi parlamentari di A. M.

“Democrazia e Rappresentanza degli interessi”kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Il 7 giugno nella sala della Lupa presso la camera dei deputati,con la presentazione della raccolta dei discorsi parlamentari è stato reso un doveroso omaggio a Giulio Pastore, prestigiosa figura storica della storia politica e sindacale del Novecento Italiano, leader sindacale, deputato e poi ministro per il mezzogiorno, con autorevoli interventi di Gianfraco Fini, Rosy Bindi,Raffaele Bonanni, Susanna Camusso, Aldo Carera, Ivanohe Lo Bello, su queste colonne ci piace ricordarlo per rendergli un dovuto omaggio.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Giulio Pastore nasce a Genova da famiglia operaia il 17 agosto 1902 e trascorre la giovinezza fra la scuola e la fabbrica. A soli 12 anni, comincia a lavorare come manovale in uno stabilimento tessile di Borgosesia. A 15 anni si trasferisce in una fabbrica di Varallo Sesia dove già inizia a distinguersi come sindacalista precoce. A 20 anni viene chiamato presso l’Unione del Lavoro di Monza, dove conosce Achille Grandi, il fondatore del sindacato di orientamento cristiano nel periodo prefascista.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Dopo una parentesi di attività sindacale e giornalistica in Valsesia nel 1923, dove assume ruoli di responsabilità anche nell’ambito dell’Azione Cattolica, sempre a Monza comincia la sua attività di giornalista a Il Cittadino, che sotto la sua direzione diviene ben presto uno dei più battaglieri organi cattolici del tempo, fino al 1925, quando le pressioni del regime portano al licenziamento del suo direttore. Pastore dedica da allora ogni sua attività all’Azione cattolica, prima responsabile per la diocesi di Novara, poi nella Presidenza nazionale della Gioventù dik Comizio di Giulio Pastore a Roma, Azione cattolica, incaricok piazza Navona che lo obbliga a trasferir-k si a Roma con la moglie e i nove figli nel 1935. Questa esperienza si conclude nel 1942, quando Pastore entra nell’attività clandestina di resistenza al regime fascista. Animatore dei primi gruppi democristiani a Roma e membro del Comitato di agitazione sindacale, viene arrestato nei rastrellamenti che seguono lo sciopero generale per l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Lascia Regina Coeli solo con la liberazione della città da parte degli alleati. Nella rinnovata democrazia italiana, Giulio Pastore al campo scuola di è nominato componente della Direzione centrale della D.C. e ne Ortisei nel 1957 dirige la campagna elettorale nel 1946 in qualità di segretario organizzativo. Ma il suo impegno si concentra sin dal principio nel campo sindacale: nelle Acli, che contribuisce a promuovere insieme a Grandi ed altri e di cui è il primo segretario generale; nella Cgil unitaria, come segretario della corrente cristiana succedendo a Grandi e Rapelli in di questo incarico; nella Lcgil prima e nella

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Libreria

Cisl poi, come padre fondatore e primo segretario generale.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Pastore guidò la CISL con autorevolezza e spirito innovatore nella difficoltosa dialettica sociale di quegli anni non certo facile del dopoguerra.Commovente è stata la testimonianza di uno dei relatori che ha raccontato di un Pastore sceso in Calabria per un comizio di fronte alla miseria che aveva di fronte preferì dire solo buon Natale senza fare comizi. In questo periodo rappresenta i lavoratori italiani nel Bureau du Travail a Ginevra. Partecipa inoltrek alla costituzione della Cisl internazionale, del cui esecutivo è componente sin dall’inizio. Resta alla guida della Cisl fino al 1958 quando, in relazione anche alla sua attività nell’ambito della D.C., entra a far parte del Governo Fanfani, prima manifestazione di rottura nei confronti della destra politica ed economica. Tranne una breve parentesi nel 1960, seguita alle sue dimissioni dal governo Tambroni per incompatibilità con l’ap-k Giulio Pastore al campo scuola di Salerno nel 1957 poggio esterno del M.S.I., resta titolare del Ministero per lo sviluppo del Mezzogiorno anche nei governi successivi di centro-sinistra fino alla metà degli anni ’60. kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk L’Italia che si esprime nelle concezioni di Pastore,ricorda Gianfranco Fini che si intreccia con le idee di Di Vittorio è un’Italia che ha voglia di crescere,di affrancarsi dalla povertà, di entrareda protagonista nella modernità industriale. Muore il 14 ottobre 1969.

Oh mia patria Versi e canti dell’Italia Unita di Adriana Argentini

L’antologia – che ricostruisce il lungo cammino dell’unità d’Italia attraverso poesie, inni e canti popolari, canzoni d’autore, canti folcloristici e di tradizione – abbraccia il periodo che va dal 1796, anno della prima campagna di Napoleone in Italia, ad oggi. Per dare un’idea dell’opera, della complessità della ricerca e delle scelte che hanno reso possibile la sua realizzazione, ci sembra utile scorrere l’indice: tre volumi (Nascita di una Nazione 1796-1870; L’Italia règia 1871-1946; L’Italia repubblicana 1946-2011), raccolti in cofanetto, suddivisi in capitoli che individuano i diversi momenti storici: L’Italia di Napoleone(1796-1815); O compagni sul letto di morte, o fratelli su libero suol (1815-1847); Dov’è la vittoria? (1848-1849); Oltre la sconfitta: l’Europa, le alleanze, le strategie (1850-1858); Finale di partita (1859-1861); L’Italia l’abbiamo! (1861-1870); Italia domandava Roma, Bisanzio essi le han dato (1871-1900); Terza Italia, quarta sponda, socialismo, nazionalismo, interventismo:

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addio alla Bell’Epoque (1900-1914); La grande guerra (1915-818); Dalla fondazione dei fasci al 25 luglio: l’Italia di Mussolini (1919-1943); La guerra di liberazione: salvare l’Italia unita e il e il suo futuro democratico (19431946); Dalla ricostruzione al ‘miracolo’ (1946-1960); L’Italia del ‘miracolo’ dal centro-sinistra a piazza Fontana (1961-1969); Gli anni di piombo (1970-1979); Craxi, Berlusconi e …? (1980-2011); Carosello italiano (epilogo). L’indice, come una bussola, è pensato in modo da aiutare il lettore ad orientarsi nella lettura dei testi, quelli raccolti in ciascun capitolo sono a loro volta suddivisi secondo tre argomenti:kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk 1. Il racconto della storia;kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk 2. La questione sociale e il mondo del lavoro (L’emigrazione; La miseria, i lavori, le lotte);kkkkkkkkkkkkkkkkkk 3. Lo spirito del tempo (Idee, ideologie, propaganda; Riso amaro; Tempi moderni; Luoghi e paesaggi , naturali e dell’anima; Istantanee e dardi amorosi). L’attenzione al lettore è presente anche nella cura con cui sono state pensate e realizzate le brevi e chiare presentazioni, le note ai testi, le fonti bibliografiche, le notizie su ciascuno degli oltre 400 autori, le accurate e dettagliate cronologie e, a chiusura del terzo volume, le pagine intitolate “Congedo” (una sorta di autobiografia dell'autore).kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Nella bella prefazione, Tullio De Mauro scrive: “Per Vanni Pierini il poderoso lavoro è un punto di arrivo. Ma esso merita d’essere un punto di partenza, un riferimento per qanti sapranno e vorranno integrare la ricostruzione della nascita e degli sviluppi della società italiana”. E il senso dell'Antologia è ben sintetizzato nell’introduzione da Raffaele Manica, là dove afferma: “Il reticolo tessuto da Pierini mostra segni di invito a una lettura non frettolosa dei Fusinato, Dall’Ongaro, Scalvini. E invita alla nuova ricognizione anche intorno a nomi più importanti: Giusti o Zena o Zanella; Russo o Bettini o La Contessa Lara o Vann’Antò. E invita al giusto tono nel leggere Ada Negri o Trilussa o Malaparte. Non la poesia civile, ma la poesia col sentimento della comunità (sia pure la più piccola delle comunità: il discorso a due), col sentimento sia pure indiretto della cittadinanza, ovvero dell’essere ognuno individuo ma in rapporto civile e politico con altri individui”.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

Vanni Pierini (Recanati, 1945). Laureato in filosofia. Negli anni sessanta e settanta è stato dirigente nazionale della Cgil. Negli anni ottanta ha lavorato come ricercatore economico per enti pubblici e imprese. Negli anni novanta ha fondato, con altri, il Premio Recanati di musica e poesia e lo ha diretto per le prime dodici edizioni. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie e ha curato le Antologie: Poesie d’amore: da Saffo a Prevert (3 volumi), Mondadori 2004; Foglie della memoria: l’Italia del ‘900 nella poesia del ‘900, Ediesse 2006.kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

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Rivista della FITeL (Federazione Italiana Tempo Libero)

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